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Differential diagnosis of inguinal mass must include, especially in female patients, a wide variety of lesions among which our analysis will focus on mesothelial cyst of the round ligament of the uterus. A rare developmental lesion often misdiagnosed as hernias and accidentally detected during surgical exploration of the groin region. Of a left inguinal mass causing local discomfort and progressive worsening of local pain. A pre-operative diagnosis of left symptomatic femoral hernia was made and the patient consented to surgical treatment. The surgical exploration of the inguinal and femoral canals revealed a femoral hernia associated to a clear fluid cystic lesion of around 2 cm arising from the round ligament. Histopathology demonstrated a mesothelial cyst of the round ligament CONCLUSIONS: Mesothelial cysts of the round ligament of the uterus must be taken into consideration in the differential diagnosis of groin swelling in female patients and a greater effort is needed in order to reach a preoperative diagnosis and prevent an over treatment. Key words: Mesothelial cyst, Preoperative diagnosis, Uterus.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Le cisti mesoteliali del legamento rotondo sono una rara causa di tumefazione inguinale nelle donne, la loro eziopatogenesi rimare poco chiara e i casi riportati in letteratura sono scarsi. Inoltre, quest’ultime sono raramente prese in considerazione nella diagnosi differenziale delle tumefazioni della regione inguinale nelle pazienti di sesso femminile, ragion per cui sono spesso identificate solo in corso di esplorazione chirurgica e correttamente diagnosticate solo dopo esame istopatologico. Una donna di 57 anni (BMI 37 kg / m2) si è presentato nel nostro dipartimento con una massa inguinale sinistra, con storia di 2 mesi, che causava disagio locale e peggioramento progressivo del dolore locale. È stata fatta una diagnosi preoperatoria dell’ernia femorale sintomatica sinistra e la paziente ha acconsentito al trattamento chirurgico. L’esplorazione chirurgica dei canali inguinale i e femorale ha rivelato un’ernia femorale associata a una chiara lesione cistica fluida di circa 2 cm derivante dal legamento rotondo. L’istopatologia ha dimostrato una cisti mesoteliale del legamento rotondo CONCLUSIONI: Le cisti mesoteliali del legamento rotondo dell’utero devono essere prese in considerazione nella diagnosi differenziale del gonfiore inguinale nelle pazienti di sesso femminile e sono necessari maggiori sforzi per raggiungere una diagnosi preoperatoria e prevenire un trattamento eccessivo. L’indicazione chirurgica per queste lesioni rimane legata alla presenza di sintomi invalidanti, data la natura benigna delle stesse, per cui, al fine di evitare un overtreatment, ci sembra utile sottolineare innanzitutto, come questa entità patologica debba essere presa in considerazione nel percorso diagnostico di una tumefazione inguinale in soggetti di sesso femminile e in secondo luogo, l’utilità dell’esame ecografico di routine in queste pazienti.
it
pair_33764331
Neoadjuvant chemoradiotherapy (NCRT) combined with total mesorectal excision (TME) is currently the gold standard for locally advanced low-lying rectal cancer (LACR). Around 20-30% of patients after NCRT can achieve clinical complete response (cCR); 5-44% of the patients who underwent TME achieve pathological complete response (pCR) on postoperative histopathologic studies. In the present study we perform a review of current Literature and retrospectively analyze our personal experience on “watch and wait” approach after cCR. Further studies are needed to establish an internationally accepted definition of clinical complete response, to delineate the real role of MRI in the post-treatment staging and to determine more precise predictors of sustained clinical complete response. The eventual presence of long-term morbidity and adverse effects after chemoradiation needs as well to be better evaluated. Evidence suggests that watch and wait approach is associated with substantially better quality of life and functional outcomes compared with standard surgical resection.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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La Radiochemioterapia neoadiuvante (NRCT) associata all’escissione totale del mesoretto (TME) è attualmente il gold standard per i tumori del retto basso localmente avanzati (LACR). Circa il 20-30% dei pazienti dopo radiochemioterapia neoadiuvante possono ottenere una risposta clinica completa (cCR); il 5-44% dei pazienti sottoposti a TME ottengono una risposta patologica completa (pCR) all’esame istologico del pezzo operatorio. Nello studio presente presentiamo una review della letteratura corrente sull’argomento ed analizziamo retrospettivamente la nostra personale esperienza sull’approccio definito “watch and wait” dopo risposta clinica completa. Ulteriori studi sono necessary per stabilire una definizione clinica accettata a livello internazionale di risposta clinica completa, per delineare il reale ruolo della Risonanza Magnetica Nucleare nella stadiazione post trattamento radiochemioterapico e per stabilire dei predittori più precisi di risposta clinica completa sostenuta. Deve inoltre essere valutata la presenza di morbidità e di effetti avversi dopo trattamento radiochemioterapico. Le evidenze attualmente presenti in letteratura suggeriscono che l’approccio “watch and wait” è associato con una sostanziale migliore qualità della vita e migliori esiti funzionali, comparato con la resezione chirurgica standard.
it
pair_33764332
The gold standard treatment for incisional ventral hernia (IVH) is a surgical repair with mesh employment, nevertheless this procedure is burdened by several post-operative complications; among these latter, giant pseudocyst of abdominal wall (GPAW) formation is one of the most rare and its etiopathogenesis remains unclear. We describe the case report of a 36 years old, diabetic and obese woman, previously underwent to a csection and IVH repair with on-lay mesh placement, presented to our unit with an asymptomatic left iliac fossa swelling. At ultrasound (US) and CT scan examination it appears to be a subcutaneous cyst of the anterior abdominal wall associated with a recurrent IVH. Therefore, she underwent to a surgical procedure in order to accomplish a complete excision of the lesion along with a repair of the incisional IVH, with a sub-lay mesh positioning. The extensive dead space resulting from the procedure was managed with a quilting suture. No recurrence or complications have been detected at 2 years follow up. GPAWs are a rare clinical entity following IVH repair, which occur commonly in female obese patients treated with on-lay mesh positioning. The only effective and definitive treatment is a complete surgical excision along with a correct management of the dead space resulting from the surgical procedure, in order to reduce the recurrence rate. Abdominal wall, Incisional hernia, Mesh, Pseudocyst, Surgery.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Il “gold standard” per il trattamento dei laparoceli è l’intervento chirurgico con impiego di protesi, nonostante questo approccio sia gravato da numerose complicanze post-operatorie; tra queste possiamo annoverare le pseudocisti giganti della parete addominale, tale evenienza risulta ancora molto rara e la sua eziopatogenesi riamane non chiara. In questo lavoro descriviamo il caso clinico di una paziente di 36 anni, diabetica ed obesa, precedentemente sottoposta a taglio cesareo e riparazione di laparocele con posizionamento di protesi in sede soprafasciale. La paziente si è presentata presso i nostri ambulatori per la comparsa di un gonfiore asintomatico a livello della fossa iliaca sinistra. Gli approfondimenti CT e ecografico hanno mostrato una cisti sottocutanea localizzata a livello della parete addominale anteriore associata ad un laparocele recidivo. Abbiamo quindi, sottoposto la paziente ad un intervento chirurgico al fine di procedere ad una competa resezione della lesione e alla riparazione del laparocele con posizionamento di protesi retromuscolare. L’ampio spazio morto risultante da questa procedura è stato gestito mediante l’esecuzione di una sutura tra il piano sottocutaneo e la fascia muscolare dell’obliquo esterno. Non abbiamo rilevato alcuna recidiva o complicanza post-operatoria al follow-up a due anni. Le pseudocisti giganti della parete addominale sono una rara entità clinica associata alla riparazione chirurgica dei laparoceli che compaiono prevalentemente in donne obese trattate con posizionamento di protesi soprafasciale. L’unico trattamento efficace e risolutivo è l’intervento chirurgico di resezione completa della lesione e adeguata gestione dello spazio morto risultante dalla dissezione in modo da ridurre il tasso di recidiva.
it
pair_33780605
Nurses are at greater risk of violence during their working hours. About 31% of all aggressions towards nurses occur in hospital or in care settings. The problem of aggressions on healthcare workers is difficult to classify, as the number of aggressions is often underestimated. For this reason, the aim of this study is to analyze physical, verbal and sexual aggressions on nursing staff and identify their predictors. A cross sectional study was performed. A sample of convenience was recruited consisting of nurses practicing in the Italian territory. The research team recruited subjects from various hospital, outpatient or territorial settings. The criteria for participation in the study were: (1) being registered nurses; (2) not being in an idle state (e.g. retirement). Multiple linear regression was used to identify the predictive variables of physical, verbal and sexual aggression. The sample consisting of 518 nurses had an average age of 37.5 years.The sample consisted prevalently of female subjects, with medium-high educational attendance. About 90% of the sample claims to have suffered physical, verbal and / or sexual aggressions during their working hours. People with a lower educational level, belonging to the southern regions are more at risk of physical and verbal aggression, while the female gender is a predictor of sexual assaults. The results of this study highlight how physical, verbal and sexual violence in nursing staff are non-isolated but highly frequent issues, being part of the daily working life of many health professionals.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Introduzione: il personale sanitario risulta essere maggiormente a rischio di violenza durante l’orario lavorativo. Tuttavia, il problema è difficilmente inquadrabile, in quanto il numero di aggressioni viene spesso sottostimato. Per tale motivo l’obiettivo di questo studio è stato quello di analizzare le aggressioni fisiche, verbali e sessuali nel personale infermieristico ed identificarne i predittori. Metodi: Il disegno dello studio è stato di tipo cross sectional, cui campione era costituito da infermieri che esercitano nel territorio nazionale. Il gruppo di ricerca ha reclutato soggetti provenienti da vari setting ospedalieri, ambulatoriali o territoriali. I criteri per la partecipazione allo studio erano: (1) essere infermieri abilitati; (2) non essere in uno stato di inattività (es. pensionamento). La regressione lineare multipla è stata utilizzata per identificare le variabili predittive dell’aggressione fisica, verbale e sessuale. Risultati: Il campione composto da 518 infermieri aveva un’età media di 37.5 anni. Prevalentemente il campione era costituito da soggetti di sesso femminile, con una scolarità media-alta. Circa il 90% del campione afferma di aver subito durante il proprio orario di servizio un’aggressione fisica, verbale e/o sessuale. Le persone con un livello di istruzione più basso, appartenenti alle regioni del sud sono soggetti più a rischio di un’aggressione fisica e verbale, mentre il sesso femminile è un predittore delle aggressioni a carattere sessuale. Conclusioni: I risultati di questo studio evidenziano come la violenza fisica, verbale e sessuale nel personale infermieristico sia una problematica non isolata ma altamente frequente, facendo parte della vita lavorativa quotidiana di molti operatori sanitari.
it
pair_33780606
School nurse is present today in many countries around the world. Its contribution within schools is described in the literature especially with regard to the management of chronic diseases and health education interventions. The Sars-CoV2 pandemic has forced many states to close schools, involving major psycho-social problems. The reopening of schools is a great challenge, in this regard this work has the goal of evaluating the literature that identifies the figure of the school nurse as a strength in containing the spread of contagious diseases and the actions that can be effective for this purpose. An integrative literature review was conducted by interrogating the main international medical-nursing databases, all research articles were included, editorials and letters were excluded. Results were screened independently by two investigators. 10 articles were included, the main purpose of which was to describe outbreak cases and strategies for their management. The major nursing interventions highlighted are surveillance, case reporting, education, management of relationships with families, collaboration with other professionals. Although the identified literature was quantitatively poor, it is clear that the school nurse is central to syndromic surveillance, educational role, decision making, clinical management, collaboration with the team of experts and management of communication.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Introduzione: L’infermiere scolastico è una figura che oggi è presente in molti Paesi del mondo. Il suo contributo all’interno delle scuole è descritto in letteratura soprattutto per quanto attiene la gestione delle patologie croniche e gli interventi di educazione sanitaria. La pandemia da Sars-CoV2 che sta imperversando ha obbligato molti stati alla chiusura delle scuole, implicando grossi problemi di tipo psico-sociale. La riapertura delle scuole è una grande sfida, a tal proposito questo lavoro si è posto l’obiettivo di valutare la letteratura che individua la figura dell’infermiere scolastico come punto di forza nel contenimento della diffusione di malattie contagiose e le azioni che possono essere efficaci a tale scopo. Metodi: È stata condotta una revisione integrativa della letteratura interrogando le principali banche dati medico-infermieristiche internazionali, sono stati inclusi tutti gli articoli di ricerca, sono stati esclusi editoriali e lettere. Lo screening dei risultati è stato condotto in cieco da due ricercatori. Risultati: Sono stati inclusi 10 articoli dei quali la principale finalità era descrivere casi di outbreak e strategie per la loro gestione. I maggiori interventi infermieristici evidenziati sono la sorveglianza, la segnalazione del caso, educazione, gestione dei rapporti con le famiglie, collaborazione con altre figure professionali. Discussione: Sebbene la letteratura individuata sia risultata quantitativamente scarsa, in essa è ben chiaro come l’infermiere scolastico sia centrale nella sorveglianza sindromica, nel ruolo educativo, nella presa di decisioni, nella gestione clinica, nella collaborazione con il team di esperti e nella gestione della comunicazione.
it
pair_33780607
'What was once considered an incurable disease has in many cases become a disease that can be cured or, in any case, a disease patients can live with: It is becoming more and more frequently a chronic illness that allows affected people to have an active and satisfactory life' (I numeri del cancro in Italia 2017, Associazione Italiana di Oncologia Medica). As such, the patient suffering from cancer needs important care, often undergoing daily hospitalization. At the same time, as the daily experience shows, waiting for blood withdrawal, oncology visit and therapy administration causes anxiety, stress and frustration that can compromise the quality of life and adherence to therapies. The aim of this survey is to investigate the experience of patients waiting their turn in the waiting room of an Oncology-Hematology Day Hospital in an Italian Cancer Center. The survey was conducted using a semi-structured interview with open and closed questions. Partecipants: We considered a convenience sample of 36 patients admitted to the Oncology -Hematology Day Hospital of a Milan Research Medical Center. The analysis of the collected interviews shows that the waiting room experience involves a considerable number of sensations that can alter the psycho-physical balance of the patient. A prolonged waiting in an uncomfortable room is associated with negative emotions such as discomfort and fear. The achieved results show the need to make the waiting less stressful by paying particular attention to the various observed issues. In particular a more comfortable and adequate environment for different age groups can better respond to patient needs. Also, it is necessary to reduce the waiting room crowding, establishing defined paths and controlled accesses.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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“quello che veniva un tempo considerato un male incurabile è divenuto in moltissimi casi una patologia da cui si può guarire o, comunque, con cui si può convivere: sta diventando infatti sempre più frequentemente una malattia cronica che consente alle persone colpite di avere una vita attiva e soddisfacente” (I numeri del cancro in Italia 2017, Associazione Italiana di Oncologia Medica). In quanto tale il paziente affetto da cancro necessita di importanti cure, spesso in regime di ricovero giornaliero. Allo stesso tempo, come ci mostra l'esperienza quotidiana, l'attesa del proprio turno per il prelievo ematico, per la visita e per la terapia, crea nel paziente ansia, stress e frustrazione che possono compromettere la qualità di vita e l'aderenza alle terapie. Scopo di questa indagine è investigare l'esperienza vissuta dai pazienti mentre attendono il proprio turno in sala d'aspetto di un Day Hospital Oncologico - Ematologico all'interno di un Cancer Center italiano. METODO: l'indagine è stata condotta tramite un’intervista semi-strutturata con domande aperte e chiuse. Partecipanti: è stato considerato un campione di convenienza formato da 36 pazienti assistiti presso il Day Hospital Oncologico - Ematologico di un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico di Milano. RISULTATI: l’analisi delle testimonianze raccolte mostra che l’esperienza dell’attesa implica per i pazienti un numero considerevole di sensazioni in grado di alterare l’equilibrio psico-fisico della persona. Un’attesa prolungata in un ambiente non troppo confortevole è associata ad emozioni negative quali disagio e paura. CONCLUSIONI: dai risultati ottenuti emerge le necessità di rendere l’attesa meno stressante prestando particolare attenzione ai vari temi emersi. In particolare la creazione di un ambiente più confortevole e adeguato alla varie fasce di età può rispondere meglio alle esigenze dei pazienti. È necessario inoltre ridurre l’affollamento della sala d’aspetto creando percorsi definiti e accessi controllati.
it
pair_33780608
To analyze the prevalence of Burnout defined by the MBI-GS among Italian nursing staff during the COVID-19 emergency. The recent health emergency which in the first half of 2020 has seen Italy involved in the management of patients with COVID-19 (COronaVIrus Disease 19), has led to further stress for hospitals both in terms of beds and in terms of workload for healthcare workers. A multicenter study was conducted. A convenience sample of 208 nurses participated in the study. Between March 20 and July 20, 2020, the Maslach Burnout Inventory-General Survey (MBI-GS) questionnaire was made available online by using the Google Forms platform in order to detect and measure the severity of Burnout Syndrome (BOS). BOS-related symptoms (medium or high score) for individual MBI-GS domains were identified in at least 68% of nurses. One hundred and sixty-one nurses (77.4%) had a risk of emotional exhaustion, 143 (68.7%) of depersonalization, and 162 (77.9%) of reduced professional accomplishment. High risk was observed among nurses who managed COVID patients at their own operating unit (RR = 1.27, p = 0.016). Severe BOS risk was observed in 146 nurses analyzed (70.2%) with an increased risk among Intensive Care nurses. Our results suggest that the nurses during the coronavirus pandemic, had high levels of work-related suffering and were at risk of physical and emotional exhaustion. Further research should be undertaken to establish causal relationships between BOS and personal and environmental risk factors among healthcare professionals in relation to the COVID-19.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Analizzare la prevalenza del Burnout definito dal MBI-GS tra il personale infermieristico italiano durante l’emergenza COVID-19. La recente emergenza sanitaria che nella prima metà del 2020 ha visto l’Italia coinvolta nella gestione dei pazienti affetti da COVID-19 (COronaVIrus Disease 19), ha comportato un ulteriore stress per gli ospedali sia in termini di posti letto sia in termini di carico di lavoro per il personale sanitario. È stato condotto uno studio trasversale multicentrico. Un campione di convenienza composto da 208 infermieri ha partecipato allo studio. Tra il 20 Marzo e il 20 Luglio 2020, il questionario Maslach Burnout Inventory-General Survey (MBI-GS), è stato somministrato tramite la piattaforma Google Forms al fine di rilevare e misurare la gravità della Sindrome di Burnout (BOS). I sintomi BOS-correlati (punteggio medio o alto) per i singoli domini della MBI-GS sono stati identificati in almeno il 68% degli infermieri. Cento-sessantuno infermieri (77.4%) presentavano un rischio di esaurimento emotivo, 143 (68.7%) di depersonalizzazione, e 162 (77.9%) di ridotta realizzazione personale. Un maggior rischio è stato osservato tra gli infermieri che gestivano pazienti COVID presso la propria unità operativa. Il rischio di BOS severa, è stata osservata in 146 infermieri analizzati (70.2%) con un incremento del rischio tra gli infermieri di Terapia Intensiva. I risultati suggeriscono come gli infermieri durante la pandemia siano stati a rischio di esaurimento fisico ed emotivo. Ulteriori ricerche dovrebbero essere intraprese per stabilire relazioni causali tra BOS e fattori di rischio personale e ambientale in relazione all’esperienza COVID-19.
it
pair_33780609
The COVID-19 pandemic had a relevant health impact in a large part of the planet and there are several studies aimed at understanding its diffusion; however, to date, the problem has not been explored in the correctional setting, with particular concern for the Italian context. To assess and investigate the risk of exposure to COVID-19 in nurses working in the Italian prison system. A multicenter observational descriptive study was conducted, enrolling a convenience sample composed of nurses registered with SIMSPE onlus (Italian Society of Penitentiary Medicine and Health), working in any Italian prison facility at the time of the survey. 204 nurses participating in the survey (response rate 49.27%). Most nurses working in prisons (92.65%) were exposed to the risk of Covid-19 virus infection, since they came directly into contact with positive patients (90.69%) and in situations where they were exposed during care procedures in which aerosol was produced by the patient (56.21%). The number of nurses who 'always' complied with safety rules for prevention of infection did not differ significantly (p >0.05 for each comparison) in situations involving or not involving aerosol exposure. The results highlight the relevance of these issues in the Italian prison context and the need for further investigation. The knowledge of the dimension of this phenomenon, unexplored before this study in this context, represents the first step to be able to identify organizational strategies to manage it effectively or, if possible, to prevent it.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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text
La pandemia da Covid 19 ha avuto un impatto sanitario rilevante in gran parte del pianeta e numerosi sono gli studi orientati a comprenderne la diffusione; tuttavia ad oggi il fenomeno non risulta esplorato nell’ambito penitenziario, in particolar modo nel panorama italiano. Valutare e analizzare il rischio di esposizione al COVID-19 negli infermieri operanti nel contesto carcerario italiano. Metodi: E’ stato condotto uno studio multicentrico osservazionale descrittivo, arruolando un campione di convenienza composto da infermieri iscritti alla SIMSPE onlus (Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziara), operanti in qualsiasi struttura carceraria italiana al momento dell’indagine. Hanno partecipato all’indagine 204 infermieri (tasso di risposta 49.27%). La maggior parte degli operatori che lavorano in ambito carcerario (92,65%) sono risultati esposti al rischio di contagio da virus Covid-19 essendo venuti a contatto direttamente con pazienti positivi (90.69%) ed in situazioni in cui sono rimasti esposti durante procedure assistenziali in cui veniva prodotto aerosol da parte dell’assistito (56.21%). Il numero di infermieri che ha rispettato “sempre” le norme di sicurezza per la prevenzione del contagio non differiva significativamente (p >0.05 per ogni confronto) nelle situazioni che prevedevano o meno il contatto con aerosol. I risultati evidenziano la rilevanza del problema nel panorama carcerario italiano e la necessità di ulteriori approfondimenti. La conoscenza della dimensione di questo fenomeno, prima di questo studio inesplorato in questo contesto, rappresenta il primo passo per poter individuare strategie organizzative in grado di gestirlo efficacemente o, se possibile, prevenirlo.
it
pair_33780610
The spread of Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) has reached a pandemic dimension within a few weeks. Italy has been one of the first countries, together with Cina, dealing with the outbreak of COVID-19 and adopting severe measures to limit viral transmission. The spread of COVID-19 may have several implications in organ transplant activity and medical and nursing personnel should be know these implications. The initial experience gained during the COVID-19 outbreak shows that around 10% of infected patients in Italy need intensive care management to overcome the acute respiratory distress syndrome. Due to the exponential rise of infected patients we are now facing an actual risk of saturation of potential tissue donors which can adversely affect the overall donation activity and reduce the number of transplants. Italian preliminary data show an overall decrease of 40% in March 2020. This paper aim at showing how the pandemic affects procurement of corneal tissues through a comparative analysis 2019-2020 related to the quarter February-April.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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La diffusione della malattia da Coronavirus (COVID-19) ha raggiunto una dimensione pandemica in poche settimane. L’Italia è stata uno dei primi Paesi, con la Cina, ad affrontare l’epidemia e ad adottare misure severe per limitarne la trasmissione. La diffusione del virus, denominato , può avere diverse implicazioni nell’attività di procurement e trapianto di tessuti oculari, di cui i professionisti sanitari dovrebbero essere a conoscenza. L’esperienza iniziale acquisita durante la pandemia mostra che circa il 10% dei pazienti infetti in Italia ha bisogno di una terapia intensiva per superare la sindrome da distress respiratorio acuto. A causa dell’aumento esponenziale dei pazienti contagiati, stiamo affrontando un rischio reale di saturazione dei potenziali donatori di tessuti che può condizionare sfavorevolmente l’attività complessiva di donazione e ridurre il numero dei trapianti. I dati preliminari italiani mostrano, nel mese di marzo 2020, una diminuzione complessiva del 40% delle donazioni. L’obiettivo del presente articolo è mostrare in che modo la pandemia abbia influenzato l’attività di procurement dei tessuti corneali, attraverso un’analisi comparativa riferita ai trimestri febbraio-aprile 2019 e 2020.
it
pair_33780613
The aim of this study was to evaluate the prevalence and characteristics of Chronic Pain (CP) in survivors of critical illness. The secondary objective was to evaluate the impact of CP on an individual's quality of life and unveiling current pain treatment practices. This study was a cross-sectional survey. Twelve months after intensive care discharge, patients were contacted for an interview. Two questionnaires were administered (Brief Pain Inventory and Euroqol 5D instrument) to assess CP and quality of life. Data was obtained between 20 June and 20 December 2019. 118 patients participated in the study. An overall prevalence rate of 26.3% (n= 31) was found for CP in the study population. The highest prevalence of pain was observed in patients with 40-55 years (41.9%) (n= 13). The prevalence rate in males was 26.3%, similar compared to the rate in females (p=.99). The intensity of pain was similar among females (5.6) and males (5.8) (p=.35). Knees (15.3%), legs (12.7%) and minor joints (12.7%) were the most prevalent sites of pain. The perceived quality of life (EQ VAS) was 74.9 (+9.7) in patients without CP and 58.2 (+9.2) in patients with CP. CP has significant negative consequences for patients. Thus, we want to emphasize the need to adopt a comprehensive and multidisciplinary approach to improving the patient's condition and circumstances, contemplating both pharmacological treatments and non-pharmacological measures.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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text
Lo scopo di questo studio era di valutare la prevalenza e le caratteristiche del dolore cronico (DC) nei pazienti dimessi dalla Terapia Intensiva. L'obiettivo secondario era di valutarne l'impatto sulla qualità della vita e sulle scelte di trattamento terapeutico. Lo studio ha seguito un disegno trasversale. Dodici mesi dopo la dimissione dalla terapia intensiva, i pazienti sono stati contattati per un’intervista. Sono stati somministrati due questionari (Brief Pain Inventory e Euroqol 5D Instrument) per valutare il DC e la qualità della vita. I dati sono stati ottenuti tra il 20 giugno e il 20 dicembre 2019. 118 pazienti hanno partecipato allo studio. Un tasso di prevalenza complessivo del 26.3% (n= 31) è stato trovato nella popolazione in studio. La più alta prevalenza è stata osservata nei pazienti con range di età 40-55 anni (41.9%) (n= 13). Il tasso di prevalenza negli uomini era del 26.3%, uguale a quello nelle donne (p= .99). L'intensità del dolore era simile tra donne (5.6) e uomini (5.8) (p= .35). Ginocchia (15.3%), gambe (12.7%) e articolazioni minori (12.7%) sono state le sedi più comuni di dolore. La qualità di vita percepita (EQ VAS) era 74.9 (+9.7) nei pazienti senza DC e 58.2 (+9.2) nei pazienti con dolore. Il dolore ha un impatto negativo sui pazienti. Pertanto, vogliamo sottolineare la necessità di adottare un approccio multidisciplinare per migliorare le condizioni del paziente, considerando sia i trattamenti farmacologici che le misure non farmacologiche.
it
pair_33780611
The COVID-19 pandemic is causing a global health emergency. Health systems are under extreme pressure because of the outbreak. Pediatric population seems to be less prone to develop a severe course of the disease. Still the information about COVID-19 infection and children affected by cancer are few. This survey aims to highlight preventive and control measures to manage COVID-19 infection in Italian Pediatric Oncology and Hematology Association (AIEOP) centers. A multicenter, descriptive survey design was used. All the AIEOP centers were invited to complete an on-line survey. Data collection was performed between March 15, 2020 and April 15, 2020. Thirty six out of 48 centers responded to the survey. All the centers implemented similar preventive measures in order to control the COVID-19 spread and 77.8% of centers have created structured pathways, specific protocols or procedures; 30% of centers reduced the number of inpatient beds and 90% outpatient activity. The prevalence data collected report 14 children positive and 35 healthcare professionals positive. COVID-19 is not spreading homogeneously in Italy and children are less infected. It will be necessary to define new processes and new strategies to ensure safety and continuity of care to children affected by cancer, even in the future, when the lockdown will end, and new measures will be implemented.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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text
INTRODUZIONE: la pandemia COVID-19 sta causando un'emergenza sanitaria globale. I sistemi sanitari sono sottoposti a pressioni estreme a causa dell'epidemia. La popolazione pediatrica sembra essere meno incline a sviluppare un decorso grave della malattia. Tuttavia, le informazioni sull'infezione COVID-19 e sui bambini affetti da cancro sono poche OBIETTIVO: Questo sondaggio ha lo scopo di evidenziare le misure preventive e di controllo per la gestione dell'infezione COVID-19 nei centri AIEOP (Associazione Italiana Ematologia ed Oncologia Pediatrica). È stato realizzato un sondaggio multicentrico e descrittivo. Tutti i centri AIEOP sono stati invitati a completare un sondaggio online. La raccolta dei dati è stata effettuata tra il 15 marzo 2020 e il 15 aprile 2020. Trentasei centri su 48 hanno risposto al sondaggio. Tutti i centri hanno implementato misure preventive simili al fine di controllare la diffusione di COVID-19 e il 77,8% dei centri ha creato percorsi strutturati, protocolli o procedure specifici; Il 30% dei centri ha ridotto il numero di letti di degenza e il 90% di attività ambulatoriale. I dati sulla prevalenza raccolti riportano 14 bambini positivi e 35 operatori sanitari positivi. COVID-19 non si sta diffondendo in modo omogeneo in Italia e i bambini sono meno infetti. Sarà necessario definire nuovi processi e nuove strategie per garantire la sicurezza e la continuità delle cure ai bambini affetti da cancro, anche in futuro, quando terminerà il blocco e saranno implementate nuove misure.
it
pair_33780612
Stroke is the second cause of death worldwide and the third cause of death in industrialized countries. To investigate the effectiveness of the nurse's role the management for people affected by stroke after discharge from hospital to home. A systematic review was performed. The Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-analyses (PRISMA) guidelines was carried out. MEDLINE, CINAHL, Web of Science and Scopus were searched for studies on the effectiveness of the nurse's role in managing the stroke rehabilitation process after discharge from the home hospital from 2000 to June 2018 in English. The methodological quality was assessed by the Cochrane Collaboration's tool for assessing Risk of Bias (RoB). The GRADE system was used for evaluating evidence quality of each outcome. 7,025 studies were identified, 12 met the inclusion criteria. The outcomes in the literature are quality of life related to the degree of independence and depression, to the perception and health management and to the adaptation and stress tolerance. No primary outcome is reported in the literature with a high degree of confidence. The nurse's role the management for people affected by stroke after discharge from hospital to home represent an effective strategy for an improvement in the functional outcome, quality of life and reduction of costs.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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L'ictus è la seconda causa di morte in tutto il mondo e la terza causa di morte nei paesi industrializzati. Scopo di questo lavoro è fornire una sintesi della letteratura sull'efficacia del ruolo dell'infermiere nella gestione del processo di riabilitazione delle persone colpite da ictus dopo la dimissione dall'ospedale a casa. Revisione sistematica della letteratura di tipo quantitativo effettuata seguendo il metodo PRISMA. La ricerca è stata condotta su: Cinhal-EBSCO, Medline-PUBMED, Web of Science e Scopus. Sono stati ricercati studi sulla efficacia del ruolo dell’infermiere nella gestione del processo di riabilitazione del paziente colpito da ictus dopo la dimissione dall’ospedale a domicilio in lingua inglese dal 2000 al 2018. La selezione è stata effettuate utilizzando criteri di inclusione ed esclusione. La qualità degli articoli è stata valutata con il Risk of Bias (RoB) della Cochrane Collaboration. Il sistema GRADE è stato utilizzato per valutare la qualità delle prove di ciascun risultato. Sono stati identificati 7.025 studi, di questi 12 hanno soddisfatto i criteri di inclusione. I risultati in letteratura sono la qualità della vita correlata al grado di indipendenza e depressione, alla gestione della percezione e della salute, all’adattamento e alla tolleranza allo stress. Nessun risultato primario è riportato in letteratura con un alto grado di sicurezza. Il ruolo dell'infermiere nella gestione delle persone colpite da ictus dopo dimissione dall'ospedale a casa rappresenta una strategia efficace per un miglioramento del risultato funzionale, della qualità della vita e della riduzione dei costi.
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pair_33780614
Falls in hospitals are a major problem also in pediatric settings. No Pediatric Fall Risk Assessment Scales (PFRAS) are validated in Italian. to perform the Italian validation of the Humpty-Dumpty Falls Scale (HDFS); to assess its predictive performance; to estimate the frequency of falls in hospitalized children and to analyze possible associations between children's clinical variables and falls. The study's first step was the cultural-linguistic validation of HDFS in Italian. Second, evaluation of the Italian HDFS's performance on 1500 hospitalized children. Third, modifications of the Italian HDFS to improve its performance. Fourth, analysis of falls frequency and associations between falls and patients' clinical variables. The Italian HDFS (HDFS-ita) showed good Validity (SCVI=0.92) and inter-rater Reliability (Cohen's kappa=0.965), but poor Sensitivity (77.8%) and Specificity (36.6%). A new 3-item version of the HDFS-ita (HDFS-ita-M) was set, with a cut-off of 7, only for subjects 1 to 15 year-old. Although better, the HDFS-ita-M's performance remains poor (Sensitivity=77.8%, Specificity=53.3%, ROC curve's AOC=0.670). The frequency of pediatric falls was 6.38 per thousand children (CI95% 3.36-12.08) with a maximum frequency in children aged 3 to 6 years (11.28 per thousand children, CI95% 3.84-32.63). Motor/walking disorders (p=0.005), enuresis (p=0.0002), being in single room (p=0.04), admittance to pediatric neuropsychiatry/neurology wards (p=0.001), and neurological disorders (p=0.02) were associated to falls. HDFS-ita-M has a better but still poor performance than HDFS-ita. This study provides useful data about pediatric falls and their possible risk factors which will help pediatric hospitals in determining patient safety policies. Further studies are needed to determine an adequate panel of variables to estimate pediatric falls risk.
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Le cadute in ospedale sono un rilevante problema anche in ambito pediatrico. Al momento non esistono scale per la valutazione del rischio di cadute pediatriche (PFRAS) validate in italiano. Obiettivi: effettuare la validazione in italiano della scala Humpty-Dumpty Falls Scale (HDFS); valutare la sua performance predittiva; stimare la frequenza delle cadute nei bambini ospedalizzati e analizzare le associazioni tra le variabili cliniche dei bambini e l'evento caduta. La prima fase è consistita nella validazione linguistico-culturale italiana della HDFS. La seconda, nella valutazione della performance della HDFS italiana su 1500 bambini ospedalizzati. La terza, nella modifica della HDFS italiana per migliorarne la performance. La quarta fase è consistita nell’analisi della frequenza delle cadute e delle possibili associazioni tra queste ed alcune variabili cliniche dei pazienti. La versione italiana della HDFS (HDFS-ita) ha validità (SCVI=0.92) e affidabilità inter-valutatori (Cohen’s kappa=0.965) soddisfacenti ma ha mostrato scarse sensibilità (77.8%) e specificità (36.6%). È stata quindi approntata una versione modificata (HDFS-ita-M) con tre soli items e cut-off 7, solo per soggetti da 1 a 15 anni. Sebbene migliore della HDFS-ita, la performance della HDFS-ita-M rimane però non ottimale (Sensibilità=77.8%, Specificità=53.3%, ROC-AOC=0.670). La frequenza di cadute di bambini ospedalizzati è stata 6.38 per mille bambini (CI95% 3.36–12.08) con picco tra i bambini da 3 a 6 anni (11.28 per mille bambini, CI95% 3.84–32.63). I disturbi motori o della deambulazione (p=0.005), l’enuresi (p=0.0002), l’essere in stanza singola (p=0.04), l’essere ricoverato in reparti di neuropsichiatria o neurologia pediatrica (p=0.001), e una diagnosi di patologia neuropsichiatrica (p=0.02) sono associati alle cadute in modo statisticamente significativo. La HDFS-ita-M mostra una performance migliore della HDFS-ita ma ancora poco soddisfacente. Ulteriori studi sono necessari per determinare un set affidabile di variabili utili a predire il rischio di cadute dei bambini in ospedale. Questo studio fornisce dati sulla frequenza e sui possibili fattori di rischio delle cadute di bambini in ospedale che potranno essere utili agli ospedali pediatrici nella pianificazione delle misure di sicurezza dei pazienti.
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pair_33780615
The professional quality of life (ProQOL) is a fundamental aspect of the care providers' working life and plays an important role in monitoring their mental health status and wellbeing. The objective of this study is to explore the level of ProQOL among the Emergency Operating Center workers in the Italian context and to examine the role of both stressors and coping strategies. Health workers from an Italian 118 Emergency Operating Center participated into the research. A preliminary cross-sectional study has been performed. The survey's response rate was 72.04% (n = 67). Results found that Stressors are positively correlated with Burnout and Compassion Fatigue whereas Compassion Satisfaction has a positive correlation with the Task-oriented coping strategy and with the Emotion-oriented strategy. In conclusion, it is pivotal to implement strategies and solutions that can enhance the levels of satisfaction of Emergency Operating Center workers in order to improve patients care and organizational outcomes.
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La qualità della vita professionale (ProQOL) è un aspetto fondamentale della vita lavorativa del personale che eroga assistenza sanitaria e gioca un ruolo importante nel monitorare il loro stato di salute mentale e fisico. L’obiettivo di questo studio è esplorare il livello di ProQOL tra gli operatori della salute di una Centrale operativa delle emergenze sanitarie nel contesto italiano ed esaminare il ruolo dei fattori di stress e delle strategie di Coping. I partecipanti alla ricerca sono operatori sanitari appartenenti alla Centrale Operativa delle emergenze sanitarie del 118. E’ stato effettuato uno studio preliminare di prevalenza. Il tasso di risposta ai questionari è stato del 72,04% (n = 67). I risultati indicano che il Burnout e la Compassion Fatigue hanno un correlazione positiva con i fattori di stress mentre la Compassion Satisfaction ha mostrato un’associazione positiva con gli stili di coping Task-oriented ed Emotion-oriented. In conclusione è importante implementare strategie e soluzioni che possono innalzare i livelli di soddisfazione lavorativa degli operatori delle Centrali Operative di Emergenza per migliorare l’assistenza ai pazienti e i risultati manageriali.
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pair_26007706
Wound-related complications are common after incisional hernia repair with mesh; seroma formation is the most frequent problem. The formation of a deep seroma has been rarely reported in the literature. In one year, September 2012-2013, 136 patients underwent surgery for incisional hernia repair, both elective and urgent. The following complications were observed: one dislocation of polypropylene prosthesis, a massive relapsed seroma and two deep seromas described in this article. A 63- years-old female underwent open incisional hernia repair with an intraperitoneal PTFE patch. She developed recurrent seroma under the mesh drained percutaneously, and finally the prosthesis was removed. A 72- years-old male underwent open incisional hernia repair with an intraperitoneal PTFE patch. After several months the patient had seroma infection. The prosthesis was then removed. Seroma is a wellknown complication of postoperative ventral hernia repair, especially where prosthetic mesh is used. The formation of a deep seroma is rare. Only few works mention this complication in literature. In the development of these chronic seromas a role may be played by a long-term inflammatory reaction, more pronounced with polypropylene and polyester meshes than with ePTFE. A conservative follow up of the seromas is recommended because drainage can introduce infection. In cases where the seroma causes discomfort or is infected then drainage is necessary. From experience at our institution we suggest that patients with the deep subtype of mesh-associated seromas may require closer clinical follow up. When possible, we recommend attempting the drainage of the liquid, eventually followed by microbiological examination.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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La formazione di sieromi a seguito di correzione chirurgica di laparoceli con mesh è una evenienza frequente oramai non più considerata una vera e propria complicanza. Il “Deep Seroma” rappresenta invece un raro riscontro, come peraltro confermato dai rari casi riportati in letteratura, che talvolta può raggiungere grandi dimensioni e, se complicati da infezione, possono avere una percentuale elevata di mortalità. In un anno, nel nostro istituto 136 pazienti sono stati sottoposti ad intervento chirurgico di plastica della parete addominale per laparocele con posizionamento di protesi: tra le complicanze osservate desideriamo segnalare due rari casi di deep seroma. In entrambi i casi la protesi utilizzata è stata in PTFE al di sotto della quale, sul versante viscerale, si sono formati due voluminosi deep seromas. L’esordio dei due casi è stato differente: sintomatico il primo senza sequele infettive, mentre il secondo, asintomatico ma con l’evidenza di fistola cutanea e successiva infezione del sieroma. Importante la diagnosi precoce che deriva da un stretto follow-up dei pazienti operati, che può essere agevolmente sospettata con una ETG e perfezionata con TC addome ed ricostruzione 3D della lesione che eseguito in uno dei due casi ha permesso una valutazione anatomica più precisa.
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pair_26008222
The treatment of primary hyperparathyroidism consists almost exclusively in the parathyroidectomy. The preoperative imaging (ultrasonography, 99mTc sestamibi scan) can allow to localize the pathologic gland and perform minimally-invasive focused techniques, but in presence of ectopic or intrathyroidal glands, parathyroid hyperplasia or coexistent thyroid disease, the sensitivity of these imaging techniques worsens. The present study shows a new technique of preoperative scintigraphic imaging and describes the early applications of this technique investigating if it is useful in improving the localization of the pathologic parathyroid. Five female patients were enrolled in the study. In all cases, we performed a parathyroidectomy using a systematic recognition of the four parathyroid glands under intraoperative PTH monitoring, adding the use of the intraoperative gamma camera to usual surgical procedures. We evaluate the concordance of the results of the intraoperative gamma camera with the preoperative diagnosis, the intraoperative PTH monitoring and the intraoperative findings. Moreover, the results of the treatment one month after the surgical procedure were also considered. The results of intraoperative scintigraphy were always concordant with intraoperative findings. The intraoperative PTH monitoring and the results of the follow-up confirmed the completeness of the excision, at least in a short period of observation. The intraoperative gamma camera could help to improve the localization of a pathologic parathyroid gland. These results could be useful in improving the results of minimally invasive surgery as well as 'difficult' situations.
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Il trattamento dell’iperparatiroidismo primario è quasi esclusivamente chirurgico e consiste nell’esplorazione sistematica delle quattro ghiandole con asportazione di quella( e) patologica(e). Le più moderne tecniche di diagnosi (ecotomografia, scintigrafia 99 mTc sestamibi), migliorando le possibilità di individuare la ghiandola responsabile della malattia, consentono l’esecuzione di tecniche miniinvasive quando vi è concordanza tra i risultati delle due tecniche, ma la sensibilità di tali indagini è inficiata dalle ectopie ghiandolari, da paratiroidi intratiroidee, da malattia multighiandolare o dalla contemporanea presenza di malattie tiroidee. Il presente studio illustra una nuova tecnica di imaging scintigrafico intraoperatorio ed indaga sulla sua possibilità di migliorare la localizzazione intraoperatoria della paratiroide patologica. A tal fine, 5 pazienti sono state sottoposte a tale metodica, tutte trattate con paratiroidectomia previa esplorazione completa delle quattro ghiandole con tecnica tradizionale, con monitoraggio intraoperatorio del paratormone. Alla tecnica convenzionale è stato aggiunto l’impiego della gamma camera intraoperatoria. Abbiamo valutato la concordanza dei risultati di tale esame con i dati dell’esplorazione chirurgica e con il dosaggio intraoperatorio del paratormone. In tutte e 5 le pazienti si è osservata una perfetta concordanza tra la localizzazione della ghiandola patologica con la scintigrafia intraoperatoria e l’esplorazione chirurgica, ed il dosaggio intraoperatorio del paratormone ha confermato i dati. Anche il follow-up ad un mese ha confermato l’eradicazione della malattia. La gamma camera intraoperatoria sembra quindi poter migliorare le possibilità di localizzazione della ghiandola responsabile dell’iperparati-roidismo primario, favorendo l’impiego di tecniche mini-invasive e migliorando i risultati dinanzi a casi “difficili”.
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pair_26015644
A growing amount of scientific evidence suggests that herbal medicine may be helpful as an adjuvant treatment in rhinosinusitis. Herein, we systematically review and determine the role, efficacy and safety of phytotherapy in the treatment of acute and chronic rhinosinusitis and establish the qualities of herbal drugs as demonstrated by in vitro and in vivo experiments. Eligible studies published in English or German from January 1990 until June 2014 were identified via electronic database searches. Keywords were: sinusitis, phytotherapy, phytomedicine and herbal drugs. Additional studies were obtained through the references of selected articles. Twenty-two articles met inclusion criteria. Overall, the publications indicated that herbal medicines can have mucolytic, antiviral, antimicrobial, anti-inflammatory and secretolytic effects in experimental animals. Phytotherapy has also been found to be efficacious in reducing the symptoms of acute and chronic rhinosinusitis in children and the adult population in vivo, demonstrating a high level of tolerability and safety. Herbal products developed using phytoneering techniques have shown improvements in performance compared with previous formulations. The current literature suggests that phytotherapy is an effective and safe form of ancillary treatment for rhinosinusitis. In particular, herbal drugs made with the technique of phytoneering have proven effective in acute rhinosinusitis.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Evidenze scientifiche, sempre più presenti in letterature, suggeriscono che la fitoterapia è utile come trattamento adiuvante della rinosinusite. Lo scopo principale del nostro lavoro è esaminare sistematicamente e determinare il ruolo, l'efficacia e la sicurezza della fitoterapia nel trattamento della rinosinusite acuta e cronica e stabilire le qualità farmacologiche dei fitofarmaci in vitro e in vivo. Sono stati identificati attraverso ricerche nelle banche dati elettroniche studi pubblicati in inglese o in tedesco da l gennaio 1990 al giugno 2014. Le parole chiave usate erano: sinusite, fitoterapia, fitomedicina e farmaci a base di erbe. Ulteriori studi sono stati ottenuti attraverso i riferimenti negli articoli selezionati. Ventidue articoli hanno incontrato i criteri di inclusione. Nel complesso, gli articoli analizzati indicano che i farmaci a base di erbe possono avere effetti mucolitici, antimicrobici, antivirali, proprietà anti-infiammatorie e secretolitiche in animali da esperimento. La fitoterapia risulta efficace nel ridurre i sintomi di rinosinusite acuta e cronica nei bambini e nella popolazione adulta in vivo, dimostrando un elevato livello di tollerabilità e sicurezza. Prodotti a base di erbe sviluppati con tecniche di 'fitoingegneria' hanno mostrato miglioramenti in termini di prestazioni rispetto alle formulazioni precedenti. La letteratura corrente suggerisce che la fitoterapia è una forma efficace e sicura per il trattamento ancillare nella rinosinusite. In particolare i fitofarmaci realizzati con la tecnica di 'fitoingegneria' si sono dimostrati efficaci nella rinosinusite acuta.
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pair_26015645
The aim of the present retrospective controlled study was to analyse and compare risk factors for tracheocutaneous fistula in patients who received tracheostomy after supracricoid partial laryngectomy with those who received tracheostomy for other causes. We enrolled 39 patients with tracheocutaneous fistulas who were divided into two groups. The first received temporary tracheostomy for supracricoid partial laryngectomies (n = 21), while the control group consisted of patients who received temporary tracheostomy for other causes (n = 18). Risk factors believed to play a role in the pathogenesis of tracheocutaneous fistula were examined including advanced age, cardiopathy, local infections, radiotherapy, elevated body mass index, malnutrition, decannulation time and aspiration grade. The Leipzig and Pearson scale score was significantly higher in the supracricoid partial laryngectomy group (p = 0.006 and 0.031 for univariate and multivariate analyses, respectively). The penetration/aspiration scale score was significantly higher in the supracricoid partial laryngectomy group as determined by univariate analysis (p = 0.014). The decannulation time was significantly lower in the supracricoid partial laryngectomy group (p = 0.004 and 0.0004 for univariate and multivariate analyses, respectively). The number of surgical closures for tracheocutaneous fistula was significantly higher in the supracricoid partial laryngectomy group by univariate analysis (p = 0.027). These results suggest that chronic aspiration and related cough may be important pathogenic factors for tracheocutaneous fistula and could be responsible for the significantly higher rates of closure failure in patients after supracricoid partial laryngectomy.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Lo scopo del presente studio retrospettivo controllato è quello di analizzare e confrontare i potenziali fattori di rischio per fistola tracheocutanea tra i pazienti sottoposti a tracheostomia dopo laringectomia sovracricoidea e pazienti che hanno ricevuto tracheostomia per altre cause. Abbiamo arruolato 39 pazienti con fistola tracheocutanea e li abbiamo suddivisi in due gruppi. Il primo gruppo era costituito da pazienti che hanno ricevuto tracheostomia temporanea dopo laringectomia sovracricoidea (21 pazienti) mentre il gruppo di controllo era costituito da pazienti che hanno ricevuto tracheostomia temporanea per altre cause (18 pazienti). I seguenti fattori di rischio ritenuti svolgere un ruolo nella patogenesi della fistola tracheocutanea sono stati esaminati: età avanzata, cardiopatie, infezioni locali, radioterapia adiuvante, elevato indice di massa corporea, malnutrizione, tempo di decannulazione e grado di aspirazione. Il punteggio della scala di Leipzig e Pearson era significativamente più alto nel gruppo sottoposto a laringectomia sovracricoidea (p = 0,006 e 0,031 rispettivamente all'analisi univariata e multivariata). Il punteggio della scala penetrazione/aspirazione era significativamente più alto nel gruppo sottoposto a laringectomia sovracricoidea, come determinato dall'analisi univariata (p = 0.014). Il tempo di decannulazione era significativamente più basso nel gruppo sottoposto a laringectomia sovracricoidea (p = 0,004 e 0,0004 rispettivamente all'analisi univariata e multivariata). Il numero di procedure chirurgiche richieste per la chiusura della fistola tracheocutanea era significativamente più alto nel gruppo sottoposto a laringectomia sovracricoidea, come determinato dall'analisi univariata (p = 0,027). Questi risultati suggeriscono che l'aspirazione cronica e la tosse correlata potrebbero essere importanti fattori di rischio per fistola tracheocutanea e potrebbero essere responsabili del significativamente più alto tasso di fallimento di chiusura della fistola in pazienti sottoposti a laringectomia sovracricoidea.
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pair_26015646
Leptin is a peptide that plays a key role in the control of satiety, energy expenditure, food intake and various reproductive processes. In the last years, the expression of leptin had been found in malignant cells of various origins. The aim of this study is to evaluate leptin expression in human laryngeal squamous cell carcinoma (SCC) and to investigate its possible role in predicting prognosis. Leptin expression was determined by immunohistochemistry in pathological and healthy tissue specimens from 24 patients with laryngeal SCC. Specimens were stained with an anti-leptin antibody. All measurements were performed using a computer-based image analysis system and scale of staining intensity was determined. All tumoural specimens showed significant immunoreactivity for leptin compared to healthy tissues (p ≤ 0.05), but showed different immunoreactivity that was related to clinicopathological features. High leptin expression was not significantly related with TNM, histological grading (HG) or advanced (III and IV) clinical stage (p > 0.05). Recurrence of malignancy was found to be significantly related with high expression of leptin by Spearman's rank correlation test (r = 0.59; p = 0.002), Fisher's test (p = 0.017) and Kaplan- Meier product-limit estimate (Log-rank test, p ≤ 0.05). In particular, multivariate logistic regression analysis showed that recurrences were significantly related with nodal involvement, HG and leptin expression (p ≤ 0.05). These preliminary results suggest that leptin may be a valuable parameter for predicting prognosis in laryngeal SCC.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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La leptina è un peptide che svolge un ruolo chiave nel controllo della sazietà, del dispendio energetico, dell'assunzione di cibo, e in vari processi riproduttivi. Negli ultimi anni, la leptina è stata trovata espressa nelle cellule maligne di varia origine. Lo scopo di questo studio è quello di valutare l'espressione di leptina nel carcinoma a cellule squamose della laringe umana (SCC) e di ricercare un suo possibile ruolo prognostico. L'espressione di leptina è stata determinata mediante immunoistochimica in campioni di tessuto patologico e sano di 24 pazienti con SCC laringea. I campioni sono stati colorati con anticorpo monoclonale anti-leptina. La valutazione dell'espressione immunoistochimica è stata eseguita da un sistema computerizzato che analizzava le immagini e stabiliva una scala di intensità di colorazione. Tutti i campioni tumorali esaminati hanno mostrato immunoreattività significativa per la leptina rispetto ai tessuti sani (p ≤ 0,05), ma è stata mostrata una diversa correlazione tra immunoreattività e caratteristiche clinico-patologiche. L'alta espressione della leptina non è correlata in modo statisticamente significativo con stadiazione TNM, grading istologico (HG) e stadio clinico avanzato (p > 0,05). L'insorgenza di recidive è risultata significativamente correlata con alta espressione di leptina tramite il test di correlazione di Spearman (r = 0,59, p = 0,002), test di Fisher (p = 0,017) e analisi di Kaplan-Meier (log-rank test, p ≤ 0,05). In particolare, l'analisi di regressione logistica multivariata ha dimostrato che le recidive erano significativamente correlate con il coinvolgimento linfonodale (N), HG e l'espressione di leptina (p ≤ 0,05). I nostri risultati preliminari suggeriscono che la leptina può essere un utile parametro prognostico.
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pair_26015647
Surgical manipulation of the cervical vascular bundle during neck surgery may promote a thromboembolic event. We evaluated if thyroid surgery is associated with any alterations in the carotid artery wall that would imply an augmented risk of cerebrovascular accident (CVA). A prospective evaluation of a consecutive series of patients who underwent total thyroidectomy was performed. High resolution Doppler ultrasonography (HR-DU) was performed the day before and three days after surgery in asymptomatic consenting patients scheduled for total thyroidectomy. Two hundred patients were recruited. Preoperatively, no hemodynamically significant stenosis (> 70%) was observed. Surgery was delayed in one patient because of asymptomatic subclavian steal syndrome. The remaining 199 patients underwent total thyroidectomy. No modification of preoperative findings was observed at the postoperative HR-DU evaluation. No CVA was observed. In the absence of any significant stenosis, thyroid surgery does not affect the presence and extent of arterial wall disease and the consequent risk of CVA. Thus, screening with HR-DU does not seem beneficial in a generally asymptomatic population without significant risk factors.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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La manipolazione del fascio vascolo-nervoso in corso di interventi chirurgici del collo potrebbe facilitare l'instaurarsi di eventi tromboembolici. Abbiamo eseguito una valutazione prospettica di una serie consecutiva di pazienti sottoposti a tiroidectomia totale. Abbiamo valutato se l'intervento chirurgico di tiroidectomia può comportare alterazioni di parete dell'arteria carotide in grado di determinare un rischio aumentato di accidenti cerebro-vascolari. In tutti i pazienti asintomatici per eventi cerebro-vascolari sottoposti a tiroidectomia totale, è stato eseguito un ecodoppler al alta risoluzione il giorno prima e tre giorni dopo l'intervento chirurgico programmato. Sono stati inclusi 200 pazienti. Alla valutazione preoperatoria non sono state evidenziate stenosi carotidee emodinamicamente significative (> 70%). L'intervento chirurgico è stato rimandato in un paziente nel quale è stata posta diagnosi di sindrome del furto della succlavia. I rimanenti 199 pazienti sono stati sottoposti a tiroidectomia totale. La valutazione doppler post-operatoria è risultata invariata rispetto a quella pre-operatoria. Nella serie esaminata non sono stati osservati casi di accidenti cerebro-vascolari. In assenza di stenosi carotidee emodinamicamente significative, l'intervento chirurgico di tiroidectomia non influisce sulla presenza ed estensione della patologia di parete carotidea e sul conseguente rischio di accidenti cerebro-vascolari. In assenza di significativi fattori di rischio, l'esecuzione dell'ecodoppler di screening non sembra indicato nella popolazione generale asintomatica per eventi cerebro-vascolari.
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pair_26015648
Since 2011, transcutaneous bone-anchored auditory implants have been an alternative to the classic percutaneous implant (Baha) for bilateral conductive/mixed hearing loss that cannot be corrected by surgery. Recently, a new transcutaneous device has been approved for clinical use. Its internal component is made of the classic titanium Baha fixture, coupled to a 27 mm diameter subcutaneous circular magnet. The external component includes a second circular magnet 29 mm in diameter and a digital sound processor. To date, there are no reports describing the results of the application of this device. The aim of the present study is to report on the anatomical and functional results of transcutaneous Baha implantation in three patients: two adults, one with syndromic aural atresia and one with bilateral conductive hearing loss due to bilateral tympanomastoidectomy, and an 8-year-old child with non-syndromic aural atresia. No major intraoperative or postoperative complications were observed. The three patients tolerated the external magnet, with no signs of skin irritation. Functional results were good: median unaided free-field PTA (0.5-3 kHz) was 50 dB HL (range = 41-66 dB HL); with the transcutaneous Baha median PTA (0.5-3 kHz) was 27 dB HL (range = 25-30 dB HL) and median gain was 25 dB HL (range = 11-39 dB HL). Preliminary results encourage use of the device as a valuable alternative to other implantable devices in these patients. To ensure the success of treatment, several precautions are suggested including gradually increasing use during the first post-operative months to favour skin adaptation to magnet pressure. In addition to skin reactions, in a paediatric age most concerns are related to the curvature of the skull, which may induce tenting of the skin over the internal magnet.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Nei pazienti affetti da ipoacusia trasmissiva o mista bilaterale che non trovano indicazione in una ricostruzione chirurgica, sono state nuovamente reintrodotte protesi ad impianto osseo di tipo transcutaneo, in alternativa a quelle percutanee di uso corrente (Baha). Di recente, un nuovo dispositivo Baha transcutaneo è stato approvato per uso clinico. Esso è composto da una parte impiantabile, che consta della classica vite Baha accoppiata ad un magnete circolare sottocutaneo di 27 mm di diametro, e da una porzione esterna, costituita da un secondo magnete circolare di 29 mm e dal processore digitale del suono. Ad oggi non vi sono studi clinici che descrivano i risultati dell'applicazione del Baha transcutaneo. Il presente lavoro riporta i risultati anatomici e funzionali dell'impianto in tre pazienti operati presso l'Ospedale Pediatrico 'Bambino Gesù' di Roma: due adulti, uno affetto da atresia auris sindromica ed uno da ipoacusia trasmissiva bilaterale (esiti di timpanoplastica aperta bilaterale), ed una bambina di 8 anni con atresia auris bilaterale non sindromica. Non sono state osservate complicanze intra- o post-operatorie. Tutti e tre i pazienti hanno ben tollerato il magnete esterno senza segni di irritazione cutanea. I risultati funzionali sono apparsi incoraggianti: il PTA (0.5-3 kHz) mediano con il Baha transcutaneo è di 27 dB HL (range = 25- 30 dB HL) e il guadagno mediano di 25 dB HL (range = 11-39 dB HL). In considerazione di ciò, il Baha transcutaneo sembra proporsi come una valida alternativa alle protesi impiantabili a conduzione ossea nei pazienti con ipoacusia trasmissiva bilaterale. Tuttavia, affinché il trattamento abbia successo sembrano opportuni alcuni accorgimenti, come in particolare un graduale incremento nell'utilizzo del dispositivo durante i primi mesi post-operatori allo scopo di favorire l'adattamento della cute sottostante al magnete ed evitare reazioni locali. Motivo di particolare attenzione soprattutto in età pediatrica è la spiccata curvatura della teca cranica, che potrebbe causare una sporgenza dei margini del magnete sottocutaneo, determinando una maggiore sofferenza locale dei tessuti.
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pair_26015649
Acquired stenosis of the external auditory canal may be caused by a variety of insults, all sharing a common pathogenesis, namely a cascade of inflammatory changes leading to medial canal fibrosis. Previous surgery (canaloplasty or meatoplasty) and radiotherapy, especially if associated with a history of parotid surgery extended to the external auditory canal, have been implicated as possible causes. The literature offers advice on the management of stenosis consequent to otosurgery for congenital and acquired defects, but nothing on forms secondary to radiotherapy to the head and neck region. The proposed solutions are often cumbersome and difficult to fabricate, and therefore expensive. The aim of this paper, in which the cases of four patients are reported, is to present a new technique initially used for the most severe form - i.e. external auditory canal stenosis after surgery and radiotherapy - and then extended to forms due to different causes. This new technique involves the use of a series of surgical steel tubes of increasing dimension commonly used for tissue expansion in a body piercing practice called stretching and known as ear stretching tunnels or ear stretchers. This innovative approach proved effective in solving external auditory canal stenosis in our patients, with the least discomfort for the patient and the lowest cost. We consider this new solution to be feasible and practical and are convinced that it provides a new approach to an old problem. Further studies are needed to increase the number of clinical cases to verify how long the ear stretcher should be kept in place for the stenosis to stabilise, and to establish whether surgery is always necessary after ear stretcher application and, if so, the best timing for surgery.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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La stenosi acquisita del condotto uditivo esterno (CUE) può essere causata da molti insulti con una patogenesi comune che è rappresentata da una cascata di alterazioni infiammatorie che portano alla fibrosi della porzione mediale del condotto. Un precedente intervento chirurgico, cioè canoloplastica o meatoplastica e la radioterapia (RT), soprattutto se associata con precedente chirurgia parotidea estesa al CUE, sono state messe in relazione a questo problema. In Letteratura abbiamo trovato consigli su come gestire le stenosi conseguenti a otochirurgia per difetti congeniti e acquisiti, ma nulla per quelle secondarie a radioterapia applicata al distretto testa e collo; le soluzioni proposte, spesso non sono maneggevoli e sono difficili da fabbricare, perciò sono costose. Il nostro obiettivo è quello di presentare, attraverso l'esposizione dei casi di quattro pazienti, un nuovo metodo utilizzato per la prima volta per la condizione peggiore, ovvero stenosi del condotto uditivo esterno dopo intervento chirurgico e radioterapia, e poi esteso anche alla stenosi di origine diversa. Questa nuova tecnica utilizza una serie di tubi di acciaio chirurgico di diametro crescente solitamente usati in una pratica di espansione cutanea del body piercing chiamata 'stretching' e conosciuti come 'ear stretching tunnels' o 'ear stretchers'. Questo approccio innovativo si è dimostrato efficace nel risolvere la stenosi del condotto uditivo esterno nei nostri pazienti, con il più basso costo e il minimo disagio per il paziente. Pensiamo che questa nuova soluzione sia pratica e dimostri come il contributo di tutti sia essenziale nella ricerca di nuovi approcci a vecchi problemi. Ulteriori studi sono necessari per aumentare il numero di casi clinici, per verificare quanto tempo lo 'stretcher' debba essere mantenuto in sede ovvero in quanto tempo la stenosi si stabilizza, in modo da definire se l'intervento sia sempre necessario dopo l'applicazione dello 'stretcher' e quale sia il momento giusto per effettuarlo.
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pair_26015650
The role of corticosteroid in patients of chronic suppurative otitis media (CSOM) is unknown. In the present study, the efficacy and safety of ofloxacin alone (OA) and the ofloxacin + dexamethasone combination (ODC) is compared by studying clinical cure rates and adverse drug reactions in patients with CSOM. After prior permission from the Institutional Review Board and written informed consent from patients, pre-treatment clinical assessment and bacteriology of the middle ear discharge were done. The middle ear was categorised into active, mucoid or inactive according to the type of discharge. Grades of otorrhoea and size of tympanic membrane perforation were noted. CSOM with organisms sensitive to ofloxacin were treated either with OA or ODC eardrops for a period of 15 days. Post-treatment clinical cure (when grade of otorrhoea become 0) was recorded on the 5(th), 10(th) and 15(th) days and bacteriological assessment was recorded at the last visit. All parameters were analysed using Fisher's exact test. A total 110 patients were randomised. The most common microorganism associated with CSOM was Pseudomonas aeruginosa (45.45 %). Clinical improvement was seen in 84.61% and 86.79% of cases, but bacteriological improvement in only 82.69% and 77.35% of cases treated with OA and ODC, respectively. Shift of middle ear discharge from active to inactive was noted in 71.15% and 64.15% patients by the 10th day in the OA and ODC groups, respectively. As there was no difference in clinical or bacteriological improvement, it may be unnecessary to combine steroids with topical antibiotic preparations for management of CSOM.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Il ruolo dei farmaci corticosteroidei nei pazienti affetti da Otite Media Cronica Purulenta (OMCP) è sconosciuto. Nel presente studio sono state confrontate efficacia e sicurezza della terapia con Ofloxacina da sola (OS) con l'associazione di Ofloxacina + Desametasone (ODA), valutando il tasso di guarigione clinica e le reazioni avverse al farmaco in pazienti con OMCP. Previo consenso da parte del Institutional Review Board e adesione dei pazienti allo studio tramite consenso informato scritto, sono state effettuate valutazioni cliniche pre-trattamento ed esame colturale delle secrezioni provenienti dall'orecchio medio. In base alla tipologia di otorrea l'orecchio è stato classificato come attivo, mucoide o inattivo. Sono stati inoltre valutati il grado di otorrea e la dimensione della perforazione timpanica. I pazienti con OMCP in cui i microrganismi identificati risultavano sensibili all'Ofloxacina sono stati trattati in maniera randomizzata o con la sola Ofloxacina o con associazione Ofloxacina + Desametasone in gocce auricolari per 15 giorni. Il tasso di guarigione clinica alla fine del trattamento (ovvero quando il grado di otorrea risultava 0) è stato registrato al 5°, 10° e 15° giorno e in occasione dell'ultima visita è stata eseguito un esame colturale delle secrezioni. Tutti i parametri sono stati analizzati mediante il Test di Fisher. Sono stati reclutati in maniera randomizzata 110 pazienti. Il microrganismo associato più frequentemente al OMCP è risultato Pseudomonas aeruginosa (45,45%). È stato registrato un beneficio clinico in 84,61% dei casi trattati con OS e in 86,79% dei casi trattati con ODA ma la risoluzione dell'infezione all'esame batteriologico si è verificata solo nel 82,69% e nel 77,35% dei pazienti con OS e ODA rispettivamente. Il passaggio della forma attiva a quella inattiva è stato evidenziato al 10° giorno nel 71,15% e 64,15% dei pazienti trattati rispettivamente con OS e ODA. Dal momento che non è stata dimostrata nessuna differenza nel beneficio clinico e microbiologico, la combinazione di antibiotici topici e steroidi risulta sconsigliata nella terapia del OMCP.
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pair_26015652
We report a rare case of a large intraparotid facial nerve schwannoma (IFNS) in a 51-year-old female who presented with a painless, slow growing left parotid mass without peripheral facial nerve palsy, with non-specific findings at preoperative diagnostic work-up, that was treated with conservative surgery. Management of IFNS is very challenging because the diagnosis is often made intra-operatively, and in most cases resection may lead to severe facial nerve paralysis, with important aesthetic sequelae. Our experience suggests a new surgical option, namely intra-capsular enucleation using a microscope, currently used for schwannomas arising from a major peripheral nerve, which should be a safe and reliable treatment for IFNS. This surgical technique is the first experience of intracapsular microenucleation of facial nerve schwannoma described in the literature and allows preservation of the nerve without resection and reconstruction.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Descriviamo un raro caso di un neurinoma intraparotideo del nervo facciale in una donna di 51 anni giunta alla nostra osservazione per una voluminosa neoformazione parotidea sinistra, non dolente, senza deficit periferico del nervo facciale. L'agoaspirato e la RM della regione parotidea, eseguiti prima dell'intervento chirurgico, non si sono dimostrati diagnostici, pertanto poiché l'esame istologico estemporaneo rilevava cellule fusiformi compatibili con neurinoma la paziente è stata sottoposta a trattamento conservativo. La gestione degli schwannomi intraparotidei è molto difficile perché la diagnosi viene spesso fatta intraoperatoriamente e nella maggior parte dei casi, l'asportazione può procurare lesione del nervo facciale, con importanti conseguenze estetiche. La nostra esperienza suggerisce una nuova opzione chirurgica: l'utilizzo di microdissezione ed enucleazione con preservazione dell'epinevrio, eseguita con microscopio, attualmente utilizzata per gli schwannomi dei grandi nervi periferici. Questa tecnica potrebbe rivelarsi utile ed applicabile anche ai neurinomi intraparotidei del nervo facciale. Tale opzione chirurgica è la prima esperienza di microenucleazione intracapsulare che consente di preservare il nervo facciale senza resezione e ricostruzione descritta in letteratura.
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pair_26015653
Neonatal subglottic stenosis still remains a substantial challenge for paediatric ENT surgeons. Herein, we present a case of a single stage laryngotracheal reconstruction for a glottic-subglottic stenosis in an 18-week-old, 7.2 kg infant with DiGeorge syndrome. Our surgical approach was compared with those reported in the literature. Paediatric airway surgery should be tailored to individual patients according to age, weight, comorbidities and family collaboration, with the ultimate objective to minimise the invasiveness of the procedure.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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La stenosi subglottica neonatale rimane ancora una grande sfida per i chirurghi di ORL pediatrica. In questo lavoro presentiamo un caso di ricostruzione laringo-tracheale di una stenosi glottica-subglottica in un neonato di 18 settimane di età con sindrome di DiGeorge di 7,2 kg di peso corporeo. Il nostro approccio chirurgico è stato confrontato con la letteratura. La chirurgia delle vie aeree pediatrica dovrebbe essere adattata al singolo paziente in base all'età, al peso, alla comorbilità ed alla collaborazione familiare, con l'obiettivo ultimo di ridurre al minimo l'invasività della procedura.
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pair_26015654
Mucoepidermoid carcinoma (MEC) is the most common malignant, locally-invasive tumour of the salivary glands, and accounts for approximately 35% of all malignancies of the major and minor salivary gland. Minor salivary glands are scattered in different areas of the oral cavity such as palate, retromolar area, floor of the mouth, buccal mucosa, lips and tongue. MECs of tongue base are not common. We present a rare case of MEC localised at the tongue base in a 42-year-old Caucasian woman and discuss the histopathological types, management and review the literature. Adequate intra-oral excision was the treatment of choice in this case and in low-grade MEC. Prognosis of MEC is a function of the histological grade, adequacy of excision and clinical staging.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Il carcinoma mucoepidermoide è il più comune tumore maligno, localmente invasivo delle ghiandole salivari. Esso si presenta approssimativamente nel 35% di tutti i tumori delle ghiandole salivari maggiori e minori. Per le ghiandole salivari minori si localizza principalmente nella cavità orale, nel palato, nell'area retro molare, nel pavimento della bocca, sulla mucosa buccale, sulle labbra e sulla lingua. Il carcinoma muco epidermoide della base della lingua è alquanto raro. Presentiamo un raro caso di carcinoma muco epidermoide della base della lingua occorso in una donna di 42 anni giunta alla nostra osservazione. Un'adeguata escissione del tumore per via intraorale ha rappresentato il trattamento più adeguato per il nostro caso e per i carcinomi muco epidermoidi a basso grado di malignità. In generale la prognosi del carcinoma muco epidermoide è in relazione al grado istologico, all'adeguatezza dell'escissione chirurgica e allo stadio clinico.
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pair_26015655
Venous malformations of the head and neck are congenital lesions that grow steadily without spontaneous regression. We describe the management of a 47-year-old woman with an extensive subcutaneous venous malformation of bilateral submandibular regions and the entire tongue, refractory to multiple surgical excisions and percutaneous sclerotherapy sessions. The tumour lacked prominent feeding arteries for embolisation, but maintained high blood outflow via a few substantial venous branches. Sclerotherapy to the lesion was prevented by major communicating branches from the mass to the internal jugular vein bilaterally. Our approach entailed direct surgical access to the malformation, ligation of these communicating veins and intraoperative sclerotherapy with ethanol injection into the vessel stumps.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Le malformazioni venose della testa e del collo sono lesioni congenite che crescono costantemente, senza regressione spontanea. Presentiamo il caso clinico di una donna di 47 anni con una estesa malformazione venosa sottocutanea delle regioni sottomandibolari e della lingua refrattaria a più escissioni chirurgiche ed a sedute di scleroterapia percutanea. Il nostro approccio ha permesso un accesso chirurgico diretto alla malformazione, la legatura delle vene comunicanti, e la scleroterapia intraoperatoria con iniezione di etanolo.
it
pair_26017586
A 56 year-old man presented to the emergency department after a spontaneous bleeding of a giant mass located on the right axilla. Clinical diagnosis was recurrent hemorrhagic nodular melanoma. Ten months previously a malignant melanoma had been removed from the dorsum by radical excision and surgical margins had been disease-free (MM: Breslow IV, Clark IV, lung and lynphnode metastases). The patient required immediate emergency surgical intervention to prevent death by hemorrhagic shock. The tumor was bleeding and the patient required a transfusion. Subjective symptoms included pain in palpation and spontaneous hemorrhage, poor general appearance, pale skin, BP 80/40 mmHg, HR 100/min with overall symptoms of hypovolemic shock. At the time of surgery, radical tumor excision was performed with an approximately 3 cm circumferential gross tumor free margin. The resultant defect was reconstructed by pectoral rotation fascio-cutaneous flap. The histological diagnosis demonstrated an undifferentiated high-grade pleomorphic sarcoma with microscopic tumor free margins.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Gli autori riportano il caso di un importante sanguinamento in un paziente di sesso maschile dell’età di 56 con una voluminosa neoformazione cutanea tra la regione ascellare e pettorale di destra. La presenza di una anamnesi positiva per escissione di melanoma cutaneo avanzato avvenuta otto mesi prima aveva fatto orientare inizialmente per una mestasi cutanea da melanoma. Invece l’esame istopatologico effettuato in seguito all’escissione chirurgica avvenuta in urgenza per sanguinamento attivo non controllabile con i comuni mezzi di emostasi ha dato luogo al riscontro di un voluminoso sarcoma bilobato dei tessuti molli. La continuità cutanea è stata ristabilita mediante lembo muscolare di rotazione. Il paziente è stato dimesso il decima giornata postoperatoria in via di guarigione ed affidato agli oncologi. Una accurata revisione della letteratura scientifica mostra come la contemporanea presenza di un melanoma cutaneo e di un sarcoma dei tessuti molli attivamente sanguinante sia un evenienza molto rara. Il trattamento chirurgico demolitivo resosi necessario per il controllo dell’emostasi si è mostrato essere efficace e ben tollerato da parte del paziente.
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pair_26019388
Obstructive sleep apnoea syndrome (OSAS) is associated with severe cerebro-cardiovascular morbidity and mortality. It is an independent risk factor for atherosclerosis, arterial thrombosis and metabolic syndrome, and recently has been associated with an increased incidence of cancer and death. A causal link between OSAS and atherosclerosis has been partially established. Recent research on atherosclerosis in OSAS has focused on thrombotic tendency and blood viscosity, providing new insight into disease mechanisms. Hypoxia is a critical pathophysiological element in OSAS that leads to intensive sympathetic activity, in association with inflammation, oxidative stress and procoagulant activity. Hypoxia and the induction of oxidative stress can simultaneously represent an underlying mechanism in the pathogenesis of cancer development and progression. This mini-review will discuss the latest findings on the association and potential relationship between OSA and pathological vascular sequelae.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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La sindrome delle apnee ostruttive durante il sonno è associata ad un aumento della morbilità e mortalità cerebro-cardiovascolare. Si tratta di un fattore di rischio indipendente per aterosclerosi precoce, trombosi vascolare e sindrome metabolica e di recente è stata anche associata ad un aumento dell'incidenza di cancro. Un nesso di causalità tra OSAS ed aterosclerosi è parzialmente fondata ma non completamente chiarita. Una recente ricerca su aterosclerosi precoce in OSAS ha messo in correlazione la tendenza alla trombosi e la viscosità del sangue, fornendo una nuova visione dei meccanismi della malattia. L'ipossia intermittente notturna cronica tipica dell'OSAS insieme alle alterazioni macro e micro strutturali del sonno e la conseguente induzione ematica di stress ossidativo infiammatorio cronico cellulare con alterazioni genetiche possono contemporaneamente allo sviluppo di aterosclerosi precoce, rappresentare anche un meccanismo sottostante a lungo termine che induce atipie cellulari e patogenesi e progressione del cancro.
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pair_26019389
Juvenile nasopharyngeal angiofibroma (JNA) is a disease of adolescent males characterised by high vascularity with local aggressiveness. This analysis was intended to see the effectiveness of radiation in locally advanced JNA. We included patients treated from 1990-2012. A total of 31 patients met study criteria. Median age was 16 years (range: 12-33 years). Radiation was used for refractory, residual or unresectable locally advanced disease. The median radiation dose was 30 Gy (range: 30-45 Gy). Median follow-up was 36 months (Range: 1-271 months). The median progression-free survival [PFS] was not reached. PFS at 3, 5 and 10 years was 91.7, 70.7 and 70.7% respectively. Three patients progressed at 38, 43 and 58 months after completion of treatment and opted for alternative therapy. One patient developed squamous cell carcinoma of the nasal ale 15 years after radiation.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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L'angiofibroma nasofaringeo giovanile (Juvenile Nasopharyngeal angiofibroma o JNA) è una patologia tipica dei ragazzi in età adolescenziale nota per essere riccamente vascolarizzata e localmente aggressiva. L'obiettivo dello studio è stato quello di valutare l'efficacia del trattamento radioterapico nell'angiofibroma nasofaringeo localmente avanzato. Abbiamo arruolato pazienti trattati in un periodo compreso tra il 1990 ed il 2012. 31 pazienti sono risultati confacenti ai criteri di inclusione dello studio, con un'età media di 16 anni (range: 12-33 anni). Il trattamento radioterapico è stato effettuato in pazienti con malattia localmente avanzata residua, refrattaria ai precedenti trattamenti o non resecabile. La dose media somministrata era di 30 Gray (range: 30-45 Gray) con un follow-up medio di 36 mesi (range: 1-271mesi). A 3, 5 e 10 anni si è registrata una percentuale di sopravvivenza libera da progressione del 91.7, 70.7 e 70.7%, rispettivamente. La progressione è avvenuta in tre pazienti rispettivamente 38, 43 e 58 mesi dopo aver completato il trattamento e gli stessi hanno dunque optato per un trattamento alternativo. Un paziente ha sviluppato un carcinoma squamo cellulare dell'ala nasale 15 anni dopo il trattamento radioterapico.
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pair_26019390
Many types of approaches allow extra-capsular dissection in the deep parotid parenchyma in the treatment of benign tumours. A transcervical approach (TCA), transparotid approach (TPA) and a combined transcervical-transparotid approach (TPTCA) are the three main procedures performed to expose the deep parenchyma. We conducted a retrospective chart review enrolling 24 consecutive patients treated for benign tumours affecting the deep lobe of the parotid. Review of the surgical data was accompanied by careful follow-up to establish surgical morbidity, functional (Frey's Syndrome and first-bite syndrome) and aesthetical outcomes. A TPA was performed in the majority of cases; in 26% superficial parotidectomy was not required (selective deep parotidectomy). Minor's test showed a low rate of Frey's syndrome (3 cases of 23, 13%). No long-lasting first-bite syndrome was reported. Some additional procedures were easily performed in order to improve aesthetical results (rotational flap of sternocleidomastoid muscle, free abdominal fat transfer); these had the same results as selective deep parotidectomy. TCA (or TPTCA) ensures the best control of the facial nerve, providing good exposure and good functional and aesthetical results (without sparing the superficial parenchyma if additional techniques are performed with the aim of reducing skin depression in the treated area). The choice of the approach should have only the aim of safe resection and should not be influenced by aesthetical outcome; the craniocaudal level of the tumour seems to be the best indicator of the feasibility of the procedure also considering the branches of the facial nerve. In our experience, mandibulotomy can always be avoided.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Numerose sono le modalità di approccio chirurgico al parenchima parotideo profondo che permettono di trattare neoplasie benigne secondo il principio della dissezione extracapsulare. L'approccio transcervicale (TCA), il transparotideo (TPA) e una combinazione fra i due (transcervicale-transparotideo, TPTCA) sono le 3 principali procedure effettuate per esporre il parenchima profondo. Il nostro studio retrospettivo include 24 pazienti trattati per patologia neoplastica benigna del lobo profondo. La revisione dei dati chirurgici è stata associata ad una mirata visita di follow-up atta a stabilire vantaggi e svantaggi di ciascun approccio in termini di morbilità chirurgica sugli aspetti funzionali (sindrome di Frey e First-Bite Syndrome) ed estetici. TPA è stato eseguito nella maggioranza dei casi e nel 26% dei casi non ha previsto l'asportazione del lobo superficiale (parotidectomia profonda selettiva). Una sindrome di Frey clinicamente evidente (test di Minor) è stata documentata in 3 casi su 23 (13%) mentre nessuna first-bite syndrome di lunga durata è mai stata riportata. Procedure chirurgiche aggiuntive allo scopo di migliorare il risultato estetico (lembo di rotazione di sternocleidomastoideo, riempimento del minus chirurgico con grasso libero addominale) sono state facilmente eseguite e senza complicanze maggiori, assicurando un risultato estetico sovrapponibile a quello di una parotidectomia profonda selettiva. L'approccio transparotideo al lobo profondo assicura il controllo ideale sulle branche del nervo facciale e garantisce comunque buoni risultati estetici e funzionali (anche senza risparmio del parenchima superficiale a patto di eseguire semplici procedure aggiuntive allo scopo di minimizzare la depressione della pelle della zona trattata). La scelta del tipo di approccio non deve essere influenzata dal risultato estetico ma solo dalla fattibilità di una rimozione oncologicamente sicura; il livello cranio-caudale al quale si trova il tumore è il miglior indicatore delle difficoltà tecniche che possono presentarsi e delle branche nervose da dover preservare. Nella nostra esperienza la mandibulotomia può essere sempre evitata.
it
pair_26019391
Paragangliomas (PGL) are rare lesions of the neuroendocrine system; in the neck, they usually affect the carotid glomus (carotid body tumours-CBT). This retrospective analysis reports our experience in management of these lesions in patients treated by surgical resection. Between 2000 and 2014, 33 patients were surgically treated at our institution, obtaining a series of 44 cervical PGLs. Tumour characteristics, family history, diagnostic procedures, surgical treatment, short- and long-term outcomes were reviewed. A female prevalence was found (76% of cases). Familial cases occurred in 9 patients (20%); 6 presented with bilateral lesions and 1 had multiple paragangliomas. Lymph node metastasis was not found in any patient. All lesions were classified into three groups according to the latero-lateral diameter. Complete resection of the PGL was performed in all patients. Mortality was null; transitory cranial nerve deficit occurred in 20% of cases with permanent palsy in 6.7%. No perioperative stroke/TIA were observed. Surgical resection of PGL should be considered as the only therapeutic option because it can ensure complete removal of the disease. Patients with bilateral lesions and positive family history should be referred for genetic analysis. Preoperative planning of the surgical procedure by integrated diagnostic imaging and a full mastery of vascular surgery techniques are mandatory to minimise the risk of the most common postoperative complications. Long-term follow-up is recommended, particularly in patients with familial disease or sporadic lesions treated in an advanced stage.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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I paragangliomi (PGL) sono tumori rari del sistema neuroendocrino; a livello cervicale, originano nella maggior parte dei casi dal glomo carotideo (Carotid Body Tumor, CBT). Scopo del presente lavoro è illustrare l'esperienza personale maturata dagli Autori sul trattamento chirurgico di queste lesioni. Tra il 2000 e il 2014, 33 pazienti sono stati sottoposti a exeresi di complessivi 44 PGL presso la nostra Unità Operativa. Sono state analizzate retrospettivamente le caratteristiche epidemiologiche, strumentali, operatorie nonché i risultati immediati e lungo termine. È risultata evidente una prevalenza di pazienti di sesso femminile (76%); forme familiari sono state osservate in 9 casi (20%), nei quali abbiamo osservato 3 lesioni bilaterali e, in un paziente, lesioni multifocali. Non sono mai state rilevate metastasi ai linfonodi regionali. I PGL sono stati classificati secondo criteri dimensionali utilizzando il massimo diametro latero-laterale. La rimozione della lesione è stata completa in tutti i pazienti. La mortalità operatoria è stata nulla; deficit transitori a livello dei nervi cranici sono stati osservati nel 20% dei casi ma una paralisi permanente è risultata evidente solo nel 6,7%. Non abbiamo osservato perioperatoriamente alcun caso di ictus/TIA. L'exeresi chirurgica del PGL è da considerare, a nostra opinione, l'unica reale opzione terapeutica in quanto permette la completa rimozione della neoplasia. L'analisi genetica è consigliabile nelle lesioni bilaterali e nei casi di familiarità. Una strategia operatoria pianificata mediante l'integrazione delle tecniche di imaging, e una piena padronanza della tecnica chirurgica vascolare sono indispensabili per ridurre al minimo i rischi delle complicanze periperatorie più comuni. Nei pazienti operati è indispensabile un follow-up a lungo termine, soprattutto nei casi di familiarità o di lesioni sporadiche trattate in stadio avanzato.
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pair_26019392
The objective of this study was to demonstrate the correlation between endodontic treatment on maxillary teeth and fungus ball with inductively coupled plasma mass spectrometry measurement of zinc and other metals (barium, lead and copper) in fungus ball samples. Samples of normal maxillary mucosa were used as comparison. Metal concentration was also measured in several endodontic materials. A significant difference was found between the concentration of zinc and copper in fungus ball compared to normal mucosa. Metal distribution was more similar in fungus ball and in the endodontic materials tested than normal mucosa. The similar metal concentration in the endodontic materials and fungus ball suggests that endodontic materials play a role in the pathogenesis of fungus ball. Endodontic materials accidentally pushed into the maxillary sinus during endodontic treatments may play a crucial role. Dentists should be as careful as possible when treating maxillary teeth to avoid perforating the maxillary sinus floor; the use of zinc-free endodontic materials, as zinc is a metal that plays a pivotal role in fungus growth, should be encouraged.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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L'obiettivo di questo studio è stato dimostrare la correlazione tra il trattamento endodontico su denti mascellari antrali e il Fungus Ball mascellare. mediante L'utilizzo della ICP-MS (Inductively Coupled Plasma Mass Spectrometry) è stata utilizzata per la misurazione della concentrazione di zinco e altri metalli (bario, piombo e rame) in campioni di Fungus Ball. Per il confronto sono stati utilizzati campioni di mucosa sana del seno mascellare. La concentrazione di questi degli stessi metalli è stata misurata anche in diversi materiali utilizzati per le terapie endodontiche. Vi era è una differenza significativa tra la concentrazione di zinco e rame nei campioni di Fungs Ball rispetto alla mucosa sana. La concentrazione del dei metallo metalli nei fungus ball e nei materiali endodontici testati è invece sovrapponibile è stata sovrapponibile tra il Fungus Ball e i materiali endodontici testati. Tale dato La concentrazione simile nei materiali endodontici e nel Fungus Ball suggerisce che il materiale endodontico svolga un ruolo nella patogenesi del Fungus Ball. Ciò suggerisce che i materiali endodontici inavvertitamente spinti nel seno mascellare durante i trattamenti canalari possano svolgere un ruolo fondamentale. I dentisti dovrebbero essere il più attenti possibile durante il trattamento di denti dell'arcata superiore per evitare di forare il pavimento del seno mascellare. e forse L'uso di materiali endodontici privi di zinco dovrebbe essere incoraggiato, essendo lo zinco un metallo che gioca un ruolo fondamentale nella crescita del fungo.
it
pair_26019393
Herein we examined the toxicity, penetration properties and ability of Fe2O3·nH2O magnetic nanoparticles extracted from silt of the Borovoye Lake (Krasnoyarsk, Russia) to bind an antibiotic. Experimental studies were carried out using magnetic nanoparticles alone and after antibiotic exposure in tissue samples from nasal mucosa, cartilage and bone (in vitro). Toxicity of particles was studied in laboratory animals (in vivo). Tissues removed at endonasal surgery (nasal mucosa, cartilage and bone of the nasal septum) were placed in solution containing nanoparticles and exposed to a magnetic field. Distribution of nanoparticles was determined by Perls' reaction. After intravenous injection, possible toxic effects of injected nanoparticles on the organs and tissues of rats were evaluated by histological examination. Binding between the nanoparticles and antibiotic (amoxicillin clavulanate) was studied using infrared spectroscopy. In 30 in vitro experiments, magnetisation of Fe2O3·nH2O nanoparticles resulted in their diffuse infiltration into the mucosa, cartilage and bone tissue of the nose and paranasal sinuses. Intravenous injection of 0.2 ml of magnetic nanoparticles into the rat's tail vein did not result in any changes in parenchymatous organs, and the nanoparticles were completely eliminated from the body within 24 hours. The interaction of nanoparticles with amoxicillin clavulanate was demonstrated by infrared spectroscopy. Positive results of experimental studies provide a basis for further clinical investigations of these magnetic nanoparticles and their use in otorhinolaryngology.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Lo studio ha esaminato la tossicità, le proprietà di penetrazione e la capacità di legarsi con un antibiotico delle nanoparticelle magnetiche Fe<sub>2</sub>O<sub>3</sub>·nH<sub>2</sub>O estratte dal limo del lago Borovoye (Krasnoyarsk, Russia). Studi sperimentali sono stati effettuati utilizzando nanoparticelle magnetiche da sole e dopo esposizione ad antibiotico su campioni di tessuto di mucosa nasale, cartilagine ed osso (in vitro). La tossicità delle particelle è stata studiata su animali da laboratorio (in vivo). Tessuti prelevati durante interventi di chirurgia endonasale (mucosa nasale, cartilagine ed osso del setto nasale) sono stati immersi in una soluzione contenente nanoparticelle e poi esposti ad un campo magnetico. La distribuzione delle nanoparticelle è stata determinata attraverso la reazione di Perls. Dopo l'iniezione endovenosa, sono stati valutati possibili effetti tossici delle nanoparticelle su organi e tessuti nei ratti mediante esame istologico. Il legame tra nanoparticelle ed antibiotico (amoxicillina clavulanato) è stato studiato utilizzando la spettroscopia ad infrarossi. In 30 esperimenti in vitro, la magnetizzazione di nanoparticelle Fe<sub>2</sub>O<sub>3</sub>·nH<sub>2</sub>O ha portato alla loro infiltrazione diffusa nel tessuto mucoso, cartilagineo ed osseo del naso e dei seni paranasali. Con gli esperimenti, si è scoperto che l'iniezione endovenosa di 0.2 ml di nanoparticelle magnetiche nella vena della coda del ratto non determinava cambiamenti a livello degli organi parenchimatosi, e le nanoparticelle venivano completamente eliminate dall'organismo entro 24 h. L'interazione delle nanoparticelle con amoxicillina clavulanato è stata dimostrata mediante spettroscopia ad infrarossi. I risultati positivi degli studi sperimentali forniscono una base per ulteriori indagini cliniche sulle nanoparticelle magnetiche ed il loro utilizzo in otorinolaringoiatria.
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pair_26019394
Previous studies have suggested that risk factors for ischaemic vascular disease, such as cigarette smoking, hypertension and hyperlipidaemia, can also be considered risk factors for the development of idiopathic sudden sensorineural hearing loss (ISSNHL). In this study, we have evaluated the hypothesis that these factors can influence hearing threshold recovery in patients affected by ISSNHL. A total of 141 subjects who suffered an episode of ISSNHL were included. All subjects were assessed with tonal audiometry, auditory brainstem responses and MRI to exclude retrocochlear pathology. Hearing tests were conducted at ISSNHL onset (t = 0) and after 30 days. Patients were divided into three classes according to the presence/absence of one or more cardiovascular risk factors including: history of smoking, total serum cholesterol/triglycerides, history of hypertension and diabetes mellitus. Values of hearing threshold recovery were estimated and comparisons were conducted across the three risk factor classes. 75% of patients affected by ISSNHL showed a threshold recovery. However, the threshold recovery was found to be class-independent (average recovery value of 18 dB HL per classes) and also independent of age and gender. Even if cardiovascular risk factors have been found to be involved in the pathogenesis of ISSNHL, the present study suggests that these factors do not have any significant influence on the threshold recovery in ISSNHL.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Diversi studi in letteratura hanno già suggerito che i fattori di rischio per la patologia ischemica vascolare, tra cui il fumo di sigaretta, l'ipertensione e l'iperlipidemia, sono anche fattori di rischio per lo sviluppo dell'ipoacusia improvvisa idiopatica (ISSNHL). In questo studio, abbiamo valutato l'ipotesi che questi fattori possano anche avere un ruolo nel recupero della soglia uditiva, in un gruppo di pazienti affetti da ISSNHL. 141 soggetti affetti da ISSNHL sono stati inclusi in questo studio. Tutti i pazienti sono stati valutati con audiometria tonale, potenziali evocati uditivi (ABR) e risonanza magnetica per escludere patologia retrococleare. L'audiometria tonale è stata eseguita all'esordio dell'ISSNHL e quindi dopo 30 giorni. I pazienti sono stati suddivisi in tre classi in base alla presenza/assenza di uno o più fattori di rischio cardiovascolare. I fattori di rischio cardiovascolare esaminati sono stati: storia di fumo, colesterolo totale e trigliceridi, ipertensione e diabete mellito. Il recupero di soglia uditiva è stata valutato e poi confrontato attraverso le tre classi dei fattori di rischio. Nelle tre diverse classi di rischio cardiovascolare, il 75% dei pazienti affetti da ISSNHL ha mostrato un recupero di soglia. Il recupero di soglia è risultato essere indipendente dalla classe di rischio di appartenenza (valore di recupero medio di 18 dB HL per classe) e anche indipendente da età e sesso. Anche se i fattori di rischio cardiovascolare sono risultati essere coinvolti nella patogenesi dell'ISSNHL, i dati del presente studio hanno mostrato che questi fattori non hanno però influenza significativa sul recupero soglia in un gruppo di soggetti affetti da ISSNHL.
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pair_26019395
The present study aims to evaluate and validate the Italian version of Khalfa's questionnaire on hyperacusis (HQ). We recruited 117 patients (64 men, 53 women, mean age 53 years, range 14-88) with tinnitus for at least 3 months as a primary disorder. All patients completed the THI and the Italian version of the HQ and underwent audiometry, pitch and loudness tinnitus matching, otoacoustic emissions with distortion products (DPOAE) and uncomfortable loudness level (ULL). The overall performance of the tests was evaluated and compared using the area under the RO C curve (AUC) relative to the tests. The cut-off of the HQ was calculated. We also assessed the Cronbach's alpha (αC) for the HQ and its three major dimensions (attentional - αC1, emotional - αC2 and social - αC3). Statistical analysis showed no correlation between DPOAE, audiometry, ULL and gender. We observed a high correlation (p < 0.05) between hyperacusis and ULL described by the Spearman's ρ index (rs = 0.72). We found a cut-off of 16 indicative of hyperacusis comparing the area under the RO C curve (AUC) of HQ and audiometry, taken as a diagnostic reference, (sensitivity = 67.9% and specificity = 72.2%). The reliability of HQ was confirmed by a high αC = 0.89. The αC for the single dimensional scales were, respectively, αC1 = 0.73, αC2 = 0.72 and αC3 = 0.81. The Italian version of the HQ is recommended for proper and complete classification of patients with tinnitus and hyperacusis. From our study, we found a cut-off of 16 instead of the cut-off of 28 described as very high by other authors. Moreover, ULL was an important variable and can be discriminating in the evaluation of hyperacusis.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Il presente studio ha come scopo quello di valutare e dimostrare la validità della versione italiana del questionario sull'iperacusia di Khalfa (HQ). Sono stati reclutati 117 pazienti (64 uomini, 53 donne; età: 14-88 anni, media 53 anni) con acufene da almeno 3 mesi come disturbo primario. Tutti i pazienti hanno compilato il THI e la versione italiana del HQ e sono stati sottoposti ad esame audiometrico, acufenometria, otoemissioni acustiche con prodotti di distorsione (DPOAE) e soglia del fastidio (ULL). La performance complessiva dei test è stata valutata e confrontata usando l'area sotto le curve ROC (AUC) relative ai test. Il cut-off del HQ è stato calcolato. Inoltre abbiamo valutato l'alfa di Cronbach's (αC) per il HQ e per le sue tre scale dimensionali: attenzionale (αC1), emotiva (αC2) e sociale (αC3). La nostra analisi statistica non ha evidenziato alcuna correlazione tra DPOAE, esame audiometrico, ULL e sesso. Inoltre è stata osservata una elevata correlazione tra l'iperacusia e l'ULL, descritto dall'indice ρ di Spearman (rs = 0,72). È stato calcolato un cut-off di 16 indicativo di iperacusia, comparando l'area sotto la curva ROC (AUC) del HQ e l'audiometria, presa come riferimento diagnostico, (sensibilità = 67.89% e specificità = 72.22%). L'affidabilità del HQ è stata confermata da un alto αC = 0,89. L'αC per le singole scale dimensionali sono risultate rispettivamente αC1 = 0.73, αC2 = 0.72 e αC3 = 0.81. La versione italiana del HQ è consigliata per una classificazione appropriata e completa dei pazienti con iperacusia. Dal nostro studio abbiamo trovato un cut-off di 16 invece del cut-off di 28, descritto come molto alto da differenti autori. Inoltre, l'ULL risulta una importante variabile e può essere discriminante nella valutazione dell'iperacusia.
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pair_26019396
This prospective study was designed to evaluate the differences between immediate and delayed canal re-entry of otoliths after therapeutic manoeuvres in patients with benign paroxysmal positional vertigo (BPPV). A total of 196 patients with BPPV were visited and 127 matched our inclusion criteria. The mean age was 54.74 years. The horizontal semicircular canal (HSC) was involved in 30 cases and the posterior semicircular canal (PSC) in 97 patients. Patients with hearing loss in the ear affected by BPPV have a more recurrent form, compared to those with normal hearing. An immediate canal re-entry was recorded in 3 patients with HSC BPPV, all with geotropic nystagmus. In 7 patients with PSC BPPV, the immediate canal re-entry was detected and the delayed form was noted in 5 patients. The patients with the delayed canal re-entry underwent more than 2 previous manoeuvres. The canal re-entry was not related to the manoeuvre performed. The timing of the Dix-Hallpike test to verify the resolution of the BPPV had a significant role in immediate canal re-entry. A recurrence in the follow-up at least one month after treatment was recorded in 20 patients and was more frequent in patients that had canal re-entry. The canal re-entry or canal switch is a clinical entity that should be kept in mind of the neurotologist when approaching BPPV patients. It is important to distinguish it from recurrence when delayed and from manoeuvre failure when immediate. The timing of manoeuvre performing, in particular the final verification test after therapeutic sessions, is important to prevent the immediate reflux of particles into canals.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Studio prospettico ideato per la valutazione delle differenze tra la conversione canalare o il rientro degli otoliti nei canali semicircolari successivo alle manovre terapeutiche nei pazienti affetti da VPPB. Sono stati valutati 196 pazienti affetti da VPPB, 127 dei quali corrispondevano ai criteri di inclusione. L'età media dei pazienti era di 54.74 anni. Il canale orizzontale è stato coinvolto in 30 casi e il canale posteriore in 97 pazienti. I pazienti con sordità neurosensoriale presentavano forme ricorrenti di VPPB, rispetto a quelli con udito normale. L'immediato rientro canalare è stato diagnosticato in 3 pazienti con VPPB del canale laterale, tutti con nistagmo geotropo. 7 pazienti con VPPB del canale posteriore hanno presentato un rientro canalare immediato e 5 la forma ritardata. I pazienti con rientro canalare ritardato avevano precedentemente subito più di 2 manovre di riposizionamento. Il rientro canalare non è risultato connesso al tipo di manovra eseguita. Il tempo di attesa tra l'esecuzione della manovra liberatoria e il test di verifica si è rivelato importante ai fini del rientro canalare immediato. La recidiva della BPPV dopo un mese dalle manovre liberatorie si è riscontrata in 20 pazienti ed è stata più frequente in quei pazienti che hanno avuto un fenomeno di rientro canalare. La conversione canalare ed il fenomeno del rientro canalare rappresentano delle entità cliniche che devono essere considerate dal medico che tratta le VPPB. Appare importante distinguere un rientro da un fallimento della manovra in caso di forme immediate, o da una recidiva di patologia in caso di forme ritardate. L'esecuzione del test di verifica del successo terapeutico dopo manovre di riposizionamento deve avere un distacco temporale sufficientemente ampio al fine di evitare il reflusso immediato di otoliti nei canali.
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pair_26019397
Oncologic resection of head and neck cancers often results in complex reconstructive problems that can require local, regional, or free flaps. Herein, we present a case of a 67-year-old female with a history of floor of mouth cancer who had a second primary carcinoma in the left side of pharynx, 9 years after initial therapy. She underwent a wide oncologic resection requiring laryngopharyngeal reconstruction. Significant scar formation on the left side, due to previous surgery and radiotherapy, prevented us from harvesting an ipsilateral flap. Therefore, we used a right sided supraclavicular artery island flap for reconstruction of the contralateral defect. The patient healed completely with hyperbaric oxygen therapy and conservative local wound care. Supraclavicular artery island flap is a viable option for poor microvascular surgical candidates. It is easy and quick to harvest, and significantly decreases operative times. It is thus a versatile option for contralateral laryngopharyngeal reconstruction.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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La resezione dei tumori della regione testa-collo spesso comporta complessi problemi ricostruttivi che possono necessitare di lembi locali, regionali o liberi. Presentiamo il caso di una donna di 67 anni con storia pregressa di tumore del pavimento buccale, che a 9 anni dalla prima neoplasia ha presentato un secondo carcinoma primitivo del faringe. La paziente è stata sottoposta ad un'ampia resezione che ha richiesto una ricostruzione faringo-laringea. La presenza di un ampia area cicatriziale omolaterale dovuta al precedente intervento chirurgico e alla successiva radioterapia ci ha impedito di prendere un lembo ipsilaterale. Pertanto, per la ricostruzione del difetto, abbiamo usato un lembo sovraclaveare ad isola controlaterale. La completa restitutio ad integrum è stata ottenuta con l'ausilio di ossigenoterapia iperbarica e terapia locale della ferita chirurgica. Il lembo sovraclaveare ad isola è un opzione interessante e percorribile in quei pazienti che per condizioni locali e generali siano candidati sub-ottimali al lembo microvascolare. Il lembo è inoltre di facile e rapida preparazione, e consente una significativa riduzione dei tempi operatori. Per tali motivi rappresenta un opzione versatile per la ricostruzione faringo-laringea controlaterale.
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pair_26019398
This report focuses on tuberculous otomastoiditis treated at a third level Italian paediatric hospital. We reviewed the clinical charts of 4077 children who underwent middle ear surgery at the Audiology and Otology Unit of the Institution's ENT Department from January 1995 to December 2011. A tubercular aetiology was identified in 2 cases: a 4-year old boy who presented with primary ear involvement, i.e. with no other infected sites but the middle ear, and a 5-year old girl with secondary tuberculous otomastoidits, who was treated for pulmonary and mediastinal tuberculosis at the age of 7 months.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Il presente lavoro descrive l'esperienza di un ospedale pediatrico italiano di terzo livello sulle otomastoiditi tubercolari. Sono state revisionate le cartelle cliniche di 4077 bambini sottoposti dal gennaio 1995 al dicembre 2011 a chirurgia dell'orecchio medio presso la UO di Audiologia ed Otologia della divisione ORL dell'Ospedale. La diagnosi eziologica di tubercolosi è stata posta in 2 casi: in un bambino di 4 anni affetto da otomastoidite cronica tubercolare primaria, ossia senza segni di infezione in altri distretti corporei al di fuori dell'orecchio medio, e in una bambina di 5 anni affetta da otomastoidite cronica tubercolare secondaria, essendo stata trattata all'età di 7 mesi per tubercolosi polmonare e mediastinica.
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pair_26019399
Herein, a rare case of synchronous cystoadenolymphoma (Warthin's tumour) of the right parotid gland and the nasopharyngeal space is described. Although Warthin's tumour (WT) of the parotid gland is a common benign pathology, the occurrence of extra-parotid cystoadenolymphoma is rare. Extra-parotid WT have been mainly localised in the submandibular gland, periparotid region and occasionally in other sites, such as the oral cavity, hard palate and nasopharynx. The simultaneous occurrence of an intra-parotid and extra-parotid WT localisation, as in the case presented, is extremely uncommon.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Obiettivo del presente lavoro è descrivere un raro caso di cistoadenolinfoma (tumore di Warthin) sincrono della ghiandola parotide destra e del rinofaringe. Il tumore di Warthin della ghiandola parotide è una neoplasia benigna relativamente comune; più raro è il suo riscontro in ambito extra-parotideo (per lo più, a livello della ghiandola sottomandibolare, del cavo orale o del rinofaringe). Molto più raro è poi il riscontro di due localizzazioni simultanee, una intra-parotidea ed una extra-parotidea, come nel caso qui descritto.
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pair_26261461
A biloma is an encapsulated collection of bile located in the abdomen. It occurs spontaneously or secondary to traumatic or iatrogenic injury to the biliary system. The patient's medical history, symptoms and diagnostic imaging findings suggest the diagnosis, but a definitive diagnosis is provided by drainage and biochemical analysis of the fluid. We report a case of a patient admitted with acute abdominal pain in the right hypochondrium caused by a spontaneous biloma. This is a rare condition, and the reason for the onset was not identified. We discuss the role of the various diagnostic imaging techniques, particularly that of ultrasound.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Il biloma è una raccolta circoscritta di bile in addome, spontanea o secondaria ad una lesione traumatica o iatrogena del sistema biliare. L’anamnesi, i sintomi ed i reperti radiologici suggeriscono la diagnosi, anche se spesso la diagnosi finale è legata al drenaggio del liquido. Riportiamo il caso di un paziente ricoverato per dolore addominale acuto in ipocondrio destro determinato da un biloma spontaneo, condizione rara in cui non si identifica la causa del danno al sistema biliare e discutiamo il ruolo delle varie metodiche di diagnostica per immagine, in particolare dell’ecografia.
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pair_26261462
The aim of this study was to determine the role of ultrasound in the diagnosis and treatment of pediatric patients with acute abdominal pain caused by intussusceptions. We performed a retrospective study of all pediatric patients with acute abdominal pain caused by intussusceptions and that underwent ultrasound examination at the emergency service of the Radiology Department between November 2007 and June 2013. The role of ultrasonography in the diagnosis of intussusceptions has been assessed by comparing the echographic presumptive diagnosis with the final diagnosis of discharge. Its importance in the treatment has been assessed by determining the value of ultrasound findings in the choice of the best treatment. The ultrasound examination was positive in 16/18 patients with a final diagnosis of intussusception. Some sonographic findings seemed to be able to predict the opportunity to resort to non-surgical therapeutic options like hydrostatic or pneumatic reduction of the intestinal segments invaginated. In our casuistry, five children presented characteristics typical of this subgroup and underwent barium enema which provided the reduction of the intestinal segments involved. The future challenge will be to perform non-surgical ultrasound-guided reductions to avoid the exposure of the infants to ionizing radiations. Ultrasonography is essential not only in the diagnosis, but also it adds important elements in the therapeutic choice and could play in the future an important role in non-surgical reduction of intestinal intussusceptions in pediatric patients.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Accertare il ruolo dell'ecografia nella diagnosi e trattamento dei pazienti pediatrici con dolore addominale acuto causato da invaginazione intestinale. Abbiamo eseguito uno studio retrospettivo su tutti i pazienti pediatrici con dolore addominale acuto causato da intussuscezione e sottoposti ad esame ecografico presso il servizio di emergenza del Dipartimento di Radiologia tra il Novembre 2007 ed il Giugno 2013. Il ruolo dell'ecografia nella diagnosi di intussuscezione è stato valutato comparando la diagnosi presuntiva ecografica con la diagnosi finale di dimissione; per ciò che concerne la sua importanza nel trattamento, ci si è basati sull'influenza dei reperti ecografici sul percorso terapeutico. Su 18 pazienti con diagnosi finale di intussuscezione l'esame ecografico è risultato positivo in 16 casi; inoltre è stato possibile osservare che alcuni reperti ecografici sembrano essere in grado di predire l'opportunità di ricorrere ad opzioni terapeutiche non chirurgiche, vale a dire riduzione idrostatica o pneumatica del segmento intestinale invaginato. Nella nostra casistica, 5 bambini hanno presentato caratteristiche tali da rientrare in questo sottogruppo, e pertanto sono stati sottoposti a clisma opaco, tramite cui in 3 casi si è ottenuto lo svaginamento dei segmenti intestinali. La sfida futura sarà sottoporre questo sottogruppo di pazienti a riduzione non chirurgica sotto guida ecografica, evitando così l'esposizione del bambino a radiazioni ionizzanti. l'ecografia risulta fondamentale non solo nella fase diagnostica, ma aggiunge elementi di peso nella decisione terapeutica e potrebbe rivestire, in futuro, un ruolo di primo piano in qualità di guida nella riduzione non chirurgica dell'invaginazione intestinale nel paziente pediatrico.
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pair_26261463
Many pathological causes are responsible for the sonographic presentation of myometrium cysts and cyst-like lesions, where the distinction between these etiologies is required. The current work is aimed at discerning between different etiologies of myometrium cysts and cyst-like lesions for an optimum management. In the course of daily practice of gynecological transvaginal ultrasound, 66 cases of myometrium cysts and cyst-like lesions have been discerned, where all were examined with endovaginal ultrasound using a multifrequency endocavitary probe having color Doppler capability. Adenomyosis uteri detected in 15 cases, invasive mole in 4 cases, congested arcuate veins in 20 cases, incidental cysts in 4 cases, cystic degeneration of myoma in 3 cases, C-section scar cysts and cyst-like lesions in 13 cases, interstitial ectopic pregnancy in 2 cases, incomplete abortion with congested myometrium vessels in 4 cases, and arteriovenous malformation in 1 case. The number of cases with cervical nabothian cysts was not considered since they were too frequent. Endosonography is an important tool in differentiating between the various diseases that are responsible for benign myometrium cysts and cyst-like lesions, which are all important since some of them are visualized as serious clinical situations and others turn out to be of little clinical significance.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Molte patologie sono responsabili della presentazione ecografica di cisti del miometrio e di lesioni simil-cistiche ed è necessaria la distinzione tra le varie eziologie. Scopo del lavoro è distinguere tra le diverse eziologie delle cisti del miometrio e delle lesioni simil-cistiche per una loro gestione ottimale. Durante la pratica quotidiana di ecografia transvaginale ginecologica sono stati riscontrati 66 casi di cisti del miometrio e di lesioni simil-cistiche, tutti sono stati esaminati con ecografia endovaginale con sonda endocavitaria multifrequenza e modulo Doppler. In 15 casi è stata rilevata adenomiosi dell’utero, in 4 casi mola invasiva, in 20 casi congestione venosa, in 4 casi riscontro incidentale di cisti, in 3 casi degenerazione cistica dei miomi, in 13 casi cicatrice cistica (CS) e lesioni simil-cistiche, in 2 casi gravidanza ectopica, in 4 casi aborto incompleto con vasi del miometrio congestionati e in 1 caso malformazioni artero-venose. I casi di cisti Naboth non sono stati considerati in quanto di troppo frequente riscontro. L’ecoendoscopia è uno strumento importante nella differenziazione delle varie malattie che sono responsabili della formazione di cisti benigne del miometrio come di lesioni simil-cistiche, alcune gravi, altre di scarsa rilevanza clinica.
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pair_26261464
To prospectively evaluate the prevalence of the embolization of the spleen in patients with definite left-sided infective endocarditis (IE) using a contrast-enhanced ultrasound (CEUS). From March 2012 through September 2013, 18 consecutive patients (9 females and 9 males, aged 21-83 years) evaluated at our hospital and with definite left-sided IE according to the revised Duke criteria were enrolled. All of the patients gave informed written consent and the study was performed in conformity with the ethical guidelines of the Declaration of Helsinki. All of the patients were submitted to a CEUS of the spleen within 10 days after the definite diagnosis of IE. For the CEUS, a blood pool second-generation contrast agent and an ultrasound machine with a contrast harmonic imaging technology were used. The splenic CEUS showed infarctions in 11 patients (61 %) and resulted positive in the 2 patients with negative echocardiography. In this study, CEUS of the spleen, a repeatable and low-cost imaging technique, easily allowed the bedside detection of asymptomatic and even tiny infarctions and showed a high rate of embolization in patients with definite left-sided IE. Therefore, in the setting of IE (possible or definite), CEUS of the spleen has the potential to better define or accelerate the diagnosis itself.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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valutare prospetticamente la prevalenza di embolizzazione splenica in pazienti con endocardite infettiva (EI) certa del cuore sinistro con l’utilizzo dell’ecografia con mezzo di contrasto (CEUS). lo studio è stato effettuato presso il nostro Ospedale dal marzo 2012 al settembre 2013; sono stati arruolati 18 pazienti consecutivi (9 femmine e 9 maschi, con età compresa tra 21 e 83 anni) con diagnosi di EI certa del cuore sinistro secondo i criteri Duke rivisti. Tutti i pazienti hanno dato il loro consenso informato scritto e lo studio è stato condotto in conformità con le linee guida etiche della Dichiarazione di Helsinki. Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad una CEUS della milza entro 10 giorni dalla diagnosi di EI certa del cuore sinistro. Per la CEUS è stato utilizzato un mezzo di contrasto di seconda generazione ed un ecografo dotato di imaging armonico. la CEUS ha mostrato la presenza di infarto della milza in 11 pazienti (61%) ed è risultata positiva nei 2 pazienti con indagine ecocardiografica negativa. in questo studio la CEUS della milza, una tecnica di imaging ripetibile e a basso costo, ha permesso facilmente la identificazione al letto del paziente di infarti asintomatici, anche di piccole dimensioni; ha dimostrato che nei pazienti con EI del cuore sinistro c’è una elevata frequenza di embolizzazione splenica. Pertanto, nel contesto di EI del cuore sinistro (possibile o certa), la CEUS della milza ha la potenzialità di accelerare o meglio definire la diagnosi stessa.
it
pair_26261465
Cardiorenal syndrome type 1 (CRS-1) is the acute kidney disfunction caused by an acute worsening of cardiac function. CRS-1 is the consequence of renal vasoconstriction secondary to renin-angiotensin system (RAS) activation. No animal models of CRS-1 are described in literature. To characterize a murine model of CRS-1 by using a high-resolution ultrasound echo-color Doppler system (VEVO2100). Post-ischemic heart failure was induced by coronary artery ligation (LAD) in seven CD1 mice. Fifteen and thirty days after surgery, mice underwent cardiac and renal echo-color Doppler. Serum creatinine and plasma renin activity were measured after killing. Animals were compared to seven CD1 control mice. Heart failure with left ventricle dilatation (end diastolic area, p < 0.05 vs. controls) and significantly reduced ejection fraction (EF; p < 0.01 vs. controls) was evident 15 days after LAD. We measured a significant renal vasoconstriction in infarcted mice characterized by increased renal pulsatility index (PI; p < 0.05 vs. controls) associated to increased creatinine and renin levels (p < 0.05 vs. controls). The mice model of LAD is a good model of CRS-1 evaluable by Doppler sonography and characterized by renal vasoconstriction due to the activation of the renin-angiotensin system secondary to heart failure.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Per sindrome cardiorenale tipo-1 (SCR-1) si intende il peggioramento acuto della funzione renale dovuto alla riduzione della funzione cardiaca. La SCR-1 è conseguenza della vasocostrizione renale dovuta all’attivazione del sistema renina-angiotensina. In letteratura non sono descritti modelli animali che riproducono tale patologia. Obiettivo di questo studio è caratterizzare mediante l’utilizzo di un sistema ecografico ad alta risoluzione (VEVO2100) un modello murino di CRS-1. lo scompenso cardiaco post ischemico è stato indotto in 7 topi CD1 mediante legatura dell’arteria coronaria sinistra discendente anteriore. 15 e 30 giorni dopo la procedura chirurgica gli animali sono stati valutati mediante ecografia ed ecoDoppler cardiaco e renale. Gli animali sono stati sacrificati il trentesimo giorno e sono stati effettuati il dosaggio della creatinina sierica e dell’attività reninica plasmatica. I risultati sono stati confrontati con quelli ottenuti da 7 topi CD1 di controllo. la presenza di scompenso cardiaco, valutato mediante misurazione ecocardiografica dell’area telediastolica del ventricolo sinistro (EDA) e della frazione di eiezione (FE), è risultata evidente già 15 giorni dopo la LAD (rispettivamente <i>p</i> < 0.05 e <i>p</i> < 0.01 vs. controlli). E’ risultata inoltre una significativa vasocostrizione renale nei topi infartuati con aumento degli indici di pulsatilità renali (PI) nei topi infartuati (PI, <i>p</i> < 0.01 vs. controlli), associata ad un significativo aumento della creatinina e della attività reninica plasmatica (<i>p</i> < 0.05). il modello murino di legatura di coronaria è un buon modello di SCR valutabile mediante ecoDoppler e caratterizzato da vasocostrizione renale e attivazione del sistema renina angiotensina.
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pair_26261466
Total hip arthroplasty (THA) is a widespread option for treating hip osteoarthritis. Peri-prosthetic complications after THA represent a common event influencing patient outcome and costs. The purpose of this paper is to report the use of ultrasonography (US) to detect peri-prosthetic complications in symptomatic patients who underwent THA. We retrospectively reviewed the records of patients with THA who underwent imaging evaluation between January 2009 and December 2012 at two different institutions. We evaluated the presence/absence of superficial and/or deep peri-prosthetic collections as well as the presence/absence of a cutaneous sinus tract. For patients who underwent both MRI and US, a concordance correlation analysis between US and MR findings was performed. In the reference period, 532 symptomatic patients (mean age ± standard deviation 74 ± 12 years) underwent X-ray and MRI examinations for suspected peri-prosthetic complications. Among them, 111 (20.9 %) underwent also US. Overall, 108 patients underwent both US and MRI. US findings included 67 superficial collections, 48 subcutaneous fistulas, 74 deep peri-prosthetic collections. Twenty-four patients had solid, mass-like peri-prosthetic collections. In 11 patients, no peri-prosthetic complications were seen. MRI findings included 68 superficial collections, 49 subcutaneous fistulas, 79 deep peri-prosthetic collections. Twenty-four patients had solid, mass-like peri-prosthetic collections. In four patients, no peri-prosthetic complications were seen. Concordance analysis between US and MRI findings showed almost perfect agreement (k ≥ 0.89). US is an efficient and practical imaging modality to evaluate peri-prosthetic complications in patients with THA, being almost comparable to MRI in detecting and characterizing these complications.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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L’artroprotesi totale di anca (PTA) rappresenta una valida opzione per il trattamento della patologia osteoartrosica. L’incidenza di complicanze post-intervento è una problematica che influenza costi e risultato terapeutico. Scopo del lavoro è stato riportare la nostra esperienza nella valutazione ecografica di complicanze peri-protesiche in pazienti sottoposti a PTA. Abbiamo riesaminato retrospettivamente i referti di pazienti con sospetto di complicanze peri-protesiche che hanno eseguito follow up diagnostico presso due ospedali da Gennaio 2009 e Dicembre 2012. Abbiamo valutato la presenza/assenza di raccolte superficiali e/o profonde e la presenza di eventuali fistole cutanee. Per ogni paziente che ha eseguito risonanza magnetica (RM) ed ecografia abbiamo stimato la concordanza dei dati. In tale periodo, 532 pazienti (età media ± deviazione standard 74 ± 12 anni) hanno eseguito follow-up radiologico e RM presso gli istituti di riferimento. Centoundici pazienti (20.9 %) hanno anche effettuato ecografia. I pazienti che hanno eseguito ecografia e RM sono stati 108. I reperti ecografici includevano: 67 raccolte superficiali e 74 profonde, 48 fistole sottocutanee. Ventiquattro pazienti mostravano raccolte solide. Undici pazienti non mostravano complicanze. I reperti di risonanza magnetica includevano: 68 raccolte superficiali e 79 profonde, 49 fistole cutanee. Ventiquattro pazienti mostravano raccolte solide. Quattro pazienti non mostravano complicanze. L’analisi statistica dei dati ha dimostrato un’alta concordanza tra reperti ecografici e RM (<i>k</i> ≥ 0.89). l’ecografia è una modalità di imaging pratica ed efficace nel valutare pazienti sottoposti ad artoprotesi d’anca con sospetto di complicanze peri-protesiche, con alta correlazione con l’esame RM.
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pair_26261467
We report our experience in B-mode ocular ultrasonography, focusing on its contribution when the clinical examination proves to be difficult, mainly due to the existence of intraocular opacities of the ocular fundus or diagnostic doubts. We revise the ocular ultrasound technique, its indications and contraindications, comparing to the other imaging techniques. In our experience ultrasonography revealed pathological findings which confirmed the clinical suspicion in most of cases or provide additional information. With understanding of the indications for ultrasonography and proper examination technique, one can gather a vast amount of information not possible with clinical examination alone.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Riportiamo la nostra esperienza di ecografia oculare in B-mode, concentrandoci sul suo contributo quando l’esame clinico si riveli difficile, principalmente per l’esistenza di opacità intraoculari del fondo o in presenza di dubbi diagnostici. Rivediamo la tecnica ecografica, le sue indicazioni e controindicazioni, anche a confronto con le altre tecniche di imaging. Nella nostra esperienza l’ecografia ha rilevato reperti patologici che, nella maggior parte dei casi, hanno confermato il sospetto clinico, o fornito informazioni aggiuntive. Limitando le indicazioni ed eseguendo l’esame con tecnica corretta, si possono raccogliere una grande quantità d’informazioni che non è possibile avere con il solo esame clinico.
it
pair_26261468
Incisional hernias commonly develop after abdominal surgeries with a lower incidence in patients receiving laparoscopy. Diagnosis through a non-surgical approach is usually made by computed tomography or magnetic resonance images (MRI) but both image modalities require patients to be examined in a supine position. We reported a case noticing a mass over her right lower abdomen after a laparoscopic liver segmentectomy with negative findings of hernia on MRI. A hernia sac was found by ultrasound with the patient being standing, highlighting the utility of dynamic ultrasound with postural change in investigation of incisional hernias.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Il laparocele dopo interventi di chirurgia addominale si realizza con minore incidenza nei pazienti trattati con laparoscopia. La diagnosi non chirurgica di solito è fatta contomografia computerizzata o risonanza magnetica (MRI), ma entrambe le modalità richiedono che i pazienti siano esaminati in posizione supina. Presentiamo un caso di massa del basso addome, a destra, dopo segmentectomia epatica laparoscopica, con risultati negativi per ernia all’esame 24 MRI. L'ecografia, con paziente in piedi, ha evidenziato un sacco erniario, dimostrando l'utilità dell'ecografia dinamica, con cambio posturale, nelle indagini per laparocele.
it
pair_26261469
Ganglion cysts are benign masses that originate from mucinous degeneration of the connective tissues and are quite rare when arising from the knee joint. Symptoms are often represented by pain, joint tenderness, effusion and occasional swelling with a palpable mass in the popliteal region of the knee. Percutaneous aspiration followed by a corticosteroid injection of a ganglion cyst has either a diagnostic or therapeutic meaning and its guidance through ultrasound allows the operator to make more accurate the procedure, ensuring the correct placement of the needle inside the lesion. We report our experience in the treatment of a voluminous ganglion cyst of the posterior cruciate ligament performed through the ultrasound guidance in a symptomatic young patient.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Le cisti gangliari sono formazioni benigne che derivano dalla degenerazione mucinosa del tessuto connettivo ed il loro sviluppo all’interno della caività articolare del ginocchio è relativamente rara. Esse si manifestano con dolore, versamento articolare, nonché occasionalmente con gonfiore e sottoforma di una massa palpabile a livello della regione poplitea. La loro aspirazione percutanea, eventualmente seguita da un’iniezione di corticosteroide, ha una valenza sia diagnostica che terapeutica e l’ausilio della guida ecografica permette all’operatore di rendere la procedura la più accurata possibile, assicurando il corretto posizionamento dell’ago all’interno della lesione. Vogliamo riportare la nostra esperienza nel trattamento percutaneo tramite guida ecografica di una voluminosa cisti gangliare del legamento crociato posteriore in una giovane paziente sintomatica.
it
pair_26261470
Ultrasonography (US) is often the first imaging study performed in patient with abdominal pain or vague symptoms related to the gastrointestinal tract. To this end, it has been demonstrated that transabdominal sonography achieves good to excellent results in potential bowel disorders; especially, if ultrasonography findings are framed in the context of clinical information. Systemic mastocytosis is not a common disease and it usually involves skin, gastrointestinal tract and bone. It results from a clonal neoplastic proliferation of abnormal mast cells and clinically it can ranges from 'asymptomatic' with normal life expectancy to 'highly aggressive'. Symptoms are caused by the release of mast cells mediators, such as histamine, and by the increase bulk of mast cells in the tissue. We present herein a case of systemic mastocytosis presenting with abdominal symptomatology due to thickened colonic involvement showed by US associated with bone and skin involvement.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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L’ecografia è spesso considerata l’indagine di primo livello nei pazienti con dolore addominale o con altra sintomatologia aspecifica del tratto gastrointestinale. A tal proposito, è stato dimostrato che l’ecografia transaddominale è in grado di raggiungere anche eccellenti risultati nello studio dei disturbi intestinali, soprattutto se inquadrata nel contesto di specifiche informazioni cliniche. La mastocitosi sistemica è una rara patologia che generalmente coinvolge cute, tratto gastrointestinale e osso. Si tratta di proliferazione neoplastica di tipo clonale di mastociti, che clinicamente può variare da una sintomatologia lieve con normale aspettativa di vita fino ad un quadro altamente aggressivo. I sintomi sono causati dal rilascio dei mediatori contenuti nei mastociti, tra i quali l’istamina, e dall’incremento dei mastociti nei tessuti. Presentiamo qui un caso di mastocitosi sistemica caratterizzato dalla comparsa di sintomatologia addominale dovuta a ispessimento del grosso intestino identificato all’esame ecografico, associato a interessamento osseo e cutaneo della patologia.
it
pair_26261471
To describe the characteristics of lymphangioma reporting a pediatric case of small bowel mesentery location, showing ultrasound-elastosonographic and computed tomography findings. A 7-year-old girl suffering from vomiting and abdominal pain underwent chest-abdomen radiography and abdomen ultrasound examination at our institution. These exams were repeated for 5 days after medical therapy and a computed tomography investigation was also performed. Abdominal ultrasound and computed tomography examinations revealed the presence of a heterogeneous mesenteric mass occupying the right hemiabdomen displacing small bowel loops. Moreover, the mass had an irregular vascularisation pattern on color-Doppler study and appeared mostly green colored, like soft tissues, on elastosonographic colorimetric map. The little patient underwent surgery with removal of both the mass and the close adherent ileal loop. Finally, anatomopathologic diagnosis of mesenteric lymphangioma was made. Although mesenteric lymphangioma is a rare disease that presents neither clinical nor imaging typical features requiring invasive procedure to be diagnosed, ultrasound-elastosonographic findings can suggest a benign condition and computed tomography scan is useful in order to plan surgery.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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descrivere le caratteristiche del linfangioma riportando un caso pediatrico di tumore localizzato nel mesentere del piccolo intestino, descrivendo i reperti alla tomografia computerizzata ed all'ecografia- elastosonografia. una bambina di 7 anni affetta da vomito e dolore addominale è stata sottoposta a radiografia del torace - addome ed ecografia addominale presso il nostro istituto. Questi esami sono stati ripetuti cinque giorni dopo la terapia medica ed è stato anche eseguito un esame di tomografia computerizzata. l'ecografia e la tomografia computerizzata dell'addome hanno rivelato la presenza di una massa mesenterica eterogenea che occupava l'emiaddome di destra spostando le anse del piccolo intestino. Inoltre, la massa presentava un pattern di vascolarizzazione irregolare allo studio color- Doppler ed appariva per lo più di colore verde, come i tessuti molli, alla valutazione elastosonografica. La piccola paziente è stata sottoposta ad intervento chirurgico con asportazione sia della massa che dell' ansa ileale aderente. È stata ottenuta, infine, la conferma anatomo-patologica di linfangioma mesenterico. sebbene il linfangioma mesenterico sia una malattia rara che non presenta caratteristiche tipiche né cliniche né di imaging, e che richieda un approccio invasivo per essere diagnosticata, l' ecografia - elastosonografia può suggerirne la natura benigna mentre la tomografia computerizzata si rivela utile al fine di pianificarne l' intervento chirurgico.
it
pair_26261472
We present the case of a 75-year-old woman with sepsis. She was evaluated with bedside ultrasound with a diagnosis of pyonephrosis, and subsequently underwent a TC scan that showed a pelvic-ureteric junction obstruction (PUJO) in a duplicated renal system. PUJO associated with duplex kidney, while relatively frequent in children, is a rare condition in adults, and may lead to severe complications as in this case.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Presentiamo il caso di una donna di 75 anni affetta da sepsi. E’ stata valutata con ecografia al letto del malato con una diagnosi di pionefrosi, successivamente è stata sottoposta a TC che ha dimostrato una ostruzione del giunto pielo ureterale (PUJO) in un sistema renale duplicato. PUJO associata a doppio distretto, relativamente frequente nel bambino, è un condizione rara nell’adulto, a può condurre a complicazioni severe come in questo caso.
it
pair_26261474
Pilonidal disease is a benign anorectal inflammatory disease that involves the subcutaneous adipose tissue overlying the sacrococcygeal region. The current study aimed to assess the value of preoperative evaluation of pilonidal disease and the exclusion of perianal sepsis using superficial parts ultrasonography and endoanal ultrasound. Referred 30 patients were clinically diagnosed as pilonidal disease, all were examined with superficial parts ultrasonography and if the disease was extending to the perianal region further endoanal US was performed to exclude perianal sepsis. 7 patients showed subcutaneous abscesses and 23 patients showed pilonidal sinus tracts. Among patients with pilonidal sinus tracts, six tracts (26 %) seen as superficially situated, short narrow tracts with straight course, no side branches and with a blind end situated away from the anal canal wall. 2 (9 %) tracts showed vertical orientation and three tracts (13 %) were wide and deeply situated reaching the presacral fascia. 7 cases (30 %) showed branching pilonidal sinus tracts, two cases of them showed more than one external opening. 5 patients (22 %) showed abnormally long tracts seen reaching the perianal region. Ultrasonography is an available, inexpensive, safe imaging modality that yields a high degree of accuracy in evaluating pilonidal disease and in exclusion of perianal sepsis.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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La malattia pilonidale (PND) è una patologia infiammatoria ano-rettale benigna che coinvolge il tessuto adiposo sottocutaneo sovrastante la regione sacro-coccigea. scopo dello studio è stato evidenziare il ruolo dell’ecografia delle parti molli ed endorettale nella valutazione preoperatoria della malattia pilonidale e nell’escludere la sepsi perianale. sono stati presi in esame 30 pazienti ai quali era stata diagnosticata clinicamente la malattia pilonidale, tutti sono stati sottoposti ad esame ecografico delle parti molli, se la malattia si era diffusa anche alla regione perianale, sono stati ulteriormente sottoposti ad esame ecografico endorettale per escludere sepsi perianale. 7 pazienti mostravano ascessi sottocutanei e 23 cisti pilonidali. Tra questi ultimi, 6 (26 %) presentavano cisti con localizzazione superficiale, a decorso stretto e lineare, senza ramificazioni laterali e con un fondo cieco situato lontano dalla parete del canale anale. 2 pazienti (9 %) mostravano cisti ad orientamento verticale e 3 (13 %) sito ampio e profondo fino a raggiungere la fascia presacrale. 7 casi (30 %) mostravano ramificazione delle fistole pilonidali, di cui 2 con più di un’apertura esterna. 5 casi (22 %) cisti estremamente lunghe fino a raggiungere la regione perianale. L’ecografia è una modalità d’indagine economica e sicura con un alto grado di precisione nella valutazione della malattia pilonidale e nell’esclusione la sepsi perianale.
it
pair_26261475
To evaluate the use of ultrasound for the diagnosis of knee bursitis. One-hundred and fifty-eight patients who, from May 2013 to May 2014, had an ultrasound examination of the knee and magnetic resonance imaging (MRI) of the knee during the following month were eligible for the study. The exams were reviewed by two musculoskeletal radiologists with 20 years of experience. Of these patients, 15 (7 men, 8 women) had bursitis, while 143 (76 men, 67 women) had no bursitis. In evaluating knee bursitis, US, when compared to MRI, correctly identified 13 out of 15 cases of bursitis, showing a sensitivity of 86.67 %, specificity 100 %, and K index of 0.92. Particularly in the suprapatellar bursa, ultrasound showed bursitis in 5 cases versus 7 by MRI (sensitivity of 71.4 %, specificity of 100 %, and K index of 0.82). Ultrasound can be used as a valuable tool for the evaluation of bursitis of the superficial bursae in patients who cannot undergo MRI.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Valutare l’utilizzo dello studio ecografico nella diagnosi delle borsiti del ginocchio. Nello studio sono stati considerati centocinquantotto pazienti tra Maggio 2013 e Maggio 2014 valutati con esame ecografico del ginocchio che sono stati rivalutati con Risonanza Magnetica entro un mese dalla valutazione ecografica. Gli esami radiologici sono stati esaminati da due radiologi con 20 anni di esperienza in campo muscolo scheletrico. All’interno del gruppo di pazienti in studio 15 (7 uomini, 8 donne) hanno presentato diagnosi di borsite, mentre 143 pazienti (76 uomini, 67 donne) hanno presentato un esame negativo. L’ecografia comparata alla Risonanza magnetica nella valutazione delle borsiti del ginocchio ha evidenziato 13 casi su 15, mostrando una sensibilità del 86.67 %, specificità del 100 % e indice K di 0.92. In particolare a livello della borsa sovra patellare, l’ecografia ha mostrato la presenza di borsite in cinque casi, rispetto ai 7 pazienti della Risonanza Magnetica (Sensibilità 71.4 %, specificità 100 % e indice K 0.82). L’ecografia può essere utilizzata come strumento efficace nella valutazione delle borsiti delle borse superficiali nei pazienti che non possono essere sottoposti a valutazione con Risonanza Magnetica.
it
pair_26261476
Calcifying tendinitis of the shoulder is a common condition characterized by the deposition of calcium, predominantly hydroxyapatite crystals, in the rotator cuff. A rare complication of this condition is the migration of calcium deposits from tendons, usually the supraspinatus, into the subacromial-subdeltoid bursa or into the humeral greater tuberosity. These complications are responsible for intense acute shoulder pain and functional disability. Patient anamnesis and clinical symptoms must be considered to make the diagnosis, but imaging, particularly sonography, is often necessary, showing a typical presentation related to the locations of calcium deposits. We present sonographic and other imaging features of subacromial-subdeltoid bursitis and humeral osteitis related to the migration of calcium.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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La tendinite calcifica della spalla è una patologia di comune riscontro caratterizzata dal deposito di calcio, prevalentemente cristalli di idrossiapatite, nella cuffia dei rotatori. Una rara complicanza di tale patologia è la migrazione di depositi calcifici dal tendine, solitamente il sovraspinato, nella borsa subacromion-deltoidea o a livello del trochite omerale. Queste complicanze determinano intensa sintomatologia algica ed impotenza funzionale. L’anamnesi e la sintomatologia clinica possono indirizzare la diagnosi ma il ricorso alla diagnostica per immagini, in particolare alla valutazione ecografica, spesso è necessario per giungere alla diagnosi, mostrando caratteristiche patognomoniche in relazione alla sede dei depositi calcifici. In questo lavoro vengono presentati i quadri imaging esemplificativi della borsite subacromion-deltoidea e dell’osteite omerale derivanti dalla migrazione dei depositi di calcio.
it
pair_31270276
Schwannoma, neurilemmoma, is well capsulated, slowly growing tumor originating from benign neoplastic Schwann cells of the peripheral nerve sheath. Due to its rarity and complex anatomical location they can pose the misdiagnosis at clinical evaluation. A total surgical excision with a safety margin was performed for 63 year-old male with the complaints of painless lump at the axillary region for 4 months and the diagnosis of axillary Schwannoma confirmed by the histopathological examination and immunohistochemistry. Although its rarity, Schwannoma should be kept in mind for the differential diagnosis of axillary masses. Its complete resection represents the cure for indicated cases. KEY WORDS: Axilla, Immunohistochemistry, Peripheral Nerve Sheath, Schwannoma.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Lo Schwannoma (o neurilemmoma) è un tumore ben capsulato, a crescita lenta che origina da cellule neoplastiche benigne della guaina dei nervi periferici di Schwann. A causa della sua rarità e della sua complessa e varia origine anatomo-topografica, può portare a diagnosi e valutazioni cliniche errate. Nella nostra osservazione è stata eseguita un’asportazione chirurgica totale con un margine di sicurezza in un uomo di 63 anni, affetto da quattro mesi di un nodulo indolore localizzato in regione ascellare, e la diagnosi di Schwannoma ascellare è stata confermata dall’esame istopatologico e dall’immunoistochimica. Anche se molto raro, lo Schwannoma dovrebbe essere tenuto a mente per la diagnosi differenziale delle masse ascellari. La sua resezione completa rappresenta la cura per i casi indicati.
it
pair_31287094
Aorta-duodenal syndrome(ADS)is a fairly rare clinic presentation of duodenum obstruction caused by dilated abdominal aortic aneurysm. The main symptoms are usually nausea, vomiting and palpable pulsatile abdominal mass. When it comes to diagnosis, the most useful imaging technique is computed tomography(CT) and the best treatment option is surgery. KEY WORDS: Aortic aneurysm, Aortoduodenal syndrome, Duodenal obstruction.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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La sindrome aorto-duodenale (ADS) è rappresentata da un tipo abbastanza raro di ostruzione ab estrinseco del duodeno determinata dalla dilatazione di aneurisma dell’aorta addominale. I sintomi principali sono solitamente nausea, vomito e massa addominale palpabile e pulsante. Per quanto riguarda la diagnosi strumentale la tecnica di imaging più utile è la tomografia computerizzata (CT) ed il trattamento più efficace è quello chirurgico.
it
pair_30696611
In the present study, the incidence of diseases in cattle in the area of a veterinary practice was analyzed spatially. Furthermore, the relationship between the incidence of diseases and the distance to geographical elements was investigated. For this study, all cattle farms that were customers of the ambulatory clinic of the animal hospital in Zurich (Tierspital Zürich) were exactly localized on a map. From clinical and treatment data program (Oblon Data®) all services and drugs between January 1st 2013 and December 31st 2013 were evaluated and added as attributes to the according farm. Along with the data of the animals kept on the respective farm, the relationship between prevalences and geographical elements was analyzed. Using these data, it was possible to define fifteen diseases of which incidences were spatially analyzed using a geographic information system (GIS). The results indicate that also on the level of a veterinary practice there are spatial differences in the incidence of diseases to find. However, the majority of diseases occur mainly in regions where the density of animals is also very high. As in earlier findings, this suggests that the size, the management and the proximity of a farm to the next farm (density) have a strong impact. A connection could be found between the distance to the geographical elements street, water and forest and the incidences of gastrointestinal parasitosis, claw disorders, reproduction disorders and cryptosporidiosis.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Nel presente studio, è stata effettuata un’analisi spaziale dell’insorgenza di malattie nei bovini nell’area di attività di una prassi veterinaria. Inoltre, è stata studiata la relazione tra l’insorgenza delle malattie e gli elementi geografici. Per questo studio, tutti gli allevamenti bovini che erano clienti dell’ambulatorio dell’ospedale veterinario di Zurigo (Tierspital Zürich) sono stati localizzati con precisione su una mappa. Le prestazioni e i medicinali fatturati nel 2013 sono messi in ordine a seconda del­l’azienda e definiti sulla base di 15 malattie la cui insorgenza è stata analizzata spazialmente mediante un sistema di informazione geografica (GIS). Si è riscontrato che le differenze spaziali nell’insorgenza di malattie possono essere trovate anche a livello della prassi. Tuttavia, la maggior parte delle malattie si è manifestata più frequentemente dove la densità degli animali era più alta. Come è stato dimostrato già in studi precedenti, le dimensioni dell’azienda, la sua struttura e la sua vicinanza ad un’altra grande azienda (densità) hanno una forte influenza sull’insorgenza delle malattie. Inoltre ci potrebbe essere una relazione tra la distanza degli elementi geografici come la strada, le acque e la foresta in caso di parassitosi gastrointestinale, sintomi con corpo estraneo, malattia degli zoccoli. problemi riproduttivi e criptosporidiosi.
it
pair_30696611
In the present study, the incidence of diseases in cattle in the area of a veterinary practice was analyzed spatially. Furthermore, the relationship between the incidence of diseases and the distance to geographical elements was investigated. For this study, all cattle farms that were customers of the ambulatory clinic of the animal hospital in Zurich (Tierspital Zürich) were exactly localized on a map. From clinical and treatment data program (Oblon Data®) all services and drugs between January 1st 2013 and December 31st 2013 were evaluated and added as attributes to the according farm. Along with the data of the animals kept on the respective farm, the relationship between prevalences and geographical elements was analyzed. Using these data, it was possible to define fifteen diseases of which incidences were spatially analyzed using a geographic information system (GIS). The results indicate that also on the level of a veterinary practice there are spatial differences in the incidence of diseases to find. However, the majority of diseases occur mainly in regions where the density of animals is also very high. As in earlier findings, this suggests that the size, the management and the proximity of a farm to the next farm (density) have a strong impact. A connection could be found between the distance to the geographical elements street, water and forest and the incidences of gastrointestinal parasitosis, claw disorders, reproduction disorders and cryptosporidiosis.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Dans la présente étude, l’incidence des maladies chez les bovins à l’intérieur d’une clientèle rurale a été analysée spatialement. En outre, la relation entre l›incidence des maladies et les éléments géographiques a été étudiée. Pour cette étude, toutes les exploitations d’élevage clientes de la clinique ambulatoire de l’hôpital vétérinaire de Zurich (Tierspital Zürich) ont été exactement localisées sur une carte. Toutes les interventions facturées et les médicaments prescrits entre le 1er janvier 2013 et le 31 décembre 2013 ont été évalués et liés en tant qu’attributs à chaque exploitation. À l’aide de ces données, il a été possible de définir quinze maladies dont les incidences ont été analysées spatialement à l’aide d’un système d’information géographique (SIG). Les résultats indiquent que, également au niveau de la pratique vétérinaire, il existe des différences spatiales dans l’incidence des maladies. Cependant, la plupart des maladies surviennent principalement dans des régions où la densité animale est également très élevée. Comme dans les conclusions précédentes, cela suggère que la taille, la gestion et la proximité d’une exploitation à l’autre (densité) ont un impact important. Un lien pourrait être trouvé entre la distance aux éléments géographiques route, cours d’eau et forêts et les incidences de parasitoses gastro-intestinales, de corps étrangers, de pathologie des onglons, de troubles de la reproduction et de cryptosporidiose.
fr
pair_30696611
In the present study, the incidence of diseases in cattle in the area of a veterinary practice was analyzed spatially. Furthermore, the relationship between the incidence of diseases and the distance to geographical elements was investigated. For this study, all cattle farms that were customers of the ambulatory clinic of the animal hospital in Zurich (Tierspital Zürich) were exactly localized on a map. From clinical and treatment data program (Oblon Data®) all services and drugs between January 1st 2013 and December 31st 2013 were evaluated and added as attributes to the according farm. Along with the data of the animals kept on the respective farm, the relationship between prevalences and geographical elements was analyzed. Using these data, it was possible to define fifteen diseases of which incidences were spatially analyzed using a geographic information system (GIS). The results indicate that also on the level of a veterinary practice there are spatial differences in the incidence of diseases to find. However, the majority of diseases occur mainly in regions where the density of animals is also very high. As in earlier findings, this suggests that the size, the management and the proximity of a farm to the next farm (density) have a strong impact. A connection could be found between the distance to the geographical elements street, water and forest and the incidences of gastrointestinal parasitosis, claw disorders, reproduction disorders and cryptosporidiosis.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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In der vorliegenden Studie wurde eine spatiale Analyse bezüglich dem Auftreten von Krankheiten beim Rind auf dem Niveau Praxisgebiet durchgeführt und der Zusammenhang zwischen dem Auftreten der Krankheiten und geographischen Elementen untersucht. Dafür wurden alle Rinderbetriebe, die Kunden der ambulatorischen Abteilung des Tierspitals Zürich waren, in einer Karte genau lokalisiert. Jedem Betrieb wurden die im Jahr 2013 verrechneten Leistungen und Medikamente zugeordnet und anhand dieser 15 Krankheiten definiert, deren Auftreten mittels eines geographischen Informationssystems (GIS) spatial analysiert wurden. Es zeigte sich, dass auch auf Praxisebene räumliche Unterschiede im Auftreten von Krankheiten zu finden sind. Ein Grossteil der Krankheiten trat jedoch am häufigsten dort auf, wo die Tierdichte auch am höchsten war. Daraus folgt, wie auch schon in früheren Arbeiten belegt, dass die Betriebsgrösse, Betriebsstruktur und Nähe zu einem weiteren Grossbetrieb (Dichte) einen starken Einfluss auf das Auftreten der Krankheiten ­haben. Es konnte ein Zusammenhang zwischen der ­Distanz zu den geographischen Elementen Strasse, ­Gewässer und Wald beim Auftreten von Magen-Darm- Parasitosen, Fremdkörpererkrankungen, Klauenerkrankungen. Reproduktionsproblemen und Kryptosporidiose hergestellt werden.
de
pair_30696613
A total of 306 reports of adverse reactions to veterinary medicinal products were received during the year 2017 representing an increase of 21% compared to the previous year. The majority of these reports described reactions concerning companion animals (180 dogs and 59 cats) as well as cattle (38 reports) and horses (14 reports). Most of the reported reactions were linked to the use of antiparasitics (158 reports), hormone products (30 reports) and anti-inflammatory products (25 reports). 40 reports were generated from consultations with Tox Info Suisse in Zürich and mainly involved the excessive intake of flavoured tablets and, in some cases, the use of products under the cascade regulation (applied to another species than that authorized). Nine signals were identified from the reports, resulting in revisions of the product information in the sections addressing contra-indications or adverse reactions.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Nel 2017 sono state inoltrate 306 notifiche di effetti indesiderati di medicamenti per uso veterinario. Questo rappresenta rispetto allo scorso anno un incremento del 21%. Più di frequente sono state inoltrate notifiche relative a reazioni nei piccoli animali (180 cani e 59 gatti), nei bovini e vitelli (38 notifiche) e nei cavalli (14 notifiche).  I gruppi di medicinali maggiormente messi in causa sono gli antiparassitari (158 notifiche), i preparati ormonali (30) e gli antiinfiammatori (25). Dal Tox Info Suisse di Zurigo sono stati trasmessi 40 casi, riguardanti principalmente l’ingestione in sovradosaggio di medicinali ad uso veterinario contenenti aromi e alcuni con un cambiamento di destinazione. Tra tutte le notifiche sono stati identificati 9 punti che hanno portato a un adeguamento delle informazioni del preparato in questione nelle rubriche “effetti indesiderati” oppure “controindicazioni”.
it
pair_30696613
A total of 306 reports of adverse reactions to veterinary medicinal products were received during the year 2017 representing an increase of 21% compared to the previous year. The majority of these reports described reactions concerning companion animals (180 dogs and 59 cats) as well as cattle (38 reports) and horses (14 reports). Most of the reported reactions were linked to the use of antiparasitics (158 reports), hormone products (30 reports) and anti-inflammatory products (25 reports). 40 reports were generated from consultations with Tox Info Suisse in Zürich and mainly involved the excessive intake of flavoured tablets and, in some cases, the use of products under the cascade regulation (applied to another species than that authorized). Nine signals were identified from the reports, resulting in revisions of the product information in the sections addressing contra-indications or adverse reactions.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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En 2017, 306 annonces d’effets indésirables de médicaments vétérinaires ont été enregistrées, ce qui constitue une augmentation de 21% par rapport à l’année précédente. Des réactions ont principalement été rapportées chez les petits animaux (180 chiens et 59 chats), ainsi que chez les bovins (38 annonces) et les chevaux (14 annonces). Les groupes de médicaments les plus souvent concernés étaient, comme les années précédentes, les antiparasitaires (158 annonces), les préparations hormonales (30 annonces) et les anti-inflammatoires (25 annonces). Quarante cas ont été transmis par Tox Info Suisse, Zürich, qui concernaient principalement l’absorption en surdose de médicaments vétérinaires aromatisés ainsi que quelques cas de reconversions. Sur la base de l’ensemble des annonces, neuf signaux ont été identifiés qui ont conduit à l’adaptation des informations sur les produits dans les rubriques «effets secondaires indésirables» ou «contre-indications».
fr
pair_30696613
A total of 306 reports of adverse reactions to veterinary medicinal products were received during the year 2017 representing an increase of 21% compared to the previous year. The majority of these reports described reactions concerning companion animals (180 dogs and 59 cats) as well as cattle (38 reports) and horses (14 reports). Most of the reported reactions were linked to the use of antiparasitics (158 reports), hormone products (30 reports) and anti-inflammatory products (25 reports). 40 reports were generated from consultations with Tox Info Suisse in Zürich and mainly involved the excessive intake of flavoured tablets and, in some cases, the use of products under the cascade regulation (applied to another species than that authorized). Nine signals were identified from the reports, resulting in revisions of the product information in the sections addressing contra-indications or adverse reactions.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Im Jahr 2017 wurden 306 Meldungen zu unerwünschten Wirkungen von Tierarzneimitteln eingereicht, was einer Zunahme von 21% gegenüber dem Vorjahr entspricht. Am häufigsten wurden Reaktionen bei Kleintieren (180 Hunden und 59 Katzen) sowie bei Rindern/Kälbern (38 Meldungen) und Pferden (14 Meldungen) gemeldet. Die am häufigsten betroffenen Medikamentengruppen waren wie in früheren Jahren Antiparasitika (158 Meldungen), Hormonpräparate (30) und Entzündungshemmer (25). Von Tox Info Suisse, Zürich wurden 40 Fälle übermittelt, die mehrheitlich die Aufnahme von Tierarzneimitteln mit Aromastoffen in Überdosis sowie einige Umwidmungen betrafen. Aus den gesammelten Meldungen wurden neun Signale identifiziert, die zur Anpassung der Arzneimittelinformation der betroffenen Präparate in den Rubriken „unerwünschte Wirkungen“ oder „Kontraindikationen“ führten.
de
pair_30696612
Animal trading between countries with different small ruminant lentivirus infectious status is a potential danger for the reintroduction of eradicated genotypes. This was the case in 2017 with the importation of a large flock of seropositive goats into Switzerland. The handling of this case permitted us to test the preventive measures in place. The coordination between the local veterinarian and the cantonal and federal veterinary authorities worked efficiently and rapidly involved the national reference center in the investigations. This case posed a challenge for the reference center and enabled scrutiny of the applied diagnostic tests. ELISA and western blot provided consistent results and pointed to an unusually high infection rate in the flock. This was confirmed by the isolation of several viruses from different organs and cells, demonstrating that the spleen is particularly well suited for isolation of small ruminant lentiviruses. The SU5-ELISA, designed to predict the subtype of the infecting virus, correctly pointed to a B1 subtype as the infectious agent. We confirmed that with this test it is necessary to analyze a representative number of samples from a flock and not just individual sera to obtain reliable results. This analysis permitted us to identify particular amino acid residues in the SU5 peptides that may be crucial in determining the subtype specificity of antibody binding. Different gag-pol and env regions were amplified by PCR using primers designed for this purpose. The phylogenetic analysis revealed a surprisingly high heterogeneity of the sequences, pointing to multiple infections within single animals and the entire flock. In conclusion, this case showed that the defense of the CAEV negative status of the Swiss goat population with respect to the virulent, prototypic B1 subtype of small ruminant lentiviruses, requires, among other measures, a diagnostic facility capable of performing a thorough analysis of the collected samples.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Il commercio di animali tra paesi con diversi stati di indennità da lentivirus dei piccoli ruminanti (SRLV) è un potenziale pericolo per la reintroduzione di genotipi eradicati. Questo è avvenuto nel 2017, in seguito all’importazione di un gregge di capre sieropositive in Svizzera. La gestione di questo caso ha permesso di testare le misure preventive in vigore. Il coordinamento tra il veterinario locale e le autorità veterinarie cantonali e federali ha funzionato in modo efficiente, con un rapido coinvolgimento del centro di referenza nazionale. Questo caso ha rappresentato una sfida per il centro di referenza e ha permesso di verificare i test diagnostici applicati. Il test ELISA e il Western Blot hanno fornito risultati coerenti e hanno evidenziato un tasso di infezione insolitamente elevato nel gregge. Ciò è stato confermato dall’isolamento di numerosi virus da cellule e diversi organi, tra i quali la milza si è dimostrata particolarmente adatta all’isolamento di SRLV. Il test ELISA-SU5, volto a identificare il sottotipo del virus infettante, ha correttamente identificato come agente eziologico un sottotipo B1. Abbiamo inoltre constatato che, per ottenere risultati affidabili con questo test, è necessario analizzare un numero rappresentativo di campioni, e non singoli animali. Questa analisi ci ha permesso di identificare particolari residui di amminoacidi nei peptidi SU5, determinanti la specificità di reazione tra i vari sottotipi e i relativi anticorpi. Diverse regioni Gag, Pol e Env sono state amplificate mediante PCR utilizzando primers appositamente disegnati. ­L’analisi filogenetica ha rivelato un’elevata eterogeneità di sequenze, indice di infezioni multiple sia a livello di gregge che di singoli animali. In conclusione, questo caso ha dimostrato che la difesa dello stato CAEV-negativo della popolazione caprina svizzera richiede, per quanto concerne il sottotipo B1 (un prototipo virulento di SRLV), tra le altre misure, una struttura diagnostica in grado di effettuare un’analisi approfondita dei campioni raccolti.
it
pair_30696612
Animal trading between countries with different small ruminant lentivirus infectious status is a potential danger for the reintroduction of eradicated genotypes. This was the case in 2017 with the importation of a large flock of seropositive goats into Switzerland. The handling of this case permitted us to test the preventive measures in place. The coordination between the local veterinarian and the cantonal and federal veterinary authorities worked efficiently and rapidly involved the national reference center in the investigations. This case posed a challenge for the reference center and enabled scrutiny of the applied diagnostic tests. ELISA and western blot provided consistent results and pointed to an unusually high infection rate in the flock. This was confirmed by the isolation of several viruses from different organs and cells, demonstrating that the spleen is particularly well suited for isolation of small ruminant lentiviruses. The SU5-ELISA, designed to predict the subtype of the infecting virus, correctly pointed to a B1 subtype as the infectious agent. We confirmed that with this test it is necessary to analyze a representative number of samples from a flock and not just individual sera to obtain reliable results. This analysis permitted us to identify particular amino acid residues in the SU5 peptides that may be crucial in determining the subtype specificity of antibody binding. Different gag-pol and env regions were amplified by PCR using primers designed for this purpose. The phylogenetic analysis revealed a surprisingly high heterogeneity of the sequences, pointing to multiple infections within single animals and the entire flock. In conclusion, this case showed that the defense of the CAEV negative status of the Swiss goat population with respect to the virulent, prototypic B1 subtype of small ruminant lentiviruses, requires, among other measures, a diagnostic facility capable of performing a thorough analysis of the collected samples.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Le commerce d’animaux entre pays où le statut infectieux des lentivirus des petits ruminants est différent constitue un danger potentiel pour la réintroduction de génotypes éradiqués. Ce fut le cas en 2017 avec l’importation d’un grand troupeau de chèvres séropositives en Suisse. Le traitement de cette affaire nous a permis de tester les mesures préventives mises en place. La coordination entre le vétérinaire local et les autorités vétérinaires cantonales et fédérales a été efficace et a impliqué rapidement le centre de référence national dans les enquêtes. Ce cas a constitué un défi pour le centre de référence et a permis d’examiner de près les tests de diagnostic appliqués. Les tests ELISA et Western blot ont fourni des résultats cohérents et ont mis en évidence un taux d’infection anormalement élevé dans le troupeau. Cela a été confirmé par l’isolement de plusieurs virus provenant d’organes et de cellules différents, démontrant que la rate est particulièrement bien adaptée à l’isolement des lentivirus des petits ruminants. Le SU5-ELISA, conçu pour prédire le sous-type du virus infectant, désignait correctement un sous-type B1 en tant qu’agent infectieux. Nous avons confirmé qu’avec ce test, il était nécessaire d’analyser un nombre représentatif d’échantillons d’un troupeau et pas seulement des sérums individuels pour obtenir des résultats fiables. Cette analyse nous a permis d’identifier des résidus d’acides aminés particuliers dans les peptides SU5 qui pourraient jouer un rôle crucial dans la détermination de la spécificité de sous-type de la liaison à l’anticorps. Différentes régions gag-pol et env ont été amplifiées par PCR en utilisant des amorces conçues à cet effet. L’analyse phylogénétique a révélé une hétérogénéité étonnamment élevée des séquences, indiquant de multiples infections chez les animaux isolés et dans l’ensemble du troupeau. En conclusion, cette affaire a montré que la défense du statut négatif CAEV de la population de chèvres suisses vis-à-vis du virus virulent, sous-type B1 des lentivirus des petits ruminants, nécessite, entre autres mesures, un système de diagnostic capable d’effectuer une analyse approfondie des échantillons collectés.
fr
pair_30696612
Animal trading between countries with different small ruminant lentivirus infectious status is a potential danger for the reintroduction of eradicated genotypes. This was the case in 2017 with the importation of a large flock of seropositive goats into Switzerland. The handling of this case permitted us to test the preventive measures in place. The coordination between the local veterinarian and the cantonal and federal veterinary authorities worked efficiently and rapidly involved the national reference center in the investigations. This case posed a challenge for the reference center and enabled scrutiny of the applied diagnostic tests. ELISA and western blot provided consistent results and pointed to an unusually high infection rate in the flock. This was confirmed by the isolation of several viruses from different organs and cells, demonstrating that the spleen is particularly well suited for isolation of small ruminant lentiviruses. The SU5-ELISA, designed to predict the subtype of the infecting virus, correctly pointed to a B1 subtype as the infectious agent. We confirmed that with this test it is necessary to analyze a representative number of samples from a flock and not just individual sera to obtain reliable results. This analysis permitted us to identify particular amino acid residues in the SU5 peptides that may be crucial in determining the subtype specificity of antibody binding. Different gag-pol and env regions were amplified by PCR using primers designed for this purpose. The phylogenetic analysis revealed a surprisingly high heterogeneity of the sequences, pointing to multiple infections within single animals and the entire flock. In conclusion, this case showed that the defense of the CAEV negative status of the Swiss goat population with respect to the virulent, prototypic B1 subtype of small ruminant lentiviruses, requires, among other measures, a diagnostic facility capable of performing a thorough analysis of the collected samples.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Der Tierhandel mit kleinen Wiederkäuern zwischen Ländern mit unterschiedlichem Lentivirus-Status ist eine potenzielle Gefahr für die Wiedereinführung von ausgerotteten Virus Genotypen. Im Jahre 2017 wurden mehrere Ziegen in die Schweiz eingeführt, die seropositiv auf das Caprine Arthritis-Encephalitis Virus (CAEV) testeten. Dieser Fall erprobte die vorbeugenden Maßnahmen. Im vorliegenden Fall funktionierte die Koordinierung zwischen dem betreuenden Tierarzt und den kantonalen und bundesstaatlichen Veterinärbehörden effizient und das nationale Referenzzentrum wurde rasch in die Ermittlungen involviert. Die Umsetzung der präventiven Massnahmen stellten das Referenzzentrum vor eine Herausforderung, aber ermöglichte auch die Überprüfung der angewandten Diagnosetests. ELISA und Western Blot auf CAEV lieferten konsistente Ergebnisse und wiesen auf eine ungewöhnlich hohe Infektionsrate in der Herde hin. Dies wurde durch die Isolierung mehrerer Viren aus verschiedenen Organen und Zellen bestätigt. Es zeigte sich, dass die Milz sich besonders gut für die Isolierung von kleinen Wiederkäuer-Lentiviren eignet. Der SU5-ELISA, der zur Vorhersage des Subtyps des infizierenden Virus entworfen wurde, wies korrekterweise auf einen B1-Subtyp als Infektionserreger hin. Es zeigte sich, dass bei diesem Test eine repräsentative Anzahl von Proben aus einer Herde und nicht nur einzelne Seren analysiert werden müssen, um zuverlässige Ergebnisse zu erhalten. Diese Analyse erlaubte es bestimmte Aminosäurereste in den SU5-Peptiden zu identifizieren, die für die Bestimmung der Subtypspezifität der Antikörperbindung entscheidend sein können. Unter Verwendung von für diesen Zweck entwickelten Primern konnten verschiedene gag-pol- und env-Regionen durch eine PCR amplifiziert. Die phylogenetische Analyse zeigte eine überraschend hohe Heterogenität der Sequenzen, was auf mehrere Infektionen innerhalb einzelner Tiere und der gesamten Herde hinweist. Zusammenfassend zeigte dieser Fall, dass der Erhalt des CAEV – Negativstatus der Schweizer Ziegenpopulation in Bezug auf den virulenten, prototypischen B1 – Subtyp von kleinen Wiederkäuer – Lentiviren neben anderen Massnahmen eine diagnostische Einrichtung erfordert, die eine gründliche Analyse der Proben ermöglicht.
de
pair_26550062
Seroma is one of the most common complications after laparoscopic ventral hernia repair (LVHR), even if the incidence brought in literature is varying because definition and criterions of evaluation employed in the different studies are not always the same. This study proposes a classification for seroma after LVHR based on ultrasound findings, useful for an assessment of this complication. On 93 patients submitted to LVHR an ultrasound of the abdominal wall after 3, 7, 15, 21 and 28 days and subsequently at a distance of 3 and 6 months was performed postoperatively. At each control site, sonomorphology characteristics and size of seroma (if present) were noted. At the end of the study using ultrasound findings obtained, a classification scheme for seroma articulated into three groups based on the parameters detected (site, sonomorphology character and volume) was developed, each of which is subdivided into five different classes to which a precise score is assigned. From the sum of the scores assigned, a value (between 3 and 15) that represents a prognostic index (PI) is obtained. A low PI is typical of small asymptomatic seroma that resolves spontaneously in a short time and without the need for invasive therapies; a high PI is typical of more or less symptomatic voluminous seroma that tends to persist for long periods and which often requires an interventional therapeutic approach. This proposed classification helps to perform a precise nosological assessment of seroma after LVHR, allowing the surgeon to predict the clinical and temporal evolution of this complication and to plan appropriate therapy from time to time. Furthermore this classification can represent a tool to assess the uniqueness of seroma formation in relation to surgical technique used, to the type of material employed and to the method of mesh fixing.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Il sieroma è una delle complicanze più comuni dopo la riparazione laparoscopica delle ernie ventrali (RLEV), anche se l’incidenza riportata in letteratura è alquanto variabile perché la definizione e i criteri di valutazione impiegati nei diversi studi non sono sempre gli stessi. Proponiamo una classificazione dei sieromi dopo RLEV basata sui rilievi ecografici, che consenta un inquadramento condivisibile di questa complicanza. Su 93 pazienti sottoposti a RLEV è stata eseguita un’ecografia della parete addominale dopo 3, 7, 15 21 e 28 giorni e successivamente a distanza di 3 e 6 mesi dall’intervento. Ad ogni controllo sono state annotate sede, caratteri ecosemiologici e dimensioni del sieroma (se presente). Alla fine dello studio grazie a tutti i rilievi ecografici ottenuti è stata elaborato uno schema classificativo dei sieromi basato su 3 parametri (sede, caratteri ecosemiologici e volume), ciascuno dei quali suddiviso in 5 diverse classi a cui viene attribuito un preciso punteggio. Dalla somma dei punteggi assegnati si ottiene un valore (variabile da 3 a 15) che rappresenta un indice prognostico (IP). Un IP basso è tipico dei sieromi asintomatici, di piccole dimensioni e che si risolvono spontaneamente in breve tempo e senza necessità di ricorso a terapie invasive; un IP alto è tipico dei sieromi più o meno sintomatici, voluminosi, che tendono a persiste per lunghi periodi e che spesso richiedono un approccio terapeutico interventistico. Mediante questa classificazione proposta si può ottenere un preciso inquadramento nosologico e prognostico dei sieromi RLEV, consentendo al chirurgo di “prevedere” l’evoluzione clinica e temporale di tale complicanza e di pianificare la terapia di volta in volta più opportuna. Inoltre questa classificazione può rappresentare uno strumento per valutare con univocità la formazione dei sieromi in relazione alla tecnica chirurgica adottata, al tipo di materiale protesico impiegato e/o al metodo di fissaggio della mesh.
it
pair_26550063
The ultrasound study of the chest is showing a continuous development. This technique could be helpful in managing several chest diseases, but it is limited to the acoustic windows provided by intercostal spaces and by the inability to study healthy lung parenchyma and all intra-parenchymal diseases such as chronic obstructive lung disease (COPD), because the interaction between ventilated lung and ultrasound generates only artifacts. Currently, there are few applications of ultrasound that are useful in COPD, with recent studies providing some innovation potentially useful in clinical practice. The similarity of the trend between the time/volume curve of spirometry and the M-mode representation of diaphragm during forced breath allowed to identify the M-mode Index of Obstruction (MIO), an index obtained from the ratio between forced diaphragmatic excursion in the first second (FEDE1, cm) and the maximal expiratory diaphragmatic excursion (EDEMax, cm). MIO has shown a linear correlation with the ratio between forced expiratory volume in the first second (FEV1) and vital capacity (VC), used in spirometry to identify airways obstruction. The value of MIO seems to be lower in patients affected by airways obstruction as showed by a recent study. The technique is easy to learn and fast to perform and the analysis could be provided with any ultrasound machine equipped with M-mode. In conclusion, these findings, if confirmed by other studies, could suggest a new add-on screening tool for obstructive lung diseases, in particular COPD, that could be performed during a routine abdominal ultrasound exam.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Lo studio ecografico del torace sta conoscendo un crescente sviluppo. Questa tecnica può essere di aiuto nella gestione di svariate patologie del torace, ma è limitata alle finestre acustiche fornite dagli spazi intercostali e dall’incapacità di studiare il parenchima polmonare sano e tutte le patologie intraparenchimali come la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), poiché l’interazione tra il polmone ventilato e gli ultrasuoni genera solo artefatti. Attualmente, ci sono poche applicazioni dell’ecografia fruibili nella BPCO, e alcuni studi recenti forniscono degli spunti innovativi potenzialmente utili nella pratica clinica. La somiglianza dell’andamento della curva spirometrica volume/tempo e della rappresentazione ecografica in M-mode della cinetica diaframmatica durante una manovra di espiro forzato ha consentito di identificare l’Indice di ostruzione in M-mode (MIO), un indice ottenuto dal rapporto tra l’escursione diaframmatica forzata nel primo secondo (FEDE1, cm) e l’escursione diaframmatica espiratoria massimale (EDEMax, cm), mostra una correlazione con il rapporto tra il volume espiratorio forzato nel primo secondo (FEV1) e la capacità vitale (VC), utilizzato nella spirometria per identificare l’ostruzione delle vie aeree. Il valore di MIO sembra essere inferiore nei pazienti affetti da ostruzione della vie aeree come evidenziato da uno studio recente. La tecnica è facilmente apprendibile ed eseguibile e l’analisi può essere ottenuta con qualunque ecografo dotato di M-mode. In conclusione, questi riscontri, se confermati da altri studi, potrebbero suggerire una nuova ulteriore tecnica di screening per le patologie ostruttive, in particolare la BPCO, che potrebbe essere eseguita durante una ecografia addominale di routine.
it
pair_26550064
The purpose of this article is to review ultrasonographic appearance of the most common causes of non-traumatic acute abdominal pain in pediatric patients and to understand the applications and limitations of this technique giving a practical approach showing different clinical cases. A pictorial review of cases was made presenting the most common causes of neonatal and pediatric non-traumatic acute abdominal pain; sonographic features are discussed. Ultrasound in conjunction with Color Doppler imaging is a valuable tool in the evaluation of neonatal and pediatric non-traumatic acute abdominal pain; causes of acute abdomen in children could vary depending on the ages of the children.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Lo scopo di questo articolo è stato di revisionare le caratteristiche ecografiche delle più comuni cause di dolore addominale in pazienti pediatrici, per comprendere le applicazioni ed i limiti di questa tecnica con un approccio pratico, presentando diversi casi clinici. Abbiamo revisionato i reperti ecografici delle più comuni cause di dolore addominale acuto pediatrico e neonatale non traumatico, infatti l’ecografia integrata dall’esame Color Doppler è uno strumento importante nella individuazione delle cause, che possono variare in base all’età dei pazienti.
it
pair_26550065
Here we present a case of a 58 year old man referred to our hospital to undergo neck and thyroid ultrasonography (US) following palpable neck mass. US revealed a solid hypoechoic nodule in right thyroid lobe, and a solid lesion on the right laterocervical neck region with ultrasound suspicious features of neoplastic lymph node. In order to achieve a diagnosis of the neck mass and to get a proper evaluation of the thyroid nodule, we decided to perform a fine-needle aspiration (FNA) of both lesions. At cytopathologic examination the thyroid nodule appeared as benign, while cytologic sampling of the neck lesion was inadequate for a proper evaluation. Thus, we performed core needle biopsy (CNB) of the neck lesion like recently proposed for thyroid lesions; also, to definitively exclude malignancy of thyroid nodule, this also underwent CNB. Histologic report of CNB confirmed benign thyroid nodule, while the neck lesion revealed a proliferation of neuronal type consistent with schwannoma. The patient has been addressed to clinical and ultrasonographic follow-up. CNB appears as a safe and minimally-invasive approach to diagnose indeterminate neck masses and avoid unnecessary diagnostic surgery.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Presentiamo il caso di un uomo di 58 anni che si sottoponeva ad ecotomografia del collo per una massa palpabile in sede laterocervicale destra. L’esame ecotomografico ha mostrato la presenza di una lesione solida nella regione laterocervicale destra del collo, con caratteristiche ecografiche sospette per linfonodo neoplastico. Contestualmente, si riscontrava un nodulo solido ipoecogeno del lobo destro della tiroide. Allo scopo di un’ulteriore definizione diagnostica, si è pertanto deciso di procedere ad esecuzione di agoaspirato ecoguidato di entrambe le lesioni, inviando per esame citologico il materiale ottenuto. Il nodulo tiroideo ha mostrato caratteri di benignità, mentre il prelievo eseguito sulla formazione del collo non è apparso adeguato per la valutazione citologica. Abbiamo così deciso di procedere a <i>core needle biopsy</i> della lesione del collo, eseguendo la medesima procedura anche sul nodulo tiroideo, per una conferma diagnostica. L’esame istologico ha confermato la benignità del nodulo tiroideo e la lesione del collo è risultata una proliferazione di tipo neuronale compatibile con schwannoma. Il paziente è stato quindi indirizzato a follow-up clinico ed ecografico. In conclusione, nel caso clinico da noi presentato la <i>core needle biopsy</i> è apparsa una procedura sicura e mini-invasiva nell’inquadramento diagnostico di una massa del collo di incerto significato all’esame ecotomografico, senza necessità di ulteriori approcci chirurgici.
it
pair_26550066
Endometriosis is a common chronic gynaecological disease affecting 10 % of women of reproductive age. Of these 5-12 % may present bowel endometriosis that may be asymptomatic or associated with aspecific symptoms even bowel obstruction. The case of a 41-year-old woman with history of ulcerative colitis, previous diagnosis of ovarian endometriosis, recurrent abdominal pain not related to the menstrual cycle, with abdominal pain and obstinate constipation for 2 weeks was referred. The patient underwent colonoscopy, transabdominal ultrasound and ultrasound-guided fine-needle biopsy to have a diagnosis. Endometriosis should be considered in the differential diagnosis of every woman of childbearing age who presents with gastrointestinal or abdominal symptoms. As demonstrated in our case and by the burgeoning literature in this field, we believe that the role of transabdominal ultrasound should be reconsidered in the management of abdominal diseases because this examination associated with ultrasound-guided fine-needle biopsy allows, in expert hands, to obtain adequate histological samples avoiding patients to undergo more invasive tests to get a diagnosis.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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L’endometriosi è una malattia ginecologica cronica comune che colpisce il 10 % delle donne in età riproduttiva. Nel 5–12 % si può presentare una localizzazione intestinale della malattia. Essa può presentarsi in svariati modi potendo essere asintomatica o potendosi manifestare con sintomi aspecifici includendo perfino l’occlusione intestinale. presentiamo il caso di una donna di 41 anni affetta da colite ulcerosa, con storia di precedente diagnosi di endometriosi ovarica e ricorrenti dolori addominali non correlati al ciclo mestruale. Riferisce da circa due settimane il peggioramento dei dolori addominali cui si associa stipsi ostinata. È stata quindi sottoposta a colonscopia, ecografia transaddominale e biopsia ecoguidata per via transaddominale prima di poter fare una diagnosi. L’endometriosi dovrebbe essere considerata nella diagnosi differenziale in ogni donna in età fertile che si presenta con sintomi gastrointestinali o addominali vaghi. Come nel caso clinico illustrato e alla luce della fiorente letteratura in questo campo, riteniamo che il ruolo dell’ecografia transaddominale dovrebbe essere riconsiderato nella gestione delle malattie addominali. Infatti, l’ecografia transaddominale associata alla possibilità di poter eseguire in corso dello stesso esame una biopsia ecoguidata, permetterebbe di poter ottenere un adeguato campione istologico evitando al paziente esami più invasivi per raggiungere una diagnosi.
it
pair_26550068
Acute cholecystitis is a frequent condition. Although cholecystectomy is the indicated treatment of this entity, it cannot be performed in some high-risk surgery patients, such as critically ill or those with multiple comorbidities. In these non-uncommon scenarios, percutaneous cholecystostomy is the recommended alternative treatment, which allows immediate decompression and drainage of the acutely inflamed gallbladder and thus reducing the patient's symptoms and the systemic inflammatory response. Ultrasound is the imaging method of choice to guide the percutaneous cholecystostomy procedure due to its real-time guidance, lack of ionizing radiation and portability, avoiding the need to transfer unhealthy patients to the radiology department. We will review the ultrasound-guided percutaneous cholecystostomy procedure, of special interest for radiologists, surgeons, and also intensive care and emergency physicians.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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La colecistiti acuta é una malattia frequente. Benché la colecistectomia laparotomica sia una procedura validata essa non è idonea nella popolazione ad alto rischio, quali i pazienti critici o quelli con elevate comorbiditá. In tali categorie il trattamento percutaneo é la procedura suggerita consentendo di decomprimere la colecisti e ridurre i sintomi sirs correlati. La metodica eco assistita real time e la procedura di scelta in considerazione della assenza di radiazioni e la facilita´di esecuzione in ambiti extra radiologici. Descriveremo di seguito la tecnica di colecistostomia eco guidata di interesse radiologico, chirurgico e rianimatorio.
it
pair_26550070
Elastography (ES) is a technique that, when associated with traditional B mode ultrasound (US), allows the degree of elasticity of tissue to be evaluated according to a color scale system. The aims of the study were to compare the diagnostic characteristics of two widely used techniques adopted in breast cancer screening; US and color Doppler (CD), with those of the same two techniques plus ES, and assessment of the same diagnostic characteristics when the three methods were applied to lesions < or >1 cm. Methods used included subjecting 212 women to investigations aimed at the early diagnosis of breast cancer outside the screening model, whereby 395 lesions were detected by US, ES, and CD, with a definitive diagnosis proved by histological exam. The diagnostic performance of US, ES, CD, and their combinations was calculated. The results showed that comparing the diagnostic characteristics of the three methods with reference to the definitive histological results for malignant breast lesions, the best diagnostic accuracy was obtained when US, ES, and CD were combined (0.837). For lesions <1 cm, diagnostic accuracy was 0.782, and for those >1 cm, it was 0.886. In the lesions <1 cm, which were more difficult to study, a positive ES score (>4) appeared to be sufficient to deepen the diagnosis, even though 35 % of the ES or US positive lesions were not malignant. By contrast, in lesions >1 cm, the probability of having a malignant lesion when all three tests were positive was very high (97 %). It was concluded that early diagnosis is a key factor in breast cancer, so an economically sustainable, non-invasive pathway is the target of diagnostic breast imaging.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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L’elastosonografia (ES) è una metodica che associata all’ecografia consente di valutare l’elasticità e rigidità dei tessuti utilizzando una scala cromatica. Obiettivi di questo studio sono: confrontare le caratteristiche diagnostiche dell’ecografia (US) e del doppler (CD), due metodiche utilizzate per la diagnosi di tumore al seno, con quelle dell’ES, da sola o in combinazione con le precedenti; valutare le stesse caratteristiche in lesioni < o >1cm. Metodi: 212 donne sono state sottoposte a valutazione per diagnosi precoce di tumore al seno, al di fuori di un programma di screening. 395 lesioni sono state studiate con US, ES, e CD e la diagnosi definitiva è risultata dall’esame istologico. E’ stata misurata la performance diagnostica delle 3 metodiche e delle loro combinazioni. Risultati: Dalla comparazione delle diverse metodiche emerge che la più elevata accuratezza diagnostica, per individuare lesioni maligne della mammella, si ottiene utilizzando le 3 metodiche congiuntamente (0.837). Per lesioni <1cm l’accuratezza diagnostica è 0.782, e per quelle >1cm 0.886. Nelle lesioni <1cm, le più complesse da valutare, un punteggio ES>4 sembra essere sufficiente per approfondire l’iter diagnostico, sebbene il 35% delle lesioni positive all’ES o all’US siano di tipo benigno. Diversamente, nelle lesioni >1cm la probabilità di avere una lesione maligna quando tutte e tre le metodiche sono positive è risultata molto alta (97%). Conclusioni. La diagnosi precoce rappresenta un fattore chiave nel carcinoma mammario; pertanto, un percorso economicamente sostenibile, e non invasivo è il target dell’imaging diagnostico per la mammella.
it
pair_26550069
Acute acalculous cholecystitis (AAC) can be defined as acute inflammatory disease of the gallbladder without evidence of gallstones. The first case was reported in 1844 by Duncan et al.; however, some cases may have been missed previously in view of the complexity of the diagnosis. Several risk factors have been identified, and cardiovascular disease (CVD), in view of its multiple mechanisms of action, seems to play a key role. Atypical clinical onset, paucity of symptoms, overlap with comorbidities, and lack of robust, controlled trials result often in under or misdiagnosed cases. Moreover, laboratory results may be negative or not specific in the late stage of the disease, when a surgical treatment cannot be longer helpful if complications arise. A rapid diagnosis is therefore essential to achieve a prompt treatment and to avoid further clinical deterioration. In this short review, we would present the current evidence regarding epidemiology, pathophysiology, and clinical presentation of the complex relation between AAC and CVD. Then, we fully emphasize the role of ultrasound to achieve an early diagnosis and an appropriate treatment in suspected cases, reducing mortality and complications rates.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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La colecistite acuta alitiasica (AAC) può essere definita come una infiammazione acuta della colecisti in assenza di calcoli. Uno dei primi casi clinici riportati in letteratura risale al 1844 (Duncan et al.) ma verosimilmente alcuni di questi sono passati inosservati a causa della complessitá del percorso diagnostico. Numerosi fattori di rischio sono stati identificati e, tra questi, le malattie cardiovascolari, in considerazione di diversi meccanismi d’azione, sembrano assumere una posizione importante e giocare un ruolo chiave. Molti casi possono passare inosservati per varie ragioni che vanno dall’esordio clinico atipico, la povertá di sintomi, la sovrapposizione clinica e strumentale con altre comorbiditá, la carenza di trial controllati. Inoltre i test di laboratorio possono risultare negativi o non specifici anche negli stadi avanzati della malattia, quando la terapia chirurgica può non rivelarsi più utile in caso di complicanze. Una diagnosi rapida é dunque necessaria per instaurare un trattamento mirato e per evitare un ulteriore deterioramento clinico. In questa breve revisione vogliamo mettere in risalto le evidenze attuali che riguardano l’epidemiologia, la fisiopatologia e la presentazione clinica della complessa relazione esistente tra le malattie cardiovascolari e la colecistite acuta alitiasica. Il nostro intento é dunque quello di enfatizzare il ruolo dell’ultrasonografia nel raggiungimento, nei casi sospetti, di una diagnosi precoce e di un trattamento appropriato, al fine di ridurre il tasso di complicanze e la mortalitá.
it
pair_26550071
To assess the diagnostic accuracy and inter-observer variability of ultrasound (US) in recognizing signs of intra or extra-capsular rupture of silicone breast implants by using the magnetic resonance imaging (MRI) findings as the reference standard. 150 patients for a total of 300 implants underwent breast US and subsequently MR examination searching for signs of intra or extra-capsular rupture. Sensitivity, specificity, positive predictive value (PPV), negative predictive value (NPV), and diagnostic accuracy were calculated for breast US having MRI findings as the reference standard. Cohen's kappa statistics was used in order to assess inter-observer agreement for US. 170/300 (57 %) implant ruptures were detected at US (intra-capsular n = 110, extra-capsular n = 60). By comparing US findings with MR results, overall sensitivity, specificity, accuracy, PPV, and NPV of 79, 63, 70, 65, and 77 %, respectively, were found for breast US. In case of intra-capsular rupture, sensitivity, specificity, accuracy, PPV, and NPV of 63, 63, 63, 45, and 77 %, respectively, were obtained; 100 % values were found for extra-capsular rupture US diagnosis. US can be used as the first examination in patients with breast implants. US intra-capsular rupture detection requires further evaluation by MRI; in case of extra-capsular rupture US diagnosis, surgical implant removal could be proposed without further investigations.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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valutare l’accuratezza diagnostica e la variabilità inter-osservatore dell’ecografia nel riconoscimento dei segni di rottura intra od extra-capsulare di protesi mammarie in silicone avendo i segni RM con standard di riferimento. 150 pazienti per un totale di 300 impianti sono stati sottoposti ad ecografia mammaria e successivamente ad esame RM ricercando segni di rottura intra od extracapsulare. Sono stati calcolati i valori di sensibilità, specificità, valori predittivi positivo (VPP) e negativo (VPN) ed accuratezza diagnostica avendo i segni RM come standard di riferimento. L’accordo inter-osservatore è stato calcolato mediante test statistico kappa di Cohen. 170/300 (57 %) rotture di impianti sono state identificate all’esame ecografico (intra-capsulari, <i>n</i> = 110; extra-capsulari <i>n</i> = 60). Sono stati ottenuti valori di sensibilità, specificità, accuratezza, VPP e VPN rispettivamente pari a 79, 63, 70, 65 and 77 %, per l’ecografia mammaria. In caso di rottura intracapsulare, sono stati ottenuti valori di sensibilità, specificità, accuratezza, VPP e VPN rispettivamente pari a 63, 63, 63, 45 and 77 %; in caso di rottura extracapsulare, sono stati riscontrati valori pari a 100 % per l’ecografia mammaria. l’ecografia mammaria può essere utilizzata come metodica di primo livello nei pazienti con protesi mammarie. In caso di diagnosi ecografica di rottura intra-capsulare, è indicato approfondimento diagnostico con esame RM; in caso di rottura extra-capsulare rilevata all’esame ecografico, è proponibile la sostituzione chirurgica dell’impianto senza ulteriori indagini diagnostiche.
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pair_26550072
The purpose of this study was to evaluate the usefulness of contrast-enhanced ultrasonography (CEUS) in the bioptic sampling of soft tissue tumors (STT) compared with unenhanced ultrasonography alone. This is a prospective longitudinal study of 40 patients subjected to ultrasonography (US)-guided core needle biopsy (CNB) to characterize a suspected STT. Three series of bioptic samplings were carried out on each patient, respectively using unenhanced US alone and CEUS in both the areas of the tumor enhanced or not by the contrast medium. All bioptic samples underwent a histological evaluation and the results were analyzed by comparing the histology of the biopsy with the definitive diagnosis in 15 surgically excised samples. 27 (67.5 %) of the 40 patients completed the entire study procedure; in 19 cases (70.3 %) the three bioptic samplings gave unanimous results, also when compared to the surgical specimen; in seven cases (25.9 %) use of CEUS allowed to obtain additional or more accurate information about the mass in question, compared to simple US guidance without contrast; in one patient (3.7 %) sampling obtained using unenhanced ultrasonography guidance and in the areas enhanced by the contrast agent had precisely the same results of the surgical specimen. CEUS, due to its ability to evaluate microvascular areas, has proven to be a promising method in guiding bioptic sampling of soft tissue tumor, directing the needle to the most significant areas of the tumor. Given the small number of patients evaluated in our study, to achieve statistically significant results, it would be appropriate to obtain a larger sample size, since the very first results seem to be encouraging and to justify the increase of the population.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare l’utilità dell’ecografia conmdc (CEUS) rispetto alla ecografia tradizionale, nel prelievo bioptico dei tumori dei tessuti molli (STT). si tratta di uno studio longitudinale prospettico di 40 pazienti sottoposti ad ago-biopsia ecoguidata (US-CNB) per la caratterizzazione di un STT sospetto. Sono stati prelevati 3 campioni bioptici su ogni paziente, utilizzando ecografia b-mode e CEUS sia nelle aree del tumore non evidenziate dal mezzo di contrasto che in quelle dotate di contrast-enhancement. Tutti i campioni bioptici sono stati sottoposti a valutazione istologica e sono stati analizzati i risultati confrontando l’istologico della biopsia con i 15 campioni asportati chirurgicamente, con diagnosi definitiva. 27 (67,5%) dei 40 pazienti hanno completato l’intera procedura di studio; in 19 casi (70,3%) i tre campioni bioptici hanno dato risultati unanimi, anche rispetto al modello chirurgico; in 7 casi (25,9%) l’uso della CEUS ha permesso di ottenere informazioni supplementari, o più precise, circa la massa in questione, rispetto al semplice esame ecografico senza mezzo di contrasto; in 1 paziente (3,7%) i campioniottenuti usando sia l’ecografia tradizionale che quella con contrasto sono risultati esattamente corrispondenti ai campioni chirurgici. la CEUS, grazie alla sua capacità di valutare la microvascolarizzazione, ha dimostrato di essere un metodo promettente nel guidare il prelievo bioptico negli STT, dirigendo l’ago nelle zone più caratteristiche del tumore. Secondo i risultati di questo studio pilota, sarebbe pertanto opportuno esaminare un maggior numero di pazienti per confermare le potenzialità della metodica.
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pair_26550073
Point-of-care ultrasound evaluates inferior vena cava (IVC) and internal jugular vein (IJV) measurements to estimate intravascular volume status. The reliability of the IVC and IJV collapsibility index during increased thoracic or intra-abdominal pressure remains unclear. Three phases of sonographic scanning were performed: spontaneous breathing phase, increased thoracic pressure phase via positive pressure ventilation (PPV) phase, and increased intra-abdominal pressure (IAP) phase via laparoscopic insufflation to 15 mmHg. IVC measurements were done at 1-2 cm below the diaphragm and IJV measurements were done at the level of the cricoid cartilage during a complete respiratory cycle. Collapsibility index was calculated by (max diameter - min diameter)/max diameter × 100 %. Chi square, t test, correlation procedure (CORR) and Fisher's exact analyses were completed. A total of 144 scans of the IVC and IJV were completed in 16 patients who underwent laparoscopic surgery. Mean age was 46 ± 15 years, with 75 % female and 69 % African-American. IVC and IJV collapsibility correlated in the setting of spontaneous breathing (r (2) = 0.86, p < 0.01). IVC collapsibility had no correlation with the IJV in the setting of PPV (r (2) = 0.21, p = 0.52) or IAP (r (2) = 0.26, p = 0.42). Maximal IVC diameter was significantly smaller during increased IAP (16.5 mm ± 4.9) compared to spontaneous breathing (20.6 mm ± 4.8, p = 0.04) and PPV (21.8 mm ± 5.6, p = 0.01). IJV and IVC collapsibility correlated during spontaneous breathing but there was no statistically significant correlation during increased thoracic or intra-abdominal pressure. Increased intra-abdominal pressure was associated with a significant smaller maximal IVC diameter and cautions the reliability of IVC diameter in clinical settings that are associated with intra-abdominal hypertension or abdominal compartment syndrome.
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E’ stata utilizzata l’ecografia per valutare le misure della vena cava inferiore (IVC) e della vena giugulare interna (IJV), per stimare lo stato del volume intravascolare. L'affidabilità dell'indice di collassabilità delle IVC e IJV durante l’aumento della pressione toracica o intra-addominale rimane poco chiaro. Sono state valutate con l’ecografia tre fasi: la fase di respirazione spontanea, la fase di aumento di pressione toracica con ventilazione a pressione positiva (PPV), la fase di aumento della pressione intra-addominale (IAP) tramite insufflazione laparoscopica a 15 mmHg. Le misurazioni nella IVC sono state effettuate a 1-2 cm sotto il diaframma e le misurazioni nella IJV sono state effettuate a livello della cartilagine cricoidea durante un ciclo respiratorio completo. E’ stato calcolato l’indice di collassabilità (diametro max – min) / diametro max x 100%. Sono stati calcolati chi-square, t-test, procedure di correlazione (CORR) e analisi di Fisher. In 16 pazienti, sottoposti a chirurgia laparoscopica, sono state effettuate un totale di 144 scansioni della IVC e IJV. L'età media era di 46 ± 15 anni, 75% donne e 69% afroamericani. La collassabilità delle IVC e IJV era correlava nella respirazione spontanea (r2 =0.86, p <0.01). La collassabilità della IVC non aveva alcuna correlazione con quella della IJV nella fase PPV (r2= 0.21, p = 0.52) o IAP (r2 = 0.26, p = 0.42). Il diametro massimo della IVC era significativamente minore durante la IAP (16.5 millimetri ± 4.9), rispetto alla respirazione spontanea (20.6 millimetri ± 4.8, p = 0.04) e alla PPV (21.8 millimetri ± 5.6, p =0.01). La collassabilità delle IJV e IVC era correlato durante la respirazione spontanea, ma non vi era alcuna correlazione statisticamente significativa durante l’aumentata pressione toracica o intra-addominale. L'aumento della pressione intra-addominale è stato associato ad un significativo minore diametro massimo della IVC e bisogna prestare cautele sull'affidabilità del diametro della IVC in contesti clinici associati ad ipertensione intra-addominale o sindrome compartimentale addominale.
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pair_26550074
This study aimed at comparing the diagnostic accuracy of ultrasonography (US) and magnetic resonance imaging (MRI) for the detection of joint effusion of the knee. For this retrospective study, approbation by the institutional review board was not required, and written informed consent from the patients was waived. One hundred and fifty-eight patients (83 men and 75 women; median age 41.2 years; age range 13-81 years) who underwent US and MRI of the knee were included in the study. The sensitivity and specificity of US with respect to MRI in the evaluation of the effusion of the knee and in each recess were compared. In evaluating joint effusion of the knee, compared with MRI, US correctly identified 78 of 96 patients with joint effusion, showing a sensitivity of 81.3 % and a specificity of 100 %, with a positive predictive value (PPV) of 100 % and a negative predictive value (NPV) of 77.5 % (p value = 0.001). Various results were obtained comparing ultrasound with MRI, regarding the various recesses. US showed high specificity and sensitivity in diagnosing knee joint effusion and could be used in patients who cannot undergo MRI.
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Confrontare l’accuratezza diagnostica dell’ecografia (US) e la risonanza magnetica (MRI) per il rilevamento di versamento articolare del ginocchio. Per questo studio retrospettivo, non e’ stata necessaria formale approvazione da parte del Comitato Etico, ed e’ stato derogato il consenso informato scritto. Centocinquanta pazienti (83 uomini e 75 donne; età media: 41,2 anni; range di età: 13–81 anni) sottoposti a US e MRI del ginocchio sono stati inclusi nello studio. E’ stata valutata la sensibilità e la specificità dell’ US rispetto allan MRI nella valutazione del versamento del ginocchio e in ciascun recesso. Nella valutazione versamento articolare del ginocchio, rispetto alla MRI, l’ US ha identificato correttamente 78 su 96 pazienti con versamento articolare, mostrando una sensibilità del 81,3 % e una specificità del 100 %, con un valore predittivo positivo (PPV) del 100 % e un valore predittivo negativo (VPN) del 77,5 % (<i>p</i> value = 0.001). Risultati differenti sono stati ottenuti confrontando l’US con la MRI per quanto riguarda i vari recessi. l’US ha mostrato elevata specificità e sensibilità nella diagnosi del ginocchio versamento articolare e potrebbe essere utilizzato in pazienti che non possono essere sottoposti a MRI.
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pair_26550075
Hamartomas, also known as fibroadenolipomas, are rare, benign formations that can develop in various organs, including the breast. They present clinically as a soft, mobile nodular lesions and are generally asymptomatic. They may be discovered incidentally during imaging studies performed for other reasons. Owing to the increasingly widespread use of mammographic screening, the diagnosis of breast hamartomas is on the rise. The masses are associated with specific mammographic and sonographic features that reflect their diverse tissue components. They also appear to present reproducible features on elastography. This article reviews the typical features of breast hamartomas seen on these three imaging modalities.
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L’amartoma, o fibroadenolipoma, è una rara formazione benigna che può insorgere in diversi organi, tra i quali la mammella. Clinicamente si presenta con aspetto nodulare soffice e mobile rispetto ai piani circostanti; generalmente asintomatico, può rappresentare un riscontro occasionale nel corso di esami strumentali, in particolare la diffusione dei programmi di screening mammografico ha comportato un maggiore riscontro di tale lesione. Presenta caratteristiche mammografiche ed ecografiche peculiari, legate alle differenti componenti tissutali che lo costituiscono. Anche l’elastonosografia mostra aspetti riproducibili. Vengono presentati gli aspetti tipici di questa lesione con ecografia, mammografia ed elastosonografia.
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pair_26550076
The fractures of sesamoid bones of the hand are rare, sometimes the diagnosis is missed. We report a case of fracture of both the ulnar and radial sesamoids of the metacarpophalangeal (MCP) joint of the thumb. The trauma (hyperextension of the thumb during a soccer match) also caused a lesion of the volar plate. The diagnosis was made by ultrasound (US) and confirmed by CT scan.
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Le fratture dei sesamoidi della mano sono eventi rari, talvolta non diagnosticati. Presentiamo il caso di una frattura che ha interessato sia il sesamoide radiale che ulnare della articolazione metacarpofalangea (MCP) del pollice. Il trauma (iperestensione del pollice durante una partita di calcio) ha inoltre causato la lesione della placca volare. La diagnosi è stata fatta con l’ecografia (US) e confermata alla TC.
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pair_26550077
The following case study examines the muscle and fat thickness of the trunk in a 25-year-old, former collegiate gymnast. Previous studies have quantified total and regional skeletal muscle mass using magnetic resonance imaging and muscle volume and distribution using ultrasound. However, to the best of our knowledge, the distribution and symmetry of skeletal muscle and subcutaneous adipose tissue (AT) of the anterior and posterior trunk have never been investigated. Ultrasound was used to identify skeletal muscle and AT thickness of 143 data points on the anterior portion of the trunk and 140 data points on the posterior portion of the trunk. Muscle thickness values in the anterior trunk ranged from 0.5 to 5.6 cm, and muscle thickness of the posterior trunk ranged from 0.6 to 6.6 cm. Total muscle volume of the trunk was 2935 and 4195 cm(3) for the anterior and posterior portions, respectively. The total predicted muscle mass in the anterior and posterior trunk was 7.4 kg. This case study begins to provide a picture of the distribution and symmetry of skeletal muscle and AT of the trunk. Future studies are necessary to confirm these findings and examine relationships among different populations.
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Il caso che presentiamo esamina lo spessore del muscolo e grasso del tronco di un venticinquenne ex ginnasta professionista. Precedenti studi hanno quantificato la massa muscolare scheletrica totale e regionale utilizzando la risonanza magnetica, il volume muscolare e la distribuzione con l’ecografia. Tuttavia, per quanto a nostra conoscenza, la distribuzione e la simmetria della muscolatura scheletrica e del tessuto adiposo sottocutaneo (AT) del tronco anteriore e posteriore, non sono mai stati indagati. Pertanto, lo scopo di questo studio è stato valutare la quantità assoluta e relativa di muscolo e del grasso in tutta la regione tronco, in un atleta altamente qualificato. Metodi: Il soggetto si trovava nella posizione fondamentale, l’ecografia è stata usata per identificare lo spessore della muscolo scheletrico e del AT in 143 punti prestabiliti sulla parte anteriore del tronco e in 140 punti prestabiliti nulla parte posteriore del tronco. Il volume muscolare è stato calcolato per ciascun segmento del tronco moltiplicando lo spessore muscolare (cm) per la lunghezza e la larghezza di ogni segmento (3 cm × 3 cm). Risultati: I valori di spessore del muscolo nella parte anteriore del tronco variavano da 0.5 cm a 5.6 centimetri e lo spessore del muscolo nella parte posteriore del tronco variavano da 0.6 centimetri a 6.6 centimetri. Il volume totale dei muscoli del tronco era 2935 cm<sup>3</sup> e 4195 cm<sup>3</sup>, rispettivamente per la parte anteriore e posteriore. Il totale previsto della massa muscolare della parte anteriore e posteriore del tronco era di 7.4 kg. Conclusioni: Questo studio inizia a fornire un quadro della distribuzione e della simmetria della muscolatura scheletrica e dell’AT del tronco. Ulteriori studi sono necessari per confermare questi risultati e valutarli nelle diverse popolazioni.
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pair_26550078
Acute limb ischemia (ALI) is a limb-threatening and life-threatening disease process. Mural aortic thrombosis (MAT) is a rare cause of ALI. While there is limited evidence on the use of bedside ultrasound for the detection of ALI or MAT, duplex ultrasound remains the standard in the diagnosis and ultimate medical decision-making in patients with acute and chronic limb ischemia. Point-of-care ultrasound may be used in the evaluation of patients with signs and symptoms of this disease entity. This is a case of a 79-year-old female with a complicated medical history, who presented with a pulseless right leg and abdominal tenderness. The patient quickly decompensated requiring intubation for airway protection. A post-intubation arterial blood gas (ABG) was unsuccessfully attempted in the right femoral artery, prompting an ultrasound-guided ABG. On B-mode ultrasound evaluation, echogenic material was visualized in the right common femoral artery without evidence of Doppler flow signal. Additionally, a partially obstructing echogenic material was also noted at the femoro-saphenous vein junction with only partial compressibility by compression sonography. A computed tomography angiography of the aorta was performed indicating extensive infrarenal aortic thrombosis. The patient expired despite the relatively prompt diagnosis, highlighting the importance of early identification of acute arterial occlusion.
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L’ischemia acuta degli arti inferiori (ALI) è una malattia che mette in pericolo gli arti e la vita stessa del paziente. La trombosi parietale dell’aorta (MAT) è una causa rara di ALI. Mentre vi è una limitata evidenza sull’uso dell’ecografia al letto del paziente per la rilevazione di ALI o MAT, il Doppler rimane lo standard nella diagnosi e nel processo decisionale medico finale, in pazienti con ischemia acuta e cronica degli arti. L’ecografia può essere utilizzata nella valutazione dei pazienti con segni e sintomi di questa malattia. Presentiamo il caso di una donna di 79 anni, con una complicata storia clinica che si è presentata senza polso nella gamba destra e tensione addominale. La paziente si scompensava rapidamente, richiedendo l’intubazione per la protezione delle vie respiratorie. Dopo l’intubazione è stato tentato un arterial blood gas test (ABG) nell’arteria femorale destra, senza successo spingendo verso un ABG con guida ecografica. La valutazione ecografica in B-mode ha evidenziato materiale ecogeno nell’arteria femorale comune destra senza evidenza di segnali Doppler. Inoltre materiale ecogeno ostruente è stato osservato a livello della giunzione femoro-safena con solo parziale compressibilità con la compressione ecografica. E’ stata effettuata un’angio tomografia computerizzata dell’aorta che ha evidenziato un’ampia trombosi dell’aorta sotto-renale. Il paziente moriva, nonostante la diagnosi in tempi relativamente brevi, mettendo in evidenza l’importanza di individuare tempestivamente le occlusioni arteriose acute.
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pair_26567457
The management of abdominal compartment syndrome (ACS) has been included as a standard of care in our therapeutic algorithm after diagnosis of acute mesentheric ischemia (AMI), following cardiac surgery. This report is an updated review of our results compared to previous experience. A retrospective, observational, cohort study on a series of 26 patients (20 males, 6 females, mean age 75.2 years, min 64, max 83) who developed AMI, out of 7.719 patients undergoing cardiac operations (january 2005 - December 2014). The initial treatment consisted of laparotomy with abdominal decompression and temporary abdominal closure, performing visceral resections just in case of gangrenous tracts and providing for a 'secondlook' during the variable period of resuscitation and vacuum assisted dressing. A non-occlusive mesentheric ischemia with diffuse visceral underperfusion was confirmed in every case. Temporary abdominal closure was applied to treat ACS in every case, 13 patients required associated resection of gangrenous tracts (50%). Seventeen patients died following first operation as a consequence of multiple organ failure (65.4%). Nine patients survived (34.6%) and underwent re-establishment of intestinal continuity and definitive closure of abdominal wall within 30 DAYS. AMI occuring after cardiac surgery is associated with an increase of intra-abdominal pressure and subsequent ACS. Basing on this case series, an early ACS treatment using open abdomen techniques may be results in a better outcome of critically injured cardiac patients. These results compared favourably with literature experiences (mortality rate > 85%). Abdominal compartment syndrome, Acute mesentheric ischemia, Cardiac surgery.
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L’ischemia mesenterica acuta (AMI) può insorgere dallo 0.5 all’1% dei casi dopo interventi cardiochirurgici, comportando una mortalità vicino al 100%. Il trattamento della sindrome compartimentale addominale (ACS), che si associa invariabilmente in questi pazienti, dovrebbe essere considerato nel protocollo terapeutico, per migliorare la prognosi. Il presente studio riporta la nostra recente esperienza in proposito. Studio retrospettivo relativo a 26 pazienti (20 maschi, 6 femmine, età media 75.2 anni, min 64, max 83) su una serie consecutiva di 7.719 interventi cardiochirurgici (Gennaio 2005 – Dicembre 2014), sottoposti a laparotomia per AMI, trattati con decompressione chirurgica e chiusura temporanea addominale. RISULTATI. Un’ischemia funzionale era confermata in tutti i casi. In 13 pazienti la decompressione addominale fu eseguita senza resezione viscerale, che si rese necessaria in altri 13 casi. Si sono verificati 17 decessi per insufficienza pluriorganica (65.4%), 9 pazienti sono sopravvissuti e sottoposti a ricostruzione della parete addominale ed eventualmente al ripristino della continuità intestinale entro 30 giorni (34.6%). Questi risultati, anche se difficilmente confrontabili, sembrano incoraggianti rispetto alla pregressa esperienza personale e generalmente migliori dei dati riportati in letteratura nel paziente cardochirurgico (mortalità >85%). Una complicanza ischemica intestinale dopo cardiochirurgia si associa invariabilmente ad un incremento della pressione endoaddominale, precipitando una sindrome compartimentale. Il riconoscimento precoce di questo evento e l’opportuno trattamento che ne consegue, usando le tecniche di chiusura temporanea dell’addome, sembrerebbero consentire migliori risultati terapeutici in questa severa categoria di pazienti.
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pair_26567552
The aim of this study was to compare the three different treatment methods and investigate The effectiveness of the therapeutic effect of common salt. This retrospective study involved patients who were treated in our clinic for umbilical pilonidal sinus disease between January 2010 and December 2011. The patients were divided to three subgroups according to treatment methods. Group I: Cases treated with only local debridement and systemic antibiotic, group II: cases treated with local debridement, systemic antibiotic and silver nitrate, group 3: cases treated with debridement, systemic antibiotic and salt. In this study, 63 patients with the diagnosis of UPS were treated in our clinic. The patients were classified into three groups; group I included 20 patients, group II included 18 patients and group III included 18 patients. During 16-24 months of follow-up, 4 (20%) recurrences in group1 and 2 (11.1%) recurrences in group 2 were detected. Recurrence rate of group 3 was significantly different (5.55%) when compared to group 2. The mean period for returning to daily activities and work was 1 day for the patients. In conclusion, we suggest that pilonidal sinus cases which are not complicated by abcess and cellulitis can be treated by local removal of umbilical hairs, debridement and dressing without surgery. We conclude that application of common salt (table/ cooking salt) to umbilical pilonidal sinus with granuloma is a simple and highly effective way of treatment without any relapse and complications. Conservative treatment, Local debridement, Umblical pilonidal sinus.
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Lo scopo di questo studio è stato quello di paragonare tre differenti metodi di trattamento del sinus pilonidalis ombelicale e valutare l’efficacia degli effetti terapeutici del sale comune. Si tratta di uno studio retrospettivo che ha coinvolto pazienti trattati nella nostra clinica per sinus pilonidalis dell’ombelico nel periodo dal gennaio 2010 al dicembre 2011. I pazienti sono stati suddivisi in tre sottogruppi secondo i medoti del trattamento adottato. Gruppo I: pazienti trattati con soltanto lo sbrigliamento locale ed antibiotici per via sistemica. Gruppo II: pazienti trattati con sbrigliamento locale, antibiotici per via sistemica e AgNO3 Gruppo III: pazienti trattati con sbrigliamento locale, antibiotici per via sistemica e NaCl. Sono stati trattati complessivamente 63 pazienti: del Gruppo I ne hanno fatto parte 20 pazienti; del Gruppo II 18 pazienti e del Gruppo III 18 pazienti. Durante il follow-up di 16-24 mesi si sono avute 4 recidive (20%) nel primo gruppo; 2 recidive (11,1%) nel secondo gruppo, mentre nel gruppo 3 si è avuta una solo recidiva (5,55%). L’intervallo medio per la ripresa delle attività quotidiane è stata di 1 giorno per tutti i pazienti. Si può concludere che il sinus pilonisalis ombelicale, se non complicato da suppurazione o infiltrazione, può essere trattato con l’asportazione dei peli ombelicali, sbrigliamento e semplice medicazione senza far ricorso alla chirurgia. L’applicazione del sale da cucina nei casi con granuloma è un metodo semplice e molto efficace di trattamento, senza recidive nè complicazioni.
it
pair_26567553
Analyse the impact of aggressive surgical treatment with accurate lymphadenectomy in medullary thyroid carcinoma. We retrospectively analysed 152 patients affected by medullary thyroid carcinoma, divided in two groups, considering outcome and surgical complications. Primary surgical treatment with thyroidectomy plus central and lateral neck dissection, offers significant reduction in post-operative calcitonin levels, reduced recurrences and limited complications. Accurate lymphadenectomy, according to the international guidelines and the main results of clinical studies, is the only treatment combined to total thyroidectomy which offers improved outcome in medullary thyroid carcinoma since inefficacy of chemotherapy and radiotherapy. Surgery is the unique and fundamental therapy for patients affected by medullary thyroid carcinoma. Extended neck dissection combined to precocious diagnosis and strict follow-up might be considered the standard of treatment of medullary thyroid carcinoma. Complications, Lymphadenectomy, Medullary carcinoma, Prognosis.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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SCOPO: analizzare l’impatto del trattamento chirurgico aggressivo con accurata linfoadenectomia nel carcinoma midollare della tiroide. MATERIALI E METODI: sono stati confrontati 152 pazienti affetti da carcinoma midollare della tiroide divisi in due gruppi, considerandone gli esiti e le complicanze chirurgiche. RISULTATI: il trattamento chirurgico con tiroidectomia associata a linfectomia centrale e laterale determina una significativa riduzione della calcitonina post-operatoria e delle recidive con limitate complicanze. DISCUSSIONE: la linfoadenectomia estesa in accordo con le linee guida internazionali e i risultati dei principali studi clinici, è l’unico trattamento combinato alla tiroidectomia totale, che offre un miglioramento degli esiti nel carcinoma midollare della tiroide in considerazione dell’inefficacia della chemioterapia e della radioterapia. CONCLUSIONI: la chirurgia è l’unica e fondamentale terapia per i pazienti affetti da carcinoma midollare della tiroide. La linfoadenectomia cervicale estesa combinata alla diagnosi precoce e al follow-up, può essere considerato il trattamento standard del carcinoma midollare della tiroide.
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pair_26567606
Rectovesical Fistula (RVF) is a rare major surgery complication. Despite different techniques have been proposed as yet there is still no standard treatment. Transanal Endoscopic Microsurgery provides a magnified three-dimensional vision and it is less invasive than the traditional surgical procedure used in RVF treatment. A 62 years-old man, who developed a rectovesical fistula after laparoscopic radical prostatectomy, underwent TEM-assisted RVF repair by full-thickness excision and both bladder and rectal wall suture. The patients had a temporary ileostomy The patient could ambulate on day one, was fed on day three and was discharged on day 10 with the indwelling bladder catheter left in place. The ileostomy was taken down and the catheter removed three months later when colonoscopy and cystoscopy showed no rvf recurrence. From 2004, only ten cases of TEM-assisted treatment of RVF are reported with three recurrences and good results even in patients who had already undergone previous surgical attempts. TEM is safe and effective. It provides a tension free suture line on healthy tissue with adequate hemostasis and it may be a good alternative in the treatment of rectovesical fistula. Endoscopic Surgery, Microsurgery, Recto-vesical Fistula, Transanal Endoscopic.
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Le fistole rettovescicali sono una complicanza rara della chirurgia maggiore. Nonostante il corso degli anni siano state proposte diverse tecniche chirurgiche, non vi è ancora un trattamento standard e riconosciuto. La Transanal Endoscopic Microsurgery (TEM) permette di operare in un campo operatorio magnificato e tridimensionale; inoltre è una tecnica meno invasiva rispetto agli approcci tradizionali usati nel trattamento delle fistole rettovescicali. Abbiamo sottoposto ad intervento chirurgico di riparazione mediante TEM un uomo di 62 anni, portatore di ileostomia, il quale ha sviluppato una fistola rettovescicale dopo prostatectomia radicale laparoscopica. L’intervento ha previsto l’escissione a tutto spessore del tessuto sclerotico intorno alla fistola e la sutura della parete vescicale e della parete del retto. Il paziente ha ripreso la deambulazione in prima giornata; è stato in grado di alimentarsi in terza giorgiornata ed è stato dimesso in decima giornata con il catetere vescicale in sede. Tre mesi dopo una colonscopia e una cistoscopia hanno dimostrato l’assenza di recidiva e la ricanalizzazione intestinale è stata, quindi, ripristinata tramite intervento di chiusura di ileostomia e il catetere vescicale è stato rimosso. In Letteratura, dal 2004 a oggi, sono stati riportati solo dieci casi di trattamento di fistula rettovescicale, mediante TEM, con tre casi di recidiva. Sono stati riportati buoni risultati anche nei pazienti che avevano già subito precedenti tentativi di riparazione chirurgica. La TEM si è dimostrata essere sicura ed efficace; permette l’esito di una linea di sutura priva di tensione su tessuto sano con emostasi adeguata e sembra essere un’ottima alternativa, rispetto alle metodiche tradizionali, nel trattamento delle fistole rettovescicali.
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pair_26567607
We know the significance of adenomas about the risk of neoplastic transformation defined as adenoma-carcinoma sequence. Although the majority of adenomas removed are small, it is well recognized that the risk of malignant transformation increases with an increased adenoma size. The term 'malignant polyp' refers to an adenoma that macroscopically appears benign, but in which there is an invasion of malignant neoplastic cells within the submucosa through the muscularis mucosae. Malignant Polyps are substantially adenocarcinomas at an early stage; it is estimated that they represent the 0.75-5.6% of all adenomas removed during endoscopic exams. The management of a malignant polyp, diagnosed after an endoscopic removal, is complicated because the presence of residual malignant cells is a possibility. Also the presence of regional lymph nodes metastasis is different in literature and related to different prognostic factors. In this review we will analyze the incidence, the most appropriate methods of diagnosis, the biological parameters that characterize the various classes of risk of malignant polyps, in order to choice a correct treatment. The goal should be the improvement of the survival rate, decreasing the likelihood of residual disease evaluating the risk of overtreatment. Adenoma, Adenoma-carcinoma, 'Malignant polyp'.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Conosciamo il significato di “adenoma” riguardo al rischio di una trasformazione neoplastica secondo la nota sequenza adenoma-carcinoma. Nonostante che la maggioranza degli adenomi asportati siano di piccole dimensioni, è ben noto che il rischio di trasformazione maligna aumenta con l’accrescersi del volume dell’adenoma. Il termine “polipo maligno” si riferisce ad un adenoma che si presenta macroscopicamente come benigno, ma in cui vi è una invasione di cellule maligne nel contesto della sottomucosa al di là della muscularis mucosa. I polipi maligni sono sostanzialmente adenocarcinomi in uno stadio precoce, e di stima che rappresentino il 0,75- 5,6% di tutti gli adenomi asportati durante gli esami endoscopici. Il trattamento del polipo maligno, diagnosticato dopo la sua asportazione endoscopica, è reso complicato dalla possibile presenza di cellule neoplastiche residue nella sede di asportazione. Anche la presenza di metastasi nei linfonodi regionali è considerata in modo differente in letteratura e posta in relazione con differenti fattori prognostici. In questa revisione vengono analizzati l’incidenza, i metodi diagnostici più appropriati, i parametri biologici che caratterizzano le vari classi di rischio dei polipi maligni, per poter scegliere il trattamento corretto nel singolo caso. le finalità sarebbero quelle di migliorare il tasso di sopravvivenza, di diminuire la probabilità di malattia residua pur valutando il rischio di un trattamento eccessivo.
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pair_26567718
Pilonidal disease (PD) is a common disorder that usually affects young population and generally seen in intergluteal region. Conservative and surgical treatment options have been utilized. Many surgical techniques including primary closure, marsupialization and flap procedures have been described. The present study aims to evaluate the optimal surgical method for the treatment of PD. A total of 151 patients underwent pilonidal disease surgery between January 2007 and September 2014 were enrolled in this study. Patients were compared according to age, sex, operation time, length of A total of 151 patients with a mean age of 25.18 years (range 14-66) presented with pilonidal disease were evaluated. Primary closure (PC) and tension-free primary closure (TFPC) were performed in 105 (69.5%) and 46 (30.5%) patients, respectively. There was no statistical difference between groups according to age, sex, operation time and length of hospital stay. Only 9 patients (8.6%) in PC and 3 patients (6.5%) in TFPC have postoperative recurrent disease. of 17 patients (7.9%) dehiscence was seen, 15 (14.3%) were in PC group and 2 (4.3%) were in TFPC group. Postoperative seroma or wound infection was seen in 16 patients (10.6%). Tension-free primary closure is a method that is effective as primary closure. Modified primary closure, Pilonidal disease, Primary closure.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Il sinus pilonidali (SP) è una patologia comune che colpisce in genere la popolazione giovane e localizzandosi nella regione intergflutea. Per la sua cura sono state utilizzate tecniche conservative e descritte diverse tecniche chirurgiche, queste ultime consistenti in chiusura primaria dell’escissione chirurgica, la marsupializzazione e le chiusura con flap della breccia chirurgica. Il presente studio si propone di valutare l’efficacia di un metodo chirurgico. La casistica si riferisce a 151 pazienti sottoposti a trattamento chirurgico tra Gennaio 2007 e Settembre 2014, che vengono suddivisi per età, sesso, durata dell’intervento e della degenza postoperatoria, oltre alle complicanze (deiscenze ed infezioni della ferita), recidive e domensioni pel pezzo operatorio. L’età media dei pazienti affetti da sinus pilonidalis si aggira tra i 14 ed i 66 anni (media 25,18). In 105 pazienti (69,5% del totale) si è proceduto a chiusura primaria della ferita, ed il 46 (30,5% del totale) si è adottata la tecnica tension-free. Non si sono osservate differenze statistiche tra i gruppi rispetto all’età, al sesso, alla durata dell’intervento ed a quella della degenza postoperatoria. Solo 9 pazienti operati con chiusura primaria (8,6%) e 3 pazienti (6,5%) operati con tecnica tension-free hanno presentato una recidiva postoperatoria. In 17 pazienti (7,9%) si è osservata la deiscenza della ferita, di cui 15 (14,3%) tra quelli trattati con chiusura primitive e 2 (4,3%) in quelli trattati con tecnica tension- free. Il 16 pazienti (10.6%) è stata osservata la formazione postoperatoria di sieroma o di infezione. In conclusione la tecnica tension free si dimostra metodo altrettanto efficace della chiusura primitiva.
it
pair_26567723
Casual detection of an adrenal mass, the so called incidentaloma (AI) requires an in-depth analysis of imaging phenotype together with hormonal investigation, in order to evaluate both its potential malignancy and the occurrence of a preclinical condition of hypercortisolism (Subclinical Cushing Syndrome, SCS). Aim of the present work is to evaluate surgical indications and results of surgery in patients harbouring an AI with inapparent hypercortisolism. The study has been carried on in a series of 26 Laparoscopic Adrenalectomies (LA) performed from January 2009 and January 2015. Indications to surgery included AI (11 cases), Cushing's syndrome (7 cases), suspected metastases (5 cases) and Conn's disease (3 cases). Six patients with AI had a SCS associated with variable forms of a metabolic syndrome: they were evaluated in detail analysing cortisol secretion and values of Arterial Hypertension, Diabetes Mellitus and BMI before and after surgery. As far as SCS is concerned, LA was completed in 5 patients (one case converted). Pathology revealed 5 adenomas and one nodular hyperplasia. Four cases required oral cortisone administration at the discharge. At a mean follow- up of 33 months cortisol secretion returned to normal range in all patients; an improvement of metabolic condition was observed in 60, 25, and 50 per cent of hypertensive, diabetic and obese patients respectively. Indications to LA in case of AI and SCS is strongly supported by the presence of an associated metabolic syndrome. In spite of a limited number, our experience confirms the favourable results of surgery in such patients. Adrenal incidentaloma, Laparoscopic adrenalectomies, Subclinical Cushing syndrome.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Il riscontro di un incidentaloma surrenalico comporta un approfondimento diagnostico rivolto da un lato a chiarire la natura della lesione e nello stesso tempo ad accertare la presenza di una attività endocrina subclinica. Quest’ultima molto spesso è caratterizzata da una sindrome metabolica nella quale sono presenti Ipertensione arteriosa, Diabete Mellito di tipo 2 ed Obesità. Tali manifestazioni cliniche, indotte da una alterata secrezione cortisolica, configurano quindi una Sindrome di Cushing subclinica (SCS) nella quale, con il passare del tempo può verificarsi una compromissione della funzione cardiaca nonché un aggravamento del DM e dell’obesità. L’attuale orientamento di fronte ad una SCS, pur oggetto di dibattito, è a favore della surrenectomia laparoscopica (SL), anche in rapporto ai favorevoli risultati della terapia chirurgica nei confronti del trattamento medico. Gli Autori alla luce dell’esperienza personale su 26 casi di SL effettuati in un periodo di 6 anni, riportano i loro risultati in merito alla casistica generale e in particolare nei casi in cui era riconoscibile una SCS. Scopo del lavoro: verificare nel tempo se la SL ha comportato una normalizzazione dell’alterata secrezione cortisolica e un miglioramento della sindrome metabolica associata. Nell’arco temporale gennaio 2009-gennaio 2015 presso il Reparto di Chirurgia Generale A del Policlinico Universitario di Monserrato sono state effettuate 26 SL in 5 maschi e 21 femmine di età media di 53 anni. Le indicazioni alla SL comprendevano 11 incidentalomi, 7 sindromi di Cushing, 5 lesioni sospette per metastasi e 3 sindromi di Conn. Le SL sono state portate a termine in 22 casi (percentuale di conversione 15%), la durata media dell’intervento è stata di 162 minuti (range 65- 225) Nessuna mortalità e complicanze pari all’11%. Degenza media postoperatoria 5,6 giorni. L’esame istologico definitivo ha evidenziato 20 adenomi corticali, 2 iperplasie nodulari, 2 cisti, 1 mielolipoma, 1 metastasi di carcinoma. Sei casi degli 11 incidentalomi presentavano una SCS diagnosticata attraverso la determinazione del test di soppressione con Desametazone a basse dosi; il test è stato considerato positivo per valori ≥ 1.8 mcg/dL. Negli stessi pazienti erano presenti alterazioni della secrezione ACTH/cortisolo e forme diverse di una sindrome metabolica: 5 casi presentavano ipertensione arteriosa, 4 DM, 4 BMI > 30; 3 pazienti avevano associate le tre forme cliniche. I dosaggi del cortisolo e dell’ACTH serico, l’Ipertensione arteriosa, il DM e l’indice di massa corporea sono stati controllati a distanza e confrontati con i valori pre-operatori. Il follow up è risultato in media di 33 mesi. Nel controllo a distanza tutti i pazienti erano in buone condizioni cliniche; i valori del cortisolo ematico e del cortisolo libero urinario si sono normalizzati in tutti i pazienti, mentre due di essi presentavano valori dell’ACTH più alti della norma. In 3 casi su 5 di ipertensione arteriosa si è osservato una riduzione di valori pressori e un miglior controllo farmacologico. Un caso su 4 di DM ha avuto un miglioramento del controllo glicemico. In 3 casi su 6 il BMI si è ridotto anche se con valori non significativi. Nell’esperienza personale i pazienti affetti da SCS associata all’incidentaloma hanno avuto una normalizzazione del quadro ormonale e mediamente un miglioramento della sindrome metabolica. Quest’ultima rappresenta quindi un’ ulteriore indicazione alla chirurgia anche nella prospettiva della riduzione del rischio cardiovascolare. La SL è la procedura di scelta in rapporto alla minore entità del trauma e ai precoci tempi di recupero.
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pair_26567865
To identify patients with splenic injuries, who should benefit from a conservative treatment, and to compare inhospital follow-up and hospital length of stay (LOS), in patients treated by non-operative management (NOM) versus immediate-splenectomy (IS). A retrospective cohort study on consecutive patients, with all grade of splenic injuries, admitted between November 2010 and December 2014 at the Acute Care Surgery Service of the S. Anna University Hospital of Ferrara. Patients were offered NOM or IS. Fifty-four patients were enrolled; 29 (53.7%) underwent IS and 25 (46.3%) were offered NOM. Splenic artery angioembolization was performed in 9 patients (36%) among this latter group. High-grade splenic injuries (IVV) were more represented in IS group (65.5% vs 8%), while low grade (I-II) were more represented in NOM group (64% vs 10.3%). Failure of NOM occurred in 4 patients (16%). Hospital LOS was longer in IS group (p=0.044), while in-hospital and 30-day mortality were not statistically significant different between the two groups. Hemodynamically stable patients, with grade I to III of splenic injuries, without other severe abdominal organ injuries, could benefit from a NOM; the in-hospital follow-up should be done, after a control CECT scan, with US. Observation and strictly monitoring of splenic injuries treated with NOM do not affect patients' hospital los. Non-operative management, Splenic Rupture, Surgery.
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Il trattamento conservativo dei trauma splenici è ormai il “gold standard” per i bassi gradi di lesione splenica (III grado), mentre è ancora dibattuta la gestione dei traumi splenici severi (IV-V grado). Controversa rimane la gestione dei traumi splenici di III grado, che potrebbero beneficiare del trattamento conservativo, associato o meno ad angioembolizzazione dell’arteria splenica, in centri specializzati ed idonei alla gestione conservativa dei traumi degli organi parenchimatosi. Le ultime linee guida pubblicate dalla “Eastern Association of Surgery of Trauma” risalgono al 2012 e provvedono a dare solo delle raccomandazioni di livello II-III sulla gestioni dei traumi splenici. Il fattore che maggiormente influenza il successo del trattamento conservativo è la selezione dei pazienti che potrebbero beneficiare di tale gestione. Alla luce di ciò, l’obiettivo primario del nostro studio è di identificare i pazienti con lesioni spleniche post-traumatiche, che dovrebbero essere sottoposti a trattamento conservativo; l’obiettivo secondario è di confrontare il decorso clinico e la durata della degenza nei pazienti trattati conservativamente e in quelli sottoposti a splenectomia. Tutti i pazienti con trauma splenico, ricoverati presso l’U.O. di Chirurgia d’Urgenza dell’Azienda Ospedaliera- Universitaria Sant’Anna, Ferrara (Italia) tra Novembre 2010 (anno in cui è stata istituita l’U.O.) e Dicembre 2014, sono stati inclusi nello studio, per un totale di 54 pazienti. Di questi 54 pazienti, 29 (53.7%) sono stati immediatamente sottoposti ad intervento chirurgico di laparotomia esplorativa e splenectomia, mentre 25 (46.3%) sono stati sottoposti a trattamento conservativo. I pazienti sottoposti ad angioembolizzazione sono stati 9 su 25 (36%). Sono stati raccolti dati epidemiologici, dati riguardanti il decorso clinico e le indagini laboratoristiche e radiologiche a cui i pazienti sono stati sottoposti al momento dell’accesso in Pronto Soccorso e durante la degenza, dati sulla mortalità, sul fallimento del trattamento conservativo e sulla durata della degenza. E’ stata eseguita un’analisi statistica che ha evidenziato risultati statisticamente significativi (p≤0.05) sui dati clinici all’ingresso (pressione arteriosa, livelli di emoglobina, grado di lesione splenica, presenza di lesioni ad altri organi addominali) che hanno indirizzato verso una gestione conservativa o chirurgica. Inoltre, è stato dimostrato che nonostante il follow-up intraospedaliero nei traumi conservativi richieda uno stretto monitoraggio clinico, laboratoristico e strumentale, questo non determina una maggiore durata delle degenza. I dati raccolti concordano con la letteratura internazionale che afferma come i traumi splenici di basso gradi (I-II) possano essere trattati con sicurezza in modo conservativo, mentre per quanto riguarda i traumi severi (IV-V grado) l’applicazione del trattamento conservativo può essere seguita da un tasso di fallimento fino al 75% nel V grado con un tasso di mortalità del 12%, a fronte di un tasso di mortalità < dell’1%, correlato all’intervento chirurgico di splenectomia. In conclusione, i pazienti con lesioni spleniche di grado I, II, III, senza traumi di altri organi intraddominali che necessitano di un intervento chirurgico in regime d'urgenza, dovrebbero essere trattati in modo conservativo, non precludendo tuttavia tale possibilità anche a lesione di grado IV, in pazienti selezionati. Il monitoraggio intraospedaliero dei pazienti trattati conservativamente può essere effettuato in maniera semplice con ecografie addominali seriate o ecografie addominali con mezzo di contrasto; l’osservazione e lo stretto monitoraggio clinico non influenza la durata dell’ospedalizzazione. Studi prospettici su pazienti con lesioni spleniche di III grado sarebbero necessari per identificare i fattori correlati al successo del trattamento conservativo.
it
pair_26568305
To evaluate the clinical usefulness of preoperative computed tomography colonography (CTC) in locoregional staging in patients with abdominal pain secondary toocclusive colorectal cancer (CRC). 80 patients with abdominal pain underwent CTC initially without contrast and after diagnosis with contrast. 47 patients had distal CRC and 33 had proximal CRC. CTimages were analyzed independently by two radiologists, using MPR reconstruction and VR images. Depending on the anatomical depth of wall invasion primary tumor (T) was classified ≤ T2, T3 and T4. The definition of node disease (N) was based on the number of involved regional lymph nodes. Metastases (M) were characterized by the presence and location of distant disease. Pre treatment stage (cT cN) was compared with pathologic stage (pT pN). Accuracy of CTC was also evaluated. The overall accuracy values for T staging of reviewer 1, reviewer 2 and consensus reading were 91.6%, 86.2% and 92.8% respectively; 92.2%, 79.8% and 92.5% for T2; 88.1%, 85.5%, and 89.7% for T3; and 94.5%, 93.5% and 96.2% for T4. The accuracy values for N staging and M staging were 81,.8%, 94.0% for reviewer 1; 78.2% and 88.1% for reviewer 2; 81.8% and 94.0% for consensus reading, respectively. In our experience CTC is not only useful in the evaluation of the proximal bowel, but can also provide surgeons with accurate information about staging and tumor localization. CTC is recommended for better evaluation of preoperative staging. CT colonography, Colorectal cancer, Extracolonic findings, Staging.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Lo scopo del nostro studio è stato quello di valutare l’utilità clinica e l’attendibilità della colonscopia TC virtuale (CTC) in pazienti con dolore addominale per cancro del colon-retto in fase occlusiva (CRC) in base alla localizzazione del tumore. Abbiamo sottoposto a colonscopia TC virtuale (CTC) 80 pazienti con dolore addominale inizialmente senza mezzo di contrasto e, dopo la diagnosi, con mezzo contrasto. 47 pazienti avevano un cancro localizzato nel colon distale e 33 nel colon prossimale. Due radiologi con diversa esperienza hanno analizzato le immagini usando ricostruzioni MPR e immagini VR. Ai radiologi è stato chiesto di determinare la profondità di invasione della parete del colon (stadio T) classificandola in ≤T2, T3, T4 e la stadiazione N ed M. Abbiamo analizzato retrospettivamente i risultati chirurgici e correlato i risultati della colonscopia virtuale e tradizionale. I valori complessivi di accuratezza per lo stadio T del 1° radiologo, del 2° radiologo e la conformità di lettura sono stati rispettivamente di 91,6%, 86,2% e 92,8%; 92,2%, 79,8% e 92,5% per ≤ T2; 88,1%, 85,5% e 89,7% per i T3; e il 94,5%, 93,5% e 96,2% per T4. I valori di accuratezza per la stadio N e M sono stati 81,8%, 94,0% per il 1° radiologo; 78,2% e il 88,1% per 2° radiologo; la conformità di lettura è stata rispettivamente di 81,8% e il 94,0%. Nella nostra esperienza la colonscopia virtuutale è risultata utile, e in alcuni casi indispensabile, per la localizzazione del tumore nell’intestino prossimale. Inoltre può anche fornire ai chirurghi informazioni accurate sulla stadio e la localizzazione del tumore. La colonscopia virtuutale è raccomandata per una migliore stadiazione preoperatoria.
it
pair_26568453
Considerations based on years of experience, have led our school to spare the superior collateral vein: the superficial epigastric vein. 1536 selective epigastric-sparing crossectomies performed with the support of Duplex US to detect the normal functioning of terminal saphenous-fermoral junction and femoral valves. The selective-haemodynamic sapheno-femoral junction ligation' (although this is not strictly done), saves from ligation (but only in the presence of functioning femoral and saphenous terminal valves) and division the termination of the superficial epigastric vein into the common femoral vein. Superficial epigastric vein is a descending draining vessel, assisted by gravity (unlike the inferior collaterals). In case of obesity or portal hypertension, the spared superficial epigastric vein could drain into the common femoral vein keeping its anatomical and haemodynamic functions. The resulting anterograde flow will provide some flow through the residual saphenous stump, preventing its thrombosis. Duplex US, Ligation, Saphenous vein.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Considerazioni basate su anni di esperienza, hanno portato la nostra scuola a preservare la vena collaterale superiore: la vena epigastrica superficiale. Questa rappresenta un vaso discendente che drena con l’ausilio della gravità (a differenza dei collaterali inferiori). In caso di obesità o ipertensione portale, la vena epigastrica superficiale risparmiata può defluire nella vena femorale comune mantenendo le sue funzioni anatomiche e emodinamiche. Questo concetto ci ha portato, ma solo in presenza delle valvole terminale femorale e safenica competenti, ad un “legatura selettiva emodinamica della giunzione safeno-femorale“ (anche se questo non viene fatto in modo rigido e sistematico), che evita la legatura dello sbocco della vena epigastrica superficiale nella vena femorale comune. Il flusso anterogrado risultante fornice un certo flusso attraverso il moncone di safena residuo, impedendone la trombosi.
it
pair_32406942
The paper considers a 'befallment' that occurred in the course of analysis at a time when the focus of work was too much at a conscious level, dissociated from the patient's embodied and visceral depths. A rigidly held attitude of focal attention is considered as potentially a defence against embodied experiences of overwhelm and vulnerability that may haunt shadowy realms which remain unlit by the narrow beam of conscious awareness. Rather as a dream drifts in from the unconscious, an enactment by the analyst brought neglected aspects of the transference and countertransference relationship into the room. Later, the patient's own dreaming mind offered images that suggested an underlying dynamic. These subtle communications, alongside the patient's attitude toward the analyst's lapse, are considered as factors in the achievement of greater embodied integration. The analyst's difficulty in arriving at a formulation of such events is discussed, along with the necessity of holding such 'befallments' in mind over long periods of time before any explanation can be adumbrated.
en
lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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L'articolo considera un “inciampo” che si è verificato nel corso dell'analisi in un momento in cui il lavoro era eccessivamente focalizzato a livello cosciente, dissociato dalle parti incarnate e viscerali del paziente. L’attenzione rigidamente focalizzata è considerata una potenziale difesa contro esperienze incarnate di sopraffazione e vulnerabilità che possono alimentare regni oscuri, che rimangono non illuminati da una cosciente consapevolezza. Piuttosto, come un sogno che sgorga dall'inconscio, l'enactment dell'analista ha portato nella stanza terapeutica aspetti trascurati del transfert e del controtransfert. In seguito, la mente sognante del paziente stesso ha offerto immagini che suggerivano una dinamica sottostante. Queste sottili comunicazioni, insieme ad un atteggiamento del paziente verso il lapsus dell'analista, sono considerate come importanti fattori nella realizzazione di una maggiore integrazione incarnata. La difficoltà dell'analista nel giungere ad una formulazione di tali eventi viene discussa, insieme alla necessità di tenere a mente questi “inciampi” per lunghi periodi di tempo prima che qualsiasi spiegazione possa emergere.
it
pair_32406942
The paper considers a 'befallment' that occurred in the course of analysis at a time when the focus of work was too much at a conscious level, dissociated from the patient's embodied and visceral depths. A rigidly held attitude of focal attention is considered as potentially a defence against embodied experiences of overwhelm and vulnerability that may haunt shadowy realms which remain unlit by the narrow beam of conscious awareness. Rather as a dream drifts in from the unconscious, an enactment by the analyst brought neglected aspects of the transference and countertransference relationship into the room. Later, the patient's own dreaming mind offered images that suggested an underlying dynamic. These subtle communications, alongside the patient's attitude toward the analyst's lapse, are considered as factors in the achievement of greater embodied integration. The analyst's difficulty in arriving at a formulation of such events is discussed, along with the necessity of holding such 'befallments' in mind over long periods of time before any explanation can be adumbrated.
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分析性的态度--聚焦还是具身?移情/反移情关系中的微妙沟通 文章讨论了分析过程中会“降临”某种时刻, 此时工作过多聚焦于意识的层面, 与病人具身的和身体深层的经验产生了隔离。对于专注度的极端严格的态度, 被认为是在对那些淹没性的和脆弱的具身经验进行潜在的防御, 这些经验出没于阴暗的领域, 它们仍然未被有限的意识之光照亮。有时, 当有梦境从无意识中漂来, 分析师产生了行动化, 从而把移情反移情关系中被忽视的部分带入了会谈室。过一些时候, 病人自己的梦的意识就会提供意象, 提示一种潜藏动力的存在。这些微妙的交流, 以及病人对分析师所犯过失的态度, 都是达成更高的具身整合的因素。文章讨论了分析师对这一事件难以给出说法的困难, 并提出在作出解释之前, 有必要长期抱持这种经验的“降临”。.
zh-cn
pair_32406942
The paper considers a 'befallment' that occurred in the course of analysis at a time when the focus of work was too much at a conscious level, dissociated from the patient's embodied and visceral depths. A rigidly held attitude of focal attention is considered as potentially a defence against embodied experiences of overwhelm and vulnerability that may haunt shadowy realms which remain unlit by the narrow beam of conscious awareness. Rather as a dream drifts in from the unconscious, an enactment by the analyst brought neglected aspects of the transference and countertransference relationship into the room. Later, the patient's own dreaming mind offered images that suggested an underlying dynamic. These subtle communications, alongside the patient's attitude toward the analyst's lapse, are considered as factors in the achievement of greater embodied integration. The analyst's difficulty in arriving at a formulation of such events is discussed, along with the necessity of holding such 'befallments' in mind over long periods of time before any explanation can be adumbrated.
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L’article examine un « ratage » qui se produisit durant une analyse à une période pendant laquelle l’axe du travail était à un niveau trop conscient, dissocié des profondeurs incarnées et viscérales du patient. Tenir de manière rigide une attitude où l’attention consciente occupe une place centrale est considéré comme étant potentiellement une défense contre des expériences incarnées de débordement et de vulnérabilité. Expériences qui peuvent hanter des régions pleines d’ombres, et que le rayon étroit de la perspective consciente ne parviendra pas à éclairer. Un peu de la même manière que le rêve arrive de l’inconscient par un mouvement qui s’apparente à une dérive ou un glissement, un agir de l’analyste a apporté dans la salle de consultation des aspects négligés de la relation transfert/contretransfert. Plus tard, c’est l’esprit en mesure de rêver du patient qui a offert des images suggérant une dynamique sous-jacente. Ces communications subtiles, ainsi que l’attitude du patient envers la défaillance ou l’écart de l’analyste, sont considérées comme des facteurs facilitant l’accomplissement d’une meilleure intégration, plus incarnée. La difficulté de l’analyste à parvenir à une formulation de tels événements est abordée, ainsi que la nécessité de garder de tels « ratages » en tête pendant de longues périodes avant qu’aucune explication ne puisse être esquissée.
fr
pair_32406942
The paper considers a 'befallment' that occurred in the course of analysis at a time when the focus of work was too much at a conscious level, dissociated from the patient's embodied and visceral depths. A rigidly held attitude of focal attention is considered as potentially a defence against embodied experiences of overwhelm and vulnerability that may haunt shadowy realms which remain unlit by the narrow beam of conscious awareness. Rather as a dream drifts in from the unconscious, an enactment by the analyst brought neglected aspects of the transference and countertransference relationship into the room. Later, the patient's own dreaming mind offered images that suggested an underlying dynamic. These subtle communications, alongside the patient's attitude toward the analyst's lapse, are considered as factors in the achievement of greater embodied integration. The analyst's difficulty in arriving at a formulation of such events is discussed, along with the necessity of holding such 'befallments' in mind over long periods of time before any explanation can be adumbrated.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Der Beitrag behandelt einen 'Hereinbruch', der im Verlauf einer Analyse zu einer Zeit auftrat, als der Fokus der Arbeit auf der bewußten Ebene zu stark war, getrennt von den körperlichen und viszeralen Tiefen des Patienten. Eine starr durchgehaltene Präferenzierung fokussierter Aufmerksamkeit wird als potentielle Abwehr gegen verkörperlichte Erfahrungen von Überwältigung und Verletzbarkeit angesehen, die in Schattenbereichen umherspuken können, die vom engen Strahl des bewußten Gewahrwerdens unbeleuchtet bleiben. Ungefähr wie ein Traum aus dem Unbewußten hereintreibt, so brachte ein Agieren des Analytikers vernachlässigte Aspekte der Übertragungs- und Gegenübertragungsbeziehung in den Raum. Später bot der eigene träumende Geist des Patienten Bilder an, die auf eine zugrundeliegende Dynamik hindeuteten. Diese subtilen Kommunikationen werden, neben der Einstellung des Patienten zum Lapsus des Analytikers, als Faktoren für das Erlangen einer stärkeren verkörperlichten Integration angesehen. Die Schwierigkeit des Analytikers, zu einer Formulierung solcher Ereignisse zu gelangen, wird zusammen mit der Notwendigkeit diskutiert, solche 'Hereinbrüche' über lange Zeit hinweg im Auge zu behalten, bevor eine deutende Erklärung abgegeben werden kann.
de
pair_32406942
The paper considers a 'befallment' that occurred in the course of analysis at a time when the focus of work was too much at a conscious level, dissociated from the patient's embodied and visceral depths. A rigidly held attitude of focal attention is considered as potentially a defence against embodied experiences of overwhelm and vulnerability that may haunt shadowy realms which remain unlit by the narrow beam of conscious awareness. Rather as a dream drifts in from the unconscious, an enactment by the analyst brought neglected aspects of the transference and countertransference relationship into the room. Later, the patient's own dreaming mind offered images that suggested an underlying dynamic. These subtle communications, alongside the patient's attitude toward the analyst's lapse, are considered as factors in the achievement of greater embodied integration. The analyst's difficulty in arriving at a formulation of such events is discussed, along with the necessity of holding such 'befallments' in mind over long periods of time before any explanation can be adumbrated.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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El artículo considera un ‘suceso accidental’ que ocurrió en el curso de un análisis, en el momento en el que el foco del trabajo se hallaba a un nivel demasiado consciente, disociado de las profundidades viscerales y corporizadas del paciente. Una actitud de atención focalizada rígidamente sostenida es considerada potencialmente como una defensa contra experiencias abrumadoras y de vulnerabilidad encarnadas, que pueden acechar aspectos o dominios en sombra, los cuales permanecen sin ser iluminados por el estrecho haz de luz de la consciencia. Como un sueño que fluye desde el inconsciente, un ‘enactment’ de la analista trajo al espacio aspectos negados de la relación de transferencia y contratransferencia. Luego, la propia mente soñante del paciente ofreció imágenes que sugirieron la dinámica subyacente. Estas comunicaciones sutiles junto a la actitud del paciente respecto al lapsus de la analista, son considerados como factores en la consecución de una mayor integración corporizada. Se plantea la dificultad de la analista para acceder a una formulación de semejantes eventos, junto con la necesidad de sostener semejantes ‘sucesos accidentales’ en mente a lo largo de largos períodos de tiempo antes que alguna explicación pueda ser vislumbrada.
es
pair_32406942
The paper considers a 'befallment' that occurred in the course of analysis at a time when the focus of work was too much at a conscious level, dissociated from the patient's embodied and visceral depths. A rigidly held attitude of focal attention is considered as potentially a defence against embodied experiences of overwhelm and vulnerability that may haunt shadowy realms which remain unlit by the narrow beam of conscious awareness. Rather as a dream drifts in from the unconscious, an enactment by the analyst brought neglected aspects of the transference and countertransference relationship into the room. Later, the patient's own dreaming mind offered images that suggested an underlying dynamic. These subtle communications, alongside the patient's attitude toward the analyst's lapse, are considered as factors in the achievement of greater embodied integration. The analyst's difficulty in arriving at a formulation of such events is discussed, along with the necessity of holding such 'befallments' in mind over long periods of time before any explanation can be adumbrated.
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В статье рассматривается «происшествие», которое случилось в ходе анализа в то время, когда фокус работы был сосредоточен на сознательном уровне, отделенном от воплощенных и внутренних глубин пациента. Ригидно удержаемое внимание рассматривается как возможная защита от переживаний ошеломленности и уязвимости, которые населяют теневые сферы и в них не проникает тонкий луч сознания. Также как из бессознательного приходит сновидение, разгрывание аналитиком привносит в аналитическое пространство незамеченные аспекты переноса и контрпереноса. Затем сновидящая психика пациента дает образы, которые помогают понять скрытую динамику процесса. Эта тонкая коммуникация, наряду с отношением пациента к промахам аналитика, рассматриваются в качестве факторов достижения большей воплощенности и интеграции. Обсуждаются затруднения аналитика в формулировании таких событий, а также необходимость помнить о таких «происшествиях» в течение длительных периодов времени, прежде чем можно будет найти какое-либо объяснение.
ru
pair_32406943
This is the second part of an article that tries to provide a framework of understanding of, and a seminal reflection on, a highly interesting yet little explored psychological construct of Jung's analytical psychology, namely the 'mana personality'. Here I take into consideration some issues around the 'saviour complex', discussed in Jung's seminar on Nietzsche's Zarathustra, concerning both the psychological analysis of the individual and the socio-political level related to the collective horizon of the 1930s. Moreover, I consider the continuity of Jung's analysis of such issues in other works such as 'Psychology and national problems' (1936), Symbols of Transformation (1952), and Aion (1950). I finally make some suggestions concerning Jung's apparent hermeneutic tendency to apply the construct of the mana personality to collective historical phenomena.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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Questa è la seconda parte di un articolo che tenta di fornire un quadro di comprensione e una riflessione fondamentale su un costrutto psicologico molto interessante ma poco esplorato della psicologia analitica di Jung, vale a dire la ‘personalità mana’. Qui prendo in considerazione alcuni aspetti del ‘complesso del salvatore’, discussi nel seminario di Jung sullo Zarathustra di Nietzsche, riguardanti sia l’analisi psicologica dell’individuo che il livello socio-politico relativo all’orizzonte collettivo degli anni ‘30. Inoltre, considero il modo in cui Jung continua a trattare tali questioni in altre opere come ‘Psicologia e problemi nazionali’ (1936), Simboli della Trasformazione (1952), e Aion: Ricerche sul Simbolismo del Sé (1950). Suggerisco infine alcuni spunti a proposito dell'apparente tendenza ermeneutica di Jung ad applicare il costrutto della personalità mana ai fenomeni storici collettivi.
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This is the second part of an article that tries to provide a framework of understanding of, and a seminal reflection on, a highly interesting yet little explored psychological construct of Jung's analytical psychology, namely the 'mana personality'. Here I take into consideration some issues around the 'saviour complex', discussed in Jung's seminar on Nietzsche's Zarathustra, concerning both the psychological analysis of the individual and the socio-political level related to the collective horizon of the 1930s. Moreover, I consider the continuity of Jung's analysis of such issues in other works such as 'Psychology and national problems' (1936), Symbols of Transformation (1952), and Aion (1950). I finally make some suggestions concerning Jung's apparent hermeneutic tendency to apply the construct of the mana personality to collective historical phenomena.
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lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it
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荣格作品中的“神性人格”理论:历史解释学的视角。第二部分 文章第二部分对“神性人格”进行了结构性的理解, 以及创造性的反思, 这部分很吸引人, 但却缺少心理结构的探索。在此我考虑了一些关于“救世主情结”的主题, 这些主题在荣格关于尼采《查拉图斯特拉如是说》的论文中曾被讨论, 其中即涉及个人心理层面的分析, 又涉及与1930年代的集体视野相关的社会-政治层面。此外, 我还考虑了荣格在其它作品中关于这些主题的持续性讨论, 比如《心理与国家的问题》(1936年), 《变形的象征》(1952年), 以及《爱翁》(1950年)。最后, 我提出了一些建议, 其中涉及当把神性人格的建构应用于集体的历史现象时, 应考虑荣格显而易见的解释学倾向。.
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