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tu lodi tanto cotesto tuo vaccaro di sofficienza di lealtà e di verità ed io ti dico che egli è il più insofficiente il più sleale ed il più bugiardo uomo che mai creasse la natura e mi offero di fartelo vedere ed udire
guerrino questo intendendo alla presenza del re si appresentò e fattagli la convenevole riverenza gli addimandò qual era la causa che egli dimandato lo aveva a cui zifroi re disse
e tante volte le circondava il collo quante la biscia circondato le aveva la fanciulla a cui per la bellezza biancabella fu posto il nome
e fattisi portar duo bellissimi vasi grandi uno di latte e altro d acqua rosata nel giardino li mandò
una fornace fortemente accesa sarebbe a costui poca pena a quella che egli meriterebbe allora samaritana come bragia di fuoco nel viso avampata disse
e fingere che egli fusse il patrone ed isperimentare come far dovesse quando sarebbe nel cospetto di emilliano
questo udendo travaglino tutto stupefatto rimase ma vinto dal carnale amore e dalle lusinghe della impudica donna rispose altro non volete da me signora mia non che il capo ma il busto e me stesso pongo nelle mani vostre
il che udendo una delle damigelle alla finestra si puose e veduto ch'ella ebbe il mercatante con le care robbe corse alla reina e dissele che per la strada era uno mercatante con rocche e fusi d'oro i più belli ed i più ricchi che si vedessero giammai la
il che intendendo lucaferro assai contento rimase e perchè isotta chiaramente sapeva che il toro dalle corna d oro ad emilliano suo cognato era molto caro
altrimenti il capo dal busto ti farò spiccare guerrino intesa la severa proposta di zifroi re molto si maravigliò e voltatosi a lui disse
più volte della figliuola addimandò e non trovandola né sapendo dove ella fusse s'accese di tanto furore che la minacciò di farla vituperosamente morire
nasce tra gli altri un animai sì vile che invidia ed odio porta al proprio seme tien per natura un sì malvagio stilo che veggendo i figliuoli grassi geme
finalmente sopragiunse ferrandino ite di napoli la cui prodezza e chiaro nome risplendeva come il sole ira le minute stelle ed andatosene al marchese gli dimandò la figliuola per moglie
ferrato adunque il cavallo e ben guarnito di ciò che fa mestieri disse il giovane a guerrino monta sopra questo mio cavallo e vattene in pace
il re cercata la madre e nulla trovandole chiamò la reina e presa la guagina che al lato ella teneva trovò il coltellino tutto bruttato di sangue
e da principio sino alla fine li raccontò gli amorevoli comandamenti del padre e la contrafazione loro il marchese udite le parole di salardo che uscivano dalle intime parti del cuore
allegandole molte ragioni acciò che rimovere la potessino ma ella salda nel suo volere volse al tutto partirsi promettendoli tuttavia di ritornare
pervenne all età di sedeci anni e tanto era bello che pareva una mattutina rosa non stette guari che venne un diabolico pensiero a gli serventi di uccidere guerrino
la risoluzione dello arguto enimma a tutti sommamente piacque e non fu veruno che degnamente non lo comendasse ma ella umilmente levatasi in piedi e fatto a tutti il debito onore
ah sorella mia aiutami ti prego e se io dal tuo consiglio scostata mi sono perdono ti chiedo perciò che errai ti confesso il fallo mio ma error fu per ignoranza non per malizia
cosa partitosi guerrino tutto rimaricato al suo caro compagno se ne gì e raccontogli ciò che detto gli aveva zifroi re
e senza mettergli intervallo di tempo il figliuolo se ne andò al marchese e chieseli grazia di sospendere il padre acciò che della terza parte de suoi beni come carnefice successore rimanesse
la reina comandò che su in palagio venire lo facesse ed egli asceso sopra le scale e venuto in sala dalla reina non fu conosciuto perciò che ella del padre più non si pensava
a cui il mercatante rispose averlo venduto al re d'inghilterra e averne guadagnato altrettanto di quello che gli era costo il che intendendo tebaldo si rallegrò e verso inghilterra prese il cammino
dopo pregollo come buon padre che egli volesse tenere a memoria tre precetti né mai scostarsi da quelli
ritorna adunque al re e dilli che tu vuoi che ti dia un valente maestro che ferra cavalli ed ordinagli
contento perciò che quando egli veniva dalla caccia ed entrava nella camera li pareva esser tra tutte le speziane che mai nacquero in oriente volse un dì il re dalla madre e dalle damigelle
e vestitosi da mercatante e prese molte gioie e lavorieri tutti d oro a maraviglia lavorati da salerno isconosciuto si partì
ed indi non si partì che anche rubinetto suo fidato compagno sposò l'altra sorella dopo guerrino si manifestò che egli era figliuolo di filippo maria re di sicilia
ecco sopragiunse il gallavrone il qual susurrando intorniò il chiaro viso di potenziana dalle chiome d oro ed ella come paventata con le mani il ribatteva indietro ed avendolo più di tre fiate ribattuto finalmente si parti
sedeva conobbe che a lei toccava il dover dire laonde senza aspettare che dalla signora imposto le fusse in tal guisa cominciò a parlare favola iii
la figliuola che era non men onesta che bella intesa la mala intenzione del perverso padre tra se stessa forte si turbò e considerato il malvagio suo proponimento per non contaminarlo ed addurlo a sdegno
rendomi certa clic tu mosso a pietà subito da si lunghi ed acerbi tormenti la libererai e se in ciò sarò bugiarda mi offero di sofferire quella istessa pena che ora la misera reina
in chi potrei io più sicuramente fidarmi che nella propia moglie la quale avendo abbandonato il padre la madre i fratelli le sorelle e la propria casa si è fatta meco una istessa anima ed uno istesso cuore
se ne girono al palazzo delle due matrone le quali con benigne accoglienze e onesti modi onoratissimamente le ricevettero
e fattala con diligenza medicare e ottimamente ricoverare in breve tempo si riebbe il re dopo fece uno apparecchiamento grande per tutto il suo regno e raunò un potentissimo essercito e lo mandò a salerno
ma ella non più come prima se le appresentava il che vedendo biancabella molto si maravigliò e non trovandola né veggendola in luogo alcuno del giardino assai dolorosa rimase
il marchese vedendolo bello leggiadro e ben formato e molto potente e di stato e di ricchezze conchiuse le nozze e chiamata la figliuola senza altra dimoranza si toccorno la mano e basciorono
ora andando la fedel balia freneticando nella mente sua entrovvi un nuovo pensiero nell'animo che è questo che intenderete
la quale tanto instantemente chiami il che udendo biancabella con voce da fervidi singolti interrotta le disse
ancora adesso mi ami e preghi il sommo iddio che l abbi compassione de sciocchi miei giovenili errori ed io come ingrato tuo figliuolo e disubidiente a comandamenti tuoi pregoti mi perdoni
di altrui domaresti il cavallo che così miserabilmente distrugge e dissipa il regno mio se ti dà il cuore de prendere tal gloriosa impresa
guerrino ben guardata e ben considerata l'ima e l'altra poncella puose la mano sopra il capo di potenziana che il gallavrone gli aveva mostrata e disse sacra corona questa è la figliuola vostra dalle chiome
ma poi che intesero salardo esser liberato dalla forca e postumio vituperevolmente cacciato e teodora miseramente morta si rallegrarono molto e resero le debite grazie a dio che da morte l'avea campato
ma niuno vi era che le rispondesse se non la risonante eco che per tutta aria si udiva mentre che la infelice donna dimorava in cotal passione vedendosi al tutto priva di umano aiuto
non già per me ma per virtù e cortesia di costei che meco siede la quale mi è sorella e levatesi ambedue da sedere
il re d'ira e di furore acceso veduto lo apertissimo argomento contro la reina si volse e dissele ahi malvagia e dispietata femina nemica delle propie carni
caro ella sopra di quello fece il disegno e vestitasi molto lascivamente e licatasi il viso soletta uscì di bergomo ed andossene a pedrènch dove era il podere di emilliano
ed in quel punto da tal infirmità non altrimenti che se per l adietro male avuto non avesse libera e salva rimase
il che sentendo il vecchio senza indugio alcuno al luoco dove trovata l'avea la ritornò ed ella al vecchiarello impose che si partisse e la sera ritornasse a lei che ritornerebbe con esso lui a casa
e lasciato il fatato cavallo in libertà la cavalla se gli l'è all incontro e lo sali d un terribile e paventoso morso e fu di tal maniera che il fatato cavallo appena si potè difendere
né mai pur una sol volta sarebbe andato alla caccia o ad uccellare se salardo seco stato non fusse avenne che ritrovandosi salardo un giorno nella sua camera solo
era nella camera della morta madre uno armaio bellissimo e sottilissimamente lavorato nel quale la figliuola le sue ricche vestimenta e care gioie teneva nevi era alcuno che aprire lo sapesse se no la savia balia
e chetamente nella camera si nascose mirando fisso per una fissura e aspettando quello eh avenir potesse
ora io veggio a che condotto mi ha il troppo fidarmi di me stesso di mia moglie e del scelerato figliuolo e sopra tutto il troppo credere all ingrato marchese ora sono chiaro quanto egli mi amasse
e se non fussero stati i corteggiani che lo ritennero agevolmente alla dolorata moglie in quel punto la morte data arrebbe
povertà biancabella si fece recare una secchia d acqua fresca e fecesi lavare il viso ed i monchi dalli quali tutti vedendo rose viole e fiori in abondanzia scaturivano
ma a duo serventi crebbe doglia maggiore perciò che non era empito il malvagio proponimento suo laonde d ira e di sdegno accesi da capo fecero intendere a zifroi re come guerrino con agevolezza ucciderebbe anche la cavalla
e lungamente vive sopra la terra ed ogni cosa che egli fa ed opera li riuscisce in bene ma pe contrario quello che gli è disubidiente infelice anzi infelicissimo è riputato
sono certamente alcuni vecchi insensati i quali non ricordandosi di quello che hanno fatto nella loro gioventù vogliono dar leggi ed ordini ai loro figliuoli imponendoli carichi che elli col dito non toccherebbeno
la signora fece cenno ad eritrea che l'ordine seguisse la qual tutta festevole e ridente così disse favola
la vezzosa lauretta a cui il primo luogo di questa notte per sorte toccava senza aspettare altro comandamento dalla signora diede principio alla sua favola così dicendo
senta perciò che se il padre mio eh è gran maestro di caccie ti ritrovasse e prendesse agevolmente ucciderti farebbe non dubitar figliuolo mio disse il salvatico uomo
che per timore già s'aveva gittata nelle marittime onde il re già stanco ed affannato per aver lungamente corso si riposava e veduta che ebbe la nave al patrone dimandò da bere
il re che non aveva il cuor di pietra ed era di natura magnanimo e liberale graziosamente tenne lo invito e rese le grazie dell'onorato accetto che le donne fatto gli avevano con la reina si partì ed al suo palazzo ritornò
occorrevano diterminò di prendere moglie e trovarla tale e di sì fatto padre che egli di lei ne rimanesse contento né passò l'anno dalla morte del padre che salardo si maritò
e fattosi chiamare uno servente gli ordinò che egli andasse al luoco della giustizia imponendo per nome suo a ministri che più oltre non procedessero e che salardo così legato e col capestro al collo dal carnefice accompagnato alla presenza sua fusse condotto
aveva ferrandino matrigna con due figliuole sozze e brutte e desiderava una di loro con ferrandino in matrimonio copulare
i duo serventi di guerrino che per strada non avevano potuto adempire il loro fiero proponimento per non potersi convenire insieme e per la venuta dell incognito giovanetto
ma l'uomo salvatico disse se tu mi vuoi aprire e liberarmi di questa prigione io ti restituirò il tuo strale altrimenti non te lo renderò mai
signor acciò che noi non stiamo nell ozio avvolti qualcuno propona alcuna cosa che sia di piacere e contento
misero salardo a che sei venuto dov è ora la tua nobiltà dove sono i cari parenti tuoi dove sono le ampie ricchezze dov'è ora la tua lealtà integrità ed amorevolezza
guerrino fratel mio non fa bisogno che tu mi rendi guidardone delle sostenute fatiche ma ben è ormai tempo che io me ti scopra e che tu conosca chi io sono
ed asceso sopra il suo cavallo al palazzo con trionfo e con allegrezza di tutto il popolo se ne tornò ed al re l appresentò e tutti per maraviglia correvano a vedere la cavalla attratta la quale per la doglia grave la vita sua finì
ciascheduna di noi si potrà agevolmente contentare e senza dir altro né aspettar altra risposta le comandò che suo enimma proponesse acciò che l'ordine dato nella precedente sera si osservasse
e l altro una cavalla similmente salvatica ed erano di tanta ferocità e coraggio che non pur le coltivate campagne affatto guastavano e dissipavano ma parimenti tutti gli animali e le umane creature miseramente uccidevano
loro stette ciascuno non men pietoso che attonito ad ascoltare la compassionevole favola la quale finita eritrea senza altro comandamento dalla signora aspettare il suo enimma in tal maniera propose
lo enimma per me proposto se io non erro altro non significa se non la fava secca la quale essendo nata giace chiusa tra due serraglia cioè due scorze
dopo fece tutti gli altri secondo il loro ordine sedere ed a gran agio e lietamente tutti desinarono
terra ella è paziente ed è ritenuta da uno che la munge e guardata da duo occhi e maneggiata da due mani e dieci dita che le tirano il latte
potesse perciò che il fuggire ed allontanarsi dal padre molto le aggradiva ma la temenza dell'astuzia sua e il timore che non aggiungesse e uccidesse forte la perturbava
e chi mi potrebbe più dolcemente carezzare ed onorare di ciò che fa il marchese egli è pur testa sola né ha superiore
riputato perciò che a crudele e malvagio fine riusciscono le cose sue sì come per la presente favola che raccontarvi intendo agevolmente potrete comprendere
e così come me dalla morte mi campasti così ancor io ho voluto di tanta ubligazione il merito renderti
il marchese con gli occhi per ira affocati senza altra risposta all'amico fransoe rendere volevalo al tutto da sé scacciare
non fu sì tosto contratto il sponsalizio che biancabella si rammentò delle parole che samaritana sua sorella amorevolmente dette le aveva
egli vi compiace di tutto ciò che voi addimandiate ed appresso questo voi tenete il primo luoco appo la persona sua ohimè salardo mio voi vi avete tirata una gran roina addosso
guerrino che aveva le forze virili tanto s affaticò che finalmente aperse la prigione e l'uomo salvatico resoli la saetta e ringraziatolo molto si partì
e scorseggiando per lo palazzo or quinci or quindi addimandava or a questo or a quello chi era stato quel sì temerario ed arrogante che gli aveva bastato l animo di togliere le chiavi della prigione senza sua saputa
cavalcando adunque guerrino co l giovanetto e non conoscendolo ancor che egli conoscesse lui finalmente pervenne ad una fortissima città irlanda chiamata la quale a quei tempi zifroi re signoreggiava
e non trovando modo né via che gli sodisfacesse perciò che stavano in pericolo della vita loro se uccidevano s imaginorono di ragionar secretamente con l oste e raccontargli come guerrino suo patrone è uomo prode e valente
il re curioso di vedere il fine molto lo infestava dicendogli che tempo fuggiva e che si risolvesse ornai ma guerrino rispose sacratissimo re se il tempo fugge il termine di tutt oggi che mi avete dato non è ancor passato
il che il re intendendo molto si risentì poscia la reina soggiunse che per timore eh egli non uccidesse il figliuolo in lontane parti mandato aveva
e sovente li dimostrava il poco rilevato petto dove dimoravano due popolline che due pometti parevano
e raccontogli come la fata nell esser sì leggiadro e bello ridotto l aveva guerrino ciò intendendo tutto stupefatto rimase e per tenerezza di cuore quasi piangendo l abbracciò e basciò e per fratello il ricevette
ma sappi che io ne ho due delle quali una potenziana si chiama ed ha i capelli con artificio leggiadro involti e come loro risplendono
genese per esser troppo giovane non aveva ancora presa moglie ed ogni dì la mattina per tempo a caccia andare molto si dilettava
più facil cosa sarebbe che cielo e la terra finisse che la verità mancasse e di tanto privilegio è la verità secondo che scriveno i savi del mondo che ella del tempo e non il tempo di lei trionfa
lucaferro fratello mio non bisogna che sì fìeramenie tu ti accorocci meco rimproverando travaglino con disoneste parole perciò che egli è giovane da bene
onde addimandò il patrone della nave quanto l'estimava risposo gli fu assai pregio valere il re invaghito molto di sì preciosa cosa
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