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Nella prima generazione del Fold, lo stand era integrato nello chassis. Separarlo significa aprire nuove possibilità (come l’utilizzo dello schermo in verticale, anche semi-piegato, che a molti piacerà) ma implica un oggetto in più da portarsi dietro. Tastiera e stand, aggiunti al dispositivo che sicuramente già di suo... |
#### Interfaccia |
Aprendo l’X1 Fold a metà come se fosse un portatile ma senza usare la tastiera, potrebbe accadere che il sistema richieda il pin per l’accesso. Ma la casella dove inserirlo sarà quasi esattamente collocata là dove lo schermo si piega, rendendola di difficile accesso. È solo un esempio della più grande difficoltà nell’u... |
#### La seconda generazione |
Passare dai circa 13 pollici della prima generazione (2021) ai 16” di questo nuovo modello significa perdere sicuramente qualcosa in portabilità e in parte anche in funzionalità - se usate il Fold come tablet. D’altra parte crescono le potenzialità di utilizzo e, aumentando lo spazio a disposizione per inserire compone... |
# We sit together: a journey at the heart of B&O’s design |
“Lo risolviamo insieme”: nel cuore del design di Bang & Olufsen |
Lo storico brand tecnologico ad alto tasso di design si avvicina al centesimo compleanno. Ma non smette di guardare al futuro: abbiamo visitato la sede di Struer. |
1. |
Ehi Siri, accendi il giradischi! |
E il giradischi Beogram 7000, ==uno degli ultimi modelli== prodotti da Bang & Olufsen sul finire del ventesimo secolo, effettivamente parte, con il vinile che prende a girare sul piatto, senza che nessuno abbia toccato un singolo tasto. Una luce soffusa si accende sulla chaise longue accanto. La musica si diffonde nel ... |
In casa B&O, dove nel 2025 si celebra il centenario dalla fondazione, tutto questo non è una novità. Il telecomando Beolink 1000 del 1982, spiega Nygaard, consentiva già di gestire riproduzione audio e video comodamente dalla poltrona; poco più tardi veniva integrato il controllo diretto delle luci di casa. |
2. |
Kresten Krab-Bjerre da piccolo ascoltava i Doors sul giradischi di famiglia, ovviamente Bang & Olufsen , di cui oggi è Director, Head of Creative. |
Il suo percorso personale l’ha poi portato qui. Da ragazzo lavorava nell’azienda di fabbricazione di utensili di famiglia quando si è iscritto a ingegneria meccanica. “Volevo capire come funzionavano le cose che facevo”, spiega lui. E quando poi ha voluto approfondire l’aspetto umano della progettazione, ha studiato de... |
È lui che accompagna *Domus* nella cosiddetta Big Room della nuova sede di Struer di B&O, 25mila metri quadrati ricavati da un ex stabilimento, dove lavorano circa 500 persone e sulle pareti della mensa si susseguono le foto dei dipendenti che nel corso di quasi un secolo hanno accumulato almeno ==25== anni di anzianit... |
Le due ali della Big Room - che è parecchio big - sono occupate da un lato da un setting che potrebbe stare bene in una fiera, con una esposizione dei nuovi prodotti di B&O in teche e ambienti fittizi ricostruiti ad arte; dall’altra parte invece una raccolta di storici dispositivi dell’azienda, dove si riconoscono alcu... |
A pochi metri, incorniciata, la lettera del ’72 firmata da Philip Johnson con cui il Moma elenca gli apparecchi di Bang & Olufsen che entravano a far parte della sua collezione. Questa non è semplicemente una vetrina, o il ricordo di glorie passate per una azienda che guarda potentemente al futuro. È anzi quasi un impe... |
Al centro della Big Room è in scena il presente dell’azienda e del suo processo di progettazione, con mockup e prototipi e una versione “aperta” in modo da potere osservare la complessa architettura elettronica interna di schede verdi e circuiti, tutti che raccontano com’è nato e come si è sviluppato l’impressionante B... |
Ma è il suo fratello più piccolo, il Beosound 8, il vero protagonista della conversazione. È su quest’ultimo che Krab-Bjerre si sofferma, passando in rassegna diversi prototipi, sollevandoli e coccolandoli come si farebbe con un bambino; illustrando le varie possibilità di posizionamento - con stand da terra, da tavolo... |
“Questo è il design più flessibile per la vita moderna” ==Most flexible design for modern living== spiega l’Head of creative. Le scelte cromatiche e di materiali sono perfettamente coerenti con l’eredità di B&O e con gli altri speaker con cui il Beosound è imparentato, come il più grande Beosound 28 – “per la prima vol... |
In questa gigantesca sede c’è un’altra “big room”, dove si possono vedere ancora elementi del vecchio impianto che sorgeva qui prima del 2017, con i binari sopraelevati o la macchinetta per quando la timbratura del cartellino ancora non sembrava un concetto obsoleto. In questa stanza non ci sono però prodotti o disposi... |
Il processo che va dall’ideazione di un nuovo prodotto all’inizio della sua fase di produzione, racconta, impiega circa sei mesi. In questo lasso temporale, chi si occupa del design e chi dell’ingegneria e chi del suono lavorano fianco a fianco, anche insieme ai colleghi di altri reparti ancora, con un tiki-taka che po... |
“Noi ci sediamo insieme, lavoriamo insieme e risolviamo insieme i problemi”: questo succede dal giorno uno, in un processo che complessivamente dura due anni; a quel punto il prodotto sarà pronto per essere consegnato. “Deve essere speciale”, dice Krab-Bjerre, e la ricetta di B&O per riuscirci è appunto questa compenet... |
3. |
Nel 1945, a guerra oramai agli sgoccioli, i nazisti fanno saltare la fabbrica di Bang & Olufsen. L’azienda era nata esattamente due decenni prima nella fattoria degli Olufsen e all’epoca si era distinta per le sue radio innovative. È la ritorsione contro le attività di supporto alla resistenza durante il conflitto, con... |
Dopo la guerra, B&O per risollevarsi deve essere concreta. Così si lancia nella produzione dei rasoi elettrici, all’epoca popolarissimi, per uomini e donne. Nel 1950 il primo prototipo di televisore. Ma la svolta più grande arriva a metà del decennio. Grazie a una osservazione difficile da lasciar passare, quella del c... |
Bang & Olufsen reagisce lanciando sul mercato il Capri 514, un televisore compatto dalle linee modernissime, con uno schermo curvato in modo da essere anti-riflesso, ancora oggi un esempio chiave nel design di Bang & Olufsen. L’anno successivo, nel 1959, Helge Franke Morthensen disegna la radio Mini Moderne 606 K. La B... |
Quella di Bang & Olufsen è una grande storia di design, unica nel mondo del prodotto e dell’elettronica di consumo, che passa dalle radio ai telefoni, dai tv alle tastiere per computer (ideata da David Lewis e mai entrata in produzione), telecomandi e anche un celebre apribottiglie (prodotto ancora oggi e disegnato nel... |
Ma soprattutto un’indomabile voglia di essere ancora rilevanti. |
==Il finale fa cagare== |
In una foto del museo di Struer, … … … |
BIG ROOM |
Sede |
2017 |
25,000 sqm |
==How many >>> we sit together== |
Designer / focus beolab 8 |
Most flexible design for modern living (why) |
- stand |
- change covers |
Design: |
- we sit together |
- being timeless aka longevity (w upgrade) |
- heritage + modern living |
- designed to be a family (first time since the 80s) bullet-like shape |
- modularity |
Design + engineering + craft “It has to be special” |
“I’m proud when we have success as a team” |
3. |
Parti dalla sede distrutta |
Museo? Struer e b&o >>> storia nazi |
Storia Nazi, rasoi, 1954. |
Subsets and Splits
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