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140 Dallunità del progetto di Dio e della sua rivelazione deriva lunità dei due Testamenti lAntico Testamento prepara il Nuovo, mentre il Nuovo compie lAntico i due si illuminano a vicenda entrambi sono vera Parola di Dio.
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141 La Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso del Signore in ambedue le realtà tutta la vita cristiana trova il proprio nutrimento e la propria regola. Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino Sal 1 19,105.
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CAPITOLO TERZO LA RISPOSTA DELLUOMO A DIO
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142 Con la sua rivelazione, Dio invisibile nel suo immenso amore parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi per invitarli ed ammetterli alla comunione con sé. La risposta adeguata a questo invito è la fede.
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143 Con la fede luomo sottomette pienamente a Dio la propria intelligenza e la propria volontà. Con tutto il suo essere luomo dà il proprio assenso a Dio rivelatore. La Sacra Scrittura chiama obbedienza della fede questa risposta delluomo a Dio che rivela.
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Articolo 1 IO CREDO
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I. Lobbedienza della fede.
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144 Obbedire obaudire nella fede è sottomettersi liberamente alla parola ascoltata, perché la sua verità è garantita da Dio, il quale è la verità stessa. Il modello di questa obbedienza propostoci dalla Sacra Scrittura è Abramo. La Vergine Maria ne è la realizzazione più perfetta.
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ABRAMO PADRE DI TUTTI I CREDENTI
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145 La lettera agli Ebrei, nel solenne elogio della fede degli antenati, insiste particolarmente sulla fede di Abramo Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava Eb 11,8. Per fede soggiornò come straniero e pellegrino nella Terra promessa. Per fede Sara ricevette la possibilità di concepire il figlio della Promessa. Per fede, infine, Abramo offrì in sacrificio il suo unico figlio.
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146 Abramo realizza così la definizione della fede data dalla lettera agli Ebrei La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono Eb 11,1. Abramo ebbe fede in Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia Rm 4,3. Forte in questa fede Rm 4,20, Abramo è diventato padre di tutti quelli che credono Rm 4,ll.l8.
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147 Di questa fede, lAntico Testamento è ricco di testimonianze. La lettera agli Ebrei fa lelogio della fede esemplare degli antichi che ricevettero per essa una buona testimonianza Eb 11,2.39. Tuttavia Dio aveva in vista qualcosa di meglio per noi la grazia di credere nel suo Figlio Gesù, autore e perfezionatore della fede Eb 11,40 12,2.
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MARIA BEATA COLEI CHE HA CREDUTO
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148 La Vergine Maria realizza nel modo più perfetto lobbedienza della fede. Nella fede, Maria accolse lannunzio e la promessa a lei portati dallangelo Gabriele, credendo che nulla è impossibile a Dio Lc l,37, e dando il proprio consenso Sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto Lc 1,38. Elisabetta la salutò così Beata colei che ha creduto nelladempimento delle parole del Signore Lc 1,45. Per questa fede tutte le generazioni la chiameranno beata.
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149 Durante tutta la sua vita, e fino allultima prova, quando Gesù, suo Figlio, morì sulla croce, la sua fede non ha mai vacillato. Maria non ha cessato di credere nelladempimento della parola di Dio. Ecco perché la Chiesa venera in Maria la più pura realizzazione della fede.
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II. So a chi ho creduto 2 Tm 1,12
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CREDERE IN UN SOLO DIO
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150 La fede è innanzi tutto una adesione personale delluomo a Dio al tempo stesso ed inseparabilmente, è lassenso libero a tutta la verità che Dio ha rivelato. In quanto adesione personale a Dio e assenso alla verità da lui rivelata, la fede cristiana differisce dalla fede in una persona umana. È bene e giusto affidarsi completamente a Dio e credere assolutamente a ciò che egli dice. Sarebbe vano e fallace riporre una simile fede in una creatura.
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CREDERE IN GESU CRISTO FIGLIO DI DIO
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151 Per il cristiano, credere in Dio è inseparabilmente credere in colui che egli ha mandato, il suo Figlio prediletto nel quale si è compiaciuto Dio ci ha detto di ascoltarlo. Il Signore stesso dice ai suoi discepoli Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me Gv 14,1. Possiamo credere in Gesù Cristo perché egli stesso è Dio, il Verbo fatto carne Dio nessuno lha mai visto proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato Gv 1,18. Poiché egli ha visto il Padre Gv 6,46, è il solo a conoscerlo e a poterlo rivelare.
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CREDERE NELLO SPIRITO SANTO
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152 Non si può credere in Gesù Cristo se non si ha parte al suo Spirito. È lo Spirito Santo che rivela agli uomini chi è Gesù. Infatti nessuno può dire Gesù è Signore se non sotto lazione dello Spirito Santo 1 Cor 12,3. Lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. ... Nessuno ha mai potuto conoscere i segreti di Dio se non lo Spirito di Dio 1 Cor 2,1011. Dio solo conosce pienamente Dio. Noi crediamo nello Spirito Santo perché è Dio. La Chiesa non cessa di confessare la sua fede in un solo Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo.
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III. Le caratteristiche della fede.
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LA FEDE E UNA GRAZIA
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153 Quando san Pietro confessa che Gesù è il Cristo, il Figlio del Dio vivente, Gesù gli dice Nè la carne nè il sangue te lhanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli Mt l6,l7. La fede è un dono di Dio, una virtù soprannaturale da lui infusa. Perché si possa prestare questa fede, è necessaria la grazia di Dio che previene e soccorre, e gli aiuti interiori dello Spirito Santo, il quale muova il cuore e lo rivolga a Dio, apra gli occhi della mente, e dia a tutti dolcezza nel consentire e nel credere alla verità.
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LA FEDE E UN ATTO UMANO
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154 É impossibile credere senza la grazia e gli aiuti interiori dello Spirito Santo. Non è però meno vero che credere è un atto autenticamente umano. Non è contrario nè alla libertà nè allintelligenza delluomo far credito a Dio e aderire alle verità da lui rivelate. Anche nelle relazioni umane non è contrario alla nostra dignità credere a ciò che altre persone ci dicono di sé e delle loro intenzioni, e far credito alle loro promesse come, per esempio, quando un uomo e una donna si sposano, per entrare così in reciproca comunione. Conseguentemente, ancor meno e contraria alla nostra dignità prestare, con la fede, la piena sottomissione della nostra intelligenza e della nostra volontà a Dio quando si rivela ed entrare in tal modo in intima comunione con lui.
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155 Nella fede, lintelligenza e la volontà umane cooperano con la divina Credere est actus intellectus assentientis veritati divinae imperio voluntatis a Deo motae per gratiam Credere è un atto dellintelletto che, sotto la spinta della volontà mossa da Dio per mezzo grazia, dà il proprio consenso alla verità divina .
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FEDE E LINTELLIGENZA
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156 Il motivo di credere non consiste nel fatto che le verità rivelate sono come vere e intelligibili alla luce della nostra ragione naturale. Noi crediamo per lautorità di Dio stesso che le rivela, il quale non può né ingannarsi né ingannare. Nondimeno, perché lossequio della nostra fede fosse conforme alla ragione, Dio ha voluto che agli interiori aiuti dello Spirito Santo si accompagnassero anche prove esteriori della sua rivelazione. Così i miracoli di Cristo e dei santi, le profezie, la diffusione e la santità della Chiesa, la sua fecondità e la sua stabilità sono segni certissimi della divina rivelazione, adatti ad ogni intelligenza, sono motivi di credibilità i quali mostrano che lassenso della fede non è affatto un cieco moto dello spirito.
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157 La fede è certa, più certa di ogni conoscenza umana, perché si fonda sulla Parola stessa di Dio, il quale non può mentire. Indubbiamente, le verità rivelate possono sembrare oscure alla ragione e allesperienza umana, ma la certezza data dalla luce divina è più grande di quella offerta dalla luce della ragione naturale. Diecimila difficoltà non fanno un solo dubbio.
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158 La fede cerca di comprendere è caratteristico della fede che il credente desideri conoscere meglio colui nel quale ha posto la sua fede, e comprendere meglio ciò che egli ha rivelato una conoscenza più penetrante richiederà a sua volta una fede più grande, sempre più ardente damore. La grazia della fede apre gli occhi della mente Ef 1,18 per una intelligenza viva dei contenuti della Rivelazione, cioè dellinsieme del disegno di Dio e dei misteri della fede, dellintima connessione che li lega tra loro e con Cristo, centro del mistero rivelato. Ora, affinché lintelligenza della Rivelazione diventi sempre più profonda, lo ... Spirito Santo perfeziona continuamente la fede per mezzo dei suoi doni. Così, secondo il detto di santAgostino Credi per comprendere comprendi per credere.
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159 Fede e scienza. Anche se la fede è sopra la ragione, non vi potrà mai essere vera divergenza tra fede e ragione poiché lo stesso Dio che rivela i misteri e comunica la fede, ha anche deposto nello spirito umano il lume della ragione, questo Dio non potrebbe negare se stesso, né il vero contraddire il vero. Perciò la ricerca metodica di ogni disciplina, se procede in maniera veramente scientifica e secondo le norme morali, non sarà mai in reale contrasto con la fede, perché le realtà profane e le realtà della fede hanno origine dal medesimo Dio. Anzi, chi si sforza con umiltà e perseveranza di scandagliare i segreti della realtà, anche senza che egli se ne avveda, viene come condotto dalla mano di Dio, il quale, mantenendo in esistenza tutte le cose, fa che siano quello che sono.
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LA LIBERTÀ DELLA FEDE
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160 Perché la risposta di fede sia umana, è elemento fondamentale ... che gli uomini devono volontariamente rispondere a Dio credendo che perciò nessuno può essere costretto ad abbracciare la fede contro la sua volontà. Infatti latto di fede è volontario per sua stessa natura. Dio chiama certo gli uomini a servirlo in spirito e verità, per cui essi sono vincolati in coscienza, ma non coartati. ... Ciò è apparso in sommo grado in Cristo Gesù. Infatti, Cristo ha invitato alla fede e alla conversione, ma a ciò non ha affatto costretto. Ha reso testimonianza alla verità, ma non ha voluto imporla con la forza a coloro che la respingevano. Il suo regno ... cresce in virtù dellamore, con il quale Cristo, esaltato in croce, trae a sé gli uomini .
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LA NECESSITÀ DELLA FEDE
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161 Credere in Gesù Cristo e in colui che lha mandato per la nostra salvezza, è necessario per essere salvati. Poiché senza la fede è impossibile essere graditi a Dio Eb 11,6 e condividere la condizione di suoi figli, nessuno può essere mai giustificato senza di essa e nessuno conseguirà la vita eterna se non persevererà in essa sino alla fine Mt 10,22 24,13 .
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LA PERSEVERANZA NELLA FEDE
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162 La fede è un dono che Dio fa alluomo gratuitamente. Noi possiamo perdere questo dono inestimabile. San Paolo, a questo proposito, mette in guardia Timoteo Combatti la buona battaglia con fede e buona coscienza, poiché alcuni che lhanno ripudiata hanno fatto naufragio nella fede 1 Tm 1,1819. Per vivere, crescere e perseverare nella fede sino alla fine, dobbiamo nutrirla con la Parola di Dio dobbiamo chiedere al Signore di accrescerla essa deve operare per mezzo della carità Gal 5,6, essere sostenuta dalla speranza ed essere radicata nella fede della Chiesa.
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LA FEDE INIZIO DELI.A VITA ETERNA
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163 La fede ci fa gustare come in anticipo la gioia e la luce della visione beatifica, fine del nostro pellegrinare quaggiù. Allora vedremo Dio a faccia a faccia 1 Cor 13,12, così come egli è 1Gv 3,2. La fede, quindi, è già linizio della vita eterna Fin dora contempliamo come in uno specchio, quasi fossero già presenti, le realtà meravigliose che le promesse ci riservano e che, per la fede, attendiamo di godere.
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164 Ora, però, camminiamo nella fede e non ancora in visione 2 Cor 5,7, e conosciamo Dio come in uno specchio, in maniera confusa..., in modo imperfetto I Cor 13,12. La fede, luminosa a motivo di colui nel quale crede, sovente è vissuta nelloscurità. La fede può essere messa alla prova. Il mondo nel quale viviamo pare spesso molto lontano da ciò di cui la fede ci dà la certezza le esperienze del male e della sofferenza, delle ingiustizie e della morte sembrano contraddire la Buona Novella, possono far vacillare la fede e diventare per essa una tentazione.
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165 Allora dobbiamo volgerci verso i testimoni della fede Abramo, che credette, sperando contro ogni speranza Rm 4,18 la Vergine Maria che, nel cammino della fede, è giunta fino alla notte della fede partecipando alla sofferenza del suo Figlio e alla notte della sua tomba e molti altri testimoni della fede Circondati da un così gran numero di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore perfezionatore della fede Eb 12, 12.
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Articolo 2 NOI CREDIAMO
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166 La fede è un atto personale è la libera risposta delluomo alliniziativa di Dio che si rivela. La fede però non è un atto isolato. Nessuno può credere da solo, così come nessuno può vivere da solo. Nessuno si è dato la fede da se stesso, così come nessuno da se stesso si è dato lesistenza. Il credente ha ricevuto la fede da altri e ad altri la deve trasmettere. Il nostro amore per Gesù e per gli uomini ci spinge a parlare ad altri della nostra fede. In tal modo ogni credente è come un anello nella grande catena dei credenti. Io non posso credere senza essere sorretto dalla fede degli altri, e, con la mia fede, contribuisco a sostenere la fede degli altri.
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167 Io credo è la fede della Chiesa professata personalmente da ogni credente, soprattutto al momento del Battesimo. Noi crediamo è la fede della Chiesa confessata dai Vescovi riuniti in Concilio, o, più generalmente, dallassemblea liturgica dei credenti. Io credo e anche la Chiesa, nostra Madre, che risponde a Dio con la sua fede e che ci insegna a dire Io credo, Noi crediamo.
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I. Guarda, Signore, alla fede della tua Chiesa.
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168 È innanzi tutto la Chiesa che crede, e che così regge, nutre e sostiene la mia fede. È innanzi tutto la Chiesa che, ovunque, confessa il Signore, Te per orbem terrarum sancta confitetur Ecclesia La santa Chiesa proclama la tua gloria su tutta la terra, cantiamo nel Te Deum e con essa e in essa anche noi siamo trascinati e condotti a confessare Io credo, Noi crediamo. Dalla Chiesa riceviamo la fede e la vita nuova in Cristo mediante il Battesimo. Nel Rituale Romano il ministro del Battesimo domanda al catecumeno Che cosa chiedi alla Chiesa di Dio?. E la risposta è La fede. Che cosa ti dona la fede?. La vita eterna.
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169 La salvezza viene solo da Dio ma, poiché riceviamo la vita della fede attraverso la Chiesa, questa è nostra Madre Noi crediamo la Chiesa come Madre della nostra nuova nascita, e non nella Chiesa come se essa fosse lautrice della nostra salvezza. Essendo nostra Madre, la Chiesa è anche leducatrice della nostra fede.
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II. Il linguaggio della fede.
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170 Noi non crediamo in alcune formule, ma nelle realtà che esse esprimono e che la fede ci permette di toccare. Latto di fede del credente non si ferma allenunciato, ma raggiunge la realtà enunciata. Tuttavia, noi accostiamo queste realtà con laiuto delle formulazioni della fede. Esse ci permettono di esprimere e di trasmettere la fede, di celebrarla in comunità, di assimilarla e di viverla sempre più intensamente.
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171 La Chiesa, che è colonna e sostegno della verità 1 Tm 3,15, conserva fedelmente la fede, che fu trasmessa ai credenti una volta per tutte. È la Chiesa che custodisce la memoria delle parole di Cristo e trasmette di generazione in generazione la confessione di fede degli Apostoli. Come una madre che insegna ai suoi figli a parlare, e quindi a comprendere e a comunicare, la Chiesa nostra Madre ci insegna il linguaggio della fede per introdurci nellintelligenza della fede e nella vita.
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III. Una sola fede.
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172 Da secoli, attraverso molte lingue, culture, popoli e nazioni, la Chiesa non cessa di confessare la sua unica fede, ricevuta da un solo Signore, trasmessa mediante un solo Battesimo, radicata nella convinzione che tutti gli uomini non hanno che un solo Dio e Padre. SantIreneo di Lione, testimone di questa fede, dichiara
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173 In realtà, la Chiesa, sebbene diffusa in tutto il mondo fino alle estremità della terra, avendo ricevuto dagli Apostoli e dai loro discepoli la fede ... conserva questa predicazione e questa fede con cura e, come se abitasse ununica casa, vi crede in uno stesso identico modo, come se avesse una sola anima ed un cuore solo, e predica le verità della fede, le insegna e le trasmette con voce unanime, come se avesse una sola bocca.
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174 Infatti, se le lingue nel mondo sono varie, il contenuto della Tradizione è però unico e identico. E non hanno altra fede o altra Tradizione né le Chiese che sono in Germania, né quelle che sono in Spagna, né quelle che sono presso i Celti in Gallia, né quelle dellOriente, dellEgitto, della Libia, né quelle che sono al centro del mondo. Il messaggio della Chiesa è dunque veridico e solido, poiché essa addita a tutto il mondo una sola via di salvezza.
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175 Conserviamo con cura questa fede che abbiamo ricevuto dalla Chiesa, perché, sotto lazione dello Spirito di Dio, essa, come un deposito di grande valore, chiuso in un vaso prezioso, continuamente ringiovanisce e fa ringiovanire anche il vaso che la contiene.
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In sintesi.
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176 La fede é unadesione personale di tutto luomo a Dio che si rivela. Comporta unadesione dellintelligenza e della volontà alla Rivelazione che Dio ha fatto di sé attraverso le sue opere e le sue parole.
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177 Credere ha perciò un duplice riferimento alla persona e alla verità alla verità per la fiducia che si accorda alla persona che lafferma.
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178 Non dobbiamo credere in nessun altro se non in Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
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179 La fede è un dono soprannaturale di Dio. Per credere, luomo ha bisogno degli aiuti interiori dello Spirito Santo.
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180 Credere è un atto umano, cosciente e libero, che ben saccorda con la dignità della persona umana.
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181 Credere è un atto ecclesiale. La fede della Chiesa precede, genera, sostiene e nutre la nostra fede. La Chiesa è la Madre di tutti i credenti. Nessuno può avere Dio per Padre, se non ha la Chiesa per Madre.
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182 Noi crediamo tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio, scritta o tramandata, e che è proposto dalla Chiesa come divinamente rivelato.
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183 La fede è necessaria alla salvezza. Il Signore stesso lo afferma Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato Mc 16,16.
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184 La fede ... è una pregustazione della conoscenza che ci renderà beati nella vita futura.
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Il CREDO
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SIMBOLO DEGLI APOSTOLI
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Io credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra. E in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto discese agli inferi il terzo giorno risuscitò da morte salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la resurrezione della carne, la vita eterna. Amen
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CREDO NICENACOSTANTINOPOLITANO
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Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo che é Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà
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Amen.
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SEZIONE SECONDA LA PROFESSIONE DELLA FEDE CRISTIANA
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I SIMBOLI DELLA FEDE
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185 Chi dice lo credo, dice lo aderisco a ciò che noi crediamo. La comunione nella fede richiede un linguaggio comune della fede, normativo per tutti e che unisca nella medesima confessione di fede.
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186 Fin dalle origini, la Chiesa apostolica ha espresso e trasmesso la propria fede in formule brevi e normative per tutti. Ma molto presto la Chiesa ha anche voluto riunire lessenziale della sua fede in compendi organici e articolati, destinati in particolare ai candidati al Battesimo. Il simbolo della fede non fu composto secondo opinioni umane, ma consiste nella raccolta dei punti salienti, scelti da tutta la Scrittura, così da dare una dottrina completa della fede. E come il seme della senape racchiude in un granellino molti rami, così questo compendio della fede racchiude tutta la conoscenza della vera pietà contenuta nellAntico e nel Nuovo Testamento.
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187 Tali sintesi della fede vengono chiamate professioni di fede, perché riassumono la fede professata dai cristiani. Vengono chiamate Credo a motivo di quella che normalmente ne è la prima parola Io credo. Sono anche dette Simboli della fede.
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188 La parola greca indicava la metà di un oggetto spezzato per esempio un sigillo che veniva presentato come un segno di riconoscimento. Le parti rotte venivano ricomposte per verificare lidentità di chi le portava. Il Simbolo della fede è quindi un segno di riconoscimento e di comunione tra i credenti. Passò poi a significare raccolta, collezione o sommario. Il Simbolo della fede è la raccolta delle principali verità della fede. Da qui deriva il fatto che esso costituisce il primo e fondamentale punto di riferimento della catechesi.
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189 La prima professione di fede si fa al momento del Battesimo. Il Simbolo della fede è innanzi tutto il Simbolo battesimale. Poiché il Battesimo viene dato nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo Mt 28,19, le verità di fede professate al momento del Battesimo sono articolate in base al loro riferimento alle tre Persone della Santa Trinità.
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190 Il Simbolo è quindi diviso in tre parti La prima è consacrata allo studio di Dio Padre e dellopera mirabile della creazione la seconda allo studio di Gesù Cristo e del mistero della redenzione la terza allo studio dello Spirito Santo, principio e sorgente della nostra santificazione. Sono questi i tre capitoli del nostro sigillo battesimale.
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191 Queste tre parti sono distinte, sebbene legate tra loro. In base a un paragone spesso usato dai Padri, noi li chiamiamo articoli. Infatti, come nelle nostre membra ci sono certe articolazioni che le distinguono e le separano, così, in questa professione di fede, giustamente e a buon diritto si è data la denominazione di articoli alle verità che dobbiamo credere in particolare e in maniera distinta. Secondo unantica tradizione, attestata già da santAmbrogio, si è anche soliti contare dodici articoli del Credo, simboleggiando con il numero degli Apostoli linsieme della fede apostolica.
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192 Nel corso dei secoli si sono avute numerose professioni o simboli della fede, in risposta ai bisogni delle diverse epoche i Simboli delle varie Chiese apostoliche e antiche, il Simbolo Quicumque, detto di santAtanasio, le professioni di fede di certi Concili di Toledo Lateranense di Lione di Trento, o di alcuni Sommi Pontefici, come la fides Damasi o Il Credo del popolo di Dio di Paolo VI 1968.
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193 Nessuno dei Simboli delle diverse tappe della vita della Chiesa può essere considerato sorpassato ed inutile. Essi ci aiutano a vivere e Simboli della fede ad approfondire oggi la fede di sempre attraverso i vari compendi che ne sono stati fatti. Fra tutti i Simboli della fede, due occupano un posto specialissimo nella vita della Chiesa
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194 Il Simbolo degli Apostoli, cosi chiamato perché a buon diritto è ritenuto il riassunto fedele della fede degli Apostoli. È lantico Simbolo battesimale della Chiesa di Roma. La sua grande autorità gli deriva da questo fatto È il Simbolo accolto dalla Chiesa di Roma, dove ebbe la sua sede Pietro, il primo tra gli Apostoli, e dove egli portò lespressione della fede comune.
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195 Il Simbolo detto nicenocostantinopolitano, il quale trae la sua grande autorità dal fatto di essere frutto dei primi due Concili Ecumenici 325 e 381. È tuttora comune a tutte le grandi Chiese dellOriente e dellOccidente.
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196 La nostra esposizione della fede seguirà il Simbolo degli Apostoli, che rappresenta, per così dire, il più antico catechismo romano. Lesposizione però sarà completata con costanti riferimenti al Simbolo nicenocostantinopolitano, in molti punti più esplicito e più dettagliato.
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197 Come al giorno del nostro Battesimo, quando tutta la nostra vita è stata affidata a quella forma di insegnamento Rm 6,17, accogliamo il Simbolo della nostra fede, la quale dà la vita. Recitare con fede il Credo significa entrare in comunione con Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, ed anche con tutta la Chiesa che ci trasmette la fede e nel seno della quale noi crediamo Questo Simbolo è un sigillo spirituale, è la meditazione del nostro cuore e ne è come una difesa sempre presente senza dubbio è il tesoro che custodiamo nel nostro animo.
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CAPITOLO PRIMO IO CREDO IN DIO PADRE
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198 La nostra professione di fede incomincia con Dio, perché Dio è il primo e lultimo 1s 44,6, il principio e la fine di tutto. Il Credo incomincia con Dio Padre, perché il Padre è la prima Persona divina della Santissima Trinità. Il nostro Simbolo incomincia con la creazione del cielo e della terra, perché la creazione è linizio e il fondamento di tutte le opere di Dio.
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Articolo 1 IO CREDO IN DIO, PADRE ONNIPOTENTE, CREATORE DEL CIELO E DELLA TERRA
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Paragrafo 1 IO CREDO IN DIO
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199 Io credo in Dio questa prima affermazione della professione di fede è anche la più importante, quella fondamentale. Tutto il Simbolo parla di Dio, e, se parla anche delluomo e del mondo, lo fa in rapporto a Dio. Gli articoli del Credo dipendono tutti dal primo, così come i comandamenti sono lesplicitazione del primo. Gli altri articoli ci fanno meglio conoscere Dio, quale si è rivelato progressivamente agli uomini. Giustamente quindi i cristiani affermano per prima cosa di credere in Dio
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I. Credo in un solo Dio.
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200 Con queste parole incomincia il Simbolo nicenocostantinopolitano. La confessione dellunicità di Dio, che ha la sua radice nella rivelazione divina dellAntica Alleanza, è inseparabile da quella dellesistenza di Dio ed è altrettanto fondamentale. Dio è uno non cè che un solo Dio La fede cristiana crede e professa un solo Dio, uno per natura, per sostanza e per essenza .
Rispondi alla seguente richiesta:
201 A Israele, suo eletto, Dio si è rivelato come lUnico Ascolta, Israele il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta lanima e con tutte le forze Dt 6,45. Per mezzo dei profeti, Dio invita Israele e tutte le nazioni a volgersi a lui, lUnico Volgetevi a me e sarete salvi, paesi tutti della terra, perché io sono Dio non ce nè altri... davanti a me si piegherà ogni ginocchio, per me giurerà ogni lingua. Si dirà Solo nel Signore si trovano vittoria e potenza Is 45,2224.
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202 Gesù stesso conferma che Dio è lunico Signore e che lo si deve amare con tutto il cuore, con tutta lanima, con tutta la mente, con tutte le forze. Nello stesso tempo lascia capire che egli pure è il Signore. Confessare che Gesù è Signore è lo specifico della fede cristiana. Ciò non contrasta con la fede nel Dio Uno. Credere nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita non introduce alcuna divisione nel Dio Uno Crediamo fermamente e confessiamo apertamente che uno solo è il vero Dio, eterno e immenso, onnipotente, immutabile, incomprensibile e ineffabile, Padre, Figlio e Spirito Santo tre Persone, ma una sola essenza, sostanza, cioè natura assolutamente semplice.
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II. Dio rivela il suo nome
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203 Dio si è rivelato a Israele, suo popolo, facendogli conoscere il suo nome. Il nome esprime lessenza, lidentità della persona e il senso della sua vita. Dio ha un nome. Non è una forza anonima. Svelare il proprio nome è farsi conoscere agli altri in qualche modo è consegnare se stesso rendendosi accessibile, capace dessere conosciuto più intimamente e di essere chiamato personalmente.
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204 Dio si è rivelato al suo popolo progressivamente e sotto diversi nomi ma la rivelazione del nome divino fatta a Mosè nella teofania del roveto ardente, alle soglie dellEsodo e dellAlleanza del Sinai, si è mostrata come la rivelazione fondamentale per lAntica e la Nuova Alleanza.