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Lezioni, approfondimenti, laboratori e visite guidate per le scuole primarie di Riccione a cura del Museo del Territorio di Riccione. Questa mattina si sono tenute due delle quattro lezioni di approfondimento dedicate alle classi quinte della scuola primaria "Fontanelle" di Riccione. Gli studenti durante l'anno scolastico avrebbero dovuto condurre dei laboratori, ma a causa della chiusura dovuta al Covid-19, questi sono stati trasformati, su richiesta delle insegnanti, in lezioni virtuali di approfondimento sull'epoca romana, a cura di Andrea Tirincanti, responsabile del Museo del Territorio. In collegamento sulla piattaforma digitale della scuola, gli studenti hanno potuto ascoltare la lezione a partire dai siti d'epoca romana presenti a Riccione e Rimini, per poi passare a quelli nazionali. Durante la lezione a titolo esemplificativo i ragazzi hanno anche potuto vedere le teche del museo in una sorta di visita guidata virtuale. Giovedì mattina sarà la volta di altre due classi quinte dell'istituto "Fontanelle" e giovedì pomeriggio alle 16.30 sarà in collegamento la quinta classe della scuola Marina Centro.
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"Su proposta delle insegnanti abbiamo continuato ad attivare la consueta collaborazione con le scuole attraverso nuove modalità, applicate anche al Museo del Territorio - ha detto l'assessore ai Servizi Educativi, Alessandra Battarra -. Lezioni di approfondimento molto apprezzate dagli studenti che hanno potuto visitare virtualmente le sale del nostro museo. Una maniera interessante e costruttiva per concludere un anno scolastico decisamente particolare sia per i ragazzi e le famiglie che per le maestre". | Lavorare da casa è ormai una realtà che riguarda molti di noi. Le aziende infatti hanno trovato lo smart working una soluzione ottimale da offrire ai propri dipendenti nella fase di pandemia ma anche in seguito all'emergenza sanitaria da Covid-19.
Questa nuova concezione lavorativa può rappresentare, se ben sfruttata, una buona occasione per godersi gli ambienti di casa e un luogo più sereno dove concentrarsi; a questi poi si aggiungono tutti coloro che svolgono la libera professione e che decidono di organizzarsi il proprio ufficio proprio in casa. Entrambe queste tipologie di lavoro da casa richiedono la creazione e l’arredo di un ambiente confortevole per chi deve lavorarci quotidianamente o magari se si devono ricevere anche ipotetici clienti.
Ecco allora alcuni consigli per rendere gradevole il vostro spazio di lavoro:
Scegliete i mobili
I mobili sono la parte più importante della area di lavoro. Il primo su cui porre l’attenzione è senza dubbio la postazione di lavoro; che si tratti di scrivania, tavolo da disegno, piccolo scrittoio, la cosa importante è che sia proporzionato alle dimensioni della stanza e che sia a favore di una fonte di luce, che sia essa naturale o artificiale.
Dunque la luce è fondamentale: una bella lampada da tavolo, o una piantana oltre che arredare illuminano la stanza, è importante scegliere la loro luce (bianca o gialla) anche in funzione di quanto tempo stiamo seduti alla nostra scrivania.
La seduta è vitale, soprattutto se stiamo molto tempo in questa posizione. È importante scegliere una sedia o una poltrona comoda, magari con una forma ergonomica che favorisca la postura della nostra schiena.
La cassettiera o la scaffalatura sono i nostri salva spazio per evitare ambienti confusi e disordinati: un suggerimento è quello di dotarsi di contenitori appositi, raccoglitori e scatole cosi da dividere tutto per necessità e non perdere mai oggetti o documenti importanti per il nostro lavoro.
Importanti sono le tende che oltre ad arredare, vi proteggono da sguardi esterni indiscreti ma soprattutto vi schermano dai raggi del sole, soprattutto se la vostra scrivania è esposta fronte al balcone o alla finestra.
Rendete lo studio più allegro
A nessuno piace lavorare in un posto vuoto e triste, quindi portare allegria intorno a voi è la prima regola fondamentale. Se non potete riverniciare le pareti o apportare grandi modifiche aiutatevi con oggetti colorati, come taccuini, post-it, fiori, scatoline e raccoglitori, cornici per quadri, lampade, magari con cose che vi servono anche per lavorare inizierete a rendere lo spazio più accogliente e pieno, senza esagerare.
Sfruttate le pareti
Lavorando si crea facilmente disordine; per evitare che il caos prenda il sopravvento sfruttate fino all’ultimo centimetro le pareti intorno a voi, soprattutto in verticale. Il muro davanti a voi, che risulta opprimente e triste, può essere utilizzato con mensole di diverse dimensioni e altezze per riporre tutto ciò che vi serve a portata di mano durante le ore di lavoro.
Scegliete bene i colori
I colori vanno scelti attentamente. C’è chi lavora bene in un ambiente dai colori vibranti e forti, ma anche chi ama i toni neutri e più discreti per potersi focalizzare solo su ciò che ha di fronte. Scegliete una palette di tonalità e se ne avete la possibilità puntate sui cuscini e sul colore della vostra sedia da scrivania. Il suggerimento è quello di utilizzare comunque una cromia che non ci stanchi troppo facilmente.
Per il resto potrete sbizzarrirvi ad arredare in funzione di spazio e disponibilità economiche, con tappeti, poltroncine, piante (ricordatevi che il verde aiuta sempre ed è un elemento vitale e positivo per i nostri ambienti), complementi d’arredo che più vi piacciono e rendono bello e confortevole il vostro angolo d’ufficio. | 1 |
© Agenzia Nova - Riproduzione riservata
- Nel Lazio si registra oggi un incremento di 32 casi positivi al Covid-19 con un un trend al 0,4 per cento: stabilmente in discesa nelle province, dove complessivamente si registrano 4 nuovi casi nelle ultime 24 ore. Sempre oggi, risultano decedute 4 persone, ma continuano ad aumentare i guariti che salgono a 2.322 totali. Infine, ad oggi, sono 678 le strutture per anziani ispezionate su tutto il territorio regionale. E' quanto emerge dal report delle Aziende sanitarie locali del Lazio, reso noto, al termine della task force regionale dei direttori generali della Asl, Aziende ospedaliere, policlinici universitari e ospedale pediatrico Bambino Gesù, che si tiene in videoconferenza con l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato. Ad oggi, in totale, nel Lazio sono stati esaminati 7.165 casi ed eseguiti 179 mila tamponi. "Oggi registriamo un dato di 32 casi positivi nelle ultime 24 ore e un trend al 0,4 per cento. Proseguono i controlli sulle Rsa e le strutture socio-assistenziali private accreditate. Sono ad oggi 678 le strutture per anziani ispezionate su tutto il territorio. Dove si sono registrate situazioni di criticità sono stati svolti audit per verificare la piena applicazione delle indicazioni. Chi ha tradito gli anziani non può stare più nel sistema sanitario regionale - commenta l'assessore D'Amato -. La prossima settimana saremo a lavoro per un think tank sulla riforma dell'assistenza agli anziani formato da autorevoli rappresentanti del mondo scientifico, della comunicazione, della sanità e del mondo religioso. Il Lazio punta sui test sierologici, partono da domani i 300 mila test su tutti gli operatori sanitari, medici di medicina generale e farmacisti, forze dell'ordine e le Rsa. Ci aiuteranno a capire la circolazione del virus e voglio ringraziare Confcooperative per il contributo straordinario per l'attivazione delle unità mobili Usca-r attraverso la fornitura dei camper", conclude D'Amato. (segue) (Rer) | © Agenzia Nova - Riproduzione riservata
- Nel Lazio si registra oggi un incremento di 28 casi positivi al Covid-19, di cui ben 24 riferibili al focolaio dell'Irccs San Raffaele Pisana di Roma. Sempre oggi, risultano decedute 4 persone. Intanto, continuano ad aumentare i guariti che salgono di 37 unità nelle ultime 24 ore, arrivando 4.346 totali. E' quanto emerge dal report quotidiano delle Aziende sanitarie locali del Lazio, Aziende ospedaliere, policlinici universitari e ospedale pediatrico Bambino Gesù, reso noto dall'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato. "È in corso l'indagine epidemiologica sul focolaio dell'Irccs San Raffaele Pisana di Roma che al momento conta 31 casi confermati e 20 pazienti già trasferiti: sono stati fatti circa 300 tamponi - commenta l'assessore D'Amato -. E' stato disposto l'isolamento della struttura e ringrazio il Prefetto di Roma per l'immediata attivazione delle misure di contenimento, test a tutti con l'affiancamento da parte della Asl Roma 3. Prioritario ora è il contenimento del focolaio e il tracciamento di tutti i contatti. Sul posto 6 unità operative delle Usca-r e i servizi della Asl Roma 3. Questo focolaio non ci voleva - sottolinea ancora l'assessore - e tutti i nostri sforzi sono adesso ricondotti alla tutela di pazienti e operatori. Poi faremo tutte le verifiche al completamento dell'indagine epidemiologica. Non bisogna abbassare a guardia lo dico da giorni, va mantenuta alta l'attenzione. Dal quadro fornito dalla Asl Roma 3 emerge - conclude D'Amato - un possibile caso indice tra gli operatori e ci aspettiamo un ulteriore incremento dei casi". Intanto, nel Lazio proseguono le attività per i test sierologici sugli operatori sanitari e le Forze dell'ordine. (Rer) | 3 |
CESENA. L’emergenza polveri sottili ha fatto nuovamente scattare da martedì scorso le limitazioni straordinarie in diverse zone dell’Emilia-Romagna, tra cui Ravenna, ma per fortuna a Cesena si sta rimanendo per ora sotto la soglia di 50 microgrammi per metro cubo. Anche in città resta però alta l’attenzione contro l’inquinamento, nel contesto del “Piano aria integrato regionale” che mira ad abbattere i livelli di Pm10, biossido di azoto e ozono presenti nell’aria, rispettando i valori limite fissati da una Direttiva europea e dal Decreto legislativo che l’ha recepita. Tra gli obiettivi c’è inoltre la diminuzione dal 64% all’1% la popolazione esposta alle conseguenze nocive del superamento del valore limite delle polveri sottili.
Divieti per veicoli e stufe
Le limitazioni ordinarie riguardano le classi di veicoli più inquinanti (Diesel fino a euro 3, benzina fino a euro 1, cicli e motocicli pre-euro), che almeno fino al 31 marzo non potranno circolare dal lunedì al venerdì (nella fascia oraria dalle 8.30 alle 18.30) in un’area che abbraccia buona parte del centro urbano. Restrizioni anche per l’utilizzo di caminetti e stufe a biomassa legnosa: le regole si applicano in tutto il territorio regionale sotto i 300 metri di altitudine, escluse le aree montane, nei Comuni oggetto di infrazione per la qualità dell’aria, e nel caso in cui sia presente un sistema alternativo di riscaldamento domestico.
È ammissibile l’utilizzo di impianti a biomassa legnosa per il riscaldamento domestico di classe a partire da 3 stelle comprese. Inoltre, dal 1° gennaio è consentita l’installazione di nuovi impianti di classe quattro stelle o superiore. Si precisa poi che nei generatori di calore a pellet è necessario utilizzare pellet certificato e che la classe di appartenenza deve essere indicata dal costruttore dell’impianto. Anche qui, in caso di misure emergenziali le disposizioni sono più restrittive e vietano l’utilizzo di generatori di calore fino a tre stelle comprese.
Domeniche ecologiche
Intanto, domenica 26 gennaio, anche a Cesena torneranno le “domeniche ecologiche”, programmate appunto nell’ambito del Piano regionale salva-polmoni. In questa occasione varranno le stesse limitazioni alla circolazione veicolare che, dalla prima domenica ecologica del 6 ottobre fino a fine marzo, sono in vigore dal lunedì al venerdì. Quindi non potranno circolare dalle 8.30 alle 18.30 i veicoli a benzina fino a Euro 1, i diesel fino a Euro 3 e i ciclomotori fino a Euro 0 e, quindi, saranno esclusi dalle limitazioni i veicoli a benzina omologati Euro 2 o successive, i diesel omologati Euro 4 o successive, i ciclomotori e motocicli omologati Euro 1 o successive. Si potrà circolare liberamente all’interno del centro abitato solo nei percorsi stabiliti, che permettono di raggiungere in ogni fascia oraria l’ospedale Bufalini, le case di cura “San Lorenzino” e “Malatesta Novello” e i parcheggi di scambio. | Domenica 8 marzo nuovo e penultimo appuntamento con le ‘domeniche ecologiche’ a Cesena, le giornate programmate nell’ambito delle nuove misure antismog previste dal Piano Aria Integrato Regionale (Pair), con il quale la Regione Emilia-Romagna mette in campo le misure necessarie per rientrare nei valori limite degli inquinanti atmosferici fissati dall’Unione Europea. La prossima domenica ecologica, salvo nuove disposizioni, è prevista per il 22 marzo.
Durante la giornata varranno le stesse limitazioni alla circolazione veicolare che, dalla prima domenica ecologica del 6 ottobre fino a fine marzo, sono in vigore dal lunedì al venerdì. Quindi, dalle 8,30 alle 18,30 non potranno circolare i veicoli a benzina fino a Euro 1, i diesel fino a Euro 3 e i ciclomotori fino a Euro 0 e, quindi, saranno esclusi dalle limitazioni i veicoli a benzina omologati Euro 2 o successive, i diesel omologati Euro 4 o successive, i ciclomotori e motocicli omologati Euro 1 o successive.
Si potrà circolare liberamente all’interno del centro abitato solo nei percorsi stabiliti che, tra l'altro, permettono di raggiungere in ogni fascia oraria l’Ospedale “Maurizio Bufalini”, le Case di cura “San Lorenzino” e “Malatesta Novello” e i parcheggi di scambio. Tutte le informazioni sulle limitazioni previste dall'ordinanza e sulle esclusioni sono pubblicate alla pagina www.comune.cesena.fc.it/liberiamolaria2019. | 3 |
La scorsa notte, verso le ore 02:40, a Palagiano (Ta), una pattuglia della locale Stazione Carabinieri ha sventato un assalto in grande stile ordito da una banda di malviventi ai danni del bancomat della locale banca Popolare di Puglia e Basilicata.
In particolare, i militari operanti, settimanalmente impegnati in mirati servizi di prevenzione a tutela dei dispositivi automatici di erogazione di denaro contante disposti dal Comando Provinciale CC di Taranto, hanno intercettato, nei pressi della banca, due soggetti a bordo un’Audi A6 di colore scuro che alla vista degli operanti si sono dati a precipitosa fuga. Sul posto, i malviventi hanno abbandonato un escavatore gommato e un furgone Iveco Daily cabinato, entrambi oggetto di furto, condotti da altri complici.
La Centrale Operativa del Comando Provinciale Carabinieri di Taranto, ricevuta la segnalazione dell’evento, ha allertato immediatamente le numerose pattuglie esterne impiegate nei medesimi servizi che hanno predisposto mirati controlli lungo le probabili vie di fuga.
Su posto è intervenuto personale della Sezione Investigazioni Scientifiche del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Taranto che ha sottoposto i veicoli ai rilievi finalizzati all’individuazione di eventuali tracce e/o impronte latenti.
Sono in corso serrate indagini a cura della Compagnia di Massafra con il supporto dei colleghi del Nucleo Investigativo jonico.
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Commenta l'articolo: | La scorsa notte a Palagiano (Taranto) l’arrivo di una pattuglia della Stazione dei Carabinieri ha sventato un assalto ai danni del bancomat della banca Popolare di Puglia e Basilicata.
I militari hanno intercettato nei pressi della banca, due persone a bordo un’Audi A6 di colore scuro che alla loro vista sono subito fuggiti. Sul posto, i malviventi hanno abbandonato un escavatore gommato e un furgone Iveco Daily cabinato, entrambi rubati, condotti da altri complici.
La Centrale Operativa del Comando Provinciale Carabinieri di Taranto, ricevuta la segnalazione del fatto ha allertato immediatamente le numerose pattuglie lungo le probabili vie di fuga, ma i responsabili sono riusciti a fuggire.
Su posto è intervenuto personale della Sezione Investigazioni Scientifiche del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Taranto che ha sottoposto i veicoli ai rilievi per individuare eventuali tracce. Sono in corso indagini a cura della Compagnia di Massafra con il supporto dei colleghi del Nucleo Investigativo jonico. | 4 |
Giovedì pomeriggio, attorno alle ore 16, un elicottero della REGA è intervenuto sulle pendici del passo del San Bernardino per recuperare alcuni sci escursionisti in difficoltà. L’elicottero ha recupero gli sventurati e li ha trasportati fino al centro di manutenzione della galleria. Stando alle informazioni in nostro possesso nessuno sarebbe rimasto ferito. | Da questa mattina, martedì 14 aprile, anche gli over 65 posso recarsi nei negozi a fare la spesa, rispettando le indicazioni di sicurezza emanate dalle autorità. Ma le stesse autorità invitavano i "giovani" a non recarsi nei negozi nella fascia oraria dedicate agli anziani e questo non è sempre stato rispettato. Le colonne all'esterno dei vari negozi visitati nel Bellinzonese, infatti erano composte da persone di tutte le età. | 1 |
Bologna (aggiornamento del 22 giugno). Poche novità nella giornata odierna a livello regionale. I dati procedono con il trend dei giorni precedenti. A Imola per l’ottavo giorno consecutivo nessuna nuova positività refertata sul territorio, ma anche nessun nuovo guarito. Ancora fermi a 402 i casi totali e a 7 quelli attivi.
La situazione in regione
Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 28.243 casi di positività, 22 in più rispetto a ieri, di cui 16 persone asintomatiche individuate attraverso l’attività di screening regionale. I tamponi effettuati sono 2.138, che raggiungono così complessivamente quota 455.992, con più di 42mila tamponi fatti la scorsa settimana da lunedì a sabato, per una media di oltre 7mila giornalieri, a cui si aggiungono altri 1.012 test sierologici, fatti sempre da ieri.
Le nuove guarigioni sono 36, per un totale di 22.854. Continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi, che a oggi sono 1.154 (-18 rispetto a ieri).
Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 1.013, -16 rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 12, come ieri, quelli ricoverati negli altri reparti Covid sono 129 (-2).
Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 22.854 (+36): 266 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 22.588 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.
Purtroppo, si registrano 4 nuovi decessi: tre donne e un uomo. Complessivamente, in Emilia-Romagna i decessi sono arrivati a quota 4.235. In particolare, si sono avuti 1 nella provincia di Piacenza, 1 in provincia di Modena e 2 in quella di Bologna.
Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.537 a Piacenza (+1), 3.631 a Parma (+3), 4.991 a Reggio Emilia (+4), 3.943 a Modena (nessun nuovo caso), 4.774 a Bologna (+11, di cui 9 asintomatici e 2 sintomatici in gran parte legati a focolai individuati in precedenza, tracciati e tutti in isolamento domiciliare). 402 casi positivi a Imola (nessun nuovo caso); 1.012 a Ferrara (nessun nuovo caso). I casi di positività in Romagna sono 4.953 (+3), di cui 1.037 a Ravenna (nessun nuovo caso), 952 a Forlì (+3), 785 a Cesena (nessun nuovo caso) e 2.179 a Rimini (nessun nuovo caso). /BM | BOLOGNA. Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 27.056 casi di positività,rispetto a ieri. Ihanno raggiunto quota 248.591. Mercoledì i nuovi casi erano stati 52 e martedì 55.Lein totale), mentre continuano a diminuire, che passano dai 6.502 registrati ieri ai. Sono questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione.
Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 5.318,. I pazienti insono 121). Diminuiscono in maniera significativa quelli ricoveratiLe: 2.027 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 14.798 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.Purtroppo, si registrano10 uomini e 15 donne. Complessivamente, in Emilia-Romagna sono arrivati a 3.930. Iriguardano 1 residente nella, 2 in quella di, 2 in quella di, 6 in quella di, 4 in quella di, 4 in quella diin quella di, 4 in quella diin quella di. Nessun nuovo decesso da fuori regione.Questi i, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.405 a(14 in più rispetto a ieri), 3.346 a(29 in più), 4.870 a(11 in più), 3.839 a(2 in più), 4.451 a(14 in più); 390 le positività registrate a(1 in più), 977 a(nessun nuovo caso rispetto a ieri). In Romagna sono complessivamente 4.778 (6 in più), di cui 1.000 a(1 in più), 936 a(1 in più), 759 a(nessun nuovo caso rispetto a ieri), 2.083 a(4 in più). | 3 |
Gli sviluppatori di Destiny 2 annunciano ufficialmente i Giochi dei Guardiani di Destiny 2, un evento speciale che coinvolgerà tutti gli appassionati dello sparatutto sci-fi di Bungie con tre settimane di sfide da svolgersi durante la Stagione dell'Intrepido.
Il video di presentazione dell'evento lo descrivono come un'opportunità unica per chi desidera dimostrare di che pasta è fatto il proprio Guardiano, partecipando ad attività che sanciranno quale, tra le diverse classi accessibili dagli utenti, merita di essere celebrata dagli abitanti digitali della Torre.
La classe che vincerà i Giochi dei Guardiani sarà infatti ricordata da un promemoria che verrà messo in mostra fino alla fine dell'anno tra le strutture architettoniche che imperlano il paesaggio urbano dell'ultima enclave della Terra.
Per dare vita a questa competizione su vasta scala, Bungie ha così deciso di organizzare delle sfide giornaliere da ottenere da Eva e Zavala: un pannello digitale posto sulla Torra terrà traccia dei progressi compiuti dai Guardiani delle singole classi per tutta la durata dell'evento. Anche per questo, la partecipazione a queste attività sarà aperta a tutti i giocatori di Destiny 2, a prescindere cioè dall'acquisto dei pass stagionali e delle espansioni come Ombre dal Profondo.
I Giochi dei Guardiani di Destiny 2 avranno ufficialmente inizio nella giornata di martedì 21 aprile e si concluderanno il 12 maggio: l'evento sarà accompagnato dall'arrivo nell'Eververse e nei negozi della Torre di personalizzazioni a tema e di elementi di equipaggiamento, come l'arma esotica Heir Apparent o l'Astore Everyone's A Part. | Dopo aver anticipato le sorprese dei Giochi dei Guardiani di Destiny 2, i ragazzi di Bungie confermano l'inizio della nuova attività gratuita per tutti gli appassionati dello sparatutto fantascientifico su PC e console.
La nuova tornata di sfide proposta dagli sviluppatori di Bellevue è partita oggi, martedì 21 aprile, e proseguirà fino al 12 maggio per alimentare la competizione tra le diverse classi dei Guardiani. Il video di presentazione dell'evento ne tratteggia i contorni ludici e contenutistici e ce lo descrive come un'opportunità unica per chi desidera fare sfoggio delle capacità della propria classe preferita.
I Titani, gli Stregoni e i Cacciatori che parteciperanno ai Giochi dei Guardiani durante questa fase della Stagione dell'Intrepido di Destiny 2 concorreranno ad alimentare il punteggio di un "contatore virtuale" che terrà traccia dei progressi compiuti dai singoli utenti: la classe che risulterà vincitrice sarà ricordata da un promemoria che verrà affisso fino alla fine dell'anno tra le strutture della Torre dell'ultima città della Terra.
Tra i contenuti principali dei Giochi dei Guardiani, citiamo le competizioni di classe ad alto rischio, delle nuove sfide di classe giornaliere, l'aggiunta dell'arma esotica Erede Legittimo e l'introduzione di oggetti di classe metallici. Bungie ribadisce inoltre che l'accesso ai Giochi dei Guardiani è aperto a tutti i giocatori di Destiny 2, senza cioè alcun obbligo di acquisto delle espansioni come Ombre dal Profondo. | 3 |
In un'Italia che prova a ripartire, il centro per l'impiego di Cinecittà resta chiuso. "Dritto e Rovescio" ha raccontato come molti cittadini che percepiscono il reddito di cittadinanza siano in questo momento con le mani legate: i navigator sono ancora a casa e il centro è ancora chiuso: "Siamo disperati", dicono al programma condotto da Paolo Del Debbio.
Nonostante la chiusura e lo stipendio pieno, i navigator hanno potuto accedere al bouns da 600 euro previsto dal piano di aiuti del governo per i contratti di collaborazioni. Loro però si difendono: "Stiamo continuando a lavorare da remoto riuscendo a far tutto quello che facevamo prima da remoto - dice una di loro, Loredana Fossaceca -. Il bonus? Bisogna essere ineluttabilmente poveri in questo Paese?". | Psicosi da coronavirus? Troppo allarme? Forse. O forse no, almeno stando ad ascoltare quanto ha da dire Alessandro Meluzzi, il giornalista ospite in studio a Dritto e Rovescio, il programma di Paolo Del Debbio in onda su Rete 4 nella puntata di giovedì 30 gennaio. Nella serata in cui vengono confermati i primi due casi di contagio in Italia, Meluzzi pone l'attenzione su quelli che, a suo giudizio, sono gli aspetti più spaventosi di questa vicenda. "Quello che rende questo virus particolarmente insidioso è il fatto che ha subito una serie di mutazioni - premette -. Non sappiamo se per cause animali o in laboratorio. Ha una letalità del 15-20%, che è altissima, conclude Meluzzi".
Di seguito l'intervento di Alessandro Meluzzi a Dritto e Rovescio: | 1 |
(Afp)
Sono più di 63mila i contagi confermati di Covid-19 nel continente africano. Lo ha dichiarato l'ufficio regionale dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) per l'Africa, precisando che al momento si contano 63.062 casi e 2.283 decessi, legati a complicanze causate dal coronavirus. Il Paese maggiormente colpito si conferma il Sudafrica con 10.015 casi e 194 morti, seguito dall'Algeria con 5.723 casi e 502 morti e dalla Nigeria con 4.399 contagi e 143 decessi. Positive le notizie che provengono dalla Tunisia e dallo Zambia, entrambi senza nuovi casi confermati.
Senza gli giusti sforzi per mitigare e superare le interruzioni dei servizi e delle forniture sanitarie durante la pandemia di Covid-19, stima un gruppo di esperti in modelli sanitari, arruolati dall'Organizzazione mondiale della sanità e dall'Unaids, potrebbero verificarsi oltre 500.000 morti in più nel 2020-2021 per malattie legate all'Aids nell'Africa sub-sahariana, ad esempio per uno 'stop' alla terapia antiretrovirale superiore a 6 mesi. Diverse sono le ragioni che potrebbero causare l'interruzione dei servizi: il modello chiarisce che le comunità devono agire ora poiché l'impatto di un'interruzione di sei mesi della terapia antiretrovirale potrebbe far tornare indietro l'orologio delle morti correlate all'Aids al 2008, quando nella regione furono registrati oltre 950.000 decessi. E le persone continuerebbero a morire per almeno altri cinque anni, con un surplus medio annuo di decessi del 40%. Inoltre, le interruzioni delle cure per Hiv avrebbero un impatto sull'incidenza delle infezioni il prossimo anno. "La terribile prospettiva di mezzo milione di persone in Africa che muoiono di malattie legate all'Aids è come tornare indietro nella storia", afferma Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms. "Dobbiamo leggere questo dato come un forte campanello d'allarme e identificare modi per sostenere tutti i servizi sanitari vitali". | (Afp)
La pandemia da coronavirus sta subendo una ''accelerazione'' in Africa, con 207.617 casi confermati nel continente e 5.642 decessi legati all'infezione. L'allarme arriva dalla direttrice dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) per la regione africana, Matshidiso Moeti, che ha spiegato che il Covid-19 si sta diffondendo dalle capitali dove è arrivato grazie a persone che hanno viaggiato ad altre zone più periferiche.
Moeti ha quindi sottolineato che in dieci i Paesi africani si registra il 75 per cento del totale dei contagi e che il Sudafrica da solo ne conta un quarto. Sono infatti 55.421 i casi confermati in Sudafrica e 1.210 i morti. ''Una delle sfide più grandi in Africa continua a essere la disponibilità di kit per eseguire i test'', ha detto Moeti. | 2.5 |
© Agenzia Nova - Riproduzione riservata
- In giro per le vie del centro storico di Roma a bordo di un'auto e senza validi motivi. Ieri pomeriggio, una pattuglia del I gruppo ex Trevi ha fermato un autoveicolo con a bordo due persone provenienti dalla Germania, che stavano circolando senza validi motivi e in violazione all'obbligo di quarantena, prevista per chi entra in Italia. A seguito degli accertamenti è emerso che la coppia, intenta a raggiungere Fontana di Trevi, aveva omesso di dare la dovuta comunicazione agli organi sanitari dell'avvenuto ingresso nel paese, non ottemperando alla conseguente misura precauzionale dell'isolamento di 14 giorni. Oltre ad una sanzione di più di mille euro ciascuno, nei loro confronti è stata avviata, tramite i competenti uffici Asl di zona, la procedura di sorveglianza sanitaria prevista. Circa 5mila sono i controlli già eseguiti questa mattina, anche con ausilio di droni, utilizzati nei parchi capitolini in collaborazione con il raggruppamento emergenza Roma 9 della Protezione civile. (Rer) | © Agenzia Nova - Riproduzione riservata
- Per fare qualche esempio, spiega ancora Raggi, "a Campo de' Fiori e nel quartiere di Testaccio si è intervenuti a causa di assembramenti che si sono formati davanti ad alcuni locali aperti per l'asporto; in zona Ostiense, gli agenti hanno sanzionato i gestori di alcuni minimarket per la mancata osservanza delle norme relative alla sicurezza alimentare; nel centro storico, ieri pomeriggio una pattuglia ha fermato un auto con a bordo due persone provenienti dalla Germania, che stavano circolando senza validi motivi e in violazione all'obbligo di quarantena previsto per chi entra in Italia: hanno ricevuto una sanzione di oltre mille euro ciascuno e nei loro confronti è stata avviata, tramite l’Asl competente, la procedura sanitaria prevista. Voglio ringraziare gli uomini e le donne della Polizia locale di Roma Capitale per il fondamentale lavoro hanno svolto negli ultimi mesi a tutela dei cittadini, e voglio ricordare a tutti i romani di seguire attentamente le regole sul distanziamento sociale per non vanificare tutti gli sforzi fatti finora", conclude. (Rer) | 3 |
Un ciclista di 57 anni, originario di Belpasso, è caduto in una scarpata intorno alle 12 di oggi. Si trovava sulla strada provinciale 4/II, la Santa Maria di Licodia-Belpasso, in territorio di Paternò, quando per cause ancora da accertare è caduto ai margini della strada subito dopo una curva , finendo sul fondo di un dirupo profondo circa sette metri.
Un ciclista di 57 anni, originario di Belpasso, è caduto in una scarpata intorno alle 12 di oggi. Si trovava sulla strada provinciale 4/II, la Santa Maria di Licodia-Belpasso, in territorio di Paternò, quando per cause ancora da accertare è caduto ai margini della strada subito dopo una curva, finendo sul fondo di un dirupo profondo circa sette metri.
I soccorsi sono scattati intorno alle 15. Quando alcuni passanti hanno notato la sagoma e si sono accorti che si trattava di un uomo che non poteva muoversi. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Paternò e i carabinieri. Gli uomini dei pompieri hanno tirato fuori la vittima dalla scarpata e l'hanno riportata sulla strada su una barella.
Di lì a poco l'atterraggio dell'elisoccorso e il trasferimento del 57enne all'ospedale Cannizzaro di Catania. È ricoverato in prognosi riservata e ha diversi traumi in tutto il corpo. L'intervento di soccorso si è concluso intorno alle 17.30. | Vigili del fuoco in azione all'interno del piazzale di una ditta di Paternò specializzata nella produzione di concimi chimici per l'agricoltura . Un grosso incendio è divampato intorno alle 15.15, e tiene impegnati i pompieri di Paternò, Adrano e Catania che stanno operando con molta difficoltà .
Vigili del fuoco in azione all'interno del piazzale di una ditta di Paternò specializzata nella produzione di concimi chimici per l'agricoltura. Un grosso incendio è divampato intorno alle 15.15, e tiene impegnati i pompieri di Paternò, Adrano e Catania che stanno operando con molta difficoltà.
Sul posto i carabinieri e i vigili del fuoco, costretti a chiudere la circolazione al traffico viario della strada provinciale 77. Secondo le prime indiscrezioni l'incendio sarebbe partito da alcune sterpaglie, presenti in un terreno abbandonato, per poi propagarsi all'interno del piazzale dell'azienda. Bruciati un camion, quattro macchine, sacchi di concime e un mezzo per il movimento terra. Per verificare i livelli d'inquinamento sono stati chiamati gli specialisti dell'Azienda sanitaria provinciale di Catania. | 1 |
Hanno percepito indebitamente il reddito di cittadinanza. I carabinieri della Stazione Taranto Principale, al termine di indagini volte a smascherare chi indebitamente percepisce il reddito di cittadinanza, hanno denunciato un 44enne e un 48enne, Il primo, che ha precedenti penali, all’atto della compilazione della domanda per l’ottenimento del reddito di cittadinanza, ha omesso di dichiarare di essere sottoposto dall’aprile del 2019 alla misura cautelare degli arresti domiciliari (situazione ostativa all’accoglimento della domanda), percependo indebitamente 6300 euro. Il 48enne, invece, ha omesso di comunicare di essere stato arrestato lo scorso dicembre percependo indebitamente, da quel momento, la somma di 1.600 euro euro.
Oltre alla denuncia per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche i due saranno anche segnalati all’Inps per sospendere l’erogazione del reddito nei loro confronti. I carabinieri della Stazione di Talsano hanno invece arrestato, per evasione, un 43enne tarantino che era sottoposto agli arresti domiciliari per stalking. Un militare libero dal servizio ha riconosciuto tra i passantil’uomo che ricordava essere sottoposto agli arresti domiciliari quando invece, passeggiava indisturbato. Il carabiniere ha quindi proceduto ad accertare per telefono lo stato di detenzione del 43enne, continuando a pedinarlo a distanza, e ha chiesto al proprio comandante di Stazione, i necessari rinforzi. L’evaso, che aveva preso un autobus, è stato successivamente bloccato in via Minniti. | INFOGRAFICA Fase 2, palestre e piscine, ecco come funzioneranno
(Agenzia Vista) Roma, 20 maggio 2020 INFOGRAFICA Fase 2, palestre e piscine, ecco come funzioneranno Il ministero dello Sport ha pubblicato le linee guida per la riapertura di palestre e piscine, prevista per il 25 maggio Ecco le misure di prevenzione per le palestre: Realizzare percorsi differenziati per entrata e uscita dalla struttura e dai diversi locali Ridurre il numero di operatori ... | 1 |
Il Prefetto di Perugia in visita all’azienda Saci Industrie Spa. Ad accoglierlo il Presidente Antonio Campanile, nominato di recente Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Mattarella
Il Prefetto di Perugia, Claudio Sgaraglia, ha visitato lo stabilimento di Saci Industrie Spa a Ponte San Giovanni. Ad accoglierlo il Presidente dell’azienda, Antonio Campanile, che lo scorso maggio è stato nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Prefetto ha visitato i diversi reparti dell’azienda, specializzata nel settore della detergenza ad uso domestico e professionale. Alla visita ha partecipato il Presidente di Confindustria Umbria, Antonio Alunni. Presente anche l’Assessore del Comune di Perugia, Cristina Bertinelli.
Il Prefetto ha espresso grandissimo apprezzamento per una realtà imprenditoriale che ha conseguito livelli di eccellenza, facendosi conoscere ed apprezzare in tutto mondo. Ha inoltre esaltato gli elevatissimi standard qualitativi conseguiti con le misure e i dispositivi adottati in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, in tutte le fasi produttive, soprattutto in questo delicato momento connesso all’emergenza epidemiologica da Covid-19.
In questi mesi di emergenza, Saci Industrie è stata particolarmente impegnata nel fronteggiare la consistente richiesta di prodotti disinfettanti e detergenti proveniente da tutta Italia, distinguendosi inoltre per l’attenzione alle necessità del territorio. | C'è un imprenditore umbro tra i 25 nuovi Cavalieri del Lavoro nominati oggi (sabato 30 maggio) dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Si tratta di Antonio Campanile, presidente della Saci Industrie spa che è stata fondata nel 1925 da Antonio Campanile senior a Ponte San Giovanni e la cui storia è strettamente legata a quella di Confindustria.
Nel 1944 proprio Saci è stata tra il ristretto gruppo di aziende che hanno rifondato l’Associazione provinciale degli industriali e la Confidustria Umbria celebra il nuovo Cavaliere del Lavoro, già presidente di Confindustria Perugia dal 2007 al 2011 e ora membro del Consiglio Generale di Confindustria Umbria: "Una nomina che ci rende orgogliosi - afferma il presidente Antonio Alunni a nome di tutti gli imprenditori associati -. In questo momento particolarmente incerto rappresenta una notizia positiva non solo per il sistema industriale della nostra regione, ma per l’intera comunità umbra. Si tratta di un riconoscimento molto prestigio so che onora un imprenditore capace e lungimirante ed una famiglia unita che sta portando avanti un importante progetto imprend itoriale”.
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Oggi Saci Industrie è guidata da Antonio Campanile e dai figli Filippo, Alessandro e Lorenzo che da anni dirigono il Gruppo specializzato nel settore della detergenza ad uso domestico e professionale. In questi mesi di emergenza, l'azienda ponteggiana è stata particolarmente impegnata nel far fronte alla grande richiesta di prodotti disinfettanti e detergenti e per fare in modo che non mancassero in nessuna parte d’Italia. L’azienda si è distinta, inoltre, per l’attenzione alle necessità del territorio supportando la Protezione Civile e il Sistema sanitario regionale. “In questa fase di profonda trasformazione che richiede una rinnovata energia - ha aggiunto Alunni - aziende come Saci Industrie e imprenditori come Campanile possono rappresentare un modello di riferimento per tutto il nostro territorio”. | 2 |
Va al bar a farsi una birra ... un'altro tradito dalla passione per i francobolli .. tante le violazioni scoperte dai carabinieri lungo la costa civitanovese
CIVITANOVA - I militari della Compagnia Carabinieri di Civitanova Marche durante il fine settimana hanno svolto servizio di controllo del territorio al fine di assicurare la puntuale osservanza alle stringenti disposizioni sinora emanate per il contrasto ed il contenimento della diffusione dell’infezione da Covid-19 sull’intero territorio nazionale.
Nel corso dei controlli sono state deferite alla Procura della Repubblica di Macerata un numero ancora troppo alto di persone che, in deroga alle restrittive misure sociali adottate per la mobilità e le attività, continuano ad uscire di casa senza giustificato e reale motivo. In totale sono state deferite 15 persone nel fine settimana appena trascorso, tutte responsabili a vario titolo di inottemperanza ai provvedimenti dell’autorità (art. 650 c.p.), in relazione all’art.1 dei decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministeri emanati in data 8, 9 ed 11 marzo 2020.
Diverse e delle più disparate le motivazioni addotte, un uomo trovato al bar del distributore di benzina a Porto Potenza ha dichiarato essersi fermato per fare carburante ma, all’esito degli approfondimenti dei militari, è emerso che non aveva la macchina con se, bensì era arrivato fin li a piedi ed esclusivamente per consumare una birra.
Un collezionista di francobolli della provincia, invece, ha ritenuto valida la sua passione per la filatelia, tale che si è sentito autorizzato a lasciare la propria abitazione ed arrivare fino alle porte di Ancona per concludere un acquisto urgente di tessere bollate.
C'è chi ha pensato bene di uscire domenica pomeriggio da casa per andare a lavare la macchina all’impianto di autolavaggio automatico sul lungomare, ritenendo erroneamente rientrasse tra le condizioni assimilabili allo stato di necessità.
Tre giovani maceratesi sono stati controllati sabato notte a bordo dell’autovettura di uno di loro a Morrovalle, hanno serenamente dichiarato di fare rientro a casa dopo una cena tra amici, sono stati quindi denunciati insieme ad un uomo che, residente a Pollenza, è stato rintracciato in tarda serata di sabato a Civitanova Marche e, opportunamente interpellato, non ha saputo giustificare la sua presenza, comunque non riconducibile a comprovate esigenze lavorative, stato di necessità, spostamenti per motivi di salute.
Altri due giovani stranieri regolari sono stati rintracciati domenica mattina alla stazione ferroviaria di Civitanova Marche provenienti da Macerata, hanno riferito doversi incontrare con alcuni loro connazionali per trascorrere del tempo insieme, ovviamente, al pari degli altri sono stati tutti invitati a fare immediato rientro presso le rispettive abitazioni, domicili e/o residenze e deferiti.
I servizi di prevenzione generale sinora svolti, seppur indirizzati alla puntuale verifica del rispetto delle misure di contenimento imposte, sono sempre conditi da equilibrio e necessaria sensibilità e tesi a sollecitare la responsabile adesione della popolazione, anche attraverso l’esercizio di assidua ed instancabile attività di informazione qualificata che l’Arma rivolge quotidianamente al territorio. | I controlli sono stati eseguiti nel fine settimana dai carabinieri della Compagnia di Civitanova e continueranno nei prossimi giorni
Chi porta a lavare l’auto, chi decide di uscire per una birra o chi arriva fino ad Ancona per acquistare un francobollo. Necessità? No di certo ma sono alcune scuse che i militari della Compagnia di Civitanova, guidati dal capitano Massimo Amicucci, si sono sentiti dire da alcuni cittadini durante i controlli per il decreto “Io resto a casa”. 15 in totale le persone denunciate dai militari durante il fine settimana dato che sono uscite di casa senza motivi reali o giustificati dalla propria abitazione.
Un uomo trovato al bar di un distributore di benzina di Porto Potenza a consumare una birra ha dichiarato di essersi fermato per fare carburante ma in realtà era a piedi e non aveva la macchina. Un collezionista di francobolli della provincia invece ha ritenuto valida la sua passione per la numismatica, da sentirsi autorizzato a lasciare la propria abitazione e arrivare fino alle porte di Ancona per concludere un acquisto urgente di tessere bollate. C’è chi ha pensato bene di uscire domenica pomeriggio da casa per andare a lavare la macchina all’impianto di autolavaggio automatico sul lungomare di Civitanova, ritenendo erroneamente che l’azione rientrasse tra le condizioni assimilabili allo stato di necessità.
Nei guai sono finiti anche tre giovani maceratesi che sabato notte, a Morrovalle, mentre erano a bordo della vettura di uno di loro, hanno dichiarato ai carabinieri che stavano facendo rientro a casa dopo una cena tra amici. Un uomo invece, residente a Pollenza, è stato rintracciato sempre nella tarda serata di sabato a Civitanova e non ha saputo giustificare la sua presenza nel comune costiero.
Due giovani stranieri, provenienti di Macerata, sono stati invece rintracciati domenica mattina alla stazione ferroviaria di Civitanova e hanno riferito ai militari di doversi incontrare con alcuni connazionali per trascorrere un po’ di tempo insieme; anche loro sono stati denunciati.
Anche i carabinieri della Compagnia di Tolentino, guidati dal capitano Giacomo De Carlini, nelle ultime ore hanno denunciato diverse persone per la violazione del DPCM dell’11 marzo scorso. In due casi i militari hanno denunciato dei soggetti che aveva riferito di essersi allontanati dalla propria abitazione per raggiungere quella della propria compagna, residente in un altro comune.
Tre persone invece sono state denunciate perché, fermate a bordo della stessa auto, hanno riferito di voler trascorrere la notte a casa di uno di loro. I carabinieri di Tolentino hanno anche denunciato un uomo che fermato a Caldarola, in località Valcimarra, ha riferito che preferiva bere l’acqua di quella sorgente e che quindi si era allontanato dal comune di residenza per riempire alcune damigiane. | 4 |
"L'italia continua ad essere uno dei maggiori contributori al bilancio dell'Unione Europea ma non è in grado di ottenere e spendere adeguatamente le risorse comunitarie, chiudendo nettamente in deficit il saldo. Se il nostro Paese non si attiva per un cambio di passo, corriamo il concreto rischio di non riuscire a spendere i fondi europei a disposizione e di perdere ulteriori finanziamenti per i conseguenti tagli previsti dall'Europa all'Italia per i prossimi anni, a causa della nostra incapacità di fare investimenti".
E' questo il forte richiamo lanciato dall'europarlamentare di Fratelli d'Italia-ECR Nicola Procaccini, commentando i dati diffusi dalla Corte dei Conti comunitaria (Sezione di controllo per gli Affari Comunitari), secondo cui nel 2018 l'Italia ha complessivamente versato nelle casse di Bruxelles la somma di 17 miliardi (con il +23,1 per cento rispetto all'anno precedente), mentre dall'Unione abbiamo ricevuto in totale nel 2018 la somma di 10,1 miliardi. Un deficit complessivo di quasi 7 miliardi di euro, di molto cresciuto dal 2016 quando era di 2,3 miliardi.
"Una deficit enorme, che cresce ogni anno, e che sta a testimoniare l'incapacità del nostro Paese nell'attuare programmazioni che permettano di ricevere dall'Europa una quantità di risorse almeno vicina alla nostra contribuzione annuale. Uno squilibrio preoccupante – continua Procaccini - che richiede una immediata inversione di tendenza per non rischiare di perdere ulteriori fondi. Una situazione grave e paradossale per un Paese come l'Italia che è alla continua ricerca di risorse da investire per fornire strumenti importanti alla nostra economia. Si rischia anche la beffa: se infatti l'Italia non dovesse riuscire a raggiungere adeguati livelli di investimento e di spesa dei fondi europei nella programmazione 2014-2020, (attualmente la percentuale è solo del 54%) potrebbe vedersi tagliati i fondi dalla stessa Unione Euroepa. Un rischio che non possiamo permetterci di correre e che ci deve vedere impegnati nel 2020 ad adottare concrete politiche di accesso e spesa dei fondi comunitari, con presentazione di progetti e relativi impegni di spesa. Anche per questo ho deciso di mettere a disposizione di tutti: cittadini, imprese, enti, istituzioni uno strumento come il portale stradedeuropa.eu per poter valorizzare al meglio l'accesso alle risorse comunitarie, collegando con maggiore efficacia le nostre realtà produttive e istituzionali con i canali di accesso ai fondi europei", conclude Procaccini. | “Serve subito un piano straordinario da parte dell’Unione Europea per sostenere i prodotti e le aziende italiane di ogni settore, specie quelle legate ad agricoltura e turismo, per uscire dalla situazione di crisi legata alle conseguenze del Covid 19 e alle speculazioni che ne stanno derivando”.
La richiesta arriva dall’europarlamentare pontino di Fratelli d'Italia Nicola Procaccini il quale sollecita l’istituzione europea a non essere assente su temi cruciali e a svolgere il proprio ruolo “senza fare il gioco di chi - sottolinea - vuole approfittare della situazione per screditare i nostri prodotti e affossare le aziende del made in Italy. Agirò per chiedere misure concrete e immediate, a cominciare dalle azioni per evitare tagli all’Italia nel prossimo bilancio della UE – annuncia - specie all’agricoltura che invece necessita di ulteriori stimoli. Su questo mi auguro ci sia anche la concreta azione di tutti gli eurodeputati italiani”. Procaccini, membro della commissione agricoltura di Bruxelles, si dice fortemente preoccupato per le ripercussioni sul sistema produttivo del nostro paese del Coronavirus e sottolinea la necessità che l’Europa provveda ad adottare tutti i provvedimenti necessari per evitare gravi conseguenze per l’economia italiana.
“Trovo assurdo che ci siano Paesi europei – spiega - che chiedono ulteriori bollini di qualità ai nostri prodotti agroalimentarisolo per confermare che le merci non sono fonte di contagio. Nessuna restrizione al commercio di prodotti alimentari italiani può essere giustificata, così come è assurda e priva di fondamento la richiesta di una certificazione “Coronavirus free” o ulteriori certificazioni sanitarie per i prodotti italiani. Ritengo importante che gli europarlamentari italiani – conclude l’esponente di Fratelli d’Italia - condividano una linea comune e ferma per nell'interesse del nostro Paese, sena piegarsi a logiche di schieramento o interessi di parte”. | 1 |
Un ragazzo di 17 anni è stato arrestato dai carabinieri la scorsa notte con l'accusa di tentato omicidio, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, furto e ricettazione. Dopo aver rubato l'auto ai genitori, i quali avevano denunciato il furto, per fuggire a un controllo a Paderno Dugnano (Milano) ha dato vita a un inseguimento a folle velocità, nel quale sono stati coinvolti altri militari e la Polizia di Stato, per poi finire contro un cartello stradale oltre 15 km dopo, a Milano. Quando uno dei militari si è avvicinato, il minorenne ha finto la resa e poi ha bruscamente accelerato investendo il carabiniere e sradicando una portiera di una gazzella. Abbandonata l'auto, il giovanissimo ha tentato la fuga a piedi, ma è stato raggiunto e bloccato. Denunciata in concorso anche la fidanzata di 16 anni che era in auto con lui. Nessun ferito grave. Tre auto delle forze dell'ordine danneggiate e due di residenti della zona. (ANSA). | (ANSA) - PADERNO DUGNANO, 23 GIU - Un ragazzino di 17 anni è stato arrestato dai carabinieri la scorsa notte con l'accusa di tentato omicidio, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, furto e ricettazione. Dopo aver rubato l'auto ai genitori, i quali avevano denunciato il furto, per fuggire a un controllo a Paderno Dugnano (Milano) ha dato vita a un inseguimento a folle velocità, nel quale sono stati coinvolti altri militari e la Polizia di Stato, per poi finire contro un cartello stradale oltre 15 km dopo, a Milano.
Quando uno dei militari si è avvicinato, il minorenne ha finto la resa e poi ha bruscamente accelerato investendo il carabiniere e sradicando una portiera di una gazzella.
Abbandonata l'auto, il giovanissimo ha tentato la fuga a piedi, ma è stato raggiunto e bloccato. Denunciata in concorso anche la fidanzata di 16 anni che era in auto con lui. Nessun ferito grave. Tre auto delle forze dell'ordine danneggiate e due di residenti della zona. (ANSA). | 4 |
CARRÙ Coalvi, il Consorzio di tutela della razza bovina piemontese, ha deciso di lanciare un’iniziativa a sostegno del Banco alimentare, l’ente che distribuisce cibo e bevande alle principali mense a soccorso dei meno abbienti. Tramite la rete delle macellerie che hanno aderito, circa un centinaio di punti vendita, verranno donati 10mila hamburger alle associazioni di volontariato che nei diversi territori collaborano col Banco alimentare; inoltre fino al 30 aprile. la clientela può contribuire con un piccolo gesto, donando un ulteriore hamburger al prezzo simbolico di un euro.
«L’adesione dei punti vendita è stata entusiastica e sopra ogni aspettativa», commenta Carlo Gabetti, presidente di Coalvi. «Siamo orgogliosi della nostra rete vendita piemontese, ma non solo. Hanno aderito anche la Lombardia (con Milano, Como e Pavia), la Liguria (con Genova, Savona e Imperia), il Lazio (con Roma e Frosinone), la Puglia (con Bari), la Sicilia (con Palermo) e il Veneto (con Vicenza e Padova). È probabile che molti altri punti vendita si uniscano a questi prima del 30 aprile».
La collaborazione con il Banco alimentare non è nuova; Coalvi la porta avanti da qualche tempo: solo qualche mese fa, ancora lontani dall’emergenza sanitaria, consorzio di allevatori ha donato al Banco alimentare del Piemonte 700 chili di bresaola.
Non viene meno, anche in questo frangente, il ruolo del Consorzio nell’assistenza ai punti vendita che ne portano il marchio Coalvi. Tutti sono stati forniti di istruzioni operative dettagliate per confezionare il prodotto in modo adeguato, così da affrontare in sicurezza il passaggio da più mani, fino alle mense; con tanto di contenitori isotermici in cui stivarlo per mantenere la catena del freddo. Perché rispettare il prodotto vuol dire anche, e soprattutto, rispettare chi lo riceve. | - Il maltempo di estende in tutta la penisola. La perturbazione in atto su gran parte del Nord Italia nella giornata di domani porterà una fase di maltempo anche sulle regioni centrali peninsulari e sulla Campania. Sulla base delle previsioni, il Dipartimento della Protezione Civile d'intesa con le regioni coinvolte, alle quali spetta l'attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati, ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse, che integra ed estende il precedente.
meteo
I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento. L'avviso, come fa sapere la Protezione civile,, specie sui settori centro-occidentali. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.Sulla base dei fenomeni in atto e previsti, le regionisu gran parte dei bacini. | 1 |
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In serata abbiamo appreso che il Direttore Sanitario dell’Asl Na 3 Sud, Gennaro Sosto ha convocato per metà settimana prossima (mercoledì o giovedì) i sindaci dei comuni di Vico Equense, Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Sorrento e Massa Lubrense per illustrare tutte le iniziative messe su dall’Asl del territorio per prevenire e fronteggiare adeguatamente l’espandersi del Coronavirus.
Prendiamo atto di questa importantissima riunione perché sono tante e importanti le domande e gli interrogativi che si pongono i cittadini e gli imprenditori della Penisola Sorrentina.
A cominciare dalla chiusura dei Pronto Soccorso negli Ospedali per casi di sospetto coranavirus.
Il nostro territorio vive di turismo e proprio per questo occorre una particolare attenzione in questo settore.
Milioni di persone arrivano nelle nostre località e nelle nostre strutture ricettive.
Come si deve regolare una struttura ricettiva in caso di prenotazioni?
Quali informazioni specifiche devono essere richieste al check in?
Come comportarsi in caso si sviluppassero sintomatologie da raffreddamento ai nostri ospiti?
In quale struttura sanitaria dovremmo indirizzarli?
Quali norme da seguire nella pulizia e nell’igiene delle proprie strutture?
Quali procedure sono già pronte da diffondere agli operatori turistici?
Occorre assolutamente non fare allarmismo
Occorre non improvvisare e fare tutto il possibile per proteggere con lucidità i nostri territori.
Per questo auspichiamo che nell’incontro organizzato dall’ASL, siano affrontate anche questioni come queste e definite procedure per gli operatori del sistema ricettivo locale che rappresentano l’interfaccia e il primo contatto con migliaia di persone.
Proprio per il nostro ruolo esprimiamo l’importanza di essere adeguatamente coinvolti e informati. | 3 |
Dopo la caduta di un altro pezzo di ondulina sulla A26, nel tratto a doppio senso di marcia per il crollo nella galleria Bertè, ancora disagi per gli utenti per la rimozione delle barriere anti rumore e di sicurezza. E tra oggi e domani sono previsti forti disagi per il controesodo tra cantieri, deviazioni e tratti allagati
Sulla A10 Genova-Savona e sulla A12 Genova-Sestri Levante, per consentire interventi di manutenzione delle barriere antirumore, previsti in orario notturno, a ridotta circolazione di veicoli, saranno adottati i seguenti provvedimenti di chiusura:
Sulla A10 Genova-Savona, dalle 21:00 di domenica 5 alle 6:00 di lunedì 6 gennaio, sarà chiuso il tratto compreso tra Genova Pra’ e Genova Aeroporto, verso Genova.
In alternativa, chi è diretto verso Genova, dovrà uscire alla stazione autostradale di Genova Pra’.
Sulla A12 Genova-Sestri Levante, per consentire interventi di manutenzione delle barriere antirumore, previsti in orario notturno, a ridotta circolazione di veicoli, dalle 22:00 di lunedì 6 alle 6:00 di martedì 7 gennaio, sarà chiusa l’entrata della stazione di Chiavari, verso Genova.
In alternativa, si consiglia di entrare alla stazione autostradale di Lavagna.
Sulla A12 Genova-Sestri Levante, dalle 1:00 alle 5:00 di domenica 5 e di lunedì 6 gennaio, sarà chiusa l’uscita della stazione di Sestri Levante, per chi proviene da Genova.
In alternativa, si consiglia di uscire alla stazione di Deiva Marina, sulla A12, di competenza S.A.L.T.
Ricordiamo che nelle stesse notti verrà chiuso il tratto tra Chiavari e Lavagna in direzione Livorno; pertanto, chi viaggia in direzione di Sestri Levante, dovrà uscire obbligatoriamente alla stazione di Chiavari e proseguire fino a Sestri Levante attraverso la viabilità ordinaria.
Inoltre, negli stessi giorni e orari resterà chiuso l’accesso all’area di servizio “Riviera sud”, situata nel tratto compreso tra Sestri Levante e l’allacciamento con la A12 Sestri Levante-Livorno, verso Livorno.
Per consentire interventi di manutenzione delle barriere di sicurezza, previsti in orario notturno, a ridotta circolazione di veicoli, dalle 22:00 di mercoledì 8 alle 6:00 di giovedì 9 gennaio, per chi proviene da Genova, sarà chiusa la Complanare di Savona, dopo l’allacciamento per Torino e prima di quello proveniente da Torino, con conseguente chiusura dell’uscita della stazione di Savona, solo per chi proviene da Genova.
Si fa presente che sarà regolarmente transitabile l’allacciamento da e verso Torino e chi proviene da Torino potrà regolarmente uscire alla stazione di Savona.
In alternativa, chi proviene da Genova, potrà uscire alla stazione autostradale di Albisola, sulla A10 Genova-Savona.
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Mi piace: Mi piace Caricamento... | Sulla A12 Genova-Sestri Levante, per consentire interventi di manutenzione delle barriere antirumore, previsti in orario notturno, a ridotta circolazione di veicoli, nelle tre notti consecutive di domenica 5, lunedì 6 e martedì 7 gennaio, con orario 21:00-6:00, sarà chiuso il tratto compreso tra Recco e Rapallo , verso Sestri Levante. In alternativa, dopo l'uscita obbligatoria alla stazione di Recco, si potrà percorrere la viabilità ordinaria e rientrare, sulla A12, alla stazione autostradale di Rapallo, per proseguire in direzione di Sestri Levante
Sulla A10 Genova-Savona e sulla A12 Genova-Sestri Levante, per consentire interventi di manutenzione delle barriere antirumore, previsti in orario notturno, a ridotta circolazione di veicoli, saranno adottati i seguenti provvedimenti di chiusura:
- Sulla A10 Genova-Savona, dalle 21:00 di domenica 5 alle 6:00 di lunedì 6 gennaio, sarà chiuso il tratto compreso tra Genova Pra' e Genova Aeroporto, verso Genova. In alternativa, chi è diretto verso Genova, dovrà uscire alla stazione autostradale di Genova Prà.
- Sulla A12 Genova-Sestri Levante, dalle 1:00 alle 5:00 di lunedì 6 gennaio, sarà chiusa l'uscita della stazione di Sestri Levante, per chi proviene da Genova. In alternativa, si consiglia di uscire alla stazione di Lavagna. inoltre, negli stessi giorni e orari resterà chiuso l'accesso all'area di servizio "Riviera sud", situata nel tratto compreso tra Sestri Levante e l'allacciamento con la A12 Sestri Levante-Livorno, verso Livorno. | 4 |
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Oggetti e petardi lanciati contro gli agenti della polizia, cassette di legno, bottiglie, addirittura pezzi di alberi, urla e risate. Coś una baby gang ha costretto cinque poliziotti a difendersi con gli scudi e poi a indietreggiare, nel Borgo Sant’Antonio Abate, al centro di Napoli. «Un assalto in piena regola», ha commentato su Facebook il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, che ha diffuso il video online. Una scena allarmante. I ragazzini stavano preparando il legname per il focarazzo, il tradizionale faḷ della notte di Sant’Antonio. Sorpresi dagli agenti hanno reagito lanciando oggetti ed esplodendo petardi.
La Dia: «Baby gang sono academy dei clan» «Occorre fermarli, cresciuti in ambienti criminali siano tolti alle famiglie e rieducati nei luoghi giusti», ha detto Borrelli. «Questi messaggi non possono passare, non possono essere consentiti – ha aggiunto - bisogna rispondere con severità. Alcuni territori non sono agglomerati urbani benś polveriere a cui va sottratta la miccia. I ragazzini di Borgo Sant’Antonio Abate hanno dato un assaggio di quanto pericolose possano essere le baby gang». Proprio ieri la relazione semestrale della Dia ha parlato delle baby gang napoletane come “academy” della camorra, ossia luoghi di “formazione” alla malavita dei ragazzini che poi entreranno nei clan.
I sindacati di polizia: « «I colleghi vanno plauditi, in quanto, fermi e professionali nel loro intento di prevenzione senza alcuna indole di belligeranza; hanno arretrato di fronte a minori che provocavano e danneggiavano». In una nota congiunta, i sindacati di polizia - Siulp, Coisp, Silp Cgil e Fsp - chiedono un’azione unitaria di istituzioni e forze civili contro la criminalità. «Senza una ferma decisione politica di coinvolgere la cittadinanza in prove di civiltà e attenzione nei confronti dei tutori dell’ordine e di attenzione alle norme, il nostro lavoro e la nostra opera di pacificazione e di prevenzione diventa alquanto inutile - rilanciano le organizzazioni sindacali - lo Stato non pụ e non deve arretrare rispetto ad atti tanto scellerati da parte di una sparuta parte della popolazione, ma deve essere aiutato anche da altre istituzioni, come il Comune, assistenti sociali e tessuto culturale circostante, affinchè si radichi in questa cittadinanza malriuscita il seme della civiltà. Bisogna creare dei circuiti di conoscenza e divulgazione che aiutino a sradicare la malerba e portare la nostra città all’attenzione delle istituzioni centrali affinché giungano, in via stanziale, sul territorio più uomini e mezzi» | 1 | |
Roma, 28 mar. (Adnkronos) – “Nessuno deve rimanere indietro, l’abbiamo sempre detto. Come avevo anticipato, rafforziamo e sosteniamo i comuni con 4,7 miliardi di euro per rispondere alle esigenze e alle prime necessità della popolazione. Andiamo avanti insieme nella battaglia contro il #Coronavirus”. Lo scrive Vito Crimi su twitter. | I termini di utilizzo sono stati aggiornati in base alle nuove leggi europee per la privacy e protezione dei dati (GDPR). Leggi la pagina Cookie e Privacy. | 3 |
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- Disturbi del sonno, attacchi d’ansia, aumento dell’irritabilità. Sono i sintomi più frequenti di cui hanno sofferto le bambine, i bambini e gli adolescenti nel nostro Paese durante l’isolamento a casa per l’emergenza coronavirus. Lo evidenzia l’indagine sull’impatto psicologico della pandemia Covid-19 nelle famiglie in Italia promossa dall’Irccs Giannina Gaslini di Genova e guidata dal neurologo Lino Nobili, che dirige il dipartimento di Neuropsichiatria infantile dell’istituto. Il questionario è stato raccolto a quindici giorni di distanza dall’inizio del lockdown, tra il 24 marzo e il 3 aprile. Dall’analisi delle risposte è emerso che la situazione di isolamento ha determinato una condizione di stress con ripercussioni non solo sulla salute fisica ma anche su quella emozionale-psichica, sia dei genitori che dei figli. “Ringrazio il Gaslini per l’impegno profuso anche in questa occasione a favore della salute dei più piccoli e degli adolescenti. È importante oggi essere consapevoli di quanto le misure assunte dal governo di chiusura e isolamento, che pure hanno messo in sicurezza la salute delle famiglie italiane, abbiano pesato su bambine, bambini e adolescenti. Sono loro quelli che hanno pagato un prezzo particolarmente alto durante il lockdown. Non poter andare a scuola, non poter vedere le proprie maestre e i propri compagni di classe, non poter correre e giocare in un parco con i propri amici li ha certamente penalizzati. Per questo dobbiamo oggi fare in modo di accompagnarli per mano fuori per far ritorno a una quotidianità che vorremmo fosse la più bella esicura possibile. Dobbiamo fare in modo che alla fine di un’esperienza che ricorderanno per tutta la vita, si sentano più forti e sicuri, consapevoli che si può combattere e vincere anche una battaglia difficilissima come quella che abbiamo condiviso contro il coronavirus”, ha spiegato la sottosegretaria di Stato alla Salute Sandra Zampa, nella conferenza stampa di presentazione dell’indagine. (Com) | Disturbi del sonno, attacchi d'ansia, irritabilità.
Sono i sintomi più frequenti di cui hanno sofferto bambini e adolescenti in Italia durante il lockdown.
Lo comunica il ministero della Salute che evidenzia i risultati dell'indagine sull'impatto psicologico della pandemia nelle famiglie. Indagine promossa dall'Irccs Giannina Gaslini di Genova e guidata dal neurologo Lino Nobili.
«Il questionario è stato raccolto a quindici giorni dall'inizio del lockdown, tra il 24 marzo e il 3 aprile - si legge in una nota del ministero - Dall'analisi delle risposte è emerso che la situazione di isolamento ha determinato una condizione di stress con ripercussioni non solo sulla salute fisica ma anche su quella emozionale-psichica, sia dei genitori che dei figli».
La sottosegretaria di Stato alla Salute Sandra Zampa, nella conferenza stampa di presentazione dell'indagine ha ringraziato il Gaslini «per l'impegno profuso anche in questa occasione a favore della salute dei più piccoli e degli adolescenti».
Al questionario, sottoposto in forma anonima tramite il sito web dell'istituto, hanno aderito 6.800 soggetti da tutta Italia (in particolare dal Nord e alta Toscana), di cui quasi la metà (3.245) con figli minorenni a carico.
Per quanto riguarda i bambini sotto i 6 anni, i disturbi più frequenti registrati sono stati l'aumento dell'irritabilità, i disturbi del sonno (paura del buio, risvegli notturni, difficoltà di addormentamento) e i disturbi d'ansia (inquietudine, ansia da separazione).
Mentre nei bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni è prevalsa una sensazione di mancanza d'aria e una significativa alterazione del ritmo del sonno (con tendenza ad andare a letto molto più tardi e non riuscire a svegliarsi al mattino), oltre che un'aumentata instabilità emotiva con irritabilità e cambiamenti del tono dell'umore. | 3 |
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In poco più di una settimana da quando è stata resa disponibile online, 1,3 milioni di cittadini hanno visualizzato la propria dichiarazione dei redditi precompilata per consultare i dati caricati dalle Entrate, per un totale di quasi 2 milioni di accessi. Dal 5 maggio, giorno in cui l’Agenzia delle Entrate, con il supporto del partner tecnologico Sogei, ha reso disponibili i modelli in modalità consultazione, i più attivi in termini assoluti sono stati i contribuenti della Lombardia, con 315.814 utenti che hanno fatto l’accesso, seguiti dal Lazio (171.571 utenti), dal Piemonte (124.937) e dal Veneto (123.811).
Da oggi è disponibile anche una guida dedicata al 730 precompilato, scaricabile dal sito dell’Agenzia. La guida spiega passo passo le procedure da seguire per inviare la propria dichiarazione, da come richiedere le abilitazioni necessarie a come verificare il rimborso spettante, da come annullare un 730 già inviato, se è stato commesso un errore, a come predisporre una dichiarazione congiunta. Inoltre, vengono ricordate tutte le scadenze, le novità di quest’anno e i vantaggi del “fai da te”.
Resta sempre a disposizione dei cittadini il sito “InfoPrecompilata”, con informazioni, date e scadenze da ricordare e le risposte alle domande più frequenti. L’assistenza corre anche sul filo del telefono, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17 e il sabato dalle 9 alle 13, tramite i numeri 800.90.96.96 (da rete fissa), 06 966.689.07 (da cellulare) e +39 06.966.689.33 (per chi chiama dall’estero).
Ultimo aggiornamento: 18:45
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Quasi 2 milioni di accessi - In poco più di una settimana da quando è stata resa disponibile online, 1,3 milioni di cittadini hanno visualizzato la propria dichiarazione dei redditi precompilata per consultare i dati caricati dalle Entrate, per un totale di quasi 2 milioni di accessi.
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La società che gestisce la rete elettrica nazionale ha rinnovato la propria alleanza con la Guardia di Finanza, per monitorare la regolarità delle procedure per la realizzazione delle infrastrutture sul territorio.
Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, e la Guardia di Finanza, rinnovano la loro alleanza per la tutela della realizzazione delle infrastrutture elettriche con procedure regolari, trasparenti e in contrasto alle infiltrazioni criminali nei numerosi cantieri che Terna ha avviato su tutto il territorio nazionale. I punti principali dell’accordo sono tre:
la tutela della regolarità e trasparenza delle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture;
il contrasto ai fenomeni di lavoro nero e di irregolarità contributiva;
la prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale nel tessuto economico.
Significativa novità di questa rinnovata intesa è il monitoraggio dei sostegni economici erogati da Terna a progetti di riqualificazione territoriale (ambientale ed urbanistica) di pubblica utilità per la compensazione e il riequilibrio ambientale derivante dalla realizzazione delle opere elettriche. A tal proposito, è stato individuato in Terna un contact point unico per tutte le necessità informative o di documentazione inerenti ad attività investigative, che segnalerà al Nucleo Speciale Anticorruzione dati e notizie qualificate nonché analisi di contesto utili al perseguimento delle finalità collaborative.
Allo scopo di consolidare le conoscenze e competenze del personale interessato, l’accordo prevede, inoltre, la possibilità per Terna di promuovere e organizzare incontri, seminari e corsi a favore dei propri dipendenti, anche avvalendosi di qualificati appartenenti alla Guardia di Finanza, in qualità di docenti.
“La firma di questo accordo – ha commentato l’Ad di Terna Luigi Ferraris – consolida la proficua collaborazione che già esiste tra Terna e la Guardia di Finanza. Siamo orgogliosi di proseguire su questa strada e fornire un fattivo contributo alla tutela della realizzazione di infrastrutture strategiche per il Paese”. | FIRSTonline è un giornale web indipendente di economia, finanza e borsa edito da A.L. Iniziative Editoriali S.r.l. con sede legale a Roma, fondata e controllata da Ernesto Auci e Franco Locatelli e partecipata da tre soci di minoranza (Andrea Gilardoni, Alessandro Pavesi e Laura Rovizzi). Il portale e le sue applicazioni sono nel quotidiano realizzate da due agili redazioni, una a Milano e una a Roma, e da un innovativo ed efficace team di manager dell’innovazione e del web. | 1 |
La trattoria – pizzeria San Giuseppe di Amalfi ha riaperto le sue porte dopo il periodo di lockdown ed è pronta a deliziare i palati di tutti gli amanti del buon cibo.
Proprio nel giorno in cui la città marinara di Amalfi rende omaggio a Sant’Andrea nel Patrocinio che ne ricorda il miracolo nel 1544, la trattoria – pizzeria della famiglia Muoio ha rialzato la saracinesca dopo più di due mesi di chiusura per accogliere turisti ed avventori in questa estate appena iniziata.
Aperto dal 1983, il San Giuseppe si trova nel cuore del centro storico di Amalfi, alle spalle di Piazza Duomo, tra i vicoletti che formano quell’intricato groviglio di viuzze meravigliosamente belli che caratterizzano i nostri borghi.
Il locale nasce da una tradizione familiare di panificatori prima, e pizzaioli dopo, che, tutt’ora, propongono specialità della cucina costiera e campana, un luogo in cui si può ancora gustare il sapore autentico dei piatti tradizionali.
Antipasti a base di pesce o di terra, primi piatti della tradizione, pesce fresco e una vasta selezione di pizze rendono la cucina del San Giuseppe unica nel suo genere. Quest’anno, poi, il locale è stato sottoposto ad un intervento di restyling ed è stato arricchito da una cantina di vini locali di eccellenza.
Lo chef ha inoltre proposto un nuovo menù innovativo con un ritorno alla cucina tipica Amalfi utilizzando prodotti sia di mare che di terra, tutto rigorosamente a km 0.
Un angolo incantato ed appartato di Amalfi, dunque, dove si possono gustare le prelibatezze del nostro territorio servite con la gentilezza di sempre dalla famiglia Muoio e con l’accortezza delle nuove norme anticovid imposte dalla legge.
La trattoria pizzeria San Giuseppe si trova ad Amalfi, Salita Ruggiero II 4. Per info e prenotazioni 089 872640. | Ad Amalfi è stato realizzato un nuovo ed importante intervento di riqualificazione e messa in sicurezza dei sentieri montani che attraversano il territorio comunale.
Dopo qualche anno dal ripristino della staccionata lignea del sentiero di “Madonna dei Fuondi”, del tutto deteriorata e danneggiata dagli eventi atmosferici degli ultimi anni, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Daniele Milano ha provveduto a dar corso ad analogo intervento lungo il sentiero che da Pogerola conduce nella Valle delle Ferriere, a Scala ed Agerola.
La zona destinataria dell’intervento di messa in sicurezza attraverso la realizzazione di una nuova staccionata lignea è quella di Tavernate, zona peraltro molto frequentata da residenti e turisti, ma soprattutto da amanti del trekking e della natura molti dei quali raggiungono Amalfi e la zona riviera proprio attraverso la fitta rete di sentieri.
L’intervento realizzato su una distanza di circa seicento metri si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione e riqualificazione dei percorsi montani ogni anno battuti da migliaia di persone. | 1 |
(ANSA) - CHIETI, 14 MAR - La Clinica di Malattie infettive dell'Ospedale di Chieti comincerà a somministrare a breve un farmaco sperimentale che apre nuove speranze per la cura dei pazienti con Covid-19. Si tratta del Remdesivir, antivirale nella classe degli analoghi nucleotidici, sviluppato originariamente per la malattia da virus Ebola e le infezioni da virus Marburg. Arrivato pochi giorni fa in Italia, il farmaco si sta dimostrando una delle opzioni terapeutiche più efficaci nel trattamento dei casi più gravi di infezioni da Nuovo Coronavirus. La Clinica teatina, diretta da Jacopo Vecchiet, ha completato il necessario iter di approvazione con il Comitato etico e inizierà la somministrazione nei pazienti più complessi.
L'unità operativa di Terapia intensiva, di cui è responsabile Salvatore Maurizio Maggiore, in collaborazione con le Malattie infettive, sta già utilizzando per alcuni pazienti il Tocilizumab, altro farmaco sperimentale che agisce sulle complicanze del virus e sembra dare risultati incoraggianti.
Al momento in Malattie infettive a Chieti sono ricoverate nove persone con Covid-19, altre quattro sono in trattamento intensivo. (ANSA) | Garrufo. I bambini e i ragazzi dell'oratorio "Vieni e seguimi" sono diventati attori e cantanti per una sera p...
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Pescara. Gli stabilimenti vestini di Brioni si apprestano a riaprire i battenti giovedi 19 marzo, riattivando le attività produttive di Roman Style nei tre siti di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova. Lo hanno comunicato le organizzazioni sindacali unitamente alle rappresentanze sindacali unitarie e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
Gli stessi sindacati hanno poi aggiunto che “vigileremo sull’attuazione del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo 2020 tra Governo e parti sociali. Infine i sindacati, in considerazione della situazione particolare del capoluogo Vestino, dove nonostante possa contare solo sull’1% della popolazione totale abruzzese, c’è invece il 16% dei contagiati in Abruzzo, chiedono una applicazione rigorosa del suddetto protocollo, spiegando che visto che non sempre potrà essere garantita la distanza di un metro, dovrà essere garantito, l’utilizzo di mascherine a norma per tutti i lavoratori”. | Pescara. Sono centinaia le persone che verranno sottoposte a tampone nella zona rossa pescarese, con l’obiettivo di contrastare la diffusione del coronavirus.
Sono tutte residenti nei cinque comuni dell’area con maggiori restrizioni: Penne, Montebello di Bertona, Farindola, Civitella Casanova e Picciano.
Al lavoro cinque team della Asl di Pescara, composti da un medico e un tecnico, che stanno eseguendo i test casa per casa, per limitare quanto più possibile gli spostamenti di potenziali contagiati. Le attività, già iniziate, andranno avanti anche nei prossimi giorni.
Sono oltre 700, nella zona rossa pescarese, le persone in isolamento domiciliare: coloro che sono risultati positivi al Covid-19 e sono in sorveglianza attiva della Asl, soggetti che hanno avuto contatti con dei contagiati e altri con sintomi specifici. Per l’esecuzione dei tamponi la Asl si sta dando delle priorità, concentrandosi in particolare sulle persone con sintomi e su coloro che hanno avuto contatti conclamati con pazienti Covid-19.
L’azienda sanitaria sta inoltre implementando l’attività di sorveglianza sanitaria nei confronti dei soggetti risultati positivi, ma asintomatici, così da sottoporli precocemente a eventuale terapia ed evitare le forme più acute della patologia. Il tutto con un duplice obiettivo: da un lato il benessere del paziente, dall’altro evitare il ricorso al ricovero, allentando così la pressione sugli ospedali. Prosegue, infine, l’attività di monitoraggio da parte della Asl sulle case di riposo presenti sul territorio provinciale.
Verifiche costanti sono in corso nelle strutture in cui sono emersi dei casi positivi, prevedendo il trasferimento in ospedale degli ospiti con sintomi più acuti. | 1 |
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- L'aumento del commercio digitale durante la quarantena in Italia ha permesso di ridurre le attività che fanno parte della cosiddetta economia sommersa. Lo ha dichiarato l'ex amministratore delegato di Vodafone Vittorio Colao, ripreso dal quotidiano britannico "Financial Times". L'ex Ad di Vodafone è stato scelto dal governo per guidare un gruppo di esperti sulla riapertura dell'economia del paese. Secondo Colao il coronavirus ha obbligato molte piccole aziende ad adottare sistemi di pagamento e della gestione delle forniture digitali per la prima volta. L'aumento dello shopping online e dei pagamenti digitali ha reso molto più difficile condurre attività commerciali "sottobanco". "Per quanto sia stato una sventura, il virus ha permesso al paese di fare in due mesi i progressi sull'adozione del digitale che avrebbe fatto in due anni", ha detto Colao. "Il distanziamento sociale ha obbligato moltissime piccole aziende italiane a spostarsi online tutto d'un tratto", ha dichiarato l'ex Ad di Vodafone.Colao ha aggiunto che molti piccoli ristoranti stanno utilizzando per la prima volta menù online e sistemi di prenotazione online. "Ciò forza le persone ad imparare ad utilizzare i sistemi digitali e crea l'opportunità di collegare le catene di fornitura di un ristorante con altre società. Questo non servirà solo a ridurre l'economia sommersa, aumenterà anche gli incentivi per investire e creare forza lavoro più qualificata per le piccole aziende", ha dichiarato Colao. Inoltre, la legalizzazione del lavoro non dichiarato permetterà di aumentare le entrate fiscali del governo, e contribuirà a ridurre il debito pubblico. "Non possiamo permetterci di sprecare quest'opportunità. Anche se incorpori solo il 20 per cento di un mercato sommerso dal valore di 100 miliardi di euro, hai comunque un'enorme somma di denaro", ha concluso Colao. (Res) | © Agenzia Nova - Riproduzione riservata
- Il primo ministro italiano Giuseppe Conte ha detto che il paese potrebbe iniziare ad allentare alcune misure entro la fine di questo mese. "Non dobbiamo però abbassare la guardia", ha affermato Conte in un'intervista per l'emittente britannica "Bbc". Il premier ha poi dichiarato che il blocco nazionale, imposto il 9 marzo, potrebbe essere allentato solo gradualmente. "E' necessario individuare alcuni settori che possono riaprire la loro attività. Se gli scienziati danno il loro assenso, potremmo cominciare ad allentare alcune misure già alla fine di questo mese", ha aggiunto il premier. (Res) | 1 |
Un particolare tentativo di truffa è stato smascherato dai Carabinieri della Stazione di Paternopoli (Avellino) che hanno denunciato tre persone. I Carabinieri, a seguito di attività info-investigativa, hanno avviato le indagini all’esito delle quali è emersa la procedura truffaldina alla base di alcuni contratti, denunciando così alla competente Autorità Giudiziaria tre procacciatori d’affari che fraudolentemente stipulavano delle volture al fine di ricevere il relativo compenso dalla società per cui lavoravano.
Gli stessi, dopo aver scelto con cura le vittime, qualche giorno fa si sono recati presso le loro abitazioni e, dopo essersi presentati come dipendenti di una nota società di energia elettrica, riuscivano ad entrare in possesso di dati e copie di documenti d’identità, attivando fraudolentemente contratti per il cambio di gestore all’insaputa delle persone offese convinte, invece, di aver sottoscritto una semplice informativa sulla privacy per il trattamento dei dati personali.
All’esito di attività d’indagine i Carabinieri sono riusciti ad individuare e deferire in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Benevento i tre soggetti (di età compresa tra i 20 ed i 60 anni e residenti tra le province di Napoli, Benevento e Frosinone) ritenuti responsabili di Tentata truffa continuata in concorso.
L’indagine permetteva di far emergere che i predetti avevano anche attivato un contratto a favore di una persona deceduta alcuni anni fa. Sono tuttora in corso accertamenti da parte dei Carabinieri finalizzati anche ad appurare la responsabilità dei malfattori in eventuali ulteriori analoghi fatti. | Un particolare tentativo truffa è stato smascherato dai Carabinieri irpiniche hanno denunciato tre persone. A seguito di un'attività info-investigativa,sono state avviate le indagini all’esito delle quali sarebbe emersa la procedura truffaldina alla base di alcuni contratti, denunciando così alla competente Autorità Giudiziaria tre procacciatori d’affari che, si ipotizza in fase di indagine, avrebbero fraudolentemente stipulatodelle volture al fine di ricevere il relativo compenso dalla società per cui lavoravano. Gli stessi, avrebbero scelto con cura le vittime e qualche giorno fa si sarebbero recati presso le loro abitazioni e, dopo essersi presentati come dipendenti di una società di energia elettrica, sarebbero riusciti ad entrare in possesso di dati e copie di documenti d’identità, ed avrebbero attivato fraudolentemente contratti per il cambio di gestore all’insaputa delle persone offese convinte, invece, di aver sottoscritto una semplice informativa sulla privacy per il trattamento dei dati personali; dalla fase di indagine. All’esito di attività d’indagine i Carabinieri sono riusciti ad individuare e deferire in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Benevento i tre soggetti presunti responsabili residenti in due province campane e in una fuori regione ritenuti responsabili di Tentata truffa continuata in concorso. L’indagine porterebbe anche ad emergere che questi avrebbero anche attivato un contratto a favore di una persona deceduta alcuni anni fa. Sono tuttora in corso accertamenti da parte dei Carabinieri finalizzati anche ad appurare la responsabilità dei soggetti (presunti responsabili nel caso in questione) in eventuali ulteriori analoghi fatti. | 4 |
Pazienti positivi al coronavirus negli stessi reparti dei no Covid, operatori non sufficienti e addirittura assenti la notte. Quello che emerge dai verbali dell'ultimo sopralluogo degli ispettori della Asl Rm 6 e dei carabinieri del Nas di Roma, che lunedì sono entrati nella clinica San Raffaele di Rocca di Papa, è un quadro inquietante. E che suffraga i sospetti dei primi rilievi della Polizia locale. E poco conta che ieri la struttura abbia inviato una nota alle autorità con alcune giustificazioni. Per l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato, «la San Raffaele deve adempiere alla prescrizioni, le indicazioni circa il contenimento del virus erano state date il 24 gennaio, né sono accoglibili richieste di modificare i verbali».
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I REATI
Ieri i carabinieri del Nas hanno depositato una prima corposa informativa sul tavolo del sostituto procuratore di Velletri Giuseppe Travaglini. Sono almeno una trentina le morti sospette su cui indagano i pm dei Castelli, ma il numero sembra destinato a salire. Sulla struttura di Rocca di Papa dove, a oggi, si contano 161 positivi di cui 121 pazienti e 40 operatori sanitari, la Procura di Velletri ha aperto un fascicolo al momento per omicidio colposo, ma si profila anche l'epidemia colposa e presto potrebbero scattare i primi provvedimenti. Non è escluso il commissariamento. I controlli hanno riscontrato non solo la «mancata separazione tra degenti positivi e negativi» ma anche «l'assenza di percorsi emergenziali, il mancato controllo del confinamento dei pazienti e l'assenza di personale medico e infermieristico in numero adeguato e sufficiente per assistere i malati». La struttura tra l'altro, è accreditata per 95 posti letto di lungodegenza ed è lì che sarebbe scoppiato il focolaio. Nelle relazioni al sopralluogo del 20 aprile, scrivono gli ispettori e i carabinieri, «si è constatato che a fronte dei 70 pazienti presenti all'interno del reparto Rsa alle ore 12, solo 20 di loro erano stati adeguatamente assistiti nell'espletamento delle pulizie quotidiane rimanendo pertanto gli altri 50 privi di idonea igiene e assistenza». C'è dell'altro. Gli ispettori mettono nero su bianco che «dalla visione dei turni programmati per aprile in Rsa per la notte di domenica 20 non risulta la presenza di personale infermieristico e assistenziale».
Non solo. «Il numero dei pazienti positivi, trasformano di fatto la struttura in una Rsa Covid e il personale in servizio non appare sufficiente a garantire una assistenza adeguata». Delle evidenze emerse ne ha preso atto la sindaca Veronica Cimino che le ha fatte sue nell'ordinanza con cui ha chiesto alla struttura di dare immediata esecuzione alle prescrizioni sanitarie fornite dalla Asl e a provvedere al corretto smaltimento dei rifiuti da Covid. «La matematica non è una opinione - dice la sindaca - parleranno i numeri dei morti, dei malati. Sono i numeri che faranno giustizia». Secondo la San Raffaele Spa «sin dal primo caso positivo» né i medici di medicina generale o del servizio sanitario nazionale, «si sono più recati presso la nostra Rsa pur avendo la responsabilità medica prevista dalla normativa». Intanto, è stato disposto il trasferimento di 21 pazienti, fondamentale è sapere se i Covid positivi saranno accolti in strutture adeguate senza pericolo di ulteriori contagi. «In queste ore - ha detto il comandante della polizia locale Gabriele Di Bella - stiamo chiedendo la certificazione che attesti dove siano state portate queste persone e se sono positive o meno al Covid. La zona di isolamento è una cintura impenetrabile e tutto quello che entra e esce passa attraverso la supervisione dei check point. Ho sollecitato la direzione amministrativa e sanitaria a trasmettere tempestivamente la documentazione in assenza della quale sarà trasmessa subito una informativa alla Procura».
NEL MIRINO
La Procura di Velletri ha nel mirino anche la San Raffaele di Montecompatri, altra clinica del gruppo, dove l'altroieri è avvenuto un secondo decesso. Qui, però, appena avuta notizia della prima morte per Covid, il sindaco Fabio D'Acuti, il 17 aprile, ha sigillato la struttura con una ordinanza, poi parzialmente revocata. E sono stati effettuati tamponi a tappeto. A oggi sono 25 i positivi, di cui 16 nella Rsa, 3 nell'hospice, 2 nella psichiatria e 4 operatori adesso in isolamento domiciliare. Su 426 tamponi a personale, degenti ed esterni venuti a contatto, 326 hanno dato esito negativo e per 76 si è ancora in attesa della risposta. «Siccome il virus ha una velocità di diffusione enorme - spiega D'Acuti - ho emesso l'ordinanza senza aspettare la risposta dei primi tamponi. Vedevo che cosa stava succedendo a Rocca di Papa e non c'era tempo da perdere».
Ultimo aggiornamento: 11:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA | Sessanta cartelle cliniche di pazienti ricoverati al San Raffaele di Rocca di Papa sono finite nel mirino dei carabinieri del Nas di Roma, che in queste ore danno la caccia al flusso dei pazienti dimessi da gennaio fino ad oggi. C’è il sospetto che la clinica, diventata un focolaio Covid-19 con 161 positivi accertati e sorvegliata speciale dell’esercito, possa aver dimesso pazienti positivi e quindi aver favorito la diffusione del virus fuori dalla struttura. Se le evidenze documentali confermassero questo scenario, le ipotesi di reato cambierebbe: da omicidio colposo a epidemia colposa. Una condotta gravissima punita con la reclusione fino a 12 anni.
E tra qualche giorno dovrebbero uscire i primi iscritti nel registro degli indagati. Il pubblico ministero della procura di Velletri, Giuseppe Travaglini dovrà fare i conti con una relazione stilata a seguito dell’analisi di centinaia di atti. Le cartelle cliniche verranno passate al setaccio, verrà analizzato la condizione dei pazienti e confrontata con le misure adottate dal personale sanitario. La domanda a cui gli uomini del Nas stanno cercando di dare una risposta certa è: se ci sia stata negligenza nell’applicazione delle misure di contenimento adottate nella struttura.
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Dai verbali dell’ultimo sopralluogo congiunto di carabinieri e Asl, datato 20 aprile, è emerso un quadro allarmante sulla “convivenza” tra pazienti positivi e negativi al coronavirus, un’insufficiente sorveglianza sanitaria e trascuratezza nell’assistenza dei malati, molti dei quali lasciati in precarie condizioni igieniche per un’intera notte.
Il sindaco di Rocca di Papa, Veronica Cimino, fa sapere che a seguito dei sopralluoghi, l’assessore alla Sanità della regione Lazio Alessio D’Amato ha inviato una copiosa nota di diffida alla clinica affinché adempia alle prescrizioni. E nel frattempo proprio ieri, gli ispettori dell’Asl Rm6 hanno provveduto a disporre una netta separazione tra gli ospiti: al primo piano ci sono i malati Covid e al piano terra i negativi.
Le prime evidenze messe a verbale dalla polizia locale di Rocca di Papa, e inviate alla Procura, sono risultate un campanello importante per rimettere a posto la situazione dal punto di vista della gestione della promiscuità dei pazienti: «L’obiettivo che abbiamo – dice il comandante Gabriele Di Bella - è la salute delle persone e salvare vite umane». Tra la notte di martedì e la giornata di mercoledì, a seguito di ulteriori ispezioni del personale Asl Rm6, sono stati trasferiti una trentina di malati in altre strutture nei reparti di medicina dedicati al Covid-19. Inoltre, quattro pazienti sono stati ricoverati nell’ospedale di Genzano, convertito ufficialmente nella prima Rsa Covid del Lazio dove è in attivazione un servizio di videochiamate con i parenti degli ospiti. C’è preoccupazione anche per il numero di positivi registrato nella clinica San Raffaele di Montecompatri, dove sono stati effettuati tamponi a tappeto e dove ci sono 26 casi positivi al coronavirus.
Coronavirus, al Trivulzio cresce il focolaio: «Qui si continua a morire e i positivi sono oltre 200»
Sono quattro invece i decessi registrati ieri nella Asl Rm6 e riferibili alla cliniche San Raffaele del territorio: due uomini e due donne tra i 70 e i 90 anni. Venti sono i positivi registrati nell’intero distretto Roma6 che comprende i Castelli Romani e parte del litorale.
L’assessore alla Sanità della regione Lazio Alessio D’Amato ha fatto sapere che procedono a ritmi serrati le verifiche nelle Rsa del Lazio con 482 ispezioni già fatte: «L’Istituto superiore di sanità ha certificato che il numero dei decessi nelle Rsa del Lazio è 18 volte inferiore a quello della Lombardia - evidenzia D’Amato -. La Lombardia, non avendo più posti in ospedale, ha spostato i ricoveri nelle Rsa. Nel Lazio non c’è mai stato e non c’è questo problema».
Ultimo aggiornamento: 17:42
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21 maggio 2020 a
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Milano, 21 mag. (Adnkronos) - L'ospedale alla Fiera di Milano "è stato un esempio che è stato ripetuto in altre zone di Italia, come nelle Marche e in Emilia Romagna, e in Europa a Berlino, dove si è cercato di realizzare questo genere di iniziativa". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a Zapping su Rai Radio 1. "Questa linea guida è stata data dal governo che ha detto che bisognava aumentare i posti letto in rianimazione e predisporre degli ospedali Covid pronti per ogni evenienza. E non solo abbiamo realizzato questo, ma presto ne realizzeremo anche altri. Ne realizzeremo uno a Brescia, come ne abbiamo realizzato uno a Bergamo", ha aggiunto. | 22 giugno 2020 a
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Milano, 22 giu. (Adnkronos) - "Ho il massimo rispetto nei confronti della magistratura. Devo dire che ho avuto un interrogatorio molto bello, non mi sento di contestare nulla. Va benissimo così. Sono profondamente convinto che su come la Regione Lombardia ha gestito l'emergenza sanitaria il tempo sarà galantuomo". Intervistato dal quotidiano La Verità, il governatore lombardo Attilio Fontana replica così a chi gli chiede un commento sull'inchiesta della procura di Bergamo che sta indagando su quanto accaduto negli ospedali della zona maggiormente colpiti dal Covid e sulla mancata zona rossa ad Alzano e Nembro. | 1 |
L’Ordine delle professioni infermieristiche di Bergamo scende in campo e si mobilita per sostenere gli enti erogatori di assistenza domiciliare del territorio bergamasco. Per tutta la giornata di venerdì 24 aprile il presidente Gianluca Solitro, il consigliere Marco Gialli e Gabriella Novello hanno distribuito una serie di dispositivi di protezione individuale, donati da Fnopi (Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche) a tutti gli enti della provincia che avevano risposto alla mail mandata dall’Ordine nei giorni precedenti.
«Esprimo il mio più sentito ringraziamento al presidente Gianluca Solitro e a tutto il consiglio direttivo dell’Opi di Bergamo per la donazione – commenta Stefano Ghilardi, presidente della cooperativa Bergamo Sanità -. Il contributo ci sostiene nel proseguire con impegno e determinazione nei servizi di cura alle persone anziane più fragili».
Riconoscenza condivisa anche da Cinzia Botter, responsabile dell’Adi San Donato. «Grazie all’Ordine professioni infermieristiche di Bergamo che ha fortemente pensato al territorio e ai tantissimi professionisti che lo presidiano, donando un quantitativo di Dpi significativo. Hanno dato rilevanza al territorio, agli infermieri dell’assistenza domiciliare integrata e hanno pensato a tutti quei professionisti che entrano in punta di piedi nelle case dei nostri assistiti per portare buone cure e dignità».
Per proseguire nell’attività di donazione, l’Ordine ha lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma “GoFundMe”. I contributi raccolti saranno destinati anche al sostegno psicologico degli infermieri. Per poter contribuire basta accedere al sito: https://www.gofundme.com/f/together-we-do-it-insieme-ce-la-facciamo
«Come Ordine conosciamo bene, purtroppo, la sofferenza del nostro territorio e il duro sacrificio che stanno compiendo i nostri colleghi ogni giorno – concludono -. Questo è un piccolo gesto per cercare di essere vicini a tutti quegli enti che cercano di combattere questo virus su un territorio purtroppo devastato da tantissimi morti. La sanità e il sistema sanitario non esistono senza gli infermieri. Insieme ce la possiamo fare». | MILANO – Sono buone e stabili le condizioni del neonato di poche settimane ricoverato a Bergamo e risultato positivo al Coronavirus. “Le condizioni del piccolo ricoverato sono buone, respira spontaneamente e i parametri sono buoni e stabili” comunica una nota l’Asst Papa Giovanni XXIII. Il piccolo “rimane ricoverato in isolamento nel reparto di patologia neonatale dell’ospedale di Bergamo, vista la positività al tampone Covid-19”.
Coronavirus, Ordine Bergamo richiama 25 infermieri
Come le ostetriche ieri, oggi anche gli infermieri iscritti all’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi) di Bergamo hanno risposto alla chiamata di Ats Bergamo impegnata a reperire personale medico e sanitario per supportare i colleghi e le colleghe delle Asst che stanno lavorando per contrastare l’epidemia da Covid-19.
“Lo stress organizzativo cui è sottoposto il sistema sanitario in questi giorni e, soprattutto, le gravi difficoltà vissute dai colleghi infermieri e dai professionisti del nostro territorio provinciale e regionale, in conseguenza all’ulteriore evoluzione del coronavirus, sta ponendo le istituzioni e gli operatori nella condizione di rispondere in emergenza, costantemente e con sicurezza alle necessità, a tutela della salute della popolazione”, spiega il presidente di Opi, Gianluca Solitro.
E’ già stato fornito un elenco di circa venticinque infermieri in quiescenza disponibili a rientrare in servizio e per i quali sono state fatte le valutazioni affinché non venga messa a rischio la loro salute e per il rispetto della normativa in merito all’iscrizione all’ordine, che verrà riattivata straordinariamente, su indicazioni nazionali della Federazione, per un periodo determinato e senza oneri per quanti si sono resi disponibili. (fonte ANSA) | 1 |
Una sparatoria è in corso a Ottawa, capitale del Canada. Una persona è rimasta uccisa e almeno tre sarebbero rimaste ferite in modo grave intorno alle 7.30 ora locale - le 13.30 italiane - in Gilmour Street, non lontano dalla sede del parlamento canadese.
Il bilancio è di un morto e tre feriti, secondo quanto riferisce la tv canadese Cbc.
La polizia di Ottawa ha riferito di diverse persone rimaste ferite in una sparatoria nel centro della città. La polizia continua a cercare un sospetto che avrebbe aperto il fuoco. | Foto Xinhua
Almeno una persona è stata uccisa e altre tre ferite in modo grave durante una sparatoria attorno alle 7.30 del mattino nel centro di Ottawa, in Canada. Lo riferiscono fonti mediche citate dall'emittente canadese Cbc. Fonti della polizia hanno confermato a radio Canada che l'emergenza viene considerata conclusa, anche se al momento non è stato arrestato nessun sospetto per la sparatoria. | 4 |
L’EGITTO, DOPO TRE ANNI DALLA RICHIESTA DEI GENITORI DI GIULIO REGENI, CI MANDA I DOCUMENTI DI GIULIO E UN PO’ DI HASHISH INSIEME A DUE PAIA DI OCCHIALI DA DONNA PER INFANGARE LA VITTIMA DEL LORO OMICIDIO
Conte nella apposita commissione che cerca la verità sull’ omicidio di Giulio Regeni ha affermato che il presidente egiziano Al Sisi ha assicurato “la massima collaborazione” senza però prendere impegni precisi: sull’elezione del domicilio dei cinque indagati, così come sulle altre 11 richieste mosse dalla procura di Roma ai colleghi del Cairo, toccherà rispondere ai magistrati egiziani.
Il “gesto simbolico” promesso è stata la consegna degli effetti personali di Giulio Regeni, che la famiglia aveva chiesto a Sisi ormai più di tre anni fa.
Le autorità egiziane hanno consegnato agli inquirenti italiani nuovi oggetti e documenti che, a loro dire, appartenevano al ricercatore italiano Giulio Regeni, sequestrato e ucciso al Cairo nel 2016.
Il materiale sarebbe stato “trovato” nella disponibilità della banda di cinque disperati uccisi in Egitto il 24 marzo di quattro anni fa. I cinque furono fatti passare dall’autorità locali come gli autori dell’omicidio di Regeni in quello che per gli investigatori italiani è stato, invece, un tentativo di depistaggio.
La famiglia aveva fatto richiesta di ricevere gli oggetti tre anni fa.
Gli oggetti furono mostrati in alcune foto dopo il blitz ai danni dei cinque criminali. Si tratta del passaporto di Giulio Regeni, delle tessere di riconoscimento dell’università di Cambridge e dell’università americana del Cairo.
Ci sono anche un marsupio rosso con lo scudetto dell’Italia, alcuni occhiali da sole (di cui due modelli da donna), un cellulare, un pezzo di hashish, un orologio, un bancomat e due borselli neri di cui uno con la scritta Love.
In passato i genitori di Giulio, assistiti dall’avvocato Alessandra Ballerini, hanno compiuto una perizia sulle foto da cui è emerso che solo i documenti di riconoscimento sono del ricercatore mentre l’altro materiale, come ad esempio gli occhiali da donna e la droga, era forse funzionale ad avvalorare la falsa pista dell’omicidio a sfondo omosessuale.
In pratica invece che consegnarci i cinque ufficiali dei servizi egiziani autori delle torture e dell’omicidio di Giulio, ci hanno spedito dopo tre anni dalla richiesta un “pacco” confezionato per prenderci per il culo.
E magari il nostro governo ringrazia pure.
(da agenzie) | Gli inquirenti italiani sono in possesso di passaporto e due tessere universitarie. Probabile che i genitori vengano convocati per il riconoscimento
TRIESTE Sono in possesso degli inquirenti italiani i documenti di Giulio Regeni, il passaporto e due tessere universitarie, consegnati dalle autorità egiziane assieme ad una serie di oggetti che, secondo gli investigatori egiziani, appartenevano al ricercatore sequestrato e ucciso al Cairo nel 2016. Gli oggetti furono sequestrati alla banda di presunti killer, cinque criminali comuni uccisi in Egitto il 24 marzo di quattro anni fa.
I cinque furono fatti passare dall'autorità locali come gli autori dell'omicidio di Regeni in quello che per gli investigatori italiani è stato, invece, un tentativo di depistaggio. Gli oggetti sono quelli mostrati in alcune foto dopo il blitz ai danni dei malviventi: oltre al passaporto di Giulio e le tessere di riconoscimento dell'università di Cambridge e dell'università americana del Cairo anche alcuni presunti effetti personali come un marsupio rosso con lo scudetto dell'Italia, alcuni occhiali da sole (di cui due modelli da donna), un cellulare, un pezzo di hashish, un orologio, un bancomat e due borselli neri di cui uno con la scritta Love.
È probabile che i genitori di Giulio Regeni vengano convocati a breve dagli investigatori per effettuare un nuovo riconoscimento degli oggetti giunti dal Cairo nelle scorse ore. In passato i genitori di Giulio, assisti dall'avvocato Alessandra Ballerini, hanno compiuto una perizia sulle foto dei presunti effetti personali del ricercatore da cui è emerso che solo i documenti di riconoscimento sono di Giulio mentre l'altro materiale, come ad esempio gli occhiali da donna e la droga, era forse funzionale ad avvalorare la falsa pista dell'omicidio a sfondo sessuale. | 3 |
Paura a bordo del traghetto "Bonaria" della Grimaldi Lines dove un incendio è scoppiato a bordo quando la nave, proveniente da Livorno, si trovava ormai vicina all'arrivo al porto di Olbia. Le fiamme sono divampate all'interno del locale garage interessando quattro camion frigo e otto rimorchi telonati.
La nave, trainata dal rimorchiatore "Mascalzone Scatenato" del gruppo Moby ha attraccato in tarda serata scortata dai mezzi della Capitaneria di Porto.
Tutti incolumi i 153 passeggeri che sono potuti scendere a terra al termine dell'operazione di messa in sicurezza portate avanti dalla Guardia Costiera e dai Vigili del Fuoco. Necessario l'intervento dei mezzi navali del porto che hanno dovuto abbassare la temperatura delle paratie per poter consentire l'evacuazione, quindi l'intervento di bonifica dei Vigili del Fuoco all'interno del traghetto. | Incendio a bordo del traghetto “Bonaria” della compagnia Grimaldi Lines con 153 passeggeri a bordo tutti incolumi. Il traghetto, proveniente da Livorno e in prossimità del porto di Olbia, è stato interessato ieri sera (giovedì 18 giugno) da un incendio nell’area parcheggio veicoli.
Secondo le informazioni fornite dai Vigili del Fuoco l’incendio è dovuto a un camion frigo, che si è poi propagato ad ulteriori 4 camion frigo e 8 rimorchi telonati.
🔴 Intervento in atto nel porto di #Olbia (SS) per l'#incendio di un camion frigo all'interno di un traghetto di linea. Sulla nave, ancora non ormeggiata e con passeggeri a bordo, all’opera personale #vigilidelfuoco, mezzi antincendio schierati sulla banchina #18giugno 20:30 pic.twitter.com/zyiO3gf49K — Vigili del Fuoco (@emergenzavvf) June 18, 2020
I Vigili del Fuoco e la Guardia Costiera sono intervenuti intorno alle ore 20.00, quando il traghetto era ancora in mare. I Vigili del Fuoco sono saliti a bordo del traghetto in navigazione verso il porto di Olbia per spegnere immediatamente l’incendio e scongiurare così il peggio.
Alle ore 23.30 i Vigili del Fuoco hanno dichiarato l’incendio sotto controllo e il traghetto è attraccato consentendo l’evacuazione dei 153 passeggeri a bordo.
Sulla banchina ad attendere i passeggeri i mezzi di soccorso dei pompieri schierati e i sanitari. | 4 |
ALBA Il Comune di Alba ha consegnato questa settimana quasi 100mila euro di donazioni all’Asl Cn2. La raccolta era stata lanciata alcune settimane fa dal sindaco Carlo Bo per supportare chi, da inizio emergenza, è in prima linea per affrontare il coronavirus. Il versamento è solo una prima tranche, visto che la raccolta è ancora aperta e le donazioni sono ancora possibili.
Questo l’Iban: IT 56 R 03111 22501 0000 000 33119. Intestato a: Comune di Alba, servizio di tesoreria e aperto nella filiale Ubi banca di viale Vico 5 ad Alba.
Le donazioni dovranno indicare la causale: Emergenza coronavirus.
Il primo cittadino Carlo Bo commenta: «Ringrazio di cuore chi ha raccolto la sfida e si è mobilitato per sostenere la nostra Asl. Sul conto corrente del Comune sono arrivate donazioni da realtà imprenditoriali, da privati cittadini e associazioni. Tutti sentiamo un debito di riconoscenza verso chi ogni giorno mette a repentaglio la propria sicurezza per curare i nostri malati. Siamo consapevoli del grosso sforzo che si sta facendo nei nostri ospedali. Ogni risorsa in più in mano all’Asl può servire per nuovi dispositivi di protezione, attrezzature, nuova forza lavoro. È una battaglia che possiamo vincere solo restando uniti e continuando a rispettare le limitazioni, soprattutto ora che si avvicina la fase 2 dell’emergenza».
«Ci tengo a ringraziare – dichiara il direttore generale dell’Asl Cn2 Massimo Veglio – a nome personale e a nome della direzione dell’azienda sanitaria, tutti i donatori per la generosità e per l’ingente somma a noi pervenuta. Ci impegniamo a comunicare il modo in cui la stessa verrà utilizzata». | ALBA Dall’inizio dell’emergenza sono 31 i soggetti riscontrati positivi al Coronavirus nella città di Alba. Tre sono i guariti e altre tre sono in attesa del secondo tampone che potrà attestarne la guarigione, dopo il riscontro di negatività dato dal primo test. Le persone attualmente positive sono seguite dagli operatori sanitari secondo i protocolli previsti e sono tutte in buone condizioni di salute.
I cittadini e le attività economiche, pur in questo momento difficile, hanno risposto prontamente alla campagna di donazioni lanciata la settimana scorsa e il Comune di Alba ha già raccolto una somma che supera i 70mila euro.
Prosegue anche l’opera di supporto del Consorzio socioassistenziale, che segue giornalmente quasi un centinaio di persone per la consegna di cibo e farmaci a domicilio, così come della Protezione civile e della Caritas, grazie al grande lavoro svolto dai volontari.
«Il primo ringraziamento va sempre a chi è in prima linea in questa emergenza, quindi a tutti gli operatori sanitari e ai volontari, ma voglio anche sottolineare la serietà dei cittadini che si stanno attenendo scrupolosamente alle regole», dichiara il sindaco di Alba Carlo Bo. «Sono orgoglioso della generosità dimostrata dagli albesi che ha permesso in pochi giorni di raccogliere una cifra importante destinata all’Asl Cn2 per fronteggiare l’emergenza».
La diffusione del contagio si può evitare con i giusti comportamenti di ciascuno, pertanto si rammenta di:
Non recarsi in ambulatori e punti di erogazione dei servizi sanitari, salvo urgenze, ma di telefonare preventivamente al proprio medico.
Riferire con completezza le informazioni su contatti e soggiorni potenzialmente a rischio.
Le persone anziane o affette da patologie croniche sono caldamente invitate a non uscire dalla propria abitazione, se non per urgenze, e in tali circostanze a evitare luoghi affollati e contatti stretti con altre persone.
Si ribadisce, nuovamente, l’importanza delle misure di prevenzione igienico sanitaria:
lavarsi spesso le mani;
evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
evitare abbracci e strette di mano;
mantenere in ogni contatto sociale una distanza interpersonale di almeno un metro;
igiene respiratoria (starnutire o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri;
non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.
La mappa del contagio nella nostra zona
Questa cartina è realizzata usando i numeri contenuti nei bollettini della Regione Piemonte e delle Asl e nelle diverse comunicazioni dei Comuni. Ribadiamo dunque, che non si tratta di valori completi poiché di molti casi non viene diffusa l’esatta attribuzione comunale.
Le zone colorate rappresentano i Comuni che hanno subito il contagio; le croci, invece, sono i Comuni che hanno avuto cittadini deceduti. | 3 |
ROMA – “Diamo liquidita’ immediata per 400 miliardi di euro”, annuncia il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a proposito del dl destinato alle imprese. Il governo destina 400 miliardi “alle imprese, che siano piccole, medie o grandi. 200 miliardi per potenziare l’intervento sul mercato interno, 200 per l’export. E’ una potenza di fuoco che io non ricordo altre volte. E’ una cifra enorme”, dice il premier Giuseppe Conte
CONTE: “POTENZIATO GOLDEN POWER SU VARI SETTORI”
“Abbiamo potenziato lo strumento della golden power, potremo controllare operazioni societarie e le scalate ostili non solo nei settori tradizionali, ma in quelli assicurativo, creditizio, finanziario, acqua, salute, sicurezza”.
CONTE: “DELIBERATA SOSPENSIONE PAGAMENTI APRILE E MAGGIO”
“Abbiamo deliberato la sospensione di vari pagamenti fiscali e contributi e ritenute anche per i mesi di aprile e maggio”.
CONTE: “È EPIDEMIA ECONOMICA, AD APRILE DECRETO PIÙ CORPOSO”
“Faremo un decreto ancora piu’ corposo da realizzare gia’ questo mese, avra’ un approccio pu’ articolato per tutte le categoerie in sofferenza. Ci rendiamo conto che questa epidemia non e’ solo sanitaria ma e’ assolutamente anche di natura economica e sociale. Stiamo lavorando in questa direzione, con il decreto di aprile avremo un poderoso strumento per la protezione sociale e delle famiglie”.
CONTE: “SU VAL SERIANA CI ASSUMIAMO RESPONSABILITA'”
Il premier Giuseppe Conte ricostruisce la vicenda della mancata adozione delle misure di contenimento ad Alzano e Nembro. “Ho articolato una nota molto puntuale con cui ho ricostruito quei giorni dal punto di vista del governo nazionale”, dice in conferenza stampa. “Dopo la prima indicazione del comitato tecnico scientifico il giorno tre aprile, “il giorno cinque ho chiesto io stesso di articolare meglio le ragioni a supporto di questa richiesta di una specifica cintura sanitaria, visto che ci stavamo gia’ orientando verso una misura ancora piu’ rigorosa, cioe’ di una cintura per l’intera Lombardia. Il giorno 6 ho discusso per ore con i componenti del comitato tecnico scientifico e alla fine siamo arrivati alla conclusione che si imponeva una zona rossa per l’intera Lombardia. E il giorno 7 ho firmato”. Conte aggiunge: “Abbiamo sbagliato, oppure ho fatto bene? Noi riteniamo di aver preso questa decisione in scienza e coscienza. Ce ne assumiamo tutta la responsabilita’. Ci sara’ tutto il tempo per chiamarci a rispondere e io per primo non mi sottrarro’. Ora e’ ancora il momento della massima concentrazione per uscire da questa emergenza tutti insieme”.
CONTE: “DOPO PASQUA PROIETTIAMOCI VERSO RINASCITA”
“Non ci illudiamo che cambiera’ tutto ma da questa Pasqua confidiamo che la curva epidemica diventi sempre pu’ sotto controllo o addirittura discendente e che ci possa permettere di programmare la fase successiva in cui raccoglieremo le forze per proiettarci verso la rinascita, verso una nuova primavera”.
CONTE: “PRESTO UNA NUOVA PRIMAVERA PER L’ITALIA”
“Tutti i leader europei esprimo ammirazione per la forza e la resilienza del nostro paese. Agli italiani tutti voglio dire: state dando un contributo fondamentale in questa battaglia al virus. Presto raccoglieremo il frutto di questi sacrifici, presto quando sara’ tutto superato ci sara’ una nuova primavera per l’Italia”.
CONTE: “A PASQUA IN CASA, DA IRRESPONSABILI ANDARE IN GIRO”
“Vivremo a casa” i giorni delle festivita’ pasquali. “Sarebbe da irresponsabili andare in giro. sarebbe irresponsabile allentare questo senso di responsabilita’”. “Pasqua significa ‘passaggio’ dalla schiavitu'” alla liberazione, “e noi speriamo che la Pasqua possa portarci anche questo riscatto, questa liberta’. Il passaggio verso una prospettiva migliore, di completo riscatto”, aggiunge.
CONTE: “FASE 2? PRESTO DIRLO ORA, CI CONFRONTIAMO CON CTS”
“Non siamo in condizione di anticipare” quando partira’ la fase 2. “Ci confrontiamo costantemente con gli esperti del Cts e in questo momento ci riserviamo di seguire un attimo qual e’ l’evoluzione della curva epidemiologica e ci riserviamo qualsiasi valutazione. Saremmo piu’ felici se potessimo allentare qualche misura ma fissare oggi una data vorrebbe dire anticipare qualcosa priva di senso”.
CONTE: “PROTOCOLLI FASE 2 PER CAMMINARE IN STRADA E USO MEZZI”
“Verranno messi in evidenza protocolli di sicurezza a tutti i livelli sia per camminare per strada che per prendere un mezzo di trasporto, o per spostarsi nei luoghi di lavoro”.
CONTE: “SU MES IO E GUALTIERI LA PENSIAMO ALLO STESSO MODO”
“Anche se qualche retroscenista mira a offire una rappresentazione diversificata delle nostre posizioni, io e il ministro Gualtieri siamo assolutamente d’accordo”, dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi a proposito della posizione del governo sugli eurobond e contro il Mes. Il titolare dell’Economia Roberto Gualtieri siede al fianco del premier.
CONTE: “MES NO, LA SOLUZIONE SONO GLI EUROBOND”
“Mes no, eurobond sicuramente si'”. Risponde cosi’ il premier Giuseppe Conte quando gli si chiede quale tra i due strumenti preferisca. “Il mes e’ assolutamente inadeguato. Gli eurobond sono la soluzione: una risposta seria, efficace, adeguata al momento che stiamo vivendo”.
“All’inizio mi hanno suggerito di non fare questa battaglia, ma io sono convinto che la storia e’ con noi e vedremo alla fine la storia quale piega prendera’”, dichiata Conte riferendosi alla trattativa in Europa per ottenere dei bond ad hoc per l’emergenza coronavirus.
CONTE: “AUSPICO 600 EURO PARTITE IVA PRIMA DEL 15 APRILE”
“Ci siamo subito adoperati e premurati affinche’ tutti possano avere quanto prima le somme che abbiamo previsto nel decreto Cura Italia. C’e’ stato, e’ cosa nota, un sovraccarico nel sistema informatico Inps. Dall’Inps mi assicurano che quanto prima arriveranno. Ho chiesto uno sforzo collettivo affinche’ queste erogazioni possano arrivare anche prima del 15 aprile. Sono fiducioso che posso avvenire”.
CONTE: “VORREI ACCESSO INTERNET FOSSE DIRITTO COSTITUZIONALE”
“Se fosse per me inserirei una modifica costituzionale, quello del diritto di accesso alle reti infotelematiche. Ormai dovrebbe essere un diritto costituzionalmente tutelato”.
PATUANELLI: “PIU’ AMPIA MISURA IN EUROPA, ABBIAMO FIDUCIA IN IMPRESE”
“Il governo ha inteso rispondere a un’esigenza assoluta delle imprese. Per le imprese con meno di 500 dipendenti abbiamo rafforzato lo strumento del fondo centrale di garanzia, che portiamo alla possibilita’ di un prestito fino a 5 milioni di euro con la garanzia dello stato al 90 per cento. Per le piccole imprese fino a 25 mila euro di prestito lo stato garantisce al 100 per cento. La procedura di erogazione del credito sara’ immediata e priva di vincoli”. Lo dice il ministro dello sviluppo Stefano Patuanelli, in conferenza stampa. Il governo garantisce “affidamenti fino a 800 mila euro con garanzia dello stato fino al 90 per cento ma si arriva al 100 per cento con la garanzia di Confidi. E’ la misura piu’ ampia di Europa” in termini di garanzie offerte dal settore pubblico. “Il governo ha grande fiducia negli imprenditori”, aggiunge Patuanelli.
AZZOLINA: “DIDATTICA A DISTANZA NON PIÙ OPZIONALE”
“La didattica a distanza non e’ piu’ uno strumento opzionale, ci permettera’ di concludere l’anno e di dare dignita’ a tutti gli insegnanti che la stanno portando avanti. Per questo li incito a dare di piu'”.
AZZOLINA: “NON SARÀ POSSIBILE AGGIORNARE LE GRADUATORIE DEGLI ISTITUTI”
“Chiedo scusa a tutti i precari ma non sara’ possibile aggiornare le graduatorie di istituto. Non riusciamo a portare avanti un milione di moduli cartacei, ci riaggiorneremo il prossimo anno” | Il premier Giuseppe Conte ha annunciato poderose misure economiche in favore delle aziende italiane a causa della crisi dovuta al Coronavirus. Il ministro dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli, in conferenza stampa ha dichiarato che “c’è un bisogno immediato di liquidità per i più piccoli, abbiamo fatto una misura molto forte, fino a 25mila euro di prestito la garanzia dello Stato sarà al 100% con una procedura priva di vincoli e valutazioni andamentali. Valutiamo affidamenti fino a 800 mila euro con una garanzia statale al 90% che arriva a 100% con i Confidi. Crediamo con le norme di aver fatto un’operazione ampissima, probabilmente la più ampia in Europa. Il governo ha grande fiducia nella capacità degli imprenditori di ripartire”.
Guarda anche Conte: "Quattrocento miliardi alle imprese" | 2 |
PONTEDERA
È un momento difficile per la Rsa “Leoncini” di Pontedera, come per altre case di riposo un po’ in tutta Italia. Nella mattina di ieri dalla Rsa si è allontanato un paziente che ha problemi di salute e che in passato è stato positivo al Covid-19.
Per cui quando l’uomo, in stato confusionale, è riuscito a lasciare la struttura, si è creata subito una grande preoccupazione ed è stato dato l’allarme alle forze di polizia di Pontedera. Allarme che poco dopo è rientrato anche sei poi l’anziano si sarebbe allontanato una seconda volta dalla struttura.Sono giorni di grande preoccupazioni per gli operatori delle case di riposo chiamati a mettere in atto una serie di protocolli per la tutela dei ricoverati e per limitare il più possibile il rischio dei contagi.La gestione della Rsa, dopo che ci sono state alcune vittime con il coronavirus, è passata nelle mani dell’Asl Toscana Nord Ovest e ci resterà almeno fino a quando non sarà finita l’emergenza. —© RIPRODUZIONE RISERVATA | I prospetti forniti dalla Protezione Civile, come è noto, indicano casi totali, decessi, guarigioni e distribuzione regionale dei contagi, oltre al numero di tamponi effettuati. Qui trovate una guida alla lettura dei dati. Tutte le informazioni — aggiornate in tempo reale — sull’andamento della campagna vaccinale (ad esempio il numero di dosi somministrate ogni giorno in ciascuna regione) si possono invece leggere qui.
Qui una mappa del contagio in Italia e qui nel mondo. In questa pagina, invece, lo speciale sull’epidemia curato dalla Redazione Salute e aggiornato ogni settimana con nuovi approfondimenti. | 1 |
(Immagine della rivolta a Modena)
MILANO - Da ieri in diverse carceri italiane vi sono sommosse causate dalle misure introdotte per il contagio da cornavirus che non hanno fatto infuriare i prigionieri.Sul posto sono arrivate le volanti di polizia. Dalla strada adiacente al carcere si vedono carta e stracci a cui è stato dato fuoco attaccati alle grate di una finestra e getti d'acqua per contenere le fiamme.Nel carcere didove alcuni detenuti stanno riuscendo ad evadere venendo bloccati poco dopo all'esterno dell'istituto penitenziario dalle forze dell'ordine. A quanto si apprende i detenuti hanno divelto un cancello della 'block house', la zona che li separa dalla strada.. Sul posto polizia, carabinieri e militari dell'esercito.Un tentativo di evasione è stato segnalato anche al carcere Ucciardone a. Alcuni. Il carcere è circondato dai carabinieri e polizia in tenuta antisommossa. Anche le mura del carcere sono presidiate.La rivolta scoppiata anel carcere di Sant'Anna ha avuto un esito tragico:Sei sono considerati più gravi, portati nei pronto soccorsi cittadini e di questi quattro sono in prognosi riservata, terapia intensiva.In tutto sono. Ferite lievi anche per tre guardie e sette sanitari. Per un'overdose da psicofarmaci hanno perso la vita anche due detenuti istituti penitenziari di Verona e Alessandria. I due avevano approfittato delle proteste nelle carceri, esplose in seguito alle nuove disposizioni per il coronavirus, per sottrarre psicofarmaci dall'infermeria. Lo riferisce il segretario del Sindacato di Polizia penitenziaria (Spp) Aldo Di Giacomo.Per, presidente dello “Sportello dei Diritti”, data l’eccezionale emergenza che stiamo vivendo, sarebbe auspicabile che il nostro Parlamento emani provvedimenti di amnistia o di indulto. D’altro canto, persino nella Repubblica iraniana, in queste ore, è stata disposta la scarcerazione di 54.000 detenuti negativi al test coronavirus con pena residua da scontare non superiore a cinque anni. I provvedimenti di grazia sarebbero coerenti con l’emergenza di cui peraltro non conosciamo ancora le vere dimensioni. | “Sono in tutto 6 i detenuti morti durante le proteste nelle carceri nel nord del Paese: 3 a Modena, uno ad Alessandria, uno a Verona ed il sesto in un carcere piccolo di cui non posso rivelare il nome”. Lo afferma all’Adnkronos Aldo Di Giacomo, portavoce nazionale del sindacato di polizia penitenziaria Spp. “Le morti dovrebbero essere dovute ad assunzione psicofarmaci – spiega Di Giacomo – dato che nelle rivolte sono state prese d’assalto le infermerie. Questo perché i detenuti cercano il metadone. Ed anche perché le salme no sembrano avere segni di violenza”.
Una rivolta è in corso nel carcere di Foggia.Secondo le prime informazioni i detenuti hanno divelto un cancello della ‘block house’, la zona che li separa dalla strada. I detenuti chiedono l’indulto e maggiori garanzie per la sicurezza dal coronavirus. Alcuni parenti dei detenuti che si trovano nel piazzale esterno hanno chiesto ai reclusi di rientrare nelle loro celle. Molti detenuti si stanno arrampicando sui cancelli del perimetro del carcere. Sul posto polizia, carabinieri e militari dell’esercito.Continua dopo la foto
“La situazione è catastrofica – continua Di Giacomo – a Foggia sono evasi 50 detenuti, rivolta anche al carcere di Milano, San Vittore e anche al penitenziario di Santa Maria Capua Vetere: troppi fronti aperti. E qualche giorno fa avevamo avvisato ministro e prefetti che la situazione sarebbe degenerata. Serve subito l’intervento dell’esercito, più forze di polizia e se necessaria la chiusura totale delle carceri, i detenuti devono stare chiusi nelle loro celle. Servono leggi straordinarie e pene severissime per chi provoca e partecipa alle sommosse”. Continua dopo la foto
“Anche i danni sono ingenti – conclude Di Giacomo – almeno 12 milioni di euro di danni. Un appello al buon senso degli altri detenuti di non seguire i rivoltosi e di rimanere tranqulli, nelle loro celle per no peggiorare una situazione già molto critica”.Momenti di tensione anche al carcere Ucciardone di Palermo dove un gruppo di detenuti sta protestando contro il decreto sul Covid-19 del governo che prevede delle restrizioni anche per i carcerati. Ci sarebbe stato anche un tentativo i evasione subito contenuto. Il carcere è circondato da poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa.
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Da questa mattina è in corso una rivolta al carcere di San Vittore a Milano e alcuni detenuti sono saliti sul tetto della casa circondariale. Sul posto sono arrivate le volanti di Polizia. Altre rivolte, poi sedate, erano scoppiate ieri nelle carceri di numerose città a causa delle restrizioni legate all’emergenza coronavirus. E a Verona ed Alessandria due detenuti sono morti per overdose da psicofarmaci, sottratti dalle infermerie durante le proteste.
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massa-carrara. Visita non ufficiale ieri sul territorio del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi (ce lo conferma lui stesso). Una visita che doveva passare inosservata, così non è stato.
A quanto risulta, il Governatore della Toscana ha fatto diversi sopralluoghi, accompagnato dai vertici dell’Asl Toscana Nord Ovest: si è recato all’ospedale delle Apuane di Massa, come prima cosa, e in seguito è andato anche a Carrara, per rendersi conto di persona della situazione dell’ospedale Civico e del Monoblocco.
La visita in provincia è naturalmente legata all’emergenza coronavirus in attesa del picco dei contagi e l’eventuale (molto probabile) necessità di trovare nuovi posti letto per le quarantene dei pazienti meno gravi, così da liberare gli spazi al Noa di Massa per i contagiati che hanno necessità di maggiori cure.Ma il sopralluogo non ufficiale di Rossi - che è stato anche a Lucca e a Pisa, sempre nella giornata di ieri - non è piaciuto a tutti. Per esempio è dura la presa di posizione di Lorenzo Baruzzo, coordinatore di Carrara per Fratelli d’Italia: «Abbiamo sempre detto che il nostro senso di responsabilità ci deve vedere tutti uniti e collaborativi con le istituzioni per uscire dall’emergenza, che per le polemiche e le denunce ci sarà tempo “dopo”, ma le notizie che ci giungono sono gravi, infatti oggi (ieri,) il Governatore della regione Toscana Rossi, colui che ha rovinato la sanità toscana, è transitato sul territorio comunale, facendo un sopralluogo anche ai vecchi ospedali (“monoblocco” e “civico”) da lui e dai suoi compagni dismessi. Se così fosse domandiamo: era in visita ufficiale o privata? Per lui e i suoi collaboratori non valgono le restrizioni del Dpcm a tutela della salute pubblica? In un periodo in cui centinaia di migliaia di toscani si attengono alle disposizioni per tutelare la propria e l’altrui salute restandosene a casa, un fatto del genere sarebbe politicamente e moralmente grave». — | Massa-Carrara
Ecco quanto costerà alla Regione realizzare nuovi posti letto di terapia intensiva a Carrara e a Massa.
A Carrara ne saranno realizzati 24, con costi per lavori di 153mila e 720 euro, mentre i macchinari necessari costeranno 1.171.200 euro.Ben più costosi i lavori all’Ospedale di Massa, che da quattro anni è completamente chiuso contrariamente al Monoblocco. Quindi, per Massa, dove si recupereranno 27 posti, i lavori costeranno 409.920 euro, i macchinari 1.317.600 (in sostanza, ogni postazione di terapia intensiva costa poco meno di 50mila euro). È quanto ha deliberato ieri la Regione, in attuazione dell'ordinanza dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, per di realizzare un totale di 280 postazioni aggiuntive di terapia intensiva come ulteriori misure straordinarie per il contrasto ed il contenimento sul territorio regionale della diffusione del virus Covid-19.Saranno realizzate in 13 presidi ospedalieri, 4 situati nell'area nord ovest, 5 nell'area centrale e 4 nella sud est. Un importo pari a € 2.382.660, stanziati dalla Giunta Regionale, saranno necessari per la realizzazione di lavori di adeguamento delle strutture, mentre 13.664.000 euro, forniti dal Dipartimento di Protezione Civile, saranno utilizzati per l'acquisto di attrezzature medicali. Il costo totale dell'intervento sarà quindi pari a 16.046.660 euro. Nell'area nord ovest si tratta degli ospedali di Campo di Marte (Lucca) che ospiterà 72 nuove postazioni, dell'ospedale di Carrara che ne accoglierà 24, dell'ex ospedale di Massa con 27 nuovi posti e del Santa Chiara di Pisa con 22. "Le Aziende - spiega Rossi - realizzeranno le nuove postazioni nel più breve tempo possibile. Potranno anche derogare sia dalle normali procedure burocratiche che da queste previsioni di distribuzione dei posti letto, ma per farlo avranno bisogno di una esplicita mia ordinanza". | 2 |
Giallo Melania nello storico lancio della navetta Crew Dragon della SpaceX. Il programma della Casa Bianca la dava presente insieme al presidente e alcuni media avevano anche riferito che era arrivata a Cape Canaveral ma al momento del lancio non è comparsa. E’ rimasta a Washington, ha scritto il Washington Post, senza spiegare i motivi.
La first lady aveva accompagnato il tycoon al precedente lancio, poi rinviato per maltempo. Così sulla piattaforma di osservazione Trump è rimasto senza Melania, mentre il suo vice Mike Pence stringeva la mano alla moglie Karen. | «Donald Trump una volta disse che nessuno avrebbe mai saputo negoziare un accordo meglio di lui. Poi arrivò Melania». In poche righe di un tweet, la giornalista del Washington Post Mary Jordan – vincitrice del Premio Pulitzer nel 2003 – ha riassunto il suo nuovo libro incentrato sulla figura di Melania Trump, dal titolo: «The Art of Her Deal: The Untold Story of Melania Trump». In particolare, Jordan ha ripercorso la strategia della first lady nel rivedere l’accordo matrimoniale dopo l’elezione di suo marito alla presidenza degli Stati Uniti d’America.
Melania non aveva alcuna fretta di trasferirsi alla Casa Bianca, scrive Jordan. Durante i primi tempi della presidenza, infatti, Melania Trump rimase nella sua vecchia a casa a New York, rimandando di qualche mese il suo trasloco a Washington. Ufficialmente, la scelta era stata fatta per consentire al figlio Barron (di 10 anni) di finire l’anno scolastico. Secondo la giornalista, però, dietro la decisione di Melania ci fu l’intento di rivedere un accordo matrimoniale che, a dire di Jordan, non era affatto generoso nei confronti della compagna più longeva di Trump.
Dal momento in cui il nuovo ruolo del marito portò alla luce il suo passato di scandali sessuali e tradimenti, Melania si prese del tempo per calmarsi e modificare i suoi accordi economici con Donald. Oltretutto, in quelle settimane i figli e le figlie più grandi del presidente fecero pressione su di lei affinché si trasferisse al più presto alla Casa Bianca in modo da poter esercitare su di lui il suo potere “calmante”.
Per raccontare la figura di Melania Knavs (suo nome all’anagrafe), Jordan ha fatto più di 100 interviste, partendo dai suoi compagni di scuola in Slovenia fino ad arrivare all’ex governatore del New Jersey Chris Christie. «Melania è molto più simile a Donald di quanto non si creda…», ha dichiarato Jordan. «Sono entrambi dei lottatori per i quali la sopravvivenza vale qualsiasi prezzo, anche la lealtà».
Melania, insomma, non sarebbe solo la figura docile al fianco di suo marito come spesso la si è voluta far passare: il suo carattere e le sue competenze (parrebbero vere le voci sul fatto che sappia parlare quattro o cinque lingue diverse, ad esempio) sarebbero stati centrali in alcune mosse di Trump. Il caso più esplicito è forse quello della scelta di Mike Pence come vice presidente: secondo Jordan, Melania gli disse che, tra i tre candidati, lui era forse quello che si sarebbe accontentato più facilmente di un posto da numero due.
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Il consigliere Fabio Tuiach ha trascorso la sua Pasqua in salsa fascista lamentandosi che agli italiani venga chiesto di rispettare le norme per il contrasto alla diffusione il coronavirus anche qualche furbetto vorrebbe fregarsene per anteporre i suoi egoismi alla salute pubblica (e a danno della collettività, dato che è a causa di questa gente se le aziende dovranno restare chiuse).In quella sua ideologia in cui tutto si risolve dando libero sfogo al suo odio contro i migranti e alla sua derisione di chi è vittima di persecuzione, scrive:Se il consigliere pare citare a casaccio la violenza di genere quasi volesse deridere quel femminicidio in cui dice di non credere, fa ribrezzo osservare come il consigliere di diverta a contrapporre temi che non hanno nulla a che vedere l'uno con lì'altro quasi sostenesse che la sua costante promozione dell'odio giustificate ogni altra sua pretesa di illegalità.E sarà anche che per lui la salute pubblica viene dopo il suo tentativo di abusare dei cadaveri ancora caldi a fini propagandistici, ma bisognerebbe spiegare al signorino che è a causa di chi viola le norme che noi siamo costretti a dover star chiusi in casa e le nostre aziende non possono riaprire. Se ognuno avesse fatto la sua parte, in 14 giorni sarebbe tutto finito.Saranno dunque altri italiani a pagare il prezzo di chi viola la legge con a compiacenza del consigliere di estrema destra, il quale pare negare anche che basta guardare alle statistiche svedesi per accorgersi che ,facendo come loro e evitando il lockdown, si sarebbe provocata un escalation di morte:Quindi il signorino vorrà anche compiacere l'egoismo dei suoi amichetti camerata, ma forse dovrebbe spiegare ai cittadini che gli pagano lo stipendio che lui non pare avere alcuna intenzione di pensare alla loro salute.__________ | Mentre sua moglie afferma che chi riporta le frasi scritte da suo marito sarebbe gente cattiva in virtù di come lei pretenda di poter fare la spersa con i soldi che lui ottiene dai concittadini senza che i cittadini possano sapere cosa pensi il loro rappresentante, il consigliere triestino Fabio Tuiach pare divertirsi un mondo a mostrare la sua omofobia e a negarla con frasette che paiono veri e propri sfottò.Ammesso che Tuiach non si faccia pagare il salario in sale dato che l'etimologia della parola è quella, pare evidente che il termine "omofobia" indichi un concetto molto preciso che non è il suo aver paura degli avversari (forse a ragion veduta, dato che nel suo ultimo match è finito a ko in meno di 60 secondi). | 1 |
Dopo la relazione su quanto è stato già fatto, sono state stabilite le nuove linee per la ricerca di Eleonora Dora Salerno. Ieri 17 gennaio in Prefettura a Pisa c’è stato un nuovo incontro per fare il punto sulle ricerche e per stabilire come continuarle.
Dora, infatti, manca da casa dal 13 gennaio. Sono state verificate alcune segnalazioni di avvistamento ma che non hanno dato l’esito sperato. L’invito, però, è di continuare a cercare e segnalare alla polizia municipale di Santa Maria a Monte (0587-261680) anche l’eventuale ritrovamento di indumenti integri oppure di parti, con particolare attenzione nella zona di via Lungomonte compresa tra Ponticelli e Montecalvoli.
Dora, quando è uscita di casa indossava un giaccone marrone, pantaloni neri, maglia fucsia, pantofole grigie maculate di nero.
Intanto l’associazione Penelope che si occupa di assistenza ai familiari delle persone scomparse sta monitorando con un particolare dispositivo satellitare i corsi dei fiumi Arno e Usciana. Attualmente una squadra dei vigili del fuoco con il gommone si trova in prossimità della bocca d’Arno proprio a seguito di una di queste segnalazioni fornite dall’associazione Penelope. | SANTA MARIA A MONTE. Eleonora Salerno, 80 anni, non si trova. Ore e ore di ricerche con un esercito di volontari schierati. Associazioni e protezione civile, elicottero dei vigili del fuoco, carabinieri, polizia municipale, cani molecolari e droni e con tanti cittadini. Insieme ai familiari, al figlio e alla nipote (che ha pubblicato un post anche su Facebook per facilitare le ricerche) hanno setacciato tutta la zona intorno all’abitazione della pensionata, in via Lungomonte, nel tratto che da Montecalvoli porta a Ponticelli. I cani molecolari hanno rilevato la presenza della donna nei campi che separano casa sua dal fiume Usciana. E qui sono entrati in azione anche i sommozzatori dei carabinieri.
Eleonora è scomparsa intorno alle 16 anche se poi l’allarme vero e proprio è stato dato alcune ore dopo. Dora, come tutti chiamano la pensionata scomparsa, vive a Santa Maria a Monte con i familiari. Quando questi ultimi hanno visto che l’ottantenne non era in casa hanno cominciato a cercarla e poi si sono rivolti ai carabinieri. La cagnolina che di solito l’accompagna come un’ombra, è tornata a casa, stando a quanto raccontano alcuni conoscenti della pensionata che ieri mattina sono rimasti a lungo a seguire le ricerche.
Santa Maria a Monte si è svegliata con il rumore del motore dell’elicottero dei vigili del fuoco che ha sorvolato a lungo il paese. Mentre in via Lungomonte veniva allestita una base dove tutte le persone coinvolte nelle ricerche si sono date appuntamento per capire quale era la zona a loro assegnata, da scandagliare. Per non lasciare niente di intentato, come è stato spiegato a metà mattina, i soccorritori (circa 100 persone) hanno anche ispezionato la zona del cimitero, oltre ai campi intorno a casa della pensionata. I familiari chiedono aiuto, sperando che la donna sia rimasta nella zona. Non è escluso che viva un momento di difficoltà e che abbia perso il senso dell’orientamento. Tutte ipotesi. Di sicuro c ’è che con il passare delle ore la preoccupazione aumenta. Nel frattempo non pare ci siano state segnalazioni da parte di cittadini. Intanto ieri sono arrivati accanto a casa della donna anche i vigili del fuoco Saf (con attrezzature varie e un gommone) e sono state controllate le sponde dell’Usciana, quelle più vicine all’abitazione dell’anziana. Il timore è che la donna, che amava passeggiare lungo l’argine, possa aver avuto un malore ed essere caduta in acqua. Da oggi si prevede l’impiego del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco per ulteriori ricerche lungo l’Usciana.Chi avesse notizie di Eleonora può contattare direttamente i familiari a questi numeri 3496809348 oppure 3492609939. Le ricerche sono state sospese ieri sera. Riprenderanno questa mattina con il coordinamento della prefettura di Pisa. — | 4 |
Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro comunica che, alle ore 20.30 di ieri, 6 marzo l'aggiornamento del bollettino sanitario in Puglia è il seguente: dei 7 casi esaminati giovedì, 2 sono risultati positivi e riguardano la Provincia di Foggia. Dei 59 casi esaminati venerdì, 56 sono risultati negativi ee riguardano 1laProvincia BAT; 1 nella Provincia di Lecce; 1 nella Città Metropolitana di Bari.Con questo aggiornamentoTutti i test positivi verranno inviati all'Istituto Superiore di Sanità per la conferma di seconda istanza. I Dipartimenti di prevenzione rispettivamente delle Asl di Foggia, BAT, Lecce e Bari hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.I dati forniti in conferenza stampa dal Capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, e confermati dal Ministero della Salute, raccontano a tutto venerdì 6 marzo di. Le vittime sarebbero comprese tra i 62 ed i 95 anni quasi tutte con patologie pregresse. Buone notizie sul versante dei guariti, che passano da 414 di giovedì scorso, ai | Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro comunica che, alle ore 20.30 di oggi 6 marzo l’aggiornamento del bollettino sanitario in Puglia è: e dei 7 casi esaminati ieri, 2 sono risultati positivi e riguardano la Provincia di Foggia.
Dei 59 casi esaminati oggi, 56 sono risultati negativi e 3 sono risultati positivi e sono: 1 nella Provincia Bat; 1 nella Provincia di Lecce; 1 nella Provincia di Bari. Con questo aggiornamento salgono a 24 i casi positivi registrati in Puglia per l’infezione da Covid-19 Coronavirus. Tutti i test positivi verranno inviati all’Istituto superiore di sanità per la conferma di seconda istanza. I Dipartimenti di prevenzione rispettivamente delle Asl di Foggia, BAT, Lecce e Bari hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.
Dalle prime ricostruzioni pare che si tratti di un paziente andriese che è stato trattato questa notte nel pre-triage dell’ospedale “Bonomo” di Andria. | 3 |
Serrande alzate per quasi 2mila pubblici esercizi che da questa mattina possono iniziare con il take away anche a Torino, con 6 giorni di ritardo rispetto al resto del Piemonte. Alle 18 di ieri sono arrivate al Comune 1.500 domande di bar, ristoranti e pasticcerie che annunciavano l'intenzione di partire con il cibo e le bevande d'asporto, ma secondo Confesercenti ci sarebbe qualche centinaio di richieste in più non ancora processate. Le più preparate sembrano essere pasticcerie e gelaterie, quasi tutte già partite o in procinto di farlo. "Per quanto riguarda i ristoranti ripartirà circa il 50%, ma si tratta prevalentemente di chi faceva già servizio a domicilio, come le pizzerie" spiega Claudio Ferraro, direttore di Epat. La situazione più difficile è quella dei bar: "Bisogna fare le prenotazioni, avere in dotazione ciò che serve per dare un caffè d'asporto, capire come fare con il personale in cassa integrazione" conclude Ferraro. | Da oggi via libera al take away anche a Torino. Sono quasi 2 mila le attività commerciali che da questa mattina hanno alzato le serrande per questo servizio, che nel capoluogo è partito sei giorni in ritardo rispetto al resto del Piemonte.
Alle 18 di ieri erano 1.500 le domande di bar, ristoranti e pasticcerie arrivate al Comune per segnalare l'avvio dell'attività di vendita da asporto da cibo e bevande: secondo Confesercenti ci sarebbero però qualche centinaio di richieste ancora in sospeso.
Quasi tutte partite - o i procinto di farlo - le pasticcerie, mentre la situazione più difficile è quella dei bar. "I ristoranti in fase di ripartenza - spiega Claudio Ferraro, direttore di Epat - sono circa il 50%, ma si tratta in prevalenza di chi faceva già servizio a domicilio, come le pizzerie".
A nome degli operatori la Fiepet-Confesercenti denuncia come le "regole troppo rigide rallentano le vendite e scoraggiano la clientela". "Moltissimi colleghi -spiega il Presidente Fulvio Griffa - lamentano il fatto che la necessità di prenotare impedisca una parte di vendite: è improbabile che un consumatore possa pensare di prenotare un cono gelato o un caffè, tipici consumi d'impulso; sono prodotti che - per di più - è difficile confezionare, come prevede, invece, la normativa regionale". "Altri fanno notare come la distanza di due metri sia eccessiva: in effetti, non si capisce quale differenza ci sia fra una coda davanti a un bar e una davanti, ad esempio, a una macelleria, per la quale è previsto un solo metro. Alcune regole andrebbero riviste, soprattutto per bar, gelaterie e chioschi" conclude Griffa. | 4 |
Euregio, installato il cartello di benvenuto a Borghetto. Nuovo cartello stradale di benvenuto ai confini dell’Euregio. E’ stato installato oggi a Borghetto, al confine fra Trentino e Veneto, dai tre presidenti Platter, Kompatscher e Fugatti.
Da oggi (18 febbraio) un nuovo cartello stradale di benvenuto indica agli automobilisti che stanno entrando nel territorio dell’Euregio Tirolo-Trentino-Alto Adige. Si trova a Borghetto, località posta al confine tra il Veneto, più precisamente la Provincia di Verona, e il Trentino.
Si tratta di uno dei 67 cartelli stradali (41 in Tirolo, 19 in Trentino e 7 in Alto Adige) che, a partire dallo scorso autunno, stanno via via per essere posizionati ai confini dei tre territori dell’Euregio con Lombardia, Veneto, Voralberg, Carinzia, Salisburgo e Baviera. Il nuovo cartello bilingue di benvenuto, che nelle zone ladine è trilingue, è stato inaugurato ufficialmente dai presidenti di Tirolo, Alto Adige e Trentino, ovvero Günther Platter, Arno Kompatscher e Maurizio Fugatti. “Stiamo installando questi cartelli – hanno spiegato – per accogliere la popolazione e i viaggiatori nell’Euregio.
A 100 anni dalla frammentazione del Tirolo vogliamo aumentare la consapevolezza del fatto che i tre territori formano una comunità e lavorano a stretto contatto in uno spirito europeo”. | Trento. Giornata pantirolese per il governatore Maurizio Fugatti. Spesso «accusato» di guardare troppo verso il Veneto, Fugatti ieri ha rivolto lo sguardo ad Alto Adige e Tirolo suggellando, anche in modo formale, i confini geografici dell’Euregio con tanto di cartello stradale posto a Borghetto in compagnia dei colleghi Arno Kompatscher e Günter Platter. E, poi, per non farsi mancare nulla, è sceso a Mantova dove con i governatori ha inaugurato uno spazio espositivo dedicato ad Andreas Hofer.
Ora se sull’Euroregione si è fatto da tempo un investimento considerevole, più difficile (di primo acchito) è comprendere l’aggancio tra Trento, Hofer e Mantova: «A Borghetto io ci andavo anche quando non sedevo in maggioranza e non solo perché ci sono nato. E dove si è messo oggi il cartello ci ho portato Luis Durnwalder, Roberto Maroni, Luca Zaia, tra gli altri. Erano altre epoche e ci trovavamo in quella località per parlare di autonomia e di autogoverno. Ricordo anche che come minoranza, assieme a Franco Tretter, organizzammo per due volte un ricordo, dei raduni, di Andreas Hofer al Ballino, dove aveva lavorato. In questo anno di governo come giunta provinciale abbiamo voluto fare delle iniziative sulla memoria storica tirolese. Abbiamo creduto nell’idea di posizionare i cartelli dell’Euregio anche ai confini più meridionali e lo abbiamo fatto con i colleghi Kompatscher e Platter. Il cartello è simbolico ma è anche ricco di contenuti: avere i tre presidenti del Tirolo storico al confine di Borghetto non è un fatto di tutti i giorni. Una presenza di forte valenza simbolica, che sottolinea le caratteristiche comuni di Trentino, Alto Adige e Tirolo» ha spiegato il governatore.
E il prosieguo della giornata in Lombardia? «All’iniziativa di Mantova abbiamo partecipato perché Andreas Hofer appartiene anche, e sottolineo anche, alla nostra storia. In Trentino c’è stato, qui da noi ha imparato la lingua italiana. Noi siamo al lavoro proprio per individuare i luoghi hoferiani trentini, vi costruiremo un percorso nelle zone dove è stato Hofer: penso al Ballino piuttosto che in valle di Non. Sistemeremo una cartellonistica dedicata, racconteremo quello che è accaduto in quei luoghi. Questo si ricollegherà a quello che hanno fatto in Tirolo, hanno fatto a Bolzano e, ora, anche in quel di Mantova. Quello inaugurato oggi (ieri) debbo dire che è uno spazio davvero molto bello. Nella sua ultima lettera Andreas Hofer citava l’amore per la patria e la forte fede in Dio, valori come la tradizione, la fede, la nostra speciale autonomia, che abbiamo ancora nei territori dell’Euregio» ha concluso Fugatti. | 2 |
Coronavirus Borgosesia: il numero dei casi positivi sale a 21.
Coronavirus Borgosesia
Si annovera la buona notizia di una guarigione, ma anche di due contagiati in più nel conto dei casi di covid-19 a Borgosesia. Un’altra persona è dunque riuscita a sconfiggere la malattia e, negativa al tampone di controllo, ha potuto ritornare a casa. Sale così a sette il numero delle guarigioni dall’inizio della pandemia. Se si è fermato il numero dei decessi (sinora otto), negli ultimi giorni è salito a ventuno quello dei casi positivi, con due in più.
Alla casa di riposo
C’è però una ragione precisa: in settimana sono stati eseguiti i tamponi a tutto il personale della casa di riposo di Sant’Anna, una novantina di persone in tutto, e da questo sono emersi i due nuovi casi (in realtà tre, ma il terzo non risiede a Borgosesia). Le due persone risultate positive non avevano alcun sintomo e se non fossero state sottoposte al tampone non sarebbe emersa la loro condizione. I tamponi sono stati eseguiti anche a tutti gli ospiti di Sant’Anna, e gli esiti si conosceranno nelle prossime ore.
LEGGI NOTIZIA OGGI DA CASA: IL TUO GIORNALE COMPLETO IN VERSIONE DIGITALE | Grignasco convalidato arresto del 22enne trovato con la cocaina. Fermato dai carabinieri di Borgosesia, il giovane è ora ai domiciliari in attesa dell’iter giudiziario.
Grignasco convalidato arresto del 22enne trovato con la cocaina
E’ stato convalidato l’arresto eseguito una decina di giorni fa dai carabinieri di Borgosesia. In manette era finito un 22enne di Grignasco, fermato a Serravalle. I militari, vedendo che dava segni di nervosismo, lo hanno voluto perquisire: e sono saltati fuori 10 grammi di cocaina già divisi in dosi pronte per lo spaccio. In casa aveva poi altri 46 grammi di coca, oltre al classico bilancino di precisione e 1300 euro in contanti.
Foto d’archivio
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Fermata per un controllo, ha reagito con violenza ai poliziotti, con calci, pugni e morsi. Una giovane palmese, G.I., non ancora ventenne, è stata arrestata dagli agenti del Commissariato di Palma di Montechiaro. La donna su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento è finita ai domiciliari.
Due poliziotti sono rimasti lievemente feriti e medicati in ospedale, dove i medici li hanno giudicati guaribili con una prognosi di sette giorni ciascuno.
I fatti: gli agenti hanno visto un gruppetto di ragazzi ed hanno deciso di eseguire un controllo. Alla richiesta di esibire i documenti la palmese è andata in escandescenze, scagliandosi con calci, pugni e morsi, contro gli uomini in divisa. E’ stata bloccata e arrestata. | Si sono intrufolati all’interno di un supermercato lungo la strada statale 115, in territorio di Palma di Montechiaro, e una volta dentro hanno tentato di aprire la cassaforte.
Hanno utilizzato una fiamma ossidrica, utilizzando due bombole (una di Gpl e una d’ossigeno). Ai ladri, dopo aver provato e riprovato, la situazione gli è sfuggita di mano, ed hanno rischiato di provocare una deflagrazione o un incendio.
Quindi sono scappati portando via un po’ di spesa. Sul posto i vigili del fuoco che hanno ripristinato la sicurezza, e i carabinieri per le indagini. | 1 |
DUEVILLE - Tragedia sfiorata nel pomeriggio di oggi (giovedì 13 febbraio) a Dueville, dove è avvenuto un violento scontro tra due auto, una Volvo condotta da F.G., 60 anni, residente a Dueville e una Ford Focus guidata da una donna, B.V., 31enne, anch'essa di Dueville.
Per cause in corso di accertamento da parte di una pattuglia della Polizia Locale Nordest Vicentino (distaccamento di Monticello Conte Otto) che ha poi effettuato i rilievi, la prima delle due auto stava transitando in via De Gasperi e doveva svoltare in via Astichelli, ma durante questa manovra è entrata in collisione con il secondo mezzo che percorreva la stessa direzione di marcia.
Nella carambola che si è innescata la Ford Focus è sbandata, concludendo la sua marcia contro il plateatico della Trattoria "Da Carli" provocando danni ingenti al gazebo esterno (che è stato letteralmente divelto) e ai tavolini presenti fuori, nonché alla muratura dell'edificio. Fortunatamente, anche se la trattoria era aperta, nessun clienti si trovava all'esterno del locale e anche i due conducenti hanno riportato solo contusioni.
Ultimo aggiornamento: 18:44
© RIPRODUZIONE RISERVATA | Pausa pranzo turbolenta per gli avventori della Trattoria "De Carli" di Dueville.
Intorno alle 14.55 di giovedì, per cause in corso di accertamento, il conducente di una Volvo, F.G. 60enne residente a Dueville, mentre stava percorrendo via De Gasperi e, dovendo svoltare in via Astichelli, è entrato in collisione con una Ford Focus condotta da B.V., donna 31enne, sempre residente a Dueville, che proveniva dalla stessa direzione di marcia.
Dopo l'impatto, la Ford Focus ha concluso la sua corsa contro il plateatico della Trattoria "Da Carli" provocando danni al gazebo esterno e ai tavolini ivi presenti, nonché alla muratura dell'edificio. Fortunatamente, anche se la trattoria era aperta, nessun avventore si trovava all'esterno del locale e nessun conducente è rimasto ferito.
Intervenuta per i rilievi di rito una pattuglia di Polizia locale Nordest Vicentino del distaccamento di Monticello Conte Otto. | 4 |
Il governo adotti subito misure a sostegno dell’informazione locale che ancora una volta, in questo momento drammatico per l’intero Paese, non si è tirata indietro e senza risparmiarsi sta svolgendo con coraggio e professionalità il suo ruolo al servizio dei cittadini. Ritengo indifferibile, dopo la mancata previsione nel decreto ‘Cura Italia’ di iniziative rivolte ad aiutare le emittenti radiotelevisive, i giornali locali e le testate giornalistiche on line, con sostegni economici concreti”.
Questo l’appello rivolto da Domenico Falco, presidente del Corecom Campania, al premier Giuseppe Conte e al sottosegretario all’editoria, Andrea Martella.
“Voglio esprimere il mio personale ringraziamento a tutti gli operatori della comunicazione che nella nostra regione stanno garantendo, in condizioni lavorative di estremo pericolo, un’informazione tempestiva e corretta oltre a un servizio fondamentale di aggiornamento dei cittadini sulle continue misure adottate dal governo nazionale e dalla Regione Campania per combattere e limitare il contagio del nuovo coronavirus”.
Ricordo – conclude Falco – che l’Ordine dei giornalisti e il Corecom Campania stanno monitorando le notizie diffuse sul ‘Covid-19’ con l’Osservatorio sulle fake news, attraverso l’algoritmo messo a punto dal collega Stanislao Montagna”. | "Il governo adotti subito misure a sostegno dell’informazione locale che ancora una volta, in questo momento drammatico per l’intero Paese, non si è tirata indietro e senza risparmiarsi sta svolgendo con coraggio e professionalità il suo ruolo al servizio dei cittadini. Ritengo indifferibile, dopo la mancata previsione nel decreto ‘Cura Italia’ di iniziative rivolte ad aiutare le emittenti radiotelevisive, i giornali locali e le testate giornalistiche on line, con sostegni economici concreti". Questo l’appello rivolto da Domenico Falco, presidente del Corecom Campania, al premier Giuseppe Conte e al sottosegretario all'Editoria, Andrea Martella.
"Voglio esprimere il mio personale ringraziamento a tutti gli operatori della comunicazione che nella nostra regione stanno garantendo, in condizioni lavorative di estremo pericolo, un’informazione tempestiva e corretta oltre a un servizio fondamentale di aggiornamento dei cittadini sulle continue misure adottate dal governo nazionale e dalla Regione Campania per combattere e limitare il contagio del nuovo coronavirus"
Ricordo – conclude Falco – che l'Ordine dei giornalisti e il Corecom Campania stanno monitorando le notizie diffuse sul ‘Covid-19' con l'Osservatorio sulle fake news, attraverso l'algoritmo messo a punto dal collega Stanislao Montagna”. | 4 |
Avvio debole per Wall Street, con lo S&P 500 e il Dow Jones che cercano di rimanere sopra la parità, dopo che la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato ieri il nuovo pacchetto di aiuti per le piccole e medie imprese ed ospedali del valore di 484 miliardi di dollari.
Milano continua gli scambi in negativo con il Ftse Mib a -0,47%, dopo aver registrato un leggero recupero sulla notizia che il Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento di economia e finanza. Lo spread tra Btp e Bund scende a 235 punti in attesa della decisione che arriverà stasera dall'agenzia S&P sul rating del debito Italiano, che dall'attuale BBB potrebbe essere declassato a “junk” o “spazzatura”, ovvero sotto il livello BBB- “investment grade”. Per mitigare i possibili effetti negativi di un downgrade, la Banca Centrale Europea ha fatto sapere che inizierà ad accettare come collaterale anche le obbligazioni sotto il livello BBB-.
Piazza Affari segue l'andamento delle altre Piazze europee, che, nonostante l'accordo raggiunto dal Consiglio Europeo sul Recovery Fund, proseguono la seduta in calo. A Francoforte il Dax perde l'1,21%, a Parigi il Cac 40 cede l'1,14% e a Londra il Ftse 100 scende a -0,90%.
Il prezzo del petrolio mantiene il recupero con il Wti a 17,27 dollari al barile e il Brent a 21,81 dollari al barile in attesa che l’Opec e gli altri paesi produttori taglino ulteriormente la produzione.
Le principali Borse asiatiche chiudono l'ultima seduta della settimana in negativo sulla notizia che il farmaco Remdesivir di Gilead Sciences, secondo quanto riportato dal Financial Times, avrebbe fallito i primi test sui pazienti Covid-19. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,86%, a Hong Kong l'indice Hang Seng cede lo 0,61%, mentre a Seoul il Kospi è in calo dell’1,34%. In rosso anche il Composite a Shanghai a -1,06% mentre l’Asx 200 a Sydney chiude sopra la parità a +0,49%. | Wall Street apre gli scambi in negativo, con l'indice Dow Jones a -1,57% e lo S&P 500 a -1,22%, sulla scia del crollo del prezzo del Wti che continua a peggiorare l'andamento e precipita del 40% sotto quota 11 dollari al barile, mentre il Brent cala a 26 dollari al barile. Pesano sui mercati anche le proteste in corso negli Stati Uniti contro le misure restrittive imposte per limitare il diffondersi della pandemia.
Le principali Piazze europee proseguono gli scambi sotto la parità. A Milano il Ftse Mib perde lo 0,66%, a Francoforte il Dax cede lo 0,34%, a Parigi il Cac 40 segna -0,20% mentre a Londra il Ftse100 continua la seduta sulla parità. Lo spread tra Btp e Bund si assesta sui 242 punti. I mercati continuano a monitorare gli sviluppi dell’emergenza coronavirus e rimangono in attesa della riunione del Consiglio Europeo fissata per giovedì, in cui i capi di stato dei paesi membri dell'Unione Europea dovranno decidere la risposta comune dell'UE alla pandemia di Covid-19.
Le Borse asiatiche chiudono in negativo la prima seduta della settimana. A Tokyo il Nikkei 225 perde l'1,15% sulla notizia che le esportazioni in Giappone sono crollate più del previsto, dell'11,7% a 6.357 miliardi di yen (54 miliardi di euro) nel mese di marzo rispetto all'anno precedente. A Seoul il Kospi scende dello 0,84%, a Hong Kong l'indice Hang Seng cede lo 0,21% mentre a Sydney l’Asx 200 termina gli scambi a -2,45%. In leggera ripresa il Composite a Shanghai a +0,50% dopo che la Banca centrale cinese (Pboc) ha tagliato per la seconda volta in un anno i tassi di finanziamento prime (Loan prime rate) a un anno di 20 punti base a 3,85% da 4,05% e quelli a cinque anni di 10 punti base a 4,65% da 4,75%. La mossa arriva dopo la pubblicazione degli ultimi dati sul prodotto interno lordo cinese che nel primo trimestre 2020 ha registrato una contrazione record del 6,8% rispetto all'anno precedente. | 3 |
“Prevale in me la preoccupazione, perché siamo dentro la crisi. Non vorrei che passasse il messaggio che tutto sia stato risolto. L’epidemia è in corso, domani parte una fase nuova e questo grazie ai comportamenti dei cittadini. Voglio ricordare che qualche settimana fa avevamo 4 mila persone in terapia intensiva, ora sull’indice di contagio siamo sotto 1, significa che l’epidemia si sta riducendo. Ma guai a pensare che sia tutto finito”. E’ quanto ha detto a Mezz’ora in più il ministro della Salute, Roberto Speranza.
“Questa partita – ha aggiunto il ministro – non si vince per decreto e la responsabilità individuale è fondamentale per questa seconda fase: il coronavirus non verrà mai battuto da un atto di governo e non basta un’ordinanza o un decreto, sono strumenti messi in campo che servono, ma quello che conta davvero e il comportamento di ciascuno e non potranno essere i controlli a determinare l’esito di questa sfida”.
“Vogliamo accelerare il più possibile – ha detto ancora il ministro della Salute -, grazie anche a un monitoraggio sulle regioni, con la possibilità di differenziare aprendo di più nei territori più pronti. Credo che sia giusto aprire di più in territori che sono più pronti e attendere in territori che lo sono di meno, che ancora pagano un prezzo per l’epidemia”. Speranza ha spiegato che il Governo prenderà una decisione sulla base dell’evoluzione dei contagi monitorando “tre macroaree e 21 criteri specifici”. | “Guai a pensare che sia tutto finito, in me prevale un sentimento di grande preoccupazione”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza a ’Mezz’ora in più”, dopo aver citato i progressi registrati nella riduzione dei contagi.
“La situazione è migliore rispetto al passato, ma ci siano ancora dentro. Non possiamo inseguire il consenso e gli umori” quando firmiamo degli atti, “la prudenza è fondamentale”, ha continuato, rispondendo a una domanda sulle ordinanze regionali. “I dati scientifici ci dicono che questo virus è ancora pericoloso”.
Speranza ha spiegato: “I dati scientifici ci dicono che questo virus è ancora pericoloso. Non c’è alcun conflitto con gli scienziati. Tutte le scelte che abbiamo fatto le abbiamo fatte su indicazioni del comitato tecnico scientifico a cui esprimo tutta la mia gratitudine”.
Il ministro ha proseguito: “Vogliamo accelerare il più possibile, grazie anche a un monitoraggio sulle regioni, con la possibilità di differenziare aprendo di più nei territori più pronti”. E ha ribadito che dopo il “primo passo” di domani il prossimo passaggio sarà il 18 maggio. | 4 |
La Corte Costituzionale ha stabilito che l’attuale assegno di 258 euro mensili per il mantenimento non è sufficiente.
Una somma che «non assicura i mezzi necessari per vivere»: così la Corte Costituzionale ha definito i 285,66 euro mensili per i disabili gravi, invalidi civili totali che non possono lavorare. Una decisione che è innanzitutto un atto di civiltà nei confronti di chi si trova in serie difficoltà economiche e sanitarie e apre la strada all’innalzamento dei tetti di mantenimento, per un importo quasi triplicato. Vediamo più in dettaglio cosa hanno deciso i giudici.
Il caso concreto
Davanti alla Consulta è finito il caso, sollevato dalla Corte d’Appello di Torino, di un disabile affetto da tetraplegia spastica neonatale, incapace di svolgere i più elementari atti quotidiani della vita e di comunicare con l’esterno.
Percepiva mensilmente 285,66 euro: cifra insufficiente, per la Corte, a garantirgli la sopravvivenza, quindi incostituzionale, dal momento che la nostra Carta fondamentale prevede che chi non può lavorare per gravi problemi di salute ha comunque diritto al mantenimento e all’assistenza sociale [1]. Da qui, la necessità di aumentare gli importi a favore di queste persone svantaggiate.
Chi ha diritto al beneficio
La Consulta ha deciso che debba essere riconosciuto a tutti gli invalidi civili totali maggiorenni che non sono in condizione di lavorare e che abbiano un reddito basso il cosiddetto «incremento al milione» (con riferimento alle lire), cioè una cifra pari a 516,46 euro, in tredici mensilità. In realtà la cifra è ancora più alta: 651,51 euro, per effetto dell’inflazione. La somma, già riconosciuta per alcuni trattamenti pensionistici, veniva data, finora, unicamente ai disabili gravi che hanno compiuto sessant’anni [2].
Da oggi in poi – la Corte ha specificato, infatti, che il provvedimento non è retroattivo e vale, quindi, solo per il futuro, a partire dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale – potranno beneficiarne tutti gli invalidi civili totali che abbiano compiuto i diciott’anni e che non godano di un reddito annuo pari o superiore a 6.713,98 euro.
La Consulta ha anche pungolato il Parlamento, al riguardo, ricordandogli di avere il potere di intervenire su questo terreno, per rendere più dignitose le condizioni di vita dei nati con patologie gravissime: «Resta ferma la possibilità per il legislatore di rimodulare la disciplina delle misure assistenziali vigenti – si legge su una stringata nota dell’ufficio stampa della Corte Costituzionale – purché idonee a garantire agli invalidi civili totali l’effettività dei diritti loro riconosciuti dalla Costituzione». | viziata dal paradosso per cui il controllato pone dei limiti al controllore (perché tali limiti sono in
realtà connaturati e, se si vuole, “pregiuridici”), si sancisce che sottratta al sindacato della Consulta è
ogni valutazione di tipo politico ed ogni sindacato inerente all’uso del potere discrezionale del
Parlamento (appunto perché è nocciolo inviolabile, caratterizzante del potere legislativo in quanto tale e per ciò stesso garantito dalla Costituzione).
La Corte Costituzionale è sovente ligia al rispetto di tale principio (come si può osservare nella
sentenza 15/82 dove essa si astiene da qualunque valutazione inerente alla politica criminale),
situazione in cui quindi si avrà un proficuo clima di collaborazione tra i due organi-poteri; in tal
senso inducono a ritenere la prudente giurisprudenza che caratterizza la gran parte dell’attività della Corte (la Corte infatti, proprio per la sua composizione che risulta da un sistema di reclutamento meritocratico, difficilmente si configura come contropotere); nondimeno in alcuni casi la Corte si è soffermata a valutare la politicità degli atti legislativi, con un recupero di politicità in sede giurisdizionale patologico anche in un sistema ispirato all’idea di stato costituzionale di diritto, così da scatenare (talvolta) la reazione del legislatore che è intervenuto (anche) con modifiche di natura
costituzionale.
Il bilanciamento degli interessi è tecnica di giudizio di cui la Corte Costituzionale sovente si avvale in tutte quelle situazioni in cui, dati una pluralità di interessi (o beni) equiordinati, cioè che godono dello stesso grado di tutela formale, ma che nella singola fattispecie concreta si pongono in una situazione di “antinomia”, cioè ove la tutela dell’uno necessariamente implichi la mancata tutela dell’altro, nasce un problema di scelta (politica?) di quale posizione fare prevalere in concreto.
In tutte queste situazioni la corte viene a delineare una gerarchia materiale, cioè non basata su dati formali (e ciò può essere indicatore della politicità della scelta), grazie alla quale può fare prevalere un bene a discapito dell’altro. Va sottolineato con forza che tale gerarchizzazione è del tutto provvisoria, e attinente quindi solo alla singola fattispecie concreta esaminata, nella situazione contingente, dalla Corte, e non vale quindi a determinare una prevalenza perenne conforme alla scelta contingentemente operata; in altri termini l’istituto si colloca certamente all’interno della figura della rottura (puntuale e temporanea) e non della deroga (stabile e duratura, legata ad una scelta politica generale e astratta) non costituendo quindi precedente valido a suffragare una posizione a scapito dell’altra.
Nella giurisprudenza esaminiamo tre casi significativi di bilanciamento degli interessi: nella sentenza 100/81, attinente alla più ampia questione dell’illecito disciplinare all’interno della magistratura (art.18 r.d.l. 511/46, c.d. decreto Togliatti, dichiarato legittimo anche sotto il primo profilo, che qui non rileva, del contrasto con l’art. 25 Cost., sotto il quale comunque l’illecito disciplinare non può essere ricondotto, nonostante la natura giurisdizionale che ha nell’ambito della magistratura), la Corte rigetta la seconda questione sollevata, attinente alla limitazione alla libertà di pensiero (art. 21
Cost.), sostenendo che tale diritto individuale del magistrato va ponderato comunque con altri beni,
di pari rango, cioè l’indipendenza e imparzialità del giudice e il prestigio dell’ordine giudiziario (artt. 101ss. Cost.) che peraltro prevalgono solo nel caso l’espressione intellettuale del magistrato (anche fuori dell’ufficio) si configuri come anomalo esercizio e quindi abuso. Particolarità di questa sentenza è l’estrema ampiezza (e “permanenza”) del bilanciamento | 1 |
TORINO «Veniamo da giorni in cui la Giunta Cirio sta rincorrendo i codici Ateco per mettere delle toppe alle tante attività economiche escluse dai cosiddetti bonus, finanziamenti a pioggia che peraltro i beneficiari dovranno poi rendicontare, trattandosi di contributi a fondo perduto per spese sostenute legate al Covid-19», spiega il consigliere regionale del Pd Maurizio Marello in un comunicato.
«Parallelamente nella legge nota come Riparti Piemonte per il comparto agricolo vengono complessivamente stanziati 600mila euro di nuove risorse. Trecento mila per gli alloggiamenti dei lavoratori stagionali e trecentomila per sostenere la liquidità delle imprese e cooperative agricole. Briciole. Somme irrisorie per un comparto strategico per il Piemonte, che ha garantito alle nostre comunità i prodotti durante l’emergenza e che in taluni settori ha subito forti contraccolpi», aggiunge Marello.
Il consigliere regionale Marello insieme al gruppo del Partito democratico ha presentato in aula due emendamenti volti ad aumentare le suddette somme rispettivamente a 400 e 900mila euro, entrambi respinti dalla maggioranza. «Sono settimane che il mondo agricolo è stato lasciato nella più totale incertezza su tanti temi. Dal problema del reperimento della manodopera, a quello delle scadenze, a quello della liquidità – dichiara Marello – senza contare la necessità di mettere in campo un forte sforzo promozionale per il rilancio dei nostri prodotti di eccellenza. Le risposte che la Regione da con il Riparti Piemonte sono decisamente insufficienti. Pochi soldi. Nessuna strategia».
«Sono stupito – continua Marello- dal comportamento in aula dei colleghi consiglieri cuneesi della Lega e di Fratelli d’Italia che hanno votato contro i nostri emendamenti. A parole tutti sono vicini all’agricoltura. Nei fatti la si dimentica in un momento così difficile per le aziende e per i nostri giovani che hanno scelto di operare in un settore fondamentale per la nostra economia. Da parte mia continuerò nelle prossime settimane a sollecitare in modo propositivo la Giunta regionale e il competente assessore a mettere in atto politiche agricole adeguate al momento che stiamo attraversando». | EDILIZIA Il decreto denominato Riparti Piemonte, che la Giunta regionale vuole portare all’approvazione, viene criticato duramente dall’associazione Italia nostra.
Angelo Mallamaci, presidente della sezione braidese, sottolinea: «La Giunta Cirio, con la scusa dell’emergenza sanitaria, vuole di fatto eliminare qualsiasi controllo sugli interventi edilizi e urbanistici (anche nei centri storici) con effetti devastanti sul già pesantemente compromesso territorio del Piemonte, una regione tra le prime in Italia per cementificazione e consumo di suolo».
La presa di posizione ufficiale del consiglio regionale di Italia nostra porta la firma del presidente Adriana Elena My, anche lei braidese.
L’associazione contesta l’affermazione della Giunta regionale che recita: «Il Piemonte si pone all’avanguardia di una terapia shock per un comparto, come quello dell’edilizia, che dà occupazione a tantissime persone e segna il tasso di sviluppo di un territorio. La rivoluzione della semplificazione spazzerà via anni di immobilismo, dando una scossa al tessuto economico della Regione e facendo scuola in tutta Italia».
Rimarca Italia nostra: «È certo una terapia shock quella proposta, nella direzione della massima semplificazione tramite la riduzione di oneri e adempimenti in materia di urbanistica, edilizia e di paesaggi, deregolando finanche le norme antimafia. Ma quale rapporto costi-benefici? Quali vantaggi per la collettività ora e per le generazioni a venire? Evidenti sono le ulteriori compromissioni del nostro territorio a fronte delle deroghe ai Piani regolatori, che lasciano campo libero all’edificazione tramite varianti “parziali” che aprono all’abusivismo edilizio; omettono la congruenza alla pianificazione sovraordinata e in primis al piano paesaggistico; per gli insediamenti d’interesse storico-artistico passano le competenze dalla commissione regionale alle commissioni locali del paesaggio».
Per Italia nostra del Piemonte non ha senso che la Regione impegni a bilancio 50 milioni di euro a copertura totale o parziale degli oneri di urbanizzazione dovuti ai Comuni da cittadini e imprese per interventi edilizi, «quando gli stessi incentivi potrebbero essere indirizzati alla ristrutturazione dell’esistente, alla messa in sicurezza del nostro territorio e/o rivolti a interventi di recupero e restauro rispettosi dei nostri beni e del nostro paesaggio. L’attuale pandemia non ha insegnato a proteggere e gestire al meglio i nostri luoghi di vita, le aree agricole, i parchi, i boschi, la acque?».
Aggiunge Adriana Elena My a nome dell’associazione: «Non è fondamentale per il rilancio del settore turistico, fortemente in crisi, garantire la qualità dei territori, invece che “favorirlo” con provvedimenti che compromettono spazi liberi e l’armonia di borghi e città, in cui si permetterà di demolire e ricostruire senza rispettare volumetrie e sagome preesistenti? Se il Consiglio regionale vuole “far scuola in tutt’Italia”, dovrebbe impegnarsi a produrre un modello virtuoso, economicamente premiante oggi e in prospettiva».
r.d.b. | 2 |
A ogni modo l’arrivo di Disney+ rappresenta la testimonianza più chiara del nuovo corso di Timvision: sempre più aggregatore di servizi e contenuti secondo i dettami strategici dell'ad Tim, Luigi Gubitosi.
Del resto è in questo quadro che va letta la presenza di varie app su Timvision, come Netflix ad esempio, e che vanno ricompresi altri accordi come quello di fine luglio raggiunto con Sky che si è sostanziato, fra le varie cose, anche in un bundle Timvision-Now Tv attraverso cui mettere a disposizione anche le 7 partite su 10 di Serie A in esclusiva Sky ogni settimana. L’offerta sportiva è completata dall’accordo con Dazn (per il calcio Timvision ha tutto il campionato di serie A, tra Dazn e Now Tv, a 29,90 euro al mese, che è meno della somma dei due abbonamenti). Non è trascurabile, infine, la presenza di Amazon Prime Video.
Dallo sport, al cinema ai contenuti per le famiglie con Disney + il mix piattaforma-contenuti è l’arcano su cui la compagnia telefonica ha deciso di puntare per allargare e fidelizzare la propria platea di clienti su Timvision e sulla fibra. Sfida servita. | I contenuti di Disney+, la piattaforma streaming di Disney, arrivano in esclusiva in Italia su Tim Vision, grazie a un accordo pluriennale siglato tra la media company e la telco tricolore. L’intesa, spiega una nota Tim, sarà effettiva a partire dal 24 marzo, giorno in cui l’ott targato Topolino sbarcherà ufficialmente in Italia e in altri paesi europei.
“Si tratta di un accordo che si inserisce nella strategia di alleanze con grandi player internazionali che Tim sta portando avanti in diversi settori, per offrire prodotti e servizi all’avanguardia”, ha commentato l’ad di Tim, Luigi Gubitosi. Aggiungendo Disney+ Tim Vision continua nella sua strategia di aggregatore di contenuti premium del panorama televisivo italiano, “in un contesto in cui, ha specificato il manager, la convergenza tra telecomunicazioni e contenuti giocherà sempre di più un ruolo chiave nel futuro del gruppo, grazie allo sviluppo della banda ultralarga e del 5G”.
Su Disney+, ricordiamo, oltre ai contenuti di tutti i brand di intrattenimento dell’azienda, tra cui Disney, Pixar, Marvel, Star Wars e National Geographic, è disponibile anche una programmazione originale esclusiva che include lungometraggi, serie, documentari e cortometraggi creati esclusivamente per il servizio streaming. | 3 |
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- I risultati preliminari della perforazione nel Blocco 4 non sono ancora riusciti a determinare l'esistenza di un giacimento di gas, ma hanno dimostrato la presenza di gas a varie profondità all'interno degli strati geologici nell’area a margine del bacino. Lo ha dichiarato oggi il ministro dell’Energia libanese, Raymond Ghajar. Secondo il ministro le società incaricate delle esplorazioni hanno scoperto idrocarburi in diverse posizioni nel blocco 4, tuttavia non è stato ancora dimostrato se vi siano quantità commerciali nella zona, ha dichiarato il ministro in una conferenza stampa per riferire in merito ai risultati preliminari delle campagne di esplorazione condotte dalla compagnia petrolifera francese Total e dai partner Eni e Novatek nel Blocco 4 al largo della costa libanese. “L'esplorazione inizierà nel Blocco 9 una volta che le circostanze saranno mature”, ha aggiunto Ghajar. Nel febbraio del 2018 il ministero dell’Energia libanese ha assegnato al consorzio formato da Eni, Novatek e Total una licenza esplorativa per i blocchi 4 e 9. La nave perforatrice ha raggiunto le acque libanesi il 25 febbraio 2020. Il Libano riponeva grandi speranze nella scoperta di quantità commerciali di gas in due dei dieci blocchi messi a gara. (segue) (Res) | © Agenzia Nova - Riproduzione riservata
- "Il Libano è entrato nel percorso di esplorazione nelle acque libanesi nei blocchi 4 e 9 all'inizio del 2018. Secondo gli accordi di esplorazione e produzione appartenenti a queste due aree, il primo periodo di esplorazione si estende per un periodo di tre anni che termina a maggio del 2021", ha ricordato il ministro. Ghajar ha aggiunto che il rapporto dettagliato sul Blocco 4 verrà pubblicato in un secondo momento dopo aver analizzato i dati e i campioni ottenuti dal pozzo. I risultati preliminari della perforazione hanno dimostrato la presenza di gas a varie profondità all'interno degli strati geologici penetrati dal pozzo nella regione geologica al confine con la costa libanese (area del margine del bacino), il che rende questa regione una promettente regione geologica. A causa della presenza di gas in questo pozzo, gli elementi di base di un sistema geo-petrolifero sono stati confermati nel mare libanese, ma non è stata ancora verificata l'esistenza di un giacimento. Il ministro ha spiegato che il primo pozzo di esplorazione ha raggiunto uno degli obiettivi primari per cui è disegnato, che è quello di accertare la natura degli strati geologici e le somiglianze e le differenze tra loro e ciò che esiste nel bacino di Levantino, che migliora la comprensione della realtà geologica di una parte del mare libanese. Il ministro ha sottolineato che i dati geologici e petro-fisici ottenuti dalla perforazione del pozzo sono una ricchezza di informazioni che contribuiranno a migliorare le possibilità di una scoperta commerciale nella campagna di perforazioni che proseguirà fino al 2021. (Res) | 4 |
Una città quasi deserta, centro storico compreso, come in uno scenario post-apocalittico. Con la chiusura dei bar alle ore 18, come previsto da ordinanza della Regione a partire da oggi, si sente ancora più forte l’isolamento forzato dei cremonesi, che restano più possibile chiusi in casa, o che in certi casi vi sono obbligati dalla quarantena. Ma anche chi non ha particolari prescrizioni da seguire teme di uscire, si copre con le mascherine, evita i luoghi affollati. La paura domina buona parte della popolazione, e anche quelli che si dichiarano scettici rispetto alla pericolosità effettiva del contagio, preferiscono non rischiare. | “La città è forte, le istituzioni sono tutte coese e compatte e c’è una grandissima voglia e bisogno di continuare la vita nella sua normalità, e allo stesso tempo di portare aventi quei presidi che la situazione richiede”. Lo ha detto il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti sull’emergenza Coronavirus. “Stiamo dimostrando di gestire l’emergenza, ma ci vuole un aiuto necessario da parte della Regione e del Governo perchè i danni diretti e indiretti alle categorie economiche sono forti e abbiamo chiesto con forza alla Regione un aiuto in termini di personale e un sistema di rete sanitario regionale per una equa distribuzione dei posti anche in altre realtà ospedaliere”. “L’apprezzamento”, ha concluso il sindaco, “va anche alle imprese che si sono organizzate e che stanno gestendo ancora il lavoro, per cui il sistema è attivo”. L’INTERVISTA | 1 |
La conta dell'Oasi di Troina, da ieri zona rossa, sale drammaticamente: sono 109 i contagiati all'interno dell'istituto di cura della disabilità. E i "positivi" sono destinati a crescere perché si aspetta l'esito di quasi un centinaio di tamponi. Si attendono anche conferme sul possibile contagio del sindaco Fabio Venezia che al momento si trova a letto a casa, con un principio di polmonite: "Ho un po' di febbre e ho dolori in tutto il corpo. Mi sento debilitato, soffro per non poter dare il massimo in un momento come questo. Farò il possibile".Ieri si è registrata la prima vittima all'interno dell'Oasi e oggi i primi operatori dell'Esercito si sono messi a lavoro, insieme ad altri 16 medici e infermieri arrivati nella struttura ennese stamattina. All'Oasi i servizio sanitari esterni sono sospesi da settimane a rimanere sono solo i disabili ricoverati attualmente in 160 e oggi ne saranno dimessi altri 12, ma l'intenzione è quella di alleggerire la struttura con altre dimissioni, ma solo per quei pazienti per il quale è possibile farlo.
La direzione amministrativa e i sanitari rimasti in servizio hanno chiuso a compartimenti stagni i vari reparti per evitare il diffondersi del virus. A funzionare all'interno della cittadella sono rimasti i servizi collaterali del gruppo IRCCS Oasi Maria Santissima come il ristorante, lavanderia, e il settore pulizia: tutti i servizi necessari per permettere l'ospitalità dei sanitari dell'Oasi in quarantena obbligatoria e il lavoro dei dipendenti e dell'Esercito. | All’Oasi di Troina sono stati fatti 253 tamponi. Al momento sono 112 i positivi, dei quali 69 pazienti e 43 operatori. 141 sono, invece, i tamponi negativi. Si resta in attesa del campionamento di altri 90 tamponi, mentre a tutti i pazienti il tampone è stato eseguito.
Don Silvio Rotondo, responsabile massimo dell’Oasi, si trova ricoverato all’Umberto I di Enna, ma le sue condizioni, al momento, appaiono più che soddisfacenti. Per quanto riguarda, invece, il sindaco di Troina, Fabio Venezia, si trova in quarantena presso la propria abitazione e pur essendo affetto da polmonite i sanitari non hanno ritenuto, al momento, il trasferimento in ospedale. | 3 |
CASTELDIDONE (20 giugno 2020) - Ieri è stato l’ultimo giorno di lavoro per Giuseppe Menonna, storico medico di medicina generale di San Giovanni in Croce. La pensione di Menonna però priverà Casteldidone – come successo in passato per altri paesi del territorio come Ca’ d’Andrea e Solarolo Rainerio – dell’ambulatorio in paese in quanto, al momento, nessun medico si è proposto per rilevare la condotta. Menonna, 70 anni compiuti lo scorso aprile, ha svolto questo lavoro sul territorio dalla metà degli anni ‘80 con ambulatorio a Casteldidone, San Giovanni e Piadena. Ufficialmente in pensione dal primo aprile, aveva accettato la proposta di Asst Cremona di incarico provvisorio per il periodo di Coronavirus. «Ringrazio il dottor Menonna per il lavoro svolto in questi anni in paese, lo ringrazio ancor di più per essere rimasto tre mesi in più durante l’epidemia di Coronavirus», ha detto il sindaco di Casteldidone Pierromeo Vaccari. Il primo cittadino fa anche un appello ai medici del territorio per l’eventuale disponibilità a subentrare.
I Comuni di Casteldidone e San Giovanni, per favorire le persone anziane, hanno attivato la scelta di cambio medico in municipio, ma sarà sempre possibile recarsi presso gli uffici Ats Valpadana di Casalmaggiore o farlo online sul sito www.regione.lombardia.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO | SAN GIOVANNI (13 giugno 2020) - Dopo quasi quattro mesi, ha riaperto ieri pomeriggio l’oratorio parrocchiale di San Giovanni in Croce, primo del territorio casalasco a tornare in attività. Una partenza lenta, visto che sono stati pochissimi coloro che hanno varcato il cancello d’ingresso. L’impossibilità, che dovrebbe durare ancora per un paio di settimane, di poter fare i giochi ‘di contatto’ (calcio su tutti), ha tenuto per ora lontani i ragazzi, che devono riprendere confidenza con un ambiente che li ha visti protagonisti fino al periodo pre Coronavirus. I giochi interni ed esterni sono utilizzabili e saranno igienizzati ad ogni giocata.
Le attuali regole sono molto stringenti tanto che per accedere all’oratorio, per i minorenni, sarà necessario compilare e riconsegnare, firmati dai genitori, l'autodichiarazione e il patto educativo, reperibili in loco, che attestano lo stato di salute del ragazzo e il suo impegno ad osservare le norme che attualmente sono previste per contenere il contagio da Coronavirus. Alcuni cartelli ben visibili all’ingresso, informano della novità, ossia il rispetto della distanza di un metro, l’uso della mascherina e il consiglio di igienizzarsi spesso le mani, con i dispenser sparsi in più punti.
Il parroco don Diego Pallavicini e alcuni volontari hanno approfittato della poca clientela per mettere a punto la cartellonistica e gli strumenti per il Grest: «Finalmente siamo ripartiti – commenta il sacerdote, mostrando la cartelletta che contiene il voluminoso elenco di materiale burocratico per il Grest —. Il weekend servirà come rodaggio».
© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO | 1 |
Nel pomeriggio di sabato, al termine di mirati servizi di osservazione, controllo e pedinamento, i Carabinieri della stazione di San Salvatore Monferrato hanno fatto irruzione in un cascinale di Lu Cuccaro Monferrato, dove con non poca sorpresa, nel corso della perquisizione, si sono trovati di fronte ad un vero e proprio laboratorio, attrezzato di tutto punto per la produzione e la lavorazione della droga, in particolare marijuana e hashish, lavorata e trasformata in polvere, panetti e olio: da piccole piantine di canapa alte poco più di dieci centimetri a piante di oltre un metro di altezza, cariche di infiorescenze, mezzo chilo delle quali già raccolte; oltre 120 chili di marijuana triturata; un chilo di polvere di hashish e mezzo chilo di marijuana già essiccata.
Le piante più grandi, ben esposte al sole sul balcone di casa, altre, più piccole, pronte per essere irraggiate dalle lampade montate all’interno di una stanza e numerosi bidoni in plastica contenenti la marijuana tritata.
Insieme allo stupefacente sono stati posti sotto sequestro tutta una serie di attrezzature, di materiali e di prodotti utilizzati per la sua lavorazione e la sua trasformazione, una vera e propria filiera di “raffinazione” di hashish e marijuana. | Oltre 120 chili di droga. E’ quello che hanno trovato nel pomeriggio di sabato i carabinieri della Stazione di San Salvatore Monferrato in un cascinale di Lu Cuccaro Monferrato.
In manette sono finite tre le persone con l’accusa di produzione, traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. In casa i tre avevano allestito un vero e proprio laboratorio, attrezzato di tutto punto per la produzione e la lavorazione della droga, in particolare marijuana e hashish, lavorata e trasformata in polvere, panetti e olio: da piccole piantine di canapa alte poco più di 10 cm a piante di oltre un metro di altezza, cariche di infiorescenze, mezzo chilo delle quali già raccolte; oltre 120 kg. di marijuana triturata; 1 kg. di polvere di hashish e mezzo chilo di marijuana già essiccata.
Le piante più grandi, ben esposte al sole sul balcone di casa, altre, più piccole, pronte per essere irraggiate dalle lampade montate all’interno di una stanza e numerosi bidoni in plastica contenenti la marijuana tritata.
Insieme allo stupefacente sono stati posti sotto sequestro tutta una serie di attrezzature, di materiali e di prodotti utilizzati per la sua lavorazione e la sua trasformazione, una vera e propria filiera di “raffinazione” di hashish e marijuana.
Gli arrestati sono un agricoltore italiano, F.C., di 61 anni e altre due persone stabilmente dimoranti nella cascina, un pensionato italiano, G.O., di 75 anni e un giovane colombiano, G.E.G.R., di 29 anni Il 61enne, già noto alle Forze dell’Ordine, era conosciuto ai Carabinieri del posto anche per la sua attività di divulgazione delle metodologie di coltivazione della marijuana tanto da essersi guadagnato il titolo di “guru” italiano della canapa, proprio per la sua approfondita conoscenza della materia e per essere l’autore di alcune pubblicazioni dedicate alla cultura e coltivazione della cannabis.
Nel corso dell’operazione è stato altresì denunciato in stato di libertà, per detenzione di marijuana e hashish, nonché di alcuni coltelli di cui non ha saputo giustificare il possesso, un 50enne di Rivalta Bormida, che i Carabinieri hanno bloccato poco dopo che l’uomo era uscito
dalla cascina.
Tutto il materiale e lo stupefacente sequestrati, sono stati portati presso il Comando Provinciale CC di Alessandria, ove la droga sarà sottoposta agli accertamenti di laboratorio al fine di verificarne l’esatto quantitativo di principio attivo di tetraidrocannabinolo (THC).
I tre uomini, invece, espletate le operazioni di rito, sono stati condotti presso la Casacircondariale “Cantiello e Gaeta” di Alessandria a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. | 4 |
Coronavirus: Torino, numero verde per chi ha bisogno di aiuto a casa
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- La Protezione civile della Città di Torino ha messo a disposizione il proprio numero verde 800444004 per tutti coloro che hanno necessità di qualsiasi tipo (consegna spesa, portare a spasso il cane, andare in farmacia) e si trovano nell’impossibilità di muoversi da casa e di chiedere aiuto ad altre persone. Le chiamate saranno raccolte dai volontari di protezione civile e indirizzate ad associazioni di volontariato disponibili per far fronte alle richieste. Il numero è attivo dalle 10 alle 17 tutti giorni. Allo stesso numero verde si potranno rivolgere le tante persone che in questi giorni hanno manifestato l’intenzione di dare una mano, non sapendo come fare. Negli stessi orari, i potenziali volontari potranno telefonare e dare la loro disponibilità. Intanto, consigliamo queste persone di attivarsi nel proprio condominio o verso i propri conoscenti per aiutarli a superare le eventuali difficoltà. (segue) (Rpi) | Torino: coronavirus, video-slot a disposizione dei clienti, denunciato titolare di una tabaccheria
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- Aveva lasciato libero accesso alle video-slot, a dispetto del decreto contro la diffusione del coronavirus. Per questo il titolare di una tabaccheria di Torino è stato denunciato dalla guardia di finanza. Quando i baschi verdi sono intervenuti, il personale del punto vendita si è detto sorpreso: “Non conoscevamo il contenuto del decreto, facciamo ciò che ci dice il titolare”. In tutto 9 gli apparecchi “touch-screen” messi a disposizione degli avventori dal gestore, autorizzato a restare aperto in quanto anche rivenditore di tabacchi. La guardia di finanza ricorda che il servizio di scommesse, non essendo di natura essenziale, non fa altro che aumentare il rischio di assembramenti e di possibili contagi, in quanto richiede la permanenza dei clienti all’interno dei locali. (Rpi) | 1 |
Le produzioni cinematografiche possono ripartire, ma il protocollo sanitario - appena firmato - prevede norme molto severe da rispettare sul set. Certamente una bella notizia per i lavoratori del settore, anche se per qualcuno è un deterrente. Leonardo Pieraccioni è tra quelli che preferiscono aspettare e ha rinviato l'uscita del nuovo film al prossimo anno, come ha fatto sapere su Instagram.
"Eccomi qui, durante 'Se sono rose', con attrezzeria, scenografia e costumi - si legge nel post, accanto a una foto scattata sul set del suo ultimo film, uscito nel 2018 - Ho rimandato le riprese del film al prossimo anno. Per me è impossibile girare con questi protocolli, anche se giustissimi". Dunque tutto rimandato a causa delle misure di sicurezza imposte dalla Fase 2 della pandemia. "Il set è un campeggio - scrive ancora Pieraccioni - Bisogna ridere senza mascherine, fare pausa uno accanto all'altro, la sera mescolarsi con attori, attrici, comparse, tu, passanti e scambiarsi abbracci, baci e semplici bacilli! Ci si divertirà nel 2021". E' quello che si augurano tutti. | Una poesia che parla della condizione dell'uomo. Del suo essersi affannato "a fa le guerre, arma’ li razzi" a guardare da remoto i satelliti, gli uragani, i cicloni, gli tsunami. Un uomo che pensava di sapere molte cose più del padreterno e che ora si trova alle prese con il coronavirus. E' la lettera pubblicata su Instagram da Paola Cortellesi, che recita in romanesco un componimento scritto dalla sua "amica S", come la definisce lei.
La Cortellesi parla di un uomo sbruffone, che ha inquinato mari e fiumi, che ha riempito le spiagge di liquami "de monnezza". Parla dei boschi incendiati dai piromani, dei ghiacci sciolti, di intere specie animali devastate dalle azioni dell'uomo. "Padre mio, scusa li toni, ma lo so che me perdoni si te dico francamente st’omo tuo non vale niente", recita l'attrice. Ma quell'uomo, aggiunge l'attrice romana, "ha capito la lezione sotto i corpi der bastone".
Si riferisce all'epidemia la Cortellesi, al Coronavirus che ha costretto l'umanità a cambiare in fretta a capire che "nun ha senso proprio niente si nun poi sta co la gente". E' un uomo disperato, stanco, quello descritto. Un uomo che vuole fiato, vuole 'nprato, vuole er vento sulla pelle, l'aria fresca de collina e quella del mare che è salina, vuole l'erba sotto i piedi, un pallone co du reti. Vuole ritrovare l’orizzonte sconfinato nel tramonto della sera e la calma, quella vera.
"Tu da solo tutto puoi - va avanti allora l'attrice - tu, che non sei come noi, fa fini’ st’epidemia che scompaia, vada via".
E parlando di coloro che combattono ogni giorno, di chi in tuta bianca va avanti senza sosta per vincere contro questo invisibile nemico, la Cortellesi sottolinea quante cose belle l'uomo è capace di fare: "M’emoziono adesso e tremo - termina la poesia - che quest’essere mortale, a cui il male ha messo un freno po’ fa cose straordinarie, si capisce che è terreno. | 1 |
Gli italiani non hanno ancora deciso se andare o meno in vacanza, solo 1 su 3 ha già prenotato. 2.7 milioni di posti di lavoro a rischio questa estate.
Quanti italiani hanno prenotato la vacanza estiva 2020? Secondo l’autorevole indagine Coldiretti lo ha fatto solo il 33% degli italiani.
A pesare sulle decisioni degli italiani non ci sono solo le naturali difficoltà economiche piovute addosso come un macigno su molte famiglie, vi sono anche le incertezze legate alle località effettivamente raggiungibili, alle norme da rispettare e anche alla disponibilità dell’hotel o della struttura ricettiva dove si trascorrono di solito le vacanze. Alcuni grandi alberghi hanno infatti scelto di non aprire se non tra alcuni mesi, in attesa dell’arrivo degli stranieri.
L’incertezza sulle modalità
Le misure messe in atto per preservare la salute delle persone mette a dura prova anche la scelta di andare o meno in vacanza. Tante le incognite e i disagi, a partire dal bagaglio a mano non ammesso in cabina, il viaggio in aereo con la mascherina per tutto il tempo del volo.
Per le mascherine è identico il discorso anche in treno, non per tutti portare la mascherina per 3 o 4 ore è praticabile.
Gli stranieri non arrivano
Giappone, Stati Uniti e Cina, tre grandi amanti dell’Italia, non giungeranno in Italia per molto tempo, bloccati ancora alla frontiera.
E pensare che il 2020 è il 50° dall’inizio dei rapporti di amicizia diplomatica con la Cina. Quest’anno l’Italia avrebbe dovuto registrare il boom di presenze, stimato in oltre 10 milioni di turisti solo cinesi.
Anche dall’Europa gli arrivi restano pochi, in particolare tedeschi e popoli del Nord Europa si mostrano ancora molto timorosi nel mettere piede in Italia.
A rischio 3 milioni di posti di lavoro
Secondo le stime Coldiretti, che si basano sui dati Unioncamere, sono a rischio circa 612 mila imprese del turismo e del Made in Italy, e circa 2,7 milioni di posti di lavoro.
Il settore del food è fortemente penalizzato, bar, ristoranti, gelaterie, vino e birre artigianali senza turisti non potranno sopravvivere a lungo. | Sono 3,1 milioni gli italiani che quest'anno scelgono di andare in vacanza a giugno, anche per qualche giorno, dando il primo vero impulso alla ripresa delle attività turistiche dopo il lungo lockdown. E' quanto emerge dall'analisi Coldiretti/Ixe', che però evidenzia partenze più che dimezzate (-54%) rispetto allo scorso anno. Si registra una netta preferenza delle mete nazionali, complice anche l'incertezza sulla riapertura delle frontiere.
La scelta di promuovere il turismo interno "è importante - precisa la Coldiretti - per cercare di compensare la pesante incognita sulla presenza degli stranieri in Italia con gli arrivi completamente fermi soprattutto per i turisti provenienti da Paesi extracomunitari come Giappone, Cina e Stati Uniti. Deboli segnali arrivano invece da Germania e Nord Europa".
"Le partenze in bassa stagione sono particolarmente apprezzate da chi ama la tranquillità e vuole stare lontano dalle folle, tanto più considerate le misure sul distanziamento sociale per garantire la sicurezza. Il tutto senza rinunciare però a visitare le principali mete turistiche. Ma in avvio della stagione turistica è anche più facile ottenere degli sconti rispetto all'alta stagione: fino al -25% con i listini per l'alloggio, il vitto ma anche ombrelloni e lettini che infatti subiscono - sottolinea la Coldiretti - un'impennata a partire dal mese di luglio per toccare i valori massimi nella prima metà di agosto".
Seconde case e alberghi - La maggioranza degli italiani in viaggio "ha scelto di riaprire le seconde case di proprietà o di alloggiare in quelle di parenti e amici o in affitto, ma nella classifica delle preferenze ci sono nell'ordine anche alberghi, bed and breakfast e campeggi con i camper molto gettonati. Tra le mete privilegiate delle vacanze di giugno ci sono sicuramente le oltre 24mila aziende agrituristiche italiane.
Il ritorno alla vacanza degli italiani rappresenta una grande speranza per il turismo nazionale, dopo gli 81 milioni di presenze perse per effetto del lockdown negli ultimi tre mesi. L'impatto economico fra marzo, aprile e maggio è stato drammatico con l'azzeramento della spesa turistica nel trimestre e una perdita stimata dalla Coldiretti in quasi venti miliardi di euro per l'alloggio, la ristorazione, il trasporto e lo shopping.
A rischio c'è un sistema turistico Made in Italy che si compone di 612mila imprese con oltre 700mila unità locali e rappresenta il 10,1% del sistema produttivo nazionale. Il settore superainfatti quello settore manifatturiero, con 2,7 milioni di lavoratori, il 12,6% dell'occupazione nazionale secondo elaborazioni dati Unioncamere. | 3 |
Settemila abitanti all'estrema periferia della città, un quartiere di edilizia popolare con poco spazio, tante etnie, una storia di degrado e tensioni sociali. E di violenza: al Pilastro il 4 gennaio 1991 la banda della Uno bianca crivellò di colpi tre carabinieri di pattuglia. E qui abita Anna Rita Biagini, 61 anni: «Ci vivo da trent'anni, ma le cose negli ultimi tempi sono peggiorate. La sera quando porto il cane a fare una passeggiata ho una pistola in tasca, regolarmente registrata. Mi spiace ma è così», raccontava martedì a Matteo Salvini in campagna elettorale.
Salvini, sfondato parabrezza all'auto della donna che indicava il citofono
Salvini, Fabio Volo lo offende in diretta: «Vai a citofonare ai camorristi...». La replica del capo della Lega
DOSSIER CONTRO I PUSHER
Poi si è spinta oltre, indicando al leader della Lega il citofono di un ragazzo tunisino che, a suo dire, spaccia. E Salvini, ripreso dalle tv, schiaccia il bottone: «Buonasera, suo figlio è un pusher?». Risponde il padre di Y., balbetta qualcosa e appende. Ora la citofonata è un caso politico e diplomatico, con le proteste ufficiali della Tunisia e l'indignazione dell'opposizione. «Se avesse bussato alla mia mamma, che abita al Pilastro, gli sarebbe andata molto peggio», commenta il sindaco Pd di Bologna Virginio Merola. Ma anche l'alleata Giorgia Meloni non apprezza: «Io non l'avrei fatto. Se sei una persona così in vista il pericolo emulazione non si può controllare». Oggi dovrebbe partire la denuncia della famiglia del diciassettenne contro Salvini: «Le possibili ipotesi di reato sono molteplici, a memoria mi vengono in mente almeno sei o sette illeciti tra civili e penali», dice l'avvocato Cathy La Torre, che segue il ragazzo. Ieri pomeriggio era nel suo studio: «Come sto? Male. Sono stato sommerso dalle bugie, non sono uno spacciatore, sono un ragazzo tranquillo. E mi sono visto piombare Matteo Salvini in casa». Y. gioca a calcio e va a scuola, ma vuole abbandonarla per trovarsi un impiego perché tra pochi mesi diventerà papà. Il padre lavora come corriere alla Bartolini, ha un fratello più grande con un precedente per rissa, «la droga non c'entra nulla». E allora perché la signora Biagini ha scelto proprio il suo citofono? «Si incontrano a spasso con il cane, sotto il portico del condominio del ragazzo si spaccia e l'ha tirato in mezzo», è la ricostruzione del legale. Lei, mentre scorta Salvini tra le aiuole del quartiere, racconta la sua vita difficile, del figlio trentenne malato di Sla e stroncato da un'overdose. Dal quel momento la lotta agli stupefacenti è diventata la sua missione e per questo, afferma, la minacciano e lei gira con un'arma. Consegna all'ex ministro il dossier di una personale indagine, con foto e segnalazioni dei pusher di zona. «Chiedo solo di poter uscire di casa tranquilla e qui non mi sento sicura. Dal presidente di quartiere mi sento dire che invece le cose vanno bene, ci promettono una nuova caserma dei carabinieri ma rimandano sempre. Per questo apprezzo Salvini, mi sembra che su questi problemi abbia le idee chiare».
SCONTRO DIPLOMATICO
Ieri mattina i familiari di Anna Rita Biagini si sono ritrovati con la macchina semi distrutta, il parabrezza danneggiato e i vetri laterali in frantumi. «Tornerò - promette Salvini - Non sono pentito, ho risposto a una madre coraggiosa. Noi siamo andati a disturbare la piazza dello spaccio. In galera in questo momento ci sono più di duemila spacciatori tunisini». Il vicepresidente del Parlamento di Tunisi, Osama Sghaier, irrompe nella polemica definendo il segretario «un razzista, che mina i rapporti tra Italia e Tunisia». L'ambasciatore Moez Sinaoui scrive al presidente del Senato Elisabetta Casellati denunciando «una deplorevole provocazione, fatta in maniera illecita, senza rispetto per il domicilio privato di una famiglia tunisina». All'autorità per la privacy è già arrivata una segnalazione e il presidente Antonello Soro anticipa: «La esamineremo».
Ultimo aggiornamento: 09:21
© RIPRODUZIONE RISERVATA | ROMA – La Tunisia risponde al Matteo Salvini, che al Pilastro, quartiere periferico di Bologna, ha citofonato alla casa di una famiglia tunisina domandando se fossero spacciatori. “Una deplorevole provocazione, fatta in maniera illecita – denuncia l’ambasciatore tunisino Moez Sinaoui al presidente del Senato Elisabetta Casellati -, senza rispetto per il domicilio privato di una famiglia tunisina, divulgata in maniera ostentata all’opinione pubblica”.
Il blitz a Bologna del capo della Lega, che ha suonato al citofono di un presunto spacciatore di droga tunisino a favore di tv, spinge anche il vicepresidente del Parlamento di Tunisi, Osama Sghaier, a intervenire per definire Salvini “un razzista”. “La lotta agli spacciatori dovrebbe unire e non dividere”, replica l’ex ministro, secondo il quale “il problema non sono i tunisini, i nigeriani, ma i delinquenti. In galera ci sono 200 tunisini che sono delinquenti, poi ci sono tantissimi tunisini che lavorano onestamente”.
“Ho risposto a una madre coraggiosa che si batte con una motivazione in più, ha perso un figlio di overdose – dice il senatore leghista -: qualcuno fa polemica su di lei, ma noi siamo andati a disturbare la piazza dello spaccio”. L’ambasciatore tunisino si dice però “costernato”, parla di “increscioso episodio”.
Per il vicepresidente del Parlamento di Tunisi, Salvini “mina i rapporti tra Italia e Tunisia” e “non è la prima volta che prende atteggiamenti vergognosi nei confronti della popolazione tunisina”. A qualcuno torna in mente la dura reazione nel mondo musulmano per la maglietta con vignetta anti-islamica di Roberto Calderoli, senatore leghista, nel 2006.
Critiche a Salvini anche dai partiti mentre la Cei, con il presidente Gualtiero Bassetti in visita al Senato, si limita a ribadire “i principi di fondo, umani e cristiani, che valgono per tutti. E poi ognuno li applica”. Per Marco Minniti del Pd, anch’egli ex ministro dell’Interno, la citofonata “ricorda i totalitarismi, con le soffiate dei vicini”. A Nicola Morra del M55 fa pensare “allo squadrismo”. Comprensivo invece Silvio Berlusconi: “Salvini ha uno stile provocatorio”.
Intanto, mentre il diciassettenne presunto spacciatore si tutela legalmente, la donna che ha imbeccato Salvini trova la sua auto danneggiata. E il senatore promette di tornare al Pilastro. (Fonte: Ansa) | 3 |
Manutenzione sulle strade, più controlli e attività di sensibilizzazione
Approvata la proposta del consigliere Minuzzo (Forza Italia)
LECCO – “Nel territorio Comunale di Lecco nell’ultimo anno è considerevolmente aumentata l’incidentalità nei pressi di incroci e attraversamenti pedonali, per questo nell’ultima seduta del Consiglio comunale ho presentato un ordine del giorno per cercare di migliorare le attività svolte fino ad oggi in tema di sicurezza stradale che è stato approvato all’unanimità dall’intero Consiglio”.
E’ il consigliere comunale Emilio Minuzzo di Forza Italia ad accedere l’attenzione del municipio con un ordine del giorno votato ad unanimità in aula. “Il documento nasce dopo il drammatico accadimento dello scorso anno, l’incidente mortale sul lungolago di Lecco, che aveva aperto la discussione anche in Comune. Credo che ci sia la necessità di interventi migliorativi della sicurezza in alcune zone della città, con proproste concrete”.
Il testo approvato dal consiglio comunale impegna la giunta (si legge nel documento):
a proseguire con celerità il lavoro intrapreso per l’elaborazione del PGTU e continuare il monitoraggio del territorio per contrastare le situazioni di maggior criticità;
orientare e aumentare gli interventi di manutenzione stradale in funzione del miglioramento della sicurezza degli utenti e dei cittadini tutti sulla base delle indicazioni elaborate nel PGTU, anche intervenendo presso gli attraversamenti pedonali maggiormente congestionati implementando la segnaletica stradale ed in particolare l’illuminazione e dove necessario migliorare le condizioni infrastrutturali;
monitorare con particolare attenzione le proposte d’intervento derivate dall’analisi del PGTU sulle situazioni più critiche (a titolo esemplificativo: attraversamenti pedonali posti in prossimità delle rotonde che evidenziano una particolare pericolosità per la mancanza di visibilità sufficiente da parte dei pedoni e degli automobilisti, per il ridotto spazio di frenata, attraversamento sul lungolago nei pressi della Canottieri Lecco per il grave rischio che comporta il suo posizionamento sul tratto con carreggiata a due corsie…);
implementare le attività legate alla promozione della cultura della sicurezza stradale sia rivolte ai cittadini sia presso le scuole del territorio al fine di educare i giovani evidenziando i rischi connessi a delle condotte in violazione del codice anche con specifiche campagne informative;
aumentare i controlli sulle strade ad alta percorrenza anche con l’ausilio di rilevatori elettronici di velocità (a scopo educativo e non punitivo) al fine di sensibilizzare gli automobilisti al rispetto dei limiti di velocità e del divieto di utilizzare il cellulare durante la guida;
ad intensificare i rapporti tra gli uffici legati all’urbanistica e viabilità, poiché negli anni è risultato evidente (a livello nazionale) che gli interventi su edifici esistenti o nuove costruzioni possono portare a modifiche, anche considerevoli, della viabilità in alcuni rioni.
“Con l’approvazione di questo ordine del giorno si muove finalmente qualcosa: verrà predisposto uno studio per una nuova dislocazione degli attraversamenti pedonali posti in prossimità delle rotonde che evidenziano una particolare pericolosità per la mancanza di visibilità da parte di pedoni e degli automobilisti, a causa del ridotto spazio di frenata” spiega l’azzurro.
“Sulla sicurezza stradale è evidente che Lecco merita decisamente di più, per questo sono certo che la prossima giunta comunale applicherà una vera rivoluzione del buonsenso affinché i pedoni siano ancora più sicuri sulle nostre strade cittadine ” conclude Minuzzo. | “Nelle scorse settimane in occasione delle dichiarazioni sulla variazione al bilancio comunale, per sostenere le attività commerciali avevo proposto l’azzeramento della Tosap, idea a cui non è seguito ancora nessun atto ufficiale da parte del Sindaco Brivio; in attesa che da Palazzo Bovara qualcuno batta un colpo mi permetto di lanciare un nuovo appello: ‘Il giugno lecchese’ sia il mese della sosta gratuita ” dichiara il Consigliere comunale Emilio Minuzzo.
“Ieri durane la seduta della Commissione Bilancio abbiamo affrontato il bilancio di gestione 2019 di Linee Lecco, società in house deputata alla gestione dei parcheggi cittadini.”- continua il Consigliere – “Il tema del trasporto pubblico locale andrà affrontato in seguito, alla luce delle nuove disposizioni del legislatore nazionale, ponendo particolare attenzione alle distanze di sicurezza da applicare sui mezzi pubblici oltre che ai vincoli sul numero dei passeggeri”.
“Da inizio maggio il Comune ha riattivato le tariffe ai parcheggi, una scelta sbagliata poiché la mobilità è cambiata e i lecchesi preferiscono spostarsi con il proprio mezzo in questo primo momento di ritorno alla normalità; per questo volendo aiutare anche le attività commerciali già provate da questo lungo lockdown ritengo sia indispensabile stimolare l’utenza a tornare a frequentare il centro città, anche a scapito delle casse di Linee Lecco; per questo propongo che l’amministrazione comunale renda gratuite le soste nei parcheggi cittadini per tutto il mese di giugno” prosegue Minuzzo.
“A malincuore credo che Il giugno lecchese, con le sue manifestazioni e i suoi fuochi d’artificio, probabilmente non verrà realizzato. Per questo ritengo che parte della copertura finanziaria a sostegno della mia proposta possa essere trovata li. Mi auguro che l’amministrazione Brivio sposi a breve questa linea per andare incontro a un settore che ha necessariamente bisogno della sponda del Comune per provare a rialzarsi, il momento di agire è adesso; per una volta mi auguro che Brivio e la sua giunta dimostrino il significato pratico del termine rapidità” conclude il Consigliere comunale.
Emilio Minuzzo
Consigliere comunale di Forza Italia | 1 |
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- L'Anses coordina e distribuisce le partite di bilancio destinate alle pensioni e agli aiuti sociali, in un contesto che già prima della pandemia vedeva il paese con un 35 per cento di povertà. Proprio su questo fronte si erano evidenziate alcune difficoltà riconducibili alla gestione dell'ormai ex direttore. A Vanoli, segnala la stampa, sono stati imputati errori decisivi nel coordinamento e l'organizzazione dei pagamenti destinati ad affrontare l'emergenza. Tra questi la disorganizzazione nel deposito di un bonus straordinario ai pensionati che ha provocato code di centinaia di anziani fuori dalle banche nel mezzo della quarantena. A Vanoli sono stati imputati anche ritardi nella distribuzione di un bonus straordinario da 140 euro che il governo ha concesso a circa 8 milioni di argentini. (segue) (Bua) | © Agenzia Nova - Riproduzione riservata
- L'ipotesi di reato è quella di "spionaggio illegale nei confronti di persone legate all'attività politica, giornalisti, dirigenti e forze di polizia". Tra le centinaia di persone spiate appaiono tanto dirigenti dell'allora opposizione come della maggioranza di governo così come rinomati giornalisti, considerati più o meno vicini all'esecutivo guidato Macri. "Le operazioni di intelligence che si denunciano non sono state ordinate da nessun magistrato", si legge nello scritto presentato alla giustizia. "E per questo dobbiamo parlare apertamente di sistematiche operazioni di intelligence illegali", prosegue. Nella denuncia si chiede di mettere sotto inchiesta lo stesso Macri "in qualità di responsabile di fissare i lineamenti strategici e gli obiettivi generali dell'intelligence". (segue) (Bua) | 1 |
Chieti. Indagano i carabinieri della Compagnia di Vasto sull’incendio che la scorsa notte ha distrutto una Ford “Fiesta” in via delle Gardenie a Vasto, danneggiando anche un’altra auto parcheggiata di fianco. L’allarme è scattato poco dopo le 23.30 quando alcuni residenti si sono resi conto delle fiamme e del fumo provenire dalla strada.
Sul posto sono giunti i vigili del fuoco del distaccamento di Vasto che hanno spento il rogo. I carabinieri hanno ascoltato la proprietaria dell’auto: l’incendio dovrebbe essere doloso ed è avvenuto nella zona sud della città in un quartiere popoloso. | Indagano i carabinieri sull'incendio che stanotte ha aggredito due auto in via delle Gardenie a Vasto.
Il rogo è scoppiato attorno alle 23,50 di ieri e ha distrutto una Ford Fiesta. Le fiamme si sono poi propagate alla vettura parcheggiata nelle vicinanze, causando danni meno ingenti. Sul posto, allertati dai residenti che hanno visto fumo e bagliori, si è portata una squadra di vigili del fuoco del Distaccamento di via Madonna dell'Asilo. I pompieri hanno spento l'incendio e messo in sicurezza la zona.
I carabinieri della Compagnia di Vasto, agli ordini del maggiore Amedeo Consales, hanno aperto un'inchiesta su quello che, in base ai primi accertamenti, sembra essere quasi certamente un gesto doloso. I militari, nell'immediatezza dell'accaduto, hanno parlato con la proprietaria dell'auto. Gli investigatori verificheranno se, nei dintorni, esistono immagini della videosorveglianza utili a risalire all'identità del responsabile. | 4 |
Anche nei 90 Uffici Postali della provincia di Reggio Emilia è possibile richiedere i dati dei rapporti intercorrenti con Poste Italiane relativi all’anno 2019 e necessari per la presentazione dell’attestazione ISEE (indicatore della situazione economica equivalente).
Il documento, che viene emesso su richiesta dell’intestatario, è la sintesi dei prodotti in possesso del cliente, in particolare riporta saldo e giacenze dei conti attivi/estinti nel corso d’anno 2019, dei libretti di risparmio, dei Buoni Fruttiferi Postali, delle Postepay nominative e delle Carte Enti Previdenziali, il valore nominale dei Fondi di Investimento, la posizione dei Deposito Titoli nonché l’attestazione dei premi versati per Polizze Assicurative.
Tali informazioni sono utili per accedere alle prestazioni sociali agevolate quali il bonus bebè, il bonus elettrico o idrico, l’iscrizione dei figli ai servizi di prima infanzia, i libri di testo gratuiti, gli assegni di maternità e le forme di sostegno al reddito previste dall’attuale normativa.
La certificazione sarà disponibile in tempo reale; per poterla ottenere sarà necessario richiedere all’operatore di sportello l’apposito modulo “Richiesta Attestazione a fini ISEE” e restituirlo compilato. | Anche nei 160Uffici Postali della provincia di Reggio Calabriaè possibile richiedere i dati dei rapporti intercorrenti con Poste Italiane relativi all’anno 2019 e necessari per la presentazione dell’attestazione ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente).
Il documento,che viene emesso su richiesta dell’intestatario, è la sintesi dei prodotti in possesso del cliente, in particolare riporta saldo e giacenze dei conti attivi/estinti nel corso d’anno 2019, dei libretti di risparmio, dei Buoni Fruttiferi Postali, delle Postepay nominative e delle Carte Enti Previdenziali, il valore nominale dei Fondi di Investimento, la posizione dei Deposito Titoli nonché l’attestazione dei premi versati per Polizze Assicurative.
Tali informazioni sono utili per accedere alle prestazioni sociali agevolate quali il bonus bebè, il bonus elettrico o idrico,l’iscrizione dei figli ai servizi di prima infanzia, i libri di testo gratuiti, gli assegni di maternità e le forme di sostegno al reddito previste dall’attuale normativa.
La certificazione sarà disponibile in tempo reale; per poterla otteneresarà necessario richiedere all’operatore di sportello l’apposito modulo “Richiesta Attestazione a fini ISEE” e restituirlo compilato. | 3 |
Il più politicamente insidioso è Beppe Sala. A Matteo Salvini che chiede l’apertura delle chiese per la messa di Pasqua («Serve anche il buon Dio», ha detto il leader della Lega), il sindaco di Milano risponde sornione: «Se vuoi veramente arrivare a fare riaprire le chiese, e se non è solo un titolo di giornale, allora devi chiedere alle Regioni che governi, come Veneto e Lombardia, di fare un’ordinanza. Se no, siamo sempre alle parole e non a fatti». E così, nella Domenica delle Palme a porte chiuse, il primo a smarcarsi è proprio il governatore Luca Zaia: «à giusto rispettare l’idea: so che molti cattolici chiedono la possibilità di celebrare la Pasqua». Però, il presidente del Veneto ricorda che «noi chiedemmo al Patriarca di Venezia la possibilità di rispettare il droplet più ampio con i posti segnati per mantenere le distanze. Ma l’Istituto Superiore di Sanità disse subito assolutamente no. Anche perché — affonda il governatore veneto — in letteratura ci sono casi di grandi contagi proprio durante le celebrazioni religiose».
Le reazioni negative sono molte, e non soltanto sui social media. Per esempio, quella di Fiorello: «Io sono cattolico, ma non credo che Dio accetti le preghiere solo da chi va in chiesa. Se mi metto davanti al crocifisso, anche in cucina, non è lo stesso?». E aggiunge: «Ci sono già tanti preti e vescovi contagiati. Al supermercato entra una persona per volta, che facciamo in chiesa? Il prete dice la messa a un fedele per volta?». Secondo Nicola Fratoianni, deputato Leu, Salvini «tenta di risalire la china con idee sempre più bislacche e pericolose». | «Se Matteo Salvini vuole davvero riaprire le chiese per Pasqua allora chieda alle due Regioni governate dalla Lega, Lombardia e Veneto, un’ordinanza in questo senso».
Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a proposito della proposta di ieri sera del leader della Lega di riaprire le chiese, seppur in maniera contingente.
«Oggi è la Domenica delle Palme, mi sono sempre imposto in questo spazio di evitare polemiche e di usare toni moderati e lo farò, però a Matteo Salvini devo rivolgere un’osservazione e una domanda, visto che chiede la riapertura delle chiese per Pasqua. L’osservazione è che io non sono d’accordo perché penso che in questi momenti la propria fede possa e debba essere anche forse un fatto personale e privato, ma la domanda è: se tu vuoi veramente arrivare a far aprire le chiese, se non è solo un titolo per un giornale, allora devi fare una cosa molto chiara, devi chiedere o alla Lombardia o al Veneto, regioni che governi, di fare un’ordinanza in questo senso, se no siamo sempre alla ricerca delle parole e non dei fatti», ha aggiunto il primo cittadino del capoluogo lombardo.
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LE PAROLE DI SALVINI
Ieri, intervistato da SkyTg24, Matteo Salvini ha detto: «Non vedo l’ora che la scienza e anche il buon Dio, perché la scienza da sola non basta, sconfiggano questo mostro per tornare a uscire. Ci avviciniamo alla Santa Pasqua e occorre anche la protezione del Cuore Immacolato di Maria».
E ha aggiunto: «Sostengo le richieste di coloro che chiedono, in maniera ordinata, composta e sanitariamente sicura, di farli entrare in chiesa. Far assistere per Pasqua, anche in tre, quattro o in cinque, alla messa di Pasqua. Si può andare dal tabaccaio perché senza sigarette non si sta, per molti è fondamentale anche la cura dell’anima oltre alla cura del corpo. Sperto che si trovi il modo di avvicinare chi ci crede. C’è un appello mandato ai vescovi di poter permettere a chi crede, rispettando le distanze, con mascherine e guanti e in numero limitato, di entrare nelle chiese come si entra in numero limitato nei supermercati. La Santa Pasqua, la resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, per milioni di italiani può essere un momento di speranza da vivere».
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Fermati dai carabinieri e trovati in possesso di coltelli. Due uomini, un 55enne e un 32enne, sono stati denunciati a Latina per porto abusivo di armi. I militari li hanno perquisiti trovando nella tasca di uno di loro un coltello a serramanico di 17 centimetri.
All'interno dell'auto, nel vano portaoggetti, è stato trovato un secondo coltello di 19 centimetri. Per i due è scattata quindi una denuncia. | Il comportamento collettivo è un aspetto che è relativo all’atteggiamento della massa verso gli argomenti del gruppo ed ha caratteristiche tendenzialmente permanenti nel contesto sociale. Questi tratti si distinguono nelle caratteristica della quotidianità che si esprimono in ogni parte della vita collettiva.
Veniamo ad oggi: ovunque si vada si vedono file tendenzialmente ordinate in cui ognuno si distanzia dal precedente così come il successivo si mantiene discosto da lui. Attendono in maniera generalmente ordinata e composta come se tutti fossero quasi rassegnati alla nuova dimensione del tempo, che si consuma nella consapevolezza di quell’attesa in cui si accondiscende ad una nuova dimensione della dimensione che scorre. Per certi versi è la fine di una corsa incessante in cui ognuno rilegge la propria vita dal momento che è finita una gara ed in essa la sfida.
Ora, questa visione rimarrà sotto forma di tendenza collettiva per lungo tempo ma non per sempre. Questa sensazione di “inevitabile quiete” mista a drammi sociali di cui rimarrà memoria si protrarrà, ma con un limite. Costituirà ben presto, se non da subito, una parte del comportamento ma soprattutto del pensiero dell'individuo che vive nella “grande” società occidentale.
Ha preso forza una consuetudine alla distanza fisica come se ogni altro corpo avesse assunto un'aurea di distacco necessario, in seguito all’avere scoperto il pericolo potenziale che ne può derivare seppur apparentemente incredibile.
Questa nuova socialità rimarrà per decenni fin quando verrà confermata oppure cancellata da eventi successivi, nuove modalità sociali altrettanto rilevanti. Nelle strutture collettive mutano le condizioni e cambiano le usanze, le consuetudini e le abitudini, offuscando quelle del periodo precedente.
È necessario comprendere che le società in sociologia e psicologie individuale si muovono influenzate dagli eventi che si avvicendano, creando un apparente distacco con il passato. La mente individuale e sociale sono entità che mutano a seconda degli itinerari della storia in cui si sviluppano le esistenze; questa abitudine rimarrà fin quando non vi sarà una una socialità diversa probabilmente simile a quella precedente, ad oggi completamente incredibile. Basta aspettare. | 1 |
PYONGYANG – L’incertezza sulle condizioni di salute del leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, in convalescenza in seguito ad un intervento cardio-chirurgico secondo il sito web sudcoreano Daily Nk e forse in “grave pericolo” dopo l’operazione secondo quanto riferito alla Cnn da un funzionario Usa, aprono alle speculazioni sul futuro del Paese e della sua leadership.
Il nome del giovane dittatore, intanto, continua a comparire sui media statali nordcoreani: giovedì l’agenzia di stampa del regime Kcna batteva la notizia di un suo messaggio inviato al presidente siriano Bashar al-Assad, con cui Kim intrattiene frequenti scambi, per ringraziarlo di un messaggio inviatogli in occasione della ricorrenza a cui non ha partecipato, la “Festa del Sole”, ovvero l’anniversario della nascita del nonno, Kim Il-sung, fondatore e presidente eterno della Corea del Nord, scomparso nel 1994.
La sua assenza aveva generato speculazioni sul suo stato di salute, che il presidente Usa, Donald Trump, ritiene “non corrette”.
Il Rodong Sinmun, il principale quotidiano del regime, venerdì ha citato un omaggio floreale ricevuto da Kim da parte dell’ambasciata russa a Pyongyang, in occasione dell’anniversario della sua visita nel Paese, lo scorso anno, quando ebbe il suo unico summit con il presidente russo Vladimir Putin a Vladivostok.
Difficile comprendere appieno anche la situazione a Pyongyang.
Nella capitale nordcoreana ci sarebbe stata una corsa alle scorte, secondo quanto riportato dal sito web Nk News, ma oggi la situazione sarebbe “calma”, sia nella capitale che a Dandong, la località di confine con la Cina, secondo quanto riporta lo stesso sito web specializzato sul regime di Kim.
Citando fonti informate, Nk News scrive che “non ci sono all’esterno segnali di commozione o segnali di operazioni inusuali di sicurezza per le strade”.
Intravedere quello che succede nel cuore del regime è difficile.
“L’unica questione certa, è un dato oggettivo, è il fatto che Kim non abbia partecipato alla celebrazione del giorno del Sole”, spiega all’AGI Antonio Fiori, esperto di Corea del Nord, e docente di storia delle relazioni internazionali, delle società e delle istituzioni extra-europee all’università di Bologna.
Kim potrebbe anche non avere problemi di salute e trovarsi a Wonsan, sulla costa orientale del Paese, secondo voci provenienti da Seul, e non in una dimora a nord di Pyongyang in convalescenza.
La famiglia Kim ha, però, una storia conclamata di malattie cardiache: sia il padre che il nonno sono morti con problemi al cuore, nonostante il nonno sia stato colpito da un tumore diventato molto visibile alla base del collo.
Se le condizioni del giovane dittatore sono avvolte dall’incertezza, ancora di più appare esserlo un’eventuale successione al vertice del potere, nel caso in cui Kim venisse a mancare.
Tra le ipotesi che hanno preso corpo dopo la diffusione della notizia di un suo intervento al cuore c’è quella che darebbe un ruolo di primo piano alla sorella minore, Kim Yo-jong, ampiamente sotto i riflettori negli ultimi due anni: una sorta di capo dello staff del leader, Kim ha accompagnato il fratello nelle sue trasferte per i summit con il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, e con il presidente Usa Trump.
Kim Yo-jong, che si ritiene abbia 31 anni, è membro supplente del Politburo del Partito dei Lavoratori guidato dal fratello, e in un eventuale periodo di transizione si rivelerebbe come la principale fonte di potere di una leadership collettiva.
Kim assumerebbe un ruolo ad interim al vertice del regime, retto da tre generazioni della famiglia, in attesa che crescano i nipoti, ovvero i figli del 36enne Kim Jong-un, il più grande dei quali ha dieci anni, secondo la tesi di Go Myong-hyun, research fellow presso lo Asian Institute for Policy Studies di Seul, spesso citato in questi giorni dai media internazionali.
Ad affiancare Kim Yo-jong ci potrebbero essere alcuni anziani del partito, come Choe Ryong-hae, dallo scorso anno presidente del Presidium dell’Assemblea Suprema del Popolo, carica che lo rende capo di Stato nominale ma anche sostanziale numero due del regime, e l’ex premier Pak Pong Ju, che è stato supervisore dell’introduzione di alcune misure del libero mercato nell’economia nord-coreana.
Un ruolo potrebbe ritagliarselo anche Kim Yong-chol, il capo negoziatore con gli Stati Uniti durante i colloqui, poi falliti, con l’amministrazione guidata da Trump per la denuclearizzazione.
L’alto funzionario è il numero due del partito e assieme all’attuale ministro degli Esteri, Ri Son-gwon, potrebbe essere a capo della diplomazia.
Difficile, però, immaginare che la Corea del Nord possa essere pronta per una donna al vertice del potere, da sempre dominato da figure maschili.
Al suo arrivo al vertice, Kim Yo-jong potrebbe essere affiancata dal fratello maggiore di Kim, Kim Jong-chol, rimasto però distante dalla leadership.
I papabili all’interno della famiglia, d’altronde, non sembrano abbondare: la zia di Kim un tempo molto influente nelle alte sfere, Kim Kyong-hui, è scomparsa di scena – tranne una breve apparizione che ha sorpreso molti, proprio all’inizio di quest’anno vicino al leader – dopo che il marito, Jang Song-Taek, venne fatto giustiziare al termine di un processo sommario per tradimento nel 2013.
Fuori gioco sarebbe anche un altro zio dell’attuale leader, Kim Pyong-il, che sarebbe tornato di recente in Corea del Nord dopo una lunga esperienza come diplomatico in Europa, ma forse proprio per questo rimasto escluso dai giochi di potere di Pyongyang. (Fonte: Agi) | Il leader nord-coreano, Kim Jong-un, torna a fare parlare di sè per le sue condizioni di salute, dopo la diffusione della notizia di un suo recente intervento cardio-chirurgico. Il dittatore 36enne sarebbe stato sottoposto all'operazione a cuore aperto in un ospedale fuori Pyongyang il 12 aprile scorso, e si troverebbe in una villa sul monte Myohyang per la convalescenza, secondo fonti del sito web specializzato Daily Nk. A seguito dell'intervento, la salute di Kim sarebbe "in grave pericolo" secondo quanto riporta la Cnn, che cita un funzionario Usa al corrente della situazione.
Non è la prima volta che si diffondono voci sul suo stato di salute: l'obesità e la dipendenza dal fumo sono fattori indicati come cause del deterioramento delle sue condizioni, forse peggiorato dopo due recenti viaggi sul monte Paektu, la montagna dal valore sacrale per la Corea del Nord. La sua assenza alle cerimonie del 15 aprile scorso per il 108esimo anniversario della nascita del fondatore del Paese, il nonno Kim Il-sung, ha alimentato le speculazioni, ma la notizia non trova conferma né a Seul, né a Pechino. "Non sono stati rilevati segnali inusuali in Corea del Nord", ha dichiarato il portavoce della Casa Blu, l'ufficio presidenziale sud-coreano, Kang Min-seok. "Non c'è niente che possiamo confermare riguardo ai presunti problemi di salute del presidente Kim".
Secondo altri funzionari di Seul, Kim potrebbe trovarsi fuori Pyongyang accompagnato da alcuni funzionari del regime - forse a Wonsan, sulla costa orientale - anche se non ci sono maggiori certezze. Da Pechino, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, si è limitato a osservare di essere al corrente delle notizie riguardanti il leader nord-coreano, ma di non conoscerne la fonte; mentre il portavoce del governo di Tokyo, Yoshihide Suga, ha assicurato che il Giappone lavorerà assieme agli Usa per fare luce sulla questione.
I timori di instabilità geopolitica innescati dalle notizie su Kim, assieme allo storico crollo del greggio texano, hanno pesato anche sui mercati, con i listini in Asia che hanno chiuso in ribasso la seduta odierna. Lo stato di salute del dittatore ha influito soprattutto sui titoli sud-coreani più esposti alla Corea del Nord e sul won, la divisa di Seul, che ha perso quasi l'1% contro il dollaro.
Se l'assenza dalla scena pubblica dall'11 aprile scorso genera speculazioni, il 36enne leader nord-coreano continua ad apparire sui media del regime. Kim, secondo le ultime notizie diffuse dal Pyongyang Times, ha inviato gli auguri a un eroe del regime per il suo ottantesimo compleanno e a una centenaria e ha inviato un altro messaggio di auguri al presidente cubano, Miguel Diaz-Canel, per il suo sessantesimo compleanno, il 20 aprile.
Nel 2018, Kim aveva avviato il disgelo diplomatico con la Corea del Sud e con gli Stati Unti, culminato nel primo summit, a Singapore, con il presidente Usa, Donald Trump, ma non era riuscito a raggiungere un allenamento delle sanzioni imposte al Paese senza abbandonare le armi nucleari.
Una sua prematura uscita di scena porrebbe non pochi problemi alla successione al vertice, in assenza di un erede diretto in grado di assumere il potere (si ritiene abbia avuto tre figli dalla moglie Ri Sol-ju, il piu' grande dei quali ha dieci anni). Lo scenario appare quanto mai incerto. La figura più nota all'estero dell'apparato di Kim, la sorella Kim Yo-jong, 31 anni, e' tornata in auge dopo un periodo dietro le quinte: Kim potrebbe assumere un ruolo ad interim in attesa che i nipoti crescano, forse coadiuvata da un altro fratello di Kim, Kim Jong-chol, che conduce però un'esistenza riservata, secondo quanto raccontato dal disertore del regime, Thae Yong-ho, recentemente eletto al parlamento sud-coreano.
Un ruolo di primo piano nel futuro della Corea del Nord potrebbero, pero' reclamarlo anche gli anziani del Partito dei Lavoratori al potere in Corea del Nord, come il capo di Stato nominale Choe Ryong-hae, presidente dell'Assemblea Suprema del Popolo, il parlamento di Pyongyang, o Kim Yong-chol, numero due del partito guidato da Kim, noto per essere stato il capo negoziatore con gli Stati Uniti per la questione nucleare. | 3 |
Sono state le note di "Knockin' on Heaven's Door" ad accogliere l'ingresso della bara della giovane Chiara Papini al "Rigamonti-Ceppi". Le esequie della 19enne travolta e uccisa da un 22enne nella tarda serata di mercoledì 20 mentre attraversava la strada in via Papa Giovanni XXIII sono state, infatti, eccezionalmente celebrate all'interno del capiente impianto calcistico cittadino: sarebbe stato impossibile, infatti, accogliere all'Oratorio del rione di Castello le circa settecento persone che si sono assiepate nei quattro settori dello stadio comunale. All'ingresso è stato anche distribuito del gel igienizzante, passaggio fondamentale dettato dalla normativa anti-Covid in vigore.
Toccante e assolutamente inedita la cerimonia solenne, officiata da don Mario Fumagalli, parroco di Castello, dagli ex sacerdoti della comunitià, da don Egidio Casalone, don Paolo Maria Ventura e dal prevosto don Davide Milani. Presenti anche il sindaco di Lecco Virginio Brivio, il direttore generale Paolo Favini e la direttrice medica Maria Grazia Colombo dell'Asst, oltre, ovviamente, ai famigliari di Chiara, papà Gianfranco, mamma Maria e il fratello Fabio su tutti.
«Siete dei ragazzi speciali»
Al termine della cerimonia hanno preso la parola amici e amiche di Chiara, il presidente del locale gruppo Aido, commosso dalla della famiglia di donare gli organi, Carla Silva, allenatrice della sezione nuoto della Canottieri Lecco, e un amico di famiglia, che ha letto una toccante lettera scritta da Maria, Gianfranco e Fabio, legando spesso e volentieri Chiara alla "sua" amata Grecia. Dopo l'uscita della bara la mamma di Chiara ha voluto salutare e ringraziare personalmente tutte le persone intervenute, per poi prendere la parola e dire delle semplici, ma toccanti parole: «Se siete qui è perchè vi aveva voluto nella sua vita, senza fare alcun tipo di distinzione. Siete delle persone speciali e vi sprono a comportarvi come tali, mi rivolgo soprattutto ai più giovani tra i presenti». | Lecco, 25 maggio 2020 - Decine e decine di persone ieri mattina e per tutto il giorno si sono messe ordinatamente in fila davanti alla cappella del Monumentale di Lecco dove è stata allestita la camera ardente per porgere di persona l’estremo omaggio a Chiara Papini, la 19enne uccisa da un pirata della strada di 22 anni ora ai domicialiari. Le hanno accolte una per una la mamma Maria, il papà Gianfranco e il fratello Fabio.
Quest’oggi alle 14.30 il funerale verrà invece celebrato all’interno dello stadio comunale Rigamonti-Ceppi per poter accogliere tutti insieme coloro che intendono salutarla per l’ultima volta. Il feretro di Chiara dopo la cerimonia verrà cremato, come aveva indicato lei stessa, che aveva anche espresso la volontà di donare gli organi. I familiari hanno preannunciato un’iniziativa benefica per ricordare la studentessa 19enne. | 3 |
NUORO. Quarantaquattro autisti, abbonamenti triplicati, poco più di un milione e 350mila passeggeri nell’arco di un anno distribuiti tra 230 corse giornaliere, una media di 16 passeggeri a corsa. E più di un milione di km all’anno percorsi dai 33 autobus del parco macchine complessivo dell’Atp.I numeri del personale e quelli relativi agli utenti dell’Atp nuorese, insomma, suggeriscono che il caro vecchio postalino funzioni ancora piuttosto bene, nonostante la consolidata abitudine nuorese a preferire l’auto, anche al costo di perdere diverso tempo nella ricerca di un parcheggio. E così, il bus barbaricino ha attraversato intere epoche tra le strade di Nuoro superando momenti complicati, compresa, in ultimo, la delicata fase della quarantena per il Covid.Ma tra tanti dati di segno positivo ne spunta uno, invece, che crea più di una preoccupazione al presidente dell’Atp, Stefano Flamini, e alla squadra che lavora con lui. «Il nostro pensiero ora va a settembre, con la ripresa delle scuole – dice Flamini – perché i calcoli sono presto fatti: se, in base alla nuove norme, su ogni mezzo non possiamo trasportare più di 14 passeggeri, sugli 80 posti disponili, come facciamo negli orari di punta delle scuole? Quando in genere i nostri mezzi trasportano anche 50 studenti a corsa? Servirebbero rinforzi, insomma, e altri mezzi. Ora stiamo studiando la cosa ma ovviamente non nascondiamo la preoccupazione». Gli orari di punta, per la fascia di pubblico più giovane, sono quelli legati all’apertura delle scuole, la mattina, e alla chiusura delle stesse: quindi intorno alle 8 del mattino, e dopo le 13.In quelle fasce orarie, e gli autisti Atp lo sanno bene, la media consueta di 16 passeggeri per corsa, schizza su fino a raggiungere quota 50 e dunque si colloca ben al di fuori del limite massimo di 14 passeggeri per corsa concessi dagli ultimi protocolli. Ma nella sede dell’Atp, nella zona di Sa Terra mala, la squadra è al lavoro per superare anche questo ostacolo. E nel frattempo, da domani mattina, riassapora il lento ritorno alle 10 linee ordinarie, dopo che nella fase di quarantena le corse erano state ridotte a cinque. ( | NUORO. Dagli interventi per eseguire le sanificazioni necessarie per lo svolgimento in sicurezza della fase 2 e di quella precedente, legate all’emergenza Covid, all’assistenza ai residenti sotto diverse forme: per circa una cinquantina di volte, i vigili del fuoco del comando provinciale di Nuoro sono accorsi nelle case o nelle vie del capoluogo barbaricino per aiutare i cittadini in difficoltà. Sia privati, sia titolari di attività commerciali. Per gli aspetti legati alle sanificazioni, in particolare, è entrato in azione il gruppo specializzato Nbcr. Un acronimo che sta per “Nucleare biologico chimico radiologico”. Si tratta di personale dei vigili del fuoco super esperto proprio nel caso di interventi di una particolare delicatezza.E quando intervengono, come spiega lo stesso ministero dell’Interno, non indossano la divisa istituzionale, ma sono dotati di particolari tute scafandrate per la protezione personale e con auto protettori che consentono la respirazione anche in ambienti contaminati. Questi specialisti, nella loro dotazione base, hanno maschere antigas, ma anche rilevatori di sostanze pericolose, sensori elettrochimici, e un particolare mezzo progettato proprio per la rilevazione di agenti chimici e nucleari, per la decontaminazione di persone, veicoli e terreno, nonché per il recupero delle sostanze pericolose.Il nucleo Nbrcr interviene sempre anche quando si verificano incidenti con fuoriuscita di sostanze pericolose. Anche nel caso dell’emergenza coronavirus, dunque, il loro intervento si è rivelato prezioso anche nel Nuorese, così come nel resto dell’isola. | 1 |
Termina il lockdown e torna l’incubo incidenti lungo le strade.
Tutti fuori, da nord a sud. L’imperativo degli italiani, ragazzi e famiglie, amici e parenti, in questo primo week-end con meno restrizioni, è stato quello di tornare a mordere la vita all’aria aperta.
Al mare, in montagna, dove non sono mancati gli incidenti, con quattro vittime in Piemonte e Lombardia.
In questa domenica da “liberi tutti” la paura incidenti è tornata a farsi reale anche sulle strade del Canavese dove, nella sola giornata di domenica si sono verificati due episodi, due feriti in codice rosso soccorsi in pochi minuti dal 118. Un bilancio che torna a farsi drammatico.
L’incidente più grave è avvenuto a Borgofranco in frazione Bajo Dora.
Micael Robino, 20 anni, di Montalto Dora, al volante di una Peugeot, è rimasto ferito e intrappolato nell’abitacolo della sua auto. Secondo la ricostruzione dei carabinieri intervenuti sul posto, il giovane ha perso il controllo dell’auto e dopo essere uscito di strada, ha sfondato un terrapieno in cemento e in seguito all’urto l’auto ha terminato la corsa a ruote all’aria. Ad intervenire è stato il 118 che lo ha trasferito in elisoccorso all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino.
Il secondo incidente è avvenuto quasi contemporaneamente. E’ accaduto lungo la Statale 26 che attraversa l’abitato di Mercenasco. Qui Luca De Ferrari, 58 anni, di Ivrea in sella ad una moto da enduro si è scontrato contro una Toyota Aygo, tamponandola.
Al volante c’era un cittadino romeno (classe ‘94) di Torino, illeso.
Luca De Ferrari, invece, è stato soccorso dal 118 e poi trasferito in elisoccorso al Cto. Secondo la ricostruzione dei carabinieri di Borgomasino, il romeno al volante dell’auto stava iniziando una inversione ad “u” e così, il centauro, proveniente da Candia, non sarebbe riuscito ad evitare l’impatto con l’auto
Commenti | BORGOFRANCO-MERCENASCO. Due feriti trasportati negli ospedali torinesi in codice rosso: è il bilancio di altrettanti incidenti stradali accaduto oggi pomeriggio, domenica 24 maggio, lungo le strade del Canavese. La prima domenica post lockdown è stata caratterizzata dal sangue lungo le strade.
L’incidente più grave è accaduto a Borgofranco in frazione Bajo Dora dove un 20 enne di Montalto Dora, al volante di una Peugeot, è rimasto ferito dopo che con l’auto ha sfondato un terrapieno in cemento e in seguito all’urto l’auto ha terminato la corsa a ruote all’aria. Soccorso dal 118 è stato trasferito in elisoccorso al San Giovanni Bosco.
Il secondo incidente, quasi contemporaneamente, è accaduto lungo la Statale 26 a Mercenasco. Qui un motociclista di 58 anni in sella ad una moto da enduro si è scontrato contro una Toyota Aygo, tamponandola. Il motociclista è stato soccorso dal 118 e poi trasferito in elisoccorso al Cto. Entrambi gli incidenti sono stati rilevati dai carabinieri della compagnia di Ivrea.
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Aveva 70 anni ed era pensionata, A.D.L viveva da sola in una casa in piazza Anime, nel centro di Brindisi. Sarebbe morta 3-4 giorni fa, ma l’allarme è stato dato dal fratello solo ieri sera. Erano le 23.30 quando i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per aprire la porta della casa: la donna è stata trovata priva di vita in cucina con un cellulare vicino, forse ha tentato di chiedere aiuto telefonico a qualcuno, ma non ha fatto in tempo.
Sembrerebbe che il suo unico parente fosse un fratello che vive fuori città. E’ stato lui a dare l’allarme non sentendo la sorella da giorni. Anche le sue conoscenti non la vedevano da un po’. | BRINDISI – Era morta da almeno 3-4 giorni, ma solo intorno alle 23.30 di ieri (venerdì 14 febbraio) è stato trovato il suo corpo privo di vita. Il cadavere della 70ene A.D.L giaceva nella cucina del suo appartamento situato in un condominio di piazza Anime, nei pressi di Piazza Vittoria, nel pieno centro di Brindisi.
La donna, a quanto pare, aveva un solo parente: un fratello residente lontano da Brindisi. Quest’ultimo, non riuscendo a mettersi in contatto telefonico con la congiunta, nella tarda serata di venerdì ha attivato i soccorsi. Sul posto si è recato un equipaggio delle Volanti della questura di Brindisi. I poliziotti hanno chiesto ausilio ai vigili del fuoco per aprire la porta dell’abitazione. Una volta all’interno, le forze dell’ordine e il personale del 118 si sono imbattute nel corpo senza vita.
Non vi sono subbi sul fatto che l’anziana, sia stata colta da un malore. A quanto pare vicino al cadavere è stato trovato un telefono. Non si può quindi escludere che la pensionata abbia tentato di chiedere aiuto, prima di perdere i sensi. Alcune anziane amiche hanno riferito che da almeno quattro giorni non avevano contatti con la 70enne. Per la mattinata odierna è atteso l’arrivo a Brindisi del fratello. La salma, portata in obitorio, è a disposizione dei familiari. | 4 |
In città continua ad essere alta l'attenzione verso le residenze sanitarie assistenziali e le case di riposo, una delle priorità della Regione Lazio nel contrasto al virus Covid-19.
Per questo nei giorni scorsi sono stati eseguiti dei tamponi a tappeto nella casa di cura Villa Silvana: circa un centinaio di esami sugli ospiti della Rsa, uno dei diversi servizi che offre il centro di viale Europa.
I controlli sui pazienti, partiti venerdì scorso, sono stati disposti dall'Asl e della Regione nell'ambito di uno screening volto a controllare la situazione all'interno delle residenze assistite. E i tamponi hanno dato tutti esito negativo, come confermato ieri della direzione sanitaria della casa di cura. Una buona notizia per Aprilia, che si aggiunge allo «zero» nella casella dei nuovi casi come specificato dal bollettino odierno dell'Asl e alle due nuove guarigioni in città. | Coronavirus, diramato l’ultimo bollettino della Protezione Civile con i dati aggiornati in Italia. I casi attuali sono 83.049 (+2.477), i morti 13.915 (+760) e i guariti 18.278 (+1.431). Il totale dei casi complessivi sale così a 115.242 (+4.668).
I pazienti ricoverati con sintomi sono 28.540, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 50.456. I casi positivi ricoverati in terapia intensiva sono ad oggi 4.053.
Coronavirus, i dati nel Lazio
Sono 2.879 gli attuali casi positivi Covid-19 nella Regione Lazio. Di cui 1.529 sono in isolamento domiciliare, 1.169 sono sono ricoverati non in terapia intensiva, 181 sono ricoverati in terapia intensiva. 185 sono i pazienti deceduti e 369 le persone guarite. In totale sono stati esaminati 3.433 casi.
Leggi anche: Coronavirus nel Lazio, ecco il bollettino delle Asl: ‘Trend in lieve discesa al 5%’
Coronavirus: i dati aggiornati al 2 aprile 2020 e la ripartizione per Regione | 1 |
Biscegliese 26enne risulta positivo al coronavirus e lo comunica in un post su Facebook
E’ probabilmente il caso di contagio numero 23 di Covid-19 della città di Bisceglie, uno di quelli che verranno resi noti nelle prossime ore. Di sicuro è il primo caso di contagio da Coronavirus in città che decide di renderlo noto attraverso il suo profilo personale di Facebook.
Stiamo parlando di Francesco Brescia, 26enne biscegliese, operatore della pulizia degli ambienti ospedalieri che nella tarda serata di oggi, 8 aprile, ha reso noto il suo contagio. Francesco Brescia scrive nel suo post di essere risultato positivo ed è asintomatico. Nel passaggio più emblematico il 26enne biscegliese dichiara, “Approfitto di questo post per far sì che possiate rendervi conto della situazione che stiamo affrontando. Restate a casa, non uscite se non per motivi indispensabili (lavoro, spese o questioni di salute). Andrà tutto bene”.
Un gesto particolare, insolito, oseremmo dire di coraggio, ma anche di grande maturità da parte di Francesco Brescia nel rendere pubblica la sua attuale situazione. Un’ulteriore dimostrazione di quanto ci sia ancora tanta strada da fare per superare l’emergenza sanitaria e che si combatte rispettando le regole imposte dal Governo. | In queste ore continua senza sosta il lavoro del Governo, coadiuvato dall’équipe di esperti, al fine di coordinare la gestione della ‘fase due’, quella della convivenza con il virus”. Ad annunciarlo è il premier, Giuseppe Conte che ieri mattina ha affidato a Facebook i suoi pensieri.
Parla Conte: “Al primo posto la tutela dei cittadini”
“Come già sapete, le attuali misure restrittive sono state prorogate sino al 3 maggio. Molti cittadini sono stanchi degli sforzi sin qui compiuti e vorrebbero un significativo allentamento di queste misure o, addirittura, la loro totale abolizione. Vi sono poi le esigenze delle imprese e delle attività commerciali di ripartire al più presto. “Questo Governo ha messo al primo posto la tutela della salute dei cittadini, ma certo non è affatto insensibile all’obiettivo di preservare l’efficienza del sistema produttivo. Ma una decisione del genere sarebbe irresponsabile. Farebbe risalire la curva del contagio in modo incontrollato e vanificherebbe tutti gli sforzi che abbiamo fatto sin qui. Tutti insieme”.
“No all’improvvisazione”
“In questa fase non possiamo permetterci di agire affidandoci all’improvvisazione. Non possiamo abbandonare la linea della massima cautela, anche nella prospettiva della ripartenza. Non possiamo affidarci a decisioni estemporanee pur di assecondare una parte dell’opinione pubblica o di soddisfare le richieste di alcune categorie produttive, di singole aziende o di specifiche Regioni. L’allentamento delle misure deve avvenire sulla base di un piano ben strutturato e articolato. Dobbiamo riaprire sulla base di un programma che prenda in considerazione tutti i dettagli e incroci tutti i dati. Un programma serio, scientifico. Non possiamo permetterci di tralasciare nessun particolare, perché l’allentamento porta con sé il rischio concreto di un deciso innalzamento della curva dei contagi e dobbiamo essere preparati a contenere questa risalita ai minimi livelli, in modo che il rischio del contagio risulti “tollerabile” soprattutto in considerazione della recettività delle nostre strutture ospedaliere. | 1 |
Attilio Fontana chiede a Conte di "riaprire le attività produttive dal 4 maggio" seguendo la rotta delle 'Quattro D' - distanza, dispositivi, diagnosi e digitalizzazione - e apre l'ultimo fronte degli attriti tra Milano e Roma. Il sindaco Sala: "L'ha decisa la Regione o Salvini?". La sottosegretaria Zampa: "Dal primo giorno è stato tutto un disattendere e contraddire il governo, dobbiamo interrogarci se non sia una ragione politica". Gallera: "Disgustato da sciacallaggio politico"
Una fuga in avanti, la “via lombarda alla libertà”, che irrita la maggioranza, snobba e anticipa i suggerimenti che arriveranno dalla task force guidata da Vittorio Colao, viene bocciata dall’Oms e dall’epidemiologo Pierluigi Lopalco. E, lo dicono a mezza voce in tanti, appare come una manovra politica. Non a caso la prima benedizione è stata quella del leader della Lega Matteo Salvini: “Il governo ne tenga conto”, è stato il messaggio dell’ex ministro dell’Interno.
La richiesta di Regione Lombardia al governo di “riaprire le attività produttive dal 4 maggio” seguendo la rotta delle ‘Quattro D’ – distanza, dispositivi, diagnosi e digitalizzazione – diventa l’ultimo fronte degli attriti tra Roma e Milano. “L’uscita dal lockdown deve avvenire, ma avvenga dentro tempi e regole nazionali da individuare in fretta senza furbizie. Ciò che accade a una Regione condiziona pesantemente ciò che accade su tutto il resto del Paese. Errare è umano, perseverare è diabolico”, incalza il segretario Pd Nicola Zingaretti.
Un contropiede veloce, quello del Pirellone, dopo l’ordinanza emessa da Attilio Fontana sabato nella quale imponeva misure più stringenti di quelle previste dal governo, come il no alla riapertura delle librerie, mentre le ultime due giornate in Regione sono state scandite dall’inchiesta sulle Rsa, con il blitz dei finanzieri anche dentro il Pirellone. Tanto che la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, lo dice in maniera neanche troppo velata: “Visto che dal primo giorno è stato tutto un disattendere e contraddire il governo, dobbiamo interrogarci se non sia una ragione politica quella che porta la Lombardia a prendere le distanze dal lockdown”.
Senza giri di parole anche il sindaco di Milano, Beppe Sala: “La ripartenza il 4 maggio in Lombardia l’ha decisa la Regione o Salvini? Stanno passando dal terrore sul numero dei contagi di due giorni fa al liberi tutti. Un po’ più di equilibrio non guasterebbe”. Il leader della Lega, del resto, è stato tra i primi ad applaudire la nota con cui Fontana annunciava la “via lombarda alla libertà” e ancora mercoledì sera, ribadiva: “Chiedere la riapertura da parte della Lombardia è un grande segnale di concretezza e di speranza, spero che il governo ne tenga conto”.
Nel frattempo, però, era arrivata la frenata di Fontana. Rispondendo al viceministro del Mise, Stefano Buffagni, che aveva ricordato come la Regione aveva sostenuto una linea “fortemente restrittiva”, il numero uno della Lombardia ha puntualizzato: “Le attività produttive sono di esclusiva competenza del governo centrale”. E dicendo di essere stato “male interpretato”, ha aggiunto: “Noi parliamo di una graduale ripresa delle attività ordinarie che sarà concordata con il governo. Credo che sia giusto anche iniziare a pensare come ci si dovrà attrezzare per convivere con questo virus. Non possiamo rimanere chiusi come in questo periodo”.
“Io – ha aggiunto – sono stato la persona più prudente, ma bisogna iniziare a capire come cambiare la propria vita e trovare delle soluzioni”. Quelle vengono chieste da tutti, demandando comunque alla cabina di regia le decisioni su modalità e tempi. Anche Sala, in un’intervista a Repubblica, si dice “non contrario a rimettere in moto l’economia” ma avverte: “Devono essere fornite le garanzie adeguate per chi andrà a lavorare. Quello del 4D è uno slogan senza contenuto”.
Per tornare al lavoro in sicurezza, sottolinea il sindaco, occorre fare i test di immunità “e purtroppo in Lombardia siamo indietrissimo”, osserva. “Siccome a Milano non si fanno, ho rotto gli indugi e mi sono accordato con il Sacco per farli in autonomia, cominciamo con i 4mila del personale Atm che lavorano nei trasporti, poi vediamo”.
All’ondata di critiche, Fontana ha risposto con un post su Facebook: “Per giorni ci hanno raccontato, anche dal governo, che la Lombardia doveva fare di più e da sola – scrive – Ora, dopo che la Regione ha lanciato una proposta per riaprire le attività con attenzione e buonsenso, da Roma parlano addirittura di fughe in avanti”. “Non inseguiamo le polemiche – aggiunge – ma badiamo alla sostanza: molti altri Paesi europei sono già ripartiti, è necessario ragionare subito del nostro futuro”. Meno diplomatico l’assessore al Welfare, Giulio Gallera: “Assisto disgustato a molteplici azioni di gigantesca deformazione della realtà e di sciacallaggio politico e mediatico. Il senno di poi è un gioco facile per chi è rimasto a guardare. Noi eravamo in trincea, e lo siamo ancora”. | Un balletto infinito di dichiarazioni, correzioni di rotta, polemiche. Sulla fase due si sta consumando una battaglia politica che ha al centro la Lombardia e lo scontro tra Lega e governo. Ma anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, sostiene (come il presidente lombardo Fontana) che "se ci sono i presupposti di natura sanitaria dal mondo scientifico, dal 4 maggio o anche prima si può aprire con tutto". E aggiunge: ""Noi, in Veneto, abbiamo completato il nostro master plan per la riapertura, abbiamo voluto scrivere delle regole che siano uguali per tutti. Le affronteremo domani pomeriggio con l'assessore regionale alla sanità con le parti sociali".Stamattina- protagonista nell'ultimo mese e mezzo di un'alternanza frenetica tra allarmi e inviti a riaprire tutto - torna alla carica: "Sono contento che la regione Lombardia abbia dato un segnale di speranza e di ripartenza a tutta l'Italia, ovviamente rispettando le regole di sicurezza per la salute. Penso che restare in casa ancora per settimane, tenere chiusi negozi, uffici e aziende ancora per settimane o mesi, rischi di portare alla morte economica, sociale e culturale il Paese intero". Poi aggiunge: "Se la scuola riaprisse l'11 maggio io i miei figli li manderei a scuola", purché siano garantiti "sanificazione, distanze e dispositivi di protezione".Parole che arrivano dopo l'accelerazione di ieri del governatore Fontana sulla riapertura della Lombardia il 4 maggio (salvo una frenata serale: "Sono stato frainteso"). Ed ecco chedice basta: "L'uscita dal lockdown deve avvenire, ma avvenga dentro tempi e regole nazionali da individuare in fretta senza furbizie. Cos'altro deve accadere per capire che i nostri destini di italiani e di europei sono legati? E che ciò che accade a una Regione condiziona pesantemente ciò che accade su tutto il resto del Paese?". E conclude: "Errare è umano, perseverare è diabolico". Un riferimento implicito a quanto sta accadendo nella regione Lombardia.
Stessi argomenti, stamattina a Circo Massimo su Radio capital, dalla sottosegretaria alla Salute: "Da parte della regione Lombardia dal primo giorno in poi è stato un continuo disattendere o comunque contraddire le indicazioni del governo", ha detto. Per questo "ci dobbiamo interrogare se non sia una ragione fondamentalmente politica quella che li porta a prendere le distanze dall'unica misura che è stata utile, cioè il lockdown".Forti perplessità, sulle intenzioni della regione Lombardia, erano arrivate anche dal sindaco di Milano,che a Repubblica dice: "La Lega in due giorni passa dal terrore al liberi tutti". E stamattina rincara la dose : "La mia idea è che ieri mattina Salvini ha detto 'gli italiani sono stufi di stare in casa, riapriamo' e Regione Lombardia ha eseguito". | 3 |
Nella borsa generi alimentari per circa 100 euro, in particolare capocolli ancora confezionati con tanto di marchio. Che sono stati restituiti al supermercato. E' stata denunciata per furto e proposta per un foglio di via obbligatoria da Bastia, una donna di 39 anni, sopresa dai carabinieri in un supermercato cittadino.
I militari della stazione di Torgiano erano stati allertati per il sospetto di un furto commesso all'interno del supermercato. Un sospetto che, agli accertamenti successivi, si è rivelato fondato. I carabinieri hanno recuperato la merce e, come detto, dopo l'identificazione, denunciato la donna, di nazionalità romena e con precedenti di polizia a suo carico. | Ruba capocolli a Bastia 100 euro di valore, denunciata
Una donna di 39 anni, proveniente da fuori regione, è stata denunciata per furto dai Carabinieri di Torgiano. I militari sono intervenuti a Bastia Umbra perché allertati dagli operatori di un supermercato. La donna è sospettata di essere l’autrice del furto di alcuni capocolli, per un valore di 100 euro, ancora etichettati e prezzati con il logo della catena.
I gustosi insaccati sono stati restituiti al personale del negozio. La ladruncola aveva, però, fatto razzia anche di altri prodotti.
La donna, di nazionalità rumena con precedenti di polizia, è stata denunciata per furto ed è stato richiesto un foglio di via obbligatorio al Comune di Bastia Umbra. Questo per scongiurare altri reati predatori itineranti, commessi da persone che provengono da regioni confinanti. | 4 |
Genova – I timori sono stati confermati così come reggono le prospettive più tranquillizzanti: come prevedibile il contagio da coronavirus, in Liguria, si è allargato e, a ieri sera, il laboratorio dell’ospedale San Martino ha sfornato il sedicesimo test positivo, aumentando così di quattordici unità il numero di contagiati registrati fino a martedì. La buona notizia è che anche nei casi - sei - in cui è stato necessario il ricovero in ospedale, le condizioni dei pazienti sono rimaste ampiamente sotto controllo. Tra questi è compreso un caso di polmonite, per cui è stato disposto il trasferimento, ieri sera, dall’ospedale di Albenga all’hub regionale del policlinico San Martino.
I sei ricoverati in Liguria sono in buone condizioni
Sono nel complesso in miglioramento i malati di coronavirus ricoverati negli ospedali liguri. Al San Martino in Malattie infettive risultano esserci sono cinque pazienti, secondo il dato aggiornato ad oggi, più un paziente con sospetto in attesa di risposta ma in buone condizioni generali. La paziente di 74 anni, la paziente “zero” in Liguria tra gli ospiti nei due alberghi di Alassio, è in costante miglioramento. Altre tre pazienti di anni 68, 76 e 86 anni sono in buone condizioni generali. La paziente proveniente dall'Ospedale di Albenga di 86 anni che presenta una polmonite è in condizioni stabili rispetto a ieri, con lieve miglioramento del sensorio. E solo questa paziente ha iniziato la terapia antivirale. Il paziente ricoverato presso Malattie Infettive dell'Azienda Socio Sanitaria Asl 5 di Spezia è ancora febbricolare, le condizioni generali sono buone e non presenta sintomi respiratori.
La situazione ad Alassio
Quindici casi su sedici positivi sono riconducibili tutti alla stessa radice, vale a dire le comitive di turisti lombardi e piemontesi ospitati da due alberghi di Alassio. «Il cluster principale resta questo - ha detto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti - mentre il caso registrato nello Spezzino per il momento è isolato. E questo ci fa ben sperare». Tutti i test sulla cerchia di frequentazioni del cinquantenne, nei giorni scorsi in visita a Codogno, in piena zona rossa, sono infatti risultati negativi.
Per rompere l’isolamento forzato a cui sono sottoposti da giorni i 145 di Alassio, ieri, con il supporto del dipartimento nazionale di Protezione civile, la Liguria e i rappresentanti delle Regioni di provenienza dei “confinati” negli hotel hanno parlamentato a lungo. E, alla fine, è stata trovata una soluzione. «Abbiamo convenuto che fosse più che mai opportuno smontare l’assembramento - dice l’assessore ligure alla Protezione civile Giacomo Giampedrone - se tutto va come previsto, entro la serata di domani (oggi per chi legge ndr), negli alberghi resteranno il personale di servizio e i proprietari».
Un primo trasferimento di dodici ospiti(video qui in alto), originari delle province di Milano e Pavia, è stato autorizzato ieri in serata. Per loro, il periodo di quarantena potrà proseguire a casa. Gli ulteriori trasferimenti sono in programma per oggi: un gruppo di trentadue persone, originarie della provincia di Asti (i quattro positivi non dovrebbero muoversi), saranno portati in una struttura, in Piemonte, messa a disposizione dall’Esercito. Lo stesso destino attende la comitiva più nutrita, quella di Castiglione d’Adda, che però non tornerà a casa. Anche in questo caso, per il periodo di osservazione sarà disposto il soggiorno forzato in una struttura militare in Liguria.
L’evoluzione di questi giorni sarà decisiva per soppesare le iniziative da adottare la settimana prossima. «È importante che ad Alassio non ci siano al momento casi fra la popolazione locale», sottolinea il direttore del dipartimento di Igiene del San Martino, Giancarlo Icardi. Questo elemento è stato decisivo finora per scongiurare l’adozione di provvedimenti più drastici, come successo altrove. «È evidente che per avere maggiori margini di tranquillità sarà necessario temporeggiare ancora qualche giorno».
Allo stesso modo, rassicurano le notizie dalla Spezia. Anche in questo caso per dichiarare il cessato allarme sarà necessario un po’ più tempo. Com’è logico, più i casi restano confinati - obiettivo primario della mobilitazione - più il contagio diventa gestibile.
Il governatore ligure e i vertici della sanità, per tutta la giornata di ieri, sono rimasti in contatto con Roma. Oltre a un approccio più conservativo sui test - i tamponi d’ora in avanti vanno fatti solo a chi presenta dei sintomi - la Protezione civile ha organizzato l’arrivo di una massiccia fornitura di mascherine. «Alla Liguria ne spetta qualche migliaio - le parole di Toti - non appena ne entreremo in possesso le distribuiremo in base alle necessità a tutti i soggetti interessati». La consegna, però, ha subito un ritardo: «I dispositivi non sono arrivati - dice la vice presidente con delega alla Sanità, Sonia Viale - ed è un fatto davvero grave, perché non consente ai nostri operatori di svolgere in sicurezza le attività. Il governo deve porre rimedio al più presto».
Il sindaco di Asti: «Abbiamo un caso di contagio da Alassio»
Un caso di positività al Coronavirus è stato riscontrato ad Asti. E' quanto afferma il sindaco, Maurizio Rasero, secondo il quale si tratta di una delle persone che nei giorni scorsi erano tornate da un soggiorno nella località ligure di Alassio. Ora si trova all'ospedale Cardinal Massaia in isolamento. «Non ci sono pericoli di contagio», scrive il primo cittadino.
Due coppie in isolamento a Bergeggi
Nel pomeriggio è atteso l'esito di un tampone effettuato su una persona residente a Bergeggi. Si tratta di due coppie che vivono nel comune savonese sotto osservazione da diversi giorni dopo che loro stessi si erano autodenunciati. Una coppia perché di ritorno da un viaggio in aree a rischio e una coppia perché di recente si era recata nelle zone ora in quarantena in Lombardia.
Nei giorni scorsi erano monitorate da Asl ma le condizioni di salute erano stabili. Ieri i primi sintomi e la decisione di trasferire nel nosocomio del capoluogo il paziente in attesa del test.
La conferenza stampa di ieri sera alle 19 nella sede della Regione Liguria
Le persone in sorveglianza attiva in Liguria
Le persone tenute sotto osservazione, la cosiddetta sorveglianza attiva, sono fisiologicamente in crescita. A ieri sera erano 33 quelle monitorate alla Asl 1 Imperiese, 218 quelle in carico alla Asl 2 di Savona - un numero a cui contribuisce il cluster di Alassio - 46 quelle affidate alla Asl 3, 70 quelle sotto la responsabilità della Asl 4 Chiavarese e 217 gestite dalla Asl 5 Spezzina, cifra composta in buona parte dal gruppo di sbandieratori di Levanto e dalle persone entrate in contatto con l’uomo di 54 anni, tuttora ricoverato al reparto Malattie infettive del S. Andrea della Spezia.
Genova, una studentessa cinese in quarantena a casa di un amico
Una studentessa cinese di 28 anni della provincia di Wuhan, arrivata martedì dalla Cina in Italia, con volo da Pechino a Dubai e da Dubai a Milano Malpensa, è stata posta in quarantena a casa di un amico a Genova, dove è stata rintracciata dopo che per 24 ore di lei si erano perse le tracce. Secondo quanto riferisce l'edizione Liguria-Piemonte del Giornale, la donna è stata invitata a mettersi in quarantena dalle autorità di Malpensa. Sottoposta a visita medica con la misurazione delle febbre, che ha dato esito negativo, le è stato detto di raggiungere il proprio domicilio, la Casa dello Studente a Genova. Non si sa con quale mezzo abbia raggiunto Genova. Si è scoperto che invece di andare alla Casa dello Studente la donna è andata a casa di un amico riferisce Il Giornale. Per 24 ore non è stata rintracciabile, fino a ieri sera, quando è stata trovata e invitata a rimanere chiusa nell'abitazione del suo conoscente per la quarantena.
Negativo l’uomo arrivato nella notte tra martedì e mercoledì al San Martino
Si è rivelato un falso allarme quello innescato dall’arrivo al pronto soccorso del San Martino, nella notte di ieri, di un uomo che ha affermato di essere entrato in contatto con il cinquantenne spezzino. Per precauzione, il paziente e 19 operatori sono stati messi in isolamento. I test, però, sono risultati negativi. «Ribadiamo che non bisogna raggiungere in autonomia il pronto soccorso in caso di sospetta infezione ma di rivolgersi al 112». La Regione si riserva di sporgere denuncia.
Imprese, la Camera di Commercio di Genova studia contromisure
La Camera di Commercio di Genova sta raccogliendo le istanze delle associazioni di categoria in merito alle conseguenze economiche e occupazionali delle misure di sicurezza adottate per arginare il contagio da Coronavirus. «Il mondo imprenditoriale genovese ritiene che l’attuale contesto stia causando enormi danni alla nostra economia, in tutti i comparti, e che sia importante poter affrontare - spiega l’ente - questo delicato argomento con la necessaria obiettività, fermo restando la necessità di adottare tutte le misure sanitarie necessarie». Per quel che riguarda i propri dipendenti e la propria utenza, la Camera di Commercio di Genova ha deciso, «da oggi e fino al termine dell’emergenza, di aumentare il numero dei dipendenti che si avvarranno del sistema di lavoro agile, di potenziare i servizi erogati in via telematica, modalità in cui le Camere di Commercio sono all’avanguardia della pubblica amministrazione, e di privilegiare gli sportelli telefonici e la posta elettronica per contribuire a ridurre l’afflusso di pubblico nelle sedi camerali». Intanto, lunedì 2 marzo alle 15, su richiesta dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Benveduti, si terrà un tavolo di crisi con le istituzioni e gli operatori economici liguri per fare il quadro della situazione e capire quali richieste avanzare al governo e quali soluzioni adottare subito a livello locale. | Sono 15 gli ospiti dell’hotel di Alassio contagiati dal coronavirus. Il conto totale in Liguria sale dunque a 16 (c’è anche un ricoverato alla Spezia). Restano tre in corso di verifica e conferma, tutti e tre provenienti da Alassio. Lo ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti.
«Entro domani sera avremo chiuso le operazioni per smembrare l’assembramento come già annunciato in giornata», spiega l’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone.
Nei due alberghi resteranno in quarantena obbligatoria solo i proprietari e il personale dell’hotel, 20 persone in tutto.
Nelle strutture ospedaliere liguri sono ricoverate per il coronavirus otto persone, una al Sant’Andrea della Spezia, e sei al policlinico San Martino di Genova, più un’altra persona in arrivo in queste ore da Savona. «Tutti sono in buone condizioni generali – dice Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive del San Martino – a riprova di quanto abbiamo affermato nei giorni passati sul decorso della malattia. Tuttavia uno di questi casi presenta una polmonite ed è il motivo per cui è stato centralizzato, ossia trasferito al San Martino, una precauzione che prenderemo, in accordo con Alisa, qualora ci fosse bisogno di cure intensive». Altre otto persone, in condizioni buone, restano invece nei due alberghi in attesa di essere trasferite nelle località di residenza.
Al momento le persone sotto sorveglianza attiva in Liguria sono 584, così suddivise: 33 nell’Asl 1 imperiese, 218 nell’Asl 2 savonese (tra i quali i 145 dei due alberghi di Alassio), 46 nell’Asl 3 genovese, 70 nell’Asl 4 del Tigullio e 217 nell’Asl 5 spezzina. «Quest’ultimo numero è così alto per via della doppia concomitanza degli sbandieratori di Levanto che erano stati a Codogno per il carnevale e dei contatti con familiari e amici del paziente residente a Pignone», specifica Toti. | 3 |
Trump in fabbrica senza mascherina scioglie la task force sul virus Visita un impianto Honeywell che produce la mascherina N95, non la indossa e accelera sulla fase due: «Dobbiamo riaprire presto», ha detto, anche a costo di più morti. di Marco Valsania
Afp
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NEW YORK - Donald Trump ha deciso di smobilitare la task force sul coronavirus, un processo che potrebbe essere completato entro fine mese. E l'annuncio è arrivato mentre il Presidente ha rotto gli indugi e il lockdown personale alla Casa Bianca con il suo primo viaggio nel cuore del Paese. Meta: uno degli stati tra i più contesi nelle prossime elezioni di novembre, l'Arizona. Qui ha visitato un impianto di Honeywell riconfigurato per produrre mascherine mediche N95, quelle più efficaci e rare anche tra il personale sanitario, per la lotta al virus. Ma lui, a differenza di quanto anticipato dai suoi collaboratori, non l'ha indossata, non perché non ce ne fossero ma per scelta.
Niente mascherina per il presidente
I dipendenti della fabbrica, che produce sulla base di una commessa del Pentagono da 27,4 milioni di dollari, erano tutti con la maschera e cartelli affissi all'interno dell'impianto richiedevano esplicitamente di indossarla. La Casa Bianca ha fatto sapere che Trump è stato esonerato da Honeywell dall'obbligo della mascherina. Il presidente ha ringraziato i lavoratori, 150 in tre turni, perchè sfornano «mascherine fatte alla perfezione», e con una ormai tradizionale virata nazionalista ha precisato: «non come quelle che arrivano da altri Paesi»
Gli Stati Uniti sono stati scottati da scarsi controlli su test e materiale medico, che i critici hanno tuttavia attribuito in buona parte all'inadeguato coordinamento nazionale e a scarsi controlli di qualità. Un effetto di drastici tagli e ridimensionamento: le agenzie federali per la sanità pubblica sono state negli ultimi anni, anche prima di Trump ma con maggior forza sotto la sua amministrazione, soggette a drastici tagli e ridimensionamenti.
Un viaggio politico
Il gesto del presidente, viaggio men che indispensabile e niente mascherina, ha denotato un chiaro messaggio politico più che di salute pubblica: il virus appare oggi nello specchietto retrovisore della Casa Bianca. Trump ha indicato che la task force sanitaria sarà sostituita da una nuova forma di commissione speciale, dedicata alla sicurezza e riapertura del Paese e della sua economia, che la Casa Bianca riconosce dietro le quinte di considerare tuttora la carta vincente per le urne. «Guardiamo alla Fase 2 e ad altre fasi» ha detto Trump - pur aggiungendo che il coordinatore della risposta al virus, Deborah Birx, e altri esperti di sanità pubblica manterranno un ruolo attivo. Gli incontri e i briefing della task force sul virus si sono già diradati negli ultimi giorni pur senza comunicazioni formali.
Vittime in aumento e scarsità alimentare
La decisione preannunciata da Trump sul futuro della task force ha sollevato polemiche. La pandemia rimane grave: ai numeri in miglioramento di New York si affiancano contagi sempre piùv gravi in altri stati, spesso quali e nel centro del Paese. Focolai drammatici sono emersi in impianti di macellazione, in prigioni e case di cura, in riserve indiane quali quella dei Navajo e degli Hopi. Le infezioni negli impianti di macellazione stanno paralizzando anche l'economia, in particolare le forniture alimentari di carne: la catena di fast food Wendy's ha esaurito gli hamburger in un locale su cinque su scala nazionale.
Il totale delle vittime è salito sopra quota 70.000 con oltre un 1,1 milioni di malati diagnosticati, probabilmente cifre sottostimate. L'aumento è almeno di 25.000 nuovi malati al giorno, un tasso di crescita tra i 2% e il 4%, con oltre mille vittime quotidiane ormai da oltre un mese (2333nelle ultime 24 ore). I modelli epidemiologici prevedono accelerazioni, con le parziali riaperture di alcuni stati spesso considerate troppo affrettate, con forse 134.000 vittime entro agosto, e centinaia di migliaia di nuovi infetti. | La visita del numero uno della Casa Bianca all’interno degli stabilimenti di una fabbrica in Arizona non è passata inosservata. Il presidente degli Stati Uniti si è recato all’interno di un impianto Honeywell che, da alcune settimane, sta preparando le mascherine N95, utili per evitare la diffusione del Coronavirus. L’attenzione, però, non è stata sulla visita in sé, ma su Donald Trump senza mascherina all’interno di una fabbrica di mascherine.
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L’Arizona è uno degli Stati più contesi e in bilico in vista delle elezioni presidenziali di Novembre. L’azienda a cu ha fatto visita Donald Trump si è assicurata un contratto da oltre 27 milioni di dollari per la produzione di dispositivi di protezione N95. All’interno degli stabilimenti, come ovvio visto che si tratta di un luogo ampio ma chiuso, tutti i lavoratori e i dipendenti hanno l’obbligo di indossare la mascherina. Ma questa imposizione è stata scongiurata sia per il presidente Usa che per lo staff che lo ha accompagnato.
Trump senza mascherina nella fabbrica di mascherine
Le immagini immortalano Donald Trump senza mascherine, così come i membri del suo staff che lo hanno accompagnato all’interno della fabbrica dell’Arizona. Dopo le prime polemiche, la Casa Bianca ha fatto sapere che, nonostante per i dipendenti ci fosse l’obbligo di indossare dispositivi di protezione per accedere alla struttura, il presidente degli Stati Uniti era stato esentato da quella disposizione. Insomma, il tycoon ha potuto liberamente vagare all’interno degli stabilimenti senza indossare la mascherina. Ma l’attenzione l’ha messa a livello oculare, proteggendo i suoi occhi con un paio di occhialoni protettivi.
(foto di copertina: da video su Rep TV) | 3 |
Ha nascosto i suoi sintomi influenzali ai sanitari che stavano per sottoporlo ad una "ordinaria" operazione al naso. Ad accorgersene in sala pre operatoria è stato l'anestesista, notando un rialzo della temperatura corporea. Il paziente è così stato sottoposto al tampone per il Covid-19, risultato positivo, quindi dimesso e confinato all'isolamento domiciliare. Ma nel frattempo ha contagiato lo stesso anestesista, il chirurgo e l'infermiere.Sui fatti, avvenuti a metà della scorsa settimana all'ospedale Parini di Aosta, la procura potrebbe presto aprire un fascicolo.Le possibili ipotesi di reato vanno, in astratto, dalle lesioni personali colpose fino all'epidemia colposa che prevede una pena fino a 12 anni di carcere.
L'uomo aveva lavorato nelle scorse settimane in una località turistica della bassa Valle d'Aosta, venendo a contatto con molti turisti lombardi. Da giorni aveva una lieve tosse e un bruciore agli occhi. Sintomi che non aveva riferito ai sanitari, temendo che l'operazione programmata da tempo potesse essere rinviata, come poi avvenuto. Doveva essere sottoposto a una rinosettoplastica, un intervento "assolutamente non urgente, che poteva tranquillamente essere rinviato", spiega un altro chirurgo: si tratta di una rinoplastica, che ha finalità estetica, associata a una settoplastica, che ha un obiettivo terapeutico, rivolgendosi a persone con deviazione del setto nasale.Intanto aumentano i casi di contagio anche tra i medici e il resto del personale sanitario dell'Usl della Valle d'Aosta. Su tutti spicca il nome del commissario dell'azienda sanitaria, Angelo Pescarmona, risultato positivo dal 15 marzo. E' in isolamento domiciliare e le sue condizioni non destano preoccupazione. E il sindacato Anaao Assomed lancia l'allarme e chiede un attento monitoraggio della salute del personale in prima linea, anche attraverso la somministrazione dei tamponi."Il carico lavorativo è aumentato le difficoltà sono maggiori per garantire i servizi", spiega il segretario regionale, Riccardo Brachet Contul. "E' necessario che si continui a monitorare lo stato di salute dei lavoratori medici, infermieri e tutti i sanitari, - aggiunge - per consentirci di adottare tutte le misure di prevenzione che sono state comunque prese e che dovranno in futuro essere implementate per far sì che l'ospedale di Aosta funzioni". | La Valle d’Aosta conta purtroppo il terzo decesso per Coronavirus. Si tratta di un paziente valdostano che era risultato positivo, deceduto la notte scorsa nel reparto Covid-19 all’ospedale Parini di Aosta.
Nei giorni scorsi erano deceduti altri due pazienti risultati positivi al Covid-19, un 75enne anziano di La Salle e un 83enne di Aosta.
Sono in corso anche gli esami sui tamponi effettuati su due pazienti, ricoverati al Parini e per i quali si sospetta il contagio. Si tratta di un uomo e una donna, ultranovantenni. I parenti di entrambi sono in “isolamento volontario” in attesa degli esiti dei test. | 1 |
(ANSA) – TUNISI, 7 GIU – Per il quarto giorno consecutivo la Tunisia non registra alcun nuovo contagio da coronavirus, rimanendo 1087 il totale dei casi confermati nel Paese nordafricano. Lo rende noto in un comunicato il ministero della Sanità di Tunisi precisando che, mentre i decessi restano stabili a 49, i guariti salgono da 977 a 982, con 56 persone attualmente positive e nessun ricoverato. La Tunisia ha annunciato la riapertura delle proprie frontiere terrestri, marittime ed aeree per il 27 giugno prossimo. Alberghi, ristoranti turistici, istituti culturali, musei e moschee, hanno già riaperto, seppur con una capacità di accoglienza limitata al 50%. | (ANSA) – TUNISI, 2 GIU – La Tunisia registra nelle ultime 24 ore altri due nuovi contagi da coronavirus, che portano a 1086 il totale dei casi confermati nel Paese nordafricano. Lo rende noto in un comunicato il ministero della Sanità di Tunisi precisando che mentre i decessi rimangono stabili a 48, i guariti salgono da 960 a 964. Le persone attualmente positive sono dunque 73, di cui solo una ricoverata in ospedale. La Tunisia ha annunciato la riapertura delle proprie frontiere terrestri, marittime ed aeree il 27 giugno prossimo. Il 4 giugno riapriranno alberghi, ristoranti turistici, istituti culturali, musei e moschee, seppure con una capacità di accoglienza limitata al 50%. | 3 |
«Esprimo a nome del Comune di Loreto il più forte dolore per la scomparsa di Mattia Perini e vivo cordoglio per la sua famiglia, colpita da questa tragedia, cui siamo molto vicini. Sono corso sul luogo del fatto non appena avvisato ma ora è il tempo proprio del dolore e dei sentimenti più profondi verso Mattia e suoi cari, rinviando altri commenti e giudizi sino a quando le autorità deputate non avranno fatto maggiore chiarezza su quanto accaduto». Così il commento del sindaco di Loreto Paolo Niccoletti sulla morte del giovane Mattia Perini avvenuta oggi alla stazione della città mariana.
La tragedia
Un convoglio l'ha agganciato, travolto e ucciso nel primo pomeriggio di oggi. E' morto così Mattia Perini, studente di 16 anni dell'istituto alberghiero Einstein-Nebbia di Loreto. Il giovane, residente a Civitanova, non si è accorto dell'arrivo del Frecciargento Taranto-Milano. Non c’è stato nulla da fare per il ragazzo: i soccorritori del 118, intervenuti con l’eliambulanza e l’automedica di Loreto, non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Una morte atroce per il 16enne. La polizia ferroviaria, intervenuta sul posto insieme ai carabinieri di Loreto, ha rinvenuto a qualche metro di distanza dall’impatto lo zaino con i libri e un cellulare con le cuffiette inserite: non si esclude che possa essere stata proprio la musica nelle orecchie a distrarre il giovane e ad impedirgli di accorgersi dell’arrivo del treno che l’ha investito e ucciso. Ad avvalorare questa tesi anche le prime testimonianze dei compagni che si trovavano con lui, che hanno raccontato agli investigatori di aver tentato in tutti i modi di avvertire Mattia del treno in transito. Anche il macchinista, secondo loro, avrebbe azionato il segnale acustico. Purtroppo però l'impatto è stato inevitabile ed una giovane vita è stata strappata a soli 16 anni.
TRAGEDIA ALLA STAZIONE, C'E' UNA VITTIMA
ECCO CHI E' LA VITTIMA | TRAGEDIA SUI BINARI - Mattia Perini, 16 anni, civitanovese, non si è accorto dell'arrivo del treno se non all'ultimo quando ha cercato di tornare indietro ma ormai era tardi
di Maria Paola Cancellieri
Una tragedia che si è consumata sui binari, sotto gli occhi di un gruppetto di studenti e di un docente. Doveva essere un giorno come tanti per Mattia Perini, invece lo studente civitanovese è morto a soli 16 anni travolto da un treno in transito nella stazione di Loreto. Sembra impossibile a tutti che il suo cuore si sia fermato in un secondo mentre compiva un gesto abituale, quotidiano. Era uscito da scuola, l’Alberghiero ‘Einstein Nebbia’ di Loreto, alle 13,40 di oggi, come faceva ogni giorno e aveva raggiunto la scalo ferroviario della città mariana. Verso le 14, stava attraversando i binari per raggiungere la banchina dall’altra parte dei binari dove avrebbe dovuto attendere il treno regionale che lo avrebbe riportato a casa, a Civitanova. Cuffiette alle orecchie, Mattia avrebbe iniziato ad attraversare la strada ferrata proprio mentre stava entrando in stazione a velocità ridotta la Frecciargento Taranto-Milano con 294 passeggeri a bordo.
Il convoglio era in transito e non avrebbe fatto sosta. Gli amici gli hanno gridato di fermarsi, il macchinista ha azionato il segnale acustico per invitarlo a spostarsi. Ma quando il ragazzino ha intravisto la sagoma del mezzo era ormai troppo tardi. Negli occhi sbarrati di chi guidava il treno si è specchiata l’ultima immagine di una giovane vita. Ci sono volute ore per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Secondo le testimonianze raccolte dagli agenti della Polfer, il ragazzino avrebbe tentato all’ultimo secondo di fare dietrofront per tornare indietro. Il macchinista avrebbe cercato di frenare ma l’impatto è stato inevitabile e letale: il 16enne è morto sul colpo e sono stati inutili i soccorsi sanitari. Sono rimasti sconvolti dalla drammatica esperienza i coetanei dello studente che hanno assistito alla scena senza poter aiutare l’amico. La notizia dell’incidente, di questa morte assurda, è corsa sui social network innanzitutto. I genitori del ragazzo, preoccupati per il suo ritardo hanno telefonato disperati a scuola sperando di trovarlo ancora lì. Poi sono partiti subito per Loreto e qui sono entrati in un tunnel di lacrime e strazio.
In queste ore di disperazione e profonda sofferenza, il sindaco di Loreto ha voluto manifestare il cordoglio della città mariana. «Esprimo a nome del Comune di Loreto il più forte dolore per la scomparsa di Mattia Perini e vivo cordoglio per la sua famiglia, colpita da questa tragedia, cui siamo molto vicini. – scrive Paolo Niccoletti – Sono corso sul luogo del fatto non appena avvisato ma ora è il tempo proprio del dolore e dei sentimenti più profondi verso Mattia e suoi cari, rinviando altri commenti e giudizi sino a quando le autorità deputate non avranno fatto maggiore chiarezza su quanto accaduto».
(ultimo aggiornamento alle ore 19.45) | 4 |
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Un ritardo pazzesco, che risale alla notte dei tempi, ma sembra che la questione numeri civici stia finalmente giungendo ad una conclusione positiva, anche se ancora ci sarà da aspettare qualche buon mese, dato che il servizio verrà svolto nel triennio 20-22.
L’avventura è iniziata addirittura quasi 40 anni fa, quando con il censimento del 1981 doveva essere sistemata la numerazione in tutto il territorio. Cosa che non è stata mai fatta, arrivando a far diventare Gualdo Tadino un caso più unico che raro a livello forse mondiale. Dopo varie e singolari vicissitudini – LEGGI IL NOSTRO ARTICOLO DEL 2017 CHE RIPERCORRE LA VICENDA – nel 2015 la Giunta Presciutti approvò il Regolamento per la toponomastica e la numerazione civica e la numerazione interne.
Dopo ben 5 anni sembra che qualcosa si muova. Arriva infatti oggi la notizia che nel bilancio comunale 2020-2022 è stato deciso di far fronte alla spesa mediante assunzione di un apposito mutuo. L’intervento ha durata triennale e prevede 4 step: la rilevazione, la fornitura e la posa in opera, l’ultimazione del servizio e gli eventuali servizi aggiuntivi e connessi. Con la delibera emessa alla fine dello scorso mese di marzo l’amministrazione comunale dà di fatto il via alla gara per l’affidamento del servizio che verrà svolto nel triennio 2020-2021-2022.
“Si porta a compimento un iter iniziato nel 2015 – ha detto l’assessore ai Lavori Pubblici Fabio Pasquarelli – Il servizio è da molti anni lacunoso e molti cittadini continuavano a richiederlo. Ciò permetterà di perseguire in maniera puntuale diverse finalità come i servizi ai cittadini come quelli postali e di pronto intervento“.
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Per limitare il più possibile gli spostamenti dei cittadini, per la salvaguardia della salute pubblica e degli operatori, da oggi ESA sospende solo temporaneamente il servizio di conferimento dei rifiuti presso la stazione ecologica comunale.
Nessuna variazione per il servizio di raccolta rifiuti porta a porta e gli altri servizi alle utenze, tra cui il ritiro degli ingombranti a domicilio. Il servizio di vigilanza ambientale è ugualmente attivo grazie alla Polizia Locale e all’ausilio delle numerose telecamere e fototrappole. Continueranno ad essere eseguiti anche i controlli su tutti i conferimenti della raccolta differenziata.
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Di seguito il riassunto dei report delle varie funzioni con dati aggiornati alle ore 17 di oggi, lunedì 11 Maggio, a cura del Centro Operativo Comunale di Enna.
SANITA’. La situazione generale dei contagi in città è in continuo miglioramento con soli 5 positivi e 28 guariti (di cui 3 negativizzati provenienti da positivi in attesa di certificazione di guarigione). In evoluzione anche la situazione relativa ai tamponi: quelli in attesa sono 8, mentre quelli con esito negativo sono 892. I ricoveri presso l’Ospedale “Umberto I” di Enna restano fermi a 15 così suddivisi: 4 in pre-triage; 0 ricoverati in rianimazione; 11 ricoverati reparti Covid; 0 ricoverati in terapia sub-intensiva.
ATTIVITA’ DI CONTROLLO (POLIZIA MUNICIPALE). Nessuna sanzione amministrativa né deferimento all’autorità giudiziaria. Report attività: AUTODENUNCE: 1, VERIFICA A SEGUITO SEGNALAZIONI ASSEMBRAMENTI: 2, PERSONE CONTROLLATE: 2, ESERCIZI COMMERCIALI CONTROLLATI: 31, AUTOVETTURE CONTROLLATE: 2, CONTROLLO DOMICILIARE QUARANTENA: 1.
VOLONTARIATO. Report attività: UNITA’ IN SERVIZIO: 25, NR. DI CHIAMATE ALLA CENTRALE OPERATIVA DEL COC: 52, AUTODENUNCE: 7, TAXI FARMACO: 5, SPESA A DOMICILIO: 3, DISBRIGO PRATICHE SANITARIE E VARIE: 0. | Di seguito il riassunto dei report delle varie funzioni con dati aggiornati alle ore 17 di oggi, lunedì 27 Aprile, a cura del Centro Operativo Comunale di Enna.
SANITA’: La situazione dei contagi in città resta stabile: 24 positivi, 3 deceduti, 7 guariti (di questi 3 sono negativizzati da positivi e in attesa della dichiarazione di guarigione). La situazione complessiva dei tamponi è la seguente: tamponi effettuati 704, in attesa 113, negativi 555, inconclusivi 2. Per quanto riguarda i ricoveri presso l’Ospedale “Umberto I” di Enna, alla data odierna sono pari a 44 così suddivisi:
5 in pre-triage;
1 ricoverati in rianimazione.
38 ricoverati reparti Covid;
0 ricoverati in terapia sub-intensiva;
ATTIVITA’ DI CONTROLLO (POLIZIA MUNICIPALE):
Nessuna sanzione amministrativa né deferimento all’autorità giudiziaria.
Report attività:
AUTODENUNCE: 2
VERIFICA A SEGUITO SEGNALAZIONI ASSEMBRAMENTI: 1
PERSONE CONTROLLATE: 69
ESERCIZI COMMERCIALI CONTROLLATI: 6
AUTOVETTURE CONTROLLATE: 63
CONTROLLO DOMICILIARE QUARANTENA: 0
VOLONTARIATO:
Report attività:
UNITA’ IN SERVIZIO: 35
NR. DI CHIAMATE ALLA CENTRALE OPERATIVA DEL COC: 61
AUTODENUNCE: 0
TAXI FARMACO: 13
SPESA A DOMICILIO: 2
DISBRIGO PRATICHE SANITARIE E VARIE: 0 | 3 |
In Italia 162.488 casi (+1,86%) e 21.067 vittime (+2,94%) In Italia nelle ultime 24 ore 2.907 nuovi malati di coronavirus, 602 vittime, 1.695 guariti, diminuiscono i ricoverati (-12) e i malati in terapia intensiva (-74)
Cisliano, Milano: 200 persone si sottopongono ai test seriologici di prova (Ansa)
2' di lettura
In Italia 162.488 casi (+2.907, per un incremento dell’1,86%), 21.067 vittime (+602, con una crescita del 2,94%), 37.130 guariti totali (+1.695): è il bollettino aggiornato dell’epidemia di coronavirus. Sono complessivamente 104.291 gli attualmente positivi, con un incremento di 675 rispetto a ieri, quando la crescita giornaliera era stata di 1.363. Si tratta dell'aumento più contenuto da oltre un mese: il 6 marzo i nuovi malati conteggiati furono infatti 620. Diminuiscono ancora, di 74 unità, i pazienti in terapia intensiva (3.186 in totale) mentre calano di 12 unità i pazienti ricoverati negli altri reparti (28.011 in totale). Lo comunica il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli.
TERAPIE INTENSIVE, RICOVERI E ISOLAMENTO DOMICILIARE
Lombardia
In Lombardia 61.326 casi (+1.012) di malati di coronavirus, 11.241 vittime (+241). 21 ricoverati in terapia intensiva in meno nelle ultime 24 ore per un totale di 11.142, 17.821 dimessi: 392 nell’ultimo giorno, mentre i ricoverati sono 12.077: +49 rispetto a ieri. Così l’assessore al Welfare Giulio Gallera, che ha commentato: “Bisogna guardare al domani, guardare a come riprendere la nostra quotidianità, che sarà diversa. C’è già una data, il 3 maggio, stiamo lavorando per la ripresa economica”.
Nella provincia di Milano i casi risultati positivi al coronavirus sono 14.350, 189 più di ieri (+481 il giorno prima). Di questi, 5.914 nel capoluogo lombardo, 57 più di ieri (+296 il giorno prima). Oltre a quella di Milano, le province con più casi sono Bergamo (10.426 casi, +35), Brescia (11.093 casi, +125) e Cremona (5.172 casi, +227).
Test sierologici
“Dal 21 aprile cominceranno i test sierologici, come annunciato ieri, a partire dagli operatori sanitari e socio sanitari e dalle province più colpite della Lombardia. Nessun rinvio dei test per Milano, ma doverosa programmazione su basi scientifiche ed epidemiologiche”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana che poi ha avuto un faccia a faccia con il consulente Guido Bertolaso proprio sul tema.
La mappa aggiornata del contagio
Coronavirus, utto quello che c’è da sapere | Composto dai Rettori delle principali Università lombarde, il Comitato dovrà fornire indicazioni per affrontare la fase post emergenza sanitaria
Si è insediato oggi, su iniziativa del presidente Fontana, il “Comitato dei Saggi” per discutere sulle fasi che seguiranno l'attuale situazione di emergenza sanitaria. Il Comitato è composto dai Rettori dell'Università Cattolica di Milano, Politecnico di Milano, Università degli Studi di Milano, Università Bicocca di Milano, Università Bocconi di Milano e dal Presidente del Comitato regionale di Coordinamento delle Università di Lombardia in rappresentanza di tutte le Università lombarde. I suoi esponenti si sono riuniti in teleconferenza alla presenza del vicepresidente regionale, Fabrizio Sala, dell'assessore al Bilancio, Davide Caparini, dell'assessore alla Montagna, Massimo Sertori, dell'assessore all'Ambiente, Raffaele Cattaneo e di quello all'Agricoltura, Fabio Rolfi. «Il Comitato – rende noto Regione Lombardia - avrà il compito di fornire al “Tavolo per lo Sviluppo” regionale, al quale siedono tutti i rappresentanti delle categorie sociali e produttive, un progetto che, nell'analizzare temi economici, sociosanitari, scientifici e culturali, fornisca indicazioni per la ripartenza della Lombardia sul medio e lungo periodo». Tale progetto, nel quale sono coinvolti i capigruppo di maggioranza e opposizione in Consiglio regionale, dovrà tener conto della specificità lombarda, puntando su innovazione e inclusione.
Redazione Web | 1.5 |
grosseto
La Provincia di Grosseto ha in programma dei lavori di manutenzione straordinaria sull’Aurelia vecchia a Follonica e sulla Sforzesca sul monte Amiata, che ammontano a circa 610mila euro. I fondi arrivano con il decreto ministeriale 123 del 19 marzo e sono vincolati alla manutenzione straordinaria delle strade.
Il primo intervento riguarda la strada provinciale 152 Aurelia Vecchia, dal km 42+000 al km 46+000 a Follonica: qui verranno ripristinati alcuni tratti della corsia e il ponte sul San Rocco. Il costo dei lavori è 300mila euro.Il secondo intervento interesserà la provinciale 95 Sforzesca. Qui sarà consolidato il rilevato stradale sul tratto al km 11+460, che è un collegamento importante, l’unico tra il comprensorio industriale di Piancastagnaio e la provincia di Grosseto, ammorbato da smottamenti. Si consoliderà la strada con micropali e materiale di riempimento. Sarà inoltre rifatta la pavimentazione. Costo 290mila euro.Intantosollecita la Provincia a mettere presto a frutto l’intero tesoretto da 4,6 milioni di euro, ricevuto dal ministero dei trasporti. La somma verrà distribuita dal 2019 al 2033.«Sono pochi soldi per una rete vasta come quella della provincia di Grosseto. È però un inizio – dice Italia Viva – un segnale di attenzione ottenuto anche grazie all’opera del deputato di Italia Viva Cosimo Ferri».Ora, dice Italia Viva, «spetta a chi governa la Provincia dimostrare capacità di intervento». — | GROSSETO – In seguito al decreto ministeriale 123 del 19 marzo 2020, alla Provincia di Grosseto è stata destinata, per l’anno in corso, una somma di circa 610mila euro indirizzata al finanziamento degli interventi di manutenzione straordinaria della rete viaria.
La cifra verrà destinata alla realizzazione dei seguenti lavori:
il primo riguarda la Strada Provincia 152 Aurelia Vecchia, dal km 42+000 al km 46+000: qui verranno ripristinati alcuni tratti della corsia e si procederà alla manutenzione del ponte sull’emissario San Rocco. La zona ricopre un ruolo di importanza strategica in quanto collegamento principale tra la città di Grosseto, le zone costiere e la Provincia di Livorno. Gli interventi andranno a garantire una maggiore sicurezza alla strada: si procederà ripristinando la pavimentazione deteriorata tramite interventi di risagomatura e risanamento della piattaforma stradale, completi di ripristino della relativa segnaletica orizzontale. Per quanto riguarda il ponte sono previsti interventi che riguardano il ripristino delle condizioni statiche dei rilevati stradali alle spalle del ponte e la sostituzione delle barriere di ritenuta. Gli interventi ammontano ad un totale di 300mila euro;
il secondo intervento interesserà la S.P- 95 Sforzesca. Qui verranno effettuati lavori di consolidamento del rilevato stradale sul tratto al km 11+460. Si tratta di un collegamento importante nonché l’unico, tra il comprensorio industriale di Piancastagnaio e la Provincia di Grosseto, risultando giornalmente sottoposta ad un rilevante carico di traffico. Qui, per contrastare i fenomeni di smottamento, verranno eseguiti una serie di interventi che andranno a consolidare la palificata esistente con micropali e con materiale di riempimento. E’ previsto inoltre, il rifacimento totale della pavimentazione stradale nel tratto interessato dall’intervento. Il costo di questi interventi ammonta ad un totale di 290mila euro;
“Prosegue il piano di interventi per l’annualità 2020, con lavori previsti che riguardano due strade di importanza strategica per il nostro territorio – affermano il presidente della Provincia Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il consigliere con delega alla viabilità, Marco Biagioni -. Al momento è in corso lo studio di fattibilità, ovvero il primo passo che ci porterà alla realizzazione di interventi fondamentali per garantire ai cittadini una viabilità sempre più sicura, andando ad agire in particolare sui fenomeni di dissesto idrogeologico che colpiscono le strade a più alto traffico.” | 3 |
Agenpress – Secondo i dati Eurostat, a marzo la produzione industriale scende, rispetto al mese precedente, dell’11,3% nell’Eurozona e del 10,4% nell’Ue.
“Come per le vendite al dettaglio, l’Italia è al primo posto in Europa anche per la caduta della produzione industriale. Con un crollo su base mensile del 28,4%, registriamo una diminuzione pari a più di due volte e mezza l’Eurozona (+151,3%), che segna una flessione dell’11,3%, più di una volta e mezzo nei confronti della Francia (+73,2%), che si classifica al terzo posto con un -16,4% (al secondo la Slovacchia con -20,3%)” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Uno tsunami maggiore anche rispetto al tracollo avuto nell’anno più buio dal Dopoguerra, ossia nel 2009. In termini assoluti, infatti, la produzione italiana è attualmente inferiore del 23,4% rispetto a marzo 2009. In termini relativi, la diminuzione annua registrata tra marzo 2020 e marzo 2019, pari al 29,3% è superiore a quella che si era verificata tra marzo 2009 e marzo 2008, quando ci fu un tonfo della produzione del 25,9%” prosegue Dona.
“La speranza è che questo record negativo dipenda dal fatto che l’Italia è stata la prima in Europa ad essere colpita dal Coronavirus e ad aver chiuso negozi e industrie. Certo non potremo mai recuperare il gap con il resto dell’Europa, se ora saremo anche gli ultimi a riaprire e ad uscire dal lockdown. Per questo urge una Fase 3” conclude Dona.
Produzione industriale di marzo rispetto a febbraio
N. PAESE Variazione mar20/feb20 1 ITALIA -28,4 2 SLOVACCHIA -20,3 3 FRANCIA -16,4 UE -10,4 EUROZONA -11,3
Fonte: UNC su dati Eurostat
Volume delle vendite totali di marzo rispetto a febbraio
N. PAESE Variazione mar20/feb20 1 ITALIA -21,3 2 BULGARIA -18,1 3 FRANCIA -17,4 UE -10,4 EUROZONA -11,2
Fonte: UNC su dati Eurostat
Tabella: produzione industriale, variazione percentuale (dati corretti per gli effetti di calendario)
Beni intermedi Beni strumentali Beni di consumo durevoli Beni di consumo non durevoli Beni di consumo Energia TOTALE INDUSTRIA (a) Differenza % Mar 2009 – Mar 2008 -33,2 -29,9 -19,4 -11,7 -13,3 -15,2 -25,9 Differenza % Mar 2020 – Mar 2009 -23,8 -25,0 -53,7 -16,0 -23,0 -21,5 -23,4 Differenza % Mar 2020 – Mar 2019 -28,7 -39,0 -49,4 -21,6 -26,2 -10,5 -29,3
Fonte: Unione Nazionale Consumatori su elaborazione dati Istat
(a) escluse costruzioni | Brusca frenata per le vendite al dettaglio che a marzo calano del 20,5% in valore ed al 21,3% in volume. A determinare l’eccezionale calo sono le vendite dei beni non alimentari, che diminuiscono del 36,0% in valore e del 36,5% in volume, in tenuta sostanziale i beni alimentari.
Si registrano variazioni tendenziali negative per tutti i gruppi di prodotti. Le diminuzioni maggiori riguardano abbigliamento e pellicceria (-57,1%), giochi, giocattoli, sport e campeggio (-54,2%) e calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-54,1%), mentre il calo minore si registra per i prodotti farmaceutici (-6,3%).
Rispetto a marzo 2019, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce del 9,3% per la grande distribuzione e del 28,2% per le imprese operanti su piccole superfici. Le vendite al di fuori dei negozi calano del 37,9% mentre è in crescita sostenuta il commercio elettronico (+20,7%).
Vendite al dettaglio, il commento delle Associazioni- UNC
Per l’Unione Nazionale Consumatori, i dati pubblicati dall’Istat hanno l’aspetto di una vera e propria “Caporetto” delle vendite al dettaglio. “Il lockdown ha prodotto uno tsunami senza precedenti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Rispetto al resto dell’Europa, considerati i dati resi noti ieri da Eurostat, l’Italia si colloca al primo posto per la caduta mensile delle vendite totali in volume, più del doppio nel confronto con la media Ue, pari a -10,4%, e quasi il doppio dell’Eurozona, che segna una diminuzione dell’11,2%. Considerando le vendite non alimentari, nell’Eurozona il calo è del 23,1%, contro un dato italiano del 36,5%, ossia più di una volta e mezzo.
“La speranza è che tutto questo dipenda dal fatto che l’Italia è stata la prima ad adottare un blocco degli spostamenti, la chiusura dei negozi ed il fermo delle attività produttive. Il Governo, però, deve capire che, se vogliamo recuperare rispetto al resto d’Europa, dobbiamo essere anche i primi ad uscire dal lockdown”, afferma Dona.
Secondo l’UNC appare inutile riaprire imprese e negozi, se i consumatori non possono andare a fare acquisti e sono ancora costretti a limitare e motivare i loro spostamenti alle situazioni di necessità” conclude Dona.
L’opinione del Codacons
I dati sulle vendite al dettaglio di marzo dimostrano, per il Codacons, gli effetti del Coronavirus sull’economia italiana in tutta la loro drammaticità e impongono l’adozione di misure urgenti per salvare il commercio e migliaia di esercizi che rischiano di non alzare più le saracinesche.
“A marzo le vendite al dettaglio calano del -20,5% rispetto al mese precedente e del -18,4% su anno: questo significa che una famiglia tipo ha speso mediamente a marzo -473 euro rispetto all’anno precedente per i propri consumi – spiega il presidente Carlo Rienzi – Un dato che si commenta da solo e al quale dovranno aggiungersi i numeri negativi di aprile, mese in cui è proseguito il lockdown”.
“Una condanna a morte per migliaia di esercizi e attività”, dice l’associazione. In assenza di aiuti concreti, molte attività non riusciranno più a riaprire. “Per tale motivo chiediamo al Governo di anticipare le aperture per quelle categorie come parrucchieri, centri estetici e attività artigiane, perfettamente in grado di operare nel rispetto delle disposizioni, garantendo le distanze di sicurezza e l’utilizzo di Dpi così come prevede la legge” conclude Rienzi. | 3 |
C'è anche un vigile del fuoco trevigiano nella lista degli indagati nell'inchiesta, coordinata dalla Procura di Benevento e condotta dalla Guardia di Finanza, supportata anche dall'uso di un trojan, su un giro di mazzette riguardanti alcuni concorsi per l'accesso ai ranghi delle forze dell'ordine. Si tratta di Alessandro Filippo Lupo, 56 anni, di Treviso, rappresentante del sindacato Uil e in servizio presso il comando provinciale di Venezia: nei suoi confronti è scattata la sospensione, per 12 mesi, dall'esercizio delle funzioni di vigile del fuoco. Le ipotesi di reato per i coinvolti nell'inchiesta vanno dall'associazione per delinquere, alla corruzione, alla rivelazione di segreti di ufficio.
Tre le persone finite in carcere su ordinanza firmata dal gip del tribunale di Benevento, Vincenzo Landolfi : Claudio Balletta, 65 anni, di Roma, vice prefetto, dirigente del Ministero dell'Interno presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, Giuseppe Sparaneo, 51 anni, di Benevento, e Antonio De Matteo, 68 anni, di Benevento, funzionari dei vigili del fuoco. Il secondo è in pensione. Ai domiciliari sono invece finiti Antonio Laverde, 44 anni, originario di Benevento ma residente a Fonte Nuova, in provincia di Roma, maresciallo della Finanza in servizio al Comaando generale, e Vito Russo, 40 anni, di Benevento, carabiniere in forza a Roma.
Oltre a Lupo è stato sospeso per 12 mesi dal servizio un agente di polizia, Gianluca Galliano, 45 anni, nato a Benevento, residente ad Ardea. Infine, obbligo di dimora ad Apollosa per Eduardo Zolli, 66 anni, indicato come intermediario. In tutto sono ben 58 le persone coinvolte nell'inchiesta della Procura beneventana, guidata dal Procuratore capo Aldo Policastro . Decine le perquisizioni effettuate dalle fiamme gialle nel corso della giornata di oggi, venerdì 12 giugno.
I pubblici ufficiali sono accusati di intascare tangenti per favorire candidati di concorsi pubblici e/o loro genitori per accedere al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nella Polizia di Stato, nell' Arma dei Carabinieri e nella Guardia di Finanza. L'indagine è stata denominata ''par condicio'': sono una cinquantina gli episodi corruttivi contestati. Sottoposte a sequestro preventivo, per equivalente, di somme di denaro pari a complessivi 370 mila euro circa, ritenuti il prezzo dei reati finora accertati, di cui 220mila riferibili all'attività dell'associazione per delinquere in provvisoria contestazione e oltre 150mila euro conseguiti dai vari indagati in concorso tra loro.
La "cricca" avrebbe operato su concorsi pubblici in corso o appena conclusi (segnatamente il concorso pubblico, per titoli ed esami, a 250 posti per la qualifica di vigile del fuoco nonché a quello per l'assunzione di 1.815 allievi agenti della Polizia di Stato, del 13 marzo 2019) nonché in relazione a concorsi di imminente pubblicazione (tra questi quello per Ispettori Logistico - gestionali nel Corpo dei Vigili del Fuoco). I tre, anche grazie alla funzione esercitata dal promotore dell'associazione e al possesso della banca dati dei quiz preselettivi - avevano già programmato di far accedere un numero di candidati non inferiore a 50, con potenziali profitti illeciti da conseguire - oltre a quelli per cui è stato richiesto e disposto sequestro preventivo, anche nella forma per equivalente- di svariate centinaia di migliaia di euro.
Per le indagini la Guardia di Finanza si è avvalsa di intercettazioni telefoniche, ambientali, servizi di Ocp e acquisizioni di immagini da sistemi di video-sorveglianza, e hanno consentito di ricostruire i vari passaggi di un consolidato modus operandi e di molteplici iter corruttivi, accordi illeciti in cui il Vice Prefetto, quale pubblico ufficiale, era in grado di influenzare direttamente, attraverso membri di commissione allo stato ignoti, la discrezionalità delle varie commissioni di concorso, anche a fronte di problemi fisici e oggettive difficoltà che nel corso delle prove concorsuali venivano riscontrate ai candidati da favorire illecitamente, mentre i due beneventani, previa indicazione da parte del Vice Prefetto del numero delle persone da poter contattare, si occupavano di reclutare nel territorio sannita i privati corruttori di stipulare con loro o con i loro genitori la promessa corruttiva e successivamente di ricevere ingenti somme di denaro, ammontanti anche ad oltre 23.000 euro, quale prezzo del reato, parte del quale veniva periodicamente portato a Roma per essere ripartito con il predetto Dirigente del Ministero dell'Interno e presumibilmente ulteriori funzionari infedeli.
In tale maniera il pubblico ufficiale non aveva e non ha alcun contatto con i privati corruttori, di cui conosce solamente le generalità e la data di convocazione per le prove concorsuali tramite i suoi intermediari: d'altronde tali elementi sono gli unici che gli vengono comunicati e che sono sufficienti affinché il funzionario corrotto si possa attivare per permettere ai candidati il superamento delle prove previste, mentre le trattative economiche si consumavano nel territorio Beneventano e venivano gestite esclusivamente dai funzionari pubblici sanniti. In molti casi, inoltre, nel corso delle prove emergevano problematiche anche gravi e tali da imporre l'esclusione dal concorso, ma proprio in quel momento -con l'intervento del Vice Prefetto - l'associazione dimostrava la sua forza, riuscendo a far conseguire in maniera insperata ai candidati le idoneità a prove fisiche o psico-attitudinali.
La stabilità e la forza del vincolo associativo, ma soprattutto la circostanza di poter contare sul Capo dell'Ufficio Affari concorsuali, veniva ostentata dagli intermediari beneventani nei dialoghi e nelle trattative illecite concluse con i candidati ed i relativi genitori: ad oggettiva riprova della serietà del pactum scleris, i ragazzi venivano a conoscenza delle date di convocazione e delle date di rinvio delle prove concorsuali giorni prima che le stesse venissero pubblicate sui portali telematici istituzionali.
I tre uomini, che per comunicare provvedevano anche ad attivare utenze mobili ''dedicate'', spesso intestate a cittadini stranieri o estranei
al proprio nucleo familiare, dal novembre del 2019 detenevano, con notevole anticipo ed in maniera illecita, parte della banca dati che avrebbe costituito la prova preselettiva di un concorso per l'accesso nel Corpo dei VV.FF. di imminente indizione: previo accordo tra gli associati, i quiz contenuti in un supporto pen drive venivano quindi consegnati -dietro pagamento somme di denaro - ad aspiranti candidati sanniti, in quello che è stato ribattezzato un vero e proprio ''mercato delle pennette''.
Per consegnare le pen drive, infatti, i due funzionari del Comando Provinciale di Benevento violavano, nel mese di marzo e aprile 2020, anche i divieti imposti dalla gravissima emergenza sanitaria in corso, ed in una occasione uno di essi si recava a tal fine a Napoli, unitamente ad altro alto funzionario dei Vigili del Fuoco, con una autovettura di servizio, facendo affidamento sull'impossibilità di essere sottoposti a controllo stradale. Attualmente il sodalizio era operativo e stava programmando di interferire su due concorsi per l'accesso nei Vigili del Fuoco di prossima pubblicazione.
Durante le indagini, inoltre, è stato accertato i due funzionari dei Vigili del Fuoco di Benevento destinatari di misura cautelare in carcere, grazie a pregressi rapporti di natura illecita e senza il contributo del Vice Prefetto, quali intermediari tra pubblici ufficiali corrotti e privati corruttori desiderosi di un impiego statale commettevano altri episodi corruttivi nell'ambito di concorsi pubblici per l'accesso nella Guardia di Finanza, nell'Arma dei Carabinieri e nella Polizia di Stato.
Per la Guardia di Finanza, ed in particolare nell'ambito di un concorso per Maresciallo, i due indagati si sono avvalsi della intermediazione illecita di un Maresciallo -destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari- in servizio a Roma presso il Comando Generale, a sua volta intermediario di un almeno un pubblico ufficiale corrotto allo stato ignoto, nonché di un cittadino di
Apollosa (sottoposto all'obbligo di dimora), legato a rapporti di parentela con militari della Guardia di Finanza, non indagati. Per l'Arma dei Carabinieri si avvalevano invece di un militare dei carabinieri - anch'egli agli arresti domiciliari- in servizio a Roma presso il Centro Nazionale Reclutamento di Tor di Quinto. Per l'accesso in Polizia di Stato, in due occasioni i due funzionari sanniti agivano in concorso con un Assistente Capo e un Funzionario dei Vigili del Fuoco, Segretario Generale di una sigla sindacale, entrambi sottoposti alla misura interdittiva della sospensione dall'ufficio pubblico.
La consistente mole indiziaria sopra sintetizzata ha permesso quindi di far emergere condotte perduranti, attuali e ben collaudate, che oltre ad aver già fruttato grossi profitti si ripromettevano di realizzare ulteriori e maggiori guadagni. Anzi, nel corso delle indagini numerose conversazioni intercettate consentivano di appurare che il sistema attuato andava avanti da almeno dieci anni nel territorio beneventano. E ancora gli inquirenti hanno scoperto che a Roma ulteriori pubblici ufficiali oltre a quello arrestato avrebbero ricevuto ingenti somme di denaro e utilità costituite da beni materiali come orologi per gli stessi motivi: sul punto è bene chiarire che trattasi non della stessa associazione per delinquere in contestazione, della cui operatività vi è evidenza a far inizio dal 2018, ma di compagni criminali diverse, con il coinvolgimento di altri pubblici ufficiali, delle quali gli arrestati erano intranei. La Guardia di Finanza ha attestato scambi di denaro con numerosi soggetti, tutti allo stato indagati, per un importo totale di 373.500 euro, oggetto di sequestro preventivo anche per equivalente.
Le perquisizioni domiciliari effettuate in mattinata fornivano oggettivo riscontro a quanto finora accertato e quanto evincibile dalle captazioni, visto che nell'abitazione dei soggetti destinatari della misura custodiale venivano rinvenute ingenti somme in contanti, profitto dei delitti in esame, opportunamente occultate: in particolare, nell'abitazione di residenza del Vice Prefetto, a Roma, veniva rinvenuta una somma in contanti pari ad 45.000 euro circa, nascosta sotto il battiscopa di un mobile della cucina; nel garage dell'abitazione del funzionario attualmente in servizio presso i Vigili del Fuoco di Benevento, sita a Benevento, veniva ritrovata la somma in contanti di 48.000 euro circa, mentre in un armadietto del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Benevento, all'interno di un armadietto senza nome, veniva sequestrato l'importo di 156.000 euro circa in contanti, celati in un borsone in cui era sovraimpresso il cognome dell'arrestato; ed ancora, nell'abitazione di uno dei figli del funzionario dei vigili del fuoco in pensione destinatario di misura cautelare in carcere veniva sequestrata la somma in contanti di euro 35.000 circa.
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I privati corruttori indagati, di ogni estrazione sociale, a fronte della possibilità di ottenere per sé o per un proprio congiunto un ''posto fisso'' nell'amministrazione statale non hanno mai manifestato disapprovazione, rispettando tutte le scadenze e gli accordi pattuiti con i funzionari dei vigili del fuoco, compresa l'adozione di cautele nelle conversazioni telefoniche. Sono state eseguite circa 60 perquisizioni finalizzate al rinvenimento delle pen drive oggetto di scambio corruttivo nonché di materiale utile alle investigazioni. Allo stato, molti candidati o aspiranti tali, indagati nel procedimento in esame, avrebbero spontaneamente consegnato il supporto informatico contenente la banca dati delle prove preselettive. Allo stato sono iscritti 118 indagati, tra i quali altri appartenenti a forze di polizia e dei vigili del fuoco. Le indagini sono in corso per individuare ulteriori pubblici ufficiali corrotti e analoghi episodi delittuosi. Nei prossimi giorni si procederà all'interrogatorio di tutti i soggetti coinvolti, anche di quelli non raggiunti da misura cautelare. | Benevento. Concorsi truccati nelle forze dell’ordine.Le Fiamme Gialle questa mattina hanno eseguito cinque arresti (di cui due ai domiciliari), due sospensioni da pubblici uffici o servizi e un obbligo di dimora. Gli indagati sono quasi tutti pubblici ufficiali. Secondo l’accusa avrebbero percepito da candidati di concorsi pubblici e loro genitori ingenti somme di denaro per determinarne gli esiti. In cambio i concorrenti sarebbero entrati nel corpo dei vigili del fuoco, nella polizia di Stato, nell’Arma dei carabinieri e nella Guardia di Finanza. Circa 250 militari stanno dando esecuzione alle ordinanze di misure cautelari.
Tra i destinatari delle misure vi è un vice prefetto con funzione apicale in servizio presso il ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, tre funzionari (uno in pensione e due attualmente in servizio) del comando provinciale dei vigili del fuoco di Benevento e Venezia, un militare dell’Arma, un militare della Guardia di Finanza e un agente della polizia di Stato, che dovranno rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio.
Sono contestati al momento 50 episodi corruttivi. In corso il sequestro preventivo, anche per equivalente, di somme di denaro pari a complessivi 370 mila euro circa, ritenuti il ‘prezzo’ dei reati finora accertati, di cui 220 mila euro riferibili all’attivita’ dell’associazione per delinquere in provvisoria contestazione e oltre 150 mila euro conseguiti dai vari indagati in concorso tra loro.
Oltre 50 perquisizioni sono in corso su tutto il territorio nazionale per rintracciare materiale informatico oggetto di promessa e scambio corruttivo nonché somme di denaro provento della vasta illecita attività. Nel procedimento risultano indagati 118 persone tra cui anche altri pubblici ufficiali. I particolari dell’indagine verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà in procura a Benevento alle 11.
I nomi degli arrestati
Il viceprefetto Claudio Balletta, residente a Roma, è finito in carcere. Con lui Giuseppe Sparaneo, 51 anni, di Benevento, e Antonio De Matteo, 68 anni, di Benevento, funzionari dei vigili del fuoco: il secondo è in pensione.
Arresti domiciliari, invece, per Antonio Laverde, 44 anni, originario di Benevento, residente a Fonte Nuova (Roma) maresciallo della Finanza in servizio al Comando generale, e Vito Russo, 40 anni, di Benevento, carabiniere a Roma.
Alessandro Filippo Lupo, 56 anni, di Treviso, e Gianluca Galliano, 45 anni, nato a Benevento, residente ad Ardea, hanno rimediato la sospensione per 12 mesi dalle funzioni di vigile del fuoco ed agente di polizia; obbligo di dimora ad Apollosa per Eduardo Zolli, 66 anni, indicato come intermediario. | 3 |
Ricardo Merlo, Sottosegretario agli Esteri e presidente del MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero, in occasione della Cerimonia d’insediamento del nuovo Presidente di Uruguay, Luis Lacalle Pou, tenutasi a Montevideo, ha incontrato – tra gli altri – il Re di Spagna, Filippo VI.
L’esponente del governo italiano e il monarca spagnolo durante il colloquio hanno affrontato alcune delle questioni più urgenti che interessano l’Europa, quali la Brexit, e le relazioni bilaterali tra Italia e Spagna a livello economico-commerciale e culturale.
Merlo e il Re di Spagna hanno convenuto sulla rilevanza della grande comunità italiana residente in terra spagnola. Ancora, il Sottosegretario della Farnesina ha sottolineato l’importanza della nuova Agenzia Consolare che il governo italiano sta aprendo a Tenerife, nelle Canarie.
Non poteva mancare, tra le questioni sul tavolo, il Coronavirus. Per il Sottosegretario Merlo e Filippo VI il virus non va affatto sottovalutato; entrambi, in ogni caso, si sono detti sicuri che sia l’Italia come la Spagna hanno le risorse necessarie, a livello di controlli e assistenza sanitaria, sono quindi Paesi in grado di tenere la situazione sotto controllo, per ritornare prima possibile alla normalità della vita sociale. | Si è tenuto ieri al ministero degli Esteri l’incontro tra il Sottosegretario agli Esteri Sen. Ricardo Merlo e Luigi Vignali, direttore generale per gli italiani all’estero alla Farnesina. Tra i temi affrontati, quello che riguarda il rafforzamento della rete consolare italiana nel mondo, obiettivo a cui Merlo, presidente del MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero, si è dedicato fin dall’inizio della legislatura.
L’esponente del governo e il direttore Vignali hanno posto l’attenzione, in particolare, sulle prossime aperture di nuovi Consolati: si lavora per nuove sedi consolari a Vittoria, Brasile; Manchester, Regno Unito; Tenerife, Spagna.
“Continuiamo nel percorso che siamo stati costretti a interrompere a causa dell’emergenza coronavirus”, dichiara il Sottosegretario Merlo. “L’Italia è entrata nella cosiddetta fase 2 e prova a ripartire, con prudenza e con la speranza di poter tornare alla normalità prima possibile”.
A Manchester verrà riaperto il Consolato chiuso nel 2015, è già stato nominato il Console, Matteo Corradini, ora a Pristina (Kossovo). A Vittoria e a Tenerife sono già state individuate le strutture che ospiteranno le nuove sedi consolari.
“Con l’inizio della fase 2, anche alla Farnesina cominciamo a programmare il futuro, nonostante l’emergenza coronavirus non sia ancora finita. Proprio per questo – conclude il Sottosegretario – è necessario avere una rete consolare forte e presente sul territorio, in grado di poter offrire assistenza e collaborazione a tutti i connazionali, specialmente al tempo del virus. Riprendiamo, dunque, con la stessa energia di sempre, da dove avevamo lasciato; consapevoli del fatto che oggi più che mai gli italiani nel mondo hanno bisogno di sentire l’Italia vicina, pur essendo lontani”. | 1 |
Il meglio del vivere sta in un lavoro che piace e in un amore felice (Umberto Saba)
Il lavoro conferisce dignità e rende liberi gli uomini, quantomeno da una serie di bisogni primari. Ma in tempi di coronavirus, di reclusione a casa, in cui molti hanno dovuto abbandonarlo, e non potranno riprenderlo a causa dei danni causati all’economia dalla pandemia, altri sono in cassa integrazione, e altri hanno utilizzato il telelavoro (smart working), come cambia il lavoro? Emerge una palese necessità di reinventarsi il lavoro, nelle forme e nei generi e, nell’urgente riassetto organizzativo della società: forse è davvero giunto il momento storico di applicare la formula “lavorare meno, lavorare tutti”, come già accade in alcuni evoluti Paesi del Nord Europa. Perché finalmente non se ne fa una generale regola anche in Italia e nel resto del mondo? Lavorare meno ore, consentirebbe di usufruire di tempo libero per la cultura, gli hobby, la famiglia: in ultima analisi, di dedicarsi al proprio benessere psico-fisico.
Breve storia della festa del lavoro Le origini delle lotte per i diritti dei lavoratori risalgono alle manifestazioni operaie, iniziate nelle fabbriche americane dell’Illinois, durante la Rivoluzione industriale e guidate dall’Associazione dell’Ordine dei Cavalieri del Lavoro. A Chicago nel 1866, fu approvata la prima legge delle otto ore lavorative giornaliere, anche se entrò in vigore soltanto l’anno dopo, il 1° maggio 1867, allorquando fu organizzata un’importante manifestazione con almeno diecimila partecipanti. La notizia raggiunse anche l’Europa, dove nel settembre del 1864, a Londra, era nata la “Prima Internazionale”, ovvero l’Associazione internazionale dei lavoratori vicina ai primi movimenti socialisti e marxisti dell’epoca. Le otto ore lavorative furono, con lenta gradualità, estese a tutto il territorio statunitense. A New York, il 5 settembre 1882 fu organizzata un’importante protesta. Nel 1884 in un’analoga manifestazione americana, gli stessi Knights of Labor approvarono una risoluzione, affinché l’evento di protesta avesse una ricorrenza annuale nell’Illinois. In occasione del 19° anniversario dell’entrata in vigore della legge sulle otto ore lavorative, la Federation of Organized Trades and Labour Unions, decise che entro il 1° maggio 1886, la legge fosse estesa all’intero territorio americano, pena lo sciopero generale dal lavoro a oltranza. In quel giorno, anche Chicago partecipò allo sciopero generale, in particolare la fabbrica di mietitrici McCormick. La polizia, per reprimere l’assembramento, sparò sui manifestanti, uccidendone due e ferendone altri. Per protesta contro la brutalità delle forze dell’ordine, gli anarchici locali organizzarono una manifestazione nell’Haymarket Square, la piazza che ospitava il mercato delle macchine agricole. Il culmine delle manifestazioni fu il 4 maggio, quando una bomba provocò la morte di sei poliziotti e il ferimento di una cinquantina, tanto che la polizia sparò sui manifestanti. Non si è mai saputo né il numero delle vittime, né chi sia stato a lanciare la bomba, ma fu il primo attentato alla dinamite nella storia degli Stati Uniti. Non appena si diffuse in Italia la notizia dell’uccisione degli anarchici americani, nel 1888 il popolo livornese, si rivoltò prima contro le navi statunitensi ancorate nel porto e poi contro la Questura della città, dove pareva si fosse rifugiato il console degli Stati Uniti. Soltanto dopo decenni di battaglie operaie e lotte sindacali, le otto ore lavorative, sarebbero state dichiarate legali, con il Regio decreto legge n.692 del 1923. In Europa, la Seconda Internazionale riunita a Parigi nel 1889, ufficializzò il 1° maggio come data festiva: in Italia fu ratificata solo due anni dopo. Tra le prime documentazioni filmate della festa in Italia, il documentario del produttore cinematografico Cataldo Balducci, Grandiosa manifestazione per il 1° maggio 1913 ad Andria (indetta dalle classi operaie), in cui si vede il corteo che percorre le strade affollate della città: gli uomini, tutti con il cappello, seguono la banda che suona, con alcune bandiere. Durante il ventennio fascista, dal 1924, la celebrazione fu anticipata al 21 aprile, in coincidenza con il Natale di Roma, tanto il giorno festivo fu denominato “Natale di Roma – Festa del lavoro”. Dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945, il giorno festivo fu riportato al 1° maggio. Un evento funesto, l’eccidio di Portella della Ginestra, macchiò di sangue la festa del 1° maggio 1947: la banda criminale di Salvatore Giuliano, sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone quattordici e ferendone una cinquantina. Dal 1990, i sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, a Roma, in Piazza San Giovanni in Laterano, organizzano un grande concerto per il 1° maggio dedicato soprattutto ai giovani, trasmesso in diretta televisiva dalla Rai. Quest’anno, lo show intitolato, Il lavoro in sicurezza: per costruire il futuro, si svolgerà tra l’Auditorium Parco della Musica di Roma e varie location sparse per l’Italia, tra cui Taranto. Sarà trasmesso su Rai3 e Rai Radio2 dalle 20. Segnaliamo su Rai Uno, in prima serata (ore 21,25) Pane e libertà, fiction dedicata a Giuseppe Di Vittorio, l’uomo che dedicò la sua vita alla difesa dei diritti dei lavoratori. Da non perdere! | 1 maggio, Festa dei Lavoratori: origini, storia, l’evento in Italia
Oggi, 1 maggio 2020, viene celebrata la Festa dei lavoratori. Celebrazione che si ripete ogni anno in molti paesi del mondo, per ricordare tutte le lotte per i diritti dei lavoratori, originariamente nate per la riduzione della giornata lavorativa. Ma vediamo insieme le origini, la storia e come viene celebrata in Italia.
Origini
La festa dei lavoratori affonda in un periodo di significative e frequenti manifestazioni per i diritti degli operai delle fabbriche durante la Rivoluzione industriale degli Stati Uniti d’America, guidate dall’Associazione dell’Ordine dei Cavalieri del Lavoro americani, i Knights of Labor.
Nel 1866, fu approvata a Chicago, in Illinois, la prima legge delle otto ore lavorative giornaliere, legge che entrò in vigore soltanto l’anno dopo, il 1 maggio 1867, giorno nel quale fu organizzata un’importante manifestazione, con almeno diecimila partecipanti. La notizia giunse anche in Europa, dove nei primi giorni di settembre 1864 era nata a Ginevra la “Prima Internazionale”, ovvero l’Associazione internazionale dei lavoratori, molto vicina ai primi movimenti socialisti e marxisti dell’epoca. In Italia le otto ore lavorative verranno dichiarate legali soltanto con il Regio decreto legge n. 692 del 1923.
Nel 1887, l’allora presidente degli Stati Uniti d’America, Grover Cleveland, ritenne che il giorno 1 maggio avrebbe potuto costituire un’opportunità per commemorare i sanguinosi episodi di Chicago avvenuti qualche tempo prima. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse rafforzare eccessivamente il nascente socialismo, spostò l’oggetto della festività sull’antica Organizzazione dei Cavalieri del Lavoro.
La festa dei lavoratori nel mondo
Al Congresso Internazionale di Parigi del 1889, che diede il via alla Seconda Internazionale, il giorno 1 maggio fu dichiarato ufficialmente come la Festa Internazionale dei Lavoratori, e fu adottata da molti paesi nel mondo.
Dall’altra parte dell’emisfero terrestre, come ad esempio in Australia, la commemorazione ricorda la “Festa delle Otto Ore” (lavorative).
La commemorazione fu poi ripresa anche dal mondo cattolico: il 1 maggio 1955, papa Pio XII istituì per tutta la Chiesa cattolica la festa di San Giuseppe lavoratore, perché tale data potesse essere condivisa a pieno titolo anche dai lavoratori cattolici.
La decisione in Europa in merito alla festività del 1 maggio, ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889, fu ratificata in Italia soltanto due anni dopo.
Il concerto del primo maggio
Dal 1990, i sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, in collaborazione con il comune di Roma, hanno istituito un grande concerto per celebrare il primo maggio, rivolto soprattutto ai giovani: la manifestazione si tiene a Roma, in piazza di San Giovanni in Laterano, dal pomeriggio alla notte, con la partecipazione di molti gruppi musicali e cantanti, ed è seguita da centinaia di migliaia di persone, oltre a essere trasmessa in diretta televisiva dalla Rai. Quest’anno, 1 maggio 2020, però il Concertone non si terrà come al solito. L’emergenza Coronavirus ha infatti costretto a un cambio di programma con il Concerto che andrà in scena in televisione ma con altra formula.
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23/05/2020
Un giovane è stato pizzicato dopo aver spacciato alcuni grammi, un altro è stato sorpreso mentre nascondeva la provvista
Serata movimentata in Val Venosta. I Carabinieri setacciano la valle dall’alto in basso alla ricerca di droga e spacciatori.
Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio per la prevenzione e repressione dei reati in genere e in particolare in materia di stupefacenti, i Carabinieri della Compagnia di Silandro hanno arrestato due persone in flagranza di reato a poche decine di minuti di distanza.
La prima operazione è stata condotta nel tardo pomeriggio dai militari della Stazione Carabinieri di Malles Venosta, in collaborazione con quelli di Sluderno e Resia all’Adige.
Gli operanti hanno monitorato gli spostamenti di un soggetto già sospettato di spacciare droga che si muoveva in treno e che a Spondigna si è incontrato con una giovane ragazza.
Quest’ultima è stata poi fermata, perquisita e trovata in possesso di alcuni grammi di marijuana appena acquistati dall’uomo per cinquanta euro.
Lo spacciatore, un ventunenne cittadino del Bangladesh già noto per reati contro il patrimonio, richiedente asilo ospite presso il centro di accoglienza di Malles Venosta, è stato quindi bloccato e trovato in possesso dei cinquanta euro ricevuti dalla ragazza e di ulteriori dodici grammi di stupefacente, inoltre nella sua stanza è stata rinvenuta e sequestrata anche una bicicletta provento di furto.
Pertanto l’uomo è stato dichiarato in stato di arresto e accompagnato in caserma per i rilevi foto-dattiloscopici.
Quindi, informato il pubblico ministero, è stato posto agli arresti domiciliari presso la medesima struttura a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La ragazza è stata segnalata all’Autorità di Governo per la sanzione prevista per gli assuntori di stupefacenti.
Il secondo arresto è avvenuto un’ora dopo circa a Plaus, dove i militari del nucleo operativo della Compagnia Carabinieri di Silandro hanno bloccato e controllato un diciannovenne di Merano sorpreso mentre si introduceva furtivamente nelle pertinenze di un’abitazione.
I militari credevano di aver sventato un furto in abitazione, reato che in questi giorni preoccupa molto i militari dell’Arma in quanto la fase di coprifuoco COVID aveva tenuto tutti in casa e fatto crollare a picco i furti in abitazione, mentre ora che tutti escono i ladri professionali sicuramente vorranno recuperare il tempo perso nei due mesi di ferie forzate.
Nel campo dei reati contro il patrimonio infatti lo smartworking è difficilmente applicabile…
I militari si sono stupiti nel constatare che in realtà il giovane non stava cercando di rubare ma di occultare un involucro di nylon contente più di mezzo chilogrammo di marijuana, la cui detenzione illegale gli è costata l’arresto in flagranza di reato.
Il diciannovenne, peraltro incensurato, non era noto per frequentare il giro dello spaccio ma evidentemente aveva intravisto un margine di facile guadagno, non facendo però i conti con la Legge, e con i Carabinieri.
Dopo essere stato foto-segnalato, è stato accompagnato al carcere di Bolzano a disposizione dell’autorità giudiziaria.
© Riproduzione riservata | 16/04/2020
Strafatto di alcol e droga, spaccava tutto. Ha ferito 5 militari, ma poi è stato sedato, ricoverato e arrestato per droga, resistenza e lesioni
I militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia Carabinieri di Merano hanno arrestato uno straniero trentatreenne per detenzione di droga, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.
Intorno alle ore 11 di mercoledì i carabinieri sono stati chiamati a intervenire presso un’abitazione tra via Wolf e via San Francesco a Merano ove era stata segnalata una lite.
I militari hanno trovato un marocchino, ospite di una coppia di meranesi, che stava spaccando tutto sotto l’effetto di alcol o droga.
La centrale operativa dei carabinieri di Merano ha anche dovuto mandare sul posto una seconda pattuglia poiché era impossibile contenere l’uomo fuori di sé.
Nel frattempo anche un’autoambulanza è giunta sul posto.
Dopo una violentissima colluttazione (cinque carabinieri contusi di cui due con ferite da morso…) e la somministrazione di un sedativo, carabinieri e sanitari sono riusciti a far salire l’uomo sull’ambulanza e accompagnarlo all’ospedale. Qui è stato ricoverato sotto osservazione.
I carabinieri nel frattempo hanno perquisito la stanza dove alloggia il marocchino e hanno trovato quindici grammi di cocaina, un bilancino elettronico, materiale per il confezionamento delle dosi di droga, 780 euro in varie banconote e tre telefoni cellulari.
L’uomo - un 33enne marocchino nullafacente - è stato dimesso e condotto in caserma ove è stato sottoposto a rilievi foto-dattiloscopici e quindi accompagnato in stato di arresto al carcere di Bolzano.
È indagato per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e attenderà il giudizio di convalida dietro le sbarre.
© Riproduzione riservata | 1 |
“Non ci fermiamo!”
Inizia così il post su Facebook del Presidente delle Regione Attilio Fontana. Dopo il grido di allarme dell’assessore Gallera che ha fatto presente che abbiamo poche decine di posti in terapia intensiva è arrivata la decisione di chiamare Guido Bertolaso.
“Vogliamo superare ogni difficoltà per riuscire a realizzare un nuovo ospedale nei padiglioni della Fiera di Milano per i pazienti che hanno contratto il Coronavirus. – Ha scritto Fontana – Non intendo lasciare nulla di intentato, per questo ho chiesto al dottor Guido Bertolaso di mettere a disposizione la sua esperienza, anche internazionale, per centrare questo importantissimo obiettivo”.
Da alcuni giorni l’ipotesi di realizzare velocemente una struttura che contenesse 5-600 posti di terapia intensiva era diventata sempre più concreta con sovralluoghi e indagini. Lo scetticismo della Protezione civile era legato al reperimento di materiali per attrezzare velocemente gli spazi e alla mancanza di personale specializzato adibito al nuovo ospedale.
Stasera Fontana ha preso la decisione. “L’opera potrà supportare la sanità lombarda già in emergenza e, se fosse necessario – spero di no – saremo pronti e disponibili per tutto il Paese”. | L’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, è ricoverato da ieri sera all’ospedale San Raffaele di Milano, dopo che ieri, con un post su Facebook, aveva annunciato la sua positività al Coronavirus. Lo si apprende da fonti di Regione Lombardia. L’ex capo del Dpc era stato nominato lo scorso 14 marzo consulente personale del governatore Attilio Fontana per agevolare la realizzazione del grande ospedale della Fiera di Milano e subito dopo anche della Regione Marche. “Ho qualche linea di febbre, nessun altro sintomo al momento. Vincerò anche questa battaglia”, aveva scritto Bertolaso ieri su Facebook dopo l’esito del tampone per il Covid-19. | 2 |
In questo drammatico momento per il Paese, McDonald’s Italia e Fondazione per L’Infanzia Ronald McDonald hanno deciso di dimostrare concretamente la loro vicinanza alle istituzioni e agli Italiani donando 1 milione di euro per far fronte all’emergenza COVID-19 nella Regione Lombardia.
La donazione ha come obiettivo quello di contribuire alla realizzazione del nuovo ospedale dedicato alla cura dei malati di COVID-19, presso i padiglioni della Fiera di Milano, con l’acquisto di moduli di degenza. Inoltre, la donazione include l’acquisto di un’unità completa di rianimazione per potenziare il reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale Buzzi.
McDonald’s Italia e Fondazione per L’Infanzia Ronald McDonald hanno avviato una collaborazione con Fondazione di Comunità Milano onlus e costituito un Fondo dedicato nel quale potranno confluire i fondi destinati alla messa in opera del nuovo ospedale di Milano Fiera e le successive donazioni da parte di dipendenti, fornitori e partner del sistema McDonald’s Italia.
“La gara di solidarietà che si è innescata intorno alla Lombardia e al progetto dell’Ospedale dedicato all’emergenza in Fiera, è sempre più grande. La mia gratitudine va a quelle aziende come McDonald’s per una donazione così importante e preziosa. Un gesto che ci dà forza e motivazione per andare avanti nonostante le criticità che dobbiamo affrontare quotidianamente”, ha commentato il Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana.
“In questo momento di estrema emergenza nazionale – dichiara il Presidente di Fondazione Fiera Milano Enrico Pazzali – dove anche il sistema industriale sta affrontando criticità per il futuro, sento doveroso ringraziare chi sta offrendo un sostegno economico e materiale per contribuire alla lotta contro la diffusione del Covid-19. In tale contesto, esprimo un sentimento di gratitudine a McDonald’s e a Fondazione per L’Infanzia Ronald McDonald per la loro iniziativa, che si affianca al Fondo lanciato da Fondazione Fiera Milano per sostenere la battaglia contro il coronavirus e la costruzione della struttura sanitaria/ospedaliera presso il Portello di Fieramilano”.
“La Fondazione di Comunità Milano onlus svolge il proprio ruolo di hub della solidarietà, grazie alla prossimità al territorio e vicinanza alla comunità” afferma il Presidente, Giovanni Azzone. “Per questo aderiamo con convinzione all’iniziativa di McDonald’s Italia e di Fondazione per L’Infanzia Ronald McDonald, fornendo il nostro supporto attraverso lo strumento del Fondo Solidale, un riferimento immediato e trasparente per quanti vorranno contribuire a vincere la sfida contro il Covid-19”.
“Il momento che stiamo vivendo è drammatico; mai avremmo pensato di trovarci ad affrontare una simile esperienza, che tocca l’intero Paese e le vite di tutti” ha dichiarato Mario Federico, Amministratore Delegato di McDonald’s Italia. “La nostra azienda è radicata nel territorio attraverso i suoi 600 ristoranti e i suoi 24.000 dipendenti. Per questo motivo non possiamo non fare la nostra parte dando un aiuto concreto a chi ha bisogno di cure e a chi ogni giorno si prodiga per garantirle anche a costo della propria salute.”
“Fondazione Ronald è da sempre vicina a chi ha bisogno di cure, collaboriamo con ospedali come il Bambin Gesù a Roma, il Meyer a Firenze, gli Spedali Civili a Brescia, il Sant’Orsola a Bologna e l’Ospedale di Alessandria. Da 21 anni in Italia, sosteniamo le famiglie in difficoltà dei bambini che hanno bisogno di lunghi ricoveri per cure salvavita, quando la cura è lontana da casa. Per questa ragione intervenire in questa emergenza sanitaria nel nostro territorio è doveroso e necessario, è parte del nostro DNA”, ha dichiarato Fabio Calabrese, Presidente di Fondazione per L’Infanzia Ronald McDonald in Italia. | MILANO (ITALPRESS) - McDonald's Italia e Fondazione per L'Infanzia Ronald McDonald hanno deciso di donare 1 milione di euro per far fronte all'emergenza COVID-19 nella Regione Lombardia. L'obiettivo e' quello di contribuire alla realizzazione del nuovo ospedale, che sara' realizzato nei padiglioni della Fiera di Milano, con l'acquisto di moduli di degenza. Inoltre, la donazione prevede l'acquisto di un'unita' completa di rianimazione per potenziare il reparto di Terapia Intensiva dell'Ospedale Buzzi. McDonald's Italia e la Fondazione per L'Infanzia Ronald McDonald hanno avviato una collaborazione con la Fondazione di Comunita' Milano onlus e costituito un fondo nel quale potranno confluire i fondi destinati alla messa in opera del nuovo ospedale di Milano Fiera e le successive donazioni da parte di dipendenti, fornitori e partner del sistema McDonald's Italia. "La gara di solidarieta' che si e' innescata intorno alla Lombardia e al progetto dell'Ospedale dedicato all'emergenza in Fiera, e' sempre piu' grande. La mia gratitudine va a quelle aziende come McDonald's per una donazione cosi' importante e preziosa. Un gesto che ci da' forza e motivazione per andare avanti nonostante le criticita' che dobbiamo affrontare quotidianamente", ha commentato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. "In questo momento di estrema emergenza nazionale in cui anche il sistema industriale sta affrontando criticita' - dice il presidente della Fondazione Fiera Milano, Enrico Pazzali - sento doveroso ringraziare chi sta offrendo un sostegno economico e materiale per contribuire alla lotta contro la diffusione del Covid-19. In tale contesto, esprimo un sentimento di gratitudine a McDonald's e a Fondazione per L'Infanzia Ronald McDonald per la loro iniziativa, che si affianca al Fondo lanciato da Fondazione Fiera Milano per sostenere la battaglia contro il coronavirus e la costruzione della struttura sanitaria/ospedaliera presso il Portello di Fieramilano". (ITALPRESS). abr/com 24-Mar-20 14:03 | 4 |
Circa l’80% dei pazienti con diagnosi di Covid-19 perde completamente l’olfatto e una percentuale ancora più elevata (88%) soffre di un certo grado di alterazione del gusto. E’ quanto emerge dal primo studio pubblicato finora sulla presenza di questi sintomi in pazienti con infezione da coronavirus lieve o moderata.Le conclusioni dello studio sono state pubblicate sull’European Archives of Oto-Rhino-Laryngology e sono state condotte dal gruppo Young Investigators della International Federation of Otorhinolaryngology Societies (Yo-Ifos), con il sostegno della Società Spagnola per Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico Facciale (Seorl-Ccc) e altre società europee.In totale, sono stati analizzati 417 pazienti provenienti da 12 ospedali in 4 diversi paesi (Spagna, Belgio, Francia e Italia). Tra le conclusioni, emerge che il 79% dei pazienti analizzati non presentava sintomi come ostruzione nasale o naso che cola, sintomi comunemente associati ad altre infezioni virali a livello nasale.E’ inoltre significativa la maggiore propensione delle donne a soffrire di alterazioni dell’olfatto. Per quanto riguarda il gusto, l’88 percento dei pazienti ha riscontrato difficoltà nell’identificare aromi diversi come dolce, salato o amaro.Come spiegato dal dottor Carlos M. Chiesa, coordinatore del gruppo di ricerca, i dati clinici provenienti dal continente asiatico hanno evidenziato come sintomi frequenti febbre, tosse, mancanza di respiro, secrezioni spesse, dolori muscolari o articolari, diarrea, mal di testa, mal di gola o naso che cola.”Tuttavia, abbiamo visto come la diffusione di Covid-19 in Spagna e in Europa sia stata accompagnata da due nuovi sintomi come l’alterazione del senso dell’olfatto e del gusto”, ha spiegato.Fino ad ora, sono state descritte solo alterazioni dell’olfatto associate all’infezione da altri virus, come il virus Epstein-Barr, la parainfluenza, il rinovirus o persino altri virus della famiglia dei coronavirus.Esistono diverse ipotesi che potrebbero spiegare perché i pazienti nel continente europeo con il Covid-19 abbiano sviluppato sintomi o cambiamenti sensoriali nell’area del naso e della gola.Questi includono la predisposizione alla malattia di alcuni individui o le mutazioni genetiche subite dal virus recentemente descritte da ricercatori italiani, ha sottolineato Pablo Parente, coordinatore del gruppo di lavoro sul Covid-19 e direttore delle relazioni internazionali al Seorl-Ccc.Al momento, i risultati sono preliminari e non consentono ancora di comprendere appieno il significato di questo sintomo nella malattia o la percentuale di pazienti che sono riusciti a recuperare. “Tuttavia, il loro monitoraggio ci aiuteràa raccogliere una maggiore quantita’ di dati per offrire informazioni corrette e verificate ai nostri pazienti”, ha affermato il dottor Christian Calvo.
fonte AGI – foto web | In Belgio è deceduto il 14,3 per cento dei risultati positivi ai test, 5.200 vittime su più di 36mila casi ufficiali. In Italia è il 13,1 per cento, ma manca il dato degli ospizi
Non l’Italia, la Spagna o la Francia. E’ il Belgio il Paese europeo con il tasso di letalità più alto per la Covid-19: il 14,3 per cento dei risultati positivi ai test, 5.200 vittime su più 36mila casi ufficiali. In Italia è il 13,1 per cento, peggio in Inghilterra (13,3 per cento). E’ un piccolo caso statistico, che in parte si spiega con le misure molto tardive e poco draconiane che il governo ha preso. Ma che invece la prima ministra belga, Sophie Wilmes, legge in un’altra maniera: “Abbiamo probabilmente sovrastimato i decessi nel tentativo di essere totalmente trasparenti”.
In pratica in Belgio hanno inserito nel conto anche i decessi avvenuti nelle case di cura e negli ospizi (che sono più di 1500), anche senza effettuare i test per il coronavirus, cosa che altrove (per esempio in Italia) non è stata fatta. Per rientrare nella statistica bastano i sintomi, che in quasi tutti i casi riconducevano alla Covid-19.
Secondo il governo belga questo è metodo “più dettagliato possibile”, e ha annunciato che nei prossimi giorni i test negli ospizi saliranno a 200mila tamponi. | 1 |
Ancora un incidente stradale sulle strade ravennati, dopo quello che ha coinvolto un bambino di 4 anni e quello avvenuto venerdì sera a Godo di Russi. Sabato mattina, poco dopo le 10, un motociclista che stava viaggiando a bordo di una Ducati Monster su via Canale Magni in direzione Marcegaglia, per cause ancora in corso d'accertamento, ha perso il controllo della moto ed è finito nel fosso adiacente alla strada.
Sul posto si sono precipitati i soccorsi del 118 con ambulanza ed elicottero, che hanno trasportato il ferito - rimasto sempre cosciente - all'ospedale Bufalini di Cesena con codice di media gravità. Per i rilievi di legge e la gestione del traffico a senso unico alternato è intervenuta la Polizia locale di Ravenna.
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Foto Massimo Argnani | Lunedì 18 maggio è il giorno previsto per le le riaperture di negozi, bar e ristoranti, mentre per gli spostamenti tra regioni (per comprovati motivi) bisognerà attendere il 3 giugno.
Secondo quanto previsto dalla bozza del decreto ancora da approvare, dal 18 maggio ci si potrà muovere liberamente nella propria regione di residenza, senza alcun limite. Resta tuttavia il divieto di spostamento da una regione all'altra. Su questo fronte, qualcosa cambierà solo a partire dal 3 giugno, ma con delle limitazioni e in base all'andamento dell'epidemia. "A partire dal 18 maggio 2020 gli spostamenti all’interno del territorio regionale non sono soggetti ad alcuna limitazione", si legge nella bozza. La stretta resta tuttavia "relativamente a specifiche aree del territorio regionale, soggette a particolare aggravamento della situazione epidemiologica".
"Fino al 2 giugno 2020 sono vietati i trasferimenti e gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza". Rimane il "divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultati positivi al virus, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria".
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Dal 3 giugno però si apre uno spiraglio per gli spostamenti da una regione all'altra, ma "in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree", si legge ancora nel testo. Tradotto: senza limitazioni o zone rosse istituite dai governatori in accordo con il governo, oppure per problemi legati all'indice di contagio, a decorrere dal 3 giugno 2020 saranno consentiti gli spostamenti tra le regioni. Non sarà dunque più necessaria l’autocertificazione. Questo l'orientamento del governo, nella bozza del testo che dovrà essere approvato. Sempre per quanto riguarda l'apertura dei confini regionali, il governo vorrebbe lasciare facoltà alle regioni di adottare misure più restrittive per protrarre le chiusure, in base ai dati epidemiologici. | 1 |
Con lo slogan indimenticabile di "Artiglia la potenza", il Nintendo 64 e il suo controller entravano nelle case di moltissimi fan della Casa di Kyoto a partire dalla seconda metà degli Anni Novanta.
Nel corso della sua intera esistenza, tenendo conto anche delle differenze tra i diversi mercati globali, la console ha accolto nel suo catalogo un totale di 388 giochi. Dalle pagine di Reddit, sulla base di questa informazione, la community ha realizzato alcuni semplici calcoli dal risultato alquanto sorprendente. Ogni cartuccia del Nintendo 64 era caratterizzata da una capienza massima pari a 64 MB.
Di conseguenza, anche senza indagare le effettive dimensioni di ognuno delle quasi quattro centinaia di titoli approdati sull'hardware nipponico, si può concludere che, al massimo, il totale della produzione videoludica mondiale dedicata a Nintendo 64 può essere riassunta in 24,832 MB, ovvero 24,8 GB. Considerato che la massima capienza di una cartuccia per Nintendo Switch è di 32 GB, è facile concludere che una sola di esse potrebbe ospitare tutta la storia del N64!
Restando in tema di viaggi tra passato e futuro, in attesa di novità per Nintendo Switch, segnaliamo che una recente comparazione della potenza di tutte le console prodotte da Sony, Nintendo e Microsoft negli anni di esistenza del medium. | Nel corso della mattinata sono arrivati i dati finanziari di Nintendo relativi al terzo trimestre dell'anno fiscale in corso, e le relative analisi. Si può notare che la Grande N sia un'azienda piuttosto in salute, principalmente per via del successo enorme ottenuto da Switch.
La console ibrida della casa di Kyoto è infatti responsabile per il 96% dei ricavi dell'azienda, nel periodo preso in esame. Praticamente briciole quelle guadagnate dalla divisione mobile, nonostante titoli di spicco come Super Mario Run, Animal Crossing e Fire Emblem Heroes, e nonostante, come dicevamo ieri, Nintendo abbia guadagnato un miliardo di dollari dai giochi mobile. Solo il 3% dei ricavi è infatti rappresentato dal mercato mobile, e l'1% dallo storico 3DS.
Questo dimostra senz'altro che il lavoro fatto con Nintendo Switch è stato eccellente: il colosso giapponese ha saputo riprendersi dal flop di Wii U, ha riconquistato la fiducia degli sviluppatori e dei videogiocatori, ed in effetti ha una line-up di titoli invidiabile.
Dall'altro lato però l'azienda sembra dipendere da una sola fonte di guadagno, e una sua potenziale flessione, peraltro anche prevedibile dato che ci troviamo nell'anno in cui saranno lanciate PS5 e Xbox Series X, le nuove console di Sony e Microsoft, potrebbe avere effetti negativi anche piuttosto importanti sul fatturato dell'azienda.
Nel frattempo però a Kyoto gongolano, giustamente, per il successo di Switch. Voi cosa ne pensate della situazione? | 2 |
ROMA. – UMBERTO ECO, IL NOME DELLA ROSA (LA NAVE DI TESEO, PP 648, EURO 18). A 40 anni dalla prima edizione, nel 1980, ‘Il nome della rosa’ di Umberto Eco viene pubblicato da La nave di Teseo in una preziosa edizione, per la prima volta con i disegni e gli appunti preparatori realizzati dallo scrittore mentre lavorava al suo bestseller mondiale.
Premio Strega nel 1981, tradotto in 60 paesi, il romanzo, che nella nuova edizione arriva in libreria il 21 maggio, ha venduto oltre 50 milioni di copie, è diventato un film di Jean-Jacques Annaud con Sean Connery e ha ispirato più o meno fortunate serie tv.
Nell’appendice inedita scopriamo oggetti, ambienti, abiti e personaggi, quel “mondo il più possibile ammobiliato sino agli ultimi particolari” che “per raccontare bisogna anzitutto costruirsi” come diceva Eco e come ricorda Mario Andreose, presidente de La nave di Teseo e autore della nota critica.
Tre di questi disegni li pubblichiamo in anteprima per gentile concessione della casa editrice.
Progettata “con Andreose, che ha seguito la complessa trattativa che ha portato ‘Il nome della rosa’ alla Nave di Teseo, con Stefano e Carlotta e Renate Eco”, l’edizione con i disegni preparatori “da conto del pensiero e dello studio che sta dietro la costruzione di un grande romanzo”, dice all’ANSA Elisabetta Sgarbi che con Eco ha fondato La nave di Teseo di cui è direttore editoriale e generale.
“Il nome della rosa resta un libro letto e amato, con numeri straordinari, se si pensa che ha quarant’anni. E’ un libro rivoluzionario, che ha cambiato l’idea di romanzo. E anche oggi resta un esempio insuperato di alto e basso, nel senso di una cultura sconfinata che si scioglie in una narrazione avvincente, in un thriller” dice la Sgarbi.
Ambientato in un’abbazia medievale isolata, ‘Il nome della rosa’ vede una comunità di monaci sconvolta da una serie di delitti e un frate francescano indagare i misteri di una biblioteca inaccessibile. “Prima di scrivere ‘Il nome della rosa’ Umberto Eco aveva buttato giù degli schizzi. Si immaginava i personaggi, come sarebbe stata l’Abbazia, la biblioteca. Lui lo chiamava l’arredo prima della scrittura. E’ una documentazione visiva del suo modo di lavorare.
Questa mazzetta di disegni rimasti nel suo cassetto sono stati fatti presumibilmente tra il 1976-77. Nel 1978 ha cominciato a scrivere ‘Il nome della rosa’ e nel 1980 lo ha pubblicato” spiega all’ANSA Andreose. “E che cosa ci racconta o, meglio, ci anticipa di questo mondo il materiale visivo qui riprodotto? Innanzi tutto l’identità, la fisionomia dei principali protagonisti, con il tipico tratto veloce, arguto dell’autore, che ne giustificherà l’invenzione ‘per sapere quali parole mettere loro in bocca’. Poi profili e piante di abbazie, castelli, labirinti, scaturiti dalla mente di un soi disant ‘medievalista in ibernazione’, che nel frattempo si è occupato anche d’altro” sottolinea Andreose nella nota critica.
A quattro anni dalla morte di Eco, avvenuta il 19 febbraio 2016, dopo ‘Il pendolo di Foucault’, anche Il nome della rosa entra così nel catalogo de La nave di Teseo, a cui si aggiungeranno in autunno ‘Baudolino’ e ‘Il cimitero di Praga’.
“Ci sono una miniera di suoi scritti occasionali, come lui li chiamava, che sono quelli del lavoro di giornalista, saggista, conferenziere. In questi 4 anni ne abbiamo conservato e rilanciato la memoria con la riedizione di libri editi e con le proposte che vengono dalla sua eredità inesauribile. Quando si aprono gli archivi chissà che non ci siano altri spunti.
Ha ricevuto 42 lauree honoris causa e ogni volta c’era una lectio di ringraziamento. Escluderei che ci siano inediti di narrativa. Il suo pensiero è di un’attualità estrema. Tra i libri che ristamperemo c’è ‘Come costruire il nemico’ che parla della pratica di trovare consenso attraverso la costruzione di un nemico” spiega Andreose.
I progetti dedicati a Eco sono “tanti e molto belli” dice la Sgarbi. E aggiunge: “Mi sembra naturale che il catalogo di Umberto sia nella casa editrice che lui ha fondato e finanziato, con le persone con cui la aveva fondata e in primis con Mario Andreose”.
(di Mauretta Capuano/ANSA) | A quattro anni dalla morte, avvenuta il 19 febbraio 2016, la grandezza di Umberto Eco parla anche alle nuove generazioni. E, a 40 anni dalla prima edizione nel 1980, il suo bestseller mondiale, 'Il nome della rosa' torna per la prima volta in libreria, a maggio 2020 per La nave di Teseo, con i disegni preparatori realizzati dallo scrittore. A raccontarlo all'ANSA è Elisabetta Sgarbi che con Umberto Eco ha fondato La nave di Teseo, di cui è direttrice editoriale e generale.
"Di un uomo come Umberto è bene distinguere due livelli.
Quello dello scrittore, saggista, romanziere che non può mancare perché c'è. E' con noi, nelle sue innumerevoli opere che non basterebbe una vita per rileggerle e comprenderne tutti i significati. Pensa al 'Fascismo eterno' o 'Migrazioni e intolleranza': sono bestseller e risalgono agli anni '90. E' bastato ripubblicarli e sono diventati due libri simbolo, anche delle Sardine" dice la Sgarbi. "Poi c'è un livello personale: la curiosità che Eco aveva, la passione e il senso del divertimento che riusciva a coniugare magicamente con un rigore professionale ed etico senza pari. E il suo entusiasmo, quasi da bambino, quando fondammo La nave di Teseo. Ecco, queste cose, mi mancano ma le abbiamo vissute e stanno nella mia memoria" aggiunge la direttrice editoriale e generale de La nave di Teseo che sta ripubblicando tutta l'opera di Eco via via che scadono i diritti del precedente editore, Bompiani, dove ha passato tanti anni insieme allo scrittore, prima di lasciarla nel 2015. "Certamente tutto si sta muovendo verso una sempre maggiore concentrazione, ma questo pericolo Eco lo aveva visto benissimo.
Però aveva una fede incrollabile negli editori e nei libri, più importanti, per lui, delle grandi aziende che contornano questi libri e questi autori. In altri termini, un buon libro e un buon editore fanno la differenza. E questo avrebbe voluto vedere ne La nave di Teseo. Poi l'indipendenza aveva in lui anche un ulteriore risvolto: la velocità e la capacità di cogliere le occasioni. E poi la fondazione de La nave di Teseo, e dunque l'indipendenza, aveva per Eco un altro profondo significato: 'Lo faccio per i miei nipoti' disse a Repubblica. Me lo ricorderò sempre, un gesto indelebile" racconta la Sgarbi.
Per volontà di Eco i diritti dei suoi romanzi verranno ceduti via via a La nave di Teseo. Il 2020 sarà l'anno de 'Il nome della rosa' di cui scadono a marzo. "Con Mario Andreose, che ha seguito la complessa trattativa che ha portato 'Il nome della rosa' alla Nave, con Stefano e Carlotta e Renate Eco stiamo progettando un'edizione che contenga anche alcuni disegni preparatori che Eco aveva fatto di ambienti, oggetti, abiti, personaggi. Un'edizione - spiega la Sgarbi - che dà conto del pensiero e dello studio che sta dietro la costruzione di un grande romanzo.Il nome della rosa resta un libro letto e amato, con numeri straordinari, se si pensa che ha quarant'anni. E' un libro rivoluzionario, che ha cambiato l'idea di romanzo. E anche oggi resta un esempio insuperato di alto e basso, nel senso di una cultura sconfinata che si scioglie in una narrazione avvincente, in un thriller".
"A maggio 2020 pubblicheremo - annuncia - Il nome della rosa.
A ottobre sarà la volta del Cimitero di Praga e Baudolino che si affiancheranno al Pendolo di Foucault. La saggistica include già molti titoli di grande importanza nel catalogo di Umberto.
D'altra parte, mi sembra naturale che sia nella casa editrice che lui ha fondato e finanziato, con le persone con cui l'aveva fondata e in primis con Mario Andreose".
"Prima di scrivere 'Il nome della rosa' Eco aveva buttato giù degli schizzi. Si immaginava i personaggi, come sarebbe stata l'Abbazia, la biblioteca. Lui lo chiamava l'arredo prima della scrittura. E' una documentazione visiva del suo modo di lavorare. Questa mazzetta di disegni rimasti nel suo cassetto sono stati fatti presumibilmente tra il 1976-77. Nel 1978 ha cominciato a scrivere 'Il nome della rosa' e nel 1980 lo ha pubblicato. Saranno una ventina di pagine. Li metteremo dopo le postille con una mia nota. " dice all'ANSA l'editore Andreose , presidente de La nave di Teseo. "C'e' una miniera - aggiunge - di suoi scritti occasionali, come lui li chiamava, che sono quelli del lavoro di giornalista, saggista, conferenziere. In questi 4 anni ne abbiamo conservato e rilanciato la memoria con la riedizione di libri editi e con le proposte che vengono dalla sua eredità inesauribile. Quando si aprono gli archivi chissà che non ci siano altri spunti. Ha ricevuto 42 lauree honoris causa e ogni volta c'è una lectio di ringraziamento. Escluderei che ci siano inediti di narrativa. Il suo pensiero è di un'attualità estrema. Tra i libri che ristamperemo c'è 'Come costruire il nemico' che parla della pratica di trovare consenso attraverso la costruzione di un nemico". I progetti dedicati a Eco sono "tanti e molto belli. Ma sono in fase di definizione" dice la Sgarbi. (ANSA). | 4 |
Un bambino di 9 anni è precipitato mentre si trovava al Rifugio Mirtillo in Valbondione, nella Bergamasca, ed è ora ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale Pediatrico di Brescia.Secondo quanto comunicato dall'Areu Lombardia, il bambino ha subito un grave trauma cranico, è stato intubato e trasportato non cosciente con l'elisoccorso a Brescia. Il bambino di 9 anni è caduto in un dirupo, a quasi 2 mila metri di quota, attorno alle 14, riportando un grave trauma cranico. Immediati i soccorsi chiamati dai familiari, con l'arrivo dell'elisoccorso. Il piccolo è ora ricoverato in prognosi riservata agli Spedali Civili di Brescia. | Il bambino ha subito un grave trauma cranico ed è ricoverato all’ospedale pediatrico di Brescia
Un bambino di 9 anni è precipitato mentre si trovava al Rifugio Mirtillo in Valbondione, nella Bergamasca, ed è ora ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale Pediatrico di Brescia.
Secondo quanto comunicato dall’Areu Lombardia, il bambino ha subito un grave trauma cranico, è stato intubato e trasportato non cosciente con l’elisoccorso a Brescia.
Il bambino di 9 anni è caduto in un dirupo nei pressi del rifugio Mirtillo, a quasi 2 mila metri di quota, attorno alle 14, riportando un grave trauma cranico. Immediati i soccorsi chiamati dai familiari, con l’arrivo dell’elisoccorso.
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