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  {"filename": "d92d2f6a-f762-4e14-97cf-57435973417f.txt", "exact_year": 1902, "label": 0, "year_range": "1901-1905", "text": "Amatissimo Don R. Murri,\nincomincio oramai nell'epiteto con una sfacciataggine! Ma non saprei esprimere meglio quel sentimento ch'io provo alla dolce rimembranza delle belle sere passate in Montecatini 5, donde ritornai un po' troppo (\u00e8 tutto merito Suo)... radicale, dissero agli amici. 'Sta volta mi trovo anch'io nel bel numero dei pi\u00f9 i quali \"colgono l'occasione\" di scrivere a fine d'anno tutto quello che avrebbero dovuto nei dodici mesi. La mia penna che voleva essere interprete di condoglianze, d'auguri, di congratulazioni a seconda che faceva il nuvolo o il sereno sopra la povera D. C. I. mi cadde sempre di mano, perch\u00e9 non poteva seguire il rapidissimo mutarsi del... tempo!\nE s\u00ec che tante volte avrei dovuto anche farmi l'interprete di quel caro prof. Commer il quale seguiva con \u2013 come dire? \u2013 angoscia i destini nostri. Ma, lasciando stare anche i sentimenti privati, di quante cose pubbliche che La riguardavano avrei dovuto darle notizia! Sa Lei, p.e., che l'Ehrard, o meglio il suo famoso libro, ha impedito in Austria una pi\u00f9 larga conoscenza della D.C.I. e delle sue vicende? Quando ritornai da Roma, continuai per un po' l'esposizione delle Sue idee nella \"Reichspost\". Ma poi scoppi\u00f2 di nuovo la campagna ehrardiana, nella quale la R. \u2013 a me democr. duole il confessarlo \u2013 si comport\u00f2 abbastanza male, attaccando direttamente i vescovi e mettendo in discussione cose su cui non conviene discutere. Cosa tanto pi\u00f9 deplorabile in quanto che non era persuasione individuale, ma opera di una cricca di teologhi ehrardiani.\nI conservatori del \"Vaterland\" avevano facilmente ragione. Ma la necessit\u00e0 \u00e8 un buon medico. Si avvicinavano l'elezioni provinciali, la battaglia era terribile, conveniva che nessun voto andasse disperso, e allora la direzione del partito c.s. invit\u00f2 l'organo \"indipendente\" R. a tacere. Il silenzio che subentr\u00f2 fu sepolcrale. Una mia amplissima recensione delle \"Battaglie\", passata gi\u00e0 in tipografia, non pot\u00e9 vedere la luce perch\u00e9 il \"Vaterland\" aveva messo E., Murri e i 'moderni' tutti in un fascio. Poi venne il discorso di s. Marino. Il V. riport\u00f2 condanna e sottomissione, lodando tantissimo quest'ultima.\nMa le analogie erano troppo chiare e la domanda \"perch\u00e9 non fa cos\u00ec l'E.?\" troppo spontanea. Cos\u00ec che la R. fece lo gnorri su tutto e l'unica notizia fu la .. nomina del nuovo Pres. dell'Opera.\nNella medesima maniera una mia conferenza sul Suo programma nel \"Verein Kath. Soziologen\" dovette venir rimandata alle calende greche. Questo avviene a chi vede tutto attraverso i propri occhiali. Ma che ha da fare l'E. non sociologo, non democratico, fautore del cattolicismo \"religioso\" del Kraus in opposizione al \"politico\" del Centro colla D.C.I.\nLe \"battaglie\" hanno questo di comune coll'E.: che tentano di sciogliere una questione d'attualit\u00e0, e che qui o l\u00e0 vanno parallelamente alle idee dell'E. come di molti altri, ma la base e le conclusioni sono del tutto diverse; mi pare!\nMa lasciamo la \"contesa antica\".\nAggiunger\u00f2 invece che ho visto con piacere come parecchie riviste, p.e. la \"Cultur\" della Leogesellschaft riportano il sommario della C.S.\nForse in quest'organo puramente scientifico sar\u00e0 possibile pubblicare qcosa . Se in qualche maniera Le potessi essere utile, mi farebbe un vero piacere.\nInfine mi permetta di presentarle i pi\u00f9 fervidi auguri da parte del Prof. Commer, leggermente indisposto, e da parte dell' Assoc. universitaria di cui sono \u2013 indegnamente, s'intende \u2013 presidente.\nE voglio finire anche con una sfacciataggine, pregandola dei cordiali saluti a Bianconcini e Stirati Clementi \u2013 se vi sono ancora al mondo.\nNella speranza che mi perdoni generosamente questa chiacchierata\nsono suo aff.mo\nAlcide Degasperi\nVienna\nIX Porzellangasse 30\n"}
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- {"filename": "4c7fe3b3-61fa-4095-a5dd-63e6b551eaff.txt", "exact_year": 1905, "label": 0, "year_range": "1901-1905", "text": "Altezza Reverendissima,\nPochi giorni dopo la partenza di V. A., in seguito ad invito, ebbi un colloquio con il Dr. Federico Funder, direttore della \"Reichspost\", il quale mi raccont\u00f2 come nel partito c. s. faccia il giro la notizia di una prossima enunziazione da Roma contro il partito stesso, come anzi \u2013 sono le sue parole \u2013 s'aumentino le voci che il Santo Padre intenda di dichiarare in un prossimo documento che le norme emanate per la D.C. Italiana hanno valore anche per l'organizzazione c. s. Sua E. il Cardinale di Stato avrebbe anzi detto al commendator Schreiner di qui, in occasione di una recente visita a Roma: Dica ai c. s. di Vienna che quanto abbiamo scritto per gli Italiani vale anche per loro. I cristiano-soc. di qui \u2013 continuava il Dr. Funder \u2013 motivano questo fatto con informazioni unilaterali arrivate in Vaticano da parte del Tirolo e da parte di Sua E. il Nunzio, il quale non sembra vedere il partito c. s. cogli occhi degli antecessori, e concordare troppo colle opinioni personali della Corona.\nUn'enunziazione da Roma in questi sensi, disse il Dr Funder, avrebbe per effetto un enorme regresso della corrente cattolica pura entro il partito c. s., la quale corrente andrebbe ora rinforzandosi e, per volere dei capi, predominando. A proposito egli mi ripeteva le parole del Dr Gessmann, il quale \u00e8 l'organizzatore del partito, il capo dello stato maggiore del Lueger, ed a un tempo il capo della corrente cattolica pure che va sempre pi\u00f9 prendendo terreno: il Dr Gessmann diceva: Il partito ufficiale c. s. come tale, se non badasse che al punto egoistico di allargarsi in numero e forza, non se ne risentirebbe punto di una simile dichiarazione da Roma, anzi penetrerebbe anche nelle citt\u00e0 di provincia in Boemia e nelle Alpi, dove ora non trova aderenti in causa della taccia di clericalismo, ma la corrente cattolica ne soffrirebbe immensamente. Queste considerazioni ha nno sempre guidato Leone XIII il quale considerava il partito \"die Partei in ihren Entwickelung zum Guten, nicht als feststehendes Ideal.\" Il Dr Gessmann ammette che nel Tirolo le cose hanno un altro aspetto. Ma anche laggi\u00f9 la corrente c. s. chi la studia nel suo sviluppo, la trova oramai cos\u00ec intrecciata col compito che \u00e8 destinato ad avere il partito c. s. nell'impero tutto, che un'enunziazione contro i c. s. di laggi\u00f9 coinvolgerebbe lo sviluppo della corrente politica nell'Austria Inf.\nQuesto quanto mi fu detto. Come conclusione il Dr. Funder mi chiedeva se S.A. il Principe Vescovo di Trento, il quale \u00e8 pi\u00f9 che altri in grado d'essere in congiunzione con Roma e di cui si riconosce la posizione imparziale fosse adibile ad un colloquio con uno dei capi del partito centrale in via informativa e sotto la massima discrezione. E fece il nome appunto del Dr Gessmann, il quale entro il mese di Giugno, portandosi in Tirolo, coglierebbe l'occasione d'abboccarsi con V. A. Io senza entrare in altri particolari in argomento, risposi che comunicherei quanto ho sentito a V. A.\nIl Dottor Gessmann comprende di non poter, senza previa comunicazione, avvicinarsi a V. A. Egli troverebbe quindi opportuno che, sia pure in via indiretta, V. A. in due righe rivolte a me dichiarasse di trovare opportuno e di desiderare un colloquio informativo col Dr Gessmann.\nIo poi farei comunicare al capo c. s. quanto V. A. trover\u00e0 opportuno di scrivermi.\nNel mentre compio il mio dovere di mediatore mi permetto d'esprimere la mia umile opinione nel senso che, fondate o no le premesse, un simile colloquio avrebbe per\u00f2 grande valore per la causa cattolica, e visto il futuro che aspetta in Austria al partito c. s. pu\u00f2 porre V. A. in grado di giovare alla Chiesa. Pregando d'un cenno di risposta, mentre bacio il sacro anello, mi segno di V. Altezza Revma\ndevmo figlio\nAlcidegasperi\nVienna\nIX, Lazaretgasse 8. II St. T. 31\n"}
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  {"filename": "b72c8000-81c1-4f34-913e-da34116c6fd2.txt", "exact_year": 1910, "label": 0, "year_range": "1906-1910", "text": "Altezza Reverendissima,\nla condoglianza e la benedizione del Vescovo ha nno recato grande conforto a tutti noi, che ne siamo profondamente riconoscenti.\nIl colpo fu terribile ed ha squarciata la quercia, dalla quale non molto tempo fa si era staccato il ramo pi\u00f9 rigoglioso.\nTuttavia noi raccogliamo tutte le energie della nostra umanit\u00e0, fortificata dal Cristo, ed attingiamo nuovo succo vitale dalle radici che la Mamma aveva piantate fonde, fonde nel patrimonio religioso degli avi.\nIn quanto a me, raccolti assieme i rami infranti e le fronde sparse, e riconfortato, come giova, il povero pap\u00e0, ritorner\u00f2 al mio posto di combattimento, confidando che la scossa della mia salute sia momentanea ed il Signore non voglia pesare pi\u00f9 oltre la Sua mano benedetta su di noi.\nAccolga, Altezza reverendissima, l'espressione di figliale ossequio col quale noi, comunque sia l'ora che passa, rimaniamo devotissimi.\n\nTrento\n\na nome di tutti i famigliari Degasperi\nAlcide\n"}
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  {"filename": "e87897d3-cbf2-4d72-ad46-517cc3fbc553.txt", "exact_year": 1912, "label": 0, "year_range": "1911-1915", "text": "Onorevole Presidenza,\nl'on. Gentili ed il sottoscritto hanno avuto ierl'altro al Parlamento e stamane al ministero delle ferrovie due lunghe conferenze col ministro delle ferrovie, rispettivamente col caposezione Ressig e col cons. minist. Brosch del dipartimento tecnico. Le trattative sono procedute fino al punto che il Ministro ha dichiarato di voler in ogni caso finanziare la ferrovia senza la partecipazione dei Bolzanini e col contributo della Comunit\u00e0.\nSono poi state da parte nostra formulate tutte le questioni in modo che, almeno per la fine del mese, il Ministero risponder\u00e0 dettagliat amente per parte sua (rimanendo impregiudicata la posizione del Ministero delle finanze), dando cos\u00ec la base concreta per le trattative con le parti interessate.\nNoi facciamo ogni sforzo per spingere i signori ad una decisione, ma d'altro canto ogni pi\u00f9 piccola questione tecnica e finanziaria si presta per trascinare la vertenza.\nIl Ministero non s'\u00e8 ancora dichiarato se intende giungere fino a Moena o solo fino a Predazzo. Naturalmente noi abbiamo insistito per Moena. \u00c8 probabile ch'esso prepari due piani di finanziazione l'uno per Moena, l'altro per Predazzo, lasciando poi alle future trattative cogli interessati il compito di scegliere definitivamente.\nPosso ancora annunziare che il Ministro, richiesto se fosse vero quanto annunziavano i giornali, che il baron Sternbach sia stato mandato in Fiemme, quale emissario del governo, rispose francamente di non conoscerlo nemmeno e di non averlo autorizzato a fare dichiarazioni in nome suo o del governo circa la questione di Fiemme.\nCon ogni osservanza\nA Degasperi\n"}
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- {"filename": "250c57d6-2a98-4be0-bd70-dcbcb4818a22.txt", "exact_year": 1916, "label": 0, "year_range": "1916-1920", "text": "Ai 2 giugno 1916 con lettera raccomandata l'\"Amministrazione del Comitato Diocesano\" m'avvertiva \"d'essere spiacente di dover comunicarLe che d'ora innanzi non potr\u00e0 pi\u00f9 pagare il solito assegno mensile\" e non dubitava che io saprei \"apprezzare le ragioni che inducono la sottoscritta a sospenderLe il favore accordatoLe per il corso di un intero anno\".\nAi 13.6.16 risposi che non intendevo come si potesse parlare di favori, mentre ricevevo il mio stipendio in base al mio contratto ancora in vigore ed all'ordine dato dal firmatario del contratto di continuarmi lo stipendio da esso previsto.\nAi 20 dello stesso mese la stessa Amministrazione ribatteva di non contestare il mio diritto risultante dal mio contratto, ma esistere d'altro canto anche un contratto fra la tipografia e l'amministrazione del giornale, in base al quale la tipografia non \u00e8 obbligata ad aprire al giornale un credito illimitato.\nAvendomi per\u00f2 spedito la suddetta Amministrazione fino ad oggi il mio solito stipendio io non ebbi motivo di reagire ulteriormente.\nFrattanto venni a sapere (ed oggi mi venne confermato) che da Trento si vuole definitivamente sospendere la spedizione del mio assegno mensile.\nDi fronte a che osservo: fra me e il giornale esiste un contratto scritto che prevede dal 9.o anno della sua validit\u00e0 in poi uno stipendio annuo di Cor. 5000, stipendio che venne aumentato in base ad accordo vocale col firmatario del contratto e con espresso consenso del proprietario a Cor. 6000 annue. Fino a disdetta del contratto io ho diritto al pagamento di tale stipendio e se esso non mi verr\u00e0 pagato, sar\u00f2 costretto ad imperire il giornale.\nLe relazioni interne fra Comitato diocesano, giornale e proprietario non possono venir determinate o modificate da me.\nSe l'Amministrazione del giornale non intende o non \u00e8 in grado di pagare a me lo stipendio dovuto, le resta libero di darmi la disdetta. In tal caso entra in vigore il punto 7) del citato contratto ove \u00e8 detto che \"in caso di scioglimento del contratto sia in seguito a disdetta da parte del giornale, sia per soppressione o cessione ad altri ecc. il proprietario ecc. dovr\u00e0 pagare a titolo d'indennizzo Cor. 10.000 se la disdetta avviene entro i primi sei anni, e Cor. 1000 in pi\u00f9 per ogni anno seguente fino all'importo massimo di Cor. 24.000.\nOvvero rimanendo fermi gli attuali rapporti contrattuali, l'Amministrazione del giornale deve annunziare al proprietario che le rendite del giornale non bastano a soddisfare ai suoi impegni contrattuali, nel qual caso subentra l'obbligo per il proprietario di pagare un dato importo.\nNel contratto primitivo gli importi che il proprietario deve pagare sono stabiliti per i primi tre anni a Cor. 2400 (stipendio 2800), nei cinque seguenti 3200 (stipendio 4000), dal nono anno in poi 4000 (stipendio 5000). Di fronte all'aumento dello stipendio intervenuto pi\u00f9 tardi per accordo vocale e a titolo di contributo all'assicurazione sulla vita da 5 a 6 mila Cor. \u2013 si ricordi l a legge sulle pensioni private \u2013 il contratto scritto non prevede, perch\u00e9 anteriore, alcun aumento dell'importo corrispondente garantito dal proprietario: equit\u00e0 vuole per\u00f2 che questo sia aumentato in proporzione.\nDal giugno all'ottobre la soluzione della vertenza venne trascinata senza un tentativo serio di soluzione ed oggi vengo di nuovo messo di fronte alla cessazione totale dello stipendio. Devo quindi insistere che la questione si risolva ora immediatamente.\nDati gli impegni da me assunti per il pagamento delle polizze di assicurazione, gli obblighi verso i familiari, e il rincaro della vita \u00e8 per me gi\u00e0 un sacrificio notevole qualsiasi diminuzione dello stipendio attuale, mentre la sua sospensione mi priverebbe di ogni sussistenza.\nIl disinteresse da me sempre dimostrato mi dispensa dal motivare ulteriormente l'insistenza con cui devo esigere quanto per equit\u00e0 e di diritto mi spetta.\n"}
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  {"filename": "2406d4db-28e5-4141-b698-ce31ad1b84f4.txt", "exact_year": 1917, "label": 0, "year_range": "1916-1920", "text": "Il signor Bonetti richiama la Sua attenzione sulle condizioni economiche oltremodo precarie di D. Bettin. Crede che si dovrebbe o ottenergli dall'Ordinariato il posto che aveva P. Eustachio o ottenergli dall' Uberwachungsamt il costo del Lager, come D. Framba.\n\nADeg\n"}
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- {"filename": "6f722c9d-cddd-44af-9225-1f3d883d6dad.txt", "exact_year": 1917, "label": 0, "year_range": "1916-1920", "text": "Signora\nEnrichetta Rizzi\nSt. Florian bei Enns\n\nLa supplica \u00e8 stata presentata e raccomandata caldamente; ma non ne so ancora l'esito.\nAnche per il signor Volani feci quanto mi raccomandava nella sua lettera; ma i rimpatri sono tutti sospesi.\nCon auguri\nDev.\nDegasperi\n"}
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  {"filename": "25707e4a-bf7b-4034-bc9b-2efebf94ab04.txt", "exact_year": 1919, "label": 1, "year_range": "1916-1920", "text": "Al regio governatorato\nTrento\nIl sottoscritto Dottor Alcide Degasperi direttore del nuovo \"Trentino\", intende pubblicare prossimamente un periodico settimanale nel formato del nuovo \"Trentino\" e col titolo \"il popolo Trentino\". Il settimanale s'occupa degl'interssi degli operai e dei contadini e nella parte generale segue il programma del quotidiano. Esso verr\u00e0 stampato nella Tipografia Tridentum, via Alfieri e quale redattore responsabile firmer\u00e0 Francesco Larcher, impiegato presso la suddetta Tipografia.\nTanto si partecipa, in corrispondenza, alle leggi vigenti.\nTrento\n"}
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- {"filename": "39ac8670-0523-4ae6-8eda-6cdc34a8d2ba.txt", "exact_year": 1920, "label": 1, "year_range": "1916-1920", "text": "Caro Sturzo,\nti presento il conte Lanza, professore universitario di diritto penale, insegnante prima della guerra alla facolt\u00e0 giuridica italiana d'Innsbruck, ove era assai amato dai nostri studenti ed apprezzato nei circoli scientifici. Egli aspira alla cattedra di diritto penale dell'universit\u00e0 e desidera d'essere raccomandato da te al prof. Tangorra. \u00c8 uomo di valore e di principi nostri. Ottimo conferenziere e facile scrittore potrebbe poi mettere la sua opera a disposizione del nostro movimento culturale e sociale. Conci, Gentili ed io lo conosciamo da lungo e da vicino; te lo raccomandiamo quindi caldamente.\nDist saluti\nDegasperi\n"}
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  {"filename": "0ec45a79-0bfa-4905-b5eb-5d2d983e9744.txt", "exact_year": 1920, "label": 1, "year_range": "1916-1920", "text": "Trento\n\nEgregio avvocato,\ncon riferimento alla Sua dei 15 giugno, Le confermo che essendo venuto una volta durante la guerra per pochi giorni da Vienna a Trento, v'incontrai il sign. Prada, il quale mi descrisse con molti particolari l'azione ch'egli aveva avviata presso le autorit\u00e0 superiori a Innsbruck ed a Vienna contro il Dr. Muck e il cons. Zauber. Mi pare che in quell'occasione mi mostrasse anche una copia delle proteste o dei memoriali da lui inviati contro il Muck, onde io gli dissi: \"badi a quello che fa, poich\u00e9 a questo modo finir\u00e0 in galera\".\nNon saprei precisare la data, ma giacch\u00e9 mi era interdetto di venire a Trento prima della riconvocazione del Parlamento, penso che non possa essere stato prima del 1917.\nCon ogni osservanza\nDegasperi\n\nAll'avvocato Dottor\nGINO MARZANI\nTRENTO\nVia Mantova 6\n"}
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- {"filename": "7b568ac7-77d0-4e0a-90a2-bfaf1e87dcfe.txt", "exact_year": 1921, "label": 1, "year_range": "1921-1925", "text": "Caro Micheli,\nnel Trentino si va sviluppando un'agitazione di protesta contro di me e colleghi, accusati di aver trascurato di promuovere la costruzione delle progettate ferrovie elettriche trentine. L'agitazione proviene dal fatto che col\u00e0 si crede ancora che i finanziamenti delle ferrov. locali si assicurino in leggi speciali, come accadeva in Austria.\nPer chiarire la situazione autoritativamente, io avrei bisogno di una lettera del vs. Ministero, la quale dicesse 1) che s'intende estendere anche alle N. Provincie la legge sul sovvenzionamento chilometrico delle ferrovie locali elettriche, previo acconto coll'Ufficio Salata 2) che mi dicesse lo stato della pratica riguardante due di tali ferrovie Mal\u00e8-Fucine; trovasi innanzi al Consiglio Sup. del Lav. Trento-Tione o Giudicarie, presentata gi\u00e0 l'anno scorso al Ministro dei LLPP .\nCon ossequio\n\nDegasperi\n"}
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  {"filename": "eb086c6d-cdf7-41b0-a430-d39d88c32403.txt", "exact_year": 1922, "label": 1, "year_range": "1921-1925", "text": "Roma\n\nA SUA ECCELLENZA\nL'ON. MEDA AVV. FILIPPO\nDeputato al Parlamento\nROMA\n\nL'On. Tovini ha comunicato a questa Presidenza la tua lettera del 30 novembre, con la quale dichiari di non poter accettare di far parte del direttorio del gruppo.\nLa Commissione direttiva, ha esaminato la tua motivazione, ma unanimamente ha deciso di respingere le tue dimissioni.\nLa situazione politica, specialmente nei riguardi del nostro gruppo e degli organi dirigenti del Partito, \u00e8 tale da non consentire che le migliori energie e gli uomini pi\u00f9 rappresentativi del Partito stesso, siano asenti in queste difficili ore. Animati da un sentimento di devozione verso gli ideali nostri, e compresi delle gravi responsabilit\u00e0 che ci incombono, noi sentiamo che nella collaborazione solidale dei colleghi l'opera politico parlamentare del gruppo riuscir\u00e0 a garantire l'avvenire del nostro Partito, del quale il Gruppo, nel campo parlamentare \u00e8 espressione. A questi concetti si sono ispirati i nostri colleghi i quali ti assegnarono il primo posto nella nomina del Direttorio. E questo risultato della votazione, raggiunto sul tuo nome, \u00e8 indice troppo significativo. Per queste ragioni noi siamo certi che tu, desistendo dal tuo proposito, vorrai darci quella tua preziosa collaborazione, tanto necessaria a noi che abbiamo accettare il peso di gravi responsabilit\u00e0, altrettanto voluta dalla stima e dalla considerazione dei colleghi del gruppo che ti hanno eletto loro primo rappresentante in seno alla Commissione.\nCon tale fiducia, ti inviamo i nostri pi\u00f9 cordiali saluti\n\nLA PRESIDENZA\nM. Cingolani\nDegasperi\n"}
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- {"filename": "44a452b0-5c47-4cbb-a193-f11ba39029fd.txt", "exact_year": 1923, "label": 1, "year_range": "1921-1925", "text": "Roma\n\nCaro collega,\ndal resoconto della Camera abbiamo rilevato la tua mancata partecipazione al voto sulla seconda parte dell'ordine del giorno Larussa nella seduta di ieri.\nIn base all'art. 3 del nostro regolamento ti preghiamo di volerci dare ragione entro venerd\u00ec 20 corrente del tuo atteggiamento dichiarandoci in qual modo avresti votato.\nTale comunicazione dovr\u00e0 esserci trasmessa o direttamente alla segreteria del gruppo o per lettera raccomandata.\nCordiali saluti.\nDegasperi\n"}
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  {"filename": "95e6297c-3649-436a-8b8b-42b544bf6d88.txt", "exact_year": 1924, "label": 1, "year_range": "1921-1925", "text": "Trento\n\nCaro Sturzo,\nil Vescovo ha trovato qui una grande resistenza contro la tua proposta nei miei riguardi. Si teme ch'io venga distratto totalmente dalle mie occupazioni locali. Data questa situazione, come potrei accettare? Sono pronto a qualunque sacrificio, ma come farne uno che \u00e8 al di fuori delle mie possibilit\u00e0? Se non trovi altri, tira avanti col triumvirato o fanne un altro: comprendo le tue obiezioni e ne soffro pi\u00f9 di quello che non pensi; sovratutto perch\u00e9 non vorrei venir meno all'amicizia che mi lega alla tua persona.\nArriver\u00f2 luned\u00ec a 1/2 giorno. Ti abbraccio con devozione.\nDegasperi\n\nAvevo scritto ieri questa, che volevo consegnare a mio fratello; ma mancai il treno. Gronchi mi telegrafa di essere cost\u00ec luned\u00ec alle 10. Non posso assolutamente partire prima di domani sera e quindi arriver\u00f2 a 1/2 giorno. Affettuosamente D\n"}
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- {"filename": "b019ab2c-face-4f64-9442-0a7e93a94bb8.txt", "exact_year": 1924, "label": 1, "year_range": "1921-1925", "text": "Caro Senatore,\nio la ringrazio della Sua generosa e valida testimonianza. Non la merito, o almeno non la merito nella misura ch'ella ha voluto concedermi. L'onore per le battaglie sostenute durante la guerra e per il periodo antecedente \u00e8 dovuto sopratutto a Lei, ed io non ho avuto orgoglio che d'essere stato un suo insufficente, ma forse volentero scolaro.\nQuesta sera Catoni si \u00e8 offerto per farmi analoga dichiarazione. Le pubblicher\u00f2 assieme; e con ci\u00f2 spero di chiudere codesta astiosa polemica. Il Sottochiesa \u00e8 moralmente e politicamente parlando un farabutto, e di lui e di L. se la rappresaglia personale non mi facesse ribrezzo avrei potuto sbarazzarmi facilmente, raccontando la storia che li riguarda. Sono lieto di potermi difendere, senza queste pur giuste ritorsioni; e dopo la Provvidenza che ci ha fatto ritrovare il Chiovenda, devo alla Sua opera se l'offensiva venne respinta.\nIo le esprimo tutta la mia gratitudine e prego Dio di poterle ancora rendere nella vita qualche servigio.\nQui tutti gli amici mi assicurano dell'ottima e conclusiva impressione che ha fatto la nostra difesa.\nSpero di vederla la settimana ventura. Mia moglie sarebbe lieta di salutarla nel suo modestissimo piedaterre.\nPrego tanti devoti ossequi alla Signora. Mi creda suo riconoscente\n\nDegasperi\n"}
19
  {"filename": "3413fc3e-a0a2-441d-b1d4-1b9ba392a645.txt", "exact_year": 1925, "label": 1, "year_range": "1921-1925", "text": "Caro Monsignore,\nsono triste fino all'esaurimento in seguito alla campagna personale, scoppiata, mentre reggo in mezzo a difficolt\u00e0 molteplici e paurose.\n\u00c8 quasi escluso di poter sostenere la polemica, date le condizioni della stampa. Bisogna lasciarsi massacrare in silenzio; e la stampa fascista fa di me un vero massacro. Gli amici reagiscono circondandomi del loro plauso; ma si resister\u00e0 quando il governo voglia via coloro che reggono ancora in mezzo alla bufera? S'\u00e8 sparsa qui la notizia che a Trento sia stato interdetto un mio ritorno. Spero non sia vero, perch\u00e9 altrimenti mi si avrebbe certo avvisato.\nPensate a mettere al sicuro le assoc. economiche. Qui e l\u00e0 c'\u00e8 stato il tentativo di occupare cooperative. Per\u00f2 a Milano e a Monza sono intervenute in difesa le autorit\u00e0 ed hanno dichiarato di aver l'ordine di non toccare la coop. cattolica. Dappertutto si fa la trasformazione in anonime.\nSe pu\u00f2 scrivermi qualche parola di conforto, me la scriva (Maria Romani, via Ripetta 99) perch\u00e9 ne ho bisogno e sovratutto mi raccomandi al Signore che mi batte in tutti i modi.\nSuo affez\nAlcide\n"}
20
- {"filename": "1207f779-8d38-41b0-b213-18f7020c9952.txt", "exact_year": 1926, "label": 1, "year_range": "1926-1930", "text": "Borgo Valsugana\n(Maria Romani)\nCaro D. Luigi,\nmi pare di averti scritto che m'hanno negato il passaporto e quindi, con mio gran dolore, bisogna attendere ancora, per rivederci. \u00c8 sempre incerto che cosa faccia in autunno, non essendomi riuscito di assicurarmi l'indispensabile per l'andata a Roma. Il mio ideale sarebbe di riprendere la Seli e curare secondo le tue direttive anche il Bollettino, ma non si pu\u00f2 fare che da Roma o Milano. Anche dalla mia andata o meno a R dipende come ricostituire la direz del P. Vedremo in settembre, perch\u00e9 certo colla commiss dei 5, \u00e8 un guaio. Vedrai una mia lettera aperta a P. Gem, ove parlo chiaro sul conto dei \"cattolici\" nuova maniera. Il tuo disgusto \u00e8 il mio disgusto. Ma, sotto, l'idea popolare rivive vigorosa e pura. Se a tanto, le considerazioni migliorassero saremmo subito in piedi. Non disperiamo, perch\u00e9 le vie della Provv non sono visibili.\nNon c'\u00e8 dubbio che 50 M. intendevano pagare il 1\u00b0 e il 2\u00b0, perch\u00e9 ci\u00f2 era espressamente detto. Ora ne hanno stampato un altro, e vedr\u00f2 che cosa mandano. Nonostante i miei censori, non mi mandano alcuna indicazione; per\u00f2 stampano quando mando. Coccia crede di arrivare prossim fino a Parigi e ti cercher\u00e0. Lui, Peppino e Ruffo stanno ancora lottando con le cambiali.\n\u00c8 curiosa che non riceva la Cronaca Soc di Gronchi, il quale mi assicur\u00f2 di spedirtela. \u00c8 assai ben fatta. Il tuo libro dunque? Non me ne parli pi\u00f9? Spero che ci manderai qcosa ; consideraz di politica democratica ecc. Mia moglie ti manda tanti ossequi; io affettuosi, cordiali saluti, con ogni augurio a te, per noi, per la causa.\nSempre tuo\nAdegasperi\n"}
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  {"filename": "59a6139d-bc72-44e5-b20d-3b2086b1464f.txt", "exact_year": 1928, "label": 2, "year_range": "1926-1930", "text": "Caro Meda,\nJaspar \u00e8 desolato ed umiliato. Mi disse: \"Que je suis bete! Ignorer que de Mun f\u00fbt pas ministre est peutetre une faute enrose excusable, mais ignore que Meda necessairement vevait ecrire son necrologe, ca c'est been imperdonnable\". Io l'ho calmato, facendogli osservare che l'articolo doveva essere d'una data antica, del periodo insomma in cui Jaspar stava ancora nel Belgio; giacch\u00e9 l' A. a pag. 243 afferma che \"i cattolici in ogni paese sono cittadini disinteressati...\" che amano, soffrono, si battono, muoiono e non chiedono di pi\u00f9\". Comunque egli ti domanda scusa, anche perch\u00e9 avendoti chiesto la documentaz. di una tua affermazione, tu esclamando: c'est trop! dovresti documentarla citando te stesso. Comunque ti prego, se gi\u00e0 non lo facesti, di correggere, perch\u00e9 l'antitesi di de Mun ministre .. de la confiance nationale e la T. d. P. nell'Aet. fr. non ha senso. Si potr\u00e0 lasciare semplicemente l'accenno al partito liberale. Egli ti prega anche di apporre la firma G. Jaspar, come \u00e8 comparsa oramai nell'altro articolo. In quanto al seppellimento nella R. I. ci si rassegna; ma non si potrebbe, pagando, avere una 12ina di estratti? Si tratta di farlo leggere almeno ad un vecchio, a cui la cosa, non l' A. dovrebbe essere nota. Ringrazia anche per il N. della Scuola catt . Se gi\u00e0 non facesti spedire le altre due copie, desidererebbe che da Milano venisse spedita una copia a Richard Kuenger, condirettore della \"Germania\", Berlino; un'altra a Mons. Pieper M\u00fcnchen-Gl\u00e4dbach e una terza a Konsul Julius Stocky, dir. della K\u00f6lnische Volkszeitung, Colonia. Te le trascrivo a parte. Grazie cordiali e scusa. Mia moglie, che resta fino a marted\u00ec, ti manda tanti e riconoscenti saluti.\nTuo affezionatissimo\nDegasperi\n"}
22
- {"filename": "980fef70-5ef1-47b2-96b7-2e72bd83b941.txt", "exact_year": 1928, "label": 2, "year_range": "1926-1930", "text": "Caro Spataro, le scrivo da Sella di Borgo Valsugana, il nostro soggiorno di montagna, cos\u00ec ardentemente sospirato.\nVi arrivai colla licenza di dimorarvi 15 g. e tale licenza ottenni, scrivendo al direttore gen. di p.s .\nVenni scortato fino a Borgo da due agenti di Roma: qui poi hanno dovuto impiantare una stazione di carabinieri ex novo di 5+2 agenti di Trento. Fanno il turno due alla volta, ad una certa distanza dalla casa. Ma sono felice, perch\u00e9 godo le bambine. Trascorsi i 15 g., tenter\u00f2, telegrafando, di ottenere una proroga.\nTanti auguri alla Sua signora e alla figliolanza e grazie di nuovo a Lei sempre cos\u00ec buono con me. Anche a nome di Francesca, Suo aff.mo\n\nAlcidegasperi\n"}
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  {"filename": "b8a4a5b4-cbdd-4ec5-b06a-f72085dfd355.txt", "exact_year": 1928, "label": 2, "year_range": "1926-1930", "text": "Altezza Reverendissima,\ndopo la lieta ma troppo fuggevole parentesi estiva, per me l\u2019unica giornata di sole fu quella di ieri. All\u2019arrivo della Sua lettera fu come se un leraccio vigoroso e benefico squarciasse la foschia, nella quale navigava desolata e disorientata la navicella della mia vita; e parve mi illuminasse e mi riscaldasse ancora una volta quel vecchio sole glorioso che aveva presieduto tanti anni alla mia vita d\u2019azione e di ottimismo. Per la prima volta ho riso di gioia ed ho riso come rideva Matelda nel Purg. XXVIII, quando per spiegare la sua letizia, ricordava il salmo Delectasti: Quia delectasti me Domine in factura tua: et in operibus manuum tuarum exultabo. Poich\u00e9 \u00e8 l\u2019ispirazione del Signore che ha mosso il mio vescovo e i miei amici vecchi di Trento, giacch\u00e9 io non avrei osato chiedere nulla e nulla dissi di chiedere a quel buon parroco che port\u00f2 omaggi e saluti.\nAnzi, per quanto riguarda le mie urgenze economiche, quasi temo egli non abbia esagerato, onde mi sarebbe grave di profittare di una carit\u00e0 che pu\u00f2 essere pi\u00f9 urgentemente necessaria ad altri. In verit\u00e0 tengo ancora un resto della \u201cliquidazione\u201d del giornale e vi attingo per le spese inevitabili. Tuttavia quale apprensione per me nel vedere queste risorse, che dovevano essere la riserva per la mia famiglia, dileguarsi rapidamente, quale umiliazione nel dover consumare e non produrre e dover perfino affidare le bambine alla carit\u00e0 dei parenti!\nQuesto spieghi lo stato d\u2019animo in cui mi trov\u00f2 D. Vigilio e perch\u00e9 io, superando gli scrupoli che mi potrebbe risvegliare il confronto con strettezze e con bisogni pi\u00f9 incalzanti, accetti il suo dono con grato animo e ringrazi con tutto cuore, pregando Iddio che mi renda ancora possibile, sia pure nella pi\u00f9 umile guisa, di rendere in cambio qualche servigio alla causa cattolica della mia diocesi.\nBen maggiore per\u00f2 \u00e8 il mio obbligo per l\u2019alto conforto morale che mi ha recato la lettera del mio vescovo amatissimo.\nCome io avevo sete di queste parole e a un tempo, come schivavo di provocarle! Strana \u00e8 la situazione psicologica che si attraversa in crisi, come la mia: da un lato s\u2019invocherebbe una parola di conforto, di solidariet\u00e0, di commiserazione, come l\u2019acqua nel deserto; dall\u2019altro un certo senso impastato non so se pi\u00f9 d\u2019orgoglio o di pudore e forse anche di un certo ritegno generoso, proprio di chi fu pi\u00f9 abituato a dare che a chiedere, ti afferra alla gola, t\u2019impedisce di pronunciare la preghiera, di formulare il desiderio e ti arresta la penna che volesse scrivere.\nNel mio caso poi s\u2019aggiunsero i provvedimenti di polizia che fino ai primi d\u2019ottobre mi cinsero come d\u2019assedio, creando attorno a me come il blocco della solitudine, tanto che in questa Roma, cos\u00ec popolata di amici e conoscenti, mi sentivo similis pellicano solitudinis et sicut passer solitarius in tecto. Cessato il blocco materiale, perch\u2019io scrissi apertamente alla suprema autorit\u00e0 di polizia che per guadagnare la vita avevo bisogno di circolare liberamente, rimase pur sempre attorno a me un certo blocco psicologico, costituito dalla pi\u00f9 o meno ragionata paura di chi potrebbe confortarmi e aiutarmi e dall\u2019altra parte dalla ritrosia del mio animo depresso e come racchiuso in s\u00e9 stesso, sotto le raffiche che gli passarono sopra. Appena da un mese, a mano a mano che l\u2019esperienza comprova la mia libert\u00e0, mi vo rifacendo un cerchio di collaboratori nella ricerca.\nIn questo mese ho salito e risalito le altrui salate scale, chiedendo umile lavoro: la ragione mi dice che la citt\u00e0 eterna si muove lentamente, ma il cuore geme e talvolta si ribella.\nOh, ma non contro il Signore! Posso assicurare il mio Vescovo che in questi tre anni di avversa fortuna non ho dimenticato gl'insegnamenti della Chiesa e che, nei momenti tranquilli, ho ringraziato il Signore di aver levato dalla mia anima tante scorie colla lima del dolore, che ho riconosciuto meritato il castigo e meritata l\u2019umiliazione ed ho benedetta la mano di Dio che strappandomi alla vita dissipata dei pubblici affari mi ha costretto a meditare sulla vita interiore; e tale vita, percorrendo, come dice l\u2019Imitazione, dilatato corde prata Scripturarum ho vissuto con tali immeritati conforti, da compensarne qualsiasi pena. Ma a questi momenti troppo spesso successero altri in cui la mia miseria riprendeva il sopravvento, e furono momenti di sconforto e d\u2019irritazione. Ci\u00f2 accadde pi\u00f9 specialmente quando, venuto fuori a riprendere la lotta per l\u2019esistenza, m\u2019imbattei nell\u2019avversione, nella freddezza, negli egoismi degli uomini: allora diventa pi\u00f9 difficile scorgere dietro questa siepe di debolezze umane la mano di Dio. Vostra Altezza ha scritto una parola che pi\u00f9 delle altre mi conforta, quando mi ricorda che \u201cGes\u00f9 ebbe ed ha sempre sentimenti profondamente umani e divini per chi soffre\u201d. Allora Ges\u00f9 umanamente mi comprender\u00e0 e scuser\u00e0 la mia debolezza e forse, imitandolo, mi scuseranno anche quei cristiani che avrebbero desiderato di vedere in me un eroe, sempre equanime di fronte alla sventura.\nPermetta infine che La ringrazi anche delle pratiche che avr\u00e0 fatto o intende di fare prossimamente per un\u2019occupazione redditizia. Se si vorr\u00e0, le difficolt\u00e0 saranno superabili, giacch\u00e9 anche il Governo vede bene ch\u2019io mi stabilisca qui.\nLe dir\u00f2 intanto che ebbi ieri anche un\u2019altra buona notizia, che cio\u00e8 a mezzo del bravo e fedele Jacini avr\u00f2 tra poco un libro da tradurre. Se incomincer\u00f2 a lavorare, mi rifar\u00f2 una vita piccola e tranquilla, senza alcun rimpianto per cariche ed onori: e qual miglior osservatorio dell\u2019Urbe per rimaner impavidi innanzi alle fuggenti grandezze umane! In S. Pietro incontrai recentemente molti dei nostri vecchi cooperatori: la schiena era pi\u00f9 curva e l\u2019occhio meno aperto, ma erano loro. Una stretta di mano, e su nella cupola; di l\u00e0 si vedono piccole le nostre persone ed anche le opere nostre. Niente \u00e8 perduto fino che posso dire d\u2019appartenere a questa Chiesa e alla Comunione dei Santi: quass\u00f9 raccolgo tutti gli sforzi, tutte le fatiche d\u2019una vita che (certo almeno in buona fede) credevo apostolato e ne lancio in alto la sostanza spirituale che \u00e8 come un soffio di olocausto per la gloria di Dio. Tutto \u00e8 passato e quasi sembrerebbe in vano, ma questa sostanza rimane e spero che il Signore, Padre Nostro, la vorr\u00e0 accettare in propiziazione.\nAccolgo, inginocchiato la benedizione pastorale che Vostra Altezza si degna impartirmi e bacio devotamente il Sacro Anello. Mi creda con antico e figliale affetto\nSuo devotissimo\nAlcide Degasperi\n\nRoma\n"}
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- {"filename": "a16464cc-23eb-4fec-ba7f-a1ca78902000.txt", "exact_year": 1930, "label": 2, "year_range": "1926-1930", "text": "Biblioteca Apostolica Vaticana\n\nIllustre Senatore, non so se ho capito bene la questione; ma, per abbondare, Le mando tutto quello che ho trovato.\nLe schedine indicano le ediz. di cui dispone la Vatic. Ci ho messa la \"collocazione\", caso mai potessero servire per ulteriori ricerche.\nRisulta chiaro, mi pare, che la famosa Capp. 67-87 non \u00e8 che una parte dell' ediz. veneta del 1581.\nSuppongo ch'Ella desiderasse rilevare soltanto questo.\nTutto il resto ho aggiunto, perch\u00e9 m'era venuto il desiderio di scoprire la sorte dei sei o almeno dei tre libri, se pur sono mai esistiti.\nCome vede, non ho scoperto nulla. Comunque Le mando le note, per quanto sia convinto ch'Ella ne sappia oramai molto di pi\u00f9. Ma penso che il Suo cestino sia profondo e capace.\nSe non ho capita la questione o altro desiderasse, prego di un appunto scritto e sar\u00f2 onoratissimo di servirla.\nAlcide Degasperi\n"}
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  {"filename": "68373811-ff8a-44f1-b136-1f2d3a28adf8.txt", "exact_year": 1933, "label": 2, "year_range": "1931-1935", "text": "Caro P. Gemelli,\ncome vedr\u00e0 dal curriculum il Dott. Pergher potrebbe essere un collaboratore prezioso per l'insegnamento della medicina coloniale. Io non so a qual punto siano i Suoi piani per la Sua facolt\u00e0 di medicina. Sono in via di realizzazione? Di una forza come il Pergher potrebbe servirsi? In caso che l'uomo Le possa interessare, egli rimane a Roma questa settimana, poi ritorna a Merano colla madre.\nRitornando \u2013 se Lei nel frattempo non viene a Roma \u2013 il Pergher potrebbe fare una scappata a Milano.\nMi hanno assicurato che si tratta di un valore.\nIo lo conosco come buon cattolico e persona intelligentissima.\nSuo affez.\n\nvia delle Fornaci, 24\n\nDegasperi\nPergher, Giuseppe, laureato a Roma nel 1924 100/100 e lode. - Corso estivo a Losanna (Arthus) di fisiologia sperimentale.\n1922-24 allievo interno all'Istituto d'igiene dell'Univ. di Roma.\n1925-29 assistente effettivo di carriera all'isitituto d'igiene.\n1925 Strasburgo (Masson) Istologia patologica.\n1928 con borsa Rockfeller in America per visitare impianti igienici e sanitari. Durante questo periodo pubblicati una dozzina di lavori scientifici in \"Annali d'igiene\", \"Policlinico\", \"Compte-rendu de Soc. de Biologie\" (Parigi)\n1927 diploma di medico di bordo\n1929 Scuola di medicina tropicale a Bruxelles - diplomato.\n1930-33 medico di laboratorio dello Stato al Congo belga. Capomissione per lo studio delle malattie epidemiche. Pubblicazioni relative nelle \"Annales de medic . tropicale\" e \"Bulletin de la Societ\u00e9 de Pathologie \u00e9sotique\".\nParla oltre l'italiano tedesco, francese, inglese e le lingue congolesi.\nCampagna contro la dissenteria bacillare ( applicazione del vaccino).\n\nPer tutta la settimana Indir.: via Palermo, 58\ntelef. 42056 (Istituto d'igiene)\nPoi per circa 1 mese: via Giordan, 128\nMerano\n\nRitornerebbe poi nel Congo.\n"}
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- {"filename": "342463af-2e17-4546-8dae-b791c685ab79.txt", "exact_year": 1934, "label": 2, "year_range": "1931-1935", "text": "Caro Filippo, credo superfluo tradurre letteralmente.\nIl signor Glenn Walton Blodgett, amico di Roosevelt \u00e8 collezionista di autografi. Ne ha gi\u00e0 raccolti 22 volumi. Cerca gli autografi storici. Spera che la collezione vada a finire nella biblioteca del Congresso di Washington ossia che venga conservata in eterno. Uno dei volumi riguarda la guerra europea. Gli mancano ancora molti italiani \u2013 vedine la lista a p. 2. Desidera ora il tuo. Ti sar\u00e0 grato se gli manderai la tua sola firma, ma pi\u00f9 lieto ancora, se aggiungerai alcune righe o addirittura una letterina. Abita a Seattle (vedi indirizzo in testa).\nIn fondo alla p. 2 aggiunge d'essere uno studioso di storia specie di quella militare e della storia della chiesa catt. e d'interessarsi dell'Italia, pi\u00f9 che d'ogni altro paese europeo. Sta ora studiando l'italiano, per prepararsi ad una visita in Europa, a Roma sopra tutto.\nConfida che l'Italia e gli U. S. si manterranno in buona amicizia, specie durante l'amministrazione di Roosevelt, \"che \u00e8 mio amico\".\nHa avuto dall'Italia molti favori ed autografi e si sente particolarmente obbligato verso il gen. Ugo Sani e Florenzio Aliprandi.\nDunque scrivi. Ti manda anche il buono per il francobollo.\nAffettuosi saluti ed auguri da tutti noi\nAlcide\n"}
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  {"filename": "df87bd70-a00d-41d7-b4e0-10583b74e1ff.txt", "exact_year": 1937, "label": 2, "year_range": "1936-1940", "text": "Biblioteca Apostolica Vaticana\n\nGentilissimo ed illustre senatore,\nLa ringrazio delle Sue informazioni circa la corrispondenza Salvadori. La domanda era stata fatta, perch\u00e9 qualcuno degli amici ricorda d'aver sentito leggere dal Salvadori, in tono di consenso, un brano Suo sullo stato di purit\u00e0 nel quale l'artista crea, brano che all'amico parve appartenesse a una lettera personale, da Lei inviata al Salvadori. Ma, forse, ci fu equivoco.\nSono lieto ad ogni modo d'aver potuto cogliere l'occasione per rinnovarLe l'espressione del pi\u00f9 distinto ossequio. Se di qui Le posso essere utile in qualche cosa, mi comandi.\nCon ogni augurio di felicit\u00e0 in famiglia, La prego di accettare un devoto saluto anche da mia moglie.\nSuo Degasperi\n"}
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- {"filename": "7b2bf721-02ad-442d-9912-3231cfef1ee4.txt", "exact_year": 1938, "label": 2, "year_range": "1936-1940", "text": "Caro D. Giovanni,\nla prego di mandarmi copia della lettera dell' arciv alla S. Sede o addirittura se pu\u00f2 la bozza del foglio diocesano: d'accordo con Mons. Montini pubblicheremo con un certo rilievo nell' O.R.\nLa seconda cosa da farsi dovrebbe essere mi pare quella di vedere se non fosse possibile avere a Trento per tale occasione il Congresso mondiale eucaristico: non potrebbe incaricarsi di saggiare il terreno S. E. il Coadiutore che va a Budapest?\nIn terzo luogo attraverso le agenzie cattoliche Kipa di Zurigo e C. P. di Breda vedr\u00f2, appena o contemporaneamente alla pubblicazione dell' O. R., di far arrivare la notizia alla stampa cattolica del mondo, accennando anche al proposito di costituire un comitato internazionale. Mi pare che voi a tutti i vescovi radunati a Budapest o ai principali dovreste consegnare copia della pubblicaz. del foglio diocesano, aggiungendo la preghiera di voler mandare l'adesione. Forse vi si trover\u00e0 modo anche di fare un appello verbale sull'argomento.\nNon vedo chiaro ancora per il comitato generale ma mi pare meglio fare una lista e invitare senz'altro quelli che si desidera compaiano: uomini di chiesa delle nazioni partecipanti al Concilio, studiosi, cultori di lettere e arti, ecc. Non incomincerei con chiedere subito contributi. Un qualche anticipo bisogner\u00e0 farlo in casa; ma poi la campagna render\u00e0. In quanto alla lista, bisogna prepararla con cautela: potr\u00f2, se credete, aiutarvi per quanto riguarda gli studiosi. Ad ogni modo tenetemi informato.\nCecilia (Lia) ha fatta la prima Comunione e manda a Lei il ricordino.\nColgo l'occasione per presentare a nome di tutti i pi\u00f9 vivi ossequi a S. A.\nRicevo in questo momento l'estratto di G. C. Bravissimo e valoroso amico! Fa piacere vedere ancora qualcuno che si batte per il nostro buon nome e l'opera nostra. Che lezione a quell'untorello e massoncino! Lo ringrazi, cio\u00e8 non lui, ma il suo confutatore, anche a mio nome: con plausi e cordiali saluti.\nSuo\nDegasperi\n\n\nAl M. R. Don Giovanni Viti,\nsegretario di S. A. il P. Arcivescovo\nTrento\n"}
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  {"filename": "9e78ac5a-594e-4ee2-982f-94169eca8709.txt", "exact_year": 1938, "label": 2, "year_range": "1936-1940", "text": "Arch. Gio Ponti\nVia Domenichino, 1\nMILANO\n\nCaro architetto Ponti,\nElla ha ragione di lamentarsi che le cose vanno in lungo; ma il differimento al 1942 e la guerra in Estremo Oriente spiegano in parte la proroga di mese in mese di una seduta che dovrebbe impostare sopra tutto il bilancio. D'altro canto il meccanismo questa volta \u00e8 pi\u00f9 complesso. Di diritto sono le due Congregazioni che dovrebbero raccogliere il materiale; il segretario del Comitato non pu\u00f2 che offrire i suoi servizi, coordinare, suggerire. \u00c8 ci\u00f2 che vado facendo con molte insistenze; ma al punto in cui sono le cose, non posso ancora farmi un'idea della spesa. Ora finalmente la Congregazione di Propaganda, su mia proposta, emana la circolare per avere tutti gli elenchi da esporsi con fotografie e schizzi, com'era anche il Suo desiderio.\nLe comunico intanto per Sua informazione, che la questione d'incaricare il pittore russo Sofronov, ora a Belgrado, a dipingere le iconi per un'iconostasi \u00e8 gi\u00e0 matura e la Congegazione Orientale \u00e8 in massima d'accordo di assumere la spesa.\nLe d\u00f2 anche notizia che Em. mo Card. Tisserant ci raccomand\u00f2 per opere di decorazione, fotomontaggio ecc. il pittore Giorgio Peri, che gi\u00e0 lavor\u00f2 anche per due Mostre di arte sacra. Senza poter prendere qualsiasi impegno, anche perch\u00e9 l'inizio dei lavori \u00e8 ancora lontano, scrissi al signor Cardinale che avrei segnalata la presentazione all'architetto Ponti: ed \u00e8 ci\u00f2 che faccio con questa mia.\nMi \u00e8 grato cogliere l'occasione per ricambiare a Lei, alla Sua signora e a tutta la Sua famiglia gli auguri pi\u00f9 cordiali. Suo\n\nDegasperi"}
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- {"filename": "b67f983a-2010-4112-bc67-6b57ad6186c7.txt", "exact_year": 1940, "label": 2, "year_range": "1936-1940", "text": "Caro Micheli, ricevo in questo momento la tua e telefono a DT, ma questi mi comunica d'averti gi\u00e0 fatto scrivere che desidera un'esposizione in forma d'articolo. L'immenso e meritorio lavoro che hai fatto non sar\u00e0 per\u00f2 perduto, perch\u00e9 o in una rivista o in un fasc. a parte la bibl. va pubblicata. Tu puoi facilmente, penso, trasformare la tua introduz. nell'articolo richiesto. Certo io avrei desiderato una pag. intera, e anche la bibl. non avrebbe guastato; ma cos\u00ec converr\u00e0 provvedere a parte.\nTutti ti devono essere grati della fatica che non sar\u00e0 sprecata.\nVeramente m'avevi detto che verso la met\u00e0 saresti venuto a Roma ed io contavo allora di conferire assieme a te con DT .\nOra bisogner\u00e0 adattarsi alle sue decisioni pur di fare qcosa entro la data stabilita.\nComandami ove posso\nAlcide\n"}
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  {"filename": "1d8e953c-f8c2-4a8e-a066-32e120bc8254.txt", "exact_year": 1943, "label": 3, "year_range": "1941-1945", "text": "Per S. Ecc.\nl'On. Giulio Rodin\u00f2\nVia Bisignano 4\nNapoli\n\nCaro Rodin\u00f2, l'Ufficio Inform. trasmetter\u00e0 la notizia da te desiderata. Con trepidi auguri per la salute di Voi tutti, mandiamo saluti e ossequi.\nDegasperi\n"}
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- {"filename": "5d18f96d-d712-4a4b-b06a-39506cbccef6.txt", "exact_year": 1943, "label": 3, "year_range": "1941-1945", "text": "Caro Senatore,\nappena ora \u00e8 arrivata al mio orecchio l'eco del Suo giubileo familiare. Accolga quindi, anche in ritardo, le mie felicitazioni e i miei auguri cordiali che prego trasmettere alla gentile signora Maria.\nIn questi ultimi anni La ho rivista sempre cos\u00ec fiorente e robusto che non m'\u00e8 passato per la mente che stesse accumulando meriti e tempi per celebrare un cos\u00ec annoso giubileo. Di qui la sorpresa, un po' spiegabile collo stordimento portato dai tempi che corrono e dalla egoistica tendenza di non consultare troppo il calendario.\nChe il Signore Vi conceda, dunque, buona salute e ogni benedizione: ecco il voto che la mia famiglia invia alla Sua, mentre mi confermo\nSuo dev.mo\nDegasperi"}
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  {"filename": "e4a4889f-eab2-419f-871a-c927be07a102.txt", "exact_year": 1943, "label": 3, "year_range": "1941-1945", "text": "Caro Sergio,\nho letto la sua amichevole lettera, il suo profondo ed equilibrato articolo, il [...]stro programma di emergenza colla presentazione del conto ai liberatori. Mi rise [.]vo di rileggere e di ripensare ancora.\nMa oggi mi affretto a ringraziarla prima di tutto della sua preziosa disposizion [.] a partecipare al comune lavoro della D.C.. Le confesso che non avevo capite le s [..] rapide dichiarazioni assenteiste. Senza dubbio l\u2019immediato domani esige lavoro r [.]costruttivo, ma l\u2019antifascismo a cui dobbiamo ancora tenere non \u00e8 quello impastato di rappresaglie, di bandi e di esclusioni, ma \u00e8 il criterio che ci serve a identificare, misurare e giudicare gli stessi antifascisti e non fascisti: la me [.]talit\u00e0 antilibertaria della dittatura borghese-repubblicana, militare-monarchica o proletario - comunista, la passione rivoluzionaria dei comitati di salute pubblica, l\u2019ambizione giacobina d\u2019improvvisare riforme, la suggestione del nuovo, dell\u2019ardito a qualunque costo. Lei sa che queste sono mie preoccupazioni vecchie; ma forse non sa che si sono radicate ancora pi\u00f9 profondamente nell\u2019animo mio, in questi ultimi mesi di cospirazione (passi la presuntuosa parola) antifascista. Sventuratamente mi persuado sempre pi\u00f9 che il fascismo \u00e8 una mentalit\u00e0 quasi congenita alla generazione pi\u00f9 giovane, una mentalit\u00e0 del resto atavica, nella quale riaffiorano molti fermenti del Risorgimento. Noi siam un po\u2019 nella situazione di Cesare Balbo e (un po\u2019 pi\u00f9 sinceri) di Gioberti in confronto degli insurrezionisti alla Mazzini; ma questa volta abbiamo il vantaggio di patrocinare la libert\u00e0 in contrasto con l\u2019esempio pi\u00f9 esiziale dell\u2019ant [.]libert\u00e0 demagogica: il fascismo. Ed ecco perch\u00e9, in tale senso, l\u2019antifascismo \u00e8 una pregiudiziale ricostruttiva. Lei capisce, quest\u2019antifascismo non riguarda la tessera, ma l\u2019animus, i metodi della vita pubblica. Del resto, ove trova Lei, nel suo veramente magnifico articolo-programma di Studium l\u2019antitesi che le perme [....] il chiarimento e l\u2019esame di coscienza, e l\u2019esposizione dei propositi futuri se non nell\u2019antifascismo? Che cosa si sarebbe dovuto fare, come e perch\u00e9 si \u00e8 peccato, quale e quanta la nostra parte di colpa? Poich\u00e9 nella dialettica umana il modo polemico suole essere il pi\u00f9 efficace per ritrovare se stessi, ecco che l\u2019a [.]tifascismo dovr\u00e0 offrire a noi ancora per un pezzo un vasto campo di ricerche e orientamenti. Aggiungo che politicamente ne abbiamo bisogno anche per difendere [..] relativa bont\u00e0 della democrazia e far tacere i cercatori di bene assoluto.\nCredo che siamo d\u2019accordo, vero? Anche se in tal maniera l\u2019antifascismo sia un freno per la tecnocrazia? Lo permetter\u00e0 di dire a me che, uscito dalla biblioteca, nel breve spazio di tempo che m\u2019era consentito di farlo, sono venuto da voi e da altri in tutta umilt\u00e0 per imparare ed aggiornarmi, con una sete del concreto e dell\u2019elemento tecnico che non s\u2019\u00e8 lasciata vincere nemmeno dalla relativit\u00e0 delle conclusioni che i tecnici stessi da tali elementi ricavavano.\nPlaudo toto corde alle linee direttive di Studium (e al coraggio di pubblicarle ora). Questo articolo e l\u2019articolo e il gesto di Andreotti mi piacciono immensamente: riabilitano l\u2019 A.C. da tanti misrevoli adattamenti. Ecco il vantaggio della rivista, del settimanale di pensiero. Questa \u00e8 la trincea, donde si possono puntare le artiglierie grosse, senza partecipare alla mischia quotidiana. I quotidiani no, per la contradizion che nol consente, e non comprendo come molti uomini saggi di A.C. questo non vogliano ammettere.\nDunque sono pienamente d\u2019accordo col proposito ricostruittivo e con quello di non slittare: questo secondo \u00e8 il pi\u00f9 difficile e sarebbe davvero un immenso progresso se non si ripetessero gli errori del \u201919, quando si fece la guerra al P.P. in nome dell\u2019\u201canima cristiana\u201d!\nIl \u201cbreve appunto\u201d \u00e8 un titolo modesto per un programma di emergenza: contributo prezioso. Potreste elaborarlo con motivazione per ciascun punto e omettendo naturalmente le punte ironiche introduttive? Mi pare utilissimo averlo in pronto, all\u2019americana.\nLa mia curiosit\u00e0 \u00e8 intensa di leggere le vostre conclusioni economiche, a integrazione di Malines. Tecnica economica e teologia: i belgi si sono sempre lamentati di non avere un contributo tecnico sufficiente. I vostri teologi sono pi\u00f9 fortunati. I politici in genere hanno sempre rappresentato l\u2019elemento pi\u00f9 liberale. P. 224, primo capoverso, di Studium mi tranquillizza. Quando mi sorprendo con questa costante preoccupazione, sorrido di me, uomo, e dell\u2019esperienza che feci. E pensare ch\u2019ero il pi\u00f9 ardito interventista della compagnia (senza la demagogia migliolina), ammiratore del M\u00fcller, uno scolaro, attraverso gli epigoni, del Vogelsang.\nDunque, concludiamo per il momento: partecipo di lontano coll\u2019augurio ai vs. lavori e ne spero molto, per i cattolici e per i politici. Se ci sar\u00e0 da imparare (e come non sar\u00e0?) mi avrete scolaro entusiasta, collo sguardo all\u2019avvenire.\nDunque al comune lavoro per la nostra Patria, se Dio vorr\u00e0! Buona ventura!\nSaluti cordiali in casa\n"}
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- {"filename": "b2ec5012-af67-4a97-81a9-be0d509a585b.txt", "exact_year": 1944, "label": 3, "year_range": "1941-1945", "text": "Carissimo,\nho ricevuto il tuo biglietto, inviato ieri.\nSpero che sia venuto da te P. che ti avr\u00e0 informato. Giov. ha chiesto di leggere attentamente il testo di Ivo, e glielo ho dovuto lasciare; perch\u00e9 desidera proporre qualche leggera modificazione; e fra l'altro vuole tentare di entrare pi\u00f9 nel concreto dei poteri reali, da pretendere: io non sono di questo parere, ma gli dissi di tentare di formulare e dovremo rivederci, per concludere. Capirai che essendo stato Giov. complice della formula totalitaria gli devo lasciare una certa precedenza nel tentativo di disincaglio.\nNel giorno in cui verr\u00e0 convocata la nostra direzione desidererei prima o dopo incontrarmi con Ivo o con te o con tutti e due per fissare la procedura. In complesso mi pare d'essere d'accordo colla tattica da te consigliata: accetterei anche di non insistere nella Dichiaraz. presid. su una formula positiva di collaborazione con se (desiderio alessandrino) purch\u00e9 si fosse in chiaro che, nel caso concreto, quando s'imponesse, gli alessandrini non ci attaccherebero sul fianco. Sono poi anche d'accordo che si debba affrontare la questione dei poteri proprio ora, posto che fu sollevata; salvo a vedere in subordinata come si possa tuttavia tenere ancora in vita il comitato.\nDovremo proprio comunicare antecedentemente la dichiaraz. presidenziale, visto il loro contegno?\nSe mai all'ultimo momento.\nTenete poi anche presente che i d.c., messi in causa pubblicamente dall'Avanti, intendono (prima o dopo la deliberaz del Comit ) difendersi anche pubblicamente, sia pure senza pregiudicare la tattica del Com .\nSpero dunque che potrai combinare con P. un appuntamento, per gli ultimi accordi. Ma mi pare che (per la) seduta decisiva si andr\u00e0 alla fine della settim . prossima, se non pi\u00f9 in l\u00e0.\nAffet .\nPorta\n"}
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  {"filename": "cb727827-ef56-4e87-ae63-b568f6883e39.txt", "exact_year": 1944, "label": 3, "year_range": "1941-1945", "text": "Roma\n\nGent.mo Colonnello,\nmi permetto di intervenire presso di Lei per segnalarLe direttamente un deplorevole equivoco nel quale si \u00e8 caduti in occasione del provvedimento di sospensione di alcuni funzionari dell\u2019 Isituto per La ricostruzione Industriale (I.R.I.), preso il 25 luglio u.s. dalla A.C.C.\nSi tratta del Dr. Sergio Paronetto, il quale \u00e8 stato sospeso per epurazione, per essere rimasto in carica dopo l\u20198 settembre, accettando anche la promozione a Vice Direttore, necessaria a tale scopo.\nNon entro nel merito della questione, poich\u00e9 avendo presa visione degli atti, sono ben convinto che, qualsiasi persona in buona fede non potr\u00e0 che apprezzare i motivi che hanno ispirato il suo contegno e lodare il suo comportamento nel periodo della occupazione di Roma.\nRitengo invece mio stretto dovere segnalare le qualit\u00e0 di questo giovane e valente funzionario, che conosco intimamente e che seguo da vicino da alcuni anni come uomo di saldi principi morali, di sane convinzioni politiche, di perfetta integrit\u00e0. Per quanto riguarda il suo atteggiamento politico io posso attestare i suoi sentimenti democratici ed antifascisti.\nGi\u00e0 nell\u2019inizio del 1940 egli mise a disposizione degli uomini che preparavano la vittoria dell\u2019antifascismo le sue cognizioni ed esperienze tecniche, relative alla situazione industriale ed al futuro assetto economico; nel periodo pi\u00f9 vivo della attivit\u00e0 cospiratoria e clandestina egli collabor\u00f2 attivamente, valendosi appunto anche della sua qualit\u00e0 di funzionario, all\u2019opera mia e dei miei amici per attuare ed animare la resistenza.\nDopo ci\u00f2 non dubito che la giusta richiesta avanzata dal Dr. Paronetto, di ottenere una immediata revoca del provvedimento che lo ha colpito da parte dell\u2019autorit\u00e0 stessa che lo ha emanato, possa essere accolto senza ulteriori rinvii.\nSi aggiunga che nella nostra scarsezza di uomini proparati all\u2019opera di ricostruzione, sarebbe un delitto privarsi di giovani della sua tempra e della sua preparazione tecnico-scientifica.\n"}
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  {"filename": "eebf69e5-bee8-4e2b-bcc2-be0d26dd3914.txt", "exact_year": 1945, "label": 3, "year_range": "1941-1945", "text": "Carissimo,\nho ricevuto tre giorni fa le tue lettere del 22.12.44 e 14.1.45 e colgo il destro di quest'occasione straordinaria per risponderti e riferirti, inviandoti anzitutto fervidi auguri, ringraziamenti e felicitazioni per la tua attivit\u00e0, che tutti lodano e riconoscono. Tutti in privato dicono che il pi\u00f9 indicato per l'ambasciata saresti stato tu, bench\u00e9 un resto di rancido e accidioso antclericalismo abbia tardato fino al mio arrivo a pal. Chigi l'invio di un ufficiale ringraziamento e esso stia ancora in agguato, nonostante le tue dichiarazioni di probabiblismo repubblicano. I suggerimenti tuoi attorno a tale nomina avevo ricevuto o comunque intuito a tempo; ma l'uomo d'affari fu cercato invano. Escluso per la sua volont\u00e0 Einaudi, ogni altro si dimostr\u00f2 inutilizzabile, sia per sostanziali compromissioni col fascismo, sia per l'interpretazione che viene data anche a compromissioni, obiettivamente formali. Il presente era consigliato fortemente da Sforza e bench\u00e9 sia ovvio che meglio sarebbe stato evitare emigrati che, per quanto benemeriti, hanno suscitato cost\u00ec contraddizioni, egli ha un cos\u00ec serio proposito di agire al di sopra dei partiti che confida che gl'italiani tutti sorreggano questo suo impegno. T stesso avr\u00e0 modo di spiegarti perch\u00e9 gli si accompagna come cons. commerciale lo Scaretti, grande amico di Kirk. La nomina di T che gi\u00e0 sarebbe arrivato cost\u00ec con Sforza, come suo secondo, ha avuto l'effetto di distendere i nostri rapporti con i due partiti rimasti fuori del governo, ma certo quest'effetto buono di politica interna non mi avrebbe indotto per se solo a proporre la nomina, se avessi avuto una soluzione di uomo d'affari indiscusso e di primo ordine. Qui di tocca al problema angoscioso dell'epurazione. Esso meriterebbe che venisse discusso e presentato al pubblico internaz. in modo oggettivo. I tecnici, cio\u00e8 gli uomini che non fecero politica, ma in forza della loro funzione o competenza specifica, vennero di fatto utilizzati dalla dittatura ventennale nell'amministrazione o nell'attivit\u00e0 economico-tecnica libera del paese, devono per ci\u00f2 stesso essere esclusi da ogni servizio? I soviet utilizzarono gli ufficiali zaristi, mettendo loro accanto il commissario politico; noi invece ci priviamo di ottimi tecnici finanziari e culturali, per avere essi servito, prima della guerra, il regime fascista. Soleri ed io ne sentiamo duramente le conseguenze; e altri mira a sguarnire lo stato borghese.\nContrariamente all'opinione di Sforza, io ho insistito, perch\u00e9 la grande maggioranza di funzionari che vanno con T siano di carriera. Il 1\u00b0 cons. Di Stefano credo sia uomo abile, fidato ed equilibrato servitore dello Stato. T ha voluto portare come suo uomo di fiducia Almagi\u00e0, che sar\u00e0 seguito da Ivella, segretario di Sforza. Molto m'impressiona la scelta per la Francia e altrove (Podest\u00e0 venne inviato dalla B d'It senza interpellarci, con una missione specifica e tecnica). Le trattative con la Francia furono dure. Bidault fu l'unico che non rispose nemmeno al mio telegramma di saluto, mentre Stettinus, Molotof Eden (questo a denti stretti) risposero. Ora abbiamo inghiottito l'amaro boccone della rinunzia incondizionata e speriamo che tutto \u2013 grado a grado \u2013 si appiani. Ma il nuovo ambasciatore avr\u00e0 compito scabroso. Circa il quale le pressioni sono molteplici. Chi vuole Sforza \u2013 per ragioni esterne e interne \u2013, chi un nostro che tu nomini, chi Saragat. Appena costituita l' ambasc, si potr\u00e0 affrontare in pieno la questione dei prigionieri in Algeria, che stiamo seguendo. Non ci sono che i pacchi dall'America, perch\u00e9 noi non abbiamo n\u00e9 viveri n\u00e9 abiti. Facciamo il possibile e il Vaticano il suo meglio. (Prima che mi dimentichi: Bonomi ebbe la tua risposta al suo augurio a te del 29 dicembre appena il 15 febbraio). Con tali ritardi senza cifra, con M Millan spessissimo in Grecia, e l'ambasciata inglese in clinica, mi riesce difficilissimo procedere.\nCol governo va meglio, perch\u00e9 4 sono meno di 6 e i comunisti dimostrano un realismo pi\u00f9 edificatore. L'aver superato lo scoglio del pane mi pare gran cosa. Ora \u00e8 la volta della Consulta. Ciascuna questione \u00e8 un travaglio logorante. Gronchi va assumendo una posizione pi\u00f9 centrale che va incoraggiata, mentre Grandi subisce talvolta le suggestioni dell'ambiente classista e della sua buona fede. Quante volte sentiamo il bisogno della tua autorit\u00e0 e competenza! \u00c8 possibile che l'attuale compagine governativa non si rinnovi prima di Milano. Rassicurante per il Nord \u00e8 che i nostri partigiani sono in qualche provincia assai numerosi e ovunque notevoli. Ma lo sbandieramento che in ogni occasione fanno i comunisti, il loro inneggiare alla Russia, il loro vantare il vento del Nord mette gli alleati in sospetto di una seconda Ellas. Questo spiega la resistenza che incontra ogni nostro tentativo di ottenere concessioni in senso autonomo; mentre, d'altro canto, certi fatti che vengono riferiti dal Nord noi non possiamo n\u00e9 vagliare n\u00e9 contestare; quindi ci manca la possibilit\u00e0 di assumere garanzie. Il nostro ultimo tentativo fu di persuadere che il vero metodo di mantenere l'ordine del Nord e il procedimento democratico anche nella questione istituzionale \u00e8 quello di rafforzare il presente governo nella sua posizione morale (sostituzione dell'armistizio con uno statuto di cobelligeranza) e finanziaria (non interpretare \"spese di occupaz\" come \"spese di guerra\"). Esso \u00e8 ancora in corso n\u00e9 dispero di cavarne qcsa . Ma la minaccia e il tentativo di qualche partito di forzare ora la quest istituzionale, prevenendo la consultazione popolare, aumenta l'irrigidimento di quei gruppi esteri che, anche per altre ragioni, ci sono ostili, mettendoli in sospetto di un pi\u00f9 radicato rivolgimento. Di qui innanzi la questione della frontiera orientale diventer\u00e0 discriminante, sia per i partiti interni che per le potenze estere.\nDel partito possiamo lodarci, perch\u00e9 aumenta in forze; tuttavia i nostri mezzi non sono ancora sufficienti per concorrere con la dilatazione comunista, n\u00e9 finanziariamente e intellettualmente siamo cos\u00ec forti da batterci in condizioni corrispondenti alla nostra massa numerica. Abbiamo consapevolezza dell'urgenza dello sforzo. Ti scrissi altra volta della stampa con riguardo a Boland, a cui ho inviato ringraziamento e rendiconto. In complesso la disciplina \u00e8 buona nelle varie provincie del partito. Una certa paralisi si consta nella citt\u00e0 di Roma, perch\u00e9 Ravaioli si ostina a fare della pregiudizionale repubblicana la discriminante attuale, il che aggraverebbe la nostra situazione interna ed estera e ci sfiancherebbe. Una sua rivista Politica d'oggi \u00e8 rivolta a tale propaganda, n\u00e9 i miei tentativi di persuaderlo hanno giovato, bench\u00e9 nello stesso tempo io sia intervenuto ad impedire qualsiasi propaganda monarchica, qui e altrove. Il compito di mantenere l'unit\u00e0, fino alla necessaria battaglia \u00e8 gravoso e supera le mie possibilit\u00e0 di tempo e fisiche.\nDifficile \u00e8 anche raggiungere l'accordo colla Conf del lavoro. Ho cercato di organizzare a s\u00e9 i contadini coltivatori diretti ma Grandi s'\u00e8 lasciato suggestionare a includerli nelle Federterra; e non sono ancora riuscito a mettere ordine. Tenter\u00f2 nell'imminente Cons Naz . \u00c8 strano come Grandi sia suggestionato dalla propaganda Di Vittorio. Meno male che in ci\u00f2 Gronchi e io siamo d'accordo in pieno. Chi aiuta moltissimo \u00e8 Campilli. Io abbandonerei volentieri la Direz del Partito, ma pare che tutti siano del parere ch'io debba restare. Converrebbe in tal caso rafforzare la segreteria. Certo il peso sulle mie spalle \u00e8 veramente eccessivo... Ed ora basta delle nostre querimonie. Ho pregato Tarchiani di facilitare in tutti i modi le nostre comunicazioni; ti sar\u00f2 grato se mi darai consigli e suggerimenti, quando credi opportuno e utile.\nFrattanto ti auguro che continui in buona salute (Poletti mi disse di averti trovato bene) e possa tornare in patria ove tutti ti desideriamo, purch\u00e9 non ti nuoccia il viaggio. Francesca e le mie figliuole (le due che conoscesti stanno negli ultimi corsi dell'Universit\u00e0) ti mandano tante cose affettuose. Pietro Romani \u00e8 a Borgo, non sappiamo se ancora tenuto in arresto, Augusto, mio fratello, scappa di casa in casa a Milano per salvarsi; Mentasti \u00e8 riuscito a fuggire dal carcere e riparare in Svizzera. In genere i nostri si battono bene lass\u00f9 e il clero si comporta magnificamente. Qui Jacini mi aiuta assai e attende il suo turno con pazienza.\nTi abbraccio con l'antico affetto\nAlcide\n\n\nHo molta fiducia nello spirito equilibratore di T e nella zelante cooperazione di Di Stefano. Non so se Scaretti superer\u00e0 le difficolt\u00e0 inerenti alla sua persona e al suo ufficio. Comunque bisogna aiutare perch\u00e9 ci sia una collaborazione. Siamo troppo bisognosi per darci il lusso di dissensi. Ho corrisposto recentemente con tua sorella che si mantiene sempre giovane e svelta.\n"}
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- {"filename": "3402adfd-6eb8-489a-93c0-a1b10751bef1.txt", "exact_year": 1946, "label": 3, "year_range": "1946-1950", "text": "Roma\n\nCaro CROCE,\ntu sai che la questione delle nostre terre giuliane sta in cima ai miei pensieri; comprenderai quindi che la tua segnalazione della nota che ti ha presentata l'Ing. Vidulich Premuda riguardo la costituzione di un Comitato di studi sulla regione, mi \u00e8 stata veramente preziosa.\nGiorni or sono ho ricevuto il Comitato di liberazione regionale di Trieste e i consultori giuliani; ho accolte nei limiti del possibile le loro richieste, e ho promesso la mia piena assistenza ed il mio aiuto. Una delle richieste concerneva appunto la costituzione della commissione in parola; ora attendo che mi siano proposti i nomi dei componenti.\nPer quanto riguarda lo studio delle provvidenze economiche in favore della regione posso comunicarti, con piacere, che la Commissione per la redazione del progetto dell' internalizzazione del porto di Trieste, istituita presso il Ministero degli Affari Esteri e di cui fanno parte degli esperti giuliani, ha ultimato i suoi lavori redigendo con grande cura un progetto, il quale segue il concetto politico che la diminuzione della sovranit\u00e0, conseguente all' internalizzazione del porto di Trieste, deve essere compensata con effettivi vantaggi del traffico per il porto stesso.\nTi ringrazio ancora per il tuo interessamento e ti prego di assistermi sempre col tuo saggio consiglio in quest'opera, cui cerco di dare il meglio di me stesso.\nCredimi cordialmente\nDegasperi\n\nAl Sen. Benedetto CROCE\nConsulta Nazionale\nRoma\n"}
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  {"filename": "a92154f2-c4a5-4199-bf94-39c4ceb570d3.txt", "exact_year": 1946, "label": 3, "year_range": "1946-1950", "text": "Caro D. Luigi,\nabbiamo parlato col card. Mooney della tua attivit\u00e0 e della tua salute, e nel considerare la meritata estimazione di cui godi ho sentito l'orgoglio di essere con te in rapporti di affettuosa amicizia.\nColgo l'occasione del rimpatrio dei cardinali per confermarti ch'essi tutti dimostrano una sincera comprensione ed amicizia per l'Italia; ed io penso che tale preziosa amicizia il nostro paese debba in buona parte all'infaticabile e luminosa opera tua: altro titolo alla nostra gratitudine.\nColgo l'occasione per ragguagliarti succintamente sulle decisioni politiche delle ultime due settimane, che furono delle pi\u00f9 critiche e pi\u00f9 laboriose della mia vita. Mi dovetti prodigare fino al limite delle mie forze per trarre la barca a salvamento. Avevamo: 1) la legge del '44 colla rigida interpretazione americana, che interpretava l'art. 4 come impegnante per la costituzione del regime luogotenenziale durante il periodo costituente, interpretazione affermata qui dal luogotenente e che trovava in suo favore tutti i pi\u00f9 noti costituzionalisti; 2) la posizione delle estreme in favore dei poteri assoluti della costituente e non solo in materia costituzionale ma anche in materia legislativa in genere, compresa la formazione del governo; 3) l'atteggiamento dei liberali, appoggiati da tutta la destra fuori del governo per un referendum preventivo e per la limitazione della facolt\u00e0 legislativa dell'assemblea; 4) infine al centro il nostro atteggiamento che senza dichiararsi assolutamente contrario al referendum, lo sconsigliava ed era per una costituente a poteri legislativi limitati (salva la materia costituente).\nLiberali da una parte e estremi dall'altra puntavano sulla loro soluzione colla minaccia di abbandonare il governo. Dopo numerosi assaggi fra i partiti (compresi i repubblicanidi Pacciardi e i monarchici di Lucifero) e colloqui col luogotenente, cercai di ripartire equamente il malcontento con una proposta mediatrice, che mi pareva anche nel merito razionale e prudente: l'assemblea nomina i ministri, al luogotenente rimane la sola promulgazione delle leggi e la rappresentazione coll'estero, il governo \u00e8 responsabile di fronte all'assemblea, ma si occupa, oltre che della costituzione, solo di materia legislativa ordinaria. Dopo la formulazione dei principi fondamentali della Costituente e non pi\u00f9 tardi del quinto mese l'assemblea sottopone a referendum i principi e la questione del Capo dello Stato. I liberali che pendono sempre di pi\u00f9 per la monarchia (reggenza del piccolo) si dichiararono contro, perch\u00e9 interpretarono la mia soluzione come la repubblica negoziata, i sinistri non vollero la presenza del luogotenente neanche nei primi 5 mesi, il luogotenente stesso dichiar\u00f2 di preferire di andarsene subito dopo un referendum preventivo. Sbarrata questa via non rimanevano che le due tesi antitetiche, e allora ciascuna parte, per varie ragioni, dopo un faticoso travaglio, si acconci\u00f2 al referendum preventivo, giacch\u00e9 una crisi avrebbe rimandate le elezioni all'autunno e forse la situazione sarebbe passata al centro destro (Nitti), fuori del C.L.N.\nPacciardi stesso coi suoi, pur protestando, se ne rimane fuori della Consulta, per non ostacolare colla sua intransigenza il compromesso raggiunto. L'accordo \u00e8 stato accolto con un senso di liberazione da un incubo: voci di preparativi armati sulle due ali, l'accanimento del qualunquismo, la crisi economica, la situazione estera, tutto questo spinse istintivamente a ricorrere a quell'arbitrato popolare al quale avevo pensato io stesso a Salerno, come ad una valvola di sicurezza.\nCertamente ora anche il plebiscito pu\u00f2 diventare una cosa seria e pericolosa; bisogna che Dio e la gente saggia ci aiutino. Ma ogni altra via era pi\u00f9 pericolosa o sbarrata. Sono convinto che anche tu, che sentivi pi\u00f9 di me le preoccupazioni del referendum, converrai che altro non c'era da fare.\nAvremo il congresso del partito probabilmente il 14 aprile o gi\u00f9 di l\u00ec. Fervono i preparativi per le amministrative. La situazione \u00e8 inquinata dalla stretta alleanza socialcomunista. Saragat torna da Parigi per sbloccare, ma se Nenni s'impegna a fondo, credo che la situazione non si modificher\u00e0.\nSpero avrai ricevuto il mio telegramma di risposta alle tue domande. Nei prossimi giorni tenter\u00f2 di costituire cost\u00ec una sezione dell' Ansa, forse con Gasperini che sta a Londra. Ci vogliono molti quattrini.\nTornando al congresso prevedo che l'orientamento della maggioranza sar\u00e0 repubblicano, ma il referendum render\u00e0 possibile di evitare lo sfaldamento di quei cattolici che preferiscono la Monarchia; contrariamente, questi si butterebbero con F. Lucifero o con Giannini, la cui stampa fa una corte spietata alla Chiesa: e prevarrebbero i socialcomunisti.\nTi rinnovo il mio pensiero: vorrei riabbracciarti quanto prima, gli amici ti accoglierebbero in trionfo; hai visto l'atteggiamento dell' O R ? Se preferisci rimanere fuori della lotta elettorale, come mi accennavi, gli amici freneranno il loro desiderio, augurandosi che qui non mi manchi almeno il tuo consiglio durante la Costituente che si raduner\u00e0 entro giugno.\nQualunque sia la tua decisione, noi ti accoglieremo a braccia aperte. Ora il mio vivo ringraziamento per i sigari (Campilli) e le due maglie gialle, arrivate ultimamente; ma soprattutto per la tua amicizia ch'io e i miei affettuosamente e devotamente ricambiamo con ogni augurio di bene\ntuo Alcide\n"}
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  {"filename": "d92d2f6a-f762-4e14-97cf-57435973417f.txt", "exact_year": 1902, "label": 0, "year_range": "1901-1905", "text": "Amatissimo Don R. Murri,\nincomincio oramai nell'epiteto con una sfacciataggine! Ma non saprei esprimere meglio quel sentimento ch'io provo alla dolce rimembranza delle belle sere passate in Montecatini 5, donde ritornai un po' troppo (\u00e8 tutto merito Suo)... radicale, dissero agli amici. 'Sta volta mi trovo anch'io nel bel numero dei pi\u00f9 i quali \"colgono l'occasione\" di scrivere a fine d'anno tutto quello che avrebbero dovuto nei dodici mesi. La mia penna che voleva essere interprete di condoglianze, d'auguri, di congratulazioni a seconda che faceva il nuvolo o il sereno sopra la povera D. C. I. mi cadde sempre di mano, perch\u00e9 non poteva seguire il rapidissimo mutarsi del... tempo!\nE s\u00ec che tante volte avrei dovuto anche farmi l'interprete di quel caro prof. Commer il quale seguiva con \u2013 come dire? \u2013 angoscia i destini nostri. Ma, lasciando stare anche i sentimenti privati, di quante cose pubbliche che La riguardavano avrei dovuto darle notizia! Sa Lei, p.e., che l'Ehrard, o meglio il suo famoso libro, ha impedito in Austria una pi\u00f9 larga conoscenza della D.C.I. e delle sue vicende? Quando ritornai da Roma, continuai per un po' l'esposizione delle Sue idee nella \"Reichspost\". Ma poi scoppi\u00f2 di nuovo la campagna ehrardiana, nella quale la R. \u2013 a me democr. duole il confessarlo \u2013 si comport\u00f2 abbastanza male, attaccando direttamente i vescovi e mettendo in discussione cose su cui non conviene discutere. Cosa tanto pi\u00f9 deplorabile in quanto che non era persuasione individuale, ma opera di una cricca di teologhi ehrardiani.\nI conservatori del \"Vaterland\" avevano facilmente ragione. Ma la necessit\u00e0 \u00e8 un buon medico. Si avvicinavano l'elezioni provinciali, la battaglia era terribile, conveniva che nessun voto andasse disperso, e allora la direzione del partito c.s. invit\u00f2 l'organo \"indipendente\" R. a tacere. Il silenzio che subentr\u00f2 fu sepolcrale. Una mia amplissima recensione delle \"Battaglie\", passata gi\u00e0 in tipografia, non pot\u00e9 vedere la luce perch\u00e9 il \"Vaterland\" aveva messo E., Murri e i 'moderni' tutti in un fascio. Poi venne il discorso di s. Marino. Il V. riport\u00f2 condanna e sottomissione, lodando tantissimo quest'ultima.\nMa le analogie erano troppo chiare e la domanda \"perch\u00e9 non fa cos\u00ec l'E.?\" troppo spontanea. Cos\u00ec che la R. fece lo gnorri su tutto e l'unica notizia fu la .. nomina del nuovo Pres. dell'Opera.\nNella medesima maniera una mia conferenza sul Suo programma nel \"Verein Kath. Soziologen\" dovette venir rimandata alle calende greche. Questo avviene a chi vede tutto attraverso i propri occhiali. Ma che ha da fare l'E. non sociologo, non democratico, fautore del cattolicismo \"religioso\" del Kraus in opposizione al \"politico\" del Centro colla D.C.I.\nLe \"battaglie\" hanno questo di comune coll'E.: che tentano di sciogliere una questione d'attualit\u00e0, e che qui o l\u00e0 vanno parallelamente alle idee dell'E. come di molti altri, ma la base e le conclusioni sono del tutto diverse; mi pare!\nMa lasciamo la \"contesa antica\".\nAggiunger\u00f2 invece che ho visto con piacere come parecchie riviste, p.e. la \"Cultur\" della Leogesellschaft riportano il sommario della C.S.\nForse in quest'organo puramente scientifico sar\u00e0 possibile pubblicare qcosa . Se in qualche maniera Le potessi essere utile, mi farebbe un vero piacere.\nInfine mi permetta di presentarle i pi\u00f9 fervidi auguri da parte del Prof. Commer, leggermente indisposto, e da parte dell' Assoc. universitaria di cui sono \u2013 indegnamente, s'intende \u2013 presidente.\nE voglio finire anche con una sfacciataggine, pregandola dei cordiali saluti a Bianconcini e Stirati Clementi \u2013 se vi sono ancora al mondo.\nNella speranza che mi perdoni generosamente questa chiacchierata\nsono suo aff.mo\nAlcide Degasperi\nVienna\nIX Porzellangasse 30\n"}
 
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  {"filename": "b72c8000-81c1-4f34-913e-da34116c6fd2.txt", "exact_year": 1910, "label": 0, "year_range": "1906-1910", "text": "Altezza Reverendissima,\nla condoglianza e la benedizione del Vescovo ha nno recato grande conforto a tutti noi, che ne siamo profondamente riconoscenti.\nIl colpo fu terribile ed ha squarciata la quercia, dalla quale non molto tempo fa si era staccato il ramo pi\u00f9 rigoglioso.\nTuttavia noi raccogliamo tutte le energie della nostra umanit\u00e0, fortificata dal Cristo, ed attingiamo nuovo succo vitale dalle radici che la Mamma aveva piantate fonde, fonde nel patrimonio religioso degli avi.\nIn quanto a me, raccolti assieme i rami infranti e le fronde sparse, e riconfortato, come giova, il povero pap\u00e0, ritorner\u00f2 al mio posto di combattimento, confidando che la scossa della mia salute sia momentanea ed il Signore non voglia pesare pi\u00f9 oltre la Sua mano benedetta su di noi.\nAccolga, Altezza reverendissima, l'espressione di figliale ossequio col quale noi, comunque sia l'ora che passa, rimaniamo devotissimi.\n\nTrento\n\na nome di tutti i famigliari Degasperi\nAlcide\n"}
 
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  {"filename": "e87897d3-cbf2-4d72-ad46-517cc3fbc553.txt", "exact_year": 1912, "label": 0, "year_range": "1911-1915", "text": "Onorevole Presidenza,\nl'on. Gentili ed il sottoscritto hanno avuto ierl'altro al Parlamento e stamane al ministero delle ferrovie due lunghe conferenze col ministro delle ferrovie, rispettivamente col caposezione Ressig e col cons. minist. Brosch del dipartimento tecnico. Le trattative sono procedute fino al punto che il Ministro ha dichiarato di voler in ogni caso finanziare la ferrovia senza la partecipazione dei Bolzanini e col contributo della Comunit\u00e0.\nSono poi state da parte nostra formulate tutte le questioni in modo che, almeno per la fine del mese, il Ministero risponder\u00e0 dettagliat amente per parte sua (rimanendo impregiudicata la posizione del Ministero delle finanze), dando cos\u00ec la base concreta per le trattative con le parti interessate.\nNoi facciamo ogni sforzo per spingere i signori ad una decisione, ma d'altro canto ogni pi\u00f9 piccola questione tecnica e finanziaria si presta per trascinare la vertenza.\nIl Ministero non s'\u00e8 ancora dichiarato se intende giungere fino a Moena o solo fino a Predazzo. Naturalmente noi abbiamo insistito per Moena. \u00c8 probabile ch'esso prepari due piani di finanziazione l'uno per Moena, l'altro per Predazzo, lasciando poi alle future trattative cogli interessati il compito di scegliere definitivamente.\nPosso ancora annunziare che il Ministro, richiesto se fosse vero quanto annunziavano i giornali, che il baron Sternbach sia stato mandato in Fiemme, quale emissario del governo, rispose francamente di non conoscerlo nemmeno e di non averlo autorizzato a fare dichiarazioni in nome suo o del governo circa la questione di Fiemme.\nCon ogni osservanza\nA Degasperi\n"}
 
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  {"filename": "2406d4db-28e5-4141-b698-ce31ad1b84f4.txt", "exact_year": 1917, "label": 0, "year_range": "1916-1920", "text": "Il signor Bonetti richiama la Sua attenzione sulle condizioni economiche oltremodo precarie di D. Bettin. Crede che si dovrebbe o ottenergli dall'Ordinariato il posto che aveva P. Eustachio o ottenergli dall' Uberwachungsamt il costo del Lager, come D. Framba.\n\nADeg\n"}
 
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  {"filename": "25707e4a-bf7b-4034-bc9b-2efebf94ab04.txt", "exact_year": 1919, "label": 1, "year_range": "1916-1920", "text": "Al regio governatorato\nTrento\nIl sottoscritto Dottor Alcide Degasperi direttore del nuovo \"Trentino\", intende pubblicare prossimamente un periodico settimanale nel formato del nuovo \"Trentino\" e col titolo \"il popolo Trentino\". Il settimanale s'occupa degl'interssi degli operai e dei contadini e nella parte generale segue il programma del quotidiano. Esso verr\u00e0 stampato nella Tipografia Tridentum, via Alfieri e quale redattore responsabile firmer\u00e0 Francesco Larcher, impiegato presso la suddetta Tipografia.\nTanto si partecipa, in corrispondenza, alle leggi vigenti.\nTrento\n"}
 
7
  {"filename": "0ec45a79-0bfa-4905-b5eb-5d2d983e9744.txt", "exact_year": 1920, "label": 1, "year_range": "1916-1920", "text": "Trento\n\nEgregio avvocato,\ncon riferimento alla Sua dei 15 giugno, Le confermo che essendo venuto una volta durante la guerra per pochi giorni da Vienna a Trento, v'incontrai il sign. Prada, il quale mi descrisse con molti particolari l'azione ch'egli aveva avviata presso le autorit\u00e0 superiori a Innsbruck ed a Vienna contro il Dr. Muck e il cons. Zauber. Mi pare che in quell'occasione mi mostrasse anche una copia delle proteste o dei memoriali da lui inviati contro il Muck, onde io gli dissi: \"badi a quello che fa, poich\u00e9 a questo modo finir\u00e0 in galera\".\nNon saprei precisare la data, ma giacch\u00e9 mi era interdetto di venire a Trento prima della riconvocazione del Parlamento, penso che non possa essere stato prima del 1917.\nCon ogni osservanza\nDegasperi\n\nAll'avvocato Dottor\nGINO MARZANI\nTRENTO\nVia Mantova 6\n"}
 
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  {"filename": "eb086c6d-cdf7-41b0-a430-d39d88c32403.txt", "exact_year": 1922, "label": 1, "year_range": "1921-1925", "text": "Roma\n\nA SUA ECCELLENZA\nL'ON. MEDA AVV. FILIPPO\nDeputato al Parlamento\nROMA\n\nL'On. Tovini ha comunicato a questa Presidenza la tua lettera del 30 novembre, con la quale dichiari di non poter accettare di far parte del direttorio del gruppo.\nLa Commissione direttiva, ha esaminato la tua motivazione, ma unanimamente ha deciso di respingere le tue dimissioni.\nLa situazione politica, specialmente nei riguardi del nostro gruppo e degli organi dirigenti del Partito, \u00e8 tale da non consentire che le migliori energie e gli uomini pi\u00f9 rappresentativi del Partito stesso, siano asenti in queste difficili ore. Animati da un sentimento di devozione verso gli ideali nostri, e compresi delle gravi responsabilit\u00e0 che ci incombono, noi sentiamo che nella collaborazione solidale dei colleghi l'opera politico parlamentare del gruppo riuscir\u00e0 a garantire l'avvenire del nostro Partito, del quale il Gruppo, nel campo parlamentare \u00e8 espressione. A questi concetti si sono ispirati i nostri colleghi i quali ti assegnarono il primo posto nella nomina del Direttorio. E questo risultato della votazione, raggiunto sul tuo nome, \u00e8 indice troppo significativo. Per queste ragioni noi siamo certi che tu, desistendo dal tuo proposito, vorrai darci quella tua preziosa collaborazione, tanto necessaria a noi che abbiamo accettare il peso di gravi responsabilit\u00e0, altrettanto voluta dalla stima e dalla considerazione dei colleghi del gruppo che ti hanno eletto loro primo rappresentante in seno alla Commissione.\nCon tale fiducia, ti inviamo i nostri pi\u00f9 cordiali saluti\n\nLA PRESIDENZA\nM. Cingolani\nDegasperi\n"}
 
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  {"filename": "95e6297c-3649-436a-8b8b-42b544bf6d88.txt", "exact_year": 1924, "label": 1, "year_range": "1921-1925", "text": "Trento\n\nCaro Sturzo,\nil Vescovo ha trovato qui una grande resistenza contro la tua proposta nei miei riguardi. Si teme ch'io venga distratto totalmente dalle mie occupazioni locali. Data questa situazione, come potrei accettare? Sono pronto a qualunque sacrificio, ma come farne uno che \u00e8 al di fuori delle mie possibilit\u00e0? Se non trovi altri, tira avanti col triumvirato o fanne un altro: comprendo le tue obiezioni e ne soffro pi\u00f9 di quello che non pensi; sovratutto perch\u00e9 non vorrei venir meno all'amicizia che mi lega alla tua persona.\nArriver\u00f2 luned\u00ec a 1/2 giorno. Ti abbraccio con devozione.\nDegasperi\n\nAvevo scritto ieri questa, che volevo consegnare a mio fratello; ma mancai il treno. Gronchi mi telegrafa di essere cost\u00ec luned\u00ec alle 10. Non posso assolutamente partire prima di domani sera e quindi arriver\u00f2 a 1/2 giorno. Affettuosamente D\n"}
 
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  {"filename": "3413fc3e-a0a2-441d-b1d4-1b9ba392a645.txt", "exact_year": 1925, "label": 1, "year_range": "1921-1925", "text": "Caro Monsignore,\nsono triste fino all'esaurimento in seguito alla campagna personale, scoppiata, mentre reggo in mezzo a difficolt\u00e0 molteplici e paurose.\n\u00c8 quasi escluso di poter sostenere la polemica, date le condizioni della stampa. Bisogna lasciarsi massacrare in silenzio; e la stampa fascista fa di me un vero massacro. Gli amici reagiscono circondandomi del loro plauso; ma si resister\u00e0 quando il governo voglia via coloro che reggono ancora in mezzo alla bufera? S'\u00e8 sparsa qui la notizia che a Trento sia stato interdetto un mio ritorno. Spero non sia vero, perch\u00e9 altrimenti mi si avrebbe certo avvisato.\nPensate a mettere al sicuro le assoc. economiche. Qui e l\u00e0 c'\u00e8 stato il tentativo di occupare cooperative. Per\u00f2 a Milano e a Monza sono intervenute in difesa le autorit\u00e0 ed hanno dichiarato di aver l'ordine di non toccare la coop. cattolica. Dappertutto si fa la trasformazione in anonime.\nSe pu\u00f2 scrivermi qualche parola di conforto, me la scriva (Maria Romani, via Ripetta 99) perch\u00e9 ne ho bisogno e sovratutto mi raccomandi al Signore che mi batte in tutti i modi.\nSuo affez\nAlcide\n"}
 
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  {"filename": "59a6139d-bc72-44e5-b20d-3b2086b1464f.txt", "exact_year": 1928, "label": 2, "year_range": "1926-1930", "text": "Caro Meda,\nJaspar \u00e8 desolato ed umiliato. Mi disse: \"Que je suis bete! Ignorer que de Mun f\u00fbt pas ministre est peutetre une faute enrose excusable, mais ignore que Meda necessairement vevait ecrire son necrologe, ca c'est been imperdonnable\". Io l'ho calmato, facendogli osservare che l'articolo doveva essere d'una data antica, del periodo insomma in cui Jaspar stava ancora nel Belgio; giacch\u00e9 l' A. a pag. 243 afferma che \"i cattolici in ogni paese sono cittadini disinteressati...\" che amano, soffrono, si battono, muoiono e non chiedono di pi\u00f9\". Comunque egli ti domanda scusa, anche perch\u00e9 avendoti chiesto la documentaz. di una tua affermazione, tu esclamando: c'est trop! dovresti documentarla citando te stesso. Comunque ti prego, se gi\u00e0 non lo facesti, di correggere, perch\u00e9 l'antitesi di de Mun ministre .. de la confiance nationale e la T. d. P. nell'Aet. fr. non ha senso. Si potr\u00e0 lasciare semplicemente l'accenno al partito liberale. Egli ti prega anche di apporre la firma G. Jaspar, come \u00e8 comparsa oramai nell'altro articolo. In quanto al seppellimento nella R. I. ci si rassegna; ma non si potrebbe, pagando, avere una 12ina di estratti? Si tratta di farlo leggere almeno ad un vecchio, a cui la cosa, non l' A. dovrebbe essere nota. Ringrazia anche per il N. della Scuola catt . Se gi\u00e0 non facesti spedire le altre due copie, desidererebbe che da Milano venisse spedita una copia a Richard Kuenger, condirettore della \"Germania\", Berlino; un'altra a Mons. Pieper M\u00fcnchen-Gl\u00e4dbach e una terza a Konsul Julius Stocky, dir. della K\u00f6lnische Volkszeitung, Colonia. Te le trascrivo a parte. Grazie cordiali e scusa. Mia moglie, che resta fino a marted\u00ec, ti manda tanti e riconoscenti saluti.\nTuo affezionatissimo\nDegasperi\n"}
 
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  {"filename": "b8a4a5b4-cbdd-4ec5-b06a-f72085dfd355.txt", "exact_year": 1928, "label": 2, "year_range": "1926-1930", "text": "Altezza Reverendissima,\ndopo la lieta ma troppo fuggevole parentesi estiva, per me l\u2019unica giornata di sole fu quella di ieri. All\u2019arrivo della Sua lettera fu come se un leraccio vigoroso e benefico squarciasse la foschia, nella quale navigava desolata e disorientata la navicella della mia vita; e parve mi illuminasse e mi riscaldasse ancora una volta quel vecchio sole glorioso che aveva presieduto tanti anni alla mia vita d\u2019azione e di ottimismo. Per la prima volta ho riso di gioia ed ho riso come rideva Matelda nel Purg. XXVIII, quando per spiegare la sua letizia, ricordava il salmo Delectasti: Quia delectasti me Domine in factura tua: et in operibus manuum tuarum exultabo. Poich\u00e9 \u00e8 l\u2019ispirazione del Signore che ha mosso il mio vescovo e i miei amici vecchi di Trento, giacch\u00e9 io non avrei osato chiedere nulla e nulla dissi di chiedere a quel buon parroco che port\u00f2 omaggi e saluti.\nAnzi, per quanto riguarda le mie urgenze economiche, quasi temo egli non abbia esagerato, onde mi sarebbe grave di profittare di una carit\u00e0 che pu\u00f2 essere pi\u00f9 urgentemente necessaria ad altri. In verit\u00e0 tengo ancora un resto della \u201cliquidazione\u201d del giornale e vi attingo per le spese inevitabili. Tuttavia quale apprensione per me nel vedere queste risorse, che dovevano essere la riserva per la mia famiglia, dileguarsi rapidamente, quale umiliazione nel dover consumare e non produrre e dover perfino affidare le bambine alla carit\u00e0 dei parenti!\nQuesto spieghi lo stato d\u2019animo in cui mi trov\u00f2 D. Vigilio e perch\u00e9 io, superando gli scrupoli che mi potrebbe risvegliare il confronto con strettezze e con bisogni pi\u00f9 incalzanti, accetti il suo dono con grato animo e ringrazi con tutto cuore, pregando Iddio che mi renda ancora possibile, sia pure nella pi\u00f9 umile guisa, di rendere in cambio qualche servigio alla causa cattolica della mia diocesi.\nBen maggiore per\u00f2 \u00e8 il mio obbligo per l\u2019alto conforto morale che mi ha recato la lettera del mio vescovo amatissimo.\nCome io avevo sete di queste parole e a un tempo, come schivavo di provocarle! Strana \u00e8 la situazione psicologica che si attraversa in crisi, come la mia: da un lato s\u2019invocherebbe una parola di conforto, di solidariet\u00e0, di commiserazione, come l\u2019acqua nel deserto; dall\u2019altro un certo senso impastato non so se pi\u00f9 d\u2019orgoglio o di pudore e forse anche di un certo ritegno generoso, proprio di chi fu pi\u00f9 abituato a dare che a chiedere, ti afferra alla gola, t\u2019impedisce di pronunciare la preghiera, di formulare il desiderio e ti arresta la penna che volesse scrivere.\nNel mio caso poi s\u2019aggiunsero i provvedimenti di polizia che fino ai primi d\u2019ottobre mi cinsero come d\u2019assedio, creando attorno a me come il blocco della solitudine, tanto che in questa Roma, cos\u00ec popolata di amici e conoscenti, mi sentivo similis pellicano solitudinis et sicut passer solitarius in tecto. Cessato il blocco materiale, perch\u2019io scrissi apertamente alla suprema autorit\u00e0 di polizia che per guadagnare la vita avevo bisogno di circolare liberamente, rimase pur sempre attorno a me un certo blocco psicologico, costituito dalla pi\u00f9 o meno ragionata paura di chi potrebbe confortarmi e aiutarmi e dall\u2019altra parte dalla ritrosia del mio animo depresso e come racchiuso in s\u00e9 stesso, sotto le raffiche che gli passarono sopra. Appena da un mese, a mano a mano che l\u2019esperienza comprova la mia libert\u00e0, mi vo rifacendo un cerchio di collaboratori nella ricerca.\nIn questo mese ho salito e risalito le altrui salate scale, chiedendo umile lavoro: la ragione mi dice che la citt\u00e0 eterna si muove lentamente, ma il cuore geme e talvolta si ribella.\nOh, ma non contro il Signore! Posso assicurare il mio Vescovo che in questi tre anni di avversa fortuna non ho dimenticato gl'insegnamenti della Chiesa e che, nei momenti tranquilli, ho ringraziato il Signore di aver levato dalla mia anima tante scorie colla lima del dolore, che ho riconosciuto meritato il castigo e meritata l\u2019umiliazione ed ho benedetta la mano di Dio che strappandomi alla vita dissipata dei pubblici affari mi ha costretto a meditare sulla vita interiore; e tale vita, percorrendo, come dice l\u2019Imitazione, dilatato corde prata Scripturarum ho vissuto con tali immeritati conforti, da compensarne qualsiasi pena. Ma a questi momenti troppo spesso successero altri in cui la mia miseria riprendeva il sopravvento, e furono momenti di sconforto e d\u2019irritazione. Ci\u00f2 accadde pi\u00f9 specialmente quando, venuto fuori a riprendere la lotta per l\u2019esistenza, m\u2019imbattei nell\u2019avversione, nella freddezza, negli egoismi degli uomini: allora diventa pi\u00f9 difficile scorgere dietro questa siepe di debolezze umane la mano di Dio. Vostra Altezza ha scritto una parola che pi\u00f9 delle altre mi conforta, quando mi ricorda che \u201cGes\u00f9 ebbe ed ha sempre sentimenti profondamente umani e divini per chi soffre\u201d. Allora Ges\u00f9 umanamente mi comprender\u00e0 e scuser\u00e0 la mia debolezza e forse, imitandolo, mi scuseranno anche quei cristiani che avrebbero desiderato di vedere in me un eroe, sempre equanime di fronte alla sventura.\nPermetta infine che La ringrazi anche delle pratiche che avr\u00e0 fatto o intende di fare prossimamente per un\u2019occupazione redditizia. Se si vorr\u00e0, le difficolt\u00e0 saranno superabili, giacch\u00e9 anche il Governo vede bene ch\u2019io mi stabilisca qui.\nLe dir\u00f2 intanto che ebbi ieri anche un\u2019altra buona notizia, che cio\u00e8 a mezzo del bravo e fedele Jacini avr\u00f2 tra poco un libro da tradurre. Se incomincer\u00f2 a lavorare, mi rifar\u00f2 una vita piccola e tranquilla, senza alcun rimpianto per cariche ed onori: e qual miglior osservatorio dell\u2019Urbe per rimaner impavidi innanzi alle fuggenti grandezze umane! In S. Pietro incontrai recentemente molti dei nostri vecchi cooperatori: la schiena era pi\u00f9 curva e l\u2019occhio meno aperto, ma erano loro. Una stretta di mano, e su nella cupola; di l\u00e0 si vedono piccole le nostre persone ed anche le opere nostre. Niente \u00e8 perduto fino che posso dire d\u2019appartenere a questa Chiesa e alla Comunione dei Santi: quass\u00f9 raccolgo tutti gli sforzi, tutte le fatiche d\u2019una vita che (certo almeno in buona fede) credevo apostolato e ne lancio in alto la sostanza spirituale che \u00e8 come un soffio di olocausto per la gloria di Dio. Tutto \u00e8 passato e quasi sembrerebbe in vano, ma questa sostanza rimane e spero che il Signore, Padre Nostro, la vorr\u00e0 accettare in propiziazione.\nAccolgo, inginocchiato la benedizione pastorale che Vostra Altezza si degna impartirmi e bacio devotamente il Sacro Anello. Mi creda con antico e figliale affetto\nSuo devotissimo\nAlcide Degasperi\n\nRoma\n"}
 
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  {"filename": "68373811-ff8a-44f1-b136-1f2d3a28adf8.txt", "exact_year": 1933, "label": 2, "year_range": "1931-1935", "text": "Caro P. Gemelli,\ncome vedr\u00e0 dal curriculum il Dott. Pergher potrebbe essere un collaboratore prezioso per l'insegnamento della medicina coloniale. Io non so a qual punto siano i Suoi piani per la Sua facolt\u00e0 di medicina. Sono in via di realizzazione? Di una forza come il Pergher potrebbe servirsi? In caso che l'uomo Le possa interessare, egli rimane a Roma questa settimana, poi ritorna a Merano colla madre.\nRitornando \u2013 se Lei nel frattempo non viene a Roma \u2013 il Pergher potrebbe fare una scappata a Milano.\nMi hanno assicurato che si tratta di un valore.\nIo lo conosco come buon cattolico e persona intelligentissima.\nSuo affez.\n\nvia delle Fornaci, 24\n\nDegasperi\nPergher, Giuseppe, laureato a Roma nel 1924 100/100 e lode. - Corso estivo a Losanna (Arthus) di fisiologia sperimentale.\n1922-24 allievo interno all'Istituto d'igiene dell'Univ. di Roma.\n1925-29 assistente effettivo di carriera all'isitituto d'igiene.\n1925 Strasburgo (Masson) Istologia patologica.\n1928 con borsa Rockfeller in America per visitare impianti igienici e sanitari. Durante questo periodo pubblicati una dozzina di lavori scientifici in \"Annali d'igiene\", \"Policlinico\", \"Compte-rendu de Soc. de Biologie\" (Parigi)\n1927 diploma di medico di bordo\n1929 Scuola di medicina tropicale a Bruxelles - diplomato.\n1930-33 medico di laboratorio dello Stato al Congo belga. Capomissione per lo studio delle malattie epidemiche. Pubblicazioni relative nelle \"Annales de medic . tropicale\" e \"Bulletin de la Societ\u00e9 de Pathologie \u00e9sotique\".\nParla oltre l'italiano tedesco, francese, inglese e le lingue congolesi.\nCampagna contro la dissenteria bacillare ( applicazione del vaccino).\n\nPer tutta la settimana Indir.: via Palermo, 58\ntelef. 42056 (Istituto d'igiene)\nPoi per circa 1 mese: via Giordan, 128\nMerano\n\nRitornerebbe poi nel Congo.\n"}
 
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  {"filename": "df87bd70-a00d-41d7-b4e0-10583b74e1ff.txt", "exact_year": 1937, "label": 2, "year_range": "1936-1940", "text": "Biblioteca Apostolica Vaticana\n\nGentilissimo ed illustre senatore,\nLa ringrazio delle Sue informazioni circa la corrispondenza Salvadori. La domanda era stata fatta, perch\u00e9 qualcuno degli amici ricorda d'aver sentito leggere dal Salvadori, in tono di consenso, un brano Suo sullo stato di purit\u00e0 nel quale l'artista crea, brano che all'amico parve appartenesse a una lettera personale, da Lei inviata al Salvadori. Ma, forse, ci fu equivoco.\nSono lieto ad ogni modo d'aver potuto cogliere l'occasione per rinnovarLe l'espressione del pi\u00f9 distinto ossequio. Se di qui Le posso essere utile in qualche cosa, mi comandi.\nCon ogni augurio di felicit\u00e0 in famiglia, La prego di accettare un devoto saluto anche da mia moglie.\nSuo Degasperi\n"}
 
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  {"filename": "9e78ac5a-594e-4ee2-982f-94169eca8709.txt", "exact_year": 1938, "label": 2, "year_range": "1936-1940", "text": "Arch. Gio Ponti\nVia Domenichino, 1\nMILANO\n\nCaro architetto Ponti,\nElla ha ragione di lamentarsi che le cose vanno in lungo; ma il differimento al 1942 e la guerra in Estremo Oriente spiegano in parte la proroga di mese in mese di una seduta che dovrebbe impostare sopra tutto il bilancio. D'altro canto il meccanismo questa volta \u00e8 pi\u00f9 complesso. Di diritto sono le due Congregazioni che dovrebbero raccogliere il materiale; il segretario del Comitato non pu\u00f2 che offrire i suoi servizi, coordinare, suggerire. \u00c8 ci\u00f2 che vado facendo con molte insistenze; ma al punto in cui sono le cose, non posso ancora farmi un'idea della spesa. Ora finalmente la Congregazione di Propaganda, su mia proposta, emana la circolare per avere tutti gli elenchi da esporsi con fotografie e schizzi, com'era anche il Suo desiderio.\nLe comunico intanto per Sua informazione, che la questione d'incaricare il pittore russo Sofronov, ora a Belgrado, a dipingere le iconi per un'iconostasi \u00e8 gi\u00e0 matura e la Congegazione Orientale \u00e8 in massima d'accordo di assumere la spesa.\nLe d\u00f2 anche notizia che Em. mo Card. Tisserant ci raccomand\u00f2 per opere di decorazione, fotomontaggio ecc. il pittore Giorgio Peri, che gi\u00e0 lavor\u00f2 anche per due Mostre di arte sacra. Senza poter prendere qualsiasi impegno, anche perch\u00e9 l'inizio dei lavori \u00e8 ancora lontano, scrissi al signor Cardinale che avrei segnalata la presentazione all'architetto Ponti: ed \u00e8 ci\u00f2 che faccio con questa mia.\nMi \u00e8 grato cogliere l'occasione per ricambiare a Lei, alla Sua signora e a tutta la Sua famiglia gli auguri pi\u00f9 cordiali. Suo\n\nDegasperi"}
 
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  {"filename": "1d8e953c-f8c2-4a8e-a066-32e120bc8254.txt", "exact_year": 1943, "label": 3, "year_range": "1941-1945", "text": "Per S. Ecc.\nl'On. Giulio Rodin\u00f2\nVia Bisignano 4\nNapoli\n\nCaro Rodin\u00f2, l'Ufficio Inform. trasmetter\u00e0 la notizia da te desiderata. Con trepidi auguri per la salute di Voi tutti, mandiamo saluti e ossequi.\nDegasperi\n"}
 
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  {"filename": "e4a4889f-eab2-419f-871a-c927be07a102.txt", "exact_year": 1943, "label": 3, "year_range": "1941-1945", "text": "Caro Sergio,\nho letto la sua amichevole lettera, il suo profondo ed equilibrato articolo, il [...]stro programma di emergenza colla presentazione del conto ai liberatori. Mi rise [.]vo di rileggere e di ripensare ancora.\nMa oggi mi affretto a ringraziarla prima di tutto della sua preziosa disposizion [.] a partecipare al comune lavoro della D.C.. Le confesso che non avevo capite le s [..] rapide dichiarazioni assenteiste. Senza dubbio l\u2019immediato domani esige lavoro r [.]costruttivo, ma l\u2019antifascismo a cui dobbiamo ancora tenere non \u00e8 quello impastato di rappresaglie, di bandi e di esclusioni, ma \u00e8 il criterio che ci serve a identificare, misurare e giudicare gli stessi antifascisti e non fascisti: la me [.]talit\u00e0 antilibertaria della dittatura borghese-repubblicana, militare-monarchica o proletario - comunista, la passione rivoluzionaria dei comitati di salute pubblica, l\u2019ambizione giacobina d\u2019improvvisare riforme, la suggestione del nuovo, dell\u2019ardito a qualunque costo. Lei sa che queste sono mie preoccupazioni vecchie; ma forse non sa che si sono radicate ancora pi\u00f9 profondamente nell\u2019animo mio, in questi ultimi mesi di cospirazione (passi la presuntuosa parola) antifascista. Sventuratamente mi persuado sempre pi\u00f9 che il fascismo \u00e8 una mentalit\u00e0 quasi congenita alla generazione pi\u00f9 giovane, una mentalit\u00e0 del resto atavica, nella quale riaffiorano molti fermenti del Risorgimento. Noi siam un po\u2019 nella situazione di Cesare Balbo e (un po\u2019 pi\u00f9 sinceri) di Gioberti in confronto degli insurrezionisti alla Mazzini; ma questa volta abbiamo il vantaggio di patrocinare la libert\u00e0 in contrasto con l\u2019esempio pi\u00f9 esiziale dell\u2019ant [.]libert\u00e0 demagogica: il fascismo. Ed ecco perch\u00e9, in tale senso, l\u2019antifascismo \u00e8 una pregiudiziale ricostruttiva. Lei capisce, quest\u2019antifascismo non riguarda la tessera, ma l\u2019animus, i metodi della vita pubblica. Del resto, ove trova Lei, nel suo veramente magnifico articolo-programma di Studium l\u2019antitesi che le perme [....] il chiarimento e l\u2019esame di coscienza, e l\u2019esposizione dei propositi futuri se non nell\u2019antifascismo? Che cosa si sarebbe dovuto fare, come e perch\u00e9 si \u00e8 peccato, quale e quanta la nostra parte di colpa? Poich\u00e9 nella dialettica umana il modo polemico suole essere il pi\u00f9 efficace per ritrovare se stessi, ecco che l\u2019a [.]tifascismo dovr\u00e0 offrire a noi ancora per un pezzo un vasto campo di ricerche e orientamenti. Aggiungo che politicamente ne abbiamo bisogno anche per difendere [..] relativa bont\u00e0 della democrazia e far tacere i cercatori di bene assoluto.\nCredo che siamo d\u2019accordo, vero? Anche se in tal maniera l\u2019antifascismo sia un freno per la tecnocrazia? Lo permetter\u00e0 di dire a me che, uscito dalla biblioteca, nel breve spazio di tempo che m\u2019era consentito di farlo, sono venuto da voi e da altri in tutta umilt\u00e0 per imparare ed aggiornarmi, con una sete del concreto e dell\u2019elemento tecnico che non s\u2019\u00e8 lasciata vincere nemmeno dalla relativit\u00e0 delle conclusioni che i tecnici stessi da tali elementi ricavavano.\nPlaudo toto corde alle linee direttive di Studium (e al coraggio di pubblicarle ora). Questo articolo e l\u2019articolo e il gesto di Andreotti mi piacciono immensamente: riabilitano l\u2019 A.C. da tanti misrevoli adattamenti. Ecco il vantaggio della rivista, del settimanale di pensiero. Questa \u00e8 la trincea, donde si possono puntare le artiglierie grosse, senza partecipare alla mischia quotidiana. I quotidiani no, per la contradizion che nol consente, e non comprendo come molti uomini saggi di A.C. questo non vogliano ammettere.\nDunque sono pienamente d\u2019accordo col proposito ricostruittivo e con quello di non slittare: questo secondo \u00e8 il pi\u00f9 difficile e sarebbe davvero un immenso progresso se non si ripetessero gli errori del \u201919, quando si fece la guerra al P.P. in nome dell\u2019\u201canima cristiana\u201d!\nIl \u201cbreve appunto\u201d \u00e8 un titolo modesto per un programma di emergenza: contributo prezioso. Potreste elaborarlo con motivazione per ciascun punto e omettendo naturalmente le punte ironiche introduttive? Mi pare utilissimo averlo in pronto, all\u2019americana.\nLa mia curiosit\u00e0 \u00e8 intensa di leggere le vostre conclusioni economiche, a integrazione di Malines. Tecnica economica e teologia: i belgi si sono sempre lamentati di non avere un contributo tecnico sufficiente. I vostri teologi sono pi\u00f9 fortunati. I politici in genere hanno sempre rappresentato l\u2019elemento pi\u00f9 liberale. P. 224, primo capoverso, di Studium mi tranquillizza. Quando mi sorprendo con questa costante preoccupazione, sorrido di me, uomo, e dell\u2019esperienza che feci. E pensare ch\u2019ero il pi\u00f9 ardito interventista della compagnia (senza la demagogia migliolina), ammiratore del M\u00fcller, uno scolaro, attraverso gli epigoni, del Vogelsang.\nDunque, concludiamo per il momento: partecipo di lontano coll\u2019augurio ai vs. lavori e ne spero molto, per i cattolici e per i politici. Se ci sar\u00e0 da imparare (e come non sar\u00e0?) mi avrete scolaro entusiasta, collo sguardo all\u2019avvenire.\nDunque al comune lavoro per la nostra Patria, se Dio vorr\u00e0! Buona ventura!\nSaluti cordiali in casa\n"}
 
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  {"filename": "cb727827-ef56-4e87-ae63-b568f6883e39.txt", "exact_year": 1944, "label": 3, "year_range": "1941-1945", "text": "Roma\n\nGent.mo Colonnello,\nmi permetto di intervenire presso di Lei per segnalarLe direttamente un deplorevole equivoco nel quale si \u00e8 caduti in occasione del provvedimento di sospensione di alcuni funzionari dell\u2019 Isituto per La ricostruzione Industriale (I.R.I.), preso il 25 luglio u.s. dalla A.C.C.\nSi tratta del Dr. Sergio Paronetto, il quale \u00e8 stato sospeso per epurazione, per essere rimasto in carica dopo l\u20198 settembre, accettando anche la promozione a Vice Direttore, necessaria a tale scopo.\nNon entro nel merito della questione, poich\u00e9 avendo presa visione degli atti, sono ben convinto che, qualsiasi persona in buona fede non potr\u00e0 che apprezzare i motivi che hanno ispirato il suo contegno e lodare il suo comportamento nel periodo della occupazione di Roma.\nRitengo invece mio stretto dovere segnalare le qualit\u00e0 di questo giovane e valente funzionario, che conosco intimamente e che seguo da vicino da alcuni anni come uomo di saldi principi morali, di sane convinzioni politiche, di perfetta integrit\u00e0. Per quanto riguarda il suo atteggiamento politico io posso attestare i suoi sentimenti democratici ed antifascisti.\nGi\u00e0 nell\u2019inizio del 1940 egli mise a disposizione degli uomini che preparavano la vittoria dell\u2019antifascismo le sue cognizioni ed esperienze tecniche, relative alla situazione industriale ed al futuro assetto economico; nel periodo pi\u00f9 vivo della attivit\u00e0 cospiratoria e clandestina egli collabor\u00f2 attivamente, valendosi appunto anche della sua qualit\u00e0 di funzionario, all\u2019opera mia e dei miei amici per attuare ed animare la resistenza.\nDopo ci\u00f2 non dubito che la giusta richiesta avanzata dal Dr. Paronetto, di ottenere una immediata revoca del provvedimento che lo ha colpito da parte dell\u2019autorit\u00e0 stessa che lo ha emanato, possa essere accolto senza ulteriori rinvii.\nSi aggiunga che nella nostra scarsezza di uomini proparati all\u2019opera di ricostruzione, sarebbe un delitto privarsi di giovani della sua tempra e della sua preparazione tecnico-scientifica.\n"}
 
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  {"filename": "eebf69e5-bee8-4e2b-bcc2-be0d26dd3914.txt", "exact_year": 1945, "label": 3, "year_range": "1941-1945", "text": "Carissimo,\nho ricevuto tre giorni fa le tue lettere del 22.12.44 e 14.1.45 e colgo il destro di quest'occasione straordinaria per risponderti e riferirti, inviandoti anzitutto fervidi auguri, ringraziamenti e felicitazioni per la tua attivit\u00e0, che tutti lodano e riconoscono. Tutti in privato dicono che il pi\u00f9 indicato per l'ambasciata saresti stato tu, bench\u00e9 un resto di rancido e accidioso antclericalismo abbia tardato fino al mio arrivo a pal. Chigi l'invio di un ufficiale ringraziamento e esso stia ancora in agguato, nonostante le tue dichiarazioni di probabiblismo repubblicano. I suggerimenti tuoi attorno a tale nomina avevo ricevuto o comunque intuito a tempo; ma l'uomo d'affari fu cercato invano. Escluso per la sua volont\u00e0 Einaudi, ogni altro si dimostr\u00f2 inutilizzabile, sia per sostanziali compromissioni col fascismo, sia per l'interpretazione che viene data anche a compromissioni, obiettivamente formali. Il presente era consigliato fortemente da Sforza e bench\u00e9 sia ovvio che meglio sarebbe stato evitare emigrati che, per quanto benemeriti, hanno suscitato cost\u00ec contraddizioni, egli ha un cos\u00ec serio proposito di agire al di sopra dei partiti che confida che gl'italiani tutti sorreggano questo suo impegno. T stesso avr\u00e0 modo di spiegarti perch\u00e9 gli si accompagna come cons. commerciale lo Scaretti, grande amico di Kirk. La nomina di T che gi\u00e0 sarebbe arrivato cost\u00ec con Sforza, come suo secondo, ha avuto l'effetto di distendere i nostri rapporti con i due partiti rimasti fuori del governo, ma certo quest'effetto buono di politica interna non mi avrebbe indotto per se solo a proporre la nomina, se avessi avuto una soluzione di uomo d'affari indiscusso e di primo ordine. Qui di tocca al problema angoscioso dell'epurazione. Esso meriterebbe che venisse discusso e presentato al pubblico internaz. in modo oggettivo. I tecnici, cio\u00e8 gli uomini che non fecero politica, ma in forza della loro funzione o competenza specifica, vennero di fatto utilizzati dalla dittatura ventennale nell'amministrazione o nell'attivit\u00e0 economico-tecnica libera del paese, devono per ci\u00f2 stesso essere esclusi da ogni servizio? I soviet utilizzarono gli ufficiali zaristi, mettendo loro accanto il commissario politico; noi invece ci priviamo di ottimi tecnici finanziari e culturali, per avere essi servito, prima della guerra, il regime fascista. Soleri ed io ne sentiamo duramente le conseguenze; e altri mira a sguarnire lo stato borghese.\nContrariamente all'opinione di Sforza, io ho insistito, perch\u00e9 la grande maggioranza di funzionari che vanno con T siano di carriera. Il 1\u00b0 cons. Di Stefano credo sia uomo abile, fidato ed equilibrato servitore dello Stato. T ha voluto portare come suo uomo di fiducia Almagi\u00e0, che sar\u00e0 seguito da Ivella, segretario di Sforza. Molto m'impressiona la scelta per la Francia e altrove (Podest\u00e0 venne inviato dalla B d'It senza interpellarci, con una missione specifica e tecnica). Le trattative con la Francia furono dure. Bidault fu l'unico che non rispose nemmeno al mio telegramma di saluto, mentre Stettinus, Molotof Eden (questo a denti stretti) risposero. Ora abbiamo inghiottito l'amaro boccone della rinunzia incondizionata e speriamo che tutto \u2013 grado a grado \u2013 si appiani. Ma il nuovo ambasciatore avr\u00e0 compito scabroso. Circa il quale le pressioni sono molteplici. Chi vuole Sforza \u2013 per ragioni esterne e interne \u2013, chi un nostro che tu nomini, chi Saragat. Appena costituita l' ambasc, si potr\u00e0 affrontare in pieno la questione dei prigionieri in Algeria, che stiamo seguendo. Non ci sono che i pacchi dall'America, perch\u00e9 noi non abbiamo n\u00e9 viveri n\u00e9 abiti. Facciamo il possibile e il Vaticano il suo meglio. (Prima che mi dimentichi: Bonomi ebbe la tua risposta al suo augurio a te del 29 dicembre appena il 15 febbraio). Con tali ritardi senza cifra, con M Millan spessissimo in Grecia, e l'ambasciata inglese in clinica, mi riesce difficilissimo procedere.\nCol governo va meglio, perch\u00e9 4 sono meno di 6 e i comunisti dimostrano un realismo pi\u00f9 edificatore. L'aver superato lo scoglio del pane mi pare gran cosa. Ora \u00e8 la volta della Consulta. Ciascuna questione \u00e8 un travaglio logorante. Gronchi va assumendo una posizione pi\u00f9 centrale che va incoraggiata, mentre Grandi subisce talvolta le suggestioni dell'ambiente classista e della sua buona fede. Quante volte sentiamo il bisogno della tua autorit\u00e0 e competenza! \u00c8 possibile che l'attuale compagine governativa non si rinnovi prima di Milano. Rassicurante per il Nord \u00e8 che i nostri partigiani sono in qualche provincia assai numerosi e ovunque notevoli. Ma lo sbandieramento che in ogni occasione fanno i comunisti, il loro inneggiare alla Russia, il loro vantare il vento del Nord mette gli alleati in sospetto di una seconda Ellas. Questo spiega la resistenza che incontra ogni nostro tentativo di ottenere concessioni in senso autonomo; mentre, d'altro canto, certi fatti che vengono riferiti dal Nord noi non possiamo n\u00e9 vagliare n\u00e9 contestare; quindi ci manca la possibilit\u00e0 di assumere garanzie. Il nostro ultimo tentativo fu di persuadere che il vero metodo di mantenere l'ordine del Nord e il procedimento democratico anche nella questione istituzionale \u00e8 quello di rafforzare il presente governo nella sua posizione morale (sostituzione dell'armistizio con uno statuto di cobelligeranza) e finanziaria (non interpretare \"spese di occupaz\" come \"spese di guerra\"). Esso \u00e8 ancora in corso n\u00e9 dispero di cavarne qcsa . Ma la minaccia e il tentativo di qualche partito di forzare ora la quest istituzionale, prevenendo la consultazione popolare, aumenta l'irrigidimento di quei gruppi esteri che, anche per altre ragioni, ci sono ostili, mettendoli in sospetto di un pi\u00f9 radicato rivolgimento. Di qui innanzi la questione della frontiera orientale diventer\u00e0 discriminante, sia per i partiti interni che per le potenze estere.\nDel partito possiamo lodarci, perch\u00e9 aumenta in forze; tuttavia i nostri mezzi non sono ancora sufficienti per concorrere con la dilatazione comunista, n\u00e9 finanziariamente e intellettualmente siamo cos\u00ec forti da batterci in condizioni corrispondenti alla nostra massa numerica. Abbiamo consapevolezza dell'urgenza dello sforzo. Ti scrissi altra volta della stampa con riguardo a Boland, a cui ho inviato ringraziamento e rendiconto. In complesso la disciplina \u00e8 buona nelle varie provincie del partito. Una certa paralisi si consta nella citt\u00e0 di Roma, perch\u00e9 Ravaioli si ostina a fare della pregiudizionale repubblicana la discriminante attuale, il che aggraverebbe la nostra situazione interna ed estera e ci sfiancherebbe. Una sua rivista Politica d'oggi \u00e8 rivolta a tale propaganda, n\u00e9 i miei tentativi di persuaderlo hanno giovato, bench\u00e9 nello stesso tempo io sia intervenuto ad impedire qualsiasi propaganda monarchica, qui e altrove. Il compito di mantenere l'unit\u00e0, fino alla necessaria battaglia \u00e8 gravoso e supera le mie possibilit\u00e0 di tempo e fisiche.\nDifficile \u00e8 anche raggiungere l'accordo colla Conf del lavoro. Ho cercato di organizzare a s\u00e9 i contadini coltivatori diretti ma Grandi s'\u00e8 lasciato suggestionare a includerli nelle Federterra; e non sono ancora riuscito a mettere ordine. Tenter\u00f2 nell'imminente Cons Naz . \u00c8 strano come Grandi sia suggestionato dalla propaganda Di Vittorio. Meno male che in ci\u00f2 Gronchi e io siamo d'accordo in pieno. Chi aiuta moltissimo \u00e8 Campilli. Io abbandonerei volentieri la Direz del Partito, ma pare che tutti siano del parere ch'io debba restare. Converrebbe in tal caso rafforzare la segreteria. Certo il peso sulle mie spalle \u00e8 veramente eccessivo... Ed ora basta delle nostre querimonie. Ho pregato Tarchiani di facilitare in tutti i modi le nostre comunicazioni; ti sar\u00f2 grato se mi darai consigli e suggerimenti, quando credi opportuno e utile.\nFrattanto ti auguro che continui in buona salute (Poletti mi disse di averti trovato bene) e possa tornare in patria ove tutti ti desideriamo, purch\u00e9 non ti nuoccia il viaggio. Francesca e le mie figliuole (le due che conoscesti stanno negli ultimi corsi dell'Universit\u00e0) ti mandano tante cose affettuose. Pietro Romani \u00e8 a Borgo, non sappiamo se ancora tenuto in arresto, Augusto, mio fratello, scappa di casa in casa a Milano per salvarsi; Mentasti \u00e8 riuscito a fuggire dal carcere e riparare in Svizzera. In genere i nostri si battono bene lass\u00f9 e il clero si comporta magnificamente. Qui Jacini mi aiuta assai e attende il suo turno con pazienza.\nTi abbraccio con l'antico affetto\nAlcide\n\n\nHo molta fiducia nello spirito equilibratore di T e nella zelante cooperazione di Di Stefano. Non so se Scaretti superer\u00e0 le difficolt\u00e0 inerenti alla sua persona e al suo ufficio. Comunque bisogna aiutare perch\u00e9 ci sia una collaborazione. Siamo troppo bisognosi per darci il lusso di dissensi. Ho corrisposto recentemente con tua sorella che si mantiene sempre giovane e svelta.\n"}
 
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  {"filename": "a92154f2-c4a5-4199-bf94-39c4ceb570d3.txt", "exact_year": 1946, "label": 3, "year_range": "1946-1950", "text": "Caro D. Luigi,\nabbiamo parlato col card. Mooney della tua attivit\u00e0 e della tua salute, e nel considerare la meritata estimazione di cui godi ho sentito l'orgoglio di essere con te in rapporti di affettuosa amicizia.\nColgo l'occasione del rimpatrio dei cardinali per confermarti ch'essi tutti dimostrano una sincera comprensione ed amicizia per l'Italia; ed io penso che tale preziosa amicizia il nostro paese debba in buona parte all'infaticabile e luminosa opera tua: altro titolo alla nostra gratitudine.\nColgo l'occasione per ragguagliarti succintamente sulle decisioni politiche delle ultime due settimane, che furono delle pi\u00f9 critiche e pi\u00f9 laboriose della mia vita. Mi dovetti prodigare fino al limite delle mie forze per trarre la barca a salvamento. Avevamo: 1) la legge del '44 colla rigida interpretazione americana, che interpretava l'art. 4 come impegnante per la costituzione del regime luogotenenziale durante il periodo costituente, interpretazione affermata qui dal luogotenente e che trovava in suo favore tutti i pi\u00f9 noti costituzionalisti; 2) la posizione delle estreme in favore dei poteri assoluti della costituente e non solo in materia costituzionale ma anche in materia legislativa in genere, compresa la formazione del governo; 3) l'atteggiamento dei liberali, appoggiati da tutta la destra fuori del governo per un referendum preventivo e per la limitazione della facolt\u00e0 legislativa dell'assemblea; 4) infine al centro il nostro atteggiamento che senza dichiararsi assolutamente contrario al referendum, lo sconsigliava ed era per una costituente a poteri legislativi limitati (salva la materia costituente).\nLiberali da una parte e estremi dall'altra puntavano sulla loro soluzione colla minaccia di abbandonare il governo. Dopo numerosi assaggi fra i partiti (compresi i repubblicanidi Pacciardi e i monarchici di Lucifero) e colloqui col luogotenente, cercai di ripartire equamente il malcontento con una proposta mediatrice, che mi pareva anche nel merito razionale e prudente: l'assemblea nomina i ministri, al luogotenente rimane la sola promulgazione delle leggi e la rappresentazione coll'estero, il governo \u00e8 responsabile di fronte all'assemblea, ma si occupa, oltre che della costituzione, solo di materia legislativa ordinaria. Dopo la formulazione dei principi fondamentali della Costituente e non pi\u00f9 tardi del quinto mese l'assemblea sottopone a referendum i principi e la questione del Capo dello Stato. I liberali che pendono sempre di pi\u00f9 per la monarchia (reggenza del piccolo) si dichiararono contro, perch\u00e9 interpretarono la mia soluzione come la repubblica negoziata, i sinistri non vollero la presenza del luogotenente neanche nei primi 5 mesi, il luogotenente stesso dichiar\u00f2 di preferire di andarsene subito dopo un referendum preventivo. Sbarrata questa via non rimanevano che le due tesi antitetiche, e allora ciascuna parte, per varie ragioni, dopo un faticoso travaglio, si acconci\u00f2 al referendum preventivo, giacch\u00e9 una crisi avrebbe rimandate le elezioni all'autunno e forse la situazione sarebbe passata al centro destro (Nitti), fuori del C.L.N.\nPacciardi stesso coi suoi, pur protestando, se ne rimane fuori della Consulta, per non ostacolare colla sua intransigenza il compromesso raggiunto. L'accordo \u00e8 stato accolto con un senso di liberazione da un incubo: voci di preparativi armati sulle due ali, l'accanimento del qualunquismo, la crisi economica, la situazione estera, tutto questo spinse istintivamente a ricorrere a quell'arbitrato popolare al quale avevo pensato io stesso a Salerno, come ad una valvola di sicurezza.\nCertamente ora anche il plebiscito pu\u00f2 diventare una cosa seria e pericolosa; bisogna che Dio e la gente saggia ci aiutino. Ma ogni altra via era pi\u00f9 pericolosa o sbarrata. Sono convinto che anche tu, che sentivi pi\u00f9 di me le preoccupazioni del referendum, converrai che altro non c'era da fare.\nAvremo il congresso del partito probabilmente il 14 aprile o gi\u00f9 di l\u00ec. Fervono i preparativi per le amministrative. La situazione \u00e8 inquinata dalla stretta alleanza socialcomunista. Saragat torna da Parigi per sbloccare, ma se Nenni s'impegna a fondo, credo che la situazione non si modificher\u00e0.\nSpero avrai ricevuto il mio telegramma di risposta alle tue domande. Nei prossimi giorni tenter\u00f2 di costituire cost\u00ec una sezione dell' Ansa, forse con Gasperini che sta a Londra. Ci vogliono molti quattrini.\nTornando al congresso prevedo che l'orientamento della maggioranza sar\u00e0 repubblicano, ma il referendum render\u00e0 possibile di evitare lo sfaldamento di quei cattolici che preferiscono la Monarchia; contrariamente, questi si butterebbero con F. Lucifero o con Giannini, la cui stampa fa una corte spietata alla Chiesa: e prevarrebbero i socialcomunisti.\nTi rinnovo il mio pensiero: vorrei riabbracciarti quanto prima, gli amici ti accoglierebbero in trionfo; hai visto l'atteggiamento dell' O R ? Se preferisci rimanere fuori della lotta elettorale, come mi accennavi, gli amici freneranno il loro desiderio, augurandosi che qui non mi manchi almeno il tuo consiglio durante la Costituente che si raduner\u00e0 entro giugno.\nQualunque sia la tua decisione, noi ti accoglieremo a braccia aperte. Ora il mio vivo ringraziamento per i sigari (Campilli) e le due maglie gialle, arrivate ultimamente; ma soprattutto per la tua amicizia ch'io e i miei affettuosamente e devotamente ricambiamo con ogni augurio di bene\ntuo Alcide\n"}
 
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  {"filename": "ee58123b-0bfb-43a2-bca5-f474dd37fc84.txt", "exact_year": 1948, "label": 4, "year_range": "1946-1950", "text": "Roma\nCaro Nenni,\nho ricevuto la tua lettera del 31 dicembre u.s. ed ho gradito i tuoi auguri che, bench\u00e9 in ritardo, ti ricambio.\nCirca la richiesta della Signora Giuseppa Cangemi, da Palermo, Via Oreto 200, devo farti presente che i modesti fondi a mia disposizione per l'erogazione di sussidi e le numerose istanze che giornalmente pervengono, non mi consentono di venire incontro alle necessit\u00e0 di tanta povera gente se non in misura molto lieve.\nComunque, ho provveduto a fare inviare alla Cangemi un sussidio di lire duemila, che l'interessata ricever\u00e0 tramite il Prefetto.\nCordiali saluti,\nDegasperi\n\nOn. Pietro NENNI\nCamera dei Deputati\nROMA\n"}
 
22
  {"filename": "7950c372-3c08-49dd-bc7c-392d9b2b3aaf.txt", "exact_year": 1948, "label": 4, "year_range": "1946-1950", "text": "Caro Pacciardi,\nla tua lettera fa onore allo stile cavalleresco ed allo spirito democratico della tua coscienza politica: ma penso che il nostro comune impegno di portare la responsabilit\u00e0 di governo fino alla inaugurazione dei supremi organi della Repubblica ci imponga di riconsiderare la posizione di noi tutti, solo in quel momento e non prima; tanto pi\u00f9 che il verdetto popolare fu chiaramente e globalmente favorevole all'indirizzo e alla impostazione dell'attuale Governo.\nTu, in particolare, hai il diritto e il dovere di prendere atto che la condotta del governo in materia di ordine pubblico, alla quale tu hai sostanzialmente contribuito, ha ottenuto nel responso elettorale i pi\u00f9 larghi consensi.\nAssieme abbiamo sostenuto la responsabilit\u00e0 di un atteggiamento dettatoci dalla nostra coscienza civile e dagli interessi nazionali e internazionali d'Italia; assieme abbiamo combattuto e vinto la campagna elettorale; non sarebbe logico che ad una oscillazione dei voti si desse un significato che sarebbe evidentemente in contrasto col volere chiaramente manifestato dal corpo elettorale e, nella malevola interpretazione degli avversari si presterebbe a diminuire l'alto valore e il significato morale della partecipazione al Governo d l Partito Repubblicano da te cos\u00ec degnamente presieduto.\nBen volentieri colgo l'occasione per ringraziarti della tua cordiale e leale collaborazione e dell'accoglienza favorevole che, ne sono certo, vorrai dare a queste mie considerazioni.\naff.mo De Gasperi\n"}
 
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  {"filename": "7c2e8a82-44fd-4270-b77d-0294a824ae60.txt", "exact_year": 1950, "label": 4, "year_range": "1946-1950", "text": "Roma\n\nCaro Conti,\nnaturalmente non mi \u00e8 nemmeno passato per la testa che la tua interpellanza abbia lo scopo di crearmi difficolt\u00e0; come io stesso non avevo mai pensato di andare in Somalia senza l'autorizzazione del Parlamento.\nLe difficolt\u00e0 sono nate, purtroppo, da opposte esigenze che, fino all'ultimo, ho tentato di conciliare onde presentare alla deliberazione delle Camere una situazione pi\u00f9 definita.\nConfido che nella settimana ventura si possa convocare il Parlamento.\nNon mi pare, invece, giustificata la tua preoccupazione per la missione informativa ed esplorativa inviata in Africa. Essa non \u00e8 autorizzata a concludere accordi o a compiere atti esecutivi della convenzione, ma solo a fare accertamenti e predisporre piani per il trapasso dei poteri, in attesa che il Parlamento abbia prese le sue decisioni.\nSiamo, dunque, nel campo degli atti preparatori che ricadono nella responsabilit\u00e0 del Governo.\nCordialmente.\nDegasperi\n\nOn. Avv. Giovanni CONTI\nSenato della Repubblica\nROMA\n"}
 
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  {"filename": "4a8191d0-355e-4dff-b8ad-5d90d711c07a.txt", "exact_year": 1952, "label": 4, "year_range": "1951-1955", "text": "Caro Andreotti,\ncom\u2019era prevedibile Gonella trova estremamente penoso il fatto che il vostro giornaletto sia comparso, senza ch\u2019egli ne fosse menomamente avvertito, e proprio mentre aveva sollecitato e in parte ottenuto la collaborazione vostra alla rivista del partito che appunto ha lo scopo di fungere da centro.\nIn verit\u00e0 ecco un\u2019altra circostanza che aumenta la discrasia. Quando diventerete saggi, v\u2019accorgerete che avevo ragione; ma sar\u00e0 tardi.\nDe Gasperi\n"}
 
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  {"filename": "52d6e116-9fe6-49d8-9152-76dad1adce26.txt", "exact_year": 1953, "label": 4, "year_range": "1951-1955", "text": "In risposta alla Sua del 19.9 mi limiter\u00f2 a dire che l'idea merita di essere considerata. Conoscer\u00e0 certo l'Istituto di Bruges che ha questo specifico carattere. Si tratta di mezzi. Non so per\u00f2 se l'immagine di fortificazioni confinarie s'attagli alla funzione europeista.\nCord.\nDegasperi\n"}