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|---|---|---|
Rispondi alla seguente richiesta: | 1723 La beatitudine promessa ci pone di fronte a scelte morali decisive. Essa ci invita a purificare il nostro cuore dai suoi istinti cattivi e a cercare lamore di Dio al di sopra di tutto. Ci insegna che la vera felicità non si trova né nella ricchezza o nel benessere, né nella gloria umana o nel potere, né in alcuna... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1724 Il Decalogo, il discorso della montagna e la catechesi apostolica ci descrivono le vie che conducono al regno dei cieli. Noi ci impegniamo in esse passo passo, mediante azioni quotidiane, sostenuti dalla grazia dello Spirito Santo. Fecondati dalla parola di Cristo, lentamente portiamo frutti nella Chiesa per la g... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | In sintesi | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1725 Le beatitudini riprendono e portano a perfezione le promesse di Dio fatte a partire da Abramo, ordinandole al regno dei cieli. Esse rispondono al desiderio di felicità che Dio ha posto nel cuore delluomo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1726 Le beatitudini ci insegnano il fine ultimo al quale Dio ci chiama il Regno, la visione di Dio, la partecipazione alla natura divina, la vita eterna, la filiazione, il riposo in Dio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1727 La beatitudine della vita eterna è un dono gratuito di Dio è soprannaturale al pari della grazia che ad essa conduce. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1728 Le beatitudini ci mettono di fronte a scelte decisive riguardo ai beni terreni esse purificano il nostro cuore per renderci capaci di amare Dio al di sopra di tutto. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1729 La beatitudine del cielo determina i criteri di discernimento nelluso dei beni terreni in conformità alla Legge di Dio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Articolo 3 LA LIBERTÀ DELLUOMO | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1730 Dio ha creato luomo ragionevole conferendogli la dignità di una persona dotata delliniziativa e della padronanza dei suoi atti. Dio volle, infatti, lasciare luomo in balia del suo proprio volere Sir 15,14 perché così esso cerchi spontaneamente il suo Creatore e giunga liberamente, con ladesione a lui, alla piena ... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | I. Libertà e responsabilità. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1731 La libertà è il potere, radicato nella ragione e nella volontà, di agire o di non agire, di fare questo o quello, di porre così da se stessi azioni deliberate. Grazie al libero arbitrio ciascuno dispone di sé. La libertà è nelluomo una forza di crescita e di maturazione nella verità e nella bontà. La libertà ragg... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1732 Finché non si è definitivamente fissata nel suo bene ultimo che è Dio, la libertà implica la possibilità di scegliere tra il bene e il male, e conseguentemente quella di avanzare nel cammino di perfezione oppure di venire meno e di peccare. Essa contraddistingue gli atti propriamente umani. Diventa sorgente di lo... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1733 Quanto più si fa il bene, tanto più si diventa liberi. Non cè vera libertà se non al servizio del bene e della giustizia. La scelta della disobbedienza e del male è un abuso della libertà e conduce alla schiavitù del peccato. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1734 La libertà rende luomo responsabile dei suoi atti, nella misura in cui sono volontari. Il progresso nella virtù, la conoscenza del bene e lascesi accrescono il dominio della volontà sui propri atti. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1735 Limputabilità e la responsabilità di unazione possono essere sminuite o annullate dallignoranza, dallinavvertenza, dalla violenza, dal timore, dalle abitudini, dagli affetti smodati e da altri fattori psichici oppure sociali. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1736 Ogni atto voluto direttamente è da imputarsi a chi lo compie Il Signore infatti chiede ad Adamo dopo il peccato nel giardino Che hai fatto? Gn 3,13. Così pure a Caino. Altrettanto fa il profeta Natan con il re Davide dopo ladulterio commesso con la moglie di Uria e lassassinio di questultimo. Unazione può essere ... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1737 Un effetto può essere tollerato senza che sia voluto da colui che agisce per esempio lo sfinimento di una madre al capezzale del figlio ammalato. Leffetto dannoso non è imputabile se non è stato voluto né come fine né come mezzo dellazione, come può essere la morte incontrata nel portare soccorso a una persona in... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1738 La libertà si esercita nei rapporti tra gli esseri umani. Ogni persona umana, creata ad immagine di Dio, ha il diritto naturale di essere riconosciuta come un essere libero e responsabile. Tutti hanno verso ciascuno il dovere di questo rispetto. Il diritto allesercizio della libertà è unesigenza inseparabile dall... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | II. La libertà umana nellEconomia della salvezza | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1739 Libertà e peccato. La libertà delluomo è finita e fallibile. Di fatto, luomo ha sbagliato. Liberamente ha peccato. Rifiutando il disegno damore di Dio, si è ingannato da sé è divenuto schiavo del peccato. Questa prima alienazione ne ha generate molte altre. La storia dellumanità, a partire dalle origini, sta a te... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1740 Minacce per la libertà. Lesercizio della libertà non implica il diritto di dire e di fare qualsiasi cosa. È falso pretendere che luomo, soggetto della libertà, sia un individuo sufficiente a se stesso ed avente come fine il soddisfacimento del proprio interesse nel godimento dei beni terrestri. Peraltro, le condi... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1741 Liberazione e salvezza. Con la sua croce gloriosa Cristo ha ottenuto la salvezza di tutti gli uomini. Li ha riscattati dal peccato che li teneva in schiavitù. Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi Gal 5,1. In lui abbiamo comunione con la verità che ci fa liberi. Ci è stato donato lo Spirito Santo e, come... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1742 Libertà e grazia. La grazia di Cristo non si pone affatto in concorrenza con la nostra libertà, quando questa è in sintonia con il senso della verità e del bene che Dio ha messo nel cuore delluomo. Al contrario, e lesperienza cristiana lo testimonia specialmente nella preghiera, quanto più siamo docili agli impul... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | In sintesi | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1743 Dio lasciò luomo in balia del suo proprio volere Sir 15,14, perché potesse aderire al suo Creatore liberamente e così giungere alla beata perfezione. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1744 La libertà è il potere di agire o di non agire e di porre così da se stessi azioni libere. Essa raggiunge la perfezione del suo atto quando è ordinata a Dio, Bene supremo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1745 La libertà caratterizza gli atti propriamente umani. Rende lessere umano responsabile delle azioni che volontariamente compie. Il suo agire libero gli appartiene in proprio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1746 Limputabilità e la responsabilità di unazione possono essere sminuite o annullate dallignoranza, dalla violenza, dal timore e da altri fattori psichici o sociali. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1747 Il diritto allesercizio della libertà è unesigenza inseparabile dalla dignità delluomo, particolarmente in campo religioso e morale. Ma lesercizio della libertà non implica il supposto diritto di dire e di fare qualsiasi cosa. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1748 Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi Gal 5,1. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Articolo 4 LA MORALITÀ DEGLI ATTI UMANI | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1749 La libertà fa delluomo un soggetto morale. Quando agisce liberamente, luomo è, per così dire, padre dei propri atti. Gli atti umani, cioè gli atti liberamente scelti in base ad un giudizio di coscienza, sono moralmente qualificabili. Essi sono buoni o cattivi. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | I. Le fonti della moralità. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1750 La moralità degli atti umani dipende dalloggetto scelto dal fine che ci si prefigge o dallintenzione del1e circostanze dellazione. Loggetto, lintenzione e le circostanze rappresentano le fonti, o elementi costitutivi, della moralità degli atti umani. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1751 Loggetto scelto è un bene verso il quale la volontà si dirige deliberatamente. È la materia di un atto umano. Loggetto scelto specifica moralmente latto del volere, in quanto la ragione lo riconosce e lo giudica conforme o no al vero bene. Le norme oggettive della moralità enunciano lordine razionale del bene e d... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1752 Di fronte alloggetto, lintenzione si pone dalla parte del soggetto che agisce. Per il fatto che sta alla sorgente volontaria dellazione e la determina attraverso il fine, lintenzione è un elemento essenziale per la qualificazione morale dellazione. Il fine è il termine primo dellintenzione e designa lo scopo pers... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1753 Unintenzione buona per esempio, aiutare il prossimo non rende né buono né giusto un comportamento in se stesso scorretto come la menzogna e la maldicenza. Il fine non giustifica i mezzi. Così, non si può giustificare la condanna di un innocente come un mezzo legittimo per salvare il popolo. Al contrario, la prese... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1754 Le circostanze, ivi comprese le conseguenze, sono elementi secondari di un atto morale. Concorrono ad aggravare oppure a ridurre la bontà o la malizia morale degli atti umani per esempio, lammontare di una rapina. Esse possono anche attenuare o aumentare la responsabilità di chi agisce agire, per esempio, per pau... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Il. Gli atti buoni e gli atti cattivi. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1755 Latto moralmente buono suppone, ad un tempo, la bontà delloggetto, del fine e delle circostanze. Un fine cattivo corrompe lazione, anche se il suo oggetto, in sé, è buono come il pregare e il digiunare per essere visti dagli uomini. Loggetto della scelta può da solo viziare tutta unazione. Ci sono comportamenti c... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1756 È quindi sbagliato giudicare la moralità degli atti umani considerando soltanto lintenzione che li ispira, o le circostanze ambiente, pressione sociale, costrizione o necessità di agire, ecc. che ne costituiscono la cornice. Ci sono atti che per se stessi e in se stessi, indipendentemente dalle circostanze e dall... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | In sintesi | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1757 Loggetto, lintenzione e le circostanze costituiscono le tre fonti della moralità degli atti umani. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1758 Loggetto scelto specifica moralmente latto del volere, in quanto la ragione lo riconosce e lo giudica buono o cattivo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1759 Non può essere giustificata unazione cattiva compiuta con una buona intenzione. Il fine non giustifica i mezzi. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1760 Latto moralmente buono suppone la bontà delloggetto, del fine e delle circostanze. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1761 Vi sono comportamenti concreti che è sempre sbagliato scegliere, perché la loro scelta comporta un disordine della volontà, cioè un male morale. Non è lecito compiere il male perché ne derivi un bene. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Articolo 5 LA MORALITÀ DELLE PASSIONI | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1762 La persona umana si ordina alla beatitudine con i suoi atti liberi le passioni o sentimenti che prova possono disporla a ciò e contribuirvi | |
Rispondi alla seguente richiesta: | I. Le passioni. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1763 Il termine passioni appartiene al patrimonio cristiano. Per sentimenti o passioni si intendono le emozioni o moti della sensibilità, che spingono ad agire o a non agire in vista di ciò che è sentito o immaginato come buono o come cattivo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1764 Le passioni sono componenti naturali della psicologia umana fanno da tramite e assicurano il legame tra la vita sensibile e la vita dello spirito. Nostro Signore indica il cuore delluomo come la sorgente da cui nasce il movimento delle passioni. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1765 Le passioni sono molte. Quella fondamentale è lamore provocato dallattrattiva del bene. Lamore suscita il desiderio del bene che non si ha e la speranza di conseguirlo. Questo movimento ha il suo termine nel piacere e nella gioia del bene posseduto. Il timore del male causa lodio, lavversione e lo spavento del ma... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1766 Amare è volere il bene di qualcuno. Qualsiasi altro affetto ha la sua sorgente in questo moto originario del cuore delluomo verso il bene. Non si ama che il bene. Le passioni sono cattive se lamore è cattivo, buone se lamore è buono. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | II. Passioni e vita morale. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1767 Le passioni, in se stesse, non sono né buone né cattive. Non ricevono qualificazione morale se non nella misura in cui dipendono effettivamente dalla ragione e dalla volontà. Le passioni sono dette volontarie perché sono comandate dalla volontà, oppure perché la volontà non vi resiste. È proprio della perfezione ... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1768 Non sono i grandi sentimenti a decidere della moralità o della santità delle persone essi sono la riserva inesauribile delle immagini e degli affetti nei quali si esprime la vita morale. Le passioni sono moralmente buone quando contribuiscono ad unazione buona sono cattive nel caso contrario. La volontà retta ord... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1769 Nella vita cristiana, lo Spirito Santo compie la sua opera mobilitando tutto lessere, compresi i suoi dolori, i suoi timori e le sue tristezze, come è evidente nellagonia e nella passione del Signore. In Cristo, i sentimenti umani possono ricevere la loro perfezione nella carità e nella beatitudine divina. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1770 La perfezione morale consiste nel fatto che luomo non sia indotto al bene soltanto dalla volontà, ma anche dal suo appetito sensibile, secondo queste parole del salmo Il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente Sal 84,3. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | In sintesi | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1771 Il termine passioni indica gli affetti o i sentimenti. Attraverso le sue emozioni, luomo ha il presentimento del bene e il sospetto del male. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1772 Le principali passioni sono lamore e lodio, il desiderio e il timore, la gioia, la tristezza e la collera. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1773 Nelle passioni, intese come moti della sensibilità, non cè né bene né male morale. Ma nella misura in cui dipendono o non dipendono dalla ragione e dalla volontà, cè in esse il bene o il male morale. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1774 Le emozioni e i sentimenti possono essere assunti nelle virtù, o pervertiti nei vizi. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1775 La perfezione del bene morale si ha quando luomo non è indotto al bene dalla sola volontà, ma anche dal suo cuore. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Articolo 6 LA COSCIENZA MORALE | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1776 Nellintimo della coscienza luomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire e la cui voce, che lo chiama sempre ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, quando occorre, chiaramente parla alle orecchie del cuore . Luomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro al suo cuore... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | I. Il giudizio della coscienza. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1777 Presente nellintimo della persona, la coscienza morale le ingiunge, al momento opportuno, di compiere il bene e di evitare il male. Essa giudica anche le scelte concrete, approvando quelle che sono buone, denunciando quelle cattive. Attesta lautorità della verità in riferimento al Bene supremo, di cui la persona ... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1778 La coscienza morale è un giudizio della ragione mediante il quale la persona umana riconosce la qualità morale di un atto concreto che sta per porre, sta compiendo o ha compiuto. In tutto quello che dice e fa, luomo ha il dovere di seguire fedelmente ciò che sa essere giusto e retto. E attraverso il giudizio dell... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1779 Limportante per ciascuno è di essere sufficientemente presente a se stesso al fine di sentire e seguire la voce della propria coscienza. Tale ricerca di interiorità è quanto mai necessaria per il fatto che la vita spesso ci mette in condizione di sottrarci ad ogni riflessione, esame o introspezione Ritorna alla t... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1780 La dignità della persona umana implica ed esige la rettitudine della coscienza morale. La coscienza morale comprende la percezione dei principi della moralità sinderesi, la loro applicazione nelle circostanze di fatto mediante un discernimento pratico delle ragioni e dei beni e, infine, il giudizio riguardante gl... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1781 La coscienza permette di assumere la responsabilità degli atti compiuti. Se luomo commette il male, il retto giudizio della coscienza può rimanere in lui testimone della verità universale del bene e, al tempo stesso, della malizia della sua scelta particolare. La sentenza del giudizio di coscienza resta un pegno ... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1782 Luomo ha il diritto di agire in coscienza e libertà, per prendere personalmente le decisioni morali. Luomo non deve essere costretto ad agire contro la sua coscienza. Ma non si deve neppure impedirgli di operare in conformità ad essa, soprattutto in campo religioso. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Il. La formazione della coscienza. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1783 La coscienza deve essere educata e il giudizio morale illuminato. Una coscienza ben formata è retta e veritiera. Essa formula i suoi giudizi seguendo la ragione, in conformità al vero bene voluto dalla sapienza del Creatore. Leducazione della coscienza è indispensabile per esseri umani esposti a influenze negativ... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1784 Leducazione della coscienza è un compito di tutta la vita. Fin dai primi anni essa dischiude al bambino la conoscenza e la pratica della legge interiore, riconosciuta dalla coscienza morale. Uneducazione prudente insegna la virtù preserva o guarisce dalla paura, dallegoismo e dallorgoglio, dai sensi di colpa e da... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1785 Nella formazione della coscienza la Parola di Dio è la luce sul nostro cammino la dobbiamo assimilare nella fede e nella preghiera e mettere in pratica. Dobbiamo anche esaminare la nostra coscienza rapportandoci alla croce del Signore. Siamo sorretti dai doni dello Spirito Santo, aiutati dalla testimonianza o dai... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | III. Scegliere secondo coscienza | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1786 Messa di fronte ad una scelta morale, la coscienza può dare sia un giudizio retto in accordo con la ragione e con la Legge divina, sia, al contrario, un giudizio erroneo che da esse si discosta. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1787 Luomo talvolta si trova ad affrontare situazioni che rendono incerto il giudizio morale e difficile la decisione. Egli deve sempre ricercare ciò che è giusto e buono e discernere la volontà di Dio espressa nella Legge divina. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1788 A tale scopo luomo si sforza di interpretare i dati dellesperienza e i segni dei tempi con la virtù della prudenza, con i consigli di persone avvedute e con laiuto dello Spirito Santo e dei suoi doni. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1789 Alcune norme valgono in ogni caso Non è mai consentito fare il male perché ne derivi un bene. La regola doro Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro Mt 7,12 La carità passa sempre attraverso il rispetto del prossimo e della sua coscienza. Parlando così contro i fratelli e fere... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | IV. Il giudizio erroneo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1790 Lessere umano deve sempre obbedire al giudizio certo della propria coscienza. Se agisse deliberatamente contro tale giudizio, si condannerebbe da sé. Ma accade che la coscienza morale sia nellignoranza e dia giudizi erronei su azioni da compiere o già compiute. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1791 Questa ignoranza spesso è imputabile alla responsabilità personale. Ciò avviene quando luomo non si cura di cercare la verità e il bene, e quando la coscienza diventa quasi cieca in seguito allabitudine del peccato. In tali casi la persona è colpevole del male che commette. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1792 Allorigine delle deviazioni del giudizio nella condotta morale possono esserci la non conoscenza di Cristo e del suo Vangelo, i cattivi esempi dati dagli altri, la schiavitù delle passioni, la pretesa di una malintesa autonomia della coscienza, il rifiuto dellautorità della Chiesa e del suo insegnamento, la manca... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1793 Se al contrario lignoranza è invincibile, o il giudizio erroneo è senza responsabilità da parte del soggetto morale, il male commesso dalla persona non può esserle imputato. Nondimeno resta un male, una privazione, un disordine. È quindi necessario adoperarsi per correggere la coscienza morale dai suoi errori. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1794 La coscienza buona e pura è illuminata dalla fede sincera. Infatti la carità sgorga, ad un tempo, da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera 1 Tm 1,5 1751 Quanto più prevale la coscienza retta, tanto più le persone e i gruppi sociali si allontanano dal cieco arbitrio e si sforzano di conformar... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | In sintesi | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1795 La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario delluomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nellintimità propria. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1796 La coscienza morale è un giudizio della ragione, con il quale la persona umana riconosce la qualità morale di un atto concreto. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1797 Per luomo che ha commesso il male, la sentenza della propria coscienza rimane un pegno di conversione e di speranza. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1798 Una coscienza ben formata è retta e veritiera. Formula i suoi giudizi seguendo la ragione, in conformità al vero bene voluto dalla sapienza del Creatore. Ciascuno deve valersi dei mezzi atti a formare la propria coscienza. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1799 Messa di fronte ad una scelta morale, la coscienza può dare sia un retto giudizio in accordo con la ragione e con la Legge divina, sia, allopposto, un giudizio erroneo che se ne discosta. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1800 Lessere umano deve sempre obbedire al giudizio certo della propria coscienza. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1801 La coscienza morale può rimanere nellignoranza o dare giudizi erronei. Tali ignoranze e tali errori non sempre sono esenti da colpevolezza. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1802 La Parola di Dio è una luce sui nostri passi. La dobbiamo assimilare nella féde e nella preghiera e mettere in pratica. In tal modo si forma la coscienza morale | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Articolo 7 LE VIRTU |
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