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A proposito del secondo rapporto, vorrei osservare che: | [] |
1) dobbiamo di necessità battere una strada difensiva e percorrerla sino in fondo. | [] |
Anche Quaroni è, credo, di questo parere, quando osserva che « sia noi che gli jugoslavi ci troviamo nella situazione di fatto di accettare un sacrificio impostoci dai Quattro, ma di non poter volontariamente rinunciare ad un semplice villaggio, senza suscitare all' interno un putiferio ». | [
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"entity_text": "Quattro",
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Che codesta difesa comporti il pericolo di farci apparire agli occhi degli slavi come desiderosi di mantenere posizioni di partenza per una futura ripresa offensiva e di galvanizzarne conseguentemente la diffidenza e il sospetto, è, credo, inevitabile. | [] |
2) Il problema dell' accettazione della sconfitta o dell' impostazione di una politica di rivincita e di revisionismo si porrà in concreto dopo, quando saremo posti innanzi a decisioni conclusive. | [] |
Ed è certamente esatto che da codesti due atteggiamenti antitetici dipenderanno il tono e l' orientamento generale della nostra politica estera e cioè i nostri rapporti col mondo slavo da una parte, anglo-americano dall' altra con tutte le conseguenze connesse. | [] |
3) Cercare sin d' ora un terreno d' intesa tra noi e gli jugoslavi presuppone già una nostra sia pur non dichiarata adesione alla politica di accettazione della sconfitta. | [] |
Ma che cosa intendiamo noi per accettazione della sconfitta e che cosa intendono gli jugoslavi? | [] |
Evidentemente due cose diverse. | [] |
È comunque certo che, se dovesse per avventura prevalere la tesi massima jugoslava, non potremo, qualunque siano le nostre opinioni, evitare il rinascere di quell' idea nazionalistica e cioè proprio di quello spirito di revisionismo e di rivincita che una intesa italo-jugoslava si propone appunto di soffocare. | [] |
4) Quali sono dunque in queste condizioni le possibilità pratiche dei tentativi in corso fra noi e Belgrado? | [
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Non so se e come esse procedano attualmente: | [] |
le mie informazioni si fermano al resoconto della conversazione Quaroni- Bebler- Arpesani del 9 corrente. | [
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Dove appunto sono state scartate le questioni territoriali e si insiste piuttosto sui rapporti economici e di sicurezza. | [] |
Impostazione generale che mi par convincente. | [] |
Vorrei comunque ancora una volta raccomandarti, sia in questa particolare materia, sia, in generale per tutto quanto concerne il trattato, di tener presente due fondamentali esigenze e precisamente: | [] |
1) non adottare mai alcuna posizione che possa pregiudicare le decisioni dell' Assemblea, alla quale spetta in definitiva l' ultima parola in materia territoriale; | [
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2) non stringere alcun accordo che implichi da parte nostra corresponsabilità nella perdita di territori italiani. | [] |
struzione del partito liberale e rappresentò i liberali nel Clnai; | [
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fu sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel gabinetto Parri e nel primo governo De Gasperi, membro della delegazione italiana alla Conferenza di Parigi del 1946, ambasciatore in Argentina( 1946-54) e in Messico; | [
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Mi sembrano questi ed effettivamente sono due principi fondamentali, che naturalmente limitano le possibilità della delegazione sia in materia di trattative con Belgrado, sia di statuto triestino, che sono evidentemente due aspetti dello stesso problema. | [
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}
] |
Quaroni mostra di ritenere, pur con qualche riserva, che lo statuto del Territorio Libero possa essere oggetto di utile ed immediato accordo diretto fra noi e gli jugoslavi. | [] |
Ma le ragioni che egli ne dà possono essere controbattute da ragioni altrettanto valide. | [] |
Io mi limiterei, come dissi a Casardi, ad insistere su indicazioni generiche, particolarmente sottolineando le necessità di concrete garanzie da parte dell' ONU, anche sussidiarie a quelle che potrebbero derivare da un eventuale accordo diretto fra noi e Belgrado in materia di reciproca garanzia delle frontiere e di reciproco impegno per il rispetto della indipendenza e sovranità del Territorio Libero. | [
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Tienimi al corrente degli eventuali sviluppi delle conversazioni. | [] |
Il ministro degli Esteri al commissario capo della Commissione alleata | [
{
"entity_text": "Commissione alleata",
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] |
Dando seguito alla mia lettera del 25 ottobre, n. 3/ 1881, faccio nuovamente riferimento alla sua lettera n. 591/ 156/ EC, datata 12 ottobre relativa alle attività jugoslave nella Venezia Giulia. | [
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Cercherò di rispondere ai vari punti che lei ha affrontato, nello stesso ordine in cui li ha esposti nella sua lettera: | [] |
a) concordo sul fatto che il termine « plebiscito » non è strettamente corretto. | [] |
Questo, però, è come viene descritto dai suoi promotori, ed è un fatto che c' è una campagna organizzata molto attiva con lo scopo di ottenere firme e altre forme di consenso, più o meno volontario e più o meno sincero, con l' obiettivo di presentare un presunto « plebiscito » a favore dell' annessione di quei territori alla Jugoslavia. | [
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"entity_text": "Jugoslavia",
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Tecnicamente, lo ammetto, non è la stessa cosa, ma l' obiettivo è ovviamente lo stesso, cioè di costruire un argomento inteso ad influenzare artificialmente una decisione relativa alla futura assegnazione della regione in questione. | [] |
Il problema di fornire prove dirette che questa campagna viene organizzata dalle « autorità jugoslave » sollecita la questione di cosa si intenda come prove dirette. | [] |
Come noi italiani sappiamo troppo bene dalla recente esperienza personale, è davvero molto difficile, per non dire impossibile, in qualsiasi regime totalitario – quale è indubbiamente quello esistente ora in Jugoslavia – tracciare una linea fra iniziativa governativa o ispirata dal governo, e iniziativa puramente individuale. | [
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Inoltre è un fatto che questa iniziativa è portata avanti lungo le stesse linee e con gli stessi metodi nei territori sotto controllo jugoslavo e in quelli sotto controllo alleato, e sono quindi ovviamente parte di uno schema generale e ben organizzato. | [] |
Ed è molto difficile credere che questo schema possa essere portato avanti nel settore sotto controllo jugoslavo, senza godere di ben più che la tolleranza delle autorità jugoslave. | [] |
b) Quanto appena detto, già copre in parte il sunto che lei ha affrontato alla lettera( b). | [] |
Come evidenziato nella mia lettera del 25 ottobre, è praticamente impossibile raccogliere piene e dettagliate prove documentarie di eventi che hanno luogo in territori dove non c' è assolutamente possibilità di esercitare controllo diretto o di agire immediatamente. | [] |
Come lei sa, il governo italiano ha già suggerito ripetutamente che un corpo alleato o neutrale, indipendente e imparziale, indaghi sulla situazione creata alle persone di nazionalità italiana nella sezione della Venezia Giulia controllata dagli jugoslavi. | [
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"entity_text": "Venezia Giulia",
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Oggi ancora una volta voglio avanzare questo suggerimento, e le sarei grato se lei lo potesse inoltrare a chi di competenza. | [] |
Ma a parte questo, credo che l' inatteso ritardo nel definire la sistemazione finale richieda ancora di più che i governi alleati siano rappresentati, almeno in forma di osservatori, nell' amministrazione dei territori contesi che infatti, come ricorderà, gli alleati avevano deciso di mantenere sotto il loro controllo diretto fino alla decisione finale. | [] |
c) e d) È ovvio, come lei nota alla lettera( c), che non vi è alcuna ragione per impedire che in un regime democratico chiunque possa far circolare qualsiasi petizione gradisca, purché senza violenza o costrizione. | [] |
Incidentalmente, faccio notare che è almeno dubbio che una simile pubblica sollecitazione in favore dell' Italia sarebbe ammessa nell' area controllata dalla Jugoslavia – ma, d' altro canto, non dubito che nel caso di campagne portate avanti dagli slavi, vi siano violenza e costrizione. | [
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"entity_text": "Italia",
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}
] |
Anche qui, desidero enfatizzare che è molto difficile raccogliere prove documentali esaustive, particolarmente per le autorità italiane che non esercitano controllo localmente. | [] |
Noto che lei fa riferimento alla mancanza di iniziativa da parte della popolazione locale nel denunciare casi di tal genere. | [] |
La principale spiegazione è ovvia: | [] |
la gente vive nella paura quotidiana proprio della violenza che non osa denunciare, e delle conseguenze che venire troppo allo scoperto potrebbe comportare per loro, nell' incerta futura sistemazione di quei territori. | [] |
Sono certo che molti di questi svantaggi potrebbero essere superati se le autorità alleate trovassero modo di acconsentire ai suggerimenti già proposti, cioè di autorizzare l' invio di qualche osservatore italiano responsabile, che potrebbe dare un aiuto considerevole nei contatti con la popolazione locale e informare gli ufficiali locali del GMA di molte circostanze che altrimenti sfuggirebbero alla loro attenzione. | [
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"entity_text": "GMA",
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Le sarei davvero grato se fosse così cortese da trasmettere questo suggerimento alle autorità appropriate. | [] |
Mi lasci concludere, caro Ammiraglio Stone, che è lungi dalle intenzioni del governo italiano esacerbare la situazione locale e gettare nuova benzina sui contrasti molto seri provocati dall' occupazione jugoslava della regione. | [
{
"entity_text": "Stone",
"type": "PER"
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] |
È nostro dovere, tuttavia, difendere, accanto al supremo interesse dell' Italia, anche gli interessi di quella parte della popolazione – e sono la maggioranza – che ancora guarda all' Italia come al proprio paese e che chiede solo di avere l' opportunità di esprimere liberamente e senza paura questo suo sentimento. | [
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"entity_text": "Italia",
"type": "ORG"
},
{
"entity_text": "Italia",
"type": "ORG"
}
] |
P.S. Vorrei aggiungere che l' obiettivo di fare campagna per le firme da parte di agenti jugoslavi nella Venezia Giulia e indirettamente, da parte della autorità da cui tale attività è assistita e favorita, sono anche provate da due passaggi della dichiarazione resa dal sig. Eduard Kardelj il 12 settembre 1945 di fronte al Consiglio dei ministri degli esteri. | [
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"entity_text": "Venezia Giulia",
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"entity_text": "Eduard Kardelj",
"type": "PER"
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"entity_text": "Consiglio dei ministri degli esteri",
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] |
Cioè: | [] |
« Il governo jugoslavo riceve in continuazione petizioni dalla Marca Giuliana firmate sia da jugoslavi sia da italiani che richiedono che la Marca Giuliana diventi una parte della Jugoslavia. | [
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"entity_text": "Marca Giuliana",
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{
"entity_text": "Marca Giuliana",
"type": "LOC"
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{
"entity_text": "Jugoslavia",
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] |
Sulle petizioni finora giunte al governo jugoslavo – e la delegazione ha con sé queste petizioni – sono apposte 346486 firme che rappresentano il 53% della popolazione adulta della Marca Giuliana ». | [
{
"entity_text": "Marca Giuliana",
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}
] |
Non è necessario aggiungere che, anche dal più semplice calcolo statistico, i dati citati dal vice Primo ministro jugoslavo sono semplicemente non credibili. | [] |
L' appello della Direzione del Partito. | [
{
"entity_text": "Partito",
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] |
Ecco il testo dell' appello, da noi già anticipato in sunto, nel giornale di domenica. | [] |
Ai popolari d' Italia | [
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"entity_text": "Italia",
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}
] |
Le elezioni generali indette pel 6 aprile impongono a tutti i partiti chiarezza di posizioni politiche e precise osservazioni programmatiche. | [] |
Il nuovo metodo elettorale, che i popolari hanno combattuto e non cesseranno di combattere, mette in condizioni di inferiorità i partiti autonomi di fronte alla lista governativa, che può dirsi eletta prima ancora che venga dato il responso delle urne; | [] |
ed altera il vero risultato della volontà popolare in modo che la XXVII Legislatura non potrà considerarsi che una parentesi nella vita costituzionale d' Italia dal 1848 ad oggi. | [
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"entity_text": "Italia",
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}
] |
Ciò non pertanto, il « Partito popolare italiano » partecipa alle elezioni generali con lista propria nazionale, perché vuole contribuire a fare ritornare la vita pubblica alla sua normalità costituzionale, ed opporsi ad ogni attentato contro l' Istituto parlamentare e contro le libertà politiche dalla Nazione. | [
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"entity_text": "Partito popolare italiano",
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{
"entity_text": "Istituto parlamentare",
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] |
La posizione di minoranza nella nuova assemblea legislativa darà agli eletti della lista popolare carattere di maggiore autonomia e funzione di controllo; | [
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"entity_text": "nuova assemblea legislativa",
"type": "ORG"
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{
"entity_text": "lista popolare",
"type": "ORG"
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ma non ci esonera, di fronte a noi stessi, né di fronte alla coscienza pubblica dal dovere, comune ad ogni partito, di tendere a rappresentare più efficacemente le correnti che a noi fanno capo e di agitare le nostre idee, perché diventino elementi direttivi di governo. | [] |
Il nostro programma politico rimane identico oggi come nel 1919, nella sua caratteristica « democratica » e nella sua aspirazione « patriottica » e nella sua visione di solidarietà « internazionale ». | [] |
La bandiera allora spiegata per la libertà, l' insegna allora assunta: | [] |
« Lo scudo Crociato con il motto Libertas » sono oggi la nostra bandiera e la nostra insegna. | [] |
La lotta contro lo Stato accentratore e panteista iniziata col primo appello ai « liberi e forti » è la lotta nostra ancora oggi, che si moltiplicano i tentativi di centralizzazione e di intervenzionismo statale che invadono e turbano ogni attività individuale e collettiva. | [] |
Lo Stato da noi allora invocato « organico e popolare » contempera la sua autorità con la libertà, il suo potere centrale con le autonomie locali, il suo fine sociale con le organizzazioni di classi, il suo compito direttivo e integrativo con le libere iniziative. | [] |
La sua autorità, da noi sempre sostenuta, è basata sulle libertà civili, sulla legge uguale per tutti e resa effettiva dai consumi morali del Paese. | [] |
Affinché ritornino l' ordine e la pace nel viver civile, questa autorità vogliamo reintegrare di fronte all' illegalismo e alla violenza, esercitate in nome e sotto l' insegna di partiti. | [] |
E perché nessuno attenti all' autorità dello Stato, solo l' esercito si deve riconoscere come unica forza militare, dalla quale debbono dipendere le milizie militari volontarie e ogni altre organizzazione armata, e solo il Re loro legittimo Capo. | [] |
Il nostro sentimento religioso, mentre ci fa lieti di quanto, anche da avversari, anche con altro spirito, viene fatto a vantaggio della Fede cattolica, altrettanto ci fa rigidi contro ogni tentativo di asservimento morale che in nome della religione, cercata a puntello di partiti o di classi, possa essere compiuto a danno dei diritti del popolo e delle libertà della Chiesa. | [
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"entity_text": "Chiesa",
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] |
E nell' invocare l' abolizione dei « placet » e degli « exequatur », nel volere autonoma l' amministrazione del Patrimonio Ecclesiastico e una legge che ristabilisca la personalità giuridica delle corporazioni religiose, non domandiamo privilegi per il clero, ma l' abolizione di vincoli che derivano da perniciose lotte fra Stato e Chiesa. | [
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"entity_text": "clero",
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},
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"entity_text": "Chiesa",
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La politica estera è da noi intesa in piena rispondenza alla dignità e agli interessi della nostra nazione, politica di espansione pacifica e di commerci, di emigrazione e di valorizzazione coloniale; | [] |
politica lontana da egoismi nazionalisti e da utopistici internazionalismi di classe; | [] |
diretta al risanamento europeo, alla maggiore efficienza della Società delle nazioni e alla pacificazione dei popoli. | [
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"entity_text": "Società delle nazioni",
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La libertà della scuola, iniziata coll' esame di Stato, deve essere completata; | [] |
la beneficenza privata e pubblica garantita contro ogni violazione dei suoi scopi morali e religiosi rispetto alla volontà dei testatori; | [] |
restituita e integrata l' autonomia dei Comuni e delle Province; | [] |
riconosciuto l' Ente Regione nella Unità Statale. | [
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"entity_text": "Ente Regione",
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Il risanamento finanziario è da noi voluto senza privilegi e con giusta distribuzione dei tributi a tutte le classi. | [] |
Noi domandiamo la creazione dei consigli elettivi della economia e del lavoro, alla periferia ed al centro, sulla base della organizzazione di classe riconosciuta e resa libera da coazione politica. | [] |
L' agricoltura deve essere favorita come la principale fonte di ricchezza nazionale e come mezzo di risorgimento del Mezzogiorno; | [
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"entity_text": "Mezzogiorno",
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e la politica doganale deve tendere al regime liberista, limitando la protezione ai fini strettamente fiscali o di carattere transitorio, che non danneggino la produzione e i commerci agricoli. | [] |
Noi riprendiamo la nostra battaglia per le Camere regionali di Agricoltura, la trasformazione del latifondo e la regolamentazione dei patti agrari. | [
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"entity_text": "Camere regionali di Agricoltura",
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Cinque anni di lavoro e di attività del « Partito popolare italiano » in mezzo a gravi e incessanti difficoltà, hanno temprato molte coscienze ed hanno determinato correnti vive nel pensiero politico del nostro Paese. | [
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"entity_text": "Partito popolare italiano",
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Il Fascismo ha cercato di assimilare alcuni postulati del « Popolarismo », ma vi ha contraddetto col suo spirito antidemocratico. | [] |
La esperienza del potere di fronte alla realtà ha fatto tuttavia superare ai dirigenti molti pregiudizi e preconcetti, e la soluzione Adriatica è un effetto di questo senso realistico che si sviluppa; | [] |
lo sbocco elettorale potrà condurre sulla via della costituzionalità, la sola via che può far ritornare l' Italia alla sua unità morale. | [
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"entity_text": "Italia",
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Pertanto sentiamo il dovere di ripetere, non solo ai nostri amici, ma anche a coloro che hanno oggi il governo del Paese, che l' Italia non può né deve smentire le sue origini democratiche, e deve mettersi in condizioni di far valutare all' Interno e all' Estero la forza delle supreme leggi morali ed i principi della fraternità cristiana fra gli uomini e fra i popoli. | [
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"entity_text": "Italia",
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La fiducia del nostro Paese non ci viene meno; | [] |
perché superati i fenomeni del dopo guerra, vinto l' illegalismo bolscevizzante, rifatta una nuova coscienza politica attraverso debolezze di partiti e tentativi rivoluzionari, l' Italia troverà sicuramente nel regime rappresentativo il mezzo idoneo e legittimo, dell' ordine del progresso. | [
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"entity_text": "Italia",
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Popolari per il bene d' Italia, invocando ed esigendo libertà di propaganda e di voto, tutti concordi al nostro posto. | [
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Roma, 29 gennaio 1924 LA DIREZIONE DEL PARTITO | [
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"entity_text": "Roma",
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Appunto. | [] |
Relazione riassuntiva sui lavori della riunione | [] |
Sei ministri degli Esteri della Comunità europea | [
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Esame del Memorandum olandese circa il contenuto economico della Comunità | [
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Il presidente De Gasperi ha dichiarato che il Governo italiano è in linea generale favorevole all' estensione delle attribuzioni della Comunità al settore economico. | [
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Subsets and Splits
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