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tornò a guardarsi attorno, nel bujo.
- Nonno, piove? Il vecchio Maràbito china più volte il capo, sorridendo a Nociarello che gli sta seduto accanto
con certi occhi cupi adirati e un collo lungo lungo e sotto il collo ricordava un po di gozzo, come le galline.
Forse Natale lo comprese e cominciò allora anche a sonargli randellate di santa ragione.
se invece di fuggirmi, dicevo, mi aveste ajutato coi vostri buoni consigli
E con quella lettura di libri profani non temeva doffendere la casa del Signore.
Io davo a Giorgina lezioni di pittura, a tempo perso.
perché il figliuolo malatuccio avesse in campagna tutti i comodi e non avesse nulla a desiderare.
cioè da matto: con eguale coscienza di sé e degli altri, perché sono coscienze come la nostra.
perché il piacere ti sarebbe turbato e distrutto dalla coscienza dellaltrui dolore?
comegli a modo dei contadini chiamava il tempo che corre dal marzo al settembre, e linverno, i mesi piccoli, con lei in città.
della scuola a cui lopera darte doveva ascriversi e se era sincera o deturpata da toppe e rimessi di restauri infelici. Poi tornava a sedere;
Si precipitò su lasino, gridando a Natale che si cacciò la testa tra le spalle: - Me lo carico io, mascalzone
- Per voi, certo! Io avrei seguito i vostri consigli
Ero in credito di cinque mila lire col Maltese.
- Senza storie! senza storie! - disse Nicola, con fare sbrigativo.
Io ero innamorato della seconda;
Erano sempre liete le tre care figliuole, né quel loro cocente e onestissimo desiderio dun marito le rendeva mai fastidiose
Licenziò la suora di carità, quel cappellaccio che gli pareva di malaugurio;
- Quanto bene gli volete, a quel vecchio! - sghignò infatti quello, appena Maràbito si fu un poco allontanato.
Il corpo tozzo, curvo, cadente, pareva penasse a sorreggerla, con tutto quel volume di peli.
Mali tempi, figlio mio. Hai sentito? hai letto i libri nuovi?
Il Picinelli si provò a persuadere con le buone lasino a rialzarsi;
Allora don Diego lo accostò alle labbra, per cortesia, e lo scoronò appena appena con un sorsellino cauto.
esclamò: - E questo è nulla, signora mia! Cè di peggio! di peggio! Lesclamazione non giovò.
La signora Nela, appena lo vide, rinnovò i pianti e gli strilli; poi proruppe:
Terza Parte Capitulo Sette
beato e sorridente nellampio faccione di gigante pacifico, tra il professor Picinelli e i due Quagliola.
- Oh Dio! - singhiozzò, balzando in piedi, don Diego, mezzo affogato, con gli occhi pieni di lagrime.
ma anche mezzo rovinata, se prima piangeva, ora levò certi strilli da spaccare i muri della casa. Nocio Zàgara savvilí;
come fanno i vecchietti seduti sul murello davanti ai gerontocomii:
reggendo in alto con due dita un filo dargento allungato dal sommo della fronte
Il ritratto che feci di loro a gruppo, è certo la meno peggio delle cose mie.
- Per castigo di quellimbroglione! Datevi cura! Se vi bisogna qualche cosa, ditelo, venite da me.
e che mè rimasto impresso come, in un dramma, una frase che lasci intravedere la catastrofe
- Ma no; ma no, signora! Sciocchezze Non dia retta.
- Tra Rosario e Lisa, - propose Mauro.
mi diceva: - Dovresti esser tu! Perché gli occhi di Carlotta vi assicuro che mi davano del tu.
E un giorno mandò a chiamare il vecchio.
Vedendo sussultare quella montagna di carne, anche la sua si mise a sussultare come per un altro terremoto.
- Grazie, prima del pasto, mai, - si scusò lospite timidamente.
alle amorevoli esortazioni drizzò le orecchie e le ribassò subito,
Ma non entra mica per Me, sai! Viene a visitar gli affreschi antichi e i monumenti;
reggendo a fatica su le spalle la testa enormemente barbuta e chiomata del sagrestano della chiesa;
Parliamo daffari! Come se fossero roba da ridere, gli affari! La signora Nela
Prese con una mano il bicchiere
- Eh, - sospirò, chiudendo gli occhi e deponendo il libro su la tavola.
Novelle per un anno di Luigi Pirandello
Qualche sera, nel lasciar la loro casa, conversando tra noi, sinceramente ci affliggevamo che le tre buone
che fu la mia prima moglie, della quale parlerò appresso,
Ecco, venga a vedere.
ruba a tutto spiano e fa di padrone: spacca-e-liscia.
ve lho detto! Don Michelangelo ripeté la solita smorfia e gli mostrò le cinque dita della minaccia. - Ancora tanti, vedrete!
di cui del resto conoscevano la buona volontà che avremmo avuto di farle felici
Se non che, convengo adesso che questo sarebbe un Dio difficile per la gente savia e anzi addirittura impraticabile, perché
montò su le furie, e ci andò di mezzo il povero marchese Nigrelli
Stanco della lettura sabbandonava, con gli occhi fissi nel vuoto e strofinando a lungo tra loro lindice e il pollice delle due manine
Sopravvenne, arrovellato, come una furia dinferno, Natale, col randello brandito.
furibondo contro la propria lente che non gli si reggeva più sul naso sudato.
ne approfittava per segnar rapidamente in un modesto taccuino qualche nota, un dubbio da chiarire, le sue impressioni.
Certo, venendo lí il signorino, ella non poteva rimanere nella villa.
se tu non avessi soltanto coscienza del tuo tristo piacere, ma anche
con uno scialle di lana fin sopra il naso, i capelli ritinti doro.
sincerissima nelle bugie, poiché egli di gran cuore, ardentemente, avrebbe desiderato che fosse vero tutto ciò che aveva scritto.
chè da per tutto la stessa, come le stesse da per tutto sono le mani che la lavorano.
Poco dopo, io dovetti spiegare ogni cosa a quel signore.
in mezzo al coro delle risa che accompagnava ogni sua parola
Ah, via! Uscire al più presto dalla città, da quella cloaca.
dopo lesordio clamoroso al San Carlo.
ma niente! non lo sapeva dire lui stesso, e ora più che mai, lí, in quella casa - denari
In mezzo alla baraonda, si voltava ora verso luno ora verso laltro dei commensali
duna cosettucciaccia amara, velenosa, schifosa.
Sera da poco internato nella macchia, quando un grido represso lo fece sobbalzare.
e il taglio della sua ronca e della sua accetta sul ramo di quellalbero
- disse, - io non debba ridurmi come lui
se gli riusciva scorgere il campaniletto di Santa Croce, chera la sua parrocchia.
Ora, non esserselo preso, questo piacere
ma il vecchio non ne aveva sgomento; piuttosto come unangoscia.
Lo saprai tu che mi vedi tutti i giorni! Andiamo, andiamo: conducimi; mi affido a te.
- Ma lavvocato mangerà: - concluse questa.
Bruno Celèsia venne ad urtare con la barchetta contro la spiaggia.
aveva detto a se stesso: - Questa sarà lultima stagione! E sera mietuto lorzo e abbacchiate le mandorle
Lo fa per il mio bene Sí sí Largo, figliuoli, largo Tanta bella grazia di Dio, qua;
Mi sovvenne a un tratto che la morta era sola nella villetta;
Balbettò: - No, io, veramente - Come no?
Non so bene quel che le dicessi;
- Lo salva! Lo salva! E le donne singhiozzavano, e gli uomini irrequieti, tremanti
Se per disgrazia - pensavo - ci avvenisse dimbatterci in quellaltro!
Cosí, quella mattina, proprio per far piacere a quella gentilissima signora che lo aveva pregato con tanta insistenza,
Ma il vecchio scoteva il capo, levava una mano a un gesto di stizza: che buona vecchiaja!
Il cameriere, col tovagliolo sotto il braccio, passava e ripassava, borbottando or contro Dorina che seguitava a dormire
Dispettoso, gli domandava, sorridendo: - Come si va? come si va?
corsero sú nella stanza a solajo, ormai certe di trovarlo morto. - No, no: ha gli occhi aperti;
Alzava un po gli occhi: vedeva quegli otto demonii scappati dallinferno non finir mai dimbottar vino, vino, vino.
ma lui coi propri occhi, no, non laveva mai veduta, unalba, parola donore.
e mi accoccolai dietro la siepe che limitava il mio campo da quello di lui.
quel far caso alla voce di lei, quando nessuno ci badava
Perbacco, era vero dunque! La fortuna acciuffata. Affaroni.
Ti sciuperesti inutilmente gli occhi, e sai che non voglio.
- Io voglio fare, non dire. E quello che vuoi tu. Vieni intanto.