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Storia italiana della prima metà del XX secolo
A chi era subordinato il Regno del Sud
Il Regno del Sud non fu dunque uno stato fantoccio, poiché, seppur posto sempre sotto stretto controllo dagli Alleati, seppe guadagnarsi discreti margini di autonomia. Esso inoltre rappresentò la continuità legale dello stato italiano e come tale fu riconosciuto, oltre che dai paesi alleati, anche dalla maggioranza del...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
A chi era subordinato il Regno del Sud
A Brindisi, Vittorio Emanuele III e Badoglio ripresero gradualmente le loro funzioni sotto il vincolo del controllo da parte del comando alleato, mantenendo la continuità istituzionale ma di fatto regnando su sole quattro province pugliesi (la Sardegna pur essendo de jure sottoposta alla sovranità brindisina, di fatto ...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
A cosa fu dovuta la scissione della CGIL unitaria in CISL e UIL
L'attentato a Palmiro Togliatti del 1948 costituì l'occasione per una scissione e per la nascita di CISL e UIL. La scissione, promossa da sindacalisti cattolici democratici guidati da Giulio Pastore, futuro leader della CISL, era dovuta al fatto che nella CGIL, sin dai primi mesi dopo la sua ricostituzione, avevano ini...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne condannato a morte nel processo di Verona
Le condanne a morte furono eseguite l'11 gennaio 1944 al poligono di tiro di forte San Procolo da un plotone di 30 militi fascisti comandati da Nicola Furlotti: di tale esecuzione resta anche un filmato. Dei diciannove membri del Gran Consiglio del Fascismo accusati, soltanto sei erano presenti al processo; tra questi ...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne condannato a morte nel processo di Verona
Costituita la Repubblica Sociale Italiana il 28 settembre 1943 ad opera di Mussolini liberato dai paracadutisti tedeschi del Fallschirmjäger-Lehrbataillon, i membri del Gran Consiglio che avevano votato a favore dell'ordine del giorno Grandi furono condannati a morte come traditori nel processo di Verona, tenutosi dall...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne condannato a morte nel processo di Verona
Dopo una veloce assise pubblica, nota come processo di Verona, Ciano venne invece riconosciuto colpevole insieme a Marinelli, Gottardi, Pareschi e al vecchio Maresciallo Emilio De Bono (oltre che a molti altri gerarchi contumaci); inoltre, il genero del Duce fu l'unico imputato ad essere condannato alla fucilazione all...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne condannato a morte nel processo di Verona
Ormai ai margini del potere effettivo, fu condannato a morte nel processo di Verona e venne fucilato l'11 gennaio 1944 insieme a Galeazzo Ciano, Emilio De Bono, Carluccio Pareschi e Luciano Gottardi. Nel suo diario, Giuseppe Bottai ebbe nei suoi confronti parole durissime: "Marinelli era fosco d’occhio e d’anima. Che e...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne condannato a morte nel processo di Verona
Tra l'8 e il 10 gennaio 1944 si tiene il processo di Verona, nel quale vengono giudicati i gerarchi "traditori" che si erano schierati contro Mussolini il 25 luglio 1943: tra questi, viene condannato a morte il genero del duce, Galeazzo Ciano. Non è noto se Mussolini non avesse voluto salvare la vita al marito di sua f...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne condannato a morte per l'Eccidio delle Fosse Ardeatine
Anche Albert Kesselring, catturato a fine guerra, fu processato e condannato a morte il 6 maggio 1947 da un tribunale militare britannico per crimini di guerra e per l'eccidio delle Fosse Ardeatine, ma la sentenza fu poi commutata nel carcere a vita. Nel 1952 fu scarcerato per motivi di salute e fece ritorno in Germani...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne condannato a morte per l'Eccidio delle Fosse Ardeatine
Il comandante Kesselring venne invece giudicato da un tribunale militare britannico a Mestre. Inizialmente venne condannato alla fucilazione per tutti i crimini di guerra commessi, compresi l'eccidio di Sant'Anna di Stazzema e l'eccidio delle Fosse Ardeatine, ma successivamente la condanna venne modificata con la reclu...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne condannato a morte per l'Eccidio delle Fosse Ardeatine
Nel dopoguerra, Herbert Kappler venne processato e condannato all'ergastolo da un tribunale italiano e rinchiuso in carcere. La condanna riguardò i 15 giustiziati non compresi nell'ordine di rappresaglia datogli per vie gerarchiche. Colpito da un tumore inguaribile, con l'aiuto della moglie riuscì ad evadere dall'osped...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne condannato a morte per l'Eccidio delle Fosse Ardeatine
Albert Kesselring, che durante il secondo conflitto mondiale fu il comandante delle forze armate germaniche in Italia, a fine conflitto (1947) fu processato e condannato a morte per i numerosi eccidi che l'esercito nazista aveva commesso ai suoi ordini (Fosse Ardeatine, Strage di Marzabotto e molte altre). Successivame...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne liberato nell'impresa del Gran Sasso
Dopo l'arresto a villa Savoia Mussolini considerava conclusa la sua attività e appariva rassegnato a farsi da parte. Il 12 settembre 1943, dopo vari spostamenti, fu infine liberato al Gran Sasso dai paracadutisti tedeschi. Trasferito in Germania, oltre a non mostrare alcun interesse a riprendere la guida del rinato fas...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne liberato nell'impresa del Gran Sasso
Solo la guerra e soprattutto l'andamento disastroso su tutti i fronti delle operazioni belliche e il progressivo distacco delle masse popolari dal regime (evidenziato anche dai grandi scioperi del marzo 1943), condussero alla subitanea disgregazione dello Stato fascista dopo il 25 luglio, seguito, dopo i tormentati qua...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne liberato nell'impresa del Gran Sasso
1943 – Benito Mussolini viene liberato dalla sua prigione a Campo Imperatore, sul Gran Sasso d'Italia, da un commando tedesco guidato dal maggiore dei paracadutisti Harald-Otto Mors e dal capitano delle SS, Otto Skorzeny.
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne liberato nell'impresa del Gran Sasso
Il 12 settembre un reparto di paracadutisti tedeschi, comandato dal maggiore Otto Skorzeny, liberò Mussolini, che era stato confinato in un albergo a Campo Imperatore, sul Gran Sasso (operazione "Eiche").
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne liberato nell'impresa del Gran Sasso
La liberazione di Mussolini dalla prigionia sul Gran Sasso fu il preludio alla creazione, nell'Italia del nord, di uno stato fantoccio controllato dal Reich tedesco: nacque così, il 23 settembre 1943, la Repubblica Sociale Italiana (RSI), comunemente detta Repubblica di Salò, dal nome della località sul lago di Garda c...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne liberato nell'impresa del Gran Sasso
Mussolini, subito dopo il suo arresto, è dapprima trattenuto in una caserma dei carabinieri a Roma. Su sua richiesta, Badoglio pensa di trasferirlo alla Rocca delle Caminate, ma il prefetto di Forlì, Marcello Bofondi, fascista della prima ora, sentito telegraficamente, si oppone recisamente, sostenendo, in un tal caso,...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne liberato nell'impresa del Gran Sasso
La reazione di Hitler e dei comandi tedeschi, nonostante la sorpresa per l'improvviso annuncio dell'armistizio, fu rapida ed efficace: il piano Achse venne immediatamente attivato e le truppe della Wehrmacht presero il sopravvento in tutti i teatri bellici dove erano presenti unità italiane, sfruttando soprattutto la d...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne liberato nell'impresa del Gran Sasso
Quando – dopo l'annuncio dell'Armistizio di Cassibile – venne meno la necessità per la Germania che i rapporti col governo di Roma fossero anche solo formalmente mantenuti, Adolf Hitler in persona ordinò che Benito Mussolini, fino ad allora prigioniero sul Gran Sasso, venisse liberato e portato in Germania.
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne liberato nell'impresa del Gran Sasso
Il 12 settembre un reparto di paracadutisti tedeschi, comandato dal maggiore Harald-Otto Mors, con la partecipazione dell'ufficiale delle Waffen-SS Otto Skorzeny (a cui venne attribuito dalla propaganda tedesca tutto il merito dell'operazione), liberò Mussolini, che era stato confinato sul Gran Sasso, e lo condusse in ...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne liberato nell'impresa del Gran Sasso
La liberazione di Mussolini dalla prigionia sul Gran Sasso fu il preludio alla creazione, nell'Italia del nord, di uno stato fantoccio controllato dal Reich tedesco: nacque così, il 23 settembre 1943, la Repubblica Sociale Italiana, per espressa volontà di Adolf Hitler. La Repubblica Sociale Italiana venne riconosciuta...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne liberato nell'impresa del Gran Sasso
Il 12 settembre un reparto di paracadutisti al comando del maggiore Harald-Otto Mors, con la partecipazione dell'ufficiale delle SS Otto Skorzeny che aveva eseguito la difficile missione di individuare le varie prigioni in cui era stato di volta in volta trasferito Mussolini, portò a termine brillantemente la liberazio...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne liberato nell'impresa del Gran Sasso
L'operazione Quercia (in tedesco, Fall Eiche) fu il nome in codice di un'operazione militare portata a termine il 12 settembre 1943 dai paracadutisti del Lehrbataillon (2. Fallschirmjägerdivision) e da alcune SS del Sicherheitsdienst, operazione finalizzata alla liberazione di Benito Mussolini imprigionato a Campo Impe...
25
Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne liberato nell'impresa del Gran Sasso
La pista era troppo corta così Gerlach, abile pilota, decise di far trattenere le ali dello Storch ad alcuni soldati fino ad aver raggiunto il massimo giro dei motori. Ad un segnale, lasciato libero, l’aereo scattò in avanti verso il burrone. Scomparve per qualche momento nell’abisso, ma poi lo si poté vedere da lontan...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne nominato Capo del Governo dopo le dimissioni di Mussolini
Pietro Badoglio (Grazzano Monferrato, 28 settembre 1871 – Grazzano Badoglio, 1º novembre 1956) è stato un generale e politico italiano, maresciallo d'Italia, senatore e Capo del Governo dal 25 luglio 1943 all'8 giugno 1944. Fu nominato marchese del Sabotino motu proprio dal re Vittorio Emanuele e duca di Addis Abeba. M...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne nominato Capo del Governo dopo le dimissioni di Mussolini
Nella mattinata del 25 luglio 1943, prima ancora di ricevere Benito Mussolini a Villa Savoia, il settantaquattrenne Vittorio Emanuele III conferì a Pietro Badoglio l'incarico di formare il nuovo Governo; il Maresciallo d'Italia accettò, controfirmando l'apposito decreto. Il nuovo Capo del governo aveva settantadue anni...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne nominato Capo del Governo dopo le dimissioni di Mussolini
Il pomeriggio del 25 luglio 1943 Mussolini fu fatto arrestare dal re Vittorio Emanuele dopo un breve colloquio e trasferito successivamente in una serie di rifugi segreti; in poche ore il regime fascista si disgregò, i gerarchi fedeli al Duce fuggirono e il maresciallo Pietro Badoglio venne nominato capo del nuovo gove...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne nominato Capo del Governo dopo le dimissioni di Mussolini
Dopo il 25 luglio 1943 e la caduta di Mussolini, il nuovo capo del Governo Pietro Badoglio, con il quale aveva già lavorato nelle colonie, lo sostituì il 14 agosto con un commissario prefettizio.
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne nominato Capo del Governo dopo le dimissioni di Mussolini
Ciò avrebbe comportato, nei calcoli dei gerarchi cospiratori, le dimissioni dell'irresoluto Mussolini e la sua sostituzione con un nuovo capo del Fascismo in grado di operare lo sganciamento dalla Germania. In realtà il piccolo sovrano Vittorio Emanuele III, d'accordo con la vecchia volpe di Badoglio, ha già pronto un ...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Chi venne nominato Capo del Governo dopo le dimissioni di Mussolini
Alle ore 22.47 del 25 luglio 1943 ebbe l'incarico di leggere ai microfoni della radio italiana il comunicato ufficiale con il quale veniva annunciato che il re Vittorio Emanuele III aveva « accettato » le dimissioni di Benito Mussolini e aveva nominato capo del Governo il maresciallo d'Italia Pietro Badoglio.
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come avveniva la censura sulla posta delle truppe nella prima guerra mondiale
Inviare e ricevere lettere era difficile perché non sempre erano disponibili carta, penna, inchiostro e francobollo; alle truppe furono quindi distribuite apposite cartoline militari da spedire in franchigia. Tutta la posta era sottoposta a censura: anche senza volere la corrispondenza poteva contenere informazioni pot...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come avvenne l'impresa del Gran Sasso
Il 12 settembre un reparto di paracadutisti tedeschi, comandato dal maggiore Otto Skorzeny, liberò Mussolini, che era stato confinato in un albergo a Campo Imperatore, sul Gran Sasso (operazione "Eiche").
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come avvenne l'impresa del Gran Sasso
La liberazione del prigioniero fu condotta perfettamente, infatti avvenne - sorprendentemente - senza che venisse sparato un solo colpo. Skorzeny ebbe infatti l'idea di portare con sé il generale del Corpo degli agenti di polizia Fernando Soleti che, facendosi riconoscere dai carabinieri che presidiavano la fortezza su...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come avvenne l'impresa del Gran Sasso
Mussolini, subito dopo il suo arresto, è dapprima trattenuto in una caserma dei carabinieri a Roma. Su sua richiesta, Badoglio pensa di trasferirlo alla Rocca delle Caminate, ma il prefetto di Forlì, Marcello Bofondi, fascista della prima ora, sentito telegraficamente, si oppone recisamente, sostenendo, in un tal caso,...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come avvenne l'impresa del Gran Sasso
Il 12 settembre un reparto di paracadutisti tedeschi, comandato dal maggiore Harald-Otto Mors, con la partecipazione dell'ufficiale delle Waffen-SS Otto Skorzeny (a cui venne attribuito dalla propaganda tedesca tutto il merito dell'operazione), liberò Mussolini, che era stato confinato sul Gran Sasso, e lo condusse in ...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come avvenne l'impresa del Gran Sasso
Il 12 settembre un reparto di paracadutisti al comando del maggiore Harald-Otto Mors, con la partecipazione dell'ufficiale delle SS Otto Skorzeny che aveva eseguito la difficile missione di individuare le varie prigioni in cui era stato di volta in volta trasferito Mussolini, portò a termine brillantemente la liberazio...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come avvenne l'impresa del Gran Sasso
L'operazione Quercia (in tedesco, Fall Eiche) fu il nome in codice di un'operazione militare portata a termine il 12 settembre 1943 dai paracadutisti del Lehrbataillon (2. Fallschirmjägerdivision) e da alcune SS del Sicherheitsdienst, operazione finalizzata alla liberazione di Benito Mussolini imprigionato a Campo Impe...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come avvenne l'impresa del Gran Sasso
Skorzeny riprese a tessere la sua tela. Herbert Kappler, capo della Polizia tedesca a Roma, venne a sapere da un messaggio cifrato che attorno al Gran Sasso erano state "ultimate le misure di sicurezza": firmato Gueli; le spie tedesche dicevano che l'ispettore generale Giuseppe Gueli, ex questore di Trieste, era il nuo...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come avvenne l'impresa del Gran Sasso
Gli italiani, colti di sorpresa dalla fulmineità dell'azione e da ordini a di poco contraddittori da parte dell'ispettore Gueli, non reagirono. Per di più Skorzeny aveva avuto l'idea, stigmatizzata nell'immediato dagli ufficiali paracadutisti, di portare con sé come ostaggio il generale del Corpo degli agenti di polizi...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come avvenne l'impresa del Gran Sasso
La pista era troppo corta così Gerlach, abile pilota, decise di far trattenere le ali dello Storch ad alcuni soldati fino ad aver raggiunto il massimo giro dei motori. Ad un segnale, lasciato libero, l’aereo scattò in avanti verso il burrone. Scomparve per qualche momento nell’abisso, ma poi lo si poté vedere da lontan...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come era la situazione economica-sociale italiana alla fine del 1942
Alla fine del 1942 la situazione finanziaria, militare e sociale dell'Italia fascista era disastrosa. Al forte disavanzo dell'esercizio finanziario 1942-43 si aggiunse l'incremento dell'inflazione e l'aumento notevole del debito pubblico. Si assistette al peggioramento delle condizioni delle classi popolari: la contraz...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come erano organizzate le trincee nel campo di battaglia e nelle retrovie
Il primo nucleo della linea di trincee fu ottenuto dalle buche provocate dalle granate, collegate tra loro da passaggi e difese con il filo spinato. Già dopo la battaglia della Marna, sul fronte occidentale si era sviluppato un sistema articolato di fossati e fortificazioni che per molto tempo rimase teatro di atroci s...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come funzionava la legge Acerbo
Giunto al potere alla fine del 1922, Benito Mussolini manifestò subito la volontà di modificare il sistema elettorale per costituirsi una Camera favorevole e di indire nuove elezioni. La legge elettorale del 18 novembre 1923, n. 2444, meglio nota come legge Acerbo (dal nome del Sottosegretario alla Presidenza del Consi...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come funzionava la legge Acerbo
In vista delle elezioni del 6 aprile 1924 Mussolini fece approvare una nuova legge elettorale (cosiddetta "Legge Acerbo") che avrebbe dato i tre quinti dei seggi alla lista che avesse raccolto il 40% dei voti. La campagna elettorale si tenne in un clima di tensione senza precedenti con intimidazioni e pestaggi. Il list...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come funzionava la legge Acerbo
In vista delle elezioni del 6 aprile 1924 Mussolini fece approvare una nuova legge elettorale (legge Acerbo) che avrebbe dato i due terzi dei seggi alla lista che avesse ottenuto la maggioranza con almeno il 25% dei voti. La campagna elettorale si tenne in un clima di tensione senza precedenti con intimidazioni e pesta...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come funzionava la legge Acerbo
L'avvento del fascismo vide Orlando tra i suoi benevoli sostenitori: fece parte, con Antonio Salandra e Gaetano Mosca, della commissione incaricata di esaminare il progetto di legge Acerbo, che dava al partito o alla coalizione che avesse ottenuto alle elezioni almeno il 25% dei voti, i due terzi dei seggi parlamentari...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come funzionava la legge Acerbo
Le elezioni politiche del 1924 si sono svolte il 6 aprile 1924. Avevano diritto di voto tutti i cittadini maggiorenni di sesso maschile. Furono le uniche elezioni disciplinate dalla cosiddetta "legge Acerbo" (n. 2444 del 18 novembre 1923), proporzionale con premio di maggioranza.
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come funzionava la legge Acerbo
In base alla nuova legge elettorale (legge 18 novembre 1923 n. 2444, nota come "legge Acerbo"), alla lista che avesse ottenuto la maggioranza relativa dei voti a livello nazionale - purché avesse almeno il 25% - venivano assegnati i 2/3 dei seggi in tutte le circoscrizioni (ciò significava l'elezione in blocco di tutti...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come funzionava la legge Acerbo
Da primo ministro, i primi anni di Mussolini (1922-1925) furono caratterizzati da un governo di coalizione, composto da nazionalisti, liberali e popolari, che non assunse fino al delitto Matteotti veri e propri connotati dittatoriali. In politica interna Mussolini favorì la completa restaurazione dell'autorità statale ...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come funzionava la legge Acerbo
Il sistema delineato dal disegno di legge Acerbo andava a modificare il sistema proporzionale in vigore dal 1919, integrandolo con un premio di maggioranza in quota fissa, pari ai 2/3 dei seggi, a beneficio del partito più votato qualora questo avesse superato il quorum del 25%. Durante la discussione in commissione, i...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come funzionava la legge Acerbo
La Legge Acerbo prevedeva l'adozione di un sistema proporzionale con premio di maggioranza, all'interno di un collegio unico nazionale, suddiviso in 16 circoscrizioni elettorali. A livello circoscrizionale ogni lista poteva presentare un numero di candidati che oscillava da un minimo di 3 a un massimo dei due terzi di ...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come funzionava la legge Acerbo
Rispetto alla precedente legge elettorale, la legge Acerbo ridusse inoltre l'età minima per l'eleggibilità da 30 a 25 anni, abolì l'incompatibilità per le cariche amministrative di sindaco e deputato provinciale, e per i funzionari pubblici (ad eccezione di prefetti, viceprefetti e agenti di pubblica sicurezza). Altra ...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come funzionava la legge Acerbo
Nell'agosto del 1923 Mussolini fece approvare dal Parlamento una nuova legge elettorale, la legge Acerbo, che assegnava i due terzi dei seggi alla lista che avesse superato il 25% dei voti. Togliatti scrisse che «il fascismo vuole, conquistato il potere, disperdere gli aggregati proletari, impedire una loro unificazion...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come fu organizzata la presa di Roma da parte del generale Clark
Per gli ultimi mesi del 1943 la Linea Gustav rappresentò il principale ostacolo nell'avanzata verso nord degli Alleati, bloccandone, di fatto, lo slancio iniziale. Nel tentativo di sbloccare tale impasse, gli Alleati sbarcarono alcune forze presso Anzio (Sbarco di Anzio), non riuscendo comunque a cogliere gli obiettivi...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come fu organizzata la presa di Roma da parte del generale Clark
Il 5 giugno 1944, un giorno prima dello sbarco in Normandia, Clark giunse finalmente a Roma insieme alle sue truppe; secondo le disposizioni dell'ambizioso generale, solo i reparti statunitensi furono autorizzati a partecipare alla liberazione della città dove furono accolti entusiasticamente dalla popolazione.
57
Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come fu organizzata la presa di Roma da parte del generale Clark
Nel mese di aprile 1944 il generale Clark, fortemente scosso dopo i ripetuti insuccessi, ritornò in segreto negli Stati Uniti dove rimase per due settimane; i dirigenti americani illustrarono al generale la prevista pianificazione alleata: l'operazione Overlord, il grande sbarco in Francia, era previsto per il 5 giugno...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come fu organizzata la presa di Roma da parte del generale Clark
Il fronte ora si presentava ampio e consolidato, e per il generale Clark si presentarono due opportunità: puntare diretti verso Roma, conquistando la città ricavando gloria e prestigio, oppure volgere velocemente verso est e intrappolare la 10ª Armata tedesca del generale Vietinghoff, che difendeva ancora efficacemente...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
A cosa portarono le tensioni per il dominio dei Balcani
Il dominio asburgico sulle terre slave fu la causa scatenante della Prima guerra mondiale: il nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip uccise in un attentato nella città di Sarajevo l'erede al trono austriaco, l'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este per rivendicare l'indipendenza da Vienna. Il conflitto vide ...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
A cosa portarono le tensioni per il dominio dei Balcani
Conseguenza diretta fu la ripresa delle tensioni per il dominio dei Balcani tra l'Impero Russo e l'Austria-Ungheria, e lo scatenarsi di un gioco di alleanze, che avrebbe portato le potenze mondiali dell'epoca a scendere in campo in quello che sarebbe stato il conflitto più sanguinoso mai accaduto prima, la Prima guerra...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Cos’era il dirigibile Norge
A contribuire alla spedizione erano il governo Italiano (il 25%), l’uomo d’affari statunitense Lincoln Ellsworth, che partecipò anche alla spedizione, e il resto proveniva dall’Aero Club Norvegese che aveva acquistato il dirigibile dal governo italiano. Dopo l’acquisto furono effettuati ulteriori voli di prova ed il 29...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Cos’era il dirigibile Norge
Norge ( Norvegia in lingua norvegese ) era il nome del dirigibile semirigido costruito in Italia da Umberto Nobile tra il 1923 ed il 1924 con la designazione originaria di N1. Fu successivamente acquistato dall' Aero Club Norvegese diventando il primo dirigibile (e quasi certamente anche il primo aeromobile ) a sorvola...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come furono i rapporti tra D'Annunzio e Mussolini
Il 12 settembre, Mussolini promosse davanti alla sede de Il Popolo d'Italia una sottoscrizione a favore dell'impresa fiumana di Gabriele D'Annunzio, dopo aver incontrato quest'ultimo per la prima volta a Roma il 23 giugno. Il 7 ottobre era a Fiume, dove ebbe colloqui con D'Annunzio. I rapporti con il Vate furono comunq...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come furono i rapporti tra D'Annunzio e Mussolini
Il 12 settembre, Mussolini promuove davanti alla sede de Il Popolo d'Italia una sottoscrizione a favore dell'impresa fiumana di Gabriele D'Annunzio, dopo aver incontrato quest'ultimo per la prima volta a Roma il 23 giugno.La questione fiumana era già dibattuta da tempo. Erano stati deliberati, nelle riunioni dei Fasci ...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come il regime fascista trattò la questione della "bonifica integrale"
Lo Stato fascista era interessato ad allargare il proprio consenso mediante una crescita economica che sostenesse la sua politica espansionista. A tal fine promosse una serie di opere pubbliche attraverso vari organismi quali l'Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) e l'Istituto Mobiliare Italiano (IMI), per d...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come il regime fascista trattò la questione della "bonifica integrale"
Il principale promotore di tale legislazione e in generale dei processi di bonifica integrale fu Arrigo Serpieri che però nel 1935 fu esonerato dall'incarico di responsabile delle bonifiche proprio a causa della sua intransigenza verso i mancati espropri. La fondazione di nuovi centri e le bonifiche rappresentarono pro...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come il regime fascista trattò la questione della "bonifica integrale"
Uno degli elementi che caratterizzò la propaganda fascista fu il tema delle bonifiche e della fondazione di nuove città. L'intensa attività relativa alla "bonifica integrale", all'appoderamento di terreni incolti e alla fondazione dei nuovi insediamenti, nasceva da specifici caratteri dell'ideologia fascista e in parti...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come iniziò la prima rivoluzione russa
Su tutto il fronte i bolscevichi incitavano gli uomini a rifiutarsi di combattere e a partecipare ai comitati dei soldati per sostenere e diffondere le idee rivoluzionarie. Dal fronte le agitazioni si trasmisero alle città e alla capitale. A Pietrogrado il 3 marzo scoppiò un violento sciopero negli stabilimenti Putilov...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Quale decisione a livello internazionale prese De Gasperi nel 1947
Fu in particolare durante la missione di De Gasperi del gennaio 1947 negli Stati Uniti, con i quali si accordò per ricevere gli aiuti economici previsti dal Piano Marshall (un prestito Eximbank di 100 milioni di dollari), che si aprì un dialogo costruttivo tra USA e Italia, in grado di dare a De Gasperi la motivazione ...
70
Storia italiana della prima metà del XX secolo
Quale decisione a livello internazionale prese De Gasperi nel 1947
Passato all'opposizione nel 1947 dopo la decisione di De Gasperi di estromettere le sinistre dal governo per collocare l'Italia nel blocco internazionale filo-americano, il PCI rimase fedele alle direttive politiche generali dell'URSS fino agli anni settanta e ottanta pur sviluppando nel tempo una politica sempre più a...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come mai i governi italiani non hanno mai consegnato i responsabili dei massacri nei Balcani
I vari governi italiani succedutesi negli anni mai consegnarono i responsabili dei crimini nei Balcani, sia a causa della così detta "amnistia Togliatti" intervenuta il 22 giugno 1946, sia perché il 18 settembre 1953 il governo Pella approvò l'indulto e l'amnistia proposta dal guardasigilli Antonio Azara per i tutti i ...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come mai Matteotti voleva far invalidare le elezioni
L'assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti, che aveva chiesto l'annullamento delle elezioni per le gravi irregolarità commesse, provocò una momentanea crisi del governo Mussolini. Il leader socialista Matteotti fu ucciso perché denunciò alla Camera dei deputati nel 1924 i brogli e le violenze commesse dai f...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come mai Matteotti voleva far invalidare le elezioni
La proposta di Matteotti di far invalidare l'elezione almeno di un gruppo di deputati - secondo le sue accuse, illegittimamente eletti a causa delle violenze e dei brogli - venne respinta dalla Camera con 285 voti contrari, 57 favorevoli e 42 astenuti. Renzo De Felice ha definito "assurda" l'interpretazione di questo d...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Com'era costituita la Flotta del Mar Rosso
La Regia Marina schierava, per i territori coloniali, la Flotta del Mar Rosso, costituita dalla III Squadriglia Cacciatorpediniere (Battisti", "Manin, "Nullo", "Sauro"), dalla V Squadriglia Cacciatorpediniere ("Leone", "Pantera", "Tigre"), da due incrociatori ausiliari tipo RAMB e da una nave ospedale RAMB IV.
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Com'era costituita la Flotta del Mar Rosso
La flotta italiana del Mar Rosso aveva base in Eritrea dove erano dislocate quattro unità minori: l'incrociatore Aretusa, l'ariete torpediniere Puglia, la cannoniera Volturno e l'avviso Staffetta trasformato in nave idrografica; nel corso della guerra la piccola squadra venne ampliata dall'incrociatore Calabria, dall'a...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Com'era la situazione sociale della Basilicata dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale
In Basilicata, terminata la seconda guerra mondiale, ci fu una fase di lotte dei braccianti, dei mezzadri e dei contadini che occupavano molti terreni dei latifondisti.
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Com'era organizzato l'esercito Italiano per le operazioni in Libia
Per le operazioni in Libia il Regio Esercito mobilitò un Corpo d'armata Speciale agli ordini del generale Carlo Caneva , costituito allo scopo e formato dalla 1ª (generale Guglielmo Pecori Giraldi ) e dalla 2ª divisioni (generale Ottavio Briccola ) per un totale 34000 uomini. Ogni divisione era costituita da due brigat...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
A cosa servivano le trincee provvisorie
Venivano scavate anche trincee provvisorie. Durante i preparativi per una grande offensiva venivano scavate, immediatamente dietro alle trincee più avanzate, delle trincee destinate alla raccolta delle truppe che dovevano seguire la prima ondata dell'attacco, che invece partiva dalla prima trincea. Inoltre venivano sca...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagì il Regio Esercito alle insurrezioni della popolazione montenegrina
Tutto il territorio del Montenegro e il Sangiaccato fu occupato e presidiato dalla 18ª Divisione fanteria "Messina", dai Reali Carabinieri, dalla Polizia, Regia Guardia di Finanza e dalle unità di cetnici montenegrini. Successivamente l'area delle Bocche di Cattaro fu annessa al Regno d'Italia come una nuova provincia ...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagì il Regio Esercito alle insurrezioni della popolazione montenegrina
Il 20 giugno 1942, Pirzio Biroli fece fucilare 95 comunisti. Il 25 giugno 1942, a Cettigne, in rappresaglia di un attacco partigiano alle truppe del Regio Esercito che aveva provocato la morte di 9 ufficiali italiani, vennero fucilati 30 montenegrini. Il 26 giugno 1942, a Nikšić il giovane Dujo Davico, che lavorava com...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagì il Regio Esercito alle insurrezioni della popolazione montenegrina
L'Italia iniziò una dura politica di persecuzione e repressione delle popolazioni slave presenti in Kosovo e Macedonia, puntando sull'esasperazione del conflitto interetnico, che portò all'eliminazione fisica o alla deportazione di intere comunità contadine, montenegrine e serbe, contro le quali furono particolarmente ...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagì il Regio Esercito alle insurrezioni della popolazione montenegrina
Tutto il territorio del Montenegro e il Sangiaccato fu occupato e presidiato dalla 18ª Divisione fanteria "Messina", dai Reali Carabinieri, dalla Polizia, Regia Guardia di Finanza e dalle Unità di cetnici montenegrini. Successivamente l'area delle Bocche di Cattaro fu annessa al Regno d'Italia come una nuova provincia ...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagì il Regio Esercito alle insurrezioni della popolazione montenegrina
Il 12 luglio 1941 fu proclamato a Cettigne, sotto il protettorato dell'Italia, il "libero e indipendente" Regno di Montenegro. Il 13 luglio la popolazione montenegrine insorse, sotto la guida del Colonnello dei Cetnici, Dragoljub Mihailović, e di esponenti del Partito Comunista Jugoslavo, coinvolgendo circa 400 ufficia...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagirono i tedeschi dopo l'annuncio dell'armistizio italiano
Dopo l'annuncio dell'armistizio italiano dell'8 settembre 1943 i tedeschi dettero avvio all'invasione dell'Italia. Sin dal 10 settembre le province di Bolzano (Alto Adige), Trento e Belluno furono sottoposte al diretto controllo del Terzo Reich venendo incluse nella Zona d'operazioni delle Prealpi, in tedesco Operation...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagirono i tedeschi dopo l'annuncio dell'armistizio italiano
La reazione di Hitler e dei comandi tedeschi, nonostante la sorpresa per l'improvviso annuncio dell'armistizio, fu rapida ed efficace: il piano Achse venne immediatamente attivato e le truppe della Wehrmacht presero il sopravvento in tutti i teatri bellici dove erano presenti unità italiane, sfruttando soprattutto la d...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagirono i tedeschi dopo l'annuncio dell'armistizio italiano
Nonostante la sorpresa iniziale, la risposta tedesca, accuratamente pianificata e organizzata nei dettagli operativi, fu tuttavia rapida e immediatamente efficace, Hitler, di ritorno alle ore 17.00 a Rastenburg dopo un soggiorno di alcuni giorni in Ucraina al quartier generale del feldmaresciallo Erich von Manstein, po...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagirono i tedeschi dopo l'annuncio dell'armistizio italiano
Dopo l'annuncio dell'armistizio italiano dell'8 settembre 1943, i tedeschi dettero avvio all'invasione dell'Italia. Sin dal 10 settembre le province di Bolzano (Alto Adige), Trento e Belluno furono sottoposte al diretto controllo del Terzo Reich venendo incluse nella Zona d'operazioni delle Prealpi (in tedesco Operatio...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagirono i tedeschi dopo l'attentato di via Rasella
Il 23 marzo ebbe luogo, ad opera di partigiani gappisti, l'attentato di via Rasella contro una compagnia del Polizeiregiment "Bozen", che riportò trentatré caduti. Il giorno successivo i tedeschi eseguirono per rappresaglia l'eccidio delle Fosse Ardeatine uccidendo 335 persone tra prigionieri politici, ebrei e persone ...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagirono i tedeschi dopo l'attentato di via Rasella
Il 24 marzo i tedeschi compirono l'eccidio delle Fosse Ardeatine in cui persero la vita 335 civili italiani, come atto di rappresaglia per l'attentato di via Rasella eseguito da partigiani gappisti contro il Polizeiregiment "Bozen" ed avvenuto il giorno prima in via Rasella. Per la sua efferatezza, l'alto numero di vit...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagirono i tedeschi dopo l'attentato di via Rasella
Seconda guerra mondiale: intorno alle tre del pomeriggio esplode una bomba in Via Rasella a Roma, uccidendo 33 soldati tedeschi reclutati nei territori limitrofi a Bolzano, facenti parte dei Polizei Regiment Bozen. Essi erano in transito per questa via. Per rappresaglia il giorno dopo (vedi 24 marzo) le truppe tedesche...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagirono i tedeschi dopo l'attentato di via Rasella
Eccidio delle Fosse Ardeatine: 335 prigionieri sono fucilati per rappresaglia all'Attentato di via Rasella del 23 marzo
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagirono i tedeschi dopo l'attentato di via Rasella
L'eccidio delle Fosse Ardeatine fu il massacro di 335 civili e militari italiani, fucilati a Roma il 24 marzo 1944 dalle truppe di occupazione tedesche come rappresaglia per l'attentato partigiano compiuto da membri dei GAP romani contro truppe germaniche in transito in via Rasella. L'attentato causò, sul posto e nelle...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagirono i tedeschi dopo l'attentato di via Rasella
Nel marzo del 1944 fu l'ideatore dell'attentato dinamitardo di via Rasella, eseguita da partigiani comunisti dei Gruppi di Azione Patriottica e a cui i tedeschi reagirono con l'eccidio delle Fosse Ardeatine. Gli altri membri della giunta militare non furono informati preventivamente del piano, come avveniva per consuet...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagirono i tedeschi dopo l'attentato di via Rasella
Il giorno immediatamente successivo a quello dell'attentato, seguì l'Eccidio delle Fosse Ardeatine, rivendicato dal "Comando Tedesco" espressamente come rappresaglia per l'attentato di via Rasella.
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagirono i tedeschi dopo l'attentato di via Rasella
24 marzo - Italia: a Roma in via Rasella vengono uccisi 33 soldati tedeschi. A seguito di ciò avviene l'eccidio delle Fosse Ardeatine per mano dei tedeschi, che uccidono 335 persone.
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagirono i tedeschi dopo l'attentato di via Rasella
Nel marzo del 1944 fu l'ideatore dell'attacco dinamitardo di via RasellaLettera di Giorgio Amendola a Leone Cattani sulle vicende di via Rasella, pubblicata sul sito dell'Associazione Italiana Autori Scrittori Artisti "L'ARCHIVIO"., eseguita da partigiani comunisti dei Gruppi di Azione Patriottica e a cui i tedeschi re...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagirono i tedeschi dopo l'attentato di via Rasella
Nei primi sei mesi del 1944 è di stanza a Roma, dove in primavera viene promosso al grado di tenente colonnello; tra le altre cose, a fine maggio di quell'anno viene parzialmente coinvolto nei fatti che riguardano l'attentato partigiano di Via Rasella e la successiva rappresaglia dei tedeschi, concretizzatasi nell'ecci...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagirono i tedeschi dopo l'attentato di via Rasella
Nel 1984 il quotidiano Dolomiten, principale giornale in lingua tedesca dell'Alto Adige, criticò l'allora presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini per non aver reso omaggio, in occasione delle sue visite a Bolzano, alla lapide posta nel cimitero militare cittadino in memoria dei «sudtirolesi che furono uccis...
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Storia italiana della prima metà del XX secolo
Come reagirono i tedeschi dopo l'attentato di via Rasella
Il film ricostruisce attraverso il libro Morte a Roma di Robert Katz, che ha contribuito alla sceneggiatura, gli eventi riguardanti l'episodio storico della resistenza italiana conosciuto come attentato di via Rasella e la susseguente rappresaglia, nota come eccidio delle Fosse Ardeatine.
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Come reagirono i tedeschi dopo l'attentato di via Rasella
Venne arrestato dai tedeschi il 15 febbraio 1944 , dopo la denuncia da parte di una spia delle SS. Condotto nel carcere di via Tasso, venne torturato per giorni, fino quasi a perdere la vista. Il 24 marzo venne portato nelle cave di pozzolana lungo la via Ardeatina dove venne fucilato nell'Eccidio delle Fosse Ardeatine...
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