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da indi scese folgorando a iuba
onde si volse nel vostro occidente
ove sentia la pompeana tuba | img2poems |
piangene ancor la trista cleopatra
che fuggendoli innanzi dal colubro
la morte prese subitana e atra | img2poems |
con costui corse infino al lito rubro
con costui puose il mondo in tanta pace
che fu serrato a giano il suo delubro | img2poems |
diventa in apparenza poco e scuro
se in mano al terzo cesare si mira
con occhio chiaro e con affetto puro | img2poems |
e quando il dente longobardo morse
la santa chiesa sotto le sue ali
carlo magno vincendo la soccorse | img2poems |
omai puoi giudicar di quei cotali
ch'io accusai di sopra e di lor falli
che son cagion di tutti vostri mali | img2poems |
e dentro a la presente margarita
luce la luce di romeo di cui
fu l'ovra grande e bella mal gradita | img2poems |
indi partissi povero e vetusto
e se 'l mondo sapesse il cor ch'elli ebbe
mendicando sua vita a frusto a frusto | img2poems |
ma quella reverenza che s'indonna
di tutto me pur per be e per ice
mi richinava come l'uom ch'assonna | img2poems |
or drizza il viso a quel ch'or si ragiona
questa natura al suo fattore unita
qual fu creata fu sincera e buona | img2poems |
ma io veggi' or la tua mente ristretta
di pensiero in pensier dentro ad un nodo
del qual con gran disio solver s'aspetta | img2poems |
ficca mo l'occhio per entro l'abisso
de l'etterno consiglio quanto puoi
al mio parlar distrettamente fisso | img2poems |
dunque a dio convenia con le vie sue
riparar l'omo a sua intera vita
dico con l'una o ver con amendue | img2poems |
tu dici: io veggio l'acqua io veggio il foco
l'aere e la terra e tutte lor misture
venire a corruzione e durar poco | img2poems |
e quinci puoi argomentare ancora
vostra resurrezion se tu ripensi
come l'umana carne fessi allora | img2poems |
solea creder lo mondo in suo periclo
che la bella ciprigna il folle amore
raggiasse volta nel terzo epiciclo | img2poems |
per che non pur a lei faceano onore
di sacrificio e di votivo grido
le genti antiche ne l'antico errore | img2poems |
e da costei ond' io principio piglio
pigliavano il vocabol de la stella
che 'l sol vagheggia or da coppa or da ciglio | img2poems |
di fredda nube non disceser venti
o visibili o no tanto festini
che non paressero impediti e lenti | img2poems |
a chi avesse quei lumi divini
veduti a noi venir lasciando il giro
pria cominciato in li alti serafini | img2poems |
la mia letizia mi ti tien celato
che mi raggia dintorno e mi nasconde
quasi animal di sua seta fasciato | img2poems |
e quel corno d'ausonia che s'imborga
di bari e di gaeta e di catona
da ove tronto e verde in mare sgorga | img2poems |
e la bella trinacria che caliga
tra pachino e peloro sopra 'l golfo
che riceve da euro maggior briga | img2poems |
non per tifeo ma per nascente solfo
attesi avrebbe li suoi regi ancora
nati per me di carlo e di ridolfo | img2poems |
se mala segnoria che sempre accora
li popoli suggetti non avesse
mosso palermo a gridar: mora mora | img2poems |
la sua natura che di larga parca
discese avria mestier di tal milizia
che non curasse di mettere in arca | img2poems |
lo ben che tutto il regno che tu scandi
volge e contenta fa esser virtute
sua provedenza in questi corpi grandi | img2poems |
natura generata il suo cammino
simil farebbe sempre a' generanti
se non vincesse il proveder divino | img2poems |
ed ecco un altro di quelli splendori
ver' me si fece e 'l suo voler piacermi
significava nel chiarir di fori | img2poems |
onde la luce che m'era ancor nova
del suo profondo ond' ella pria cantava
seguette come a cui di ben far giova | img2poems |
ma lietamente a me medesma indulgo
la cagion di mia sorte e non mi noia
che parria forse forte al vostro vulgo | img2poems |
troppo sarebbe larga la bigoncia
che ricevesse il sangue ferrarese
e stanco chi 'l pesasse a oncia a oncia | img2poems |
qui si tacette e fecemi sembiante
che fosse ad altro volta per la rota
in che si mise com' era davante | img2poems |
dunque la voce tua che 'l ciel trastulla
sempre col canto di quei fuochi pii
che di sei ali facen la coculla | img2poems |
di quella valle fu' io litorano
tra ebro e macra che per cammin corto
parte lo genovese dal toscano | img2poems |
folco mi disse quella gente a cui
fu noto il nome mio e questo cielo
di me s'imprenta com' io fe' di lui | img2poems |
ma vaticano e l'altre parti elette
di roma che son state cimitero
a la milizia che pietro seguette | img2poems |
guardando nel suo figlio con l'amore
che l'uno e l'altro etternalmente spira
lo primo e ineffabile valore | img2poems |
leva dunque lettore a l'alte rote
meco la vista dritto a quella parte
dove l'un moto e l'altro si percuote | img2poems |
vedi come da indi si dirama
l'oblico cerchio che i pianeti porta
per sodisfare al mondo che li chiama | img2poems |
lo ministro maggior de la natura
che del valor del ciel lo mondo imprenta
e col suo lume il tempo ne misura | img2poems |
e io era con lui ma del salire
non m'accors' io se non com' uom s'accorge
anzi 'l primo pensier del suo venire | img2poems |
tal era quivi la quarta famiglia
de l'alto padre che sempre la sazia
mostrando come spira e come figlia | img2poems |
ne la corte del cielo ond' io rivegno
si trovan molte gioie care e belle
tanto che non si posson trar del regno | img2poems |
donne mi parver non da ballo sciolte
ma che s'arrestin tacite ascoltando
fin che le nove note hanno ricolte | img2poems |
multiplicato in te tanto resplende
che ti conduce su per quella scala
u' sanza risalir nessun discende | img2poems |
tu vuo' saper di quai piante s'infiora
questa ghirlanda che 'ntorno vagheggia
la bella donna ch'al ciel t'avvalora | img2poems |
io fui de li agni de la santa greggia
che domenico mena per cammino
u' ben s'impingua se non si vaneggia | img2poems |
l'altro ch'appresso addorna il nostro coro
quel pietro fu che con la poverella
offerse a santa chiesa suo tesoro | img2poems |
ne l'altra piccioletta luce ride
quello avvocato de' tempi cristiani
del cui latino augustin si provide | img2poems |
per vedere ogne ben dentro vi gode
l'anima santa che 'l mondo fallace
fa manifesto a chi di lei ben ode | img2poems |
lo corpo ond' ella fu cacciata giace
giuso in cieldauro ed essa da martiro
e da essilio venne a questa pace | img2poems |
o insensata cura de' mortali
quanto son difettivi silogismi
quei che ti fanno in basso batter l'ali | img2poems |
chi dietro a iura e chi ad amforismi
sen giva e chi seguendo sacerdozio
e chi regnar per forza o per sofismi | img2poems |
e chi rubare e chi civil negozio
chi nel diletto de la carne involto
s'affaticava e chi si dava a l'ozio | img2poems |
poi che ciascuno fu tornato ne lo
punto del cerchio in che avanti s'era
fermossi come a candellier candelo | img2poems |
intra tupino e l'acqua che discende
del colle eletto dal beato ubaldo
fertile costa d'alto monte pende | img2poems |
onde perugia sente freddo e caldo
da porta sole e di rietro le piange
per grave giogo nocera con gualdo | img2poems |
la lor concordia e i lor lieti sembianti
amore e maraviglia e dolce sguardo
facieno esser cagion di pensier santi | img2poems |
oh ignota ricchezza
oh ben ferace
scalzasi egidio scalzasi silvestro | img2poems |
poi che la gente poverella crebbe
dietro a costui la cui mirabil vita
meglio in gloria del ciel si canterebbe | img2poems |
di seconda corona redimita
fu per onorio da l'etterno spiro
la santa voglia d'esto archimandrita | img2poems |
e per trovare a conversione acerba
troppo la gente e per non stare indarno
redissi al frutto de l'italica erba | img2poems |
nel crudo sasso intra tevero e arno
da cristo prese l'ultimo sigillo
che le sue membra due anni portarno | img2poems |
e del suo grembo l'anima preclara
mover si volle tornando al suo regno
e al suo corpo non volle altra bara | img2poems |
pensa oramai qual fu colui che degno
collega fu a mantener la barca
di pietro in alto mar per dritto segno | img2poems |
e nel suo giro tutta non si volse
prima ch'un'altra di cerchio la chiuse
e moto a moto e canto a canto colse | img2poems |
canto che tanto vince nostre muse
nostre serene in quelle dolci tube
quanto primo splendor quel ch'e' refuse | img2poems |
come si volgon per tenera nube
due archi paralelli e concolori
quando iunone a sua ancella iube | img2poems |
nascendo di quel d'entro quel di fori
a guisa del parlar di quella vaga
ch'amor consunse come sol vapori | img2poems |
insieme a punto e a voler quetarsi
pur come li occhi ch'al piacer che i move
conviene insieme chiudere e levarsi | img2poems |
del cor de l'una de le luci nove
si mosse voce che l'ago a la stella
parer mi fece in volgermi al suo dove | img2poems |
quando lo 'mperador che sempre regna
provide a la milizia ch'era in forse
per sola grazia non per esser degna | img2poems |
in quella parte ove surge ad aprire
zefiro dolce le novelle fronde
di che si vede europa rivestire | img2poems |
non molto lungi al percuoter de l'onde
dietro a le quali per la lunga foga
lo sol talvolta ad ogne uom si nasconde | img2poems |
siede la fortunata calaroga
sotto la protezion del grande scudo
in che soggiace il leone e soggioga | img2poems |
dentro vi nacque l'amoroso drudo
de la fede cristiana il santo atleta
benigno a' suoi e a' nemici crudo | img2poems |
la donna che per lui l'assenso diede
vide nel sonno il mirabile frutto
ch'uscir dovea di lui e de le rede | img2poems |
oh padre suo veramente felice
oh madre sua veramente giovanna
se interpretata val come si dice | img2poems |
non dispensare o due o tre per sei
non la fortuna di prima vacante
non decimas quae sunt pauperum dei | img2poems |
poi con dottrina e con volere insieme
con l'officio appostolico si mosse
quasi torrente ch'alta vena preme | img2poems |
se tal fu l'una rota de la biga
in che la santa chiesa si difese
e vinse in campo la sua civil briga | img2poems |
ben dico chi cercasse a foglio a foglio
nostro volume ancor troveria carta
u' leggerebbe i' mi son quel ch'i' soglio | img2poems |
io son la vita di bonaventura
da bagnoregio che ne' grandi offici
sempre pospuosi la sinistra cura | img2poems |
illuminato e augustin son quici
che fuor de' primi scalzi poverelli
che nel capestro a dio si fero amici | img2poems |
ad inveggiar cotanto paladino
mi mosse l'infiammata cortesia
di fra tommaso e 'l discreto latino | img2poems |
imagini chi bene intender cupe
quel ch'i' or vidi e ritegna l'image
mentre ch'io dico come ferma rupe | img2poems |
quindici stelle che 'n diverse plage
lo ciel avvivan di tanto sereno
che soperchia de l'aere ogne compage | img2poems |
imagini la bocca di quel corno
che si comincia in punta de lo stelo
a cui la prima rota va dintorno | img2poems |
e l'un ne l'altro aver li raggi suoi
e amendue girarsi per maniera
che l'uno andasse al primo e l'altro al poi | img2poems |
ruppe il silenzio ne' concordi numi
poscia la luce in che mirabil vita
del poverel di dio narrata fumi | img2poems |
tu credi che nel petto onde la costa
si trasse per formar la bella guancia
il cui palato a tutto 'l mondo costa | img2poems |
e in quel che forato da la lancia
e prima e poscia tanto sodisfece
che d'ogne colpa vince la bilancia | img2poems |
quantunque a la natura umana lece
aver di lume tutto fosse infuso
da quel valor che l'uno e l'altro fece | img2poems |
per sua bontate il suo raggiare aduna
quasi specchiato in nove sussistenze
etternalmente rimanendosi una | img2poems |
e queste contingenze essere intendo
le cose generate che produce
con seme e sanza seme il ciel movendo | img2poems |
ond' elli avvien ch'un medesimo legno
secondo specie meglio e peggio frutta
e voi nascete con diverso ingegno | img2poems |
e se al surse drizzi li occhi chiari
vedrai aver solamente respetto
ai regi che son molti e ' buon son rari | img2poems |
ch'i' ho veduto tutto 'l verno prima
lo prun mostrarsi rigido e feroce
poscia portar la rosa in su la cima | img2poems |
non creda donna berta e ser martino
per vedere un furare altro offerere
vederli dentro al consiglio divino | img2poems |
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