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@@ -33,13 +33,13 @@ Pensare al processo come itinerario significa stabilire una logica con la quale
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| 33 |
- volano dell'integrazione professionale e del sistema
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| 34 |
- filo conduttore che punta all'identificazione degli esiti.
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| 35 |
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| 36 |
-
##
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| 37 |
L'approccio che si configura determina una forte e concreta spinta all'integrazione dei protagonisti del sistema, in quanto la finalità comune e condivisa negli obiettivi del processo fortifica i legami fra gli operatori.
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| 38 |
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| 39 |
-
##
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| 40 |
Il tema degli esiti clinici è delicato, il percorso è stato intrapreso ed anche se i tempi si prospettano lunghi fin da ora è indispensabile comprendere questi aspetti ogni volta che si ragiona in termini di erogazione delle prestazioni sanitarie.
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| 41 |
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| 42 |
-
##
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| 43 |
Le modalità del miglioramento continuo della qualità non potevano certamente essere escluse dall'elenco dei principi fondanti; superato il periodo in cui era sufficiente assicurare la qualità ora è imprescindibile il concetto del miglioramento continuo come garanzia di efficienza e di efficacia del sistema. Un sistema che non impara dai propri errori, che non rivede se stesso in funzione della contemporaneità in cui si trova difficilmente fornirà risposte adeguate.
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| 44 |
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| 45 |
# LA STRUTTURA DEL MANUALE
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- volano dell'integrazione professionale e del sistema
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| 34 |
- filo conduttore che punta all'identificazione degli esiti.
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+
## L'attenzione agli aspetti di integrazione sia professionale sia di sistema di erogazione delle prestazioni
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| 37 |
L'approccio che si configura determina una forte e concreta spinta all'integrazione dei protagonisti del sistema, in quanto la finalità comune e condivisa negli obiettivi del processo fortifica i legami fra gli operatori.
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| 39 |
+
## La tensione del modello verso l'identificazione nei processi degli esiti
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| 40 |
Il tema degli esiti clinici è delicato, il percorso è stato intrapreso ed anche se i tempi si prospettano lunghi fin da ora è indispensabile comprendere questi aspetti ogni volta che si ragiona in termini di erogazione delle prestazioni sanitarie.
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| 41 |
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| 42 |
+
## L'adozione delle modalità del miglioramento continuo della qualità
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| 43 |
Le modalità del miglioramento continuo della qualità non potevano certamente essere escluse dall'elenco dei principi fondanti; superato il periodo in cui era sufficiente assicurare la qualità ora è imprescindibile il concetto del miglioramento continuo come garanzia di efficienza e di efficacia del sistema. Un sistema che non impara dai propri errori, che non rivede se stesso in funzione della contemporaneità in cui si trova difficilmente fornirà risposte adeguate.
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| 45 |
# LA STRUTTURA DEL MANUALE
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@@ -55,7 +55,7 @@ La sequenza logica è la seguente:
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| 55 |
- P - Plan. Pianificazione: l'organizzazione deve aver predisposto la documentazione necessaria a descrivere le modalità di raggiungimento dell'obiettivo per la qualità definito dal requisito per l'accreditamento;
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| 56 |
- D - Do. Implementazione: l'organizzazione deve garantire l'implementazione di quanto definito in fase di progettazione e pianificazione;
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| 57 |
- C - Check. Controllo, studio e raccolta dei risultati: L'organizzazione deve monitorare in maniera continua la qualità delle strutture, dei processi e degli esiti derivanti dall'erogazione del servizio;
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| 58 |
-
- A - Act. Azione per rendere definitivo e/o migliorare struttura/processo/esito: l'organizzazione deve analizzare e valutare i risultati del monitoraggio, effettuare un'analisi delle priorità e definire e mettere in campo iniziative per migliorare la qualità delle strutture, dei processi e
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| 59 |
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| 60 |
I requisiti sono concettualmente organizzati sulla base dei fattori/criteri di qualità individuati dal documento "Disciplinare per la revisione della normativa dell'accreditamento", approvato con Intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome, in data 20 dicembre 2012 (Rep. Atti n. 259/CSR):
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| 61 |
- Sistema di gestione delle strutture sanitarie: Fornisce garanzia di buona qualità dell'assistenza ambulatoriale, una gestione dell'organizzazione sanitaria che governi le dimensioni più fortemente collegate alla specifica attività di cura e assistenza in un'ottica di miglioramento continuo.
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@@ -81,7 +81,7 @@ I requisiti per l'accreditamento sono caratterizzati dalla seguente struttura:
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| 81 |
- all'esito: focalizzate sul risultato che si ottiene.
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| 83 |
Ciascun requisito è declinato secondo la logica del ciclo di Deming:
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| 84 |
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- Fase 1 (Plan) - Documenti di indirizzo e pianificazione: I piani, le politiche, le linee guide e altri documenti di indirizzo richiesti debbono essere presenti e rispettare nel contenuto quanto previsto dai requisiti per l'accreditamento. A tal proposito, alcuni requisiti trasversali fanno riferimento a processi clinici e manageriali che riguardano l'intera organizzazione sanitaria e come tali debbono essere
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| 85 |
- Fase 2 (Do) - Implementazione: La valutazione del soddisfacimento delle evidenze previste da questa fase viene effettuata attraverso, in particolare, l'osservazione sul campo, interviste o la valutazione delle cartelle cliniche dei pazienti, dei dati e di altri documenti. Tuttavia, per il loro volume e la dispersione all'interno dell'organizzazione, non è possibile esaminare tutta la documentazione disponibile o tutti gli elementi e gli indicatori misurabili in grado di testimoniare la conformità alle evidenze previste. Pertanto, in sede di verifica, il campionamento per la valutazione delle evidenze non si basa su criteri probabilistici, tali da individuare un campione rappresentativo della realtà organizzativa esaminata, ma è definibile come campione a scelta ragionata.
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| 86 |
- Fase 3 (Check) - Monitoraggio: Nessuna attività può essere migliorata se non si misurano i risultati. Per il soddisfacimento di tali evidenze sono richiesti i risultati documentati derivanti dal monitoraggio della qualità e della sicurezza delle attività definite nelle fasi precedenti. Per migliorare le proprie attività è necessario raccogliere dati e informazioni, ed analizzare le condizioni che eventualmente hanno determinato livelli di adeguatezza o di performance non soddisfacenti. Alcuni dati possono essere raccolti a livello di sistema, in altri casi il monitoraggio dei dati può essere effettuato nell'ambito della singola Unità Operativa Complessa attraverso l'analisi ad esempio della documentazione clinica. Il monitoraggio sistematico dei dati effettuato dalla struttura, laddove non specificato, non è da effettuarsi in continuo ma sulla base di un campione rappresentativo del processo da analizzare. Se non sono presenti specifici riferimenti circa la frequenza, è la struttura stessa a definirla.
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| 87 |
- Fase 4 (Act) - Miglioramento della qualità: Le evidenze previste da tale fase prevedono che l'organizzazione documenti la valutazione e l'analisi dei dati e delle informazioni al fine di definire le priorità per l'implementazione di specifiche iniziative atte a migliorare la qualità e la sicurezza dell'organizzazione.
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@@ -235,7 +235,7 @@ vi è evidenza che l'organizzazione ha comunicato i risultati delle valutazioni
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vi è evidenza nelle strutture ambulatoriali dell'impiego di strumenti di valutazione scientificamente riconosciuti per la misurazione dell'aderenza alle linee guida;
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i pazienti e le
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### Fase 3: Monitoraggio
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| 241 |
Vi è evidenza del controllo e dell'adeguamento periodico del sistema di valutazione della qualità del servizio in maniera tale da garantire la validità e l'affidabilità di tutte le misure nel tempo e delle strategie di comunicazione dei dati.
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@@ -641,7 +641,7 @@ vi è evidenza della messa in atto di una procedura per il coinvolgimento e l'in
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| 641 |
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| 642 |
vi è evidenza dell'informazione ricevuta dal paziente e dai familiari sulle precauzioni da adottare per la prevenzione delle infezioni correlate all'assistenza;
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l'organizzazione fornisce le informazioni sulla qualità dei
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ai pazienti con accessi programmati vengono rilasciate informazioni in forma scritta su come accedere al servizio del successivo appuntamento;
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- P - Plan. Pianificazione: l'organizzazione deve aver predisposto la documentazione necessaria a descrivere le modalità di raggiungimento dell'obiettivo per la qualità definito dal requisito per l'accreditamento;
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| 56 |
- D - Do. Implementazione: l'organizzazione deve garantire l'implementazione di quanto definito in fase di progettazione e pianificazione;
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| 57 |
- C - Check. Controllo, studio e raccolta dei risultati: L'organizzazione deve monitorare in maniera continua la qualità delle strutture, dei processi e degli esiti derivanti dall'erogazione del servizio;
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| 58 |
+
- A - Act. Azione per rendere definitivo e/o migliorare struttura/processo/esito: l'organizzazione deve analizzare e valutare i risultati del monitoraggio, effettuare un'analisi delle priorità e definire e mettere in campo iniziative per migliorare la qualità delle strutture, dei processi e degli esiti.
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I requisiti sono concettualmente organizzati sulla base dei fattori/criteri di qualità individuati dal documento "Disciplinare per la revisione della normativa dell'accreditamento", approvato con Intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome, in data 20 dicembre 2012 (Rep. Atti n. 259/CSR):
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| 61 |
- Sistema di gestione delle strutture sanitarie: Fornisce garanzia di buona qualità dell'assistenza ambulatoriale, una gestione dell'organizzazione sanitaria che governi le dimensioni più fortemente collegate alla specifica attività di cura e assistenza in un'ottica di miglioramento continuo.
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- all'esito: focalizzate sul risultato che si ottiene.
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Ciascun requisito è declinato secondo la logica del ciclo di Deming:
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- Fase 1 (Plan) - Documenti di indirizzo e pianificazione: I piani, le politiche, le linee guide e altri documenti di indirizzo richiesti debbono essere presenti e rispettare nel contenuto quanto previsto dai requisiti per l'accreditamento. A tal proposito, alcuni requisiti trasversali fanno riferimento a processi clinici e manageriali che riguardano l'intera organizzazione sanitaria e come tali debbono essere "governati" da documenti definiti a livello aziendale mentre in altri casi è necessario definire i documenti a livello di singola articolazione organizzativa, tipicamente l'Unità Operativa Complessa ().
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- Fase 2 (Do) - Implementazione: La valutazione del soddisfacimento delle evidenze previste da questa fase viene effettuata attraverso, in particolare, l'osservazione sul campo, interviste o la valutazione delle cartelle cliniche dei pazienti, dei dati e di altri documenti. Tuttavia, per il loro volume e la dispersione all'interno dell'organizzazione, non è possibile esaminare tutta la documentazione disponibile o tutti gli elementi e gli indicatori misurabili in grado di testimoniare la conformità alle evidenze previste. Pertanto, in sede di verifica, il campionamento per la valutazione delle evidenze non si basa su criteri probabilistici, tali da individuare un campione rappresentativo della realtà organizzativa esaminata, ma è definibile come campione a scelta ragionata.
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- Fase 3 (Check) - Monitoraggio: Nessuna attività può essere migliorata se non si misurano i risultati. Per il soddisfacimento di tali evidenze sono richiesti i risultati documentati derivanti dal monitoraggio della qualità e della sicurezza delle attività definite nelle fasi precedenti. Per migliorare le proprie attività è necessario raccogliere dati e informazioni, ed analizzare le condizioni che eventualmente hanno determinato livelli di adeguatezza o di performance non soddisfacenti. Alcuni dati possono essere raccolti a livello di sistema, in altri casi il monitoraggio dei dati può essere effettuato nell'ambito della singola Unità Operativa Complessa attraverso l'analisi ad esempio della documentazione clinica. Il monitoraggio sistematico dei dati effettuato dalla struttura, laddove non specificato, non è da effettuarsi in continuo ma sulla base di un campione rappresentativo del processo da analizzare. Se non sono presenti specifici riferimenti circa la frequenza, è la struttura stessa a definirla.
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| 87 |
- Fase 4 (Act) - Miglioramento della qualità: Le evidenze previste da tale fase prevedono che l'organizzazione documenti la valutazione e l'analisi dei dati e delle informazioni al fine di definire le priorità per l'implementazione di specifiche iniziative atte a migliorare la qualità e la sicurezza dell'organizzazione.
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vi è evidenza nelle strutture ambulatoriali dell'impiego di strumenti di valutazione scientificamente riconosciuti per la misurazione dell'aderenza alle linee guida;
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+
i pazienti e le organizzazioni di cittadini sono incoraggiati a fornire giudizi sulle cure ricevute e vi è evidenza della loro partecipazione alla valutazione della qualità dei servizi.
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### Fase 3: Monitoraggio
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Vi è evidenza del controllo e dell'adeguamento periodico del sistema di valutazione della qualità del servizio in maniera tale da garantire la validità e l'affidabilità di tutte le misure nel tempo e delle strategie di comunicazione dei dati.
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vi è evidenza dell'informazione ricevuta dal paziente e dai familiari sulle precauzioni da adottare per la prevenzione delle infezioni correlate all'assistenza;
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+
l'organizzazione fornisce le informazioni sulla qualità dei suoi servizi;
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ai pazienti con accessi programmati vengono rilasciate informazioni in forma scritta su come accedere al servizio del successivo appuntamento;
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CHANGED
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@@ -7,7 +7,7 @@ Più in dettaglio, il disciplinare predisposto dal Tavolo e approvato dalla Conf
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La Regione Calabria ha inteso rivedere la normativa sull'autorizzazione e l'accreditamento e realizzare un nuovo manuale per l'accreditamento delle strutture ospedaliere che tenga conto delle indicazioni derivanti dalla predetta Intesa e da ulteriori provvedimenti adottati da Stato e Regioni come l'Intesa del 10 luglio 2014 concernente il nuovo Patto per la salute per gli anni 2014-2016 e l'Intesa del 05 agosto 2014 relativa al Regolamento recante "Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera", ma anche delle più avanzate esperienze internazionali disponibili. Il manuale riflette le dinamiche in continua evoluzione che caratterizzano l'ambito dell'assistenza per acuti, recependo da un lato, l'impostazione derivante dal disciplinare tecnico per la revisione della normativa sull'accreditamento e, dall'altro, le tematiche emergenti in tema di qualità e sicurezza delle cure individuate attraverso un'analisi dettagliata della letteratura scientifica e dei manuali di accreditamento internazionali.
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In accordo a quanto indicato dall'OMS, il manuale per l'accreditamento delle strutture ospedaliere mira a promuovere un processo di miglioramento continuo della qualità delle prestazioni, dell'efficienza dell'organizzazione, dell'uso delle risorse e della formazione, in modo tale che ogni cittadino, in relazione ai propri bisogni sanitari, possa ricevere gli atti diagnostici e terapeutici, che garantiscano i migliori risultati in termini di salute, in rapporto allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, al minor costo possibile e ai minori rischi iatrogeni, per conseguire la soddisfazione dei bisogni rispetto agli interventi ricevuti e agli
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L'obiettivo del manuale è quello di creare e incentivare il miglioramento attraverso un modello che permetta alle organizzazioni di effettuare una valutazione continua dell'applicazione dei requisiti, consentendo attraverso la misurazione e l'analisi di innescare processi di miglioramento continuo.
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@@ -16,7 +16,7 @@ Con l'accreditamento istituzionale la Regione intende raggiungere l'obiettivo di
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Perché ciò sia possibile è necessario che le strutture sanitarie si dotino di modelli organizzativi e gestionali di riconosciuta validità. È per tale motivo che la Regione ha individuato nei principi, nei metodi e negli approcci del "Disciplinare Tecnico" il principale riferimento.
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Fondare la propria organizzazione sulla base dei requisiti del manuale di accreditamento delle strutture ospedaliere vuol dire orientare la gestione ai seguenti principi:
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- Miglioramento continuo della qualità: i requisiti sono definiti in maniera tale da favorire e incoraggiare le strutture ospedaliere a migliorare la qualità e la performance delle
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- Centralità dei pazienti: i requisiti fanno riferimento alla centralità del paziente e alla continuità delle cure;
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- Pianificazione e valutazione della performance: i requisiti valutano l'efficienza e l'efficacia della struttura sanitaria;
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| 22 |
- Sicurezza: i requisiti includono interventi per migliorare e garantire la sicurezza dei pazienti, dei visitatori e del personale;
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@@ -24,7 +24,7 @@ Fondare la propria organizzazione sulla base dei requisiti del manuale di accred
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| 25 |
# I REQUISITI PER L'ACCREDITAMENTO
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L'obiettivo prioritario è quello di costruire un sistema che fornisca un livello di prestazioni qualitativamente elevato e che sia in grado di orientare lo svolgimento delle attività al soddisfacimento dei bisogni dei cittadini. A tal proposito il manuale si propone di definire un modello per l'accreditamento istituzionale delle strutture caratterizzato dai seguenti elementi:
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-
- Centralità del cittadino/ paziente - è una componente essenziale nell'erogazione
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| 28 |
- Comprendere continuamente i bisogni e le aspettative dei cittadini/pazienti;
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| 29 |
- Garantire che i cittadini/pazienti siano considerati una priorità per il servizio;
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| 30 |
- Guardare all'erogazione dei servizi in base alla prospettiva dei pazienti.
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@@ -91,7 +91,7 @@ Questo manuale si propone di essere uno strumento per autovalutare, monitorare e
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| 91 |
- La valutazione delle prestazioni e dei processi erogati all'interno delle strutture ospedaliere;
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| 92 |
- Il miglioramento del coordinamento dell'assistenza con gli altri soggetti erogatori;
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| 93 |
- La formulazione e l'individuazione di azioni per il miglioramento delle attività;
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| 94 |
-
- Il coinvolgimento dei professionisti e dei pazienti nel miglioramento
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| 95 |
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| 96 |
Le strutture ospedaliere che affrontano il percorso di accreditamento istituzionale debbono effettuare un'autovalutazione della propria organizzazione, in maniera tale da valutare la propria distanza dalle attività richieste dai requisiti e individuare le azioni rilevanti da implementare prima della verifica sul campo da parte degli organi deputati.
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| 97 |
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@@ -305,7 +305,7 @@ Vi è evidenza della periodica rivalutazione da parte dell'organizzazione della
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| 305 |
### Fase 4: Miglioramento della qualità
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| 306 |
Sulla base delle analisi effettuate la Direzione effettua una valutazione delle priorità, individua e implementa specifiche azioni per il miglioramento della qualità delle informazioni contenute nella Carta dei Servizi e nel materiale informativo a disposizione degli utenti; controlla, inoltre, che le azioni intraprese abbiano raggiunto gli effetti desiderati.
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| 307 |
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| 308 |
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## Requisito 2.2.1 Percorsi assistenziali: Eleggibilità e presa in carico
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| 309 |
### Campo d'applicazione
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| 310 |
Intera struttura sanitaria e singola Unità Operativa Complessa coinvolta nella cura del paziente
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| 311 |
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@@ -581,7 +581,7 @@ Sulla base delle analisi effettuate e delle criticità riscontrate, la Direzione
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| 581 |
"Una buona comunicazione e relazione fra professionisti e con i pazienti garantisce allineamento ai comportamenti professionali attesi, aumento della sicurezza nella erogazione delle cure, partecipazione dei pazienti nelle scelte di trattamento"
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| 582 |
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| 583 |
Per corrispondere a tale criterio, ogni struttura che eroga prestazioni in regime ospedaliero dovrà documentare che siano soddisfatti i requisiti che evidenziano:
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| 584 |
-
- Le modalità
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| 585 |
- Le modalità di valutazione della relazione tra il personale e l'organizzazione (contesto organizzativo) attraverso l'analisi del clima organizzativo/soddisfazione degli operatori;
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| 586 |
- Le modalità e i contenuti delle informazioni da fornire ai pazienti e/o ai caregiver;
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| 587 |
- Le modalità di partecipazione dei pazienti nelle scelte clinico-assistenziali e le modalità di coinvolgimento dei pazienti e dei caregiver;
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@@ -629,7 +629,7 @@ vi è evidenza dell'effettuazione di una indagine sulla valutazione del clima az
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| 629 |
Vi è evidenza della diffusione e condivisione dei risultati dell'indagine sulla valutazione del clima aziendale e della soddisfazione del personale, e della discussione ed analisi dei risultati anche in apposite riunioni con la Direzione.
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| 630 |
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| 631 |
### Fase 4: Miglioramento della qualità
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| 632 |
-
Sulla base delle analisi effettuate e delle criticità riscontrate, la Direzione e i singoli dirigenti effettuano una valutazione delle priorità ed individuano e implementano specifiche azioni per il
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| 633 |
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| 634 |
## Requisito 5.3 Le modalità e i contenuti delle informazioni da fornire ai pazienti e/o ai caregiver
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| 635 |
### Campo d'applicazione
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@@ -777,7 +777,7 @@ Intera struttura sanitaria e singola Unità Operativa Complessa
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| 777 |
### Fase 1: Documenti di indirizzo e pianificazione
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| 778 |
L'organizzazione ha istituito un organismo aziendale deputato alla lotta alle infezioni ospedaliere e ha definito formalizzato e diffuso il programma di prevenzione e riduzione delle infezioni associate all'assistenza sanitaria basato sulle attuali conoscenze scientifiche, sulle linee guida della pratica comunemente accettate (ad esempio linee guida dell'OMS sull'igiene delle mani e altre linee guida), sulla legislazione e la normativa vigenti in materia e sugli standard di igiene e pulizia pubblicati da enti locali o nazionali. Il programma di prevenzione e riduzione delle infezioni associate all'assistenza sanitaria prevede lo stanziamento di risorse adeguate, l'uso di dispositivi e tecniche di precauzione, l'utilizzo di procedure di isolamento, misure di barriera ed igiene delle mani, attività di sorveglianza microbiologica, sanificazione, disinfezione e sterilizzazione, lo smaltimento dei rifiuti e degli aghi taglienti e prevede la definizione di sistemi di reporting delle infezioni correlate all'assistenza;
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| 779 |
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| 780 |
-
l'organizzazione ha formalizzato un organismo aziendale deputato alla gestione del rischio clinico ed un piano annuale aziendale per la gestione del rischio orientato alla sicurezza di operatori, pazienti e ambiente, che preveda la definizione delle politiche per la sicurezza del paziente, le modalità per l'identificazione e la valutazione dei rischi, una lista dei processi, delle aree e dei rischi maggiori identificati, le modalità di comunicazione con gli stakeholder e la gestione dei relativi contenziosi. Tale piano deve contemplare ruoli, responsabilità, risorse impiegate, monitoraggio, verifiche e formazione e deve essere approvato dalla Direzione. Il piano prevede la definizione di obiettivi specifici
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| 781 |
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| 782 |
l'organizzazione ha definito formalizzato e diffuso protocolli, linee guida e procedure per la programmazione di attività di valutazione del rischio derivante dagli esiti inattesi dei trattamenti;
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| 783 |
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@@ -872,7 +872,7 @@ Sulla base delle analisi effettuate e delle criticità riscontrate e sulla base
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| 872 |
Per corrispondere a tale criterio, ogni struttura che eroga prestazioni in regime ospedaliero dovrà documentare che siano soddisfatti i requisiti che evidenzino:
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| 873 |
- Progetti di miglioramento
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| 874 |
- Applicazione di modalità di valutazione delle tecnologie in uso o da acquisirsi
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| 875 |
-
- Adozione di iniziative di innovazione tecnico-professionale
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| 876 |
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| 877 |
## Requisito 7.1 Progetti di miglioramento
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| 878 |
### Campo d'applicazione
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| 7 |
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| 8 |
La Regione Calabria ha inteso rivedere la normativa sull'autorizzazione e l'accreditamento e realizzare un nuovo manuale per l'accreditamento delle strutture ospedaliere che tenga conto delle indicazioni derivanti dalla predetta Intesa e da ulteriori provvedimenti adottati da Stato e Regioni come l'Intesa del 10 luglio 2014 concernente il nuovo Patto per la salute per gli anni 2014-2016 e l'Intesa del 05 agosto 2014 relativa al Regolamento recante "Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera", ma anche delle più avanzate esperienze internazionali disponibili. Il manuale riflette le dinamiche in continua evoluzione che caratterizzano l'ambito dell'assistenza per acuti, recependo da un lato, l'impostazione derivante dal disciplinare tecnico per la revisione della normativa sull'accreditamento e, dall'altro, le tematiche emergenti in tema di qualità e sicurezza delle cure individuate attraverso un'analisi dettagliata della letteratura scientifica e dei manuali di accreditamento internazionali.
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| 9 |
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| 10 |
+
In accordo a quanto indicato dall'OMS, il manuale per l'accreditamento delle strutture ospedaliere mira a promuovere un processo di miglioramento continuo della qualità delle prestazioni, dell'efficienza dell'organizzazione, dell'uso delle risorse e della formazione, in modo tale che ogni cittadino, in relazione ai propri bisogni sanitari, possa ricevere gli atti diagnostici e terapeutici, che garantiscano i migliori risultati in termini di salute, in rapporto allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, al minor costo possibile e ai minori rischi iatrogeni, per conseguire la soddisfazione dei bisogni rispetto agli interventi ricevuti e agli esiti conseguiti.
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| 11 |
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| 12 |
L'obiettivo del manuale è quello di creare e incentivare il miglioramento attraverso un modello che permetta alle organizzazioni di effettuare una valutazione continua dell'applicazione dei requisiti, consentendo attraverso la misurazione e l'analisi di innescare processi di miglioramento continuo.
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| 13 |
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| 16 |
Perché ciò sia possibile è necessario che le strutture sanitarie si dotino di modelli organizzativi e gestionali di riconosciuta validità. È per tale motivo che la Regione ha individuato nei principi, nei metodi e negli approcci del "Disciplinare Tecnico" il principale riferimento.
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| 17 |
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| 18 |
Fondare la propria organizzazione sulla base dei requisiti del manuale di accreditamento delle strutture ospedaliere vuol dire orientare la gestione ai seguenti principi:
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| 19 |
+
- Miglioramento continuo della qualità: i requisiti sono definiti in maniera tale da favorire e incoraggiare le strutture ospedaliere a migliorare la qualità e la performance delle prestazioni erogate;
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| 20 |
- Centralità dei pazienti: i requisiti fanno riferimento alla centralità del paziente e alla continuità delle cure;
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| 21 |
- Pianificazione e valutazione della performance: i requisiti valutano l'efficienza e l'efficacia della struttura sanitaria;
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| 22 |
- Sicurezza: i requisiti includono interventi per migliorare e garantire la sicurezza dei pazienti, dei visitatori e del personale;
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| 24 |
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| 25 |
# I REQUISITI PER L'ACCREDITAMENTO
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| 26 |
L'obiettivo prioritario è quello di costruire un sistema che fornisca un livello di prestazioni qualitativamente elevato e che sia in grado di orientare lo svolgimento delle attività al soddisfacimento dei bisogni dei cittadini. A tal proposito il manuale si propone di definire un modello per l'accreditamento istituzionale delle strutture caratterizzato dai seguenti elementi:
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| 27 |
+
- Centralità del cittadino/ paziente - è una componente essenziale nell'erogazione delle cure:
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| 28 |
- Comprendere continuamente i bisogni e le aspettative dei cittadini/pazienti;
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| 29 |
- Garantire che i cittadini/pazienti siano considerati una priorità per il servizio;
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| 30 |
- Guardare all'erogazione dei servizi in base alla prospettiva dei pazienti.
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| 91 |
- La valutazione delle prestazioni e dei processi erogati all'interno delle strutture ospedaliere;
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| 92 |
- Il miglioramento del coordinamento dell'assistenza con gli altri soggetti erogatori;
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| 93 |
- La formulazione e l'individuazione di azioni per il miglioramento delle attività;
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| 94 |
+
- Il coinvolgimento dei professionisti e dei pazienti nel miglioramento delle attività.
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| 95 |
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| 96 |
Le strutture ospedaliere che affrontano il percorso di accreditamento istituzionale debbono effettuare un'autovalutazione della propria organizzazione, in maniera tale da valutare la propria distanza dalle attività richieste dai requisiti e individuare le azioni rilevanti da implementare prima della verifica sul campo da parte degli organi deputati.
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| 97 |
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| 305 |
### Fase 4: Miglioramento della qualità
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| 306 |
Sulla base delle analisi effettuate la Direzione effettua una valutazione delle priorità, individua e implementa specifiche azioni per il miglioramento della qualità delle informazioni contenute nella Carta dei Servizi e nel materiale informativo a disposizione degli utenti; controlla, inoltre, che le azioni intraprese abbiano raggiunto gli effetti desiderati.
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| 307 |
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| 308 |
+
## Requisito 2.2.1 Percorsi assistenziali: Eleggibilità e presa in carico dei pazienti
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| 309 |
### Campo d'applicazione
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| 310 |
Intera struttura sanitaria e singola Unità Operativa Complessa coinvolta nella cura del paziente
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| 311 |
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| 581 |
"Una buona comunicazione e relazione fra professionisti e con i pazienti garantisce allineamento ai comportamenti professionali attesi, aumento della sicurezza nella erogazione delle cure, partecipazione dei pazienti nelle scelte di trattamento"
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| 582 |
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| 583 |
Per corrispondere a tale criterio, ogni struttura che eroga prestazioni in regime ospedaliero dovrà documentare che siano soddisfatti i requisiti che evidenziano:
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| 584 |
+
- Le modalità di comunicazione interna alla struttura, che favoriscano la partecipazione degli operatori;
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| 585 |
- Le modalità di valutazione della relazione tra il personale e l'organizzazione (contesto organizzativo) attraverso l'analisi del clima organizzativo/soddisfazione degli operatori;
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| 586 |
- Le modalità e i contenuti delle informazioni da fornire ai pazienti e/o ai caregiver;
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| 587 |
- Le modalità di partecipazione dei pazienti nelle scelte clinico-assistenziali e le modalità di coinvolgimento dei pazienti e dei caregiver;
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| 629 |
Vi è evidenza della diffusione e condivisione dei risultati dell'indagine sulla valutazione del clima aziendale e della soddisfazione del personale, e della discussione ed analisi dei risultati anche in apposite riunioni con la Direzione.
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| 630 |
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| 631 |
### Fase 4: Miglioramento della qualità
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| 632 |
+
Sulla base delle analisi effettuate e delle criticità riscontrate, la Direzione e i singoli dirigenti effettuano una valutazione delle priorità ed individuano e implementano specifiche azioni per il miglioramento del clima organizzativo e della soddisfazione degli operatori; controllano, inoltre, che le azioni intraprese abbiano raggiunto i risultati desiderati.
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| 633 |
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| 634 |
## Requisito 5.3 Le modalità e i contenuti delle informazioni da fornire ai pazienti e/o ai caregiver
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| 635 |
### Campo d'applicazione
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| 777 |
### Fase 1: Documenti di indirizzo e pianificazione
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| 778 |
L'organizzazione ha istituito un organismo aziendale deputato alla lotta alle infezioni ospedaliere e ha definito formalizzato e diffuso il programma di prevenzione e riduzione delle infezioni associate all'assistenza sanitaria basato sulle attuali conoscenze scientifiche, sulle linee guida della pratica comunemente accettate (ad esempio linee guida dell'OMS sull'igiene delle mani e altre linee guida), sulla legislazione e la normativa vigenti in materia e sugli standard di igiene e pulizia pubblicati da enti locali o nazionali. Il programma di prevenzione e riduzione delle infezioni associate all'assistenza sanitaria prevede lo stanziamento di risorse adeguate, l'uso di dispositivi e tecniche di precauzione, l'utilizzo di procedure di isolamento, misure di barriera ed igiene delle mani, attività di sorveglianza microbiologica, sanificazione, disinfezione e sterilizzazione, lo smaltimento dei rifiuti e degli aghi taglienti e prevede la definizione di sistemi di reporting delle infezioni correlate all'assistenza;
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| 779 |
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| 780 |
+
l'organizzazione ha formalizzato un organismo aziendale deputato alla gestione del rischio clinico ed un piano annuale aziendale per la gestione del rischio orientato alla sicurezza di operatori, pazienti e ambiente, che preveda la definizione delle politiche per la sicurezza del paziente, le modalità per l'identificazione e la valutazione dei rischi, una lista dei processi, delle aree e dei rischi maggiori identificati, le modalità di comunicazione con gli stakeholder e la gestione dei relativi contenziosi. Tale piano deve contemplare ruoli, responsabilità, risorse impiegate, monitoraggio, verifiche e formazione e deve essere approvato dalla Direzione. Il piano prevede la definizione di obiettivi specifici e misurabili;
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| 781 |
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| 782 |
l'organizzazione ha definito formalizzato e diffuso protocolli, linee guida e procedure per la programmazione di attività di valutazione del rischio derivante dagli esiti inattesi dei trattamenti;
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| 783 |
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| 872 |
Per corrispondere a tale criterio, ogni struttura che eroga prestazioni in regime ospedaliero dovrà documentare che siano soddisfatti i requisiti che evidenzino:
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| 873 |
- Progetti di miglioramento
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| 874 |
- Applicazione di modalità di valutazione delle tecnologie in uso o da acquisirsi
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| 875 |
+
- Adozione di iniziative di innovazione tecnico-professionale e organizzativa
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| 876 |
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| 877 |
## Requisito 7.1 Progetti di miglioramento
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| 878 |
### Campo d'applicazione
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documents/calabria/healthcare/accreditation/2019-10-23_Regione Calabria_cbc2b55f66da57eca8a076f4242f95bb/extracted_text.md
CHANGED
|
@@ -39,7 +39,7 @@ L'obiettivo prioritario è quello di costruire un sistema che fornisca un livell
|
|
| 39 |
- Dati e informazioni danno evidenza dei processi implementati e dei risultati;
|
| 40 |
- La valutazione degli outcome consente il miglioramento della qualità e delle performance di un'organizzazione.
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| 41 |
- Propensione alle buone pratiche – le organizzazioni debbono confrontare le loro performance con altre organizzazioni o imparare dagli altri e applicare nel proprio contesto i principi delle buone pratiche:
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| 42 |
-
- Imparare
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| 43 |
- Migliorare gli outcome per i cittadini/pazienti.
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| 44 |
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| 45 |
La finalità è quella di:
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|
@@ -194,7 +194,7 @@ Ciascun requisito è declinato secondo la logica del ciclo di Deming:
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|
| 194 |
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| 195 |
# IL PROCESSO DI ACCREDITAMENTO
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| 196 |
Questo manuale si propone di essere uno strumento per autovalutare, monitorare e migliorare la qualità e la sicurezza delle prestazioni nelle strutture che erogano prestazioni di assistenza territoriale extra- ospedaliera. Il manuale si basa su due approcci complementari:
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| 197 |
-
- la pianificazione e l'implementazione delle attività, fasi che indicano le attività e i processi che dovrebbero essere presenti all'interno di una struttura socio-sanitaria/assistenziale
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| 198 |
- il monitoraggio e il miglioramento, che puntano a monitorare i processi sanitari/assistenziali e gli esiti e forniscono uno strumento quantitativo per valutare le variazioni della performance nel tempo ed innescare il ciclo del miglioramento continuo.
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| 199 |
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| 200 |
Nello specifico questo manuale ha l'obiettivo di facilitare:
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@@ -324,7 +324,7 @@ L'organizzazione monitora la qualità delle informazioni e dei dati in termini d
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| 324 |
#### Fase 4: Miglioramento della qualità
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| 325 |
Sulla base delle analisi effettuate, la Direzione effettua una valutazione delle priorità, individua e implementa specifiche azioni per il miglioramento della qualità dei sistemi informativi, della sicurezza nell'accesso ai dati e tenuta dei dati, ivi compresa la loro integrità, affidabilità, accuratezza e validità (sia per quelli provenienti da fonti interne che per quelli provenienti da fonti esterne); ne valuta la corretta applicazione nel rispetto e in ottemperanza alla legislazione e alla normativa vigente in materia.
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| 326 |
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| 327 |
-
### Requisito 1.5 Le modalità e
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| 328 |
#### Campo d'applicazione
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| 329 |
Ogni struttura di assistenza territoriale extra-ospedaliera
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| 330 |
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@@ -340,7 +340,7 @@ vi è evidenza che l'organizzazione ha comunicato i risultati delle valutazioni
|
|
| 340 |
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| 341 |
vi è evidenza nelle strutture socio sanitarie/assistenziali e sociali dell'impiego di strumenti di valutazione scientificamente riconosciuti per la misurazione della aderenza alle linee guida;
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| 342 |
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| 343 |
-
i pazienti e le
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| 344 |
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| 345 |
#### Fase 3: Monitoraggio
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| 346 |
Vi è evidenza del controllo e dell'adeguamento periodico del sistema di valutazione della qualità del servizio in maniera tale da garantire la validità e l'affidabilità di tutte le misure nel tempo e delle strategie di comunicazione dei dati.
|
|
@@ -422,7 +422,7 @@ l'organizzazione ha definito, formalizzato e diffuso una procedura per l'identif
|
|
| 422 |
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| 423 |
vi è evidenza che la documentazione tecnica relativa alle singole attrezzature, obbligatoriamente fornita al momento dell'acquisto, risulta a corredo delle stesse e resa disponibile alla funzione preposta per la manutenzione;
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| 424 |
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| 425 |
-
in relazione alle singole attrezzature vi è evidenza della presenza della documentazione delle ispezioni, collaudi e interventi
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| 426 |
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| 427 |
vi è evidenza dell'implementazione del programma di formazione sull'utilizzo delle attrezzature che prevede periodi di addestramento del personale coinvolto nell'utilizzo, manutenzione e dismissione di dispositivi medici/apparecchi elettromedicali.
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| 428 |
|
|
@@ -604,7 +604,7 @@ Sono state esplicitate, in apposito documento aziendale, metodologie di coinvolg
|
|
| 604 |
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| 605 |
#### Fase 2: Implementazione
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| 606 |
Vi è evidenza della messa in atto di:
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| 607 |
-
- una procedura per l'informazione al paziente e ai suoi familiari sui diritti e le responsabilità, per l'ascolto e l'educazione ed è documentato il coinvolgimento dei pazienti al processo
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| 608 |
- procedure per l'informazione del paziente (anche minori) e l'acquisizione del consenso informato prevedendo l'informazione partecipata;
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| 609 |
- delle metodologie di coinvolgimento attivo dei pazienti e dei familiari, in materia di gestione del rischio clinico;
|
| 610 |
- che i consensi soddisfano i contenuti specificati dalle linee guida definite dall'organizzazione in merito alle modalità di redazione dei consensi.
|
|
@@ -733,7 +733,7 @@ Sulla base delle analisi effettuate e delle criticità riscontrate, la Direzione
|
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| 733 |
|
| 734 |
# SEZIONE 2A - STRUTTURE CHE EROGANO PRESTAZIONI RESIDENZIALI E SEMIRESIDENZIALI PERANZIANI
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| 735 |
## 1° Criterio/fattore di qualità - PRESTAZIONI E SERVIZI
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| 736 |
-
"È buona prassi che l'organizzazione descriva la tipologia e le caratteristiche delle prestazioni e dei servizi erogati e individui i metodi di lavoro da adottarsi, come pratica del governo clinico sui quali fondare azioni successive di valutazione della performance e della comunicazione con i pazienti ed
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| 737 |
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| 738 |
Per corrispondere a tale criterio ogni struttura che eroga prestazioni residenziali e semiresidenziali per anziani dovrà documentare il soddisfacimento dei seguenti requisiti:
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| 739 |
- La tipologia delle prestazioni e dei servizi erogati
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@@ -816,7 +816,7 @@ Vi è evidenza della verifica da parte dell'organizzazione dell'applicazione:
|
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| 816 |
- dei protocolli e delle procedure per la valutazione e la gestione del dolore;
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| 817 |
- le procedure per la gestione della nutrizione enterale e parenterale;
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| 818 |
- le procedure per l'idratazione del paziente in accordo con la tolleranza dei fluidi;
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| 819 |
-
- le procedure per la gestione e la somministrazione
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| 820 |
- le procedure per la gestione delle richieste di esami e la corretta gestione dei campioni di laboratorio.
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| 821 |
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| 822 |
Vi è evidenza della rivalutazione periodica dei bisogni assistenziali degli ospiti a intervalli appropriati sulla base delle loro condizioni e del loro trattamento al fine di qualificare nel tempo la prestazione, verificare l'esatta corrispondenza tra gli specifici bisogni e l'assistenza erogata, pianificare il proseguimento della cura o la dimissione. I riscontri sono annotati nella documentazione sanitaria;
|
|
@@ -828,7 +828,7 @@ vi è evidenza della periodica valutazione del rischio nutrizionale e i risultat
|
|
| 828 |
vi è evidenza del controllo e del monitoraggio degli effetti collaterali dei farmaci.
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| 829 |
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| 830 |
#### Fase 4: Miglioramento
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| 831 |
-
Sulla base delle analisi effettuate e delle criticità riscontrate, la
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| 832 |
- dei protocolli, delle linee guida e delle procedure per la valutazione iniziale multidimensionale degli ospiti;
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| 833 |
- dei processi per la gestione del Piano di Assistenza Individualizzato e del piano specifico per le persone affette da demenza;
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| 834 |
- del trasferimento delle informazioni all'interno del processo di cura;
|
|
@@ -872,7 +872,7 @@ Vi è evidenza del monitoraggio e dell'applicazione:
|
|
| 872 |
Vi è evidenza del periodico monitoraggio e controllo da parte della Direzione delle modalità strutturate per il trasferimento delle informazioni rilevanti durante i passaggi di consegna e i trasferimenti delle cure presso altre tipologie di strutture.
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| 873 |
|
| 874 |
#### Fase 4: Miglioramento della qualità
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| 875 |
-
Sulla base delle analisi effettuate e delle criticità riscontrate, la Direzione
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| 876 |
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| 877 |
### Requisito 1.2.3 – 2A Monitoraggio e valutazione
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| 878 |
#### Campo d'applicazione
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|
@@ -1056,7 +1056,7 @@ i pazienti/familiari/caregiver possono segnalare incidenti o situazioni rischios
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| 1056 |
#### Fase 3: Monitoraggio
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| 1057 |
Vi è evidenza del monitoraggio (relazione tra il numero di eventi e le dimensioni della struttura) e della valutazione dell'applicazione delle procedure di segnalazione e gestione dei near miss, eventi avversi ed eventi sentinella;
|
| 1058 |
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| 1059 |
-
vi è evidenza del monitoraggio dell'applicazione degli strumenti utilizzati per la prevenzione del rischio e degli
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| 1060 |
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| 1061 |
l'organizzazione divulga agli operatori almeno una volta l'anno i risultati delle analisi sulle segnalazioni rilevate;
|
| 1062 |
|
|
@@ -1500,7 +1500,7 @@ vi è evidenza dell'implementazione del programma per lo sviluppo di competenze
|
|
| 1500 |
vi è evidenza della messa in atto di politiche e procedure per il coinvolgimento e la partecipazione dei pazienti e dei familiari/caregiver ai processi di gestione del rischio clinico.
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| 1501 |
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| 1502 |
#### Fase 3: Monitoraggio
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| 1503 |
-
Vi è evidenza del monitoraggio e della valutazione periodica da parte della Direzione dell'implementazione delle buone pratiche e delle soluzioni innovative adottate per la sicurezza in ambiti specifici
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| 1504 |
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| 1505 |
l'organizzazione effettua il monitoraggio periodico dell'applicazione delle procedure per il coinvolgimento dei pazienti e dei familiari/caregiver e valuta il grado di partecipazione dei pazienti e dei familiari/caregiver ai processi di gestione del rischio clinico.
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| 1506 |
|
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@@ -1581,10 +1581,10 @@ L'organizzazione ha definito e approvato le linee guida per la redazione, la dif
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|
| 1581 |
È presente e viene diffusa la Carta dei Servizi e il materiale informativo a disposizione dell'utenza.
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| 1582 |
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| 1583 |
#### Fase 3: Monitoraggio
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| 1584 |
-
Vi è evidenza della periodica rivalutazione da parte dell'organizzazione della struttura della qualità delle informazioni contenute nella Carta dei Servizi, della qualità del materiale informativo a disposizione dell'utenza e delle modalità di diffusione e distribuzione con l'apporto delle associazioni di tutela dei cittadini, dei pazienti e
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| 1585 |
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| 1586 |
#### Fase 4: Miglioramento della qualità
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| 1587 |
-
Sulla base delle analisi effettuate, la Direzione effettua una valutazione delle priorità, individua e implementa specifiche azioni per il miglioramento della qualità delle informazioni contenute nella Carta dei Servizi e nel materiale informativo a disposizione degli utenti; controlla, altresì, che le azioni intraprese abbiano raggiunto gli
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| 1588 |
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| 1589 |
### Requisito 1.2.1 – 2C Valutazione, presa in carico e gestione dei pazienti
|
| 1590 |
#### Campo d'applicazione
|
|
@@ -1730,7 +1730,7 @@ vi è evidenza che sia fornita al paziente specifica relazione clinica finale pe
|
|
| 1730 |
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| 1731 |
nel caso di complicanze non gestibili in loco, l'organizzazione garantisce, utilizzando una specifica procedura condivisa, il trasporto del paziente ad una struttura ospedaliera di riferimento, con possibilità di ricovero, situato ad una distanza percorribile in un tempo che consenta il trattamento delle complicanze.
|
| 1732 |
|
| 1733 |
-
vi è evidenza dell'applicazioni dei protocolli che regolino i contatti con le istituzioni scolastiche e con le agenzie formative per sostenere i progetti terapeutico riabilitativi individuali, in integrazione con le azioni
|
| 1734 |
|
| 1735 |
vi è evidenza dell'applicazioni dei protocolli che regolino i contatti con i datori di lavoro dei pazienti al fine del sostegno nella realizzazione dei programmi di inserimento lavorativo in integrazione con le azioni del CSM.
|
| 1736 |
|
|
@@ -2009,9 +2009,9 @@ Sulla base delle analisi effettuate e delle criticità riscontrate, la Direzione
|
|
| 2009 |
|
| 2010 |
# SEZIONE 2D - STRUTTURE CHE EROGANO PRESTAZIONI RESIDENZIALI E SEMIRESIDENZIALI PER PERSONE CON DIPENDENZE PATOLOGICHE
|
| 2011 |
## 1° Criterio/fattore di qualità - PRESTAZIONI E SERVIZI
|
| 2012 |
-
"È buona prassi che l'organizzazione descriva la tipologia e le caratteristiche delle prestazioni e dei servizi erogati e individui i metodi di lavoro da adottarsi, come pratica del governo clinico sui quali fondare azioni successive di valutazione della performance e della comunicazione con gli utenti ed
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| 2013 |
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| 2014 |
-
Per corrispondere a tale criterio ogni struttura che eroga prestazioni residenziali e semiresidenziali di assistenza a persone con
|
| 2015 |
- La tipologia delle prestazioni e dei servizi erogati
|
| 2016 |
- La presenza di percorsi assistenziali che comprendono:
|
| 2017 |
- Valutazione, presa in carico e gestione dei pazienti
|
|
@@ -2042,7 +2042,7 @@ per i servizi residenziali e semiresidenziali, le regole di vita comunitaria, co
|
|
| 2042 |
Vi è evidenza della periodica rivalutazione da parte dell'organizzazione della struttura della qualità delle informazioni contenute nel documento, della qualità del materiale informativo a disposizione dell'utenza e delle modalità di diffusione e distribuzione con l'apporto delle associazioni di tutela dei cittadini, dei pazienti e del volontariato.
|
| 2043 |
|
| 2044 |
#### Fase 4: Miglioramento della qualità
|
| 2045 |
-
Sulla base delle analisi effettuate, la Direzione effettua una valutazione delle priorità, individua e implementa specifiche azioni per il miglioramento della qualità delle informazioni contenute
|
| 2046 |
|
| 2047 |
### Requisito 1.2.1 – 2D Valutazione, presa in carico e gestione degli utenti
|
| 2048 |
#### Campo d'applicazione
|
|
@@ -2215,7 +2215,7 @@ Sulla base delle analisi effettuate e delle criticità riscontrate, la Direzione
|
|
| 2215 |
## 2° Criterio/fattore di qualità - Appropriatezza clinica e sicurezza
|
| 2216 |
"L'efficacia, l'appropriatezza, la sicurezza sono elementi essenziali per la qualità delle cure e debbono essere monitorati"
|
| 2217 |
|
| 2218 |
-
Per corrispondere a tale criterio ogni struttura che eroga prestazioni residenziali e semiresidenziali di assistenza a persone con
|
| 2219 |
- Approccio alla pratica clinica secondo evidenze
|
| 2220 |
- Promozione della sicurezza e gestione dei rischi
|
| 2221 |
- Programma per la gestione del rischio clinico e modalità di gestione degli eventi avversi
|
|
@@ -2250,7 +2250,7 @@ vi è evidenza della rivalutazione e dell'aggiornamento periodico dei regolament
|
|
| 2250 |
#### Fase 4: Miglioramento della qualità
|
| 2251 |
Sulla base delle analisi effettuate e delle criticità riscontrate, la Direzione effettua una valutazione delle priorità, individua e implementa specifiche azioni per il miglioramento dell'approccio alla pratica clinica secondo evidenze scientifiche e dell'appropriatezza delle prestazioni, controllando l'efficacia delle azioni di miglioramento intraprese (vedi requisito 5.1 – Sezione 1).
|
| 2252 |
|
| 2253 |
-
### Requisito 2.2 – 2D L'organizzazione assicura la promozione della sicurezza e la gestione
|
| 2254 |
#### Campo d'applicazione
|
| 2255 |
Struttura che eroga prestazioni residenziali e semiresidenziali di assistenza a persone con dipendenze patologiche
|
| 2256 |
|
|
@@ -2270,7 +2270,7 @@ l'organizzazione ha definito formalizzato e diffuso protocolli, linee guida e pr
|
|
| 2270 |
vi è evidenza di un Piano di formazione e aggiornamento sulla gestione del rischio clinico e sulle modalità di gestione degli eventi avversi.
|
| 2271 |
|
| 2272 |
#### Fase 2: Implementazione
|
| 2273 |
-
L'organizzazione ha individuato le aree e i processi a rischio. In particolare sono individuati e gestiti i processi relativi
|
| 2274 |
|
| 2275 |
vi è evidenza della messa in atto:
|
| 2276 |
|
|
@@ -2323,7 +2323,7 @@ gli utenti/familiari/caregiver possono segnalare incidenti o situazioni rischios
|
|
| 2323 |
#### Fase 3: Monitoraggio
|
| 2324 |
Vi è evidenza del monitoraggio (relazione tra il numero di eventi e le dimensioni della struttura) e della valutazione dell'applicazione delle procedure di segnalazione e gestione dei near miss, eventi avversi ed eventi sentinella;
|
| 2325 |
|
| 2326 |
-
vi è evidenza del monitoraggio dell'applicazione degli strumenti utilizzati per la prevenzione del rischio e degli
|
| 2327 |
|
| 2328 |
l'organizzazione divulga agli operatori almeno una volta l'anno i risultati delle analisi sulle segnalazioni rilevate;
|
| 2329 |
|
|
@@ -2361,7 +2361,7 @@ Sulla base delle analisi effettuate, delle criticità riscontrate e delle inform
|
|
| 2361 |
## 3° Criterio/fattore di qualità – UMANIZZAZIONE
|
| 2362 |
"L'impegno a rendere i luoghi di assistenza e i programmi diagnostici e terapeutici orientati quanto più possibile alla persona, considerata nella sua interezza fisica, sociale e psicologica è, un impegno comune a tutte le strutture"
|
| 2363 |
|
| 2364 |
-
Per corrispondere a tale criterio ogni struttura che eroga prestazioni residenziali e semiresidenziali di assistenza a persone con
|
| 2365 |
- Programmi per l'umanizzazione e la personalizzazione dell'assistenza
|
| 2366 |
|
| 2367 |
### Requisito 3.1 – 2D Programmi per l'umanizzazione e la personalizzazione dell'assistenza
|
|
@@ -2562,7 +2562,7 @@ L'organizzazione ha definito degli obiettivi per la qualità del percorso assist
|
|
| 2562 |
l'organizzazione ha selezionato gli indicatori chiave per la valutazione della performance assistenziale tenendo conto della "scienza" o della "evidenza" a supporto di ogni singolo indicatore.
|
| 2563 |
|
| 2564 |
#### Fase 2: Implementazione
|
| 2565 |
-
Vi è evidenza del monitoraggio e della valutazione del grado di conformità delle attività ai protocolli e alle linee guida Evidence Based Medicine e Evidence Based Nursing secondo quanto previsto dalle procedure (ad es. monitoraggio dei tempi di attesa, delle modalità e dei contenuti della presa in carico, della valutazione iniziale e del piano di trattamento, della continuità assistenziale e dimissione, in accordo con gli
|
| 2566 |
|
| 2567 |
vi è evidenza dell'utilizzo di strumenti validati di misurazione della qualità di vita nei pazienti assistiti (peso dei sintomi sulla vita quotidiana);
|
| 2568 |
|
|
@@ -2727,7 +2727,7 @@ Vi è evidenza della partecipazione al flusso di segnalazione previsto dalla nor
|
|
| 2727 |
|
| 2728 |
è presente evidenza dei risultati di un'analisi retrospettiva su eventi avversi, incidenti, near miss manifestati durante l'episodio di trattamento, cura/assistenza e riabilitazione;
|
| 2729 |
|
| 2730 |
-
vi è evidenza dell'identificazione dei fattori causali e/o contribuenti degli eventi segnalati attraverso le metodologie di analisi disponibili in letteratura (Root cause analysis, Audit clinico,
|
| 2731 |
|
| 2732 |
vi è evidenza dell'applicazione di linee guida, buone pratiche, raccomandazioni, checklist ed altri strumenti per la sicurezza;
|
| 2733 |
|
|
@@ -2858,10 +2858,10 @@ L'organizzazione ha definito e approvato le linee guida per la redazione, la dif
|
|
| 2858 |
È presente e viene diffusa la Carta dei Servizi e il materiale informativo a disposizione dell'utenza.
|
| 2859 |
|
| 2860 |
#### Fase 3: Monitoraggio
|
| 2861 |
-
Vi è evidenza della periodica rivalutazione da parte dell'organizzazione della struttura della qualità delle informazioni contenute nella Carta dei Servizi, della qualità del materiale informativo a disposizione dell'utenza e delle modalità di diffusione e distribuzione con l'apporto delle associazioni di tutela dei cittadini, dei pazienti e
|
| 2862 |
|
| 2863 |
#### Fase 4: Miglioramento della qualità
|
| 2864 |
-
Sulla base delle analisi effettuate, la Direzione effettua una valutazione delle priorità, individua e implementa specifiche azioni per il miglioramento della qualità delle informazioni contenute nella Carta dei Servizi e nel materiale informativo a disposizione degli utenti; controlla, altresì, che le azioni intraprese abbiano raggiunto gli
|
| 2865 |
|
| 2866 |
### Requisito 1.2.1 – 2F Presa in carico e gestione dei pazienti
|
| 2867 |
#### Campo d'applicazione
|
|
@@ -2870,7 +2870,7 @@ Servizi di assistenza territoriale domiciliare
|
|
| 2870 |
#### Fase 1: Documenti di indirizzo e pianificazione
|
| 2871 |
L'organizzazione ha definito, formalizzato e diffuso:
|
| 2872 |
- le procedure e regolamenti per la gestione trasparente delle liste di attesa;
|
| 2873 |
-
- le responsabilità per la presa in carico/gestione
|
| 2874 |
- protocolli, linee guida e procedure per la gestione delle attività previste dal Piano Assistenziale Individuale, per la gestione delle condizioni cliniche più frequenti e di maggiore gravità e la gestione delle prestazioni più importanti in termini di frequenza, costo e rischio per i pazienti.
|
| 2875 |
|
| 2876 |
La gestione del Piano Assistenziale Individuale (PAI) definito per ciascun paziente dall'Unità di Valutazione Multidimensionale consiste in:
|
|
@@ -2985,13 +2985,13 @@ L'organizzazione ha definito gli obiettivi per la qualità del percorso assisten
|
|
| 2985 |
l'organizzazione ha selezionato gli indicatori chiave per la valutazione della performance clinico-assistenziale/riabilitativa tenendo conto della "scienza" o della "evidenza" a supporto di ogni singolo indicatore.
|
| 2986 |
|
| 2987 |
#### Fase 2: Implementazione
|
| 2988 |
-
Vi è evidenza del monitoraggio e della valutazione del grado di conformità delle attività ai protocolli e alle linee guida Evidence Based Medicine e Evidence Based Nursing secondo quanto previsto dalle procedure (ad es. monitoraggio dei tempi, delle modalità e dei contenuti della presa in carico, della valutazione iniziale e del piano di trattamento, della continuità assistenziale e dimissione, in accordo con gli
|
| 2989 |
|
| 2990 |
vi è evidenza dei risultati del monitoraggio degli indicatori chiave per la valutazione della performance clinico- assistenziale/riabilitativa tenendo conto della "scienza" o della "evidenza" a supporto di ogni singolo indicatore;
|
| 2991 |
|
| 2992 |
vi è evidenza dei risultati del monitoraggio e della valutazione della qualità e dell'efficacia del Piano di Assistenza Individualizzato, dalla presa in carico alla dimissione;
|
| 2993 |
|
| 2994 |
-
vi è evidenza delle attività di audit
|
| 2995 |
|
| 2996 |
vi è evidenza dello svolgimento di indagini sulla soddisfazione degli ospiti e dei familiari riguardo il percorso assistenziale;
|
| 2997 |
|
|
@@ -3200,7 +3200,7 @@ vi è evidenza dell'implementazione del programma per lo sviluppo di competenze
|
|
| 3200 |
vi è evidenza della messa in atto di politiche e procedure per il coinvolgimento e la partecipazione dei pazienti e dei familiari/caregiver ai processi di gestione del rischio clinico.
|
| 3201 |
|
| 3202 |
#### Fase 3: Monitoraggio
|
| 3203 |
-
Vi è evidenza del monitoraggio e della valutazione periodica da parte della Direzione dell'implementazione delle buone pratiche e delle soluzioni innovative adottate per la sicurezza in ambiti specifici
|
| 3204 |
|
| 3205 |
l'organizzazione effettua il monitoraggio dell'applicazione delle procedure per il coinvolgimento dei pazienti e dei familiari/caregiver e valuta il grado di partecipazione dei pazienti e dei familiari/caregiver ai processi di gestione del rischio clinico.
|
| 3206 |
|
|
|
|
| 39 |
- Dati e informazioni danno evidenza dei processi implementati e dei risultati;
|
| 40 |
- La valutazione degli outcome consente il miglioramento della qualità e delle performance di un'organizzazione.
|
| 41 |
- Propensione alle buone pratiche – le organizzazioni debbono confrontare le loro performance con altre organizzazioni o imparare dagli altri e applicare nel proprio contesto i principi delle buone pratiche:
|
| 42 |
+
- Imparare dagli altri per aumentare l'efficacia e l'efficienza dei processi;
|
| 43 |
- Migliorare gli outcome per i cittadini/pazienti.
|
| 44 |
|
| 45 |
La finalità è quella di:
|
|
|
|
| 194 |
|
| 195 |
# IL PROCESSO DI ACCREDITAMENTO
|
| 196 |
Questo manuale si propone di essere uno strumento per autovalutare, monitorare e migliorare la qualità e la sicurezza delle prestazioni nelle strutture che erogano prestazioni di assistenza territoriale extra- ospedaliera. Il manuale si basa su due approcci complementari:
|
| 197 |
+
- la pianificazione e l'implementazione delle attività, fasi che indicano le attività e i processi che dovrebbero essere presenti all'interno di una struttura socio-sanitaria/assistenziale e sociale;
|
| 198 |
- il monitoraggio e il miglioramento, che puntano a monitorare i processi sanitari/assistenziali e gli esiti e forniscono uno strumento quantitativo per valutare le variazioni della performance nel tempo ed innescare il ciclo del miglioramento continuo.
|
| 199 |
|
| 200 |
Nello specifico questo manuale ha l'obiettivo di facilitare:
|
|
|
|
| 324 |
#### Fase 4: Miglioramento della qualità
|
| 325 |
Sulla base delle analisi effettuate, la Direzione effettua una valutazione delle priorità, individua e implementa specifiche azioni per il miglioramento della qualità dei sistemi informativi, della sicurezza nell'accesso ai dati e tenuta dei dati, ivi compresa la loro integrità, affidabilità, accuratezza e validità (sia per quelli provenienti da fonti interne che per quelli provenienti da fonti esterne); ne valuta la corretta applicazione nel rispetto e in ottemperanza alla legislazione e alla normativa vigente in materia.
|
| 326 |
|
| 327 |
+
### Requisito 1.5 Le modalità e gli strumenti di valutazione della qualità dei servizi
|
| 328 |
#### Campo d'applicazione
|
| 329 |
Ogni struttura di assistenza territoriale extra-ospedaliera
|
| 330 |
|
|
|
|
| 340 |
|
| 341 |
vi è evidenza nelle strutture socio sanitarie/assistenziali e sociali dell'impiego di strumenti di valutazione scientificamente riconosciuti per la misurazione della aderenza alle linee guida;
|
| 342 |
|
| 343 |
+
i pazienti e le organizzazioni di cittadini sono incoraggiati a fornire giudizi sulle cure ricevute e vi è evidenza della loro partecipazione alla valutazione della qualità dei servizi.
|
| 344 |
|
| 345 |
#### Fase 3: Monitoraggio
|
| 346 |
Vi è evidenza del controllo e dell'adeguamento periodico del sistema di valutazione della qualità del servizio in maniera tale da garantire la validità e l'affidabilità di tutte le misure nel tempo e delle strategie di comunicazione dei dati.
|
|
|
|
| 422 |
|
| 423 |
vi è evidenza che la documentazione tecnica relativa alle singole attrezzature, obbligatoriamente fornita al momento dell'acquisto, risulta a corredo delle stesse e resa disponibile alla funzione preposta per la manutenzione;
|
| 424 |
|
| 425 |
+
in relazione alle singole attrezzature vi è evidenza della presenza della documentazione delle ispezioni, collaudi e interventi di manutenzione;
|
| 426 |
|
| 427 |
vi è evidenza dell'implementazione del programma di formazione sull'utilizzo delle attrezzature che prevede periodi di addestramento del personale coinvolto nell'utilizzo, manutenzione e dismissione di dispositivi medici/apparecchi elettromedicali.
|
| 428 |
|
|
|
|
| 604 |
|
| 605 |
#### Fase 2: Implementazione
|
| 606 |
Vi è evidenza della messa in atto di:
|
| 607 |
+
- una procedura per l'informazione al paziente e ai suoi familiari sui diritti e le responsabilità, per l'ascolto e l'educazione ed è documentato il coinvolgimento dei pazienti al processo di cura;
|
| 608 |
- procedure per l'informazione del paziente (anche minori) e l'acquisizione del consenso informato prevedendo l'informazione partecipata;
|
| 609 |
- delle metodologie di coinvolgimento attivo dei pazienti e dei familiari, in materia di gestione del rischio clinico;
|
| 610 |
- che i consensi soddisfano i contenuti specificati dalle linee guida definite dall'organizzazione in merito alle modalità di redazione dei consensi.
|
|
|
|
| 733 |
|
| 734 |
# SEZIONE 2A - STRUTTURE CHE EROGANO PRESTAZIONI RESIDENZIALI E SEMIRESIDENZIALI PERANZIANI
|
| 735 |
## 1° Criterio/fattore di qualità - PRESTAZIONI E SERVIZI
|
| 736 |
+
"È buona prassi che l'organizzazione descriva la tipologia e le caratteristiche delle prestazioni e dei servizi erogati e individui i metodi di lavoro da adottarsi, come pratica del governo clinico sui quali fondare azioni successive di valutazione della performance e della comunicazione con i pazienti ed i cittadini"
|
| 737 |
|
| 738 |
Per corrispondere a tale criterio ogni struttura che eroga prestazioni residenziali e semiresidenziali per anziani dovrà documentare il soddisfacimento dei seguenti requisiti:
|
| 739 |
- La tipologia delle prestazioni e dei servizi erogati
|
|
|
|
| 816 |
- dei protocolli e delle procedure per la valutazione e la gestione del dolore;
|
| 817 |
- le procedure per la gestione della nutrizione enterale e parenterale;
|
| 818 |
- le procedure per l'idratazione del paziente in accordo con la tolleranza dei fluidi;
|
| 819 |
+
- le procedure per la gestione e la somministrazione dei medicinali;
|
| 820 |
- le procedure per la gestione delle richieste di esami e la corretta gestione dei campioni di laboratorio.
|
| 821 |
|
| 822 |
Vi è evidenza della rivalutazione periodica dei bisogni assistenziali degli ospiti a intervalli appropriati sulla base delle loro condizioni e del loro trattamento al fine di qualificare nel tempo la prestazione, verificare l'esatta corrispondenza tra gli specifici bisogni e l'assistenza erogata, pianificare il proseguimento della cura o la dimissione. I riscontri sono annotati nella documentazione sanitaria;
|
|
|
|
| 828 |
vi è evidenza del controllo e del monitoraggio degli effetti collaterali dei farmaci.
|
| 829 |
|
| 830 |
#### Fase 4: Miglioramento
|
| 831 |
+
Sulla base delle analisi effettuate e delle criticità riscontrate, la Direzione effettua una valutazione delle priorità, individua e implementa specifiche azioni per il miglioramento della qualità:
|
| 832 |
- dei protocolli, delle linee guida e delle procedure per la valutazione iniziale multidimensionale degli ospiti;
|
| 833 |
- dei processi per la gestione del Piano di Assistenza Individualizzato e del piano specifico per le persone affette da demenza;
|
| 834 |
- del trasferimento delle informazioni all'interno del processo di cura;
|
|
|
|
| 872 |
Vi è evidenza del periodico monitoraggio e controllo da parte della Direzione delle modalità strutturate per il trasferimento delle informazioni rilevanti durante i passaggi di consegna e i trasferimenti delle cure presso altre tipologie di strutture.
|
| 873 |
|
| 874 |
#### Fase 4: Miglioramento della qualità
|
| 875 |
+
Sulla base delle analisi effettuate e delle criticità riscontrate, la Direzione effettua una valutazione delle priorità, individuano e implementano specifiche azioni per il miglioramento della qualità dei processi relativi a continuità assistenziale, passaggio in cura, dimissioni e follow-up. Vi è, inoltre, evidenza del controllo che le azioni intraprese abbiano raggiunto gli effetti desiderati.
|
| 876 |
|
| 877 |
### Requisito 1.2.3 – 2A Monitoraggio e valutazione
|
| 878 |
#### Campo d'applicazione
|
|
|
|
| 1056 |
#### Fase 3: Monitoraggio
|
| 1057 |
Vi è evidenza del monitoraggio (relazione tra il numero di eventi e le dimensioni della struttura) e della valutazione dell'applicazione delle procedure di segnalazione e gestione dei near miss, eventi avversi ed eventi sentinella;
|
| 1058 |
|
| 1059 |
+
vi è evidenza del monitoraggio dell'applicazione degli strumenti utilizzati per la prevenzione del rischio e degli eventi avversi;
|
| 1060 |
|
| 1061 |
l'organizzazione divulga agli operatori almeno una volta l'anno i risultati delle analisi sulle segnalazioni rilevate;
|
| 1062 |
|
|
|
|
| 1500 |
vi è evidenza della messa in atto di politiche e procedure per il coinvolgimento e la partecipazione dei pazienti e dei familiari/caregiver ai processi di gestione del rischio clinico.
|
| 1501 |
|
| 1502 |
#### Fase 3: Monitoraggio
|
| 1503 |
+
Vi è evidenza del monitoraggio e della valutazione periodica da parte della Direzione dell'implementazione delle buone pratiche e delle soluzioni innovative adottate per la sicurezza in ambiti specifici di attività;
|
| 1504 |
|
| 1505 |
l'organizzazione effettua il monitoraggio periodico dell'applicazione delle procedure per il coinvolgimento dei pazienti e dei familiari/caregiver e valuta il grado di partecipazione dei pazienti e dei familiari/caregiver ai processi di gestione del rischio clinico.
|
| 1506 |
|
|
|
|
| 1581 |
È presente e viene diffusa la Carta dei Servizi e il materiale informativo a disposizione dell'utenza.
|
| 1582 |
|
| 1583 |
#### Fase 3: Monitoraggio
|
| 1584 |
+
Vi è evidenza della periodica rivalutazione da parte dell'organizzazione della struttura della qualità delle informazioni contenute nella Carta dei Servizi, della qualità del materiale informativo a disposizione dell'utenza e delle modalità di diffusione e distribuzione con l'apporto delle associazioni di tutela dei cittadini, dei pazienti e del volontariato.
|
| 1585 |
|
| 1586 |
#### Fase 4: Miglioramento della qualità
|
| 1587 |
+
Sulla base delle analisi effettuate, la Direzione effettua una valutazione delle priorità, individua e implementa specifiche azioni per il miglioramento della qualità delle informazioni contenute nella Carta dei Servizi e nel materiale informativo a disposizione degli utenti; controlla, altresì, che le azioni intraprese abbiano raggiunto gli effetti desiderati.
|
| 1588 |
|
| 1589 |
### Requisito 1.2.1 – 2C Valutazione, presa in carico e gestione dei pazienti
|
| 1590 |
#### Campo d'applicazione
|
|
|
|
| 1730 |
|
| 1731 |
nel caso di complicanze non gestibili in loco, l'organizzazione garantisce, utilizzando una specifica procedura condivisa, il trasporto del paziente ad una struttura ospedaliera di riferimento, con possibilità di ricovero, situato ad una distanza percorribile in un tempo che consenta il trattamento delle complicanze.
|
| 1732 |
|
| 1733 |
+
vi è evidenza dell'applicazioni dei protocolli che regolino i contatti con le istituzioni scolastiche e con le agenzie formative per sostenere i progetti terapeutico riabilitativi individuali, in integrazione con le azioni del CSM;
|
| 1734 |
|
| 1735 |
vi è evidenza dell'applicazioni dei protocolli che regolino i contatti con i datori di lavoro dei pazienti al fine del sostegno nella realizzazione dei programmi di inserimento lavorativo in integrazione con le azioni del CSM.
|
| 1736 |
|
|
|
|
| 2009 |
|
| 2010 |
# SEZIONE 2D - STRUTTURE CHE EROGANO PRESTAZIONI RESIDENZIALI E SEMIRESIDENZIALI PER PERSONE CON DIPENDENZE PATOLOGICHE
|
| 2011 |
## 1° Criterio/fattore di qualità - PRESTAZIONI E SERVIZI
|
| 2012 |
+
"È buona prassi che l'organizzazione descriva la tipologia e le caratteristiche delle prestazioni e dei servizi erogati e individui i metodi di lavoro da adottarsi, come pratica del governo clinico sui quali fondare azioni successive di valutazione della performance e della comunicazione con gli utenti ed i cittadini"
|
| 2013 |
|
| 2014 |
+
Per corrispondere a tale criterio ogni struttura che eroga prestazioni residenziali e semiresidenziali di assistenza a persone con dipendenze patologiche dovrà documentare il soddisfacimento dei seguenti requisiti:
|
| 2015 |
- La tipologia delle prestazioni e dei servizi erogati
|
| 2016 |
- La presenza di percorsi assistenziali che comprendono:
|
| 2017 |
- Valutazione, presa in carico e gestione dei pazienti
|
|
|
|
| 2042 |
Vi è evidenza della periodica rivalutazione da parte dell'organizzazione della struttura della qualità delle informazioni contenute nel documento, della qualità del materiale informativo a disposizione dell'utenza e delle modalità di diffusione e distribuzione con l'apporto delle associazioni di tutela dei cittadini, dei pazienti e del volontariato.
|
| 2043 |
|
| 2044 |
#### Fase 4: Miglioramento della qualità
|
| 2045 |
+
Sulla base delle analisi effettuate, la Direzione effettua una valutazione delle priorità, individua e implementa specifiche azioni per il miglioramento della qualità delle informazioni contenute nel documento e nel materiale informativo a disposizione degli utenti; controlla, altresì, che le azioni intraprese abbiano raggiunto gli effetti desiderati.
|
| 2046 |
|
| 2047 |
### Requisito 1.2.1 – 2D Valutazione, presa in carico e gestione degli utenti
|
| 2048 |
#### Campo d'applicazione
|
|
|
|
| 2215 |
## 2° Criterio/fattore di qualità - Appropriatezza clinica e sicurezza
|
| 2216 |
"L'efficacia, l'appropriatezza, la sicurezza sono elementi essenziali per la qualità delle cure e debbono essere monitorati"
|
| 2217 |
|
| 2218 |
+
Per corrispondere a tale criterio ogni struttura che eroga prestazioni residenziali e semiresidenziali di assistenza a persone con dipendenze patologiche dovrà documentare il soddisfacimento dei seguenti requisiti:
|
| 2219 |
- Approccio alla pratica clinica secondo evidenze
|
| 2220 |
- Promozione della sicurezza e gestione dei rischi
|
| 2221 |
- Programma per la gestione del rischio clinico e modalità di gestione degli eventi avversi
|
|
|
|
| 2250 |
#### Fase 4: Miglioramento della qualità
|
| 2251 |
Sulla base delle analisi effettuate e delle criticità riscontrate, la Direzione effettua una valutazione delle priorità, individua e implementa specifiche azioni per il miglioramento dell'approccio alla pratica clinica secondo evidenze scientifiche e dell'appropriatezza delle prestazioni, controllando l'efficacia delle azioni di miglioramento intraprese (vedi requisito 5.1 – Sezione 1).
|
| 2252 |
|
| 2253 |
+
### Requisito 2.2 – 2D L'organizzazione assicura la promozione della sicurezza e la gestione dei rischi
|
| 2254 |
#### Campo d'applicazione
|
| 2255 |
Struttura che eroga prestazioni residenziali e semiresidenziali di assistenza a persone con dipendenze patologiche
|
| 2256 |
|
|
|
|
| 2270 |
vi è evidenza di un Piano di formazione e aggiornamento sulla gestione del rischio clinico e sulle modalità di gestione degli eventi avversi.
|
| 2271 |
|
| 2272 |
#### Fase 2: Implementazione
|
| 2273 |
+
L'organizzazione ha individuato le aree e i processi a rischio. In particolare sono individuati e gestiti i processi relativi alla gestione di situazioni d'emergenza clinica e il trasferimento dell'utente in idonea struttura;
|
| 2274 |
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| 2275 |
vi è evidenza della messa in atto:
|
| 2276 |
|
|
|
|
| 2323 |
#### Fase 3: Monitoraggio
|
| 2324 |
Vi è evidenza del monitoraggio (relazione tra il numero di eventi e le dimensioni della struttura) e della valutazione dell'applicazione delle procedure di segnalazione e gestione dei near miss, eventi avversi ed eventi sentinella;
|
| 2325 |
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| 2326 |
+
vi è evidenza del monitoraggio dell'applicazione degli strumenti utilizzati per la prevenzione del rischio e degli eventi avversi;
|
| 2327 |
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| 2328 |
l'organizzazione divulga agli operatori almeno una volta l'anno i risultati delle analisi sulle segnalazioni rilevate;
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| 2329 |
|
|
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| 2361 |
## 3° Criterio/fattore di qualità – UMANIZZAZIONE
|
| 2362 |
"L'impegno a rendere i luoghi di assistenza e i programmi diagnostici e terapeutici orientati quanto più possibile alla persona, considerata nella sua interezza fisica, sociale e psicologica è, un impegno comune a tutte le strutture"
|
| 2363 |
|
| 2364 |
+
Per corrispondere a tale criterio ogni struttura che eroga prestazioni residenziali e semiresidenziali di assistenza a persone con dipendenze patologiche dovrà documentare il soddisfacimento dei seguenti requisiti:
|
| 2365 |
- Programmi per l'umanizzazione e la personalizzazione dell'assistenza
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| 2366 |
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| 2367 |
### Requisito 3.1 – 2D Programmi per l'umanizzazione e la personalizzazione dell'assistenza
|
|
|
|
| 2562 |
l'organizzazione ha selezionato gli indicatori chiave per la valutazione della performance assistenziale tenendo conto della "scienza" o della "evidenza" a supporto di ogni singolo indicatore.
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| 2563 |
|
| 2564 |
#### Fase 2: Implementazione
|
| 2565 |
+
Vi è evidenza del monitoraggio e della valutazione del grado di conformità delle attività ai protocolli e alle linee guida Evidence Based Medicine e Evidence Based Nursing secondo quanto previsto dalle procedure (ad es. monitoraggio dei tempi di attesa, delle modalità e dei contenuti della presa in carico, della valutazione iniziale e del piano di trattamento, della continuità assistenziale e dimissione, in accordo con gli obiettivi stabiliti);
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| 2566 |
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| 2567 |
vi è evidenza dell'utilizzo di strumenti validati di misurazione della qualità di vita nei pazienti assistiti (peso dei sintomi sulla vita quotidiana);
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| 2568 |
|
|
|
|
| 2727 |
|
| 2728 |
è presente evidenza dei risultati di un'analisi retrospettiva su eventi avversi, incidenti, near miss manifestati durante l'episodio di trattamento, cura/assistenza e riabilitazione;
|
| 2729 |
|
| 2730 |
+
vi è evidenza dell'identificazione dei fattori causali e/o contribuenti degli eventi segnalati attraverso le metodologie di analisi disponibili in letteratura (Root cause analysis, Audit clinico, Significant event audit) e azioni sistematiche di verifica della sicurezza (Safetywalkround) che prevedano il coinvolgimento multidisciplinare degli operatori e la predisposizione, in seguito all'indagine condotta, di piani di azione e relativi indicatori di monitoraggio;
|
| 2731 |
|
| 2732 |
vi è evidenza dell'applicazione di linee guida, buone pratiche, raccomandazioni, checklist ed altri strumenti per la sicurezza;
|
| 2733 |
|
|
|
|
| 2858 |
È presente e viene diffusa la Carta dei Servizi e il materiale informativo a disposizione dell'utenza.
|
| 2859 |
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| 2860 |
#### Fase 3: Monitoraggio
|
| 2861 |
+
Vi è evidenza della periodica rivalutazione da parte dell'organizzazione della struttura della qualità delle informazioni contenute nella Carta dei Servizi, della qualità del materiale informativo a disposizione dell'utenza e delle modalità di diffusione e distribuzione con l'apporto delle associazioni di tutela dei cittadini, dei pazienti e del volontariato.
|
| 2862 |
|
| 2863 |
#### Fase 4: Miglioramento della qualità
|
| 2864 |
+
Sulla base delle analisi effettuate, la Direzione effettua una valutazione delle priorità, individua e implementa specifiche azioni per il miglioramento della qualità delle informazioni contenute nella Carta dei Servizi e nel materiale informativo a disposizione degli utenti; controlla, altresì, che le azioni intraprese abbiano raggiunto gli effetti desiderati.
|
| 2865 |
|
| 2866 |
### Requisito 1.2.1 – 2F Presa in carico e gestione dei pazienti
|
| 2867 |
#### Campo d'applicazione
|
|
|
|
| 2870 |
#### Fase 1: Documenti di indirizzo e pianificazione
|
| 2871 |
L'organizzazione ha definito, formalizzato e diffuso:
|
| 2872 |
- le procedure e regolamenti per la gestione trasparente delle liste di attesa;
|
| 2873 |
+
- le responsabilità per la presa in carico/gestione dei pazienti;
|
| 2874 |
- protocolli, linee guida e procedure per la gestione delle attività previste dal Piano Assistenziale Individuale, per la gestione delle condizioni cliniche più frequenti e di maggiore gravità e la gestione delle prestazioni più importanti in termini di frequenza, costo e rischio per i pazienti.
|
| 2875 |
|
| 2876 |
La gestione del Piano Assistenziale Individuale (PAI) definito per ciascun paziente dall'Unità di Valutazione Multidimensionale consiste in:
|
|
|
|
| 2985 |
l'organizzazione ha selezionato gli indicatori chiave per la valutazione della performance clinico-assistenziale/riabilitativa tenendo conto della "scienza" o della "evidenza" a supporto di ogni singolo indicatore.
|
| 2986 |
|
| 2987 |
#### Fase 2: Implementazione
|
| 2988 |
+
Vi è evidenza del monitoraggio e della valutazione del grado di conformità delle attività ai protocolli e alle linee guida Evidence Based Medicine e Evidence Based Nursing secondo quanto previsto dalle procedure (ad es. monitoraggio dei tempi, delle modalità e dei contenuti della presa in carico, della valutazione iniziale e del piano di trattamento, della continuità assistenziale e dimissione, in accordo con gli obiettivi stabiliti);
|
| 2989 |
|
| 2990 |
vi è evidenza dei risultati del monitoraggio degli indicatori chiave per la valutazione della performance clinico- assistenziale/riabilitativa tenendo conto della "scienza" o della "evidenza" a supporto di ogni singolo indicatore;
|
| 2991 |
|
| 2992 |
vi è evidenza dei risultati del monitoraggio e della valutazione della qualità e dell'efficacia del Piano di Assistenza Individualizzato, dalla presa in carico alla dimissione;
|
| 2993 |
|
| 2994 |
+
vi è evidenza delle attività di audit sui percorsi di cura (dalla presa in carico alla dimissione) e della diffusione dei risultati a tutti gli operatori che hanno partecipato alla implementazione del percorso;
|
| 2995 |
|
| 2996 |
vi è evidenza dello svolgimento di indagini sulla soddisfazione degli ospiti e dei familiari riguardo il percorso assistenziale;
|
| 2997 |
|
|
|
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| 3200 |
vi è evidenza della messa in atto di politiche e procedure per il coinvolgimento e la partecipazione dei pazienti e dei familiari/caregiver ai processi di gestione del rischio clinico.
|
| 3201 |
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| 3202 |
#### Fase 3: Monitoraggio
|
| 3203 |
+
Vi è evidenza del monitoraggio e della valutazione periodica da parte della Direzione dell'implementazione delle buone pratiche e delle soluzioni innovative adottate per la sicurezza in ambiti specifici di attività;
|
| 3204 |
|
| 3205 |
l'organizzazione effettua il monitoraggio dell'applicazione delle procedure per il coinvolgimento dei pazienti e dei familiari/caregiver e valuta il grado di partecipazione dei pazienti e dei familiari/caregiver ai processi di gestione del rischio clinico.
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| 3206 |
|
documents/calabria/healthcare/accreditation/2019-10-23_Regione Calabria_ef79b4f7dd15d436feb1963dfff5eeaf/extracted_text.md
CHANGED
|
@@ -55,13 +55,13 @@ La sequenza logica è la seguente:
|
|
| 55 |
|
| 56 |
I requisiti sono concettualmente organizzati sulla base dei fattori/criteri di qualità individuati dal documento "Disciplinare per la revisione della normativa dell'accreditamento", approvato con Intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome, in data 20 dicembre 2012 (Rep. Atti n. 259/CSR):
|
| 57 |
- Attuazione di un sistema di gestione per la qualità: Fornisce garanzia di buona qualità nella medicina di laboratorio, una gestione dell'organizzazione che governi le dimensioni più fortemente collegate alla specifica attività di laboratorio in una ottica di miglioramento continuo
|
| 58 |
-
- Prestazioni e Servizi:
|
| 59 |
- Aspetti Strutturali: L'organizzazione cura l'idoneità all'uso dei prodotti per la diagnostica, delle apparecchiature e delle strutture e verifica la puntuale applicazione delle norme relative alla manutenzione delle attrezzature; è buona prassi che dia evidenza del contributo del personale nella gestione delle stesse
|
| 60 |
- Competenze del personale: L'organizzazione deve curare che il personale possieda/acquisisca e mantenga le conoscenze e le abilità necessarie alla realizzazione in qualità e sicurezza delle specifiche attività
|
| 61 |
- Comunicazione: Una buona comunicazione e relazione fra professionisti e gli utenti garantisce allineamento ai comportamenti professionali attesi, aumento della sicurezza nella erogazione delle prestazioni
|
| 62 |
- Appropriatezza e sicurezza: L'efficacia, l'appropriatezza, la sicurezza sono elementi essenziali per la qualità delle prestazioni e debbono essere monitorati
|
| 63 |
- Processi di miglioramento ed innovazione: Il governo delle azioni di miglioramento, dell'adozione di innovazioni tecnologiche ed organizzativo–professionali e la facilitazione della ricerca organizzativa esprimono la capacità della organizzazione di adattarsi a contesti nuovi assumendo comportamenti fondati eticamente, professionalmente adeguati, socialmente accettabili e sostenibili
|
| 64 |
-
- Umanizzazione: L'impegno a rendere gli spazi e le relazioni quanto più possibile orientati alla persona, considerata nella sua interezza fisica, sociale
|
| 65 |
|
| 66 |
I requisiti sono sufficientemente generici per consentire l'interpretazione degli stessi da parte di ogni tipologia di laboratorio. Ogni organizzazione implementerà i requisiti secondo le proprie necessità e nel modo che maggiormente si adatta alle modalità con cui eroga prestazioni. Per il soddisfacimento dei requisiti risulta importante che:
|
| 67 |
- Le organizzazioni siano in grado di dimostrare in che modo soddisfano l'obiettivo e lo scopo del requisito;
|
|
@@ -112,7 +112,7 @@ Nelle tabelle seguenti vengono riportati i requisiti e indicati il numero di evi
|
|
| 112 |
# 1° Criterio/fattore di qualità- ATTUAZIONE DI UN SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITÀ
|
| 113 |
"Fornisce garanzia di buona qualità nella medicina di laboratorio, una gestione della organizzazione che governi le dimensioni più fortemente collegate alla specifica attività di laboratorio in una ottica di miglioramento continuo"
|
| 114 |
|
| 115 |
-
Per corrispondere a tale criterio, ogni Laboratorio dovrà documentare che siano
|
| 116 |
- Modalità di pianificazione, programmazione e organizzazione delle attività;
|
| 117 |
- Programmi per lo sviluppo di reti;
|
| 118 |
- Definizione delle responsabilità;
|
|
@@ -144,7 +144,7 @@ la Direzione del Laboratorio effettua almeno annualmente una valutazione dell'an
|
|
| 144 |
- i cambiamenti da apportare alle risorse umane e tecnologiche;
|
| 145 |
- l'analisi della soddisfazione dell'utente;
|
| 146 |
- l'analisi dei reclami;
|
| 147 |
-
- l'analisi delle risultanze derivanti dall'esecuzione di Audit interni sul sistema di gestione e
|
| 148 |
- l'analisi dei risultati delle valutazioni esterne di qualità e dei controlli di qualità interni;
|
| 149 |
- lo stato delle azioni correttive e preventive;
|
| 150 |
- l'analisi dei precedenti report annuali.
|
|
@@ -267,7 +267,7 @@ vi è evidenza che l'organizzazione ha comunicato i risultati delle valutazioni
|
|
| 267 |
|
| 268 |
vi è evidenza dell'impiego di strumenti di valutazione scientificamente riconosciuti quali audit, misurazione di aderenza alle linee guida, verifiche specifiche quali controlli di qualità e verifiche esterne di qualità;
|
| 269 |
|
| 270 |
-
gli utenti e le
|
| 271 |
|
| 272 |
viene effettuata una valutazione periodica degli accordi con i laboratori di riferimento attraverso l'analisi della performance delle VEQ e il rispetto del TAT (turn around time) concordato.
|
| 273 |
|
|
@@ -301,7 +301,7 @@ Vi è l'evidenza di un'attività di monitoraggio:
|
|
| 301 |
- è presente l'evidenza di modifiche apportate all'organizzazione derivate dalla valutazione dei disservizi e della valutazione della loro efficacia.
|
| 302 |
|
| 303 |
# 2° Criterio/fattore di qualità- PRESTAZIONI E SERVIZI
|
| 304 |
-
"
|
| 305 |
|
| 306 |
Per corrispondere a tale criterio, ogni Laboratorio dovrà documentare che siano soddisfatti i requisiti che evidenzino:
|
| 307 |
- La tipologia delle prestazioni e dei servizi erogati
|
|
@@ -332,7 +332,7 @@ La documentazione informativa per gli utenti e per gli operatori deve contenere
|
|
| 332 |
- elenco degli esami: tipologia di campione, volume, unità di misura- metodo utilizzato, eventuali precauzioni, intervallo di riferimento;
|
| 333 |
- tempo medio di risposta (dal prelievo/arrivo del campione in Laboratorio al rilascio del referto), con la distinzione tra esami routinari ed esami urgenti.
|
| 334 |
|
| 335 |
-
|
| 336 |
- istruzioni per la valutazione della corretta compilazione della richiesta, criteri di accettabilità e modalità di gestione delle richieste non conformi;
|
| 337 |
- modalità di identificazione dei campioni urgenti;
|
| 338 |
- modalità di registrazione e tracciabilità della data e dell'ora di accettazione dei campioni in laboratorio;
|
|
@@ -360,7 +360,7 @@ Sono disponibili procedure e documentazione informativa per gli operatori sulle
|
|
| 360 |
Nota: Nella documentazione informativa sono specificati i casi per i quali indicare il tipo di campione primario e la sede anatomica d'origine nonché le condizioni per le quali sono richieste notizie
|
| 361 |
|
| 362 |
### Fase 2: Implementazione
|
| 363 |
-
|
| 364 |
|
| 365 |
vi è evidenza della distribuzione e diffusione della documentazione informativa per gli operatori relativa alle modalità di richiesta degli esami, di preparazione dell'utente, di raccolta e trattamento dei campioni primari.
|
| 366 |
|
|
@@ -375,7 +375,7 @@ Sulla base delle analisi effettuate la Direzione effettua una valutazione delle
|
|
| 375 |
Intera struttura
|
| 376 |
|
| 377 |
### Fase 1: Documenti di indirizzo e pianificazione
|
| 378 |
-
|
| 379 |
- le responsabilità in relazione alla presa in carico del campione e delle richieste;
|
| 380 |
- criteri di idoneità e di rifiuto dei campioni e delle richieste;
|
| 381 |
- le modalità e gli strumenti per la registrazione dei campioni rifiutati;
|
|
@@ -426,14 +426,14 @@ Sono disponibili procedure e documentazione informativa per gli operatori relati
|
|
| 426 |
- criteri di validazione dei risultati ottenuti sul materiale di controllo di qualità interno in uso;
|
| 427 |
- modalità di archiviazione dei dati secondo la normativa vigente.
|
| 428 |
|
| 429 |
-
|
| 430 |
- generalità e qualificazione dei fornitori dei programmi di Valutazione Esterna di Qualità;
|
| 431 |
- criteri di valutazione dei risultati e eventuali azioni correttive;
|
| 432 |
- modalità di archiviazione della documentazione dei risultati ottenuti;
|
| 433 |
- sistema di assicurazione di qualità adottato nei casi in cui non siano disponibili programmi di VEQ.
|
| 434 |
|
| 435 |
### Fase 2: Implementazione
|
| 436 |
-
|
| 437 |
|
| 438 |
viene effettuata sulla base delle specifiche della ditta costruttrice la calibrazione e i controlli funzionali richiesti per gli strumenti e apparecchiature analitiche;
|
| 439 |
|
|
@@ -487,7 +487,7 @@ Sono disponibili procedure e documentazione informativa per gli operatori per la
|
|
| 487 |
- mantenimento della riservatezza;
|
| 488 |
- modalità di consegna del referto originale.
|
| 489 |
|
| 490 |
-
|
| 491 |
|
| 492 |
è disponibile una documentazione informativa sulle modalità di individuazione degli intervalli di riferimento.
|
| 493 |
|
|
@@ -499,7 +499,7 @@ Sono disponibili evidenze della implementazione delle procedure per la validazio
|
|
| 499 |
vi è evidenza dell'implementazione delle procedure e dell'utilizzo della documentazione relativa alla fase post analitica.
|
| 500 |
|
| 501 |
### Fase 3: Monitoraggio
|
| 502 |
-
|
| 503 |
|
| 504 |
Vi è evidenza dell'utilizzo dei dati sui ritardi del TAT per gli esami più significativi;
|
| 505 |
|
|
@@ -518,7 +518,7 @@ Sulla base delle analisi effettuate e delle criticità riscontrate, la Direzione
|
|
| 518 |
Intera struttura
|
| 519 |
|
| 520 |
### Fase 1: Documenti di indirizzo e pianificazione
|
| 521 |
-
|
| 522 |
- modalità per garantire la rintracciabilità dei campioni;
|
| 523 |
- modalità per ricondurre le aliquote al campione originale primario;
|
| 524 |
- modalità di gestione dei campioni da custodire per esami successivi.
|
|
@@ -559,7 +559,7 @@ L'organizzazione ha definito, formalizzato e diffuso un documento che definisce:
|
|
| 559 |
La Direzione del Laboratorio ha definito una procedura per il controllo dei documenti di origine interna/esterna e per il controllo delle registrazioni.
|
| 560 |
|
| 561 |
### Fase 2: Implementazione
|
| 562 |
-
|
| 563 |
|
| 564 |
vi è evidenza che sul luogo di lavoro sono presenti le versioni più aggiornate dei documenti.
|
| 565 |
|
|
@@ -802,7 +802,7 @@ la Direzione ha definito e formalizzato modalità e strumenti:
|
|
| 802 |
- per il coinvolgimento e l'informazione dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Famiglia.
|
| 803 |
|
| 804 |
### Fase 2: Implementazione
|
| 805 |
-
|
| 806 |
|
| 807 |
vi è evidenza della presenza di strumenti informativi sintetici (multilingua) da mettere a disposizione dei cittadini;
|
| 808 |
|
|
@@ -877,7 +877,7 @@ Sulla base delle analisi effettuate e delle criticità riscontrate e sulla base
|
|
| 877 |
Per corrispondere a tale criterio, ogni Laboratorio dovrà documentare che siano soddisfatti i requisiti che evidenzino:
|
| 878 |
- Approccio alla pratica secondo evidenze
|
| 879 |
- Promozione della sicurezza e gestione dei rischi
|
| 880 |
-
- Programma per la gestione del rischio e modalità di gestione degli
|
| 881 |
- Strategie per la produzione e diffusione di buone pratiche e il coinvolgimento degli utenti
|
| 882 |
|
| 883 |
## Requisito 6.1 Approccio alla pratica secondo evidenze scientifiche
|
|
@@ -925,7 +925,7 @@ vi è evidenza della messa in atto:
|
|
| 925 |
- del piano annuale per la gestione del rischio, orientato alla sicurezza di operatori, utenti e ambiente;
|
| 926 |
- del piano di formazione e aggiornamento aziendale sulla gestione del rischio e sulle modalità di gestione degli eventi avversi.
|
| 927 |
|
| 928 |
-
|
| 929 |
|
| 930 |
### Fase 3: Monitoraggio
|
| 931 |
Vi è evidenza del monitoraggio e della valutazione dell'efficacia, almeno annuale, del piano aziendale per la gestione del rischio, delle attività realizzate, degli strumenti di prevenzione del rischio utilizzati, degli obiettivi per la sicurezza e dei risultati raggiunti;
|
|
@@ -980,7 +980,7 @@ vi è evidenza della messa in atto di politiche e procedure per il coinvolgiment
|
|
| 980 |
### Fase 3: Monitoraggio
|
| 981 |
Vi è evidenza del monitoraggio e della valutazione periodica da parte della Direzione dell'implementazione delle buone pratiche e delle soluzioni innovative adottate per la sicurezza in ambiti specifici di attività;
|
| 982 |
|
| 983 |
-
l'organizzazione effettua il monitoraggio dell'applicazione e dell'efficacia delle procedure per il coinvolgimento degli
|
| 984 |
|
| 985 |
### Fase 4: Miglioramento della qualità
|
| 986 |
Sulla base delle analisi effettuate e delle criticità riscontrate e sulla base delle informazioni, la Direzione effettua una valutazione delle priorità ed individua e implementa specifiche azioni correttive e preventive. Controlla, altresì, che le azioni intraprese abbiano raggiunto i risultati desiderati (vedi requisito 7.1).
|
|
|
|
| 55 |
|
| 56 |
I requisiti sono concettualmente organizzati sulla base dei fattori/criteri di qualità individuati dal documento "Disciplinare per la revisione della normativa dell'accreditamento", approvato con Intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome, in data 20 dicembre 2012 (Rep. Atti n. 259/CSR):
|
| 57 |
- Attuazione di un sistema di gestione per la qualità: Fornisce garanzia di buona qualità nella medicina di laboratorio, una gestione dell'organizzazione che governi le dimensioni più fortemente collegate alla specifica attività di laboratorio in una ottica di miglioramento continuo
|
| 58 |
+
- Prestazioni e Servizi: È buona prassi che l'organizzazione descriva la tipologia e le caratteristiche delle prestazioni e dei servizi erogati e individui i metodi di lavoro da adottarsi per la gestione dei processi di laboratorio sui quali fondare azioni successive di valutazione della performance e della comunicazione con gli utenti
|
| 59 |
- Aspetti Strutturali: L'organizzazione cura l'idoneità all'uso dei prodotti per la diagnostica, delle apparecchiature e delle strutture e verifica la puntuale applicazione delle norme relative alla manutenzione delle attrezzature; è buona prassi che dia evidenza del contributo del personale nella gestione delle stesse
|
| 60 |
- Competenze del personale: L'organizzazione deve curare che il personale possieda/acquisisca e mantenga le conoscenze e le abilità necessarie alla realizzazione in qualità e sicurezza delle specifiche attività
|
| 61 |
- Comunicazione: Una buona comunicazione e relazione fra professionisti e gli utenti garantisce allineamento ai comportamenti professionali attesi, aumento della sicurezza nella erogazione delle prestazioni
|
| 62 |
- Appropriatezza e sicurezza: L'efficacia, l'appropriatezza, la sicurezza sono elementi essenziali per la qualità delle prestazioni e debbono essere monitorati
|
| 63 |
- Processi di miglioramento ed innovazione: Il governo delle azioni di miglioramento, dell'adozione di innovazioni tecnologiche ed organizzativo–professionali e la facilitazione della ricerca organizzativa esprimono la capacità della organizzazione di adattarsi a contesti nuovi assumendo comportamenti fondati eticamente, professionalmente adeguati, socialmente accettabili e sostenibili
|
| 64 |
+
- Umanizzazione: L'impegno a rendere gli spazi e le relazioni quanto più possibile orientati alla persona, considerata nella sua interezza fisica, sociale e psicologica è, un impegno comune a tutti i laboratori
|
| 65 |
|
| 66 |
I requisiti sono sufficientemente generici per consentire l'interpretazione degli stessi da parte di ogni tipologia di laboratorio. Ogni organizzazione implementerà i requisiti secondo le proprie necessità e nel modo che maggiormente si adatta alle modalità con cui eroga prestazioni. Per il soddisfacimento dei requisiti risulta importante che:
|
| 67 |
- Le organizzazioni siano in grado di dimostrare in che modo soddisfano l'obiettivo e lo scopo del requisito;
|
|
|
|
| 112 |
# 1° Criterio/fattore di qualità- ATTUAZIONE DI UN SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITÀ
|
| 113 |
"Fornisce garanzia di buona qualità nella medicina di laboratorio, una gestione della organizzazione che governi le dimensioni più fortemente collegate alla specifica attività di laboratorio in una ottica di miglioramento continuo"
|
| 114 |
|
| 115 |
+
Per corrispondere a tale criterio, ogni Laboratorio dovrà documentare che siano soddisfatti i requisiti che evidenzino:
|
| 116 |
- Modalità di pianificazione, programmazione e organizzazione delle attività;
|
| 117 |
- Programmi per lo sviluppo di reti;
|
| 118 |
- Definizione delle responsabilità;
|
|
|
|
| 144 |
- i cambiamenti da apportare alle risorse umane e tecnologiche;
|
| 145 |
- l'analisi della soddisfazione dell'utente;
|
| 146 |
- l'analisi dei reclami;
|
| 147 |
+
- l'analisi delle risultanze derivanti dall'esecuzione di Audit interni sul sistema di gestione e sui processi;
|
| 148 |
- l'analisi dei risultati delle valutazioni esterne di qualità e dei controlli di qualità interni;
|
| 149 |
- lo stato delle azioni correttive e preventive;
|
| 150 |
- l'analisi dei precedenti report annuali.
|
|
|
|
| 267 |
|
| 268 |
vi è evidenza dell'impiego di strumenti di valutazione scientificamente riconosciuti quali audit, misurazione di aderenza alle linee guida, verifiche specifiche quali controlli di qualità e verifiche esterne di qualità;
|
| 269 |
|
| 270 |
+
gli utenti e le organizzazioni di cittadini sono incoraggiati a fornire giudizi sulle prestazioni ricevute e vi è evidenza della loro partecipazione alla valutazione della qualità dei servizi;
|
| 271 |
|
| 272 |
viene effettuata una valutazione periodica degli accordi con i laboratori di riferimento attraverso l'analisi della performance delle VEQ e il rispetto del TAT (turn around time) concordato.
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| 273 |
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|
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| 301 |
- è presente l'evidenza di modifiche apportate all'organizzazione derivate dalla valutazione dei disservizi e della valutazione della loro efficacia.
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| 302 |
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| 303 |
# 2° Criterio/fattore di qualità- PRESTAZIONI E SERVIZI
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| 304 |
+
"È buona prassi che l'organizzazione descriva la tipologia e le caratteristiche delle prestazioni e dei servizi erogati e individui i metodi di lavoro da adottarsi per la gestione dei processi di laboratorio sui quali fondare azioni successive di valutazione della performance e della comunicazione con gli utenti"
|
| 305 |
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| 306 |
Per corrispondere a tale criterio, ogni Laboratorio dovrà documentare che siano soddisfatti i requisiti che evidenzino:
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| 307 |
- La tipologia delle prestazioni e dei servizi erogati
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|
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| 332 |
- elenco degli esami: tipologia di campione, volume, unità di misura- metodo utilizzato, eventuali precauzioni, intervallo di riferimento;
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| 333 |
- tempo medio di risposta (dal prelievo/arrivo del campione in Laboratorio al rilascio del referto), con la distinzione tra esami routinari ed esami urgenti.
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| 334 |
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| 335 |
+
È disponibile una documentazione informativa per gli operatori relativa alle modalità di richiesta degli esami:
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| 336 |
- istruzioni per la valutazione della corretta compilazione della richiesta, criteri di accettabilità e modalità di gestione delle richieste non conformi;
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| 337 |
- modalità di identificazione dei campioni urgenti;
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| 338 |
- modalità di registrazione e tracciabilità della data e dell'ora di accettazione dei campioni in laboratorio;
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|
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| 360 |
Nota: Nella documentazione informativa sono specificati i casi per i quali indicare il tipo di campione primario e la sede anatomica d'origine nonché le condizioni per le quali sono richieste notizie
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| 361 |
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| 362 |
### Fase 2: Implementazione
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| 363 |
+
È presente e viene diffusa la Carta dei Servizi e il materiale informativo multilingua. Tali documenti sono a disposizione dell'utenza e degli operatori in modo da assicurare la piena informazione circa le modalità erogative, i contenuti e la capacità delle prestazioni del servizio di soddisfare gli impegni assunti nei confronti degli utenti;
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| 364 |
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| 365 |
vi è evidenza della distribuzione e diffusione della documentazione informativa per gli operatori relativa alle modalità di richiesta degli esami, di preparazione dell'utente, di raccolta e trattamento dei campioni primari.
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| 366 |
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| 375 |
Intera struttura
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| 376 |
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| 377 |
### Fase 1: Documenti di indirizzo e pianificazione
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| 378 |
+
È disponibile una procedura per la valutazione dell'idoneità dei campioni e delle richieste che prevede:
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| 379 |
- le responsabilità in relazione alla presa in carico del campione e delle richieste;
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| 380 |
- criteri di idoneità e di rifiuto dei campioni e delle richieste;
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| 381 |
- le modalità e gli strumenti per la registrazione dei campioni rifiutati;
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|
|
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| 426 |
- criteri di validazione dei risultati ottenuti sul materiale di controllo di qualità interno in uso;
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| 427 |
- modalità di archiviazione dei dati secondo la normativa vigente.
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| 428 |
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| 429 |
+
È disponibile una documentazione informativa per gli operatori relative alla verifica esterna di qualità:
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| 430 |
- generalità e qualificazione dei fornitori dei programmi di Valutazione Esterna di Qualità;
|
| 431 |
- criteri di valutazione dei risultati e eventuali azioni correttive;
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| 432 |
- modalità di archiviazione della documentazione dei risultati ottenuti;
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| 433 |
- sistema di assicurazione di qualità adottato nei casi in cui non siano disponibili programmi di VEQ.
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| 434 |
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| 435 |
### Fase 2: Implementazione
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| 436 |
+
È presente evidenza dell'esecuzione del controllo di qualità interno e del confronto dei risultati degli esami eseguiti con differenti apparecchiature o metodiche;
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| 437 |
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| 438 |
viene effettuata sulla base delle specifiche della ditta costruttrice la calibrazione e i controlli funzionali richiesti per gli strumenti e apparecchiature analitiche;
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| 439 |
|
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|
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| 487 |
- mantenimento della riservatezza;
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| 488 |
- modalità di consegna del referto originale.
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| 489 |
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| 490 |
+
È disponibile una procedura per la trasmissione tempestiva dell'esito in caso di valori/risultati critici predefiniti al soggetto che ha richiesto gli esami;
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| 491 |
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| 492 |
è disponibile una documentazione informativa sulle modalità di individuazione degli intervalli di riferimento.
|
| 493 |
|
|
|
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| 499 |
vi è evidenza dell'implementazione delle procedure e dell'utilizzo della documentazione relativa alla fase post analitica.
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| 500 |
|
| 501 |
### Fase 3: Monitoraggio
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| 502 |
+
È disponibile una documentazione relativa al monitoraggio del Turnaround time degli esami più significativi (applicabile ai laboratori ospedalieri)
|
| 503 |
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| 504 |
Vi è evidenza dell'utilizzo dei dati sui ritardi del TAT per gli esami più significativi;
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| 505 |
|
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|
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| 518 |
Intera struttura
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| 519 |
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| 520 |
### Fase 1: Documenti di indirizzo e pianificazione
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| 521 |
+
È disponibile una procedura di identificazione univoca del campione (e dei campioni secondari, dove applicabile) che garantisca la sua rintracciabilità durante l'intero processo e minimizzi il rischio di scambio:
|
| 522 |
- modalità per garantire la rintracciabilità dei campioni;
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| 523 |
- modalità per ricondurre le aliquote al campione originale primario;
|
| 524 |
- modalità di gestione dei campioni da custodire per esami successivi.
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|
|
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| 559 |
La Direzione del Laboratorio ha definito una procedura per il controllo dei documenti di origine interna/esterna e per il controllo delle registrazioni.
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| 560 |
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| 561 |
### Fase 2: Implementazione
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| 562 |
+
È disponibile un elenco della documentazione in uso;
|
| 563 |
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| 564 |
vi è evidenza che sul luogo di lavoro sono presenti le versioni più aggiornate dei documenti.
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| 565 |
|
|
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| 802 |
- per il coinvolgimento e l'informazione dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Famiglia.
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| 803 |
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| 804 |
### Fase 2: Implementazione
|
| 805 |
+
È presente una Carta dei Servizi aggiornata;
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| 806 |
|
| 807 |
vi è evidenza della presenza di strumenti informativi sintetici (multilingua) da mettere a disposizione dei cittadini;
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| 808 |
|
|
|
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| 877 |
Per corrispondere a tale criterio, ogni Laboratorio dovrà documentare che siano soddisfatti i requisiti che evidenzino:
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| 878 |
- Approccio alla pratica secondo evidenze
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| 879 |
- Promozione della sicurezza e gestione dei rischi
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| 880 |
+
- Programma per la gestione del rischio e modalità di gestione degli eventi avversi
|
| 881 |
- Strategie per la produzione e diffusione di buone pratiche e il coinvolgimento degli utenti
|
| 882 |
|
| 883 |
## Requisito 6.1 Approccio alla pratica secondo evidenze scientifiche
|
|
|
|
| 925 |
- del piano annuale per la gestione del rischio, orientato alla sicurezza di operatori, utenti e ambiente;
|
| 926 |
- del piano di formazione e aggiornamento aziendale sulla gestione del rischio e sulle modalità di gestione degli eventi avversi.
|
| 927 |
|
| 928 |
+
È prevista la disponibilità di farmaci o presidi sanitari da utilizzare nel caso di incidenti nel corso del prelievo.
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| 929 |
|
| 930 |
### Fase 3: Monitoraggio
|
| 931 |
Vi è evidenza del monitoraggio e della valutazione dell'efficacia, almeno annuale, del piano aziendale per la gestione del rischio, delle attività realizzate, degli strumenti di prevenzione del rischio utilizzati, degli obiettivi per la sicurezza e dei risultati raggiunti;
|
|
|
|
| 980 |
### Fase 3: Monitoraggio
|
| 981 |
Vi è evidenza del monitoraggio e della valutazione periodica da parte della Direzione dell'implementazione delle buone pratiche e delle soluzioni innovative adottate per la sicurezza in ambiti specifici di attività;
|
| 982 |
|
| 983 |
+
l'organizzazione effettua il monitoraggio dell'applicazione e dell'efficacia delle procedure per il coinvolgimento degli utenti e valuta il grado di partecipazione degli utenti ai processi di gestione del rischio.
|
| 984 |
|
| 985 |
### Fase 4: Miglioramento della qualità
|
| 986 |
Sulla base delle analisi effettuate e delle criticità riscontrate e sulla base delle informazioni, la Direzione effettua una valutazione delle priorità ed individua e implementa specifiche azioni correttive e preventive. Controlla, altresì, che le azioni intraprese abbiano raggiunto i risultati desiderati (vedi requisito 7.1).
|
documents/campania/healthcare/accreditation/2002-01-11_Regione Campania_1720ca6b7a035f38bf8f53153a75f2ed/extracted_text.md
CHANGED
|
@@ -1,7 +1,7 @@
|
|
| 1 |
# ATTIVITÀ SPECIALISTICHE AMBULATORIALI MEDICHE E CHIRURGICHE
|
| 2 |
-
Per ambulatorio di assistenza specialistica si deve intendere la struttura o luogo fisico, intra od extraospedaliero, preposto alla erogazione di prestazioni sanitarie di prevenzione, diagnosi, terapia e riabilitazione, nelle situazioni che non richiedono ricovero neanche a ciclo diurno. In particolare, per le attività di chirurgia ambulatoriale si intende la possibilità clinica, organizzativa ed amministrativa di effettuare interventi
|
| 3 |
|
| 4 |
-
Le attività di terapia fisica sono indirizzate nei confronti di disabilità transitorie e/o minimali, quali artropatie segmentarie, esiti di fratture
|
| 5 |
|
| 6 |
Le strutture che erogano prestazioni di attività specialistica in ambito ambulatoriale sono classificate in:
|
| 7 |
- classe 1°- strutture ambulatoriali extraospedaliere, collocate in presidi che non erogano prestazioni di ricovero. In tale classe sono erogabili tutte le prestazioni ambulatoriali individuate dal nomenclatore tariffario regionale, ad eccezione delle prestazioni contrassegnate dalla lettera "H".
|
|
@@ -30,7 +30,7 @@ Per le attività di chirurgia ambulatoriale, occorrerà, inoltre, prevedere:
|
|
| 30 |
- locale visita (un locale adibito a studio medico per visita o medicazione che deve immettersi nel locale adibito agli atti operatori);
|
| 31 |
- locale chirurgico di almeno 16 mq;
|
| 32 |
- zona sosta paziente dopo l'intervento. tale spazio può essere opportunamente individuato all'interno del locale visita;
|
| 33 |
-
- deposito materiale sterile e strumentario chirurgico. può essere situato all'interno dello spazio riservato alla sterilizzazione e preparazione del personale e deve essere costituito da un armadio lavabile per la rimessa dei ferri chirurgici, da un armadio
|
| 34 |
- un locale per la sterilizzazione che può essere in comune con lo spazio per la preparazione del personale sanitario all'atto chirurgico;
|
| 35 |
- le superfici devono risultare resistenti al lavaggio e alla disinfezione, lisce, con raccordo arrotondato al pavimento. quest'ultimo deve essere non inquinante, del tipo monolitico, resistente agli agenti chimici e fisici, antisdrucciolo;
|
| 36 |
- nel caso di presenza di indagini diagnostiche ecografiche, occorre un locale per l'esecuzione degli esami, con annesso spazio spogliatoio per gli utenti e servizio igienico dedicato ed adiacente.
|
|
@@ -51,7 +51,7 @@ La dotazione minima impiantistica prevista deve essere:
|
|
| 51 |
Per le attività chirurgiche, il locale chirurgico deve assicurare il benessere degli operatori e del paziente attraverso un adeguato sistema di condizionamento. Inoltre, nello spazio riservato alla sterilizzazione e preparazione del personale, devono essere presenti un lavello, in materiale igienicamente compatibile, fornito di acqua calda e fredda, per la pulizia degli strumenti chirurgici, ed un lavello, per il lavaggio dei sanitari, con rubinetteria elettronica o a gomito.
|
| 52 |
|
| 53 |
## REQUISITI MINIMI TECNOLOGICI
|
| 54 |
-
Il locale ambulatorio deve disporre di attrezzature e presidi medico chirurgici in relazione alla specificità dell'attività svolta ed al carico di lavoro. Nel caso che nel locale ambulatorio siano presenti risorse tecnologiche destinate a prestazioni diverse, le stesse non possono essere usate in contemporanea su pazienti diversi. Inoltre, deve essere prevista la presenza di un carrello per la gestione dell'emergenza. Per
|
| 55 |
|
| 56 |
Per le attività chirurgiche, tutto lo strumentario deve essere in monouso o in acciaio inossidabile o in leghe o metalli non ossidabili e deve essere idoneo al tipo di chirurgia esercitata. Inoltre, devono essere previste apparecchiature per il processo di sterilizzazione in mancanza di servizio centralizzato o esterno e, per ogni locale chirurgico:
|
| 57 |
- lettino chirurgico;
|
|
@@ -66,7 +66,7 @@ Allo scopo di fronteggiare eventuali emergenze dovrà essere presente un carrell
|
|
| 66 |
|
| 67 |
## REQUISITI MINIMI ORGANIZZATIVI
|
| 68 |
Ogni struttura erogante prestazioni ambulatoriali deve possedere i seguenti requisiti organizzativi:
|
| 69 |
-
- durante lo svolgimento
|
| 70 |
- nel caso di ambulatori polispecialistici va individuato tra i medici specialisti un responsabile delle attività organizzative;
|
| 71 |
- personale medico e di assistenza infermieristica in numero proporzionale agli accessi ambulatoriali e alla tipologia dell'attività svolta, e/o personale tecnico per la terapia fisica;
|
| 72 |
- tutti i materiali, farmaci, confezioni soggetti a scadenza, devono portare in evidenza la data della scadenza stessa ed essere conservati con modalità adeguate;
|
|
@@ -196,7 +196,7 @@ Detta strumentazione deve consistere almeno in:
|
|
| 196 |
- pompa da vuoto ad acqua o meccanica;
|
| 197 |
- ph metro.
|
| 198 |
|
| 199 |
-
Allo scopo di fronteggiare eventuali emergenze dovrà essere presente un
|
| 200 |
|
| 201 |
## DOTAZIONE STRUMENTALE MINIMA PER I LABORATORI SPECIALIZZATI E PER I SETTORI SPECIALIZZATI AGGREGATI AI LABORATORI GENERALI DI BASE
|
| 202 |
I settori specializzati aggregati ai laboratori generali di base devono essere, inoltre, in possesso della strumentazione sottoindicata per ciascuna specialità.
|
|
@@ -333,8 +333,8 @@ N.B. Le attrezzature e le strumentazioni previste per le singole tipologie posso
|
|
| 333 |
- centrifuga refrigerata in caso di analisi con separazione in fase liquida;
|
| 334 |
- spettrometro per conta di radiazioni gamma e/o beta;
|
| 335 |
- sistema di lavaggio per le analisi con separazione in fase solida;
|
| 336 |
-
- sistema di raccolta e di smaltimento
|
| 337 |
-
- materiale
|
| 338 |
|
| 339 |
### a.2 Microbiologia e sieroimmunologia
|
| 340 |
- agitatore orizzontale;
|
|
@@ -355,7 +355,7 @@ N.B. Le attrezzature e le strumentazioni previste per le singole tipologie posso
|
|
| 355 |
- spettrofotometro UV - visibile con monocromatore a reticolo o filtri o interferenziali, con cellette termostatate;
|
| 356 |
- cappa a flusso laminare verticale.
|
| 357 |
- Inoltre, qualora vengano effettuate analisi immunometriche:
|
| 358 |
-
- strumentazioni automatiche o semiautomatiche per
|
| 359 |
- Inoltre, qualora vengano effettuate analisi con PCR:
|
| 360 |
- amplificatore delle catene genetiche;
|
| 361 |
- sistema di lettura degli amplificati;
|
|
@@ -444,7 +444,7 @@ N.B. Le attrezzature e le strumentazioni previste per le singole tipologie posso
|
|
| 444 |
### a.6 Genetica medica
|
| 445 |
- agitatore
|
| 446 |
- autoclave
|
| 447 |
-
- bagnomaria
|
| 448 |
- becco Bunsen
|
| 449 |
- bilancia analitica fino a 1 mgr
|
| 450 |
- bilancia tecnica
|
|
@@ -586,7 +586,7 @@ Le strutture di diagnostica per immagini svolgono indagini strumentali (RX – T
|
|
| 586 |
|
| 587 |
Le attività di diagnostica per immagini sono assicurate sia dalle strutture pubbliche e private, di ricovero e cura a ciclo continuativo e/o diurno sia da strutture ambulatoriali extra ospedaliere pubbliche e private. Poiché le strutture di ricovero e cura, come sopra identificate, assicurano lo svolgimento di attività in regime di elezione programmata, oppure in regime di emergenza-urgenza, i relativi requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi devono rispondere alle funzioni proprie di tali strutture.
|
| 588 |
|
| 589 |
-
Per
|
| 590 |
|
| 591 |
## REQUISITI MINIMI STRUTTURALI ED IMPIANTISTICI
|
| 592 |
I locali e gli spazi devono essere correlati alla tipologia ed al volume delle attività erogate conformemente alle norme di buona tecnica, ai principi di funzionalità e nel rispetto della vigente normativa in materia di Radioprotezione e di sicurezza negli ambienti di lavoro.
|
|
@@ -648,7 +648,7 @@ Il Direttore Responsabile deve essere in possesso dei requisiti di legge previst
|
|
| 648 |
- è responsabile dello smaltimento dei rifiuti speciali;
|
| 649 |
- garantisce ed assicura l'esecuzione dei Controlli di Qualità.
|
| 650 |
|
| 651 |
-
In caso di assenza del Direttore Responsabile per un periodo non superiore a 60 giorni, le sue funzioni vengono assunte da un medico con identici requisiti; per un periodo superiore a 60 giorni è fatto obbligo di nominare un sostituto avente i requisiti del Direttore Responsabile dandone relativa comunicazione all'A.S.L. di appartenenza della struttura
|
| 652 |
|
| 653 |
Presso ogni struttura di diagnostica per immagini deve essere previsto l'obbligo di comunicare all'utente, al momento della prenotazione dell'indagine diagnostica, i tempi di consegna dei referti.
|
| 654 |
|
|
@@ -704,7 +704,7 @@ I locali e gli spazi devono essere correlati alla tipologia ed al volume delle a
|
|
| 704 |
- unità di terapia a fasci collimati (telecobalto terapia, acceleratore lineare);
|
| 705 |
- attrezzatura per la valutazione della dose singola e dei relativi tempi di trattamento;
|
| 706 |
- apparecchiature per il controllo dosimetrico clinico;
|
| 707 |
-
- accessori per la protezione del paziente
|
| 708 |
- strumenti di misura tarati per il controllo periodico dell'erogazione delle apparecchiature;
|
| 709 |
- carrello di pronto soccorso, con apparecchiature per l'assistenza cardio-respiratoria e farmaci di emergenza.
|
| 710 |
|
|
@@ -843,7 +843,7 @@ Le prestazioni ambulatoriali erogate dai centri di riabilitazione sono caratteri
|
|
| 843 |
## REQUISITI MINIMI STRUTTURALI ED IMPIANTISTICI
|
| 844 |
La struttura deve garantire sempre la completa fruibilità degli spazi da parte di tutti i possibili utenti affetti dalle diverse tipologie di disabilità; è indispensabile la completa assenza di barriere architettoniche che limitino l'accesso o gli spostamenti dentro la struttura e l'utilizzo sicuro dei vari spazi e servizi. Deve essere garantita la privacy degli utenti. Le strutture devono essere dotate di ambienti specifici con dimensioni, arredi ed attrezzature adeguati allo svolgimento delle attività coerenti con i programmi e gli obiettivi propri della struttura. In particolare:
|
| 845 |
- area attrezzata per attività di gruppo (palestre), per attività statiche e dinamiche;
|
| 846 |
-
- area attrezzata per attività
|
| 847 |
- box (o stanze di dimensioni contenute) per attività di massoterapia, terapia fisica e strumentale e manipolazioni articolari;
|
| 848 |
- area attrezzata per il trattamento, qualora previsto dei disturbi comunicativi/integrativi;
|
| 849 |
- ambulatori medici per visite specialistiche e valutazioni diagnostico- prognostiche cliniche attinenti alle patologie trattate;
|
|
@@ -877,7 +877,7 @@ Deve essere garantita la globale presa in carico dell'assistito per tutto l'iter
|
|
| 877 |
- le prestazioni effettuate devono essere registrate e corredate dalle generalità riferite dall'utente;
|
| 878 |
- le registrazioni e le copie dei referti vanno conservate secondo le modalità e i tempi sanciti dalla normativa vigente;
|
| 879 |
- in caso di attività sanitaria in strutture poliambulatoriali, polispecialistiche e polifunzionali intra ed extra ospedaliere, i servizi accessori (sala di attesa e di accettazione, spogliatoi e servizi igienici per il personale e per l'utenza, attività amministrative ed archivio, strutture per la gestione dell'emergenza, locali sporco/pulito ecc.) possono essere centralizzati, adeguati alla complessità delle funzioni e correlati ai picchi di frequenza;
|
| 880 |
-
- nel caso in cui nella stessa struttura vengano svolte anche attività di terapia fisica, possono essere utilizzati in comune locali ed attrezzature di tipologia coincidente,
|
| 881 |
- per ogni paziente deve essere approntata una scheda clinica ambulatoriale in cui siano riportate la diagnosi, le prestazioni effettuate e le prescrizioni terapeutiche;
|
| 882 |
- le attività di sanificazione devono essere garantite secondo modalità e criteri adeguati;
|
| 883 |
- in ogni caso devono essere rispettate le norme vigenti in materia di privacy ed utilizzo dei dati sanitari.
|
|
@@ -1032,6 +1032,6 @@ Il programma ed i regolamenti devono prevedere quanto indicato nell'art.5 dell'a
|
|
| 1032 |
## REQUISITI ORGANIZZATIVI E DI PERSONALE
|
| 1033 |
I servizi che svolgono le predette attività devono essere dotati di personale idoneo, in numero adeguato al programma svolto, tenuto conto di quanto previsto dal D.M. 444/90, dal D.M. 19.2.1992 e dall'Atto di intesa Stato-Regioni del 5.8.1999
|
| 1034 |
|
| 1035 |
-
Il servizio ambulatoriale deve funzionare secondo le modalità previste dall'art.5 del D.M. 444/90 e con la presenza del personale, rapportato alla tabella n.1 allegata al predetto decreto, ovvero per le attività svolte in relazione all'Atto di intesa, secondo quanto previsto dagli artt. 6 e 7 dello stesso atto
|
| 1036 |
|
| 1037 |
Per i requisiti organizzativi, tecnologici e strutturali dei presidi gestiti dalle Aziende Sanitarie Locali, si richiama la normativa sull'istituzione dei SERT di cui alla legge n.162 del 1990 e D.M. 30 novembre 1990, n.444 nonché quella indicata nel D.M. 19 febbraio 1992 e, per quanto compatibile, il predetto accordo 5 agosto 1999.
|
|
|
|
| 1 |
# ATTIVITÀ SPECIALISTICHE AMBULATORIALI MEDICHE E CHIRURGICHE
|
| 2 |
+
Per ambulatorio di assistenza specialistica si deve intendere la struttura o luogo fisico, intra od extraospedaliero, preposto alla erogazione di prestazioni sanitarie di prevenzione, diagnosi, terapia e riabilitazione, nelle situazioni che non richiedono ricovero neanche a ciclo diurno. In particolare, per le attività di chirurgia ambulatoriale si intende la possibilità clinica, organizzativa ed amministrativa di effettuare interventi chirurgici ed anche procedure diagnostiche e/o terapeutiche invasive o seminvasive, senza ricovero, in ambulatorio, che non prevedono durante la loro esecuzione la perdita di coscienza o di mobilità di segmenti scheletrici; pertanto devono essere somministrate dosi di anestetico locale tali da consentire all'utente di deambulare al termine dell'atto chirurgico. La chirurgia ambulatoriale non è compatibile con l'uso dell'anestesia generale o della sedazione per via endovenosa, nonché con l'anestesia loco-regionale ad eccezione fatta per l'anestesia tronculare.
|
| 3 |
|
| 4 |
+
Le attività di terapia fisica sono indirizzate nei confronti di disabilità transitorie e/o minimali, quali artropatie segmentarie, esiti di fratture scheletriche, esiti di traumatismi vari, algie vertebrali, che richiedono un semplice e breve intervento terapeutico funzionale.
|
| 5 |
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| 6 |
Le strutture che erogano prestazioni di attività specialistica in ambito ambulatoriale sono classificate in:
|
| 7 |
- classe 1°- strutture ambulatoriali extraospedaliere, collocate in presidi che non erogano prestazioni di ricovero. In tale classe sono erogabili tutte le prestazioni ambulatoriali individuate dal nomenclatore tariffario regionale, ad eccezione delle prestazioni contrassegnate dalla lettera "H".
|
|
|
|
| 30 |
- locale visita (un locale adibito a studio medico per visita o medicazione che deve immettersi nel locale adibito agli atti operatori);
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| 31 |
- locale chirurgico di almeno 16 mq;
|
| 32 |
- zona sosta paziente dopo l'intervento. tale spazio può essere opportunamente individuato all'interno del locale visita;
|
| 33 |
+
- deposito materiale sterile e strumentario chirurgico. può essere situato all'interno dello spazio riservato alla sterilizzazione e preparazione del personale e deve essere costituito da un armadio lavabile per la rimessa dei ferri chirurgici, da un armadio lavabile per la conservazione del materiale sterilizzato, mantenuto in adatte confezioni o cestelli metallici e da un armadio lavabile per la rimessa dei farmaci e del materiale monouso;
|
| 34 |
- un locale per la sterilizzazione che può essere in comune con lo spazio per la preparazione del personale sanitario all'atto chirurgico;
|
| 35 |
- le superfici devono risultare resistenti al lavaggio e alla disinfezione, lisce, con raccordo arrotondato al pavimento. quest'ultimo deve essere non inquinante, del tipo monolitico, resistente agli agenti chimici e fisici, antisdrucciolo;
|
| 36 |
- nel caso di presenza di indagini diagnostiche ecografiche, occorre un locale per l'esecuzione degli esami, con annesso spazio spogliatoio per gli utenti e servizio igienico dedicato ed adiacente.
|
|
|
|
| 51 |
Per le attività chirurgiche, il locale chirurgico deve assicurare il benessere degli operatori e del paziente attraverso un adeguato sistema di condizionamento. Inoltre, nello spazio riservato alla sterilizzazione e preparazione del personale, devono essere presenti un lavello, in materiale igienicamente compatibile, fornito di acqua calda e fredda, per la pulizia degli strumenti chirurgici, ed un lavello, per il lavaggio dei sanitari, con rubinetteria elettronica o a gomito.
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| 52 |
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| 53 |
## REQUISITI MINIMI TECNOLOGICI
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| 54 |
+
Il locale ambulatorio deve disporre di attrezzature e presidi medico chirurgici in relazione alla specificità dell'attività svolta ed al carico di lavoro. Nel caso che nel locale ambulatorio siano presenti risorse tecnologiche destinate a prestazioni diverse, le stesse non possono essere usate in contemporanea su pazienti diversi. Inoltre, deve essere prevista la presenza di un carrello per la gestione dell'emergenza. Per l’utilizzazione di tecniche per l'esecuzione di indagini ecografiche correlate, la dotazione minima è costituita da un ecografo real time e da almeno due sonde dedicate, una per lo studio delle parti superficiali ed una per lo studio di quelle profonde.
|
| 55 |
|
| 56 |
Per le attività chirurgiche, tutto lo strumentario deve essere in monouso o in acciaio inossidabile o in leghe o metalli non ossidabili e deve essere idoneo al tipo di chirurgia esercitata. Inoltre, devono essere previste apparecchiature per il processo di sterilizzazione in mancanza di servizio centralizzato o esterno e, per ogni locale chirurgico:
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| 57 |
- lettino chirurgico;
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|
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| 66 |
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| 67 |
## REQUISITI MINIMI ORGANIZZATIVI
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| 68 |
Ogni struttura erogante prestazioni ambulatoriali deve possedere i seguenti requisiti organizzativi:
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| 69 |
+
- durante lo svolgimento dell’attività ambulatoriale deve essere prevista la presenza di almeno un medico specialista della branca indicato quale responsabile delle attività cliniche o chirurgiche svolte nell'ambulatorio;
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| 70 |
- nel caso di ambulatori polispecialistici va individuato tra i medici specialisti un responsabile delle attività organizzative;
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| 71 |
- personale medico e di assistenza infermieristica in numero proporzionale agli accessi ambulatoriali e alla tipologia dell'attività svolta, e/o personale tecnico per la terapia fisica;
|
| 72 |
- tutti i materiali, farmaci, confezioni soggetti a scadenza, devono portare in evidenza la data della scadenza stessa ed essere conservati con modalità adeguate;
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|
|
|
| 196 |
- pompa da vuoto ad acqua o meccanica;
|
| 197 |
- ph metro.
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| 198 |
|
| 199 |
+
Allo scopo di fronteggiare eventuali emergenze dovrà essere presente un armadio con farmaci per il primo soccorso.
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| 200 |
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| 201 |
## DOTAZIONE STRUMENTALE MINIMA PER I LABORATORI SPECIALIZZATI E PER I SETTORI SPECIALIZZATI AGGREGATI AI LABORATORI GENERALI DI BASE
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| 202 |
I settori specializzati aggregati ai laboratori generali di base devono essere, inoltre, in possesso della strumentazione sottoindicata per ciascuna specialità.
|
|
|
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| 333 |
- centrifuga refrigerata in caso di analisi con separazione in fase liquida;
|
| 334 |
- spettrometro per conta di radiazioni gamma e/o beta;
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| 335 |
- sistema di lavaggio per le analisi con separazione in fase solida;
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| 336 |
+
- sistema di raccolta e di smaltimento del materiale radioattivo in decadimento secondo quanto stabilito dalla normativa in materia;
|
| 337 |
+
- materiale di consumo (pipette provette, ecc.) a perdere.
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| 338 |
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| 339 |
### a.2 Microbiologia e sieroimmunologia
|
| 340 |
- agitatore orizzontale;
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|
|
|
| 355 |
- spettrofotometro UV - visibile con monocromatore a reticolo o filtri o interferenziali, con cellette termostatate;
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| 356 |
- cappa a flusso laminare verticale.
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| 357 |
- Inoltre, qualora vengano effettuate analisi immunometriche:
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| 358 |
+
- strumentazioni automatiche o semiautomatiche per le indagini immunometriche previste per il settore.
|
| 359 |
- Inoltre, qualora vengano effettuate analisi con PCR:
|
| 360 |
- amplificatore delle catene genetiche;
|
| 361 |
- sistema di lettura degli amplificati;
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|
|
|
| 444 |
### a.6 Genetica medica
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| 445 |
- agitatore
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| 446 |
- autoclave
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| 447 |
+
- bagnomaria termoregolabile
|
| 448 |
- becco Bunsen
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| 449 |
- bilancia analitica fino a 1 mgr
|
| 450 |
- bilancia tecnica
|
|
|
|
| 586 |
|
| 587 |
Le attività di diagnostica per immagini sono assicurate sia dalle strutture pubbliche e private, di ricovero e cura a ciclo continuativo e/o diurno sia da strutture ambulatoriali extra ospedaliere pubbliche e private. Poiché le strutture di ricovero e cura, come sopra identificate, assicurano lo svolgimento di attività in regime di elezione programmata, oppure in regime di emergenza-urgenza, i relativi requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi devono rispondere alle funzioni proprie di tali strutture.
|
| 588 |
|
| 589 |
+
Per l’utilizzazione di tecniche per l'esecuzione di indagini ecografiche correlate, la dotazione minima è costituita da un ecografo real time e da almeno due sonde dedicate, una per lo studio delle parti superficiali ed uno per lo studio di quelle profonde.
|
| 590 |
|
| 591 |
## REQUISITI MINIMI STRUTTURALI ED IMPIANTISTICI
|
| 592 |
I locali e gli spazi devono essere correlati alla tipologia ed al volume delle attività erogate conformemente alle norme di buona tecnica, ai principi di funzionalità e nel rispetto della vigente normativa in materia di Radioprotezione e di sicurezza negli ambienti di lavoro.
|
|
|
|
| 648 |
- è responsabile dello smaltimento dei rifiuti speciali;
|
| 649 |
- garantisce ed assicura l'esecuzione dei Controlli di Qualità.
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| 650 |
|
| 651 |
+
In caso di assenza del Direttore Responsabile per un periodo non superiore a 60 giorni, le sue funzioni vengono assunte da un medico con identici requisiti; per un periodo superiore a 60 giorni è fatto obbligo di nominare un sostituto avente i requisiti del Direttore Responsabile dandone relativa comunicazione all'A.S.L. di appartenenza della struttura.
|
| 652 |
|
| 653 |
Presso ogni struttura di diagnostica per immagini deve essere previsto l'obbligo di comunicare all'utente, al momento della prenotazione dell'indagine diagnostica, i tempi di consegna dei referti.
|
| 654 |
|
|
|
|
| 704 |
- unità di terapia a fasci collimati (telecobalto terapia, acceleratore lineare);
|
| 705 |
- attrezzatura per la valutazione della dose singola e dei relativi tempi di trattamento;
|
| 706 |
- apparecchiature per il controllo dosimetrico clinico;
|
| 707 |
+
- accessori per la protezione del paziente nelle parti corporee comprese entro il fascio di irradiazione adattabili alle singole situazioni anatomiche così come previsti dalla vigente legislazione;
|
| 708 |
- strumenti di misura tarati per il controllo periodico dell'erogazione delle apparecchiature;
|
| 709 |
- carrello di pronto soccorso, con apparecchiature per l'assistenza cardio-respiratoria e farmaci di emergenza.
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| 710 |
|
|
|
|
| 843 |
## REQUISITI MINIMI STRUTTURALI ED IMPIANTISTICI
|
| 844 |
La struttura deve garantire sempre la completa fruibilità degli spazi da parte di tutti i possibili utenti affetti dalle diverse tipologie di disabilità; è indispensabile la completa assenza di barriere architettoniche che limitino l'accesso o gli spostamenti dentro la struttura e l'utilizzo sicuro dei vari spazi e servizi. Deve essere garantita la privacy degli utenti. Le strutture devono essere dotate di ambienti specifici con dimensioni, arredi ed attrezzature adeguati allo svolgimento delle attività coerenti con i programmi e gli obiettivi propri della struttura. In particolare:
|
| 845 |
- area attrezzata per attività di gruppo (palestre), per attività statiche e dinamiche;
|
| 846 |
+
- area attrezzata per attività individuali (motorie, respiratorie, neuropsicologiche, ecc.);
|
| 847 |
- box (o stanze di dimensioni contenute) per attività di massoterapia, terapia fisica e strumentale e manipolazioni articolari;
|
| 848 |
- area attrezzata per il trattamento, qualora previsto dei disturbi comunicativi/integrativi;
|
| 849 |
- ambulatori medici per visite specialistiche e valutazioni diagnostico- prognostiche cliniche attinenti alle patologie trattate;
|
|
|
|
| 877 |
- le prestazioni effettuate devono essere registrate e corredate dalle generalità riferite dall'utente;
|
| 878 |
- le registrazioni e le copie dei referti vanno conservate secondo le modalità e i tempi sanciti dalla normativa vigente;
|
| 879 |
- in caso di attività sanitaria in strutture poliambulatoriali, polispecialistiche e polifunzionali intra ed extra ospedaliere, i servizi accessori (sala di attesa e di accettazione, spogliatoi e servizi igienici per il personale e per l'utenza, attività amministrative ed archivio, strutture per la gestione dell'emergenza, locali sporco/pulito ecc.) possono essere centralizzati, adeguati alla complessità delle funzioni e correlati ai picchi di frequenza;
|
| 880 |
+
- nel caso in cui nella stessa struttura vengano svolte anche attività di terapia fisica, possono essere utilizzati in comune locali ed attrezzature di tipologia coincidente, purché la complessità delle funzioni ed i picchi di frequenza lo consentano;
|
| 881 |
- per ogni paziente deve essere approntata una scheda clinica ambulatoriale in cui siano riportate la diagnosi, le prestazioni effettuate e le prescrizioni terapeutiche;
|
| 882 |
- le attività di sanificazione devono essere garantite secondo modalità e criteri adeguati;
|
| 883 |
- in ogni caso devono essere rispettate le norme vigenti in materia di privacy ed utilizzo dei dati sanitari.
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|
|
|
| 1032 |
## REQUISITI ORGANIZZATIVI E DI PERSONALE
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| 1033 |
I servizi che svolgono le predette attività devono essere dotati di personale idoneo, in numero adeguato al programma svolto, tenuto conto di quanto previsto dal D.M. 444/90, dal D.M. 19.2.1992 e dall'Atto di intesa Stato-Regioni del 5.8.1999
|
| 1034 |
|
| 1035 |
+
Il servizio ambulatoriale deve funzionare secondo le modalità previste dall'art.5 del D.M. 444/90 e con la presenza del personale, rapportato alla tabella n.1 allegata al predetto decreto, ovvero per le attività svolte in relazione all'Atto di intesa, secondo quanto previsto dagli artt. 6 e 7 dello stesso atto.
|
| 1036 |
|
| 1037 |
Per i requisiti organizzativi, tecnologici e strutturali dei presidi gestiti dalle Aziende Sanitarie Locali, si richiama la normativa sull'istituzione dei SERT di cui alla legge n.162 del 1990 e D.M. 30 novembre 1990, n.444 nonché quella indicata nel D.M. 19 febbraio 1992 e, per quanto compatibile, il predetto accordo 5 agosto 1999.
|
documents/campania/healthcare/accreditation/2002-01-11_Regione Campania_232a9823a4f02ccc15c707f96bd09941/extracted_text.md
CHANGED
|
@@ -7,7 +7,7 @@ In tale configurazione sono ricomprese le seguenti tipologie:
|
|
| 7 |
- Accertamenti diagnostici e cure di prima istanza per tutte le altre patologie acute rivolte ad ottenere almeno la stabilizzazione del paziente;
|
| 8 |
- Trasferimento del paziente, con trasporto protetto, in strutture ospedaliere più complesse.
|
| 9 |
- A tali presidi vanno equiparati quelli di ricovero privati che, ai sensi dell'allegato T) della L.R. 2/98, per svolgere funzioni di pronto soccorso, devono possedere gli standard organizzativi e strutturali richiesti per i primi.
|
| 10 |
-
- Presidi di ricovero sedi di Dipartimento di Emergenza di 1° livello (DEA di 1° livello), con le componenti costitutive ed organizzative
|
| 11 |
- Presidi di ricovero sede di Dipartimento di Emergenza di 2° livello (DEA di 2° livello), con le componenti costitutive ed organizzative previste dall'art. 30 della L.R. 2/94 e dagli artt. 16 e 19, comma 11, della L.R. 2/98, con il compito di assicurare nelle 24 ore adeguati interventi diagnostici e terapeutici per qualsiasi patologia acuta, anche complessa;
|
| 12 |
- Le Aziende Ospedaliere non riconducibili alla precedente tipologia, i Policlinici Universitari e gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, che assicurano interventi diagnostici e terapeutici per acuti in regime di elezione, attività di emergenza-urgenza per settori specialistici, ovvero che siano sede di Centro Regionale di Emergenza, ex artt. 37 e 38 L.R. 2/94;
|
| 13 |
- I presidi di ricovero non ricompresi nelle tipologie precedenti e che devono assicurare:
|
|
@@ -416,7 +416,7 @@ Ogni struttura erogante prestazioni deve prevedere i seguenti requisiti organizz
|
|
| 416 |
- un medico ostetrico – ginecologo;
|
| 417 |
- un pediatra;
|
| 418 |
- un'ostetrica/o;
|
| 419 |
-
- un
|
| 420 |
- un medico specialista in anestesia presente nel presidio che garantisca un intervento immediato.
|
| 421 |
- Deve essere garantita comunque l'assistenza al neonato anche attraverso il trasporto protetto.
|
| 422 |
|
|
@@ -450,7 +450,7 @@ La sala operatoria deve essere dotata di condizionamento ambientale che assicuri
|
|
| 450 |
- umidità relativa estiva e invernale compresa tra 40-60% ottenuta con vapore;
|
| 451 |
- ricambi aria/ora (aria esterna senza ricircolo) 15 v/h;
|
| 452 |
- filtraggio aria 99.97%;
|
| 453 |
-
- impianto di gas medicali e impianto di aspirazione gas anestetici direttamente collegato alle
|
| 454 |
- acqua di raffreddamento per apparecchi laser, quando necessario;
|
| 455 |
- stazioni di riduzione della pressione per il reparto operatorio. Devono essere doppie per ogni gas medicale tecnico tali da garantire un adeguato livello di affidabilità;
|
| 456 |
- impianto rilevazione incendi;
|
|
@@ -466,7 +466,7 @@ Per ogni sala operatoria:
|
|
| 466 |
- lampada scialitica;
|
| 467 |
- diafanoscopio a parete;
|
| 468 |
- strumentazione adeguata per gli interventi di chirurgia generale e delle specialità chirurgiche;
|
| 469 |
-
- un
|
| 470 |
|
| 471 |
Per ogni gruppo operatorio:
|
| 472 |
- frigoriferi per la conservazione di farmaci e emoderivati;
|
|
@@ -575,7 +575,7 @@ Devono essere garantiti i servizi di disinfezione e di disinfestazione, che poss
|
|
| 575 |
|
| 576 |
Nel caso in cui nel Presidio non sia presente il servizio di disinfezione devono essere comunque assicurate idonee modalità di trasporto dei materiali. Le attività di disinfezione e disinfestazione possono essere affidate anche a ditte esterne e/o gestite in maniera consorziata fra più aziende pubbliche e private.
|
| 577 |
|
| 578 |
-
Nel caso di presenza nel Presidio del servizio di disinfezione devono essere garantiti locali e apparecchiature idonee alle operazioni di disinfezione degli effetti personali e letterecci, della biancheria ed in genere dei materiali infetti
|
| 579 |
|
| 580 |
## REQUISITI STRUTTURALI
|
| 581 |
L'articolazione interna degli spazi deve consentire la netta separazione tra le zone sporche e pulite. Il percorso deve essere progressivo dalla zona sporca alla zona pulita.
|
|
@@ -652,7 +652,7 @@ Nel caso di servizio interno al presidio dovranno essere presenti adeguati spazi
|
|
| 652 |
Nel caso di servizio esterno al presidio deve esistere documentazione relativa ai protocolli di bonifica della biancheria infetta; gli spazi e le attrezzature dovranno essere correlati a quanto definito nei protocolli di bonifica.
|
| 653 |
|
| 654 |
# SERVIZIO MORTUARIO
|
| 655 |
-
Il servizio mortuario deve disporre di spazi per la
|
| 656 |
|
| 657 |
In termini di accessibilità devono essere consentite l'entrata e l'uscita autonoma senza interferenze rispetto al sistema generale dei percorsi interni della struttura.
|
| 658 |
|
|
|
|
| 7 |
- Accertamenti diagnostici e cure di prima istanza per tutte le altre patologie acute rivolte ad ottenere almeno la stabilizzazione del paziente;
|
| 8 |
- Trasferimento del paziente, con trasporto protetto, in strutture ospedaliere più complesse.
|
| 9 |
- A tali presidi vanno equiparati quelli di ricovero privati che, ai sensi dell'allegato T) della L.R. 2/98, per svolgere funzioni di pronto soccorso, devono possedere gli standard organizzativi e strutturali richiesti per i primi.
|
| 10 |
+
- Presidi di ricovero sedi di Dipartimento di Emergenza di 1° livello (DEA di 1° livello), con le componenti costitutive ed organizzative minime di cui agli artt. 28 e 29 della L.R. 2/94 e dell'art. 19, comma 11 della L.R. 2/98, con il compito di assicurare, nell'arco delle 24 ore, oltre alle funzioni PSA, gli interventi diagnostici e terapeutici peculiari delle funzioni specialistiche proprie di un DEA di 1° livello;
|
| 11 |
- Presidi di ricovero sede di Dipartimento di Emergenza di 2° livello (DEA di 2° livello), con le componenti costitutive ed organizzative previste dall'art. 30 della L.R. 2/94 e dagli artt. 16 e 19, comma 11, della L.R. 2/98, con il compito di assicurare nelle 24 ore adeguati interventi diagnostici e terapeutici per qualsiasi patologia acuta, anche complessa;
|
| 12 |
- Le Aziende Ospedaliere non riconducibili alla precedente tipologia, i Policlinici Universitari e gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, che assicurano interventi diagnostici e terapeutici per acuti in regime di elezione, attività di emergenza-urgenza per settori specialistici, ovvero che siano sede di Centro Regionale di Emergenza, ex artt. 37 e 38 L.R. 2/94;
|
| 13 |
- I presidi di ricovero non ricompresi nelle tipologie precedenti e che devono assicurare:
|
|
|
|
| 416 |
- un medico ostetrico – ginecologo;
|
| 417 |
- un pediatra;
|
| 418 |
- un'ostetrica/o;
|
| 419 |
+
- un’infermiera o vigilatrice d'infanzia;
|
| 420 |
- un medico specialista in anestesia presente nel presidio che garantisca un intervento immediato.
|
| 421 |
- Deve essere garantita comunque l'assistenza al neonato anche attraverso il trasporto protetto.
|
| 422 |
|
|
|
|
| 450 |
- umidità relativa estiva e invernale compresa tra 40-60% ottenuta con vapore;
|
| 451 |
- ricambi aria/ora (aria esterna senza ricircolo) 15 v/h;
|
| 452 |
- filtraggio aria 99.97%;
|
| 453 |
+
- impianto di gas medicali e impianto di aspirazione gas anestetici direttamente collegato alle apparecchiature di anestesia, ossigeno, aria compressa bassa pressione per respiratori, aria compressa alta pressione per apparecchi pneumatici, protossido di azoto;
|
| 454 |
- acqua di raffreddamento per apparecchi laser, quando necessario;
|
| 455 |
- stazioni di riduzione della pressione per il reparto operatorio. Devono essere doppie per ogni gas medicale tecnico tali da garantire un adeguato livello di affidabilità;
|
| 456 |
- impianto rilevazione incendi;
|
|
|
|
| 466 |
- lampada scialitica;
|
| 467 |
- diafanoscopio a parete;
|
| 468 |
- strumentazione adeguata per gli interventi di chirurgia generale e delle specialità chirurgiche;
|
| 469 |
+
- un’autoclave a vapore per sala operatoria e/o per gruppo operatorio per la sterilizzazione di strumentario, teleria, in mancanza di servizio centralizzato e/o esterno di sterilizzazione.
|
| 470 |
|
| 471 |
Per ogni gruppo operatorio:
|
| 472 |
- frigoriferi per la conservazione di farmaci e emoderivati;
|
|
|
|
| 575 |
|
| 576 |
Nel caso in cui nel Presidio non sia presente il servizio di disinfezione devono essere comunque assicurate idonee modalità di trasporto dei materiali. Le attività di disinfezione e disinfestazione possono essere affidate anche a ditte esterne e/o gestite in maniera consorziata fra più aziende pubbliche e private.
|
| 577 |
|
| 578 |
+
Nel caso di presenza nel Presidio del servizio di disinfezione devono essere garantiti locali e apparecchiature idonee alle operazioni di disinfezione degli effetti personali e letterecci, della biancheria ed in genere dei materiali infetti nonché al deposito dei dispositivi medici e delle attrezzature tecnologiche necessarie.
|
| 579 |
|
| 580 |
## REQUISITI STRUTTURALI
|
| 581 |
L'articolazione interna degli spazi deve consentire la netta separazione tra le zone sporche e pulite. Il percorso deve essere progressivo dalla zona sporca alla zona pulita.
|
|
|
|
| 652 |
Nel caso di servizio esterno al presidio deve esistere documentazione relativa ai protocolli di bonifica della biancheria infetta; gli spazi e le attrezzature dovranno essere correlati a quanto definito nei protocolli di bonifica.
|
| 653 |
|
| 654 |
# SERVIZIO MORTUARIO
|
| 655 |
+
Il servizio mortuario deve disporre di spazi per la sosta e la preparazione delle salme e di una camera ardente.
|
| 656 |
|
| 657 |
In termini di accessibilità devono essere consentite l'entrata e l'uscita autonoma senza interferenze rispetto al sistema generale dei percorsi interni della struttura.
|
| 658 |
|
documents/campania/healthcare/accreditation/2002-01-11_Regione Campania_949e2bb2e3a218ba530885cb09e58303/extracted_text.md
CHANGED
|
@@ -200,7 +200,7 @@ Area destinata alla residenzialità
|
|
| 200 |
- Locale deposito per attrezzature, carrozzine e materiale di consumo etc.
|
| 201 |
- Attrezzature particolarmente adattate ad ospiti non deambulanti non autosufficienti (letti, materassi e cuscini antidecubito, etc.).
|
| 202 |
- Presenza di un solleva persona per ogni piano.
|
| 203 |
-
- Segnaletica per l'orientamento di facile intuizione (es.codici a colori).
|
| 204 |
|
| 205 |
Area di socializzazione
|
| 206 |
- Angolo bar.
|
|
@@ -239,11 +239,9 @@ Devono essere garantiti:
|
|
| 239 |
Si definiscono centri residenziali di cure palliative le strutture per l'assistenza in ricovero temporaneo di pazienti affetti da malattie progressive ed in fase avanzata, a rapida evoluzione e a prognosi infausta, per i quali ogni terapia finalizzata alla guarigione o alla stabilizzazione della patologia non è possibile o appropriata e, prioritariamente, per i pazienti affetti da patologia neoplastica terminale che necessitano di assistenza palliativa e di supporto.
|
| 240 |
|
| 241 |
## REQUISITI MINIMI STRUTTURALI
|
| 242 |
-
La localizzazione può essere nell'ambito di un edificio specificamente dedicato ovvero nell'ambito di una struttura ospedaliera o di una struttura residenziale sanitaria.
|
| 243 |
-
|
| 244 |
-
|
| 245 |
-
|
| 246 |
-
Nel caso di impossibilità di eliminare il rumore, esso deve essere opportunamente ridotto.
|
| 247 |
|
| 248 |
La capacità recettiva della struttura deve essere limitata e comunque non superiore a 30 posti letto, articolati in moduli.
|
| 249 |
|
|
@@ -256,7 +254,8 @@ L'articolazione funzionale del Centro dovrà includere le seguenti aree:
|
|
| 256 |
- Area destinata alla valutazione e alle terapie;
|
| 257 |
- Area generale di supporto.
|
| 258 |
|
| 259 |
-
Area destinata alla residenzialità
|
|
|
|
| 260 |
- camere singole di dimensioni tali da permettere la permanenza notturna di un accompagnatore, un tavolo per consumare i pasti, una poltrona, i servizi igienici. Nella camera arredata si deve assicurare lo spazio adeguato per interventi medici;
|
| 261 |
- cucina-tisaneria;
|
| 262 |
- deposito biancheria pulita;
|
|
@@ -267,14 +266,15 @@ Area destinata alla residenzialità
|
|
| 267 |
- soggiorno polivalente o spazi equivalenti anche divisi in ambiti da destinare a diverse attività (ristorazione, conversazione, lettura ecc.);
|
| 268 |
- deposito sporco dotato di vuotatolo e di lavapadelle.
|
| 269 |
|
| 270 |
-
Area destinata alla valutazione e alla terapia
|
| 271 |
- locali e attrezzature per terapie antalgiche e prestazioni ambulatoriali, con spazio per l'attesa che non intralci i percorsi;
|
| 272 |
- locale per la preparazione e manipolazione dei farmaci e preparazione nutrizionali;
|
| 273 |
- locali per le prestazioni in regime diurno;
|
| 274 |
- locale per i colloqui con il personale (psicologo, assistente sociale ecc.);
|
| 275 |
- locale deposito pulito, sporco e attrezzature.
|
| 276 |
|
| 277 |
-
Aree generali di supporto
|
|
|
|
| 278 |
- ingresso con portineria e telefono e spazio per le relazioni con il pubblico;
|
| 279 |
- spogliatoio del personale con servizi igienici;
|
| 280 |
- spogliatoio e locali di sosta e lavoro per il personale volontario;
|
|
@@ -285,7 +285,7 @@ Qualora il Centro non sia localizzato in una struttura sanitaria, le aree genera
|
|
| 285 |
- spazio per i dolenti;
|
| 286 |
- sala per il culto;
|
| 287 |
- locale uso amministrativo;
|
| 288 |
-
- cucina, dispensa e locali accessori per lavanderia e stireria (
|
| 289 |
- magazzini.
|
| 290 |
|
| 291 |
## REQUISITI MINIMI TECNOLOGICI ED IMPIANTISTICI
|
|
|
|
| 200 |
- Locale deposito per attrezzature, carrozzine e materiale di consumo etc.
|
| 201 |
- Attrezzature particolarmente adattate ad ospiti non deambulanti non autosufficienti (letti, materassi e cuscini antidecubito, etc.).
|
| 202 |
- Presenza di un solleva persona per ogni piano.
|
| 203 |
+
- Segnaletica per l'orientamento di facile intuizione (es. codici a colori).
|
| 204 |
|
| 205 |
Area di socializzazione
|
| 206 |
- Angolo bar.
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|
|
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| 239 |
Si definiscono centri residenziali di cure palliative le strutture per l'assistenza in ricovero temporaneo di pazienti affetti da malattie progressive ed in fase avanzata, a rapida evoluzione e a prognosi infausta, per i quali ogni terapia finalizzata alla guarigione o alla stabilizzazione della patologia non è possibile o appropriata e, prioritariamente, per i pazienti affetti da patologia neoplastica terminale che necessitano di assistenza palliativa e di supporto.
|
| 240 |
|
| 241 |
## REQUISITI MINIMI STRUTTURALI
|
| 242 |
+
- La localizzazione può essere nell'ambito di un edificio specificamente dedicato ovvero nell'ambito di una struttura ospedaliera o di una struttura residenziale sanitaria.
|
| 243 |
+
- In ogni caso, la localizzazione deve essere in zona urbana o urbanizzata, protetta dal rumore cittadino e con buoni collegamenti con il contesto urbano, in modo da favorire l'accesso dei familiari e dei parenti.
|
| 244 |
+
- Nel caso di impossibilità di eliminare il rumore, esso deve essere opportunamente ridotto.
|
|
|
|
|
|
|
| 245 |
|
| 246 |
La capacità recettiva della struttura deve essere limitata e comunque non superiore a 30 posti letto, articolati in moduli.
|
| 247 |
|
|
|
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| 254 |
- Area destinata alla valutazione e alle terapie;
|
| 255 |
- Area generale di supporto.
|
| 256 |
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| 257 |
+
### Area destinata alla residenzialità
|
| 258 |
+
Ogni modulo deve essere dotato di:
|
| 259 |
- camere singole di dimensioni tali da permettere la permanenza notturna di un accompagnatore, un tavolo per consumare i pasti, una poltrona, i servizi igienici. Nella camera arredata si deve assicurare lo spazio adeguato per interventi medici;
|
| 260 |
- cucina-tisaneria;
|
| 261 |
- deposito biancheria pulita;
|
|
|
|
| 266 |
- soggiorno polivalente o spazi equivalenti anche divisi in ambiti da destinare a diverse attività (ristorazione, conversazione, lettura ecc.);
|
| 267 |
- deposito sporco dotato di vuotatolo e di lavapadelle.
|
| 268 |
|
| 269 |
+
### Area destinata alla valutazione e alla terapia
|
| 270 |
- locali e attrezzature per terapie antalgiche e prestazioni ambulatoriali, con spazio per l'attesa che non intralci i percorsi;
|
| 271 |
- locale per la preparazione e manipolazione dei farmaci e preparazione nutrizionali;
|
| 272 |
- locali per le prestazioni in regime diurno;
|
| 273 |
- locale per i colloqui con il personale (psicologo, assistente sociale ecc.);
|
| 274 |
- locale deposito pulito, sporco e attrezzature.
|
| 275 |
|
| 276 |
+
### Aree generali di supporto
|
| 277 |
+
Le aree generali di supporto devono includere:
|
| 278 |
- ingresso con portineria e telefono e spazio per le relazioni con il pubblico;
|
| 279 |
- spogliatoio del personale con servizi igienici;
|
| 280 |
- spogliatoio e locali di sosta e lavoro per il personale volontario;
|
|
|
|
| 285 |
- spazio per i dolenti;
|
| 286 |
- sala per il culto;
|
| 287 |
- locale uso amministrativo;
|
| 288 |
+
- cucina, dispensa e locali accessori per lavanderia e stireria (qualora questi servizi venissero dati in appalto, il Centro dovrà comunque essere dotato di locali di stoccaggio o di temporaneo deposito o di riscaldamento dei cibi, di supporto alle ditte esterne);
|
| 289 |
- magazzini.
|
| 290 |
|
| 291 |
## REQUISITI MINIMI TECNOLOGICI ED IMPIANTISTICI
|
documents/campania/healthcare/accreditation/2019-07-04_Regione Campania_331292985303876d5d3fcaf70ceb6484/extracted_text.md
CHANGED
|
@@ -8,7 +8,7 @@ Il documento contiene l'organigramma e il funzionigramma della struttura con chi
|
|
| 8 |
|
| 9 |
Nell'elaborazione del documento sono state coinvolte tutte le articolazioni organizzative al fine di garantirne la forte condivisione dei contenuti.
|
| 10 |
|
| 11 |
-
Nell'
|
| 12 |
|
| 13 |
## Modalità di pianificazione, programmazione e organizzazione delle attività di assistenza e supporto
|
| 14 |
È presente un piano annuale delle attività che comprende tipologia e volumi di attività erogabili, in rapporto alle risorse strutturali tecnologiche ed umane presenti nella struttura ed ai limiti di spesa fissati a livello regionale e locale con pianificazione degli obiettivi (generali e specifici) di qualità per ciascuna articolazione organizzativa di assistenza e di supporto.
|
|
@@ -39,18 +39,18 @@ Gli obiettivi sono:
|
|
| 39 |
- stabiliti per quanto riguarda la tipologia dei servizi e per quanto riguarda la qualità delle prestazioni che si intendono erogare;
|
| 40 |
- congruenti con le risorse specificamente assegnate;
|
| 41 |
- compatibili con gli impegni che la direzione della struttura è in grado di sostenere per garantirne il raggiungimento;
|
| 42 |
-
- fissati sulla base di motivazioni valide (bisogno di salute domanda sanitaria vincoli di
|
| 43 |
|
| 44 |
Il raggiungimento degli obiettivi specifici avviene utilizzando metodologie che si basano su criteri di efficienza efficacia e miglioramento della qualità dell'assistenza sanitaria
|
| 45 |
|
| 46 |
-
Sono presenti procedure ed indicatori per la valutazione sistematica dei
|
| 47 |
|
| 48 |
## Obiettivi specifici
|
| 49 |
Gli obiettivi specifici sono:
|
| 50 |
- misurabili (procedure e indicatori)
|
| 51 |
- assoggettati a scadenze e articolati nel tempo
|
| 52 |
- sottoposti a valutazione periodica per verificare in quale misura sono stati raggiunti.
|
| 53 |
-
-
|
| 54 |
- integrabili con eventuali nuove iniziative previste per conseguire gli obiettivi specifici.
|
| 55 |
|
| 56 |
Sono definite le specifiche procedure documentate o le istruzioni da applicare.
|
|
@@ -58,7 +58,7 @@ Sono definite le specifiche procedure documentate o le istruzioni da applicare.
|
|
| 58 |
Viene effettuata una valutazione periodica per verificare in quale misura gli obiettivi sono raggiunti.
|
| 59 |
|
| 60 |
## Definizione delle responsabilità
|
| 61 |
-
È presente nella struttura sanitaria documenti che
|
| 62 |
|
| 63 |
È presente un documento che contiene l'assegnazione di obiettivi e risorse ai responsabili delle funzioni clinico assistenziali di servizio e di supporto tecnico - amministrativo
|
| 64 |
|
|
@@ -85,9 +85,9 @@ Per migliorare la motivazione del personale, la sua crescita, la sua capacità r
|
|
| 85 |
- Verificare i risultati delle iniziative di miglioramento attivate e darne evidenza all'organizzazione
|
| 86 |
|
| 87 |
## Modalità di valutazione della relazione tra il personale e l'organizzazione attraverso l'analisi del clima organizzativo/soddisfazione degli operatori
|
| 88 |
-
Sono effettuate indagini periodiche di valutazione del clima aziendale e sulla soddisfazione del personale con i
|
| 89 |
|
| 90 |
-
Sono implementati flussi che
|
| 91 |
|
| 92 |
Sono identificati e facilitati momenti strutturati di analisi e confronto delle criticità
|
| 93 |
|
|
@@ -97,10 +97,10 @@ Nel caso di strutture pubbliche, la direzione aziendale si attiene alle specific
|
|
| 97 |
|
| 98 |
nel caso di strutture private è adottato un documento che riporta:
|
| 99 |
- il fabbisogno del personale a rapporto di dipendenza definito sulla base dei volumi, delle tipologie delle attività e di quanto previsto nell'ambito dei requisiti specifici per ciascuna
|
| 100 |
-
- la dotazione del personale a rapporto di dipendenza in servizio suddiviso per ruolo, profilo professionale e posizione funzionale, nonché la
|
| 101 |
- le procedure per assicurare la disponibilità delle consulenze specialistiche;
|
| 102 |
- il rispetto delle condizioni di incompatibilità previste dalla vigente normativa nel rapporto di lavoro con il personale comunque impiegato in tutte le articolazioni organizzative;
|
| 103 |
-
- il possesso da parte del personale sanitario a rapporto di
|
| 104 |
- la corretta applicazione, nei confronti del personale, dei contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria.
|
| 105 |
- L'indicazione delle specifiche assicurazioni relative al Risk Management
|
| 106 |
|
|
@@ -122,22 +122,22 @@ La programmazione dell'eventuale avvicendamento del personale è tale da assicur
|
|
| 122 |
|
| 123 |
È effettuata la valutazione dell'efficacia dei programmi di orientamento dei nuovi addetti e l'eventuale miglioramento degli stessi se necessario.
|
| 124 |
|
| 125 |
-
Le necessità di addestramento sono programmate tenendo presente i tempi necessari al raggiungimento dei requisiti e delle abilità richieste, il turn over del
|
| 126 |
|
| 127 |
-
## Programmazione e verifica della formazione e
|
| 128 |
È adottato un piano di formazione-aggiornamento del personale
|
| 129 |
|
| 130 |
Il Piano di formazione prevede: definizione degli standard di competenza per posizione, criteri di scelta delle priorità, monitoraggio delle competenze professionali e rilevazione dei fabbisogni formativi e programmazione delle attività formative
|
| 131 |
|
| 132 |
-
Sono adottati strumenti di valutazione: dell'efficacia dei programmi di formazione continua, dell'
|
| 133 |
|
| 134 |
-
La formazione è orientata
|
| 135 |
|
| 136 |
-
Sono adottati strumenti di valutazione della soddisfazione da parte del personale e eventuale
|
| 137 |
|
| 138 |
È garantito il coinvolgimento degli operatori nella programmazione delle attività di formazione aggiornamento e addestramento
|
| 139 |
|
| 140 |
-
È
|
| 141 |
|
| 142 |
La struttura ha adottato metodi (relazioni, meeting settimanali, incontri mensili, pubblicazioni) volti a garantire che le conoscenze maturate all'esterno vengano condivise con tutto il personale interessato;
|
| 143 |
|
|
@@ -149,7 +149,7 @@ La struttura ha adottato metodi (relazioni, meeting settimanali, incontri mensil
|
|
| 149 |
- prefissare le priorità di intervento formativo sulla base del budget disponibile e delle linee strategiche della direzione;
|
| 150 |
- selezionare i criteri per il personale da aggiornare e formare;
|
| 151 |
- specificare gli indicatori, per misurare l'efficacia (impatto) degli interventi formativi;
|
| 152 |
-
- pianificare sia le attività sulla base delle esigenze fornite dal programma nazionale per la formazione continua (ECM) sia quelle volte alla
|
| 153 |
|
| 154 |
# COMUNICAZIONE ESTERNA E CARTA DEI SERVIZI
|
| 155 |
## Comunicazione esterna e carta dei servizi- Tipologia di prestazioni e di servizi erogati
|
|
@@ -159,10 +159,10 @@ La struttura ha adottato metodi (relazioni, meeting settimanali, incontri mensil
|
|
| 159 |
|
| 160 |
La Carta dei servizi è redatta sulla base dei seguenti principi:
|
| 161 |
- imparzialità nell'erogazione delle prestazioni e uguaglianza del diritto all'accesso ai servizi
|
| 162 |
-
- piena informazione dei cittadini
|
| 163 |
- definizione di standard e assunzione di impegni da parte dell'amministrazione locale rispetto alla promozione del servizio e alla determinazione di modalità di valutazione costante della qualità stessa
|
| 164 |
-
- organizzazione di modalità strutturate per la tutela dei diritti del
|
| 165 |
-
- ascolto delle opinioni e dei giudizi espressi dai cittadini direttamente o attraverso le
|
| 166 |
|
| 167 |
## Struttura della carta dei Servizi
|
| 168 |
La Carta dei servizi recepisce gli obiettivi di qualità espressi dalla struttura e riporta in modo chiaro e comprensibile i seguenti aspetti:
|
|
@@ -180,7 +180,7 @@ Sono presenti procedure per l'appropriata modalità di comunicazione con i pazie
|
|
| 180 |
Le informazioni al paziente e ai suoi familiari riguardano:
|
| 181 |
- tipologia, disponibilità e realizzazione del percorso assistenziale;
|
| 182 |
- oneri a carico del paziente;
|
| 183 |
-
- relazioni fra servizio atteso, servizio percepito ed oneri
|
| 184 |
- possibilità da parte del paziente di contribuire a migliorare la qualità del servizio.
|
| 185 |
- identificazione di un operatore referente;
|
| 186 |
- codifica di gravità assegnata;
|
|
@@ -203,17 +203,17 @@ Sono presenti formalizzate e messe in atto politiche e procedure per la presenta
|
|
| 203 |
|
| 204 |
Sono presenti, formalizzate e messe la modalità e strumenti per l'ascolto attivo dei pazienti
|
| 205 |
|
| 206 |
-
Sono presenti formalizzate e messe in atto procedure per la valutazione della
|
| 207 |
|
| 208 |
Sono utilizzati i dati derivanti dall'analisi dei reclami e dei risultati delle valutazioni della soddisfazione e dell'esperienza degli utenti per il miglioramento della qualità dei processi sulla base delle criticità riscontrate
|
| 209 |
|
| 210 |
-
Sono diffusi i risultati delle indagini di customer satisfation e delle misure di miglioramento
|
| 211 |
|
| 212 |
È formato il personale di contatto con il pubblico che includa comunicazione, negoziazione tecniche strutturate di gestione dei conflitti
|
| 213 |
|
| 214 |
# ASPETTI STRUTTURALI E GESTIONE ATTREZZATURE
|
| 215 |
## Idoneità all'uso delle strutture
|
| 216 |
-
Esiste evidenza della pianificazione e inserimento in bilancio del potenziamento o sostituzione di impianti, edifici, o componenti necessari a garantire l'
|
| 217 |
|
| 218 |
È formalizzato e messo in atto un programma di gestione del rischio ambientale e di gestione delle infrastrutture
|
| 219 |
|
|
@@ -226,10 +226,10 @@ Sono presenti piani di azione per la risoluzione delle criticità individuate ed
|
|
| 226 |
## Gestione e manutenzione delle attrezzature
|
| 227 |
Sono pianificate le responsabilità delegate alle varie articolazioni organizzative per la gestione delle attrezzature dalla definizione dei bisogni di acquisto alla loro alienazione
|
| 228 |
|
| 229 |
-
## Programmazione degli acquisti di
|
| 230 |
Sono promosse per l'acquisizione e gestione delle attrezzature biomediche ad alta tecnologia attività interdisciplinari di valutazione e analisi relative alla sicurezza, ai costi, ai benefici, all'efficacia e agli aspetti etici
|
| 231 |
|
| 232 |
-
È predisposto un documento di programmazione degli acquisti delle
|
| 233 |
|
| 234 |
Il documento di programmazione tiene conto:
|
| 235 |
- dell'evoluzione delle tipologie dei servizi;
|
|
@@ -257,7 +257,7 @@ Il piano di manutenzione generale è articolato sulla base delle criticità dell
|
|
| 257 |
|
| 258 |
Il piano di manutenzione garantisce i necessari standards qualitativi delle prestazioni fornite e di sicurezza, deve essere documentato per ciascuna apparecchiatura biomedica
|
| 259 |
|
| 260 |
-
Nel caso di utilizzo di supporto informatico per l'archiviazione dell'elenco delle attrezzature biomediche e
|
| 261 |
- di tracciare le modifiche e gli aggiornamenti effettuati
|
| 262 |
- di registrare la data di aggiornamento
|
| 263 |
- di individuare il responsabile delle modifiche di che trattasi
|
|
@@ -304,7 +304,7 @@ La documentazione contiene i dati necessari al riscontro oggettivo delle attivit
|
|
| 304 |
- confronto con dati nazionali di riferimento.
|
| 305 |
|
| 306 |
## Controllo e approvazione della documentazione
|
| 307 |
-
La documentazione che dispone prescrizioni generali e specifiche per l'erogazione del
|
| 308 |
|
| 309 |
I metodi assicurano che i documenti siano:
|
| 310 |
- approvati dal personale autorizzato
|
|
@@ -333,9 +333,9 @@ La distribuzione dei documenti modificati è curata dal responsabile incaricato
|
|
| 333 |
|
| 334 |
Sono adottate procedure per la predisposizione della documentazione clinica tenendo conto di problematiche quali la riconciliazione dei farmaci e di altre tecnologie (transition) ai fini della sicurezza dei pazienti nei trasferimenti di setting assistenziali
|
| 335 |
|
| 336 |
-
È formalizzata e messa in atto una politica per la privacy e la riservatezza delle informazioni nel rispetto ed in
|
| 337 |
|
| 338 |
-
Sono formalizzate e messe in atto procedure per la gestione della sicurezza nell'accesso e tenuta della documentazione sanitari, ivi compresa la loro integrità, nel rispetto ed in
|
| 339 |
|
| 340 |
Sono evidenziati i risultati della valutazione della qualità della documentazione sanitaria e dell'implementazione di azioni correttive ove necessario
|
| 341 |
|
|
@@ -348,7 +348,7 @@ Sono predefiniti i tempi di accesso alla documentazione sanitaria
|
|
| 348 |
- fornire il ritorno informativo alle articolazioni organizzative, necessario per le valutazioni di loro competenza;
|
| 349 |
- rispondere al debito informativo nei confronti dei livelli sovra ordinati.
|
| 350 |
|
| 351 |
-
I dati generati dallo svolgimento delle attività sono coerenti con gli obiettivi della struttura, per garantire che le informazioni generali siano oggettive
|
| 352 |
|
| 353 |
Il sistema informativo è e realizzato sulla base dei bisogni informativi delle articolazioni della struttura
|
| 354 |
|
|
@@ -360,7 +360,7 @@ Il sistema informativo è e realizzato sulla base dei bisogni informativi delle
|
|
| 360 |
Sono presenti procedure che individuano modalità di registrazione dei dati per dimostrare il conseguimento della qualità richiesta e l'efficacia del sistema qualità, contribuendo alla crescita di un tangibile patrimonio di conoscenze.
|
| 361 |
|
| 362 |
I dati raccolti posseggono le seguenti caratteristiche
|
| 363 |
-
- sono
|
| 364 |
- ordinati, accessibili, organizzati;
|
| 365 |
- leggibili ed interpretabili con facilità;
|
| 366 |
- supportati dalle descrizioni atte a chiarire su quali basi sono stati prodotti ed entro quali limiti mantengono la loro significatività.
|
|
@@ -389,7 +389,7 @@ Sono Presenti sistemi informativi che consentano la tracciatura dei dati sanitar
|
|
| 389 |
|
| 390 |
È presente un sistema che garantisca informazioni tempestive e trasparenti sulle prenotazioni delle prestazioni sanitarie
|
| 391 |
|
| 392 |
-
Sono formalizzate e
|
| 393 |
|
| 394 |
È stata recepita ed implementata la nuova normativa sulla privacy di cui al Regolamento Europeo GDPR 2016/679
|
| 395 |
|
|
@@ -416,7 +416,7 @@ I criteri di registrazione dei dati per l'analisi riguardano:
|
|
| 416 |
- i mezzi per controllare le caratteristiche al fine di mantenerle entro i limiti stabiliti (standard).
|
| 417 |
|
| 418 |
## Controllo del sistema per misurazioni
|
| 419 |
-
Sono previste procedure per il controllo e l'adeguamento del sistema di misurazione del servizio per provare validità e affidabilità di tutte le misure incluse inchieste e questionari di
|
| 420 |
|
| 421 |
La struttura dispone punti di misura e frequenze di misurazione per la rappresentazione dell'andamento nel tempo e stabilisce le responsabilità della misurazione.
|
| 422 |
|
|
@@ -488,7 +488,7 @@ Sono state modificate le procedure le istruzioni operative l'addestramento e la
|
|
| 488 |
## Continuità del miglioramento
|
| 489 |
Nel caso siano stati ottenuti miglioramenti la struttura deve provvedere a selezionare nuove attività progettuali di miglioramento sulla base di nuovi obiettivi
|
| 490 |
|
| 491 |
-
I progetti sono inseriti nel Piano delle
|
| 492 |
|
| 493 |
## Approvazione di modalità di valutazione delle tecnologie in uso o da acquisirsi
|
| 494 |
Sono formalizzate e mese in atto di procedure per la valutazione delle tecnologie ai fini della selezione, acquisizione, allocazione
|
|
@@ -555,15 +555,15 @@ Sono messe in atto politiche e procedure per la partecipazione ed il coinvolgime
|
|
| 555 |
|
| 556 |
# RETI ASSISTENZIALI, PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE E UMANIZZAZIONE
|
| 557 |
## Programmi per lo sviluppo di reti assistenziali
|
| 558 |
-
Sono formalizzate reti
|
| 559 |
|
| 560 |
Sono formalizzate reti assistenziali per l'integrazione tra ospedale e territorio per la promozione di modelli di continuità anche in collegamento con le strutture socio-sanitarie
|
| 561 |
|
| 562 |
-
Sono formalizzate reti di
|
| 563 |
|
| 564 |
Sono previste partecipazioni a programmi di realizzazione di reti tra centri regionali, nazionali ed internazionali
|
| 565 |
|
| 566 |
-
##
|
| 567 |
Sono formalizzati protocolli per l'eleggibilità dei pazienti
|
| 568 |
|
| 569 |
Sono presenti protocolli, linee guida e procedure per la gestione del percorso assistenziale dei pazienti nelle diverse fasi della malattia e nei diversi setting assistenziali
|
|
@@ -577,7 +577,7 @@ Sono definite le responsabilità per la presa in carico /gestione dei pazienti
|
|
| 577 |
Viene effettuata la verifica della conoscenza e dell'applicazione dei protocolli e delle procedure da parte del personale e loro miglioramento se necessario
|
| 578 |
|
| 579 |
## Continuità assistenziale
|
| 580 |
-
Sono definite le responsabilità per la
|
| 581 |
|
| 582 |
Sono formalizzati e messi in atto di protocolli e linee guida per la continuità assistenziale dei pazienti (appropriatezza dei trasferimenti all'interno dell'organizzazione, della dimissione dei pazienti, del follow up)
|
| 583 |
|
|
@@ -589,7 +589,7 @@ Sono adottate modalità strutturate per il trasferimento delle informazioni rile
|
|
| 589 |
|
| 590 |
Sono adottate e diffuse procedure per consentire che tutta la documentazione clinica del paziente sia a disposizione degli operatori sanitari in ogni momento, al fine di favorire lo scambio di informazioni per la corretta gestione dei pazienti
|
| 591 |
|
| 592 |
-
## Il monitoraggio e la valutazione del
|
| 593 |
Viene effettuata la valutazione del grado di conformità delle attività a protocolli e linee guida
|
| 594 |
|
| 595 |
Viene effettuata la valutazione della qualità del percorso di assistenza, della presa in carico alla dimissione anche tramite audit clinici con identificazione degli interventi di miglioramento e ritorno delle informazioni a tutti gli operatori che hanno partecipato alla implementazione del percorso
|
|
@@ -605,9 +605,9 @@ Esiste ed è messa in atto una procedura per il coinvolgimento e l'informazione
|
|
| 605 |
Sono Identificati gli interventi di miglioramento della qualità dei percorsi assistenziali sulla base dei risultati delle analisi effettuate
|
| 606 |
|
| 607 |
## Programmi per la umanizzazione e personalizzazione dell'assistenza
|
| 608 |
-
Le attività assistenziali - organizzative sono orientate all'
|
| 609 |
|
| 610 |
-
È presente un programma per assicurare la qualità della relazione tra professionisti sanitari, pazienti e loro familiari che preveda la formazione degli operatori sanitari alle abilità procedurali di
|
| 611 |
|
| 612 |
È adottata una modalità di lavoro che segue le logiche dell'equipe multidisciplinare e la partecipazione del paziente al processo assistenziale come esperto della propria situazione
|
| 613 |
|
|
|
|
| 8 |
|
| 9 |
Nell'elaborazione del documento sono state coinvolte tutte le articolazioni organizzative al fine di garantirne la forte condivisione dei contenuti.
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| 10 |
|
| 11 |
+
Nell'elaborazione del documento sono state tenute in conto le indicazioni ed i suggerimenti provenienti dai cittadini utenti, associazioni, comitati e le modalità con le quali sono state raccolte
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| 12 |
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| 13 |
## Modalità di pianificazione, programmazione e organizzazione delle attività di assistenza e supporto
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| 14 |
È presente un piano annuale delle attività che comprende tipologia e volumi di attività erogabili, in rapporto alle risorse strutturali tecnologiche ed umane presenti nella struttura ed ai limiti di spesa fissati a livello regionale e locale con pianificazione degli obiettivi (generali e specifici) di qualità per ciascuna articolazione organizzativa di assistenza e di supporto.
|
|
|
|
| 39 |
- stabiliti per quanto riguarda la tipologia dei servizi e per quanto riguarda la qualità delle prestazioni che si intendono erogare;
|
| 40 |
- congruenti con le risorse specificamente assegnate;
|
| 41 |
- compatibili con gli impegni che la direzione della struttura è in grado di sostenere per garantirne il raggiungimento;
|
| 42 |
+
- fissati sulla base di motivazioni valide (bisogno di salute domanda sanitaria vincoli di programmazione aziendale regionale o nazionale)
|
| 43 |
|
| 44 |
Il raggiungimento degli obiettivi specifici avviene utilizzando metodologie che si basano su criteri di efficienza efficacia e miglioramento della qualità dell'assistenza sanitaria
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| 45 |
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| 46 |
+
Sono presenti procedure ed indicatori per la valutazione sistematica dei risultati e della verifica del grado di raggiungimento degli obiettivi
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| 47 |
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| 48 |
## Obiettivi specifici
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| 49 |
Gli obiettivi specifici sono:
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| 50 |
- misurabili (procedure e indicatori)
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| 51 |
- assoggettati a scadenze e articolati nel tempo
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| 52 |
- sottoposti a valutazione periodica per verificare in quale misura sono stati raggiunti.
|
| 53 |
+
- disarticolati sulla base della modalità di erogazione del servizio (esempio: ambulatoriale, residenziale o semiresidenziale, ricovero a ciclo continuativo o di giorno, in elezione o in emergenza/urgenza, etc.)
|
| 54 |
- integrabili con eventuali nuove iniziative previste per conseguire gli obiettivi specifici.
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| 55 |
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| 56 |
Sono definite le specifiche procedure documentate o le istruzioni da applicare.
|
|
|
|
| 58 |
Viene effettuata una valutazione periodica per verificare in quale misura gli obiettivi sono raggiunti.
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| 59 |
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| 60 |
## Definizione delle responsabilità
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| 61 |
+
È presente nella struttura sanitaria documenti che descrivono i processi e le relative responsabilità clinico-organizzative, contenenti anche le indicazioni per la valutazione dei dirigenti
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| 62 |
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| 63 |
È presente un documento che contiene l'assegnazione di obiettivi e risorse ai responsabili delle funzioni clinico assistenziali di servizio e di supporto tecnico - amministrativo
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| 64 |
|
|
|
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| 85 |
- Verificare i risultati delle iniziative di miglioramento attivate e darne evidenza all'organizzazione
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| 86 |
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| 87 |
## Modalità di valutazione della relazione tra il personale e l'organizzazione attraverso l'analisi del clima organizzativo/soddisfazione degli operatori
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| 88 |
+
Sono effettuate indagini periodiche di valutazione del clima aziendale e sulla soddisfazione del personale con i risultati diffusi al personale
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| 89 |
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| 90 |
+
Sono implementati flussi che consentono la segnalazione/ascolto di suggerimenti da parte del personale
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| 91 |
|
| 92 |
Sono identificati e facilitati momenti strutturati di analisi e confronto delle criticità
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| 93 |
|
|
|
|
| 97 |
|
| 98 |
nel caso di strutture private è adottato un documento che riporta:
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| 99 |
- il fabbisogno del personale a rapporto di dipendenza definito sulla base dei volumi, delle tipologie delle attività e di quanto previsto nell'ambito dei requisiti specifici per ciascuna
|
| 100 |
+
- la dotazione del personale a rapporto di dipendenza in servizio suddiviso per ruolo, profilo professionale e posizione funzionale, nonché la dotazione di personale in servizio con altra tipologia di rapporto di lavoro;
|
| 101 |
- le procedure per assicurare la disponibilità delle consulenze specialistiche;
|
| 102 |
- il rispetto delle condizioni di incompatibilità previste dalla vigente normativa nel rapporto di lavoro con il personale comunque impiegato in tutte le articolazioni organizzative;
|
| 103 |
+
- il possesso da parte del personale sanitario a rapporto di dipendenza dei requisiti di accesso che devono risultare identici a quelli richiesti per l'accesso al SSN;
|
| 104 |
- la corretta applicazione, nei confronti del personale, dei contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria.
|
| 105 |
- L'indicazione delle specifiche assicurazioni relative al Risk Management
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| 106 |
|
|
|
|
| 122 |
|
| 123 |
È effettuata la valutazione dell'efficacia dei programmi di orientamento dei nuovi addetti e l'eventuale miglioramento degli stessi se necessario.
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| 124 |
|
| 125 |
+
Le necessità di addestramento sono programmate tenendo presente i tempi necessari al raggiungimento dei requisiti e delle abilità richieste, il turn over del personale e la numerosità dello stesso
|
| 126 |
|
| 127 |
+
## Programmazione e verifica della formazione e aggiornamento necessaria e specifica
|
| 128 |
È adottato un piano di formazione-aggiornamento del personale
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| 129 |
|
| 130 |
Il Piano di formazione prevede: definizione degli standard di competenza per posizione, criteri di scelta delle priorità, monitoraggio delle competenze professionali e rilevazione dei fabbisogni formativi e programmazione delle attività formative
|
| 131 |
|
| 132 |
+
Sono adottati strumenti di valutazione: dell'efficacia dei programmi di formazione continua, dell'aggiornamento e addestramento del personale
|
| 133 |
|
| 134 |
+
La formazione è orientata ad implementare i criteri gestionali della Clinical governance
|
| 135 |
|
| 136 |
+
Sono adottati strumenti di valutazione della soddisfazione da parte del personale e eventuale miglioramento degli stessi se necessario
|
| 137 |
|
| 138 |
È garantito il coinvolgimento degli operatori nella programmazione delle attività di formazione aggiornamento e addestramento
|
| 139 |
|
| 140 |
+
È accertato il conseguimento da parte del personale sanitario dei crediti formativi previsti dal Programma Nazionale per la Formazione Continua
|
| 141 |
|
| 142 |
La struttura ha adottato metodi (relazioni, meeting settimanali, incontri mensili, pubblicazioni) volti a garantire che le conoscenze maturate all'esterno vengano condivise con tutto il personale interessato;
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| 143 |
|
|
|
|
| 149 |
- prefissare le priorità di intervento formativo sulla base del budget disponibile e delle linee strategiche della direzione;
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| 150 |
- selezionare i criteri per il personale da aggiornare e formare;
|
| 151 |
- specificare gli indicatori, per misurare l'efficacia (impatto) degli interventi formativi;
|
| 152 |
+
- pianificare sia le attività sulla base delle esigenze fornite dal programma nazionale per la formazione continua (ECM) sia quelle volte alla valutazione dell'efficacia degli interventi formativi
|
| 153 |
|
| 154 |
# COMUNICAZIONE ESTERNA E CARTA DEI SERVIZI
|
| 155 |
## Comunicazione esterna e carta dei servizi- Tipologia di prestazioni e di servizi erogati
|
|
|
|
| 159 |
|
| 160 |
La Carta dei servizi è redatta sulla base dei seguenti principi:
|
| 161 |
- imparzialità nell'erogazione delle prestazioni e uguaglianza del diritto all'accesso ai servizi
|
| 162 |
+
- piena informazione dei cittadini utenti sui servizi offerti e la modalità di erogazione degli stessi
|
| 163 |
- definizione di standard e assunzione di impegni da parte dell'amministrazione locale rispetto alla promozione del servizio e alla determinazione di modalità di valutazione costante della qualità stessa
|
| 164 |
+
- organizzazione di modalità strutturate per la tutela dei diritti del cittadino
|
| 165 |
+
- ascolto delle opinioni e dei giudizi espressi dai cittadini direttamente o attraverso le associazioni che li rappresentano
|
| 166 |
|
| 167 |
## Struttura della carta dei Servizi
|
| 168 |
La Carta dei servizi recepisce gli obiettivi di qualità espressi dalla struttura e riporta in modo chiaro e comprensibile i seguenti aspetti:
|
|
|
|
| 180 |
Le informazioni al paziente e ai suoi familiari riguardano:
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| 181 |
- tipologia, disponibilità e realizzazione del percorso assistenziale;
|
| 182 |
- oneri a carico del paziente;
|
| 183 |
+
- relazioni fra servizio atteso, servizio percepito ed oneri co-sostenuti dal paziente;
|
| 184 |
- possibilità da parte del paziente di contribuire a migliorare la qualità del servizio.
|
| 185 |
- identificazione di un operatore referente;
|
| 186 |
- codifica di gravità assegnata;
|
|
|
|
| 203 |
|
| 204 |
Sono presenti, formalizzate e messe la modalità e strumenti per l'ascolto attivo dei pazienti
|
| 205 |
|
| 206 |
+
Sono presenti formalizzate e messe in atto procedure per la valutazione della soddisfazione e dell'esperienza dell'utente
|
| 207 |
|
| 208 |
Sono utilizzati i dati derivanti dall'analisi dei reclami e dei risultati delle valutazioni della soddisfazione e dell'esperienza degli utenti per il miglioramento della qualità dei processi sulla base delle criticità riscontrate
|
| 209 |
|
| 210 |
+
Sono diffusi i risultati delle indagini di customer satisfation e delle misure di miglioramento adottate sul sito web aziendale
|
| 211 |
|
| 212 |
È formato il personale di contatto con il pubblico che includa comunicazione, negoziazione tecniche strutturate di gestione dei conflitti
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| 213 |
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| 214 |
# ASPETTI STRUTTURALI E GESTIONE ATTREZZATURE
|
| 215 |
## Idoneità all'uso delle strutture
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| 216 |
+
Esiste evidenza della pianificazione e inserimento in bilancio del potenziamento o sostituzione di impianti, edifici, o componenti necessari a garantire l'idoneità all'uso, la sicurezza e l'efficacia della struttura nel rispetto delle leggi, dei regolamenti e degli altri requisiti che si applicano all'organizzazione
|
| 217 |
|
| 218 |
È formalizzato e messo in atto un programma di gestione del rischio ambientale e di gestione delle infrastrutture
|
| 219 |
|
|
|
|
| 226 |
## Gestione e manutenzione delle attrezzature
|
| 227 |
Sono pianificate le responsabilità delegate alle varie articolazioni organizzative per la gestione delle attrezzature dalla definizione dei bisogni di acquisto alla loro alienazione
|
| 228 |
|
| 229 |
+
## Programmazione degli acquisti di attrezzature
|
| 230 |
Sono promosse per l'acquisizione e gestione delle attrezzature biomediche ad alta tecnologia attività interdisciplinari di valutazione e analisi relative alla sicurezza, ai costi, ai benefici, all'efficacia e agli aspetti etici
|
| 231 |
|
| 232 |
+
È predisposto un documento di programmazione degli acquisti delle attrezzature biomediche e dei dispositivi medici tale che assicuri le prestazioni previste dal piano di attività e sia in coerenza con gli obiettivi del piano medesimo.
|
| 233 |
|
| 234 |
Il documento di programmazione tiene conto:
|
| 235 |
- dell'evoluzione delle tipologie dei servizi;
|
|
|
|
| 257 |
|
| 258 |
Il piano di manutenzione garantisce i necessari standards qualitativi delle prestazioni fornite e di sicurezza, deve essere documentato per ciascuna apparecchiatura biomedica
|
| 259 |
|
| 260 |
+
Nel caso di utilizzo di supporto informatico per l'archiviazione dell'elenco delle attrezzature biomediche e della registrazione degli interventi per la loro periodica manutenzione è utilizzata una procedura informatica che consenta:
|
| 261 |
- di tracciare le modifiche e gli aggiornamenti effettuati
|
| 262 |
- di registrare la data di aggiornamento
|
| 263 |
- di individuare il responsabile delle modifiche di che trattasi
|
|
|
|
| 304 |
- confronto con dati nazionali di riferimento.
|
| 305 |
|
| 306 |
## Controllo e approvazione della documentazione
|
| 307 |
+
La documentazione che dispone prescrizioni generali e specifiche per l'erogazione del servizio deve essere leggibile, datata (incluse le date di revisione) chiara ed identificabile. In funzione della tipologia di documento sono fissati metodi per controllare l'emissione, la distribuzione e la revisione.
|
| 308 |
|
| 309 |
I metodi assicurano che i documenti siano:
|
| 310 |
- approvati dal personale autorizzato
|
|
|
|
| 333 |
|
| 334 |
Sono adottate procedure per la predisposizione della documentazione clinica tenendo conto di problematiche quali la riconciliazione dei farmaci e di altre tecnologie (transition) ai fini della sicurezza dei pazienti nei trasferimenti di setting assistenziali
|
| 335 |
|
| 336 |
+
È formalizzata e messa in atto una politica per la privacy e la riservatezza delle informazioni nel rispetto ed in ottemperanza alla legislazione ed alla normativa vigente in materia
|
| 337 |
|
| 338 |
+
Sono formalizzate e messe in atto procedure per la gestione della sicurezza nell'accesso e tenuta della documentazione sanitari, ivi compresa la loro integrità, nel rispetto ed in ottemperanza alla legislazione ed alla normativa vigente in materia
|
| 339 |
|
| 340 |
Sono evidenziati i risultati della valutazione della qualità della documentazione sanitaria e dell'implementazione di azioni correttive ove necessario
|
| 341 |
|
|
|
|
| 348 |
- fornire il ritorno informativo alle articolazioni organizzative, necessario per le valutazioni di loro competenza;
|
| 349 |
- rispondere al debito informativo nei confronti dei livelli sovra ordinati.
|
| 350 |
|
| 351 |
+
I dati generati dallo svolgimento delle attività sono coerenti con gli obiettivi della struttura, per garantire che le informazioni generali siano oggettive e attendibili
|
| 352 |
|
| 353 |
Il sistema informativo è e realizzato sulla base dei bisogni informativi delle articolazioni della struttura
|
| 354 |
|
|
|
|
| 360 |
Sono presenti procedure che individuano modalità di registrazione dei dati per dimostrare il conseguimento della qualità richiesta e l'efficacia del sistema qualità, contribuendo alla crescita di un tangibile patrimonio di conoscenze.
|
| 361 |
|
| 362 |
I dati raccolti posseggono le seguenti caratteristiche
|
| 363 |
+
- sono conosciuti
|
| 364 |
- ordinati, accessibili, organizzati;
|
| 365 |
- leggibili ed interpretabili con facilità;
|
| 366 |
- supportati dalle descrizioni atte a chiarire su quali basi sono stati prodotti ed entro quali limiti mantengono la loro significatività.
|
|
|
|
| 389 |
|
| 390 |
È presente un sistema che garantisca informazioni tempestive e trasparenti sulle prenotazioni delle prestazioni sanitarie
|
| 391 |
|
| 392 |
+
Sono formalizzate e messe in atto di attività per la valutazione della qualità delle informazioni e dei dati in termini di affidabilità, accuratezza, e validità sia per quelli provenienti da fonti interne che per quelli provenienti da fonti esterne
|
| 393 |
|
| 394 |
È stata recepita ed implementata la nuova normativa sulla privacy di cui al Regolamento Europeo GDPR 2016/679
|
| 395 |
|
|
|
|
| 416 |
- i mezzi per controllare le caratteristiche al fine di mantenerle entro i limiti stabiliti (standard).
|
| 417 |
|
| 418 |
## Controllo del sistema per misurazioni
|
| 419 |
+
Sono previste procedure per il controllo e l'adeguamento del sistema di misurazione del servizio per provare validità e affidabilità di tutte le misure incluse inchieste e questionari di soddisfazione dell'utente
|
| 420 |
|
| 421 |
La struttura dispone punti di misura e frequenze di misurazione per la rappresentazione dell'andamento nel tempo e stabilisce le responsabilità della misurazione.
|
| 422 |
|
|
|
|
| 488 |
## Continuità del miglioramento
|
| 489 |
Nel caso siano stati ottenuti miglioramenti la struttura deve provvedere a selezionare nuove attività progettuali di miglioramento sulla base di nuovi obiettivi
|
| 490 |
|
| 491 |
+
I progetti sono inseriti nel Piano delle attività e devono essere individuate le priorità e i limiti temporali
|
| 492 |
|
| 493 |
## Approvazione di modalità di valutazione delle tecnologie in uso o da acquisirsi
|
| 494 |
Sono formalizzate e mese in atto di procedure per la valutazione delle tecnologie ai fini della selezione, acquisizione, allocazione
|
|
|
|
| 555 |
|
| 556 |
# RETI ASSISTENZIALI, PRESA IN CARICO DEL PAZIENTE E UMANIZZAZIONE
|
| 557 |
## Programmi per lo sviluppo di reti assistenziali
|
| 558 |
+
Sono formalizzate reti assistenziali per la gestione dei pazienti in condizioni di emergenze (traumi, ictus, infarto)
|
| 559 |
|
| 560 |
Sono formalizzate reti assistenziali per l'integrazione tra ospedale e territorio per la promozione di modelli di continuità anche in collegamento con le strutture socio-sanitarie
|
| 561 |
|
| 562 |
+
Sono formalizzate reti di cure palliative e di terapia del dolore per il paziente adulto e pediatrico
|
| 563 |
|
| 564 |
Sono previste partecipazioni a programmi di realizzazione di reti tra centri regionali, nazionali ed internazionali
|
| 565 |
|
| 566 |
+
## Eleggibilità e presa in carico dei pazienti
|
| 567 |
Sono formalizzati protocolli per l'eleggibilità dei pazienti
|
| 568 |
|
| 569 |
Sono presenti protocolli, linee guida e procedure per la gestione del percorso assistenziale dei pazienti nelle diverse fasi della malattia e nei diversi setting assistenziali
|
|
|
|
| 577 |
Viene effettuata la verifica della conoscenza e dell'applicazione dei protocolli e delle procedure da parte del personale e loro miglioramento se necessario
|
| 578 |
|
| 579 |
## Continuità assistenziale
|
| 580 |
+
Sono definite le responsabilità per la supervisione dell'assistenza per tutta la durata della degenza
|
| 581 |
|
| 582 |
Sono formalizzati e messi in atto di protocolli e linee guida per la continuità assistenziale dei pazienti (appropriatezza dei trasferimenti all'interno dell'organizzazione, della dimissione dei pazienti, del follow up)
|
| 583 |
|
|
|
|
| 589 |
|
| 590 |
Sono adottate e diffuse procedure per consentire che tutta la documentazione clinica del paziente sia a disposizione degli operatori sanitari in ogni momento, al fine di favorire lo scambio di informazioni per la corretta gestione dei pazienti
|
| 591 |
|
| 592 |
+
## Il monitoraggio e la valutazione del percorso di assistenza
|
| 593 |
Viene effettuata la valutazione del grado di conformità delle attività a protocolli e linee guida
|
| 594 |
|
| 595 |
Viene effettuata la valutazione della qualità del percorso di assistenza, della presa in carico alla dimissione anche tramite audit clinici con identificazione degli interventi di miglioramento e ritorno delle informazioni a tutti gli operatori che hanno partecipato alla implementazione del percorso
|
|
|
|
| 605 |
Sono Identificati gli interventi di miglioramento della qualità dei percorsi assistenziali sulla base dei risultati delle analisi effettuate
|
| 606 |
|
| 607 |
## Programmi per la umanizzazione e personalizzazione dell'assistenza
|
| 608 |
+
Le attività assistenziali - organizzative sono orientate all'accoglienza dei pazienti considerando le diverse esigenze relative all'età, al genere, e a particolari condizioni di salute e di fragilità fisica e psicologica e tendo conto delle specificità religiose, etniche e linguistiche
|
| 609 |
|
| 610 |
+
È presente un programma per assicurare la qualità della relazione tra professionisti sanitari, pazienti e loro familiari che preveda la formazione degli operatori sanitari alle abilità procedurali di counseling (empatia, congruenza, accettazione incondizionata, comunicazione di "Cattive notizie")
|
| 611 |
|
| 612 |
È adottata una modalità di lavoro che segue le logiche dell'equipe multidisciplinare e la partecipazione del paziente al processo assistenziale come esperto della propria situazione
|
| 613 |
|
documents/campania/healthcare/accreditation/2023-04-04_Regione Campania_41db628abd963aaa1229025c8f6e6dab/extracted_text.md
CHANGED
|
@@ -42,7 +42,7 @@ Devono esistere procedure relative alla corretta conservazione/gestione/utilizzo
|
|
| 42 |
Sono presenti procedure finalizzate a garantire il comfort ed il rispetto della privacy dell'utente durante le attività ambulatoriali.
|
| 43 |
|
| 44 |
Deve esistere una procedura per fornire le informazioni al pubblico riguardanti almeno:
|
| 45 |
-
- indicazioni per la preparazione
|
| 46 |
- eventuali suggerimenti o prescrizioni per il periodo successivo agli esami/interventi.
|
| 47 |
|
| 48 |
Deve essere presente un registro che riporti i provvedimenti legali per risarcimenti per danni arrecati ai pazienti, derivanti da attività erogate dalla struttura.
|
|
@@ -154,7 +154,7 @@ Per i punti prelievo la responsabilità dell'organizzazione, della definizione e
|
|
| 154 |
In caso di Spoke, i requisiti organizzativi sono gli stessi del laboratorio HUB. La dotazione del personale è modulata sulla base della tipologia e numero delle prestazioni erogate.
|
| 155 |
|
| 156 |
# ANATOMIA, ISTOLOGIA E CITOLOGIA
|
| 157 |
-
|
| 158 |
- identificazione dettagliata della struttura che esegue la diagnosi;
|
| 159 |
- anagrafica completa ed univoca del paziente comprensiva dell'indirizzo di residenza/domicilio;
|
| 160 |
- identificazione della struttura che ha richiesto la diagnosi;
|
|
@@ -165,7 +165,7 @@ ll referto contiene le seguenti informazioni:
|
|
| 165 |
- quesito diagnostico;
|
| 166 |
- sintesi delle notizie cliniche/ motivo della richiesta;
|
| 167 |
- descrizione macroscopica del campione biologico;
|
| 168 |
-
-
|
| 169 |
- eventuale descrizione delle metodiche utilizzate per particolari valutazioni diagnostiche;
|
| 170 |
- stadiazione patologica (ove previsto);
|
| 171 |
- data del referto a conclusione della diagnosi;
|
|
@@ -275,7 +275,7 @@ Per ogni acceleratore lineare esiste il registro macchina ove sono conservati tu
|
|
| 275 |
|
| 276 |
È presente un registro che riporta i provvedimenti legali per risarcimenti per danni arrecati ai pazienti, derivanti da attività erogate dalla struttura.
|
| 277 |
|
| 278 |
-
Esiste un contratto di "pronto intervento" per la risoluzione di
|
| 279 |
|
| 280 |
Possono essere intrattenute, per le strutture private, rapporti libero professionali esulanti il rapporto di dipendenza fino al 28% del personale globalmente destinato all'assistenza diretta, compreso eventualmente il personale con compiti di direzione. Ai soggetti aventi compiti di direzione sanitaria, di titolare, di legale rappresentante o socio della struttura sanitaria è fatto divieto di esercitare detti compiti presso più di una struttura. Dall'obbligo del rapporto di dipendenza di almeno il 72% del personale globalmente destinato all'assistenza diretta sono esentate le strutture con dotazioni pari o inferiori a cinque unità lavorative.
|
| 281 |
|
|
@@ -307,7 +307,7 @@ Il referto di Medicina Nucleare deve contenere:
|
|
| 307 |
- TSRM che ha eseguito la prestazione;
|
| 308 |
- data di effettuazione della prestazione;
|
| 309 |
- data di refertazione, se differente dalla data di effettuazione;
|
| 310 |
-
- firma con timbro dell'esaminatore (la firma deve essere sempre identificabile, anche
|
| 311 |
|
| 312 |
Il referto è accompagnato dalla documentazione iconografica coerente con i suoi contenuti secondo la normativa vigente.
|
| 313 |
|
|
@@ -539,7 +539,7 @@ La struttura raccoglie i dati relativamente ai pazienti con infarto miocardico a
|
|
| 539 |
|
| 540 |
La struttura raccoglie i dati relativamente ai pazienti con infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) e sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento del tratto ST (SCA-NSTE) per valutare su base annua i seguenti indicatori: % di coronarografie e rivascolarizzazione mediante PTCA o bypass aortocoronarico nelle SCA-NSTE.
|
| 541 |
|
| 542 |
-
Esistono procedure informatizzate aziendali per la rilevazione, almeno in fase di dimissione, di indici di processi quali: % dei
|
| 543 |
|
| 544 |
È disponibile una procedura per il trasferimento intra ed extraospedaliero del paziente.
|
| 545 |
|
|
@@ -596,7 +596,7 @@ Esistono protocolli con le altre Unità operative per lo svolgimento delle attiv
|
|
| 596 |
|
| 597 |
Sono monitorate le modalità di richiesta e i tempi di attesa e di invio delle risposte di esami diagnostici con le U.O. interessate.
|
| 598 |
|
| 599 |
-
Sono disponibili percorsi telematici per l'accesso alle consulenze, in un
|
| 600 |
|
| 601 |
All'atto dell'ingresso del paziente in reparto sono registrati informaticamente i tempi di arrivo e di inizio delle attività assistenziali e cliniche e sono definite le modalità di accettazione ed i criteri di allocazione del paziente.
|
| 602 |
|
|
@@ -660,7 +660,7 @@ Sono definiti i criteri per la predisposizione del programma settimanale degli i
|
|
| 660 |
|
| 661 |
È presente una lista operatoria informatizzata giornaliera e settimanale dell'attività programmata.
|
| 662 |
|
| 663 |
-
La lista operatoria tiene conto della
|
| 664 |
|
| 665 |
Sono disponibili procedure che definiscono l'organizzazione in caso di urgenze.
|
| 666 |
|
|
@@ -688,11 +688,11 @@ Sono periodicamente controllati i volumi d'aria immessi in sala operatoria.
|
|
| 688 |
|
| 689 |
Sono periodicamente controllati i ricambi d'aria in sala operatoria.
|
| 690 |
|
| 691 |
-
È periodicamente effettuata la determinazione del
|
| 692 |
|
| 693 |
Tutti i controlli sull'impianto di condizionamento devono essere effettuati in accordo con la norma serie ISO 14644 e s.m.i. (impianti di condizionamento).
|
| 694 |
|
| 695 |
-
Esistono procedure di controllo del processo di sterilizzazione validate dalla Direzione Sanitaria ed organizzate in linee guida e protocolli, conformi alle leggi in materia nonché
|
| 696 |
|
| 697 |
Esiste una procedura per lo stoccaggio e la movimentazione del materiale sterile.
|
| 698 |
|
|
@@ -769,7 +769,7 @@ La documentazione anestesiologica include indicazioni per l'assistenza postopera
|
|
| 769 |
- terapia antalgica.
|
| 770 |
|
| 771 |
# FARMACIA OSPEDALIERA
|
| 772 |
-
Sono presenti procedure documentate riferite alle principali attività di produzione galenica e controlli di qualità
|
| 773 |
- l'identificazione quali/quantitativa del prodotto
|
| 774 |
- l'identificazione del richiedente
|
| 775 |
- l'identificazione del paziente (richieste personalizzate)
|
|
@@ -777,7 +777,7 @@ Sono presenti procedure documentate riferite alle principali attività di produz
|
|
| 777 |
- l'eventuale sussistenza di criteri d'urgenza e priorità
|
| 778 |
- la data di esecuzione della prestazione
|
| 779 |
- l'identificazione dell'operatore preparatore
|
| 780 |
-
- l'
|
| 781 |
|
| 782 |
Sono presenti procedure. per la preparazione e conservazione di farmaci sterili e mescolanze infusionali, qualora effettuate e relativi controlli di qualità.
|
| 783 |
|
|
@@ -791,13 +791,13 @@ Sono presenti procedure riferite alle attività di dispensazione dei farmaci e d
|
|
| 791 |
|
| 792 |
Sono presenti procedure riferite alle attività di counselling informazione ed educazione sul farmaco al personale interno.
|
| 793 |
|
| 794 |
-
Sono presenti procedure riferite alle attività connesse
|
| 795 |
|
| 796 |
-
Sono presenti procedure riferite alle
|
| 797 |
|
| 798 |
-
Sono presenti procedure riferite alle
|
| 799 |
|
| 800 |
-
Sono presenti procedure riferite alle
|
| 801 |
|
| 802 |
Sono presenti procedure riferite alle attività di ispezione agli armadi farmaceutici di reparto.
|
| 803 |
|
|
@@ -813,7 +813,7 @@ Esiste nella Farmacia Ospedaliera un punto informativo, opportunamente segnalato
|
|
| 813 |
|
| 814 |
Sono disponibili procedure per la gestione di:
|
| 815 |
- movimenti di magazzino in entrata ed in uscita anche ai fini dell'attività di controllo e vigilanza sui farmaci e materiali sanitari
|
| 816 |
-
- gestione anagrafica
|
| 817 |
- emissione di ordini
|
| 818 |
- attività di controllo (giacenza, scorta minima, scadenze, lotti di produzione)
|
| 819 |
- reports mensili di consumo per centri di costo
|
|
@@ -830,11 +830,11 @@ Sono presenti procedure riferite alle attività di dispensazione dei farmaci e d
|
|
| 830 |
|
| 831 |
Sono presenti procedure riferite alle attività di counselling informazione ed educazione sul farmaco al personale interno.
|
| 832 |
|
| 833 |
-
Sono presenti procedure riferite alle attività connesse
|
| 834 |
|
| 835 |
-
Sono presenti procedure riferite alle
|
| 836 |
|
| 837 |
-
Nelle strutture pubbliche sono presenti procedure riferite alle
|
| 838 |
|
| 839 |
Sono presenti procedure riferite alle attività di ispezione agli armadi delle unità operative distrettuali nelle more dell'informatizzazione delle procedure.
|
| 840 |
|
|
@@ -848,12 +848,12 @@ Esiste nella Farmacia Ospedaliera un punto informativo, opportunamente segnalato
|
|
| 848 |
|
| 849 |
Devono essere disponibili procedure per la gestione di:
|
| 850 |
- movimenti di magazzino in entrata ed in uscita anche ai fini dell'attività di controllo e vigilanza sui farmaci e materiali sanitari
|
| 851 |
-
- gestione anagrafica
|
| 852 |
- emissione di ordini
|
| 853 |
- attività di controllo (giacenza, scorta minima, scadenze, lotti di produzione)
|
| 854 |
- reports mensili di consumo per centri di costo
|
| 855 |
|
| 856 |
-
Nelle
|
| 857 |
|
| 858 |
Nelle farmacie territoriali pubbliche sono presenti procedure per la gestione dei processi prescrittivi dei MMG, PLS e specialisti ambulatoriali di supporto ai Dipartimenti Farmaceutici Centrali.
|
| 859 |
|
|
@@ -1266,7 +1266,7 @@ Sono presenti protocolli interni per un corretto lavaggio della biancheria da le
|
|
| 1266 |
|
| 1267 |
Esiste un documento scritto, in conformità agli obiettivi definiti dalla Direzione del DSM che definisce:
|
| 1268 |
- procedure formalizzate per l'accoglienza e la valutazione della domanda
|
| 1269 |
-
- procedure per la formulazione di un
|
| 1270 |
- procedure per i rapporti con i familiari degli utenti
|
| 1271 |
|
| 1272 |
Esistono procedure per la valutazione, verifica e monitoraggio, con specifici indicatori, dei piani di trattamento.
|
|
@@ -1286,7 +1286,7 @@ Sono definite procedure e protocolli per l'accoglienza e la presa in carico.
|
|
| 1286 |
|
| 1287 |
È predisposto per ogni singolo utente un programma terapeutico - riabilitativo con valutazione diagnostica multidisciplinare iniziale e monitoraggio periodico delle variazioni dello stato in relazione ai risultati degli interventi effettuati, in termini di uso di sostanze, qualità della vita, abilità e capacità psico-sociali.
|
| 1288 |
|
| 1289 |
-
Il programma individualizzato è formulato in conformità a
|
| 1290 |
|
| 1291 |
Evidence Based Medicine e Evidence Based Nursing in linea con apposito PDTA approvato dalla struttura.
|
| 1292 |
|
|
@@ -1306,7 +1306,7 @@ Sono assicurati interventi di prevenzione primaria, secondaria e terziaria.
|
|
| 1306 |
|
| 1307 |
Sono offerti interventi di consulenza legale.
|
| 1308 |
|
| 1309 |
-
Sono
|
| 1310 |
|
| 1311 |
Sono attivati specifici programmi destinati alle donne, anche in collaborazione con altri servizi specialistici, prevedendo, in particolare interventi relativi a gravidanza, prostituzione episodi di violenza.
|
| 1312 |
|
|
@@ -1327,7 +1327,7 @@ La struttura ha definito un documento che esplicita:
|
|
| 1327 |
- I diritti e gli obblighi che l'utente assume con l'accettazione del programma di assistenza;
|
| 1328 |
- Le regole di vita comunitaria con particolare riguardo alle norme comportamentali degli operatori e degli utenti, in particolare nello svolgimento delle attività quotidiane e nell'utilizzo dei servizi (cucina, pulizia, lavanderia ecc.).
|
| 1329 |
|
| 1330 |
-
C'è evidenza della periodica rivalutazione da parte della struttura
|
| 1331 |
|
| 1332 |
In fase di ammissione dell'utente è effettuata la valutazione multidiciplinare e multidimensionale dello stato di salute e dei bisogni di ciascuno.
|
| 1333 |
|
|
@@ -1361,7 +1361,7 @@ Sono definiti protocolli per la definizione dei collegamenti funzionali con il m
|
|
| 1361 |
## INOLTRE PER I SERVIZI DI ACCOGLIENZA
|
| 1362 |
Sono predisposte procedure per la valutazione dello stato di salute generale della persona accolta, compresa la diagnosi delle patologie infettive correlate alla tossicodipendenza e/o all'alcolismo.
|
| 1363 |
|
| 1364 |
-
Sono predisposte procedure per motivare la persona accolta e a intraprendere un programma terapeutico complessivo individuando il centro più
|
| 1365 |
|
| 1366 |
Sono predisposte procedure per fornire consulenza e supporto psicologico e attività di mutuo auto-aiuto; per effettuare colloqui di orientamento e di sostegno alle famiglie.
|
| 1367 |
|
|
@@ -1390,7 +1390,7 @@ Sono svolte attività di psicoterapia strutturata, individuale e di gruppo, anch
|
|
| 1390 |
Sono predisposte procedure per la gestione delle problematiche mediche generali, adeguate alla tipologia e gravità delle condizioni cliniche dei singoli pazienti e, comunque, con disponibilità di personale per almeno tre ore alla settimana.
|
| 1391 |
|
| 1392 |
## INOLTRE PER I SERVIZI PEDAGOGICI RIABILITATIVI
|
| 1393 |
-
Sono definite procedure per la valutazione
|
| 1394 |
|
| 1395 |
È formulato un programma pedagogico/riabilitativo predefinito e personalizzato, di durata non inferiore a trenta mesi con obiettivo centrato sul ripristino delle capacità di integrazione sociale e sul miglioramento della vita di relazione e metodologia di tipo pedagogico-educativo, con relativo monitoraggio delle condizioni psicofisiche dell'utente.
|
| 1396 |
|
|
@@ -1441,7 +1441,7 @@ Per ciascun ospite è presente una cartella clinica che consenta la tracciabilit
|
|
| 1441 |
|
| 1442 |
È adottato un sistema con dispositivi ottici e sonori per facilitare l'orientamento e consentire la fruizione dei percorsi a non udenti e non vedenti.
|
| 1443 |
|
| 1444 |
-
È adottato un sistema di misure necessario per la prevenzione degli infortuni di utenti ed operatori (protezione di spigoli e manovelle sporgenti dei letti, limitazione nell'accesso ai medicinali, dispositivi antisdrucciolo,
|
| 1445 |
|
| 1446 |
È attuato un monitoraggio semestrale del raggiungimento degli obiettivi previsti dai programmi riabilitativi individuali.
|
| 1447 |
|
|
@@ -1485,7 +1485,7 @@ Sono formalizzati protocolli per il controllo delle infezioni (es cateterizzati
|
|
| 1485 |
|
| 1486 |
Volontari e parenti sono addestrati a facilitare i movimenti degli ospiti.
|
| 1487 |
|
| 1488 |
-
In cartella sono registrate informazioni
|
| 1489 |
|
| 1490 |
Sono utilizzate scale di valutazione validate adeguate alla tipologia di disabilità e/o non autosufficienza presente.
|
| 1491 |
|
|
@@ -1685,7 +1685,7 @@ Volontari e parenti sono addestrati a facilitare i movimenti degli ospiti.
|
|
| 1685 |
|
| 1686 |
In cartella sono registrate informazioni sui problemi sociali dell'ospite e della famiglia.
|
| 1687 |
|
| 1688 |
-
Gli
|
| 1689 |
|
| 1690 |
È presente il piano esecutivo declinato in:
|
| 1691 |
- azioni specifiche, tipologia delle prestazioni e figure professionali impegnate;
|
|
@@ -1869,7 +1869,7 @@ Sono adottati protocolli per la creazione e mantenimento di relazioni sociali ch
|
|
| 1869 |
È presente un registro che riporta i provvedimenti legali per risarcimenti per danni arrecati ai pazienti, derivanti da attività erogate dalla struttura.
|
| 1870 |
|
| 1871 |
# SRD2 - RIABILITAZIONE - Presidi di Riabilitazione estensiva in regime semiresidenziale per soggetti portatori di disabilità fisiche, psichiche e sensoriali
|
| 1872 |
-
È redatto per ogni persona non autosufficiente con disabilità complesse modificabili un Progetto riabilitativo individuale redatto
|
| 1873 |
|
| 1874 |
È redatto per ogni paziente un progetto riabilitativo dall'equipe multiprofessionale comprendente uno o più programmi terapeutici con monitoraggio dell'evoluzione e delle modificazioni delle disabilità.
|
| 1875 |
|
|
@@ -1934,7 +1934,7 @@ La struttura garantisce modalità di custodia valori e beni personali.
|
|
| 1934 |
|
| 1935 |
Ai fini della prevenzione degli infortuni è garantito il controllo della temperatura dell'acqua per l'utenza.
|
| 1936 |
|
| 1937 |
-
È possibile l'utilizzo di un
|
| 1938 |
|
| 1939 |
Ad ogni ospite è garantita la sistemazione dei propri indumenti ed effetti personali in appositi armadietti.
|
| 1940 |
|
|
@@ -1956,10 +1956,10 @@ Sono utilizzate scale di valutazione validate adeguate alla tipologia di disabil
|
|
| 1956 |
|
| 1957 |
Sono definiti programmi di incoraggiamento alla cura di sé appropriati alle condizioni dei pazienti.
|
| 1958 |
|
| 1959 |
-
Sono disponibili, a secondo del progetto di struttura, nuove tecnologie per il recupero di funzioni, attività motorie e cognitive, (Esempi: sistemi per l'attuazione del movimento - robot, esoscheletri; sistemi per l'interazione
|
| 1960 |
|
| 1961 |
# RD1 - RIABILITAZIONE Presidi di Riabilitazione intensiva ed estensiva in regime residenziale per soggetti portatori di disabilità fisiche, psichiche e sensoriali.
|
| 1962 |
-
È redatto per ogni persona non autosufficiente con disabilità complesse modificabili un Progetto riabilitativo individuale redatto
|
| 1963 |
|
| 1964 |
Il progetto riabilitativo comprende uno o più programmi terapeutici con monitoraggio dell'evoluzione e delle modificazioni delle disabilità.
|
| 1965 |
|
|
@@ -2073,7 +2073,7 @@ In caso di ricovero in ospedale per acuti, l'ospite è accompagnato da una sinte
|
|
| 2073 |
|
| 2074 |
Sono definiti programmi di incoraggiamento alla cura di sé appropriati alle condizioni dei pazienti.
|
| 2075 |
|
| 2076 |
-
Sono disponibili, a secondo del progetto di struttura, nuove tecnologie per il recupero di funzioni, attività motorie e cognitive (Esempi: sistemi per l'attuazione del movimento - robot, esoscheletri; sistemi per l'interazione
|
| 2077 |
|
| 2078 |
# RD3 - Residenza Sanitaria Assistenziale Unità di Cura per adulti non autosufficienti con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali
|
| 2079 |
Il carico di lavoro per ogni singolo operatore è definito utilizzando i parametri determinati dalla normativa regionale vigente in materia ed è adeguato alle attività richieste dall'intensità e dai livelli assistenziali offerti.
|
|
@@ -2382,7 +2382,7 @@ Per ciascun assistito è presente una cartella clinica su cui risultano:
|
|
| 2382 |
|
| 2383 |
È presente una procedura per garantire un'agevole mobilizzazione (attiva e passiva) degli utenti all'interno della Struttura.
|
| 2384 |
|
| 2385 |
-
È adottato un sistema di misure necessario per la prevenzione degli infortuni di utenti ed operatori (protezione di spigoli e manovelle sporgenti dei letti, limitazione nell'accesso ai medicinali, dispositivi antisdrucciolo,
|
| 2386 |
|
| 2387 |
È conseguito il raggiungimento degli obiettivi previsti dal programma terapeutico con una casistica di insuccessi non superiore al 5% dei casi trattati.
|
| 2388 |
|
|
@@ -2416,7 +2416,7 @@ Per ciascun ospite è formulato e realizzato un programma individualizzato che c
|
|
| 2416 |
- operatori coinvolti;
|
| 2417 |
- data di avvio e durata del piano.
|
| 2418 |
|
| 2419 |
-
Il programma individualizzato è formulato in conformità a
|
| 2420 |
|
| 2421 |
Evidence Based Medicine e Evidence Based Nursing in linea con apposito PDTA approvato dalla struttura
|
| 2422 |
|
|
@@ -2453,9 +2453,9 @@ Esiste la possibilità di un televisore in camera.
|
|
| 2453 |
|
| 2454 |
Sono definite modalità operative che facilitino le relazioni con la famiglia.
|
| 2455 |
|
| 2456 |
-
La lettera di dimissione è corredata dal progetto riabilitativo e/o dal piano terapeutico
|
| 2457 |
|
| 2458 |
-
## Lungodegenza (cod. 60) (Oltre ai requisiti di cui ai punti da 1 a 11
|
| 2459 |
È predisposto un Piano individuale di assistenza ovvero uno o più programmi riabilitativi alla cui redazione collaborano i componenti dell'équipe multiprofessionale.
|
| 2460 |
|
| 2461 |
È presente una équipe multiprofessionale funzionale alla garanzia delle attività previste dai piani individuali di assistenza e dai Progetti Riabilitativi Individuali.
|
|
@@ -2539,7 +2539,7 @@ Sono disponibili programmi dedicati alla generalizzazione delle competenze recup
|
|
| 2539 |
## Unità Spinale (cod.28) (Oltre ai requisiti di cui ai punti da 1 a 11 devono essere posseduti anche i requisiti di cui ai punti da 46 a 65 sotto riportati)
|
| 2540 |
L'Unità è collegata funzionalmente con strutture per l'emergenza e urgenza e con i reparti per acuti ad elevata complessità anche esterni attraverso protocolli definiti.
|
| 2541 |
|
| 2542 |
-
Per ogni paziente è assicurata la valutazione multidimenionale, attraverso appositi strumenti validati, dei problemi/bisogni sanitari, dei bisogni riabilitativi
|
| 2543 |
|
| 2544 |
La valutazione multidimensionale è periodicamente aggiornata nel corso del periodo di cura.
|
| 2545 |
|
|
|
|
| 42 |
Sono presenti procedure finalizzate a garantire il comfort ed il rispetto della privacy dell'utente durante le attività ambulatoriali.
|
| 43 |
|
| 44 |
Deve esistere una procedura per fornire le informazioni al pubblico riguardanti almeno:
|
| 45 |
+
- indicazioni per la preparazione del paziente agli esami/interventi;
|
| 46 |
- eventuali suggerimenti o prescrizioni per il periodo successivo agli esami/interventi.
|
| 47 |
|
| 48 |
Deve essere presente un registro che riporti i provvedimenti legali per risarcimenti per danni arrecati ai pazienti, derivanti da attività erogate dalla struttura.
|
|
|
|
| 154 |
In caso di Spoke, i requisiti organizzativi sono gli stessi del laboratorio HUB. La dotazione del personale è modulata sulla base della tipologia e numero delle prestazioni erogate.
|
| 155 |
|
| 156 |
# ANATOMIA, ISTOLOGIA E CITOLOGIA
|
| 157 |
+
Il referto contiene le seguenti informazioni:
|
| 158 |
- identificazione dettagliata della struttura che esegue la diagnosi;
|
| 159 |
- anagrafica completa ed univoca del paziente comprensiva dell'indirizzo di residenza/domicilio;
|
| 160 |
- identificazione della struttura che ha richiesto la diagnosi;
|
|
|
|
| 165 |
- quesito diagnostico;
|
| 166 |
- sintesi delle notizie cliniche/ motivo della richiesta;
|
| 167 |
- descrizione macroscopica del campione biologico;
|
| 168 |
+
- descrizione microscopica e/o diagnosi isto-citopatologica;
|
| 169 |
- eventuale descrizione delle metodiche utilizzate per particolari valutazioni diagnostiche;
|
| 170 |
- stadiazione patologica (ove previsto);
|
| 171 |
- data del referto a conclusione della diagnosi;
|
|
|
|
| 275 |
|
| 276 |
È presente un registro che riporta i provvedimenti legali per risarcimenti per danni arrecati ai pazienti, derivanti da attività erogate dalla struttura.
|
| 277 |
|
| 278 |
+
Esiste un contratto di "pronto intervento" per la risoluzione di possibili guasti alle porte bunker.
|
| 279 |
|
| 280 |
Possono essere intrattenute, per le strutture private, rapporti libero professionali esulanti il rapporto di dipendenza fino al 28% del personale globalmente destinato all'assistenza diretta, compreso eventualmente il personale con compiti di direzione. Ai soggetti aventi compiti di direzione sanitaria, di titolare, di legale rappresentante o socio della struttura sanitaria è fatto divieto di esercitare detti compiti presso più di una struttura. Dall'obbligo del rapporto di dipendenza di almeno il 72% del personale globalmente destinato all'assistenza diretta sono esentate le strutture con dotazioni pari o inferiori a cinque unità lavorative.
|
| 281 |
|
|
|
|
| 307 |
- TSRM che ha eseguito la prestazione;
|
| 308 |
- data di effettuazione della prestazione;
|
| 309 |
- data di refertazione, se differente dalla data di effettuazione;
|
| 310 |
+
- firma con timbro dell'esaminatore (la firma deve essere sempre identificabile, anche digitale).
|
| 311 |
|
| 312 |
Il referto è accompagnato dalla documentazione iconografica coerente con i suoi contenuti secondo la normativa vigente.
|
| 313 |
|
|
|
|
| 539 |
|
| 540 |
La struttura raccoglie i dati relativamente ai pazienti con infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) e sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento del tratto ST (SCA-NSTE) per valutare su base annua i seguenti indicatori: % di coronarografie e rivascolarizzazione mediante PTCA o bypass aortocoronarico nelle SCA-NSTE.
|
| 541 |
|
| 542 |
+
Esistono procedure informatizzate aziendali per la rilevazione, almeno in fase di dimissione, di indici di processi quali: % dei re-ricoveri entro 30 giorni.
|
| 543 |
|
| 544 |
È disponibile una procedura per il trasferimento intra ed extraospedaliero del paziente.
|
| 545 |
|
|
|
|
| 596 |
|
| 597 |
Sono monitorate le modalità di richiesta e i tempi di attesa e di invio delle risposte di esami diagnostici con le U.O. interessate.
|
| 598 |
|
| 599 |
+
Sono disponibili percorsi telematici per l'accesso alle consulenze, in un’ottica di rete assistenziale.
|
| 600 |
|
| 601 |
All'atto dell'ingresso del paziente in reparto sono registrati informaticamente i tempi di arrivo e di inizio delle attività assistenziali e cliniche e sono definite le modalità di accettazione ed i criteri di allocazione del paziente.
|
| 602 |
|
|
|
|
| 660 |
|
| 661 |
È presente una lista operatoria informatizzata giornaliera e settimanale dell'attività programmata.
|
| 662 |
|
| 663 |
+
La lista operatoria tiene conto della prioritizzazione dei casi in lista di attesa.
|
| 664 |
|
| 665 |
Sono disponibili procedure che definiscono l'organizzazione in caso di urgenze.
|
| 666 |
|
|
|
|
| 688 |
|
| 689 |
Sono periodicamente controllati i ricambi d'aria in sala operatoria.
|
| 690 |
|
| 691 |
+
È periodicamente effettuata la determinazione del recovery time, cioè del coefficiente di pulizia o tempo di ritorno in classe della sala operatoria).
|
| 692 |
|
| 693 |
Tutti i controlli sull'impianto di condizionamento devono essere effettuati in accordo con la norma serie ISO 14644 e s.m.i. (impianti di condizionamento).
|
| 694 |
|
| 695 |
+
Esistono procedure di controllo del processo di sterilizzazione validate dalla Direzione Sanitaria ed organizzate in linee guida e protocolli, conformi alle leggi in materia nonché alle direttive regionali e/o aziendali.
|
| 696 |
|
| 697 |
Esiste una procedura per lo stoccaggio e la movimentazione del materiale sterile.
|
| 698 |
|
|
|
|
| 769 |
- terapia antalgica.
|
| 770 |
|
| 771 |
# FARMACIA OSPEDALIERA
|
| 772 |
+
Sono presenti procedure documentate riferite alle principali attività di produzione galenica e controlli di qualità contenenti:
|
| 773 |
- l'identificazione quali/quantitativa del prodotto
|
| 774 |
- l'identificazione del richiedente
|
| 775 |
- l'identificazione del paziente (richieste personalizzate)
|
|
|
|
| 777 |
- l'eventuale sussistenza di criteri d'urgenza e priorità
|
| 778 |
- la data di esecuzione della prestazione
|
| 779 |
- l'identificazione dell'operatore preparatore
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| 780 |
+
- l'identificazione del farmacista responsabile della prestazione
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| 781 |
|
| 782 |
Sono presenti procedure. per la preparazione e conservazione di farmaci sterili e mescolanze infusionali, qualora effettuate e relativi controlli di qualità.
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| 783 |
|
|
|
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| 791 |
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| 792 |
Sono presenti procedure riferite alle attività di counselling informazione ed educazione sul farmaco al personale interno.
|
| 793 |
|
| 794 |
+
Sono presenti procedure riferite alle attività connesse alle sperimentazioni cliniche.
|
| 795 |
|
| 796 |
+
Sono presenti procedure riferite alle attività di analisi di Farmacovigilanza e Dispositivovigilanza (raccolta delle segnalazioni di effetti indesiderati da farmaci e incidenti legati a dispositivi medici).
|
| 797 |
|
| 798 |
+
Sono presenti procedure riferite alle attività di analisi della prescrizione farmaceutica (indagini statistiche dei consumi ed epidemiologiche).
|
| 799 |
|
| 800 |
+
Sono presenti procedure riferite alle attività di controllo (controlli di qualità sulle preparazioni, sulle sostanze o sul materiale sanitario).
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| 801 |
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| 802 |
Sono presenti procedure riferite alle attività di ispezione agli armadi farmaceutici di reparto.
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| 803 |
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|
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| 813 |
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| 814 |
Sono disponibili procedure per la gestione di:
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| 815 |
- movimenti di magazzino in entrata ed in uscita anche ai fini dell'attività di controllo e vigilanza sui farmaci e materiali sanitari
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| 816 |
+
- gestione anagrafica dei centri di costo, dei fornitori e dei listini
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| 817 |
- emissione di ordini
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| 818 |
- attività di controllo (giacenza, scorta minima, scadenze, lotti di produzione)
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| 819 |
- reports mensili di consumo per centri di costo
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|
|
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| 830 |
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| 831 |
Sono presenti procedure riferite alle attività di counselling informazione ed educazione sul farmaco al personale interno.
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| 832 |
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| 833 |
+
Sono presenti procedure riferite alle attività connesse alle sperimentazioni cliniche.
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| 834 |
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| 835 |
+
Sono presenti procedure riferite alle attività di analisi di Farmacovigilanza e Dispositivovigilanza (raccolta delle segnalazioni di effetti indesiderati da farmaci e incidenti legati a dispositivi medici).
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| 836 |
|
| 837 |
+
Nelle strutture pubbliche sono presenti procedure riferite alle attività di analisi della prescrizione farmaceutica (indagini statistiche dei consumi ed epidemiologiche) di supporto ai Dipartimenti Farmaceutici Ospedalieri Centrali.
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| 838 |
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| 839 |
Sono presenti procedure riferite alle attività di ispezione agli armadi delle unità operative distrettuali nelle more dell'informatizzazione delle procedure.
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| 840 |
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| 848 |
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| 849 |
Devono essere disponibili procedure per la gestione di:
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| 850 |
- movimenti di magazzino in entrata ed in uscita anche ai fini dell'attività di controllo e vigilanza sui farmaci e materiali sanitari
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| 851 |
+
- gestione anagrafica dei centri di costo, dei fornitori e dei listini
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| 852 |
- emissione di ordini
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| 853 |
- attività di controllo (giacenza, scorta minima, scadenze, lotti di produzione)
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| 854 |
- reports mensili di consumo per centri di costo
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| 855 |
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| 856 |
+
Nelle farmacie territoriali pubbliche sono presenti procedure della presa in carico Ospedale Territorio per il tramite degli Uffici Farmaceutici.
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| 857 |
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| 858 |
Nelle farmacie territoriali pubbliche sono presenti procedure per la gestione dei processi prescrittivi dei MMG, PLS e specialisti ambulatoriali di supporto ai Dipartimenti Farmaceutici Centrali.
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| 859 |
|
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| 1266 |
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| 1267 |
Esiste un documento scritto, in conformità agli obiettivi definiti dalla Direzione del DSM che definisce:
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| 1268 |
- procedure formalizzate per l'accoglienza e la valutazione della domanda
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| 1269 |
+
- procedure per la formulazione di un programma terapeutico-riabilitativo individuale;
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| 1270 |
- procedure per i rapporti con i familiari degli utenti
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| 1271 |
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| 1272 |
Esistono procedure per la valutazione, verifica e monitoraggio, con specifici indicatori, dei piani di trattamento.
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|
|
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| 1286 |
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| 1287 |
È predisposto per ogni singolo utente un programma terapeutico - riabilitativo con valutazione diagnostica multidisciplinare iniziale e monitoraggio periodico delle variazioni dello stato in relazione ai risultati degli interventi effettuati, in termini di uso di sostanze, qualità della vita, abilità e capacità psico-sociali.
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| 1288 |
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| 1289 |
+
Il programma individualizzato è formulato in conformità a protocolli
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| 1290 |
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| 1291 |
Evidence Based Medicine e Evidence Based Nursing in linea con apposito PDTA approvato dalla struttura.
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| 1292 |
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|
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| 1306 |
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| 1307 |
Sono offerti interventi di consulenza legale.
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| 1308 |
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| 1309 |
+
Sono assicurati interventi di consulenza in carcere ed in altre sedi in caso di misure alternative.
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| 1310 |
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| 1311 |
Sono attivati specifici programmi destinati alle donne, anche in collaborazione con altri servizi specialistici, prevedendo, in particolare interventi relativi a gravidanza, prostituzione episodi di violenza.
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| 1312 |
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|
|
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| 1327 |
- I diritti e gli obblighi che l'utente assume con l'accettazione del programma di assistenza;
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| 1328 |
- Le regole di vita comunitaria con particolare riguardo alle norme comportamentali degli operatori e degli utenti, in particolare nello svolgimento delle attività quotidiane e nell'utilizzo dei servizi (cucina, pulizia, lavanderia ecc.).
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| 1329 |
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| 1330 |
+
C'è evidenza della periodica rivalutazione da parte della struttura del documento di cui al punto 1.
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| 1331 |
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| 1332 |
In fase di ammissione dell'utente è effettuata la valutazione multidiciplinare e multidimensionale dello stato di salute e dei bisogni di ciascuno.
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| 1333 |
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|
|
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| 1361 |
## INOLTRE PER I SERVIZI DI ACCOGLIENZA
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| 1362 |
Sono predisposte procedure per la valutazione dello stato di salute generale della persona accolta, compresa la diagnosi delle patologie infettive correlate alla tossicodipendenza e/o all'alcolismo.
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| 1363 |
|
| 1364 |
+
Sono predisposte procedure per motivare la persona accolta e a intraprendere un programma terapeutico complessivo individuando il centro più idoneo allo svolgimento dello stesso.
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| 1365 |
|
| 1366 |
Sono predisposte procedure per fornire consulenza e supporto psicologico e attività di mutuo auto-aiuto; per effettuare colloqui di orientamento e di sostegno alle famiglie.
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| 1367 |
|
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| 1390 |
Sono predisposte procedure per la gestione delle problematiche mediche generali, adeguate alla tipologia e gravità delle condizioni cliniche dei singoli pazienti e, comunque, con disponibilità di personale per almeno tre ore alla settimana.
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| 1391 |
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| 1392 |
## INOLTRE PER I SERVIZI PEDAGOGICI RIABILITATIVI
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| 1393 |
+
Sono definite procedure per la valutazione diagnostica multidisciplinare.
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| 1394 |
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| 1395 |
È formulato un programma pedagogico/riabilitativo predefinito e personalizzato, di durata non inferiore a trenta mesi con obiettivo centrato sul ripristino delle capacità di integrazione sociale e sul miglioramento della vita di relazione e metodologia di tipo pedagogico-educativo, con relativo monitoraggio delle condizioni psicofisiche dell'utente.
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| 1396 |
|
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|
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| 1441 |
|
| 1442 |
È adottato un sistema con dispositivi ottici e sonori per facilitare l'orientamento e consentire la fruizione dei percorsi a non udenti e non vedenti.
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| 1443 |
|
| 1444 |
+
È adottato un sistema di misure necessario per la prevenzione degli infortuni di utenti ed operatori (protezione di spigoli e manovelle sporgenti dei letti, limitazione nell'accesso ai medicinali, dispositivi antisdrucciolo, etc.).
|
| 1445 |
|
| 1446 |
È attuato un monitoraggio semestrale del raggiungimento degli obiettivi previsti dai programmi riabilitativi individuali.
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| 1447 |
|
|
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| 1485 |
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| 1486 |
Volontari e parenti sono addestrati a facilitare i movimenti degli ospiti.
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| 1487 |
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| 1488 |
+
In cartella sono registrate informazioni sulle problematiche sociali dell'ospite e della famiglia.
|
| 1489 |
|
| 1490 |
Sono utilizzate scale di valutazione validate adeguate alla tipologia di disabilità e/o non autosufficienza presente.
|
| 1491 |
|
|
|
|
| 1685 |
|
| 1686 |
In cartella sono registrate informazioni sui problemi sociali dell'ospite e della famiglia.
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| 1687 |
|
| 1688 |
+
Gli utenti sono ammessi previa valutazione multidimensionale del distretto con l'espressa indicazione dell'esito della valutazione e la redazione del progetto sociosanitario personalizzato/indicazione del setting appropriato.
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| 1689 |
|
| 1690 |
È presente il piano esecutivo declinato in:
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| 1691 |
- azioni specifiche, tipologia delle prestazioni e figure professionali impegnate;
|
|
|
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| 1869 |
È presente un registro che riporta i provvedimenti legali per risarcimenti per danni arrecati ai pazienti, derivanti da attività erogate dalla struttura.
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| 1870 |
|
| 1871 |
# SRD2 - RIABILITAZIONE - Presidi di Riabilitazione estensiva in regime semiresidenziale per soggetti portatori di disabilità fisiche, psichiche e sensoriali
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| 1872 |
+
È redatto per ogni persona non autosufficiente con disabilità complesse modificabili un Progetto riabilitativo individuale redatto dall’equipe multiprofessionale per specifiche aree di intervento per la presa in carico globale articolato in programmi riabilitativi.
|
| 1873 |
|
| 1874 |
È redatto per ogni paziente un progetto riabilitativo dall'equipe multiprofessionale comprendente uno o più programmi terapeutici con monitoraggio dell'evoluzione e delle modificazioni delle disabilità.
|
| 1875 |
|
|
|
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| 1934 |
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| 1935 |
Ai fini della prevenzione degli infortuni è garantito il controllo della temperatura dell'acqua per l'utenza.
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| 1936 |
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| 1937 |
+
È possibile l'utilizzo di un televisore comune nel locale soggiorno/pranzo.
|
| 1938 |
|
| 1939 |
Ad ogni ospite è garantita la sistemazione dei propri indumenti ed effetti personali in appositi armadietti.
|
| 1940 |
|
|
|
|
| 1956 |
|
| 1957 |
Sono definiti programmi di incoraggiamento alla cura di sé appropriati alle condizioni dei pazienti.
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| 1958 |
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| 1959 |
+
Sono disponibili, a secondo del progetto di struttura, nuove tecnologie per il recupero di funzioni, attività motorie e cognitive, (Esempi: sistemi per l'attuazione del movimento - robot, esoscheletri; sistemi per l'interazione esperienziale - realtà virtuale; sistemi per la comunicazione interattiva; sistemi per la rilevazione della mobilità/comportamenti sociali; sistemi per telecomunicazione/telepresenza).
|
| 1960 |
|
| 1961 |
# RD1 - RIABILITAZIONE Presidi di Riabilitazione intensiva ed estensiva in regime residenziale per soggetti portatori di disabilità fisiche, psichiche e sensoriali.
|
| 1962 |
+
È redatto per ogni persona non autosufficiente con disabilità complesse modificabili un Progetto riabilitativo individuale redatto dall’equipe multiprofessionale per specifiche aree di intervento per la presa in carico globale articolato in programmi riabilitativi.
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| 1963 |
|
| 1964 |
Il progetto riabilitativo comprende uno o più programmi terapeutici con monitoraggio dell'evoluzione e delle modificazioni delle disabilità.
|
| 1965 |
|
|
|
|
| 2073 |
|
| 2074 |
Sono definiti programmi di incoraggiamento alla cura di sé appropriati alle condizioni dei pazienti.
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| 2075 |
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| 2076 |
+
Sono disponibili, a secondo del progetto di struttura, nuove tecnologie per il recupero di funzioni, attività motorie e cognitive (Esempi: sistemi per l'attuazione del movimento - robot, esoscheletri; sistemi per l'interazione esperienziale - realtà virtuale; sistemi per la comunicazione interattiva; sistemi per la rilevazione della mobilità/comportamenti sociali; sistemi per telecomunicazione/telepresenza).
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| 2077 |
|
| 2078 |
# RD3 - Residenza Sanitaria Assistenziale Unità di Cura per adulti non autosufficienti con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali
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| 2079 |
Il carico di lavoro per ogni singolo operatore è definito utilizzando i parametri determinati dalla normativa regionale vigente in materia ed è adeguato alle attività richieste dall'intensità e dai livelli assistenziali offerti.
|
|
|
|
| 2382 |
|
| 2383 |
È presente una procedura per garantire un'agevole mobilizzazione (attiva e passiva) degli utenti all'interno della Struttura.
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| 2384 |
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| 2385 |
+
È adottato un sistema di misure necessario per la prevenzione degli infortuni di utenti ed operatori (protezione di spigoli e manovelle sporgenti dei letti, limitazione nell'accesso ai medicinali, dispositivi antisdrucciolo, etc.).
|
| 2386 |
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| 2387 |
È conseguito il raggiungimento degli obiettivi previsti dal programma terapeutico con una casistica di insuccessi non superiore al 5% dei casi trattati.
|
| 2388 |
|
|
|
|
| 2416 |
- operatori coinvolti;
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| 2417 |
- data di avvio e durata del piano.
|
| 2418 |
|
| 2419 |
+
Il programma individualizzato è formulato in conformità a protocolli
|
| 2420 |
|
| 2421 |
Evidence Based Medicine e Evidence Based Nursing in linea con apposito PDTA approvato dalla struttura
|
| 2422 |
|
|
|
|
| 2453 |
|
| 2454 |
Sono definite modalità operative che facilitino le relazioni con la famiglia.
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| 2455 |
|
| 2456 |
+
La lettera di dimissione è corredata dal progetto riabilitativo e/o dal piano terapeutico assistenziale individuale per la continuità assistenziale.
|
| 2457 |
|
| 2458 |
+
## Lungodegenza (cod. 60) (Oltre ai requisiti di cui ai punti da 1 a 11 devono essere posseduti anche i requisiti di cui ai punti da 12 a 14 sotto riportati)
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| 2459 |
È predisposto un Piano individuale di assistenza ovvero uno o più programmi riabilitativi alla cui redazione collaborano i componenti dell'équipe multiprofessionale.
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| 2460 |
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| 2461 |
È presente una équipe multiprofessionale funzionale alla garanzia delle attività previste dai piani individuali di assistenza e dai Progetti Riabilitativi Individuali.
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|
|
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| 2539 |
## Unità Spinale (cod.28) (Oltre ai requisiti di cui ai punti da 1 a 11 devono essere posseduti anche i requisiti di cui ai punti da 46 a 65 sotto riportati)
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| 2540 |
L'Unità è collegata funzionalmente con strutture per l'emergenza e urgenza e con i reparti per acuti ad elevata complessità anche esterni attraverso protocolli definiti.
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| 2541 |
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| 2542 |
+
Per ogni paziente è assicurata la valutazione multidimenionale, attraverso appositi strumenti validati, dei problemi/bisogni sanitari, dei bisogni riabilitativi, o di nursing della persona al momento dell'ammissione.
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| 2543 |
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| 2544 |
La valutazione multidimensionale è periodicamente aggiornata nel corso del periodo di cura.
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| 2545 |
|
documents/lazio/healthcare/accreditation/2019-11-06_Regione Lazio_9f8d4ec7b121af7da261c95fddab5857/extracted_text.md
CHANGED
|
@@ -1,42 +1,29 @@
|
|
| 1 |
-
# Oggetto e ambito di applicazione
|
| 2 |
Il presente regolamento, in attuazione dell'articolo 5, comma 1, lettera b) e dell'articolo 13, comma 3, della legge regionale 3 marzo 2003, n. 4 (Norme in materia di autorizzazione alla realizzazione di strutture e all'esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie, di accreditamento istituzionale e di accordi contrattuali) e successive modifiche, di seguito denominata legge, disciplina:
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| 3 |
-
|
| 4 |
-
|
| 5 |
-
|
| 6 |
-
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| 7 |
-
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| 8 |
-
le procedure idonee ai fini della eventuale selezione dei soggetti interessati alla verifica di compatibilità;
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| 9 |
-
|
| 10 |
-
le modalità e i termini per la richiesta ed il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio e per la voltura della stessa, nonché per lo svolgimento delle relative funzioni di vigilanza e per la sospensione, la revoca e la decadenza dell'autorizzazione;
|
| 11 |
-
|
| 12 |
-
le procedure per la richiesta ed il rilascio dell'accreditamento istituzionale, di seguito denominato accreditamento, per la voltura dello stesso, nonché per lo svolgimento delle relative funzioni di vigilanza e per la sospensione e la revoca dell'accreditamento.
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| 13 |
|
| 14 |
Lo svolgimento dell'attività professionale medica o sanitaria, in ambito sanitario o socio-sanitario o presso studi non ricompresa all'interno delle tipologie di cui all'articolo 4, comma 2, della legge è sottratta alla disciplina dell'autorizzazione alla realizzazione e dell'autorizzazione all'esercizio e soggetta a comunicazione di inizio attività da inoltrare alla direzione regionale competente in materia di sanità e all'azienda sanitaria locale, secondo le disposizioni vigenti in materia.
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| 15 |
|
| 16 |
-
# Definizioni
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| 17 |
-
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| 18 |
-
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| 19 |
-
per ampliamento, le modificazioni dell'assetto distributivo funzionale o impiantistico di una struttura, conseguenti ad un incremento della volumetria preesistente;
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| 20 |
-
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| 21 |
-
per
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| 22 |
-
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| 23 |
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per
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| 24 |
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per
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| 26 |
-
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| 27 |
-
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| 28 |
-
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| 29 |
-
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| 30 |
-
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| 31 |
-
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| 32 |
-
|
| 33 |
-
Non sono trasformazioni ai sensi del comma 1, lettera c), gli interventi edilizi su strutture autorizzate che non comportano modificazioni dell'assetto assistenziale né variazioni delle attività sanitarie o socio-sanitarie. In queste ipotesi, ai fini del presente regolamento:
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| 34 |
-
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| 35 |
-
gli interventi di edilizia libera, di manutenzione ordinaria, di manutenzione straordinaria, con esclusione del frazionamento o dell'accorpamento delle unità immobiliari, ai sensi rispettivamente dell'articolo 6 e dell'articolo 3, comma 1, lettere a) e b), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) e successive modifiche, sono soggetti alle comunicazioni di cui all'articolo 5;
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| 36 |
-
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| 37 |
-
gli interventi di manutenzione straordinaria, consistenti nel frazionamento o nell'accorpamento delle unità immobiliari, gli interventi di restauro e di risanamento conservativo, gli interventi di ristrutturazione edilizia, ai sensi rispettivamente dell'articolo 3, comma 1, lettere b), c), e d), del d.p.r. 380/2001, sono soggetti alle comunicazioni di cui all'articolo 5 e al rilascio di autorizzazione all'esercizio ai sensi dell'articolo 8.
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| 38 |
-
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| 39 |
-
# Autorizzazione alla realizzazione per interventi che richiedono il permesso di costruire
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| 40 |
Ai fini dell'acquisizione dell'autorizzazione alla realizzazione, i soggetti, pubblici e privati, che intendono realizzare, ampliare, trasformare o trasferire una struttura sanitaria o socio-sanitaria di cui all'articolo 4, comma 1, della legge, se per la realizzazione degli interventi è richiesto il permesso di costruire ai sensi del d.p.r. 380/2001, allegano alla richiesta presentata al comune dove si intende realizzare la struttura una relazione in cui sono descritte le caratteristiche sanitarie, le finalità, i risultati attesi ed i tempi di attivazione della struttura, nonché il progetto con indicazione delle misure previste per il rispetto dei requisiti minimi prescritti dal provvedimento di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge e, relativamente alle strutture pubbliche, di quelli necessari per l'accreditamento, stabiliti dal provvedimento di cui all'articolo 13, comma 1, della legge.
|
| 41 |
|
| 42 |
Per le strutture di cui all'articolo 4, comma 1, lettere b) e c), della legge, il comune, entro dieci giorni dalla ricezione, invia alla Regione, la documentazione di cui al comma 1, allo scopo di acquisire il parere obbligatorio e vincolante concernente la verifica di compatibilità rispetto al fabbisogno di assistenza e alla localizzazione territoriale risultante dall'atto programmatorio di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 1), della legge.
|
|
@@ -45,7 +32,7 @@ La direzione regionale competente in materia di sanità, di seguito denominata d
|
|
| 45 |
|
| 46 |
Acquisito, ove previsto, il parere della direzione regionale, l'autorizzazione alla realizzazione si intende rilasciata con il permesso di costruire concesso dal comune nei termini previsti dalle disposizioni del Titolo II, Capo II, del d.p.r. 380/2001.
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| 47 |
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| 48 |
-
# Autorizzazione alla realizzazione per interventi soggetti a SCIA, CILA o attività di edilizia libera
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| 49 |
I soggetti, pubblici e privati, che intendono realizzare, ampliare, trasformare o trasferire una struttura sanitaria o socio-sanitaria, di cui all'articolo 4, comma 1, della legge, se per la realizzazione degli interventi è prevista la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) o la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA) ai sensi del d.p.r. 380/2001, inoltrano la segnalazione o la comunicazione al comune dove si intende realizzare o è ubicata la struttura, ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge ed in conformità alle disposizioni contenute nei regolamenti comunali emanati a norma dell'articolo 117, sesto comma, della Costituzione.
|
| 50 |
|
| 51 |
Per le strutture di cui all'articolo 4, comma 1, lettere b) e c), della legge, i soggetti interessati inoltrano preventivamente alla Regione, anche per gli interventi di edilizia libera, la richiesta di parere obbligatorio e vincolante concernente la verifica di compatibilità rispetto al fabbisogno di assistenza e alla localizzazione territoriale risultante dall'atto programmatorio di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 1), della legge, allegando una relazione in cui sono descritte le caratteristiche sanitarie, le finalità, i risultati attesi ed i tempi di attivazione della struttura, nonché il progetto con indicazione delle misure previste per il rispetto dei requisiti minimi prescritti dal provvedimento di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge e, relativamente alle strutture pubbliche, di quelli necessari per l'accreditamento, stabiliti dal provvedimento di cui all'articolo 13, comma 1, della legge.
|
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@@ -53,81 +40,75 @@ Per le strutture di cui all'articolo 4, comma 1, lettere b) e c), della legge, i
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|
| 53 |
La direzione regionale esprime il parere nei termini previsti dall'articolo 3, comma 3, e lo trasmette al soggetto interessato. Il parere di compatibilità, unitamente al progetto, è allegato alla comunicazione o segnalazione da presentare al comune. Il parere ha validità di due anni dalla data di trasmissione al soggetto interessato; decorso tale termine, se i lavori non sono iniziati il parere decade e il soggetto interessato richiede nuovo parere ai sensi del presente articolo.
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| 54 |
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| 55 |
Acquisito, ove previsto, il parere della direzione regionale, l'autorizzazione alla realizzazione si intende rilasciata:
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| 56 |
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| 57 |
-
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| 58 |
-
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| 59 |
-
con la presentazione, a cura del proprietario o dell'avente diritto, della CILA ai sensi dell'articolo 6 bis del d.p.r. 380/2001;
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| 60 |
-
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| 61 |
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nei casi di attività di edilizia libera, ai sensi dell'articolo 6 del d.p.r. 380/2001 e successive modifiche.
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| 62 |
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| 63 |
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# Manutenzione dell'immobile ed altri interventi di carattere edilizio
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| 64 |
I soggetti, pubblici e privati, che intendono eseguire gli interventi edilizi di cui dell'articolo 2, comma 2, inoltrano, prima della realizzazione degli stessi, alla direzione regionale e all'azienda sanitaria locale competente per territorio, una dichiarazione in cui si attesta che l'intervento edilizio è stato comunicato al comune ai sensi del d.p.r. 380/2001 o che ricade negli interventi di edilizia libera, allegando:
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| 65 |
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| 66 |
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| 67 |
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| 70 |
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una dichiarazione asseverata del tecnico abilitato attestante la conformità del progetto al rispetto dei requisiti fissati dal provvedimento di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge e la conformità delle misure adottate ai fini della sicurezza.
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| 71 |
-
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| 72 |
-
Con la medesima dichiarazione, se la struttura è accreditata, è indicato, inoltre, il periodo di chiusura della struttura necessario allo svolgimento dei lavori richiesti, per un termine non superiore a sei mesi, salvo che la Regione, per specifiche e comprovate esigenze, accordi un termine diverso, comunque non superiore a diciotto mesi.
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I soggetti interessati, entro quindici giorni dalla conclusione degli interventi, presentano alla direzione regionale e all'azienda sanitaria locale competente una dichiarazione asseverata del tecnico abilitato, attestante la conformità della struttura ai requisiti fissati dal provvedimento di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge nonché la planimetria catastale aggiornata. L'azienda sanitaria territorialmente competente procede al controllo della permanenza dei requisiti nell'esercizio dell'attività di vigilanza ai sensi degli articoli 16 e 17.
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| 76 |
Per gli interventi di cui all'articolo 2, comma 2, lettera b), i soggetti interessati inoltrano, inoltre, richiesta di autorizzazione all'esercizio ai sensi dell'articolo 8.
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# Aggiornamento del fabbisogno di assistenza
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Ai sensi dell'art. 6, comma 1 quater, della legge, la Regione, con cadenza almeno biennale, o in un termine inferiore nel caso di particolari esigenze o di mutato quadro epidemiologico, procede, anche avvalendosi dell'azienda sanitaria territorialmente competente, all'aggiornamento del fabbisogno di assistenza di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 1), della legge, tenendo conto delle strutture pubbliche e private già operanti sul territorio.
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# Procedure per la selezione dei soggetti interessati alla verifica di compatibilità rispetto al fabbisogno e alla localizzazione territoriale
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In caso di pluralità di richieste di parere obbligatorio e vincolante concernente la verifica di compatibilità rispetto al fabbisogno di assistenza e alla localizzazione territoriale risultante dall'atto programmatorio di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 1), della legge, da parte di soggetti titolari di strutture che erogano o intendono erogare le medesime prestazioni nello stesso ambito territoriale, la Regione effettua la suddetta verifica procedendo contestualmente alla comparazione dei progetti, sulla base dei seguenti criteri:
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- localizzazione della struttura, tenuto conto delle particolari esigenze assistenziali dell'ambito territoriale di riferimento;
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- livello di mobilità passiva interaziendale;
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- completezza ed ampiezza di assistenza del progetto.
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Se si verifica una situazione di parità rispetto ai criteri di cui al comma 1, viene data preferenza ai progetti presentati in data anteriore.
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Nel parere concernente la verifica di compatibilità delle singole richieste viene fatto riferimento agli esiti della procedura di selezione.
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# Richiesta di autorizzazione all'esercizio
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I soggetti, pubblici o privati, che intendono esercitare attività sanitaria e sociosanitaria, anche in esito allo svolgimento dei lavori di cui all'articolo 2, comma 2, lettera b), inoltrano alla direzione regionale richiesta di autorizzazione all'esercizio.
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Nella richiesta sono indicati:
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- le generalità del titolare se il richiedente è persona fisica, o la denominazione o ragione sociale, la forma giuridica, la sede, gli estremi dell'atto costitutivo, le generalità del rappresentante legale se il richiedente è persona giuridica, associazione o ente comunque denominato;
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- la tipologia della struttura o dell'attività, tra quelle indicate nell'articolo 4 della legge;
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- la documentazione attestante l'autorizzazione alla realizzazione, ove prevista, o la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del richiedente, attestante che l'immobile è destinato ad uso sanitario;
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| 98 |
- le generalità del direttore o responsabile sanitario della struttura, l'attestazione della sua iscrizione all'albo professionale ed i titoli professionali posseduti;
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| 99 |
- le generalità dei responsabili delle attività e l'attestazione del possesso della specializzazione nella relativa disciplina o titolo equipollente, riconosciuto ai sensi della normativa vigente.
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| 100 |
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| 101 |
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Alla richiesta è allegata la documentazione indicata nel modulo approvato con determinazione della direzione regionale.
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| 102 |
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I soggetti titolari delle strutture di cui all'articolo 4, comma 2, della legge, che intendono avviare l'attività ai sensi dell'articolo 5, comma 1 bis, della legge inoltrano alla direzione regionale una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà concernente il possesso dei requisiti minimi di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge, unitamente alla documentazione indicata nel modulo di cui al comma 3. Dalla data di presentazione della comunicazione, possono intraprendere l'attività, salvo quanto previsto nell'articolo 10, comma 2.
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# Variazioni dell'assetto assistenziale, rimodulazioni e riduzioni delle attività autorizzate
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I soggetti, pubblici o privati, che intendono variare l'assetto assistenziale autorizzato inoltrano richiesta di autorizzazione all'esercizio ai sensi dell'articolo 8.
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I soggetti, pubblici e privati, che intendono rimodulare le attività sanitarie o sociosanitarie inoltrano alla direzione regionale una istanza, allegando una relazione illustrativa in merito alle modifiche e all'organizzazione interna della struttura o del servizio, nonché una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante il possesso dei requisiti strutturali e tecnologici. Entro trenta giorni dalla ricezione dell'istanza, previa verifica della rispondenza della dichiarazione ai requisiti organizzativi di autorizzazione, la direzione regionale provvede alla modifica del titolo autorizzatorio.
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| 110 |
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Per le strutture di cui all'articolo 4), comma 1, lettere b) e c), della legge, i soggetti interessati alla variazione o alla rimodulazione delle attività richiedono preventivamente il parere di compatibilità con il fabbisogno di cui all'articolo 2), comma 1), lettera a), numero 1), della legge, da rilasciarsi nei termini di cui all'articolo 3, comma 3.
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| 111 |
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| 112 |
La riduzione delle attività sanitarie o socio-sanitarie autorizzate è soggetta a mera comunicazione all'azienda sanitaria locale competente per territorio e alla Regione ai fini della presa d'atto nel titolo autorizzatorio.
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# Attività istruttoria e verifica
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| 115 |
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Entro venti giorni dalla richiesta di autorizzazione all'esercizio, la direzione regionale verifica la completezza e la regolarità della richiesta e della documentazione di cui all'articolo 8, comma 2 e trasmette il fascicolo istruito al dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria locale competente alla verifica dei requisiti minimi stabiliti con il provvedimento di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge.
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| 117 |
Per i soggetti di cui all'articolo 5, comma 1 bis, della legge, la direzione regionale, se accerta la carenza o l'irregolarità della documentazione inviata ai sensi dell'articolo 8, comma 2, o cause ostative all'esercizio dell'attività, diffida il soggetto interessato alla regolarizzazione dei profili di criticità e sospende l'attività medesima fino alla verifica dei requisiti minimi autorizzativi.
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Entro sessanta giorni dalla trasmissione del fascicolo da parte della direzione regionale, il dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria locale competente, effettua i necessari sopralluoghi per la verifica di conformità della struttura o della attività interessata, avvalendosi anche di altre strutture aziendali secondo le rispettive competenze, e accerta, inoltre, per le strutture autorizzate alla realizzazione, la relativa rispondenza al progetto presentato al comune in sede di richiesta di permesso di costruire ai sensi dell'articolo 3, comma 1, o allegato alla comunicazione o segnalazione ai sensi dell'articolo 4.
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Per le strutture di cui all'articolo 7, comma 3 bis, della legge, la Regione effettua la verifica del possesso dei requisiti autorizzativi minimi, secondo il riparto di competenze determinato dalla direzione regionale.
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Il direttore generale dell'azienda sanitaria locale, acquisiti dal dipartimento di prevenzione gli esiti della verifica di conformità di cui al comma 2, trasmette il relativo parere alla direzione regionale e al soggetto interessato entro i successivi dieci giorni.
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# Rilascio dell'autorizzazione all'esercizio
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Nel termine di dieci giorni dalla comunicazione degli esiti della verifica di cui all'articolo 10, la direzione regionale adotta il provvedimento di autorizzazione all'esercizio, salvo quanto previsto dall'articolo 12.
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Il provvedimento di cui al comma 1 è adottato, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, della legge, nel termine massimo di centoventi giorni dalla data di ricezione della richiesta, salvo quanto previsto dall'articolo 12, ed è comunicato tempestivamente al soggetto, al comune ove ha sede la struttura o l'attività, all'azienda sanitaria locale e all'ordine dei medici territorialmente competenti.
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# Piano di adeguamento
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| 131 |
Se a seguito della verifica di cui all'articolo 10, risulta la non conformità della struttura o dell'attività ai requisiti autorizzativi minimi, la direzione regionale comunica il preavviso di diniego ai sensi dell'articolo 10 bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi) e successive modifiche. Entro il termine di dieci giorni dalla comunicazione, il soggetto interessato presenta le proprie osservazioni o si impegna a proporre un piano di adeguamento, che deve essere presentato, a pena di irricevibilità, entro e non oltre il termine di trenta giorni dalla comunicazione del preavviso di diniego.
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| 132 |
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| 133 |
Il piano di adeguamento indica il termine per la rimozione delle non conformità, non superiore a sei mesi, salvo che per le strutture pubbliche, la cui tempistica tiene conto delle risorse finanziarie disponibili.
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@@ -136,19 +117,19 @@ Decorsi i termini indicati nel piano di adeguamento, l'azienda sanitaria locale
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| 136 |
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| 137 |
In caso di inutile decorso dei termini previsti dal comma 1 per la presentazione delle osservazioni o del piano di adeguamento o in caso di esito negativo della verifica di cui al comma 3, la direzione regionale adotta, entro i successivi dieci giorni, il provvedimento di diniego dell'autorizzazione all'esercizio. Il provvedimento è comunicato al soggetto interessato, al comune ove ha sede la struttura o l'attività, all'azienda sanitaria locale e all'ordine dei medici territorialmente competenti.
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# Istanza di riesame1
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Nel caso di provvedimento di diniego dell'autorizzazione all'esercizio, il soggetto interessato può presentare alla Regione, entro trenta giorni dalla conoscenza dello stesso, un'istanza di riesame.
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| 141 |
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| 142 |
L'istanza di riesame deve indicare espressamente e puntualmente le ragioni di ordine tecnico e giuridico dedotte a fondamento della stessa e deve essere accompagnata dai documenti comprovanti quanto ivi affermato.
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| 143 |
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| 144 |
Entro trenta giorni dalla data di ricezione, la direzione regionale decide sull'istanza con un provvedimento definitivo di diniego dell'autorizzazione o di rilascio della stessa, e lo comunica tempestivamente al soggetto interessato, al comune ove ha sede la struttura o l'attività, all'azienda sanitaria locale e all'ordine dei medici territorialmente competenti.
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| 145 |
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| 146 |
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# Voltura dell'autorizzazione all'esercizio
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| 147 |
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In caso di voltura dell'autorizzazione all'esercizio ai sensi dell'articolo 9 della legge, il soggetto subentrante, a qualsiasi titolo, nella gestione di una struttura già autorizzata inoltra alla direzione regionale specifica richiesta, indicando:
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| 148 |
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- le generalità del titolare se il subentrante è persona fisica, o la denominazione o ragione sociale, la forma giuridica, la sede, gli estremi dell'atto costitutivo, le generalità del rappresentante legale se il subentrante è persona giuridica, associazione o ente comunque denominato;
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| 149 |
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- la tipologia della struttura o dell'attività, tra quelle indicate nell'articolo 4 della legge;
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| 150 |
- le generalità del direttore o responsabile sanitario della struttura, l'attestazione della sua iscrizione all'albo professionale ed i titoli professionali posseduti;
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| 151 |
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- le generalità dei responsabili delle attività e l'attestazione del possesso della specializzazione nella relativa disciplina o titolo equipollente, riconosciuto ai sensi della normativa vigente.
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| 152 |
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| 153 |
Alla richiesta è allegata una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del subentrante in ordine al possesso dei requisiti soggettivi e una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del cedente in ordine alla persistenza dei requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi stabiliti nel provvedimento di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a) della legge nonché la documentazione indicata nel modulo approvato con determinazione della direzione regionale.
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| 154 |
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@@ -156,37 +137,35 @@ Entro quarantacinque giorni dalla ricezione della richiesta, la direzione region
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| 156 |
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| 157 |
La voltura dell'autorizzazione all'esercizio è consentita relativamente all'intera struttura o ad un complesso di attività già oggetto del precedente provvedimento autorizzatorio. È vietata la gestione di una struttura o di suddivisioni della stessa da parte di soggetti distinti.
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| 158 |
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| 159 |
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In caso di decesso della persona fisica autorizzata, gli eredi, se in possesso dei relativi titoli abilitanti all'esercizio della professione, hanno facoltà di continuare l'esercizio dell'attività per un periodo non superiore ad un anno dal decesso, dandone comunicazione alla Regione e alla azienda sanitaria territorialmente competente. Entro il medesimo termine, gli eredi possono chiedere alla Regione la voltura dell'autorizzazione in loro favore o in favore di soggetti terzi. Decorso il termine di un anno senza alcuna richiesta di voltura, l'autorizzazione decade.
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| 160 |
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| 161 |
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In caso di voltura dell'attività autorizzata a persona fisica in favore di persona giuridica, associazione o ente comunque denominato, la verifica è estesa anche ai requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi ed è svolta con le modalità e nei termini di cui all'articolo 10.
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| 162 |
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| 163 |
Il trasferimento della totalità delle quote o delle azioni ad altro soggetto giuridico, se propedeutico ad un atto di fusione, configura voltura ed è soggetto alle disposizioni del presente articolo.
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| 164 |
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| 165 |
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# Ipotesi non rientranti nella voltura dell'autorizzazione all'esercizio
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| 166 |
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Non rientrano nella voltura dell'autorizzazione all'esercizio di cui all'articolo 14:
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| 167 |
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- le trasformazioni della forma giuridica, le modificazioni della denominazione, della ragione sociale o della sede legale del soggetto giuridico autorizzato all'esercizio;
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| 168 |
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- la sostituzione del rappresentante legale, del direttore o responsabile sanitario del soggetto giuridico autorizzato all'esercizio;
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| 169 |
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- le modificazioni della compagine sociale del soggetto autorizzato all'esercizio o le alienazioni a qualsiasi titolo di parte delle quote o delle azioni dello stesso;
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| 170 |
- il trasferimento della totalità delle quote o delle azioni ad altro soggetto giuridico, se non è propedeutico ad un atto di fusione.
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| 171 |
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| 172 |
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Le trasformazioni e le sostituzioni di cui al comma 1 non comportano modifiche del provvedimento autorizzatorio e sono soggette a mera comunicazione a cura dell'interessato, entro il termine di trenta giorni dal verificarsi delle stesse o dall'iscrizione negli appositi registri, pena la contestazione, da parte della Regione o dell'azienda sanitaria locale, di esercizio di attività diversa da quella autorizzata ai sensi dell'articolo 12, comma 1, della legge.
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| 173 |
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| 174 |
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| 175 |
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- una comunicazione in cui sono indicati gli elementi oggetto di modifica;
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| 176 |
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- una dichiarazione di permanenza di ogni altro elemento e requisito, ivi compresi quelli strutturali, tecnologici ed organizzativi;
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| 177 |
- copia degli atti concernenti le modifiche intervenute.
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| 178 |
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| 179 |
Entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione di cui al comma 2, la Regione, previa verifica dei requisiti soggettivi, dà atto delle modifiche intervenute con apposita comunicazione al soggetto interessato, all'azienda sanitaria locale e all'ordine dei medici territorialmente competenti.
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| 180 |
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| 181 |
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# Accertamento della permanenza dei requisiti autorizzativi
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| 182 |
I soggetti autorizzati all'esercizio di attività sanitaria o socio-sanitaria inviano alla direzione regionale, con cadenza quinquennale a far data dal rilascio del relativo provvedimento autorizzatorio, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del titolare o del legale rappresentante del soggetto gestore della struttura o dell'attività circa la permanenza dei requisiti minimi di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge.
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| 183 |
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| 184 |
L'azienda sanitaria locale competente, accerta, in qualsiasi momento, la permanenza dei requisiti minimi di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge, anche su richiesta della direzione regionale.
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| 185 |
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| 186 |
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# Vigilanza, sospensione e revoca1
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| 187 |
Fermo restando quanto previsto dall'articolo 16, la Regione vigila sul rispetto della normativa vigente, avvalendosi delle aziende sanitarie locali territorialmente competenti. Le aziende sanitarie locali, nonché gli altri organi addetti alla vigilanza ai sensi della normativa vigente, provvedono all'accertamento delle violazioni per le quali sono previste le sanzioni di cui all'articolo 12 della legge e ne danno tempestiva comunicazione alla direzione regionale.
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| 188 |
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| 189 |
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L'attività di vigilanza di cui al comma 1, compresi i sopralluoghi, è espletata autonomamente dall'azienda, o sulla base di appositi ed uniformi protocolli regionali.
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| 190 |
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| 191 |
In caso di violazioni della normativa vigente, la direzione regionale, entro venti giorni dalla relativa comunicazione o dalla conoscenza della stessa, diffida il soggetto interessato a provvedere all'adeguamento alla normativa vigente entro il termine massimo di novanta giorni dalla diffida.
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| 192 |
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@@ -198,94 +177,94 @@ La riapertura della struttura e la ripresa dell'esercizio sono autorizzate dalla
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| 198 |
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| 199 |
Nel caso di gravi o ripetute violazioni di legge o di gravi disfunzioni assistenziali, la direzione regionale dispone la revoca dell'autorizzazione all'esercizio.
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| 200 |
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| 201 |
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# Decadenza
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| 202 |
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L'autorizzazione all'esercizio decade in caso di:
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| 203 |
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- estinzione della persona giuridica autorizzata o decesso della persona fisica autorizzata, salvo quanto previsto all'articolo 14, comma 5;
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| 204 |
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- rinuncia del soggetto autorizzato;
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| 205 |
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- provvedimenti sanzionatori di rilevanza penale o amministrativa, adottati dall'autorità giudiziaria, con sentenza passata in giudicato, nei confronti del soggetto giuridico autorizzato, del legale rappresentante o dei titolari di quote o azioni di maggioranza, per situazioni direttamente connesse all'attività sanitaria o socio-sanitaria svolta;
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| 206 |
- trasferimento dell'attività sanitaria o socio-sanitaria in carenza di voltura dell'autorizzazione all'esercizio;
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| 207 |
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- mancato inizio dell'attività entro il termine di sei mesi dal rilascio dell'autorizzazione all'esercizio, prorogabile dalla Regione una sola volta per gravi motivi rappresentati dal soggetto autorizzato.
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| 208 |
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| 209 |
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Ai fini della decadenza, si considera rinuncia anche l'interruzione dell'esercizio dell'attività autorizzata protratta per sei mesi e non comunicata alla direzione regionale e all'azienda sanitaria locale competente.
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| 210 |
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| 211 |
La direzione regionale, accertata la causa di decadenza, dispone la revoca dell'autorizzazione all'esercizio entro trenta giorni dalla sua conoscenza.
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| 212 |
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| 213 |
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# Condizioni per il rilascio dell'accreditamento
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| 214 |
Il provvedimento di accreditamento è rilasciato verificati:
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| 215 |
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- la funzionalità rispetto al fabbisogno di assistenza ed alla quantità di prestazioni accreditabili in eccesso risultanti dall'atto programmatorio di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 2), della legge;
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| 216 |
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- il possesso dei requisiti ulteriori di qualificazione di cui all'articolo 13, comma 1, della legge, di seguito denominati requisiti ulteriori.
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| 217 |
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| 218 |
Con cadenza triennale, ovvero in un termine inferiore nel caso di particolari esigenze o di mutato quadro programmatorio, la Regione procede, anche avvalendosi dell'azienda sanitaria territorialmente competente, alla definizione del fabbisogno di assistenza di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 2, della legge, secondo le funzioni sanitarie e socio-sanitarie individuate dal Piano sanitario regionale per garantire l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza, gli eventuali livelli integrativi, nonché la quantità di prestazioni accreditabili in eccesso.
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| 219 |
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| 220 |
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# Funzioni della Regione
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| 221 |
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La direzione regionale provvede a:
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| 222 |
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- effettuare la verifica di funzionalità di cui all'articolo 19, comma 1, lettera a), assicurando la valutazione prioritaria delle richieste dei soggetti che operano o che richiedono di operare in ambiti territoriali privi o carenti di strutture accreditate;
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| 223 |
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- verificare la completezza e la regolarità della richiesta di accreditamento;
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| 224 |
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- avviare l'attività istruttoria relativamente alla richiesta di accreditamento;
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| 225 |
- compiere le verifiche in ordine alla rispondenza ai requisiti ulteriori, avvalendosi dell'Organismo Tecnicamente Accreditante (OTA) ai sensi dell'articolo 13, comma 4, della legge.
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| 226 |
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| 227 |
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# Funzioni dell'Organismo Tecnicamente Accreditante
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| 228 |
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L'OTA è la struttura di cui si avvale la direzione regionale per:
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| 229 |
- l'istruttoria tecnica della richiesta di accreditamento;
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| 230 |
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- lo svolgimento della verifica sul campo;
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| 231 |
- la predisposizione di un parere in ordine all'accreditabilità della struttura.
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| 232 |
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| 233 |
La disciplina dell'OTA, la sua organizzazione, le modalità di gestione delle informazioni, delle comunicazioni ed il procedimento di verifica sul campo sono disciplinati con deliberazione della Giunta regionale.
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| 234 |
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| 235 |
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# Funzioni delle Commissioni di verifica
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| 236 |
Alle commissioni di verifica dell'OTA è affidato il compito di procedere, in condizioni di autonomia tali da assicurare l'imparzialità e la trasparenza degli adempimenti di competenza, alla verifica sul campo per l'accertamento dei requisiti ulteriori.
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| 237 |
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| 238 |
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Le commissioni di verifica sono composte da un responsabile e da un minimo di due fino ad un massimo di cinque valutatori, in funzione della complessità organizzativa, della dimensione della struttura, della tipologia dei requisiti richiesti e dell'esperienza dei valutatori.
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| 239 |
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| 240 |
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# Richiesta di accreditamento
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| 241 |
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I soggetti autorizzati all'esercizio che intendono ottenere l'accreditamento inoltrano la relativa richiesta alla direzione regionale.
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| 242 |
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| 243 |
La richiesta contiene i dati identificativi del richiedente, la denominazione e l'ubicazione della struttura, la tipologia di attività sanitarie o socio-sanitarie che si intendono accreditare, nonché gli estremi dell'autorizzazione all'esercizio ed è presentata utilizzando il modulo approvato con determinazione della direzione regionale.
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| 244 |
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| 245 |
Alla richiesta è allegata una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del titolare o del legale rappresentante del soggetto gestore della struttura o dell'attività da accreditare, attestante il possesso dei requisiti ulteriori.
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| 246 |
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| 247 |
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# Verifica di funzionalità e attività istruttoria
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| 248 |
La direzione regionale effettua la verifica di funzionalità della tipologia di attività sanitarie o socio-sanitarie da accreditare rispetto al fabbisogno di assistenza ed alla quantità di prestazioni accreditabili in eccesso, risultante dall'atto programmatorio di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 2), della legge, entro il termine di dieci giorni dalla ricezione della richiesta.
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| 249 |
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| 250 |
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In caso di verifica negativa, la direzione regionale comunica l'improcedibilità della richiesta.
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| 251 |
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| 252 |
Nei dieci giorni successivi ai termini di cui al comma 1, in caso di esito positivo della verifica di funzionalità, la direzione regionale verifica la completezza e la regolarità della richiesta e trasmette il fascicolo, così istruito, all'OTA, dandone comunicazione al soggetto interessato.
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| 253 |
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| 254 |
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# Verifica sul campo e parere di accreditabilità
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| 255 |
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A seguito della ricezione del fascicolo, l'OTA, assicurando la rotazione tra gli iscritti all'elenco dei valutatori, costituisce la commissione incaricata di effettuare la verifica sul campo per l'accertamento del possesso dei requisiti ulteriori.
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| 256 |
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| 257 |
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L'organismo procede alla pianificazione ed esecuzione della verifica sul campo, dandone preventiva comunicazione al soggetto interessato ed assicura, entro il termine di sessanta giorni, l'espletamento della stessa.
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| 258 |
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| 259 |
La commissione di verifica redige il parere di accreditabilità, evidenziando le eventuali non conformità rilevate, e lo trasmette, entro dieci giorni dalla data di esecuzione della verifica sul campo, alla direzione regionale e al soggetto interessato.
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| 260 |
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| 261 |
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# Rilascio del provvedimento di accreditamento
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| 262 |
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Se, a seguito della verifica di conformità preliminare al rilascio dell'accreditamento, risulta la non completa rispondenza della struttura o dell'attività ai requisiti ulteriori, la direzione regionale comunica il preavviso di diniego, ai sensi dell'articolo 10 bis della l. 241/90 e successive modifiche. Entro il termine di dieci giorni dalla comunicazione, il soggetto interessato presenta le proprie osservazioni.
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| 263 |
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| 264 |
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Decorso inutilmente il termine di cui al comma 1 per la presentazione delle osservazioni o se le osservazioni non possono essere accolte, la Giunta regionale delibera il diniego dell'accreditamento.
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| 265 |
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| 266 |
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Se il parere di accreditabilità è positivo o se le osservazioni possono essere accolte, la Giunta regionale, sulla base del parere di accreditabilità, rilascia il provvedimento di accreditamento, anche sotto condizione.
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| 268 |
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Nel caso di presenza di prescrizioni, il provvedimento indica le modalità ed il termine per l'adeguamento, non superiore a novanta giorni. Trascorso tale termine, l'OTA procede alle conseguenti verifiche nei termini e secondo le modalità di cui all'articolo 25.
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| 269 |
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| 270 |
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L'accreditamento è rilasciato, negato o rilasciato sotto condizione con deliberazione di Giunta regionale nel termine di venti giorni dal ricevimento del parere di accreditabilità e comunque nel termine massimo di centoventi giorni dalla ricezione della richiesta ed è comunicato tempestivamente al soggetto interessato, al comune ove ha sede la struttura o l'attività, all'azienda sanitaria locale e all'ordine dei medici territorialmente competenti.
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| 272 |
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La Giunta regionale, nel caso di richiesta di accreditamento da parte di soggetti autorizzati alla realizzazione di nuove strutture, anche per effetto di trasferimento, o all'esercizio di nuove attività in strutture preesistenti, può rilasciare l'accreditamento temporaneo ai soli fini e per il tempo necessario alla verifica del volume di attività svolto e della qualità dei risultati raggiunti. In caso di verifica positiva, la durata dell'accreditamento decorre dalla data di rilascio dell'accreditamento temporaneo.
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La qualità di soggetto accreditato non costituisce vincolo alla sottoscrizione dell'accordo di cui all'articolo 8 quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421) e successive modifiche.
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# Istanza di
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Nel caso di diniego dell'accreditamento, il soggetto interessato può presentare alla Regione, entro trenta giorni dalla ricezione del provvedimento, un'istanza di riesame.
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La Giunta regionale, fatta salva la possibilità di procedere ad un supplemento di istruttoria secondo le modalità e tempi previsti dagli articoli 24 e 25, decide sull'istanza nei termini indicati per il rilascio del provvedimento dall'articolo 26.
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# Voltura dell'accreditamento
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Nei casi di cui all'articolo 14, il soggetto subentrante inoltra una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in ordine al possesso dei requisiti soggettivi individuati dal provvedimento di cui all'articolo 13, comma 1, della legge, nonché una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del cedente, in ordine alla persistenza dei requisiti ulteriori di accreditamento stabiliti dal medesimo provvedimento.
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La voltura dell'accreditamento è disposta contestualmente alla voltura dell'autorizzazione all'esercizio, con unico provvedimento, entro il termine di cui all'art. 14, previa verifica delle dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà di cui al comma 1.
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Resta salva la facoltà dell'amministrazione regionale di subordinare l'esito positivo del procedimento all'assunzione da parte del subentrante di eventuali debiti maturati dal cedente, derivanti dai controlli di cui all'articolo 8 octies del d.lgs. 502/1992 e successive modifiche o da provvedimenti di condanna per responsabilità amministrativa o contabile e correlati all'esercizio della funzione sanitaria svolta.
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# Vigilanza, sospensione e revoca2
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La direzione regionale, avvalendosi dell'OTA, accerta, in qualsiasi momento, la permanenza dei requisiti ulteriori nonché l'ottemperanza alle prescrizioni, nell'ipotesi di accreditamento rilasciato sotto condizione.
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| 291 |
Se viene riscontrata la perdita dei requisiti ulteriori, la direzione regionale diffida il soggetto accreditato alla regolarizzazione, assegnando un termine di quindici giorni per la presentazione di eventuali osservazioni.
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@@ -294,20 +273,18 @@ Il termine per la regolarizzazione di cui al comma 2 è fissato in relazione all
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Trascorsi inutilmente i termini di cui ai commi 2 e 3, ovvero se non ritiene sufficienti le osservazioni, la Giunta regionale adotta i provvedimenti di cui all'articolo 16, comma 3, della legge.
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# Durata
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| 298 |
L'accreditamento è rilasciato per il periodo di vigenza del piano sanitario e comunque per non oltre cinque anni ai sensi di quanto previsto dall'articolo 14, commi 5 e 6, della legge.
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# Procedimenti pendenti
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| 301 |
Le disposizioni di cui al presente regolamento si applicano ai procedimenti pendenti e non ancora conclusi alla data di entrata in vigore del presente regolamento, instaurati successivamente alla data di entrata in vigore dell'articolo 69 della legge regionale 22 ottobre 2018, n. 7 (Disposizioni per la semplificazione e lo sviluppo regionale) ad eccezione dei procedimenti per i quali la verifica di cui all'articolo 10 o la verifica sul campo di cui all'articolo 25 siano state eseguite.
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| 302 |
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| 303 |
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# Abrogazioni e disposizioni transitorie
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| 304 |
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Sono abrogati:
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| 305 |
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- il regolamento regionale 26 gennaio 2007, n. 2 recante "Disposizioni relative alla verifica di compatibilità e al rilascio dell'autorizzazione all'esercizio, in attuazione dell'articolo 5, comma 1, lettera b), della legge regionale 3 marzo 2003, n. 4 (Norme in materia di autorizzazione alla realizzazione di strutture e all'esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie, di accreditamento istituzionale e di accordi contrattuali) e successive modificazioni";
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| 306 |
- il regolamento regionale 13 novembre 2007, n. 13 recante "Disposizioni relative alle procedure per la richiesta ed il rilascio dell'accreditamento istituzionale, in attuazione dell'articolo 13, comma 3, della legge regionale 3 marzo 2003, n. 4 (Norme in materia di autorizzazione alla realizzazione di strutture e all'esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie, di accreditamento istituzionale e di accordi contrattuali)".
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| 307 |
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| 308 |
Fino al 31 dicembre 2019, le aziende sanitarie locali continuano ad essere competenti anche per le verifiche di accreditamento di cui agli articoli 25 e 26.
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| 310 |
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# Entrata in vigore
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| 311 |
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Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.
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| 313 |
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Il presente regolamento regionale sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare come regolamento della Regione Lazio.
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# Art. 1 Oggetto e ambito di applicazione
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Il presente regolamento, in attuazione dell'articolo 5, comma 1, lettera b) e dell'articolo 13, comma 3, della legge regionale 3 marzo 2003, n. 4 (Norme in materia di autorizzazione alla realizzazione di strutture e all'esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie, di accreditamento istituzionale e di accordi contrattuali) e successive modifiche, di seguito denominata legge, disciplina:
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| 3 |
+
- le modalità e i termini per l'autorizzazione alla realizzazione di nuove strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private, all'ampliamento, alla trasformazione e al trasferimento in altra sede di strutture già esistenti, di seguito denominata autorizzazione alla realizzazione e, limitatamente, alle strutture di cui all'articolo 4), comma 1, lettere b) e c), della legge:
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| 4 |
+
- la procedura per la verifica di compatibilità, da parte della Regione, rispetto al fabbisogno di assistenza e alla localizzazione territoriale risultante dall'atto programmatorio di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 1), della legge;
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| 5 |
+
- le procedure idonee ai fini della eventuale selezione dei soggetti interessati alla verifica di compatibilità;
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| 6 |
+
- le modalità e i termini per la richiesta ed il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio e per la voltura della stessa, nonché per lo svolgimento delle relative funzioni di vigilanza e per la sospensione, la revoca e la decadenza dell'autorizzazione;
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| 7 |
+
- le procedure per la richiesta ed il rilascio dell'accreditamento istituzionale, di seguito denominato accreditamento, per la voltura dello stesso, nonché per lo svolgimento delle relative funzioni di vigilanza e per la sospensione e la revoca dell'accreditamento.
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Lo svolgimento dell'attività professionale medica o sanitaria, in ambito sanitario o socio-sanitario o presso studi non ricompresa all'interno delle tipologie di cui all'articolo 4, comma 2, della legge è sottratta alla disciplina dell'autorizzazione alla realizzazione e dell'autorizzazione all'esercizio e soggetta a comunicazione di inizio attività da inoltrare alla direzione regionale competente in materia di sanità e all'azienda sanitaria locale, secondo le disposizioni vigenti in materia.
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# Art. 2 Definizioni
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Ai fini del presente regolamento, s'intende:
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- per realizzazione, la costruzione di una struttura o la destinazione ad uso sanitario di una struttura precedentemente destinata ad altro uso;
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+
- per ampliamento, le modificazioni dell'assetto distributivo funzionale o impiantistico di una struttura, conseguenti ad un incremento della volumetria preesistente;
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+
- per trasformazione, le modificazioni dell'assetto assistenziale o le variazioni delle attività sanitarie o socio-sanitarie, conseguenti ad interventi edilizi;
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| 16 |
+
- per trasferimento, lo spostamento della struttura in altra sede, senza aumento né variazione delle attività sanitarie e socio-sanitarie già autorizzate;
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+
- per variazione dell'assetto assistenziale autorizzato, la sostituzione o la modifica delle attività sanitarie o socio-sanitarie autorizzate, anche incidente sul numero complessivo di posti letto o del numero di discipline, in assenza di interventi di carattere edilizio o impiantistico;
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| 18 |
+
- per rimodulazione, la sostituzione o la modifica delle attività sanitarie o sociosanitarie autorizzate con altre attività, ad invarianza del numero complessivo di posti letto o discipline autorizzate, che non incide sui requisiti strutturali e tecnologici stabiliti con il provvedimento di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b) della legge;
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+
- per autorizzazione alla realizzazione, l'autorizzazione di cui all'art. 6 della legge;
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+
- per autorizzazione all'esercizio, l'autorizzazione di cui all'art. 7 della legge.
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Non sono trasformazioni ai sensi del comma 1, lettera c), gli interventi edilizi su strutture autorizzate che non comportano modificazioni dell'assetto assistenziale né variazioni delle attività sanitarie o socio-sanitarie. In queste ipotesi, ai fini del presente regolamento:
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+
- gli interventi di edilizia libera, di manutenzione ordinaria, di manutenzione straordinaria, con esclusione del frazionamento o dell'accorpamento delle unità immobiliari, ai sensi rispettivamente dell'articolo 6 e dell'articolo 3, comma 1, lettere a) e b), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) e successive modifiche, sono soggetti alle comunicazioni di cui all'articolo 5;
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+
- gli interventi di manutenzione straordinaria, consistenti nel frazionamento o nell'accorpamento delle unità immobiliari, gli interventi di restauro e di risanamento conservativo, gli interventi di ristrutturazione edilizia, ai sensi rispettivamente dell'articolo 3, comma 1, lettere b), c), e d), del d.p.r. 380/2001, sono soggetti alle comunicazioni di cui all'articolo 5 e al rilascio di autorizzazione all'esercizio ai sensi dell'articolo 8.
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# Art. 3 Autorizzazione alla realizzazione per interventi che richiedono il permesso di costruire
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Ai fini dell'acquisizione dell'autorizzazione alla realizzazione, i soggetti, pubblici e privati, che intendono realizzare, ampliare, trasformare o trasferire una struttura sanitaria o socio-sanitaria di cui all'articolo 4, comma 1, della legge, se per la realizzazione degli interventi è richiesto il permesso di costruire ai sensi del d.p.r. 380/2001, allegano alla richiesta presentata al comune dove si intende realizzare la struttura una relazione in cui sono descritte le caratteristiche sanitarie, le finalità, i risultati attesi ed i tempi di attivazione della struttura, nonché il progetto con indicazione delle misure previste per il rispetto dei requisiti minimi prescritti dal provvedimento di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge e, relativamente alle strutture pubbliche, di quelli necessari per l'accreditamento, stabiliti dal provvedimento di cui all'articolo 13, comma 1, della legge.
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Per le strutture di cui all'articolo 4, comma 1, lettere b) e c), della legge, il comune, entro dieci giorni dalla ricezione, invia alla Regione, la documentazione di cui al comma 1, allo scopo di acquisire il parere obbligatorio e vincolante concernente la verifica di compatibilità rispetto al fabbisogno di assistenza e alla localizzazione territoriale risultante dall'atto programmatorio di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 1), della legge.
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Acquisito, ove previsto, il parere della direzione regionale, l'autorizzazione alla realizzazione si intende rilasciata con il permesso di costruire concesso dal comune nei termini previsti dalle disposizioni del Titolo II, Capo II, del d.p.r. 380/2001.
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# Art. 4 Autorizzazione alla realizzazione per interventi soggetti a SCIA, CILA o attività di edilizia libera
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I soggetti, pubblici e privati, che intendono realizzare, ampliare, trasformare o trasferire una struttura sanitaria o socio-sanitaria, di cui all'articolo 4, comma 1, della legge, se per la realizzazione degli interventi è prevista la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) o la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA) ai sensi del d.p.r. 380/2001, inoltrano la segnalazione o la comunicazione al comune dove si intende realizzare o è ubicata la struttura, ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge ed in conformità alle disposizioni contenute nei regolamenti comunali emanati a norma dell'articolo 117, sesto comma, della Costituzione.
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Per le strutture di cui all'articolo 4, comma 1, lettere b) e c), della legge, i soggetti interessati inoltrano preventivamente alla Regione, anche per gli interventi di edilizia libera, la richiesta di parere obbligatorio e vincolante concernente la verifica di compatibilità rispetto al fabbisogno di assistenza e alla localizzazione territoriale risultante dall'atto programmatorio di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 1), della legge, allegando una relazione in cui sono descritte le caratteristiche sanitarie, le finalità, i risultati attesi ed i tempi di attivazione della struttura, nonché il progetto con indicazione delle misure previste per il rispetto dei requisiti minimi prescritti dal provvedimento di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge e, relativamente alle strutture pubbliche, di quelli necessari per l'accreditamento, stabiliti dal provvedimento di cui all'articolo 13, comma 1, della legge.
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La direzione regionale esprime il parere nei termini previsti dall'articolo 3, comma 3, e lo trasmette al soggetto interessato. Il parere di compatibilità, unitamente al progetto, è allegato alla comunicazione o segnalazione da presentare al comune. Il parere ha validità di due anni dalla data di trasmissione al soggetto interessato; decorso tale termine, se i lavori non sono iniziati il parere decade e il soggetto interessato richiede nuovo parere ai sensi del presente articolo.
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| 42 |
Acquisito, ove previsto, il parere della direzione regionale, l'autorizzazione alla realizzazione si intende rilasciata:
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- con la sussistenza, in favore del proprietario o dell'avente diritto, del titolo abilitativo in caso di SCIA ai sensi degli articoli 22 e seguenti del d.p.r. 380/2001;
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- con la presentazione, a cura del proprietario o dell'avente diritto, della CILA ai sensi dell'articolo 6 bis del d.p.r. 380/2001;
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- nei casi di attività di edilizia libera, ai sensi dell'articolo 6 del d.p.r. 380/2001 e successive modifiche.
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# Art.5 Manutenzione dell'immobile ed altri interventi di carattere edilizio
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I soggetti, pubblici e privati, che intendono eseguire gli interventi edilizi di cui dell'articolo 2, comma 2, inoltrano, prima della realizzazione degli stessi, alla direzione regionale e all'azienda sanitaria locale competente per territorio, una dichiarazione in cui si attesta che l'intervento edilizio è stato comunicato al comune ai sensi del d.p.r. 380/2001 o che ricade negli interventi di edilizia libera, allegando:
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- una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante che le modifiche non incidono sull'attività sanitaria e non determinano pericolo per la sicurezza di utenti e operatori, se effettuate nel corso delle attività;
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- il cronoprogramma degli interventi e le misure di prevenzione;
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- una dichiarazione asseverata del tecnico abilitato attestante la conformità del progetto al rispetto dei requisiti fissati dal provvedimento di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge e la conformità delle misure adottate ai fini della sicurezza.
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Con la medesima dichiarazione, se la struttura è accreditata, è indicato, inoltre, il periodo di chiusura della struttura necessario allo svolgimento dei lavori richiesti, per un termine non superiore a sei mesi, salvo che la Regione, per specifiche e comprovate esigenze, accordi un termine diverso, comunque non superiore a diciotto mesi.
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I soggetti interessati, entro quindici giorni dalla conclusione degli interventi, presentano alla direzione regionale e all'azienda sanitaria locale competente una dichiarazione asseverata del tecnico abilitato, attestante la conformità della struttura ai requisiti fissati dal provvedimento di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge nonché la planimetria catastale aggiornata. L'azienda sanitaria territorialmente competente procede al controllo della permanenza dei requisiti nell'esercizio dell'attività di vigilanza ai sensi degli articoli 16 e 17.
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Per gli interventi di cui all'articolo 2, comma 2, lettera b), i soggetti interessati inoltrano, inoltre, richiesta di autorizzazione all'esercizio ai sensi dell'articolo 8.
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# Art. 6 Aggiornamento del fabbisogno di assistenza
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Ai sensi dell'art. 6, comma 1 quater, della legge, la Regione, con cadenza almeno biennale, o in un termine inferiore nel caso di particolari esigenze o di mutato quadro epidemiologico, procede, anche avvalendosi dell'azienda sanitaria territorialmente competente, all'aggiornamento del fabbisogno di assistenza di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 1), della legge, tenendo conto delle strutture pubbliche e private già operanti sul territorio.
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# Art. 7 Procedure per la selezione dei soggetti interessati alla verifica di compatibilità rispetto al fabbisogno e alla localizzazione territoriale
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In caso di pluralità di richieste di parere obbligatorio e vincolante concernente la verifica di compatibilità rispetto al fabbisogno di assistenza e alla localizzazione territoriale risultante dall'atto programmatorio di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 1), della legge, da parte di soggetti titolari di strutture che erogano o intendono erogare le medesime prestazioni nello stesso ambito territoriale, la Regione effettua la suddetta verifica procedendo contestualmente alla comparazione dei progetti, sulla base dei seguenti criteri:
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- localizzazione della struttura, tenuto conto delle particolari esigenze assistenziali dell'ambito territoriale di riferimento;
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- livello di mobilità passiva interaziendale;
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- completezza ed ampiezza di assistenza del progetto.
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Se si verifica una situazione di parità rispetto ai criteri di cui al comma 1, viene data preferenza ai progetti presentati in data anteriore.
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Nel parere concernente la verifica di compatibilità delle singole richieste viene fatto riferimento agli esiti della procedura di selezione.
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# Art. 8 Richiesta di autorizzazione all'esercizio
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I soggetti, pubblici o privati, che intendono esercitare attività sanitaria e sociosanitaria, anche in esito allo svolgimento dei lavori di cui all'articolo 2, comma 2, lettera b), inoltrano alla direzione regionale richiesta di autorizzazione all'esercizio.
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+
Nella richiesta sono indicati:
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+
- le generalità del titolare se il richiedente è persona fisica, o la denominazione o ragione sociale, la forma giuridica, la sede, gli estremi dell'atto costitutivo, le generalità del rappresentante legale se il richiedente è persona giuridica, associazione o ente comunque denominato;
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| 77 |
+
- la tipologia della struttura o dell'attività, tra quelle indicate nell'articolo 4 della legge;
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| 78 |
+
- la documentazione attestante l'autorizzazione alla realizzazione, ove prevista, o la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del richiedente, attestante che l'immobile è destinato ad uso sanitario;
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| 79 |
- le generalità del direttore o responsabile sanitario della struttura, l'attestazione della sua iscrizione all'albo professionale ed i titoli professionali posseduti;
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- le generalità dei responsabili delle attività e l'attestazione del possesso della specializzazione nella relativa disciplina o titolo equipollente, riconosciuto ai sensi della normativa vigente.
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Alla richiesta è allegata la documentazione indicata nel modulo approvato con determinazione della direzione regionale.
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I soggetti titolari delle strutture di cui all'articolo 4, comma 2, della legge, che intendono avviare l'attività ai sensi dell'articolo 5, comma 1 bis, della legge inoltrano alla direzione regionale una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà concernente il possesso dei requisiti minimi di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge, unitamente alla documentazione indicata nel modulo di cui al comma 3. Dalla data di presentazione della comunicazione, possono intraprendere l'attività, salvo quanto previsto nell'articolo 10, comma 2.
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| 85 |
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# Art. 9 Variazioni dell'assetto assistenziale, rimodulazioni e riduzioni delle attività autorizzate
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I soggetti, pubblici o privati, che intendono variare l'assetto assistenziale autorizzato inoltrano richiesta di autorizzazione all'esercizio ai sensi dell'articolo 8.
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I soggetti, pubblici e privati, che intendono rimodulare le attività sanitarie o sociosanitarie inoltrano alla direzione regionale una istanza, allegando una relazione illustrativa in merito alle modifiche e all'organizzazione interna della struttura o del servizio, nonché una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante il possesso dei requisiti strutturali e tecnologici. Entro trenta giorni dalla ricezione dell'istanza, previa verifica della rispondenza della dichiarazione ai requisiti organizzativi di autorizzazione, la direzione regionale provvede alla modifica del titolo autorizzatorio.
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| 91 |
+
Per le strutture di cui all'articolo 4), comma 1, lettere b) e c), della legge, i soggetti interessati alla variazione o alla rimodulazione delle attività richiedono preventivamente il parere di compatibilità con il fabbisogno di cui all'articolo 2), comma 1), lettera a), numero 1), della legge, da rilasciarsi nei termini di cui all'articolo 3, comma 3.
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La riduzione delle attività sanitarie o socio-sanitarie autorizzate è soggetta a mera comunicazione all'azienda sanitaria locale competente per territorio e alla Regione ai fini della presa d'atto nel titolo autorizzatorio.
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# Art. 10 Attività istruttoria e verifica
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Entro venti giorni dalla richiesta di autorizzazione all'esercizio, la direzione regionale verifica la completezza e la regolarità della richiesta e della documentazione di cui all'articolo 8, comma 2 e trasmette il fascicolo istruito al dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria locale competente alla verifica dei requisiti minimi stabiliti con il provvedimento di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge.
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| 97 |
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Per i soggetti di cui all'articolo 5, comma 1 bis, della legge, la direzione regionale, se accerta la carenza o l'irregolarità della documentazione inviata ai sensi dell'articolo 8, comma 2, o cause ostative all'esercizio dell'attività, diffida il soggetto interessato alla regolarizzazione dei profili di criticità e sospende l'attività medesima fino alla verifica dei requisiti minimi autorizzativi.
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Entro sessanta giorni dalla trasmissione del fascicolo da parte della direzione regionale, il dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria locale competente, effettua i necessari sopralluoghi per la verifica di conformità della struttura o della attività interessata, avvalendosi anche di altre strutture aziendali secondo le rispettive competenze, e accerta, inoltre, per le strutture autorizzate alla realizzazione, la relativa rispondenza al progetto presentato al comune in sede di richiesta di permesso di costruire ai sensi dell'articolo 3, comma 1, o allegato alla comunicazione o segnalazione ai sensi dell'articolo 4.
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| 101 |
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+
Per le strutture di cui all'articolo 7, comma 3 bis, della legge, la Regione effettua la verifica del possesso dei requisiti autorizzativi minimi, secondo il riparto di competenze determinato dalla direzione regionale.
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Il direttore generale dell'azienda sanitaria locale, acquisiti dal dipartimento di prevenzione gli esiti della verifica di conformità di cui al comma 2, trasmette il relativo parere alla direzione regionale e al soggetto interessato entro i successivi dieci giorni.
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# Art. 11 Rilascio dell'autorizzazione all'esercizio
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+
Nel termine di dieci giorni dalla comunicazione degli esiti della verifica di cui all'articolo 10, la direzione regionale adotta il provvedimento di autorizzazione all'esercizio, salvo quanto previsto dall'articolo 12.
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Il provvedimento di cui al comma 1 è adottato, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, della legge, nel termine massimo di centoventi giorni dalla data di ricezione della richiesta, salvo quanto previsto dall'articolo 12, ed è comunicato tempestivamente al soggetto, al comune ove ha sede la struttura o l'attività, all'azienda sanitaria locale e all'ordine dei medici territorialmente competenti.
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# Art. 12 Piano di adeguamento
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| 112 |
Se a seguito della verifica di cui all'articolo 10, risulta la non conformità della struttura o dell'attività ai requisiti autorizzativi minimi, la direzione regionale comunica il preavviso di diniego ai sensi dell'articolo 10 bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi) e successive modifiche. Entro il termine di dieci giorni dalla comunicazione, il soggetto interessato presenta le proprie osservazioni o si impegna a proporre un piano di adeguamento, che deve essere presentato, a pena di irricevibilità, entro e non oltre il termine di trenta giorni dalla comunicazione del preavviso di diniego.
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| 113 |
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| 114 |
Il piano di adeguamento indica il termine per la rimozione delle non conformità, non superiore a sei mesi, salvo che per le strutture pubbliche, la cui tempistica tiene conto delle risorse finanziarie disponibili.
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| 117 |
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| 118 |
In caso di inutile decorso dei termini previsti dal comma 1 per la presentazione delle osservazioni o del piano di adeguamento o in caso di esito negativo della verifica di cui al comma 3, la direzione regionale adotta, entro i successivi dieci giorni, il provvedimento di diniego dell'autorizzazione all'esercizio. Il provvedimento è comunicato al soggetto interessato, al comune ove ha sede la struttura o l'attività, all'azienda sanitaria locale e all'ordine dei medici territorialmente competenti.
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| 119 |
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| 120 |
+
# Art. 13 Istanza di riesame1
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| 121 |
+
Nel caso di provvedimento di diniego dell'autorizzazione all'esercizio, il soggetto interessato può presentare alla Regione, entro trenta giorni dalla conoscenza dello stesso, un'istanza di riesame.
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| 122 |
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| 123 |
L'istanza di riesame deve indicare espressamente e puntualmente le ragioni di ordine tecnico e giuridico dedotte a fondamento della stessa e deve essere accompagnata dai documenti comprovanti quanto ivi affermato.
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| 124 |
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| 125 |
Entro trenta giorni dalla data di ricezione, la direzione regionale decide sull'istanza con un provvedimento definitivo di diniego dell'autorizzazione o di rilascio della stessa, e lo comunica tempestivamente al soggetto interessato, al comune ove ha sede la struttura o l'attività, all'azienda sanitaria locale e all'ordine dei medici territorialmente competenti.
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| 126 |
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| 127 |
+
# Art. 14 Voltura dell'autorizzazione all'esercizio
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| 128 |
+
In caso di voltura dell'autorizzazione all'esercizio ai sensi dell'articolo 9 della legge, il soggetto subentrante, a qualsiasi titolo, nella gestione di una struttura già autorizzata inoltra alla direzione regionale specifica richiesta, indicando:
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| 129 |
+
- le generalità del titolare se il subentrante è persona fisica, o la denominazione o ragione sociale, la forma giuridica, la sede, gli estremi dell'atto costitutivo, le generalità del rappresentante legale se il subentrante è persona giuridica, associazione o ente comunque denominato;
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| 130 |
+
- la tipologia della struttura o dell'attività, tra quelle indicate nell'articolo 4 della legge;
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| 131 |
- le generalità del direttore o responsabile sanitario della struttura, l'attestazione della sua iscrizione all'albo professionale ed i titoli professionali posseduti;
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| 132 |
+
- le generalità dei responsabili delle attività e l'attestazione del possesso della specializzazione nella relativa disciplina o titolo equipollente, riconosciuto ai sensi della normativa vigente.
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| 133 |
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| 134 |
Alla richiesta è allegata una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del subentrante in ordine al possesso dei requisiti soggettivi e una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del cedente in ordine alla persistenza dei requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi stabiliti nel provvedimento di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a) della legge nonché la documentazione indicata nel modulo approvato con determinazione della direzione regionale.
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| 135 |
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| 137 |
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| 138 |
La voltura dell'autorizzazione all'esercizio è consentita relativamente all'intera struttura o ad un complesso di attività già oggetto del precedente provvedimento autorizzatorio. È vietata la gestione di una struttura o di suddivisioni della stessa da parte di soggetti distinti.
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| 139 |
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| 140 |
+
In caso di decesso della persona fisica autorizzata, gli eredi, se in possesso dei relativi titoli abilitanti all'esercizio della professione, hanno facoltà di continuare l'esercizio dell'attività per un periodo non superiore ad un anno dal decesso, dandone comunicazione alla Regione e alla azienda sanitaria territorialmente competente. Entro il medesimo termine, gli eredi possono chiedere alla Regione la voltura dell'autorizzazione in loro favore o in favore di soggetti terzi. Decorso il termine di un anno senza alcuna richiesta di voltura, l'autorizzazione decade.
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| 141 |
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| 142 |
+
In caso di voltura dell'attività autorizzata a persona fisica in favore di persona giuridica, associazione o ente comunque denominato, la verifica è estesa anche ai requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi ed è svolta con le modalità e nei termini di cui all'articolo 10.
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| 143 |
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| 144 |
Il trasferimento della totalità delle quote o delle azioni ad altro soggetto giuridico, se propedeutico ad un atto di fusione, configura voltura ed è soggetto alle disposizioni del presente articolo.
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| 145 |
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| 146 |
+
# Art. 15 Ipotesi non rientranti nella voltura dell'autorizzazione all'esercizio
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| 147 |
+
Non rientrano nella voltura dell'autorizzazione all'esercizio di cui all'articolo 14:
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| 148 |
+
- le trasformazioni della forma giuridica, le modificazioni della denominazione, della ragione sociale o della sede legale del soggetto giuridico autorizzato all'esercizio;
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| 149 |
+
- la sostituzione del rappresentante legale, del direttore o responsabile sanitario del soggetto giuridico autorizzato all'esercizio;
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| 150 |
+
- le modificazioni della compagine sociale del soggetto autorizzato all'esercizio o le alienazioni a qualsiasi titolo di parte delle quote o delle azioni dello stesso;
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| 151 |
- il trasferimento della totalità delle quote o delle azioni ad altro soggetto giuridico, se non è propedeutico ad un atto di fusione.
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| 152 |
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| 153 |
+
Le trasformazioni e le sostituzioni di cui al comma 1 non comportano modifiche del provvedimento autorizzatorio e sono soggette a mera comunicazione a cura dell'interessato, entro il termine di trenta giorni dal verificarsi delle stesse o dall'iscrizione negli appositi registri, pena la contestazione, da parte della Regione o dell'azienda sanitaria locale, di esercizio di attività diversa da quella autorizzata ai sensi dell'articolo 12, comma 1, della legge. A tal fine, il legale rappresentante del soggetto autorizzato inoltra, nei termini di cui sopra, alla direzione regionale:
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| 154 |
+
- una comunicazione in cui sono indicati gli elementi oggetto di modifica;
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| 155 |
+
- una dichiarazione di permanenza di ogni altro elemento e requisito, ivi compresi quelli strutturali, tecnologici ed organizzativi;
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| 156 |
- copia degli atti concernenti le modifiche intervenute.
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| 157 |
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| 158 |
Entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione di cui al comma 2, la Regione, previa verifica dei requisiti soggettivi, dà atto delle modifiche intervenute con apposita comunicazione al soggetto interessato, all'azienda sanitaria locale e all'ordine dei medici territorialmente competenti.
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| 159 |
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| 160 |
+
# Art. 16 Accertamento della permanenza dei requisiti autorizzativi
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| 161 |
I soggetti autorizzati all'esercizio di attività sanitaria o socio-sanitaria inviano alla direzione regionale, con cadenza quinquennale a far data dal rilascio del relativo provvedimento autorizzatorio, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del titolare o del legale rappresentante del soggetto gestore della struttura o dell'attività circa la permanenza dei requisiti minimi di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge.
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| 162 |
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| 163 |
L'azienda sanitaria locale competente, accerta, in qualsiasi momento, la permanenza dei requisiti minimi di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge, anche su richiesta della direzione regionale.
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| 164 |
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| 165 |
+
# Art. 17 Vigilanza, sospensione e revoca1
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| 166 |
Fermo restando quanto previsto dall'articolo 16, la Regione vigila sul rispetto della normativa vigente, avvalendosi delle aziende sanitarie locali territorialmente competenti. Le aziende sanitarie locali, nonché gli altri organi addetti alla vigilanza ai sensi della normativa vigente, provvedono all'accertamento delle violazioni per le quali sono previste le sanzioni di cui all'articolo 12 della legge e ne danno tempestiva comunicazione alla direzione regionale.
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| 167 |
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| 168 |
+
L'attività di vigilanza di cui al comma 1, compresi i sopralluoghi, è espletata autonomamente dall'azienda, o sulla base di appositi ed uniformi protocolli regionali.
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| 169 |
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| 170 |
In caso di violazioni della normativa vigente, la direzione regionale, entro venti giorni dalla relativa comunicazione o dalla conoscenza della stessa, diffida il soggetto interessato a provvedere all'adeguamento alla normativa vigente entro il termine massimo di novanta giorni dalla diffida.
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| 171 |
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| 177 |
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| 178 |
Nel caso di gravi o ripetute violazioni di legge o di gravi disfunzioni assistenziali, la direzione regionale dispone la revoca dell'autorizzazione all'esercizio.
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| 179 |
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| 180 |
+
# Art. 18 Decadenza
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| 181 |
+
L'autorizzazione all'esercizio decade in caso di:
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| 182 |
+
- estinzione della persona giuridica autorizzata o decesso della persona fisica autorizzata, salvo quanto previsto all'articolo 14, comma 5;
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| 183 |
+
- rinuncia del soggetto autorizzato;
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| 184 |
+
- provvedimenti sanzionatori di rilevanza penale o amministrativa, adottati dall'autorità giudiziaria, con sentenza passata in giudicato, nei confronti del soggetto giuridico autorizzato, del legale rappresentante o dei titolari di quote o azioni di maggioranza, per situazioni direttamente connesse all'attività sanitaria o socio-sanitaria svolta;
|
| 185 |
- trasferimento dell'attività sanitaria o socio-sanitaria in carenza di voltura dell'autorizzazione all'esercizio;
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| 186 |
+
- mancato inizio dell'attività entro il termine di sei mesi dal rilascio dell'autorizzazione all'esercizio, prorogabile dalla Regione una sola volta per gravi motivi rappresentati dal soggetto autorizzato.
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| 187 |
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| 188 |
+
Ai fini della decadenza, si considera rinuncia anche l'interruzione dell'esercizio dell'attività autorizzata protratta per sei mesi e non comunicata alla direzione regionale e all'azienda sanitaria locale competente.
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| 189 |
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| 190 |
La direzione regionale, accertata la causa di decadenza, dispone la revoca dell'autorizzazione all'esercizio entro trenta giorni dalla sua conoscenza.
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| 191 |
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| 192 |
+
# Art. 19 Condizioni per il rilascio dell'accreditamento
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| 193 |
Il provvedimento di accreditamento è rilasciato verificati:
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| 194 |
+
- la funzionalità rispetto al fabbisogno di assistenza ed alla quantità di prestazioni accreditabili in eccesso risultanti dall'atto programmatorio di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 2), della legge;
|
| 195 |
+
- il possesso dei requisiti ulteriori di qualificazione di cui all'articolo 13, comma 1, della legge, di seguito denominati requisiti ulteriori.
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| 196 |
|
| 197 |
Con cadenza triennale, ovvero in un termine inferiore nel caso di particolari esigenze o di mutato quadro programmatorio, la Regione procede, anche avvalendosi dell'azienda sanitaria territorialmente competente, alla definizione del fabbisogno di assistenza di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 2, della legge, secondo le funzioni sanitarie e socio-sanitarie individuate dal Piano sanitario regionale per garantire l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza, gli eventuali livelli integrativi, nonché la quantità di prestazioni accreditabili in eccesso.
|
| 198 |
|
| 199 |
+
# Art. 20 Funzioni della Regione
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| 200 |
+
La direzione regionale provvede a:
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| 201 |
+
- effettuare la verifica di funzionalità di cui all'articolo 19, comma 1, lettera a), assicurando la valutazione prioritaria delle richieste dei soggetti che operano o che richiedono di operare in ambiti territoriali privi o carenti di strutture accreditate;
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| 202 |
+
- verificare la completezza e la regolarità della richiesta di accreditamento;
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| 203 |
+
- avviare l'attività istruttoria relativamente alla richiesta di accreditamento;
|
| 204 |
- compiere le verifiche in ordine alla rispondenza ai requisiti ulteriori, avvalendosi dell'Organismo Tecnicamente Accreditante (OTA) ai sensi dell'articolo 13, comma 4, della legge.
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| 205 |
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| 206 |
+
# Art. 21 Funzioni dell'Organismo Tecnicamente Accreditante
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| 207 |
+
L'OTA è la struttura di cui si avvale la direzione regionale per:
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| 208 |
- l'istruttoria tecnica della richiesta di accreditamento;
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| 209 |
+
- lo svolgimento della verifica sul campo;
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| 210 |
- la predisposizione di un parere in ordine all'accreditabilità della struttura.
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| 211 |
|
| 212 |
La disciplina dell'OTA, la sua organizzazione, le modalità di gestione delle informazioni, delle comunicazioni ed il procedimento di verifica sul campo sono disciplinati con deliberazione della Giunta regionale.
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| 213 |
|
| 214 |
+
# Art. 22 Funzioni delle Commissioni di verifica
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| 215 |
Alle commissioni di verifica dell'OTA è affidato il compito di procedere, in condizioni di autonomia tali da assicurare l'imparzialità e la trasparenza degli adempimenti di competenza, alla verifica sul campo per l'accertamento dei requisiti ulteriori.
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| 216 |
|
| 217 |
+
Le commissioni di verifica sono composte da un responsabile e da un minimo di due fino ad un massimo di cinque valutatori, in funzione della complessità organizzativa, della dimensione della struttura, della tipologia dei requisiti richiesti e dell'esperienza dei valutatori.
|
| 218 |
|
| 219 |
+
# Art. 23 Richiesta di accreditamento
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| 220 |
+
I soggetti autorizzati all'esercizio che intendono ottenere l'accreditamento inoltrano la relativa richiesta alla direzione regionale.
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| 221 |
|
| 222 |
La richiesta contiene i dati identificativi del richiedente, la denominazione e l'ubicazione della struttura, la tipologia di attività sanitarie o socio-sanitarie che si intendono accreditare, nonché gli estremi dell'autorizzazione all'esercizio ed è presentata utilizzando il modulo approvato con determinazione della direzione regionale.
|
| 223 |
|
| 224 |
Alla richiesta è allegata una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del titolare o del legale rappresentante del soggetto gestore della struttura o dell'attività da accreditare, attestante il possesso dei requisiti ulteriori.
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| 225 |
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| 226 |
+
# Art. 24 Verifica di funzionalità e attività istruttoria
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| 227 |
La direzione regionale effettua la verifica di funzionalità della tipologia di attività sanitarie o socio-sanitarie da accreditare rispetto al fabbisogno di assistenza ed alla quantità di prestazioni accreditabili in eccesso, risultante dall'atto programmatorio di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 2), della legge, entro il termine di dieci giorni dalla ricezione della richiesta.
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| 228 |
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| 229 |
+
In caso di verifica negativa, la direzione regionale comunica l'improcedibilità della richiesta.
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| 230 |
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| 231 |
Nei dieci giorni successivi ai termini di cui al comma 1, in caso di esito positivo della verifica di funzionalità, la direzione regionale verifica la completezza e la regolarità della richiesta e trasmette il fascicolo, così istruito, all'OTA, dandone comunicazione al soggetto interessato.
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| 232 |
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| 233 |
+
# Art. 25 Verifica sul campo e parere di accreditabilità
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| 234 |
+
A seguito della ricezione del fascicolo, l'OTA, assicurando la rotazione tra gli iscritti all'elenco dei valutatori, costituisce la commissione incaricata di effettuare la verifica sul campo per l'accertamento del possesso dei requisiti ulteriori.
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| 235 |
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| 236 |
+
L'organismo procede alla pianificazione ed esecuzione della verifica sul campo, dandone preventiva comunicazione al soggetto interessato ed assicura, entro il termine di sessanta giorni, l'espletamento della stessa.
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| 237 |
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| 238 |
La commissione di verifica redige il parere di accreditabilità, evidenziando le eventuali non conformità rilevate, e lo trasmette, entro dieci giorni dalla data di esecuzione della verifica sul campo, alla direzione regionale e al soggetto interessato.
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| 239 |
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| 240 |
+
# Art. 26 Rilascio del provvedimento di accreditamento
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| 241 |
+
Se, a seguito della verifica di conformità preliminare al rilascio dell'accreditamento, risulta la non completa rispondenza della struttura o dell'attività ai requisiti ulteriori, la direzione regionale comunica il preavviso di diniego, ai sensi dell'articolo 10 bis della l. 241/90 e successive modifiche. Entro il termine di dieci giorni dalla comunicazione, il soggetto interessato presenta le proprie osservazioni.
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| 242 |
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| 243 |
+
Decorso inutilmente il termine di cui al comma 1 per la presentazione delle osservazioni o se le osservazioni non possono essere accolte, la Giunta regionale delibera il diniego dell'accreditamento.
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| 244 |
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| 245 |
+
Se il parere di accreditabilità è positivo o se le osservazioni possono essere accolte, la Giunta regionale, sulla base del parere di accreditabilità, rilascia il provvedimento di accreditamento, anche sotto condizione.
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| 246 |
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| 247 |
+
Nel caso di presenza di prescrizioni, il provvedimento indica le modalità ed il termine per l'adeguamento, non superiore a novanta giorni. Trascorso tale termine, l'OTA procede alle conseguenti verifiche nei termini e secondo le modalità di cui all'articolo 25.
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| 248 |
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| 249 |
+
L'accreditamento è rilasciato, negato o rilasciato sotto condizione con deliberazione di Giunta regionale nel termine di venti giorni dal ricevimento del parere di accreditabilità e comunque nel termine massimo di centoventi giorni dalla ricezione della richiesta ed è comunicato tempestivamente al soggetto interessato, al comune ove ha sede la struttura o l'attività, all'azienda sanitaria locale e all'ordine dei medici territorialmente competenti.
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| 250 |
|
| 251 |
+
La Giunta regionale, nel caso di richiesta di accreditamento da parte di soggetti autorizzati alla realizzazione di nuove strutture, anche per effetto di trasferimento, o all'esercizio di nuove attività in strutture preesistenti, può rilasciare l'accreditamento temporaneo ai soli fini e per il tempo necessario alla verifica del volume di attività svolto e della qualità dei risultati raggiunti. In caso di verifica positiva, la durata dell'accreditamento decorre dalla data di rilascio dell'accreditamento temporaneo.
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| 252 |
|
| 253 |
La qualità di soggetto accreditato non costituisce vincolo alla sottoscrizione dell'accordo di cui all'articolo 8 quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421) e successive modifiche.
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| 254 |
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| 255 |
+
# Art. 27 Istanza di riesame
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| 256 |
+
Nel caso di diniego dell'accreditamento, il soggetto interessato può presentare alla Regione, entro trenta giorni dalla ricezione del provvedimento, un'istanza di riesame.
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| 257 |
|
| 258 |
La Giunta regionale, fatta salva la possibilità di procedere ad un supplemento di istruttoria secondo le modalità e tempi previsti dagli articoli 24 e 25, decide sull'istanza nei termini indicati per il rilascio del provvedimento dall'articolo 26.
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| 259 |
|
| 260 |
+
# Art. 28 Voltura dell'accreditamento
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| 261 |
+
Nei casi di cui all'articolo 14, il soggetto subentrante inoltra una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in ordine al possesso dei requisiti soggettivi individuati dal provvedimento di cui all'articolo 13, comma 1, della legge, nonché una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del cedente, in ordine alla persistenza dei requisiti ulteriori di accreditamento stabiliti dal medesimo provvedimento.
|
| 262 |
|
| 263 |
+
La voltura dell'accreditamento è disposta contestualmente alla voltura dell'autorizzazione all'esercizio, con unico provvedimento, entro il termine di cui all'art. 14, previa verifica delle dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà di cui al comma 1.
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| 264 |
|
| 265 |
Resta salva la facoltà dell'amministrazione regionale di subordinare l'esito positivo del procedimento all'assunzione da parte del subentrante di eventuali debiti maturati dal cedente, derivanti dai controlli di cui all'articolo 8 octies del d.lgs. 502/1992 e successive modifiche o da provvedimenti di condanna per responsabilità amministrativa o contabile e correlati all'esercizio della funzione sanitaria svolta.
|
| 266 |
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| 267 |
+
# Art. 29 Vigilanza, sospensione e revoca2
|
| 268 |
La direzione regionale, avvalendosi dell'OTA, accerta, in qualsiasi momento, la permanenza dei requisiti ulteriori nonché l'ottemperanza alle prescrizioni, nell'ipotesi di accreditamento rilasciato sotto condizione.
|
| 269 |
|
| 270 |
Se viene riscontrata la perdita dei requisiti ulteriori, la direzione regionale diffida il soggetto accreditato alla regolarizzazione, assegnando un termine di quindici giorni per la presentazione di eventuali osservazioni.
|
|
|
|
| 273 |
|
| 274 |
Trascorsi inutilmente i termini di cui ai commi 2 e 3, ovvero se non ritiene sufficienti le osservazioni, la Giunta regionale adotta i provvedimenti di cui all'articolo 16, comma 3, della legge.
|
| 275 |
|
| 276 |
+
# Art. 30 Durata
|
| 277 |
L'accreditamento è rilasciato per il periodo di vigenza del piano sanitario e comunque per non oltre cinque anni ai sensi di quanto previsto dall'articolo 14, commi 5 e 6, della legge.
|
| 278 |
|
| 279 |
+
# Art. 31 Procedimenti pendenti
|
| 280 |
Le disposizioni di cui al presente regolamento si applicano ai procedimenti pendenti e non ancora conclusi alla data di entrata in vigore del presente regolamento, instaurati successivamente alla data di entrata in vigore dell'articolo 69 della legge regionale 22 ottobre 2018, n. 7 (Disposizioni per la semplificazione e lo sviluppo regionale) ad eccezione dei procedimenti per i quali la verifica di cui all'articolo 10 o la verifica sul campo di cui all'articolo 25 siano state eseguite.
|
| 281 |
|
| 282 |
+
# Art. 32 Abrogazioni e disposizioni transitorie
|
| 283 |
+
Sono abrogati:
|
| 284 |
+
- il regolamento regionale 26 gennaio 2007, n. 2 recante "Disposizioni relative alla verifica di compatibilità e al rilascio dell'autorizzazione all'esercizio, in attuazione dell'articolo 5, comma 1, lettera b), della legge regionale 3 marzo 2003, n. 4 (Norme in materia di autorizzazione alla realizzazione di strutture e all'esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie, di accreditamento istituzionale e di accordi contrattuali) e successive modificazioni";
|
| 285 |
- il regolamento regionale 13 novembre 2007, n. 13 recante "Disposizioni relative alle procedure per la richiesta ed il rilascio dell'accreditamento istituzionale, in attuazione dell'articolo 13, comma 3, della legge regionale 3 marzo 2003, n. 4 (Norme in materia di autorizzazione alla realizzazione di strutture e all'esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie, di accreditamento istituzionale e di accordi contrattuali)".
|
| 286 |
|
| 287 |
Fino al 31 dicembre 2019, le aziende sanitarie locali continuano ad essere competenti anche per le verifiche di accreditamento di cui agli articoli 25 e 26.
|
| 288 |
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| 289 |
+
# Art. 33 Entrata in vigore
|
| 290 |
+
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.
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|
|
documents/lombardia/healthcare/accreditation/2014-10-31_Regione Lombardia_df9cf30ce0fbfabd587d31e67674bc6d/extracted_text.md
CHANGED
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documents/lombardia/healthcare/accreditation/2022-08-02_Regione Lombardia_3e0abd25f3bcf417e9e0a8b74e158ef5/extracted_text.md
CHANGED
|
@@ -1,9 +1,11 @@
|
|
| 1 |
-
# Premessa
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| 2 |
Il presente allegato disciplina la procedura per la messa in esercizio, l'accreditamento e i conseguenti provvedimenti relativi all'attività delle unità d'offerta sociosanitarie, nel rispetto dei requisiti definiti previsti dalla normativa nazionale e regionale vigente.
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| 3 |
|
| 4 |
-
# Esercizio delle unità d'offerta sociosanitarie
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|
|
|
| 5 |
L'esercizio delle unità d'offerta sociosanitarie, ad eccezione di quelle con piano programma in corso e ancora soggette ad autorizzazione all'esercizio, è subordinato alla presentazione di una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
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| 6 |
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|
| 7 |
La SCIA deve essere presentata nei seguenti casi:
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| 8 |
- messa in esercizio di nuova unità d'offerta;
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| 9 |
- trasferimento in altra sede di unità d'offerta già abilitata all'esercizio, anche all'interno dello stesso edificio;
|
|
@@ -15,15 +17,18 @@ La SCIA deve essere presentata nei seguenti casi:
|
|
| 15 |
|
| 16 |
Al fine di semplificare il procedimento, non è necessario produrre nuovamente documenti e dichiarazioni sostitutive di certificazioni o di atto notorio ancora in corso di validità già prodotti in altri procedimenti, ma è sufficiente citare nella SCIA il procedimento nel quale i documenti sono stati prodotti. Analogamente, nel caso di SCIA per varianti o modifiche (punti 3, 4 e 6), la documentazione da produrre riguarda le sole variazioni intervenute, aggiornando se necessario le planimetrie precedentemente autorizzate o positivamente verificate
|
| 17 |
|
|
|
|
| 18 |
Non sono soggette a presentazione di SCIA, ma a semplice comunicazione alla ATS e per conoscenza alla Regione, le seguenti fattispecie:
|
| 19 |
- variazione del legale rappresentante del soggetto gestore: alla comunicazione si devono allegare l'atto di nomina e l'autocertificazione del possesso dei requisiti soggettivi del nuovo legale rappresentante (utilizzando la modulistica regionale);
|
| 20 |
- trasformazione giuridica del soggetto gestore che non si sostanzi nel subentro di un nuovo soggetto gestore: alla comunicazione si allega la documentazione relativa alla trasformazione avvenuta;
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| 21 |
- modifiche nell'articolazione degli spazi che non comportino il mutare delle condizioni previste dal regolamento d'igiene o di sicurezza dei locali e interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Le suddette comunicazioni sono trasmesse alla ATS con gli elaborati grafici aggiornati e l'indicazione dettagliata e motivata delle variazioni eseguite.
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Il legale rappresentante del soggetto gestore (o il procuratore speciale) presenta la SCIA, utilizzando la modulistica regionale, alla ATS competente per territorio, per conoscenza al comune di ubicazione dell'unità d'offerta e alla Regione, mediante presentazione diretta, invio postale con raccomandata con avviso di ricevimento, posta elettronica certificata (PEC). Unicamente per la ATS, alla SCIA devono essere allegati autocertificazioni, attestazioni ed elaborati tecnici atti a comprovare la sussistenza dei requisiti minimi stabiliti dal D.P.R. 14 gennaio 1997, dal presente provvedimento e dalla normativa regionale vigente in relazione alle singole tipologie di unità d'offerta.
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La SCIA riguarda una sola unità d'offerta sociosanitaria. In caso di segnalazione da parte dello stesso soggetto gestore per una pluralità di strutture, è necessaria la presentazione di una SCIA separata per ciascuna di esse.
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Dalla data di presentazione della SCIA, cioè di effettiva ricezione della stessa da parte della ATS, il soggetto è abilitato a porre in esercizio la relativa unità d'offerta e assume la responsabilità diretta della relativa gestione.
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La presentazione della SCIA presuppone il possesso di tutti i requisiti minimi stabiliti dalle disposizioni vigenti per l'esercizio dell'unità d'offerta. Lo standard di personale deve essere assicurato in relazione alla progressiva presa in carico di utenti.
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@@ -34,25 +39,25 @@ Il soggetto gestore, ai fini del mantenimento dell'abilitazione all'esercizio,
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Il soggetto gestore è tenuto inoltre a garantire alla ATS, nell'ambito dell'esercizio delle funzioni di vigilanza e controllo: l'accesso a tutti i locali della struttura; l'accesso alla documentazione rilevante ai fini dell'esercizio dell'unità di offerta; la possibilità di intraprendere ogni ulteriore esame finalizzato a verificare l'allineamento della gestione reale a quanto dichiarato nei diversi documenti prodotti; la facoltà di assumere informazioni dirette dal personale, dagli ospiti e dai loro familiari.
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In caso di SCIA incompleta, mancante cioè di elementi essenziali (come ad esempio: la sottoscrizione da parte del legale rappresentante, i dati o la documentazione allegata previsti nella modulistica regionale, la possibilità di identificare la tipologia di unità d'offerta a cui la SCIA si riferisce), la ATS, senza attendere la decorrenza dei termini previsti per le verifiche comunica al soggetto gestore l'irricevibilità o l'inammissibilità o l'improcedibilità della SCIA, ai sensi della legge n. 241/1990. Il gestore ha in tal caso la facoltà di presentare una nuova SCIA.
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In caso di presentazione di SCIA formalmente regolare, la ATS
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In caso di presentazione di SCIA formalmente regolare, la ATS, fatte salve le responsabilità di natura civile e penale, nonché le sanzioni dovute per l'inosservanza di altre normative regionali o nazionali, in caso di mancato adeguamento nei termini indicati alle prescrizioni contenute nella diffida, adotta un provvedimento motivato di divieto di prosecuzione dell'attività, ai sensi dall'art. 19 della legge n. 241/1990;
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In caso di presentazione di SCIA formalmente regolare, la ATS fornisce alla Regione comunicazione dell'esito delle verifiche condotte e dei provvedimenti adottati. Tutte le comunicazioni tra ATS e Regione avvengono via PEC nel rispetto dell'articolo 65 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, Codice dell'Amministrazione Digitale.
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Fatte salve le responsabilità di natura civile e penale, nonché le sanzioni dovute al mancato rispetto di altre normative regionali o nazionali, le unità d'offerta sociosanitarie incorrono nella sospensione o revoca dell'autorizzazione o abilitazione all'esercizio, quando l'attività sia esercitata in mancanza dei requisiti minimi, previa diffida da parte della ATS ad adempiere alle prescrizioni per il ripristino dei requisiti entro un congruo termine non inferiore a trenta giorni.
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In caso di cessazione dell'attività, il gestore deve darne comunicazione alla ATS, al Comune e alla Regione, dimostrando di aver garantito la continuità dell'assistenza agli utenti.
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# Accreditamento delle unità d'offerta sociosanitarie
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L'accreditamento delle unità d'offerta sociosanitarie è subordinato alla presentazione di specifica istanza. Specifica istanza deve essere presentata anche per le unità d'offerta già accreditate, nei seguenti casi:
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- variazione, sia in aumento che in riduzione, della capacità ricettiva,
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- trasformazione di unità d'offerta esistente in altra tipologia;
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@@ -67,6 +72,7 @@ La presentazione dell'istanza di accreditamento può avvenire:
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| 67 |
- contestualmente alla presentazione della SCIA, ovvero con una SCIA cosiddetta contestuale, presentata con le stesse modalità di cui al precedente paragrafo 2.4;
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- successivamente, in presenza di un'attività già abilitata o autorizzata all'esercizio.
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La ATS procede a verificare il possesso dei requisiti previsti tramite analisi documentale e visita in loco, e qualora le verifiche si concludano con esito positivo, adotta, entro sessanta giorni dal ricevimento dell'istanza, il provvedimento di parere positivo per l'accreditamento o di modifica dello stesso, sulla base di attestazione del possesso di ogni requisito.
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| 71 |
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| 72 |
Nel caso invece di accertata carenza o di mancato mantenimento di un requisito, fatte salve le eventuali responsabilità di natura civile e penale e l'applicazione delle dovute sanzioni amministrative previste dall'articolo 27 della legge regionale n. 33/2009 e s.m.i., la ATS:
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@@ -78,7 +84,7 @@ Qualora l'accertamento della mancanza dei requisiti di esercizio o di accreditam
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Tutti i provvedimenti adottati dalla ATS devono essere trasmessi alla Regione e al soggetto gestore entro cinque giorni lavorativi dalla loro adozione.
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La Regione, a seguito di ricevimento dei provvedimenti di parere, procede, entro i successivi sessanta giorni, alla emissione del provvedimento relativo all'
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Entro sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento regionale, il soggetto gestore deve avviare l'attività oggetto di accreditamento con l'effettiva presa in carico di utenti, dandone comunicazione alla ATS competente.
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@@ -99,8 +105,9 @@ Nel caso in cui il sopralluogo post accreditamento si concluda con la constatazi
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Tutti i provvedimenti adottati dalla ATS devono essere trasmessi alla Regione e al soggetto gestore entro cinque giorni lavorativi dalla loro adozione.
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La Regione, a seguito di ricevimento dei provvedimenti, procede, entro i successivi sessanta giorni, ad emettere provvedimento relativo all'
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Il procedimento di accreditamento si perfeziona all'atto dell'iscrizione nel registro regionale delle strutture accreditate.
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Il soggetto gestore è tenuto, già dal momento di presentazione della SCIA contestuale o della richiesta di accreditamento, a dimostrare il possesso di tutti requisiti previsti per l'accreditamento dell'unità di offerta, indipendentemente dall'effettiva presenza di utenti. Lo standard di personale è invece assicurato in relazione alla progressiva presa in carico di utenti.
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@@ -112,8 +119,10 @@ Il soggetto gestore accreditato è tenuto a:
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- garantire alla ATS, che esercita ai sensi della normativa regionale i compiti di vigilanza e controllo sulle unità d'offerta: l'accesso a tutti i locali della struttura; l'accesso alla documentazione relativa al rapporto di accreditamento o, comunque, rilevante ai fini dell'esercizio dell'unità di offerta; la possibilità di intraprendere ogni ulteriore esame finalizzato a verificare l'allineamento della gestione reale a quanto dichiarato nei diversi documenti prodotti; la facoltà di assumere informazioni dirette dal personale, dagli ospiti e dai loro familiari;
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- rispettare le procedure previste nei casi di variazione del soggetto gestore.
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Per presentare istanza di accreditamento, si conferma la possibilità da parte del soggetto gestore di attestare i requisiti di accreditamento mediante perizia asseverata, secondo le modalità previste con la D.G.R. del 7 febbraio 2005, n. 20465, "Ulteriori determinazioni procedurali in ordine ai percorsi di semplificazione per le unità d'offerta sociosanitarie".
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Il trasferimento dell'accreditamento da un soggetto gestore a un altro è subordinato all'emanazione di un provvedimento di voltura da parte di Regione, previo favorevole parere dell'ATS, finalizzato ad attestare la sussistenza dei requisiti soggettivi del soggetto gestore subentrante.
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Non è ammessa la voltura di unità d'offerta non funzionanti.
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@@ -121,16 +130,11 @@ Non è ammessa la voltura di unità d'offerta non funzionanti.
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| 121 |
Il soggetto gestore subentrante attiva il procedimento attraverso la presentazione di un'istanza alla Regione e alla ATS competente per territorio, utilizzando l'apposita modulistica regionale, mediante presentazione diretta, invio postale con raccomandata con avviso di ricevimento, posta elettronica certificata (PEC). La trasmissione alla Regione deve avvenire esclusivamente tramite PEC.
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All'istanza di voltura dell'accreditamento, unicamente per la ATS, deve essere allegata la seguente documentazione:
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attestazione, da parte del soggetto subentrante, del possesso dei requisiti soggettivi di esercizio, di accreditamento e, qualora il soggetto uscente sia titolare di contratto con la ATS, anche dei requisiti soggettivi per la sottoscrizione del contratto;
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dichiarazione di impegno del soggetto subentrante a garantire il mantenimento dei requisiti organizzativi e gestionali, strutturali e tecnologici, di esercizio e di accreditamento;
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dichiarazione di impegno del soggetto uscente a garantire la continuità dell'attività sino all'adozione del provvedimento di voltura.
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| 135 |
Il richiedente non è tenuto a produrre, se non in caso di loro modifica, i documenti che attestano il possesso dei requisiti di carattere strutturale.
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@@ -151,6 +155,7 @@ Il soggetto pubblico deve inoltre espletare le procedure di affidamento a terzi
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| 152 |
L'affidatario provvede direttamente a presentare la richiesta di voltura dell'accreditamento, dando così attivazione alla procedura descritta sopra. La documentazione richiesta viene integrata con il capitolato e l'atto di affidamento.
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| 153 |
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Fatte salve le responsabilità di natura civile e penale, nonché le sanzioni dovute al mancato rispetto di altre normative regionali o nazionali, le unità d'offerta sociosanitarie incorrono nella sospensione o revoca dell'accreditamento, previa diffida da parte della ATS ad adempiere entro un congruo termine (vedi paragrafo 3.2.), nei seguenti casi:
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| 155 |
- quando l'attività sia esercitata in mancanza dei requisiti minimi;
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| 156 |
- quando non venga garantito il mantenimento di uno o più requisiti di accreditamento;
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@@ -166,12 +171,14 @@ Il riscontro delle violazioni di cui ai punti 1 e 2 contestate alla medesima uni
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| 167 |
Entro cinque giorni lavorativi dalla loro adozione, tutti i provvedimenti adottati dalla ATS devono essere trasmessi al soggetto gestore e alla Regione che procede ad emettere l'atto relativo all'accreditamento entro i successivi sessanta giorni con aggiornamento del registro informatizzato delle unità di offerta sociosanitarie accreditate dandone comunicazione alla ATS e al soggetto interessato.
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Si incorre nella decadenza dell'accreditamento nei casi di cessazione o di mancato avvio dell'attività.
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- Cessazione dell'attività: la proposta di decadenza è disposta dalla ATS a seguito di comunicazione da parte del soggetto gestore. La ATS verifica la salvaguardia della continuità assistenziale degli utenti e ne dà comunicazione in Regione. Qualora la cessazione dell'attività derivi da una decisione del soggetto gestore, viene fissato un termine di preavviso minimo di novanta giorni, fatta salva diversa valutazione della ATS competente. Gravano in capo al soggetto gestore tutti gli adempimenti e i relativi oneri per l'idonea collocazione degli utenti in altre unità d'offerta, in raccordo con la ATS, gli utenti stessi, le loro famiglie, eventuali tutori o amministratori di sostegno e i Comuni di residenza. La proposta di decadenza da parte di ATS può esitare anche dall'accertamento d'ufficio della mancata attività, per assoluta mancanza di prese in carico di utenti, da almeno un trimestre.
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| 171 |
- Mancato avvio dell'attività: la proposta di decadenza viene disposta dalla ATS nel caso in cui nel corso del sopralluogo post accreditamento verifichi che l'attività non sia stata avviata con l'effettiva presa in carico di utenti.
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| 173 |
Entro cinque giorni lavorativi dalla loro adozione, tutti i provvedimenti adottati dalla ATS devono essere trasmessi al soggetto gestore e alla Regione che procede ad emettere il provvedimento relativo all'accreditamento, entro i successivi sessanta giorni, con aggiornamento del registro informatizzato delle unità di offerta sociosanitarie accreditate, dandone comunicazione alla ATS e al soggetto interessato.
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Il soggetto gestore di più unità d'offerta sociosanitarie accreditate, anche di diversa tipologia, può chiedere il riconoscimento di ente unico gestore.
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Non è ammesso richiedere l'inserimento nell'Ente Unico di una unità d'offerta non funzionante.
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@@ -190,10 +197,11 @@ La ATS competente provvede entro sessanta giorni dalla presentazione dell'istanz
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Sulla base dell'attestazione della ATS, la Regione dispone, entro trenta giorni il riconoscimento di ente unico gestore, con provvedimento della competente Direzione Generale.
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Per le istanze di voltura dell'accreditamento e di riconoscimento/modifica di Enti Unici, si ribadisce che, in ipotesi di UdO non funzionante, non è ammessa la voltura della gestione, né è ammesso ricomprendere la UdO inattiva all'interno di un Ente Unico.
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Si evidenzia che, ai fini della verifica del funzionamento dell'unità di offerta, si deve fare riferimento all'effettiva presa in carico di utenti.
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L'ATS pertanto, nel corso delle istruttorie relative ai procedimenti in questione, deve procedere:
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- alla verifica dell'effettivo funzionamento dell'UdO, con presa in carico di utenti;
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- nell'ipotesi di verifica di non funzionamento da almeno un trimestre, avviare la procedura di decadenza dell'accreditamento.
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# 1. Premessa
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| 2 |
Il presente allegato disciplina la procedura per la messa in esercizio, l'accreditamento e i conseguenti provvedimenti relativi all'attività delle unità d'offerta sociosanitarie, nel rispetto dei requisiti definiti previsti dalla normativa nazionale e regionale vigente.
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# 2. Esercizio delle unità d'offerta sociosanitarie
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## 2.1. Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA)
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| 6 |
L'esercizio delle unità d'offerta sociosanitarie, ad eccezione di quelle con piano programma in corso e ancora soggette ad autorizzazione all'esercizio, è subordinato alla presentazione di una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
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## 2.2. Casi in cui presentare la SCIA
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La SCIA deve essere presentata nei seguenti casi:
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- messa in esercizio di nuova unità d'offerta;
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- trasferimento in altra sede di unità d'offerta già abilitata all'esercizio, anche all'interno dello stesso edificio;
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Al fine di semplificare il procedimento, non è necessario produrre nuovamente documenti e dichiarazioni sostitutive di certificazioni o di atto notorio ancora in corso di validità già prodotti in altri procedimenti, ma è sufficiente citare nella SCIA il procedimento nel quale i documenti sono stati prodotti. Analogamente, nel caso di SCIA per varianti o modifiche (punti 3, 4 e 6), la documentazione da produrre riguarda le sole variazioni intervenute, aggiornando se necessario le planimetrie precedentemente autorizzate o positivamente verificate
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## 2.3. Esclusione dall'obbligo di presentazione della SCIA
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| 21 |
Non sono soggette a presentazione di SCIA, ma a semplice comunicazione alla ATS e per conoscenza alla Regione, le seguenti fattispecie:
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| 22 |
- variazione del legale rappresentante del soggetto gestore: alla comunicazione si devono allegare l'atto di nomina e l'autocertificazione del possesso dei requisiti soggettivi del nuovo legale rappresentante (utilizzando la modulistica regionale);
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| 23 |
- trasformazione giuridica del soggetto gestore che non si sostanzi nel subentro di un nuovo soggetto gestore: alla comunicazione si allega la documentazione relativa alla trasformazione avvenuta;
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| 24 |
- modifiche nell'articolazione degli spazi che non comportino il mutare delle condizioni previste dal regolamento d'igiene o di sicurezza dei locali e interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Le suddette comunicazioni sono trasmesse alla ATS con gli elaborati grafici aggiornati e l'indicazione dettagliata e motivata delle variazioni eseguite.
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## 2.4. Modalità di presentazione della SCIA
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Il legale rappresentante del soggetto gestore (o il procuratore speciale) presenta la SCIA, utilizzando la modulistica regionale, alla ATS competente per territorio, per conoscenza al comune di ubicazione dell'unità d'offerta e alla Regione, mediante presentazione diretta, invio postale con raccomandata con avviso di ricevimento, posta elettronica certificata (PEC). Unicamente per la ATS, alla SCIA devono essere allegati autocertificazioni, attestazioni ed elaborati tecnici atti a comprovare la sussistenza dei requisiti minimi stabiliti dal D.P.R. 14 gennaio 1997, dal presente provvedimento e dalla normativa regionale vigente in relazione alle singole tipologie di unità d'offerta.
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La SCIA riguarda una sola unità d'offerta sociosanitaria. In caso di segnalazione da parte dello stesso soggetto gestore per una pluralità di strutture, è necessaria la presentazione di una SCIA separata per ciascuna di esse.
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## 2.5. Effetti giuridici della SCIA
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Dalla data di presentazione della SCIA, cioè di effettiva ricezione della stessa da parte della ATS, il soggetto è abilitato a porre in esercizio la relativa unità d'offerta e assume la responsabilità diretta della relativa gestione.
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La presentazione della SCIA presuppone il possesso di tutti i requisiti minimi stabiliti dalle disposizioni vigenti per l'esercizio dell'unità d'offerta. Lo standard di personale deve essere assicurato in relazione alla progressiva presa in carico di utenti.
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| 40 |
Il soggetto gestore è tenuto inoltre a garantire alla ATS, nell'ambito dell'esercizio delle funzioni di vigilanza e controllo: l'accesso a tutti i locali della struttura; l'accesso alla documentazione rilevante ai fini dell'esercizio dell'unità di offerta; la possibilità di intraprendere ogni ulteriore esame finalizzato a verificare l'allineamento della gestione reale a quanto dichiarato nei diversi documenti prodotti; la facoltà di assumere informazioni dirette dal personale, dagli ospiti e dai loro familiari.
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## 2.6. Procedimento dell'abilitazione all'esercizio
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| 43 |
In caso di SCIA incompleta, mancante cioè di elementi essenziali (come ad esempio: la sottoscrizione da parte del legale rappresentante, i dati o la documentazione allegata previsti nella modulistica regionale, la possibilità di identificare la tipologia di unità d'offerta a cui la SCIA si riferisce), la ATS, senza attendere la decorrenza dei termini previsti per le verifiche comunica al soggetto gestore l'irricevibilità o l'inammissibilità o l'improcedibilità della SCIA, ai sensi della legge n. 241/1990. Il gestore ha in tal caso la facoltà di presentare una nuova SCIA.
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In caso di presentazione di SCIA formalmente regolare, la ATS:
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- inserisce i relativi dati nel registro informatizzato delle unità d'offerta sociosanitarie;
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- accerta, entro sessanta giorni dall'effettivo ricevimento della SCIA, l'esistenza dei requisiti per l'esercizio dell'unità d'offerta, effettuando anche un sopralluogo presso la struttura;
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- nel caso di verifica positiva, ne comunica l'esito al gestore;
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- nel caso invece di accertata carenza dei requisiti minimi, fatta salva l'applicazione delle dovute sanzioni amministrative previste dall'articolo 27 della legge regionale n. 33/2009 e s.m.i., sempre entro sessanta giorni dal ricevimento della SCIA, emette un atto di diffida imponendo al gestore di ottemperare alle prescrizioni rilevate entro un congruo termine non inferiore a trenta giorni. Qualora si riscontri una situazione di rischio per la salute o per la sicurezza pubblica, dispone con provvedimento motivato il divieto di prosecuzione dell'attività e l'obbligo di rimozione degli eventuali effetti dannosi provocati. In tale eventualità gravano in capo al soggetto gestore tutti gli adempimenti e i relativi oneri per la idonea collocazione degli utenti in altre unità d'offerta, in raccordo con la ATS, gli utenti e loro famiglie (o i tutori o gli amministratori di sostegno) e i comuni di residenza degli utenti;
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- fatte salve le responsabilità di natura civile e penale, nonché le sanzioni dovute per l'inosservanza di altre normative regionali o nazionali, in caso di mancato adeguamento nei termini indicati alle prescrizioni contenute nella diffida, adotta un provvedimento motivato di divieto di prosecuzione dell'attività, ai sensi dall'art. 19 della legge n. 241/1990;
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- fornisce alla Regione comunicazione dell'esito delle verifiche condotte e dei provvedimenti adottati. Tutte le comunicazioni tra ATS e Regione avvengono via PEC nel rispetto dell'articolo 65 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, Codice dell'Amministrazione Digitale.
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## 2.7. Sospensione o revoca dell'abilitazione all'esercizio
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Fatte salve le responsabilità di natura civile e penale, nonché le sanzioni dovute al mancato rispetto di altre normative regionali o nazionali, le unità d'offerta sociosanitarie incorrono nella sospensione o revoca dell'autorizzazione o abilitazione all'esercizio, quando l'attività sia esercitata in mancanza dei requisiti minimi, previa diffida da parte della ATS ad adempiere alle prescrizioni per il ripristino dei requisiti entro un congruo termine non inferiore a trenta giorni.
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## 2.8. Cessazione dell'attività
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| 57 |
In caso di cessazione dell'attività, il gestore deve darne comunicazione alla ATS, al Comune e alla Regione, dimostrando di aver garantito la continuità dell'assistenza agli utenti.
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# 3. Accreditamento delle unità d'offerta sociosanitarie
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## 3.1. Istanza di accreditamento
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L'accreditamento delle unità d'offerta sociosanitarie è subordinato alla presentazione di specifica istanza. Specifica istanza deve essere presentata anche per le unità d'offerta già accreditate, nei seguenti casi:
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| 62 |
- variazione, sia in aumento che in riduzione, della capacità ricettiva,
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| 63 |
- trasformazione di unità d'offerta esistente in altra tipologia;
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- contestualmente alla presentazione della SCIA, ovvero con una SCIA cosiddetta contestuale, presentata con le stesse modalità di cui al precedente paragrafo 2.4;
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- successivamente, in presenza di un'attività già abilitata o autorizzata all'esercizio.
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## 3.2. Procedimento di accreditamento
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La ATS procede a verificare il possesso dei requisiti previsti tramite analisi documentale e visita in loco, e qualora le verifiche si concludano con esito positivo, adotta, entro sessanta giorni dal ricevimento dell'istanza, il provvedimento di parere positivo per l'accreditamento o di modifica dello stesso, sulla base di attestazione del possesso di ogni requisito.
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Nel caso invece di accertata carenza o di mancato mantenimento di un requisito, fatte salve le eventuali responsabilità di natura civile e penale e l'applicazione delle dovute sanzioni amministrative previste dall'articolo 27 della legge regionale n. 33/2009 e s.m.i., la ATS:
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Tutti i provvedimenti adottati dalla ATS devono essere trasmessi alla Regione e al soggetto gestore entro cinque giorni lavorativi dalla loro adozione.
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La Regione, a seguito di ricevimento dei provvedimenti di parere, procede, entro i successivi sessanta giorni, alla emissione del provvedimento relativo all'accreditamento con iscrizione/aggiornamento della posizione dell'unità d'offerta nel registro informatizzato delle unità d'offerta sociosanitarie accreditate, dandone comunicazione alla ATS e al soggetto gestore interessato.
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Entro sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento regionale, il soggetto gestore deve avviare l'attività oggetto di accreditamento con l'effettiva presa in carico di utenti, dandone comunicazione alla ATS competente.
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Tutti i provvedimenti adottati dalla ATS devono essere trasmessi alla Regione e al soggetto gestore entro cinque giorni lavorativi dalla loro adozione.
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La Regione, a seguito di ricevimento dei provvedimenti, procede, entro i successivi sessanta giorni, ad emettere provvedimento relativo all'accreditamento dell'unità d'offerta con iscrizione/aggiornamento del registro informatizzato delle unità d'offerta sociosanitarie accreditate dandone comunicazione alla ATS e al soggetto gestore interessato.
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| 109 |
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| 110 |
+
## 3.3. Effetti giuridici dell'accreditamento
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| 111 |
Il procedimento di accreditamento si perfeziona all'atto dell'iscrizione nel registro regionale delle strutture accreditate.
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| 112 |
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| 113 |
Il soggetto gestore è tenuto, già dal momento di presentazione della SCIA contestuale o della richiesta di accreditamento, a dimostrare il possesso di tutti requisiti previsti per l'accreditamento dell'unità di offerta, indipendentemente dall'effettiva presenza di utenti. Lo standard di personale è invece assicurato in relazione alla progressiva presa in carico di utenti.
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| 119 |
- garantire alla ATS, che esercita ai sensi della normativa regionale i compiti di vigilanza e controllo sulle unità d'offerta: l'accesso a tutti i locali della struttura; l'accesso alla documentazione relativa al rapporto di accreditamento o, comunque, rilevante ai fini dell'esercizio dell'unità di offerta; la possibilità di intraprendere ogni ulteriore esame finalizzato a verificare l'allineamento della gestione reale a quanto dichiarato nei diversi documenti prodotti; la facoltà di assumere informazioni dirette dal personale, dagli ospiti e dai loro familiari;
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| 120 |
- rispettare le procedure previste nei casi di variazione del soggetto gestore.
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| 121 |
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| 122 |
+
## 3.4. Perizia asseverata
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| 123 |
Per presentare istanza di accreditamento, si conferma la possibilità da parte del soggetto gestore di attestare i requisiti di accreditamento mediante perizia asseverata, secondo le modalità previste con la D.G.R. del 7 febbraio 2005, n. 20465, "Ulteriori determinazioni procedurali in ordine ai percorsi di semplificazione per le unità d'offerta sociosanitarie".
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| 124 |
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| 125 |
+
## 3.5. Voltura dell'accreditamento
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| 126 |
Il trasferimento dell'accreditamento da un soggetto gestore a un altro è subordinato all'emanazione di un provvedimento di voltura da parte di Regione, previo favorevole parere dell'ATS, finalizzato ad attestare la sussistenza dei requisiti soggettivi del soggetto gestore subentrante.
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| 127 |
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| 128 |
Non è ammessa la voltura di unità d'offerta non funzionanti.
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| 130 |
Il soggetto gestore subentrante attiva il procedimento attraverso la presentazione di un'istanza alla Regione e alla ATS competente per territorio, utilizzando l'apposita modulistica regionale, mediante presentazione diretta, invio postale con raccomandata con avviso di ricevimento, posta elettronica certificata (PEC). La trasmissione alla Regione deve avvenire esclusivamente tramite PEC.
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| 131 |
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| 132 |
All'istanza di voltura dell'accreditamento, unicamente per la ATS, deve essere allegata la seguente documentazione:
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| 133 |
+
- il contratto e/o l'atto unilaterale di cessione, in relazione al quale il nuovo soggetto subentra nella gestione dell'unità d'offerta, la cui efficacia è comunque subordinata all'adozione del provvedimento di voltura dell'accreditamento;
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| 134 |
+
- per l'ipotesi in cui l'immobile non sia di proprietà del soggetto gestore: dichiarazione del proprietario che attesti che non sussistono impedimenti al subentro del nuovo soggetto nel godimento dell'immobile e al trasferimento dell'accreditamento (come ad esempio vincoli derivanti da finanziamento pubblico per la realizzazione o la ristrutturazione dell'immobile ove è esercitata l'unità d'offerta);
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| 135 |
+
- attestazione, da parte del soggetto subentrante, del possesso dei requisiti soggettivi di esercizio, di accreditamento e, qualora il soggetto uscente sia titolare di contratto con la ATS, anche dei requisiti soggettivi per la sottoscrizione del contratto;
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| 136 |
+
- dichiarazione di impegno del soggetto subentrante a garantire il mantenimento dei requisiti organizzativi e gestionali, strutturali e tecnologici, di esercizio e di accreditamento;
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| 137 |
+
- dichiarazione di impegno del soggetto uscente a garantire la continuità dell'attività sino all'adozione del provvedimento di voltura.
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| 138 |
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| 139 |
Il richiedente non è tenuto a produrre, se non in caso di loro modifica, i documenti che attestano il possesso dei requisiti di carattere strutturale.
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| 140 |
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| 155 |
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| 156 |
L'affidatario provvede direttamente a presentare la richiesta di voltura dell'accreditamento, dando così attivazione alla procedura descritta sopra. La documentazione richiesta viene integrata con il capitolato e l'atto di affidamento.
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| 157 |
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| 158 |
+
## 3.6. Sospensione o revoca dell'accreditamento
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| 159 |
Fatte salve le responsabilità di natura civile e penale, nonché le sanzioni dovute al mancato rispetto di altre normative regionali o nazionali, le unità d'offerta sociosanitarie incorrono nella sospensione o revoca dell'accreditamento, previa diffida da parte della ATS ad adempiere entro un congruo termine (vedi paragrafo 3.2.), nei seguenti casi:
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| 160 |
- quando l'attività sia esercitata in mancanza dei requisiti minimi;
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| 161 |
- quando non venga garantito il mantenimento di uno o più requisiti di accreditamento;
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| 171 |
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| 172 |
Entro cinque giorni lavorativi dalla loro adozione, tutti i provvedimenti adottati dalla ATS devono essere trasmessi al soggetto gestore e alla Regione che procede ad emettere l'atto relativo all'accreditamento entro i successivi sessanta giorni con aggiornamento del registro informatizzato delle unità di offerta sociosanitarie accreditate dandone comunicazione alla ATS e al soggetto interessato.
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| 173 |
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| 174 |
+
## 3.7. Decadenza dell'accreditamento
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| 175 |
Si incorre nella decadenza dell'accreditamento nei casi di cessazione o di mancato avvio dell'attività.
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| 176 |
- Cessazione dell'attività: la proposta di decadenza è disposta dalla ATS a seguito di comunicazione da parte del soggetto gestore. La ATS verifica la salvaguardia della continuità assistenziale degli utenti e ne dà comunicazione in Regione. Qualora la cessazione dell'attività derivi da una decisione del soggetto gestore, viene fissato un termine di preavviso minimo di novanta giorni, fatta salva diversa valutazione della ATS competente. Gravano in capo al soggetto gestore tutti gli adempimenti e i relativi oneri per l'idonea collocazione degli utenti in altre unità d'offerta, in raccordo con la ATS, gli utenti stessi, le loro famiglie, eventuali tutori o amministratori di sostegno e i Comuni di residenza. La proposta di decadenza da parte di ATS può esitare anche dall'accertamento d'ufficio della mancata attività, per assoluta mancanza di prese in carico di utenti, da almeno un trimestre.
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| 177 |
- Mancato avvio dell'attività: la proposta di decadenza viene disposta dalla ATS nel caso in cui nel corso del sopralluogo post accreditamento verifichi che l'attività non sia stata avviata con l'effettiva presa in carico di utenti.
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| 178 |
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| 179 |
Entro cinque giorni lavorativi dalla loro adozione, tutti i provvedimenti adottati dalla ATS devono essere trasmessi al soggetto gestore e alla Regione che procede ad emettere il provvedimento relativo all'accreditamento, entro i successivi sessanta giorni, con aggiornamento del registro informatizzato delle unità di offerta sociosanitarie accreditate, dandone comunicazione alla ATS e al soggetto interessato.
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| 180 |
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| 181 |
+
## 3.8. Riconoscimento di ente unico
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| 182 |
Il soggetto gestore di più unità d'offerta sociosanitarie accreditate, anche di diversa tipologia, può chiedere il riconoscimento di ente unico gestore.
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| 183 |
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| 184 |
Non è ammesso richiedere l'inserimento nell'Ente Unico di una unità d'offerta non funzionante.
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| 197 |
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| 198 |
Sulla base dell'attestazione della ATS, la Regione dispone, entro trenta giorni il riconoscimento di ente unico gestore, con provvedimento della competente Direzione Generale.
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| 199 |
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| 200 |
+
## 3.9 Verifiche preliminari per procedimenti di voltura dell'accreditamento e di riconoscimento di Enti Unici.
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| 201 |
Per le istanze di voltura dell'accreditamento e di riconoscimento/modifica di Enti Unici, si ribadisce che, in ipotesi di UdO non funzionante, non è ammessa la voltura della gestione, né è ammesso ricomprendere la UdO inattiva all'interno di un Ente Unico.
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| 202 |
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| 203 |
Si evidenzia che, ai fini della verifica del funzionamento dell'unità di offerta, si deve fare riferimento all'effettiva presa in carico di utenti.
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| 204 |
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| 205 |
L'ATS pertanto, nel corso delle istruttorie relative ai procedimenti in questione, deve procedere:
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| 206 |
- alla verifica dell'effettivo funzionamento dell'UdO, con presa in carico di utenti;
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| 207 |
+
- nell'ipotesi di verifica di non funzionamento da almeno un trimestre, avviare la procedura di decadenza dell'accreditamento.
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| 1 |
-
# Premessa
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| 2 |
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Questo documento spiega come avviare, autorizzare e gestire le attività delle strutture sanitarie, rispettando i requisiti stabiliti dalla legge nazionale e regionale.
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# Esercizio delle unità d'offerta sociosanitarie
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| 5 |
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Per poter esercitare le unità d'offerta sociosanitarie, tranne quelle con un piano programma già in corso e ancora in attesa di autorizzazione, è necessario presentare una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) in conformità all'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, che riguarda le nuove norme sul procedimento amministrativo e il diritto di accesso ai documenti amministrativi.
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| 6 |
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| 7 |
-
Quando è necessario presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA):
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| 8 |
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- quando si avvia una nuova attività;
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| 9 |
-
- quando si sposta un'attività già autorizzata in un'altra sede, anche nello stesso edificio;
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| 10 |
-
- quando si modificano i posti letto disponibili;
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| 11 |
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- quando si cambiano i servizi offerti o le prestazioni fornite;
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| 12 |
-
- quando si trasforma un tipo di attività in un altro;
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| 13 |
-
- quando si modificano gli spazi di un'attività, se ciò comporta cambiamenti nelle condizioni di igiene o sicurezza (ad esempio: trasformare uffici in ambulatori o palestre, trasformare aree comuni in aree sanitarie).
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| 14 |
-
- quando cambia il gestore di un'attività non accreditata (ad esempio: per enti privati potrebbe essere il passaggio a un nuovo gestore, la chiusura, la fusione o la creazione di un nuovo ente; per enti pubblici potrebbe essere la successione tra enti a causa di modifiche normative).
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| 15 |
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| 16 |
-
Per semplificare, non è necessario fare nuovi documenti o dichiarazioni se quelli che hai fatto per altri procedimenti sono ancora validi. Basta che menzioni nella SCIA il procedimento per il quale li hai fatti. Se presenti una SCIA per modifiche o varianti (punti 3, 4 e 6), devi allegare solo i documenti relativi alle modifiche apportate, aggiornando le planimetrie autorizzate o verificate positivamente se necessario.
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| 17 |
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| 18 |
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Le seguenti situazioni non richiedono l'invio di una SCIA, ma è sufficiente inviare una comunicazione all'ATS e copia alla Regione:
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| 19 |
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- Cambio del legale rappresentante dell'ente gestore: è necessario inviare una comunicazione allegando l'atto di nomina e un'autocertificazione che attesti che il nuovo legale rappresentante possiede i requisiti richiesti (utilizzando i moduli forniti dalla Regione).
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| 20 |
-
- Cambiamenti nella struttura legale dell'ente gestore che non comportano il passaggio a un nuovo ente gestore: è necessario inviare una comunicazione allegando la documentazione relativa alla trasformazione avvenuta.
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| 21 |
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- Modifiche nella disposizione degli spazi che non influiscono sul rispetto delle norme igienico-sanitarie o di sicurezza degli ambienti, interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Queste comunicazioni devono essere inviate all'ATS insieme ai disegni aggiornati e una spiegazione dettagliata delle modifiche apportate.
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| 22 |
-
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| 23 |
-
Il legale rappresentante del soggetto gestore (o il procuratore speciale) deve presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) utilizzando i moduli regionali. La SCIA va presentata all'Agenzia di Tutela della Salute (ATS) competente per la zona, con copia al comune dove si trova l'attività e alla Regione. La presentazione può avvenire direttamente, tramite posta raccomandata con ricevuta di ritorno, posta elettronica certificata (PEC). Alla SCIA da presentare all'ATS devono essere allegati documenti di autocertificazione, certificazioni e documenti tecnici che dimostrino di rispettare i requisiti minimi stabiliti dal Decreto del Presidente della Repubblica del 14 gennaio 1997, da questo provvedimento e dalla normativa regionale in vigore per ciascuna tipologia di attività.
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| 24 |
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| 25 |
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La Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) si applica a una singola struttura sociosanitaria. Se lo stesso gestore segnala più strutture, deve presentare una SCIA separata per ciascuna di esse.
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| 26 |
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| 27 |
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Dal momento in cui presenti la SCIA e la ATS la riceve, sei autorizzato a mettere in funzione l'unità d'offerta e a gestirla direttamente.
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| 29 |
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Per presentare la SCIA è necessario avere tutti i requisiti minimi richiesti per gestire l'attività. Bisogna garantire un adeguato numero di dipendenti in base all'aumento degli utenti serviti.
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| 30 |
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| 31 |
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La ATS non può ritardare l'inizio dell'attività dell'unità di offerta fino a quando non ha verificato positivamente i requisiti dichiarati e certificati nella SCIA.
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| 32 |
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| 33 |
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Il gestore deve fornire le informazioni richieste per mantenere l'autorizzazione a operare nell'ambito dell'offerta specifica.
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| 34 |
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| 35 |
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Il gestore deve garantire alla ATS quanto segue durante l'esercizio delle funzioni di vigilanza e controllo:
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| 36 |
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- Accesso a tutti i locali della struttura;
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| 37 |
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- Accesso alla documentazione necessaria per l'esercizio dell'unità di offerta;
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| 38 |
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- Possibilità di effettuare ulteriori controlli per verificare che la gestione effettiva corrisponda a quanto dichiarato nei documenti prodotti;
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| 39 |
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- Autorizzazione a raccogliere informazioni direttamente dal personale, dagli ospiti e dai loro familiari.
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| 40 |
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| 41 |
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Se la tua comunicazione di inizio attività (SCIA) è incompleta perché mancano informazioni essenziali (come la firma del legale rappresentante, i dati richiesti nel modulo regionale o la documentazione allegata necessaria per identificare il tipo di attività a cui si riferisce la SCIA), l'Agenzia di Tutela della Salute (ATS) ti informerà immediatamente dell'irricevibilità, inammissibilità o improcedibilità della SCIA, senza dover aspettare i tempi previsti per le verifiche, come previsto dalla legge n. 241/1990. In questo caso, avrai la possibilità di presentare una nuova comunicazione di inizio attività.
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| 42 |
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| 43 |
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Quando presenti una SCIA regolare, l'ATS registra i dati nel registro informatico delle strutture sociosanitarie.
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| 44 |
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| 45 |
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Se presenti una SCIA regolare, l'ATS verificherà entro sessanta giorni dalla ricezione della SCIA se sono soddisfatti i requisiti per gestire l'attività, effettuando un sopralluogo presso la struttura.
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Se presenti correttamente la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), l'Agenzia di Tutela della Salute (ATS) ti comunicherà l'esito positivo della verifica.
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| 48 |
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| 49 |
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Se presenti una SCIA regolare, l'ATS emette un atto di diffida entro sessanta giorni dalla ricezione del documento se mancano i requisiti minimi. In questo caso, il gestore deve rispettare le prescrizioni entro trenta giorni. Se c'è un rischio per la salute pubblica, l'ATS può vietare l'attività e chiedere la rimozione dei danni causati. Il gestore è responsabile di trasferire gli utenti in altre strutture, in collaborazione con l'ATS, gli utenti e le loro famiglie, i tutori o gli amministratori di sostegno e i comuni di residenza degli utenti. Le sanzioni previste dalla legge regionale n. 33/2009 e successive modifiche saranno applicate in caso di mancata conformità.
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| 50 |
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| 51 |
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Se presenti una SCIA correttamente compilata, l'ATS può vietare la continuazione dell'attività se non ti adegui alle prescrizioni indicate nella diffida entro i termini stabiliti. Questo provvedimento sarà motivato e si baserà sull'articolo 19 della legge n. 241/1990, fatta salva la responsabilità civile e penale e le sanzioni per non aver rispettato altre normative regionali o nazionali.
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| 52 |
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| 53 |
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Quando si presenta una SCIA correttamente compilata, l'ATS informa la Regione sui risultati dei controlli effettuati e sulle decisioni prese. Le comunicazioni tra ATS e Regione avvengono tramite PEC, come previsto dall'articolo 65 del Codice dell'Amministrazione Digitale (D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82).
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| 54 |
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| 55 |
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Le strutture sanitarie possono perdere l'autorizzazione se non rispettano i requisiti minimi richiesti. Prima di revocare l'autorizzazione, l'Agenzia di Tutela della Salute (ATS) invia una diffida e dà un tempo di almeno trenta giorni per adeguarsi alle regole. Questa situazione può comportare responsabilità civili e penali, così come sanzioni per non rispettare le normative regionali o nazionali.
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| 56 |
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| 57 |
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Se smetti l'attività, devi avvisare l'ATS, il Comune e la Regione e dimostrare di aver assicurato che l'assistenza agli utenti continui.
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| 58 |
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# Accreditamento delle unità d'offerta sociosanitarie
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| 60 |
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Per ottenere l'accreditamento delle strutture sociosanitarie è necessario presentare una specifica richiesta. Anche le strutture già accreditate devono presentare una specifica richiesta nei seguenti casi:
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| 61 |
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- se cambia la capacità ricettiva, sia aumentando che diminuendo;
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| 62 |
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- se l'unità esistente viene trasformata in un'altra tipologia;
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| 63 |
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- se la sede in cui si svolge l'attività viene spostata, anche all'interno dello stesso edificio;
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| 64 |
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- se avviene il passaggio di gestione da un soggetto a un altro.
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| 66 |
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Per presentare la richiesta, devi compilare il modulo della tua regione e inviarlo direttamente alla Regione e all'ATS del tuo territorio. Puoi farlo di persona, inviando una raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite posta elettronica certificata (PEC). Ricorda che la documentazione va inviata alla Regione solo tramite PEC.
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| 67 |
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| 68 |
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Per richiedere l'accreditamento presso l'ATS, è necessario allegare dichiarazioni sostitutive di certificazioni o atti notori, attestazioni ed elaborati tecnici che dimostrino di possedere i requisiti richiesti dalla legge e dal provvedimento in vigore per il tipo specifico di servizio offerto.
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| 69 |
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| 70 |
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Puoi presentare la richiesta di accreditamento in due modi:
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| 71 |
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1. Insieme alla presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), utilizzando la stessa procedura descritta nel paragrafo 2.4.
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| 72 |
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2. In seguito, se l'attività è già abilitata o autorizzata.
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| 73 |
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| 74 |
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L'ATS verifica se si possiedono i requisiti necessari tramite analisi dei documenti e visita sul posto. Se le verifiche hanno esito positivo, rilascia entro sessanta giorni dalla ricezione della richiesta il parere positivo per l'accreditamento o la sua modifica, confermando il possesso di tutti i requisiti richiesti.
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| 75 |
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| 76 |
-
Se viene riscontrata una mancanza o un mancato rispetto di un requisito, la ATS procede nel seguente modo:
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| 77 |
-
- emette un avviso formale, dando al responsabile un periodo di tempo ragionevole (massimo sessanta giorni) per adempiere agli obblighi richiesti;
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| 78 |
-
- una volta verificato il rispetto degli obblighi, emette un parere positivo per l'accreditamento o la sua modifica;
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| 79 |
-
- se invece il termine dell'avviso formale scade senza che il responsabile abbia adempiuto agli obblighi, emette un parere negativo e non rilascia l'accreditamento.
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| 80 |
-
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| 81 |
-
Se l'ATS accerta che mancano i requisiti necessari per svolgere un'attività o per essere accreditati, e questo rappresenta un grave rischio per la salute dei cittadini, emette una diffida affinché vengano rispettati i requisiti mancanti. Allo stesso tempo, vieta immediatamente la continuazione dell'attività e, nel caso delle strutture accreditate, propone la sospensione dell'accreditamento per un periodo che va da tre a centottanta giorni. In questo caso, il gestore dell'attività è responsabile di organizzare il trasferimento degli utenti presso altre strutture, in collaborazione con l'ATS, gli utenti stessi e le loro famiglie (o tutori o amministratori di sostegno) e i Comuni di residenza degli utenti.
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| 82 |
-
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| 83 |
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La ATS deve inviare tutti i provvedimenti adottati alla Regione e al soggetto gestore entro cinque giorni lavorativi.
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| 84 |
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| 85 |
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Dopo aver ricevuto i pareri necessari, la Regione emette il provvedimento di accreditamento dell'unità d'offerta nel registro delle unità sociosanitarie accreditate entro sessanta giorni e ne informa l'ATS e il gestore interessato.
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| 86 |
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| 87 |
-
Il soggetto gestore deve iniziare l'attività autorizzata entro sessanta giorni dalla comunicazione della Regione, accogliendo gli utenti e informando l'ATS competente.
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| 88 |
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| 89 |
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L'ATS effettuerà un controllo a sorpresa entro novanta giorni dalla comunicazione della decisione della regione per verificare il rispetto dei requisiti richiesti.
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| 90 |
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| 91 |
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La ATS comunica l'esito del sopralluogo alla Regione entro cinque giorni, inviando il verbale corrispondente.
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| 92 |
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| 93 |
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Se il controllo successivo all'accreditamento risulta negativo, si segue questa procedura:
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| 94 |
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- L'Agenzia di Tutela della Salute (ATS) emette un avviso al gestore, chiedendo di rispettare le indicazioni entro massimo trenta giorni;
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| 95 |
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- Se il gestore rispetta le indicazioni, l'ATS informa la Regione e il gestore che il controllo è andato bene;
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| 96 |
-
- Se il gestore non rispetta le indicazioni entro il termine dell'avviso, l'ATS propone di sospendere l'accreditamento per almeno tre mesi e al massimo sei mesi, durante i quali il gestore deve adeguarsi alle indicazioni;
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| 97 |
-
- Alla fine della sospensione dell'accreditamento decisa dalla Regione, se il gestore ha rispettato le indicazioni, l'ATS informa la Regione e il gestore che il controllo è andato bene;
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| 98 |
-
- Se il gestore continua a non adeguarsi o se ci sono problemi gravi, l'ATS propone di revocare l'accreditamento.
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| 99 |
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| 100 |
-
Se l'ATS accerta che mancano i requisiti necessari per svolgere un'attività sanitaria o per essere accreditati, e se ciò rappresenta un grave rischio per la salute dei cittadini, emette una diffida affinché vengano rispettati i requisiti mancanti. Allo stesso tempo, vieta immediatamente la continuazione dell'attività e propone di sospendere l'accreditamento per un periodo che va da tre a centottanta giorni. In questo caso, il gestore dell'attività è responsabile di organizzare il trasferimento degli utenti presso altre strutture, in collaborazione con l'ATS, gli utenti stessi e le loro famiglie (o tutori o amministratori di sostegno) e i Comuni di residenza degli utenti.
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| 101 |
-
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| 102 |
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Se dopo il sopralluogo successivo all'accreditamento si verifica che l'attività di presa in carico degli utenti non è ancora iniziata, l'Agenzia di Tutela della Salute adotterà entro 30 giorni la proposta di revoca dell'accreditamento.
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| 103 |
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| 104 |
-
La ATS deve inviare tutti i provvedimenti adottati alla Regione e al soggetto gestore entro cinque giorni lavorativi.
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| 105 |
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| 106 |
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Dopo aver ricevuto i provvedimenti, la Regione emette entro sessanta giorni il provvedimento sull'accreditamento dell'unità d'offerta e aggiorna il registro delle unità d'offerta sociosanitarie accreditate. Successivamente, comunica la decisione all'ATS e al soggetto gestore interessato.
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| 107 |
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| 108 |
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Per essere accreditati, devi iscriverti nel registro regionale delle strutture accreditate.
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| 109 |
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| 110 |
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Il gestore deve dimostrare di avere tutti i requisiti necessari per l'accreditamento dell'unità di offerta già al momento di presentare la SCIA o la richiesta di accreditamento, anche se non ci sono ancora utenti. Il personale standard, invece, deve essere garantito man mano che vengono presi in carico gli utenti.
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| 111 |
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| 112 |
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Quando un'unità sanitaria ottiene l'accreditamento, il gestore deve rispettare i requisiti stabiliti da questo provvedimento e dalla legge per quel tipo di struttura.
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| 113 |
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| 114 |
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Il gestore accreditato deve:
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| 115 |
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- fornire tutte le informazioni richieste dalla Regione;
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| 116 |
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- consentire all'ATS, che svolge compiti di vigilanza e controllo sulle strutture, di accedere a tutti i locali, alla documentazione sull'accreditamento e di effettuare eventuali verifiche aggiuntive;
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| 117 |
-
- permettere di raccogliere informazioni direttamente dal personale, dagli ospiti e dai familiari;
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| 118 |
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- seguire le procedure stabilite in caso di cambio del gestore.
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| 119 |
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| 120 |
-
Per richiedere l'accreditamento, il soggetto gestore può confermare di possedere i requisiti necessari attraverso una perizia asseverata, come indicato nella D.G.R. del 7 febbraio 2005, n. 20465, che stabilisce le modalità per i percorsi di semplificazione per le unità d'offerta sociosanitarie.
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| 121 |
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| 122 |
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Per trasferire l'accreditamento da un soggetto gestore a un altro, è necessario che la Regione emani un provvedimento di voltura. Questo avviene previo parere favorevole dell'ATS, che attesta che il nuovo soggetto gestore possiede i requisiti necessari.
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| 123 |
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| 124 |
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Non puoi trasferire la proprietà di un'unità d'offerta che non funziona.
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| 125 |
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| 126 |
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Il gestore che subentra avvia la procedura presentando un'istanza alla Regione e all'ATS competente per territorio, utilizzando i moduli regionali appositi. Può farlo direttamente, inviando una raccomandata con avviso di ricevimento per posta, oppure tramite posta elettronica certificata (PEC). È obbligatorio inviare l'istanza alla Regione esclusivamente tramite PEC.
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| 127 |
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| 128 |
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Per richiedere il cambio di titolarità dell'accreditamento presso l'ATS, è necessario allegare i seguenti documenti:
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| 129 |
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| 130 |
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Il nuovo soggetto che prende il controllo dell'unità d'offerta deve firmare il contratto o l'atto unilaterale di cessione. Tuttavia, questo passaggio è valido solo dopo che è stato adottato il provvedimento per cambiare il titolare dell'accreditamento.
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| 131 |
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| 132 |
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Se l'immobile non è di proprietà del soggetto gestore, è necessario che il proprietario rilasci una dichiarazione che attesti l'assenza di impedimenti al subentro del nuovo soggetto nel godimento dell'immobile e al trasferimento dell'accreditamento. Gli impedimenti potrebbero derivare, ad esempio, da vincoli legati a finanziamenti pubblici per la realizzazione o la ristrutturazione dell'immobile in cui si trova l'unità d'offerta.
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| 133 |
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| 134 |
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Il soggetto subentrante deve attestare di possedere i requisiti necessari per poter esercitare l'attività, per essere accreditato e, se il soggetto uscente ha un contratto con l'ATS, anche per poter firmare il contratto.
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| 135 |
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| 136 |
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Il soggetto subentrante si impegna a garantire il mantenimento dei requisiti organizzativi, gestionali, strutturali e tecnologici necessari per l'esercizio e l'accreditamento.
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| 137 |
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| 138 |
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Impegno del soggetto uscente a garantire la continuità dell'attività fino all'adozione del provvedimento di voltura.
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| 139 |
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| 140 |
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Il richiedente non deve presentare i documenti che confermano di possedere i requisiti strutturali, a meno che non siano stati modificati.
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| 141 |
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| 142 |
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La ATS verifica i requisiti del nuovo gestore entro sessanta giorni dalla presentazione della richiesta. Se i requisiti sono soddisfatti, rilascia un parere favorevole per il trasferimento dell'accreditamento. In caso contrario, emette un parere negativo.
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| 143 |
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| 144 |
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La ATS deve inviare tutti i provvedimenti adottati entro cinque giorni lavorativi dalla loro adozione al soggetto gestore e alla Regione. La Regione emetterà il provvedimento di voltura entro sessanta giorni e aggiornerà il registro delle unità di offerta sociosanitarie accreditate. Successivamente, comunicherà la decisione alla ATS e al soggetto interessato.
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| 145 |
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| 146 |
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Entro tre mesi dalla comunicazione del cambio di proprietà con aggiornamento del registro regionale, l'ATS effettua un controllo presso l'unità d'offerta per verificare che mantenga i requisiti richiesti, con particolare attenzione all'organizzazione e alla gestione.
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| 147 |
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| 148 |
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Le attività finanziate con soldi pubblici regionali o statali devono essere utilizzate per lo scopo previsto, anche se vengono trasferite a un'altra persona.
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| 149 |
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| 150 |
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Il proprietario pubblico dell'immobile in cui si svolge un'attività commerciale e che vuole affidare la gestione dell'attività regola i suoi rapporti con il gestore inserendo nel contratto condizioni che garantiscono:
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| 151 |
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- il rispetto di tutti i requisiti necessari per svolgere l'attività e ottenere l'accreditamento;
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| 152 |
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- il rispetto delle condizioni per poter firmare un contratto con l'ATS, come previsto dalla legge;
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| 153 |
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- la corretta gestione dell'attività commerciale in conformità alla normativa nazionale e regionale vigente.
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| 154 |
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| 155 |
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Il soggetto pubblico deve anche svolgere le procedure per affidare a terzi in modo che la gestione dell'attività continui senza interruzioni tra un gestore e il successivo.
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| 156 |
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| 157 |
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L'affidatario presenta direttamente la richiesta di cambio di titolarità dell'accreditamento, avviando così la procedura descritta in precedenza. La documentazione necessaria include il capitolato e l'atto di affidamento.
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| 158 |
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| 159 |
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Le unità d'offerta sociosanitarie rischiano la sospensione o la revoca dell'accreditamento se si verificano le seguenti situazioni:
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| 160 |
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- svolgimento dell'attività senza i requisiti minimi;
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| 161 |
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- mancata garanzia del mantenimento dei requisiti di accreditamento;
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| 162 |
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- mancato adempimento degli obblighi informativi verso la Regione o l'ATS. Queste azioni possono comportare responsabilità civili e penali, nonché sanzioni secondo le normative regionali e nazionali. Prima della sospensione o revoca dell'accreditamento, l'ATS invierà una diffida affinché si adempia entro un tempo stabilito nel paragrafo 3.2.
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| 163 |
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| 164 |
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Se la ATS non riceve risposta entro il termine della diffida, entro trenta giorni adotta la proposta di sospensione dell'accreditamento per un periodo che va da tre a centottanta giorni. Comunica questa decisione sia alla Regione, che emetterà il provvedimento di sospensione con registrazione sul registro regionale, sia al soggetto gestore.
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| 165 |
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| 166 |
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Dopo la sospensione, una volta verificato che le prescrizioni sono state rispettate, l'Agenzia di Tutela della Salute comunica il risultato positivo della verifica alla Regione e all'ente responsabile entro cinque giorni lavorativi.
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| 167 |
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| 168 |
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Se l'ente non si adegua ulteriormente o commette gravi violazioni, l'Agenzia di Tutela della Salute proporrà la revoca dell'accreditamento entro trenta giorni.
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| 169 |
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| 170 |
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Se la stessa unità d'offerta commette per la terza volta nel corso dell'anno solare le violazioni indicate nei punti 1 e 2, verrà diffidata a conformarsi immediatamente. Inoltre, l'ATS emetterà immediatamente una proposta di sospensione dell'accreditamento.
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| 171 |
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| 172 |
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Entro cinque giorni lavorativi dalla loro adozione, l'ATS deve inviare tutti i provvedimenti al soggetto gestore e alla Regione. La Regione emetterà l'atto di accreditamento entro sessanta giorni e aggiornerà il registro delle unità di offerta sociosanitarie accreditate. Successivamente, comunicherà l'avvenuto accreditamento all'ATS e al soggetto interessato.
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| 173 |
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| 174 |
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Se un servizio non inizia o viene interrotto, si perde l'accreditamento.
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| 175 |
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- Interruzione del servizio: se il gestore comunica la chiusura, l'Agenzia di Tutela della Salute (ATS) valuta se garantire l'assistenza ai pazienti e informa la Regione. Se la chiusura è decisione del gestore, deve avvisare almeno novanta giorni prima, salvo diversa decisione dell'ATS. Il gestore è responsabile di trovare una nuova sistemazione per i pazienti, in collaborazione con l'ATS, i pazienti, le famiglie, tutori o amministratori e i Comuni di residenza. L'ATS può revocare l'accreditamento se non vengono presi in carico pazienti per almeno un trimestre.
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| 176 |
-
- Mancato avvio del servizio: se durante un controllo successivo all'accreditamento si scopre che il servizio non è iniziato con la presa in carico effettiva dei pazienti, l'ATS può revocare l'accreditamento.
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| 177 |
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| 178 |
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Entro cinque giorni lavorativi dalla loro adozione, la ATS deve inviare tutti i provvedimenti al soggetto gestore e alla Regione. Quest'ultima emetterà il provvedimento sull'accreditamento entro sessanta giorni e aggiornerà il registro delle unità di offerta sociosanitarie accreditate. Successivamente, comunicherà la decisione alla ATS e al soggetto interessato.
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| 179 |
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| 180 |
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Se gestisci più strutture sanitarie accreditate, anche di tipi diversi, puoi richiedere di essere riconosciuto come unico gestore.
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| 181 |
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| 182 |
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Non si può chiedere di aggiungere all'Ente Unico un'unità d'offerta che non funziona.
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| 183 |
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| 184 |
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Quando un unico ente si occupa di gestire più servizi, la definizione di unità d'offerta cambia diventando l'insieme di tutti i servizi gestiti da quell'ente.
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| 185 |
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| 186 |
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L'ente unico è formato da una parte o da tutte le unità di servizio che dipendono da un unico gestore. Per ottenere il riconoscimento dell'ente unico, che è una semplificazione amministrativa, il gestore deve effettuare una revisione organizzativa approfondita, che può essere realizzata gradualmente per le proprie unità di servizio. Di conseguenza, la richiesta di riconoscimento non deve includere necessariamente tutte le unità di servizio gestite dallo stesso soggetto.
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| 187 |
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| 188 |
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L'ente unico gestisce più unità d'offerta accreditate nella regione. Opera in modo uniforme adottando protocolli assistenziali e procedure operative omogenee, come la gestione dei reclami, la valutazione della qualità percepita, la stipula dei contratti con gli utenti e l'organizzazione dell'attività formativa.
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| 189 |
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| 190 |
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Il legale rappresentante di un ente gestore, sia esso pubblico o privato, o di un'altra figura con i poteri necessari, di più strutture autorizzate nella regione, può chiedere alla Regione e alle Agenzie di Tutela della Salute del territorio in cui si trovano le strutture interessate di essere riconosciuto come un unico ente. Per fare ciò, è necessario compilare l'apposito modulo regionale che include la dichiarazione di conformità ai requisiti organizzativi e gestionali necessari per l'esercizio e l'accreditamento come ente unico.
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| 191 |
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| 192 |
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Di solito, l'ATS responsabile della verifica viene scelta automaticamente tra l'ente che opera principalmente nel territorio e ha il budget più grande.
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| 193 |
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| 194 |
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Entro due mesi dalla presentazione della richiesta, l'ATS competente verifica i requisiti, attesta il possesso degli stessi e invia l'attestazione alla Regione e al gestore interessato.
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| 195 |
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| 196 |
-
La Regione riconosce l'ente unico gestore entro trenta giorni dalla certificazione dell'ATS, con un provvedimento della Direzione Generale competente.
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| 197 |
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| 198 |
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Per le richieste di cambio di titolarità dell'accreditamento e di riconoscimento/modifica di Enti Unici, si conferma che se un'Unità di Organizzazione (UdO) non è operativa, non è possibile trasferire la gestione a un'altra persona, né è possibile includere un'UdO inattiva all'interno di un Ente Unico.
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| 199 |
-
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| 200 |
-
Si sottolinea che per controllare se l'unità di offerta funziona correttamente, è necessario considerare quanti utenti vengono effettivamente presi in carico.
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| 201 |
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| 202 |
-
Durante l'analisi dei casi in questione, l'ATS deve:
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| 203 |
-
- controllare se l'Ufficio è effettivamente operativo e accoglie utenti;
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| 204 |
-
- se l'Ufficio risulta inattivo da almeno un trimestre, avviare la procedura per revocare l'accreditamento.
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| 205 |
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| 1 |
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# Premessa
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Questo documento stabilisce le regole per avviare, accreditare e gestire le attività delle strutture sociosanitarie, seguendo i requisiti stabiliti dalle leggi nazionali e regionali attuali.
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# Esercizio delle unità d'offerta sociosanitarie
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| 5 |
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Per avviare le unità d'offerta sociosanitarie, tranne quelle che hanno già un piano in corso e che necessitano ancora di una autorizzazione, è necessario presentare una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA). Questo è richiesto dall'articolo 19 della legge del 7 agosto 1990, numero 241, che tratta delle nuove regole sui procedimenti amministrativi e sul diritto di accesso ai documenti amministrativi.
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| 6 |
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| 7 |
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Devi presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) nei seguenti casi:
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| 8 |
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| 9 |
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1. Quando avvii una nuova attività.
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| 10 |
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2. Quando trasferisci un'attività già esistente in un'altra sede, anche se all'interno dello stesso edificio.
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| 11 |
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3. Quando cambi il numero di persone che la tua attività può accogliere.
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| 12 |
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4. Quando apporti modifiche ai servizi o alle prestazioni che offri.
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5. Quando trasformi il tipo di attività che gestisci.
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| 14 |
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6. Quando cambi la disposizione degli spazi della tua attività, se queste modifiche influenzano le condizioni di igiene o sicurezza previste dalle norme (per esempio, trasformare uffici in ambulatori o palestre, o cambiare aree comuni in aree sanitarie).
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| 15 |
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7. Quando ci sono cambiamenti nel gestore dell'attività, se questa non è accreditata. Questo può includere, per esempio, l'arrivo di un nuovo gestore, la fusione o la creazione di una nuova organizzazione in caso di enti privati, o il passaggio di gestione tra enti pubblici, anche a causa di cambiamenti nelle leggi.
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Per semplificare la procedura, non è necessario presentare di nuovo documenti e dichiarazioni già validi e usati in altri procedimenti. Basta indicare nella SCIA il procedimento in cui sono stati già presentati questi documenti. Inoltre, se la SCIA riguarda modifiche o varianti (punti 3, 4 e 6), bisogna fornire solo i documenti relativi alle nuove modifiche. Se serve, aggiornate anche le planimetrie che erano state già approvate o controllate in precedenza.
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| 19 |
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Non è necessario presentare una SCIA, ma basta una semplice comunicazione all'ATS e, per informazione, alla Regione per i seguenti casi:
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| 20 |
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- Cambio del legale rappresentante del gestore: bisogna allegare alla comunicazione l'atto di nomina e l'autocertificazione che conferma i requisiti del nuovo legale rappresentante, usando i moduli forniti dalla regione.
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| 21 |
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- Cambio della forma giuridica del gestore, senza che ci sia un nuovo gestore: si deve allegare alla comunicazione la documentazione che attesta il cambiamento.
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| 22 |
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- Modifiche negli spazi che non alterano le condizioni di igiene o sicurezza previste dal regolamento e lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria: queste comunicazioni devono essere inviate all'ATS con i disegni aggiornati e una descrizione dettagliata e motivata delle modifiche fatte.
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Il legale rappresentante del soggetto gestore, o un procuratore speciale, deve presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) usando i moduli forniti dalla regione. Questa deve essere inviata all'ATS della zona, e per conoscenza anche al comune dove si trova l'attività e alla Regione. La presentazione può avvenire direttamente, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, o usando la posta elettronica certificata (PEC).
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| 26 |
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Per l'ATS, alla SCIA devono essere allegati documenti come autocertificazioni, attestazioni e progetti tecnici. Questi documenti devono dimostrare che sono stati rispettati i requisiti minimi richiesti dal D.P.R. del 14 gennaio 1997, dalle norme attuali di questo provvedimento e dalle leggi regionali, a seconda del tipo di attività.
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La SCIA deve essere presentata per ogni singola unità sociosanitaria. Se un gestore vuole segnalare più strutture, deve fare una SCIA per ognuna di esse.
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Dal momento in cui l'ATS riceve la SCIA, il soggetto può iniziare a gestire l'unità d'offerta e diventa responsabile della sua gestione.
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Per presentare la SCIA è necessario avere tutti i requisiti minimi richiesti dalle leggi attuali per gestire l'attività. Bisogna anche garantire che ci sia abbastanza personale in base al numero crescente di clienti che si prendono in carico.
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L'ATS non può ritardare l'inizio dell'attività dell'unità di offerta fino a che non abbia verificato e confermato che i requisiti dichiarati nella SCIA sono veri.
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Il gestore deve fornire le informazioni richieste per mantenere la sua abilitazione all'esercizio per la specifica unità d'offerta.
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Il gestore deve assicurare che l'ATS, per svolgere le sue funzioni di vigilanza e controllo, possa:
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- Entrare in tutti i locali della struttura;
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- Accedere a tutta la documentazione importante per il funzionamento dell'unità;
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- Effettuare ulteriori controlli per confermare che la gestione sia conforme a quanto riportato nei documenti;
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- Raccogliere informazioni direttamente dal personale, dagli ospiti e dai loro familiari.
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Se la SCIA è incompleta, cioè manca di elementi importanti come la firma del legale rappresentante, i dati o i documenti richiesti dalla modulistica regionale, o non è chiaro a quale tipo di attività si riferisce, l'ATS comunica subito al gestore che la SCIA non può essere accettata. Questo avviene secondo quanto stabilito dalla legge n. 241/1990. In questo caso, il gestore può presentare una nuova SCIA.
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Quando si presenta una SCIA che è in regola, l'ATS registra i dati nel sistema informatizzato delle unità sociosanitarie.
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Quando riceve una SCIA che è compilata correttamente, l'ATS verifica entro sessanta giorni se ci sono tutti i requisiti necessari per avviare l'attività. Durante questo controllo, l'ATS farà anche una visita alla struttura.
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Se la SCIA presentata è in regola, l'ATS, dopo averla verificata positivamente, comunica il risultato al gestore.
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Se la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) è in regola, l'ATS (Agenzia di Tutela della Salute) procede senza interventi. Tuttavia, se si scopre che mancano alcuni requisiti minimi, l'ATS, applicando le sanzioni amministrative previste dall'articolo 27 della legge regionale n. 33/2009, entro sessanta giorni dal ricevimento della SCIA, invia un avviso al gestore. Questo avviso ordina al gestore di correggere le irregolarità entro un periodo adeguato, che non può essere inferiore a trenta giorni.
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Se l'ATS rileva un rischio per la salute o la sicurezza pubblica, emette un provvedimento che vieta di continuare l'attività e richiede la rimozione degli effetti dannosi causati. In questo caso, il gestore deve occuparsi di trovare una nuova sistemazione adeguata per gli utenti, collaborando con l'ATS, gli utenti e le loro famiglie (o i loro tutori o amministratori di sostegno) e i comuni di residenza degli utenti.
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Se si presenta una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) che rispetta tutte le regole, l'ATS (Agenzia di Tutela della Salute) può, rispettando le responsabilità civili e penali e le sanzioni per non aver seguito altre leggi regionali o nazionali, emettere un provvedimento ufficiale che vieta di continuare l'attività. Questo avviene se non si rispettano le richieste specificate in una diffida entro i termini stabiliti. Questo provvedimento si basa sull'articolo 19 della legge numero 241 del 1990.
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Quando si presenta una SCIA che è in regola, l'ATS informa la Regione sui controlli fatti e sulle decisioni prese. Tutti gli scambi di comunicazioni tra l'ATS e la Regione si fanno tramite PEC, come previsto dall'articolo 65 del Codice dell'Amministrazione Digitale, decreto legislativo del 7 marzo 2005, numero 82.
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Se le strutture sociosanitarie non rispettano i requisiti minimi necessari, possono essere sospese o perdere l'autorizzazione a operare. Prima di prendere questa decisione, l'ATS avvisa la struttura e le dà almeno 30 giorni di tempo per adeguarsi alle norme. Questo non toglie che la struttura possa avere altre responsabilità civili o penali, o altre sanzioni per non aver seguito diverse leggi regionali o nazionali.
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Se il gestore decide di chiudere l'attività, deve informare l'ATS, il Comune e la Regione. Deve anche dimostrare di aver assicurato che gli utenti continueranno a ricevere assistenza.
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# Accreditamento delle unità d'offerta sociosanitarie
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Per ottenere l'accreditamento delle unità sociosanitarie, è necessario presentare una richiesta specifica. Anche le unità già accreditate devono presentare questa richiesta nei seguenti casi:
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- se cambia il numero di persone che possono essere accolte, sia in più che in meno;
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- se si cambia il tipo di servizio offerto;
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- se si sposta la location dell'attività, anche solo all'interno dello stesso edificio;
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- se c'è un cambio di gestione tra due entità diverse.
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Per presentare l'istanza, devi usare i moduli forniti dalla Regione. Puoi inviare l'istanza alla Regione e all'ATS del tuo territorio in tre modi: direttamente di persona, tramite raccomandata con avviso di ricevimento, o usando la posta elettronica certificata (PEC). Ricorda che per inviare l'istanza alla Regione devi usare solo la PEC.
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Per richiedere l'accreditamento alla ATS, è necessario allegare al modulo di domanda le seguenti documentazioni: dichiarazioni sostitutive di certificazioni o atti notori, attestazioni ed elaborati tecnici. Questi documenti devono dimostrare che si possiedono i requisiti soggettivi, strutturali, tecnologici, organizzativi e gestionali richiesti da questo provvedimento e dalle leggi attuali per il tipo specifico di servizio offerto.
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Puoi presentare la richiesta di accreditamento in due modi:
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- Insieme alla SCIA, cioè una SCIA contestuale, seguendo le istruzioni del paragrafo 2.4;
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- Dopo, se l'attività è già stata abilitata o autorizzata.
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L'ATS verifica che siano presenti tutti i requisiti richiesti attraverso l'analisi dei documenti e una visita sul posto. Se i risultati di queste verifiche sono positivi, entro sessanta giorni dal ricevimento della richiesta, l'ATS emette un parere favorevole per l'accreditamento o per la sua modifica, confermando che tutti i requisiti sono stati soddisfatti.
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Se si scopre che manca un requisito o che non è stato mantenuto, a parte le possibili responsabilità civili e penali e le sanzioni amministrative previste dall'articolo 27 della legge regionale n. 33/2009, l'ATS agisce nel seguente modo:
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- Invia un avviso formale al gestore, chiedendogli di rispettare le regole entro un periodo massimo di sessanta giorni;
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- Se il gestore rispetta le regole, l'ATS emette un parere positivo per l'accreditamento o per la sua modifica;
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- Se il gestore non rispetta le regole entro il tempo stabilito, l'ATS emette un parere negativo per il rilascio dell'accreditamento.
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Se l'ATS scopre che mancano i requisiti necessari per operare o per essere accreditati e questo rischio è grave per la salute dei cittadini, emette un ordine per correggere le carenze e vieta immediatamente di continuare l'attività. Inoltre, per le strutture accreditate, propone di sospendere l'accreditamento per un periodo che va da un minimo di tre giorni a un massimo di centottanta giorni. In questa situazione, il gestore della struttura deve occuparsi di trovare una nuova sistemazione adeguata per gli utenti in altre strutture, collaborando con l'ATS, gli utenti, le loro famiglie o chi ne ha la tutela, e i Comuni dove gli utenti risiedono.
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La ATS deve inviare tutti i provvedimenti che adotta alla Regione e al soggetto gestore entro cinque giorni lavorativi dalla data in cui sono stati adottati.
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Dopo aver ricevuto i pareri, la Regione ha sessanta giorni di tempo per emettere il provvedimento di accreditamento. Questo provvedimento serve per iscrivere o aggiornare i dati dell'unità d'offerta nel registro delle unità sociosanitarie accreditate. La Regione informerà sia l'ATS sia il gestore interessato di questo aggiornamento.
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Entro sessanta giorni dalla ricezione del provvedimento regionale, il soggetto gestore deve iniziare l'attività per cui ha ricevuto l'accreditamento, occupandosi effettivamente degli utenti. Deve anche informare l'ATS competente che ha iniziato questa attività.
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L'ATS fa un altro controllo a sorpresa entro novanta giorni dalla comunicazione del provvedimento regionale per controllare che siano ancora presenti i requisiti necessari.
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L'ATS informa la Regione dell'esito del sopralluogo entro cinque giorni, inviando il verbale relativo.
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Se il controllo dopo l'accreditamento ha esito negativo, si segue questa procedura, rispettando le responsabilità civili e penali e le sanzioni amministrative dell'articolo 27 della legge regionale n. 33/2009:
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1. L'ATS invia un avviso di diffida al gestore, chiedendogli di rispettare le regole entro un massimo di trenta giorni.
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2. Se il gestore rispetta le regole, l'ATS informa la Regione e il gestore stesso che il controllo è andato a buon fine.
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3. Se il gestore non rispetta le regole entro il tempo dato, l'ATS propone di sospendere l'accreditamento per un periodo che va da un minimo di tre giorni a un massimo di centottanta giorni. Durante questo periodo, il gestore deve adeguarsi alle regole.
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| 104 |
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4. Alla fine del periodo di sospensione, se il gestore ha rispettato le regole, l'ATS informa la Regione e il gestore che il controllo è andato a buon fine.
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| 105 |
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5. Se il gestore non si adegua ancora o se ci sono stati comportamenti molto gravi, l'ATS propone di revocare l'accreditamento.
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Se l'ATS scopre che mancano i requisiti necessari per operare o per essere accreditati e questo rischio è grave per la salute dei cittadini, emetterà un ordine per rispettare i requisiti mancanti e vieterà immediatamente di continuare l'attività. Proporrà anche di sospendere l'accreditamento per un periodo che va da un minimo di tre giorni a un massimo di centottanta giorni. In questa situazione, il gestore deve occuparsi di tutti i compiti e le spese per trasferire gli utenti in altre strutture, collaborando con l'ATS, gli utenti, le loro famiglie (o i tutori o gli amministratori di sostegno) e i Comuni di residenza degli utenti.
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| 109 |
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Se dopo il sopralluogo si scopre che l'attività non ha ancora iniziato a prendersi cura degli utenti, l'ATS ha 30 giorni di tempo per proporre la revoca dell'accreditamento.
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La ATS deve inviare tutti i provvedimenti che adotta alla Regione e al soggetto gestore entro cinque giorni lavorativi dalla data in cui sono stati adottati.
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Dopo aver ricevuto i provvedimenti, la Regione ha sessanta giorni di tempo per decidere sull'accreditamento dell'unità d'offerta. Successivamente, iscrive o aggiorna i dati nel registro informatizzato delle unità d'offerta sociosanitarie accreditate. Infine, comunica la decisione sia all'ATS che al gestore dell'unità d'offerta interessata.
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Il procedimento di accreditamento si completa quando la struttura viene iscritta nel registro regionale delle strutture accreditate.
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Il gestore deve dimostrare di avere tutti i requisiti necessari per l'accreditamento dell'unità di offerta già quando presenta la SCIA contestuale o la richiesta di accreditamento, anche se non ci sono ancora utenti. Invece, il numero di personale deve adeguarsi man mano che si accolgono nuovi utenti.
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Il soggetto gestore deve mantenere i requisiti di esercizio e accreditamento stabiliti da questo provvedimento e dalle norme specifiche per il tipo di unità d'offerta, una volta che l'unità è accreditata.
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Il soggetto gestore accreditato deve:
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1. Fornire alla Regione tutte le informazioni richieste.
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2. Consentire all'ATS, che controlla e vigila secondo le norme regionali, di:
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- Entrare in tutti gli spazi della struttura.
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- Accedere ai documenti che riguardano l'accreditamento o altri importanti per la gestione.
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- Fare ulteriori controlli per assicurarsi che la gestione sia conforme a quanto dichiarato.
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- Raccogliere informazioni direttamente dal personale, dagli ospiti e dai loro familiari.
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3. Seguire le procedure stabilite quando cambia il gestore della struttura.
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Per richiedere l'accreditamento, il gestore può dimostrare di avere i requisiti necessari attraverso una perizia certificata. Questo deve essere fatto seguendo le istruzioni della Delibera della Giunta Regionale del 7 febbraio 2005, numero 20465, che si intitola "Ulteriori determinazioni procedurali in ordine ai percorsi di semplificazione per le unità d'offerta sociosanitarie".
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Per trasferire l'accreditamento da un gestore a un altro, la Regione deve emettere un provvedimento di voltura. Prima di farlo, deve ricevere un parere positivo dall'ATS, che conferma che il nuovo gestore ha i requisiti necessari.
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Non si possono trasferire unità d'offerta che non funzionano.
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Il nuovo gestore deve iniziare il procedimento presentando una richiesta alla Regione e all'ATS competente per il territorio. Può farlo utilizzando i moduli specifici della Regione e inviando la documentazione direttamente, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o posta elettronica certificata (PEC). La richiesta alla Regione deve essere inviata solo tramite PEC.
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Per richiedere il cambio di accredito solo per l'ATS, è necessario allegare i seguenti documenti:
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Il nuovo soggetto può gestire l'unità d'offerta solo dopo che è stato firmato un contratto o un atto unilaterale di cessione. Questo passaggio diventa effettivo solo quando viene approvato il provvedimento che trasferisce l'accreditamento.
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Se l'immobile non appartiene al gestore, è necessaria una dichiarazione del proprietario. Questa deve confermare che non ci sono ostacoli per il nuovo gestore a utilizzare l'immobile e a trasferire l'accreditamento. Gli ostacoli possono includere, per esempio, limitazioni dovute a finanziamenti pubblici ricevuti per costruire o ristrutturare l'immobile dove si trova l'unità d'offerta.
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Il soggetto che subentra deve attestare di avere i requisiti necessari per esercitare l'attività, per essere accreditato e, se il soggetto che esce aveva un contratto con la ATS, anche i requisiti necessari per firmare il contratto.
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Il soggetto che subentra si impegna a mantenere i requisiti organizzativi, gestionali, strutturali e tecnologici necessari per l'esercizio e l'accreditamento.
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Dichiarazione di impegno della persona che lascia l'incarico a garantire che l'attività continui senza interruzioni fino all'approvazione del nuovo incarico.
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Il richiedente deve presentare i documenti che dimostrano il possesso dei requisiti strutturali solo se questi sono stati modificati.
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Entro sessanta giorni dalla ricezione della richiesta, l'ATS controlla se il richiedente ha i requisiti necessari. Se i requisiti sono soddisfatti, l'ATS emette un parere positivo per il trasferimento dell'accreditamento al nuovo gestore. Se i requisiti non sono soddisfatti, l'ATS emette un parere negativo.
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Entro cinque giorni lavorativi dalla loro adozione, la ATS deve inviare tutti i provvedimenti al soggetto gestore e alla Regione. Successivamente, entro sessanta giorni, la Regione deve emettere il provvedimento di voltura e aggiornare il registro delle unità sociosanitarie accreditate. Infine, deve informare la ATS e il soggetto interessato.
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Entro novanta giorni dalla ricezione del provvedimento di aggiornamento del registro regionale, l'ATS visiterà l'unità d'offerta per controllare che questa mantenga i requisiti necessari, prestando particolare attenzione agli aspetti organizzativi e gestionali.
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Le strutture finanziate con soldi pubblici, sia regionali che statali, devono mantenere la loro destinazione originale anche se cambiano proprietario.
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L'ente pubblico che possiede l'immobile dove si svolge un'attività e desidera affidarne la gestione, deve regolare i rapporti con chi gestirà l'attività. Questo si fa includendo nel capitolato alcune condizioni importanti per:
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- assicurare che vengano rispettati tutti i requisiti necessari per l'esercizio e l'accreditamento;
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- garantire che vengano seguite le regole per poter firmare un eventuale contratto con l'ATS, come previsto dalle leggi;
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- assicurare una gestione corretta dell'attività, secondo le norme nazionali e regionali.
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L'ente pubblico deve anche completare le procedure per affidare il servizio a un nuovo gestore, assicurando che l'attività continui senza interruzioni tra un gestore e il successivo.
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L'affidatario deve presentare direttamente la richiesta per cambiare l'accreditamento. Questo avvia la procedura che abbiamo descritto prima. Alla documentazione richiesta si aggiungono il capitolato e l'atto di affidamento.
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Salvo le responsabilità civili e penali e le sanzioni per il mancato rispetto di altre leggi regionali o nazionali, le strutture sociosanitarie possono subire la sospensione o la revoca dell'accreditamento. Questo può avvenire dopo un avviso dell'ATS che chiede di risolvere le problematiche entro un tempo adeguato (vedi paragrafo 3.2.). Le situazioni in cui può succedere sono:
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| 171 |
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- se la struttura opera senza i requisiti minimi necessari;
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| 172 |
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- se la struttura non mantiene uno o più requisiti di accreditamento;
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| 173 |
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- se la struttura non fornisce le informazioni richieste dalla Regione o dall'ATS.
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| 175 |
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Se la diffida non ha avuto effetto, entro trenta giorni l'ATS propone la sospensione dell'accreditamento per un periodo che va da un minimo di tre a un massimo di centottanta giorni. L'ATS informa sia la Regione, che emetterà un provvedimento di sospensione e lo registrerà sul registro regionale, sia il soggetto gestore.
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| 177 |
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Dopo la sospensione, se sono state rispettate tutte le prescrizioni, l'ATS informa entro cinque giorni lavorativi la Regione e il soggetto gestore che la verifica ha avuto esito positivo.
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| 178 |
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Se non ci sarà un adeguamento o se si verificano fatti molto gravi, l'ATS, entro trenta giorni, proporrà di revocare l'accreditamento.
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| 180 |
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| 181 |
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Se un'unità d'offerta viola le regole indicate nei punti 1 e 2 per la terza volta in un anno, l'ATS le manderà un avviso per correggere immediatamente la situazione e proporrà anche di sospendere il suo accreditamento.
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| 182 |
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Entro cinque giorni lavorativi dalla loro adozione, la ATS deve inviare tutti i provvedimenti al soggetto gestore e alla Regione. Successivamente, entro sessanta giorni, la Regione deve emettere l'atto di accreditamento e aggiornare il registro delle unità sociosanitarie accreditate. Infine, deve informare la ATS e il soggetto interessato.
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| 184 |
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| 185 |
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L'accreditamento viene revocato nei seguenti casi:
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| 186 |
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- Cessazione dell'attività: se un gestore decide di chiudere l'attività, deve avvisare l'ATS almeno 90 giorni prima, a meno che l'ATS non decida diversamente. L'ATS controlla che i servizi agli utenti continuino senza interruzioni e informa la Regione. Il gestore deve occuparsi di trasferire gli utenti in altre strutture, collaborando con l'ATS, gli utenti, le loro famiglie, eventuali tutori o amministratori di sostegno e i Comuni di residenza. Se l'ATS scopre che l'attività non ha accettato utenti per almeno tre mesi, può anche proporre la revoca dell'accreditamento.
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| 187 |
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- Mancato avvio dell'attività: se, dopo il controllo successivo all'accreditamento, l'ATS constata che l'attività non è stata avviata e non ci sono utenti presi in carico, propone la revoca dell'accreditamento.
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| 188 |
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| 189 |
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Entro cinque giorni lavorativi dalla loro adozione, la ATS deve inviare tutti i provvedimenti al soggetto gestore e alla Regione. Successivamente, entro sessanta giorni, la Regione deve emettere il provvedimento di accreditamento e aggiornare il registro informatizzato delle unità sociosanitarie accreditate. Infine, la Regione deve informare la ATS e il soggetto interessato.
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Il gestore di diverse strutture sociosanitarie accreditate può richiedere di essere riconosciuto come un unico ente gestore.
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Non si può chiedere di aggiungere all'Ente Unico un'unità d'offerta che non funziona.
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Quando un ente gestisce più unità d'offerta, queste vengono considerate insieme come un unico complesso.
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L'ente unico si forma quando una parte o tutte le unità di servizio sono gestite da un solo soggetto. Anche se questo riconoscimento semplifica le procedure amministrative, richiede una significativa riorganizzazione da parte del gestore. Questa riorganizzazione può avvenire gradualmente e non è obbligatorio che la richiesta di riconoscimento includa tutte le unità di servizio gestite dal soggetto.
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| 198 |
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L'ente unico gestisce diverse strutture accreditate nella regione e opera in modo uniforme. Adotta protocolli assistenziali e procedure operative uguali per tutti, che includono la gestione dei reclami, la valutazione della qualità percepita, i contratti con gli utenti e l'organizzazione di attività formative.
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| 201 |
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Il rappresentante legale di un'organizzazione, sia essa pubblica o privata, che gestisce più strutture accreditate nella regione, può fare richiesta alla Regione e alle ATS locali per essere riconosciuto come un unico ente. Per fare ciò, deve compilare i moduli specifici forniti dalla regione. Questi moduli includono un'autocertificazione che conferma il rispetto, da parte dell'ente, dei requisiti organizzativi e gestionali generali necessari per l'operatività e l'accreditamento.
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| 203 |
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L'ATS che deve controllare viene scelta automaticamente. Normalmente, si sceglie l'ATS della zona dove l'ente principale lavora di più o dove ha il budget più grande.
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L'ATS ha 60 giorni di tempo, dalla ricezione della richiesta, per controllare se sono presenti tutti i requisiti richiesti, confermarli e inviare la conferma alla Regione e all'ente che gestisce il servizio.
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La Regione, seguendo l'attestazione della ATS, riconosce l'ente come unico gestore entro trenta giorni. Questo avviene tramite un provvedimento della Direzione Generale competente.
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Quando si richiede il cambio di nome (voltura) per l'accreditamento o per riconoscere o modificare gli Enti Unici, è importante sapere che se l'Unità di Offerta (UdO) non è attiva, non si può trasferire la gestione a un altro nome né includere l'UdO inattiva in un Ente Unico.
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| 210 |
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Per verificare il funzionamento dell'unità di offerta, è necessario controllare che gli utenti siano effettivamente presi in carico.
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L'ATS deve svolgere le seguenti azioni durante le valutazioni dei procedimenti:
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| 214 |
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| 215 |
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- Controllare che l'UdO funzioni correttamente e si occupi degli utenti.
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| 216 |
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- Se scopre che l'UdO non funziona da almeno tre mesi, deve iniziare il processo per revocare l'accreditamento.
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| 217 |
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# Premessa
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Questo allegato regola la procedura per avviare, accreditare e gestire l'attività delle unità d'offerta sociosanitarie, rispettando i requisiti definiti dalle leggi nazionali e regionali.
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# Esercizio delle unità d'offerta sociosanitarie
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Per inviare un'offerta di servizi sociosanitari, escluse quelle che sono in corso e che devono ricevere autorizzazione all'esercizio, si deve presentare una segnalazione certificata che l'attività inizia (il documento si chiama SCIA) e questo in base all'articolo 19 della Legge 7 agosto 1990, n. 241, che si intitola Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
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| 7 |
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La SCIA deve essere presentata nei seguenti casi:
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- quando si attiva una nuova unità d'offerta;
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| 9 |
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- quando viene trasferita in un'altra sede una unità d'offerta che era già abilitata all'esercizio, anche se il trasferimento avviene nello stesso edificio;
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| 10 |
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- variazione della capacità ricettiva;
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- variazioni nella struttura dei servizi o delle prestazioni offerte;
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- trasformazione di unità d'offerta che esiste in un'altra tipologia;
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| 13 |
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- modifica dell'articolazione degli spazi della stessa unità di offerta, se le modifiche comportano, anche senza interventi edilizi, che mutano le condizioni previste dal regolamento d'igiene o di sicurezza dei locali (come ad esempio: trasformazione di uffici in ambulatorio o palestre, trasformazione di aree di socializzazione in aree dove vengono offerte prestazioni sanitarie).
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| 14 |
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- eventi che modificano il soggetto gestore per le unità di offerta non ancora accreditate (ad esempio: nel caso di persone giuridiche private può trattarsi di subentro di un nuovo soggetto gestore, di scioglimento, di fusione perché si incorpora e si costituisce un nuovo ente; nel caso di enti pubblici può trattarsi di successione tra enti, anche per effetto di intervenute modifiche del quadro delle leggi)
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Per rendere semplice il procedimento non serve produrre nuovamente documenti e dichiarazioni sostitutive di certificazioni o di atto notorio ancora validi e già inviati in altri procedimenti, ma è sufficiente citare nella SCIA il procedimento nel quale i documenti sono stati prodotti. allo stesso modo, nel caso di SCIA per varianti o modifiche (punti 3, 4 e 6), la documentazione da produrre riguarda le sole variazioni fatte, aggiornando se necessario le planimetrie (disegno dei metri quadrati degli spazi) precedentemente autorizzate o positivamente verificate
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Non sono obbligate a presentare la SCIA, ma devono solo comunicare alla ATS (e informare per conoscenza la Regione), le seguenti situazioni:
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- variazione del legale rappresentante del soggetto che gestisce società: alla comunicazione si devono allegare l'atto di nomina e l'autocertificazione del possesso dei requisiti del nuovo legale rappresentante (utilizzando la modulistica regionale);
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- trasformazione giuridica del soggetto che gestisce società che non diventi il subentrare di un nuovo soggetto che gestisce società: alla comunicazione si allega la documentazione relativa alla trasformazione avvenuta;
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- modifiche nell'organizzazione degli spazi che non comportino il mutare delle condizioni previste dal regolamento d'igiene o di sicurezza dei locali oppure interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Queste comunicazioni sono trasmesse alla ATS con gli elaborati grafici aggiornati e l'indicazione precisa e motivata delle variazioni eseguite
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Il legale rappresentante del soggetto che gestisce la società (o il procuratore speciale) utilizza la modulistica regionale per presentare la SCIA alla ATS competente per territorio e mette in copia il comune in cui si trova l'unità d'offerta. Presenta il modulo alla Regione o di persona o per posta con raccomandata con avviso di ricevimento, o per posta elettronica certificata (PEC). Nell'inviare alla ATS chi gestisce la società deve allegare alla SCIA autocertificazioni, attestazioni ed elaborati tecnici che dimostrano che il gestore ha i requisiti minimi stabiliti dal D.P.R. 14 gennaio 1997, dal provvedimento che sta leggendo e dalle leggi regionali per le singole tipologie di unità d'offerta.
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La SCIA riguarda una sola unità d'offerta sociosanitaria. In caso di segnalazione da parte dello stesso soggetto che gestisce società per molte strutture, è necessaria la presentazione di una SCIA separata per ciascuna di esse.
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Dalla data in cui viene presentata la SCIA e la ATS riceve la SCIA, il soggetto può aprire l'unità d'offerta e assumere la responsabilità diretta della gestione di essa.
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La presentazione della SCIA si può fare se si possiedono tutti i requisiti minimi stabiliti dalle leggi per l'esercizio dell'unità d'offerta. La qualità di personale deve essere assicurata via via che vengono presi utenti.
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La ATS non può far aspettare l'inizio dell'effettivo esercizio dell'unità di offerta al fatto di verificare che ci siano i requisiti dichiarati e attestati nella SCIA.
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Il soggetto gestore per mantenere l'abilitazione all'esercizio deve svolgere il debito informativo previsto per ogni unità d'offerta.
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Il soggetto gestore deve assicurare alla ATS mentre svolge funzioni di vigilanza e di controllo: a) l'accesso a tutti i locali della struttura; b) l'accesso alla documentazione importante per esercitare l'unità di offerta; c) la possibilità di intraprendere ogni altro esame per verificare l'allineamento della gestione reale a quanto dichiarato nei diversi documenti prodotti; d) la facoltà di assumere informazioni dirette dal personale, dagli ospiti e dai loro familiari.
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In caso di SCIA incompleta, in cui non ci sono gli elementi essenziali (come ad esempio: la firma da parte del legale rappresentante, i dati o la documentazione allegata previsti nella modulistica regionale, la possibilità di identificare la tipologia di unità d'offerta a cui la SCIA si riferisce), la ATS senza aspettare che scadano i tempi previsti per le verifiche, comunica al soggetto gestore che la SCIA non è fatta bene e quindi non può essere ricevuta, o che non può essere ammessa o che non può essere autorizzata, e questo in base alla Legge n. 241/1990. Il gestore ha in tal caso la possibilità di presentare una nuova SCIA.
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In caso di presentazione di SCIA in regola dal punto di vista della forma, la ATS inserisce i dati nel registro informatizzato delle unità d'offerta sociosanitarie;
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In caso di presentazione di SCIA in regola dal punto di vista della forma, la ATS accerta, entro sessanta giorni da quando riceve la SCIA, che ci sono i requisiti per l'esercizio dell'unità d'offerta, e fa anche una visita alla struttura;
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In caso di presentazione di SCIA in regol,a dal punto di vista della forma, la ATS se verifica che è tutto a posto lo comunica a chi gestisce la società;
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In caso di presentazione di SCIA in regola dal punto di vista della forma ma con problemi rispetto ai requisiti minimi, la ATS applica eventuali multe amministrative come stabilito dall'articolo 27 della Legge Regionale n. 33/2009 e s.m.i., e entro 60 giorni da quando riceve la SCIA, emette un atto di diffida in cui chiede al gestore di obbedire alle richieste evidenziate entro 30 giorni . Se si riscontra una situazione di rischio per la salute o per la sicurezza pubblica, la ATS dispone con un provvedimento motivato il divieto di proseguire l'attività e l'obbligo di riparare eventuali effetti dannosi provocati. In tale eventualità il soggetto gestore deve fare tutti gli adempimenti e pagare le spese per collocare gli utenti in altre unità d'offerta, informando la ATS, gli utenti e le loro famiglie (o i tutori o gli amministratori di sostegno) e i comuni di residenza degli utenti;
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In caso di presentazione di SCIA in regola dal punto di vista della forma, la ATS oltre a tenere conto delle responsabilità di natura civile e penale, e delle multe dovute per l'inosservanza di altre leggi regionali o nazionali, se vede che il gestore non adegua la sua unità d'offerta nel modo richiesto nella diffida, adotta un provvedimento motivato in cui vieta alla società di proseguire l'attività, (in base all'art. 19 della Legge n. 241/1990);
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In caso di presentazione di SCIA in regola dal punto di vista della forma, la ATS comunica alla Regione l'esito delle verifiche condotte e dei provvedimenti adottati. Tutte le comunicazioni tra ATS e Regione avvengono usando la PEC nel rispetto dell'articolo 65 del Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82, Codice dell'Amministrazione Digitale.
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Considerate le responsabilità di natura civile e penale, e le multe dovute al mancato rispetto di altre leggi regionali o nazionali, le unità d'offerta sociosanitarie possono vedersi sospesa o tolta l'autorizzazione o l'abilitazione all'esercizio, se l'attività è esercitata senza i requisiti minimi. La ATS in questo caso diffida la società a rispondere alle indicazioni per ripristinare i requisiti entro trenta giorni.
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Se il gestore chiude la sua attività deve comunicarlo alla ATS, al Comune e alla Regione, dimostrando di aver assicurato ai suoi utenti che l'assistenza continua.
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# Accreditamento delle unità d'offerta sociosanitarie
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Una unità d'offerta sociosanitarie si accredita (iscrive) se presenta una specifica domanda. La specifica domanda va presentata anche per le unità d'offerta già iscritte e accettate, in questi casi:
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- variazione, sia in aumento che in diminuzione, dello spazio e posti letto,
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- trasformazione di unità d'offerta esistente in altra tipologia;
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- trasferimento della sede in cui è svolta l'attività, anche nello stesso edificio;
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- voltura, cioè trasferimento della gestione tra due distinti soggetti
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La società utilizzando i moduli regionali presenta domanda alla Regione e alla ATS competente per territorio. la domanda o si presenta a mano, o per posta con raccomandata con avviso di ricevimento, o per posta elettronica certificata (PEC). La domanda alla Regione si deve mandare obbligatoriamente per PEC.
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Alla domanda di iscrizione inviata alla ATS devono essere allegati dichiarazioni sostitutive di certificazioni o atti notori, attestazioni ed elaborati tecnici, necessari a dimostrare che si hanno i requisiti soggettivi, strutturali e tecnologici, organizzativi e gestionali previsti da questo provvedimento e dalle leggi valide per la specifica tipologia di unità d'offerta.
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La presentazione della domanda di accreditamento può avvenire:
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- insieme alla presentazione della SCIA, cioè con una SCIA chiamata contestuale, che si presenta allo stesso modo descritto nel paragrafo 2.4;
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- successivamente, in presenza di un'attività già abilitata o autorizzata all'esercizio
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La ATS verifica che la società abbia i requisiti previsti studiando i documenti e visitando la sede. Se le verifiche portano a risultato positivo, la ATS adotta, entro sessanta giorni da quando ha ricevuto la domanda, il provvedimento con il giudizio positivo per accreditare la società oppure scrive un provvedimento di modifica, sulla base di attestazione che si possiede ogni requisito.
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Nel caso in cui si vede che ci sono mancanze o assenza di un requisito, oltre alle responsabilità di natura civile e penale e all'applicazione delle multe amministrative previste dall'articolo 27 della Legge Regionale n. 33/2009 e s.m.i., la ATS:
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| 73 |
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- emette un atto di diffida, e obbliga il gestore a obbedire alle indicazioni scritte entro massimo 60 giorni;
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| 74 |
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- accerta che le indicazioni sono state adottate e poi scrive il provvedimento con giudizio positivo per accreditare o modificare la società;
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- se passa senza risposta il termine della diffida, adotta il provvedimento con giudizio negativo e non rilascia quindi l'accreditamento
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Se l'accertamento del fatto che mancano i requisiti di esercizio o di accreditamento arriva a un punto tale che c'è grave rischio per la salute dei cittadini, la ATS emette la diffida a risolvere e sanare i requisiti mancanti e allo stesso tempo vieta alla società di proseguire l'attività e, per le unità d'offerta accreditate, scrive un atto in cui propone di sospendere l'accreditamento per un periodo minimo di tre giorni ed un massimo di centottanta. In tale caso il soggetto gestore deve affrontare tutti gli adempimenti e i pagamenti per collocare gli utenti in altre unità d'offerta, informando la ATS, gli utenti stessi e le loro famiglie (o i tutori o gli amministratori di sostegno) e i Comuni di residenza degli utenti.
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Tutti i provvedimenti adottati dalla ATS devono essere mandati alla Regione e al soggetto gestore entro cinque giorni lavorativi da quando vengono decisi e scritti.
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La Regione, dopo aver ricevuto i provvedimenti con i giudizi, procede entro 60 giorni a scrivere il provvedimento di accreditamento e iscrive o aggiorna la posizione dell'unità d'offerta nel registro informatizzato delle unità d'offerta sociosanitarie accreditate, e comunica alla ATS e al soggetto gestore interessato il provvedimento.
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| 83 |
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Entro sessanta giorni da quando è stato comunicato il provvedimento regionale, il soggetto gestore deve avviare l'attività descritta nell'accreditamento prendendo nella struttura gli utenti, e comunicandolo alla ATS competente.
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La ATS entro 90 giorni da quando viene comunicato il provvedimento regionale, esegue un'altra visita, senza avvisare prima, per verificare che i requisiti sono mantenuti.
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La ATS comunica alla regione il risultato della visita entro cinque giorni e manda anche un verbale.
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Se nella visita che viene fatta dopo l'accreditamento emerge un risultato negativo, oltre alle responsabilità di natura civile e penale e l'applicazione delle dovute multe amministrative previste dall'articolo 27 della Legge Regionale n. 33/2009 e s.m.i., si applica la seguente procedura:
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| 90 |
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- ATS emette un atto di diffida e obbliga il gestore a eseguire le indicazioni scritte entro massimo 30 giorni;
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| 91 |
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- accertato che la società ha realizzato quanto ordinato da ATS, ATS comunica alla Regione e al soggetto gestore il risultato positivo della verifica;
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| 92 |
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- se passa senza risultato il termine dei 30 giorni, ATS adotta il provvedimento in cui si propone di sospendere l'accreditamento della società per minimo 3 e massimo 180 giorni, durante questo periodo il soggetto gestore deve adeguarsi alle prescrizioni;
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| 93 |
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- al termine del periodo di sospensione di accreditamento stabilito dalla Regione, dopo aver verificato che sono state assolte le prescrizioni, la ATS comunica alla Regione e al soggetto gestore il risultato positivo della verifica;
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| 94 |
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- se non c'è l'adeguamento richiesto o se i fatti verificati sono molto gravi, la ATS adotta il provvedimento in cui propone di togliere l'accreditamento
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| 95 |
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| 96 |
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Se l'accertamento che non si sono i requisiti di esercizio o di accreditamento mostra che c'è un grave rischio per la salute dei cittadini, la ATS diffida la società a mettere in atto i requisiti che mancano e vieta allo stesso tempo che si prosegua l'attività, propone anche che sia sospeso l'accreditamento per minimo tre giorni e massimo centottanta giorni. In questo caso la società deve attuare tutto e pagare per collocare gli utenti in altre unità d'offerta, informando la ATS, gli utenti e le loro famiglie (o i tutori o gli amministratori di sostegno) e i Comuni di residenza degli utenti.
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| 97 |
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| 98 |
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Se la visita dopo l'accreditamento dimostra che l'attività di presa in carico degli utenti non è ancora iniziata, la ATS propone entro 30 giorni il provvedimento con cui fa decadere l'accreditamento.
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| 100 |
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Tutti i provvedimenti adottati dalla ATS devono essere mandati alla Regione e al soggetto gestore entro cinque giorni lavorativi da quando vengono decisi e scritti.
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| 101 |
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| 102 |
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La Regione dopo aver ricevuto i provvedimenti emette, nei sessanta giorni successivi, il provvedimento relativo all'accreditamento dell'unità d'offerta con l'iscrizione o l'aggiornamento del registro informatizzato delle unità d'offerta sociosanitarie accreditate e lo comunica alla ATS e al soggetto gestore interessato.
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| 103 |
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| 104 |
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Il procedimento di accreditamento si completa al momento dell'iscrizione nel registro regionale delle strutture accreditate.
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| 105 |
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| 106 |
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Il soggetto gestore dal quando presenta la SCIA o la richiesta di accreditamento deve dimostrare di avere tutti i requisiti previsti per l'accreditamento dell'unità di offerta, indipendentemente dal fatto che ci sono già utenti. Il personale è invece assicurato via via che arrivano gli utenti.
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| 107 |
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| 108 |
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L'accreditamento dell'unità di offerta obbliga il soggetto gestore a mantenere i requisiti di esercizio e accreditamento previsti dal questo provvedimento e dalle leggi per la specifica tipologia di unità d'offerta.
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| 109 |
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| 110 |
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Il soggetto gestore accreditato deve:
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| 111 |
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- rispondere al debito di informazioni decise dalla Regione;
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| 112 |
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- garantire alla ATS, che esercita compiti di osservazione e controllo sulle unità d'offerta, che possa entrare in tutti i locali della struttura; vedere la documentazione relativa al rapporto di accreditamento o, comunque, documenti importanti per l'esercizio dell'unità di offerta; far fare ogni altro esame utile a verificare l'allineamento della gestione reale a quanto dichiarato nei diversi documenti prodotti; assumere informazioni dirette dal personale, dagli ospiti e dai loro familiari;
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| 113 |
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- rispettare le procedure previste nei casi di variazione del soggetto gestore
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| 114 |
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| 115 |
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Per presentare la domanda di accreditamento il soggetto gestore può attestare i requisiti di accreditamento mediante una perizia secondo quanto previsto con la D.G.R. del 7 febbraio 2005, n. 20465, "Ulteriori determinazioni procedurali in ordine ai percorsi di semplificazione per le unità d'offerta sociosanitarie".
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| 116 |
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| 117 |
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Il trasferimento dell'accreditamento da un soggetto gestore a un altro dipende da un provvedimento chiamato voltura che la Regione approva dopo che l'ATS ha espresso un giudizio favorevole, tale provvedimento dimostra che il soggetto gestore che vuole sostituire l'altro ha i requisiti soggettivi.
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| 118 |
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| 119 |
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Non si possono fare voltura di unità d'offerta che non funzionano.
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| 120 |
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| 121 |
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Il soggetto gestore che sostituisce uno precedente chiede il procedimento presentando una domanda alla Regione e alla ATS competente per territorio. Egli usa i moduli regionali, e presenta la domanda o di persona, o per posta con raccomandata con avviso di ricevimento, o per posta elettronica certificata (PEC). Alla Regione la domanda va mandata solo via PEC.
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| 122 |
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| 123 |
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Alla domanda di voltura dell'accreditamento inviata alla ATS vanno allegati questi documenti:
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| 124 |
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| 125 |
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il contratto e/o l'atto unilaterale di cessione, con cui il nuovo soggetto sostituisce nella gestione dell'unità d'offerta il precedente; il contratto è valido dopo che il provvedimento di voltura dell'accreditamento è stato fatto;
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| 126 |
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| 127 |
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se l'immobile non è di proprietà del soggetto gestore occorre allegare una dichiarazione del proprietario che attesti che è d'accordo a far sostituire il precedente gestore con quello nuovo, a far usare l'immobile al nuovo gestore e a far trasferire l'accreditamento al nuovo gestore (come ad esempio problemi che derivano da finanziamento pubblico per realizzare o ristrutturare l'immobile in cui c'è l'unità d'offerta);
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| 128 |
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| 129 |
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attestazione, da parte del soggetto che sostituisce il gestore, che il nuovo gestore ha i requisiti soggettivi di esercizio, di accreditamento e dei requisiti soggettivi per firmare il contratto, nel caso in cui il soggetto che esce sia titolare di contratto con la ATS;
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| 130 |
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| 131 |
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dichiarazione in cui il soggetto nuovo dichiara di mantenere i requisiti organizzativi e gestionali, strutturali e tecnologici, di esercizio e di accreditamento;
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| 133 |
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dichiarazione del soggetto che esce a mantenere la continuità dell'attività sino a quando il provvedimento di voltura non è operativo.
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| 134 |
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| 135 |
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Chi fa la domanda non deve produrre, se non in caso di loro modifica, i documenti che attestano che ha i requisiti di carattere strutturale.
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| 137 |
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La ATS verifica che ci siano i requisiti soggettivi e, in caso di risultato positivo, adotta il provvedimento di giudizio favorevole alla voltura dell'accreditamento entro 60 giorni dalla domanda. Il provvedimento dimostra che il nuovo soggetto gestore possiede i requisiti soggettivi. Se le verifiche si concludano con risultato negativo, la ATS adotta il provvedimento di giudizio negativo alla voltura dell'accreditamento.
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| 138 |
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| 139 |
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Entro cinque giorni lavorativi dalla loro adozione, tutti i provvedimenti adottati dalla ATS devono essere trasmessi al soggetto gestore e alla Regione che entro 60 giorni scrive il provvedimento di voltura, e aggiorna il registro informatizzato delle unità di offerta sociosanitarie accreditate, e lo comunica alla ATS e al soggetto interessato.
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| 140 |
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| 141 |
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La ATS, entro 90 giorni da quando comunica il provvedimento di voltura con aggiornamento del registro regionale, visita l'unità d'offerta per verificare se i requisiti sono mantenuti, con particolare attenzione ai requisiti organizzativi e gestionali.
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| 143 |
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Le unità d'offerta realizzate con soldi pubblici regionali o statali mantengono, anche in caso di voltura, il vincolo di conservare il fine per cui sono fatti.
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| 144 |
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| 145 |
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Per realizzare quanto scritto prima il soggetto pubblico proprietario dell'immobile in cui si svolge l'attività di un'unità d'offerta e che vuole affidare l'attività, regola i propri rapporti con chi gestirà l'unità d'offerta mediante alcune condizioni che vengono scritte nel capitolato e che assicurano:
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| 146 |
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- il rispetto di tutti i requisiti di esercizio e di accreditamento;
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| 147 |
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- l'osservanza delle condizioni per firmare l'eventuale contratto con la ATS, previste dalle leggi;
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| 148 |
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- la corretta gestione dell'unità d'offerta ai sensi delle leggi nazionali e regionali
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| 149 |
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| 150 |
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Il soggetto pubblico deve inoltre svolgere le procedure di affidamento a terzi in modo da assicurare che la gestione dell'attività prosegua con continuità tra un gestore e il successivo.
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| 151 |
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| 152 |
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L'affidatario presenta la richiesta di voltura dell'accreditamento, attiva così la procedura descritta sopra. I documenti richiesti sono integrati con il capitolato e con l'atto di affidamento.
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| 153 |
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| 154 |
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Considerate le responsabilità di natura civile e penale, e le multe dovute se non si rispettano le leggi regionali o nazionali, le unità d'offerta sociosanitarie possono essere sospese o veder ritirare l'accreditamento, con una diffida da parte della ATS a risolvere i problemi entro un termine preciso (vedi il paragrafo 3.2.), in questi casi:
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| 155 |
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- quando l'attività sia esercitata senza i requisiti minimi;
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| 156 |
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- quando non è garantito il mantenimento di uno o più requisiti di accreditamento;
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- quando non si obbedisce all'obbligo di informazioni verso la Regione o l'ATS
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Una volta passato senza risultati il tempo stabilito dalla diffida, la ATS adotta entro trenta giorni il provvedimento in cui propone di sospendere l'accreditamento per un periodo minimo di tre giorni e massimo di centottanta giorni. La ATS comunica questo sia alla Regione, che emette un provvedimento di sospensione e lo registra sul registro regionale, sia al soggetto gestore.
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Al termine della sospensione, se si vede che il gestore ha fatto quello che l'ATS aveva detto, la ATS entro 5 giorni lavorativi comunica alla Regione e al soggetto gestore che la verifica è stata positiva.
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Se invece il gestore non ha fatto quanto gli era stato detto o in caso di fatti verificati molto gravi la ATS entro trenta giorni propone con un provvedimento di togliere l'accreditamento al gestore.
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Se il gestore risulta in difetto sugli aspetti descritti ai punti 1 e 2 più volte, alla terza volta che nello stesso anno solare è in difetto viene diffidato a risolvere i problemi sennò immediatamente viene fatto un provvedimento in cui si propone di sospendere l'accreditamento da parte di ATS.
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Entro cinque giorni lavorativi da quando sono stati scritti, tutti i provvedimenti voluti dalla ATS devono essere mandati al soggetto gestore e alla Regione. Questa scrive l'atto relativo all'accreditamento entro 60 giorni da quando riceve notizia dall'ATS, aggiorna il registro informatizzato delle unità di offerta sociosanitarie accreditate e comunica ciò alla ATS e al soggetto interessato.
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Quando l'attività dell'unità di offerta viene interrotta o non viene iniziata si perde l'accreditamento.
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- Termine- Cessazione dell'attività: la proposta di far rinunciare all'accreditamento è scritta dalla ATS dopo aver ricevuto la comunicazione da parte del soggetto gestore. La ATS verifica che il servizio di assistenza sia comunque assicurato agli utenti e comunica ciò in Regione. Se la fine dell'attività deriva da una decisione del soggetto gestore, egli deve dare un avviso almeno 90 giorni prima di chiudere, a meno che la ATS competente non decide in modo diverso. Il soggetto gestore deve fare tutti gli adempimenti e i relativi costi per collocare gli utenti in altre unità d'offerta, avvisando la ATS, gli utenti stessi, le loro famiglie, eventuali tutori o amministratori di sostegno e i Comuni di residenza. La proposta di fine dell'attività da parte di ATS può essere il risultato dell'accertamento d'ufficio che non c'è attività, perché non ci sono utenti da almeno tre mesi.
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| 171 |
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- Mancato inizio dell'attività: la proposta di fine o cessazione viene disposta dalla ATS se durante il sopralluogo dopo l'accreditamento si osserva che l'attività non è stata iniziata e che non sono stati presi utenti
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| 172 |
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| 173 |
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Entro cinque giorni lavorativi da quando sono stati decisi, tutti i provvedimenti decisi dalla ATS devono essere inviati al soggetto gestore e alla Regione che scrive il provvedimento relativo all'accreditamento, entro sessanta giorni e aggiorna il registro informatizzato delle unità di offerta sociosanitarie accreditate, e comunica tutto ciò alla ATS e al soggetto interessato.
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Il soggetto gestore di più unità d'offerta sociosanitarie accreditate, anche di diversa tipologia, può chiedere il riconoscimento come ente unico gestore.
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Non è possibile richiedere l'inserimento nell'Ente Unico di una unità d'offerta che non funziona.
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Il fatto di essere riconosciuto come ente unico gestore di più unità d'offerta cambia la definizione di unità d'offerta, che diventa il complesso di tutte le unità d'offerta tenute dall'ente gestore.
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L'ente unico è costituito da una parte o da tutte le unità d'offerta che appartengono ad un unico soggetto gestore. Essere riconosciuto come ente unico costituisce una semplificazione amministrativa, e implica un processo di profonda riorganizzazione da parte del soggetto gestore. Questo processo può essere fatto piano piano per le proprie unità d'offerta e pertanto la richiesta di riconoscimento non deve necessariamente comprendere tutte le unità d'offerta del soggetto gestore.
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L'ente unico è un soggetto gestore di più unità d'offerta accreditate sul territorio regionale che agisce in modo uniforme usando protocolli assistenziali e procedure operative uguali (come ad esempio la gestione dei reclami, la osservazione della qualità percepita, i contratti d'ingresso con gli utenti, la progettazione e l'offerta dell'attività formativa, ecc.).
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Il legale rappresentante del soggetto gestore, pubblico o privato, o altro soggetto che ha poteri adeguati, che possiede più unità d'offerta accreditate sul territorio regionale, può presentare alla Regione e alle ATS sul cui territorio si trovano le unità d'offerta interessate una domanda per essere riconosciuto come ente unico. Per fare questo deve completare o moduli regionali che comprendono l'autocertificazione di aver realizzato come ente unico i requisiti organizzativi e gestionali generali per esercitare l'attività e per l'accreditamento.
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| 186 |
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La ATS che fa la verifica viene automaticamente individuata in genere come quella sul cui territorio l'ente unico gestore svolge in modo prevalente la propria attività, o ha il budget più grande.
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La ATS competente provvede entro sessanta giorni da quando è stata presentata la domanda a verificare l'ente, ad attestare che ha i requisiti e a mandare il provvedimento di attestazione alla Regione e al soggetto gestore.
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Sulla base dell'attestazione scritta dalla ATS, la Regione entro trenta giorni dà il riconoscimento di ente unico gestore, con un provvedimento scritto dalla Direzione Generale.
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Per le domande di voltura dell'accreditamento e di riconoscimento / modifica di Enti Unici, si afferma che se la UdO non funziona non si può fare la voltura della gestione, né si può inserire la UdO non attiva all'interno di un Ente Unico.
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Per fare la verifica del funzionamento dell'unità di offerta si deve fare riferimento alla presenza reale di utenti.
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L'ATS pertanto, nel corso delle analisi relative ai procedimenti di cui stiamo parlando deve fare questo:
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| 198 |
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- verificare l'effettivo funzionamento dell'UdO, con presenza di utenti;
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| 199 |
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- se vede che il centro non funziona da tre mesi almeno avvia la procedura di fine dell'accreditamento
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| 1 |
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# Premessa
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| 2 |
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Questo allegato regola il funzionamento e il riconoscimento dei provvedimenti relativi alle offerte sociosanitarie, nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge nazionale e regionale.
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| 3 |
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| 4 |
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# Esercizio delle unità d'offerta sociosanitarie
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| 5 |
-
L'esercizio delle unità d'offerta sociosanitarie (ad esempio centri per anziani o per disabili, case di riposo) può avvenire dopo aver presentato un certificato di inizio attività (SCIA). Questa regola non vale per le unità s'offerta che hanno un piano programma in corso e sono ancora autorizzate, come vuole l'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
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| 6 |
-
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| 7 |
-
La SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) deve essere presentata in questi casi:
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| 8 |
-
- avviamento di nuova unità d'offerta;
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| 9 |
-
- trasferimento in altra sede di unità d'offerta già abilitata a dare servizi, anche all'interno dello stesso edificio;
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| 10 |
-
- variazione del numero di utenti;
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| 11 |
-
- variazioni nel tipo di servizi prestati;
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| 12 |
-
- trasformazione di unità d'offerta esistente in altra tipologia;
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| 13 |
-
- modifica della sistemazione degli spazi della medesima unità di offerta, se le modifiche cambiano le condizioni previste dal regolamento d'igiene o di sicurezza dei locali (come ad esempio: trasformazione di uffici in ambulatorio o palestre, trasformazione di aree di socializzazione in aree dove vengono erogate prestazioni sanitarie).
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| 14 |
-
- cambio nel personale che gestisce le unità di offerta non accreditate (a titolo esemplificativo: nel caso di individui può trattarsi di arrivo di un nuovo gestore, oppure dello scioglimento, fusione per incorporazione o costituzione di un nuovo ente. Nel caso di enti pubblici può trattarsi di successione tra enti, anche dovuti a modifiche delle leggi)
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| 15 |
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| 16 |
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Per semplificare il procedimento, non è necessario inviare nuovamente documenti e certificazioni o atti notori ancora validi se sono stati già inviati in altri procedimenti. In questi casi basta citare nella SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) il procedimento nel quale i documenti sono stati allegati. Ugualmente se si ha una SCIA per varianti o modifiche (punti 3, 4 e 6), si deve allegare documentazione che riguarda le sole variazioni. Se è necessario, bisgona aggiornare le planimetrie precedentemente autorizzate o verificate
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| 17 |
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| 18 |
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Per queste modifiche non è necessitano presentare una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività), ma basta una comunicazione alla ATS (agenzia di tutela della salute) e per conoscenza alla Regione:
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| 19 |
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- variazione del legale rappresentante del gestore: alla comunicazione si devono allegare l'atto di nomina e l'autocertificazione del possesso dei requisiti del nuovo legale rappresentante (utilizzando la modulistica regionale);
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| 20 |
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- trasformazione giuridica del gestore che non comporta un nuovo soggetto gestore: alla comunicazione si allega la documentazione relativa alla trasformazione avvenuta;
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| 21 |
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- modifiche negli spazi che non fanno mutare le condizioni previste dal regolamento d'igiene o di sicurezza dei locali e interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Queste comunicazioni sono inviate alla ATS (agenzia di tutela della salute) con le piantine aggiornate e l'indicazione dettagliata e motivata delle variazioni eseguite
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| 22 |
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| 23 |
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Il legale rappresentante del gestore (o il procuratore speciale) presenta la SCIA, nella modulistica regionale. La invia alla ATS che si occupe del territorio specifico, e la invia per conoscenza al comune dove si trova l'unità d'offerta e alla Regione. Può inviare la SCIA a mano, con invio postale con raccomandata con avviso di ricevimento, oppure per posta elettronica certificata (PEC). Alla SCIA devono essere allegati autocertificazioni, attestazioni ed elaborati tecnici che mostrano la presenza dei requisiti minimi stabiliti dal D.P.R. 14 gennaio 1997, dal presente provvedimento e dalla normativa regionale vigente in relazione alle singole tipologie di unità d'offerta.
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| 25 |
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La SCIA (Segnalazione certifica di inizio attività) riguarda una sola unità d'offerta sociosanitaria. Se il gestore segnala la presenza di più strutture, si deve presentare una SCIA separata per ogni struttura.
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Da quando la SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) viene effettivamente ricevuta della ATS (agenzia di tutela della salute), il soggettopuò iniziare la attività proposta e ha la responsabilità diretta sulla gestione.
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Si presenta la SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) se si hanno tutti i requisiti minimi stabiliti dalle leggi per svolgere l'attività. La presenza del personale adeguato deve essere assicurato prima dell'arrivo degli utenti.
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La ATS (agenzia di tutela della salute) non può attendere di controllare i requisiti dichiarati e attestati nella SCIA, prima dell'inizio dell'attività.
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Il gestore, per il mantenimento dell'abilitazione all'esercizio, è tenuto a rispettare il debito informativo previsto per la specifica unità d'offerta.
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Per garantire la vigilanza e il controllo, il gestore deve garantire alla ATS (agenzia di tutela della salute)
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l'accesso a tutti i locali della struttura;
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l'accesso alla documentazione rilevante per i servizi offerti;
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la possibilità di analizzare e confrontare i servizi offerti con l'impegno;
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la facoltà di assumere informazioni dirette dal personale, dagli ospiti e dai loro familiari.
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Se c'è una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) incompleta, priva di elementi essenziali (come ad esempio: la firma del legale rappresentante, i dati o la documentazione allegata previsti nella modulistica regionale, la possibilità di identificare la tipologia di unità d'offerta a cui la SCIA si riferisce), la ATS (agenzia di tutela della salute), senza attendere il tempo previsto per le verifiche, comunica al gestore l'inammissibilità della SCIA. Questo è previsto della legge n. 241/1990. In questo caso il gestore può presentare una nuova SCIA.
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| 44 |
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Se si presenta una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) formalmente regolare, la ATS (agenzia di tutela della salute) inserisce i dati nel registro informatizzato delle unità d'offerta sociosanitarie;
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Se si presenta una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) formalmente regolare, la ATS (agenzia per la tutela della saluta) entro sessanta giorni dall'arrivo della SCIA, controlla l'esistenza dei requisiti per l'esercizio dei servizi e fa anche un sopralluogo presso la struttura;
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Se si presenta SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) formalmente regolare, la ATS (agenzia per la tutela della saluto), dopo aver verificato che tutto è in regola, comunica l'esito al gestore;
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| 50 |
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Se viene presentata una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) formalmente regolare, ma la ATS (agenzia a tutela della salute) verifica l'assenza dei requisiti minimi. In questo caso non solo si applicano le dovute sanzioni amministrative previste dall'articolo 27 della legge regionale n. 33/2009 e s.m.i., ma anche entro sessanta giorni dal ricevimento della SCIA, la ATS diffida il gestore e lo spinge a attuare le prescrizioni rilevate entro un non più di trenta giorni. Se si individua un rischio per la salute o per la sicurezza pubblica, la ATS emette un provvedimento motivato con cui blocca la prosecuzione dell'attività e obbliga la rimozione degli eventuali effetti dannosi provocati. In questo caso il gestore è responsabile di tutti gli obblighi e le spese per la collocazione degli utenti in altre unità d'offerta. In raccordo con la ATS, gli utenti e loro famiglie (o i tutori o gli amministratori di sostegno) e i comuni di residenza degli utenti;
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| 51 |
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| 52 |
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Se si presenta una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) formalmente regolare, la ATS (agenzia per la tutela della salute) vieta la prosecuzione dell'attività all'azienda che si adeguata alle indicazioni della diffida nei tempi indicati. Questo è descritto nell'art. 19 della legge n. 241/1990. In questi casi vanno considerate anche le responsabilità di natura civile e penale e le sanzioni dovute per la violazione di altre normative regionali o nazionali,
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| 53 |
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Se si presenta una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) formalmente regolare, la ATS (agenzia per la tutela della salute) comunica alla Regione l'esito delle verifiche fatte e dei provvedimenti adottati. Tutte le comunicazioni tra ATS e Regione avvengono via PEC nel rispetto dell'articolo 65 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, Codice dell'Amministrazione Digitale.
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| 55 |
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| 56 |
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In questi casi vanno sempre considerate le responsabilità di natura civile e penale e le multe dovute al mancato rispetto di altre leggi regionali o nazionali. Alle unità d'offerta sociosanitarie viene sospensa o revocata l'autorizzazione o abilitazione all'esercizio, quando l'attività è svolta senza i requisiti minimi. In questi casi primariamente la ATS chiede alla azienda di adottare le prescrizioni per ripristinare i requisiti entro un tempo di almeno trenta giorni.
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| 58 |
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Se l'attività è finita, il gestore deve comunicarso alla ATS (agenzia a tutela della salute), al Comune e alla Regione. Deve dimostrare di aver garantito la continuità dell'assistenza agli utenti.
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| 60 |
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# Accreditamento delle unità d'offerta sociosanitarie
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| 61 |
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Le unità d'offerta sociosanitarie sono accreditate dopo aver presentato una specifica domanda. La domanda deve essere presentata anche per le unità d'offerta già accreditate, in questi casi:
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| 62 |
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- variazione, ovvero se aumentano o diminuiscono gli utenti potenziali,
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| 63 |
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- trasformazione di unità d'offerta esistente in altra tipologia;
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| 64 |
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- trasferimento del luogo in cui è svolta l'attività, anche all'interno dello stesso edificio;
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| 65 |
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- voltura, ovvero il trasferimento della gestione da un individuo a un altro.
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La domanda deve essere presentata, nei moduli regionali, alla Regione e alla ATS competente per territorio, attraverso
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| 68 |
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presentazione diretta,
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invio postale con raccomandata con avviso di ricevimento,
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| 70 |
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posta elettronica certificata (PEC).
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L'invio alla Regione deve avvenire esclusivamente tramite PEC.
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Alla domanda di accreditamento, solo per la ATS (agenzia a tutela della salute), devono essere allegati
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| 75 |
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autodichiarazioni di certificazioni o atti notori,
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| 76 |
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attestazioni ed elaborati tecnici. Questi documenti mostrano la presenza dei requisiti soggettivi, strutturali e tecnologici, organizzativi e gestionali previsti da questo provvedimento e dalla legge attuale per la specifica tipologia di unità d'offerta.
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| 77 |
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| 78 |
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La presentazione dell'istanza di accreditamento può avvenire:
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| 79 |
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- quando si presenta la SCIA (segnalazione certificata di inizio attività), ovvero con una SCIA cosiddetta contestuale, presentata con le stesse modalità indicate al precedente paragrafo 2.4;
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| 80 |
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- successivamente, quando c'è un'attività già abilitata o autorizzata all'esercizio
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| 81 |
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| 82 |
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La ATS (agenzia per la tutela della salute) verifica il possesso dei requisiti previsti con l'analisi dei documenti e la visita. Se le verfiche hanno un esito positivo, entro sessanta giorni dal ricevimento della domanda, dà un parere positivo per l'accreditamento, sulla base di attestazione del possesso di ogni requisito.
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| 83 |
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| 84 |
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Se un requisito risulta carente o mancante, si applicano le eventuali responsabilità di natura civile e penale e le sanzioni amministrative previste dall'articolo 27 della legge regionale n. 33/2009 e s.m.i. In questi casi la ATS:
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| 85 |
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- emette un atto di diffida, e impone al gestore di eseguire le indicazioni entro un tempo adeguato, che non può essere superiore a sessanta giorni;
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| 86 |
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- controla che le indicazioni siano rispettate, in questo caso dà parere positivo per l'accreditamento;
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| 87 |
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- se il tempo ricevuto con la diffida trascorre senza risultati, dà parere negativo al rilascio dell'accreditamento
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| 89 |
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Se la mancanza dei requisiti necessari per esercitare e essere accreditati produce un grave rischio per la salute dei cittadini, la ATS (agenzia per la tutela della salute) diffida l'azienda dotarsi dei requisiti mancanti. La ATS impedisce la prosecuzione dell'attività. Per le unità d'offerta accreditate,l'ATS sospende l'accreditamento per un periodo minimo di tre giorni ed un massimo di centottanta. In questi casi, il gestore deve collocare idoneamente tutti gli utenti in altre unità d'offerta. Per questo deve trovare un raccordo con la ATS, gli utenti stessi e le loro famiglie (o i tutori o gli amministratori di sostegno) e i Comuni di residenza degli utenti.
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| 90 |
-
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| 91 |
-
Tutti i provvedimenti adottati dalla ATS (agenzia per la tutela della salute) devono essere inviati alla Regione e al gestore entro cinque giorni lavorativi dalla loro adozione.
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| 92 |
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| 93 |
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La Regione, quando riceve i provvedimenti di parere, emette, entro sessanta giorni, il provvedimento di accreditamento. La regione aggiorna la posizione dell'unità d'offerta nel registro informatizzato delle unità d'offerta sociosanitarie accreditate. Comunica l'iscrizione anche alla ATS e al soggetto gestore interessato.
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| 94 |
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| 95 |
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Entro sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento regionale, il gestore deve avviare l'attività e offrire i servizi agli utenti. Deve anche comunicare l'inizio delle attività alla ATS competente.
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| 96 |
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| 97 |
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La ATS (agenzia per la tutela della salute) esegue un altro sopralluogo, senza preavviso, per verificare il mantenimento dei requisiti, entro novanta giorni dalla comunicazione del provvedimento regionale.
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| 98 |
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| 99 |
-
La ATS comunica il risultato del sopralluogo entro cinque giorni alla Regione con l'invio del relativo verbale.
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| 100 |
-
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| 101 |
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Se il sopralluogo dopo accreditamento è negativo, restano le responsabilità di natura civile e penale e le dovute multe previste dall'articolo 27 della legge regionale n. 33/2009 e s.m.i. In questo caso si applica la seguente procedura:
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| 102 |
-
- ATS (agenzia per la tutela della salute) diffida il gestore e lo spinge a sistemare i problemi entro un limite temporalenon superiore a trenta giorni;
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| 103 |
-
- quando ha accertato che le indicazione della ATS sono stare rispettate comunica alla Regione e al gestore l'esito positivo della verifica;
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| 104 |
-
- se il tempo concesso passa senza risultati, sospende l'accreditamento per un periodo minimo di tre e massimo di centottanta giorni. Durante il periodo, il gestore deve adeguarsi alle indicazioni;
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| 105 |
-
- quando di conclude la sospensione dell'accreditamento voluta dalla Regione, si ha una nuova verifica. Se le indicazioni sono rispettate, la ATS (agenzia per la tutela della salute) comunica alla Regione e al gestore l'esito positivo della verifica;
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| 106 |
-
- se manca ancora l'adeguamento, ovvero in caso di fatti di accertata gravità, la ATS revoca l'accreditamento
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| 107 |
-
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| 108 |
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Se i requisiti mancati per l'accreditamento possono provocare un grave rischio per la salute dei cittadini, la ATS (agenzia per la tutela della salute) diffida il gestore a sistemare i requisiti mancanti. In questo caso, vieta l'attività e sospende l'accreditamento per un periodo minimo di tre giorni ed un massimo di centottanta. Il gestore deve rispettare tutti gli adempimenti e le spese per sistemare gli utenti in altre unità d'offerta. Per questo deve essere in raccordo con la ATS, gli utenti stessi e le loro famiglie (o i tutori o gli amministratori di sostegno) e i Comuni di residenza degli utenti.
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| 109 |
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| 110 |
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Se con il sopralluogo dopo l'accreditamento, si vede che non sono ancora iniziati i servizi agli utenti, la ATS (agenzia per la tutela della salute) entro 30 giorni annulla l'accreditamento.
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| 111 |
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| 112 |
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Tutti i provvedimenti adottati dalla ATS (agenzia per la tutela della salute) devono essere inviati alla Regione e al gestore entro cinque giorni lavorativi dalla loro adozione.
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| 113 |
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| 114 |
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La Regione, dopo aver ricevuto i provvedimenti, entro sessanta giorni, riconosce l' accreditamento dell'unità d'offerta con iscrizione/aggiornamento del registro informatizzato delle unità d'offerta sociosanitarie accreditate. Comunica il provvedimento inoltre alla ATS (agenzia per la tutela della salute) e al gestore interessato.
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| 115 |
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| 116 |
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L'accreditamento si perfeziona con l'iscrizione nel registro regionale delle strutture accreditate.
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| 117 |
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| 118 |
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Il gestore deve, già quando presentala SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) o la richiesta di accreditamento, dimostrare il possesso di tutti requisiti previsti per l'accreditamento. I requisiti ci devono essere anche prima dall'effettiva presenza di utenti. La presenza del personale è invece assicurato quando sono offerti i servizi agli utenti.
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| 119 |
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| 120 |
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L'accreditamento dell'unità di offerta obbliga il gestore a mantenere i requisiti previsti da questo provvedimento e dalle leggi.
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| 121 |
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| 122 |
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Il soggetto gestore accreditato deve:
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| 123 |
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- comunicare efficacemente, come vuole la Regione;
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| 124 |
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- garantire alla ATS, che vigila e controlla le unità d'offerta, l'accesso a tutti i locali della struttura; l'accesso alla documentazione per l'accreditamento o per l'esercizio dell'unità di offerta; la possibilità di fare ulteriori verifiche sulla erogazione de servizi; la facoltà di prendere informazioni dirette dal personale, dagli ospiti e dai loro familiari;
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| 125 |
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- rispettare le procedure previste nei casi di variazione del gestore
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| 126 |
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| 127 |
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Per presentare domanda di accreditamento, il gestore può mostrare di avere i requisiti di accreditamento mediante perizia asseverata, come vuole la D.G.R. del 7 febbraio 2005, n. 20465, "Ulteriori determinazioni procedurali in ordine ai percorsi di semplificazione per le unità d'offerta sociosanitarie".
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| 128 |
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| 129 |
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Il trasferimento dell'accreditamento da un gestore a un altro è possibile dopo aver ottenuto
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| 130 |
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un provvedimento di voltura dalla Regione,
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| 131 |
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favorevole parere dell'ATS, che attesta la presenza dei requisiti soggettivi del nuovo gestore.
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| 132 |
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| 133 |
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Non si può cambiare il gestore di unità d'offerta non funzionanti.
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Il nuovo gestore attiva il procedimento con una domanda inviata alla Regione e alla ATS (agenzia per la tutela della salute) competente per territorio. Utilizza l'apposita modulistica regionale, e la presenta
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| 136 |
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mediante presentazione a mano,
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| 137 |
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invio postale con raccomandata con avviso di ricevimento,
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| 138 |
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posta elettronica certificata (PEC).
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| 139 |
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Alla Regione la domanda deve essere inviata esclusivamente tramite PEC.
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Alla domanda di cambio di gestione dell'accreditamento, inviata solo alla ATS (agenzia per la tutela della salute), deve essere allegata la seguente documentazione:
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| 143 |
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il contratto e/o l'atto di cessione, che documenta che il nuovo soggetto subentra nella gestione dell'unità d'offerta. L'atto è valido comunque solo dopo che il provvedimento di voltura dell'accreditamento è effettivo;
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Se l'immobile non appartiene al gestore: dichiarazione del proprietario che il nuovo gestore potrà godere dell'immobile e ottenere l'accreditamento. Non ci sono, ad esempio, vincoli per un finanziamento pubblico per la realizzazione o la ristrutturazione dell'immobile ove è esercitata l'unità d'offerta;
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attestazione del nuovo soggetto sul possesso dei requisiti di esercizio, di accreditamento. se il precedente gestore fosse titolare di contratto con la ATS (agenzia per la tutela della salute), deve anche avere i requisiti soggettivi per la sottoscrizione del contratto;
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dichiarazione di impegno del nuovo gestore a mantenere i requisiti organizzativi e gestionali, strutturali e tecnologici, di esercizio e di accreditamento;
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dichiarazione di impegno del precedente gestore a continuare con l'attività sino al cambio di gestione.
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Il richiedente non deve inviare, se non in caso di loro modifica, i documenti che mostrano il possesso dei requisiti strutturali.
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Entro sessanta giorni dalla presentazione dell'istanza, la ATS (agenzia per la tutela della salute) verifica i requisiti. Se i requisiti ci sono, la ATS dà parere favorevole al cambio di gestore, certifica così il possesso dei requisiti del nuovo soggetto gestore. Se le verifiche ha esito negativo, la ATS dà un parere negativo al cabmio di gestione.
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Entro cinque giorni lavorativi dalla loro adozione, tutti i provvedimenti dalla ATS (agenzia per la tutela della salute) devono essere inviati al gestore e alla Regione. La Regione regolarizza la voltura, entro sessanta giorni. Aggiornamento il registro informatizzato delle unità di offerta sociosanitarie accreditate. Manda una comunicazione alla ATS e al soggetto interessato.
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La ATS (agenzia per la tutela della salute), entro novanta giorni dalla comunicazione del cambio di gestione e dall'aggiornamento del registro regionale, visita l'unità d'offerta, per verificare i requisiti, soprattutto quelli organizzativi e gestionali.
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Le unità d'offerta realizzate con finanziamenti pubblici di natura regionale o statale mantengono, anche se c'è un cambio di gestione, il vincolo di destinazione.
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Il pubblico proprietario dell'immobile nel quale viene esercitata l'attività di un'unità d'offerta e che vuole affidare la gestione dell'attività, regola i rapporti con l'affidatario stabilendo le condizioni che garantiscono:
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| 164 |
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- il rispetto di tutti i requisiti per svolgere i servizi ed essere riconosciuti;
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- le condizioni per rientrare nel contratto con la ATS, previste dall leggi;
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- la corretta gestione dell'unità d'offerta come vogliono le attuali leggi nazionali e regionali
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Il soggetto pubblico deve inoltre affidare a terzi affinché la gestione dell'attività prosegua con continuità tra un gestore e il successivo.
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L'affidatario presenta la richiesta di voltura dell'accreditamento, così attiva la procedura descritta sopra. Alla documentazione richiesta vengono allegati il capitolato e l'atto di affidamento.
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Ovviamente sono valide le responsabilità di natura civile e penale, e le multe dovute al mancato rispetto di altre leggi. Le unità d'offerta sociosanitarie sono sospense o viene loro revocato l'accreditamento, dopo aver avuto una diffida dalla ATS ad adempiere entro un certo limite temporale (vedi paragrafo 3.2.), nei seguenti casi:
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| 173 |
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- quando mancano i requisiti minimi;
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- quando non mantiene uno o più requisiti di accreditamento;
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- quando non si rispetta il debito informativo verso la Regione o ATS
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Se il limite temporale trascorre senza risultati, la ATS (agenzia per la tutela della salute) entro trenta giorni sospende l'accreditamento per un minimo di tre e un massimo di centottanta giorni. Comunica questo sia alla Regione sia al gestore. La Regione sospende il gestore dal registro regionale,
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| 178 |
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Dopo la sospensione, la ATS controlla che le indicazioni sono state rispettate. Entro cinque giorni lavorativi comunica alla Regione e al gestore l'esito positivo della verifica.
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Se il gestore non si è ancora adeguato, e se ci sono fatti gravi, la ATS (agenzia per la tutela della salute) entro trenta giorni revoca l'accreditamento.
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| 182 |
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Le violazioni indicate ai punti 1 e 2 contestate allo stesso gestore per la terza volta nel corso dell'anno solare provoca una diffida. Il gestore è inoltre sospeso dell'accreditamento dalla ATS.
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Entro cinque giorni lavorativi, la ATS (agenzia per la tutela della salute) comunica i provvedimenti al soggetto e alla Regione. La Regione accredita il gestore entro i successivi sessanta giorni e aggiorna il registro informatizzato delle unità di offerta sociosanitarie accreditate. Invia una comunicazione alla ATS e al soggetto interessato.
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L'accreditamento si interrompe se l'attività finisce o non parte:
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| 188 |
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- l'attività che finisce: la ATS (agenzia per la tutela della salute) riceve la comunicazione del gestore. La ATS controlla che gli utenti abbiano una assistenza continua e lo comunica alla Regione. Se il gestore ha voluto interrompere l'attività, la revoca dura almeno novanta giorni, a meno che la ATS non devica diversamente. Il gestore è responsabile per tutti le cose da fare e le spese per sistemare gli utenti in altre unità d'offerta. Si deve mettere d'accordo con la ATS, gli utenti stessi, le loro famiglie, eventuali tutori o amministratori di sostegno e i Comuni di residenza. La ATS può sospendere per mancanza di attività, anche se il gestore non offre servizi agli utenti da almeno un trimestre.
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| 189 |
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- attività che non parte: la ATS fa decadere il gestore se dopo il sopralluogo si accorge che l'attività non è effettivamente partita
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Entro cinque giorni lavorativi, la ATS (agenzia per la tutela della salute) deve comunicare al gestore e alla Regione tutti i provvedimenti. La regione accredita la struttura, entro i successivi sessanta giorni, e aggiorna il registro informatizzato delle unità di offerta sociosanitarie. La regione manda una comunicazione anche alla ATS e al soggetto interessato.
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| 192 |
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Il gestore di più unità d'offerta sociosanitarie può chiedere il riconoscimento di ente unico gestore.
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Una unità d'offerta non funzionante non può essere inserita nell'Ente Unico
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Se un ente unico gestore di più unità d'offerta ottiene il riconoscimento, cambia la definizione dei servizi offerti. Il gestore diventa la somma di tutte le unità d'offerta che include.
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Una parte o tutte le unità d'offerta di un unico gestore formano l'ente unico. Il riconoscimento di ente unico è una semplificazione amministrativa, ma avviene con una profonda revisione organizzativa del soggetto gestore. Il gestore può organizzarsi gradualmente. In questo caso, non deve richiedere un riconoscimento necessariamente per tutte le unità d'offerta che controlla.
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L'ente unico è un gestore di più unità d'offerta accreditate. Questo gestore si comporta in maniera adeguata, e usa regole di assistenza e procedure operative omogenee. Ad esempio
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la gestione dei reclami,
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la rilevazione della qualità percepita,
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i contratti d'ingresso con gli utenti,
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la formazione del personale.
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Il legale rappresentante del gestore può presentare alla Regione e alle ATS (agenzia per la tutela della salute) una domanda per il riconoscimento dell'unità come un ente unico. In questo caso
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compila il modulo che comprende l'autocertificazione. L'autocertificazione mostra che l'ente ha i requisiti per l'accreditamento.
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La ATS (agenzia per la tutela della salute) è quella che si trova sul territorio in cui gestore svolge maggiromente la propria attività.
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La ATS (agenzia per la tutela della salute) entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda verifica i requisiti. La ATS invia l'attestato alla Regione e al gestore.
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| 214 |
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Dopo che riceve la comunicazione della ATS (agenzia per la tutela della salute), la Regione riconosce, entro trenta giorni, l'ente con un unico gestore. Il provvedimento viene fatto dalla Direzione Generale.
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Per le domande di cambio di gestori di Enti Unici, Se ci sono UdO (unità di offerta) non funzionanti, non si può cambiare il gestore. La UdO non attiva può rientrare in un Ente Unico.
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L'unità di offerta è considerata funzionante, se offrei i servizi agli di utenti.
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L'ATS (agenzia per la tutela della salute) quando valuta i gestori, deve:
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- verificare il funzionamento dell'UdO (unità di offerta), con i servizi offerti agli utenti;
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- far decadere l'accreditamento, se non si offrono servizi agli utenti per tre mesi
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CHANGED
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@@ -1,34 +1,25 @@
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| 1 |
-
# DEFINIZIONI
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| 2 |
L'accreditamento è il provvedimento con il quale si riconosce alle strutture già autorizzate lo status di potenziali erogatori di prestazioni sanitarie nell'ambito e per conto del Servizio Sanitario Nazionale.
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| 3 |
|
| 4 |
L'accreditamento, ai sensi di quanto disposto dalla L.R. n. 18/08 –Capo III-art. 15 e ss. è il titolo necessario per la stipula degli accordi contrattuali ai sensi dell'articolo 8 quinquies del D.lgs 502/92 e s.m.i. e per l'erogazione di prestazioni sanitarie per conto del SSN, nell'ambito dei LEA.
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| 5 |
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| 6 |
Oggetto dell'accreditamento istituzionale sono le funzioni svolte dalle strutture sanitarie, tenuto conto della capacità produttiva, in coerenza con gli indirizzi della programmazione regionale e del fabbisogno di attività, al fine di migliorare l'accessibilità ai servizi e valorizzare le aree di insediamento di nuove strutture e studi.
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| 7 |
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| 8 |
-
L'accreditamento viene concesso ai soggetti già in possesso dell'autorizzazione all'esercizio, subordinatamente alla sussistenza delle seguenti condizioni:
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| 9 |
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| 10 |
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| 11 |
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| 12 |
-
rispondenza ai requisiti ulteriori individuati da provvedimenti emanati dalla Giunta Regionale, da ultimo con DGR n.1135 del 04/11/08 recante: "DGR n. 361/07. Accordo tra il Ministero della Salute, il Ministero dell'Economia e delle Finanze e la Regione Molise sottoscritto in data 27.02.07. P.O. di rientro 2007/2008/2009. Obiettivo Operativo 11.3. Provvedimenti conferma manuale di disciplina dei requisiti per l'autorizzazione e l'accreditamento delle strutture sanitarie. Provvedimenti.", con la quale la Giunta Regionale ha approvato in via definitiva il manuale contenente la disciplina di dettaglio in materia di accreditamento, di cui alla DGR n. 361/07;
|
| 13 |
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| 14 |
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verifica positiva dell'attività svolta e dei risultati ottenuti.
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# SOGGETTI E COMPITI
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La Regione-Direzione Generale V, riceve l'istanza per il rilascio del provvedimento di accreditamento istituzionale e per il tramite del Servizio competente per materia, all'esito dell'istruttoria tecnico-amministrativa, elabora e trasmette la relativa proposta di deliberazione all'Organo competente - Giunta Regionale – per l'eventuale adozione.
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Il CRASS – Comitato Regionale per l'Accreditamento delle Strutture Sanitarie e Socio- Sanitarie, istituito con DGR n. 102/07 del 09.02.07, composto da funzionari e dirigenti della Direzione Generale V^ competenti per materia, nonché dall'Esperto per l'Accreditamento, è deputato allo svolgimento delle seguenti attività:
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inoltro dell'esito della valutazione al Servizio della Direzione Generale V^ competente per tipologia di Struttura, ai fini della redazione e dell'inoltro della proposta di provvedimento di rilascio dell'accreditamento da sottoporre alla Giunta Regionale per l'eventuale adozione;
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programmazione delle attività di verifica e monitoraggio successive alla concessione dell'Accreditamento;
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organizzazione e coordinamento dell'aggiornamento dei requisiti di accreditamento.
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Il GAR – Gruppo di Accreditamento Regionale, istituito quale organismo tecnico a supporto del CRASS, con DGR n. 893/08 del 01.08.08, è composto da personale competente in materia di accreditamento, dotato di comprovata esperienza nel settore, individuato mediante:
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| 34 |
- procedure di selezione esterna;
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@@ -36,84 +27,57 @@ Il GAR – Gruppo di Accreditamento Regionale, istituito quale organismo tecnico
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| 36 |
- utilizzo dei valutatori esperti, individuati anche mediante procedure di affiancamento con altre Regioni.
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Il GAR – Gruppo di Accreditamento Regionale è deputato alle seguenti funzioni e responsabilità:
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Attività di verifica e monitoraggio dell'assetto tecnologico, controllo di qualità, dimensioni dell'attività clinica;
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Redazione di un rapporto finale del sopralluogo;
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Collaborazione con il CRASS per eventuali ulteriori approfondimenti che si rendano necessari in seguito al sopralluogo ed al rapporto finale;
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Svolgimento di visite di verifica e monitoraggio, successive alla concessione dell'accreditamento.
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ogni altra attività di supporto tecnico-sanitario necessaria per l'attuazione della normativa in materia di accreditamento ed in particolare della L.R. n. 18/08 cit.
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| 57 |
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| 58 |
Alle attività procedimentali del GAR, a garanzia di tutela degli interessi di categoria, potranno assistere i referenti designati dalle Associazioni di riferimento, giusta DGR 77/09.
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# PROCEDIMENTO PER L'ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE
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Le strutture sanitarie, autorizzate ai sensi degli articoli 7 e 8 della L.R. 18/08 che intendono chiedere l'accreditamento istituzionale di cui all'articolo 15, inoltrano la relativa domanda al competente Servizio della Direzione Generale V- della Regione, secondo le seguenti modalità individuate ai sensi dell'articolo 16, comma 2, lettera c) L.R. n. 18/08 cit.
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Programma il sopralluogo, scegliendo di sottoporre a supervisione le componenti dell'organizzazione che sono state autocertificate come presenti dal rappresentante legale della struttura, programmando di verificare la sussistenza del: 1) 100% dei requisiti essenziali per l'accreditamento di cui al "Manuale dei Requisiti per l'Autorizzazione ed Accreditamento delle Strutture Sanitarie" -DGR 1135/08 -; 2) 25% degli ulteriori requisiti per l'accreditamento di cui al "Manuale dei Requisiti per l'Autorizzazione ed Accreditamento delle Strutture Sanitarie" -DGR 1135/08 -, selezionati con procedura randomizzata in ciascuna delle sezioni del manuale per l'accreditamento.
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Comunica ai responsabili della struttura da accreditare: data, orario della visita, nominativi del gruppo di esperti GAR, durata prevista della visita, Responsabili o operatori che si intendono intervistare, estensione della visita e materiale documentale da fornire da parte della struttura all'atto della visita.
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Il Gruppo di esperti GAR, conduce il sopralluogo in base alle seguenti modalità:
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Incontra il rappresentante legale della struttura da accreditare (o persona da lui delegata) ed il gruppo di esperti per l'accreditamento interni alla struttura per un colloquio iniziale in cui avvengono: la presentazione del gruppo e dell'obiettivo della visita, la presentazione dell'estensione, delle modalità e delle procedure della visita, la conferma della disponibilità dei referenti interni e del materiale richiesto.
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Effettua il sopralluogo sulla base di quanto programmato nella fase preparatoria ed in base a quanto emerso nel colloquio iniziale.
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Durante la visita vengono raccolte evidenze tramite: osservazioni, esami di documenti, interviste. Il Responsabile del gruppo (Team Leader) attribuisce i compiti tra i vari componenti del gruppo. Vanno raccolti eventuali supporti alla non corresponsione dei requisiti. La non evidenza dei requisiti va presentata dal Responsabile del gruppo al referente della struttura prima della chiusura della visita e della riunione finale per consentire, ad esempio, l'eventuale reperimento delle prove di corresponsione dei requisiti sotto altre forme.
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Conclude il sopralluogo con un incontro con il rappresentante legale della struttura e con il gruppo di accreditamento interno per un commento sulla valutazione effettuata. Le linee essenziali descrittive di quest'incontro debbono essere segnalate nel rapporto sul sopralluogo.
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| 92 |
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Gli esperti GAR redigono in seguito il rapporto finale dettagliato con contestuale proposta di accreditamento della struttura e del livello di accreditamento da assegnare alla stessa. Il rapporto finale deve contenere dati relativi a: estensione della visita, dati del gruppo, osservazioni dettagliate e puntuali delle criticità rilevate, un giudizio di sintesi. È possibile, in quest'occasione, formulare ipotesi prescrittive con relative scadenze.
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| 94 |
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Tale rapporto viene firmato dal Responsabile del gruppo e da tutti i componenti, datato ed inviato al Direttore Generale della Direzione Generale V^ entro e non oltre 7 giorni dalla conclusione della visita. Copia di tale rapporto viene inviata anche al responsabile legale della struttura che potrà far pervenire al CRASS, entro 15 giorni dal ricevimento del documento, integrazioni e controdeduzioni al rapporto stesso.
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Il CRASS-Comitato Regionale per l'Accreditamento delle Strutture Sanitarie:
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Può richiedere agli esperti GAR, che hanno effettuato il sopralluogo, eventuali integrazioni o tramite relazione integrativa scritta o tramite colloquio diretto con gli stessi.
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Può chiedere eventuali integrazioni alla struttura candidata all'accreditamento.
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Inoltra l'esito della valutazione al Servizio della Direzione Generale V^ competente per tipologia di Struttura, ai fini della redazione e dell'inoltro della proposta di provvedimento di rilascio dell'accreditamento da sottoporre alla Giunta Regionale per l'eventuale adozione.
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La Regione-Direzione Generale V^, per il tramite del Servizio competente per materia, all'esito dell'istruttoria tecnico-amministrativa, elabora e trasmette la relativa proposta di deliberazione all'Organo competente -Giunta Regionale -per l'eventuale adozione.
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# ARCHIVIO DELLE STRUTTURE SANITARIE
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| 112 |
Ai sensi di quanto disposto dall'art. 24 della L.R. 18/08, è' istituito presso l'Assessorato alla Sanità-Direzione Generale V^, l'archivio generale delle Strutture Sanitarie operanti nel territorio regionale.
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| 113 |
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| 114 |
Lo stesso raccoglie, sia in formato cartaceo che digitale, i dati anagrafici e la documentazione amministrativa di riferimento dei soggetti accreditati distinti per classe di appartenenza della Struttura e per tipologia di prestazioni erogabili.
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# FINANZIAMENTO DEL GAR
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| 117 |
Gli oneri economici per il funzionamento del GAR-a carico del Bilancio Regionale a valere sul capitolo 34100 del bilancio 2009 -sono determinati, analogamente ad altre Regioni, in € 90 ora/valutatore, intesi come tempi standard per ogni tipologia di Struttura.
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| 118 |
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| 119 |
Gli oneri economici sono stabiliti per tariffa oraria, per tipologia di Struttura ed in relazione al numero di pp.ll, relativamente alle Strutture a valenza ospedaliera, considerando altresì il numero di valutatori necessario per la verifica.
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@@ -130,4 +94,4 @@ L'attività di verifica è da considerarsi attività istituzionale della Azienda
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| 130 |
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| 131 |
Ogni altra attività di supporto tecnico-sanitario necessaria per l'attuazione della normativa in materia di accreditamento ed in particolare della L.R. n. 18/08 cit., svolta dagli esperti GAR presso la Direzione Generale V^, verrà remunerata a vacazione, secondo gli oneri tariffari come sopra determinati, ridotti nella misura del 50%.
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| 132 |
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Per i liberi professionisti privati, il pagamento per l'attività di verifica svolta viene erogato dalla Direzione Generale V^.
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| 1 |
+
# 1. DEFINIZIONI
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| 2 |
L'accreditamento è il provvedimento con il quale si riconosce alle strutture già autorizzate lo status di potenziali erogatori di prestazioni sanitarie nell'ambito e per conto del Servizio Sanitario Nazionale.
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| 4 |
L'accreditamento, ai sensi di quanto disposto dalla L.R. n. 18/08 –Capo III-art. 15 e ss. è il titolo necessario per la stipula degli accordi contrattuali ai sensi dell'articolo 8 quinquies del D.lgs 502/92 e s.m.i. e per l'erogazione di prestazioni sanitarie per conto del SSN, nell'ambito dei LEA.
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| 5 |
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| 6 |
Oggetto dell'accreditamento istituzionale sono le funzioni svolte dalle strutture sanitarie, tenuto conto della capacità produttiva, in coerenza con gli indirizzi della programmazione regionale e del fabbisogno di attività, al fine di migliorare l'accessibilità ai servizi e valorizzare le aree di insediamento di nuove strutture e studi.
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| 7 |
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| 8 |
+
L'accreditamento viene concesso ai soggetti già in possesso dell'autorizzazione all'esercizio, subordinatamente alla sussistenza delle seguenti condizioni:
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| 9 |
+
- coerenza delle funzioni svolte con gli indirizzi della programmazione regionale;
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| 10 |
+
- rispondenza ai requisiti ulteriori individuati da provvedimenti emanati dalla Giunta Regionale, da ultimo con DGR n.1135 del 04/11/08 recante: "DGR n. 361/07. Accordo tra il Ministero della Salute, il Ministero dell'Economia e delle Finanze e la Regione Molise sottoscritto in data 27.02.07. P.O. di rientro 2007/2008/2009. Obiettivo Operativo 11.3. Provvedimenti conferma manuale di disciplina dei requisiti per l'autorizzazione e l'accreditamento delle strutture sanitarie. Provvedimenti.", con la quale la Giunta Regionale ha approvato in via definitiva il manuale contenente la disciplina di dettaglio in materia di accreditamento, di cui alla DGR n. 361/07;
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| 11 |
+
- verifica positiva dell'attività svolta e dei risultati ottenuti.
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| 13 |
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# 2. SOGGETTI E COMPITI
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| 14 |
+
La Regione-Direzione Generale V, riceve l'istanza per il rilascio del provvedimento di accreditamento istituzionale e per il tramite del Servizio competente per materia, all'esito dell'istruttoria tecnico-amministrativa, elabora e trasmette la relativa proposta di deliberazione all'Organo competente - Giunta Regionale – per l'eventuale adozione.
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Il CRASS – Comitato Regionale per l'Accreditamento delle Strutture Sanitarie e Socio- Sanitarie, istituito con DGR n. 102/07 del 09.02.07, composto da funzionari e dirigenti della Direzione Generale V^ competenti per materia, nonché dall'Esperto per l'Accreditamento, è deputato allo svolgimento delle seguenti attività:
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| 17 |
+
- valutazione preliminare delle domande di accreditamento;
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| 18 |
+
- programmazione dei sopralluoghi presso le strutture sanitarie che hanno chiesto l'accreditamento ed individuazione degli esperti del GAR nonché composizione dei team incaricati dell'effettuazione delle visite in loco, dei sopralluoghi e delle ispezioni, coordinati da un Team Leader;
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| 19 |
+
- valutazione e presa d'atto delle verifiche tecniche elaborate dal GAR all'esito dei sopralluoghi dallo stesso effettuati presso le Strutture da accreditare;
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| 20 |
+
- inoltro dell'esito della valutazione al Servizio della Direzione Generale V^ competente per tipologia di Struttura, ai fini della redazione e dell'inoltro della proposta di provvedimento di rilascio dell'accreditamento da sottoporre alla Giunta Regionale per l'eventuale adozione;
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| 21 |
+
- programmazione delle attività di verifica e monitoraggio successive alla concessione dell'Accreditamento;
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+
- organizzazione e coordinamento dell'aggiornamento dei requisiti di accreditamento.
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Il GAR – Gruppo di Accreditamento Regionale, istituito quale organismo tecnico a supporto del CRASS, con DGR n. 893/08 del 01.08.08, è composto da personale competente in materia di accreditamento, dotato di comprovata esperienza nel settore, individuato mediante:
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| 25 |
- procedure di selezione esterna;
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| 27 |
- utilizzo dei valutatori esperti, individuati anche mediante procedure di affiancamento con altre Regioni.
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| 29 |
Il GAR – Gruppo di Accreditamento Regionale è deputato alle seguenti funzioni e responsabilità:
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| 30 |
+
- Valutazione preliminare del materiale documentale allegato alla domanda per il rilascio accreditamento istituzionale;
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| 31 |
+
- Verifica del possesso da parte della Struttura richiedente del provvedimento di autorizzazione all'esercizio dell'attività sanitaria;
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| 32 |
+
- Verifica conformità da parte della Struttura richiedente ai requisiti di cui al procedimento di conferma dell'accreditamento provvisorio giuste DGR nn 717/07; 905/07 e 1056/07;
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| 33 |
+
- Effettuazione di sopralluoghi, verifiche tecniche, amministrative, sanitarie ed economiche circa la sussistenza dei requisiti previsti per l'accreditamento istituzionale di cui al "Manuale dei Requisiti per l'Autorizzazione ed Accreditamento delle Strutture Sanitarie", giusta DGR n. 361/07 e DGR. n. 1135/08;
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| 34 |
+
- Attività di verifica e monitoraggio dell'assetto tecnologico, controllo di qualità, dimensioni dell'attività clinica;
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| 35 |
+
- Redazione di un rapporto finale del sopralluogo;
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| 36 |
+
- Collaborazione con il CRASS per eventuali ulteriori approfondimenti che si rendano necessari in seguito al sopralluogo ed al rapporto finale;
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| 37 |
+
- Svolgimento di visite di verifica e monitoraggio, successive alla concessione dell'accreditamento.
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- ogni altra attività di supporto tecnico-sanitario necessaria per l'attuazione della normativa in materia di accreditamento ed in particolare della L.R. n. 18/08 cit.
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Alle attività procedimentali del GAR, a garanzia di tutela degli interessi di categoria, potranno assistere i referenti designati dalle Associazioni di riferimento, giusta DGR 77/09.
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# 3. PROCEDIMENTO PER L'ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE
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| 43 |
Le strutture sanitarie, autorizzate ai sensi degli articoli 7 e 8 della L.R. 18/08 che intendono chiedere l'accreditamento istituzionale di cui all'articolo 15, inoltrano la relativa domanda al competente Servizio della Direzione Generale V- della Regione, secondo le seguenti modalità individuate ai sensi dell'articolo 16, comma 2, lettera c) L.R. n. 18/08 cit.
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| 44 |
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- I soggetti autorizzati richiedono alla Direzione Generale V della Regione – Servizio competente per materia - l'inizio delle procedure di accreditamento inviando adeguata richiesta, corredata dalla necessaria documentazione.
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| 45 |
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- La Direzione Generale V, per il tramite del CRASS, verifica l'accoglibilità della richiesta di accreditamento sulla base dei documenti allegati alla stessa.
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- Il CRASS si riunirà per la individuazione nonché composizione dei team di esperti del GAR incaricati dell'effettuazione delle visite in loco, dei sopralluoghi e delle ispezioni, coordinati da un Team leader;
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- La scelta degli esperti del GAR verrà effettuata, secondo quanto disposto al precedente punto 2, in base ai seguenti criteri:
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- Gli esperti non possono essere dipendenti delle stesse strutture da accreditare né possono avere con esse alcun rapporto di consulenza, comando, distacco e similari o comunque rapporti personali che configurino un conflitto d'interesse;
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- Il gruppo di esperti deve essere costituito almeno da un responsabile del gruppo di visita (Team leader) selezionato dal CRASS sulla base della maggiore esperienza nel campo dell'accreditamento. Almeno un membro del gruppo di esperti deve essere scelto tra esperti operanti in strutture di tipologia simile alla struttura oggetto della visita. Il gruppo deve comunque essere costituito anche in rapporto alle dimensioni della Struttura da sottoporre a sopralluogo.
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Il gruppo di esperti individuato per la procedura di sopralluogo:
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- Analizza congiuntamente al CRASS i documenti presentati dal rappresentante legale della struttura che ha fatto domanda per l'accreditamento, eventualmente chiedendo allo stesso delle integrazioni della documentazione.
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- Programma il sopralluogo, scegliendo di sottoporre a supervisione le componenti dell'organizzazione che sono state autocertificate come presenti dal rappresentante legale della struttura, programmando di verificare la sussistenza del: 1) 100% dei requisiti essenziali per l'accreditamento di cui al "Manuale dei Requisiti per l'Autorizzazione ed Accreditamento delle Strutture Sanitarie" -DGR 1135/08 -; 2) 25% degli ulteriori requisiti per l'accreditamento di cui al "Manuale dei Requisiti per l'Autorizzazione ed Accreditamento delle Strutture Sanitarie" -DGR 1135/08 -, selezionati con procedura randomizzata in ciascuna delle sezioni del manuale per l'accreditamento.
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| 54 |
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- Comunica ai responsabili della struttura da accreditare: data, orario della visita, nominativi del gruppo di esperti GAR, durata prevista della visita, Responsabili o operatori che si intendono intervistare, estensione della visita e materiale documentale da fornire da parte della struttura all'atto della visita.
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| 55 |
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Il Gruppo di esperti GAR, conduce il sopralluogo in base alle seguenti modalità:
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- Incontra il rappresentante legale della struttura da accreditare (o persona da lui delegata) ed il gruppo di esperti per l'accreditamento interni alla struttura per un colloquio iniziale in cui avvengono: la presentazione del gruppo e dell'obiettivo della visita, la presentazione dell'estensione, delle modalità e delle procedure della visita, la conferma della disponibilità dei referenti interni e del materiale richiesto.
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| 58 |
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- Effettua il sopralluogo sulla base di quanto programmato nella fase preparatoria ed in base a quanto emerso nel colloquio iniziale.
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| 59 |
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- Durante la visita vengono raccolte evidenze tramite: osservazioni, esami di documenti, interviste. Il Responsabile del gruppo (Team Leader) attribuisce i compiti tra i vari componenti del gruppo. Vanno raccolti eventuali supporti alla non corresponsione dei requisiti. La non evidenza dei requisiti va presentata dal Responsabile del gruppo al referente della struttura prima della chiusura della visita e della riunione finale per consentire, ad esempio, l'eventuale reperimento delle prove di corresponsione dei requisiti sotto altre forme.
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| 60 |
+
- Conclude il sopralluogo con un incontro con il rappresentante legale della struttura e con il gruppo di accreditamento interno per un commento sulla valutazione effettuata. Le linee essenziali descrittive di quest'incontro debbono essere segnalate nel rapporto sul sopralluogo.
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Gli esperti GAR redigono in seguito il rapporto finale dettagliato con contestuale proposta di accreditamento della struttura e del livello di accreditamento da assegnare alla stessa. Il rapporto finale deve contenere dati relativi a: estensione della visita, dati del gruppo, osservazioni dettagliate e puntuali delle criticità rilevate, un giudizio di sintesi. È possibile, in quest'occasione, formulare ipotesi prescrittive con relative scadenze.
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| 63 |
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Tale rapporto viene firmato dal Responsabile del gruppo e da tutti i componenti, datato ed inviato al Direttore Generale della Direzione Generale V^ entro e non oltre 7 giorni dalla conclusione della visita. Copia di tale rapporto viene inviata anche al responsabile legale della struttura che potrà far pervenire al CRASS, entro 15 giorni dal ricevimento del documento, integrazioni e controdeduzioni al rapporto stesso.
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| 66 |
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Il CRASS-Comitato Regionale per l'Accreditamento delle Strutture Sanitarie:
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- Riceve il rapporto dagli esperti GAR che hanno effettuato il sopralluogo.
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- Valuta il rapporto collegialmente.
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- Può richiedere agli esperti GAR, che hanno effettuato il sopralluogo, eventuali integrazioni o tramite relazione integrativa scritta o tramite colloquio diretto con gli stessi.
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- Può chiedere eventuali integrazioni alla struttura candidata all'accreditamento.
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| 71 |
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- Inoltra l'esito della valutazione al Servizio della Direzione Generale V^ competente per tipologia di Struttura, ai fini della redazione e dell'inoltro della proposta di provvedimento di rilascio dell'accreditamento da sottoporre alla Giunta Regionale per l'eventuale adozione.
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La Regione-Direzione Generale V^, per il tramite del Servizio competente per materia, all'esito dell'istruttoria tecnico-amministrativa, elabora e trasmette la relativa proposta di deliberazione all'Organo competente -Giunta Regionale -per l'eventuale adozione.
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# 4. ARCHIVIO DELLE STRUTTURE SANITARIE
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| 76 |
Ai sensi di quanto disposto dall'art. 24 della L.R. 18/08, è' istituito presso l'Assessorato alla Sanità-Direzione Generale V^, l'archivio generale delle Strutture Sanitarie operanti nel territorio regionale.
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| 78 |
Lo stesso raccoglie, sia in formato cartaceo che digitale, i dati anagrafici e la documentazione amministrativa di riferimento dei soggetti accreditati distinti per classe di appartenenza della Struttura e per tipologia di prestazioni erogabili.
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| 80 |
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# 5. FINANZIAMENTO DEL GAR
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| 81 |
Gli oneri economici per il funzionamento del GAR-a carico del Bilancio Regionale a valere sul capitolo 34100 del bilancio 2009 -sono determinati, analogamente ad altre Regioni, in € 90 ora/valutatore, intesi come tempi standard per ogni tipologia di Struttura.
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| 82 |
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| 83 |
Gli oneri economici sono stabiliti per tariffa oraria, per tipologia di Struttura ed in relazione al numero di pp.ll, relativamente alle Strutture a valenza ospedaliera, considerando altresì il numero di valutatori necessario per la verifica.
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Ogni altra attività di supporto tecnico-sanitario necessaria per l'attuazione della normativa in materia di accreditamento ed in particolare della L.R. n. 18/08 cit., svolta dagli esperti GAR presso la Direzione Generale V^, verrà remunerata a vacazione, secondo gli oneri tariffari come sopra determinati, ridotti nella misura del 50%.
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Per i liberi professionisti privati, il pagamento per l'attività di verifica svolta viene erogato dalla Direzione Generale V^.
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documents/molise/healthcare/accreditation/2017-06-23_Regione Molise_d371b98e773c4b8e198bc9e1257d0b03/extracted_text.md
CHANGED
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@@ -1,38 +1,42 @@
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# PROCEDURA AUTORIZZAZIONE REALIZZAZIONE
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| 2 |
Lo scopo del presente documento è quello di definire la procedura (fasi, tempi, responsabilità, modulistica) di richiesta e di concessione dell'autorizzazione alla realizzazione, secondo quanto previsto dall'art. 5 L.R. n. 18/2008. Tale procedura si applica a tutti gli aventi causa che chiedono la realizzazione, l'ampliamento ed il trasferimento in altro Comune di struttura sanitaria o socio-sanitaria e a tutte le strutture, gli studi ed i professionisti autorizzati predefinitivamente ai sensi dell'art. 10 della L.R. n. 18/2008 che intendono chiedere l'autorizzazione definitiva.
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La procedura di autorizzazione alla realizzazione è descritta nel seguente diagramma di flusso e nelle note associate.
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I soggetti pubblici e privati che intendono realizzare, ampliare, trasformare o trasferire una struttura di cui all'art. 6 comma 1 della L.R. n. 18/2008 inoltrano al comune territorialmente competente:
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- la richiesta di permesso a costruire;
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- la richiesta di autorizzazione alla realizzazione della struttura.
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La richiesta di permesso a costruire deve essere corredata da:
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- attestazione di avvenuto pagamento dei diritti sanitari;
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- relazione tecnico illustrativa dell'intervento proposto;
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- copia del progetto architettonico: planimetrie, prospetti, sezioni, che deve garantire il rispetto dei requisiti minimi tecnologici strutturali ed impiantistici dettagliati nel Manuale di Autorizzazione;
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- i certificati di agibilità degli impianti;
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- il certificato prevenzione incendi.
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La richiesta di autorizzazione alla realizzazione della struttura deve essere redatta in forma di domanda su apposito modulo (MOD01) allegando i documenti sotto elencati:
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autocertificazione concernente la conformità del progetto al possesso dei requisiti minimi costituita da una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà firmata dal Responsabile della struttura con allegate copie fotostatiche del Manuale di autorizzazione autocompilate e firmate singolarmente dal Responsabile della singola struttura organizzativa, in numero corrispondente alle aree di intervento oggetto di autorizzazione;
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Le documentazioni e autocertificazioni necessarie devono indicare inoltre:
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- i dati anagrafici del soggetto richiedente nel caso lo stesso sia persona fisica;
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- la sede e la ragione sociale nel caso in cui il soggetto richiedente sia una società;
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- la sede e la denominazione nel caso in cui il richiedente sia un soggetto pubblico;
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- la tipologia delle prestazioni che si intendono erogare;
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- la tipologia di regime (ambulatoriale, ricovero ospedaliero, residenziale/semiresidenziale, termale).
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La documentazione della richiesta di cui alla NOTA 1 è inviata dalla struttura al Comune in triplice copia. Una copia della documentazione è immediatamente trasmessa dal Comune al Dipartimento di Prevenzione della Asrem competente per territorio per il parere igienico sanitario di congruità del progetto (art. 7, L.R. n. 18/ 2008), e un'altra copia alla Direzione Generale per la salute per il nulla-osta di compatibilità (art. 7, commi 4, 5 e 6 L.R. n. 18/2008).
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Il Comune e la Regione possono richiedere, previa reciproca informazione, eventuale integrazione della documentazione fornita dagli aventi causa.
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Il nulla-osta di compatibilità di cui art. 7, commi 4, 5 e 6 L.R. n. 18/2008, viene determinato a cura del competente Servizio della Direzione Generale per la salute e rilasciato previo parere obbligatorio e vincolante, da rendere entro e non oltre sessanta giorni - per le strutture che erogano prestazioni di assistenza specialistica in regime ambulatoriale e per gli studi professionali singoli e associati, mono o polispecialistici di cui al comma 2 dell'art. 8 ter D.Lgs 30.12.1992 n. 502 e successive modificazioni ed integrazioni – ed entro e non oltre centoventi giorni per le strutture residue a più elevata complessità – dalla presentazione della domanda e comunque entro sessanta giorni dall'istruzione della pratica da parte del servizio competente, della tipologia di attività richieste in relazione al fabbisogno complessivo ed alla localizzazione territoriale delle strutture sanitarie e socio-sanitarie presenti in ambito regionale.
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Il Dipartimento di Prevenzione territorialmente competente rilascia il parere positivo igienico-sanitario di cui all'art. 7 L.R. n. 18/2008, previa verifica, entro sessanta giorni dalla ricezione della domanda, della congruità del progetto rispetto ai requisiti minimi strutturali, tecnologici ed impiantistici previsti nell'apposito manuale.
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Il permesso a costruire e l'autorizzazione alla realizzazione sono rilasciate dal comune contestualmente, entro centottanta giorni dalla presentazione della domanda.
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Il Comune non può rilasciare le autorizzazioni di sua spettanza senza l'esito positivo della verifica di compatibilità regionale e del parere igienico sanitario (art. 7, commi 4, 5, 6 e 7 L.R. n. 18/2008).
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@@ -42,11 +46,12 @@ Lo scopo del presente documento è quello di definire la procedura (fasi, tempi,
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La procedura di autorizzazione all'esercizio è descritta nel seguente diagramma di flusso e nelle note associate.
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I soggetti autorizzati alla realizzazione delle strutture sanitarie e socio-sanitarie ai sensi dell'articolo 7 della L.R. n. 18/2008 terminati i lavori e comunque prima dell'utilizzo delle medesime, devono chiedere alla Regione Molise il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio delle specifiche attività descritte al comma 1 dell'art. 6 L.R. n. 18/2008.
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La domanda redatta su apposito modulo (MOD02) contiene le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà concernenti la conformità dell'opera al progetto approvato e le necessarie autocertificazioni relative al possesso dei requisiti minimi definiti nel Manuale di autorizzazione.
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Le documentazioni e autocertificazioni necessarie devono indicare inoltre:
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- i dati anagrafici del soggetto richiedente nel caso lo stesso sia persona fisica;
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- la sede e la ragione sociale nel caso in cui il soggetto richiedente sia una società;
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- la sede e la denominazione nel caso in cui il richiedente sia un soggetto pubblico;
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@@ -56,10 +61,13 @@ Le documentazioni e autocertificazioni necessarie devono indicare inoltre:
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La sostituzione del direttore sanitario deve essere comunicata alla Regione per la variazione del provvedimento di autorizzazione.
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La documentazione della richiesta di cui alla Nota 1 è inviata dalla struttura alla Regione in duplice copia. Una copia è immediatamente trasmessa al Dipartimento di Prevenzione della Asrem, competente per territorio, per la verifica del rispetto dei requisiti minimi strutturali, tecnologici, organizzativi e di dotazione di personale definiti nel Manuale di autorizzazione.
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Il Dipartimento di Prevenzione effettua la verifica dell'effettivo rispetto dei requisiti minimi entro sessanta giorni dal ricevimento della domanda. La documentazione dell'avvenuta verifica viene tempestivamente inviata dal Dipartimento di Prevenzione alla Regione - Direzione Generale per la Salute.
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La Regione - Direzione Generale per la Salute rilascia il provvedimento di autorizzazione all'esercizio di attività sanitaria o socio-sanitaria al rappresentante legale richiedente entro novanta giorni dalla presentazione della domanda. Copia di tale certificato va inoltrata dalla Direzione Generale per la Salute al Comune.
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# PROCEDURA ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE
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@@ -67,67 +75,60 @@ Lo scopo del presente documento è quello di definire la procedura (fasi, tempi,
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La procedura di accreditamento è descritta nel seguente diagramma di flusso e nelle note associate.
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I soggetti autorizzati all'esercizio dell'attività sanitaria ai sensi dell'articolo 8 della L.R. n. 18/2008 ed i soggetti accreditati temporaneamente ai sensi dell'art. 19 L.R. n. 18/2008 che intendono chiedere l'accreditamento istituzionale inoltrano la relativa domanda alla Regione. La domanda va redatta sull'apposito "Modulo per l'Accreditamento Istituzionale" (Mod. Acc. Ist. 01) Allegato 1.
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L'
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Al termine della visita, l'Organismo Tecnicamente Accreditante (O.T.A.) redige la relazione finale che viene inviata al Dirigente del Servizio competente della Direzione Generale per la Salute.
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Qualora il Dirigente del Servizio competente della Direzione Generale per la Salute rilevi l'opportunità di eventuali integrazioni e/o chiarimenti, verranno comunicate al legale rappresentante della struttura che entro 15 giorni dalla comunicazione della Regione farà pervenire alla stessa le integrazioni e i chiarimenti necessari. Se necessario il Dirigente del Servizio competente della Direzione Generale per la Salute attiverà nuovamente l'O.T.A. per un'ulteriore visita.
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- Accreditamento
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- Accreditamento Istituzionale con definizione della classe di accreditamento, ai sensi dell'articolo 6 della L.R. n. 18/2008.
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Il Dirigente del Servizio competente della Direzione Generale per la Salute valuta la tipologia di Accreditamento, su proposta motivata dell'O.T.A., e predispone il provvedimento per il livello di accreditamento o il diniego dello stesso.
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Nel caso di Accreditamento con prescrizione sarà richiesto al Legale rappresentante della struttura di provvedere, entro novanta giorni, all'adeguamento.
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La Direzione Generale per la Salute propone il provvedimento per il livello di accreditamento o il diniego dello stesso.
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La Struttura Commissariale, entro venti giorni dal ricevimento della proposta con Decreto del Commissario ad acta formalizza l'atto.
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I relativi atti formali vengono notificati dal Servizio competente della Direzione Generale per la Salute al rappresentante legale della struttura e, per conoscenza, alla ASREM.
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# DOMANDA PER L'AUTORIZZAZIONE ALLA REALIZZAZIONE
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Consapevole che:
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- è vietata la realizzazione di strutture sanitarie o socio-sanitarie non compatibili con gli strumenti della programmazione sanitaria regionale;
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- le stesse strutture devono rispettare i requisiti minimi tecnologici, strutturali ed impiantistici previsti nel manuale di Autorizzazione
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avente le caratteristiche indicate nel progetto redatto in conformità ai requisiti minimi tecnologici, strutturali ed impiantistici dettagliati nel manuale di Autorizzazione e per la quale (ove dovuto) chiede il rilascio del permesso a costruire.
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# Istruzioni per la compilazione del MOD 01
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La domanda di autorizzazione alla realizzazione, ampliamento, trasformazione, trasferimento di una struttura sanitaria o socio sanitaria, di uno studio odontoiatrico, o medico, o di altra professione sanitaria ove si intendano praticare prestazioni che comportano rischio per la sicurezza del paziente, va presentata congiuntamente alla richiesta di permesso a costruire corredata da:
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copia del progetto architettonico: planimetrie, prospetti, sezioni, che deve garantire il rispetto dei requisiti minimi tecnologici strutturali ed impiantistici dettagliati nel Manuale di Autorizzazione;
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i certificati di agibilità degli impianti;
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il certificato prevenzione incendi.
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La richiesta di autorizzazione deve essere prodotta in n. tre copie (una per il Comune, una per la Regione ed una per l'Azienda USL) per tutte le strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private, redatta in forma di domanda su apposito modulo (MOD01) allegando i documenti sotto elencati:
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Le documentazioni e autocertificazioni necessarie devono indicare inoltre:
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- i dati anagrafici del soggetto richiedente nel caso lo stesso sia persona fisica;
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- la sede e la ragione sociale nel caso in cui il soggetto richiedente sia una società;
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- la sede e la denominazione nel caso in cui il richiedente sia un soggetto pubblico;
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- la tipologia delle prestazioni che si intendono erogare;
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- la tipologia di regime (ambulatoriale, ricovero ospedaliero, residenziale/semiresidenziale, termale).
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Il riquadro A deve essere sempre compilato integralmente. Nel caso degli studi associati libero-professionali la domanda deve essere sottoscritta da uno dei soci dello studio delegato a sottoscrivere da tutti gli altri soci.
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Copia della delega alla firma va allegata alla domanda.
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Il riquadro B deve essere compilato nel caso in cui la titolarità della struttura sia di una Società, Ente, Azienda o comunque di una persona giuridica.
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@@ -135,49 +136,50 @@ Il riquadro C deve essere compilato nel caso della realizzazione di una struttur
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- al punto (1) la denominazione della struttura;
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- al punto (2) la tipologia delle prestazioni che si intende erogare;
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- al punto (3) specificare la tipologia di regime come di seguito indicato:
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Il riquadro D deve essere compilato nel caso in cui la domanda si riferisca alla realizzazione di studi medici, odontoiatrici e delle professioni sanitarie di cui al comma 1 dell'art. 8 ter del D.Lgs. 229/99 eroganti prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche di particolare complessità o che comportino un concreto rischio per la sicurezza del paziente ai sensi del comma 1 dell'art. 8 ter del D.Lgs 229/1999.
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La domanda deve essere sottoscritta dal titolare della struttura (o studio) o dal suo legale rappresentante.
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Questa domanda non deve essere presentata nel caso in cui si proceda alla realizzazione di modifiche non strutturali e nei casi per i quali è sufficiente la comunicazione di cui al MOD 04 (comunicazione all'ASL territorialmente competente) secondo quanto previsto all'art. 6 comma 3 L.R. n. 18/2008.
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# DOMANDA PER IL RILASCIO DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'ESERCIZIO DELL'ATTIVITÀ SANITARIA
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A tale scopo, consapevole della responsabilità penale cui può andare incontro in caso di dichiarazioni mendaci, dichiara:
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- che la/lo struttura/studio è stata/o realizzata/o in conformità al progetto approvato in sede di autorizzazione alla realizzazione dell'unità immobiliare;
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- che la/lo stessa/o rispetta la normativa vigente in materia igienico-sanitaria e di sicurezza del lavoro ed è dotata dei requisiti minimi indicati nelle schede allegate redatte, sottoscritte e documentate in conformità a quanto richiesto nel manuale integrativo di cui al comma 2 art. 5 L.R. n. 18/2008;
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Il quale, con la sottoscrizione qui apposta, anch'egli consapevole della responsabilità penale cui può andare incontro in caso di dichiarazioni mendaci dichiara che i titoli personali sopra indicati sono effettivamente quelli posseduti, che non ha in corso provvedimenti restrittivi della professione e che non esercita altre attività incompatibili.
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# Istruzioni per la compilazione del MOD 02
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La domanda di autorizzazione all'esercizio dell'attività sanitaria va presentata, da chi sia stato autorizzato alla realizzazione di una struttura sanitaria o socio sanitaria o di uno studio odontoiatrico o medico o di altra professione sanitaria ove si intendano praticare prestazioni che comportino rischio per la sicurezza del paziente, prima dell'inizio dell'attività e deve essere allegata alla domanda per il rilascio del certificato di agibilità quando dovuto, unitamente alle tabelle redatte, sottoscritte e documentate in conformità a quanto richiesto nel manuale integrativo di cui al comma 2 art. 5 L.R. n. 18/2008.
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La stessa deve essere prodotta in tre copie (una per il Comune, una per la Regione ed una per l'Azienda USL del territorio) per tutte le strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private, allegando i documenti sottoelencati:
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copia documento di identità del richiedente;
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- la sede e la denominazione nel caso in cui il richiedente sia un soggetto pubblico;
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- la tipologia delle prestazioni che si intendono erogare;
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| 181 |
- la tipologia di regime (ambulatoriale, ricovero ospedaliero, residenziale/semiresidenziale, termale).
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| 182 |
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| 183 |
Il riquadro A deve essere sempre compilato integralmente. Nel caso degli Studi associati soggetti ad autorizzazione vanno indicati i nominativi ed i dati anagrafici di tutti gli associati.
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@@ -188,27 +190,32 @@ Il riquadro C deve essere compilato indicando:
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| 188 |
- al punto (1) la denominazione della struttura;
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| 189 |
- al punto (2) la tipologia delle prestazioni che si intende erogare;
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- al punto (3) specificare la tipologia di regime come di seguito indicato:
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Il riquadro D deve essere compilato nel caso in cui la domanda si riferisca ad uno studio odontoiatrico, medico o di altre professioni sanitarie di cui al comma 1 dell'art. 8 ter del D.Lgs. 229/99 eroganti prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche di particolare complessità o che comportino un concreto rischio per la sicurezza del paziente ai sensi del comma 1 dell'art. 8 ter del D.Lgs 229/1999.
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| 195 |
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| 196 |
La domanda deve essere sottoscritta dal titolare della struttura (o studio) o dal suo legale rappresentante; in caso di studi associativi libero-professionali da uno dei soci dello studio delegato a sottoscrivere da parte di tutti gli altri soci; copia della delega alla firma va allegata alla domanda.
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| 197 |
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La stessa domanda va presentata dopo la realizzazione della struttura anche quando non sia prescritto il certificato di agibilità.
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# DOMANDA PER IL RILASCIO DELL' ACCREDITAMENTO E DI MODIFICA
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| 201 |
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A tale scopo, consapevole della responsabilità penale cui può andare incontro in caso di dichiarazioni mendaci dichiara:
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che per il Presidio, Ambulatorio, Studio Medico è stata rilasciata l'autorizzazione definitiva all'esercizio dell'attività sanitaria o socio-sanitaria, oppure è stata presentata domanda di autorizzazione all'esercizio dell'attività sanitaria o socio sanitaria
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che la struttura si trova nella condizione di accreditamento temporaneo di cui art. 19 della L.R. n. 18/2008
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| 206 |
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che il Presidio, Ambulatorio, Studio Medico possiede i requisiti di accreditamento come indicato nelle schede allegate redatte, sottoscritte e documentate in conformità a quanto previsto dalla procedura di accreditamento riportata nella prima parte del Manuale di Accreditamento
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il quale, con la sottoscrizione qui apposta, anch'egli consapevole della responsabilità penale cui può andare incontro in caso di dichiarazioni mendaci, dichiara che i titoli personali sopra indicati sono effettivamente quelli posseduti, che non ha in corso provvedimenti restrittivi della professione e che non esercita altre attività incompatibili.
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| 210 |
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| 211 |
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Allega inoltre alla domanda la necessaria documentazione, così come specificato nelle istruzioni per la compilazione della stessa.
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| 212 |
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| 213 |
# Istruzioni per la compilazione del Mod. Acc. Ist. 01
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| 214 |
La domanda di accreditamento, ai sensi degli art. 6 e 12 della L.R. n.32/2007, va presentata unitamente alle tabelle redatte, sottoscritte e documentate in conformità a quanto richiesto dalla procedura di accreditamento riportata nella prima parte del Manuale di Accreditamento.
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@@ -220,19 +227,20 @@ Il riquadro A deve essere sempre compilato integralmente. La domanda deve essere
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| 220 |
Il riquadro B deve essere sempre compilato in tutte le parti di interesse;
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| 221 |
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Il riquadro C deve essere compilato in tutte le parti di interesse indicando:
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La domanda deve essere sottoscritta dal direttore sanitario o comunque dal sanitario responsabile e dal titolare del Presidio, Ambulatorio, Studio Medico o dal suo legale rappresentante o dal delegato alla firma (vedi riquadro A).
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| 225 |
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| 226 |
Alla domanda deve essere allegata la documentazione descritta di seguito:
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copie fotostatiche delle parti del Manuale di Accreditamento, firmate singolarmente, attinenti i criteri generali di accreditamento della struttura e quelli specifici per le attività per cui si chiede l'accreditamento e riportate nell'allegato A,
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| 235 |
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dichiarazione autocertificante il possesso di tutti i requisiti considerati come livello essenziale per l'accreditamento (Art. n. 17, comma 2 L.R. n. 18/2008);
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| 237 |
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fotocopia di un documento di identità dei sottoscrittori la domanda qualora quest'ultima venga inviata per posta.
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| 1 |
# PROCEDURA AUTORIZZAZIONE REALIZZAZIONE
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| 2 |
Lo scopo del presente documento è quello di definire la procedura (fasi, tempi, responsabilità, modulistica) di richiesta e di concessione dell'autorizzazione alla realizzazione, secondo quanto previsto dall'art. 5 L.R. n. 18/2008. Tale procedura si applica a tutti gli aventi causa che chiedono la realizzazione, l'ampliamento ed il trasferimento in altro Comune di struttura sanitaria o socio-sanitaria e a tutte le strutture, gli studi ed i professionisti autorizzati predefinitivamente ai sensi dell'art. 10 della L.R. n. 18/2008 che intendono chiedere l'autorizzazione definitiva.
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| 3 |
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| 4 |
+
## NOTA 1
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| 5 |
La procedura di autorizzazione alla realizzazione è descritta nel seguente diagramma di flusso e nelle note associate.
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| 6 |
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| 7 |
+
I soggetti pubblici e privati che intendono realizzare, ampliare, trasformare o trasferire una struttura di cui all'art. 6 comma 1 della L.R. n. 18/2008 inoltrano al comune territorialmente competente:
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| 8 |
+
- la richiesta di permesso a costruire;
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| 9 |
- la richiesta di autorizzazione alla realizzazione della struttura.
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| 10 |
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| 11 |
+
La richiesta di permesso a costruire deve essere corredata da:
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| 12 |
+
- attestazione di avvenuto pagamento dei diritti sanitari;
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| 13 |
+
- relazione tecnico illustrativa dell'intervento proposto;
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| 14 |
+
- copia del progetto architettonico: planimetrie, prospetti, sezioni, che deve garantire il rispetto dei requisiti minimi tecnologici strutturali ed impiantistici dettagliati nel Manuale di Autorizzazione;
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| 15 |
+
- i certificati di agibilità degli impianti;
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| 16 |
- il certificato prevenzione incendi.
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| 17 |
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| 18 |
La richiesta di autorizzazione alla realizzazione della struttura deve essere redatta in forma di domanda su apposito modulo (MOD01) allegando i documenti sotto elencati:
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| 19 |
+
- autocertificazione concernente la conformità del progetto al possesso dei requisiti minimi costituita da una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà firmata dal Responsabile della struttura con allegate copie fotostatiche del Manuale di autorizzazione autocompilate e firmate singolarmente dal Responsabile della singola struttura organizzativa, in numero corrispondente alle aree di intervento oggetto di autorizzazione;
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| 20 |
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| 21 |
Le documentazioni e autocertificazioni necessarie devono indicare inoltre:
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| 22 |
+
- i dati anagrafici del soggetto richiedente nel caso lo stesso sia persona fisica;
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| 23 |
+
- la sede e la ragione sociale nel caso in cui il soggetto richiedente sia una società;
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| 24 |
+
- la sede e la denominazione nel caso in cui il richiedente sia un soggetto pubblico;
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| 25 |
+
- la tipologia delle prestazioni che si intendono erogare;
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| 26 |
- la tipologia di regime (ambulatoriale, ricovero ospedaliero, residenziale/semiresidenziale, termale).
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| 27 |
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| 28 |
+
## NOTA 2
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| 29 |
La documentazione della richiesta di cui alla NOTA 1 è inviata dalla struttura al Comune in triplice copia. Una copia della documentazione è immediatamente trasmessa dal Comune al Dipartimento di Prevenzione della Asrem competente per territorio per il parere igienico sanitario di congruità del progetto (art. 7, L.R. n. 18/ 2008), e un'altra copia alla Direzione Generale per la salute per il nulla-osta di compatibilità (art. 7, commi 4, 5 e 6 L.R. n. 18/2008).
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| 30 |
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| 31 |
Il Comune e la Regione possono richiedere, previa reciproca informazione, eventuale integrazione della documentazione fornita dagli aventi causa.
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| 32 |
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| 33 |
+
## NOTA 3
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| 34 |
Il nulla-osta di compatibilità di cui art. 7, commi 4, 5 e 6 L.R. n. 18/2008, viene determinato a cura del competente Servizio della Direzione Generale per la salute e rilasciato previo parere obbligatorio e vincolante, da rendere entro e non oltre sessanta giorni - per le strutture che erogano prestazioni di assistenza specialistica in regime ambulatoriale e per gli studi professionali singoli e associati, mono o polispecialistici di cui al comma 2 dell'art. 8 ter D.Lgs 30.12.1992 n. 502 e successive modificazioni ed integrazioni – ed entro e non oltre centoventi giorni per le strutture residue a più elevata complessità – dalla presentazione della domanda e comunque entro sessanta giorni dall'istruzione della pratica da parte del servizio competente, della tipologia di attività richieste in relazione al fabbisogno complessivo ed alla localizzazione territoriale delle strutture sanitarie e socio-sanitarie presenti in ambito regionale.
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| 35 |
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| 36 |
+
## NOTA 4
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| 37 |
Il Dipartimento di Prevenzione territorialmente competente rilascia il parere positivo igienico-sanitario di cui all'art. 7 L.R. n. 18/2008, previa verifica, entro sessanta giorni dalla ricezione della domanda, della congruità del progetto rispetto ai requisiti minimi strutturali, tecnologici ed impiantistici previsti nell'apposito manuale.
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| 38 |
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| 39 |
+
## NOTA 5
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| 40 |
Il permesso a costruire e l'autorizzazione alla realizzazione sono rilasciate dal comune contestualmente, entro centottanta giorni dalla presentazione della domanda.
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| 41 |
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| 42 |
Il Comune non può rilasciare le autorizzazioni di sua spettanza senza l'esito positivo della verifica di compatibilità regionale e del parere igienico sanitario (art. 7, commi 4, 5, 6 e 7 L.R. n. 18/2008).
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| 46 |
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| 47 |
La procedura di autorizzazione all'esercizio è descritta nel seguente diagramma di flusso e nelle note associate.
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| 48 |
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| 49 |
+
## NOTA 1
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| 50 |
I soggetti autorizzati alla realizzazione delle strutture sanitarie e socio-sanitarie ai sensi dell'articolo 7 della L.R. n. 18/2008 terminati i lavori e comunque prima dell'utilizzo delle medesime, devono chiedere alla Regione Molise il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio delle specifiche attività descritte al comma 1 dell'art. 6 L.R. n. 18/2008.
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| 51 |
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| 52 |
La domanda redatta su apposito modulo (MOD02) contiene le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà concernenti la conformità dell'opera al progetto approvato e le necessarie autocertificazioni relative al possesso dei requisiti minimi definiti nel Manuale di autorizzazione.
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| 53 |
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| 54 |
+
Le documentazioni e autocertificazioni necessarie devono indicare inoltre:
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| 55 |
- i dati anagrafici del soggetto richiedente nel caso lo stesso sia persona fisica;
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| 56 |
- la sede e la ragione sociale nel caso in cui il soggetto richiedente sia una società;
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| 57 |
- la sede e la denominazione nel caso in cui il richiedente sia un soggetto pubblico;
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| 61 |
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| 62 |
La sostituzione del direttore sanitario deve essere comunicata alla Regione per la variazione del provvedimento di autorizzazione.
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| 63 |
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| 64 |
+
## NOTA 2
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| 65 |
La documentazione della richiesta di cui alla Nota 1 è inviata dalla struttura alla Regione in duplice copia. Una copia è immediatamente trasmessa al Dipartimento di Prevenzione della Asrem, competente per territorio, per la verifica del rispetto dei requisiti minimi strutturali, tecnologici, organizzativi e di dotazione di personale definiti nel Manuale di autorizzazione.
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| 66 |
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| 67 |
+
## NOTA 3
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| 68 |
Il Dipartimento di Prevenzione effettua la verifica dell'effettivo rispetto dei requisiti minimi entro sessanta giorni dal ricevimento della domanda. La documentazione dell'avvenuta verifica viene tempestivamente inviata dal Dipartimento di Prevenzione alla Regione - Direzione Generale per la Salute.
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| 69 |
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| 70 |
+
## NOTA 4
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| 71 |
La Regione - Direzione Generale per la Salute rilascia il provvedimento di autorizzazione all'esercizio di attività sanitaria o socio-sanitaria al rappresentante legale richiedente entro novanta giorni dalla presentazione della domanda. Copia di tale certificato va inoltrata dalla Direzione Generale per la Salute al Comune.
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| 72 |
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| 73 |
# PROCEDURA ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE
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| 75 |
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| 76 |
La procedura di accreditamento è descritta nel seguente diagramma di flusso e nelle note associate.
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| 77 |
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| 78 |
+
## NOTA 1
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| 79 |
I soggetti autorizzati all'esercizio dell'attività sanitaria ai sensi dell'articolo 8 della L.R. n. 18/2008 ed i soggetti accreditati temporaneamente ai sensi dell'art. 19 L.R. n. 18/2008 che intendono chiedere l'accreditamento istituzionale inoltrano la relativa domanda alla Regione. La domanda va redatta sull'apposito "Modulo per l'Accreditamento Istituzionale" (Mod. Acc. Ist. 01) Allegato 1.
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| 80 |
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| 81 |
+
## NOTA 2
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| 82 |
+
Il Dirigente del Servizio competente della Direzione Generale per la Salute verifica la completezza della documentazione (domanda ed allegati). In caso di esito negativo della verifica di conformità della domanda, il Dirigente del Servizio competente della Direzione Generale per la Salute respinge la domanda e comunica il relativo provvedimento all'interessato nel termine di trenta giorni dal ricevimento della domanda medesima. Le domande accettate vengono inviate dal Dirigente del Servizio competente della Direzione Generale per la Salute all'Organismo Tecnicamente Accreditante (O.T.A.).
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| 83 |
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| 84 |
+
## NOTA 3
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| 85 |
+
L'Organismo Tecnicamente Accreditante (O.T.A.) compone il Gruppo di Accreditamento avvalendosi dei valutatori esterni e notifica la visita alla struttura richiedente.
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| 86 |
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| 87 |
+
L'Organismo Tecnicamente Accreditante (O.T.A.) effettua, nei termini previsti dal regolamento, apposita visita presso la struttura da accreditare.
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| 88 |
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| 89 |
+
## NOTA 4
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| 90 |
Al termine della visita, l'Organismo Tecnicamente Accreditante (O.T.A.) redige la relazione finale che viene inviata al Dirigente del Servizio competente della Direzione Generale per la Salute.
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| 91 |
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| 92 |
+
## NOTA 5
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| 93 |
Qualora il Dirigente del Servizio competente della Direzione Generale per la Salute rilevi l'opportunità di eventuali integrazioni e/o chiarimenti, verranno comunicate al legale rappresentante della struttura che entro 15 giorni dalla comunicazione della Regione farà pervenire alla stessa le integrazioni e i chiarimenti necessari. Se necessario il Dirigente del Servizio competente della Direzione Generale per la Salute attiverà nuovamente l'O.T.A. per un'ulteriore visita.
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| 94 |
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| 95 |
+
## NOTA 6
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| 96 |
+
Il Dirigente Responsabile dell'O.T.A. trasmette alla Direzione Generale per la Salute la propria proposta secondo la seguente scala:
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| 97 |
+
- Diniego Accreditamento;
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| 98 |
+
- Accreditamento con prescrizioni e tempi di adeguamento;
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| 99 |
- Accreditamento Istituzionale con definizione della classe di accreditamento, ai sensi dell'articolo 6 della L.R. n. 18/2008.
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| 100 |
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| 101 |
+
## NOTA 7
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| 102 |
Il Dirigente del Servizio competente della Direzione Generale per la Salute valuta la tipologia di Accreditamento, su proposta motivata dell'O.T.A., e predispone il provvedimento per il livello di accreditamento o il diniego dello stesso.
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| 103 |
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| 104 |
Nel caso di Accreditamento con prescrizione sarà richiesto al Legale rappresentante della struttura di provvedere, entro novanta giorni, all'adeguamento.
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| 105 |
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| 106 |
+
## NOTA 8
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| 107 |
La Direzione Generale per la Salute propone il provvedimento per il livello di accreditamento o il diniego dello stesso.
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| 108 |
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| 109 |
La Struttura Commissariale, entro venti giorni dal ricevimento della proposta con Decreto del Commissario ad acta formalizza l'atto.
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| 110 |
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| 111 |
I relativi atti formali vengono notificati dal Servizio competente della Direzione Generale per la Salute al rappresentante legale della struttura e, per conoscenza, alla ASREM.
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| 112 |
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| 113 |
# Istruzioni per la compilazione del MOD 01
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| 114 |
+
La domanda di autorizzazione alla realizzazione, ampliamento, trasformazione, trasferimento di una struttura sanitaria o socio sanitaria, di uno studio odontoiatrico, o medico, o di altra professione sanitaria ove si intendano praticare prestazioni che comportano rischio per la sicurezza del paziente, va presentata congiuntamente alla richiesta di permesso a costruire corredata da:
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| 115 |
+
- attestazione di avvenuto pagamento dei diritti sanitari;
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| 116 |
+
- relazione tecnico illustrativa dell'intervento proposto;
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| 117 |
+
- copia del progetto architettonico: planimetrie, prospetti, sezioni, che deve garantire il rispetto dei requisiti minimi tecnologici strutturali ed impiantistici dettagliati nel Manuale di Autorizzazione;
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| 118 |
+
- i certificati di agibilità degli impianti;
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| 119 |
+
- il certificato prevenzione incendi.
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| 120 |
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| 121 |
+
La richiesta di autorizzazione deve essere prodotta in n. tre copie (una per il Comune, una per la Regione ed una per l'Azienda USL) per tutte le strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private, redatta in forma di domanda su apposito modulo (MOD01) allegando i documenti sotto elencati:
|
| 122 |
+
- autocertificazione concernente la conformità del progetto al possesso dei requisiti minimi costituita da una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà firmata dal Responsabile della struttura con allegate copie fotostatiche del Manuale di autorizzazione autocompilate e firmate singolarmente dal Responsabile della singola struttura organizzativa, in numero corrispondente alle aree di intervento oggetto di autorizzazione;
|
| 123 |
|
| 124 |
+
Le documentazioni e autocertificazioni necessarie devono indicare inoltre:
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| 125 |
+
- i dati anagrafici del soggetto richiedente nel caso lo stesso sia persona fisica;
|
| 126 |
+
- la sede e la ragione sociale nel caso in cui il soggetto richiedente sia una società;
|
| 127 |
+
- la sede e la denominazione nel caso in cui il richiedente sia un soggetto pubblico;
|
| 128 |
+
- la tipologia delle prestazioni che si intendono erogare;
|
| 129 |
- la tipologia di regime (ambulatoriale, ricovero ospedaliero, residenziale/semiresidenziale, termale).
|
| 130 |
|
| 131 |
+
Il riquadro A deve essere sempre compilato integralmente. Nel caso degli studi associati libero-professionali la domanda deve essere sottoscritta da uno dei soci dello studio delegato a sottoscrivere da tutti gli altri soci. Copia della delega alla firma va allegata alla domanda.
|
|
|
|
|
|
|
| 132 |
|
| 133 |
Il riquadro B deve essere compilato nel caso in cui la titolarità della struttura sia di una Società, Ente, Azienda o comunque di una persona giuridica.
|
| 134 |
|
|
|
|
| 136 |
- al punto (1) la denominazione della struttura;
|
| 137 |
- al punto (2) la tipologia delle prestazioni che si intende erogare;
|
| 138 |
- al punto (3) specificare la tipologia di regime come di seguito indicato:
|
| 139 |
+
- 3.1. regime ambulatoriale:
|
| 140 |
+
- Ambulatori di specialistica medica
|
| 141 |
+
- Ambulatori di specialistica chirurgica
|
| 142 |
+
- Ambulatori di specialistica odontoiatrica
|
| 143 |
+
- Ambulatori delle professioni specialistiche sanitarie
|
| 144 |
+
- Medicina di laboratorio
|
| 145 |
+
- Diagnostica per immagini
|
| 146 |
+
- Ambulatori di riabilitazione (stabilimenti di fisiochinesiterapia)
|
| 147 |
+
- Recupero e rieducazione funzionale (ex art. 26 L. 833 del 23.12.1978 "Istituzione del sistema sanitario nazionale")
|
| 148 |
+
- Dialisi
|
| 149 |
+
- Terapia iperbarica
|
| 150 |
+
- Consultori familiari
|
| 151 |
+
- Centri di salute mentale,
|
| 152 |
+
- Trattamento delle tossicodipendenze
|
| 153 |
+
- Poliambulatori
|
| 154 |
+
- 3.2. regime di ricovero ospedaliero:
|
| 155 |
+
- Presidi Ospedalieri che erogano prestazioni a ciclo continuativo o diurno per acuti e post acuti.
|
| 156 |
+
- 3.3. regime residenziale e semiresidenziale:
|
| 157 |
+
- attività riabilitativa extraospedaliera per portatori di disabilità sensoriali fisiche e psichiche
|
| 158 |
+
- attività di tutela della salute mentale ad esclusione delle strutture destinate all'accoglienza di persone con problematiche psico-sociali
|
| 159 |
+
- attività di assistenza di soggetti non esclusivamente anziani, in esiti di patologie fisiche, psichico- sensoriali o miste, non autosufficienti e non assistibili a domicilio (Centri Residenziali, Residenze Assistite, Residenze Sanitarie Assistenziali);
|
| 160 |
+
- attività di cure palliative rivolte ai malati terminali (Hospice);
|
| 161 |
+
- 3.4. regime termale (complessi e stabilimenti termali)
|
| 162 |
|
| 163 |
Il riquadro D deve essere compilato nel caso in cui la domanda si riferisca alla realizzazione di studi medici, odontoiatrici e delle professioni sanitarie di cui al comma 1 dell'art. 8 ter del D.Lgs. 229/99 eroganti prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche di particolare complessità o che comportino un concreto rischio per la sicurezza del paziente ai sensi del comma 1 dell'art. 8 ter del D.Lgs 229/1999.
|
| 164 |
|
| 165 |
+
La domanda deve essere sottoscritta dal titolare della struttura (o studio) o dal suo legale rappresentante.
|
| 166 |
|
| 167 |
Questa domanda non deve essere presentata nel caso in cui si proceda alla realizzazione di modifiche non strutturali e nei casi per i quali è sufficiente la comunicazione di cui al MOD 04 (comunicazione all'ASL territorialmente competente) secondo quanto previsto all'art. 6 comma 3 L.R. n. 18/2008.
|
| 168 |
|
|
|
|
|
|
|
|
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|
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|
|
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|
|
|
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| 169 |
# Istruzioni per la compilazione del MOD 02
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| 170 |
La domanda di autorizzazione all'esercizio dell'attività sanitaria va presentata, da chi sia stato autorizzato alla realizzazione di una struttura sanitaria o socio sanitaria o di uno studio odontoiatrico o medico o di altra professione sanitaria ove si intendano praticare prestazioni che comportino rischio per la sicurezza del paziente, prima dell'inizio dell'attività e deve essere allegata alla domanda per il rilascio del certificato di agibilità quando dovuto, unitamente alle tabelle redatte, sottoscritte e documentate in conformità a quanto richiesto nel manuale integrativo di cui al comma 2 art. 5 L.R. n. 18/2008.
|
| 171 |
|
| 172 |
+
La stessa deve essere prodotta in tre copie (una per il Comune, una per la Regione ed una per l'Azienda USL del territorio) per tutte le strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private, allegando i documenti sottoelencati:
|
| 173 |
+
- autocertificazione concernente la conformità della struttura al possesso dei requisiti minimi costituita da una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà firmata dal Legale rappresentante con allegate copie fotostatiche del Manuale di autorizzazione autocompilate (check list) firmate singolarmente dal Responsabile della singola struttura organizzativa, in numero corrispondente alle aree di attività oggetto di autorizzazione;
|
| 174 |
+
- piantina planimetrica dei locali in scala 1:100;
|
| 175 |
+
- copia documento di identità del richiedente;
|
| 176 |
+
- certificato di agibilità dell'unità immobiliare; certificato di destinazione d'uso.
|
|
|
|
|
|
|
| 177 |
|
| 178 |
+
Le documentazioni e autocertificazioni necessarie devono indicare inoltre:
|
| 179 |
+
- i dati anagrafici del soggetto richiedente nel caso lo stesso sia persona fisica;
|
| 180 |
+
- la sede e la ragione sociale nel caso in cui il soggetto richiedente sia una società;
|
| 181 |
+
- la sede e la denominazione nel caso in cui il richiedente sia un soggetto pubblico;
|
| 182 |
+
- la tipologia delle prestazioni che si intendono erogare;
|
|
|
|
|
|
|
| 183 |
- la tipologia di regime (ambulatoriale, ricovero ospedaliero, residenziale/semiresidenziale, termale).
|
| 184 |
|
| 185 |
Il riquadro A deve essere sempre compilato integralmente. Nel caso degli Studi associati soggetti ad autorizzazione vanno indicati i nominativi ed i dati anagrafici di tutti gli associati.
|
|
|
|
| 190 |
- al punto (1) la denominazione della struttura;
|
| 191 |
- al punto (2) la tipologia delle prestazioni che si intende erogare;
|
| 192 |
- al punto (3) specificare la tipologia di regime come di seguito indicato:
|
| 193 |
+
- 3.1. regime ambulatoriale:
|
| 194 |
+
- ambulatori di specialistica medica,
|
| 195 |
+
- ambulatori di specialistica chirurgica,
|
| 196 |
+
- ambulatori di specialistica odontoiatrica,
|
| 197 |
+
- ambulatori delle professioni specialistiche sanitarie,
|
| 198 |
+
- medicina di laboratorio,
|
| 199 |
+
- diagnostica per immagini,
|
| 200 |
+
- ambulatori di riabilitazione (stabilimenti di fisiochinesiterapia),
|
| 201 |
+
- recupero e rieducazione funzionale (ex art. 26 L. 833 del 23.12.1978 "Istituzione del sistema sanitario nazionale),
|
| 202 |
+
- dialisi,
|
| 203 |
+
- terapia iperbarica,
|
| 204 |
+
- consultori familiari,
|
| 205 |
+
- 3.2. regime di ricovero ospedaliero a ciclo continuativo o diurno per acuti e post acuti.
|
| 206 |
+
- 3.3. regime residenziale e semiresidenziale:
|
| 207 |
+
- attività riabilitativa extraospedaliera per portatori di disabilità sensoriali fisiche e psichiche (art. 6 comma 1 lettera C L.R. n. 18/2008);
|
| 208 |
+
- attività di tutela della salute mentale ad esclusione delle strutture destinate all'accoglienza di persone con problematiche psico-sociali (art. 6 comma 1 lettera D L.R. n. 18/2008);
|
| 209 |
+
- attività di tutela di soggetti affetti da dipendenze patologiche (art. 6 comma 1 lettera C L.R. n.18/2008);
|
| 210 |
+
- attività di assistenza di soggetti non esclusivamente anziani, in esiti di patologie fisiche, psichico-sensoriali o miste, non autosufficienti e non assistibili a domicilio (Centri Residenziali, Residenze Assistite, Residenze Sanitarie Assistenziali) (art. 6comma 1 lettera C L.R. n. 18/2008);
|
| 211 |
+
- attività di cure palliative rivolte ai malati terminali (Hospice); (art. 6 comma 1 lettera C L.R. n. 18/2008).
|
| 212 |
+
- al punto (4) la dotazione dei posti letto nel caso di presidi ospedalieri o strutture residenziali o semiresidenziali.
|
| 213 |
|
| 214 |
Il riquadro D deve essere compilato nel caso in cui la domanda si riferisca ad uno studio odontoiatrico, medico o di altre professioni sanitarie di cui al comma 1 dell'art. 8 ter del D.Lgs. 229/99 eroganti prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche di particolare complessità o che comportino un concreto rischio per la sicurezza del paziente ai sensi del comma 1 dell'art. 8 ter del D.Lgs 229/1999.
|
| 215 |
|
| 216 |
La domanda deve essere sottoscritta dal titolare della struttura (o studio) o dal suo legale rappresentante; in caso di studi associativi libero-professionali da uno dei soci dello studio delegato a sottoscrivere da parte di tutti gli altri soci; copia della delega alla firma va allegata alla domanda.
|
| 217 |
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| 218 |
+
N.B. La stessa domanda va presentata dopo la realizzazione della struttura anche quando non sia prescritto il certificato di agibilità.
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| 219 |
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| 220 |
# Istruzioni per la compilazione del Mod. Acc. Ist. 01
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| 221 |
La domanda di accreditamento, ai sensi degli art. 6 e 12 della L.R. n.32/2007, va presentata unitamente alle tabelle redatte, sottoscritte e documentate in conformità a quanto richiesto dalla procedura di accreditamento riportata nella prima parte del Manuale di Accreditamento.
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| 227 |
Il riquadro B deve essere sempre compilato in tutte le parti di interesse;
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| 228 |
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| 229 |
Il riquadro C deve essere compilato in tutte le parti di interesse indicando:
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| 230 |
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- al punto (1) la denominazione del Presidio, Ambulatorio, Studio Medico;
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| 231 |
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- al punto (2) specificare la tipologia di struttura come di seguito indicato:
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| 232 |
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- regime ambulatoriale,
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| 233 |
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- regime di ricovero ospedaliero a ciclo continuativo o diurno per acuti e post acuti,
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| 234 |
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- regime residenziale e semiresidenziale,
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| 235 |
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- regime termale (complessi e stabilimenti termali),
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| 236 |
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- studi medici, odontoiatrici e delle professioni sanitarie di cui al comma 1 dell'art. 8 ter del D.Lgs. 229/99 eroganti prestazioni di chirurgia ambulatoriale
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| 237 |
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| 238 |
La domanda deve essere sottoscritta dal direttore sanitario o comunque dal sanitario responsabile e dal titolare del Presidio, Ambulatorio, Studio Medico o dal suo legale rappresentante o dal delegato alla firma (vedi riquadro A).
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| 239 |
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| 240 |
Alla domanda deve essere allegata la documentazione descritta di seguito:
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- copia dell'atto di autorizzazione definitiva all'esercizio dell'attività sanitaria o socio-sanitaria, rilasciato dalla Regione, oppure copia della domanda di autorizzazione all'esercizio dell'attività sanitaria o socio-sanitaria, ai sensi dell'art. 8 della L.R. n. 18/2008;
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| 242 |
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- autocertificazione concernente la conformità al possesso dei requisiti per l'accreditamento costituita da:
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| 243 |
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- una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà (contenuta nel modulo della domanda stessa) firmata dal Responsabile del Presidio, Ambulatorio, Studio Medico o dal suo legale rappresentante;
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| 244 |
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- copie fotostatiche delle parti del Manuale di Accreditamento, firmate singolarmente, attinenti i criteri generali di accreditamento della struttura e quelli specifici per le attività per cui si chiede l'accreditamento e riportate nell'allegato A,
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| 245 |
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- dichiarazione autocertificante il possesso di tutti i requisiti considerati come livello essenziale per l'accreditamento (Art. n. 17, comma 2 L.R. n. 18/2008);
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| 246 |
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- fotocopia di un documento di identità dei sottoscrittori la domanda qualora quest'ultima venga inviata per posta.
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documents/toscana/healthcare/accreditation/2017-02-24_Regione Toscana_e1007f9efff61730c42bc6c4fbcc8b13/extracted_text.md
CHANGED
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@@ -1,3 +1,8 @@
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# DEFINIZIONE DEI PROCESSI E DEI REQUISITI
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La Regione individua e pubblica con atto di Giunta i Processi oggetto di accreditamento e ne definisce i requisiti di qualità, in termini di efficacia, sicurezza, efficienza, centralità della persona, tempestività ed equità:
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| 3 |
- tali requisiti di qualità sono individuati ed aggiornati nel tempo per coprire la sequenza tipo di attività cliniche ed organizzative, omogenee per scopo e tra loro correlate, che corrispondono ad un Processo ovvero ad una tipica linea di produzione primaria delle organizzazioni sanitarie
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# PREMESSA
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La presente linea guida specifica e sviluppa, a beneficio delle Aziende che intendono accreditarsi, quanto già introdotto dal Decreto del Presidente della Giunta n.79/R 'Regolamento di attuazione della L.R.51/2009', con particolare riferimento agli articoli 2 (Definizioni), 3 (Modalità di individuazione dei processi assistenziali), 26 (Requisiti per l'accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private) ed all'Allegato D (Requisiti di accreditamento aziendali).
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In particolare viene specificato l'iter per attestare i propri processi e sottoporsi quindi al sistema di accreditamento regionale.
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# DEFINIZIONE DEI PROCESSI E DEI REQUISITI
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| 7 |
La Regione individua e pubblica con atto di Giunta i Processi oggetto di accreditamento e ne definisce i requisiti di qualità, in termini di efficacia, sicurezza, efficienza, centralità della persona, tempestività ed equità:
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| 8 |
- tali requisiti di qualità sono individuati ed aggiornati nel tempo per coprire la sequenza tipo di attività cliniche ed organizzative, omogenee per scopo e tra loro correlate, che corrispondono ad un Processo ovvero ad una tipica linea di produzione primaria delle organizzazioni sanitarie
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