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{"filename": "d92d2f6a-f762-4e14-97cf-57435973417f.txt", "exact_year": 1902, "label": 0, "year_range": "1901-1905", "text": "Amatissimo Don R. Murri,\nincomincio oramai nell'epiteto con una sfacciataggine! Ma non saprei esprimere meglio quel sentimento ch'io provo alla dolce rimembranza delle belle sere passate in Montecatini 5, donde ritornai un po' troppo (\u00e8 tutto merito Suo)... radicale, dissero agli amici. 'Sta volta mi trovo anch'io nel bel numero dei pi\u00f9 i quali \"colgono l'occasione\" di scrivere a fine d'anno tutto quello che avrebbero dovuto nei dodici mesi. La mia penna che voleva essere interprete di condoglianze, d'auguri, di congratulazioni a seconda che faceva il nuvolo o il sereno sopra la povera D. C. I. mi cadde sempre di mano, perch\u00e9 non poteva seguire il rapidissimo mutarsi del... tempo!\nE s\u00ec che tante volte avrei dovuto anche farmi l'interprete di quel caro prof. Commer il quale seguiva con \u2013 come dire? \u2013 angoscia i destini nostri. Ma, lasciando stare anche i sentimenti privati, di quante cose pubbliche che La riguardavano avrei dovuto darle notizia! Sa Lei, p.e., che l'Ehrard, o meglio il suo famoso libro, ha impedito in Austria una pi\u00f9 larga conoscenza della D.C.I. e delle sue vicende? Quando ritornai da Roma, continuai per un po' l'esposizione delle Sue idee nella \"Reichspost\". Ma poi scoppi\u00f2 di nuovo la campagna ehrardiana, nella quale la R. \u2013 a me democr. duole il confessarlo \u2013 si comport\u00f2 abbastanza male, attaccando direttamente i vescovi e mettendo in discussione cose su cui non conviene discutere. Cosa tanto pi\u00f9 deplorabile in quanto che non era persuasione individuale, ma opera di una cricca di teologhi ehrardiani.\nI conservatori del \"Vaterland\" avevano facilmente ragione. Ma la necessit\u00e0 \u00e8 un buon medico. Si avvicinavano l'elezioni provinciali, la battaglia era terribile, conveniva che nessun voto andasse disperso, e allora la direzione del partito c.s. invit\u00f2 l'organo \"indipendente\" R. a tacere. Il silenzio che subentr\u00f2 fu sepolcrale. Una mia amplissima recensione delle \"Battaglie\", passata gi\u00e0 in tipografia, non pot\u00e9 vedere la luce perch\u00e9 il \"Vaterland\" aveva messo E., Murri e i 'moderni' tutti in un fascio. Poi venne il discorso di s. Marino. Il V. riport\u00f2 condanna e sottomissione, lodando tantissimo quest'ultima.\nMa le analogie erano troppo chiare e la domanda \"perch\u00e9 non fa cos\u00ec l'E.?\" troppo spontanea. Cos\u00ec che la R. fece lo gnorri su tutto e l'unica notizia fu la .. nomina del nuovo Pres. dell'Opera.\nNella medesima maniera una mia conferenza sul Suo programma nel \"Verein Kath. Soziologen\" dovette venir rimandata alle calende greche. Questo avviene a chi vede tutto attraverso i propri occhiali. Ma che ha da fare l'E. non sociologo, non democratico, fautore del cattolicismo \"religioso\" del Kraus in opposizione al \"politico\" del Centro colla D.C.I.\nLe \"battaglie\" hanno questo di comune coll'E.: che tentano di sciogliere una questione d'attualit\u00e0, e che qui o l\u00e0 vanno parallelamente alle idee dell'E. come di molti altri, ma la base e le conclusioni sono del tutto diverse; mi pare!\nMa lasciamo la \"contesa antica\".\nAggiunger\u00f2 invece che ho visto con piacere come parecchie riviste, p.e. la \"Cultur\" della Leogesellschaft riportano il sommario della C.S.\nForse in quest'organo puramente scientifico sar\u00e0 possibile pubblicare qcosa . Se in qualche maniera Le potessi essere utile, mi farebbe un vero piacere.\nInfine mi permetta di presentarle i pi\u00f9 fervidi auguri da parte del Prof. Commer, leggermente indisposto, e da parte dell' Assoc. universitaria di cui sono \u2013 indegnamente, s'intende \u2013 presidente.\nE voglio finire anche con una sfacciataggine, pregandola dei cordiali saluti a Bianconcini e Stirati Clementi \u2013 se vi sono ancora al mondo.\nNella speranza che mi perdoni generosamente questa chiacchierata\nsono suo aff.mo\nAlcide Degasperi\nVienna\nIX Porzellangasse 30\n"}
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{"filename": "08b235e5-61d8-4bbb-a3ef-19a8336d54e1.txt", "exact_year": 1909, "label": 0, "year_range": "1906-1910", "text": "M. R. Signore,\ncontinuano in citt\u00e0 e fuori le chiacchiere e i commenti contro i mutamenti avvenuti nel Collegio Vescov. I giornali se ne occupano ancora.\nLe spedisco alcuni ritagli, aggiungendo che qui manca il comento dell' A. A. che suppongo noto ed un altro apparso nei giornali d'Innsbruck il quale asserisce che i due ex direttori erano irredentisti.\nMi si \u00e8 chiesto di smentire tali notizie; ma io, fino che non esiste un atto pubblico o non ne ho avviso da parte competente, non poso occuparmi di una cosa non ufficialmente nota. Non so se S. A. intende d'inaugurare il nuovo stato di cose in forma ufficiale, nel qual caso \u00e8 data l'occasione di mettere le cose a posto. Altrimenti sar\u00e0 buono autorizzare a stampare qualche cosa. Vedano loro, ch\u00e9 non \u00e8 affar mio.\nSiccome domenica incominciano le mie vacanze, eventuali comunicazioni andrebbero fatte direttamente al M. R. Chelodi oppure all'on. Dr de Gentili.\nPresentando gli ossequi a S. A. Revma e cordiali saluti a lei mi segno\n\nTrento\nADegasperi\n"}
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Poich\u00e9 \u00e8 l\u2019ispirazione del Signore che ha mosso il mio vescovo e i miei amici vecchi di Trento, giacch\u00e9 io non avrei osato chiedere nulla e nulla dissi di chiedere a quel buon parroco che port\u00f2 omaggi e saluti.\nAnzi, per quanto riguarda le mie urgenze economiche, quasi temo egli non abbia esagerato, onde mi sarebbe grave di profittare di una carit\u00e0 che pu\u00f2 essere pi\u00f9 urgentemente necessaria ad altri. In verit\u00e0 tengo ancora un resto della \u201cliquidazione\u201d del giornale e vi attingo per le spese inevitabili. Tuttavia quale apprensione per me nel vedere queste risorse, che dovevano essere la riserva per la mia famiglia, dileguarsi rapidamente, quale umiliazione nel dover consumare e non produrre e dover perfino affidare le bambine alla carit\u00e0 dei parenti!\nQuesto spieghi lo stato d\u2019animo in cui mi trov\u00f2 D. Vigilio e perch\u00e9 io, superando gli scrupoli che mi potrebbe risvegliare il confronto con strettezze e con bisogni pi\u00f9 incalzanti, accetti il suo dono con grato animo e ringrazi con tutto cuore, pregando Iddio che mi renda ancora possibile, sia pure nella pi\u00f9 umile guisa, di rendere in cambio qualche servigio alla causa cattolica della mia diocesi.\nBen maggiore per\u00f2 \u00e8 il mio obbligo per l\u2019alto conforto morale che mi ha recato la lettera del mio vescovo amatissimo.\nCome io avevo sete di queste parole e a un tempo, come schivavo di provocarle! Strana \u00e8 la situazione psicologica che si attraversa in crisi, come la mia: da un lato s\u2019invocherebbe una parola di conforto, di solidariet\u00e0, di commiserazione, come l\u2019acqua nel deserto; dall\u2019altro un certo senso impastato non so se pi\u00f9 d\u2019orgoglio o di pudore e forse anche di un certo ritegno generoso, proprio di chi fu pi\u00f9 abituato a dare che a chiedere, ti afferra alla gola, t\u2019impedisce di pronunciare la preghiera, di formulare il desiderio e ti arresta la penna che volesse scrivere.\nNel mio caso poi s\u2019aggiunsero i provvedimenti di polizia che fino ai primi d\u2019ottobre mi cinsero come d\u2019assedio, creando attorno a me come il blocco della solitudine, tanto che in questa Roma, cos\u00ec popolata di amici e conoscenti, mi sentivo similis pellicano solitudinis et sicut passer solitarius in tecto. Cessato il blocco materiale, perch\u2019io scrissi apertamente alla suprema autorit\u00e0 di polizia che per guadagnare la vita avevo bisogno di circolare liberamente, rimase pur sempre attorno a me un certo blocco psicologico, costituito dalla pi\u00f9 o meno ragionata paura di chi potrebbe confortarmi e aiutarmi e dall\u2019altra parte dalla ritrosia del mio animo depresso e come racchiuso in s\u00e9 stesso, sotto le raffiche che gli passarono sopra. Appena da un mese, a mano a mano che l\u2019esperienza comprova la mia libert\u00e0, mi vo rifacendo un cerchio di collaboratori nella ricerca.\nIn questo mese ho salito e risalito le altrui salate scale, chiedendo umile lavoro: la ragione mi dice che la citt\u00e0 eterna si muove lentamente, ma il cuore geme e talvolta si ribella.\nOh, ma non contro il Signore! Posso assicurare il mio Vescovo che in questi tre anni di avversa fortuna non ho dimenticato gl'insegnamenti della Chiesa e che, nei momenti tranquilli, ho ringraziato il Signore di aver levato dalla mia anima tante scorie colla lima del dolore, che ho riconosciuto meritato il castigo e meritata l\u2019umiliazione ed ho benedetta la mano di Dio che strappandomi alla vita dissipata dei pubblici affari mi ha costretto a meditare sulla vita interiore; e tale vita, percorrendo, come dice l\u2019Imitazione, dilatato corde prata Scripturarum ho vissuto con tali immeritati conforti, da compensarne qualsiasi pena. Ma a questi momenti troppo spesso successero altri in cui la mia miseria riprendeva il sopravvento, e furono momenti di sconforto e d\u2019irritazione. Ci\u00f2 accadde pi\u00f9 specialmente quando, venuto fuori a riprendere la lotta per l\u2019esistenza, m\u2019imbattei nell\u2019avversione, nella freddezza, negli egoismi degli uomini: allora diventa pi\u00f9 difficile scorgere dietro questa siepe di debolezze umane la mano di Dio. Vostra Altezza ha scritto una parola che pi\u00f9 delle altre mi conforta, quando mi ricorda che \u201cGes\u00f9 ebbe ed ha sempre sentimenti profondamente umani e divini per chi soffre\u201d. Allora Ges\u00f9 umanamente mi comprender\u00e0 e scuser\u00e0 la mia debolezza e forse, imitandolo, mi scuseranno anche quei cristiani che avrebbero desiderato di vedere in me un eroe, sempre equanime di fronte alla sventura.\nPermetta infine che La ringrazi anche delle pratiche che avr\u00e0 fatto o intende di fare prossimamente per un\u2019occupazione redditizia. Se si vorr\u00e0, le difficolt\u00e0 saranno superabili, giacch\u00e9 anche il Governo vede bene ch\u2019io mi stabilisca qui.\nLe dir\u00f2 intanto che ebbi ieri anche un\u2019altra buona notizia, che cio\u00e8 a mezzo del bravo e fedele Jacini avr\u00f2 tra poco un libro da tradurre. Se incomincer\u00f2 a lavorare, mi rifar\u00f2 una vita piccola e tranquilla, senza alcun rimpianto per cariche ed onori: e qual miglior osservatorio dell\u2019Urbe per rimaner impavidi innanzi alle fuggenti grandezze umane! In S. Pietro incontrai recentemente molti dei nostri vecchi cooperatori: la schiena era pi\u00f9 curva e l\u2019occhio meno aperto, ma erano loro. Una stretta di mano, e su nella cupola; di l\u00e0 si vedono piccole le nostre persone ed anche le opere nostre. Niente \u00e8 perduto fino che posso dire d\u2019appartenere a questa Chiesa e alla Comunione dei Santi: quass\u00f9 raccolgo tutti gli sforzi, tutte le fatiche d\u2019una vita che (certo almeno in buona fede) credevo apostolato e ne lancio in alto la sostanza spirituale che \u00e8 come un soffio di olocausto per la gloria di Dio. Tutto \u00e8 passato e quasi sembrerebbe in vano, ma questa sostanza rimane e spero che il Signore, Padre Nostro, la vorr\u00e0 accettare in propiziazione.\nAccolgo, inginocchiato la benedizione pastorale che Vostra Altezza si degna impartirmi e bacio devotamente il Sacro Anello. Mi creda con antico e figliale affetto\nSuo devotissimo\nAlcide Degasperi\n\nRoma\n"}
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{"filename": "df87bd70-a00d-41d7-b4e0-10583b74e1ff.txt", "exact_year": 1937, "label": 2, "year_range": "1936-1940", "text": "Biblioteca Apostolica Vaticana\n\nGentilissimo ed illustre senatore,\nLa ringrazio delle Sue informazioni circa la corrispondenza Salvadori. La domanda era stata fatta, perch\u00e9 qualcuno degli amici ricorda d'aver sentito leggere dal Salvadori, in tono di consenso, un brano Suo sullo stato di purit\u00e0 nel quale l'artista crea, brano che all'amico parve appartenesse a una lettera personale, da Lei inviata al Salvadori. Ma, forse, ci fu equivoco.\nSono lieto ad ogni modo d'aver potuto cogliere l'occasione per rinnovarLe l'espressione del pi\u00f9 distinto ossequio. Se di qui Le posso essere utile in qualche cosa, mi comandi.\nCon ogni augurio di felicit\u00e0 in famiglia, La prego di accettare un devoto saluto anche da mia moglie.\nSuo Degasperi\n"}
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{"filename": "9e78ac5a-594e-4ee2-982f-94169eca8709.txt", "exact_year": 1938, "label": 2, "year_range": "1936-1940", "text": "Arch. Gio Ponti\nVia Domenichino, 1\nMILANO\n\nCaro architetto Ponti,\nElla ha ragione di lamentarsi che le cose vanno in lungo; ma il differimento al 1942 e la guerra in Estremo Oriente spiegano in parte la proroga di mese in mese di una seduta che dovrebbe impostare sopra tutto il bilancio. D'altro canto il meccanismo questa volta \u00e8 pi\u00f9 complesso. Di diritto sono le due Congregazioni che dovrebbero raccogliere il materiale; il segretario del Comitato non pu\u00f2 che offrire i suoi servizi, coordinare, suggerire. \u00c8 ci\u00f2 che vado facendo con molte insistenze; ma al punto in cui sono le cose, non posso ancora farmi un'idea della spesa. Ora finalmente la Congregazione di Propaganda, su mia proposta, emana la circolare per avere tutti gli elenchi da esporsi con fotografie e schizzi, com'era anche il Suo desiderio.\nLe comunico intanto per Sua informazione, che la questione d'incaricare il pittore russo Sofronov, ora a Belgrado, a dipingere le iconi per un'iconostasi \u00e8 gi\u00e0 matura e la Congegazione Orientale \u00e8 in massima d'accordo di assumere la spesa.\nLe d\u00f2 anche notizia che Em. mo Card. Tisserant ci raccomand\u00f2 per opere di decorazione, fotomontaggio ecc. il pittore Giorgio Peri, che gi\u00e0 lavor\u00f2 anche per due Mostre di arte sacra. Senza poter prendere qualsiasi impegno, anche perch\u00e9 l'inizio dei lavori \u00e8 ancora lontano, scrissi al signor Cardinale che avrei segnalata la presentazione all'architetto Ponti: ed \u00e8 ci\u00f2 che faccio con questa mia.\nMi \u00e8 grato cogliere l'occasione per ricambiare a Lei, alla Sua signora e a tutta la Sua famiglia gli auguri pi\u00f9 cordiali. Suo\n\nDegasperi"}
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{"filename": "1d8e953c-f8c2-4a8e-a066-32e120bc8254.txt", "exact_year": 1943, "label": 3, "year_range": "1941-1945", "text": "Per S. Ecc.\nl'On. Giulio Rodin\u00f2\nVia Bisignano 4\nNapoli\n\nCaro Rodin\u00f2, l'Ufficio Inform. trasmetter\u00e0 la notizia da te desiderata. Con trepidi auguri per la salute di Voi tutti, mandiamo saluti e ossequi.\nDegasperi\n"}
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{"filename": "e4a4889f-eab2-419f-871a-c927be07a102.txt", "exact_year": 1943, "label": 3, "year_range": "1941-1945", "text": "Caro Sergio,\nho letto la sua amichevole lettera, il suo profondo ed equilibrato articolo, il [...]stro programma di emergenza colla presentazione del conto ai liberatori. Mi rise [.]vo di rileggere e di ripensare ancora.\nMa oggi mi affretto a ringraziarla prima di tutto della sua preziosa disposizion [.] a partecipare al comune lavoro della D.C.. Le confesso che non avevo capite le s [..] rapide dichiarazioni assenteiste. Senza dubbio l\u2019immediato domani esige lavoro r [.]costruttivo, ma l\u2019antifascismo a cui dobbiamo ancora tenere non \u00e8 quello impastato di rappresaglie, di bandi e di esclusioni, ma \u00e8 il criterio che ci serve a identificare, misurare e giudicare gli stessi antifascisti e non fascisti: la me [.]talit\u00e0 antilibertaria della dittatura borghese-repubblicana, militare-monarchica o proletario - comunista, la passione rivoluzionaria dei comitati di salute pubblica, l\u2019ambizione giacobina d\u2019improvvisare riforme, la suggestione del nuovo, dell\u2019ardito a qualunque costo. Lei sa che queste sono mie preoccupazioni vecchie; ma forse non sa che si sono radicate ancora pi\u00f9 profondamente nell\u2019animo mio, in questi ultimi mesi di cospirazione (passi la presuntuosa parola) antifascista. Sventuratamente mi persuado sempre pi\u00f9 che il fascismo \u00e8 una mentalit\u00e0 quasi congenita alla generazione pi\u00f9 giovane, una mentalit\u00e0 del resto atavica, nella quale riaffiorano molti fermenti del Risorgimento. Noi siam un po\u2019 nella situazione di Cesare Balbo e (un po\u2019 pi\u00f9 sinceri) di Gioberti in confronto degli insurrezionisti alla Mazzini; ma questa volta abbiamo il vantaggio di patrocinare la libert\u00e0 in contrasto con l\u2019esempio pi\u00f9 esiziale dell\u2019ant [.]libert\u00e0 demagogica: il fascismo. Ed ecco perch\u00e9, in tale senso, l\u2019antifascismo \u00e8 una pregiudiziale ricostruttiva. Lei capisce, quest\u2019antifascismo non riguarda la tessera, ma l\u2019animus, i metodi della vita pubblica. Del resto, ove trova Lei, nel suo veramente magnifico articolo-programma di Studium l\u2019antitesi che le perme [....] il chiarimento e l\u2019esame di coscienza, e l\u2019esposizione dei propositi futuri se non nell\u2019antifascismo? Che cosa si sarebbe dovuto fare, come e perch\u00e9 si \u00e8 peccato, quale e quanta la nostra parte di colpa? Poich\u00e9 nella dialettica umana il modo polemico suole essere il pi\u00f9 efficace per ritrovare se stessi, ecco che l\u2019a [.]tifascismo dovr\u00e0 offrire a noi ancora per un pezzo un vasto campo di ricerche e orientamenti. Aggiungo che politicamente ne abbiamo bisogno anche per difendere [..] relativa bont\u00e0 della democrazia e far tacere i cercatori di bene assoluto.\nCredo che siamo d\u2019accordo, vero? Anche se in tal maniera l\u2019antifascismo sia un freno per la tecnocrazia? Lo permetter\u00e0 di dire a me che, uscito dalla biblioteca, nel breve spazio di tempo che m\u2019era consentito di farlo, sono venuto da voi e da altri in tutta umilt\u00e0 per imparare ed aggiornarmi, con una sete del concreto e dell\u2019elemento tecnico che non s\u2019\u00e8 lasciata vincere nemmeno dalla relativit\u00e0 delle conclusioni che i tecnici stessi da tali elementi ricavavano.\nPlaudo toto corde alle linee direttive di Studium (e al coraggio di pubblicarle ora). Questo articolo e l\u2019articolo e il gesto di Andreotti mi piacciono immensamente: riabilitano l\u2019 A.C. da tanti misrevoli adattamenti. Ecco il vantaggio della rivista, del settimanale di pensiero. Questa \u00e8 la trincea, donde si possono puntare le artiglierie grosse, senza partecipare alla mischia quotidiana. I quotidiani no, per la contradizion che nol consente, e non comprendo come molti uomini saggi di A.C. questo non vogliano ammettere.\nDunque sono pienamente d\u2019accordo col proposito ricostruittivo e con quello di non slittare: questo secondo \u00e8 il pi\u00f9 difficile e sarebbe davvero un immenso progresso se non si ripetessero gli errori del \u201919, quando si fece la guerra al P.P. in nome dell\u2019\u201canima cristiana\u201d!\nIl \u201cbreve appunto\u201d \u00e8 un titolo modesto per un programma di emergenza: contributo prezioso. Potreste elaborarlo con motivazione per ciascun punto e omettendo naturalmente le punte ironiche introduttive? Mi pare utilissimo averlo in pronto, all\u2019americana.\nLa mia curiosit\u00e0 \u00e8 intensa di leggere le vostre conclusioni economiche, a integrazione di Malines. Tecnica economica e teologia: i belgi si sono sempre lamentati di non avere un contributo tecnico sufficiente. I vostri teologi sono pi\u00f9 fortunati. I politici in genere hanno sempre rappresentato l\u2019elemento pi\u00f9 liberale. P. 224, primo capoverso, di Studium mi tranquillizza. Quando mi sorprendo con questa costante preoccupazione, sorrido di me, uomo, e dell\u2019esperienza che feci. E pensare ch\u2019ero il pi\u00f9 ardito interventista della compagnia (senza la demagogia migliolina), ammiratore del M\u00fcller, uno scolaro, attraverso gli epigoni, del Vogelsang.\nDunque, concludiamo per il momento: partecipo di lontano coll\u2019augurio ai vs. lavori e ne spero molto, per i cattolici e per i politici. Se ci sar\u00e0 da imparare (e come non sar\u00e0?) mi avrete scolaro entusiasta, collo sguardo all\u2019avvenire.\nDunque al comune lavoro per la nostra Patria, se Dio vorr\u00e0! Buona ventura!\nSaluti cordiali in casa\n"}
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{"filename": "eebf69e5-bee8-4e2b-bcc2-be0d26dd3914.txt", "exact_year": 1945, "label": 3, "year_range": "1941-1945", "text": "Carissimo,\nho ricevuto tre giorni fa le tue lettere del 22.12.44 e 14.1.45 e colgo il destro di quest'occasione straordinaria per risponderti e riferirti, inviandoti anzitutto fervidi auguri, ringraziamenti e felicitazioni per la tua attivit\u00e0, che tutti lodano e riconoscono. Tutti in privato dicono che il pi\u00f9 indicato per l'ambasciata saresti stato tu, bench\u00e9 un resto di rancido e accidioso antclericalismo abbia tardato fino al mio arrivo a pal. Chigi l'invio di un ufficiale ringraziamento e esso stia ancora in agguato, nonostante le tue dichiarazioni di probabiblismo repubblicano. I suggerimenti tuoi attorno a tale nomina avevo ricevuto o comunque intuito a tempo; ma l'uomo d'affari fu cercato invano. Escluso per la sua volont\u00e0 Einaudi, ogni altro si dimostr\u00f2 inutilizzabile, sia per sostanziali compromissioni col fascismo, sia per l'interpretazione che viene data anche a compromissioni, obiettivamente formali. Il presente era consigliato fortemente da Sforza e bench\u00e9 sia ovvio che meglio sarebbe stato evitare emigrati che, per quanto benemeriti, hanno suscitato cost\u00ec contraddizioni, egli ha un cos\u00ec serio proposito di agire al di sopra dei partiti che confida che gl'italiani tutti sorreggano questo suo impegno. T stesso avr\u00e0 modo di spiegarti perch\u00e9 gli si accompagna come cons. commerciale lo Scaretti, grande amico di Kirk. La nomina di T che gi\u00e0 sarebbe arrivato cost\u00ec con Sforza, come suo secondo, ha avuto l'effetto di distendere i nostri rapporti con i due partiti rimasti fuori del governo, ma certo quest'effetto buono di politica interna non mi avrebbe indotto per se solo a proporre la nomina, se avessi avuto una soluzione di uomo d'affari indiscusso e di primo ordine. Qui di tocca al problema angoscioso dell'epurazione. Esso meriterebbe che venisse discusso e presentato al pubblico internaz. in modo oggettivo. I tecnici, cio\u00e8 gli uomini che non fecero politica, ma in forza della loro funzione o competenza specifica, vennero di fatto utilizzati dalla dittatura ventennale nell'amministrazione o nell'attivit\u00e0 economico-tecnica libera del paese, devono per ci\u00f2 stesso essere esclusi da ogni servizio? I soviet utilizzarono gli ufficiali zaristi, mettendo loro accanto il commissario politico; noi invece ci priviamo di ottimi tecnici finanziari e culturali, per avere essi servito, prima della guerra, il regime fascista. Soleri ed io ne sentiamo duramente le conseguenze; e altri mira a sguarnire lo stato borghese.\nContrariamente all'opinione di Sforza, io ho insistito, perch\u00e9 la grande maggioranza di funzionari che vanno con T siano di carriera. Il 1\u00b0 cons. Di Stefano credo sia uomo abile, fidato ed equilibrato servitore dello Stato. T ha voluto portare come suo uomo di fiducia Almagi\u00e0, che sar\u00e0 seguito da Ivella, segretario di Sforza. Molto m'impressiona la scelta per la Francia e altrove (Podest\u00e0 venne inviato dalla B d'It senza interpellarci, con una missione specifica e tecnica). Le trattative con la Francia furono dure. Bidault fu l'unico che non rispose nemmeno al mio telegramma di saluto, mentre Stettinus, Molotof Eden (questo a denti stretti) risposero. Ora abbiamo inghiottito l'amaro boccone della rinunzia incondizionata e speriamo che tutto \u2013 grado a grado \u2013 si appiani. Ma il nuovo ambasciatore avr\u00e0 compito scabroso. Circa il quale le pressioni sono molteplici. Chi vuole Sforza \u2013 per ragioni esterne e interne \u2013, chi un nostro che tu nomini, chi Saragat. Appena costituita l' ambasc, si potr\u00e0 affrontare in pieno la questione dei prigionieri in Algeria, che stiamo seguendo. Non ci sono che i pacchi dall'America, perch\u00e9 noi non abbiamo n\u00e9 viveri n\u00e9 abiti. Facciamo il possibile e il Vaticano il suo meglio. (Prima che mi dimentichi: Bonomi ebbe la tua risposta al suo augurio a te del 29 dicembre appena il 15 febbraio). Con tali ritardi senza cifra, con M Millan spessissimo in Grecia, e l'ambasciata inglese in clinica, mi riesce difficilissimo procedere.\nCol governo va meglio, perch\u00e9 4 sono meno di 6 e i comunisti dimostrano un realismo pi\u00f9 edificatore. L'aver superato lo scoglio del pane mi pare gran cosa. Ora \u00e8 la volta della Consulta. Ciascuna questione \u00e8 un travaglio logorante. Gronchi va assumendo una posizione pi\u00f9 centrale che va incoraggiata, mentre Grandi subisce talvolta le suggestioni dell'ambiente classista e della sua buona fede. Quante volte sentiamo il bisogno della tua autorit\u00e0 e competenza! \u00c8 possibile che l'attuale compagine governativa non si rinnovi prima di Milano. Rassicurante per il Nord \u00e8 che i nostri partigiani sono in qualche provincia assai numerosi e ovunque notevoli. Ma lo sbandieramento che in ogni occasione fanno i comunisti, il loro inneggiare alla Russia, il loro vantare il vento del Nord mette gli alleati in sospetto di una seconda Ellas. Questo spiega la resistenza che incontra ogni nostro tentativo di ottenere concessioni in senso autonomo; mentre, d'altro canto, certi fatti che vengono riferiti dal Nord noi non possiamo n\u00e9 vagliare n\u00e9 contestare; quindi ci manca la possibilit\u00e0 di assumere garanzie. Il nostro ultimo tentativo fu di persuadere che il vero metodo di mantenere l'ordine del Nord e il procedimento democratico anche nella questione istituzionale \u00e8 quello di rafforzare il presente governo nella sua posizione morale (sostituzione dell'armistizio con uno statuto di cobelligeranza) e finanziaria (non interpretare \"spese di occupaz\" come \"spese di guerra\"). Esso \u00e8 ancora in corso n\u00e9 dispero di cavarne qcsa . Ma la minaccia e il tentativo di qualche partito di forzare ora la quest istituzionale, prevenendo la consultazione popolare, aumenta l'irrigidimento di quei gruppi esteri che, anche per altre ragioni, ci sono ostili, mettendoli in sospetto di un pi\u00f9 radicato rivolgimento. Di qui innanzi la questione della frontiera orientale diventer\u00e0 discriminante, sia per i partiti interni che per le potenze estere.\nDel partito possiamo lodarci, perch\u00e9 aumenta in forze; tuttavia i nostri mezzi non sono ancora sufficienti per concorrere con la dilatazione comunista, n\u00e9 finanziariamente e intellettualmente siamo cos\u00ec forti da batterci in condizioni corrispondenti alla nostra massa numerica. Abbiamo consapevolezza dell'urgenza dello sforzo. Ti scrissi altra volta della stampa con riguardo a Boland, a cui ho inviato ringraziamento e rendiconto. In complesso la disciplina \u00e8 buona nelle varie provincie del partito. Una certa paralisi si consta nella citt\u00e0 di Roma, perch\u00e9 Ravaioli si ostina a fare della pregiudizionale repubblicana la discriminante attuale, il che aggraverebbe la nostra situazione interna ed estera e ci sfiancherebbe. Una sua rivista Politica d'oggi \u00e8 rivolta a tale propaganda, n\u00e9 i miei tentativi di persuaderlo hanno giovato, bench\u00e9 nello stesso tempo io sia intervenuto ad impedire qualsiasi propaganda monarchica, qui e altrove. Il compito di mantenere l'unit\u00e0, fino alla necessaria battaglia \u00e8 gravoso e supera le mie possibilit\u00e0 di tempo e fisiche.\nDifficile \u00e8 anche raggiungere l'accordo colla Conf del lavoro. Ho cercato di organizzare a s\u00e9 i contadini coltivatori diretti ma Grandi s'\u00e8 lasciato suggestionare a includerli nelle Federterra; e non sono ancora riuscito a mettere ordine. Tenter\u00f2 nell'imminente Cons Naz . \u00c8 strano come Grandi sia suggestionato dalla propaganda Di Vittorio. Meno male che in ci\u00f2 Gronchi e io siamo d'accordo in pieno. Chi aiuta moltissimo \u00e8 Campilli. Io abbandonerei volentieri la Direz del Partito, ma pare che tutti siano del parere ch'io debba restare. Converrebbe in tal caso rafforzare la segreteria. Certo il peso sulle mie spalle \u00e8 veramente eccessivo... Ed ora basta delle nostre querimonie. Ho pregato Tarchiani di facilitare in tutti i modi le nostre comunicazioni; ti sar\u00f2 grato se mi darai consigli e suggerimenti, quando credi opportuno e utile.\nFrattanto ti auguro che continui in buona salute (Poletti mi disse di averti trovato bene) e possa tornare in patria ove tutti ti desideriamo, purch\u00e9 non ti nuoccia il viaggio. Francesca e le mie figliuole (le due che conoscesti stanno negli ultimi corsi dell'Universit\u00e0) ti mandano tante cose affettuose. Pietro Romani \u00e8 a Borgo, non sappiamo se ancora tenuto in arresto, Augusto, mio fratello, scappa di casa in casa a Milano per salvarsi; Mentasti \u00e8 riuscito a fuggire dal carcere e riparare in Svizzera. In genere i nostri si battono bene lass\u00f9 e il clero si comporta magnificamente. Qui Jacini mi aiuta assai e attende il suo turno con pazienza.\nTi abbraccio con l'antico affetto\nAlcide\n\n\nHo molta fiducia nello spirito equilibratore di T e nella zelante cooperazione di Di Stefano. Non so se Scaretti superer\u00e0 le difficolt\u00e0 inerenti alla sua persona e al suo ufficio. Comunque bisogna aiutare perch\u00e9 ci sia una collaborazione. Siamo troppo bisognosi per darci il lusso di dissensi. Ho corrisposto recentemente con tua sorella che si mantiene sempre giovane e svelta.\n"}
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{"filename": "a92154f2-c4a5-4199-bf94-39c4ceb570d3.txt", "exact_year": 1946, "label": 3, "year_range": "1946-1950", "text": "Caro D. Luigi,\nabbiamo parlato col card. Mooney della tua attivit\u00e0 e della tua salute, e nel considerare la meritata estimazione di cui godi ho sentito l'orgoglio di essere con te in rapporti di affettuosa amicizia.\nColgo l'occasione del rimpatrio dei cardinali per confermarti ch'essi tutti dimostrano una sincera comprensione ed amicizia per l'Italia; ed io penso che tale preziosa amicizia il nostro paese debba in buona parte all'infaticabile e luminosa opera tua: altro titolo alla nostra gratitudine.\nColgo l'occasione per ragguagliarti succintamente sulle decisioni politiche delle ultime due settimane, che furono delle pi\u00f9 critiche e pi\u00f9 laboriose della mia vita. Mi dovetti prodigare fino al limite delle mie forze per trarre la barca a salvamento. Avevamo: 1) la legge del '44 colla rigida interpretazione americana, che interpretava l'art. 4 come impegnante per la costituzione del regime luogotenenziale durante il periodo costituente, interpretazione affermata qui dal luogotenente e che trovava in suo favore tutti i pi\u00f9 noti costituzionalisti; 2) la posizione delle estreme in favore dei poteri assoluti della costituente e non solo in materia costituzionale ma anche in materia legislativa in genere, compresa la formazione del governo; 3) l'atteggiamento dei liberali, appoggiati da tutta la destra fuori del governo per un referendum preventivo e per la limitazione della facolt\u00e0 legislativa dell'assemblea; 4) infine al centro il nostro atteggiamento che senza dichiararsi assolutamente contrario al referendum, lo sconsigliava ed era per una costituente a poteri legislativi limitati (salva la materia costituente).\nLiberali da una parte e estremi dall'altra puntavano sulla loro soluzione colla minaccia di abbandonare il governo. Dopo numerosi assaggi fra i partiti (compresi i repubblicanidi Pacciardi e i monarchici di Lucifero) e colloqui col luogotenente, cercai di ripartire equamente il malcontento con una proposta mediatrice, che mi pareva anche nel merito razionale e prudente: l'assemblea nomina i ministri, al luogotenente rimane la sola promulgazione delle leggi e la rappresentazione coll'estero, il governo \u00e8 responsabile di fronte all'assemblea, ma si occupa, oltre che della costituzione, solo di materia legislativa ordinaria. Dopo la formulazione dei principi fondamentali della Costituente e non pi\u00f9 tardi del quinto mese l'assemblea sottopone a referendum i principi e la questione del Capo dello Stato. I liberali che pendono sempre di pi\u00f9 per la monarchia (reggenza del piccolo) si dichiararono contro, perch\u00e9 interpretarono la mia soluzione come la repubblica negoziata, i sinistri non vollero la presenza del luogotenente neanche nei primi 5 mesi, il luogotenente stesso dichiar\u00f2 di preferire di andarsene subito dopo un referendum preventivo. Sbarrata questa via non rimanevano che le due tesi antitetiche, e allora ciascuna parte, per varie ragioni, dopo un faticoso travaglio, si acconci\u00f2 al referendum preventivo, giacch\u00e9 una crisi avrebbe rimandate le elezioni all'autunno e forse la situazione sarebbe passata al centro destro (Nitti), fuori del C.L.N.\nPacciardi stesso coi suoi, pur protestando, se ne rimane fuori della Consulta, per non ostacolare colla sua intransigenza il compromesso raggiunto. L'accordo \u00e8 stato accolto con un senso di liberazione da un incubo: voci di preparativi armati sulle due ali, l'accanimento del qualunquismo, la crisi economica, la situazione estera, tutto questo spinse istintivamente a ricorrere a quell'arbitrato popolare al quale avevo pensato io stesso a Salerno, come ad una valvola di sicurezza.\nCertamente ora anche il plebiscito pu\u00f2 diventare una cosa seria e pericolosa; bisogna che Dio e la gente saggia ci aiutino. Ma ogni altra via era pi\u00f9 pericolosa o sbarrata. Sono convinto che anche tu, che sentivi pi\u00f9 di me le preoccupazioni del referendum, converrai che altro non c'era da fare.\nAvremo il congresso del partito probabilmente il 14 aprile o gi\u00f9 di l\u00ec. Fervono i preparativi per le amministrative. La situazione \u00e8 inquinata dalla stretta alleanza socialcomunista. Saragat torna da Parigi per sbloccare, ma se Nenni s'impegna a fondo, credo che la situazione non si modificher\u00e0.\nSpero avrai ricevuto il mio telegramma di risposta alle tue domande. Nei prossimi giorni tenter\u00f2 di costituire cost\u00ec una sezione dell' Ansa, forse con Gasperini che sta a Londra. Ci vogliono molti quattrini.\nTornando al congresso prevedo che l'orientamento della maggioranza sar\u00e0 repubblicano, ma il referendum render\u00e0 possibile di evitare lo sfaldamento di quei cattolici che preferiscono la Monarchia; contrariamente, questi si butterebbero con F. Lucifero o con Giannini, la cui stampa fa una corte spietata alla Chiesa: e prevarrebbero i socialcomunisti.\nTi rinnovo il mio pensiero: vorrei riabbracciarti quanto prima, gli amici ti accoglierebbero in trionfo; hai visto l'atteggiamento dell' O R ? Se preferisci rimanere fuori della lotta elettorale, come mi accennavi, gli amici freneranno il loro desiderio, augurandosi che qui non mi manchi almeno il tuo consiglio durante la Costituente che si raduner\u00e0 entro giugno.\nQualunque sia la tua decisione, noi ti accoglieremo a braccia aperte. Ora il mio vivo ringraziamento per i sigari (Campilli) e le due maglie gialle, arrivate ultimamente; ma soprattutto per la tua amicizia ch'io e i miei affettuosamente e devotamente ricambiamo con ogni augurio di bene\ntuo Alcide\n"}
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{"filename": "ee58123b-0bfb-43a2-bca5-f474dd37fc84.txt", "exact_year": 1948, "label": 4, "year_range": "1946-1950", "text": "Roma\nCaro Nenni,\nho ricevuto la tua lettera del 31 dicembre u.s. ed ho gradito i tuoi auguri che, bench\u00e9 in ritardo, ti ricambio.\nCirca la richiesta della Signora Giuseppa Cangemi, da Palermo, Via Oreto 200, devo farti presente che i modesti fondi a mia disposizione per l'erogazione di sussidi e le numerose istanze che giornalmente pervengono, non mi consentono di venire incontro alle necessit\u00e0 di tanta povera gente se non in misura molto lieve.\nComunque, ho provveduto a fare inviare alla Cangemi un sussidio di lire duemila, che l'interessata ricever\u00e0 tramite il Prefetto.\nCordiali saluti,\nDegasperi\n\nOn. Pietro NENNI\nCamera dei Deputati\nROMA\n"}
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{"filename": "7950c372-3c08-49dd-bc7c-392d9b2b3aaf.txt", "exact_year": 1948, "label": 4, "year_range": "1946-1950", "text": "Caro Pacciardi,\nla tua lettera fa onore allo stile cavalleresco ed allo spirito democratico della tua coscienza politica: ma penso che il nostro comune impegno di portare la responsabilit\u00e0 di governo fino alla inaugurazione dei supremi organi della Repubblica ci imponga di riconsiderare la posizione di noi tutti, solo in quel momento e non prima; tanto pi\u00f9 che il verdetto popolare fu chiaramente e globalmente favorevole all'indirizzo e alla impostazione dell'attuale Governo.\nTu, in particolare, hai il diritto e il dovere di prendere atto che la condotta del governo in materia di ordine pubblico, alla quale tu hai sostanzialmente contribuito, ha ottenuto nel responso elettorale i pi\u00f9 larghi consensi.\nAssieme abbiamo sostenuto la responsabilit\u00e0 di un atteggiamento dettatoci dalla nostra coscienza civile e dagli interessi nazionali e internazionali d'Italia; assieme abbiamo combattuto e vinto la campagna elettorale; non sarebbe logico che ad una oscillazione dei voti si desse un significato che sarebbe evidentemente in contrasto col volere chiaramente manifestato dal corpo elettorale e, nella malevola interpretazione degli avversari si presterebbe a diminuire l'alto valore e il significato morale della partecipazione al Governo d l Partito Repubblicano da te cos\u00ec degnamente presieduto.\nBen volentieri colgo l'occasione per ringraziarti della tua cordiale e leale collaborazione e dell'accoglienza favorevole che, ne sono certo, vorrai dare a queste mie considerazioni.\naff.mo De Gasperi\n"}
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{"filename": "7c2e8a82-44fd-4270-b77d-0294a824ae60.txt", "exact_year": 1950, "label": 4, "year_range": "1946-1950", "text": "Roma\n\nCaro Conti,\nnaturalmente non mi \u00e8 nemmeno passato per la testa che la tua interpellanza abbia lo scopo di crearmi difficolt\u00e0; come io stesso non avevo mai pensato di andare in Somalia senza l'autorizzazione del Parlamento.\nLe difficolt\u00e0 sono nate, purtroppo, da opposte esigenze che, fino all'ultimo, ho tentato di conciliare onde presentare alla deliberazione delle Camere una situazione pi\u00f9 definita.\nConfido che nella settimana ventura si possa convocare il Parlamento.\nNon mi pare, invece, giustificata la tua preoccupazione per la missione informativa ed esplorativa inviata in Africa. Essa non \u00e8 autorizzata a concludere accordi o a compiere atti esecutivi della convenzione, ma solo a fare accertamenti e predisporre piani per il trapasso dei poteri, in attesa che il Parlamento abbia prese le sue decisioni.\nSiamo, dunque, nel campo degli atti preparatori che ricadono nella responsabilit\u00e0 del Governo.\nCordialmente.\nDegasperi\n\nOn. Avv. Giovanni CONTI\nSenato della Repubblica\nROMA\n"}
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