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|---|---|---|---|
201 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Con quale trattato l'Italia dovette rinunciare alle sue colonie | Nel Trattato di Pace del 1947 l'Italia ha dovuto rinunciare a tutte le sue colonie, compresa la Libia. Vi fu comunque nel 1946 un vano tentativo di mantenere la Tripolitania come colonia italiana (assegnando la Cirenaica alla Gran Bretagna ed il Fezzan alla Francia). |
202 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Con quale trattato l'Italia dovette rinunciare alle sue colonie | Nel Trattato di Pace del 1947 l'Italia dovette lasciare libere dalla sua occupazione coloniale tutte le sue colonie, compresa la Libia. Vi fu comunque nel 1946 un vano tentativo di mantenere la Tripolitania come colonia italiana assegnando la Cirenaica alla Gran Bretagna ed il Fezzan alla Francia; fino al 1951 la Gran ... |
203 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale guerra mondiale ha preso parte la divisione Littorio | La Divisione corazzata "Littorio" è stata una delle Grandi Unità corazzate del Regio Esercito nella seconda guerra mondiale. |
204 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale guerra mondiale ha preso parte la divisione Littorio | La Divisione corazzata "Littorio" è stata una delle Grandi Unità corazzate del Regio Esercito nella seconda guerra mondiale. |
205 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale guerra mondiale ha preso parte la divisione Littorio | Durante la seconda guerra mondiale un esempi di questi raggruppamenti tattici erano i bersaglieri italiani al seguito delle divisioni corazzate Centauro, Ariete e Littorio che combatterono nel teatro dell'Africa del nord, o quelli inquadrati nelle divisioni motorizzate "Trieste" e "Trento". |
206 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Con quale trattato venne istituita la NATO | Il trattato istitutivo della NATO, il Patto Atlantico, fu firmato a Washington, D.C. il 4 aprile 1949 ed entrò in vigore il 24 agosto dello stesso anno. Attualmente, fanno parte della NATO 28 stati del mondo. |
207 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Quali città toccò il re Vittorio Emanuele III durante la sua fuga da Roma | Il 25 luglio 1943, dopo lo sbarco alleato in Sicilia e a seguito dell'ordine del giorno Grandi, Vittorio Emanuele III destituì Mussolini e nominò a capo del governo il maresciallo Badoglio. L'8 settembre del 1943, dopo l'annuncio dell'armistizio con gli Alleati, il re Vittorio Emanuele III, il principe Umberto e Badogl... |
208 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Quali città toccò il re Vittorio Emanuele III durante la sua fuga da Roma | La fuga da Roma del re d'Italia Vittorio Emanuele III e del maresciallo d'Italia Badoglio (genericamente nota anche come fuga di Pescara, fuga di Ortona o fuga di Brindisi), consistette nel precipitoso abbandono della capitale – all'alba del 9 settembre 1943 – alla volta di Brindisi, da parte del sovrano, del capo del ... |
209 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Contro chi gli italiani organizzarono la guerriglia in Africa Orientale | Nella primavera del 1941, con la fine della campagna dell'Africa Orientale Italiana la Gran Bretagna riacquisì il controllo del Somalia Britannica ed occupò la Somalia italiana con l'Ogaden. Tuttavia, fino all'estate del 1943, in tutto il Corno d'Africa imperversò la guerriglia italiana. Le truppe britanniche mantenner... |
210 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Contro chi gli italiani organizzarono la guerriglia in Africa Orientale | La Guerriglia in Africa Orientale fu attuata contro le truppe britanniche da circa 7000 militari italiani che rifiutarono la resa dopo la caduta di Gondar nel novembre 1941. Durò fino all'inizio dell'autunno del 1943. |
211 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Contro chi gli italiani organizzarono la guerriglia in Africa Orientale | Nella primavera del 1941, con la fine della campagna dell'Africa Orientale Italiana la Gran Bretagna riacquisì il controllo del Somalia Britannica ed occupò la Somalia italiana con l'Ogaden. Tuttavia, fino all'estate del 1943, in tutto il Corno d'Africa imperversò la guerriglia italiana. Le truppe britanniche mantenner... |
212 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Contro quali gruppi o ceti sociali lottavano gli squadristi | La crescita del fenomeno squadrista anche nel 1921, giunta ben oltre gli obbiettivi locali di difesa delle classi medie e degli agrari, determinò nuovi problemi. Primo fra tutti fu proprio quello riguardante la convivenza con queste due ultime classi, in quanto la crescita numerica e qualitativa dello squadrismo, unita... |
213 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa avvenne a Montecassino il 15 febbraio del 1944 | Il 13 ottobre Badoglio dichiarò guerra alla Germania. Nel gennaio del 1944 la sede provvisoria del governo fu trasferita a Salerno; fu in questa città che nell'aprile 1944 si formò il primo governo di unità nazionale. Il 22 gennaio le truppe americane sbarcano ad Anzio ed il 15 febbraio 1944 dei bombardamenti danneggia... |
214 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa avvenne a Montecassino il 15 febbraio del 1944 | In questa fase le forze aeree alleate effettuarono preliminarmente il bombardamento dell'Abbazia di Montecassino, considerata dal generale Freyberg un importante caposaldo tedesco di cui egli riteneva indispensabile la totale distruzione prima dell'attacco dei suoi soldati; in realtà l'abbazia non era occupata dalle tr... |
215 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa avvenne a Montecassino il 15 febbraio del 1944 | Il 15 febbraio gli Alleati tentarono un nuovo sfondamento della Linea Gustav a Montecassino, con l'ausilio di un violento quanto inutile bombardamento dell'antica Abbazia di Montecassino, mentre nel settore di Anzio-Nettuno gli alleati venivano ricacciati fino alla linea del fronte del 29 gennaio: solo la netta superio... |
216 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa avvenne a Montecassino il 15 febbraio del 1944 | Il 15 febbraio 1944, la millenaria abbazia cassinese fu rasa al suolo in seguito ai bombardamenti aerei degli alleati. Il primo ad accorrervi, appena cessato il combattimento, fu l’abate Rea, che il 27 maggio 1944 raggiunse con mezzi militari degli Alleati la vetta di Montecassino. Qui trovò le truppe polacche che avev... |
217 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa avvenne a Montecassino il 15 febbraio del 1944 | Il 22 gennaio le truppe americane sbarcano ad Anzio ed il 15 febbraio 1944 dei bombardamenti danneggiarono gravemente l'abbazia di Montecassino. |
218 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa avvenne in piazza San Sepolcro a Milano nel 1919 | Immediatamente prima della fine del conflitto mondiale, Benito Mussolini, uno degli esponenti più importanti dell'Interventismo, agì cercando varie sponde per dar vita a un movimento che imprimesse alla guerra una svolta rivoluzionaria. Tuttavia i suoi sforzi riuscirono a concretizzarsi solo sei mesi dopo il termine de... |
219 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa avvenne in piazza San Sepolcro a Milano nel 1919 | La fondazione dei Fasci italiani di combattimento avvenne a Milano il 23 marzo 1919 in Piazza San Sepolcro; stando allo stesso Mussolini non erano presenti che una cinquantina di aderenti, ma negli anni successivi, quando la qualifica di sansepolcrista dava automaticamente diritto a vantaggi cospicui in termini economi... |
220 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa avvenne in piazza San Sepolcro a Milano nel 1919 | Sul fronte diplomatico, non valsero le proteste e neanche l'argomento che un'Italia esposta alla "morte per fame", a causa della gravissima crisi economica e sociale che aveva colpito il Paese alla fine delle ostilità, avrebbe facilmente aperto la strada del successo ad una rivoluzione bolscevica analoga a quella che a... |
221 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa avvenne in piazza San Sepolcro a Milano nel 1919 | Il 23 marzo 1919, nella sala riunioni Circolo dell'alleanza industriale, in piazza San Sepolcro a Milano, furono ufficialmente fondati i Fasci italiani di combattimento. |
222 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa avvenne in piazza San Sepolcro a Milano nel 1919 | In questo clima nacque il fascismo, ufficialmente il 23 marzo 1919 a Milano. Quel giorno a Piazza San Sepolcro, all'interno di Palazzo Castani - sede in quel tempo del Circolo per gli Interessi Industriali, Commerciali e Agricoli della provincia di Milano - i cui locali erano stati presi in affitto - si radunò un picco... |
223 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa avvenne in piazza San Sepolcro a Milano nel 1919 | Il PNF fu fondato a Roma il 7 novembre 1921 per iniziativa di Benito Mussolini come evoluzione in partito del movimento dei Fasci Italiani di Combattimento - fondati, sempre da Mussolini, a Milano, in piazza San Sepolcro, il 23 marzo 1919. Come movimento giovanile si dotò nel 1921 dell'Avanguardia Giovanile Fascista. R... |
224 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa avvenne in piazza San Sepolcro a Milano nel 1919 | La fondazione dei Fasci italiani di combattimento avviene a Milano il 23 marzo 1919 in Piazza San Sepolcro; stando allo stesso Mussolini non erano presenti che una cinquantina di aderenti, Un rapporto della stessa sera della Polizia di Milano indica circa 300 presenti, compresi giornalisti e curiosi. Vd. Renzo De Felic... |
225 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa avvenne in piazza San Sepolcro a Milano nel 1919 | Il termine Sansepolcrismo è utilizzato per riferirsi al fascismo cosiddetto "delle origini", ossia quello ispirato ai principi enunciati da Benito Mussolini il 23 marzo 1919 all'atto di fondazione dei Fasci Italiani di Combattimento durante l'adunata di piazza San Sepolcro a Milano e poi pubblicati su "Il Popolo d'Ital... |
226 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa caratterizzò il periodo storicamente noto come "biennio rosso" | Lo Stato si venne quindi a trovare sotto un triplice attacco: dall'estero, con l'evidente tentativo delle potenze alleate di ridimensionare la portata della vittoria e delle rivendicazioni italiane a vantaggio del Regno di Jugoslavia.senza fonte Dalle formazioni socialiste e sindacali, che cominciarono una campagna par... |
227 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa caratterizzò il periodo storicamente noto come "biennio rosso" | Il biennio rosso in Italia è la locuzione con cui viene comunemente indicato il periodo della storia d'Italia compreso fra il 1919 e il 1920, caratterizzato da una serie di lotte operaie e contadine che ebbero il loro culmine e la loro conclusione con l'occupazione delle fabbriche del settembre 1920. |
228 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa caratterizzò il periodo storicamente noto come "biennio rosso" | L'espressione "biennio rosso" entrò nell'uso comune già nei primi anni venti, con accezione negativa; venne utilizzata da pubblicisti di parte borghese per sottolineare il grande timore suscitato, nelle classi possidenti, dalle lotte operaie e contadine che ebbero luogo nel 1919-20, e quindi per giustificare la reazion... |
229 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa caratterizzò il periodo storicamente noto come "biennio rosso" | Il periodo tra le due guerre mondiali fu caratterizzato da forti tensioni sociali, soprattutto riguardo al reinserimento dei reduci della prima guerra mondiale ed in particolare nel cosiddetto biennio rosso, che in Italia fu caratterizzato da una serie di lotte operaie e contadine che ebbero il loro culmine e la loro c... |
230 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa caratterizzò il periodo storicamente noto come "biennio rosso" | Da parte loro, i rivoluzionari bolscevichi, nell'estate del 1919, diedero il via a quello che poi verrà chiamato il Biennio Rosso e che sarà il periodo di più forte enfasi rivoluzionaria marxista in Italia, ancorché non coronato da successo. |
231 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa caratterizzò il periodo storicamente noto come "biennio rosso" | Il Biennio rosso è la locuzione con cui viene comunemente indicato il periodo della storia italiana compreso fra il 1919 e il 1920, caratterizzato da una serie di lotte operaie e contadine che ebbero il loro culmine e la loro conclusione con l'occupazione delle fabbriche del settembre 1920Brunella Dalla Casa, Composizi... |
232 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa comportò la distruzione dell'ARMIR nella campagna sul fronte orientale | La catastrofe finale in Tunisia, preceduta durante l'inverno dalla perdita della Libia e dal tragico disastro dell'ARMIR in Russia, provocò un grave indebolimento del regime fascista in Italia e della posizione dello stesso Benito Mussolini. Il generale Vittorio Ambrosio, il nuovo capo di stato maggiore generale in sos... |
233 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa comportò la distruzione dell'ARMIR nella campagna sul fronte orientale | Con la sostanziale distruzione dell'ARMIR ebbe di fatto termine la partecipazione italiana alla campagna sul fronte orientale. A partire dal 6 marzo, i sopravvissuti delle divisioni italiane verranno progressivamente rimpatriati. Alcune unità italiane continuarono comunque ad operare sul fronte orientale: cinque battag... |
234 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa comunicò il bollettino della vittoria fatto circolare da Diaz | Il Bollettino della Vittoria, diramato dal generale Diaz il 4 novembre, descrisse in termini trionfalistici lo svolgimento della battaglia ed esaltò con alcune esagerazioni e con accenti enfatici i risultati dei combattimenti, traendo un sintetico bilancio finale della guerra. Alcuni autori peraltro hanno sminuito il r... |
235 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa comunicò il bollettino della vittoria fatto circolare da Diaz | Il generale Armando Diaz diede notizia all'intero paese della conclusione del conflitto firmando l'ultimo bollettino di guerra, passato poi alla storia come il "bollettino della Vittoria", che concludeva con queste parole: «... i resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e se... |
236 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa comunicò il bollettino della vittoria fatto circolare da Diaz | Nell'autunno del 1918 guidò alla vittoria le truppe italiane, iniziando l'offensiva il 24 ottobre, con lo scontro tra 58 divisioni (51 italiane, 3 britanniche, 2 francesi, 1 cecoslovacca, 1 reggimento statunitense) contro 73 austriache. Il piano non prevedeva attacchi frontali, ma un colpo concentrato su un unico punto... |
237 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa definì il cosiddetto armistizio lungo firmato da Badoglio | Il 27 settembre giunsero a Brindisi due rappresentanti degli alleati: Macmillan e Murphy consegnarono a Badoglio il testo ultimativo della “resa incondizionata” che sarà firmato da Badoglio a Malta il successivo 29 settembre. Questo testo, articolato in 44 articoli, verrà chiamato armistizio lungo e definirà le severe ... |
238 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa definì il cosiddetto armistizio lungo firmato da Badoglio | Il 27 settembre giunsero a Brindisi due rappresentanti degli alleati: Macmillan e Murphy consegnarono a Badoglio il testo ultimativo della “resa incondizionata” che sarà firmato da Badoglio a Malta il successivo 29 settembre. Questo testo, articolato in 44 articoli, verrà chiamato armistizio lungo e definirà le severe ... |
239 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa definì il cosiddetto armistizio lungo firmato da Badoglio | Il primo atto politico del governo fu l'approvazione e la firma del così detto armistizio lungo. Tale documento rappresentava un'integrazione dettagliata dei principi generali enunciati dall'armistizio corto firmato a Cassibile il 3 settembre ed annunciato l'8 settembre. Questo formalmente poneva l'Italia nelle mani de... |
240 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale guerra si pose fine con il trattato di Losanna del 1912 | Il trattato di Losanna - detto anche di trattato di Ouchy, dal nome del quartiere residenziale ove fu sottoscritto - fu il trattato di pace che pose fine alla guerra italo-turca, firmato il 18 ottobre 1912 fra l'Italia e l'Impero Ottomano. |
241 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale guerra si pose fine con il trattato di Losanna del 1912 | Il Trattato di Losanna - detto anche di Trattato di Ouchy, dal nome del quartiere residenziale ove fu sottoscritto - fu il trattato di pace che pose fine alla guerra italo-turca, firmato il 18 ottobre 1912 fra l'Italia e l'Impero Ottomano. |
242 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale guerra si pose fine con il trattato di Losanna del 1912 | il Trattato di Losanna del 1912, tra Italia e Impero Ottomano, al termine della guerra italo-turca;dove l'impero ottomano abdicò proclamando la sovranità italiana in Libia. |
243 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa definiva il Trattato di Saint-Germain | Il 10 settembre 1919, Nitti sottoscrisse il trattato di Saint-Germain, che definiva i confini italo-austriaci (quindi il confine del Brennero), ma non quelli orientali. Le potenze alleate, infatti, avevano autorizzato l'Italia e il neo-costituito regno dei Serbi, Croati e Sloveni (che nel 1929 avrebbe assunto il nome d... |
244 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa definiva il Trattato di Saint-Germain | Il Trattato di Saint-Germain-en-Laye (detto anche Trattato di Saint-Germain) fu stipulato alla fine della prima guerra mondiale e in esso venne stabilita la ripartizione del dissolto Impero Austro-Ungarico e le condizioni per la creazione della repubblica austriaca. |
245 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa definiva il Trattato di Saint-Germain | Il 10 settembre 1919, Francesco Saverio Nitti, succeduto a Orlando alla Presidenza del Consiglio, sottoscrisse il Trattato di Saint-Germain, che definiva i confini italo-austriaci (quindi il confine del Brennero), ma non quelli orientali. Le potenze alleate, infatti, lasciarono che l'Italia e il neo-costituito regno de... |
246 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa definiva il Trattato di Saint-Germain | Dopo la Prima guerra mondiale il Trattato di Saint-Germain aveva assegnato all'Italia l'Alto Adige che, seppur geograficamente incardinato nella penisola italiana, era popolato in prevalenza da abitanti di lingua tedesca. Il governo fascista implementò una serie di misure volte alla snazionalizzazione della popolazione... |
247 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa definiva il Trattato di Saint-Germain | Il governo italiano dal canto suo fu diviso sul da farsi: Vittorio Emanuele Orlando era un sostenitore del riconoscimento delle nazionalità in opposizione alla politica decisamente imperialistica del Sonnino: il contrasto fra i due politici italiani fu fatale; se Orlando, disposto a rinunciare alla Dalmazia, richiedeva... |
248 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa definiva il Trattato di Saint-Germain | Il 10 settembre 1919 Nitti sottoscrisse il trattato di Saint-Germain, che definiva i confini italo-austriaci ma non quelli orientali. La neonata Prima repubblica austriaca cedette all'Italia il Trentino-Alto Adige, l'Istria, l'intera Venezia Giulia fino alle Alpi Giulie (incluse la cittadina di Volosca e le isole del C... |
249 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa definiva il Trattato di Saint-Germain | Uscita vincitrice dalla Prima guerra mondiale, l'Italia aveva ottenuto la sicurezza della frontiera nord-orientale con il Trattato di St. Germain-en-Laye, che definiva il destino dell'Impero austro-ungarico. L'annessione del Trentino-Alto Adige, fino al Passo del Brennero garantiva la sicurezza della Pianura Padana, fi... |
250 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa definiva il Trattato di Saint-Germain | Il Trattato di St. Germain en Laye, all'articolo 88, sanciva il divieto per la nuova Repubblica d'Austria di procedere all'Anschluss. L'Italia, in questo frangente, agiva di concerto con la Francia, la quale, nel tentativo di neutralizzare il potenziale economico-militare tedesco, oltre a richiedere ingenti somme di ri... |
251 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa deliberava la legge sulla stampa entrata in vigore nel 1926 | Il 20 gennaio 1926 entrò in vigore la legge sulla stampa (legge 31 dicembre 1925 n. 2307), la quale disponeva che i giornali potevano essere diretti, scritti e stampati solo se avevano un direttore responsabile riconosciuto dal Procuratore generale presso la Corte di appello della giurisdizione dove era stampato il per... |
252 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa dice la convenzione dell'Aia del 1907 riguardo alla rappresaglia | La convenzione dell'Aia del 1907 proibisce la rappresaglia, mentre la Convenzione di Ginevra del 1929, relativa al Trattamento dei prigionieri di guerra, fa esplicito divieto di atti di rappresaglia nei confronti dei prigionieri di guerra nell'Articolo 2. Dal punto di vista internazionale l'argomento rappresaglia era c... |
253 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Da chi fu diramato il "Bollettino della Vittoria" | Il Bollettino della Vittoria, diramato dal generale Diaz il 4 novembre, descrisse in termini trionfalistici lo svolgimento della battaglia ed esaltò con alcune esagerazioni e con accenti enfatici i risultati dei combattimenti, traendo un sintetico bilancio finale della guerra. Alcuni autori peraltro hanno sminuito il r... |
254 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Da chi fu diramato il "Bollettino della Vittoria" | Il generale Armando Diaz diede notizia all'intero paese della conclusione del conflitto firmando l'ultimo bollettino di guerra, passato poi alla storia come il "bollettino della Vittoria", che concludeva con queste parole: «... i resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e se... |
255 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Da chi fu diramato il "Bollettino della Vittoria" | Nell'autunno del 1918 guidò alla vittoria le truppe italiane, iniziando l'offensiva il 24 ottobre, con lo scontro tra 58 divisioni (51 italiane, 3 britanniche, 2 francesi, 1 cecoslovacca, 1 reggimento statunitense) contro 73 austriache. Il piano non prevedeva attacchi frontali, ma un colpo concentrato su un unico punto... |
256 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Da chi fu diramato il "Bollettino della Vittoria" | Il generale Armando Diaz legge il Bollettino della Vittoria |
257 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa è il consociativismo | Il consociativismo è una forma di governo che garantisce una rappresentanza ai diversi gruppi che compongono un paese profondamente diviso. Viene spesso adottato per gestire i conflitti che sorgono in comunità nazionali profondamente divise per ragioni storiche, etniche o religiose. |
258 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale città si fa riferimento con l’espressione "Corpus separatum" | Non era invece inclusa la città di Fiume, "corpus separatum" della Corona Ungherese, e tale esclusione fu fonte di aspre critiche nell'immediato dopoguerra. La rinuncia a questa città - che pure era per maggioranza italiana - si basava sull'assunzione che, in seguito al conflitto, l'Austria-Ungheria avrebbe continuato ... |
259 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale città si fa riferimento con l’espressione "Corpus separatum" | Nel 1867 la città di Fiume venne unita, come Corpus Separatum, al Regno d'Ungheria; le fu concessa, pertanto, una amministrazione autonoma con un proprio governatore, rispetto al territorio circostante. In tal modo la città mantenne i suoi statuti e i suoi antichi privilegi, quali l'utilizzazione dell'italiano come lin... |
260 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale città si fa riferimento con l’espressione "Corpus separatum" | In base all'art. IV del Trattato lo Stato libero di Fiume aveva per territorio il cosiddetto "Corpus separatum", "delimitato dai confini della città e del distretto di Fiume", ed un'ulteriore striscia che le avrebbe garantito la continuità territoriale con il Regno d'Italia. Le parti si accordarono, inoltre, per la cos... |
261 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale città si fa riferimento con l’espressione "Corpus separatum" | Corpus separatum, che in latino significa "corpo separato", è un'espressione utilizzata in Diplomazia e nel Diritto Internazionale ad indicare la separazione della sovranità statale fra un territorio e il suo territorio circostante. L'espressione fu utilizzata ad indicare lo status della Città di Fiume ai tempi dell'Im... |
262 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale città si fa riferimento con l’espressione "Corpus separatum" | 23 aprile 1779, l'imperatrice Maria Teresa d'Austria conferisce a Fiume lo status di Corpus Separatum. |
263 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale città si fa riferimento con l’espressione "Corpus separatum" | Dal 1471 fino al 1648, Fiume fece parte integrante dell'austriaco Ducato di Carniola, dopo divenne città direttamente inclusa nella provincia dell'Austria inferiore con capoluogo Graz. L'imperatrice d'Austria Maria Teresa la cedette al Regno di Croazia e mediante esso a quello d'Ungheria nel 1776, e dopo nel 1779 fu an... |
264 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale città si fa riferimento con l’espressione "Corpus separatum" | Nato a Fiume da una famiglia di origini livornese e membro del Partito Liberale, nel 1869 venne eletto deputato al Parlamento Ungherese. Fiume, infatti, faceva parte del Regno d'Ungheria, nel quadro dell'Impero Austro-Ungarico, quale corpus separatum, avendone la Dieta ungherese riconosciuta la sua secolare autonomia c... |
265 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale città si fa riferimento con l’espressione "Corpus separatum" | La città di Fiume fu per secoli corpus separatum all'interno dell'Impero Austriaco e in seguito Austroungarico: a ciò è legata una lunga tradizione politica autonomista, che portò alla fondazione nel 1896 del locale omonimo partito. |
266 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale città si fa riferimento con l’espressione "Corpus separatum" | Non era invece inclusa la città di Fiume, "corpus separatum" della Corona Ungherese, e tale esclusione fu fonte di aspre critiche nell'immediato dopoguerra. La rinuncia a questa città - che pure era per maggioranza italiana - si basava sull'assunzione che, in seguito al conflitto, l'Austria-Ungheria avrebbe continuato ... |
267 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale città si fa riferimento con l’espressione "Corpus separatum" | La città di Fiume ricevette l'autonomia per la prima volta nel 1719. Per un periodo di tempo la città perde l'autonomia nel 1848, in seguito all'occupazione del bano Jelacic, ma la riacquisisce nel 1868, quando entra a far parte della corona Ungarica come "Corpus Separatum". |
268 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale città si fa riferimento con l’espressione "Corpus separatum" | Con l'Articolo IV, nacque ufficialmente lo stato libero di Fiume. Lo Stato doveva avere per territorio un cosiddetto "Corpus separatum", "delimitato dai confini della città e del distretto di Fiume", ed un ulteriore striscia di territorio che ne garantiva la continuità territoriale con il Regno d'Italia. |
269 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa è la CISL | La Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL) è una confederazione sindacale italiana nata il 15 settembre 1948 col nome di Libera CGIL. |
270 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa è la CISL | La Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL) è una confederazione sindacale italiana nata il 15 settembre 1948 col nome di Libera CGIL. La CISL è una confederazione sindacale autonoma dal suo retroterra politico e confessionale ma di ispirazione cristiana-cattolica. |
271 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa è la CISL | La FIM-CISL è la Federazione Italiana Metalmeccanici aderente al sindacato Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL). |
272 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa entrò in vigore con l'armistizio di Badoglio | Il proclama di armistizio di Badoglio dell'8 settembre 1943, costituisce l'annuncio dell'entrata in vigore dell'armistizio con gli Alleati. Il messaggio, letto dal maresciallo Pietro Badoglio (Capo del governo e maresciallo d'Italia) alle 19:42 al microfono dell'EIAR, annunciò alla popolazione italiana l'entrata in vig... |
273 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa entrò in vigore con l'armistizio di Badoglio | Il proclama di armistizio di Badoglio dell'8 settembre 1943, costituisce l'annuncio dell'entrata in vigore dell'armistizio con gli Alleati. Il messaggio, letto dal generale Pietro Badoglio (Capo del governo e maresciallo d'Italia) alle 19:42 al microfono dell'EIAR, annunciò alla popolazione italiana l'entrata in vigore... |
274 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa è stata la FDP | Il Fronte Democratico Popolare per la libertà, la pace, il lavoro, o semplicemente Fronte Democratico Popolare (FDP), era una federazione politica di sinistra, costituita ufficialmente il 28 dicembre 1947 e formata da: |
275 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa è stata la linea Gotica | La linea Gotica (in tedesco Gotenstellung, in inglese Gothic Line) fu la linea fortificata difensiva istituita dal feldmaresciallo tedesco Albert Kesselring nel 1944 nel tentativo di rallentare l'avanzata dell'esercito alleato comandato dal generale Harold Alexander verso il nord Italia. La linea difensiva si estendeva... |
276 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa è stata la linea Gotica | Dal punto di vista strategico, permettendo all'esercito tedesco di resistere fino al decisivo sfondamento delle linee di difesa pochi giorni prima della resa incondizionata delle truppe tedesche in Italia, la linea Gotica rappresentò un esempio di "vittoria difensiva" tedesca. |
277 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale movimento politico diedero vita i reduci della Repubblica Sociale Italiana | 26 dicembre – Nasce in Italia, per iniziativa di Giorgio Almirante, il Movimento Sociale Italiano (MSI), che attinge nella sua composizione dai reduci della Repubblica Sociale Italiana di Salò |
278 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale movimento politico diedero vita i reduci della Repubblica Sociale Italiana | Storico segretario del Movimento Sociale Italiano, partito politico di destra, di cui è stato uno dei fondatori nel dicembre 1946 insieme ad altri reduci della Repubblica Sociale Italiana. |
279 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale movimento politico diedero vita i reduci della Repubblica Sociale Italiana | Il neofascismo in Italia prese vita nei primi mesi dopo la fine della Seconda guerra mondiale, in conseguenza principalmente dell'attivarsi dei reduci della Repubblica Sociale Italiana (RSI). |
280 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale movimento politico diedero vita i reduci della Repubblica Sociale Italiana | Altri reduci decisero viceversa di organizzarsi in una struttura partitica, per operare attraverso le istituzioni e le libere elezioni della Repubblica Italiana: essi diedero luogo alla fondazione del Movimento Sociale Italiano (MSI), che si definì subito post-fascista facendo suo il motto: "Non rinnegare, non restaura... |
281 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale movimento politico diedero vita i reduci della Repubblica Sociale Italiana | Nell'immediato dopoguerra, dopo l'amnistia emanata dal ministro della giustizia Palmiro Togliatti, il 26 dicembre 1946 venne fondato il Movimento Sociale Italiano (MSI) in cui confluirono numerose personalità e reduci della ex Repubblica Sociale Italiana ed ex esponenti del regime fascista. |
282 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale movimento politico diedero vita i reduci della Repubblica Sociale Italiana | In Italia, il più importante partito politico di destra fu il Movimento sociale italiano. Sebbene costituito principalmente da ex reduci della Repubblica Sociale Italiana e da ex membri del disciolto Partito Nazionale Fascista, il MSI anche se a più riprese accusato di ricostituzione del Partito Nazionale Fascista non ... |
283 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale movimento politico diedero vita i reduci della Repubblica Sociale Italiana | Storico segretario del Movimento Sociale Italiano, partito politico di destra, di cui è stato uno dei fondatori nel dicembre 1946 insieme ad altri reduci della Repubblica Sociale Italiana (come Pino Romualdi) ed ex esponenti del regime fascista (come Augusto De Marsanich). |
284 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | A quale movimento politico diedero vita i reduci della Repubblica Sociale Italiana | Altri reduci decisero viceversa di organizzarsi in una struttura partitica, per operare attraverso le istituzioni e le libere elezioni della Repubblica Italiana: essi diedero luogo alla fondazione del Movimento Sociale Italiano (MSI), che si definì subito post-fascista facendo suo il motto: "Non rinnegare, non restaura... |
285 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa è stata l'operazione Herring | Gli Alleati effettuarono diverse operazioni di infiltrazione con reparti speciali, in parte per accelerare lo sgretolamento del dispositivo difensivo di von Vietinghoff ma anche per preservare le città italiane dalle distruzioni tedesche: nel primo caso rientra l'operazione Herring, ultimo lancio di unità paracadutiste... |
286 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa è stata l'operazione Herring | Una delle ultime operazioni compiute dalle forze italiane fu l'operazione Herring, un lancio di 226 paracadutisti italiani, appartenenti alle divisioni Folgore e Nembo, nata dal 183º Reggimento paracadutisti "Nembo". Le squadre erano composte da metà della squadrone F "recce" (F Recce Squadron) e metà della Nembo e 1 s... |
287 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa è stato il Golpe Borghese | In quegli anni si venne inoltre a sapere che nel dicembre del 1970 c'era stato un velleitario tentativo di colpo di stato, noto come il Golpe Borghese, organizzato da gruppi neofascisti capitanati da Junio Valerio Borghese, ex-figura carismatica della Repubblica Sociale Italiana. Il golpe sarebbe stato progettato nei m... |
288 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa è stato il Golpe Borghese | Nel dopoguerra si fece promotore di un fallito colpo di Stato, passato alla storia come "Golpe Borghese". |
289 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa è una guerra di trincea | Per guerra di trincea s'intende un tipo di guerra di posizione nella quale la linea del fronte consiste in una serie di trincee. |
290 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa è una guerra di trincea | I piani strategici della Prima guerra mondiale (come il piano Schlieffen o il piano 17) non vennero mai messi in atto: il simbolo della guerra di posizione era diventata la guerra di trincea. La guerra di trincea si combatteva metro per metro, passo per passo: le perdite in una sola battaglia erano altissime (emblemati... |
291 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa è una guerra di trincea | Per guerra di trincea s'intende un tipo di guerra di posizione nella quale la linea del fronte consiste in una serie di trincee. Successivamente si ricorse a tattiche difensive basate sulla trincea nella Guerra di secessione americana e nel conflitto russo giapponese (1904-1905). La guerra di trincea conobbe il suo api... |
292 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa fece Amedeo duca d'Aosta ad Amba Alagi | Il 17 aprile il duca d'Aosta si asserragliò con 7.000 uomini sull'Amba Alagi fortificandola. L'Amba Alagi è un monte alto circa 3000 metri che fa parte di una catena montuosa formata da 9 monti; nei pressi della catena montuosa si trova la strada che da Dessiè porta al nord e attraversava la catena tramite il passo Ala... |
293 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa fece Amedeo duca d'Aosta ad Amba Alagi | Il 27 marzo 1941, dopo la caduta della piazzaforte di Cheren strenuamente difesa del generale Orlando Lorenzini e i suoi uomini e in seguito alla resa di Massaua l'8 aprile dello stesso anno, l'Italia di fatto perse i territori eritrei. Il 19 maggio, dopo un tentativo di resistenza sull'Amba Alagi, il viceré Amedeo d'A... |
294 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa fece Amedeo duca d'Aosta ad Amba Alagi | A seguito della morte del padre Emanuele Filiberto nel 1931, Amedeo assunse il titolo di duca d'Aosta. Nel 1932 entrò nella Regia Aeronautica e diventò, dopo la conquista italiana del 1936, viceré d'Etiopia. Dopo la seconda guerra italo-abissina, il 21 ottobre 1937 Amedeo di Savoia fu nominato governatore generale (e q... |
295 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa fece Badoglio per chiudere definitivamente la questione con i ribelli libici | Nel 1931 fu inviato in Cirenaica italiana a reprimere la ventennale rivolta anti-colonialista guidata da ʿOmar al-Mukhtār: egli spostò il suo quartier generale a Zuara e riuscì a riprendere il controllo, anche politico, di quasi tutta la Cirenaica. Badoglio, desideroso di chiudere definitivamente la questione con i rib... |
296 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa fecero le forze sovietiche il 12 gennaio 1943 sul Fronte di Voronež | Il 12 gennaio 1943 le forze sovietiche del Fronte di Voronež diedero inizio ad una nuova offensiva sull'alto Don che coinvolse il Corpo d'armata alpino che, dopo la disfatta di dicembre, aveva mantenuto le sue posizioni sul fiume affiancato sulla sinistra dalla debole 2ª Armata ungherese e sulla destra dal precario sch... |
297 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa fecero nel 1942 le autorità italiane per colpire le resistenze jugoslave | Per colpire la resistenza jugoslava le autorità italiane puntarono sulla deportazione di intere zone popolate da civili in contatto o in grado di parentela con i partigiani. La stessa politica venne perseguita anche nell'adiacente Provincia di Fiume: il locale Prefetto - Temistocle Testa - redasse il 19 giugno 1942 il ... |
298 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa fecero nel 1942 le autorità italiane per colpire le resistenze jugoslave | Per colpire la resistenza jugoslava le autorità italiane puntarono sulla deportazione di intere zone popolate da civili in contatto o in grado di parentela con i partigiani. La stessa politica venne perseguita anche nell'adiacente Provincia di Fiume: il locale Prefetto - Temistocle Testa - redasse il 19 giugno 1942 il ... |
299 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa fecero nel 1942 le autorità italiane per colpire le resistenze jugoslave | Per colpire la resistenza jugoslava le autorità italiane puntarono sulla deportazione di intere zone popolate da civili in contatto o in grado di parentela con i partigiani. La stessa politica venne perseguita anche nell'adiacente Provincia di Fiume: il locale Prefetto - Temistocle Testa - redasse il 19 giugno 1942 il ... |
300 | Storia italiana della prima metà del XX secolo | Cosa fecero nel 1942 le autorità italiane per colpire le resistenze jugoslave | Per colpire la resistenza jugoslava le autorità italiane puntarono sulla deportazione di intere zone popolate da civili in contatto o in grado di parentela con i partigiani. La stessa politica venne perseguita anche nell'adiacente Provincia di Fiume: il locale Prefetto - Temistocle Testa - redasse il 19 giugno 1942 il ... |
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