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Fa male, il presidente della Camera, a ricordare ciclicamente quanto sia artificiale e vuoto il preteso concetto politico o storico di “Padania”, entrato stabilmente nel linguaggio italiano? È più saggio ritenere che vi sia entrato come uno di quei soprammobili kitsch e inguardabili arrivati come regalo di nozze di cui abbiamo imparato a sopportare l’esistenza, pensando che non bastino a deturpare la casa che ci siamo costruiti a nostro gusto? Non dovremmo forse rimanere fedeli al nostro senso della misura e del ridicolo e continuare a rifiutarci di discutere una cosa che non esiste, e che non merita nemmeno la legittimazione di una smentita? Fa bene, il presidente della Camera, secondo noi. Perché certo, altri sono i problemi, e perché è vero che bisogna conservare sempre la distinzione tra il paese che si vorrebbe e quello che è in realtà: e però la realtà si modifica giorno per giorno, non consentendo alle sciocchezze di radicarsi, non dandovi avallo, smettendo di turarsi il naso e basta. Fini ha detto, ieri:
La Padania è una pianura. L'opportuna lezione di geografia di Gianfranco Fini, e qualche informazione in più.
[ 0, 3, 6, 5, 292, 34, 541, 3, 21, 3, 6, 5, 292, 34, 541, 8, 3, 4, 3, 6 ]
Oggi intorno alle 13 il Senato ha respinto l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini per il caso della nave Diciotti. Le votazioni rimarranno aperte fino alle 19, ma al momento una maggioranza di 232 senatori ha già votato no all’autorizzazione. Contro l’autorizzazione hanno votato Lega e Movimento 5 Stelle insieme a Forza Italia e Fratelli d’Italia, due partiti all’opposizione che avevano già votato contro l’autorizzazione nella Giunta per le autorizzazioni nel corso di un passaggio preliminare. Nel suo intervento prima del voto, Salvini ha ringraziato il Movimento 5 Stelle per il sostegno: «Ringrazio il Movimento 5 stelle. Queste cose si fanno in due». Il risultato finale delle votazioni dovrebbe arrivare intorno alle 19. Salvini è accusato di sequestro di persona per aver costretto la nave Diciotti della marina militare italiana a rimanere per cinque giorni nel porto di Catania, senza far sbarcare nessuna delle 177 persone recuperate dalla nave, migranti partiti dalla Libia tra cui c’erano anche donne, malati e minorenni. Salvini aveva impedito il loro sbarco fino a che altri paesi europei avevano assicurato che si sarebbero fatti carico della loro accoglienza.
Il Senato ha salvato Salvini. L'autorizzazione a procedere per il caso Diciotti è stata respinta da una maggioranza formata da Lega, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Fratelli d'Italia.
[ 0, 3, 6, 5, 4657, 41, 8969, 11, 3, 5, 15, 3859, 3, 9, 2778, 119, 1005, 25, 1206, 52 ]
Sono state arrestate in Thailandia, a Pattaya, due persone italiane che avevano messo in piedi una truffa fingendosi l’attore statunitense George Clooney. I due, Francesco Galdelli e Vanja Goffi, sono stati arrestati in un’operazione coordinata dagli agenti italiani dell’Interpol e dalla polizia thailandese. I fatti contestati risalgono a una decina di anni fa quando la coppia, originaria delle Marche, aveva creato con l’aiuto di una terza persona, Vincenzo Cannalire, una linea di abbigliamento a nome dell’attore, che non ne sapeva nulla. Clooney li aveva denunciati e nel 2010 aveva testimoniato in un processo contro di loro a Milano. I due, però, erano scappati in Thailandia per evitare l’arresto. Galdelli era già stato arrestato il 25 luglio del 2014, ma il giorno dopo, nel corso di un processo per reati riguardanti il suo soggiorno illegale nello Stato, era riuscito a evadere dal Tribunale al termine dell’udienza, corrompendo le guardie carcerarie. In questi anni, scrive Repubblica, i due si sarebbero guadagnati da vivere vendendo Rolex falsi che spacciavano per veri, e in alcuni casi inviando agli acquirenti pacchi di sale al posto degli orologi. Galdelli e Goffi ora sono nel carcere di Pattaya in attesa dell’estradizione.
Sono stati arrestati in Thailandia due italiani che avevano messo in piedi una truffa fingendosi George Clooney.
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Il nono episodio della sesta stagione di Game of Thrones è andato in onda domenica 19 giugno negli Stati Uniti, e in contemporanea in Italia nella notte tra domenica e lunedì, su Sky Atlantic. L’episodio si intitola “Battle of the Bastards”, e si concentra soprattutto sulla battaglia tra gli eserciti di Jon Snow e Ramsay Bolton – i due “bastardi”, appunto – per la conquista di Grande Inverno. L’unica altra linea narrativa portata avanti nell’episodio è quella di Daenerys a Mereen, anche se le vengono dedicati molti meno minuti rispetto a quella di Jon Snow. “Battle of the Bastards” è l’episodio di Game of Thrones che ha ricevuto il punteggio più alto di sempre su IMDb, il popolare sito che aggrega le recensioni degli utenti: 10 stelle su 10, in base ai voti di oltre 50mila persone. Abbiamo raccolto le curiosità più interessanti su com’è stata girata la scena della battaglia, e alcune risposte che è meglio leggere prima del prossimo episodio, che sarà l’ultimo della stagione. Già lo sapete: Il canale YouTube di Game of Thrones ha condiviso un video di dieci minuti in cui vengono spiegate molte cose su com’è stata girata la battaglia tra Jon Snow e Ramsay. David Benioff, sceneggiatore e produttore della serie, ha spiegato che questa era la prima grande battaglia “a eserciti schierati” di Game of Thrones, diversa per esempio da quella tra i Bruti e gli Estranei ad Aspra Dimora nella quinta stagione, che era «sostanzialmente un massacro». Kit Harington, l’attore che interpreta Jon Snow, ha spiegato che gli sceneggiatori hanno scelto di non raccontare semplicemente la battaglia in generale, ma di seguire Jon Snow.
Tutto sull’ultimo episodio di “Game of Thrones”. Su IMDb è già il più apprezzato di tutta la serie, ed effettivamente è stato notevole: le cose da sapere, per chi l'ha già visto.
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Dopo avere perso la sfida contro Apple e Samsung nella vendita degli smartphone, ora BlackBerry ha un nuovo settore dove confida di prosperare e rilanciare le sue attività economiche: quello delle automobili che si guidano da sole. L’azienda canadese si sta riorganizzando per sviluppare il software necessario per gestire le informazioni che raccolgono i sensori dei veicoli autonomi, con particolare attenzione per quanto riguarda la sicurezza informatica e soluzioni per tenere alla larga hacker e utenti malintenzionati. In questo modo BlackBerry confida di convincere le case automobilistiche a investire nei suoi sistemi, integrandoli o preferendoli a quelli di società già attive da tempo come Alphabet attraverso la sua controllata Waymo. Per molti anni, BlackBerry è stata sinonimo di “telefono cellulare aziendale”. I suoi dispositivi molto riconoscibili – grazie alla tastiera QWERTY in miniatura – erano nelle mani di milioni di impiegati e manager di aziende in giro per il mondo. Rispetto ai cellulari tradizionali, consentivano di inviare email e di navigare su Internet, per quanto con notevoli limitazioni e spesso su un numero ristretto di siti. Si stima che nei primi anni dopo il 2000, la rete gestita da BlackBerry per il suo servizio email contasse oltre 80 milioni di abbonati. La società sottovalutò l’arrivo degli iPhone di Apple e dei dispositivi Android, immaginando che le aziende non avrebbero investito in prodotti che sembravano pensati per i singoli consumatori e non per una gestione integrata nei contesti di lavoro. Complici le politiche aziendali di utilizzo del proprio dispositivo personale anche per lavorare, le cose andarono in un altro modo: BlackBerry in pochi anni passò da un valore di mercato intorno ai 61,7 miliardi di dollari a 2,5 miliardi di dollari.
Che fine ha fatto BlackBerry. Dopo avere fallito con gli smartphone, ora sta provando a fare affari in un altro settore: i software delle auto che si guidano da sole.
[ 0, 16426, 540, 3, 11578, 3, 6, 5, 113, 1435, 152, 358, 14, 33, 486, 23, 11, 30, 801, 8 ]
Vasco Rossi tornerà a fare concerti negli stadi in un nuovo tour chiamato “VASCONONSTOP LIVE 2018”, che toccherà cinque città nel prossimo giugno. Vasco Rossi si esibirà dal vivo per la prima volta dopo “Modena Park”, il concerto fatto a Modena lo scorso primo luglio: in quell’occasione erano stati venduti 220 mila biglietti, cosa che lo ha reso il più grande concerto di un singolo artista con pubblico pagante di sempre.
Le date del nuovo tour negli stadi di Vasco Rossi.
[ 0, 3, 6, 5, 178, 1423, 10, 219, 606, 2310, 8, 3, 6, 5, 178, 1423, 10, 219, 606, 2310 ]
Dal 21 agosto il Museum für Kunst und Gewerbe di Amburgo, in Germania, ospita la mostra Poster Rock, una grande retrospettiva dedicata ai gig poster, i manifesti di concerti rock, con oltre 140 serigrafie realizzate da famosi artisti e graphic designer. La storia del “design del rock” si è sviluppata nei primi anni Ottanta, quando artisti e graphic designer, soprattutto negli Stati Uniti e in Inghilterra, iniziarono a produrre manifesti e poster di concerti rock sempre più originali e alternativi, in risposta alla comunicazione dell’industria musicale che era ancora molto tradizionale e istituzionale. Nel corso degli anni, poi, si è sviluppato un vero e proprio movimento artistico dedicato ai gig poster con un sito internet, gigposters.com, e un convegno internazionale, il Flatstock Poster Convention, che si è tenuto per la prima volta nel 2002 a San Francisco. La mostra sarà aperta fino al primo novembre 2015. Questo articolo non è più commentabile. Abbonati al Post per commentare le altre notizie.
15 manifesti di concerti rock. Scelti tra quelli esposti ad Amburgo in una grande mostra sui "gig poster", aperta fino al primo novembre 2015.
[ 0, 3, 6, 3, 15979, 6, 10, 4422, 2537, 8, 3, 5, 4, 374, 34, 659, 3, 9, 5, 8775 ]
Quando si parla del successo di un film nei cinema si può dire con relativa facilità quanto quel film ha incassato ai botteghini, come si dice in gergo, in Italia e nel resto del mondo. Se anziché nei cinema quel film è però in streaming, diventa molto difficile – anzi praticamente impossibile – ricavare dei numeri esatti per prendere le misure al suo successo. Perché da fuori, di fatto, non c’è modo di sapere con precisione quanto un certo film o una certa serie siano stati visti, in Italia o altrove nel mondo, su Netflix, su Amazon Prime Video, su Disney+ o su uno dei tanti altri simili servizi di streaming. In parte, già era (e continua a essere) così anche con la tv tradizionale e i suoi spettatori totali, stimati normalmente in base a un campione relativamente piccolo. Ma da qualche tempo, con la crescita della visione in streaming e con il fatto che molti servizi sono ormai a tutti gli effetti globali e multipiattaforma (fruibili cioè da smart tv, computer, tablet e smartphone), il problema si è accentuato. «Stiamo entrando in una realtà in cui è sempre più arduo determinare cosa ha successo e cosa invece no» ha scritto su Bloomberg Lucas Shaw, autore della newsletter “Screentime”. «E in questo fatto sta uno dei più contraddittori dilemmi dei media moderni».
Non sappiamo più quanta gente guarda i film. E ogni altro contenuto in streaming: le piattaforme si tengono per sé i dati, e difficilmente le cose cambieranno.
[ 0, 3, 6, 5, 488, 10, 17, 295, 3, 11, 10, 31, 269, 3, 22, 61, 3, 21, 103, 49 ]
Nel pomeriggio di lunedì primo maggio due persone sono morte annegate dopo essere scivolate nel fiume Orta, vicino a Caramanico Terme, in provincia di Pescara, in Abruzzo: dopo l’incidente i giornali hanno scritto che i due si stavano scattando un selfie quando sono morti, ma la teoria è stata smentita dai carabinieri e dallo zio della donna, e non ci sono prove che la sostengano. Le due persone morte si chiamavano Giuseppe Pirocchi e Silvia D’Ercole, ed erano una coppia di 32enni che era andata a fare un’escursione con i due figli, di 5 e 8 anni, con le due sorelle della donna e con alcuni amici nel parco della Majella. Pirocchi e D’Ercole vivevano a Scerni, in provincia di Chieti, a un centinaio di chilometri dal luogo dell’incidente. Una delle due sorelle ha raccontato che D’Ercole è scivolata una prima volta sulle rocce sulla sponda del fiume, poi si è rialzata ma è caduta di nuovo, questa volta nel fiume. Pirocchi si è tuffato per salvarla, «si sono aggrappati insieme a una roccia e hanno cercato di resistere ma la corrente era troppo forte. Li abbiamo visti inabissarsi e poi non li abbiamo visti più». Pirocchi e D’Ercole erano fuori dal sentiero tracciato nel momento dell’incidente. I loro corpi sono stati trovati a circa 500 metri dal luogo in cui sono caduti nel fiume, e sono stati recuperati con molte difficoltà e con l’aiuto degli elicotteri.
Non ci sono prove che la coppia annegata in Abruzzo sia “morta per un selfie”. Lo dicono i carabinieri, smentendo quanto hanno scritto tantissimi giornali.
[ 0, 3, 5, 4, 96, 173, 820, 4076, 4, 4097, 48, 2964, 3, 4714, 9, 42, 454, 3615, 3, 9 ]
Torneremo a parlare più spesso di creme solari, nei prossimi mesi: in cui passeremo sempre più tempo all’aperto, tra gite al mare, pomeriggi in piscina o anche solo passeggiate tra i negozi. Come si sente a buon ragione ripetere spesso, è importante usare le creme solari e proteggere la pelle quando si passa molto tempo esposti al sole: ed è importante acquistarne di nuove, se quelle vecchie sono scadute. Qui trovate riassunte le regole più importanti da seguire su questo tema (le avevamo spiegate bene in un articolo del 2016) e qualche consiglio per gli acquisti, se volete togliervi il pensiero in un negozio online. Cose da sapere sull’abbronzatura e sulle creme solari, in breve 1. La pelle si scurisce stando al sole in seguito a un meccanismo di difesa attuato dall’organismo per contrastare i raggi ultravioletti (UV). 2. L’esposizione prolungata agli UV è uno dei fattori di rischio più importanti nell’insorgenza del melanoma e di tumori della pelle. 3. Le creme solari bloccano principalmente gli UVB, che sono una parte minoritaria degli UV che arrivano alla superficie terrestre e sono quelli che causano le scottature. 4. Gli UVA (gli altri UV che arrivano sulla Terra oltre agli UVB) sono ben schermati dai vestiti. 5. Le creme più affidabili sono quelle con l’indicazione “protezione ad ampio spettro” (“broad spectrum“, in inglese), perché garantiscono filtri solari sia per gli UVB sia per gli UVA, che c’entrano anche loro con i tumori della pelle. 6. I rischi che si corrono a stare tanto esposti al sole dipendono dal proprio fototipo, cioè dalle caratteristiche della propria pelle. I fototipi sono sei. 7. Il numero che si trova indicato sui cosmetici che contengono filtri solari è il Solar Protection Factor (SPF): scegliete quello che fa per voi in base al vostro fototipo. 8. È consigliabile applicare la crema solare tra 30 e 15 minuti prima di esporsi al sole. 9. La crema va applicata più volte nel corso della giornata: l’ideale è ogni due ore, riapplicandola anche subito dopo essersi fatti il bagno, anche se sulla confezione c’è scritto “resistente all’acqua”. 10. Nelle ore centrali della giornata, quando i raggi del sole sono perpendicolari alla superficie terrestre, è meglio stare all’ombra. 11. La scadenza delle creme solari è segnalata con il disegno di una confezione di crema aperta e un numero che indica una durata in mesi dopo l’apertura.
È il momento di comprare la crema solare. Una breve guida per acquistare la giusta crema solare per la vostra pelle, spendendo il meno possibile.
[ 0, 3, 5, 4, 411, 30, 758, 258, 9091, 7191, 8, 3, 5, 4, 3, 4439, 961, 22, 4, 210 ]
Nella notte tra martedì e mercoledì sono stati fatti esplodere alcuni fuochi artificiali di fronte al carcere di Bari per festeggiare l’assoluzione e la scarcerazione di Savinuccio Parisi, il capoclan del quartiere Japigia di Bari. Parisi, che era accusato di avere commesso un’estorsione da 700mila euro ai danni di un imprenditore di Modugno (città pugliese vicino a Bari), era stato assolto da una Corte d’appello, dopo che in primo grado era stato condannato a cinque anni e quattro mesi. Questa notte Parisi ha lasciato il carcere di Udine, dove si trovava, per tornare a Bari, dove è sottoposto a regime di sorveglianza speciale.
I fuochi artificiali di fronte al carcere di Bari per festeggiare la liberazione di un capoclan. Sono stati fatti esplodere dopo l'assoluzione in appello di Savinuccio Parisi, il capo del clan del quartiere Japigia che era stato condannato in primo grado per estorsione.
[ 0, 3, 6, 5, 705, 35, 5, 9, 23, 25, 2308, 1997, 46, 6, 63, 6, 9, 10, 2812, 3 ]
La collezione autunno/inverno 2017-2018 di Dolce&Gabbana è stata presentata domenica 26 febbraio alla settimana della moda di Milano: se ne è parlato molto, soprattutto per l’evento in sé più che per gli abiti. La presentazione si è svolta al vecchio teatro Metropol di Milano e non hanno sfilato solo modelli professionisti (che erano meno del solito e molti della nuova generazione di “seguitissimi su Instagram”, come Lucky Blue Smith o Pyper America): c’erano 140 tra blogger, millennials (la generazione di giovani nati tra la metà degli anni Ottanta e i primi anni del Duemila), tantissimi figli-di – degli attori Jamie Foxx, Pamela Anderson e Rene Russo, per dirne tre – e alcuni degli amici e delle clienti più affezionate del marchio e madri e padri con figli al seguito, per rappresentare la grande “famiglia” allargata del marchio. Suzy Menkes, importante critica della rivista statunitense Vogue, ha scritto che “gli stilisti, con i loro giochi e divertimenti spensierati, hanno fatto qualcosa di eccezionale: rendere la diversità – di forma del corpo, del colore della pelle e dell’origine etnica – naturale e desiderabile”. Durante lo spettacolo si è esibito il cantante statunitense Austin Mahone (20 anni, 10 milioni di follower su Instagram) e in passerella si è visto un po’ di tutto: cani, magliette con la faccia di Justin Bieber, motivi floreali e leopardati, regine di cuori e tanti pizzi, che sono una delle cose più riconoscibili dello stile del marchio. Alla fine dello spettacolo tutti i modelli hanno sfilato con Austin Mahone e gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana e le porte dietro i posti a sedere si sono aperte per fare entrare dei camerieri con bicchieri di rosè per il pubblico.
Dolce&Gabbana, millennials e figli di. Per presentare la nuova collezione alla settimana della moda di Milano non hanno sfilato solo modelli ma blogger, famiglie e clienti affezionati: le foto.
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La 93esima edizione degli Oscar si è tenuta nella notte tra domenica e lunedì, con la maggior parte dei premiati fisicamente presenti a Los Angeles, dopo esser stati sottoposti ad almeno tre tamponi. Il premio per il miglior film è andato a Nomadland, che ha ottenuto anche i premi per la miglior regista (a Chloé Zhao) e per la miglior attrice protagonista (a Frances McDormand). Come miglior attore è stato invece premiato Anthony Hopkins (che però non era presente) per la sua interpretazione in The Father. I premi per il miglior attore e la miglior attrice non protagonista sono andati a Daniel Kaluuya e a Yuh-Jung Youn, che hanno rispettivamente recitato in Judas and the Black Messiah e Minari. Tutti gli altri li trovate qui. La cerimonia – attesa in quanto ibrida: in presenza, ma con diverse limitazioni e con alcuni candidati collegati da sedi allestite fuori dagli Stati Uniti – non è stata granché vivace e ne hanno risentito anche le foto dell’evento, che mancano del calore e del brio a cui siamo abituati. A seguire trovate una selezione delle migliori foto della serata: come ogni anno – vuoi per i vestiti, per le facce buffe e il glamour dell’occasione – si fanno comunque guardare e resteranno a raccontare uno strano periodo per il cinema.
Le foto degli Oscar 2021. Brad Pitt, Laura Dern, Halle Berry, Yuh-Jung Youn e gli altri che si sono fatti notare alla cerimonia.
[ 0, 3, 5, 4, 374, 93, 7589, 8, 3, 5, 4, 374, 49, 1835, 34, 1358, 7, 74, 3, 6 ]
Mercoledì la polizia britannica ha arrestato a Birmingham Michal Konrad Herba, 37 anni, fratello maggiore di Lukasz Pawel Herba, 30 anni, l’uomo ritenuto responsabile dello strano rapimento di Chloe Ayling, 20 anni, la modella che lo scorso luglio è stata sequestrata per una settimana a Milano. Michal Herba è stato arrestato per ordine dei magistrati italiani dopo essere stato intercettato al telefono con suo fratello, che si trova attualmente nel carcere di Opera. Secondo quanto scrive Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera, Lukasz avrebbe chiesto al fratello un aiuto per far sparire alcune prove. Al telefono con la madre avrebbe detto: «Mamma, è venuta la polizia? Chiama mio fratello Michael, deve cancellare tutti i messaggi, ti detto la password… Deve andare via subito… far sparire la macchina in garage». Altre prove della complicità tra i due sarebbero emerse nel corso delle indagini.
C’è un secondo arresto per il rapimento della modella a Milano. Il fratello dell'uomo che ha rapito la modella Chloe Ayling è stato arrestato nel Regno Unito.
[ 0, 3, 5, 15, 503, 8544, 216, 5465, 2542, 6, 271, 10, 1588, 5, 11, 4, 3, 9, 98, 2098 ]
Il 24 ottobre uscirà in Italia La vita di Adele (La vie d’Adèle nella versione originale), il film del regista franco-tunisino Abdellatif Kechiche vincitore della Palma d’oro a Cannes lo scorso maggio. Il film racconta – in quasi tre ore – due cose accadute nella vita della protagonista Adèle, la cui storia si sviluppa lungo sette o otto anni. All’inizio Adèle è una liceale quindicenne di famiglia operaia che legge molto e vorrebbe diventare maestra: nella tensione della sua età verso l’amore e la scoperta del sesso vive la sua prima esperienza col coetaneo Thomas, esperienza che però non funziona. Prova in seguito a dare un bacio ad un’amica che però la respinge. Un giorno incontra una studentessa di Belle Arti più grande di lei e dai capelli blu, Emma, che diventa per lei mentore e compagna e con cui inizia una relazione appassionata alla scoperta della propria sessualità.
Il blu è un colore caldo. A puntate sul Post la prima parte del graphic novel da cui è stato tratto il film "La vita di Adele", vincitore a Cannes.
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Giovedì 12 dicembre Beppe Grillo è stato condannato per diffamazione dal Tribunale di Genova. Lo hanno detto il Partito Democratico e il suo tesoriere, il 45enne deputato Antonio Misiani, che aveva querelato Grillo nel 2012 per aver accostato in un post del suo blog la propria foto a quella di altri tesorieri di partito indagati per reati legati alla loro gestione dei soldi. Sul sito del Partito Democratico si legge: La vicenda risale al maggio 2012, quando il leader del M5S pubblicò sul suo blog un grande mosaico di immagini con le foto stile ‘segnaletiche’ in cui la foto del tesoriere del Partito democratico compariva accanto a quella degli amministratori di Pdl (Rocco Crimi), Lega Nord (Francesco Belsito), Udc (Giuseppe Naro) e Margherita (Luigi Lusi). Misiani aveva subito annunciato querela.
Grillo di nuovo condannato per diffamazione. Stavolta per la diffamazione di Antonio Misiani, tesoriere del PD.
[ 0, 3, 6, 5, 3, 46, 18, 3, 21, 94, 7599, 16, 3, 18978, 8, 3, 6, 5, 3, 18650 ]
Nella notte tra venerdì e sabato, si è sviluppato un incendio all’interno di un deposito della raffineria Mediterranea, a Milazzo, in provincia di Messina, in cui si trovavano serbatoi con decine di migliaia di litri di carburante. Non ci sono stati feriti ma l’incendio è tuttora in corso, tenuto sotto controllo dai vigili del fuoco di Milazzo e di Messina: prima di un completo spegnimento occorrerà che la combustione esaurisca il carburante presente nel serbatoio principalmente coinvolto nell’incendio, il numero 153, e potrebbero volerci delle ore, come spiegato in una nota diffusa dal Comune di Milazzo. Intanto è stata disposta la chiusura delle scuole ed è stato richiesto l’intervento dell’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) per valutare i danni ambientali provocati dall’incendio. Le cause dell’incendio non sono state ancora chiarite: secondo quanto riferito dal comandante dei vigili del fuoco di Messina, il fuoco potrebbe essersi sviluppato in seguito al cedimento del tetto galleggiante del serbatoio, che avrebbe portato il carburante a contatto con l’aria favorendo l’incendio. La procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha aperto un’inchiesta per stabilire le cause dell’incendio e ha disposto il sequestro di tutta l’area dei depositi della raffineria (le indagini cominceranno appena le fiamme saranno spente).
L’incendio alla raffineria a Milazzo – video. Non ci sono feriti ma è ancora in corso, tenuto sotto controllo: occorrerà attendere l'esaurimento del carburante in fiamme.
[ 0, 3, 5, 15, 7548, 3, 21, 129, 13, 270, 3, 9, 2298, 1705, 7, 13, 638, 10, 5119, 8 ]
Davide Boni si è dimesso da presidente del Consiglio regionale della Lombardia, restando consigliere regionale e tornando nel gruppo consiliare della Lega Nord. «Davide Boni si è dimesso, è un gesto apprezzabile, sottolinea questo nuovo corso che la Lega ha preso». Dallo scorso marzo Boni è indagato per corruzione insieme con il suo portavoce Dario Ghezzi, che si era già dimesso. Nato a Milano nel 1962, ex esponente del Movimento Sociale Italiano e poi passato alla Lega Nord, Boni è stato presidente della provincia di Mantova ed è consigliere regionale in Lombardia dal 2000. Alle regionali del 2010 è stato il leghista più votato e a partire dal maggio dello stesso anno è diventato presidente del Consiglio regionale. Boni è indagato per un presunto giro di tangenti che gli sarebbero state consegnate per facilitare la realizzazione di alcuni centri commerciali, in particolare per la concessione di alcune aree edificabili nel Comune di Cassano d’Adda, in provincia di Milano. In quella vicenda era coinvolto l’architetto Michele Ugliola, che ora sta collaborando con la giustizia e ha rivelato un sistema che Boni e altri suoi collaboratori avrebbero utilizzato per organizzare gli “accordi corruttivi”. Boni si è sempre dichiarato innocente ed estraneo ai fatti.
Davide Boni si è dimesso. Il leghista ha lasciato la presidenza del consiglio regionale (ma non il consiglio regionale): è indagato per corruzione.
[ 0, 3, 166, 18, 9, 61, 6, 18, 4, 1679, 6, 33, 3, 21, 10, 40, 763, 30, 292, 25 ]
Mercoledì 2 luglio la Commissione dell’Unione europea ha approvato una serie di misure per aumentare il tasso di riciclo negli Stati membri e facilitare la transizione verso “un’economia circolare”: un modello che pone al centro la sostenibilità del sistema, in cui non ci sono prodotti di scarto e in cui le materie vengono costantemente riutilizzate. Si tratta di un sistema opposto a quello definito “lineare”, che parte dalla materia e arriva al rifiuto. Tra le proposte della Commissione ce ne sono alcune che dovrebbero diventare giuridicamente vincolanti per gli Stati dell’UE: il riciclaggio del 70 per cento dei rifiuti urbani e dell’80 per cento dei rifiuti di imballaggio (vetro, carta, plastica ecc.) entro il 2030 e, a partire dal 2025, anche il divieto di collocare in discarica i rifiuti riciclabili e biodegradabili. Le proposte passeranno ora al Consiglio e al Parlamento europeo per l’approvazione.
Che cos’è l'”economia circolare”. La Commissione europea ha approvato una serie di proposte economiche per cambiare e migliorare il modo in cui produciamo le cose.
[ 0, 3, 5, 4, 1598, 34, 971, 893, 16, 1667, 3, 6, 5, 2234, 10, 11473, 43, 1932, 8, 3 ]
Richard Fain, CEO della società di crociere americana Royal Caribbean Cruises, vuole investire cinque miliardi di dollari per rivoluzionare il settore delle crociere. Lunedì Fain e Lisa Lutoff-Perlo, CEO di Celebrity Cruises – uno dei tre marchi che fa parte di Royal Caribbean –, hanno annunciato una nuova categoria di navi che prevedono, insieme a una serie di altre innovazioni di design, di costruire i balconi all’interno delle cabine dei passeggeri. Premendo un pulsante le finestre che vanno dal pavimento al soffitto delle cabine delle navi Celebrity Edge rientreranno come se fossero la porta di un elegante garage, lasciando solo un parapetto di vetro a dividere il salottino dal mare. «Quando negli anni Settanta iniziai a lavorare nel settore delle crociere quasi nessuna nave aveva un balcone: c’erano solo oblò», ha raccontato Fain a Bloomberg. Da allora i balconi sono diventati una componente fondamentale per gli appassionati di crociere. A dicembre 2018, però, quando la prima delle cinque navi Celebrity Edge sarà ultimata, oblò e balconi diventeranno entrambi un ricordo del passato, o perlomeno questo è quello su cui stanno scommettendo Fain e Lutoff-Perlo. I nuovi balconi “on demand” sono solo una delle innovative componenti di design che porteranno a un miliardo di dollari il prezzo di ogni nave Celebrity Edge. Di seguito, le altre novità di cui saranno dotate le nuove navi di Royal Caribbean.
Come saranno le crociere di lusso. Le nuove navi di Royal Caribbean, per cui sono stati investiti 5 miliardi di dollari, avranno piscine private, stanze con enormi finestre sul mare e suite simili a quelle degli alberghi.
[ 0, 3, 5, 4, 413, 5232, 8416, 805, 3, 8812, 3, 3045, 12336, 3, 4, 4689, 3, 9, 1987, 60 ]
Questa notte è la notte degli Oscar, prima della cerimonia – che inizia alle 2 e 30 di notte – ci sono tre cose possibili da fare. Primo: vedere tutti i film possibili. Secondo: leggersi tutto il possibile per provare a capire chi vincerà (l’abbiamo fatto qui). Terzo, e più importante: bere birre, fare pause caffè e dedicare gran parte delle pause pranzo a dirci chi secondo noi dovrebbe vincere (poi parliamo anche d’altro, eh). C’è chi se ne intende e se li è visti tutti e c’è chi – lo ammettiamo – qualcuno ancora lo deve vedere: tutti hanno però i loro gusti. I premi che verranno assegnati stanotte sono 24. Al Post abbiamo votato solo per le categorie che più ci interessano e di cui sappiamo un po’ – non abbiamo le idee chiare per esempio sul Miglior cortometraggio e sul Miglior montaggio sonoro. In tutte le categorie non c’è stato un vincitore all’unanimità. Ah: come agli Oscar, anche al Post i voti sono segreti.
Gli Oscar del Post. I premi Oscar assegnati dalla redazione del Post: molto "Mad Max: Fury Road", per cominciare.
[ 0, 3, 5, 4, 411, 30, 123, 97, 93, 7589, 8, 3, 6, 5, 536, 41, 3, 8595, 16, 3 ]
Il 5 marzo la rivista Forbes ha pubblicato la sua annuale classifica delle persone più ricche al mondo. Secondo l’analisi della rivista – che va presa comunque con cautela, visto che si occupa di cose complesse e che cambiano molto anche nel giro di pochi giorni – nel 2019 ci sono 2.153 miliardari, nel senso di persone con un patrimonio superiore al miliardo di dollari (vuol dire circa 900 milioni di euro). Sono 55 in meno rispetto all’anno scorso, ai primi tre posti ci sono i soliti Jeff Bezos, Bill Gates e Warren Buffet, e Kylie Jenner è la più giovane. L’agenzia AGI ha però fatto notare che, rispetto a dieci anni fa, ci sono molti più miliardari italiani: nel 2009 erano 12, ora sono 35. Quello messo meglio in classifica è Giovanni Ferrero, il più noto è senza dubbio Silvio Berlusconi. Poi, a scorrere la lista dei cognomi saltano fuori De Longhi, Prada, Caltagirone, Benetton, Bulgari e Della Valle, tra gli altri. I miliardari italiani nella classifica di Forbes Nomi e cognomi, posizione nella classifica mondiale, patrimonio stimato e qualche informazione. Una nota: in certi casi il nome e cognome è seguito dalla formula “e famiglia”, perché in certi casi è difficile dire cosa è di chi, e Forbes sceglie di cavarsela così.
I miliardari d’Italia. Secondo Forbes sono 35, molti più di 10 anni fa: il più ricco è Giovanni Ferrero e ci sono molte persone il cui cognome è anche un marchio di moda.
[ 0, 3, 6, 3, 17902, 655, 76, 1360, 10, 367, 73, 4, 19, 8, 3, 6, 5, 3, 47, 609 ]
Pau Donés, cantante e chitarrista della band rock spagnola degli Jarabe de Palo, è morto oggi a 53 anni: era malato di cancro al colon da diversi anni. Donés era nato nel 1966 in un piccolo comune dell’Aragona, ma era cresciuto a Barcellona. Con la sua band era diventato famoso nel 1997 con la canzone “La Flaca”, singolo dell’omonimo disco di esordio, che ebbe un grande successo estivo internazionale e affermandosi come una delle band più famose della Spagna. Negli anni successivi il gruppo – che dal 2009 aveva cambiato il nome in Jarabedepalo – consolidò la propria fama con altri dischi di buon successo, collaborando spesso con artisti italiani, dai Nomadi a Jovanotti a Niccolò Fabi, ed esibendosi anche a Sanremo nel 2010 duettando con Fabrizio Moro.
È morto Pau Donés, cantante degli Jarabe de Palo. Aveva 53 anni ed era malato di cancro al colon.
[ 0, 3, 21, 3588, 3, 6, 5, 4482, 3, 4, 3, 13596, 93, 1997, 27, 9, 73, 4, 100, 8447 ]
Dopo le prime indiscrezioni della settimana scorsa, sono stati pubblicati dal Guardian i rapporti riservati dell’ambasciata statunitense a Pechino ottenuti da Wikileaks, che accusano il governo cinese di aver ordinato l’attacco hacker subito da Google lo scorso gennaio. Uno dei rapporti pubblicati afferma che la decisione sarebbe stata presa da un membro di spicco del Politburo, che avrebbe cercato il proprio nome nel motore di ricerca trovando delle critiche come risultati. Questo il testo del riassunto in testa al rapporto riservato inviato dall’ambasciata di Pechino al dipartimento di stato dal diplomatico Robert Goldberg, reso pubblico ieri.
Wikileaks: il governo cinese attaccò Google. Pubblicati i rapporti che accusano la Cina del tentativo di hackeraggio dello scorso gennaio.
[ 0, 3, 6, 1590, 8722, 52, 15, 13022, 5355, 3, 9, 10139, 6004, 23, 11, 3, 6, 5, 470, 2999 ]
Le Canzoni è la newsletter quotidiana che ricevono gli abbonati del Post, scritta e confezionata da Luca Sofri (peraltro direttore del Post): e che parla, imprevedibilmente, di canzoni. Una per ogni sera. La prima newsletter, inviata il 15 ottobre scorso, è online per tutti qui. Per ricevere le successive gli abbonati devono indicarlo nella propria pagina account. Qui c’è scritto cosa ne pensa chi la riceve: qui sotto, online sul Post, c’è ogni giorno la parte centrale della newsletter, quella – dicevamo – sulla canzone. Questa pagina fa parte dei contenuti visibili agli abbonati del Post. Se lo sei puoi accedere, se non lo sei puoi esserlo.
Una canzone di Roberta Flack. Cover che non solo sono meglio degli originali, ma pure del giudizio degli autori originali.
[ 0, 3, 5, 4, 3469, 10, 3, 9, 5, 9, 23, 3, 7296, 436, 8, 3, 5, 4, 3, 15930 ]
Ieri sera Massimo D’Alema ha partecipato alla trasmissione Otto e mezzo, su La7, condotta da Lilli Gruber. D’Alema si è detto molto amareggiato dalla foto di un uomo con una maschera che lo ritrae sdraiato davanti al camper della campagna di Matteo Renzi, e ha nuovamente criticato l’atteggiamento di Renzi e l’uso della parola “rottamazione” accusandolo di accrescere le divisioni nel partito. D’Alema ha detto che se le primarie saranno vinte da Pier Luigi Bersani non chiederà la deroga per candidarsi nuovamente al Parlamento, come previsto dallo Statuto del PD per chi è già stato più di 15 anni in Parlamento. Se invece dovesse vincere Renzi, D’Alema ha assicurato che «ci sarà scontro politico».
Massimo D’Alema a Otto e mezzo. Il video dell'intervista in cui ha spiegato perché se vince Bersani non si ricandiderà, mentre se vince Renzi «ci sarà scontro politico».
[ 0, 3, 18, 15, 9, 5, 4, 40, 9, 41, 2048, 3, 9, 2738, 3, 4, 565, 7, 3, 4 ]
Ozmo è uno street artist italiano che realizza le sue opere in spazi pubblici dal 2001. In questi giorni, commissionato dal Via Vai Project – una rassegna che coinvolge diversi artisti della scena italiana ed internazionale della street art per produrre opere nella zona del basso Salento – Ozmo ha realizzato a Racale, in provincia di Lecce, una particolare rivisitazione dell’icona di San Sebastiano, l’alto ufficiale dell’esercito romano convertitosi alla fede cristiana e venerato come santo dai cattolici e dagli ortodossi. Il suo martirio – secondo la tradizione venne legato al tronco di un albero e trafitto dalle frecce – è un’immagine molto frequente nella pittura europea. L’idea dell’artista era proporre alla città un simbolo molto conosciuto, rileggendo in chiave moderna un tema classico dell’arte (il quadro a cui si ispira il murale è un celebre San Sebastiano di Andrea Mantegna, oggi al Louvre). Ozmo ha scelto di inserire il logo di Dolce & Gabbana sui boxer che ha aggiunto alla figura del santo, e disegnare numeri iscritti in cerchi che ricordano le fiches del gioco d’azzardo. Alcuni cittadini hanno protestato e chiesto a Ozmo di rivedere la sua opera: le fiches, che facevano riferimento alla “fortuna” e all’idea di gioco, sono state già cancellate. Ozmo ha spiegato così la sua interpretazione del San Sebastiano:
San Sebastiano con i boxer. Lo street artist toscano Ozmo ha realizzato a Racale, in Salento, un controverso murale che ritrae il celebre martire cristiano.
[ 0, 3, 5, 11, 4429, 1075, 1633, 442, 3, 11, 108, 40, 11, 41, 1135, 17, 2736, 5, 4, 3 ]
Sergio Mattarella, eletto nuovo presidente della Repubblica sabato 31 gennaio, giura davanti al Parlamento riunito in seduta comune alla Camera dei Deputati oggi alle 10. Al termine del giuramento, il presidente terrà il suo primo discorso al Parlamento riunito in seduta plenaria e in seguito si insedierà al palazzo del Quirinale, la sede della presidenza della Repubblica italiana. Mattarella ha 73 anni e dal 2011 era giudice della Corte costituzionale. È stato deputato dal 1983 al 2008, prima per la Democrazia Cristina e successivamente per il Partito popolare italiano e per la Margherita. È stato diverse volte ministro e vicepresidente del Consiglio tra il 1998 e il 1999. La diretta di Rainews24
Il giuramento di Sergio Mattarella in diretta. In streaming dalla Camera dei deputati con il Parlamento in seduta comune, il primo discorso del nuovo presidente della Repubblica e la cerimonia del suo insediamento.
[ 0, 3, 6, 5, 3, 18230, 11, 10, 4616, 13267, 8, 3, 6, 5, 292, 34, 1357, 2151, 27, 9 ]
Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati rilevati 5.193 casi positivi da coronavirus e 57 morti a causa della COVID-19. Attualmente i ricoverati sono 4.664 (48 in meno di ieri), di cui 547 nei reparti di terapia intensiva (1 La storia di uno dei delitti più noti e violenti degli anni Settanta, al centro del film tratto da “La scuola cattolica” di Edoardo Albinati
“È crollata una patacca”. L'opinione controcorrente su Pompei dell'archeologo Andrea Carandini.
[ 0, 3, 6, 5, 3, 46, 18, 5, 3, 4, 3, 6, 5, 3, 46, 18, 5, 3, 9, 5 ]
Edgar Allan Poe – uno dei più noti scrittori e poeti statunitensi del diciannovesimo secolo, autore di poesie e racconti molto conosciuti come Storia di Arthur Gordon Pym (1838), I delitti della rue Morgue (1841) e Il Corvo (1845) – morì a quarant’anni il 7 ottobre 1849 per cause mai del tutto chiarite, riguardo le quali furono formulate numerose ipotesi sia all’epoca della sua morte che negli anni seguenti, al crescere della sua popolarità. Un recente articolo pubblicato su Atlas Obscura, un sito che raccoglie tra le altre cose diversi contenuti prodotti direttamente dagli utenti, si è occupato di un aspetto poco noto e alquanto bizzarro della popolarità postuma di Edgar Allan Poe: la presenza di almeno una dozzina di ciocche di suoi capelli, reali o presunti, in collezioni pubbliche e private negli Stati Uniti.
La strana sorte dei capelli di Edgar Allan Poe. Diverse ciocche di capelli del celebre scrittore statunitense, morto 165 anni fa non si sa bene come, sono da oltre un secolo vendute all'asta e sparse in decine di collezioni pubbliche e private.
[ 0, 3, 5, 4, 75, 11, 35, 139, 10, 3, 4, 18, 1554, 58, 23, 179, 4, 8, 3, 5 ]
Nel 2015 Airbus, il più grande costruttore europeo di aeroplani, ha intensificato la produzione dei suoi A350 XWB, un nuovo modello di aereo più leggero e aerodinamico che quindi consuma meno, riducendo il costo più significativo per la gestione dei voli di linea da parte delle compagnie aeree. La caratteristica più interessante del nuovo aeroplano però è un sistema di accorgimenti che, secondo Airbus, riesce a ridurre gli effetti del cambio di fuso orario (“jet lag”), migliorando la vita ai passeggeri. All’interno degli A350 XWB possono essere ricreate artificialmente diverse condizioni di luce, per imitare quella naturale visibile a seconda delle ore della giornata. Il nostro organismo durante le ore del giorno produce una quantità relativamente bassa di melatonina, un ormone che insieme ad altri meccanismi contribuisce a farci sentire stanchi. Man mano che la luce diminuisce, i livelli di melatonina aumentano in modo da indurci a riposare, condizione necessaria per recuperare energia. Quando si è in volo, soprattutto nel caso di un viaggio intercontinentale, questo meccanismo subisce qualche scossone, perché spostandosi velocemente da un punto a un altro del pianeta si cambiano diversi fusi orari con un numero di ore di luce diverso dal solito, cosa che porta poi al jet lag.
Il nuovo Airbus contro il jet lag. L'A350 XWB ha luci interne che imitano la luce del giorno e della notte e altre trovate per ridurre l'effetto del rapido cambio di fuso orario.
[ 0, 3, 9, 6, 27, 2953, 41, 3, 13211, 17, 178, 5424, 14, 33, 6973, 3, 6, 5, 1528, 10 ]
Ieri sera Bruce Springsteen ha suonato allo stadio di San Siro, a Milano, nella prima tappa italiana del tour Wrecking ball, dal nome dell’album uscito lo scorso marzo. Al concerto hanno partecipato circa 60 mila persone. Springsteen suonerà ancora in Italia il 10 giugno a Firenze e l’11 a Trieste. Springsteen è tornato a San Siro dopo che nel 2008 aveva sforato di 20 minuti l’orario entro il quale terminare il concerto, stabilito dalle ordinanze. Per questo gli abitanti del quartiere avevano denunciato la società che aveva organizzato il concerto. L’inizio del concerto con C’era una volta in America e Take care of our own
8 video del concerto di Springsteen a Milano. Dalla prima tappa italiana del tour, ieri a San Siro.
[ 0, 3, 6, 5, 2506, 10, 1941, 35, 4, 4763, 222, 562, 4, 23, 3, 9, 360, 8, 3, 21 ]
L’account Twitter dell’esercito di Israele ha pubblicato una foto ritoccata in cui viene mostrata la sede del Parlamento britannico colpita dal lancio di alcuni razzi, con la scritta “Che cosa faresti?”. L’immagine allude alla condizione in cui vivono gli israeliani, che subiscono spesso gli attacchi nel loro territorio con razzi lanciati dalla parte armata di Hamas e da altre organizzazioni dalla Striscia di Gaza. L’esercito di Israele pubblica spesso sui social network immagini molto forti, video delle azioni di guerra dei soldati e grafici con dati e statistiche sulle sue operazioni militari. Hamas terrorists just fired rockets at southern and central Israel. What if they were attacking your home? pic.twitter.com/rFlDV1ZXAL
Il controverso tweet dell’esercito di Israele sul Parlamento britannico bombardato. Mostra una foto ritoccata in cui il Palazzo di Westminster subisce un attacco con razzi.
[ 0, 3, 5, 15, 3975, 10, 5099, 41, 1053, 31, 374, 4508, 35, 1838, 8, 3, 5, 28, 378, 4694 ]
Mentre lo scorso venerdì 17 febbraio stavano sgombrando una strada secondaria dalla neve a pochi chilometri di distanza da Umeå, una città nel centro-nord della Svezia e che si affaccia sul Golfo di Botnia, gli operatori di due spazzaneve hanno notato un’auto ferma a bordo strada apparentemente abbandonata. Uno degli uomini si è avvicinato e ha scoperto che all’interno c’era un uomo, emaciato e molto provato fisicamente. All’arrivo dei soccorsi, ha raccontato di essere rimasto nell’auto sommersa dalla neve per un paio di mesi. L’uomo, che ha 44 anni, è stato trasportato in ospedale e secondo i medici potrà avere un pieno recupero, anche se ci vorrà un po’ di tempo. La notizia, sorprendente e da prendere con le molle considerato che molti dettagli non sono ancora del tutto chiari, è sulle homepage dei maggiori siti svedesi di news e nelle ultime ore è stata ripresa in tutto il mondo, in particolare nel Regno Unito. Se ne sono occupati la BBC, il Guardian, il Telegraph e il Daily Mail, che mostra sempre di gradire le notizie strano-ma-vero. I giornali svedesi, soprattutto i tabloid, ne parlano da giorni cercando di capire non solo come abbia fatto l’uomo a sopravvivere, ma anche perché sia rimasto così tanto tempo in auto senza nemmeno provare a uscirne per cercare aiuto. E di verificare che sia davvero rimasto lì per due mesi.
Si può stare due mesi bloccati dalla neve in un’automobile? la storia dello svedese trovato nei giorni scorsi sta facendo il giro del mondo e sollevando dubbi.
[ 0, 3, 5, 28, 503, 3, 21, 3198, 13, 358, 16, 96, 334, 7, 3, 4, 213, 3, 21, 94 ]
Lo spread, il differenziale tra il rendimento dei titoli decennali italiani e gli equivalenti tedeschi, questa mattina ha superato brevemente i 300 punti base, prima di scendere intorno ai 295. È il livello più alto da quello raggiunto durante le trattative per la formazione del governo, quando alcune indiscrezioni sul programma condiviso di Lega e Movimento 5 Stelle fecero temere che il futuro governo fosse intenzionato a uscire rapidamente dalla moneta unica europea. – Leggi anche: Che succede ora con la manovra?
Questa mattina lo spread ha superato i 300 punti base (e poi è tornato un poco sotto).
[ 0, 3, 5, 11, 11798, 3, 21, 3, 11381, 3, 9, 3, 44, 20, 20, 408, 231, 7, 3, 6 ]
Il musicista e polistrumentista degli Arcade Fire William Butler (fratello minore del più famoso leader della band Win Butler) ha deciso di scrivere una canzone al giorno per una settimana prendendo spunto dalle notizie che leggerà sul Guardian, che pubblicherà quotidianamente le canzoni. Lunedì 23 febbraio il sito del Guardian ha pubblicato la prima delle sette canzoni, Clean Monday, che parla della situazione in Grecia, accompagnata da una nota scritta dal musicista che spiega la scelta di occuparsi di questa notizia d’attualità (“Faccio il tifo per la Grecia. Voglio dire, chi diavolo non lo farebbe? Anche se sei di destra o super-tedesco o super-capitalista probabilmente non vorresti comunque che la Grecia uscisse dall’euro o andasse in bancarotta”).
Una canzone al giorno su una notizia del Guardian. Will Butler degli Arcade Fire scriverà sette canzoni su altrettante notizie pubblicate dal quotidiano britannico: la prima è uscita lunedì e parla della crisi greca.
[ 0, 3, 6, 5, 8929, 93, 3, 3992, 18, 4, 515, 27, 4, 9675, 3482, 5, 4, 27, 41, 740 ]
Boston – Caccia all’uomo sarà nei cinema italiani dal 20 aprile ed è un film sull’attentato del 2013 alla maratona di Boston e sulla successiva ricerca dei responsabili. Boston – Caccia all’uomo è tratto dal libro Boston Strong di Casey Sherman e del giornalista Dave Wedge: il film è diretto da Peter Berg – il regista di Deepwater – Inferno sull’oceano, un altro film tratto da un recente evento avvenuto negli Stati Uniti – e nel cast ci sono Mark Wahlberg, J. K. Simmons, John Goodman, Kevin Bacon and Michelle Monaghan. Il film si concentra soprattutto sulla ricerca dei responsabili dell’attentato e in questa scena si vede il momento in cui l’agente speciale Richard Deslauriers – interpretato da Bacon – decide che si tratta di attentato terroristico, dando il via alle indagini dicendo che serve «un centro di comando, e bello grande». Diversi critici hanno parlato bene di Boston – Caccia all’uomo dicendo che si tratta di un buon e avvincente thriller che però riesce a essere soprattutto un tributo a chi morì in quell’attentato e a chi ne trovò i responsabili. Peter Debruge di Variety ha scritto che è «intrinsecamente intrattenimento da multisala, arricchito da una approfondita ricerca, da attori che sanno quel che fanno e messo in scena con un uguale livello di rispetto e professionalità».Ty Burr, il critico cinematografico del Boston Globe, ha invece scritto che «nel migliore dei casi è non necessario, nel peggiore è una specie di insulto».
Una scena di “Boston – Caccia all’uomo”. È il film che racconta l'attentato del 2013 alla maratona di Boston e la successiva ricerca dei responsabili: sarà nei cinema dal 20 aprile.
[ 0, 3, 6, 5, 295, 325, 15, 11343, 10, 12981, 3, 21, 4655, 3, 6, 5, 3, 29, 20, 717 ]
Giorgio Moroder – compositore e produttore discografico – è il presidente della giuria di esperti del 67esimo Festival di Sanremo, che inizia stasera, trasmesso come sempre su Rai Uno, Radio Uno e Radio Due. Il conduttore sarà Carlo Conti, per il terzo anno consecutivo, che quest’anno sarà affiancato da Maria De Filippi. La giuria presieduta da Moroder è composta in tutto da otto persone: oltre a Moroder ci sono il DJ e conduttore radiofonico Linus, Andrea Morricone (direttore d’orchestra e compositore, figlio di Ennio Morricone), la cantante Rita Pavone, il regista Paolo Genovese, l’attrice Violante Placido, la conduttrice televisiva e radiofonica Giorgia Surina e Greta Menchi, famosa soprattutto grazie al suo canale YouTube. Giorgio Moroder ha 76 anni ed è un compositore, produttore discografico e DJ italiano, vincitore di un Grammy e di tre Oscar: nel 1979 per la colonna sonora di Fuga di mezzanotte, nel 1984 per la Miglior canzone (nel film Flashdance) e nel 1987 per la canzone “Take My Breath Away” di Top Gun. Moroder (si chiama Giovanni Giorgio, ma tutti lo chiamano Giorgio, come spiega in una famosa canzone dei Daft Punk) è nato in Val Gardena, in Alto Adige. Negli anni Cinquanta studiò arte e tra la fine degli anni Cinquanta e la prima metà degli anni Sessanta girò l’Europa come chitarrista di alcuni gruppi musicali. Poi fece il cantante – a Berlino e poi negli Stati Uniti – e iniziò a fare il compositore e DJ. Negli anni Settanta si fece molto notare con le canzoni “Son of My Father” e “Get on the Funk Train”, una gran canzone da discoteca.
Giorgio Moroder, breve storia della sua gran carriera. Ha attraversato e cambiato la storia della musica degli ultimi decenni, ed è presidente della giuria di esperti a Sanremo.
[ 0, 3, 6, 5, 292, 34, 6723, 25, 1107, 10, 6311, 8, 3, 21, 3, 6, 5, 3, 10912, 3 ]
Oggi è in corso uno sciopero del personale non giornalistico di Radio 24, cioè dei tecnici, degli assistenti ai programmi e degli autori, tra gli altri. Anziché i programmi consueti, la radio trasmette musica e pubblicità. Il giornalista Simone Spetia ha spiegato su Facebook che probabilmente lo sciopero ci sarà anche domani, a meno che venga trovato un accordo con l’azienda.
È in corso uno sciopero del personale non giornalistico di Radio 24.
[ 0, 3, 5, 11, 8476, 10, 1080, 3, 29, 54, 8, 3, 21, 13, 270, 30, 165, 3, 4, 539 ]
Negli ultimi giorni si sta parlando molto del ddl Cirinnà sulle unioni civili e del “Family Day” – una manifestazione di cattolici che tra le altre cose si oppone al ddl Cirinnà – che si terrà il 30 gennaio a Roma. Alcuni giornali e pagine Facebook legati ad ambienti cattolici conservatori hanno pubblicizzato il fatto che Trenitalia e Italo abbiano attivato alcuni sconti per chi andrà a Roma il 30 gennaio 2016, data e luogo in cui si terrà il Family Day, una manifestazione di cattolici che tra le altre cose si oppone all’approvazione del ddl Cirinnà sulle unioni civili. La notizia è apparsa sia sulla pagina Facebook dell’associazione Comitato “Difendiamo i nostri figli”, sia sul sito del magazine Tempi, vicino a Comunione e Liberazione. Mentre Trenitalia ha smentito di avere promozioni legate al Family Day, su Italo è possibile prenotare un biglietto verso Roma a prezzo scontato, inserendo un codice apposito (“FAMILY30”): Italo ha specificato che non si tratta di una scelta ideologica o di appartenenza, ma di un tipo di promozione che attiva nel caso di manifestazioni ed eventi. Trenitalia Il 19 gennaio il Comitato “Difendiamo i nostri figli” ha pubblicato sulla propria pagina Facebook la notizia che Trenitalia «accorderà uno sconto del 30% sui biglietti del 30 gennaio verso Roma», e ha continuato a sostenere questa posizione anche dopo le critiche e le accuse di falso da parte di alcuni utenti di Facebook. Tempi, invece, ancora oggi pubblicizza sul proprio sito la vendita di pacchetti che comprendono biglietti scontati.
Family Day, ci sono degli sconti per andare a Roma con Italo. Solo per il 30 gennaio si possono comprare i biglietti di Italo verso Roma a un prezzo più basso, con il codice promozionale "FAMILY30": Trenitalia invece non farà alcuno sconto.
[ 0, 12657, 3, 4, 9390, 89, 8574, 3778, 16, 128, 3, 3307, 3, 9, 272, 3, 6, 5, 3, 44 ]
Il 5 agosto 1962 morì a Los Angeles Marilyn Monroe, dopo una breve carriera cinematografica che si riversò in un eterno mito, ed è uno dei rari casi in cui il termine non è esagerato: Marilyn è tecnicamente un mito. Tra le altre mille cose che la celebrano ci sono migliaia di copertine di riviste in tutto il mondo, a cominciare dallo storico magazine di fotogiornalismo Life, che la scelse quando era viva e la ricordò quando fu morta. Adesso non c’è più nemmeno Life (solo il sito), e i loro due destini leggendari si associano ancora di più. Marilyn Monroe morì tra le 21.30 e le 00.30 della notte tra il 4 e il 5 agosto 1962, nella sua villa di Los Angeles, per un’overdose di barbiturici. Era nata 36 anni prima, il primo giugno 1926, e il suo vero nome era Norma Jeanne Mortensen (il cognome venne cambiato da Mortensen a Baker poco dopo la nascita). A “inventare” Marilyn Monroe fu Ben Lyon, manager di un’agenzia per modelle, che la convinse ad adottare il cognome di sua madre. Furono sperimentate diverse varianti: Norma Monroe, Jean Monroe, ma alla fine Lyon la spuntò con l’allitterante Marilyn Monroe. Il nome funzionò: 17 anni dopo averlo cambiato, Marilyn aveva girato 27 film ed era diventata quel mito che è ancora oggi.
10 copertine di Life su Marilyn Monroe. Morì il 5 agosto 1962, dopo essere stata la beniamina delle copertine internazionali per dieci anni.
[ 0, 2972, 10294, 1758, 27, 11, 4, 3, 11969, 3, 9, 3, 5, 11, 19, 7654, 8, 3, 6, 5 ]
Il ministro dei Beni e delle Attività culturali Alberto Bonisoli ha firmato il decreto attuativo che estende il “bonus cultura” – il buono da spendere in prodotti culturali istituito dal governo di Matteo Renzi per tutti i diciottenni italiani – a chi ha compiuto o compirà 18 anni nel 2018. Il decreto è stato firmato dopo aver ottenuto il parere positivo del Garante per la protezione dei dati personali e del Consiglio di Stato, che il 15 giugno aveva stabilito che per poter finanziare il bonus per i diciottenni del 2018 e del 2019 sarebbe servita una legge apposita. Il decreto sarà operativo non appena sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale; da quel giorno i ragazzi potranno registrarsi alla piattaforma 18app.italia.it per riscuotere il buono. Non è ancora chiaro se il “bonus cultura” per i nuovi diciottenni sarà ancora di 500 euro come in passato o se la cifra a disposizione sarà modificata. Chi ha compiuto 18 anni o li compierà entro la fine dell’anno potrà registrarsi entro il 30 giugno 2019 sul sito e utilizzare il buono entro il 31 dicembre 2019. In attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, però, sul portale 18app la registrazione e la richiesta dello SPID – il sistema pubblico per l’identità digitale – sono consentite solo ai ragazzi nati nel 1999.
Il “bonus cultura” per i diciottenni è stato confermato dal governo.
[ 0, 3, 6, 5, 3, 62, 2723, 50, 19, 647, 64, 16, 3, 6, 10, 35, 6, 11, 465, 23 ]
Roberto Giachetti, deputato del Partito Democratico, è stato ricoverato all’ospedale San Carlo di Nancy di Roma per via dello sciopero della fame e della sete che sta facendo. «In seguito ai controlli clinici e di laboratorio effettuati questa mattina dopo 83 ore di assenza di ingestione di alimenti solidi e liquidi, sull’onorevole Giachetti si riscontrano segni clinici di disidratazione, ipotensione con astenia marcata» dice un bollettino dell’ospedale. I medici avrebbero chiesto a Giachetti di riprendere a mangiare e bere ma di fronte al suo rifiuto «è stato disposto il ricovero in ambiente ospedaliero sotto stretta osservazione». Giachetti aveva iniziato lo sciopero il 17 maggio come segno di protesta per il mancato rinnovo da parte del governo della convenzione che permette a Radio Radicale di trasmettere le sedute parlamentari. La convenzione scade oggi e, se non verrà prorogata, Radio Radicale dovrà sospendere le trasmissioni.
Roberto Giachetti è stato ricoverato in ospedale per le conseguenze del suo sciopero della fame e della sete in favore di Radio Radicale.
[ 0, 3, 5, 15, 14157, 2222, 2069, 8958, 3, 21, 94, 8611, 11, 16, 181, 216, 8476, 34, 4958, 3 ]
In un’intervista al quotidiano cattolico Avvenire, la ministra della Difesa Elisabetta Trenta ha parlato di immigrazione e ONG che si occupano di salvataggi in mare. Le sue posizioni, seppure espresse con grandi cautele e diplomazie, appaiono piuttosto distanti da quelle del suo governo; in particolare Trenta sembra volersi presentare su posizioni quasi opposte a quelle del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che non viene mai nominato nell’intervista. Secondo Trenta: «Il Mediterraneo è sempre stato un mare aperto e continuerà ad esserlo. L’apertura è la sua ricchezza. La strada è regolamentare, non chiudere. La parola accoglienza è bella, la parola respingimenti è brutta. Poi accogliere si può declinare in mille maniere. E si può, anzi si deve, legare accoglienza a legalità.»
La ministra della Difesa dice che «accoglienza è una bella parola». E «respingimenti» una parola brutta: è la seconda volta in pochi giorni che Elisabetta Trenta sembra fare delle critiche moderate a Matteo Salvini.
[ 0, 3, 5, 4, 2949, 34, 1688, 1110, 4133, 55, 3, 6940, 3, 4, 3, 2299, 8, 3, 5, 4 ]
Il ministero dell’Agricoltura francese ha detto che per colpa delle basse temperature primaverili che hanno danneggiato i vigneti, nel 2017 la produzione di vino nazionale potrebbe diminuire del 17 per cento rispetto a quella del 2016. Il ministero dell’Agricoltura ha detto che ci si aspetta di produrre circa 37-38 milioni di ettolitri di vino; nel 2016 erano stati 45,5 milioni di ettolitri. La Francia è il secondo produttore di vino al mondo, dietro all’Italia, e da quando esistono i dati (almeno dal 1991) nel paese non sono mai stati prodotti meno di 37 milioni di ettolitri di vino. La scarsa produzione è dovuta alle gelate primaverili, che hanno colpito l’uva nel momento in cui avrebbe invece dovuto maturare. Diversi viticoltori avevano cercato di rimediare al problema in maniera creativa, accendendo candele e piccoli falò per riscaldare i vigneti.
La produzione di vino francese nel 2017 potrebbe diventare la più bassa dal 1991, almeno.
[ 0, 3, 6, 5, 1321, 52, 15, 3294, 1680, 41, 371, 14, 48, 3, 29, 20, 24, 69, 12, 507 ]
L’attore britannico Daniel Craig farà un nuovo film interpretando il personaggio di James Bond, dopo Casino Royale (del 2006), Quantum of Solace (2008), Skyfall (2012) e Spectre (2015). Il nuovo film uscirà nel novembre 2019 e sarà prodotto dalla Eon Productions di Londra insieme alla Metro-Goldwyn-Mayer, che possiede i diritti per i film su James Bond: sarà scritto da Neal Purvis e Robert Wade – che hanno lavorato ad altri 6 film della serie – mentre non sono ancora stati annunciati il resto del cast e il nome del regista. Dopo l’uscita di Spectre, Daniel Craig aveva detto di volersi ritirare dal ruolo di James Bond, ma aveva poi ammorbidito la sua posizione dicendo che avrebbe potuto cambiare idea.
Daniel Craig farà un nuovo film di James Bond, nel 2019.
[ 0, 3, 5, 15, 4575, 9172, 30, 23, 6, 4, 5, 3997, 6, 63, 2229, 17, 178, 295, 7, 107 ]
Sull’isola di Porto Rico, tre le montagne a poca distanza dalla città di Arecibo, c’è una gigantesca antenna larga 305 metri. Fu costruita nei primi anni Sessanta, sfruttando un ampio avvallamento, e per quasi sessant’anni è stata lo strumento principale dell’Osservatorio di Arecibo, grazie al quale abbiamo scoperto molte cose sull’Universo e siamo rimasti per decenni in ascolto, provando a captare eventuali comunicazioni aliene. Due gravi incidenti avvenuti quest’anno hanno però reso inservibile la grande antenna, al punto da renderne necessaria la demolizione per motivi di sicurezza. Dai messaggi alieni alle stelle di neutroni Il radiotelescopio di Arecibo divenne piuttosto famoso verso la fine degli anni Novanta grazie al film Contact di Robert Zemeckis con Jodie Foster. Era ispirato al romanzo dallo stesso titolo pubblicato nel 1985 da Carl Sagan, il grande divulgatore statunitense, e raccontava il primo ipotetico contatto tra gli esseri umani e una specie aliena, affrontando soprattutto le implicazioni sul piano etico e religioso di questa scoperta.
La fine del radiotelescopio di Arecibo. Due incidenti hanno reso inutilizzabile la grande antenna sull'isola di Porto Rico con cui abbiamo osservato l'Universo e provato a comunicare con gli alieni: sarà distrutta.
[ 0, 3, 5, 15, 13318, 25, 1080, 17721, 10, 3, 111, 35, 6, 73, 11, 3, 21, 172, 3, 17837 ]
Huawei ha superato Apple nella vendita di smartphone, diventando il secondo produttore al mondo dopo Samsung, secondo le stime riferite al 2019 di alcune delle più grandi società di analisi del mercato. Il risultato conferma i successi dell’azienda cinese, nonostante le difficoltà incontrate lo scorso anno a causa della sua messa al bando da parte degli Stati Uniti, che accusano Huawei di fare spionaggio per conto del governo cinese, finora senza prove concrete e convincenti. Secondo le società di analisi Canalys, Strategy Analytics e Counterpoint Research, Huawei ha venduto circa 40 milioni di smartphone in più rispetto ad Apple, fermandosi comunque a quasi 60 milioni dalla società coreana Samsung, che mantiene il primo posto.
Huawei ha superato Apple sugli smartphone. E ora è al secondo posto nella classifica delle vendite, dopo Samsung.
[ 0, 9694, 41, 4254, 1979, 76, 555, 10, 1385, 7, 3, 11868, 1979, 8, 1, 0, 0, 0, 0, 0 ]
Il Newport Folk Festival è un festival di musica folk organizzato ogni anno a Rhode Island, negli Stati Uniti, ed esiste dal 1959. Oggi il festival attira meno pubblico di molti altri eventi musicali, ma negli anni Sessanta è stato il più importante punto di riferimento per la musica folk, che in quel periodo andava molto forte. Cinquant’anni fa su un palco di Newport ci fu uno dei più noti, importanti e discussi eventi nella storia della musica contemporanea. Il 25 luglio del 1965 iniziò la svolta elettrica di Bob Dylan, nome d’arte di Robert Allen Zimmerman. Quel giorno Dylan, allora il più importante esponente della musica folk tradizionale, andò sul palco accompagnato da un complesso che si chiamava Paul Butterfield Blues Band. Invece che presentarsi con la consueta chitarra acustica, Dylan si presentò con chitarre elettriche e amplificatori, sorprendendo tutti i presenti. Nel 1965 Bob Dylan era già molto famoso ed era associato alla musica folk. Era già stato a Newport nel 1963 e nel 1964 e in entrambe le occasioni aveva suonato da solo. Ed era stato molto folk: nell’abbigliamento, nella scelta delle canzoni, nella semplicità acustica degli strumenti musicali e del loro suono. Negli anni Sessanta, per il pubblico di Newport Dylan era un modello, un idolo, quasi un profeta: la voce di Bob Dylan era in quegli anni la “voce di una generazione“. Dylan era diventato molto famoso soprattutto grazie a Blowin’ in the Wind, scritta nel 1962.
Il giorno che Bob Dylan suonò elettrico. Il 25 luglio del 1965 Dylan iniziò al Newport Folk Festival la sua rivoluzione elettrica: non tutti la presero bene.
[ 0, 3, 6, 5, 3, 29, 47, 686, 25, 3, 24, 56, 65, 47, 7598, 16226, 3, 11455, 87, 4035 ]
A inizio settimana, migliaia di siti Internet sono rimasti irraggiungibili per molte ore a causa di un problema tecnico a S3, il servizio di hosting di Amazon, uno dei più grandi al mondo (i servizi di hosting sono quelli che materialmente ospitano i dati di un sito o di una app, rendendoli accessibili dalla rete). Il problema ha interessato siti di ogni tipo, compreso alcuni piuttosto famosi come Quora e Trello, e ne ha rallentati diversi altri che fanno affidamento su S3 solo per la gestione di parte dei loro contenuti, come per esempio le immagini che occupano molto spazio. A distanza di qualche giorno dal disservizio, Amazon ha ricostruito che cosa è successo: un refuso ha messo in crisi buona parte del suo sistema. Nella mattina di martedì negli Stati Uniti (in Italia era tardo pomeriggio), un gruppo di tecnici stava lavorando per risolvere alcuni errori in un sistema secondario. Per farlo, i tecnici hanno dovuto portare offline un piccolo numero di server, cioè i computer che materialmente contengono ed elaborano i dati dei siti. Sfortunatamente per Amazon e per i suoi clienti, nel comando inviato per mettere offline i server c’era un errore di digitazione, che ha determinato la rimozione dalla rete di un numero molto più cospicuo di server. Non solo, da alcuni dei server messi offline ne dipendevano altri, inseriti in alcuni sottosistemi, che si sono quindi a loro volta disattivati. Il problema ha interessato a cascata altri server portando ai disservizi.
Un refuso ha messo offline migliaia di siti. Amazon ha ricostruito cosa è successo ai suoi server a inizio settimana: un comando scritto male ne ha messi offline più del previsto, creando un grande effetto a cascata (rileggete sempre!).
[ 0, 3, 6, 5, 410, 3, 9, 3, 19, 44, 7, 3, 6, 5, 234, 10, 4489, 222, 10, 2789 ]
Negli Stati Uniti ha ricevuto una certa attenzione una disputa legale che potrebbe essere presto decisa da una sentenza della Corte Suprema: riguarda Marvel Entertainment, il gruppo cui fa capo la celebre casa editrice di fumetti, e Stephen Kimble, inventore di un guanto giocattolo che permette di spruzzare una schiuma in modo simile a come l’Uomo Ragno spara ragnatele dai polsi. Marvel Entertainment acquisì nel 2001 il brevetto di Kimble per produrre giocattoli per bambini, in base a un accordo sulle vendite che nel corso degli anni ha fruttato a Kimble oltre sei milioni di dollari (circa 4,8 milioni di euro). Nel 2010, dopo che il brevetto è scaduto, Marvel ha smesso di pagare Kimble, e da allora Kimble accusa Marvel di aver violato l’accordo: Kimble dice infatti che l’accordo gli riconosceva i diritti oltre la scadenza del brevetto. Dopo una sentenza sfavorevole a Kimble in un tribunale di grado inferiore, la Corte Suprema ha deciso e comunicato che ascolterà Marvel e Kimble in udienza preliminare nella prossima primavera. L’azione di Marvel Entertainment – a sua volta proprietà dell’azienda Walt Disney – è teoricamente ammessa e legittimata da un precedente storico del 1964: una sentenza della Corte Suprema stabilì che è da ritenersi illegittimo un accordo che riconosca diritti derivanti da un’invenzione il cui brevetto sia scaduto, perché sarebbe come estendere in un modo improprio il brevetto stesso. Kimble sostiene che quella sentenza danneggia la concorrenza di mercato perché basata su constatazioni di mercato obsolete, e dice che in passato è già stata variamente contestata in diversi casi legali in corte d’appello, oltre che essere stata contestata da molti esperti di antitrust. La tesi di Kimble è che un accordo di licenza non estende impropriamente i diritti del brevetto e non impedisce a qualcun altro di usare o vendere un prodotto simile. Per questo motivo spera di poter ottenere un ribaltamento della precedente sentenza della Corte Suprema, eventualità piuttosto rara nella giurisdizione americana.
La disputa sullo spararagnatele di Spiderman. L'inventore del guanto giocattolo sostiene che il suo brevetto, dopo essere scaduto, sia stato sfruttato illecitamente dall'azienda Marvel: deciderà la Corte Suprema degli Stati Uniti.
[ 0, 10703, 3, 4, 14804, 2160, 13405, 33, 42, 3, 17244, 3, 9, 17, 2895, 10, 5106, 14, 3, 5 ]
Alle 15 di oggi chiuderanno i seggi nelle città e nelle province chiamate al voto per i ballottaggi. L’elenco completo si può scorrere qui, dove per ogni città abbiamo descritto lo scenario politico e i candidati che si sfidano. La situazione di partenza, alla luce dei risultati delle amministrative di due settimane fa, è questa: Dove si è andati al ballottaggio col centrosinistra in vantaggio – Pordenone, Rimini, Grosseto, Crotone, Provincia di Reggio Calabria, Provincia di Trieste, Provincia di Mantova, (dove governava il centrosinistra) – Milano, Cagliari, Trieste, Provincia di Macerata (dove governava il centrodestra)
Istruzioni per il pomeriggio. Quali comuni e province sono in ballo, gli orari di intention poll e proiezioni.
[ 0, 3, 5, 4, 194, 3, 4, 3, 5, 4, 4899, 4770, 3, 9, 5, 2021, 16, 3, 6, 5523 ]
Paul Allen, il fondatore di Microsoft con Bill Gates e filantropo, è morto lunedì 15 ottobre a causa delle complicazioni per un tumore ai linfonodi. Aveva 65 anni. Allen aveva detto di avere avuto una recidiva del linfoma non Hodgkin un paio di settimane fa, dicendo di essere fiducioso sull’esito dei nuovi trattamenti cui sarebbe stato sottoposto. Insieme a Gates, nel 1975 Allen partecipò alla fondazione di Microsoft, azienda che avrebbe avuto un impatto enorme nell’informatica e sulla diffusione dei computer nelle case di miliardi di persone. Lasciò la società nel 1983 dopo la sua prima diagnosi di un tumore, che riuscì a tenere sotto controllo grazie alle terapie. Divenne un investitore di successo, attraverso la sua società Vulcan avviata nel 1986. Si stima che Allen abbia donato complessivamente più di 2 miliardi di dollari in attività benefiche, di ricerca e per l’istruzione. Nel 2010 si impegnò a donare la maggior parte del suo patrimonio in beneficenza dopo la propria morte.
È morto Paul Allen, il cofondatore di Microsoft. Aveva 65 anni e si stima che abbia donato più di 2 miliardi di dollari in attività filantropiche.
[ 0, 3, 21, 3588, 4406, 85, 23, 7, 3, 5086, 10, 3243, 26, 6970, 3, 4097, 19, 8, 1, 0 ]
Il tribunale di Palermo ha ordinato a Glovo, la società di consegne, di reintegrare come dipendente a tempo indeterminato un rider che era stato disconnesso dalla app online che smista gli ordini. Il rider si chiama Marco Tuttolomondo, ha 49 anni ed è di Palermo. Secondo un’intervista data a Repubblica, Tuttolomondo era stato bloccato dalla app per i rider una prima volta a marzo, e poi una seconda volta dopo che, a suo dire a causa di un problema tecnico, non aveva versato i soldi delle consegne di una giornata, che ha poi versato due giorni dopo. Senza l’app, un rider non può lavorare. Siccome Glovo non ha rimosso il blocco della app per alcune settimane, Tuttolomondo ha dapprima diffidato l’azienda, poi si è rivolto al tribunale di Palermo, con la consulenza e il sostegno della Cgil locale. Secondo il sindacato, il blocco del rider sarebbe stata una ritorsione contro il fatto che Tuttolomondo nei mesi scorsi aveva protestato contro le cattive condizioni di lavoro dei rider, partecipando anche a una trasmissione su una tv locale.
Una giudice del lavoro di Palermo ha ordinato a Glovo di assumere un rider a tempo indeterminato.
[ 0, 3, 6, 5, 2341, 10, 1995, 41, 8041, 3, 9, 3449, 11, 61, 11, 10, 16653, 111, 17, 3 ]
Sui giornali locali del Trentino-Alto Adige circola da settimane la storia di un autista di autobus della società pubblica Trentino Trasporti che avrebbe l’abitudine di non fermarsi alla fermata se ad aspettare ci sono dei migranti. Gli episodi sono stati filmati in un video e si è ora scoperto che l’autista è Moreno Salvetti, consigliere comunale di Avio eletto nella coalizione di centrodestra che ha vinto le ultime amministrative e che, si dice, «dovrà affrontare un provvedimento disciplinare ma forse anche un processo». Gli episodi che coinvolgono Salvetti sono stati filmati lo scorso dicembre a Marco, frazione del comune di Rovereto, alla fermata di via Pinera, dove i migranti che si trovano nel campo di accoglienza prendono l’autobus la mattina presto per raggiungere Rovereto e «frequentare i corsi e le altre attività previste dal progetto di accoglienza», scrive il giornale locale Alto Adige (Alto Adige ci tiene a precisare che queste attività sono «pagate dai contribuenti», che è però una frase tendenziosa: come funziona davvero la storia dei 35 euro l’abbiamo spiegato qui).
L’autista che non fa salire i migranti sull’autobus. Se ne parla da giorni in Trentino-Alto Adige anche perché l'autista è anche consigliere comunale di Avio, eletto col centrodestra.
[ 0, 3, 5, 15, 9773, 10, 5206, 34, 6526, 3785, 3, 21, 3549, 23, 11, 5611, 703, 7, 2881, 996 ]
George Michael, una delle popstar più popolari del mondo, di straordinario successo in termini di vendite, è morto a 53 anni, in Inghilterra, il giorno di Natale: giorno preceduto ormai da trent’anni dal suono di una sua canzone in mezzo mondo, “Last Christmas”. Michael Lippman, il suo manager, ha detto che Michael è morto per un’insufficienza cardiaca avuta mentre era a letto. Michael – che si chiamava Georgios Kyriacos Panayiotou, suo padre era greco – aveva iniziato la sua carriera negli anni Ottanta con il duo dei Wham! (col punto esclamativo), assieme al suo compagno di scuola Andrew Ridgeley, la cui carriera avrebbe poi avuto minori visibilità e successi: restò sempre “il secondo degli Wham!”. Il loro grandissimo successo immediato fu dovuto a una grande qualità di canzonette leggere e allegre, adeguate alla vivacità degli anni Ottanta e al rinnovato successo del pop britannico a quel tempo: e a una grande promozione anche della loro immagine presso il pubblico giovane del tempo. Dopo i primi successi con “Bad boys” o “Club Tropicana”, gli Wham! fecero un secondo disco di popolarità ancora maggiore, grazie soprattutto alla ballata “Careless whispers” e al complementare pezzo dance/festaiolo “Wake me up before you go-go”. Subito dopo nel 1984 uscì, appunto con altrettanto enorme successo, il singolo natalizio “Last Christmas”.
Chi è stato George Michael. È morto ieri a 53 anni, dopo essere stato una delle popstar di maggior successo negli anni Ottanta e Novanta, con gli Wham! e da solo.
[ 0, 3, 21, 3588, 7060, 5309, 7, 31, 60, 2606, 4275, 49, 3922, 25, 157, 8, 328, 3, 47, 44 ]
Martedì 12 e mercoledì 13 maggio 2015 in alcuni cinema selezionati in tutta Italia sarà proiettato il film anime L’Attacco Dei Giganti (il titolo originale è Shingeki no Kyojin). Un anime è un film (o anche una serie) Giapponese animato, ma non necessariamente indirizzato a bambini o adolescenti: le storie possono avere anche tematiche impegnative e un contenuto violento. La proiezione in questi due giorni fa parte dell’iniziativa “Anime al cinema” della società di produzione cinematografica Nexo Digital, iniziata nel 2013 e che ha già organizzato la proiezione di film anime molto famosi come Akira ed Evangelion. Qui l’elenco dei cinema che proietteranno il film. Cos’è L’Attaco Dei Giganti L’Attacco Dei Giganti è un manga (fumetto Giapponese) pubblicato dal 2010, dal quale è stato successivamente ricavata una serie animata andata in onda in Giappone per la prima volta nel 2013. Ha avuto un certo successo sia in Giappone sia in Occidente. Il film che verrà proiettato il 12 e il 13 maggio è “L’Attacco Dei Giganti prima parte: L’arco e la freccia cremisi”. Tratta la storia dei primi 13 episodi dell’anime. La prima serie dell’anime ha 25 episodi, una seconda serie dovrebbe uscire nel 2016.
L’Attacco Dei Giganti, al cinema. La storia del film giapponese che verrà proiettato in molti cinema d'Italia, all'interno dell'iniziativa "Anime al Cinema".
[ 0, 3, 6, 1117, 14, 301, 6, 2609, 590, 3, 6, 5, 295, 3, 62, 5, 15, 4200, 43, 12536 ]
Dopo aver fatto insieme le elementari a Roma, dai Salesiani, Sergio Leone ed Ennio Morricone si persero di vista per decenni. Si incontrarono nei primi anni Sessanta, quando Leone aveva già girato “per ragioni alimentari” il film storico Il colosso di Rodi e quando Morricone, tra le tante altre cose, già faceva musica per il cinema. Dopo aver girato con gran difficoltà Per un pugno di dollari, il suo primo western all’italiana, Leone aveva bisogno di qualcuno che si occupasse della colonna sonora. All’inizio Leone pensò di lavorare di nuovo con il compositore che si era occupato delle musiche del Colosso di Rodi, ma poi, probabilmente convinto dai dirigenti della Jolly Film, la casa di produzione del film, incontrò il compositore di cui aveva ascoltato le musiche nel western Duello nel Texas. Il compositore – che per rendere tutto più americaneggiante nel film aveva usato gli pseudonimi Dan Savio e Leo Nichols (il primo come compositore, il secondo come direttore d’orchestra) – era Ennio Morricone.
La colonna sonora più famosa di Ennio Morricone. Un po' di scene, un po' di musiche e un po' di storie su "Il buono, il brutto, il cattivo".
[ 0, 3, 15704, 1419, 1367, 23, 4, 3, 4, 3, 15704, 1419, 1367, 23, 4, 33, 16, 8064, 16, 4093 ]
Il 4 maggio la Camera ha definitivamente approvato la nuova legge elettorale, il cosiddetto “Italicum”. Adesso il governo Renzi dovrà riuscire a far approvare l’altra grande riforma istituzionale che aveva promesso di realizzare: la riforma costituzionale del Senato e del Titolo V della Costituzione, con cui si prevede di modificare le funzioni del Senato ed eliminare il “bicameralismo perfetto”: se la riforma sarà approvata, in sostanza, le leggi non dovranno più essere votate da entrambi i rami del parlamento e il governo sarà tenuto a ricevere la fiducia soltanto dalla Camera. La riforma prevede anche l’abolizione del CNEL (il “Consiglio Nazionale dell’Economia e il Lavoro”) e la modifica del Titolo V della Costituzione, che regola i rapporti tra stato e regioni. Secondo l’attuale formulazione della legge il nuovo Senato sarà composto da 100 senatori (e non più 315): 74 saranno consiglieri regionali, eletti con metodo proporzionale dai propri Consigli regionali. Ogni regione eleggerà un numerò di senatori sulla base del suo peso demografico, ma con la condizione che nessuna regione possa eleggerne meno di due. Altri 21 senatori saranno eletti, sempre dai Consigli regionali, tra i sindaci, uno per regione. Gli altri cinque senatori saranno nominati dal Capo dello Stato e andranno a sostituire i senatori a vita. Ricapitolando: ci saranno 100 senatori, di cui 74 saranno consiglieri regionali, 21 sindaci e cinque nominati dal capo dello stato. La durata del mandato coinciderà con quello delle istituzioni territoriali di cui i senatori saranno espressione, e non riceveranno alcuna indennità. Avranno però le stesse tutele dei deputati cioè non potranno essere arrestati senza autorizzazione del Senato stesso o essere sottoposti a intercettazione.
A che punto siamo con il nuovo Senato. Guida a cosa prevede la riforma al momento, a chi la deve votare, a cosa può succedere.
[ 0, 3, 6, 5, 178, 4657, 3, 4, 3, 6, 5, 3, 73, 6, 5532, 6757, 1460, 8, 3, 6 ]
Aggiornamento: nel tardo pomeriggio Luigi Di Maio ha ufficializzato le sue dimissioni da capo politico del Movimento 5 Stelle. All’inizio del suo discorso ha detto: «Ora posso dire di aver portato a termine il mio compito». ***
Sembra che Di Maio stia per dimettersi da capo del M5S. Lo scrivono tutti i giornali e il suo staff ha fatto sapere che alle 17 farà "un annuncio importante".
[ 0, 2338, 10, 8060, 41, 3, 16837, 11, 3, 5, 4, 55, 4, 8024, 30, 705, 1523, 25, 3, 40 ]
Il nuovo piano sulla banda ultralarga e la crescita digitale per l’Italia è stato presentato dal governo al termine del Consiglio dei ministri di lunedì pomeriggio. Il progetto, atteso da tempo e piuttosto ambizioso, mira a recuperare il ritardo dell’Italia per quanto riguarda le infrastrutture e le velocità delle connessioni a Internet rispetto alla media dei paesi europei, raggiungendo entro il 2020 gli obiettivi posti dall’Agenda Digitale Europea, l’iniziativa dell’Unione Europea per modernizzare il sistema delle telecomunicazioni. L’obiettivo è fornire connessioni a 100 Mbps (Mbps = megabit per secondo) ad almeno la metà della popolazione italiana, facendo comunque in modo che tutti i cittadini possano accedere a Internet ad almeno 30 Mbps da connessioni fisse. Il governo vuole raggiungere una copertura dell’85 per cento della popolazione con i 100 Mbps, nella sua previsione più positiva, sempre entro il 2020. Ottenere un simile risultato non sarà semplice, considerato che attualmente le connessioni a 30 Mbps coprono solo il 20 per cento della popolazione, contro una media in Europa del 62 per cento. Le previsioni più ottimistiche, prima dell’introduzione del nuovo piano, parlavano della possibilità di arrivare al 60 per cento solo nel 2016, ma con la mancanza di iniziative concrete da parte degli operatori per investire in nuove reti da 100 Mbps.
Il nuovo piano sulla banda ultralarga. Il governo vuole portare connessioni a 100 Mbps all'85 per cento della popolazione entro il 2020: per ora ci sono una serie di impegni a cui dovranno seguire nuovi provvedimenti.
[ 0, 3, 6, 5, 178, 340, 16, 12, 4559, 3268, 5, 9, 27, 63, 9, 3, 4, 12, 682, 1341 ]
Dopo voci e smentite andate avanti per alcuni mesi, si è saputo che la serie tv Boris avrà una quarta stagione, che si potrà vedere (non si sa ancora quando) su Disney+, all’interno del catalogo “Star”. La nuova stagione arriverà a più di dieci anni dall’uscita del film di Boris, che arrivò dopo che le tre stagioni, composte in tutto da 42 episodi, erano uscite tra il 2007 e il 2010. Insomma, ne è passato di tempo, eppure per molti Boris resta una serie fondamentale e amatissima, probabilmente quella più “di culto” uscita in Italia negli ultimi vent’anni, ancora celebrata e spesso citata da più parti. Perché evidentemente aveva qualcosa di diverso dalle altre, e perché arrivò nel momento e nel modo giusto. Boris in poche righe, prima di tutto In episodi di circa mezz’ora, la serie racconta il dietro le quinte di una finta fiction italiana strappalacrime intitolata Gli occhi del cuore, girata con pochissima attenzione alla qualità, affrontando quotidiani intoppi e ostacoli di ogni tipo. Si chiama Boris perché Boris (da Boris Becker) è il nome del pesce rosso del regista Renè Ferretti, interpretato da Francesco Pannofino (originariamente doveva chiamarsi “Sampras”, come il tennista Pete Sampras).
Cosa aveva di speciale “Boris”. Arrivò nel momento giusto e fece qualcosa che in Italia non aveva fatto nessuno: da qui l'agitazione per la nuova stagione.
[ 0, 3, 6, 5, 1235, 10, 2191, 6, 19, 7, 12, 269, 3, 22, 61, 487, 49, 3, 62, 18 ]
Quella che segue è la traduzione di un post di Nassim Nicholas Taleb, saggista e filosofo libanese naturalizzato statunitense, originariamente pubblicato su Medium. Nell’estate del 2009 partecipai a una conferenza di un’ora con David Cameron, che ai tempi era candidato – e poi diventò – primo ministro del Regno Unito. L’argomento della conversazione era come rendere le società solide e persino immuni ai “cigni neri” (eventi politici particolarmente traumatici e imprevedibili), quale struttura fosse necessaria per ottenere la decentralizzazione e la responsabilizzazione, come costruire un sistema simile, e cose di questo tipo. Furono 59 minuti interessanti attorno ai temi di Incerto [il titolo di una serie di libri di Taleb, che dà anche il nome al suo blog su Medium, ndt] e per me fu molto bello poter parlare di tutti i punti della questione per la prima volta. La stanza nell’elegante Royal Society for the Arts era piena di giornalisti. Dopo la conferenza andai a festeggiare in un ristorante cinese nel quartiere londinese di Soho con alcune persone, quando ricevetti una telefonata da un amico sconvolto. Tutti i giornali di Londra mi stavano definendo come un «negazionista del cambiamento climatico». Tutti i 59 minuti di conversazione erano stati riassunti dalla stampa e raccontati partendo da un commento laterale di venti secondi, interpretato in senso contrario. Una persona che non aveva partecipato alla conferenza avrebbe avuto l’impressione che quella fosse stata l’intera conversazione.
I fatti sono veri, le notizie sono false. Nassim Nicholas Taleb analizza le storture del giornalismo contemporaneo, attratto da tranelli e sensazionalismi.
[ 0, 3, 15470, 3, 21, 17, 536, 10, 3, 23, 2121, 40, 3, 5076, 11, 5, 9, 19, 357, 73 ]
Dall’8 al 12 marzo a Milano ci sarà la seconda edizione di Tempo di libri, la fiera dell’editoria che l’anno scorso era stata oggetto di una divisione tra le case editrici più grandi e quelle più piccole e di una specie di competizione con il Salone del libro di Torino. La prima edizione era andata così così e per questo quest’anno la fiera avrà alcune grosse differenze. Oltre al periodo di svolgimento (nel 2017 era stata organizzata poco prima del Salone e in corrispondenza di un ponte), è stata cambiata la sede della manifestazione: da Rho a Fieramilanocity, nel quartiere Portello, che è più raggiungibile dal centro. Da dove arriva Tempo di libri
Arriva la seconda edizione di “Tempo di libri”. Cosa aspettarsi dalla fiera dell'editoria di Milano, che l'anno scorso era andata così così ma ora è stata spostata di data e di quartiere.
[ 0, 12, 369, 1115, 10, 121, 10, 877, 8, 3, 5, 4, 411, 30, 758, 115, 3488, 52, 28, 10557 ]
I film nuovi nelle sale questo fine settimana sono nove, di cui quattro italiani e non particolarmente attraenti, mentre le altre sono buone uscite. Esce oggi, molto atteso, il nuovo film di David Cronenberg, Cosmopolis, tratto da un romanzo di Don DeLillo, con Robert Pattinson nei panni del protagonista Eric Packer. C’è poi Silent Souls, che racconta di due uomini di un’antica popolazione della Russia centro occidentale che partono per un viaggio dopo la morte della moglie di uno dei due. Esce oggi anche La fuga di Martha, sulla vita di una ragazza come membro di una specie di setta e la sua fuga dalla casa dove abitava quando ne faceva parte. I film che troveremo davvero ovunque, però, sono quelli usciti giovedì: Men in Black 3, sempre di Barry Sonnenfeld, Molto forte, incredibilmente vicino tratto dal romanzo di Jonathan Safran Foer sull’11 settembre, e, ahem, Operazione vacanze, con Jerry Calà.
I film del weekend. Il nuovo atteso Cronenberg, il nuovo Men in Black e, ahem, un film con Jerry Calà: tutti i trailer.
[ 0, 3, 6, 295, 10819, 165, 42, 2914, 7, 10, 82, 522, 655, 3, 4, 32, 1109, 8547, 600, 8 ]
La sera del 16 luglio il cantante statunitense Bruce Springsteen ha fatto un concerto al Circo Massimo di Roma: è stata la terza e ultima data italiana del suo tour in Europa dedicato a The River, il suo famoso disco del 1980 (le altre due erano state allo stadio San Siro di Milano il 3 e il 5 luglio). Al Circo Massimo c’erano circa 60mila persone e come è solito fare ha fatto un concerto molto lungo, suonando anche alcune canzoni chieste da qualcuno del pubblico con dei cartelli. Durante il concerto al Circo Massimo, Springsteen ha anche suonato delle canzoni che non aveva ancora fatto in questo tour: New York city Serenade, insieme all’orchestra Roma Sinfonietta, e Summertime Blues. Questo articolo non è più commentabile. Abbonati al Post per commentare le altre notizie.
Le foto del concerto di Bruce Springsteen a Roma. Al Circo Massimo, davanti a 60mila persone: è stata la terza e ultima data italiana del suo tour dedicato al disco "The River".
[ 0, 3, 5, 4, 374, 25, 2506, 10, 1941, 35, 4, 4763, 222, 562, 4, 23, 3, 9, 5, 5966 ]
Nel 1982, dopo aver ottenuto un impensato successo mondiale con “Who can it be now?”, la band australiana dei Men at Work pubblicò il disco “Business as usual” e ne estrasse un secondo singolo: “Down under” non uguagliò il risultato in Europa, ma fece il botto negli Stati Uniti e fu ampiamente programmata dalle radio di tutto il mondo e contribuì a far conoscere il nomignolo usato dagli americani per definire sbrigativamente l’Australia: “là sotto”. E il cantante Colin Hay (che è nato in Scozia) si prendeva in giro imitando l’australiano a spasso per il mondo. https://www.youtube.com/watch?v=DNT7uZf7lew Ieri una corte di Sydney ha condannato la band a pagare il 5% delle royalties sulla canzone a un editore musicale australiano, Larrikin Music. La stessa corte aveva sancito a febbraio che il passaggio al flauto di Down Under è un plagio di una classica canzone per ragazzi australiana composta nel 1934, Kookaburra Sits in the Old Gum Tree. La sentenza riguarda anche la EMI e si riferisce alle royalties dopo il 2002, limitando i danni per i condannati: l’editore aveva chiesto di ricevere il 60%. Questo articolo non è più commentabile. Abbonati al Post per commentare le altre notizie.
Tornano i Men at Work, ma in tribunale. La band australiana condannata per aver copiato il flauto di "Down under".
[ 0, 3, 6, 5, 3, 47, 127, 60, 7668, 22, 6, 4, 19, 55, 3, 11782, 3401, 3, 21, 17 ]
La scorsa settimana il Post ha proposto di lasciare nei commenti a un articolo domande e curiosità sul coronavirus, con l’obiettivo di dare risposte e di raccogliere spunti su nuovi articoli legati alla più grave crisi sanitaria del nostro tempo. L’iniziativa è stata condotta grazie agli abbonati al Post, che hanno la possibilità di commentare gli articoli, e ha raccolto in pochi giorni circa 200 contributi. Abbiamo selezionati i più significativi e pratici a cui rispondere in poche righe, ripromettendoci di tenere presenti le domande più lunghe e articolate per spiegazioni e approfondimenti che continueremo a pubblicare nelle prossime settimane. E grazie a tutti. Una premessa d’obbligo. Queste domande e risposte non possono e non vogliono sostituirsi a un parere medico nel caso in cui abbiate sintomi o dubbi sulla vostra salute: se così fosse, chiamate il vostro medico di famiglia, l’assistenza sanitaria della vostra regione o il numero 1500 di pubblica utilità del ministero della Salute.
25 risposte sul coronavirus. Quelle alle molte domande che ci avete fatto nell'ultima settimana, con informazioni su quello che ne sappiamo finora.
[ 0, 3, 5, 4, 1116, 3, 4, 3, 5, 4, 3635, 87, 4414, 8, 3, 6, 5, 536, 41, 4572 ]
Tolo Tolo, l’ultimo film di Checco Zalone, è uscito da meno di una settimana e se ne è già parlato come in pochi altri casi nella storia recente del cinema italiano. Sta incassando tantissimo: siamo a 24 milioni di euro, sabato, cioè più di tutti i film usciti in Italia nel 2019 tranne tre. Quelli di Tolo Tolo sono dati persino migliori rispetto a Quo vado?, il suo film del 2016 che incassò alla fine circa 65 milioni di euro. Ma soprattutto Tolo Tolo di Checco Zalone è stato accompagnato da grandi polemiche e discussioni, perché è stato anticipato dal video di “Immigrato“, la canzone che ne faceva da trailer e che aveva ricevuto molte accuse di contenere stereotipi razzisti.
Cosa pensano i critici di “Tolo Tolo” di Checco Zalone. Che è diverso da come sembrava dal trailer, ma anche che al cinema non si sentono grandissime risate.
[ 0, 3, 5, 15, 395, 295, 10, 14, 1691, 3, 108, 9700, 7, 3, 62, 6618, 3, 6618, 64, 7 ]
Negli ultimi anni la psicologia sociale, quella branca della psicologia che studia il comportamento delle persone in gruppo, è entrata in una grossa crisi dopo che è stato messo in discussione il metodo usato in gran parte dei suoi studi. Nel 2011 tre studiosi di psicologia si sono accorti che spesso chi conduceva un esperimento di psicologia sociale trascurava i dati che smentivano la propria ipotesi di partenza: ne è venuto fuori un intenso dibattito che ha cambiato radicalmente la vita di alcuni ricercatori e ne ha spinti altri a replicare alcuni famosi esperimenti per confermare o meno i loro risultati. In questo contesto di auto-analisi dell’intero campo di studi si è riparlato anche di esperimenti famosi del passato: tra le altre cose, un libro di un ricercatore francese uscito ad aprile e un articolo pubblicato su Medium il 7 giugno hanno completamente messo in discussione il celebre esperimento della prigione di Stanford, quello che cercò di ricreare le dinamiche di un carcere dividendo un gruppo di volontari tra carcerati e secondini, definendolo «una bugia».
Non si può credere all’esperimento della prigione di Stanford. Lo psicologo Philip Zimbardo, che nel 1971 lo mise in piedi per poi diventare famosissimo parlandone in giro, mentì su come fu realizzato.
[ 0, 3, 6, 5, 3606, 115, 6428, 532, 3, 21, 2755, 99, 10064, 8, 3, 6, 5, 2901, 3, 8489 ]
Una corte federale americana ha bloccato in via temporanea la ricerca sulle cellule staminali, ampliata e incrementata dall’amministrazione Obama l’anno scorso. La causa, secondo il giudice Royce C. Lamberth che ha ordinato la sentenza, sarebbe il rischio dell’uccisione di embrioni umani sovvenzionata da soldi federali. Il New York Times riporta il commento di George Q. Daley, direttore del programma di ricerca sulle cellule staminali del Children’s Hospital di Boston, scioccato dalla decisione: «Ora devo dire a tutti nel mio laboratorio che quando dovranno nutrire le cellule domattina, dovranno usare qualcosa che non è sovvenzionato dal governo federale. Questa decisione porta all’immediata interruzione del lavoro di decine di laboratori che fanno questo lavoro da quando l’amministrazione Obama ha dato l’ordine iniziale.»
Giudice americano blocca la ricerca sulle staminali. Il Diparimento di Giustizia sta esaminando la sentenza, non è ancora chiaro quali saranno le conseguenze per i laboratori.
[ 0, 3, 6, 5, 6067, 41, 7231, 12, 250, 258, 3059, 15741, 7, 3, 11687, 124, 15, 1305, 8438, 3 ]
Si è tornato a parlare molto di Bitcoin e delle criptovalute in generale, dopo il grosso crollo di valore che hanno avuto tra lunedì e mercoledì: tranne alcune eccezioni hanno perso fino al 40 per cento e il totale del mercato delle criptovalute è passato da circa 700 a circa 440 miliardi di dollari. Capire come funzionano le criptovalute e perché sono rivoluzionarie non è semplicissimo e per aiutarvi potete rileggere gli “spiegoni” su Bitcoin e Ripple che abbiamo pubblicato sul Post. Conoscerne la storia è però affascinante, in particolare quella di Bitcoin e del suo leggendario fondatore, Satoshi Nakamoto: nessuno sa chi sia veramente e per anni riviste, giornali, fissati di informatica hanno cercato di scoprire la sua identità, tra rivelazioni, accuse e smentite. Nel 2016 Craig Wright, un 45enne australiano che si occupava di sicurezza informatica, rivendicò di essere Satoshi mostrando email e documenti a sostegno e utilizzando davanti ai giornalisti dell’Economist e della BBC le chiavi crittografiche utilizzate soltanto da Satoshi. Poi cambiò idea e ritirò tutto. La sua storia, affascinante e paranoica, è stata racconta dal giornalista e scrittore scozzese Andrew O’Hagan in La vita segreta, uscito l’anno scorso e pubblicato in Italia da Adelphi; è particolarmente interessante perché O’Hagan aveva ricevuto da Craig stesso il compito di scrivere la sua biografia, ed è quindi pieno di aneddoti e impressioni di prima mano. Il libro raccoglie altre due storie contemporanee: quella di una personalità completamente inventata da O’Hagan impadronendosi dell’identità di un ragazzo morto, e quella di Julian Assange, che come Craig aveva chiesto a O’Hagan di scrivere un libro su di lui. Quello che segue è un estratto in cui O’Hagan descrive che tipo era Craig da giovane e da dove tirò fuori lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, e già si capisce perché i suoi collaboratori lo definivano «come Steve Jobs, solo peggio».
La vita segreta di Satoshi Nakamoto, inventore dei Bitcoin. Un estratto del libro di Andrew O'Hagan su Craig Wright, che rivendicò l'invenzione della più famosa criptovaluta al mondo.
[ 0, 3, 6, 5, 3, 5086, 10, 3886, 7, 3, 19, 136, 19, 78, 6, 3, 23, 9, 106, 9 ]
È morto a 88 anni Vittorio Taviani, che insieme al fratello Paolo fu tra i più importanti e apprezzati registi italiani della seconda metà del Novecento. La notizia è stata confermata all’Ansa dalla figlia. Taviani era malato da tempo. La coppia dei “fratelli Taviani”, come erano conosciuti, diresse i suoi film più famosi tra gli anni Settanta e Ottanta, ottenendo un gran successo di critica per come univano eleganza stilistica e impegno civile. Il più conosciuto è probabilmente Padre Padrone, che nel 1977 vinse la Palma d’Oro al Festival di Cannes: racconta la storia di un giovane pastore che si ribella al padre dispotico, nella Sardegna degli anni Quaranta. I fratelli Paolo (a sinistra) e Vittorio Taviani (a destra) al Quirinale, il 18 aprile 2016 (ANSA/ ETTORE FERRARI)
È morto Vittorio Taviani. Aveva 88 anni e insieme al fratello Paolo fu tra i più importanti registi italiani, ricordato per film come “Padre padrone” e “La Notte di San Lorenzo”.
[ 0, 3, 21, 3588, 4258, 10184, 6, 9, 23, 6, 7, 126, 43, 49, 604, 3, 11567, 655, 34, 369 ]
Apple ha chiuso il terzo trimestre del 2019 con ricavi leggermente in crescita, contro le previsioni degli analisti: ha infatti ottenuto 53,8 miliardi di dollari contro i 53,3 miliardi dello scorso anno nello stesso trimestre (1 per cento in più). Nel terzo trimestre l’utile netto è stato di 10 miliardi (-13 per cento) e c’è stato un grosso calo di vendite degli iPhone, con i ricavi che sono passati dai 29,5 miliardi di dollari del terzo trimestre dello scorso anno ai 26 miliardi di quest’anno. È la prima volta dal 2012 che gli iPhone portano meno della metà dei ricavi complessivi della società. La piccola crescita dei ricavi totali di Apple è dovuta in parte a un aumento delle vendite in Cina, che negli scorsi mesi aveva rappresentato il mercato più in difficoltà per l’azienda: nel secondo trimestre i ricavi in Cina di Apple erano scesi del 22 per cento su base annua, mentre nel terzo trimestre il calo si è fermato al 4 per cento. La diminuzione delle vendite degli iPhone è stata compensata da un aumento in tutte le altre categorie di prodotti e servizi dell’azienda: servizi come App Store, Apple Care, Apple Pay, iCloud e Apple Music hanno ottenuto ricavi per 11,46 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 10,17 dello scorso anno, e poco meno degli 11,68 stimati dagli analisti.
Nel terzo trimestre i ricavi di Apple sono cresciuti, nonostante il calo di vendite degli iPhone.
[ 0, 1979, 41, 2360, 3, 6, 5, 917, 5710, 25, 3, 29, 20, 24, 56, 26, 8610, 13, 682, 7 ]
Il Cubo di Rubik, popolare rompicapo tridimensionale che è diventato all’inizio degli anni Ottanta uno dei giochi più inventivi e di successo di sempre, è il protagonista del doodle di Google di oggi. Il cubo di Rubik fu inventato da Ernő Rubik, un professore di architettura e artista ungherese, nel 1974, prima per discutere con i suoi studenti delle caratteristiche degli oggetti tridimensionali e delle loro relazioni con lo spazio, e successivamente come gioco e rompicapo, appunto. Il Cubo di Rubik fu brevettato l’anno successivo e venne poi commercializzato in molte parti del mondo ottenendo grandissimi notorietà e successo. Google ha deciso di celebrarne l’inventiva e la fama con un “doodle”, sostituendo al suo logo nelle pagine del motore di ricerca, un’animazione che permette di “giocare” con un Cubo di Rubik: bisogna cercare di risolverlo – rimettendo cioè in ordine ciascun colore su una faccia diversa del cubo – mentre Google conta il numero di mosse compiute dal giocatore. Questo articolo non è più commentabile. Abbonati al Post per commentare le altre notizie.
Il Cubo di Rubik nel doodle di Google. Il rompicapo fu inventato 40 anni fa da un professore ungherese per i suoi studenti, divenne un gioco popolarissimo.
[ 0, 3, 6, 5, 3, 5859, 11, 10, 3366, 6, 106, 7, 3, 13211, 48, 3, 24, 56, 69, 54 ]
Il 7 aprile 1939, ottant’anni fa, l’esercito italiano sbarcò sulle coste albanesi con migliaia di soldati: dopo giorni confusi di tensioni e ultimatum, infatti, il dittatore fascista Benito Mussolini aveva ordinato l’occupazione dell’Albania, territorio adriatico che considerava strategico. L’invasione fu il risultato di anni di pressioni e di lavoro diplomatico, e fu una specie di passeggiata per l’esercito italiano, straordinariamente più numeroso ed equipaggiato di quello albanese. Nelle stesse ore il re albanese Zog I fuggiva con la famiglia in Grecia, dopo aver fallito nel tentativo di impedire l’annessione italiana. Era l’inizio di una occupazione che sarebbe stata meno ricordata di altre, ma che causò anni di violenza e sofferenza in Albania. Sarebbe finita con la conclusione della Seconda guerra mondiale e avrebbe causato quasi 30mila morti, decine di migliaia di persone deportate nei campi di concentramento, centinaia di villaggi distrutti. Ma ci furono gravi conseguenze anche sui già precari equilibri etnici di una regione, i Balcani, che una cinquantina di anni dopo avrebbe fatto i conti con le tensioni e le ferite aperte di un tessuto demografico profondamente instabile.
Quando l’Italia invase l’Albania. Ottant'anni fa le truppe italiane sbarcarono sulle coste albanesi quasi senza incontrare resistenza, dando inizio a un'occupazione fallimentare e sanguinosa.
[ 0, 3, 2313, 23, 22, 15, 1060, 112, 3, 5, 15, 3975, 442, 3, 19, 1568, 35, 247, 13, 3 ]
Né nudi operatori di connettività indifferenziata, né fornitori “impacchettati” nei bundle di servizio dei grandi player di Internet: gli operatori di telecomunicazioni (Telco) tornano ad avere un’enorme opportunità di crescita grazie all’evoluzione delle reti di nuova generazione, ma devono rivedere le proprie strategie. In questo articolo vorrei evidenziare come la sfida della “co-opetition” tra le Telco e i grandi attori del mondo Internet cambierà gli equilibri di mercato: partendo da una comparazione strutturale tra i diversi player, si discuteranno le opzioni strategiche a disposizione delle Telco per aprire nuovi spazi nel mondo dei servizi “over the network”. La differenza strutturale tra Telco e OTT I cosiddetti Over-The-Top¹(OTT), quali Google, Yahoo!, Facebook, YouTube, Skype, sono attori profondamente diversi rispetto alle tradizionali aziende Telco, con i quali si pongono chiaramente in una relazione di “co-opetition”. I servizi di un OTT possono infatti essere sia complementari rispetto ai servizi di connettività offerti dalle Telco (si pensi a una piattaforma di social networking), sia sostitutivi rispetto ad analoghi “servizi a valore aggiunto” da queste ultime forniti insieme alla connettività, quali la messaggistica e la posta elettronica, lo storage di dati o la stessa telefonia vocale.
Il confronto tra le Telco e gli OTT. Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom Italia, spiega come si devono muovere le aziende come la sua per competere con Facebook, Google e Skype.
[ 0, 3, 5, 4, 4463, 35, 11, 3, 4, 3, 6, 349, 6762, 10, 610, 8, 3, 5, 4, 4463 ]
Il 18 settembre il produttore Andrea Occhipinti, fondatore della società di produzione e distribuzione cinematografica Lucky Red, si è dimesso dalla carica di Presidente della Sezione Distributori dell’ANICA, l’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive. Lucky Red è la società che ha prodotto il film Sulla mia pelle, scegliendo di distribuirlo nei cinema in contemporanea con la sua messa online su Netflix (una cosa criticata da alcuni). Ha spiegato così la scelta: «Ho deciso di dimettermi perché la nostra scelta di distribuire Sulla mia pelle di Alessio Cremonini in contemporanea nelle sale e su Netflix ha creato molte tensioni tra gli esercenti che lo hanno programmato (pochi) e quelli che hanno scelto di non farlo (molti). II successo del film ha aumentato queste tensioni. Nonostante esistessero dei precedenti in Italia e ci sia un acceso dibattito a livello internazionale, non voglio che una scelta puramente aziendale venga considerata come una posizione della sezione distributori dell’Anica, visto il mio ruolo. […] Abbiamo avuto l’occasione di portare un’opera prima italiana in 190 paesi del mondo, siamo noi che abbiamo lottato affinché fosse possibile portarlo anche al cinema, per chi lo ha realizzato, per la storia che racconta, per l’importanza della visione condivisa. Sulla mia pelle non segna l’inizio di una nuova modalità distributiva: tutti i film Lucky Red rispettano e rispetteranno le finestre di sfruttamento. La centralità della sala cinematografica non è mai stata messa in discussione».
Andrea Occhipinti si è dimesso da presidente della Sezione distributori dell’ANICA dopo le polemiche sul film “Sulla mia pelle”.
[ 0, 3, 6, 5, 3509, 1463, 837, 46, 6, 365, 33, 3, 21, 10, 40, 763, 90, 1823, 10, 292 ]
La Torre Arcobaleno si trova a Milano, vicino alla stazione ferroviaria di Porta Garibaldi: è alta 35 metri, è stata costruita nel 1964 e nei suoi primi anni di vita non era ancora nota come “Torre Arcobaleno”, dato che serviva semplicemente come serbatoio per l’acqua da destinare alla stazione. Negli anni Ottanta la torre perse la sua funzione, iniziò a deteriorarsi e si pensò di demolirla. In occasione dei Mondiali di calcio del 1990, giocati in Italia, si decise invece di ristrutturarla: fu rivestita con piastrelle colorate e solo allora prese il suo nome attuale, Torre Arcobaleno. Dopo i Mondiali la Torre Arcobaleno si è nuovamente deteriorata, perdendo molte delle sue piastrelle. Da alcune settimane – e anche grazie a Expo – la Torre è stata un’altra volta ristrutturata: i lavori sono costati circa 100mila euro e hanno permesso di sistemare le circa 100mila piastrelle di 14 diversi colori che ricoprono l’esterno della torre. I lavori di riqualificazione della Torre Arcobaleno sono stati finanziati da alcune aziende (Bazzea – B Construction Technology, Condor, Fila Solutions, Mapei e Marazzi) con il patrocinio del comune di Milano e la collaborazione di Rete Ferroviaria Italiana. Il progetto è stato realizzato dallo Studio Original Designers 6R5 Network.
La Torre Arcobaleno a Milano, per quelli che ci passano davanti e non sanno cos’è. La vede chiunque arrivi alla stazione di Porta Garibaldi a Milano: esiste dal 1964, da alcune settimane è stata rimessa a nuovo.
[ 0, 3, 5, 4, 12518, 34, 2377, 3, 15085, 42, 454, 3, 17351, 30, 3, 24, 54, 759, 326, 8 ]
Le previsioni meteo dicono che domani in Italia non ci sarà bel tempo: sono previste nevicate al nord e piogge al centro-sud. Le temperature minime resteranno più o meno uguali a quelle degli ultimi giorni, cioè piuttosto basse. Le basse temperature sono causate dall’aria fredda che arriva dalla Russia settentrionale e che continua a influire sul meteo di ampie aree dell’Europa. Al nord ci saranno ancora più nuvole rispetto a oggi, con un graduale miglioramento nel pomeriggio. È prevista neve, anche a basse quote, su Lombardia e Emilia-Romagna. Nel centro Italia sono previste “ampie aperture” verso sera; ma prima, nuvole. I mari saranno in genere mossi o molto mossi. Insomma: la cattiva notizia è che continuerà a fare freddo, piovere e nevicare; la buona è che lo farà anche altrove. Il meteo al Nord Al mattino diventerà sempre più nuvoloso, con neve prevista soprattutto sulle regioni centro-occidentali, anche in pianura. Le nevicate più intense saranno sulle Alpi occidentali, e tra Piemonte centromeridionale e l’Appennino ligure. Solo nel pomeriggio ci sarà un progressivo miglioramento, mentre ci potranno essere piogge e nevicate su Lombardia ed Emilia-Romagna occidentale. Verso sera sono previste le prime schiarite.
Le previsioni meteo per domani, sabato 3 marzo. Le cose da sapere sul tempo previsto in Italia per domani: in parte del nord ci saranno nevicate e continuerà a fare freddo.
[ 0, 3, 5, 4, 4023, 3253, 10, 1552, 3047, 14, 1552, 32, 75, 149, 925, 121, 36, 3, 5, 4 ]
Un pezzetto della politica italiana, piccolo ma rumoroso, ha passato la giornata di ieri a discutere di un’inchiesta del programma televisivo Report che non era ancora andata in onda. Senza averla vista, quindi, ma sulla base di quanto avevano anticipato i giornali della mattina. L’inchiesta è andata poi in onda ieri sera. È di Paolo Mondani ed è la coda di un’inchiesta sulla banca Arner andata in onda la scorsa stagione. In sintesi, la storia è questa: Antigua è un paradiso fiscale nel quale è sorto di recente un imponente e lussuoso complesso di ville che Report sostiene sia di proprietà di Silvio Berlusconi. La società che lo ha costruito si chiama Flat Point Development. Al catasto di Antigua risulta che Berlusconi ha comprato terreni dalla stessa Flat Point, ma a un prezzo molto basso: e si sospetta che li abbia venduti direttamente il governo di Antigua. I proprietari della società sono ignoti, ma si arriva comunque ai suoi collegamenti con Banca Arner. Una banca commissariata per mancato rispetto delle norme sul riciclaggio, di cui Report aveva parlato l’anno scorso. Dall’inchiesta della Banca d’Italia verranno fuori alcuni conti di Banca Arner dei quali sarà impossibile conoscere i beneficiari. Tra questi c’è proprio quello della Flat Point, che usa la banca per far girare soldi da e verso Antigua. A Banca Arner ha un conto corrente pure Silvio Berlusconi, che versa 22 milioni di euro alla società Flat Point. I legali di Berlusconi dicono che sono i soldi per l’acquisto delle ville, ma è una cifra che non coincide con i contratti depositato presso Banca Arner.
L’inchiesta di Report su Berlusconi e Antigua. Il video di cui tutti hanno parlato ieri, senza averlo visto.
[ 0, 3, 5, 15, 5305, 10, 4016, 55, 660, 1899, 8, 3, 21, 3077, 13, 4375, 870, 768, 7, 3 ]
Domani il settimanale tedesco Spiegel pubblicherà un’intervista con Daniel Schmitt, il portavoce tedesco di Wikileaks e uno dei pochi nomi noti dell’organizzazione (nome falso, però: sullo Spiegel annuncia di chiamarsi in realtà Daniel Domscheit-Berg). Schmitt annuncia le sue dimissioni in conseguenza di errori fatti e di tensioni interne a Wikileaks, di cui già i media avevano parlato nelle scorse settimane. “Siamo stati sotto una pressione folle in questi mesi. Ci sono stati degli sbagli, che può capitare: basta che dopo la gente impari. Però bisogna ammetterli”
“Abbiamo fatto degli sbagli”, a Wikileaks. Il portavoce tedesco si dimette dall'organizzazione e conferma che ci sono problemi con Assange.
[ 0, 3, 5, 15, 3865, 10, 30, 23, 6, 4, 5, 2499, 2226, 22, 3, 9, 3, 7701, 5, 4 ]
Oggi nella sua rubrica su Repubblica Michele Serra commenta una ricostruzione pubblicata ieri riguardo una presunta intenzione del governo di cercare un espediente per risparmiare il pagamento dell’IMU a parte degli immobili di proprietà della Chiesa (il governo ha smentito). La cosa non ha ancora trovato conferme ma Serra ne approfitta per dire che, secondo lui, il governo Monti rappresenta una scrematura “al meglio” della classe dirigente democristiana, quella col “guardaroba in ordine” e che “parla le lingue”. Gli espedienti da leguleio con i quali questo governo cerca di evitare, ridurre o postporre il pagamento dell’Imu sugli immobili non di culto della Chiesa italiana, fanno riflettere su un aspetto davvero sottovalutato di questa fase politica. Mentre sul web e sui giornali più arditi pullulano da mesi le illazioni sui poteri occulti, e ovviamente forti, che reggerebbero i fili del potere montiano (il gruppo Bilderberg, la massoneria, la finanza sionista, la Trilateral, la Spectre, i Thugs, la panchina della Juventus), avevamo sotto gli occhi, da subito, il solo vero condizionamento politico del presidente del Consiglio e di una parte consistente dei suoi ministri: la matrice cattolica.
Un governo di colti democristiani. Monti e i suoi sono una scrematura "al meglio" della classe dirigente DC, scrive Michele Serra commentando le voci che girano su Chiesa e IMU.
[ 0, 3, 6, 5, 470, 3632, 3, 21, 31, 6081, 4, 40, 1791, 3, 9, 5, 290, 34, 938, 3523 ]
È morto a 88 anni l’attore britannico Ian Holm, noto soprattutto per aver interpretato l’hobbit Bilbo Baggins nelle trilogie de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit. Nato nel 1931, dopo una formazione teatrale nel 1970 iniziò a recitare anche al cinema: il suo primo ruolo importante fu quello dell’androide Ash nel film Alien, del 1979. Nel 1981 recitò in Momenti di Gloria, per cui si aggiudicò una nomination agli Oscar come attore non protagonista. Tra gli altri film in cui ha recitato ci sono Brazil, Ballando con uno sconosciuto, Enrico V, Amleto, Il pasto nudo e Il quinto elemento. La sua ultima interpretazione risale al 2014, per l’ultimo film della trilogia dello Hobbit, Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate.
È morto l’attore Ian Holm, noto soprattutto per aver interpretato Bilbo Baggins nel “Signore degli Anelli”.
[ 0, 3, 21, 3588, 3, 5, 15, 4575, 3, 6, 9, 23, 114, 5, 40, 7, 1437, 260, 16, 273 ]
Free State of Jones è nei cinema da giovedì: è diretto da Gary Ross (il regista del primo Hunger Games) e il protagonista è Matthew McConaughey, che interpreta Newton Knight, un contadino e soldato del Mississippi che durante la Guerra civile degli Stati Uniti guidò un gruppo di ribelli – altri contadini e schiavi neri – contro l’esercito degli Stati confederati. La rivolta di Knight portò la contea di Jones a separarsi dalla Confederazione – gli stati schiavisti, semplificando – e a creare lo Stato libero di Jones. Il film è costato circa 65 milioni di dollari e qualche mese fa – prima che uscisse – se ne parlava come di una delle cose più interessanti dell’anno; in realtà è stato un mezzo flop perché non è ancora riuscito a incassare più di quanto è costato e perché le recensioni sono piuttosto negative. Facendo una specie di media tra tutte le più importanti recensioni, Rotten Tomatoes ha scritto: «Free State of Jones ha intenzioni nobilissime, ma non bastano a rimediare al modo innaturale in cui tratta un storia vera e affascinante».
“Free State of Jones”, la storia vera. Il film è meno bello del previsto, ma la storia del suo protagonista meritava di essere raccontata.
[ 0, 3, 6, 5, 295, 10, 18277, 15214, 11, 23, 9, 3537, 4, 98, 3, 62, 3866, 4, 454, 268 ]
Il Senato ha bocciato l’articolo 1 della cosiddetta legge “salva Sallusti”, il disegno di legge sul reato di diffamazione che avrebbe dovuto eliminare la possibilità per i giornalisti di essere puniti con il carcere. Il 13 novembre il Senato aveva approvato un emendamento, proposto dalla Lega Nord, che alleggeriva le responsabilità dei direttori ma riaffermava la possibilità per i giornalisti di essere condannati a un anno di carcere. L’emendamento era stato approvato con voto segreto e votato, stando alle ricostruzioni del giorno dopo, dalla Lega, dall’ApI, da pezzi consistenti del Popolo della Libertà e dell’UdC e con ogni probabilità da qualche senatore del Partito Democratico, anche se ufficialmente la posizione del partito era contraria alla nuova modifica. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana aveva indetto uno sciopero per oggi contro la norma, poi differito. Con la bocciatura dell’articolo 1 avvenuta oggi di fatto si ricomincia da capo, dato che l’articolo 1 conteneva le norme più importanti. Il Popolo della Libertà non ha partecipato al voto. Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, ha ricevuto oggi l’ordine di arresto ai domiciliari.
La legge “salva Sallusti” non c’è più. Il Senato ha bocciato l'articolo 1 del contestato disegno di legge: di fatto si ricomincia da capo.
[ 0, 3, 6, 5, 4657, 41, 3, 18028, 3, 5, 15, 786, 3, 24, 34, 289, 3, 62, 12243, 1478 ]
Su eBay si può preordinare un blocco da montare sul proprio barattolo di Nutella per evitare che le persone con cui vivete – parenti, fratelli, sorelle, coinquilini – ve la mangino di nascosto. Il blocco costa 9,99 euro e il suo funzionamento è semplice: è composto da una struttura di resina acrilica trasparente e un lucchetto, come quelli per gli armadietti delle palestre. La struttura di resina si inserisce sul coperchio e ha due lati lunghi che si incastrano con la forma del barattolo, rendendo impossibile aprirlo. Su un lato corto c’è il lucchetto, e due fessure apposite per inserirlo; l’altro lato è chiuso. Insomma, comunque lo giri, così aprire il barattolo è impossibile a meno di rompere l’antifurto.
L’antifurto per non farsi rubare la Nutella. Si compra su eBay, lo ha inventato un tizio per un suo amico e la cosa ha avuto un piccolo successo.
[ 0, 3, 6, 5, 3447, 16, 12, 3, 23, 50, 4522, 30, 4079, 87, 138, 3, 17769, 10, 3, 23 ]
“The Dragon and the Wolf” – il settimo e ultimo episodio della settima e penultima stagione di Game of Thrones – andrà in onda su Sky Atlantic, in inglese con sottotitoli in italiano, nella notte tra domenica e lunedì e sarà il più lungo episodio della storia di Game of Thrones. Durerà 79 minuti e 43 secondi: praticamente un film. Sarà diretto da Jeremy Podeswa, già regista del primo episodio della settima stagione e di altri delle stagioni precedenti, ed è stato scritto da David Benioff & D. B. Weiss: sono i creatori della serie (tratta dai libri di George R.R. Martin) ma ne scrivono solo alcuni episodi. Per ora, questo è quello che sappiamo di “The Dragon and the Wolf”: questo e quelle poche cose che si sono viste nel trailer, che dura circa 40 secondi. Nonostante ciò, i principali siti di news americani – e tra loro anche il più importante, il New York Times – si sono chiesti cosa potrebbe succedere nell’ultimo episodio. Ne parliamo da qui in avanti. Occhio: troverete SPOILER su quanto successo fino al sesto episodio.
Cosa aspettarsi dall’ultimo episodio della settima stagione di “Game of Thrones”. Non sappiamo cosa succederà ma abbiamo provato a farci un po' di domande, partendo dalle (rare) certezze.
[ 0, 3, 6, 5, 7980, 10, 3, 62, 1291, 10354, 248, 155, 3, 174, 11, 5, 80, 64, 8, 3 ]
Negli anni Sessanta Sandwell, città di 300 mila abitanti a nord ovest di Birmingham, nel Regno Unito, non aveva un teatro, un centro culturale e nemmeno una libreria. Nel 1974 un gruppo di giovani del posto decise di fondare il Jubilee Theatre and Community Arts Company, una compagnia ispirata dagli ideali e dai cambiamenti che stava portando il Sessantotto: l’arte poteva e doveva essere accessibile a tutti (non solo ai più ricchi), non doveva riguardare solo le grandi città ma anche le comunità più piccole e ognuno poteva essere o diventare un artista. La compagnia iniziò il proprio lavoro grazie a due borse di studio da 75 sterline. Ottenne uno spazio in una biblioteca in disuso, qualche strumento a fiato, una vecchia ambulanza e trasformò una vecchia cucina in una camera oscura. Poi riuscì ad acquistare un autobus a due piani (il primo dei tre) che divenne un centro mobile per l’arte: facevano teatro di strada, dipingevano i muri, organizzavano giochi, mostre fotografiche, feste per la comunità e erano politicamente impegnati nelle lotte operaie e politiche del tempo. Cominciarono anche a documentare sistematicamente il lavoro di quegli anni. Del gruppo faceva parte anche il fotografo Brendan Jackson, che nel 2011 venne invitato a curare una mostra fotografica sulle comunità dell’area di Black Country, di cui Sandwell faceva parte. Cercando negli archivi Jackson trovò circa 20 mila immagini che facevano riferimento al Jubilee Theatre and Community Arts Company. Le immagini, scattate tra il 1974 e il 1994, mostrano, tra le altre cose, la classe operaia impegnata nelle proteste, gli eventi teatrali improvvisati per le strade, i bambini, gli immigrati, i giochi.
Storia di una compagnia di teatro. E del suo sconfinato archivio fotografico, che racconta un pezzo di storia di un gruppo che voleva che l'arte fosse davvero per tutti.
[ 0, 3, 5, 4, 374, 25, 3101, 415, 4, 155, 9, 988, 248, 6145, 1075, 19, 9030, 7, 14, 3 ]
«Te ne devi anna’», «Tanto voi radicali siete amici di Craxi», «Buffone», «Vergognati», «Infame», «Carogna», «Vi siete presi i soldi di Berlusconi», «Sei un privilegiato, è una vita che campi con la politica», «Sei un vecchio schifoso», «Levati dai coglioni». Sono alcuni degli insulti che il leader del Partito Radicale Marco Pannella ha ricevuto ieri durante la manifestazione di protesta organizzata a Roma. I più agitati se la sono presa con Pannella per il comportamento dei parlamentari radicali di due giorni fa, quando durante il voto di fiducia al governo Berlusconi sono entrati in aula per votare, al contrario di tutte le altre opposizioni che si erano astenute affinché non venisse raggiunto il numero legale. A Pannella è anche stato tirato un uovo in faccia, mentre a metà filmato un manifestante si avvicina al politico e gli sputa in faccia, dopo averlo definito “Stronzo, pezzo di merda”. Radio Radicale ha pubblicato il video su YouTube, col titolo “Come il Regime ti cucina gli Indignados”.
Gli insulti contro Pannella. Ieri a Roma c'è stata un'altra dimostrazione del clima pesante, con Marco Pannella solo e assediato.
[ 0, 3, 166, 22, 4, 3, 23, 4, 1319, 3075, 15, 159, 7, 3, 166, 8636, 816, 23, 4, 7 ]
Bon Jovi, Ellie Goulding e Patti Smith sono tre dei musicisti che valeva la pena fotografare questa settimana, mentre di Joan Baez dovreste leggere il discorso che ha fatto quando è stata inserita nella Rock & Roll Hall of Fame. È la settimana prima di Pasqua e tra le belle foto della Semana Santa spunta anche Antonio Banderas, penitente a Malaga. Tra gli attori fotografati meglio ci sono Brie Larson e Michael Douglas, ma se la cava bene anche Jennifer Aniston. Nella categoria foto-con-animale svettano la Regina Elisabetta con un elefante e Laura Bordini con due agnelli (anche se non saranno mai come il video e le foto di Silvio Berlusconi e i suoi). Questo articolo non è più commentabile. Abbonati al Post per commentare le altre notizie.
Celebripost. La regina Elisabetta con un elefante, Laura Boldrini con degli agnellini e Antonio Banderas alla Semana Santa, tra le persone che valeva la pena fotografare questa settimana.
[ 0, 3, 9002, 23, 6, 862, 3, 9, 23, 6, 3645, 7, 1177, 9, 23, 1064, 4, 108, 3, 4 ]
Le regole da rispettare durante le feste di Natale e Capodanno sono contenute in un decreto legge e un DPCM (Decreto del presidente del Consiglio) che il governo ha approvato tra mercoledì e giovedì. Contengono ulteriori restrizioni decise per contrastare la diffusione del contagio da coronavirus, che saranno valide solo per il periodo delle feste natalizie. Le regole generali Dal 4 dicembre continueranno a valere le regole sugli spostamenti previste dal DPCM del 3 novembre, quelle legate ai tre colori assegnati alle varie regioni italiane (gialle, arancioni e rosse) che continueranno a essere usati.
Le regole in vigore da oggi e a Natale. Tutto quello che si potrà e non si potrà fare nelle prossime settimane.
[ 0, 3, 5, 4, 1372, 30, 4174, 206, 3, 5, 4, 3949, 10, 1447, 3, 4, 9361, 8, 3, 5 ]
Nel X Municipio di Roma, quello che comprende la frazione di Ostia, si dovrà tenere un ballottaggio tra Giuliana Di Pillo del Movimento 5 Stelle e Monica Picca di Fratelli d’Italia, perché nessuna delle due candidate ha ottenuto la maggioranza dei voti per essere eletta presidente al primo turno, durante le elezioni che si sono tenute ieri. Di Pillo ha ottenuto il 30,33 per cento dei voti, mentre Picca si è fermata al 26,68 per cento. Il candidato del PD, Athos De Luca, è andato male e ha ottenuto il 13,62 per cento dei voti. Il movimento di estrema destra Casapound è stato invece votato dal 7,65 per cento degli elettori, con il suo candidato Luca Marsella che ha ottenuto poco più del 9 per cento dei voti. Per Casapound è un risultato con pochi precedenti, considerato che alle ultime elezioni aveva raggiunto l’1,85 per cento. L’affluenza è stata del 36,15 per cento, contro il 56,11 per cento delle elezioni locali del 2016. Il Municipio era stato sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2015.
A Ostia ci sarà il ballottaggio tra le candidate del Movimento 5 Stelle e di Fratelli d’Italia.
[ 0, 3, 9, 272, 33, 10355, 16, 3, 6, 5, 5523, 512, 1510, 74, 3259, 23, 9, 10, 3, 14887 ]
Netflix sa se i suoi utenti guardano una stagione di una serie tv fino in fondo e quali puntate vengono interrotte, Spotify interpreta i gusti dei suoi utenti in base a quante volte ascoltano una canzone e a quali brani di un disco saltano: Jellybooks, una società inglese, cerca di fare qualcosa di simile con gli ebook. Jellybooks è nata per far scoprire ai lettori nuovi libri proponendo anteprime di ebook (circa il 10 per cento dei testi interi) messe a disposizione da alcuni editori; ora offre agli editori la possibilità di studiare le abitudini di lettura dei suoi utenti, nel caso accettino di partecipare ai test. In un articolo sul New York Times, Alexandra Alter e Karl Russell definiscono Andrew Rhomberg, fondatore di Jellybooks, il Billy Bean del mondo dei libri. Bean è il dirigente della squadra di baseball americana Oakland Athletics sulla cui storia è basato il libro di Michael Lewis Moneyball, da cui è stato tratto il film L’arte di vincere, con protagonista Brad Pitt: utilizzando modelli statistici e dati sulle performance dei singoli giocatori, Bean riuscì a creare una squadra vincente mettendo insieme sportivi considerati mediocri.
Un Auditel dei libri. I dati raccolti grazie agli ebook permettono già di studiare i comportamenti dei lettori e di cambiare il lavoro delle case editrici.
[ 0, 3511, 2697, 3497, 19, 752, 10, 123, 478, 10, 1703, 26, 67, 7646, 8, 3, 5, 11, 41, 144 ]
Achille Castiglioni è stato uno dei più importanti designer, progettisti e architetti italiani: è morto nel 2002 ed era nato a Milano il 16 febbraio di cento anni fa. Ginevra Bria ha scritto su Artribune che in oltre 40 anni Castiglioni «ha dato vita a 190 progetti di architettura, 290 progetti di industrial design e 484 allestimenti». Al MoMA, il museo d’arte moderna di New York, sono esposti 14 oggetti progettati da lui. Almeno uno lo conoscono quasi tutti, magari senza sapere che è suo: la lampada Arco, che Achille Castiglioni progettò nel 1962 per l’azienda FLOS, insieme al fratello Pier Giacomo. Anche se non l’avete in casa – costa più di mille euro – di certo l’avete vista. Un altro oggetto pensato da lui lo avete usato almeno una volta, ma ci arriviamo dopo.
Achille Castiglioni e la lampada Arco. Magari non l'avete in casa, ma l'avete già vista; e in casa avete almeno una cosa pensata da lui, nato 100 anni fa.
[ 0, 3, 14351, 1751, 6, 11083, 7, 3, 6, 5, 4483, 3, 4, 3, 6000, 442, 3588, 3, 6, 5 ]
Da giovedì 17 a domenica 20 ottobre a Torino ci sarà la seconda edizione del Festival del Classico, un weekend di lezioni, letture, tornei di dibattito, presentazioni di libri e spettacoli teatrali, organizzato dalla Fondazione Circolo dei lettori. Si parlerà di classici, naturalmente, ma anche di temi attuali che possono essere approfonditi e dibattuti con l’aiuto dei testi antichi. Il tema di quest’anno è “La verità ci renderà liberi”, un argomento di cui oggi si parla molto in termini di fake news e post-verità, ma che non è nuovo per chi studia i testi degli antichi, che già migliaia di anni fa si interrogavano su come distinguere il vero dall’inganno. L’idea del festival è di creare un dibattito sui temi più urgenti dell’attualità attraverso un confronto critico con il pensiero antico e infatti gli incontri si rivolgono sia a chi lavora nel mondo accademico che al pubblico non esperto. Oltre al tema della verità e dell’informazione si parlerà quindi di cittadinanza, di storia e mito, dell’universo femminile, del potere, della giustizia e dei diritti umani in generale. Ci saranno moltissimi ospiti noti, tra cui Massimo Cacciari, Lella Costa, Umberto Galimberti, Moni Ovadia, Piergiorgio Odifreddi, Nadia Terranova, Maurizio Molinari e Marco Damilano, solo per citarne alcuni.
Questo weekend a Torino si parlerà di classici e fake news. Da giovedì a domenica, tutti gli incontri e i protagonisti della seconda edizione del Festival del Classico che quest'anno sarà sul tema della verità.
[ 0, 3, 6, 5, 1107, 25, 1920, 3, 9, 1103, 8, 3, 6, 5, 1107, 25, 1920, 3, 21, 17 ]
Jonathan Demme, famoso regista statunitense, è morto mercoledì a 73 anni, per un cancro all’esofago unito a complicazioni cardiache, riferisce il sito di Variety: aveva 73 anni e tra le altre cose aveva diretto due grandi film di successo internazionale, Il silenzio degli innocenti (con cui aveva vinto il premio Oscar) e Philadelphia. La sua popolarità aveva anche a che fare con una grande attenzione alla musica rock, per cui aveva girato documentari e videoclip, tra cui Stop making sense dei Talking Heads, alcuni video di Bruce Springsteen e un documentario sul musicista napoletano Enzo Avitabile. Jonathan Demme era nato il 22 febbraio del 1944 a Baldwin nello stato di New York e aveva iniziato la sua carriera lavorando a film di scarsa qualità, che puntavano su scene violente ed esplicite per far colpo sul pubblico nei primi anni Settanta. Fu nel 1980 con il film Una volta ho incontrato un miliardario che si fece conoscere e apprezzare dalla critica, anche se il film non riscosse particolare successo tra il pubblico. Nel 1984 diresse Swing Shift – Tempo di Swing, che nelle intenzioni della casa di produzione Warner Bros avrebbe dovuto essere uno dei film di maggior prestigio del periodo, ma che venne prodotto con grandi difficoltà tanto da spingere Demme a disconoscerlo.
È morto il regista Jonathan Demme. Aveva 73 anni, aveva diretto "Il silenzio degli innocenti" e "Philadelphia".
[ 0, 3, 21, 3588, 3, 6, 5, 2562, 16177, 3, 18, 9435, 7, 328, 3, 69, 44, 95, 8, 1 ]
Le Canzoni è la newsletter quotidiana che ricevono gli abbonati del Post, scritta e confezionata da Luca Sofri (peraltro direttore del Post): e che parla, imprevedibilmente, di canzoni. Una per ogni sera, pubblicata qui sul Post l’indomani, ci si iscrive qui. C'è un punto all'ingresso della stazione di Santa Maria Novella, a Firenze, dove credete di essere arrivati e invece il treno si ferma, e resta lì: può essere una decina di secondi, può essere minuti, non lo sapete mai. Succede da sempre. Immagino ci sia un semaforo, e a seconda del vagone dove siete potete nell'attesa contemplare una bella costruzione industriale con i tetti a falde parallele, oppure vi trovate accanto a un altro treno, probabilmente un regionale, imbrattato di inutili writings che vengono ripetuti uguali da decenni. Ma il mio, ieri, almeno aveva una citazione da Prospettiva Nevski. Mike Bongiorno e Mike Oldfield, insieme nel 1983. Va esattamente come immaginate possa essere andata. Con grande solidarietà segnalo la confessione di ingenuità di Antonio Dipollina - il miglior critico televisivo in circolazione - che su Repubblica ha raccontato di avere appena realizzato cosa dicesse Gli occhi verdi di tua madre. Ora non so se fargli sapere di Una carezza in un pugno. (ci fu anche quel divertente momento-Vispa-Teresa da parte di Maria Stella Gelmini su Albachiara) Questa pagina fa parte dei contenuti visibili agli abbonati del Post. Se lo sei puoi accedere, se non lo sei puoi esserlo.
Una canzone di Birdy. E appunti per una rubrica di posta del cuore.
[ 0, 3, 5, 4, 3469, 10, 3, 57, 40, 9, 2798, 362, 57, 8, 3, 6, 5, 3, 24, 56 ]
Nella notte tra domenica e lunedì sono andati in onda negli Stati Uniti – e in contemporanea in Italia, su Sky Atlantic – il terzo e il quarto episodio della nuova stagione di Twin Peaks, la serie tv creata da David Lynch e Mark Frost. I primi due, che in realtà erano un solo lungo episodio ed erano attesissimi, erano piuttosto diversi da quello a cui avevano abituato le prime due stagioni della serie: praticamente una lunga sequenza di scene molto brevi, sconnesse tra loro, con pochi dialoghi e senza una vera colonna sonora. Sono piaciuti abbastanza, anche perché hanno messo in chiaro che la terza stagione di Twin Peaks non sarà una copia di quelle precedenti, uscite tra il 1990 e il 1991, ma avevano disorientato un po’ i critici e i fan. I nuovi episodi invece sono un’altra cosa ancora. Soprattutto il terzo episodio è piaciuto molto ai fan, perché contiene tanti elementi tipici della filmografia di Lynch e alcuni momenti molto Twin Peaks (ci arriviamo). Se nel quarto episodio non succede granché, nel terzo vengono sviluppate e presentate molte linee narrative importanti, che danno un’idea della direzione che prenderà la serie (e di come riuscirà a raccontare cose per i suoi 18 episodi). Dato che parliamo di Twin Peaks molte cose sono però poco chiare, altre totalmente incomprensibili, e altre ancora talmente strane che vale la pena tornarci sopra: come per i primi due episodi, abbiamo raccolto 5 argomenti di cui probabilmente, se avete visto il terzo e il quarto episodio, avete voglia di parlare con qualcuno.
5 cose sui nuovi episodi di “Twin Peaks”. Soprattutto il terzo è piaciuto molto ai fan, perché contiene un sacco di cose tipiche di Lynch e della serie originale.
[ 0, 3, 47, 411, 14, 32, 1012, 2295, 10, 3, 22, 5235, 3, 15896, 19, 8, 3, 6, 5, 917 ]
“Sollievo dai sintomi influenzali”, “Non dà assuefazione”, “Essenze floreali calmanti per i tuoi animali da compagnia disobbedienti”. Con affermazioni di questo tipo, i prodotti omeopatici delle meraviglie devono essere buoni per forza, giusto? Queste sono le cose che dicono quelli che vendono omeopatici, ma l’omeopatia che cosa può davvero curare? La risposta è semplice: solo bassi livelli di zucchero nel sangue e disidratazione; inoltre, alcuni prodotti omeopatici sono utili per creare dei favolosi margarita. Ma che cos’è l’omeopatia? Questa pratica fu proposta nel 1796 dal dottor Samuel Hahnemann. Non è che fosse poco intelligente, ma viveva in un’epoca antecedente le moderne tecnologie. Sapeva parlare 10 lingue ed era contrario a molti trattamenti medici tradizionali, compresi i salassi, ma era anche convinto che il caffè fosse responsabile di molti malanni. Fu la tendenza dell’epoca a mettere in discussione i trattamenti medici del Settecento che portò Hahnemann a proporre il suo nuovo sistema – l’omeopatia – basato sulla sua teoria del “principio di similitudine del farmaco” (“similia similibus curantur). Hahnemann sosteneva che se una sostanza è alla base dei sintomi di una persona malata, una dose estremamente piccola di quella stessa sostanza può essere usata per curare quei sintomi. E quindi, sempre seguendo il suo ragionamento, più la sostanza viene diluita in una preparazione, più alta sarà la sua capacità di curare quei sintomi.
A cosa serve l’omeopatia. A qualcosa sì, ma non a curarvi, dice Slate.
[ 0, 3, 5, 15, 4329, 11, 2396, 9, 3, 21, 379, 892, 72, 3, 5, 11, 3, 19691, 4, 14 ]