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Rispondi alla seguente richiesta: | 1644 Lamore degli sposi esige, per sua stessa natura, lunità e lindissolubilità della loro comunità di persone che abbraccia tutta la loro vita Così che non sono più due, ma una carne sola Mt 19,6.157 Essi sono chiamati a crescere continuamente nella loro comunione attraverso la fedeltà quotidiana alla promessa matrimoniale del reciproco dono totale. Questa comunione umana è confermata, purificata e condotta a perfezione mediante la comunione in Cristo Gesù, donata dal sacramento del Matrimonio. Essa si approfondisce mediante la vita di comune fede e mediante lEucaristia ricevuta insieme. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1645 Lunità del Matrimonio confermata dal Signore appare in maniera lampante anche dalla uguale dignità personale sia delluomo che della donna, che deve essere riconosciuta nel mutuo e pieno amore , La poligamia è contraria a questa pari dignità e allamore coniugale che è unico ed esclusivo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | LA FEDELTÀ DELLAMORE CONIUGALE | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1646 Lamore coniugale esige dagli sposi, per sua stessa natura, una fedeltà inviolabile. È questa la conseguenza del dono di se stessi che gli sposi si fanno luno allaltro. Lamore vuole essere definitivo. Non può essere fino a nuovo ordine. Questa intima unione, in quanto mutua donazione di due persone, come pure il bene dei figli, esigono la piena fedeltà dei coniugi e ne reclamano lindissolubile unità. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1647 La motivazione più profonda si trova nella fedeltà di Dio alla sua Alleanza, di Cristo alla sua Chiesa. Dal sacramento del Matrimonio gli sposi sono abilitati a rappresentare tale fedeltà e a darne testimonianza. Dal sacramento, lindissolubilità del Matrimonio riceve un senso nuovo e più profondo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1648 Può sembrare difficile, persino impossibile, legarsi per tutta la vita a un essere umano. È perciò quanto mai necessario annunciare la Buona Novella che Dio ci ama di un amore definitivo e irrevocabile, che gli sposi sono partecipi di questo amore, che egli li conduce e li sostiene, e che attraverso la loro fedeltà possono essere testimoni dellamore fedele di Dio. I coniugi che, con la grazia di Dio, danno questa testimonianza, spesso in condizioni molto difficili, meritano la gratitudine e il sostegno della comunità ecclesiale. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1649 Esistono tuttavia situazioni in cui la coabitazione matrimoniale diventa praticamente impossibile per le più varie ragioni. In tali casi la Chiesa ammette la separazione fisica degli sposi e la fine della coabitazione. I coniugi non cessano di essere marito e moglie davanti a Dio non sono liberi di contrarre una nuova unione. In questa difficile situazione, la soluzione migliore sarebbe, se possibile, la riconciliazione. La comunità cristiana è chiamata ad aiutare queste persone a vivere cristianamente la loro situazione, nella fedeltà al vincolo del loro matrimonio che resta indissolubile. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1650 Oggi, in molti paesi, sono numerosi i cattolici che ricorrono al divorzio secondo le leggi civili e che contraggono civilmente una nuova unione. La Chiesa sostiene, per fedeltà alla parola di Gesù Cristo Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un altra, commette adulterio contro di lei se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio Mc 10,1 112, che non può riconoscere come valida una nuova unione, se era valido il primo matrimonio. Se i divorziati si sono risposati civilmente, essi si trovano in una situazione che oggettivamente contrasta con la Legge di Dio. Perciò essi non possono accedere alla Comunione eucaristica, per tutto il tempo che perdura tale situazione. Per lo stesso motivo non possono esercitare certe responsabilità ecclesiali. La riconciliazione mediante il sacramento della Penitenza non può essere accordata se non a coloro che si sono pentiti di aver violato il segno dellAlleanza e della fedeltà a Cristo, e si sono impegnati a vivere in una completa continenza. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1651 Nei confronti dei cristiani che vivono in questa situazione e che spesso conservano la fede e desiderano educare cristianamente i loro figli, i sacerdoti e tutta la comunità devono dare prova di una attenta sollecitudine affinché essi non si considerino come separati dalla Chiesa, alla vita della quale possono e devono partecipare in quanto battezzati Siano esortati ad ascoltare la Parola di Dio, a frequentare il Sacrificio della Messa, a perseverare nella preghiera, a dare incremento alle opere di carità e alle iniziative della comunità in favore della giustizia, a educare i figli nella fede cristiana, a coltivare lo spirito e le opere di penitenza, per implorare cosi, di giorno in giorno, la grazia di Dio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | LAPERTURA ALLA FECONDITÀ | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1652 Per sua indole naturale, listituto stesso del matrimonio e lamore coniugale sono ordinati alla procreazione e alleducazione della prole e in queste trovano il loro coronamento I figli sono il preziosissimo dono del matrimonio e contribuiscono moltissimo al bene degli stessi genitori. Lo stesso Dio che disse Non è bene che luomo sia solo Gn 2,18 e che creò allinizio luomo maschio e femmina Mt 19,4, volendo comunicare alluomo una certa speciale partecipazione nella sua opera creatrice, benedisse luomo e la donna, dicendo loro Crescete e moltiplicatevi Gn 1,28. Di conseguenza la vera pratica dellamore coniugale e tutta la struttura della vita familiare che ne nasce, senza posporre gli altri fini del matrimonio, a questo tendono che i coniugi, con fortezza danimo, siano disposti a cooperare con lamore del Creatore e del Salvatore, che attraverso di loro continuamente dilata e arricchisce la sua famiglia. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1653 La fecondità dellamore coniugale si estende ai frutti della vita morale, spirituale e soprannaturale che i genitori trasmettono ai loro figli attraverso leducazione. I genitori sono i primi e principali educatori dei loro figli. In questo senso il compito fondamentale del matrimonio e della famiglia è di essere al servizio della vita. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1654 I coniugi ai quali Dio non ha concesso di avere figli, possono nondimeno avere una vita coniugale piena di senso, umanamente e cristianamente. Il loro matrimonio può risplendere di una fecondità di carità, di accoglienza e di sacrificio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | VI. La Chiesa domestica. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1655 Cristo ha voluto nascere e crescere in seno alla santa Famiglia di Giuseppe e di Maria. La Chiesa non è altro che la famiglia di Dio. Fin dalle sue origini, il nucleo della Chiesa era spesso costituito da coloro che, insieme con tutta la loro famiglia, erano divenuti credenti. Allorché si convertivano, desideravano che anche tutta la loro famiglia fosse salvata. Queste famiglie divenute credenti erano piccole isole di vita cristiana in un mondo incredulo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1656 Ai nostri giorni, in un mondo spesso estraneo e persino ostile alla fede, le famiglie credenti sono di fondamentale importanza, come focolari di fede viva e irradiante. È per questo motivo che il Concilio Vaticano Il, usando unantica espressione, chiama la famiglia Ecclesia domestica Chiesa domestica. È in seno alla famiglia che i genitori devono essere per i loro figli, con la parola e con lesempio, i primi annunciatori della fede, e secondare la vocazione propria di ognuno, e quella sacra in modo speciale. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1657 È qui che si esercita in maniera privilegiata il sacerdozio battesimale del padre di famiglia, della madre, dei figli, di tutti i membri della famiglia, con la partecipazione ai sacramenti, con la preghiera e il ringraziamento, con la testimonianza di una vita santa, con labnegazione e loperosa carità. Il focolare è così la prima scuola di vita cristiana e una scuola di umanità più ricca. È qui che si apprende la fatica e la gioia del lavoro, lamore fraterno, il perdono generoso, sempre rinnovato, e soprattutto il culto divino attraverso la preghiera e lofferta della propria vita. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1658 Bisogna anche ricordare alcune persone che, a causa delle condizioni concrete in cui devono vivere e spesso senza averlo voluto sono particolarmente vicine al cuore di Gesù e meritano quindi affetto e premurosa sollecitudine da parte della Chiesa e in modo speciale dei Pastori il gran numero di persone celibi. Molte di loro restano senza famiglia umana, spesso a causa di condizioni di povertà. Ve ne sono di quelle che vivono la loro situazione nello spirito delle beatitudini, servendo Dio e il prossimo in maniera esemplare. A tutte loro bisogna aprire le porte dei focolari, Chiese domestiche, e della grande famiglia che è la Chiesa. Nessuno è privo della famiglia in questo mondo la Chiesa è casa e famiglia per tutti, specialmente per quanti sono affaticati e oppressi Mt 11,28. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | In sintesi | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1659 San Paolo dice Voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa .... Questo mistero é grande lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa Ef 5,25.32. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1660 Lalleanza matrimoniale, mediante la quale un uomo e una donna costituiscono fra loro unintima comunione di vita e di amore, è stata fondata e dotata di sue proprie leggi dal Creatore. Per sua natura è ordinata al bene dei coniugi così come alla generazione e alleducazione della prole. Tra battezzati essa è stata elevata da Cristo Signore alla dignità di sacramento. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1661 Il sacramento del Matrimonio e segno dellunione di Cristo e della Chiesa. Esso dona agli sposi la grazia di amarsi con lamore con cui Cristo ha amato la sua Chiesa, la grazia del sacramento perfeziona casi lamore umano dei coniugi, consolida la loro unità indissolubile e li santifica nel cammino della vita eterna. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1662 Il matrimonio si fonda sul consenso dei contraenti, cioè sulla volontà di donarsi mutuamente e definitivamente, allo scopo di vivere unalleanza damore fedele e fecondo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1663 Poiché il matrimonio stabilisce i coniugi in una stato pubblico di vita nella Chiesa, è opportuno che la sua celebrazione sia pubblica, inserita in una celebrazione liturgica, alla presenza del sacerdote o del testimone qualificato della Chiesa, dei testimoni e dellassemblea dei fedeli. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1664 Lunità, lindissolubilità e lapertura alla fecondità sono essenziali al matrimonio. La poligamia è incompatibile con lunità del matrimonio il divorzio separa ciò che Dio ha unito il rifiuto della fecondità priva la vita coniugale del sua preziosissimo dono, il figlio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1665 Il nuovo matrimonio dei divorziati, mentre è ancora vivo il coniuge legittimo, con travviene al disegno e alla Legge di Dio insegnati da Cristo. Costoro non sono separati dalla Chiesa, ma non possono accedere alla Comunione eucaristica. Vivranno la loro vita cristiana particolarmente educando i loro figli nella fede. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1666 Il focolare cristiano è il luogo in cui i figli ricevono il primo annuncio della fede. Perciò la casa familiare è chiamata a buon diritto la Chiesa domestica, comunità di grazia e di preghiera, scuola delle virtù umane e della carità cristiana. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | CAPITOLO QUARTO LE ALTRE CELEBRAZIONI LITURGICHE | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Articolo 1 I SACRAMENTALI | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1667 La santa Madre Chiesa ha istituito i sacramentali. Questi sono segni sacri per mezzo dei quali, con una certa imitazione dei sacramenti, sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali. Per mezzo di essi gli uomini vengono disposti a ricevere leffetto principale dei sacramenti e vengono santificate le varie circostanze della vita. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | I TRATTI CARATTERISTICI DEI SACRAMENTALI | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1668 Essi sono istituiti dalla Chiesa per la santificazione di alcuni ministeri ecclesiastici, di alcuni stati di vita, di circostanze molto varie della vita cristiana, così come delluso di cose utili alluomo. Secondo le decisioni pastorali dei Vescovi, possono anche rispondere ai bisogni, alla cultura e alla storia propri del popolo cristiano di una regione o di unepoca. Comportano sempre una preghiera, spesso accompagnata da un determinato segno, come limposizione della mano, il segno della croce, laspersione con lacqua benedetta che richiama il Battesimo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1669 Essi derivano dal sacerdozio battesimale ogni battezzato è chiamato ad essere una benedizione e a benedire. Per questo anche i laici possono presiedere alcune benedizioni più una benedizione riguarda la vita ecclesiale e sacramentale, più la sua presidenza è riservata al ministro ordinato Vescovo, presbiteri o diaconi. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1670 I sacramentali non conferiscono la grazia dello Spirito Santo alla maniera dei sacramenti però mediante la preghiera della Chiesa preparano a ricevere la grazia e dispongono a cooperare con essa. Ai fedeli ben disposti è dato di santificare quasi tutti gli avvenimenti della vita per mezzo della grazia divina che fluisce dal mistero pasquale della passione, morte e risurrezione di Cristo, mistero dal quale derivano la loro efficacia tutti i sacramenti e i sacramentali e così ogni uso onesto delle cose materiali può essere indirizzato alla santificazione delluomo e alla lode di Dio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | LE VARIE FORME DI SACRAMENTALI | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1671 Fra i sacramentali ci sono innanzi tutto le benedizioni di persone, della mensa, di oggetti, di luoghi. Ogni benedizione è lode di Dio e preghiera per ottenere i suoi doni. In Cristo, i cristiani sono benedetti da Dio Padre con ogni benedizione spirituale Ef 1,3. Per questo la Chiesa impartisce la benedizione invocando il nome di Gesù, e facendo normalmente il santo segno della croce di Cristo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1672 Alcune benedizioni hanno una portata duratura hanno per effetto di consacrare persone a Dio e di riservare oggetti e luoghi alluso liturgico. Fra quelle che sono destinate a persone da non confondere con lordinazione sacramentale figurano la benedizione dellabate o dellabbadessa di un monastero, la consacrazione delle vergini e delle vedove, il rito della professione religiosa e le benedizioni per alcuni ministeri ecclesiastici lettori, accoliti, catechisti, ecc. Come esempio delle benedizioni che riguardano oggetti, si può segnalare la dedicazione o la benedizione di una chiesa o di un altare, la benedizione degli olii santi, dei vasi e delle vesti sacre, delle campane, ecc. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1673 Quando la Chiesa domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro linfluenza del maligno e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo. Gesù lha praticato è da lui che la Chiesa deriva il potere e il compito di esorcizzare. In una forma semplice, lesorcismo è praticato durante la celebrazione del Battesimo. Lesorcismo solenne, chiamato grande esorcismo, può essere praticato solo da un presbitero e con il permesso del Vescovo. In ciò bisogna procedere con prudenza, osservando rigorosamente le norme stabilite dalla Chiesa. Lesorcismo mira a scacciare i demoni o a liberare dallinfluenza demoniaca, e ciò mediante lautorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa. Molto diverso è il caso di malattie, soprattutto psichiche, la cui cura rientra nel campo della scienza medica. È importante, quindi, accertarsi, prima di celebrare lesorcismo, che si tratti di una presenza del maligno e non di una malattia. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | LA RELIGIOSITÀ POPOLARE | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1674 Oltre che della liturgia dei sacramenti e dei sacramentali, la catechesi deve tener conto delle forme della pietà dei fedeli e della religiosità popolare. Il senso religioso del popolo cristiano, in ogni tempo, ha trovato la sua espressione nelle varie forme di pietà che accompagnano la vita sacramentale della Chiesa, quali la venerazione delle reliquie, le visite ai santuari, i pellegrinaggi, le processioni, la via crucis, le danze religiose, il Rosario, le medaglie, ecc. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1675 Queste espressioni sono un prolungamento della vita liturgica della Chiesa, ma non la sostituiscono Bisogna che tali esercizi, tenuto conto dei tempi liturgici, siano ordinati in modo da essere in armonia con la sacra liturgia, derivino in qualche modo da essa, e ad essa, data la sua natura di gran lunga superiore, conducano il popolo cristiano. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1676 E necessario un discernimento pastorale per sostenere e favorire la religiosità popolare e, alloccorrenza, per purificare e rettificare il senso religioso che sta alla base di tali devozioni e per far progredire nella conoscenza del mistero di Cristo. Il loro esercizio è sottomesso alla cura e al giudizio dei Vescovi e alle norme generali della Chiesa. La religiosità popolare, nellessenziale, è un insieme di valori che, con saggezza cristiana, risponde ai grandi interrogativi dellesistenza. Il buon senso popolare cattolico è fatto di capacità di sintesi per lesistenza. E così che esso unisce, in modo creativo, il divino e lumano, Cristo e Maria, lo spirito e il corpo, la comunione e listituzione, la persona e la comunità, la fede e la patria, lintelligenza e il sentimento. Questa saggezza è un umanesimo cristiano che afferma radicalmente la dignità di ogni essere in quanto figlio di Dio, instaura una fraternità fondamentale, insegna a porsi in armonia con la natura e anche a comprendere il lavoro, e offre motivazioni per vivere nella gioia e nella serenità, pur in mezzo alle traversie dellesistenza. Questa saggezza è anche, per il popolo, un principio di discernimento, un istinto evangelico che gli fa spontaneamente percepire quando il Vangelo è al primo posto nella Chiesa, o quando esso è svuotato del suo contenuto e soffocato da altri interessi. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | In sintesi | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1677 Si chiamano sacramentali i sacri segni istituiti dalla Chiesa il cui scopo è di preparare gli uomini a ricevere il frutto dei sacramenti e di santificare le varie circostanze della vita. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1678 Fra i sacramentali, le benedizioni occupano un posto importante. Esse comportano ad un tempo la lode di Dio per le sue opere e i suoi doni, e lintercessione della Chiesa affinché gli uomini possano usare i doni di Dio secondo lo spirito del Vangelo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1679 Oltre che della liturgia, la vita cristiana si nutre di varie forme di pietà popolare, radicate nelle diverse culture. Pur vigilando per illuminarle con la luce della fede, la Chiesa favorisce le forme di religiosità popolare, che esprimano un istinto evangelico e una saggezza umana e arricchiscono la vita cristiana. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Articolo 2 LE ESEQUIE CRISTIANE | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1680 Tutti i sacramenti, e principalmente quelli delliniziazione cristiana, hanno per scopo lultima pasqua del figlio di Dio, quella che, attraverso la morte, lo introduce nella vita del Regno. Allora si compie ciò che confessa nella fede e nella speranza Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | I. Lultima pasqua del cristiano. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1681 Il senso cristiano della morte si manifesta alla luce del mistero pasquale della morte e della risurrezione di Cristo, nel quale riposa la nostra unica speranza. Il cristiano che muore in Cristo Gesù va in esilio dal corpo per abitare presso il Signore. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1682 Il giorno della morte inaugura per il cristiano, al termine della sua vita sacramentale, il compimento della sua nuova nascita cominciata con il Battesimo, la somiglianza definitiva allimmagine del Figlio conferita dallunzione dello Spirito Santo e la partecipazione al banchetto del Regno anticipato nellEucaristia, anche se, per rivestire labito nuziale, ha ancora bisogno di ulteriori purificazioni. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1683 La Chiesa che, come Madre, ha portato sacramentalmente nel suo seno il cristiano durante il suo pellegrinaggio terreno, lo accompagna al termine del suo cammino per rimetterlo nelle mani del Padre. Essa offre al Padre, in Cristo, il figlio della sua grazia e, nella speranza, consegna alla terra il seme del corpo che risusciterà nella gloria. Questa offerta è celebrata in pienezza nel sacrificio eucaristico le benedizioni che precedono e che seguono sono dei sacramentali | |
Rispondi alla seguente richiesta: | II. La celebrazione delle esequie. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1684 Le esequie cristiane sono una celebrazione liturgica della Chiesa. Il ministero della Chiesa in questo caso mira ad esprimere la comunione efficace con il defunto come pure a rendere partecipe la sua comunità riunita per le esequie e ad annunciarle la vita eterna. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1685 I differenti riti delle esequie esprimono il carattere pasquale della morte cristiana, e rispondono alle situazioni e alle tradizioni delle singole regioni, anche quanto al colore liturgico. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1686 Il Rito delle esequie della liturgia romana propone tre tipi di celebrazione delle esequie, corrispondenti ai tre luoghi del suo svolgimento la casa, la chiesa, il cimitero, e secondo limportanza che vi attribuiscono la famiglia, le consuetudini locali, la cultura e la pietà popolare. Questo svolgimento è del resto comune a tutte le tradizioni liturgiche e comprende quattro momenti principali | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1687 Laccoglienza della comunità. Un saluto di fede apre la celebrazione. I parenti del defunto sono accolti con una parola di conforto nel senso del Nuovo Testamento la forza dello Spirito Santo nella speranza. La comunità che si raduna in preghiera attende anche parole di vita eterna. La morte di un membro della comunità o il giorno anniversario, il settimo o il trigesimo giorno è un evento che deve far superare le prospettive di questo mondo e attirare i fedeli nelle autentiche prospettive della fede nel Cristo risorto. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | I688 La liturgia della Parola, durante le esequie, esige una preparazione tanto più attenta in quanto lassemblea presente in quel momento può comprendere fedeli poco assidui alla liturgia e amici del defunto che non sono cristiani. Lomelia, in particolare, deve evitare la forma e lo stile di un elogio funebre e illuminare il mistero della morte cristiana alla luce di Cristo risorto. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1689 Il sacrificio eucaristico. Quando la celebrazione ha luogo in chiesa, lEucaristia è il cuore della realtà pasquale della morte cristiana. È allora che la Chiesa esprime la sua comunione efficace con il defunto offrendo al Padre, nello Spirito Santo, il sacrificio della morte e della risurrezione di Cristo, gli chiede che il suo figlio sia purificato dai suoi peccati e dalle loro conseguenze e che sia ammesso alla pienezza pasquale della mensa del Regno. E attraverso lEucaristia così celebrata che la comunità dei fedeli, specialmente la famiglia del defunto, impara a vivere in comunione con colui che si è addormentato nel Signore, comunicando al corpo di Cristo di cui egli è membro vivente, e pregando poi per lui e con lui. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1690 Laddio aDio al defunto è la sua raccomandazione a Dio da parte della Chiesa. È lultimo saluto rivolto dalla comunità cristiana a un suo membro, prima che il corpo sia portato alla sepoltura. La tradizione bizantina lo esprime con il bacio di addio al defunto Con questo saluto finale si canta per la sua dipartita da questa vita e la sua separazione, ma anche perché esiste una comunione e una riunione. Infatti, morti, non siamo affatto separati gli uni dagli altri, poiché noi tutti percorriamo la medesima strada e ci ritroveremo nel medesimo luogo. Non saremo mai separati, perché vivremo per Cristo, e ora siamo uniti a Cristo, andando incontro a lui ...1 saremo tutti insieme in Cristo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | PARTE TERZA LA VITA IN CRISTO | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1691 Riconosci, o cristiano, la tua dignità, e, reso consorte della natura divina, non voler tornare allantica bassezza con una vita indegna. Ricorda a quale Capo appartieni e di quale corpo sei membro. Ripensa che, liberato dal potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce e nel regno di Dio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1692 Il Simbolo della fede ha professato la grandezza dei doni di Dio alluomo nellopera della creazione e ancor più mediante la redenzione e la santificazione. Ciò che la fede confessa, i sacramenti lo comunicano per mezzo dei sacramenti che li hanno fatti rinascere, i cristiani sono diventati figli di Dio I Gv 3, l, partecipi della natura divina 2 Pt 1,4. Riconoscendo nella fede la loro nuova dignità, i cristiani sono chiamati a comportarsi ormai in modo degno del Vangelo di Cristo. Mediante i sacramenti e la preghiera, essi ricevono la grazia di Cristo e i doni del suo Spirito, che li rendono capaci di questa vita nuova. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1693 Cristo Gesù ha sempre fatto ciò che era gradito al Padre. Egli ha sempre vissuto in perfetta comunione con lui. Allo stesso modo i suoi discepoli sono invitati a vivere sotto lo sguardo del Padre che vede nel segreto Mt 6,6 per diventare perfetti come è perfetto il Padre ... celeste Mt 5,47. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1694 Incorporati a Cristo per mezzo del Battesimo, i cristiani sono morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù, partecipando cosi alla vita del Risorto. Alla sequela di Cristo e in unione con lui, i cristiani possono farsi imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminare nella carità, conformando i loro pensieri, le loro parole, le loro azioni ai sentimenti che furono in Cristo Gesù e seguendone gli esempi. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1695 Giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio 1 Cor 6,11, santificati e chiamati ad essere santi i cristiani sono diventati tempio dello Spirito Santo 1 Cor 6,19. Questo Spirito del Figlio insegna loro a pregare il Padre e, essendo diventato la loro vita, li fa agire in modo tale che portino il frutto dello Spirito mediante una carità operosa. Guarendo le ferite del peccato, lo Spirito Santo ci rinnova interiormente con una trasformazione spirituale, ci illumina e ci fortifica per vivere come figli della luce Ef 5,8, mediante ogni bontà, giustizia e verità Ef 5,9. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1696 La via di Cristo conduce alla vita Mt 7,14, una via opposta conduce alla perdizione Mt 7,13. La parabola evangelica delle due vie è sempre presente nella catechesi della Chiesa. Essa sta ad indicare limportanza delle decisioni morali per la nostra salvezza. Ci sono due vie, luna della vita, laltra della morte ma tra le due corre una grande differenza. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1697 Nella catechesi è importante mettere in luce con estrema chiarezza la gioia e le esigenze della via di Cristo. La catechesi della vita nuova Rm 6,4 in lui sarà una catechesi dello Spirito Santo, maestro interiore della vita secondo Cristo, dolce ospite e amico che ispira, conduce, corregge e fortifica questa vita una catechesi della grazia, poiché è per grazia che siamo salvati ed è ancora per grazia che le nostre opere possono portare frutto per la vita eterna una catechesi delle beatitudini, infatti la via di Cristo è riassunta nelle beatitudini, il solo cammino verso la felicità eterna, cui aspira il cuore delluomo una catechesi del peccato e del perdono, poiché, se non si riconosce peccatore, luomo non può conoscere la verità su se stesso, condizione del retto agire, e, senza lofferta del perdono, non potrebbe sopportare tale verità La vita in Cristo una catechesi delle virtù umane, che conduce a cogliere la bellezza e lattrattiva delle rette disposizioni per il bene una catechesi delle virtù cristiane della fede, della speranza e della carità, che si ispira al sublime esempio dei santi una catechesi del duplice comandamento della carità sviluppato nel Decalogo una catechesi ecclesiale, perché è nei molteplici scambi dei beni spirituali nella comunione dei santi che la vita cristiana può crescere, svilupparsi e comunicarsi. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1698 Il riferimento primo e ultimo di tale catechesi sarà sempre lo stesso Gesù Cristo, che è la via, la verità e la vita Gv 14,6. Guardando a lui nella fede, i cristiani possono sperare che egli stesso realizzi in loro le sue promesse, e che, amandolo con lamore con cui egli li ha amati, compiano le opere che si addicono alla loro dignità Vi prego di considerare che ... Gesù Cristo nostro Signore è il vostro vero Capo e che voi siete una delle sue membra. ... Egli sta a voi come il capo alle membra tutto ciò che è suo è vostro, il suo Spirito, il suo cuore, il suo corpo, la sua anima e tutte le sue facoltà, ... e voi dovete usarne come se fossero cose vostre, per servire, lodare, amare e glorificare Dio. Voi appartenete a lui, come le membra al loro capo. Allo stesso modo egli desidera ardentemente usare tutto ciò che è in voi, al servizio e per la gloria del Padre, come se fossero cose che gli appartengono. Per me il vivere è Cristo Fil 1,21. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | SEZIONE PRIMA LA VOCAZIUONE DELLUOMO LA VITA NELLO SPIRITO | |
Rispondi alla seguente richiesta: | CAPITOLO PRIMO LA DIGNITÀ DELLA PERSONA UMANA | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1700 La dignità della persona umana si radica nella creazione ad immagine e somiglianza di Dio articolo 1 ha il suo compimento nella vocazione alla beatitudine divina articolo 2. È proprio dellessere umano tendere liberamente a questo compimento articolo 3. Con i suoi atti liberi articolo 4, la persona umana si conforma, o non si conforma, al bene promesso da Dio e attestato dalla coscienza morale articolo 5. Gli esseri umani si edificano da se stessi e crescono interiormente di tutta la loro vita sensibile e spirituale formano la materia per la loro crescita articolo 6. Con laiuto della grazia progrediscono nella virtù articolo 7, evitano il peccato e, se lhanno commesso, si affidano, come il figlio prodigo, alla misericordia del nostro Padre dei cieli articolo 8. Così raggiungono la perfezione della carità. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Articolo 1 LUOMO IMMAGINE DI DIO | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1701 Cristo ..., proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore, svela anche pienamente luomo alluomo e gli fa nota la sua altissima vocazione. È in Cristo, immagine del Dio invisibile Col 1,15, che luomo è stato creato ad immagine e somiglianza del Creatore. È in Cristo, Redentore e Salvatore, che limmagine divina, formata nelluomo dal primo peccato, è stata restaurata nella sua bellezza originale e nobilitata dalla grazia di Dio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1702 Limmagine divina è presente in ogni uomo. Risplende nella comunione delle persone, a somiglianza dellunità delle persone divine tra loro cf capitolo secondo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1703 Dotata di unanima spirituale ed immortale, la persona umana è in terra la sola creatura che Dio abbia voluto per se stessa. Fin dal suo concepimento è destinata alla beatitudine eterna. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1704 La persona umana partecipa alla luce e alla forza dello Spirito divino. Grazie alla ragione è capace di comprendere lordine delle cose stabilito dal Creatore. Grazie alla volontà è capace di orientarsi da sé al suo vero bene. Trova la propria perfezione nel cercare e nellamare il vero e il bene. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1705 In virtù della sua anima e delle sue potenze spirituali dintelligenza e di volontà, luomo è dotato di libertà, segno altissimo dellimmagine divina. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1706 Con la sua ragione luomo conosce la voce di Dio che lo chiama sempre a fare il bene e a fuggire il male. Ciascuno è tenuto a seguire questa legge che risuona nella coscienza e che trova il suo compimento nellamore di Dio e del prossimo. Lesercizio della vita morale attesta la dignità della persona. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1707 Luomo però, tentato dal maligno, fin dagli inizi della storia abusò della sua libertà. Egli cedette alla tentazione e commise il male. Conserva il desiderio del bene, ma la sua natura porta la ferita del peccato originale. È diventato incline al male e soggetto allerrore Così luomo si trova in se stesso diviso. Per questo tutta la vita umana, sia individuale che collettiva, presenta i caratteri di una lotta drammatica tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1708 Con la sua passione Cristo ci ha liberati da Satana e dal peccato. Ci ha meritato la vita nuova nello Spirito Santo. La sua grazia restaura ciò che il peccato aveva in noi deteriorato. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1709 Chi crede in Cristo diventa figlio di Dio. Questa adozione filiale lo trasforma dandogli la capacità di seguire lesempio di Cristo. Lo rende capace di agire rettamente e di compiere il bene. Nellunione con il suo Salvatore, il discepolo raggiunge la perfezione della carità, cioè la santità. La vita morale, maturata nella grazia, sboccia in vita eterna, nella gloria del cielo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | In sintesi | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1710 Cristo svela pienamente luomo alluomo e gli fa nota la sua altissima vocazione. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1711 Dotata di unanima spirituale, dintelligenza e di volontà, la persona umana fin dal suo concepimento è ordinata a Dio e destinata alla beatitudine eterna. Essa raggiunge la propria perfezione nel cercare ed amare il vero e il bene. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1712 La vera libertà è nelluomo segno altissimo dellimmagine divina. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1713 Luomo è tenuto a seguire la legge morale che lo spinge a fare il bene e a fuggire il male. Questa legge risuona nella sua coscienza. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1714 Luomo, ferito nella propria natura dal peccato originale, è soggetto allerrore ed incline al male nellesercizio della sua libertà. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1715 Chi crede in Cristo ha la vita nuova nello Spirito Santo. La vita morale, cresciuta e maturata nella grazia, arriva a compimento nella gloria del cielo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Articolo 2 LA NOSTRA VOCAZIONE ALLA BEATITUDINE | |
Rispondi alla seguente richiesta: | I. Le beatitudini. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1716 Le beatitudini sono al centro della predicazione di Gesù. La loro proclamazione riprende le promesse fatte al popolo eletto a partire da Abramo. Le porta alla perfezione ordinandole non più al solo godimento di una terra, ma al regno dei cieli Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli Mt 5,312. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1717 Le beatitudini dipingono il volto di Gesù Cristo e ne descrivono la carità esse esprimono la vocazione dei fedeli associati alla gloria della sua passione e della sua risurrezione illuminano le azioni e le disposizioni caratteristiche della vita cristiana sono le promesse paradossali che, nelle tribolazioni, sorreggono la speranza annunziano le benedizioni e le ricompense già oscuramente anticipate ai discepoli sono inaugurate nella vita della Vergine Maria e di tutti i santi | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Il. Il desiderio della felicità. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1718 Le beatitudini rispondono allinnato desiderio di felicità. Questo desiderio è di origine divina Dio lha messo nel cuore delluomo per attirarlo a sé, perché egli solo lo può colmare. Noi tutti certamente bramiamo vivere felici, e tra gli uomini non cé nessuno che neghi il proprio assenso a questa affermazione, anche prima che venga esposta in tutta la sua portata. Come ti cerco, dunque, Signore? Cercando te, Dio mio, io cerco la felicità. Ti cercherò perché lanima mia viva. Il mio corpo vive della mia anima e la mia anima vive di te. Dio solo sazia. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1719 Le beatitudini svelano la mèta dellesistenza umana, il fine ultimo cui tendono le azioni umane Dio ci chiama alla sua beatitudine. Tale vocazione è rivolta a ciascuno personalmente, ma anche allinsieme della Chiesa, popolo nuovo di coloro che hanno accolto la Promessa e vivono nella fede di essa. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | III. La beatitudine cristiana. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1720 Il Nuovo Testamento usa parecchie espressioni per caratterizzare la beatitudine alla quale Dio chiama luomo lavvento del regno di Dio la visione di Dio Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio Mt 5,8 lentrata nella gioia del Signore lentrata nel riposo di Dio Là noi riposeremo e vedremo vedremo e ameremo ameremo e loderemo. Ecco ciò che alla fine sarà senza fine. E quale altro fine abbiamo, se non di giungere al regno che non avrà fine?. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1721 Dio infatti ci ha creati per conoscerlo, servirlo e amarlo, e così giungere in paradiso. La beatitudine ci rende partecipi della natura divina 2 Pt 1,4 e della vita eterna. Con essa, luomo entra nella gloria di Cristo e nel godimento della vita trinitaria. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1722 Una tale beatitudine oltrepassa lintelligenza e le sole forze umane. Essa è frutto di un dono gratuito di Dio. Per questo la si dice soprannaturale, come la grazia che dispone luomo ad entrare nella gioia di Dio. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio tuttavia nella sua grandezza e nella sua mirabile gloria, nessun uomo può vedere Dio e restare vivo. Il Padre, infatti, è incomprensibile ma nel suo amore, nella sua bontà verso gli uomini, e nella sua onnipotenza, arriva a concedere a coloro che lo amano il privilegio di vedere Dio ... poiché ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio. |
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