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La SIMG, Società Italiana di Medicina Generale, ha intrapreso alcune particolari iniziative articolate su cinque livelli per consentire ai medici di medicina generale di affrontare in maniera consapevole e informata, appropriata e responsabile, la situazione corrente. Ognuno di questi cinque livelli è contraddistinto da strumenti pratici, rilievi scientifici e informazioni aggiornate.
“Mai come in questo momento – sottolinea il Presidente Nazionale Claudio Cricelli – il rafforzamento della presenza di tali condizioni diviene elemento determinante e strategico per la salute generale della popolazione. La SIMG ritiene che occorra una forte relazione e una corretta informazione tra i medici del territorio e la loro popolazione e comunità. Un legame strategico per rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie del nostro Paese. La nostra funzione di agenti fiduciari passa attraverso la tangibile visibilità della nostra capacità di gestire autorevolmente la salute e la malattia nelle situazioni di emergenza”.
1) Informazioni aggiornate – Attraverso comunicazioni sul sito, newsletter e comunicati stampa, la società diffonderà informazioni relative alle disposizioni di legge, alle ordinanze e alle altre iniziative dell’autorità politica e sanitaria relative a prescrizioni e comportamenti obbligatori o suggeriti da tenersi da parte della popolazione e dei professionisti. L’obiettivo primario è di esaltare i Medici di medicina generale e la loro funzione di erogatori di cure primarie e di agenti fiduciari dei cittadini , ponendoli nelle condizioni di formare correttamente i cittadini sul significato reale di tali disposizioni e, se necessario, spiegandole ed interpretandole.
2) Funzioni di osservazione e sorveglianza – Grazie alle caratteristiche di capillare continuitá e di immediatezza della osservazione delle comunità delle famiglie e degli individui, i medici di famiglia costituiscono una risorsa primaria per l’osservazione di fenomeni clinici ed epidemiologici correnti, ordinari e straordinari, comprese eventuali anomalie osservabili nella popolazione a loro assegnata. La presenza di aggregazioni funzionali facilita il compito di integrare le variegate osservazioni della popolazione assistita.
3) Funzioni cliniche – La SIMG ha promosso anche una serie integrata di supporti clinici funzionali ai seguenti obiettivi: osservazione dell’andamento epidemiologico e clinico e diffusione e aggiornamento periodico della carta di valutazione del rischio. Circa questo secondo punto, una scheda apposita consentirà una valutazione analitica nel dettaglio dei sintomi di presentazione delle patologie. In questo modo sarà possibile aggiornare costantemente la scheda di rischio e acquisire ogni altra informazione utile a delineare un profilo di rischio generale ed individuale della popolazione assistita integrandoli direttamente con la cartella clinica degli assistiti . Si configura in tal modo un quadro completo dello stato di rischio e sanitario del singolo individuo inclusa la sua situazione clinica e vaccinale che consente una vera e propria valutazione multidimensionale della popolazione italiana.
A tale proposito SIMG poroporrà la integrazione dello strumento di Clinical Governance GPG quale strumento di ottimizzazione delle cure per i pazienti cronici.
4) Funzioni di analisi ed aggiornamento scientifica – La SIMG analizza in maniera continuativa la letteratura scientifica allo scopo di rilevare, interpretare e diffondere le più recenti e approfondite conoscenze degli organismi scientifici e delle istituzioni internazionali. Così da elaborare informazioni utili per i medici di famiglia e loro pazienti. Tale analisi si concentra sulla situazione clinica, sulla valutazione del rischio, sulle evoluzione epidemiologica e sull’attento esame dei siti di riferimento per tali informazioni.
Simg diffonderà inoltre gli strumenti formativi prodotti dalle autorità ed istituzioni sanitaria e metterà online propri moduli di Fad e tutorial aggiornati già dalla prossima settimana ,
5) Importanza della corretta presa in carico dei pazienti a rischio, anziani , cronici e multi patologici – La SIMG invita i medici di medicina generale del nostro paese a valutare e ad analizzare con attenzione le evidenze cliniche ed epidemiologiche relative all’andamento della epidemia di covid19. In .E’ noto infatti che il maggior rischio di complicanze e di decessi su tale fascia di popolazione sia legato alla presenza di singole patologie croniche e di comorbilità. Le complicanze e i decessi risultano particolarmente elevati in pazienti portatori di patologie cardiovascolari, di diabete mellito tipo due e di patologie croniche respiratorie isolate o in associazione tra loro.
“Alla luce di tali dati – spiega Claudio Cricelli, presidente nazionale della SIMG – è indispensabile un intervento degli operatori delle cure primarie volto a potenziare e ottimizzare attraverso l’uso integrato del l’intera gamma di strumenti la presa in carico globale dei singoli pazienti in particolare anziani , cronuici e multimorbidi. Questo si ottiene attraverso una informazione continua capillare e senza alcuna discontinuità associata ad una ottimizzazione puntigliosa dell’appropriatezza terapeutica, dell’aderenza, il rafforzamento, la stabilizzazione e l’ottimizzazione delle terapie. Rivalutando quindi tutti casi di pazienti cronici e di comorbilità e portandoli più rapidamente possibile al necessario target e compenso terapeutico e funzionale. Riteniamo che tale sforzo, già da tempo intrapreso dalla medicina generale italiana, sia determinante in questo momento per rafforzare e migliorare lo stato di salute basale della popolazione italiana , in particolare dei cronici, consentendo attraverso un miglioramento generale dello stato di salute generale della popolazione generale , anziana della capacità di affrontare le emergenze”. | Per i prossimi mesi servirà un doppio piano vaccinale: uno per somministrare quello per l'influenza e l'altro per il Covid. Senza dimenticare l'assistenza per i malati cronici e senza perdere di vista l'organizzazione delle terapie intensive.
A distanza di sei mesi dall'inizio della pandemia a fare un bilancio il webinar «Covid Updates», presentato oggi. «I vaccini - ha affermato Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (Simg) - saranno erogabili in maniera asimmetrica dal punto di vista temporale: quello per l'influenza a partire da metà settembre, quello per il Covid, attualmente nella fase 3 di sperimentazione, arriverà per l'inizio del 2021».
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Civitavecchia – Il Centro per l’Impiego resterà a Civitavecchia. La notizia emerge a valle dell’incontro che gli Assessori al Patrimonio Emanuela Di Paolo e al Lavoro Claudia Pescatori hanno avuto in Regione Lazio, per discutere del futuro della struttura di via Lepanto.
La Regione Lazio ha nell’occasione assicurato, davanti alle richieste delle rappresentanti dell’Amministrazione comunale, la sua volontà di mantenere il servizio a Civitavecchia ed anzi di investire per adeguarlo e renderlo più funzionale all’utenza.
La stessa Regione ha comunque chiesto di trasferire presso altra sede l’attività del Centro per l’impiego, e il Comune si è offerto a lavorare ad una alternativa a breve. Spiega l’Assessore Di Paolo. “Esprimo soddisfazione per l’esito della riunione. Come noto la salubrità dell’ambiente di lavoro spetta alla Regione e le problematiche connesse non possono di certo essere imputate al Comune, che si è fatto nel tempo carico delle spese di locazione. Stiamo comunque cercando la nuova sede e nel contempo mantenendo con la proprietà dell’immobile un dialogo aperto per evitare contenziosi che sarebbero negativi per tutte le parti in causa.
Con il coinvolgimento degli uffici, contiamo di mettere in campo una soluzione complessiva proficua”. Aggiunge l’Assessore Pescatori: “Continuiamo ad operare nell’ottica di salvaguardare i lavoratori e di garantire i servizi che favoriscono le politiche attive del lavoro”.
(Il Faro online) | Home » Chiusura Cpi: il Comune scrive alla Regione per un incontro urgente
Chiusura Cpi: il Comune scrive alla Regione per un incontro urgente
L’amministrazione ha cercato di fissare una data per trovare una soluzione. Ancora nessuna risposta dalla Pisana
CIVITAVECCHIA - Rimane in stand by la vicenda legata alla chiusura temporanea del Centro per l’impiego cittadino. Attualmente il Cpi resta chiuso, sin dalla fine di ottobre. La struttura, infatti, sarebbe da sanificare per la presenza di ratti, come spiegato dal capogruppo del Pd Marco Piendibene. Un ambiente di lavoro non adatto che ha costretto a chiudere temporaneamente i locali. Un problema non indifferente per tutto il territorio, come sottolineato nei giorni scorsi dalla Confcommercio cittadina. Dichiarazioni che hanno riacceso i riflettori sulla vicenda. L’amministrazione comunale non è rimasta ferma, da Palazzo del Pincio, infatti, hanno già scritto formalmente alla Regione Lazio, precisamente all’Area datore di lavoro, chiedendo un incontro urgente, un tavolo a cui avrebbero dovuto prendere parte sindacati e Comuni del territorio. Attualmente, però, nessuna risposta e il Centro per l’impiego di Civitavecchia resta chiuso.
(19 Gen 2020 - Ore 09:28) | 3 |
Il giudice Michele Nardi, coinvolto nell'inchiesta per corruzione in atti giudiziari che ha scosso il tribunale di Trani, rimarrà in carcere. Lo ha deciso il collegio della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce che ha respinto una nuova richiesta di scarcerazione.Nardi è in carcere dal gennaio 2019 ed è a giudizio insieme al collega pm Antonio Savasta, che ha scelto il rito abbreviato. Per lui l'accusa è di aver garantito la sistemazione di processi a favore di imprenditori, tra cui il coratino Flavio D'Introno suo principale accusatore.Nell'inchiesta è coinvolto anche l'ispettore di polizia di Corato Vincenzo Di Chiaro, attualmente a giudizio insieme a Nardi.Nardi, che attualmente si trova nel carcere di Matera, avrebbe chiesto la scarcerazione e la misura degli arresti domiciliari adducendo motivi di salute tra cui un forte stato depressivo che, stando alle parole dei legali, lo renderebbe particolarmente vulnerabile al Covid 19. Il collegio di periti nominati dal tribunale ha esaminato la documentazione clinica ma ha confermato la compatibilità dello stato di salute dell'ex gip con la detenzione in carcere. | Il Tribunale di Lecce ha accolto l'istanza di revoca della custodia cautelare in carcere per l'ex giudice di Trani Michele Nardi e per il poliziotto Vincenzo Di Chiaro, detenuti dal 14 gennaio 2019, con l'accusa di corruzione in atti giudiziari.Sia Nardi che Di Chiaro - secondo la Procura di Lecce - avrebbero fatto parte di un sistema che avrebbe dirottato indagini e processi a carico di imprenditori, in cambio di tangenti pagate ai magistrati. Oltre a Nardi, sono stati coinvolti nell'inchiesta anche l'ex pm Antonio Savasta (ai domiciliari dal marzo 2019) e il collega Luigi Scimè.
Questi ultimi hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato mentre Nardi, Di Chiaro e altre tre persone sono protagonisti di un processo, che riprenderà il 22 giugno. Essendo ormai stati sentiti tutti i testimoni più importanti della pubblica accusa, gli avvocati Domenico Mariani (per Nardi) e Tiziana Tandoi (per Di Chiaro) hanno chiesto e ottenuto gli arresti domiciliari per i rispettivi assistiti. La Procura aveva dato parere negativo alla scarcerazione | 3 |
Un attacco cattivo e brutale su tre delfini al largo delle coste della Florida. Qualcuno li ha colpiti a morte a colpi di fucile e pugnalate. E le autorità sono disposte a tutto per trovare il responsabile, anche a offrire 20mila dollari solo per un'informazione. Non è la prima volta che succede. Sempre in Florida, la scorsa settimana, due delfini sono stati colpiti a morte da un oggetto appuntito o un proiettile, ha dichiarato l'agenzia federale Noaa, Amministrazione nazionale oceanica ed atmosferica. A maggio un altro mammifero: al largo di Captiva Island, sempre in Florida.Dal 2002 sono 29 i delfini uccisi arpionati o colpiti con armi da fuoco. Molestarli o ucciderli è un reato penale che prevede sanzioni fino a 100mila dollari e un anno di prigione. I biologi sostengono che tali morti sono dovute ai turisti che dando da mangiare ai delfini dalle barche, li privano del loro naturale senso di autoprotezione, mettendoli a rischio.
"I delfini che sono morti a Naples e Captiva, erano probabilmente in quella che noi chiamiamo posizione da mendicante - ha detto l'esperta di delfini Stacey Horstman al Fort Myers News-Press - Penso che sia davvero difficile per molte persone capire come una cosa semplice come nutrire un delfino possa portare a comportamenti scioccanti ed eclatanti come questo. Non ci pensano quando li nutrono". | Zero due, zero due; due zero, due zero. Da sinistra a destra, da destra a sinistra, avanti e indietro. 02/02/2020. Accorgersi che una data come quella del 2 febbraio 2020, quando è espressa nella forma a otto cifre, è un palindromo è bello, ma non ha il benché minimo effetto.Le date si possono scrivere in moltissimi modi e quindi sono molti i modi che hanno per essere o non essere dei palindromi. In questo caso è così particolare che funziona anche se si antepone l'anno: 2020 / 02 / 02. Come in un codice binario innovativo alterna infatti lo zero e il due (anziché l'uno), pare un alfabeto di sole due lettere in cui si finisca per pronunciare sempre la stessa parola.
Ma sappiamo bene che le cifre non sono solo due: sono dieci. Nel loro continuo combinarsi prendono e cambiano configurazioni, come i frammenti colorati che possono incantare in un caleidoscopio. Ma che cosa vuol dire che la data è un palindromo? Sarà un giorno fortunato, sfortunato, particolare, come gli altri? Ognuno avrà al proposito la sua idea e, come al solito, ha diritto ad averla. Proprio perché li si sente particolarmente vicini, però, a coloro che pensano che si tratti di un'evenienza del tutto indifferente (tanto è vero che in un altro modo di computare l'anno o esprimere le date il palindromo non c'è) andrà fatta un'osservazione, in via del tutto amichevole e anzi solidale.Viviamo in un mondo che non fa altro che cercare di dare senso ai numeri e, anzi, di trarre dai numeri il senso della vita. È scientifico, dicono, ciò che si esprime con un numero. Tanti contagiati dal coronavirus, tanti disoccupati in meno o in più, tanti cittadini che credono che un leader vincerà o perderà, tanti investitori che pensano che un'azione calerà di valore, tanti giocatori che notano che un certo numero non viene estratto da tante settimane... Debiti, crediti, meriti, tutto quantificato, ordinato in classifiche e ranking, esibito come se un numero portasse con sé un'evidenza di senso."I numeri sì che non sono ambigui!". si sospira con sollievo, ripetendo il proverbio più cretino di tutti, che non è quello della gatta frettolosa né quello della donna al volante. Ce n'è uno che batte persino questi, ed è quella della matematica che non è un'opinione.Ora, eccovi qui una data che è un palindromo: pura espressione ricorrente di una combinatoria di nove cifre, a cui prima o poi càpita fatalmente di dare vita a configurazioni ricorsive, simmetriche, belle da vedere come una nuvola che pare un cammello.Care amiche e cari amici, vorrei dire sorelle e fratelli, voi che pensate che si tratti di una combinazione priva di senso, voi che a ragione diffidate dei valori mistici, delle attribuzioni superstiziose, delle suggestioni esoteriche delle coincidenze, proprio voi non pensate che una data che è un palindromo sia eccezionalmente significativa appunto per questo? È una sequenza di numeri particolare, e questo non vuol dire assolutamente nulla. Non provate anche voi lo stesso mio sollievo? | 1 |
(Foto Fotogramma)
"Abbiamo fatto tanti tamponi, un numero assai elevato anche rispetto ad altri Paesi". Lo ha detto il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, intervenuto a 'Che tempo che fa', sull'emergenza coronavirus.
"Già nei prossimi giorni arriveranno i ventilatori - fa sapere ancora Borrelli - Aziende fornitrici hanno ricevuto ordini da tutto il mondo, siamo riusciti a potenziare anche la capacità di produzione di quella che era l'unica azienda italiana". "Siamo fiduciosi che nei prossimi giorni comincerà ad aumentare il flusso dei ventilatori che riusciremo a consegnare nelle varie regioni - ha sottolineato - E sicuramente la Lombardia e Bergamo avranno i ventilatori necessari". Inoltre "dai prossimi giorni dovremmo avere un flusso costante e continuo per rifornire gli ospedali" di mascherine. Non c'era una filiera produttiva di mascherine in Italia, ha spiegato Borrelli, "si sta aprendo un mercato, ci sono aziende disponibili, il dl 'Cura Italia' ha previsto forme di incentivazione, il commissario Arcuri sta lavorando per fare in modo che nel nostro Paese si possano produrre non solo mascherine per la popolazione, ma anche quelle chirurgiche e per gli ospedali". "Il nostro paese è stato fortunato: grazie a rapporti internazionali e governativi, anche con la Cina, siamo riusciti ad aggiudicarci contratti importanti per la fornitura di mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3 - ha concluso - dai prossimi giorni dovremmo avere un flusso costante e continuo per rifornire gli ospedali".
"Questa sera mi attiverò per fare in modo che possano rientrare", ha detto ancora Borrelli rispondendo a una domanda su alcuni giovani italiani bloccati a Dublino e affermando che si attiverà con l'Unità di Crisi della Farnesina. | (Fotogramma)
Sono 4825 i morti in Italia nella crisi coronavirus. E' il dato diffuso da Angelo Borrelli, il Capo Dipartimento della Protezione civile. "L'incremento è di 793 deceduti, noi non facciamo distinzioni tra 'per' e 'con' coronavirus", le parole di Borrelli. I guariti in totale sono 6072, con un incremento di 943 unità. I casi attualmente positivi sono 42681, con un aumento di 4821. Di questi, 22116 in isolamento domiciliare, 17708 ricoverati e 2857 in terapia intensiva.
I dati dell'emergenza in Italia
State chiedendo al governo di rivedere i livelli di servizi essenziali o implementare servizi per la consegna della spesa a casa? "Io credo che le misure adottate limitino al massimo gli spostamenti, ci sono esigenze che vanno assicurate. Non possiamo garantire la fornitura della spesa a domicilio per tutti se qualcuno non esce", la risposta di Borrelli.
"Sono state previste limitazioni alle attività lavorative non essenziali ma ci sono una serie di filiere -alimentare, servizi pubblici essenziali, servizi- che devono essere garantite. Sono state adottate le misure massime che si potevano adottare, poi verrebbe a chiusura totale del paese. Mi domando come potremmo sostenerci se non usciamo a fare la spesa e se nei supermercati non arrivano generi alimentari", ha aggiunto.
"Serve un'uniformità di comportamento. Dalle Alpi alla Sicilia per andare a fare la spesa ci sono orari e in quelli bisogna andare. Misure uniformi rendono a tutti più agevole la vita", ha proseguito. Secondo Borrelli inoltre, con orari più ampi di apertura dei supermercati "si riducono gli assembramenti".
"Sul tema delle mascherine non c'è stata nessuna polemica con la Lombardia. Anche oggi abbiamo lavorato insieme alla Regione e stiamo lavorando per potenziare la capacità di risposta della Lombardia", ha detto ancora. | 3 |
Un’altra aquila di Bonelli, esemplare a rischio estinzione, trovata morta in Sardegna, per la precisione a Siligo, nel Sassarese. A comunicarlo è l’Ispra: l’animale ha perso la vita dopo aver impattato contro dei cavi elettrici, il suo cadavere è stato ritrovato lo scorso ventiquattro aprile: “Dopo tre mesi dal recupero di Muscatoglio in condizioni critiche, a seguito di elettrocuzione-collisione con linee elettriche (e in seguito eutanasizzato a causa delle gravi lesioni riportate), un nuovo esemplare di aquila di Bonelli è stato rinvenuto senza vita per la medesima causa: Abbaluchente, rilasciata nel 2018 e perfettamente adattata all’ambiente sardo, è stata trovata morta il 24 aprile nell’agro di Siligo (Comune di Siligo, SS) e recuperata dagli agenti del Corpo Forestale Regionale di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna. Salgono così a tre gli animali deceduti per elettrocuzione/collisione con linee elettriche. Questi rappresentano solo la punta dell’iceberg, l’indice di una morte silenziosa che colpisce verosimilmente molte altre specie di uccelli. I trasmettitori GPS di cui sono dotati gli animali hanno infatti consentito di rilevare questi decessi, come avvenuto per tre grifoni nell’ambito del progetto Life “Under Griffon Wings”. Numeri che indicano quanto il problema sia reale e diffuso in Sardegna: benché la rete elettrica sia meno sviluppata che altrove in Italia e molti tratti siano in elicord, sistema che impedisce il verificarsi di elettrocuzione, sono ancora moltissime le situazioni di forte rischio. Sono già almeno tre le aree in cui le linee elettriche si sono rivelate fatali per le aquile di Bonelli reintrodotte: la piana di Bolotana, Arborea, e l’area dove ha trovato la morte Abbaluchente, tutte ottime zone di caccia per i rapaci. Il coordinatore del progetto Aquila a-Life, l’associazione spagnola Grefa, è impegnata da anni nella quantificazione del problema e nel predisporre misure di correzione delle linee in grado di prevenire elettrocuzione e collisione. Nell’ambito del progetto Aquila a-Life, che sta realizzando la reintroduzione della specie in Sardegna e in altre aree in Spagna, sono complessivamente 17 – su 87 marcati -gli esemplari deceduti a causa delle linee elettriche, di cui tre in Sardegna. In Spagna la problematica dell’elettrocuzione è molto sentita: di recente, alcune delle società elettriche operanti nel territorio sono state riconosciute colpevoli per aver causato la morte di specie in pericolo di estinzione e per questo multate. Non va poi dimenticato che l’elettrocuzione non è solo causa di morte per molte specie di uccelli, ma anche miccia d’innesco di numerosi incendi boschivi. Molteplici sono i casi in cui gli animali (prevalentemente cornacchie ma anche molti rapaci, come poiane e gheppi) fulminati dalle linee elettriche vengono a contatto con la vegetazione, innescando incendi, come accertato in diverse occasioni dal Corpo Forestale Regionale di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna. Ad un anno dalla sua liberazione, Abbaluchente aveva continuato ad esplorare la Sardegna, soprattutto lungo la costa orientale, soffermandosi nel nord e visitando spesso il Parco Nazionale dell’Asinara. Per un certo periodo di tempo, si era associata con Pratteri, maschio liberato nel Parco di Tepilora nel 2019. La Sardegna ha mostrato di essere fortemente idonea al ritorno dell’Abilastru, grazie al suo clima mite, ai suoi ambienti naturali, all’ampia offerta di riparo e prede. Ma la morte di Abbaluchente è una perdita grave per il progetto. Come per Saccaia, si tratta infatti di un animale che avrebbe potuto a breve iniziare a riprodursi, possibilità stroncata sotto il palo di una linea elettrica”.
“Ispra si rende disponibile ed auspica maggior collaborazione con società elettrica per minimizzare i rischi di ulteriori perdite legate alle linee elettriche”. | Le linee elettriche in Sardegna uccidono un'altra aquila di Bonelli, specie reintrodotta nell'isola due anni fa con il progetto europeo Aquila a-Life. Lo denuncia l'Ispra, istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Abbaluchente, rilasciata nel 2018 e perfettamente adattata all'ambiente sardo, è stata trovata morta nelle campagne di Siligo, alle porte di Sassari e recuperata dagli agenti del Corpo forestale regionale. È il terzo caso a tre mesi dal recupero di Muscatoglio, trovato in condizioni critiche sempre dopo una collisione con le linee elettriche e in seguito sottoposto a eutanasia a causa delle gravi lesioni.
A un anno dalla sua liberazione, Abbaluchente aveva continuato ad esplorare la Sardegna, soprattutto lungo la costa orientale, soffermandosi nel nord e visitando spesso il Parco Nazionale dell'Asinara. Per un certo periodo di tempo, si era associata con Pratteri, maschio liberato nel Parco di Tepilora nel 2019. Sono già almeno tre le aree - denuncia Ispra - in cui le linee elettriche si sono rivelate fatali per le aquile di Bonelli reintrodotte: la piana di Bolotana, in provincia di Nuoro, Arborea, nell'Oristanese e l'area dove ha trovato la morte Abbaluchente, tutte ottime zone di caccia per i rapaci.
Nell'ambito del progetto Aquila a-Life, che sta realizzando la reintroduzione della specie in Sardegna e in altre aree in Spagna, sono complessivamente 17 - su 87 marcati - gli esemplari deceduti a causa delle linee elettriche, di cui tre appunto nell'isola. "La Sardegna - dice Ispra- ha mostrato di essere fortemente idonea al ritorno dell'Abilastru (l'aquila di Bonelli) grazie al suo clima mite, ai suoi ambienti naturali, all'ampia offerta di riparo e prede. Ma la morte di Abbaluchente è una perdita grave per il progetto. Come per Saccaia, si tratta infatti di un animale che avrebbe potuto a breve iniziare a riprodursi, possibilità stroncata sotto il palo di una linea elettrica. Ispra si rende disponibile ed auspica maggior collaborazione con società elettrica per minimizzare i rischi di ulteriori perdite legate alle linee elettriche". | 4 |
© Foto Paris / Imagoeconomica
Stop temporaneo ai lavori con i quali realizzare la nuova discarica del gruppo Lozza. Il Tar ha sospeso fino all'udienza di aprile. È l'impianto nel quale accogliere i rifiuti di Roma dopo il trattamento di riciclo delle materie prime. Potrebbe servire anche a Frosinone in caso di emergenze
Si bloccano i lavori della nuova discarica di Roma a Monte Carnevale. È quella della società Ngr di Valter Lozza, l’imprenditore che gestisce l’impianto in via di esaurimento a Cerreto di Roccasecca e l’analoga struttura di Civitavecchia. . Ad imporre lo stop è stato il presidente della sezione I quater del Tar Lazio.
Il Tar del Lazio
Ha accolto il ricorso dei cittadini della Valle Galeria e sospeso la determina della Regione Lazio dello scorso 27 dicembre. È quella con la quale la Ngr veniva autorizzata a realizzare la discarica di inerti e fanghi nella cava esaurita a Monte Carnevale. Proprio lì il 31 dicembre scorso la Giunta della sindaca Virginia Raggi ha autorizzato invece la realizzazione della discarica comunale nella quale conferire gli scarti dei rifiuti prodotti a Roma e sottoposti al trattamento per il recupero di tutti i materiali riciclabili.
La conseguenza del provvedimento monocratico adottato dal giudice è il blocco dei lavori con cui attrezzare l’area per adeguarla alle normative e metterla in attività. Ma è un blocco temporaneo. Infatti la stessa sezione I quater Tar si riunirà il 3 aprile in Camera di Consiglio: cioè non ci sarà il solo presidente ad esaminare la questione ma l’intero collegio. In quella sede dovranno discutere se confermare la misura cautelare oppure no.
I tre ricorsi
Il ricorso è solo uno di quelli presentati dai cittadini. Sono scesi sul piede di guerra da quando è iniziato il procedimento per la valutazione di impatto ambientale. È il via libera necessario per poter realizzare l’opera: la conferenza dei servizi (cioè il tavolo con tutti gli enti competenti sul tema) deve dire se quell’impianto rispetta o meno l’ambiente.
I cittadini dicono no alla discarica di Monte Carnevale per una serie di ragioni. Tra cui fondamentali ragioni tecniche.
VALLE GALERIA. SITO MONTE CARNEVALE FOTO © CARLO LANNUTTI / IMAGOECONOMICA
Dopo che la discarica è stata autorizzata per ricevere rifiuti inerti (con invaso per rifiuti non pericolosi) ed è stata poi scelta dal Comune come impianto per i rifiuti di Roma, i cittadini hanno indetto manifestazioni e chiesto di essere ascoltati da Regione e Comune. “Senza ricevere alcuna attenzione o risposta da parte delle istituzioni” sostiene il Comitato Valle Galeria Libera e l’associazione Raggio Verde. Sono stati i loro avvocati a rappresentare i cittadini nel ricorso al Tar ottenendo lamomentanea sospensione dei lavori. (leggi qui Scontro sulla discarica di Lozza a Roma: 3 ricorsi al Tar)
Il provvedimento monocratico è stato sollecitato evidenziando che “i lavori di costruzione della discarica sono iniziati improvvisamente in fretta e furia. Nonostante tutta l’Italia sia bloccata dall’emergenza sanitaria, le udienze vengano rinviate, i lavori in cantiere sono continuati, con sprezzo anche dei rischi per la pubblica incolumità, oltre che per la salute degli operai, come se la costruzione di una discarica in un sito inidoneo fosse un servizio pubblico essenziale”.
I lavori sono stati bloccati fino all’udienza collegiale del 3 Aprile 2020. Poi dipenderà da cosa deciderà il Tar. | Operai, ruspe, recinzioni, i nuovi bagni chimici. Sono tutti segnali che mettono in allerta la Valle Galeria, indizi di un possibile «vero» avvio dei lavori della nuova discarica di Monte Carnevale su cui, almeno ufficialmente, non ci sono passi indietro. Ogni movimento «sospetto», chiaramente, è ripreso dai residenti, che poi postano i video e le foto online e che ieri hanno anche scritto al Municipio chiedendo più attenzione: «Il progetto di variante per una discarica di rifiuti urbani non è ancora stato presentato, le Conferenze dei servizi non sono ancora state attivate», ha scritto alle autorità anche Giacomo Giujusa, ex assessore dell’XI Municipio. «Chiediamo che eventuali violazioni vengano portate all’attenzione della procura».
Sarebbero così cominciati, almeno questa è l’impressione dei residenti, i lavori all’interno dell’ex cava di proprietà della Ngr (partecipata dalla Mad di Valter Lozza, già proprietario delle due discariche di Civitavecchia e Roccasecca a Frosinone, anche queste finite nelle polemiche perché chiuse in un momento problematico per Roma). Formalmente, dicono i cittadini, la nuova discarica non ha ancora ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie, e in ogni caso nella valle, che già convive con Malagrotta, l’ex discarica più grande d’Europa, qualunque movimento desta preoccupazione. | 2 |
(ANSA) - FIRENZE, 15 GIU - Dopo la chiusura imposta dalla pandemia da Covid-19, il Museo Marino Marini di Firenze torna a riaprirsi ai visitatori il 17 giugno con nuovi giorni e orari di apertura: tutti i mercoledì e i giovedì dalle 18:30 alle 22:30 e la domenica dalle 10 alle 19. "La pandemia ha innescato nuove abitudini e imposto diverse modalità di fruizione degli spazi.
Il Museo Marino Marini ha risposto a queste sfide aprendosi al pubblico in modo nuovo e coinvolgente: con le aperture serali offriremo inedite esperienze di visita e siamo al lavoro per definire un ricco programma di attività attraverso il quale instaurare un dialogo con i visitatori per invitarli a riflettere insieme sui cambiamenti di oggi e di domani" dichiara Patrizia Asproni, presidente del Museo Marini.
Con le aperture serali infrasettimanali sarà possibile ammirare, si spiega, "i suggestivi effetti di luce che, dal tramonto alla sera, attraversando le ampie vetrate donano vita agli spazi del museo e offrono emozionanti punti di vista sulle opere esposte. La domenica sarà dedicata soprattutto ai bambini e alle famiglie con un programma diversificato di attività che sarà comunicato a breve".
Il Museo - che custodisce 183 tra disegni, litografie, dipinti e sculture di Marino Marini e ospita al suo interno la Cappella Rucellai, capolavoro dell'architetto Leon Battista Alberti, con il Tempietto del Santo Sepolcro -, riapre adottando tutte le misure di sicurezza sanitaria dettate dalle prescrizioni del Governo nazionale, con la sanificazione degli spazi e nel rispetto delle distanze interpersonali. (ANSA). | (ANSA) - FIRENZE, 27 MAR - Sorpreso dalla polizia poco dopo aver commesso un furto, nel tentativo di sfuggire agli agenti della squadra volante ha cercato di intimorirli dicendo di avere il coronavirus e che se si fossero avvicinati li avrebbe contagiati. L'episodio è accaduto la notte scorsa nel centro di Firenze. Il giovane, che non presenterebbe alcun sintomo legato al Covid-19, è stato arrestato per furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.
Secondo quanto riferito, quando è stato bloccato il 17enne, di origine straniera, aveva con sé la refurtiva portata via poco prima in un kebab del centro storico, tra cui coltelli per tagliare la carne e 1.600 euro in contanti. Per entrare nel negozio ha sfondato il vetro della porta d'ingresso con un mattone. | 1 |
Il dibattito sugli Eurobond e il dopo virus secondo Verdone
Stasera solo numeri, e auguri di pronta guarigione a Angelo Borrelli. Guardate solo questo grafico, senza perdere troppo tempo (ovviamente non è aggiornato a oggi ma è costruito in modo da non risentirne troppo). Si vede che l’Italia ha preso la direzione del rallentamento, usando correttamente gl continua a leggere su “IL FOGLIO” >>
La Redazione 24
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mercoledì 25 Marzo 2020.
Stasera solo numeri, e auguri di pronta guarigione a Angelo Borrelli. Guardate solo questo grafico, senza perdere troppo tempo (ovviamente non è aggiornato a oggi ma è costruito in modo da non risentirne troppo). Si vede che l’Italia ha preso la direzione del rallentamento, usando correttamente gl
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© RIPRODUZIONE RISERVATA | Per rilanciare l’economia serve ripartire dal sud
L’Italia e il mondo stanno patendo una pandemia in crescita esponenziale. L’urgenza è frenarla con l’isolamento delle persone e il blocco dell’economia. Nel breve termine, questa battuta d’arresto è sostenibile, se sorretta da politiche fiscali e monetarie che ne ammortizzino i costi reali, riparten continua a leggere su ŌĆ£IL FOGLIOŌĆØ >>
La Redazione 24
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domenica 29 Marzo 2020.
L’Italia e il mondo stanno patendo una pandemia in crescita esponenziale. L’urgenza è frenarla con l’isolamento delle persone e il blocco dell’economia. Nel breve termine, questa battuta d’arresto è sostenibile, se sorretta da politiche fiscali e monetarie che ne ammortizzino i costi reali, riparten
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Belpasso (Catania) - I Carabinieri della Stazione di Belpasso hanno arrestato un 72enne di Motta sant’Anastasia, per lesioni personali aggravate. I militari erano stati telefonicamente avvertiti di una lite in corso in Contrada Mandorlo tra i proprietari di due fondi agricoli confinanti e che, in particolare, uno di essi era armato di una pistola. Subito accorsi i militari hanno bloccato i due contendenti uno dei quali, un 70enne in particolare, era stato attinto allo zigomo sinistro da un proiettile in piombo sparato da una pistola da soft air - effettivamente trovata in terra -, quindi ancora percosso mentre era a terra dall’avversario 72enne. | CATANIA, Carabinieri della Procura di Catania hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei medici specialisti che, secondo l’accusa, con certificazioni artate, hanno consentito la fruizione di indennità d’accompagnamento o pensioni d’invalidità a persone non avanti diritto. Due sono stati portati in carcere, tre posti ai domiciliari e al sesto è stato imposto il divieto di esercizio della professione. I reati contestati sono truffa, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsa perizia e frode processuale. | 1 |
Ultimo aggiornamento: 18:33
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Si chiamae per laè la donna più anziana al mondo. La sua storia ha fatto il giro del web perché ha da poco compiuto benLe sue generalità sono visibili in un documento dichiarato attendibile dalle autorità locali che riporta come anno di nascita ilL'anziana ha festeggiato il suocon un enorme banchetto e circondata dalla famiglia.Non è la prima volta chefinisce sui giornali. La sua veneranda età ha attirato l'attenzione di molti Paesi, ma l'Occidente ha messo in dubbio la suaI documenti sono tutti da verificare, ma illa contea cinese in cui vive, sostiene che sia la persona registrata più anziana al mondo.Intanto, le foto che circolano sulle piattaforme cinesi di social media comemostrano i festeggiamenti e la sua presunta data di nascita sulla carta d'identità. Il Daily Mail, che ha riportato la storia ammette di non essere in grado di verificare l'autenticità dell'immagine Se l'età fosse confermata, la storia di questa donna avrebbe dell'incredibile. Alimihan avrebbe vissuto tre secoli e due guerre mondiali. Molto probabilmente è centenaria. Secondo quanto riferito dala donna si è sposata nel 1903 a 17 anni e ha adottato un ragazzo e una ragazza. Il marito è morto nel 1976, mentre il figlio se n'è andato giovanissimo, all'età di 36 anni. Da allora ha vissuto con la figlia.Il suo stato di salute è buono, fatta eccezione per le difficoltà a camminare, e le foto rilasciate dalle autorità sull'la mostrano mentre parla con i funzionari o suona uno strumento tradizionale. Ha ottenuto il record di donna vivente più anziana nel 2013.Secondo iltuttavia, la persona vivente più anziana del mondo è la giapponese Kane Tanaka con i suoi 117 anni. | È opinione comune che - soprattutto in questa prima fase di uscita dal lockdown - un consistente numero di italiani preferirà frequentare il trasporto pubblico in misura minore (se non proprio abbandonarlo) per timori sulla salute ma anche sui tempi di utilizzo decisamente allungati. A dare conferma alla teoria, è arrivato un sondaggio, promosso e realizzato da Automoto.it con l'obiettivo di evidenziare il pensiero degli automobilisti su alcuni temi molto importanti per la filiera. Oltre 15 mila sono stati i questionari completati. Balza subito all'occhio che il 34,3% del campione considera l’auto più importante di prima, in quanto più sicura dei mezzi pubblici, dei treni e degli aerei e perché consentirà di muoversi facilmente in modo individuale, abbassando i rischi di contagio.
Solo il 13,9% dichiara che preferirà spostarsi ancora con i mezzi, a piedi e in bici. Il 51,8% afferma invece che userà l'automobile nella stessa misura di prima.Una speranza per le Case alle prese con il crollo delle vendit: il 34,8% degli intervistati che aveva in programma, prima dell'emergenza, di acquistare o di sostituire la propria, solo il 15% ha cambiato idea e ha rinunciato a questa decisione, mentre il 64,2% si è dichiarato pronto a procedere alla ripresa e il 20,8% preferisce rimandare l'acquisto, probabilmente in attesa di una buona occasione o di maggiore stabilità. E a quanto pare, gli italiani hanno idee chiare sul tema: l'83,2% di chi voleva e vuole acquistare un'auto, non ha cambiato scelta di segmento o di prezzo (come invece è successo in Cina). | 1 |
TARANTO - «Grazie di cuore per avermi salvato la vita, ritroverò la mia famiglia. Grazie a tutti voi e grazie per vostra gentilezza». Sono le parole commosse scritte da un cittadino francese, dipendente di un’azienda di trasporti internazionale, che ha sconfitto il Coronavirus ed è stato dimesso dall’ospedale Moscati di Taranto dopo 40 giorni di degenza e a breve rientrerà in Francia dalla sua famiglia. L'uomo, in lacrime, ha salutato affettuosamente medici e infermieri. Giunto in ospedale in condizioni molto critiche e timoroso dell’evoluzione della malattia, il paziente ha affrontato la malattia con l’apporto costante dei sanitari.
«Ci tenevo - ha sottolineato lasciando il Centro Covid - a ringraziare tutto il servizio di Pneumologia dell’ospedale San Giuseppe Moscati, sono delle persone molto professionali. Mi hanno salvato la vita e potrò tornare finalmente da mia moglie, i miei figli e i miei nipoti».
Il dottor Giancarlo D’Alagni, primario del reparto di Pneumologia, ha spiegato che il personale ha «ricevuto quotidianamente segnali di affetto da quest’uomo. Ogni mattina ci consegnava bigliettini, scritti in un italiano incerto, sui quali erano impresse le sue emozioni. Ci ringraziava costantemente per il nostro affetto, la nostra vicinanza, la generosità non legata al dovere e il nostro entusiasmo ad ogni segnale di miglioramento del suo stato di salute. Per tutto questo periodo ci siamo umilmente sostituiti alla sua famiglia dandogli conforto e umanità». | TARANTO - Continua il processo di dismissione dell’ospedale «San Giuseppe Moscati» di Taranto come Hub Covid, che sarà completato nei prossimi giorni. L’Asl informa che oggi sono stati dimessi gli ultimi pazienti ricoverati per Coronavirus al reparto di Pneumologia. Dei pazienti che erano rimasti nel reparto nei giorni scorsi, due sono stati trasferiti al reparto Malattie Infettive, tre al proprio domicilio e uno in un centro riabilitativo della provincia. Ora il reparto sarà sanificato e riportato all’origine.
Dopo i lavori di ripristino della struttura per riportare l’ospedale Moscati alla sua attività originaria, l'attività Covid nella fase 2 sarà spostata nel padiglione di Malattie Infettive. L’Asl aggiunge che «ora sarà importante cercare di garantire al massimo il distanziamento anche nelle strutture ospedaliere e ambulatoriali. Questo lo si otterrà scaglionando gli ingressi; i pazienti saranno chiamati ogni giorno a domicilio e sarà dato loro un appuntamento per evitare assembramenti all’interno della struttura ospedaliera». | 1 |
I materiali per i test di positività al Coronavirus sono in esaurimento a Gaza. I palestinesi chiedono aiuto alla comunità internazionale, sono le parole di Ashraf al-Kidra, portavoce del Ministero della Salute palestinese.
Nella mattinata di oggi, come riferito dal portavoce del governo palestinese Ibrahim Melhem in una dichiarazione per la stampa, in Palestina sono stati accertati 11 nuovi casi di contagio dal COVID-19. Secondo gli ultimi dati, sono 216 i casi di infezione dal coronavirus nel paese. Nuovi casi sono stati rilevati nelle vicinanze di Betlemme e a Gerusalemme.
"Chiediamo alla comunità internazionale di aiutare la Striscia di Gaza, dove stanno per esaurire i materiali per i test al COVID-19. Senza aiuto internazionale, presto non saremo in grado di condurre test al coronavirus", ha affermato al-Kidra in una conferenza stampa.
A metà marzo il presidente israeliano Reuven Rivlin, in una conversazione telefonica con il suo omologo palestinese Mahmoud Abbas, ha sottolineato l'importanza della cooperazione tra le parti nel periodo di emergenza per garantire la salute di israeliani e palestinesi.
L'Organizzazione mondiale della sanità l'11 marzo ha dichiarato l'epidemia da coronavirus COVID-19 una pandemia. Secondo gli ultimi dati, sono oltre 1.180.000 i casi di contagio, distribuiti su 190 stati al mondo. I paesi più colpiti sono Usa, Italia e Spagna. Il totale dei decessi per COVID-19 è di circa 64 mila unità dall'inizio dell'epidemia. | Al fine di migliorare il funzionamento del sito, e di presentare le notizie più rilevanti e la pubblicità selettiva, raccogliamo informazioni di natura tecnica e non personale su di lei, anche mediante l'utilizzo di strumenti forniti da nostri partner. Può consultare il relativo procedimento nell' Informativa sull'utilizzo dei dati personali. La descrizione dettagliata delle tecnologie da noi utilizzate è a sua disposizione nell’informativa sull' utilizzo dei file cookies e Login Automatico.
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DI ENNIO REMONDINO
L’Iran tra l’epidemia e le sanzioni volute da Donald Trump. Pierre Haski, su France Inter. In Iran è strage per coronavirus e cure impossibili da strangolamento economico. E il direttore di Avvenire Marco Tarquini
L’unilateralità Usa contro l’Iran che diventa disumanità. Pierre Haski è commentatore francese che pubblica su Internazionale la sue analisi di politica estera mai tenere nei confronti di Teheran e del regime degli Ajatollah. Ma questa volta avverte il mondo su quanto di terribile sta accadendo in quel Paese per colpe del virus e delle sanzioni americane decise da Trump. «C’è un paese dove il disastro sanitario si abbina a una catastrofe geopolitica. L’Iran, terzo paese al mondo nella classifica del numero di vittime del coronavirus dopo la Cina e l’Italia, conta ormai un migliaio di morti e un’epidemia che non accenna a rallentare»… CONTINUA SU REMOCONTRO: | Il presidente Usa ha parlato dell’esorbitante numero di casi di Covid-19 nel Paese: “Lo considero, in un certo senso, una buona cosa perché significa che i nostri test sono molto meglio. Lo vedo come un distintivo d’onore”.
Il presidente Usa Donald Trump ha parlato ai giornalisti dei casi di Covid-19 nel Paese e della responsabilità che ha la Cina nella strage che si è verificata nel mondo a causa del virus. Sull’esorbitante numero di casi Usa, il più alto del mondo, ha dichiarato:
“Lo considero, in un certo senso, una buona cosa perché significa che i nostri test sono molto meglio. Lo vedo come un distintivo d’onore“.
Trump ha poi rivolto una nuova accusa alla Cina.
“Qualche matto in Cina ha diffuso una dichiarazione incolpando tutti tranne la Cina. Ma è stata l’incompetenza della Cina e nient’altro che ha causato questa strage in tutto il mondo“. | 1 |
Uscire di casa solo per “comprovati motivi” di lavoro, di necessità (come fare la spesa) o di salute. È quanto impone il decreto che ha esteso la “zona arancione” a tutta l’Italia per contenere il Coronavirus. Cosa si rischia non ottemperando alle nuove regole?
Uscire in auto senza giustificazione, ad esempio, comporta fino a 3 mesi di arresto e un’ammenda di 206 euro. Compilare il modulo di autocertificazione con dati falsi, invece, comporta il reato di false attestazioni a pubblico ufficiale: la pena va da uno a sei anni di reclusione. È previsto l’arresto facoltativo in flagranza e la procedibilità è d’ufficio.
Stesse sanzioni per chi si ritrova in assembramenti. Anche uscire a portare a spasso il cane, dalle prime sanzioni elevate, non sembra essere una giustificazione.
Le sanzioni più severe sono previste per i locali che non rispettano la chiusura dalle 18 alle 6 di mattina, ma anche che non garantiscono il rispetto della distanza di sicurezza di un metro o offrono servizio al bancone oppure non gestiscono gli ingressi contingentati. La sanzione viene emessa dal Prefetto e prevede la chiusura dell’esercizio o dell’attività da un minimo di 5 giorni a un massimo di un mese.
Avvocati e studiosi di diritto stanno discutendo in queste ore su un’ipotesi, quasi desueta in giurisprudenza, di omicidio doloso per chi con febbre, tosse e altri sintomi associati al Covid-19 non si mette in quarantena e, oltre all’imputazione per violazione dei provvedimenti dell’autorità, rischia un processo per lesioni o tentate lesioni volontarie. Nel caso in cui dovesse infettare persone anziane o soggetti a rischio causandone la morte, scatterebbe l’accusa di omicidio doloso che prevede una pena non inferiore a 21 anni.
Chi si sposta senza un valido motivo e incappa in un controllo può incorrere in due reati penali: l’articolo 650 del codice penale, cioè inosservanza provvedimenti dell’autorità, con una condanna fino a 3 mesi. Se viene riconosciuto l’attentato a salute pubblica, la condanna sale a 3 anni. | L’epidemia di Coronavirus colpisce anche il settore della comunicazione pubblicitaria e il programma di eventi, fiere e convegni dedicati agli addetti ai lavori.
A causa delle conseguenze della diffusione in Italia e nel mondo del virus noto come Covid-19, gran parte dei convegni e delle fiere di interesse per i professionisti della pubblicità e del marketing digitale previsti in questo periodo hanno subito delle cancellazioni, degli spostamenti o delle modifiche.
Nella tabella sottostante, cercheremo di tenere traccia degli incontri in programma in Italia che sono stati annullati, ricalendarizzati o trasformati in eventi online, con un occhio rivolto anche a ciò che sta accadendo all’estero.
La tabella sarà aggiornata man mano che ci giungeranno notizie e aggiornamenti. Per segnalazioni scriveteci a redazione@engage.it. | 1 |
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Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy | È in vigore su tutto il territorio comunale l’ordinanza sindacale (n. 33 del 12 giugno 2020) di disciplina degli orari dei pubblici esercizi di somministrazione alimenti e bevande e delle attività artigianali con consumazione sul posto. Fino al prossimo 18 giugno, fermo restando le misure governative e regionali vigenti, bar, ristoranti, pizzerie, pub, gelaterie, pasticcerie ed esercizi affini potranno rimanere aperti al pubblico:
venerdì, sabato e domenica dalle ore 5.30 alle ore 1.30 del giorno successivo;
dal lunedì al giovedì dalle ore 5.30 alle ore 00.30 del giorno successivo.
Tali orari sono validi sia per la somministrazione sia per l’asporto.
L’ordinanza sindacale vuole dare un ulteriore impulso al graduale ritorno alla normalità della cittadinanza, offrendo i servizi a cittadini e visitatori e agevolando al contempo la fase di ripresa delle attività di somministrazione di alimenti e bevande con consumazione sul posto. Il provvedimento rappresenta una fase di sperimentazione atta per l’appunto a verificare la fattibilità di una proroga degli orari di apertura (di qui la validità solo al prossimo 18 giugno), nel rispetto delle misure ancora in vigore di contrasto e contenimento dei contagi da Covid-19. | 1 |
Il siciliano Dino Petralia è il nuovo direttore del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), succede a Francesco Basentini travolto dalle polemiche per aver permesso la scarcerazione di boss delle mafie in questo periodo di pandemia che non ha risparmiato le carceri. Ricorderemo le numerose rivolte che hanno devastato le carceri da nord a sud dello stivale, con una sincronia sorprendente.
Petralia è stato scelto quale successore dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, e la sua storia parla chiaro: procuratore aggiunto a Palermo e poi procuratore generale a Reggio Calabria.
Il nuovo direttore del Dap troverà al suo fianco un altro vice antimafia, Roberto Tartaglia anch’egli voluto da Bonafede.
Non potevano passare inosservate le scarcerazioni di boss potenti della camorra e della mafia. Anche il governatore della Sicilia Musumeci si era schierato contro affermando che non avrebbe dato ospitalità nella sua Regione ai boss posti agli arresti domiciliari, perché si sarebbe trattato di un affronto alle famiglie delle vittime.
Il curriculum di Dino Petralia
Magistrato dal 1980, ha lavorato accanto al magistrato Gian Giacomo Ciaccio Montalto ucciso dalla mafia nel 1983 a Trapani.
A Marsala ha celebrato i primi processi per mafia col nuovo rito e poi va a Sciacca per diventarne procuratore.
Diventato consigliere nel Csm nel 2006, nel 2013 va a Palermo come procuratore aggiunto e qui coordina il pool contro i reati alla pubblica amministrazione. Dal 2017 è procuratore generale a Reggio Calabria, qui si occupa di ‘ndrangheta e applica la nuova norma sulla sequestra dei beni confiscati alle mafie.
Ha anche maturato una esperienza come docente del personale della Polizia Penitenziaria presso la Scuola di formazione del Corpo. | Carceri: nominato il nuovo capo del Dap: è il magistrato antimafia Dino Petralia
Procuratore generale di Reggio Calabria e da sempre in prima linea nella lotta alla mafia e alla criminalità organizzata. La nomina ufficializzata dal ministro della Giustizia Bonafede
E’ il procuratore generale di Reggio Calabria Dino Petralia il nuovo capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, al posto di Francesco Basentini che si è dimesso. Petralia, che è stato procuratore a Sciacca e consigliere del Csm, è stato nominato dal ministro Bonafede. Originario di Trapani, 67 anni, è stato componente del Csm dal 2006 al 2011 e consulente della Commissione parlamentare Antimafia,
Petralia prende il posto di Francesco Basentini, che si è dimesso dopo le polemiche che lo hanno investito nelle ultime settimane per la gestione dei penitenziari, in particolare per le rivolte scoppiate e per le scarcerazioni di boss mafiosi. Nominato anche il vicedirettore del Dap. E’ Roberto Tartaglia, autorizzato al nuovo incarico mercoledì dal Consiglio superiore della magistratura, e anche lui magistrato antimafia: per dieci anni sostituto procuratore della Repubblica a Palermo, dove ha gestito numerosi detenuti sottoposti al regime del 41-bis, da Salvatore Riina a Leoluca Bagarella ai fratelli Giuseppe e Filippo Graviano.
Gli auguri di Bonafede – “In attesa della risposta del Csm posso solo dire che Petralia è un magistrato che ha speso la sua vita per la giustizia e la lotta alla mafia”. Lo dice il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede parlando della nomina. “Approfitto per fare gli auguri di buon lavoro a Roberto Tartaglia, visto che ha preso possesso della nuova carica”, ha aggiunto il ministro.
La carriera di Petralia – Bernardo ‘Dino’ Petralia entra in magistratura nel 1980 e per lui subito una significativa esperienza alla procura di Trapani, al fianco di Gian Giacomo Ciaccio Montalto, magistrato ucciso dalla mafia nel 1983. E’ stato giudice a Marsala, dove ha celebrato i primi processi per mafia col nuovo rito e nel 1996 diventa uno dei più giovani procuratori, a Sciacca, nell’Agrigentino, dove si ferma per circa un decennio. Nel 2006 diventa consigliere del Csm dove fa parte delle commissione prima, quinta e settima. Nel 2010 l’occasione di rientrare a Marsala ricoprendo il ruolo di semplice sostituto procuratore. Tre anni dopo a Palermo come procuratore aggiunto, dove, tra l’altro, diventa coordinatore del pool sui reati contro la pubblica amministrazione e guida il gruppo di lavoro che si occupa di ricalcolare il cosiddetto “cumulo” per boss di Cosa nostra di primo piano come, tra gli altri, Bernardo Provenzano. Nel 2017 diventa procuratore generale a Reggio Calabria dove si occupa di ‘ndrangheta e continua la sua opera nell’applicazione delle nuove norma sul sequestro dei beni. Nella sua carriera, Dino Petralia ha anche fatto anche da ‘docente’ per la Polizia Penitenziaria alla Scuola di formazione e aggiornamento di San Pietro Clarenza e ha fatto parte del Gruppo di lavoro sul riordino delle spese di intercettazione del Ministero della Giustizia.(tgcom24.mediaset.it) | 4 |
Il nostro Paese ha guadagnato ben 12 punti dal 2012 ad oggi, ma l’ultimo anno segna una "decisa frenata": l’Italia ha un solo voto in più rispetto al 2018 nella classifica 2019 relativa all'indice di percezione della corruzione (Cpi) pubblicata oggi da Transparency International.
La classifica ci vede al 51esimo posto nel mondo con un punteggio di 53 punti su 100, migliore di un punto rispetto all’anno precedente: l’Italia, dunque, pur segnando un lieve miglioramento, rallenta la sua scalata. Rispetto al 2018 è salita di due posizioni, dalla 53esima alla 51esima, ma con un solo punto in più (da 52 a 53 su 100): un punteggio ancora a metà classifica (da 0 a 9 punti si parla di 'altamente corrotto', da 90 a 100 'senza corruzione') di certo migliore rispetto al 2012, prima dell'approvazione della legge Severino, quando l'Italia si trovava in 72esima posizione, con 42 punti.
Un 'trend' di crescita andato avanti negli ultimi anni in modo pressoché costante, con picchi positivi tra il 2014 (anno di istituzione dell'Anac) e il 2015, quando il nostro Paese scalò la classifica con 8 posizioni in più (dalla 69esima alla 61esima), e tra il 2016 e il 2017, quando l'Italia balzò dal 60esimo al 54esimo posto nella classifica dell'indice di percezione.
Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it | Negli ultimi anni infatti anche il mercato immobiliare ha conosciuto dei periodi di crisi, tant’è vero che investire nel mattone comportava dei margini di rischio non indifferenti. Anche all’interno di questo settore però è bene fare delle distinzioni, perché se è vero che acquistare una casa oggi potrebbe non essere vantaggioso, le cose si fanno completamente differenti se si investe in un immobile di pregio. Il settore delle case di lusso infatti continua ad attirare nuovi acquirenti perché è ancora molto profittevole.
Investire il proprio capitale negli immobili di lusso quindi può rivelarsi un’ottima idea al giorno d’oggi e adesso vedremo perché ne vale effettivamente la pena.
#1 Gli appartamenti di lusso si affittano facilmente
Acquistare un immobile di pregio per poi affittarlo è un’ottima idea, perché al giorno d’oggi l’interesse nei confronti di queste soluzioni è in progressivo aumento. Ciò significa che sono parecchie le persone che cercano appartamenti di lusso in affitto e poiché la domanda supera l’offerta è chiaro che se ne possa trarre un ottimo guadagno.
#2 Le case di lusso si svalutano più lentamente
Coloro che intendono acquistare una casa di lusso per viverci o come investimento a lungo termine, possono stare più tranquilli sul valore dell’immobile. A differenza infatti degli appartamenti popolari o di fascia medio-bassa, quelli di pregio hanno un valore che tende a rimanere molto più stabile con il passare del tempo. Questo significa che vanno incontro ad una svalutazione più lenta e quindi rappresentano un investimento più sicuro. Ciò è dovuto al fatto che il mercato degli immobili di lusso è meno soggetto ad oscillazioni rispetto a quello delle case di fascia media.
Addirittura, ci sono dimore storiche che anziché svalutarsi acquisiscono maggior valore con il passare degli anni. Investire dunque nel mattone di pregio significa poter contare su un qualcosa che inevitabilmente genera guadagno e che comporta un rischio davvero minimo se non del tutto assente.
#3 All’estero è alto l’interesse per le case di lusso
Avere tra le mani un immobile di lusso significa anche poter contare su un mercato decisamente più ampio, che contempla personalità internazionali. All’estero infatti l’interesse per le ville e per gli appartamenti di pregio in Italia è altissimo e questa tendenza non sembra essere per nulla in calo, anzi. Sono moltissimi i personaggi dello spettacolo così come gli investitori facoltosi che cercano case di lusso nel nostro Paese. Alcuni sono disposti a spendere cifre inimmaginabili per acquistare la villa dei loro sogni, mentre altri sono altrettanto propensi a sborsare parecchio per affittare un immobile di prestigio in Italia.
#4 Le case di pregio sono ancora convenienti
Non bisogna dimenticare che quello attuale è il periodo migliore per chi intende investire in un immobile di lusso ed il motivo è semplicissimo: i prezzi sono ancora decisamente convenienti. Tra qualche anno l’andamento del mercato cambierà dunque potrebbe rivelarsi più dispendioso acquistare una villa di lusso. | 1 |
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GENOVATODAY.IT –
Malgrado le restrizioni in atto e gli inviti a non creare ulteriori emergenze, nel pomeriggio di sabato 18 aprile si è sviluppato un incendio boschivo all’interno del Parco Naturale di Portofino in località Olmi. Alcuni volontari di Protezione Civile che stavano svolgendo manutenzioni straordinarie ai sistemi di ponti radio di soccorso nella zona di Semaforo Vecchio hanno visto l’incendio ed hanno subito allertato la sala operativa dei vigili del fuoco secondo le procedure del caso.
Sul posto sono intervenuti più di 20 volontari oltre a una squadra dei vigili del fuoco, il direttore delle operazioni di spegnimento (Dos) e la polizia locale di Portofino“
http://www.genovatoday.it/cronaca/incendio-monte-portofino.html | Malgrado le restrizioni in atto e gli inviti a non creare ulteriori emergenze, nel pomeriggio di sabato 18 aprile si è sviluppato un incendio boschivo all'interno del Parco Naturale di Portofino in località Olmi. Alcuni volontari di Protezione Civile che stavano svolgendo manutenzioni straordinarie ai sistemi di ponti radio di soccorso nella zona di Semaforo Vecchio hanno visto l'incendio ed hanno subito allertato la sala operativa dei vigili del fuoco secondo le procedure del caso.
Sul posto sono intervenuti più di 20 volontari oltre a una squadra dei vigili del fuoco, il direttore delle operazioni di spegnimento (Dos) e la polizia locale di Portofino.
Il rogo è stato riportato sotto controllo anche con il supporto dell'elicottero regionale. Interessato dalle fiamme oltre un ettaro di pineta dove si trovano diversi tronchi a terra che hanno richiesto un presidio di monitoraggio per tutta la notte.
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Fortunatamente si sono potute stendere alcune linee di acqua alimentate dalla linea idranti del Parco. | 4 |
07/02/2020
Si svolgerà somani, sabato 8 febbraio, all'auditorium del Centro per i servizi sanitari
Domani, sabato 8 febbraio alle 9, nell’auditorium del Centro per i servizi sanitari di viale Verona si terrà un incontro informativo sul nuovo Coronavirus rivolto ai medici convenzionati di Apss: medici di medicina generale, medici di continuità assistenziale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali interni.
Ad introdurre la giornata e inquadrare la questione sarà il direttore sanitario di Apss Pier Paolo Benetollo. Lucia Collini dell’Unità operativa di microbiologia e virologia dell’ospedale Santa Chiara interverrà sugli aspetti microbiologici e di laboratorio del Coronavirus, mentre il direttore degli ospedali di Arco e Tione Luca Fabbri parlerà di DPI-Dispositivi di protezione individuale.
A chiudere la mattinata sarà il direttore del Servizio territoriale Arrigo Andrenacci, che illustrerà le azioni a supporto dei medici delle cure primarie.
© Riproduzione riservata | 08/02/2020
L'azienda sanitaria ddel Trenrino ha affrontato i principali argomenti con i medici di medicina generale, di continuità assistenziale e i pediatri di libera scelta
Come si comporta il coronavirus, come approcciare gli eventuali casi sospetti, probabili o confermati e quali le misure da adottare per proteggere la popolazione e i professionisti dal nuovo Coronavirus.
Questi i principali argomenti affrontati nel corso dell’incontro che si è tenuto oggi al Centro per i servizi sanitari di Trento con i referenti della task force coronavirus dell’Apss e i medici di medicina generale, di continuità assistenziale e i pediatri di libera scelta.
Quello di oggi è stato uno degli incontri organizzati sul territorio dopo che, venerdì 31 gennaio, sono state capillarmente fornite a tutti medici convenzionati con il servizio sanitario provinciale le indicazioni sulle procedure volte a garantire ai professionisti un’adeguata conoscenza dello schema organizzativo e dei percorsi operativi per fronteggiare questa prima fase dell’emergenza.
Ad introdurre la giornata è stato il direttore sanitario di Apss Pier Paolo Benetollo che ha ringraziato tutti i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e i medici di continuità assistenziale per l’impegno, in stretta collaborazione con i servizi di Apss, ad affrontare nel modo migliore possibile l'emergenza coronavirus.
Benetollo ha inoltre ricordato la preziosa e costante collaborazione con la comunità cinese del Trentino alla quale ha rivolto un particolare ringraziamento.
«Una mattinata importante – ha detto Benetollo – per mantenere il massimo di unità fra tutti i sanitari, anche sul piano comunicativo, per cercare di arginare l'effetto confusivo che, sulla popolazione ma anche sui professionisti, rischia di essere indotto dal frenetico succedersi di informazioni, non sempre del tutto esatte e a volte addirittura vere e proprie fake news».
La parola è poi passata a Lucia Collini biologa dell’Unità operativa di microbiologia e virologia dell’ospedale Santa Chiara che è intervenuta sulle caratteristiche del virus e sulle complesse tecniche di laboratorio disponibili per individuarlo, a Luca Fabbri coordinatore del Comitato per la sorveglianza e il controllo delle Infezioni correlate ai processi assistenziali (Cipass) dell’Apss per la parte sui dispositivi di protezione individuale (DPI) e ad Arrigo Andrenacci direttore del Servizio territoriale, che ha illustrato l’organizzazione e le azioni a supporto dei medici di famiglia.
A chiudere la mattinata in rappresentanza del Dipartimento di prevenzione è intervenuta Mariagrazia Zuccali medico di igiene che ha illustrato le modalità di presa in carico e monitoraggio delle persone in isolamento volontario nella struttura di Sardagna.
Nel corso dell’incontro i medici sono stati informati che Apss è riuscita ad acquisire gli unici kit diagnostici attualmente disponibili sul mercato, che possono fornire una risposta sulla presenza del virus nel giro di poche ore.
Si tratta di strumenti diagnostici molto sofisticati che, naturalmente, possono essere utilizzati solo in laboratori altamente specializzati, quali il Laboratorio di microbiologia e virologia del Santa Chiara che in questa fase è allertato 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
Sono state ribadite le raccomandazioni già divulgate nei giorni scorsi a cominciare dal fatto che le misure precauzionali per evitare il diffondersi del Coronavirus, sono le stesse di una serie di altre malattie respiratorie: l'igiene delle mani lavandole spesso con acqua e sapone o con soluzioni idroalcoliche, l’uso di fazzoletti di carta che devono essere buttati dopo l’utilizzo, lo starnutire o tossire in un fazzoletto o nel gomito flesso.
Nel caso di persone che rientrano dalla Cina, studenti compresi, è stato confermato l’invito a osservare un periodo di isolamento fiduciario per due settimane da effettuare a domicilio o in un centro di accoglienza.
Durante il periodo di isolamento domiciliare fiduciario le persone vengono contattate telefonicamente due volte al giorno dal personale sanitario dell’Apss, per verificare l’eventuale insorgenza di sintomi quali febbre, tosse, mal di gola.
Al termine del periodo di isolamento, Apss rilascia a ciascuna persona un’attestazione che certifica l’avvenuto isolamento domiciliare fiduciario senza manifestazione di sintomi della malattia, e quindi la piena sicurezza del rientro in comunità.
Tra le indicazioni date ai medici nel caso in cui vengano a conoscenza di un «caso sospetto» l’invito è di contattare il medico referente del proprio ambito territoriale, reperibile ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette, che organizzerà la visita a domicilio insieme al medico di famiglia, fornendo al professionista sia i kit dei dispositivi di protezione individuale sia il materiale per eseguire, secondo i protocolli previsti, i tamponi nasofaringei da inviare al laboratorio Apss e all’ospedale Spallanzani di Roma per gli esami necessari.
Fatto questo, nel giro di poche ore, si potrà avere l’esito.
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Ad Anzio, in totale sicurezza, sono in corso i lavori, programmati dall’Amministrazione De Angelis, per la realizzazione del nuovo manto stradale in Via Cicerone, in Via Esculapio (tra Via Cicerone e Viale Antium), in un tratto di Viale Antium, in Via Tito Livio ed in un tratto di Corso Italia. Allo stesso tempo la squadra tecnica di Engie, coordinata dall’Ufficio Comunale alla Pubblica Illuminazione, sta lavorando all’adeguamento, al potenziamento ed all’efficientamento dell’intera rete cittadina.
“Con i cittadini a casa e con la limitata circolazione dei veicoli, – afferma il Vicesindaco con delega ai lavori pubblici, Danilo Fontana – nel rispetto delle normativa e nella massima sicurezza, in questi giorni, stiamo avviando tutta una serie di opere per la sistemazione delle strade e per l’efficientamento energetico della pubblica illuminazione. Sono stati convertiti, con nuove fonti luminose a led, oltre 4.000 punti luce, che hanno prodotto una migliore illuminazione sulle vie cittadine, un consistente risparmio energetico e soprattutto una maggiore sicurezza sul territorio. Inoltre sono stati sostituiti circa sessanta pali della luce, con la messa in sicurezza di trenta quadri elettrici comunali”. | L’Amministrazione De Angelis, la prima in Italia a bonificare sul c/c delle famiglie in difficoltà contributi comunali per fronteggiare l’emergenza economica in corso, dopo il via libera ad integrare il fondo dell’Ente anche con le somme stanziate dalla Protezione Civile, prosegue la sua azione concreta per la cittadinanza. Ai 250.000 euro già inviati a 548 famiglie di Anzio, attraverso un contributo comunale una tantum fino a 600 euro (il contributo può superare i 600 euro in caso di minori con disabilità), sono stati aggiunti ulteriori 350.000 euro, che l’Amministrazione sta destinando alle persone in difficoltà che hanno fatto domanda attraverso l’avviso pubblico del Comune di Anzio. Altri 22.000 euro dei fondi della Protezione Civile, inoltre, sono stati destinati all’acquisto di derrate alimentari per incrementare anche la distribuzione dei pacchi, con beni di prima necessità, per le famiglie in difficoltà.
Ad oggi, da 548 dell’ultimo fine settimana, sono diventate 613 le famiglie residenti ad Anzio alle quali è stato stanziato il contributo, fino a 600 euro. La commissione interna, composta da dipendenti dell’Ente, lavora duramente per proseguire nel rapido conferimento dei contributi alle famiglie in difficoltà. | 2 |
Formichine
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RR
(ANSA) - MILANO, 17 MAR - ì"Il vecchio ospedale di Legnano è inutilizzabile, non è vero come si legge che sarebbe pronto all'uso. Il suo ripristino è una fake news". Lo precisa l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera spiegando che sono stati svolti tutti gli approfondimenti necessari. "Per rimetterlo in funzione - aggiunge - l'Asst Ovest Milanese ci ha scritto che sono necessari dai 6 ai 12 mesi". Per Gallera, "la richiesta è corretta e legittima, ma le forze politiche e sindacali che sollevano la questione ben dovrebbero conoscere le vicende del nosocomio legnanese. Quando si dice non facciamo l'ospedale in Fiera per ripristinare quello di Legnano, sembra più un attacco politico che costruttivo. Noi abbiamo già approfondito la questione. Si tratta di una struttura chiusa dall'ottobre 2010, sono stati trasferite le strumentazioni verso altri ospedali, disattivate le linee elettriche e gas medicali. Tutto quello che potevamo recuperare lo abbiamo recuperato". (ANSA). | RR
(ANSA) - MILANO, 03 APR - Sono stati superati gli ottomila morti a causa del coronavirus in Lombardia: lo si ricava dai dati forniti dall'assessore al Welfare Giulio Gallera, nella quotidiana diretta Facebook. I decessi comunicati oggi sono stati 351, per un totale di 8.311, mentre i positivi sono aumentati di 1.455 persone per un totale di 47.520. I ricoveri in terapia intensiva registrano un saldo netto di 30 persone in più. I ricoveri non in terapia intensiva sono aumentati di 40 unità per un totale di 11.802. "Sono dati positivi - ha detto Gallera - ma non bisogna allentare la stretta". (ANSA). | 1 |
L’epidemia di Coronavirus continua a diffondersi, anche se le misure prese dalle istituzioni sembrano dare i primi effetti positivi. I numeri esatti del contagio – contando che in molti casi il virus non dà sintomi o presenta sintomi leggeri – non sono noti. Ma in Italia – stando ai dati ufficiali diffusi dalla Protezione civile – i casi di positività al tampone sono a ieri sera 1577. Le vittime registrate sono invece 41, mentre 83 persone sono già guarite dal virus. I tamponi sono stati 21.127.
Per quanto riguarda la distribuzione geografica del contagio, invece, la Lombardia è la regione con il maggior numero di casi (984), seguita da Emilia (285), Veneto (263), Piemonte (49), Liguria (25), Marche (25) Campania (17), Toscana (13), Sicilia (9), Lazio (6), Abruzzo (5), Puglia (3), Calabria (1) e Bolzano (1).
I rischi del virus, lo ricordiamo, non sono legati tanto a possibili decessi (l’incidenza appare in linea o lievemente maggiore a quella dell’influenza) quanto a un possibile aumento significativo delle richieste di prestazione ospedaliere, che potrebbero mandare in tilt il sistema. Una situazione oggi non realistica, ma comunque da tenere ben presente.
L’altro rischio – di cui purtroppo si vedono già elementi concreti – è quello degli effetti negativi sull’economia legati al panico generale (e non solo italiano). Nelle scorse ore l’Osce ha tagliato le stime di crescita mondiale (2,4 per cento contro il 2,9 dell’anno precedente): in Italia (pur parlando di “sviluppi contenuti” dei casi nel nostro Paese) il rischio è quello di crescita zero nel 2020, con un aumento stimato di mezzo punto percentuale nel 2021.
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QUI TUTTE LE NOTIZIE PUBBLICATE DA BSNEWS.IT SUL CORONAVIRUS | Sembra regnare la confusione anche tra le biblioteche bresciane, complici anche alcune lacune del testo, dopo il decreto di ieri del consiglio dei ministri che regola l’apertura delle sedi culturali per il Coronavirus.
Al punto “f” il decreto recita: “apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi
della cultura di cui all’art. 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, a condizione che detti istituti e luoghi assicurino modalita’ di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”. Ma il punto 3 dello stesso decreto spiega che “Nella sola regione Lombardia e nella sola provincia di Piacenza
si applica altresi’ la seguente misura: a) sospensione delle attivita’ di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, centri culturali, centri sociali, centri ricreativi”.
Un’interpretazione estensiva del punto 3 (nonostante i “centri culturali” siano cosa diversa dagli enti citati dal decreto legislativo 22 gennaio 2004 citando solo “i musei, le biblioteche e gli archivi, le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali”) ha portato alcune biblioteche a non riaprire nella giornata di oggi (nonostante anche il prefetto abbia parlato oggi di riapertura delle biblioteche con il decreto), programmando la chiusura per tutta la settimana (un esempio: “la Biblioteca di Calvisano – si legge su Facebook – rimane chiusa al pubblico anche questa settimana. Noi operatori non smettiamo di lavorare a porte chiuse e chiediamo di nuovo la vostra comprensione”).
Tra quelle aperte (che sono comunque la maggioranza), invece, la quasi totalità ha comunque chiuso le sale studio, mentre più d’una ha annunciato la chiusura dell’intera biblioteca al pubblico per tutta la settimana (una si è limitata a tre giorni per “sanificazione” degli spazi). Ma anche sulle modalità di accesso agli utenti sono state scelte strade diverse. Qualcuno – come pubblicato da Mairano su Facebook – chiede agli utenti di aspettare fuori dalla biblioteca e apre solo dopo che hanno bussato o telefonato, vietando lo stazionamento e perfino la consultazione. Altri ancora consentono l’ingresso di una o due persone (a debita distanza) per volta.
Da domani, quando l’interpretazione dovrebbe essere più chiara, si attende comunque una maggiore uniformità del servizio bibliotecario nel Bresciano.
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Tumore al seno, in Lombardia una rete di breast unit d’eccellenza per garantire la migliore assistenza medica. Tra i centri di senologia autorizzati anche l’Asst di Pavia e la Fondazione Maugeri.
Tumore al seno, in Lombardia una rete di breast unit d’eccellenza
“In Lombardia il carcinoma mammario da qui in avanti sarà curato in centri di assoluta eccellenza (le BREAST Unit) che si prendano cura della donna in tutte le fasi della malattia, dalla diagnosi alla riabilitazione psicofunzionale. Si tratta di una evoluzione strutturale del nostro sistema che recepisce non solo le indicazioni legislative ma soprattutto le evidenze della comunità scientifiche mettendo in rete le migliori competenze e professionalità a beneficio della donna nella sua totalità”.
Lo afferma l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, commentando la delibera che la giunta regionale ha approvato su sua proposta, relativa al funzionamento e alla qualificazione dei centri di senologia in Lombardia.
“La letteratura scientifica conferma che la diagnosi precoce – sottolinea l’assessore Gallera – sia l’azione più efficace nella lotta contro il tumore alla mammella e come i migliori risultati in termini di sopravvivenza, adeguatezza delle cure per stadio di malattia e qualità di vita, siano direttamente proporzionali al numero di casi trattati per centro di cura. Il provvedimento regionale stabilisce i parametri in base ai quali l’eccellenza sia il filo conduttore della pratica quotidiana definendo nel dettaglio il funzionamento delle BREAST unit che sono team coordinati e multidisciplinari chiamati a garantire quel livello di specializzazione, dalle fasi di screening sino alla gestione della riabilitazione, in grado di aumentare la qualità delle prestazioni e della vita delle pazienti”.
Le Breast Unit
In Lombardia le BREAST Unit possono essere di presidio, aziendali e interaziendali, e sono formalmente autorizzate dalla ATS di riferimento, sentita la Direzione Generale Welfare. I Centri di Senologia lombardi pubblici e privati accreditati e a contratto per appartenere alla Rete regionale ‘BREAST Units Network’, devono avere le seguenti caratteristiche:
garantire elevati livelli di qualità di cura e operare con team multidisciplinari e multiprofessionali
e operare con team multidisciplinari e multiprofessionali garantire adeguati volumi di attività , e in, particolare, assicurare 150 interventi di mammella (con un range del 10%), o che, nel caso di volume di attività inferiore, abbiano ottenuto dalla ATS di riferimento l’approvazione di un progetto operativo di attivazione/potenziamento di una BREAST Unit interpresidio o interaziendale, in base alle normative nazionali e regionali vigenti
, e in, particolare, assicurare (con un range del 10%), o che, nel caso di volume di attività inferiore, abbiano ottenuto dalla ATS di riferimento l’approvazione di un progetto operativo di attivazione/potenziamento di una BREAST Unit interpresidio o interaziendale, in base alle normative nazionali e regionali vigenti assicurare una numerosità di interventi per singolo chirurgo senologo di almeno 50 interventi in un anno
di almeno 50 interventi in un anno erogare percorsi di presa in carico dei pazienti secondo i criteri di qualità definiti nel sistema di monitoraggio regionale, con particolare attenzione al rispetto dei tempi che devono intercorrere tra il sospetto diagnostico, la conferma diagnostica e l’inizio del trattamento.
Il carcinoma mammario
Il carcinoma della mammella costituisce la patologia tumorale più frequente nelle donne. Questa tipologia di tumore figura al primo posto per incidenza sia tra le donne di età inferiore ai 49 anni (40%), sia nella classe d’età 50-69 anni (35%), sia in quella di età superiore ai 70 anni (22%). Il carcinoma della mammella è responsabile del 28% delle morti per causa oncologica prima dei 50 anni, del 20% tra i 50 e i 69 anni e del 14% dopo i 70 anni. A partire dalla fine degli anni Ottanta si è assistito a una moderata ma continua tendenza alla diminuzione della mortalità per carcinoma mammario attribuibile da un lato, ad una più alta sensibilità ed anticipazione diagnostica, grazie agli screening mammografici e dall’altro, ai notevoli progressi terapeutici che hanno caratterizzato gli ultimi decenni.
Le Breast Unit autorizzate
1 MILANO ISTITUTO NAZIONALE DEI TUMORI
2 ASST DI MONZA
3 ASST PAPA GIOVANNI XXIII
4 ASST DEI SETTE LAGHI
5 ASST DI LECCO
6 ASST DI MANTOVA
7 ASST OVEST MILANESE
8 ASST DELLA VALLE OLONA
9 ASST DI CREMONA
10 ASST FATEBENEFRATELLI-SACCO
11 MILANO FONDAZIONE IRCCS POLICLINICO
12 ASST DI BERGAMO EST
13 ASST SANTI PAOLO E CARLO
14 ASST DI VIMERCATE
15 ASST DI LODI
16 ASST NORD MILANO
17 ASST LARIANA
18 ASST BERGAMO OVEST
19 ASST RHODENSE
20 ASST CREMA
21 ASST GRANDE OSPEDALE METROPOLITANO NIGUARDA
22 ASST DELLA VALTELLINA E DELL’ALTO LARIO
23 MILANO ISTITUTO EUROPEO DI ONCOLOGIA
24 ROZZANO ISTITUTO CLINICO HUMANITAS
25 BRESCIA C. C. POLIAMBULANZA
26 PAVIA IST. SC. FOND. S. MAUGERI
27 MILANO IRCCS SAN RAFFAELE
28 ISTITUTI OSPEDALIERI BRESCIANI
29 BERGAMO C. C. GAVAZZENI
30 CASTELLANZA C. C. MATER DOMINI
31 COMO OSP. VALDUCE
32 MONZA C. C. CITTA’ DI MONZA
33 ENTE UNICO MULTIMEDICA Spa
Nel corso del 2019, al fine di facilitare e garantire l’accesso ai percorsi di cura dedicati ed integrati ai pazienti in modo omogeneo sul territorio regionale, sono stati sottoposti a valutazione e hanno ricevuto parere favorevole dalle ATS di riferimento, i seguenti progetti di attivazione/potenziamento di BREAST Unit interaziendali: | “La riforma della rete regionale dei Centri di Senologia, deliberata l'altroieri dalla Giunta, rappresenta un importantissimo passo in avanti nella prevenzione del tumore al seno e nella tutela in generale della salute della donna. Sono soddisfatto e ringrazio la Giunta per aver seguito e ascoltato il lavoro svolto in questi mesi dalla nostra Commissione”. Così Emanuele Monti (Lega), Presidente della III Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia, sulla delibera che modifica la rete territoriale dei Centri e innalza i livelli qualitativi.
“Questo provvedimento nasce da una mia proposta – spiega Monti – portata inizialmente nella delibera delle regole del 2018, inserita quindi nelle regole alla fine dello scorso anno e immediatamente applicata nel 2020. L’obiettivo è garantire una maggiore sicurezza, investire nei centri hub del territorio e dare quindi maggiore attenzione alle esigenze dei pazienti. Le azioni intraprese mi sono state ispirate dall’attività della Breast Unit di Varese, che, con quasi 500 interventi su carcinomi maligni e circa 200 benigni, è un punto di riferimento assoluto, innovativo e moderno, a livello nazionale”.
“La possibilità delle equipe mediche di muoversi sul territorio, prevista dalla delibera, è positiva e viene presa dalle esperienze europee moderne e di alto livello – aggiunge il Presidente di Commissione – senza nulla togliere alla qualità, infatti, si offre un notevole servizio ai cittadini”. Le Breast Unit sono unità funzionali che rappresentano un modello di assistenza specializzato nella diagnosi e cura del carcinoma mammario, dove la gestione del percorso della paziente è affidato ad un gruppo multispecialistico e multiprofessionale di esperti dedicati e con una specifica formazione. Nelle BU un team coordinato e multidisciplinare, applicando i percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali (PDTA) aggiornati e conformi alle Linee Guida nazionali e internazionali, offre tempestivamente le migliori cure, garantendo quel livello di specializzazione, dalle fasi di screening sino alla gestione della riabilitazione psicofunzionale, in grado di aumentare la qualità delle prestazioni e della vita delle pazienti.
“Con la nuova delibera – sottolinea Monti - i Centri di Senologia lombardi, pubblici e privati accreditati, per appartenere alla Rete regionale dei Centri di Senologia - “Breast Units Network” dovranno rispondere ad una serie di caratteristiche, come garantire elevati livelli di qualità di cura e operare con team multidisciplinari e multiprofessionali secondo le indicazioni di legge, garantire adeguati volumi di attività, ovvero assicurare 150 interventi di mammella (con un range del 10%), assicurare una numerosità di interventi per singolo chirurgo senologo di almeno 50 interventi all’anno ed erogare percorsi di presa in carico dei pazienti secondo i criteri di qualità definiti nel sistema di monitoraggio regionale, con particolare attenzione al rispetto dei tempi che devono intercorrere tra il sospetto diagnostico, la conferma diagnostica e l’inizio del trattamento”.
La lista dei Centri della rete regionale:
MILANO ISTITUTO NAZIONALE DEI TUMORI
Presidio o intra-aziendali
ASST DI MONZA
ASST PAPA GIOVANNI XXIII
ASST DEI SETTE LAGHI
ASST DI LECCO
ASST DI MANTOVA
ASST OVEST MILANESE
ASST DELLA VALLE OLONA
ASST DI CREMONA
ASST FATEBENEFRATELLI-SACCO
MILANO FONDAZIONE IRCCS POLICLINICO
ASST DI BERGAMO EST
ASST SANTI PAOLO E CARLO
ASST DI VIMERCATE
ASST DI LODI
ASST NORD MILANO
ASST LARIANA
ASST BERGAMO OVEST
ASST RHODENSE
ASST CREMA
ASST GRANDE OSPEDALE METROPOLITANO NIGUARDA
ASST DELLA VALTELLINA E DELL'ALTO LARIO
MILANO ISTITUTO EUROPEO DI ONCOLOGIA
ROZZANO ISTITUTO CLINICO HUMANITAS
BRESCIA C. C. POLIAMBULANZA
PAVIA IST. SC. FOND. S. MAUGERI
MILANO IRCCS SAN RAFFAELE
ISTITUTI OSPEDALIERI BRESCIANI
BERGAMO C. C. GAVAZZENI
CASTELLANZA C. C. MATER DOMINI
COMO OSP. VALDUCE
MONZA C. C. CITTA' DI MONZA
ENTE UNICO MULTIMEDICA Spa
ASST DEGLI SPEDALI CIVILI DI BRESCIA – ASST VALCAMONICA (SPEDALI CIVILI DI BRESCIA)
Inter-aziendali (svolgono le attività secondo quanto previsto dai progetti autorizzati)
ASST GARDA – ASST FRANCIACORTA (BRESCIA SUD)
IRCCS POLICLINICO SAN MATTEO PV – ASST PAVIA (POLICLINICO SAN MATTEO)
ASST MELEGNANO E DELLA MARTESANA – POLICLINICO SAN DONATO (MARTESANA) | 3 |
Sono rimaste poche le case automobilistiche che ancora proseguono con la produzione regolare in Europa. La diffusione del Coronavirus nel nostro continente ha infatti messo a dura prova le catene di approvvigionamento e di fornitura, senza contare che in alcuni casi gli stop delle attività sono stati dettati da casi di contagio tra i dipendenti delle case automobilistiche stesse. A partire da lunedì, anche i marchi Hyundai e Kia chiuderanno temporaneamente i battenti delle loro fabbriche situate in Europa.
Non è ancora chiaro per quanto tempo gli stabilimenti produttivi resteranno chiusi, ma le due case automobilistiche coreane hanno fatto sapere che la decisione di sospendere tutto non deriva da casi di positività da Coronavirus registrati tra i dipendenti. Il problema fondamentale riguarda infatti diversi fattori, su tutti il calo importante della domanda di nuove automobili in Europa e le sfide logistiche che devono affrontare dipendenti e fornitori praticamente ogni giorno dopo la chiusura di gran parte dei confini nazionali. Nello specifico la sospensione della produzione riguarda lo stabilimento di Hyundai a Nosovice, in Repubblica Ceca, dove vengono assemblate la compatta i30, il crossover elettrico Kona e il SUV Tucson, e l’impianto di Kia a Zilina in Slovacchia, dove la costruzione riguarda la gamma Ceed e il SUV Sportage. | “Potrebbe davvero trattarsi della crisi con l’impatto più elevato mai registrato dall’industria automobilistica”: con queste parole Fu Binfeng, il presidente dell’OICA, ha sintetizzato lo scenario che si prospetta per il settore dell’automotive a causa del Coronavirus. La diffusione della malattia in tutto il mondo appesantirà sicuramente il bilancio delle vendite di nuove autovetture al termine del 2020, dopo che già al termine dello scorso anno il mercato automobilistico aveva chiuso con una decrescita del 5%.
L’impatto del Coronavirus ha dato i suoi primi frutti già nel mese di gennaio, dal momento che gran parte dell’industria automobilistica cinese è stata costretta a fermare la produzione, compromettendo quindi anche una gran parte degli approvvigionamenti verso il resto del mondo. E’ bastata qualche settimana in più perchè la malattia sbarcasse anche in Europa e iniziasse a diffondersi senza sosta, costringendo gran parte delle case automobilistiche a chiudere i propri stabilimenti produttivi nel nostro continente. “Le preoccupazioni per la salute e la sicurezza dei propri dipendenti hanno portato molti produttori e fornitori in tutto il mondo a mettere in atto drastiche misure sanitarie, portando nella maggior parte dei casi ad una riduzione della produzione o addirittura la chiusura completa degli impianti, anche dove ciò non fosse stato imposto dalle rispettive autorità”, ha voluto sottolineare Binfeng.
Il numero uno dell’OICA, l’associazione che si occupa di coordinare la comunicazione tra produttori di automobili nonché una serie di manifestazioni internazionali dedicate alle quattro ruote, ha poi proseguito ricordando l’impegno assunto da parte di molte case automobilistiche che hanno scelto di produrre direttamente attrezzature sanitarie da destinare agli ospedali. E ha spiegato: “I vari membri dell’OICA ha avviato un dialogo costruttivo con le rispettive autorità e i rispettivi partner, al fine di attenuare l’impatto di questa crisi e garantire una rapida ripresa del settore, che contribuisce in modo determinante all’economia e al benessere mondiale. Non ho dubbi sul fatto che l’industria automobilistica mondiale, come già successo molte volte nel passato, dimostrerà tutta la sua forza e la sua capacità di uscire da questa situazione più compatta di prima”. | 1 |
“Il monitoraggio quotidiano dei casi di contagio in Campania, fa rilevare la presenza di interi gruppi familiari positivi. La situazione è preoccupante in alcune realtà della provincia di Napoli, dove nei giorni scorsi si sono registrati comportamenti poco responsabili da parte di gruppi di cittadini”. Lo dichiara il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. “Si registrano 61 casi a Casoria; 58 a Giugliano; 52 a Pozzuoli; 52 a Marano; 49 ad Afragola; 36 a Frattamaggiore e Frattaminore, per un totale di 308 contagi. L’Asl Napoli 2 è impegnata in un lavoro straordinario per ricostruire la catena di rapporti avuti dai contagiati, ed evitare la diffusione dell’epidemia. Ma è necessario avere comportamenti rigorosi, e non i rilassamenti che in quei territori si sono registrati, con centinaia di persone in mezzo alle strade. Invito le Forze dell’ordine, le unità dell’Esercito, le Polizie municipali a sviluppare il più rigoroso controllo per contrastare atteggiamenti scorretti.
L’Asl Napoli 1 è impegnata a contenere, con i necessari controlli territoriali, un focolaio di contagio che è emerso nella città di Napoli, nell’area del Vomero. E’ urgente anche qui, ampliare e rendere rigorosi i controlli”.
“Dovrebbe essere chiaro a tutti che i comportamenti scorretti offendono e danneggiano la stragrande maggioranza dei cittadini che rispetta le regole con grande spirito di sacrificio. Così come dovrebbe essere chiaro che più si è responsabili, prima finisce questa emergenza. E’ evidente che il permanere di situazioni di rischio renderebbe inevitabili misure territoriali di quarantena ancora più pesanti” conclude De Luca.
(ITALPRESS). | «Il monitoraggio quotidiano dei casi di contagio in Campania fa rilevare la presenza di interi gruppi familiari positivi. La situazione è preoccupante in alcune realtà della provincia di Napoli, dove nei giorni scorsi si sono registrati comportamenti poco responsabili da parte di gruppi di cittadini». In una nota, l'unità di crisi regionale per la realizzazione di misure per la prevenzione e la gestione dell’emergenza epidemiologia da Covid-19 fa il punto sul contagio a Napoli e in Campania: «Si registrano 61 casi a Casoria; 58 a Giugliano; 52 a Pozzuoli; 52 a Marano; 49 ad Afragola; 36 a Frattamaggiore e Frattaminore, per un totale di 308 contagi». Da qui l'appello del governatore Vincenzo De Luca: «L'Asl Napoli 2 è impegnata in un lavoro straordinario per ricostruire la catena di rapporti avuti dai contagiati, ed evitare la diffusione dell'epidemia, ma è necessario avere comportamenti rigorosi, e non i rilassamenti che in quei territori si sono registrati, con centinaia di persone in mezzo alle strade. Invito le forze dell'ordine, le unità dell'Esercito, le polizie municipali a sviluppare il più rigoroso controllo per contrastare atteggiamenti scorretti».
Ultimo aggiornamento: 22:20
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Riflettori accesi anche sul Vomero: «L'Asl Napoli 1 - avverte ancora De Luca - è impegnata a contenere, con i necessari controlli territoriali, un focolaio di contagio che è emerso nella città di Napoli, nell'area del Vomero. È urgente anche qui ampliare e rendere rigorosi i controlli. Dovrebbe essere chiaro a tutti che i comportamenti scorretti offendono e danneggiano la stragrande maggioranza dei cittadini che rispetta le regole con grande spirito di sacrificio. Così come dovrebbe essere chiaro che più si è responsabili, prima finisce questa emergenza. È evidente che il permanere di situazioni di rischio renderebbe inevitabili misure territoriali di quarantena ancora più pesanti».«Dai dati che il Comune riceve ogni giorno dalle competenti autorità sanitarie, non si evince oggi la presenza di un focolaio specifico ma piuttosto una condizione già evidenziata nei giorni scorsi e cioè che il Vomero è il quartiere nel quale si è verificato il più alto numero di positivi, seguito dal quartiere Chiaia - precisa, assessore alla salute del Comune di Napoli - inizialmente questa positività era stata spiegata con la maggiore presenza di professionisti che per lavoro si sono recati in Lombardia e che successivamente, attraverso il contagio ai propri nuclei familiari, aveva contribuito alla diffusione del virus nel quartiere collinare.In questa fase la situazione in città è di certo più omogenea, con una prevalenza maggiore sicuramente in questi quartieri. Le ipotesi vanno dalla maggiore domiciliazione del personale sanitario, al maggior numero di tamponi eseguiti ma queste ipotesi possono essere avvalorate esclusivamente da studi epidemiologici, che il Comune di Napoli ha richiesto anche attraverso gli esperti chiamati al tavolo per lo studio epidemiologico, di recente istituzione». | 4 |
Seul, 14 mag. (Adnkronos) – Crescono di giorno in giorno i timori a Seul per la diffusione di quello che viene definito “un virus veramente crudele”. Sono infatti 133 i casi di Covid-19 confermati dalle autorità sanitarie in relazione a locali e discoteche del distretto di Itaewon. Preoccupano le catene di trasmissione dell’infezione nell’area metropolitana di Seul, che – con 25 milioni di abitanti – comprende Seul, la provincia di Gyeonggi e Incheon. Le autorità temono che il virus si sia diffuso con la ripresa della movida a fine aprile.
Fra i 133 contagi accertati in varie zone della Corea del Sud, ben 73 sono nella capitale, come riporta l’agenzia Yonhap. Dai dati diffusi dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Kcdc) emerge che 82 dei 133 casi riguardano persone che sono state a Itaewon, mentre le altre sono ‘vittime’ della catena di trasmissione dell’infezione. I due terzi hanno tra i 19 e i 29 anni.
A Incheon, a ovest della capitale, si registrano 14 casi di infezione e si ritiene siano collegati a un 25enne che è stato Itaewon e che ha poi trasmesso il virus ai suoi allievi, tutti teenager. Le autorità hanno invitato coloro che sono stati a Itaewon nel periodo ‘incriminato’ – tra il 24 aprile e il 6 maggio – a sottoporsi ai test. Intanto i Kcdc hanno confermato 26 casi di trasmissione locale di coronavirus a livello nazionale: 22 di questi tra Seul, la vicina provincia di Gyeonggi e Inhceon. Sono stati accertati anche altri tre casi ‘importati’ di coronavirus e nel Paese il totale dei contagi sale a 10.991 dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Sono invece 260 i decessi confermati in Corea del Sud a causa della pandemia di coronavirus. | Così il coronavirus si può diffondere a tavola in 30 minuti se c'è un caso positivo: l'esperimento giapponese
SEUL. Cresce in Corea del Sud l’allarme per la nuova ondata di contagi da coronavirus. E cresce, soprattutto, la preoccupazione per i soggetti colpiti: i due terzi hanno tra i 19 e i 29 anni. «Un virus veramente crudele», lo hanno definito le autorità di Seul che, dopo essere riusciti a contenere le conseguenze legate alla prima ondata pandemica ora si trovano ad affrontare le conseguenze della riapertura di locali e discoteche nel distretto di Itaewon, cuore della movida coreana.
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Sono in tutto 133 i casi di Covid-19 confermati dalle autorità sanitarie Preoccupano le catene di trasmissione dell'infezione nell'area metropolitana di Seul, che - con 25 milioni di abitanti - comprende Seul, la provincia di Gyeonggi e Incheon. Le autorità temono che il virus si sia diffuso con la ripresa delle uscite a fine aprile.
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Fra i 133 contagi accertati in varie zone della Corea del Sud, ben 73 sono nella capitale, come riporta l'agenzia Yonhap. Dai dati diffusi dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Kcdc) emerge che 82 dei 133 casi riguardano persone che sono state a Itaewon, mentre le altre sono vittime della catena di trasmissione dell'infezione.
Il test per sapere se una mascherina funziona davvero ad evitare il contagio | 4 |
(ANSA) – ROMA, 24 MAR – La Ue deve mettere in campo contro il coronavirus "politiche coordinate e coerenti" o rischia di essere anch’essa una vittima. E’ quanto si legge in uno studio Banca d’Italia i cui autori sono parte del gruppo di monitoraggio emergenza Covid-19. La crisi "rappresenterà anche una prova della nostra capacità di essere solidali. Se i paesi membri riuscissero a unire i loro sforzi per evitare questo "male comune", la loro cooperazione potrebbe trovare un nuovo slancio per arrivare a dotare l’Ue di un fondamentale bene comune: una governance più completa ed efficace". "Un blocco simultaneo a livello continentale (o almeno a livello di UE) è l’unica opzione possibile", "nel breve termine – da oggi e per le prossime poche (o non così poche) settimane" ma "può ovviamente essere sostenibile solo se temporaneo. Quando, al termine dell’emergenza, sarà il momento di allentarlo progressivamente si dovrebbe disporre di un insieme di misure coerente e ben progettato". | (ANSA) - ROMA, 16 APR -Riorganizzazione degli spazi, rimodulati per garantire il distanziamento sociale, adeguamento della segnaletica nelle aerostazioni per il rispetto del droplet, incremento delle indicazioni ed informazioni, barriere in plexiglass per le postazioni di sicurezza e per il controllo passaporti. Sono tra gli scenari e le misure che potrebbero configurarsi, per l'aeroporto di Fiumicino per quando, con gradualità e con criteri assoluti all'insegna della sicurezza sanitaria, potrà scattare la "fase 2" dell'emergenza legata al Covid-19. Le autorità aeroportuali sono pronte ad accogliere quelle che potranno essere, in un percorso di confronto e coordinamento, le indicazioni delle autorità preposte, anche a livello Ue, e sanitarie ed in caso lo scalo è pronto a fare la sua parte, e se necessario, cambiar veste per affrontare la progressiva ripresa del traffico aereo. | 1 |
Delusi dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, i sindacati del comparto scuola hanno scritto al premier Giuseppe Conte. E che si tratti di una sonora bocciatura dell’esponente di governo dei Cinque Stelle lo certifica Maddalena Gissi, segretario nazionale della Cisl Suola, l’organizzazione che vanta il maggior numero di iscritti: «Abbiamo chiamato in causa il presidente del Consiglio perché le nostre valutazioni su temi importanti come i percorsi abilitanti e il concorso straordinario non sono state prese in considerazione o sono state totalmente rigettate. Per garbo istituzionale la lettera l’abbiamo inviata anche al ministro, ma a questo punto è dal massimo rappresentante dell’Esecutivo che ci aspettiamo un segno di attenzione. È necessario che vengano presentati alcuni emendamenti al Milleproroghe per consentire la partecipazione al concorso straordinario anche agli insegnanti che hanno svolto interamente sul sostegno i tre anni di servizio richiesti come requisito di accesso; chiediamo inoltre che si attivi una procedura concorsuale riservata al personale che ha svolto le funzioni di Dsga, cioè di direttore dei servizi generali e amministrativi».
Il paradosso è che su questi aspetti i sindacati avevano già raggiunto un accordo di massima ad aprile dello scorso anno. A farsi garante dell’intesa fu proprio Giuseppe Conte, allora a capo della coalizione gialloverde. Nel frattempo, al leghista Bussetti, titolare del dicastero dell’Istruzione, sono subentrati i grillini Fioramonti e Azzolina. Risultato: tavolo di confronto saltato e proclamazione dello sciopero per il 6 marzo prossimo.
E se a parole tutti si battono per la meritocrazia, nei fatti mancano gli strumenti per selezionare i docenti più bravi. Basti pensare che gli ultimi corsi di abilitazione risalgono al 2014. Da allora, decine di migliaia di professori sono stati reclutati dalla terza fascia d’istituto e addirittura con la Mad, la cosiddetta Messa a disposizione utilizzata essenzialmente dai neolaureati. I numeri sono impietosi: dei 187.865 supplenti assunti quest’anno con contratto al 30 giugno o al 31 agosto, più della metà sono saliti in cattedra privi della relativa abilitazione. Sono comunque loro, nel bene e nel male, a tenere in piedi il sistema scolastico italiano altrimenti destinato al collasso.
Per correre ai ripari, nei prossimi mesi si svolgeranno i concorsi straordinario e ordinario grazie ai quali si dovrebbero assumere 48mila docenti. Per quello straordinario la bozza di concorso è all’esame del Consiglio superiore della pubblica istruzione chiamato ad esprimere il proprio parere. Di sicuro c’è che se non saranno accolte le istanze delle organizzazioni sindacali migliaia di insegnanti di sostegno, reclutati con il meccanismo delle graduatorie incrociate, rischiano di rimanere al palo. Al danno si aggiungerebbe la beffa.
Questo spiega perché i sindacati da un lato si battono per la valorizzazione dell’esperienza maturata in classe e, dall’altro, chiedono la definizione di percorsi abilitanti strutturali. Sia chiaro: il precariato nel mondo della scuola non è un fenomeno dell’ultima ora ma ad indispettire gli insegnanti e i rappresentanti dei lavoratori è stato proprio l’atteggiamento del ministro che pure, prima di giurare tra le mani del presidente Sergio Mattarella, diceva di battersi per le stabilizzazioni.
E siccome su internet non si può fingere innocenza, per dirla con Maurizio Ferraris, ecco che in rete circola un video di qualche tempo fa che mostra una Azzolina convincente nel difendere i diritti dei precari. Tanto che la Uil Scuola si è chiesta, non senza ironia, perché mai si dovrebbe ora mettere in dubbio la sua volontà di attuare quanto aveva solennemente promesso.
Anche sul rinnovo contrattuale Cgil, Cisl e Uil, insieme allo Snals e al sindacato Gilda, sono sul piede di guerra perché gli aumenti previsti fanno leva soprattutto sull’abbattimento del cuneo fiscale. Molti dunque i fronti aperti, tanto che la viceministra all’Istruzione Anna Ascani ha pubblicamente auspicato la riapertura del tavolo di confronto con i sindacati. Un auspicio che suona quasi come un ammonimento per la ministra Azzolina, sin qui capace di scontentare proprio tutti. | Dopo le dimissioni del ministro dell'istruzione Lorenzo Fioramonti, molti insegnanti si chiedono se ci sarà una posticipazione nella pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei bandi che dovrebbero portare nelle scuole italiane secondarie oltre 48 mila nuovi docenti.
Il timore degli insegnanti interessati ai concorsi scuola: possibili i rallentamenti?
Dalle ultime notizie fatte circolare sulla stampa online si è appreso che poco prima delle dimissioni il ministro Fioramonti ha redatto con i sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals) un accordo o verbale di conciliazione nel quale ha programmato la pubblicazione dei bandi per i primi giorni di febbraio 2020.
Ecco quindi che dopo la sua uscita di scena ci si chiede se sarà rispettata la tempistica prevista dell’accordo-verbale proprio perché i tempi potrebbero ulteriormente allungarsi per via del fatto che deve essere nominato un nuovo ministro.
Come noto il concorsone Scuola fu già rinviato una prima volta per la caduta del governo Conte, ad opera di Matteo Salvini. In questo caso però, proprio per non perdere tempo si sono già individuati i successori del ministro Fieramonti. Saranno due i ministri designati: Lucia Azzolina per l’istruzione e Gaetano Manfredi per Università e Ricerca, dopo l'intenzione di “spacchettare” il Miur tra Istruzione da una parte e Ricerca e Università dall’altra.
Per ora il Miur è stato affidato ad interim al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Per la nomina ufficiale dei nuovi ministri ci vorrà però ancora del tempo visto l’iter burocratico piuttosto lungo, dovendo il governo approvare prima il decreto-legge che allarga il numero dei ministeri, anche con l’aiuto della Corte dei Conti. É quindi ipotizzabile che Azzolina e Manfredi presteranno giuramento dinnanzi al presidente Mattarella, assumendo quindi la piena direzione dei dicasteri, solo dopo la prima metà di gennaio.
Azzolina e Manfredi saranno nominati ministri solo dopo metà gennaio
Sebbene gli stessi sindacati abbiano lasciato l’allarme di un rallentamento dei tempi per la realizzazione dell’accordo-verbale preso il 19 dicembre scorso con Lorenzo Fioramonti, il Miur è già al lavoro per la stesura dei bandi del concorso ordinario e straordinario scuola.
Lo slittamento della riunione tra Miur e sindacati, prevista in origine il 7 gennaio, cosí come le nuove nomine in programma, non dovrebbero quindi influire sull’iter dei concorsi e sugli altri obiettivi del Ministero dell’Istruzione. Anche perché quest’ultimo è chiamato a dirimere molte questioni: dal rinnovo del contratto, scaduto da oltre un anno, al precariato storico da cancellare, fino alle tante nomine da realizzare. Visto che, cosí come prevede il Decreto scuola entrato in vigore lo scorso 29 dicembre, le assunzioni da concorso straordinario dovranno partire da settembre 2020, potrebbe essere lo stesso Giuseppe Conte ad approvare i vari provvedimenti amministrativi. Come noto, il bando straordinario, valido per la scuola secondaria statale di I e II grado, è aperto agli insegnanti con diploma di laurea magistrale valido per l’accesso alla classe di concorso d'interesse e che abbiano prestato almeno 3 anni di servizio a partire dall’anno scolastico 2008/2009.
I requisiti per l’accesso al concorso ordinario, sono i seguenti: abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure laurea (magistrale o a ciclo unico coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso) e 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. | 2 |
La Regione Piemonte ha diramato il bollettino contagi odierno.
Notizia positive per tutta la Regione dove non si registrano decessi e solo due nuovi positivi (di cui 1 in RSA e 1 screening). Sono due nuovi guariti nell’Astigiano, mentre, oltre a nessun decesso, non vengono segnalati nuovi positivi nella nostra provincia, con il totale che resta a 1864. Il numero delle persone attualmente positive (vale a dire il numero totale dei positivi tolto i guariti e i decessi) scende a 335.
22.562 PAZIENTI GUARITI E 1883 IN VIA DI GUARIGIONE
Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 22.562 (+111 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 2520 (+58) Alessandria, 1281 (+2) Asti, 802 (+0) Biella, 2168 (+0) Cuneo, 2006 (+23 ) Novara, 11.761 (+24) Torino, 957 (+0 ) Vercelli, 917 (+4 ) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 150 (+0) provenienti da altre regioni.
Altri sono 1883 “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.
I DECESSI SONO COMPLESSIVAMENTE 4012
Sono 0 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte.
Il totale è 4012 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 663 Alessandria, 248 Asti, 208 Biella, 391 Cuneo, 344 Novara, 1.769 Torino, 217 Vercelli, 131 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 41 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.
LA SITUAZIONE DEI CONTAGI
Sono 31.061 (+2 rispetto a ieri, di cui 1 in RSA e 1 screening) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivise su base provinciale: 4.011 Alessandria, 1864 Asti, 1042 Biella, 2829 Cuneo, 2740 Novara, 15.792 Torino, 1316 Vercelli, 1116 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 262 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 89 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 28 (+2 rispetto a ieri).
I ricoverati non in terapia intensiva sono 517 (invariati rispetto a ieri).
Le persone in isolamento domiciliare sono 2059.
I tamponi diagnostici finora processati sono 369.294, di cui 203.736 risultati negativi.
Report COVID-19 Piemonte 15 giugno | E’ stato diramato dall’unità di crisi della Regione Piemonte il bollettino sull’emergenza coronavirus con l’aggiornamento dei guariti, dei decessi e dei contagiati.
Nell’Astigiano si registrano altri 51 nuovi guariti, con il totale che supera i 1000 (1043), purtroppo sale di un’unità il numero di decessi, totale 236; salgono di tre unità i positivi, portando a 1850 il totale complessivo. Il numero delle persone attualmente positive (vale a dire il numero totale dei positivi tolto i guariti e i decessi) scende a 571.
19.502 PAZIENTI GUARITI E 2.790 IN VIA DI GUARIGIONE
Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 19.502(+335 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 2.067 (+37) Alessandria, 1.043 (+51) Asti, 757 (+8) Biella, 1.932 (+32) Cuneo, 1.722 (+87) Novara, 10.121 (+114) Torino, 831 (+4) Vercelli, 893 (+1) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 136 (+1) provenienti da altre regioni.
Altri 2.790 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.
I DECESSI SALGONO COMPLESSIVAMENTE A 3.910
Sono 12 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 0 al momento registrati nella giornata di oggi, (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).
Il totale è ora di 3.910 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 649 Alessandria, 236 Asti, 205 Biella, 384 Cuneo, 335 Novara, 1.721 Torino, 214 Vercelli, 127 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 39, residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.
LA SITUAZIONE DEI CONTAGI
Sono 30.758 (+24 rispetto a ieri, di cui 8 positività riscontrate in Rsa e 6 asintomatiche) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivise su base provinciale: 3.945 Alessandria, 1.850 Asti, 1.037 Biella, 2.787 Cuneo, 2.710 Novara, 15.662 Torino, 1.307 Vercelli, 1.111 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 257 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 92 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 43 (-1 rispetto a ieri).
I ricoverati non in terapia intensiva sono 808 (- 33 rispetto a ieri).
Le persone in isolamento domiciliare sono 3.705
I tamponi diagnostici finora processati sono 331.241, di cui 183.611 risultati negativi.
Report COVID-19 Piemonte 04 giugno | 3 |
L’Inail ha ricevuto una di denunce per contagi di Coronavrius sul lavoro e, al 31 maggio, la situazione indica che dopo le riaperture ci sono stati 3.600 contagi sul lavoro e che ad essere più colpite sono state le donne e i lombardi. Il maggior numero di nuovi casi denunciati dopo le riaperture arriva dalla Lombardia con Milano che è stata registrata prima in termini di nuove infezioni, Bergamo al primo posto in termini di mortalità.
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3.600 nuovi casi di contagi sul lavoro dopo le riaperture in quindici giorni
I contagi denunciati sul lavoro dal 15 maggio al 31 maggio sono stati 3.600. I dati arrivano dal quarto report nazionale sulle infezioni di origine professionale denunciate all’Inail. L’aumento è relativo al periodo di tempo dalle riaperture effettuate il 18 maggio, quando le misure del lockdown sono state allentate. Il totale delle denunce di infortunio arrivate all’Inail al 31 maggio è 47.022 con 208 contagi mortali (37 in più dal 15 maggio al 31 maggio).
Ci si ammala di più, con conseguenze fatali al Nord-Ovest
Tra le denunce ricevute più della metà dei nuovi infetti (55,8%) e dei morti (58,7%) sono collocati nell’area nord-ovest del nostro paese. La regione più colpita, in linea con i dati della pandemia, è la Lombardia con il 35,5% delle denunce di contagio da coronavirus sul lavoro e il 45,2% dei decessi causati dalla malattia. Scendendo nello specifico circa 1 caso su 3 riguarda la città di Milano mentre il primo posto per il numero di persone decedute va a Bergamo.
Donne più contagiate da coronavirus degli uomini
Il 71,1% dei contagi denunciati riguarda le donne, seppure la mortalità continui a risultare più alta tra gli uomini. L’età media per quanto riguarda i decessi è di 59 anni (con il Il 71,2% dei decessi è concentrato nella fascia di età 50-64 anni), mentre scende a 47 l’età media dei contagi. Sul totale di chi ha denunciato il 15,6% è straniero. Comprensibilmente il settore più colpito dal contagio è quello di chi opera nella sanità. A seguire troviamo servizi di vigilanza, pulizia, call center, settore manifatturiero e settore della ristorazione e del commercio.
(Immagine copertina dal profilo Twitter dell’Inail) | I dati coronavirus oggi 6 aprile sono stati comunicati, come di consueto, tramite la conferenza stampa della protezione civile alle ore 18. Borrelli ha comunicato come il numero di persone attualmente positive sia salito a 93.187. Sono 1.022 i pazienti guariti nella giornata di oggi. Registrati, purtroppo, ancora 636 morti nella giornata di oggi. Rispetto alla giornata di ieri, con 2.972 nuovi contagiati, 819 nuovi guariti e 525 vittime (il numero più basso dal 19 marzo), la situazione è peggiorata dal punto di vista dei morti ma è stato registrato un miglioramento del numero dei contagiati – posto però che sono stati fatti meno tamponi. Migliora anche il dato dei guariti. Il trend è stato definito «efficace e frutto delle misure di contenimento».
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Dati coronavirus oggi 6 aprile: cosa c’è di positivo
Per il terzo giorno consecutivo il numero dei pazienti ricoverati in intensiva è negativo, come ha sottolineato Borrelli. Dalla Lombardia arrivano notizie positive, con i comuni che stanno ricevendo – mano a mano – le mascherine necessarie per permettere ai cittadini di uscire seguendo quanto stabilito dall’ultima ordinanza della regione. Le mascherine verranno anche distribuite direttamente nelle farmacie a coloro che dimostreranno di averne necessità, come comunicato nella conferenza stampa quotidiana che aggiorna sulla situazione in Lombardia e che precede di pochi minuti quella della Protezione Civile. Il dipartimento ha anche annunciato che oggi in Italia sono arrivati dispositivi di protezione e attrezzature mediche grazie «all’impegno congiunto della Commissione Europea e della Cina», come reso noto sul profilo Facebook. Oggi, inoltre, è stato attivato Copernicus, che serve per fornire informazioni utili alla gestione e al superamento dell’emergenza mappando le strutture sanitarie temporanee sul nostro territorio. Dalla regione Lombardia arrivano dati confortanti, in lento miglioramento anche per la città di Milano.
Dati coronavirus oggi 6 aprile: cosa c’è di negativo
Il messaggio è sempre quello: bisogna rimanere a casa. I dati segnano il continuare del lento miglioramento che non permette, però, di abbassare la guardia. Almeno non ancora e sicuramente non in previsione della Pasqua, come è stato sottolineato ampiamente da virologi e politici negli ultimi giorni. Questi numeri sono frutto del distanziamento sociale e delle norme rafforzate e prorogate fino al 13 aprile. Rimaniamo in attesa di sapere quali saranno le decisioni politiche sull’isolamento e sulle misure di contenimento dopo quella data.
(Immagine copertina dal profilo Twitter di YouTrend) | 1 |
Un nuovo caso di Covid-19 in Puglia, nel Brindisino e attribuito a quest’oggi, martedì 9 giugno 2020, su 2.461 tamponi effettuati. Un solo decesso, in provincia di Bari. Il trend positivo – nel senso di ottimistico – è dato dal fatto che nel Brindisino sono sempre più i comuni, a partire dal capoluogo, rientranti nella fascia più bassa di contagio, ossia quella da uno a cinque casi. No, il virus non è scomparso ma – almeno, stando ai numeri – sembra fare meno paura e soprattutto meno danni: nessun ricoverato in terapia intensiva. Attenzione, però: potrebbero esserci infetti asintomatici e le conseguenze del virus Sars-Cov2 – come riferiscono gli esperti – variano da soggetto a soggetto. La guardia e, con essa, le precauzioni non vanno abbassate.
Un solo decesso nella giornata odierna, in provincia di Bari.
Sale ad ogni modo a 526 il numero di persone positive al Covid-19 decedute dall’inizio dell’emergenza, con un tasso di letalità pari all’11,7 per cento.
Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 135625 test. Sono 3.373 i pazienti guariti e 613 i casi attualmente positivi. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 4512 così divisi: 1488 nella Provincia di Bari (un caso di ieri è stato eliminato dal database) 380 nella Provincia di Bat 654 nella Provincia di Brindisi 1116 nella Provincia di Foggia; 519 nella Provincia di Lecce; 281 nella Provincia di Taranto; 28 attribuiti a residenti fuori regione
I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti. | Un solo caso positivo e una sola vittima. Continua ad essere rassicurante la situazione coronavirus in Puglia, sempre più vicina a zero contagi. Oggi sono stati registrati 2461 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus ed è stato registrato un caso positivo in provincia di Brindisi. E’ stato registrato un decesso in provincia di Bari.
Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 135625 test. 3.373 i pazienti guariti, 613 sono i casi attualmente positivi.
Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 4512 così divisi:
1488 nella Provincia di Bari (un caso di ieri è stato eliminato dal database)
380 nella Provincia di Bat
654 nella Provincia di Brindisi
1116 nella Provincia di Foggia;
519 nella Provincia di Lecce;
281 nella Provincia di Taranto;
28 attribuiti a residenti fuori regione
I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.
Entro il 19 giugno la Regione Puglia invierà al ministero della Salute il nuovo piano di riordino ospedaliero post Covid. | 4 |
Non si era mai rassegnato al fatto che la moglie lo avesse lasciato e avesse iniziato una relazione con un nuovo compagno e così lui ha iniziato a perseguitare lei e l’uomo con offese, minacce e aggressioni fisiche. Gli episodi sono iniziati a gennaio 2019 e non si sono fermati nemmeno nel periodo del lockdown legato al covid 19 al punto che sono state presentate diverse querele.
Fino a quando personale della sezione anticrimine della polizia giudiziaria del commissariato di Pontedera e della squadra mobile di Pisa ha arrestato il 59enne residente a Pisa in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Tribunale di Pisa per i reati di atti persecutori continuati e lesioni personali.
La richiesta di misura cautelare alla Procura della Repubblica di Pisa è scaturita dall’escalation delle condotte, non potendosi escludere che le aggressioni potessero sfociare in atti più gravi, visti anche i precedenti per maltrattamenti in famiglia dell’uomo.
Ottenuta la misura, l’uomo è stato portato a casa in regime di arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria. | Pontedera (Pisa), 15 febbraio 2020 - Quattro persone ferite, una in modo grave: questo il bilancio di un incidente sulla via di Patto nel comune di Pontedera per un incidente stradale . Un'auto, secondo una prima ricostruzione dei soccorritori, ha perso il controllo ribaltandosi. Sono rimaste ferite le quattro persone all'interno, di cui almeno una è risultata in codice rosso. Per estrarre i feriti è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco.
© Riproduzione riservata | 1 |
Feel Next Level #FIFA21 is coming to PlayStation 5 and Xbox Series X https://t.co/i8H6ot8dPS pic.twitter.com/EZ2CIZW3aT — EA SPORTS FIFA (@EASPORTSFIFA) June 18, 2020
. Indubbiamente è quanto ha generato il trailer con cuiha annunciato i suoi due titoli di punta,, nuovo capitolo della saga calcistica. 'Feel Next Level' lo slogan, ma cosa si sa nei fatti del nuovo titolo che sarà disponibile sia per le 'vecchie' console PlayStation 4, Xbox One e PC, sia per le nextgen PlayStation 5 e Xbox Series X?Della parte grafica danno prova le immagini del trailer, che permette agli appassionati di ammirare i dettagli di volti, atmosfere e cori ("You'll Never Walk Alone" intonato dalla Kop).: per scoprire novità su carriera, Ultimate Team, Volta, Pro Club e più in generale sul gameplay di Fifa 21, bisognerà attendere almeno fino ad agosto.Quel che si sa per certa è la data d'uscita:in tre versioni con tre prezzi diversi, ancora ignota invece la data per le console next gen. C'è però una novità: chi avrà acquistato Fifa 21 per l'attuale generazione di console, potrà riscattare gratuitamente dallo store una copia digitale in caso di passaggio a nuova console (da PS4 a PS5 e da Xbox One a Xbox Series X), mantenendo al contempo tutti i progressi di gioco. | Dopo averne fatto un breve accenno durante l'ultima riunione con gli azionisti diretta dal CEO Andrew Wilson, Electronic Arts pubblica le primissime scene di gameplay in salsa Xbox Series X di Madden NFL 21, il nuovo capitolo della storica simulazione di football americano in arrivo su PC e console a fine anno.
Il trailer confezionato dall'azienda statunitense mostra degli spezzoni di gameplay con grafica nextgen tratti da uno dei titoli di punta della produzione EA Sports in arrivo a fine anno su PC e console. Partendo dalle solide fondamenta costruite da EA Tiburon con l'attuale Madden NFL 20, il prossimo episodio della serie vanterà una campagna principale ancora più profonda, per la gioia dei cultori di questo sport e delle sue interpretazioni videoludiche.
Con l'avvento delle console di prossima generazione, assisteremo poi a delle importanti innovazioni sia a livello di grafica che di contenuti, in quest'ultimo caso grazie alla ricca pletora di modalità a cui accedere tra Carriera, Allenatore, Ultimate Team e sfide multiplayer "canoniche". Il lancio di Madden NFL 21 è previsto, come di consueto per questa serie, tra la fine dell'autunno e l'inizio dell'inverno su Xbox Series X, come pure su Xbox One e, presumiamo, PC, PS4 e PS5. | 3 |
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Una bambina italiana di soli nove anni e tre ventenni tunisini, due fratelli gemelli e un cugino, sono le vittime del tremendo schianto avvenuto sabato sera tra San Giovanni in Persiceto e Crevalcore. L’incidente ha avuto sulla strada provinciale 568, nella frazione crevalcorese di Amola, poco prima delle 22, si sono scontrate frontalmente due auto. A causa del violento scontro, sono morte le tre persone a bordo di una Peugeot 106, guidata da un ragazzo tunisino di 20 anni, con a bordo il fratello del conducente ed un cugino – Yosri e Yasser Souaaieh e Ben Belgacem Nadhem -, che per cause da accertare ha invaso la corsia opposta, scontrandosi con una Bmw condotta da un 51enne di Crevalcore, rimasto ferito in maniera molto grave e trasportato all’ospedale Maggiore di Bologna. Non ce l’ha fatta la piccola che era in macchina con lui, Jessica Galantino. E un altro uomo di 69 anni, seduto ad un tavolino all’esterno di un bar, sulla via, è rimasto ferito seriamente da alcuni frammenti che lo hanno colpito, ed è stato portato anch’egli al Maggiore di Bologna. Fonte La Nuova Ferrara
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per effettuare una donazione, grazie! https://www.gofundme.com/f/sostieni-areacentese-giornale-online-di-cento | C’è anche una ragazzina di nove anni tra le quattro vittime del tremendo incidente stradale avvenuto ieri sera in provincia di Bologna. Sulla strada provinciale 568 "via di Crevalcore", tra San Giovanni in Persiceto e Crevalcore, nella frazione di Amola, poco prima delle 22 si sono scontrate frontalmente due auto. Sono morte le persone che erano a bordo di una Peugeot 106, guidata da un ragazzo tunisino di 21 anni, con a bordo il fratello e un amico di 20 anni, che per cause da accertare ha invaso la corsia opposta, scontrandosi con una Bmw condotta da un 51enne di Crevalcore, rimasto ferito in maniera molto grave e trasportato all’ospedale Maggiore di Bologna. Non ce l’ha però fatta la figlia della compagna che era in macchina con lui, 9 anni. Un uomo di 69 anni che era seduto all’esterno di un bar, sulla via, è rimasto ferito, non gravemente, da alcuni frammenti che lo hanno colpito, ed è stato portato anche lui al Maggiore.
Secondo quanto riferito da alcuni testimoni i tre stranieri, residenti a Nonantola, nel Modenese, poco prima erano stati a bere proprio in quel bar e quindi erano appena saliti in macchina e ripartiti, quando c’è stato l’impatto. La dinamica e quanto accaduto prima dell’incidente è al vaglio della Polizia locale Unione Terre d’Acqua, intervenuta sul luogo dell’ incidente insieme ai carabinieri di San Giovanni, al 118 con diversi mezzi di soccorso e ai vigili del fuoco. La strada per un periodo è stata parzialmente chiusa per rimuovere le auto, distrutte nello schianto. Tra i primi ad arrivare sul posto anche il sindaco di San Giovanni in Persiceto, Lorenzo Pellegatti. Diverse le persone sconvolte, tra gli stessi avventori del bar e i soccorritori. Di quanto avvenuto è stata informata la Procura della Repubblica di Bologna. | 4 |
Premio César a Polanski, e le star lasciano cerimonia
Consegnati i César 2020, l’equivalente francese dei premi Oscar. “I Miserabili” di Ladj Ly ha vinto come Miglior Film, mentre Roman Polanski si è aggiudicato il premio come miglior regista per “L’ufficiale e la spia”. Dopo l’annuncio, alcune attrici hanno abbandonato la sala per proteste: la prima è stata Adéle Haenel, che l’anno scorso ha accusato il regista del suo primo film (Christophe Ruggia) di averla molestata quando aveva 12 anni. Anche Celine Sciamma, regista di “Ritratto della giovane in fiamme”, ha lasciato la premiazione. Roman Polanski aveva annunciato che non avrebbe partecipato alla cerimonia perché temeva per la sua sicurezza e voleva evitare “un tribunale autoproclamato”. Oltre al regista, l’intero cast del film ha deciso di disertare la cerimonia.
E così, varie attrici hanno lasciato la cerimonia per i premi César, gli Oscar francesi, dopo che Roman Polanski, una leggenda del cinema condannato negli Usa per lo stupro di una tredicenne nel 1977, ha vinto il premio per migliore regista. Il César è finito nell’occhio del ciclone dopo che l’ultimo film di Polanski, “L’ufficiale e la spia” ha ottenuto 12 nomination. Il regista franco-polacco è fuggito dagli Usa negli anni Settanta a seguito della condanna ed è stato oggetto in seguito di altre accuse di molestie sessuali. “L’ufficiale e la spia”, in francese “J’accuse”, è un film sull’affare Dreyfus, che sconvolse la Francia alla fine dell’Ottocento, e ieri sera ha vinto tre premi. Polanski e il cast della pellicola non hanno partecipato alla cerimonia e l’anziano regista ha detto di temere “un linciaggio” da parte degli attivisti. Il premio per il miglior film è stato vinto da “Les Misérables” di Ladj Ly.
L’attrice Adèle Haenel, che ha rivelato di essere stata abusata da bambina da un altro regista, è una delle donne che ha lasciato la sala dopo l’annuncio della vittoria di Polanski. E’ uscita gridando “vergogna!” seguita dalla regista Céline Sciamma. L’attrice e comica Florence Foresti, che presentava la cerimonia, non è tornata sul palco dopo l’annuncio del premio a Polanski e ha poi pubblicato su Instagram una storia in cui appare uno schermo vuoto e la parola “disgustata”. Poche ore prima dell’inizio della cerimonia il ministro francese della Cultura Franck Riester aveva detto che sarebbe stato “simbolicamente negativo” se Polanski avesse vinto il premio per il migliore regista, “alla luce della posizione che dobbiamo rendere contro la violenza sessuale e sessista”.
La decisione di onorare Polanski con un César ha provocato l’ira della femministe, che hanno protestato in massa ieri sera fuori dalla sala che ha ospitato la cerimonia e hanno chiesto di boicottare il premio. L’intero direttivo del César si è dimesso qualche settimana fa e dopo la cerimonia di ieri è in programma un’assemblea per il rinnovo del consiglio, che dovrà riformare e rinnovare il premio. Il ministro della Pari Opportunità francese Marlène Schiappa si era già espressa contro la nomination del film di Polanski, sostenendo che ritiene “impossibile che una sala si alzi in piedi e applauda un uomo accusato più volte di violenza sessuale”. Ma il direttivo del César si è difeso dicendo che “non spetta a noi prendere decisioni morali” nell’attribuizione del premio.
A dicembre lo stesso Polanski ha detto a Paris Match: “Per anni la gente ha tentato di farmi passare per un mostro. Sono abituato alle calunnie ho la pelle dura, dura come un guscio”. A settembre “J’Accuse” ha vinto il gran premio della giuria al Festival del Cinema di Venezia. Due mesi dopo l’ex attrice francese Valentine Monnier ha accusato Polanksi di uno stupro e assalto “estremamente violento” avvenuto nel 1975, quando lei aveva 18 anni, l’ultima di una serie di accuse di violenza sessuale contro il regista. Nonostante le ombre sul regista “J’accuse” è stato un grande successo in Francia ed è piaciuto al pubblico di altri Paesi europei.
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Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@ilfogliettone.it | Roma, 29 feb. (askanews) - Varie attrici hanno lasciato la cerimonia per i premi César, gli Oscar francesi, dopo che Roman Polanski, una leggenda del cinema condannato negli Usa per lo stupro di una tredicenne nel 1977, ha vinto il premio per migliore regista. Il César è finito nell'occhio del ciclone dopo che l'ultimo film di Polanski, "L'ufficiale e la spia" ha ottenuto 12 nomination. Il regista franco-polacco è fuggito dagli Usa negli anni Settanta a seguito della condanna ed è stato oggetto in seguito di altre accuse di molestie sessuali.
"L'ufficiale e la spia", in francese "J'accuse", è un film sull'affare Dreyfus, che sconvolse la Francia alla fine dell'Ottocento, e ieri sera ha vinto tre premi. Polanski e il cast della pellicola non hanno partecipato alla cerimonia e l'anziano regista ha detto di temere "un linciaggio" da parte degli attivisti. Il premio per il miglior film è stato vinto da "Les Misérables" di Ladj Ly.(Segue) | 3 |
Blocco dei mezzi pubblici (bus e treni) se a bordo vi e' un passeggero privo di mascherina, che sara' multato e fatto scendere. E' uno... | Uno sciame sismico è stato registrato nella notte dagli strumenti della Sala Sismica INGV-Roma tra Serra d’Aiello e Amantea: sei scosse avvertite fino a Catanzaro e Reggio Calabria, la più forte di magnitudo 3.9 .
I movimenti tellurici si sono succeduti a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro. Molti abitanti dei centri costieri hanno deciso di trascorrere la notte in auto.
Questi i dati Ingv
Terremoto di magnitudo ML 2.5 del 17-03-2020 ore 01:47:19 (Italia) in zona: Costa Calabra sud occidentale (Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio di Calabria)
Terremoto di magnitudo ML 3.9 del 17-03-2020 ore 01:52:54 (Italia) in zona: Costa Calabra sud occidentale (Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio di Calabria)
Terremoto di magnitudo ML 2.5 del 17-03-2020 ore 01:54:46 (Italia) in zona: Costa Calabra sud occidentale (Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio di Calabria)
Terremoto di magnitudo ML 3.4 del 17-03-2020 ore 01:55:51 (Italia) in zona: Costa Calabra nord occidentale (Cosenza)
Terremoto di magnitudo ML 2.3 del 17-03-2020 ore 01:58:24 (Italia) in zona: Costa Calabra nord occidentale (Cosenza)
Terremoto di magnitudo ML 3.5 del 17-03-2020 ore 02:02:43 (Italia) in zona: Costa Calabra nord occidentale (Cosenza) | 3 |
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Cronaca
Sorgente (M5S): “Contributi straordinari da parte del Comune alle attività culturali, turistico/ricettive e commerciali in difficoltà a causa del Coronavirus”
Cronaca
7 marzo 2020
Sorgente (M5S): “Contributi straordinari da parte del Comune alle attività culturali, turistico/ricettive e commerciali in difficoltà a causa del Coronavirus”
Livorno 7 marzo 2020 – Stella Sorgente, Capogruppo Movimento 5 Stelle Livorno : “In queste ultime abbiamo letto sui social molti post di solidarietà a tutte quelle persone che che lavorano in realtà culturali obbligate a chiudere fino al 3 aprile, nonché in attività turistico/ricettive e commerciali che si trovano in evidenti difficoltà in questo periodo, a causa del Coronavirus.
Oltre ad esprimere la nostra solidarietà personale, abbiamo voluto fare qualcosa di più, una proposta, un’azione più concreta.
Abbiamo quindi depositato stamani una mozione che propone di destinare dei contributi straordinari da parte del Comune a quelle attività culturali, turistico/ricettive e commerciali che si trovano in difficoltà a causa dell’applicazione delle misure di contenimento per arginare i contagi da Coronavirus.
Pensiamo che sia un atto importante con il quale abbiamo voluto fare una prima proposta che sicuramente deve essere dibattuta in Consiglio comunale e che ogni forza politica potrà emendare e migliorare.
Naturalmente eventuali contributi da parte del Comune dovranno essere stanziati ed erogati in modo complementare e coerente con le misure che sta già mettendo in campo il Governo e a quegli eventuali strumenti che anche la Regione potrà decidere di attuare.
In analogia con quanto fatto con l’emergenza che abbiamo dovuto fronteggiare a seguito dell’alluvione del settembre 2017, pensiamo che sia opportuno che anche il Comune di Livorno faccia la sua parte nel sostegno economico ai nostri concittadini più colpiti dallo stato di emergenza.
In questo caso si tratterebbe di un contributo alle attività culturali, turistiche e commerciali della nostra città che dovrebbe essere pensato a partire dall’esame dei criteri che il Governo disporrà nel prossimo decreto (per un totale di 7,5 miliardi di euro), di concerto con la Regione Toscana, in un’ottica di sussidiarietà e di stretta collaborazione interistituzionale, al fine di elaborare eventuali iniziative a supporto e ad integrazione delle soluzioni proposte dal Governo e dalla nostra Regione.
Proponiamo che questo venga fatto, previa procedura ad evidenza pubblica e confronto con le categorie economiche, nonché con le sigle sindacali che tutelano i settori maggiormente colpiti. In questo stesso atto chiediamo inoltre di discutere di questi criteri, in tempi brevi, in una apposita seduta congiunta della seconda, terza e settima commissione.
È importante che si cominci a parlare di questo, trovando delle soluzioni concrete: pensiamo che sia questo ciò che i cittadini si aspettano dalla politica. | Home
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Economia & covid: M5S fa il punto sull’atto unitario del Consiglio comunale
Cronaca
8 maggio 2020
Economia & covid: M5S fa il punto sull’atto unitario del Consiglio comunale
Livorno 8 maggio 2020 – M5s Livorno: “Siamo riusciti ad approvare un atto unitario, votato da tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale: maggioranza e opposizioni.
In questo atto c’è, come primo punto, la nostra proposta di erogare contributi straordinari (a fondo perduto) per piccole e medie imprese del settore commerciale, turistico, artigianale, per le attività sportive e i lavoratori autonomi.
Come secondo punto (ma non meno importante) c’è un’altra nostra proposta per dei contributi straordinari alle attività culturali: abbiamo voluto dedicare una particolare attenzione a questo settore che spesso si sente dimenticato dalle istituzioni.
Abbiamo citato teatri, cinema, scuole di musica, scuole di danza, studi di registrazione, realtà che si occupano di cinema e teatro e tutte quelle attività del settore che hanno chiuso prima di altre e che probabilmente saranno fra le ultime a ripartire.
Finalmente, dopo due mesi dalla nostra prima proposta sulle misure economiche a sostegno delle attività in difficoltà (che era del 6 marzo) siamo arrivati alla votazione di un atto condiviso.
E’ stato un percorso difficile che ha visto vari passaggi:
prima un consiglio comunale (il 9 aprile) in cui non si è discusso nessuno degli atti che erano all’ordine dei lavori, poi un altro consiglio in cui sono stati bocciati tutte le mozioni delle opposizioni, una successiva commissione congiunta in cui sono state ripresentate ulteriori mozioni ancora più “evolute” rispetto a quelle bocciate.
Alla fine, grazie anche al nostro pressing, è stato avviato un lavoro nella conferenza dei capigruppo che ha portato all’atto che votiamo finalmente oggi.
È da tempo che proponevamo infatti di fare un atto unitario sottoscritto da tutte le forze politiche.
Ci siamo riusciti, tutti insieme.
Nelle nostre proposte iniziali c’erano anche delle ipotesi di copertura su cui la Giunta per adesso non ha dato risposte.
Per noi potrà decidere di reperire in altro modo le risorse che occorrono per dare concretezza a queste azioni, ma le nostre idee sul bilancio erano state fornite per essere più rapidi nell’azione, sulla scorta anche di quello che sono hanno fatto anche alcuni comuni limitrofi, come Lucca e Pisa, che sono riusciti a fare prima e meglio.
Sappiamo benissimo che siano necessarie anche ulteriori misure urgenti del Governo a sostegno dei Comuni ed infatti stiamo dialogando con il Governo, attraverso i nostri parlamentari, perché, come sempre, ci impegniamo su tutti i fronti, mettendoci la faccia anche nei momenti più difficili. Andremo avanti così perché tanti nostri concittadini ce lo chiedono.
Stessa cosa faremo con la Regione..
Non tutte le nostre proposte ovviamente sono state accettate:
proponevamo la cancellazione totale della Tosap, ma la maggioranza ha accettato una riduzione del 50%, volevamo la cancellazione dei canoni patrimoniali del Comune per i mesi di chiusura ma per ora abbiamo ottenuto solo la sospensione.
Andremo comunque avanti per ottenere ancora di più.
Ringraziamo tutte le forze politiche che hanno votato l’atto ed in particolare quei consiglieri che si hanno materialmente lavorato”. | 1 |
Torniamo nel settore dei supermercati: la Crai ha deciso di ritirare le mascherine in vendita sugli scaffali. Il motivo? Semplice: è impossibile venderle a 50 centesimi come previsto dal Governo in quando non si può venderle a un prezzo inferiore al costo di acquisto.
Tutti i supermercati del Gruppo Crai Secom (e quindi i negozi a marchio Crai, Saponi e Profumi, IperSoap, Pellicano, Caddy’s, Proshop, Pilato, Shuki, Smoll e Risparmio Casa) sono stati obbligati a ritirare dalla vendita le mascherine chirurgiche. Tutta colpa della recente ordinanza grazie alla quale il Commissario Straordinario per l’emergenza Covid ha deciso che questo tipo di mascherine dovessero costare non più di 50 centesimi l’una.
In una nota Crai ha spiegato che si rendono conto del disservizio per i clienti e sono dispiaciuti della cosa. Tuttavia, nonostante l’impegno e la disponibilità messa in campo dai loro negozi soprattutto in questo periodo di emergenza Coronavirus, per loro diventa impossibile vendere le mascherine a meno del costo di acquisto. Il Gruppo Crai auspica che il Governo si decida a risolvere questa situazione in modo da consentire loro di vendere le mascherine (che tradotto vuol dire: vogliamo venderle a prezzi ragionevoli, ma senza rimetterci di tasca nostra).
Chissà cosa faranno gli altri supermercati? Anche Coop e Conad avevano dichiarato che avrebbero messo in vendita le mascherine. | Il Gruppo Crai al quale fanno capo le insegne Crai, Pellicano, Caddy’s, IperSoap, Pilato, Proshop, Risparmio Casa, Saponi e Profumi, Shuki e Smoll, ha annunciato che “si vede costretto a ritirare dalla vendita, dai negozi del Gruppo, le mascherine chirurgiche” a causa del prezzo imposto massimo di 50 centesimi.
“Siamo nell’impossibilità - si afferma - di vendere le mascherine ad un prezzo inferiore al loro costo di acquisto. Confidiamo che il governo voglia risolvere al più presto tale situazione in modo da consentirci di riprendere la vendita delle mascherine in questione”. | 4 |
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Il sindaco Fabrizio Toselli ha convocato giovedì 27 febbraio tutti gli istituti bancari, centesi e che abbiano un sportello sul territorio centese, per le prime valutazioni relative all’impatto del nuovo coronavirus sull’economia locale.
«Siamo nella stessa situazione del terremoto – spiega il primo cittadino -. Gestiamo l’emergenza ma dobbiamo anche pensare al futuro e trovare modo di andare incontro al nostro tessuto economico, a partire dal commercio, che oggi come nel 2012 rappresenta il settore più colpito. La riunione servirà dunque a verificare le possibili iniziative di sostegno da poter mettere in atto. Ci attiveremo inoltre, insieme al Comune capoluogo e agli altri Comuni della provincia, per chiedere a Regione e Governo di essere al fianco, con iniziative concrete, ai nostri territori». | Importante novità stabilita in via interpretativa dal Governo per una questione che sta molto a cuore ai cittadini della nostra Regione, quella della coltivazione dell'orto. Nelle Faq governative a fronte della domanda: è consentito, anche al di fuori del Comune di residenza, lo svolgimento di attività lavorative su superfici agricole, anche di limitate dimensioni, adibite alle produzioni per autoconsumo, non adiacenti a prima od altra abitazione?
Si precisa che la coltivazione del terreno per uso agricolo e l’attività diretta alla produzione per autoconsumo rientrano nel codice Ateco “0.1.” e sono quindi consentite, a condizione che il soggetto interessato attesti, con autodichiarazione completa di tutte le necessarie indicazioni per la relativa verifica, il possesso di tale superficie agricola produttiva e che essa sia effettivamente adibita ai predetti fini, con indicazione del percorso più breve per il raggiungimento del sito.
Per gli orti di seconde case occorre consultare altra Faq, che precisa che per quanto concerne i giardini privati delle case diverse dall’abitazione principale e ubicate in un altro comune, è consentita l’attività di cura e manutenzione solo da parte del personale incaricato che svolge attività imprenditoriale riconducibile al codice Ateco 81.30, restando fermo che per i proprietari o locatari l’accesso alla seconda casa è consentito solo se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni.
Resta fermo altresì che nei territori dei Comuni per i quali è stata dichiarata un’emergenza fitosanitaria continuano a potere e dovere essere eseguite su tutte le superfici, anche di limitate dimensioni, le buone pratiche agronomiche ed ambientali prescritte dalle competenti Autorità fitosanitarie. | 1 |
Genova. “I nostri sanitari sostengono che non abbiamo bisogno di 3mila tamponi. C’è una capacità di analisi nei laboratori di 3mila ma non c’è più bisogno di farne 3mila”. Così il presidente ligure Giovanni Toti toglie dal mirino l’obiettivo annunciato a inizio maggio, quando era arrivato il nuovo macchinario all’ospedale San Martino che avrebbe dovuto far crescere in maniera sensibile il numero dei test giornalieri. Il dato delle ultime 24 ore, al di sotto della soglia dei 1000, “non risente di questo ragionamento ma risente della giornata festiva”, spiega Toti.
Al momento non esiste una cifra precisa da raggiungere, ma la platea verrà comunque aumentata: “Abbiamo analizzato con Alisa dove allargare lo screening delle categorie secondo i requisiti di necessità – continua Toti – perché altrimenti, essendo un’operazione a totale carico della pubblica amministrazione sarebbe indebito usare soldi pubblici per fare tamponi inutili. Da un punto di vista clinico ne abbiamo bisogno meno, da un punto di vista della diagnostica territoriale o della conoscenza della penetrazione testare alcune categorie potrebbe essere utile, ma vanno scelte con l’avallo del nostro comitato scientifico. Aspettiamo che lo decidano loro”.
Secondo il presidente della Regione neanche l’app Immuni, da alcuni giorni scaricabile ma non ancora attiva a tutti gli effetti, giustificherà un aumento a prescindere del numero di tamponi effettuati. Anzi: “La app, se adeguatamente usata, ridurrà la necessità di tamponi, non la aumenterà“. Immuni “serve esattamente a non fare tamponi randomici sulla base di categorie scelte con ragionamenti pure clinicamente e statisticamente sofisticati ma pur sempre astratti”.
Il ragionamento è questo: “Se Toti ha la app e il bluetooth e voi state vicino a me a un metro per più di 15 minuti, quando io risulterò positivo a un controllo randomico di qualsiasi genere, a quel punto si accenderà il lumino e gli uffici di prevenzione della Liguria sapranno che siete i primi da dover testare perché siete stati effettivamente in una situazione a rischio, quindi è l’esatto opposto del tampone di massa che qualcuno propugna: individuare le filiere di contagio possibili e poi andare a verificare la loro sussistenza”.
Il governatore ha confermato che serviranno ancora alcuni giorni perché il meccanismo legato a Immuni produca effetti concreti: “Ci è stata presentata con tutte le difficoltà di un’app che non può andare oltre i limiti concessi dalla privacy, e quindi con una macchinosità assai più complessa di quella di altri Paesi dove questo diritto è più affievolito. Dopodiché, proprio perché non c’è un contatto diretto tra soggetto e soggetto, c’è bisogno di una serie di passaggi che sono stati sottovalutati dai ministeri competenti. Se non facciamo la formazione del personale e non costruiamo la rete intorno alla app la app in sé serve pochissimo”.
In questi giorni andranno avanti le riunioni tra Alisa, i medici e il ministero della salute. La scadenza è l’8 giugno: “Ci siamo dati questa data come step intermedio di controllo. Se saremo pronti partiremo. Quello che non voglio, ma non lo vuole nessuno, è che qualcuno abbia l’app in tasca, si accende un lumino e telefoni a numeri dove trova personale che non per colpa sua, non essendo stato formato, non saprebbe che risposte dare”. | Genova. “Il contagio ovviamente sta crescendo, come avevamo previsto, aumentano i ricoverati e anche il bisogno di sale di terapia intensiva. Il grande lavoro di questi giorni ci mette però nelle condizioni di poter dare al momento cure adeguate a tutti. È uno sforzo eroico di cui sono davvero orgoglioso: grazie ai nostri medici, infermieri, operatori sanitari nessuno in Liguria viene lasciato indietro”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti fa il punto sull’emergenza coronavirus dopo aver parlato telefonicamente con i responsabili della task force sanitaria.
“Mentre ricoveriamo nuovi pazienti – prosegue il governatore – ne dimettiamo altri per la convalescenza: 5 persone stanno lasciando proprio ora il San Martino dirette a un nostro centro della Protezione Civile. Molti altri stanno trascorrendo la malattia a casa propria, senza sintomi preoccupanti. Segno che il coronavirus può essere vinto e non significa necessariamente ospedale e cure pesanti. Non dobbiamo mai dimenticarlo”.
Il presidente della Regione rinnova quindi l’appello ai cittadini a rimanere in casa: “Il futuro dipende solo da noi: se tutti rispetteranno le regole, il contagio si abbasserà di intensità, non subito, ma certamente nei prossimi giorni, e i posti letto attrezzati basteranno per tutti coloro che ne avranno bisogno. Dipende solo da voi: state a case, uscite solo se necessario, per lavoro o per fare la spesa, mantenete le distanze, lavate le mani. Ogni imprudenza, anche lieve o giudicata innocente, può aiutare il nostro nemico, il virus”. “Oggi passerò il pomeriggio alla nostra task force sanitaria – conclude Toti – che lavora senza sosta. Poi tornerò ad aggiornarvi. L’esito di questa battaglia dipende da noi: siamo più forti del virus, se solo lo vogliamo davvero”. | 1 |
L’idea del ministro agli Affari regionali Francesco Boccia di reclutare 60.000 guardie civiche su base volontaria per vigilare su spiagge e movida nel corso dei mesi estivi suscita le critiche di Federpol, l’associazione delle imprese che operano nel campo delle investigazioni e della sicurezza privata. “Si tratta certamente di una iniziativa che parte con il piede sbagliato e che sembra dettata dall’improvvisazione e dall’emotività -dichiara Luciano Tommaso Ponzi, presidente di Federpol- quando invece, davanti all’incapacità di rispettare le regole del distanziamento sociale, chi governa il Paese dovrebbe muoversi con calcolo e misura nella consapevolezza che ogni azione di contenimento della privacy e della libertà personale richiede figure che operano in un contesto di chiara regolamentazione, una investitura altrettanto puntuale in merito alle mansioni e ai poteri di intervento oltre ad una specifica professionalizzazione”.
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“Tutti elementi -continua ancora Ponzi- che non sono stati minimamente presi in considerazione dal ministro Boccia nel momento in cui ha lanciato l’idea ai media generando grande imbarazzo all’interno del governo dove la collega Luciana Lamorgese ha prontamente colto alcuni dei principali punti deboli. Una reazione, quella del Ministro dell’Interno, del tutto legittima e condivisibile”. Ed è proprio dalle problematiche individuate dal Ministro dell’Interno che prende spunto Ponzi per giudicare negativamente l’iniziativa: “È inevitabile -secondo il presidente di Federpol- che si crei una sovrapposizione, in merito ai controlli finalizzati a garantire il distanziamento sociale, con le azioni delle normali Forze di Polizia. Una situazione che rischia di creare molta confusione e pericoli inediti. Chi conosce il funzionamento della filiera della sicurezza sa che è indispensabile stabilire, ai fini di una vera tutela dei diritti dei cittadini, una sequenza di controlli incrociati sugli operatori che agiscono sul campo e che non possono illudersi neanche per un istante di poter esercitare un potere in modo arbitrario”, prosegue ancora.
“Ma se così stanno le cose è del tutto evidente che alla fine saranno le normali Forze di Polizia ad essere distratte dalle mansioni ordinarie per vigilare sul comportamento dei volontari. Una soluzione di questo tipo allenta e indebolisce la capacità di costruire le condizioni della sicurezza pubblica”, continua ancora Ponzi.
“Inoltre -si domanda Ponzi- da chi sarebbero formate le squadre dei volontari? È assolutamente indispensabile che una figura investita dall’autorità pubblica del potere di ordinare ad un comune cittadino di fare o non fare qualcosa abbia una competenza mirata oltre che un percorso di vita specchiato. Qui, invece, si stanno mandando in strada dei veri dilettanti esponendoli a dei rischi facilmente prevedibili. Inoltre il bando istituito per tramite della Protezione Civile non offre garanzie in merito alle biografie e ai comportamenti pregressi delle guardie civiche. Non dimentichiamo che il controllo dei luoghi che ospitano locali pubblici può incidere direttamente sull’attività delle imprese che possono essere, quindi, agevolate o danneggiate dalla modalità con la quale si interpreta la funzione di sorveglianza. Non è del tutto fuori luogo immaginare che la criminalità organizzata possa cogliere una inedita possibilità per estendere la propria influenza ai danni delle economie locali”, sottolinea ancora Ponzi.
“Siamo quindi in un campo completamente diverso -conclude Ponzi- rispetto al piano promosso dalla Protezione Civile nella fase apicale dell’emergenza che ha portato all’impiego di oltre 2mila volontari nelle Rsa, negli ospedali e nelle carceri. In questo caso il mandato era ben definito e attinente in modo esclusivo alla sfera sanitaria. Pensare di poter gestire l’attività di controllo in riferimento ai pubblici esercizi senza competenze, in un regime di totale ambiguità legislativa e aggravando per di più l’operato delle forze dell’ordine già sottodimensionate, è un errore che il governo non può commettere”.
“Per di più non si è nemmeno lontanamente considerata la figura dell’addetto ai servizi di controllo, profilo professionale istituito nel 2009 con specifiche competenze, riguardo la sicurezza, il flusso e deflusso delle persone nei locali pubblici di intrattenimento quali quelli della movida, obbligati a frequentare un corso di 90 ore presso la Regione con esame finale, con requisiti stringenti e quindi esenti da pregiudizievoli penali, carichi pendenti e problemi psico fisici, che frequentano ulteriori corsi di Primo Soccorso, Antincendio rischio medio e sulla sicurezza sul lavoro (Legge 81/08)”, aggiunge ancora Ponzi.
Per il presidente di Federpol “quando questi lavoratori ‘invisibili’ hanno la fortuna di trovare un posto di lavoro presso una agenzia investigativa che si occupa anche di sicurezza (ambito VI di indagine ai sensi del D.m 269 del 2010) ebbene devono essere iscritti in un apposito registro detenuto in Prefettura o meglio ufficio territoriale del governo, qui vengono controllati i requisiti e se tutto va bene l’operatore inizia il proprio lavoro”, aggiunge ancora Ponzi.
“Peccato che dall’inizio della pandemia questi lavoratori non abbiano più lavorato a causa del lockdown e della chiusura dei principali pubblici esercizi deputati all’intrattenimento, le discoteche, le stesse che negli ultimi giorni si stanno convertendo a budda bar con musica di sottofondo e che stentano a richiedere i servizi di controllo per ovvie ragioni economiche. Da diversi anni il legislatore ha inteso professionalizzare la sicurezza prima, nel biennio 2008/2009 e l’investigazione poi, nel 2010, vincolando i titolari di licenza e gli operatori ad una estenuante maratona di requisiti, limiti, oneri, burocratici, normativi ed economici. Dalla nostra c’è stata piena collaborazione, se i requisiti innescano un percorso virtuoso e prodromico al riconoscimento istituzionale e pubblico oltre che economico, allora tutto ha un senso”, sottolinea ancora Ponzi.
“Ma se ogni volta che si parla di sicurezza dobbiamo scontrarci con ogni genere di abusivo, quali ad esempio, associazioni volontaristiche che si spingono ben oltre i loro compiti assistenziali, che invadono a tutto campo il comparto lavorativo specifico e di competenza di altri, per di più, ora avallato da decreti e dal governo, allora diventa una missione impossibile. Invitiamo quindi l’esecutivo e le forze di maggioranza, che risultano peraltro divise su un tema delicato che è stato affrontato con un eccesso di frettolosità, a fare un passo indietro e ad avviare un dialogo costruttivo con i professionisti della sicurezza per individuare la soluzione che sappia tutelare al meglio i cittadini e le imprese”, conclude Ponzi. | (Fotogramma)
"A chi dice 'aprite, aprite, aprite' rispondo sì, ma in sicurezza. I prossimi focolai potrebbero essere nei luoghi di lavoro - il rischio c'è - mentre nella prima fase lo erano stati gli ospedali e le Rsa, dove ora invece c'è sicurezza massima". Lo dice all'Adnkronos il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia.
"Ecco perché - prosegue - serve prudenza e occorre poter ripartire garantendo la massima sicurezza nei bar, ristoranti, centri estetici, ad esempio, prima di farli ripartire. Massima sicurezza per clienti e lavoratori, naturalmente".
I protocolli di sicurezza che attendono le Regioni per riaprire le attività ancora chiuse? "Meglio qualche giorno in più ma far le cose per bene, e non tornare indietro per farle in fretta, come avvenuto in altri Paesi europei" dice il ministro per gli Affari regionali.
"Come è accaduto sempre finora - rivendica - i protocolli verranno sottoposti al vaglio delle parti sociali dal premier. Per noi ha senso agire così: fare le cose per bene, nel confronto e col tempo necessario. Sicurezza sul lavoro, diffusione del contagio e regole condivise sono all'ordine del giorno della riunione di domani col premier, il ministro della Salute Roberto Speranza e tutti i governatori. Ci confronteremo sui contenuti, ma stiamo lavorando per una differenziazione territoriale a partire dal 18 maggio: da lì probabilmente ogni regione potrà decidere di aprire o restringere" la stretta anti-Covid-19.
Anche perché, spiega ancora il ministro, "da giovedì partirà questo monitoraggio dei dati basato su un modello efficace che consente di controllare lo stato di ogni regione. Tutti potranno andare sul sito della Protezione Civile e del ministero della Salute per monitorare i rischi e il livello di contagio, e ogni presidente" sulla base dei parametri messi a punto con la circolare del ministero della Salute e la griglia delle variabili "può decidere di aprire o restringere".
Braccio di ferro con le Regioni sulle riaperture? "No, assolutamente. La storia dei ricorsi conta pochissime eccezioni, nessuno ha la bacchetta magica e abbiamo 21 realtà diverse. C'è sempre stata collaborazione improntata sulla lealtà istituzionale, lo rivendico".
"Ovviamente - riconosce il ministro - ci sono dei passaggi un po' più complessi di altri. Nei primi giorni non c'erano dispositivi personali, ricordo ventilatori polmonari arrivati di notte nelle corsie. O pensiamo a quando sono mancati gli operatori sanitari" nelle zone più colpite dall'emergenza. "Ecco, tutto questo accade ancora, lo dico a chi pensa sia finita l'emergenza: continuano a partire aerei della Guardia di finanza con medici e infermieri a bordo, perché l'emergenza c'è ancora. Io ho pianto con loro, la domenica delle Palme, quando questi medici e infermieri sono partiti lasciando le famiglie a casa per raggiungere Bergamo, Brescia, Cremona e andare a rischiare la vita in corsia. Ecco, questa è l'Italia, non di due mesi fa ma lo è ancora: mentre stiamo parlando in Protezione civile stanno organizzando il prossimo aereo".
"Anch'io voglio uscire dall'emergenza - mette in chiaro Boccia - ma senza far danni, poi so bene che occorre accelerare sulla Cig, mettere soldi in tasca agli italiani in difficoltà, garantire liquidità in tempi rapidissimi. Dal 18 maggio ci sarà una differenziazione territoriale, con una responsabilità sui territori che verrà misurata sui numeri. Ripartiremo - con l'eccezione di concerti, cinema e teatri, per questo ci vorrà ancora del tempo - ma le attività condotte da persone e imprese ripartiranno e ogni regione dovrà monitorare lo stato del contagio".
Quanto alla Cig, assicurare la cassa integrazione entro un mese "è essenziale, dobbiamo farlo. E' un imperativo e sarà fatto tutto il possibile" sottolinea.
"Io personalmente non ho mai polemizzato con alcuna regione, nessuno ha la bacchetta magica, sia chiaro. Ho semplicemente posto la sicurezza sul lavoro al centro. Certi diritti in Italia, per nostra fortuna, sono universali e scolpiti nella Costituzione: salute e lavoro non possono essere messi in secondo piano".
Sulla ripartenza di bar, ristoranti, parrucchieri centri estetici dal 18 "nessuno ha detto sì o no - chiarisce - si riparte con protocolli di sicurezza affidabili. Il 18 chi riapre lo fa con le massime garanzie per lavoratori e clienti. Tutti vorremmo che ristoranti, parrucchieri ed esercizi riaprissero fin da ora. Dal 18 maggio, con un monitoraggio dei dati che consentirà di testare lo stato di 'salute' di ogni regione, ogni presidente potrà aprire o restringere" il cerchio, tenendo sotto controllo tutte le variabili indicate dal ministero della Salute.
"Non ci sono decisioni unilaterali, rivendico un approccio e un metodo basati sulla condivisione e sul confronto, che è faticosissimo - rimarca - l'esatta alternativa alla propaganda facile, ma ognuno serve lo Stato e le istituzioni con i valori in cui crede. Per me è importante, quando si va a letto la sera, coricarsi con la coscienza a posto. Tutti possiamo fare errori, ma nella consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per il bene della comunità".
Una delle ipotesi sul tavolo, spiega, è aprire agli spostamenti da una regione all'altra step by step, prima dando il disco verde a quelle limitrofe e con minori contagi, poi in seconda battuta a tutte le altre. Di certo però è escluso che ci si potrà muovere tra Regioni diverse già dal 18 maggio.
Gli spostamenti interregionali "dipendono dal sistema di monitoraggio, poi, con ogni probabilità, ci sarà un meccanismo che consentirà di decidere chi può andare dove. La mia tesi è la seguente: se ci sono due Regioni limitrofe e con basso rischio, lo stesso rischio, allora ci si può spostare, ma non dal 18 maggio comunque, occorrerà più tempo. Ma è chiaro - rimarca - che chi è a basso rischio non può aprire a chi, invece, ha un alto rischio di contagio".
A chi gli chiede di possibili chiusure di 'frontiera' tra Nord e Sud, Boccia risponde: "Nessuno deve chiudere a nessuno, ma bisognerà aprire gradualmente in base alle condizioni della singola regione per contenere i rischi. In questo c'è la massima collaborazione, quando saremo pronti, i cittadini di due Regioni a basso rischio e limitrofe potranno spostarsi".
Il bagno nel mare di Mondello o l'aperitivo ai Navigli? "Per ora l'unico vaccino che abbiamo è il nostro comportamento, fin quando non ci sarà certezza di star meglio, di aver superato" il Covid-19 e di aver trovato un vaccino che metta ko il virus "l'unica arma che abbiamo è il distanziamento sociale. Perciò rispettiamo il prossimo, chi abbiamo accanto e chi incontriamo per strada" dice Boccia.
"A nessuno piace essere rigoroso o burbero - riconosce - è come in casa quando c'è da far rispettare le regole, il mestiere più complicato. Questo ha portato il premier ad adottare quella che per me è la madre di tutte le virtù, la prudenza. E' chiaro dal primo momento che quella che noi chiamiamo normalità tornerà solo quando avremo un vaccino. Quella che viviamo dal 4 maggio è una 'nuova normalità', ma non prevede certo gli aperitivi ai Navigli o il bagno a Mondello. Devono capirlo tutti, è in questo ha fatto bene il sindaco Sala ad essere molto duro".
Siamo usciti dal lockdown "con un sacrificio enorme per tutto il Paese, per sei settimane gli italiani sono rimasti a casa, dandoci la possibilità di rafforzare il Sistema sanitario a dare respiro agli operatori, medici e infermieri. Ecco perché ora gli interruttori vanno premuti uno alla volta e non tutti insieme, altrimenti vanificheremmo i nostri sacrifici. Dobbiamo fare il possibile per non tornare indietro, sarebbe un danno economico immenso che non possiamo permetterci. Ecco perché occorre agire con gradualità", rimarca Boccia.
Favorevole all'uso del Mes da parte dell'Italia? "Mes senza condizioni, una linea per la sanità che è altra cosa rispetto a quella per il salvataggio degli Stati che noi stessi, come Pd, avevamo criticato duramente. Qui parliamo di un Mes senza condizionalità, allo 0,1% di tasso d'interesse: è difficile spiegare ad ogni regione perché deve rinunciare chi a 3, chi a 4, chi a 5 miliardi di euro. Perché di questo si parla: si va da Regioni che possono ottenere 5 - 5,5 miliardi di euro a Regioni che possono ottenerne 1-1,5. Con interessi che paga lo Stato, non le Regioni... e noi diciamo di no?" risponde Boccia.
"Io sono d'accordo con Conte - prosegue - la questione è nelle mani del Parlamento, io da deputato libero oltre che da ministro voterò a favore, il mio è buonsenso". A chi gli chiede se il Mes rischia davvero di spaccare il governo, "no, non penso proprio - dice - perché deve decidere il Parlamento, nella sua sovranità. Aspettiamo il dibattito, la posizione del Pd è nota. Sul Mes le cose ora stanno diversamente, ci siamo battuti sul Recovery Fund e lo abbiamo ottenuto. Io credo che l'Europa in questi due mesi sia già cambiata, è nei fatti". | 2.5 |
Reggio Calabria, 7 febbraio 2020 - "Ho incontrato tre volte a Milano Silvio Berlusconi mentre ero latitane", sono le parole choc usate nella sua deposizione dal boss di Cosa nostra Giuseppe Graviano, già condannato all'ergastolo.
Il capo mafia è imputato nel processo "'ndrangheta stragista" in corso di svolgimento a Reggio Calabria. Durante la sua deposizione in videoconferenza Graviano ha risposto alle domande del procuratore aggiunto di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo.
Affermazioni subito riprese e negate dall'avvocato Niccolò Ghedini, il legale di Silvio Berlusconi: "Le dichiarazioni rese quest'oggi da Giuseppe Graviano sono totalmente e platealmente destituite di ogni fondamento, sconnesse dalla realtà nonché palesemente diffamatorie". Ghedini prosegue: "Si osservi che Graviano nega ogni sua responsabilità pur a fronte di molteplici sentenze passate in giudicato che lo hanno condannato a plurimi ergastoli per gravissimi delitti".
Graviano: "Nel dicembre 1993, mentre ero latitante, incontrai Berlusconi a Milano. Berlusconi sapeva come mi chiamavo. E sapeva che ero latitante da dieci anni. Alla riunione ha partecipato anche mio cugino Salvo e con Berlusconi c'erano persone che non conoscevo. Dovevamo discutere dell'ingresso di alcuni soci nelle società immobiliari di Berlusconi". Ma dopo l'arresto, spiega Graviano: "In quell'occasione fu programmato un nuovo incontro, per febbraio, ma io il 27 gennaio 1994 venni arrestato a Milano. un arresto anomalo...".
"Fu mio nonno ad avere i contatti con gli imprenditori milanesi. Poi, quando è morto mio padre, mi prese in disparte e mi disse 'Io sono vecchio e ora te ne devi occupare tu'. Poco dopo mio nonno, che aveva più di 80 anni, morì", racconta il boss. "Già nel 1992 Berlusconi annunciò a mio cugino Salvo che voleva entrare in politica", ha spiegato Graviano.
Poi il boss spiega cosa non funzionò: "Berlusconi fu un traditore, perché quando si parlò della riforma del Codice penale e si parlava di abolizione dell'ergastolo mi hanno detto che lui chiese di non inserire gli imputati coinvolti nelle stragi mafiose". E' la conferma dell'intercettazione del 19 gennaio 2016 quando, conversando con il boss Umberto Adinolfi, Graviano disse: "Berlusconi prese le distanze e fece il traditore". E il boss aggiunge: "Un avvocato di Forza Italia mi disse che stavano cambiando il Codice penale e che doveva darmi brutte notizie. Perché in Parlamento avevano avuto indicazioni da Berlusconi di non inserire quelli coinvolti nelle stragi. Lì ho avuto la conferma che era finito tutto. Mio io cugino Salvo era morto nel frattempo per un tumore al cervello. E nella riforma del Codice penale non saremmo stati inseriti tra i destinatari dell'abolizione dell'ergastolo". E aggiunge: "Questo mi portò a dire che Berlusconi era un traditore".
Infine il boss lascia intendere che c'è dell'altro: "Dottore, io sto dicendo solo qualcosa, ma posso dire ancora tante altre cose ... Io non voglio né soldi né altro...". Poi riferendosi alle intercettazioni in carcere con il boss Umberto Adinolfi, ha detto: "Ho solo dato confidenza a un carissimo amico. Ma se sentissi tutte le intercettazioni potrei dire tanto altro".
Tra le tante cose dette da Graviano ai giudici, il boss ha sostenuto che "in Italia non ci sono state stragi islamiche anche grazie a Totò Riina". E a proposito del boss Corleone, ha svelato che esisteva un piano per eliminarlo. Infatti secondo Graviano negli anni Ottanta alcuni boss mafiosi avrebbero preparato un attentato al capo dei capi: "La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'omicidio Costa (il giudice Gaetano Costa, ndr). Quindi, il signor Riina ha deciso di mettere delle regole, insomma un po' di democrazia, perché non potevano prendere le decisioni solo Salvatore Bontade e Gaetano Badalamenti".
Sulla nascita della Commissione di Cosa nostra, aggiunge: "Michele Greco era un uomo di pace, non per niente lo hanno fatto diventare 'Papa' e ha messo delle regole che si dovevano togliere delle vergogne". E proprio a Michele Greco, boss di Ciaculli, chiesero di intervenire contro Riina, ma lui disse "io sono per la pace, posso intervenire per la pace, io non posso continuare se avete queste intenzioni. A me non dovete più parlare di nessuna intenzione". | Reggio Calabria, 7 feb. (Adnkronos) – Negli anni Ottanta alcuni boss mafiosi avrebbero preparato un attentato al capo dei capi Totò Riina. A rivelarlo, deponendo al processo sulla ‘ndrangheta stragista in corso a Reggio Calabria, è il boss mafioso Giuseppe Graviano. “La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’omicidio Costa (il giudice Gaetano Costa ndr). Quindi, il signor Riina ha deciso di mettere delle regole, insomma un po’di democrazia, perché non potevano prendere le decisioni solo Salvatore Bontade e Gaetano Badalamenti”. E ricorda la costituzione della Commissione di Cosa nostra. “Michele Greco era un uomo di pace, non per niente lo hanno fatto diventare ‘Papa’ e ha messo delle regole che si dovevano togliere delle vergogne”.
E ricorda un incontro avvenuto “nel febbraio 1981”. quando era pronto un “agguato a Riina”. E in quell’occasione chiesero l’intervento di Michele Greco, boss di Ciaculli. “Che disse ‘io sono per la pace, posso intervenire per la pace, io non posso continuare se avete queste intenzioni. A me non dovete più parlare di nessuna intenzione”. | 2 |
Se ne è parlato per mesi. Ma è stato inutile. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire oppure non capisce. Ve l’abbiamo raccontato e per questo siamo stati “accusati” di non amare la città. E adesso arriva lui, un burocrate “ficcanaso” romano del Ministero dell’Interno, a tirare le orecchie a qualche somaro giarrese.
Eh già. Perché edulcorare, se localmente può funzionare per convincere i più disattenti, fuori dai confini giarresi, e con le carte in mano, non funziona e si rischiano figure di “fediana” memoria. Ci riferiamo all’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato 2018/2022 approvato dal Consiglio comunale giarrese il 24 febbraio scorso e adesso, come da procedura, passato al vaglio del Ministero dell’Interno, Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali.
Ma per comprendere meglio la vicenda è necessario un piccolo passo indietro. Come è noto il Comune di Giarre è in dissesto dall’11 luglio 2 018. Il 29 agosto del 2018 è stato nominato l’Organismo di liquidazione. Da quel giorno il Comune aveva 3 mesi di tempo per approvare l’ipotesi di bilancio riequilibrato. Il 21 dicembre 2018 il Ministero ha provveduto alla segnalazione dell’Ente per inosservanza del termine all’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica della Regione Siciliana e sono arrivate le prime diffide.
Nel frattempo a Giarre abbiamo assistito a più tentativi di approntare questa ipotesi di biliancio fra errori e bocciature del Collegio dei revisori finché, a quasi 13 mesi dalla scadenza dei termini, il “braccio di ferro” tra amministrazione e revisori dei conti diventa particolarmente ostile.
Oggetto del contendere: il parere sull’ipotesi di bilancio predisposta dall’amministrazione che sarebbe dovuta essere approvata dal Consiglio comunale. Come non ricordare la lettera che il 15 gennaio scorso il sindaco inviò ai revisori “invitandoli caldamente” a rilasciare parere ipotizzando che il loro potesse essere un atteggiamento pretestuoso (clicca e leggi la lettera riscontro_nota_revisori).
Infine le polemiche sul Dup (documento unico di programmazione), assente dalla documentazione dell’ipotesi di bilancio riequilibrato proposto dall’amministrazione e che per taluni era necessario ma che per altri, sindaco in testa, non era necessario tant’è che durante la seduta di Consiglio comunale dichiarò “è necessario fare chiarezza perchè sono state fornite anche a mezzo stampa tante notizie inesatte; osservo che la programmazione del riequilibrio finanziario è contenuta nel modello “F” allegato al piano e che autorevoli esponenti e cultori della materia ritengono che non è necessario allegare il DUP”.
Alla faccia delle notizie inesatte… E saremmo pure curiosi di sapere chi sarebbero questi cultori…
E dopo le notizie inesatte, ecco arrivare il funzionario impiccione del Ministero dell’Interno che ha “vivisezionato” l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato predisposto dall’amministrazione e approvato dal Consiglio comunale lo scorso 24 febbraio. Una relazione che, in “sole” 43 pagine, esamina le carenze della documentazione in suo possesso. E cosa evidenzia?
Che per ritenere valide le misure disposte dall’ente per consolidare la propria situazione finanziaria e la capacità delle misure predisposte di assicurare stabilità alla gestione finanziaria dell’ente medesimo, è necessario (ops!) acquisire, entro il termine massimo di sessanta giorni, ulteriori elementi integrativi. E quali?
Tra i numerosi atti richiesti, perché in alcuni casi del tutti assenti o carenti, figura il Pre-consuntivo 2019 completo del parere dell’Organo di revisione, considerato che, alla data di riscontro del supplemento istruttorio l’esercizio finanziario 2019 è già trascorso e, quindi, le riscossioni e i pagamenti dell’anno 2019 sono oramai noti all’ente.
E poi? Il Ministero dell’Interno ha poi rimardato la mancata presentazione del Documento Unico di Programmazione 2018-2020, per il quale, alla vigilia del voto in Consiglio comunale, si erano registrate non poche fibrillazioni tra l’amministrazione e il Collegio dei revisori dei conti. Vi è di più: nella nota ministeriale si ribadisce la necessità di fornire non solo il Dup ma che lo stesso venga approvato, con apposita delibera, dal Consiglio Comunale, e non trasmessa dall’ente quale allegato all’ipotesi di bilancio.
Meno male che per il sindaco non era necessario allegarlo… Il Ministero pretende una apposita delibera di Consiglio comunale.
Tra gli atti mancanti figurano anche la delibera di adeguamento e di aggiornamento dei proventi dei canoni dei beni patrimoniali per gli anni 2018, 2019 e 2020; l’attestazione sull’eventuale esistenza di beni patrimoniali in comodato d’uso gratuito; copia della delibera comunale di approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari.
E sulla corposa nota del ministero dell’Interno interviene il consigliere Francesco Cardillo che col sindaco ebbe un acceso scontro sull’argomento: “Non è una sorpresa per me (anche per noi ndR) aver letto i rilievi del Ministero dell’Interno. Non lo è perché sono esattamente i rilievi sollevati durante la mia dichiarazione di voto sulla proposta di bilancio riequilibrato e che hanno determinato il mio voto contrario alla stessa.
In sede di dichiarazione di voto ho palesato l’assenza di alcuni atti e previsioni che ritenevo indispensabili per la presentazione della proposta e la nota del Ministero conferma la fondatezza di quelle osservazioni.
Ritenevo il Dup un documento che per la sua valenza programmatica è fondamentale e preventivo rispetto al piano e infatti il Ministero ne chiede copia accompagnato dalla relativa delibera di approvazione del consiglio comunale che ovviamente non c’è in quanto mai presentata all’attenzione del consiglio comunale. Chiedevo il preconsuntivo 2019 e anche questo è uno dei primi documenti richiesti dal Ministero. Chiedevo all’amministrazione ed ai revisori se era rispettato il vincolo di riduzione del 20% dei costi dei servizi in quanto non era possibile derogare a questa norma in una ipotesi di bilancio riequilibrato in cinque anni e il Ministero ci dice infatti che non può essere attuata la riduzione in cinque ma adesso dovrà essere compressa in un arco temporale più breve.
Purtroppo in sede di approvazione della proposta di delibera le osservazioni da me sollevate furono liquidate con sufficienza spingendo e pressando il Consiglio ad una votazione immediata ma così come previsto ci ritroviamo oggi a parlare proprio di quegli atti di cui mettevo in evidenza la mancanza”.
Ora, ci sarebbe da ridere se tutto ciò, dopo 18 mesi dal dissesto, non fosse vero ma lo è. E non perché siamo disfattisti ma tristemente realisti… Ma finirà, prima o poi. | Il presidente del Consiglio Francesco Longo, al termine della conferenza dei capi gruppo, accogliendo la richiesta di Cardillo, ha fissato la seduta consiliare per giovedì prossimo, 28 maggio, alle 18. I rilievi del ministero dell’Interno sul Bilancio stabilmente riequilibrato, tuttavia, non sarà l’unico tema all’ordine del giorno.
Prevista anche la scelta del terzo componente del Collegio dei revisori dei conti che avverrà attraverso il sorteggio pubblico dei nominativi degli aspiranti revisori che hanno partecipato alla selezione. “La seduta di giovedì prossimo – rivela il presidente del Consiglio Francesco Longo – si svolgerà nel pieno rispetto delle linee guida anti Covid. Nell’aula consiliare recentemente sanificata, i consiglieri occuperanno solo alcuni dei 20 scranni disponibili, mantenendo le distanze. Alcuni consiglieri siederanno nell’area riservata al pubblico”.
L’ultima seduta del Consiglio comunale giarrese risale al 24 febbraio scorso quando, al termine di un braccio di ferro tra il Collegio dei revisori e l’amministrazione comunale, è stato approvato l’atto finanziario relativo all’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, scongiurando l’intervento sostitutivo del commissario ad acta e quindi lo scioglimento del Consiglio comunale. Il dossier finanziario è stato trasmesso alla Direzione Centrale della Finanza Locale del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del ministero dell’Interno che, appena pochi giorni fa, con propria nota, ha contestato numerosi rilievi, richiedendo – entro un termine di 60 giorni – una corposa documentazione, con relativi chiarimenti all’amministrazione comunale. A tal proposito, il consigliere comunale Francesco Cardillo, nei giorni scorsi ha ravvisato la necessità di convocare con il carattere dell’urgenza una seduta del Consiglio comunale, sulla scorta delle risultanze istruttorie del Ministero dell’Interno che, rimarca Cardilllo, “purtroppo smentiscono in maniera categorica sia l’amministrazione comunale che il presidente del Collegio dei Revisori che, con la sua dichiarazione, ha determinato venisse posta in votazione in Consiglio Comunale una ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato non conforme al dettato normativo”. | 2 |
Si tratta di un uomo risultato positivo al tampone nelle scorse settimane e per il quale non si era reso necessario il ricovero in ospedale. Ha trascorso la malattia in casa
FABRIANO – Dal Coronavirus si guarisce. E, finalmente, c’è notizia di un contagiato di Fabriano che è riuscito a sconfiggere, con la grande bravura dei medici che lo hanno seguito passo passo, il Covid-19. Oggi, 27 marzo, la bella notizia comunicata al Comune.
Si tratta di un uomo risultato positivo al tampone nelle scorse settimane e per il quale non si era reso necessario il ricovero in ospedale. Ha trascorso la malattia in casa, in costante contatto con gli operatori sanitari. Come da procedura per certificare la guarigione, l’uomo è stato sottoposto a tampone nel giorno zero e dopo 24 ore, risultando in entrambi i casi negativo. Dunque, ufficialmente guarito.
Sul fronte nuovi contagi, nuova impennata di contagi a Fabriano. Oggi, 11 nuovi tamponi positivi. Il totale complessivo si attesta a 52 casi. Circa 160 le persone in quarantena. Quattro malati sono attualmente presenti nell’ospedale Engles Profili, in attesa di essere trasferiti in presidi ospedalieri Covid-19 positivi.
A Sassoferrato, dato di ieri, si è giunti a 12 contagiati dal Covid-19 complessivi, compresi due decessi. Le persone in quarantena sono circa 45, compresi i 7 dipendenti comunali che sono in isolamento fiduciario dopo essere stati a contatto con la collega risultata positiva ieri al Coronavirus, comunque già da giorni assente dal servizio. «Le persone poste in quarantena si trovano in condizioni di salute del tutto ordinarie. La situazione è pertanto sotto controllo e l’operatività degli uffici è regolarmente garantita secondo le modalità e gli orari già precedentemente comunicati», specifica Greci, ricordando che si può accedere in Comune previo appuntamento.
Si è fermi a due positivi a Cerreto D’Esi, compreso un decesso, e 12 persone in quarantena. Zero a Genga e Serra San Quirico. Complessivamente, in isolamento nel fabrianese, sono circa 220 persone. | I casi totali registrati dall'inizio dell’epidemia sono 118, ma è il dato relativo alle guarigioni l’unico che continua a salire, fortunatamente. Quarti giorno con nessun nuovo tampone positivo nella città di carta
FABRIANO – Si rafforza il trend di guarigioni a Fabriano. Altre due persone sono riuscite a sconfiggere il Covid-19. A dare ulteriore speranza, in questi primi giorni di post lockdown, la notizia di nessun ulteriore tampone positivo nei Comuni dell’Ambito 10. I casi totali registrati dall’inizio dell’epidemia sono pari a 118, ma è il dato relativo alle guarigioni l’unico che continua a salire, fortunatamente.
Quarto giorno con nessun nuovo tampone positivo al Coronavirus a Fabriano. A crescere sono, invece, i guariti, di altre due unità. I numeri, dall’inizio della pandemia, sono 91 i casi positivi al Covid-19, inclusi 45 persone ufficialmente guarite e, purtroppo, sei decessi. Si resta, dunque, in ansia per le sorti di 40 fabrianesi. Si rafforza il trend con un leggero, ma significativo, distanziamento fra i guariti e gli attualmente positivi, a favore dei primi. Nessun paziente si trova attualmente all’interno della cosiddetta “covideria” dell’ospedale Engles Profili che a giorni potrebbe ufficialmente chiudere.
A Sassoferrato sono 21 i giorni consecutivi senza nuovi tamponi positivi. Si resta fermi a 19 casi di Coronavirus, compresi tre decessi e nove guariti. 7 sassoferratesi che stanno ancora lottando contro il Covid-19. Battaglia che sembra essere terminata a Cerreto D’Esi, visto che i soli 4 casi dall’inizio della pandemia, si sono risolti con tre guarigioni e un decesso. Lo stesso vale per Genga con la guarigione dell’unico caso fino a oggi registrato. Nel computo, devono essere inserite, per quel che riguarda Serra San Quirico, i tre pazienti positivi, pur sapendo che si riferiscono a tre anziani ospitati da vari anni alla casa di riposo di Mergo, per i quali risulta ancora la residenza in paese. Si tratta di un inserimento nominale, ma non sostanziale. Infine, in discesa anche i numeri dei residenti nei cinque comuni del fabrianese in quarantena che dovrebbero essere circa 60. | 3 |
ROMA – Velocizzare i cantieri, con deroghe per un anno sulle soglie per le assegnazioni degli appalti senza gara, commissari e rilascio della certificazione anti-mafia. Ma anche trasformazione digitale della pubblica amministrazione, con le autocertificazioni che si potranno fare via app, banche dati che si parlano e pubblico che richiederà una sola volta i dati in suo possesso. Sono alcune delle novità contenute in una prima bozza del decreto semplificazioni, 48 articoli ancora in via di definizione, che dovrebbe essere oggetto di una riunione politica domani. Tra le novità una revisione della responsabilità erariale e dell’abuso d’ufficio, e una serie di semplificazioni per l’edilizia, in materia ambientale e per la green economy.
Mi piace: Mi piace Caricamento... | ROMA – Sono 969 le persone morte nelle ultime 24 ore con coronavirus. Un dato in aumento rispetto a ieri quando le vittime erano state 662 e il più alto da inizio emergenza. Il totale delle vittime sale a oltre 9mila (9134).Sono 4.401 i nuovi positivi al coronavirus. Ieri si erano registrati 4.492 nuovi positivi, mercoledì 3.491, martedì 3.612 e lunedì 3.780. Il totale dei malati sale a oltre66mila (66.414). Sono 3.732 i malati affetti da coronavirus in terapia intensiva mentre sono i ricoverati in ospedale oltre 26mila persone (26.029). | 1 |
Pescara. In attesa di quelli definitivi, i dati preliminari rilevati dalla centralina mobile posizionata dall’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta) a Silvi, lungo la Ss16, area invasa
dai Tir dopo l’interdizione ai mezzi pesanti del tratto dell’autostrada A14 compreso tra Pescara Nord e Pineto su disposizione del gip di Avellino, parlano di un aumento degli inquinanti, ma entro i limiti di legge.
La stazione di Montesilvano, cioè la centralina fissa più vicina all’area in questione, sugli ultimi otto giorni registra sette giornate con indice di qualità dell’aria “scadente”. In ogni caso si tratta di un periodo in cui, complici le condizioni meteorologiche, la qualità dell’aria peggiora, in generale, un po’ ovunque, per cui, allo stato attuale, non si può parlare di un’emergenza legata alla questione A14. Le rilevazioni dell’Arta sono finalizzate a valutare la qualità dell’aria tramite il monitoraggio delle concentrazioni di inquinanti, accompagnando alle analisi lo studio dei parametri meteorologici che incidono sulla dispersione degli inquinanti (velocità e direzione del vento, umidità, irraggiamento).
I superamenti dei limiti previsti dalla legge, infatti, sono strettamente collegati alle condizioni meteorologiche. Analizzando i dati, e in attesa che possa essere stabilito un collegamento tra la presenza degli inquinanti e la circolazione dei mezzi pesanti, emerge che la situazione è migliore solo di domenica, giorno in cui i mezzi pesanti non circolano. A Silvi, comunque, la situazione non è peggiore di altre zone: l’11 gennaio, ad esempio, giorno in cui il Pm10 rilevato dalla centralina mobile era pari a 31, a Chieti era 42 e a Pescara (via Sacco) 57.
Martedì l’Arta ha inviato ai sindaci dei Comuni di Silvi e Città Sant’Angelo una nota cui sono state allegati i grafici con gli inquinanti più significativi, in quanto generati dal traffico veicolare: “Il numero di giornate di misurazione (3) – si legge – è tuttavia ancora troppo basso per poter effettuare considerazioni tecniche circa la conferma dell’aumento dell’inquinamento generato dal traffico dei mezzi pesanti e delle autovetture. Ciò premesso, in particolare per il giorno 13 gennaio, è stata rilevata una significativa presenza di Pm10, No2 e Ipa, pur risultando le stesse inferiori ai limiti” stabiliti dalla legge.
I primi dati definitivi e attendibili si potranno avere all’inizio della prossima settimana. L’Arta sta lavorando per dare anche indicazioni sulle fasce orarie in cui le concentrazioni di inquinanti sono più elevate, con l’obiettivo di stabilire eventualmente un collegamento tra la circolazione dei mezzi pesanti e il peggioramento della qualità dell’aria | Pescara. Nel caos che si è creato nel tratto dell’autostrada A14, tra i caselli di Pescara Nord e Pineto, interdetto ai mezzi pesanti su disposizione del gip di Avellino, c’è anche un Tir che ha percorso contromano la rampa di uscita, rischiando un incidente.
Questo è infatti quanto accaduto al casello di Atri Pineto, dove i veicoli con peso superiore a 35 tonnellate sono costretti a entrare o a uscire. Fortunatamente non ci sono state conseguenze: il mezzo è stato subito notato dalla polizia stradale e prontamente bloccato.
Il camionista, nell’entrare in A14, forse per distrazione, stava per percorrere la rampa di uscita dall’autostrada. Una volta intercettato dalla polizia stradale della sottosezione autostradale di Pescara Nord, è stato identificato e multato. | 4 |
“Noi come Anpi, ma penso di esprimere il pensiero di tutti gli antifascisti, rimaniamo sconcertati davanti al fatto che in una sala del consiglio comunale, e quindi in un luogo pubblico, di una città medaglia d’oro della Resistenza, si possano cantare inni della X Mas, sapendo che cosa fu: una formazione di fanteria creata in funzione antipartigiana e antifascista al soldo dei nazisti".
A parlare è Anna di Gianantonio, presidente dell’Anpi di Gorizia, alla vigilia della manifestazione che, sabato 18, dividerà la città tra la commemorazione dell’associazione combattenti Decima Flottiglia Mas e la contromanifestazione dell’Anpi e di altre realtà associative. “Non capiamo – prosegue di Gianantonio - come sia tollerabile che nella stessa aula si possano fare saluti romani, che il gip ha definito gesti folcloristici. Lo abbiamo appreso da poco e, quindi, vedremo come reagire. Questa ordinanza, comunque, rafforza la nostra decisione di partecipare all'evento organizzato domani contro il ricevimento in Comune della Decima Mas”.
Il riferimento, chiaro, è nei confronti dell’archiviazione del procedimento a carico dei consiglieri comunali Gentile e Ferrari resa nota ieri. “Non abbiamo mai messo in discussione il fatto che la Decima Mas possa deporre una corona sotto una lapide – conclude di Gianantonio- contestiamo il fatto che le autorità ricevano un’organizzazione che era agli ordini del Terzo Reich nazista, visto che non credo si possa celebrare oggi in Europa una formazione di questo genere”. | Cantare l’inno della Decima Mas non è reato: l’esposto dell’Anpi di Gorizia è stato archiviato. La notizia arriva dai consigliere comunali goriziani Fabio Gentile e Serenella Ferrari al centro di un episodio risalente a due anni fa: nel 2018, durante l’annuale rievocazione della X Mas, era stato cantato in municipio l’inno dell’associazione, anche da parte di Gentile e alla presenza di Ferrari. Da qui la denuncia dell’Anpi.
Il commento dei consiglieri
“Appare veramente stupefacente come l’Anpi goriziana continui imperterrita a vedere fascismo dietro ogni manifestazione che non sia organizzata da loro – hanno affermato Gentile e Ferrari -. Sin da subito avevamo certezza dell’infondatezza delle ridicole accuse mosse. La sola presenza come sostenitrice della consigliera Ferrari alle manifestazioni organizzate annualmente a gennaio dalla X Mas non poteva essere vista come una manifestazione fascista”.
Celebrare la X Flottiglia Mas non è apologia di fascismo
“A far piacere è soprattutto il riconoscimento, doveroso, che la X Flottiglia Mas quando organizza delle commemorazioni in ricordo dei propri caduti o rende omaggio a caduti della pulizia etnica operata dalle truppe slavo-comuniste del 9/o Corpus di Tito o dei partigiani filo titini che la appoggiarono, non puo’ di certo essere vista come apologia fascista. Poi non è stata intonato alcuna canzone fascista, perché nel canto ella Decima non vi è riferimento a quel periodo, né a ideologie razziste o totalitarie”.
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- Le risorse stanziate sono finalizzate all’erogazione dei contributi da 800 euro mensili alle famiglie sarde rimaste senza reddito a causa dell’emergenza Covid-19. Possono accedere al contributo i disoccupati, i lavoratori dipendenti, gli autonomi, i lavoratori co.co.co, i titolari di Partita Iva la cui attività è stata compromessa a causa della diffusione del virus. Per nuclei familiari superiori a tre unità è previsto un incremento di 100 euro per ogni componente. “Siamo al fianco delle famiglie e della comunità sarda, non vogliamo lasciare indietro nessuno e stiamo lavorando affinché ci sia la percezione concreta che la Regione è mobilitata senza sosta per sostenere chi oggi è in difficoltà”, conclude l’esponente della Giunta Solinas. (Rin) | © Agenzia Nova - Riproduzione riservata
- Sulla ripresa delle attività del settore turistico, il presidente Solinas ha confermato quanto anticipato nei giorni scorsi: "permarrà ancora per qualche settimana il blocco degli arrivi per consentire di realizzare nei posti e aeroporti sardi quelle porte di accesso che ci garantiranno un protocollo sicuro. Il sistema da noi predisposto e che chiederemo al governo di ratificare, prevede che chi vuole arrivare in Sardegna presenti, insieme ai documenti di identità, un certificato emesso nei 7 giorni precedenti la partenza che attesti l’esito negativo di un tampone molecolare. Una volta sbarcati in Sardegna, i turisti saranno sottoposti ad un nuovo rapido esame e dovranno scaricare l’app che consentirà di tracciare spostamenti e contatti per rendere rapido un eventuale isolamento, evitando di chiudere strutture ricettive. Partiremo con i voli di aviazione generale e proseguiremo con questo sistema per tutto il mese di maggio nella prospettiva di allargare ulteriormente le maglie da giugno". (segue) (Rin) | 3 |
Sono dieci le persone in quarantena rientrate dalle ex zone rosse nel Comune di Centola. E’ quanto ha reso noto il Comune cilentanto. La Fase 2, come anche in altri centri del territorio, è iniziata anche qui senza particolari problemi anche se in alcuni casi i carabinieri sono dovuti intervenire per evitare assembramenti e invitare le persone ad indossare la mascherina. Proprio per questo il sindaco Carmelo Stanziola ha voluto lanciare un monito ai cittadini.
“Abbiamo riscontrato un’eccessiva presenza di veicoli e persone sull’intero territorio comunale”, ha detto il primo cittadino, annunciando che in questi giorni saranno incrementati i controlli e verranno sanzionati gli irresponsabili, “compresi quelli che non indossano la mascherina e non rispettano le distanze di sicurezza“. “Mi appello al vostro senso di responsabilità“, ha detto Stanziola.
In gran parte del comprensorio del Cilento, comunque, non si segnalano criticità, così come nel Vallo di Diano. La maggior parte delle persone indossa la mascherina e mantiene le distanze. Nei piccoli centri dell’interno, invece, dove la gente si sente più protetta, si segnala qualche trasgressione in più. E’ per questo che il sindaco di Rofrano, Nicola Cammarano, ha lanciato un avvertimento ai suoi concittadini. “Ho notato un po’ di rilassamento generale da parte di tutti i cittadini – spiega – oggi una certa libertà ce l’hanno data, ma invito la gente a mantenere le distanze e ad indossare le mascherine”. Il primo cittadino, poi, ha voluto far riferimento ad un caso specifico: “L’altra sera in piazza, 4-5 persone bevevano una birra come se stessero al bar. Questi comportamenti non saranno consentiti”.
“La libertà che ci è stata data cerchiamo di meritarcela”, ha concluso il sindaco rofranese. | Rofrano e Torchiara: mascherine e guanti diventano obbligatori
Nuove prescrizioni in questa fase di emergenza coronavirus a Rofrano e Arriva l’ordinanza dei sindaci: obbligatori i dispositivi di protezione (guanti e mascherine). I sindaci Nicola Cammarano e Massimo Farro, al fine di limitare il rischio contagi, hanno disposto l’obbligo di utilizzare dispositivi di protezione. In particolare il provvedimento prevede che si possano frequentare attività commerciali e uffici aperti al pubblico soltanto indossando mascherine e guanti.
In assenza è possibile utilizzare un foulard o una sciarpa, avendo cura di coprire bene il naso e la bocca. L’ordinanza è valida fino al termine dell’emergenza. I trasgressori saranno sanzionati.
Nei giorni scorsi anche altri Comuni del comprensorio del Cilento e Vallo di Diano avevano disposto tali provvedimenti al fine di limitare ulteriormente il rischi contagio. Da fine mese l’obbligo verrà esteso a tutta la Regione Campania. | 2 |
Il contagio non si ferma. Il coronavirus fa altri 345 morti e sono quasi tremila più di ieri le persone positive al Covid-19. Secondo il bollettino di martedì 17 marzo, esposto dal commissario straordinario per l'emergenza, Angelo Borrelli, il numero complessivo dei contagiati attualmente positivi è di 26.062, 2.989 in più di ieri. Le persone in terapia intensiva sono 2060, sempre il 10% del totale. I guariti sono 192 più di ieri.
Il numero totale delle vittime è di 2503, mentre le persone guarite sono complessivamente 2941. Ieri l'incremento era stato di 2.470 positivi e 349 vittime. Per ora dunque non c'è stata nessuna flessione nel numero dei contagiati: secondo Borrelli il dato odierno è tuttavia in linea con il trend dei giorni scorsi e i risultati delle misure di contenimento si vedranno solo dalla prossima settimana.
Il numero totale dei casi di Covid-19 (compresi i decessi e i guariti) è di 31. 506.
Borrelli: "Molte aziende italiane disponibili a produrre mascherine"
"Abbiamo consegnato mascherine ffp2 e ffp3 pari al 32,5 per cento del totale, il 40 per cento dei guanti e l'80 per cento degli indumenti protettivi" ha detto in conferenza stampa il capo della protezione civile Borrelli. Rispondendo a una domanda sulle tempistiche per la produzione delle prime mascherine di fattura italiana Borrelli ha poi sottolineato che "molte aziende si sono rese disponibili a produrre mascherine e anche grazie al dl approvato dal governo avverrà presto''.
La situazione in Lombardia
Quanto al dato della Lombardia, di gran lunga la regione più colpita dall'epidemia di Covid, le persone positive sono 16.220 e i decessi sono 1640, in aumento di 220 unità rispetto a ieri. Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, in diretta su Facebook, facendo il punto sull’emergenza coronavirus. Si tratta di un numero "inferiore rispetto alla crescita di ieri - ha spiegato - ma sempre particolarmente alto".
I pazienti ricoverati in terapia intensiva in Lombardia a causa del coronavirus sono 879, 56 in più rispetto a ieri. "Ieri - ha detto Gallera - siamo arrivati a un momento in cui il numero delle terapie disponibili era veramente risicato. Oggi la forza del nostro sistema sanitario ha portato ad aprire nuove terapie, sono arrivati macchinari di intensiva e di subintensiva nella notte e dalla Protezione civile sono arrivati 14 respiratori già distribuiti nei nostri ospedali”.
Il numero dei positivi al Covid 19 regione per regione
Lombardia: 16.220 (attuali: 12.095)
Emilia Romagna: 3.931 (attuali: 3.404)
Veneto: 2.704 (attuali: 2.488)
Piemonte: 1.897 (attuali: 1.764)
Marche: 1.371 (attuali: 1.302)
Toscana: 1.053 (attuali: 1.024)
Liguria: 778 (attuali: 661)
Lazio: 607 (attuali: 550)
Campania: 460 (attuali: 423)
Friuli Venezia Giulia : 394 (attuali: 347)
P.A. Trento: 385 (attuali: 368)
Puglia: 340 (attuali: 320)
P.A. Bolzano: 291 (attuali: 282)
Sicilia: 237 (attuali: 226)
Abruzzo: 229 (attuali: 216)
Umbria: 197 (attuali: 192)
Valle d'Aosta: 136 (attuali: 134)
Sardegna: 117 (attuali: 115)
Calabria: 114 (attuali: 112)
Molise: 25 (attuali: 19)
Basilicata: 20 (attuali: 20)
Coronavirus, il numeri dei contagiati nel mondo
Country,
Other Total
Cases New
Cases Total
Deaths New
Deaths Total
Recovered Active
Cases Serious,
Critical Tot Cases/
1M pop China 80,881 +21 3,226 +13 68,715 8,940 3,226 56.2 Italy 31,506 +3,526 2,503 +345 2,941 26,062 2,060 Iran 16,169 +1,178 988 +135 5,389 9,792 192.5 Spain 11,409 +1,467 510 +168 1,028 9,871 563 244.0 Germany 8,604 +1,332 23 +6 67 8,514 2 102.7 S. Korea 8,320 +84 81 +6 1,401 6,838 59 162.3 France 6,633 148 12 6,473 400 101.6 USA 5,696 +1,033 97 +11 74 5,525 12 17.2 Switzerland 2,742 +389 27 +8 15 2,700 316.8 UK 1,950 +407 71 +16 52 1,827 20 28.7 Netherlands 1,705 +292 43 +19 2 1,660 45 99.5 Norway 1,452 +104 3 1 1,448 27 267.8 Austria 1,332 +314 4 +1 8 1,320 12 147.9 Belgium 1,243 +185 10 14 1,219 33 107.3 Sweden 1,191 +70 8 +1 1 1,182 12 117.9 Denmark 977 +63 4 1 972 18 168.7 Japan 878 +45 29 +1 144 705 41 6.9
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Fonte Worldmeter, dati aggiornati alle 18:49 del 17 marzo | Tornano a salire i nuovi contagi, ma dopo un giorno in cui sono stati fatti circa 6 mila tamponi in più. I casi totali in Italia sono ora vicini a 106 mila
Il bollettino del 31 marzo
Salgono a 105.792 i casi totali di Coronavirus in Italia. Secondo l’ultimo bollettino presentato dal Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli sono 4.053 in più rispetto al dato di ieri. Le vittime nel Paese sono salite a 12.428, 837 nelle ultime 24 ore. I pazienti guariti in totale sono 15.729. «È il numero più altro da quando è iniziata l’emergenza», ha detto Borrelli.
Al momento il totale dei pazienti positivi è 77.635, 2107 in un giorno, in calo rispetto al dato del giorno prima di 1.648. Di questi 4.023 sono in terapia intensiva, 28.192 sono ricoverati con sintomi e 45.420 si trovano in isolamento domiciliare.
Ieri e oggi a confronto
Ieri, nelle singole regioni, i casi di persone positive al Covid-19 erano i seguenti: 25.006 in Lombardia, 10.766 in Emilia Romagna, 7.564 in Veneto, 7.655 in Piemonte, 3.251 nelle Marche, 4.050 in Toscana, 1.357 a Trento, 1.098 a Bolzano, 2.383 in Liguria, 2.497 nel Lazio, 1.739 in Campania, 1.109 in Friuli Venezia Giulia, 1.585 in Puglia, 1.169 in Abruzzo, 834 in Umbria, 1.408 in Sicilia, 622 in Sardegna, 518 in Valle d’Aosta, 602 in Calabria, 208 in Basilicata e 107 in Molise.
L’andamento dei nuovi contagi negli ultimi 10 giorni
I pazienti positivi nelle regioni
In base ai dati ufficiali della Protezione civile, il numero di persone al momento positive al SARS-CoV-2 è così distribuito di regione in regione:
I casi (totali) provincia per provincia
Il parere degli esperti:
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La terribile notizia per il mondo del cinema arriva dal Regno Unito. L'attore e regista Terry Jones, storico membro del collettivo Monty Python, è morto nella serata di ieri, 21 gennaio 2020 a 77 anni, a causa di una malattia degenerativa che gli aveva tolto la capacità di utilizzo della parola, una forma di demenza di cui già soffriva da tempo. Ad annunciarlo è stata la famiglia e in particolare la moglie Anne Soderstorme, a fianco del marito fino all'ultimo momento. I familiari hanno fatto sapere con una nota che quella del regista è stata una lunga e coraggiosa battaglia, affrontata sempre con il buon umore, per quanto possibile.
Dopo alcuni giorni trascorsi con la moglie, i figli, la sua grande famiglia e i tanti amici più stretti, Terry se n'è andato nella sua casa a Nord di Londra. Abbiamo tutti perso un uomo amorevole, gentile, affettuoso, carismatico e creativo, la cui individualità senza compromessi, l'intelletto implacabile e lo straordinario senso dell'umorismo hanno entusiasmato milioni di persone, nel corso di sei decenni.
Come hanno ricordato i familiari, quello del regista era un talento polivalente. Gli anni insieme ai Monty Python, i suoi libri per ragazzi, così come i programmi televisivi a cui ha partecipato e le sue poesie, tutto il suo lavoro resterà un'indelebile eredità per il mondo del cinema.
La battaglia contro la malattia
Terry Jones soffriva da anni di Afasia Primaria Progressiva, una variante della demenza che ha un impatto sulla sua capacità di comunicare. Negli ultimi mesi di vita infatti il regista riusciva a malapena a pronunciare poche parole, ma nonostante ciò la sua famiglia ricorda che non ha mai smesso di ridere.
Noi, la moglie Anna, i figli Bill, Sally, Siri e la sua famiglia allargata vorremo ringraziare i medici professionisti che hanno seguito Terry per aver reso i suoi ultimi anni di vita non solo sopportabili, ma spesso gioiosi. Speriamo che questo disturbo un giorno possa essere sradicato del tutto. Chiediamo che la nostra privacy sia rispettata in questo momento così delicato e ringraziamo di aver vissuto al fianco di un uomo dal talento straordinario, giocoso, che ha trascorso una vita autentica, come avrebbe detto lui ‘Amorevolmente glassata con il glucosio'.
A causa del suo stato di salute che gli impediva di rilasciare interiste, nel 2016 il regista non aveva potuto partecipare alla cerimonia di assegnazione del "BAFTA Special Award for Outstanding Contribution to Film and Television", riconoscimento speciale dell'universo cinematografico, che gli è stato poi attribuito qualche mese dopo ai Bafta Cymru. Il suo portavoce aveva fatto sapere che l'artista si riteneva orgoglioso e onorato di averlo ricevuto.
La carriera di Terry Jones
Attore, regista, sceneggiatore, presentatore televisivo e persino musicista. Terry Jones, nato in Galles nel 1942, è stato co-fondatore dei Monty Phyton nel 1969 con Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle e Michael Palin. Insieme al gruppo umoristico, aveva diretto lungometraggi di successo tra cui Monty Python e il Sacro Graal (insieme a Terry Gilliam), Brian di Nazareth e Monty Python – Il senso della vita. | Terry Jones è il secondo Monty Python a lasciarci, dopo il compianto Graham Chapman scomparso nell'ormai lontano 1989. Il membro fondatore dello storico e geniale gruppo comico britannico è morto nella serata di ieri all'età di 77 anni, come si legge in un comunicato diffuso dalla sua famiglia.
"Terry è morto la sera del 21 gennaio 2020 all'età di 77 anni con sua moglie Anna Soderstrom sempre al suo fianco dopo una battaglia lunga, estremamente coraggiosa ma portata avanti sempre all'insegna del buonumore contro una rara forma di demenza, la FTD (demenza frontotemporale). Negli ultimi giorni sua moglie, i suoi ragazzi, la famiglia intera e tanti amici si sono stretti intorno a lui finché non è andato via serenamente nella sua casa di Londra. Abbiamo tutti perso un uomo gentile, affettuoso e creativo che con il suo carattere, la sua intelligenza e il suo straordinario senso dell'humour hanno portato gioia a milioni di persone lungo sei decenni" si legge nel comunicato.
La demenza frontotemporale era stata diagnosticata a Jones nel 2015, e soltanto l'anno successivo il membro fondatore dei Monty Python volle diffondere la notizia. Oltre a parteciparvi come attore, Terry Jones è stato anche regista e sceneggiatore di alcuni tra i più celebri lavori dell'indimenticabile gruppo comico, come Monty Python e il Sacro Graal (1974), Brian di Nazareth (1979) e Monty Python - Il Senso della Vita (1983). Nel 2014 Jones era tornato un'ultima volta a calcare il palcoscenico insieme ai suoi storici compagni nella reunion Monty Python Live (mostly), avvenuta ben 31 anni dopo l'ultimo film del gruppo. | 4 |
Vivere al tempo del Coronavirus non è facile. Essere bambini al tempo del Coronavirus lo è ancora meno. Privati della loro routine, dei loro spazi, della loro socialità i bambini continuano a essere la categoria meno presa in considerazione nei decreti governativi. Le loro necessità sembrano essere state congelate e anche la didattica online – che pur ci prova – non è all’altezza di una situazione che mai avremmo immaginato di vivere.
Un quotidianità stravolta e riorganizzata non senza difficoltà all’interno delle loro case improvvisamente molto più affollate e frequentate di prima. Delle conseguenze e delle misure messe in atto per il mondo dell’infanzia (0-6 anni) ne abbiamo parlato con Roberta Ciocca, educatrice dell’asilo nido e scuola dell’infanzia “Carlo Carcano” di Treviglio.
Qual è l’impatto di quello che stiamo vivendo sui bambini?
“Ci troviamo a vivere un evento unico, un blocco quasi totale della vita, per come l’abbiamo sempre conosciuta. I bambini si sono visti le abitudini completamente sconvolte, senza ricevere alcuna spiegazione che potesse in qualche modo anticipare loro quanto stesse per avvenire o prepararli al cambiamento. In ambito educativo viene sempre sottolineata l’importanza di preparare il bambino al cambiamento, che andrebbe affrontato in maniera graduale, ma in questo caso, in barba a tutte le regole che pedagogia e buon senso possano dettare, per cause di forza maggiore, i bambini si sono trovati a pagare un prezzo che poi tanto basso non è“.
Come si manifesta il disagio dei bambini?
“Il venire meno di queste certezze può causare al bambino un certo disorientamento, che manifesterà con i mezzi che ha a disposizione a seconda della fascia d’età: pianto, rabbia, insofferenza, irrequietezza sono reazioni assolutamente fisiologiche, non si tratta di capricci, ma di bisogni di rassicurazione e sentimenti di spaesamento e frustrazione che vengono esternati con il linguaggio non verbale, strumento comunicativo dominante nella fascia 0-3. È compito dei genitori accogliere queste emozioni, rassicurare il bambino sul fatto che sia del tutto legittimo sentirsi in questo modo, mostrargli comprensione, senza che però vengano meno le regole e i “paletti” educativi che forniscono al bambino un argine entro cui poter agire, offrendogli quelle certezze fondamentali per la costruzione e la crescita del sé e garantendogli una certa sicurezza”.
Come può la scuola, con la didattica a distanza, intervenire a sostegno in questa fase?
“Mantenere un contatto a distanza con i bambini, specie nella fascia 0-3, non è semplice; risulta però assolutamente fondamentale, dal punto di vista umano, tenere vivo un legame che si è fino al giorno prima nutrito di abbracci, coccole, sostegno, presenza. Qualcuno dei servizi alla prima infanzia si è mosso in questo senso, cercando con i pochi mezzi a disposizione, di mantenere aperta la comunicazione con le famiglie: i social network e whatsapp sono diventati veicolo di spunti per attività da proporre a casa e suggerimenti di letture. È, a mio parere, molto importante, fornire al bambino una continuità comunicativa con il servizio educativo in cui trascorreva la maggior parte del suo tempo e di cui si è visto privato da un giorno all’altro: è fondamentale per semplificare il futuro ritorno alla normalità e il conseguente rientro al nido o a alla scuola dell’infanzia, per non correre il rischio che le educatrici, figure di riferimento importanti e presenti nella quotidianità del bambino, diventino delle “estranee” che non ha visto né sentito per mesi“.
Leggi l’intervista completa sul Giornale di Treviglio in edicola, oppure sullo sfogliabile online (CLICCA QUI) in promozione.
TORNA ALLA HOME | Alla fine una vera manifestazione pubblica non c’è stata, ma ciascuno degli aderenti ha comunque protestato individualmente, davanti al proprio negozio. Accendendo le luci dei propri locali chiusi ormai da mesi e manifestando tranquillamente con indosso le mascherine. Sono gli esercenti spiranesi, che ieri pomeriggio avevano annunciato una mobilitazione, poi ridimensionata, per chiedere di anticipare la riapertura di bar, ristoranti e saloni di parrucchieri ed estetisti.
Il gruppo spiranese
“Qui a Spirano non abbiamo una vera associazione dei commercianti – hanno spiegato gli esercenti intenzionati a manifestare in piazza – Un tempo c’era, ma ora non più. Siamo un gruppo autonomo auto costituitosi in questi giorni, un gruppo che comprende una quindicina tra parrucchiere, estetiste, bar e ristoranti”.
Leggi anche: la mozione di Sorte: “Anticipiamo le riaperture”
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Roma, 21 mag. (Adnkronos) – “GRazie alla ministra Catalfo abbiamo introdotto il reddito di emergenza, due quote di entità variabile, da 400 a 800, a secondo del nucleo famigliare”. Nell’informativa in Aula alla Camera, il premier Giuseppe Conte cita e ringrazia anche la ministra renziana Teresa Bellanova, per la norma volta a far “emergere il lavoro sommerso nell’agricoltura e nel sostegno alle attività familiari”. Il presidente del Consiglio, nel suo intervento, rimarca come il sostegno non sia “un obiettivo incompatibile con quello del rilancio”. | Roma, 21 mag. (Adnkronos) – “Il sistema bancario può e deve fare di più, in particolare per agevolare i prestiti sostenuti da garanzia pubblica”, la norma “consente di erogare prestiti nel giro di 24 ore”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte in Aula alla Camera, sollevando le proteste dell’Aula quando affronta il nodo della tempistica, “che mi confermano” le difficoltà esistenti, rimarca il presidente del Consiglio.
“In molti casi – dice Conte – sono state rispettate le tempistiche, ma in tanti casi, questo non sta avvenendo”. | 2 |
(ANSA) - TRENTO, 05 GIU - I pubblici esercizi del Trentino hanno riaperto dopo oltre due mesi di chiusura dell'attività dovuta all'emergenza sanitaria. L'Associazione dei pubblici esercizi del Trentino ha proposto a livello provinciale ai propri associati un sondaggio per comprendere la situazione attuale. I pubblici esercizi hanno potuto riprendere la loro attività dal 18 maggio e più del 90% ha confermato di aver riaperto, rimane però un 10% che dichiara di voler aspettare a riaprire.
Per il 47,5% degli intervistati le linee guida provinciale sono "il meglio che si poteva ottenere, vista la situazione di emergenza", mentre un 31,3% le trova ragionevoli ma di difficile applicazione ed il restante 21,2% le percepisce come complicate da capire e da attuare nella propria attività. Durante i mesi di lockdown il 90% dei pubblici esercizi intervistati ha dichiarato di non aver effettuato il servizio di consegna a domicilio, chi invece ha attivato il servizio di consegna a domicilio afferma che lo manterrà attivo anche nei prossimi mesi.
È forte la preoccupazione degli esercenti per un'eventuale adozione di provvedimenti restrittivi per arginare o evitare la cosiddetta "movida": il 65% ha questo timore. La Provincia Autonoma di Trento ha approvato i criteri per l'approvazione dei finanziamenti da concedere alle attività economiche #RipartiTrentino, però solo il 55% degli intervistati conferma di voler presentare la domanda, il restante 45% o non presenterà la domanda o sta ancora valutando se farlo. Comunque il 31,2% ritiene siano esigui gli importi stanziati per gli aiuti alle imprese, il 46,5% li ritiene sì esigui ma comunque di aiuto alle imprese e il 22,4% li ritiene congrui vista la situazione di emergenza. (ANSA). | (ANSA) - TRENTO, 10 APR - Diminuiscono in Trentino i reati denunciati alla polizia, e anche i furti. Lo dicono i dati elaborati dalla questura in occasione del 168/o anniversario di fondazione della Polizia di Stato.
Dalle ultime elaborazioni statistiche dei quadrimestri agosto 2019-novembre 2019 e dicembre 2019-marzo 2020 emerge che si rileva un calo complessivo dei reati di -1.261 (si è passati da 4776 a 3515); -795 i furti in genere (da 2203 a 1408); -198 furti in abitazione (da 595 a 397). Nel capoluogo, nello stesso periodo di riferimento, l'andamento è di -429 reati (si è passati da 1587 a 1158); -237 furti in genere (da 706 a 469); -32 furti in abitazione (da 157 a 125).
Le persone arrestate nel periodo aprile 2019-marzo 2020 sono state 149, di cui 49 per reati di droga. I denunciati sono stati 1.506.
Dei 64 allontanati dal territorio nazionale, circa un terzo erano pregiudicati per reati inerenti il traffico di droga, altri sono stati riconosciuti colpevoli di maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale anche nei confronti di minori o reati contro il patrimonio. (ANSA). | 1 |
Il nuovo disegno di legge approvato in Libano, per ora, consentirebbe solo la coltivazione e l’uso medicinale e industriale. Molti paesi stanno scegliendo di legalizzare e consentire l’uso della cannabis, questo ha creato un punto di vista crescente a favore del paese. Questa sensazione è ciò che induce il Libano ad agire nella direzione della legalizzazione.
Nel luglio 2018 è stato presentato al parlamento libanese un disegno di legge che legalizzava la coltivazione medicinale e industriale della cannabis. Il disegno di legge è stato finalmente approvato dal parlamento il 26 febbraio.
Il tanto atteso primo passo verso la legalizzazione della cannabis nel paese del Mediterraneo orientale è già stato fatto . Tuttavia il disegno di legge ora approvato è molto severo su come sono regolate la produzione e la coltivazione.
Un raccolto e una produzione molto rigorosi
Le compagnie farmaceutiche sarebbero responsabili della fornitura dei semi. Queste colture sarebbero state messe in pratica nella valle del Becá . Ci saranno ispezioni durante il periodo di crescita per assicurarsi che non ci siano deviazioni. Questa zona del Libano è famosa per la sua grande produzione e qualità, con il suo hashish tra i più richiesti.
Una grande parte della popolazione della valle del Becá dipende da queste colture per sopravvivere e la misura di legalizzazione è stata molto ben accolta dalla sua gente. Dopo molti anni di perseguitazione per questi raccolti illegali, la nuova notizia ha respirato un’atmosfera di gioia dopo decenni di repressione e persecuzione.
Uno dei maggiori produttori mondiali
Secondo le Nazioni Unite, il Libano è uno dei cinque più grandi paesi al mondo in termini di produzione illegale di questa pianta. La legalizzazione del raccolto e la sua produzione dovrebbero sostenere l’economia locale ed essere una fonte di ricchezza, lavoro e futuro.
Il governo libanese ha assunto la società di consulenza McKinsey & Company un paio di anni fa per valutare la sua economia e formulare una serie di raccomandazioni per sostenere la crescita economica. Una di queste raccomandazioni era proprio la legalizzazione della cannabis.
Ovviamente, i politici hanno espresso il loro entusiasmo per legalizzare la produzione della pianta.
Il legislatore Antoine Habchi afferma che questa è un’opportunità per gli agricoltori per riprendere il controllo delle loro colture e non beneficiare delle reti del traffico di sostanze.
Trovi interessante questa notizia? | Dopo una votazione parlamentare martedì scorso il Libano è diventato la prima nazione araba a legalizzare la cannabis per scopi medicinali e industriali, e potrebbe portare una necessaria spinta finanziaria all’economia del paese.
La cannabis è stata a lungo coltivata illegalmente nella Bekaa Valley della nazione, e da quando il Libano è stato classificato tra i primi tre maggiori coltivatori di cannabis mediorientali dalle Nazioni Unite, insieme all’ Afghanistan e Marocco, gli economisti hanno stimato che un’industria della marijuana medica potrebbe portare fino a 1 miliardo di dollari di entrate annuali.
La legislazione incoraggerà inoltre il raccolto da utilizzare per nuove industrie come la produzione di fibre tessili, lo sviluppo di prodotti farmaceutici e la produzione di prodotti di consumo, come olio di CBD.
Il Libano aveva già sofferto di drammatici tassi di inflazione, di un aumento notevole della disoccupazione già prima dei nuovi focolai di coronavirus. Ora, gli esperti finanziari e politici sperano che la nuova nascita di una fiorente industria della marijuana medica possa aiutare a rianimare l’economia in difficoltà della nazione nel prossimo futuro. | 3 |
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Namwon in Corea del Sud è tra le ultime tappe della nona ed ultima puntata di “Pechino Express 2020 – Le stagioni dell’Oriente“, l’adventure game condotto da Costantino della Gherardesca e trasmesso in prima serata martedì 7 aprile 2020 alle ore 21.20 su Rai2. Il viaggio delle quattro coppie di finalisti prende il via da Busan o Pusan per poi proseguire verso Namwon, città della provincia sudcoreana del Nord Jeolla, con l’obiettivo finale di raggiungere il parco Taekwondowon nella Contea di Muju. Un lunghissimo viaggio di circa 352 chilometri dividerà le quattro coppie di finalisti arrivati alla fase finale di gioco. Chi vincerà l’ottava edizione di Pechino? Ricordiamo che a sfidarsi nell’ultima puntata ci saranno: le Collegiali (Nicole Rossi e Jennifer Poni), i Gladiatori (Max Giusti e Marco Mazzocchi), le Top (Ema Kovac e Dayane Mello) e i Wedding Planner (Enzo Miccio e Carolina Gianuzzi). Tra di loro si nasconde la coppia vincitrice di questa edizione.
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Namwon, la città del mirto e dell’amore
Namwon è una delle tappe intermedie della puntata finale di “Pechino Express 2020”. La città, che in coreano si pronuncia Namwon-si, è situata nella provincia della Jeolla settentrionale in Corea del Sud e dista soli 50 minuti dalla capitale della provincia di Jeonju. Diversi i simboli di questa cittadina: a cominciare dall’azalea reale considerato il fiore ufficiale, la rondine è l’uccello della città, mentre il mirto è l’albero rappresentativo. Una città prettamente montuosa, visto che si trova poco fuori il Parco Nazionale dello Jirisan, che presenta il più grande insieme di montagne nel continente sudcoreano. Inoltre la cittadina confina anche con il fiume Seomjin, tra i fiumi più importanti della Corea del Sud. Non solo, Nawmon è distante solo 3 ore e 15 minuti dal terminal degli autobus della città centrale di Seoul raggiungibile con un autobus diretto, mentre dista un’ora circa dal terminal degli autobus U-Square a Gwangju che dal terminal degli autobus interurbani di Jeonju. Infine è conosciuta anche come “la città dell’amore” per via della famosa storia d’amore coreana di Chunhyang.
© RIPRODUZIONE RISERVATA | Taekwondowon è la tappa finale di “Pechino Express 2020 – Le stagioni dell’Oriente“, il programma di successo condotto da Costantino della Gherardesca e trasmesso martedì 7 aprile 2020 alle ore 21.20 su Rai2. Tutto pronto per il gran finale che decreterà la coppia vincitrice dell’ottava edizione dell’adventure game, prodotto da Rai2 in collaborazione con Banijay Italia. Chi vincerà tra le quattro coppie di finalisti rimasti in gara. Ricordiamo che a giocarsi la vittoria finale saranno: le Collegiali (Nicole Rossi e Jennifer Poni), i Gladiatori (Max Giusti e Marco Mazzocchi), le Top (Ema Kovac e Dayane Mello) e i Wedding Planner (Enzo Miccio e Carolina Gianuzzi). Per il gran finale le quattro coppie di finalisti dovranno lasciare la Cina per arrivare in Corea del Sud; ad attenderli un percorso di 352 chilometri che inizierà da Busan con una sosta intermedia a Namwon. La tappa da raggiungere è Taekwondowon dove ad attenderli ci sarà Costantino della Gherardesca pronto a proclamare la coppia vincitrice. I finalisti, infatti, sono attesi a Taekwondowon, un’attrazione turistica nella Contea di Muju, Corea del Sud. Considerata come la patria del taekwondo, Taekwondowon è un luogo e un parco di taekwondo che ha ospitato i Campionati mondiali di Taekwondo 2017.
Taekwondowon, parco di taekwondo
Taekwondowon è un luogo davvero unico dove è possibile praticare un vero e proprio cambiamento personale. Qui, infatti, è possibile cercare di coltivare lo spirito del taekwondo tramite l’allenamento fisico e la ricerca infinita di padronanza di questa forma di arti marziali. All’interno di questa struttura che ha ospitato i Campionati mondiali di Taekwondo 2017, è possibile seguire una serie di corsi e programmi aperti a tutti quelli che vogliono formare il proprio corpo e la propria mente tramite il taekewondo, un’arte marziale coreana e uno sport da combattimento nato fra gli anni ’40 e ’50 del ‘900 e basato principalmente sull’uso di tecniche di calcio. Un’esperienza unica nel suo genero che attira ogni anno tantissime persone da ogni parte del mondo.
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ROMA – La presenza di particelle virali del coronavirus sulle mascherine può essere rilevata fino a quattro giorno dalla contaminazione.
A dirlo è un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) dal titolo “Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza Covid-19”.
E quindi? E quindi bisogna stare attenti e “pulire con un detergente le superfici prima di disinfettarle e prestare massima attenzione all’utilizzo delle mascherine”.
Riguardo alla stabilità nel tempo del SARS-CoV-2 su differenti superfici il rapporto fornisce una tabella che mostra, tra l’altro, come sul tessuto le particelle virali infettanti sono state rilevate fino a 24 ore dopo la contaminazione mentre nello strato interno delle mascherine chirurgiche sono state rilevate fino a 4 giorni dopo.
“I dati riportati sono il frutto di evidenze di letteratura scientifica – spiega Paolo D’Ancona, medico epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) – ma vanno declinate in base alle situazioni ambientali, ad esempio i coronavirus resistono meglio a temperature basse e in ambienti umidi.
Il fatto che sopravvivono, inoltre, non significa di per sé che trasmettano la malattia: se ci sono poche particelle virali, infatti, la carica infettante è minore.
Purtroppo però non si conosce quale sia la dose minima per infettare, anche perché dipende anche dalle difese immunitarie dei singoli individui.
Pertanto, bisogna stare sempre molto attenti”.
Questo spiega l’attenzione degli esperti, soprattutto nella Fase 2 in cui ci sarà una ripresa della circolazione delle persone e un grande utilizzo di dispositivi di protezione individuali.
“Le mascherine lavabili – prosegue D’Ancona – vanno usate una volta sola e poi messe subito in lavatrice, senza poggiarle sui mobili.
Quelle monouso vanno gettate nella raccolta indifferenziata subito dopo l’utilizzo. In entrambi i casi vanno toccate solo sugli elastici, lavandosi prima e dopo le mani. Attenzione infine a non gettarle a terra, il rischio infettivo è minimo ma l’impatto sull’ambiente è alto”.
Il rapporto precisa, inoltre, la distinzione tra termini oggi molto utilizzati, come la sanificazione, un “complesso di procedimenti e operazioni” di pulizia che comprende il ricambio d’aria in tutti gli ambienti, e la disinfezione, ovvero il trattamento per abbattere la carica microbica che va effettuato utilizzando prodotti disinfettanti autorizzati dal Ministero della Salute.
C’è poi la detersione, che consiste nella rimozione dello sporco ed è un’azione necessaria prima della disinfezione, perché “lo sporco è ricco di microrganismi che vi si moltiplicano e sono in grado di ridurre l’attività dei disinfettanti”. I prodotti che vantano un’azione disinfettante, ovvero in grado di uccidere patogeni, infine, “non vanno confusi con detergenti e igienizzanti”.
Per questi ultimi, infatti, non è prevista alcuna autorizzazione. (Fonte: Ansa, ISS). | Se hai trovato interessante questo articolo e vuoi rimanere sempre informato su cronaca, cultura, sport, eventi... Scarica la nostra applicazione gratuita e ricevi solo le notizie che ti interessano.
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Ha preso il via il 15 giugno e proseguirà fino al 13 settembre, sul litorale pisano come su quello nazionale, l’operazione 'Mare Sicuro' del corpo delle Capitanerie di porto Guardia Costiera. Giunta alla 29ª edizione, l’operazione ha come obiettivo quello di garantire la sicurezza della navigazione e la salvaguardia di bagnanti, diportisti e subacquei. Un comparto che quest’anno sarà significativamente caratterizzato dall’applicazione delle misure di prevenzione e protezione disposte dal Governo e dalle Regioni per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.
Per la costa ed il mare della Toscana il coordinamento è affidato alla Direzione marittima di Livorno, attraverso le 26 articolazioni territoriali dipendenti (Capitanerie di porto/Uffici Circondariali marittimi/Uffici Locali marittimi) distribuite su un perimetro costiero, comprese le isole dell’Arcipelago, di circa 600 km e sul quale insistono circa 900 strutture balneari. Dal punto di vista operativo saranno 13 le postazioni dislocate nelle località a maggiore vocazione turistica della Regione, dotate di altrettanti battelli veloci e 50 unità di personale.
Sono confermate anche quest’anno le linee di attività degli anni precedenti, tese a valorizzare e a promuovere la cultura del mare, la sicurezza della navigazione, la salvaguardia della vita umana in mare, la tutela dell’ecosistema marino e costiero, la vigilanza sulla corretta fruizione del pubblico demanio marittimo e degli specchi acquei antistanti. Particolare attenzione sarà dedicata al contrasto del fenomeno dell’abusivismo nel settore dell’uso commerciale delle unità da diporto, all’osservanza dei limiti di navigazione dei natanti in prossimità della costa e alla salvaguardia della fascia riservata alla balneazione.
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In relazione alla fase emergenziale in atto, sarà particolarmente curata l’azione di sensibilizzazione nei confronti di tutta l’utenza per il rispetto delle regole di sicurezza previste dalle vigenti normative (DPCM 11 giugno 2020 e dalle successive norme che saranno emanate allo scadere di detto decreto, a far data dal 14 luglio) e dai relativi protocolli di sicurezza. | Tra le diverse misure annunciate dal Governo per cercare di mitigare l'emergenza Covid-19 c'è anche il bonus vacanza.
Potrà essere speso (esclusivamente in Italia) dal 1 luglio al 31 dicembre 2020 in tutti gli hotel, villaggi, campeggi, agriturismi, b&b che verranno specificatamente certificati dal Governo e dalle Regioni (sono esclusi dal bonus coloro che prenderanno case in affitto da privati). Avrà uno sconto massimo di € 500. Lo sconto sarà di € 150 per i single ed € 300 per le coppie.
L'erogazione del bonus (manca ancora il decreto attuativo) sarà legata ad una applicazione, all'interno della quale sarà necessario caricare i documenti richiesti (ISEE che attesta il limite reddituale di € 40.000 annui).
Se si avranno tutti i requisiti richiesti, sull'app comparirà un codice a barre. Una volta giunti nella struttura convenzionata, per usufruire dello sconto, sarà sufficiente che la struttura scansioni il codice per scaricare lo sconto. Si sta lavorando affinchè ad usufruire del bonus possano essere anche alcune piattaforme online come AirBnb o Booking.
Il bonus, inoltre, non sarà uno sconto del 100% dell'importo previsto (massimo € 500). Chi andrà in vacanza dovrà comunque anticipare il 20% del bonus che successivamente però potra recuperare inserendolo nella dichiarazione dei redditi come credito d'imposta.
Il totale di quanto verrà versato dal beneficiario del bonus dovrà essere documentato con fattura elettronica che contiene anche il codice fiscale del beneficiario.
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Lo stesso discorso vale per la struttura che ospiterà i turisti, che dovrà anticipare l'80% del bonus e successivamente inserirlo come credito d'imposta nella dichiarazione dei redditi 2021. | 2 |
"Oggi siamo tornati a discutere di mancato riconoscimento di diritti. In Commissione Sanità abbiamo parlato del mancato riconoscimento del buono pasto per i dipendenti delle Asl, nonostante il contratto collettivo nazionale lo preveda. Unica eccezione per i dipendenti dell'Asl di Bari, gli unici a cui viene riconosciuto quanto previsto dal contratto, probabilmente anche dopo il contenzioso con 5500 dipendenti della Asl di Bari che chiedevano il riconoscimento del diritto alla mensa o del buono pasto sostitutivo, per il periodo dal 1º gennaio 2008 al 31 dicembre 2015, concluso dalla Regione con una transazione da 15 milioni di euro."Lo dichiarano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Grazia Di Bari, Marco Galante e Antonella Laricchia a margine delle audizioni in III Commissione Sanità chieste dal M5S per sapere se tutte le Asl abbiano previsto nei Regolamenti le modalità di organizzazione del servizio e di fruizione del diritto alla mensa nonché le modalità di erogazione dei buoni pasto, dopo le numerose segnalazioni da parte dei dipendenti delle Asl."Le sigle sindacali intervenute - continuano i pentastellati- hanno confermato la necessità di un intervento immediato, per evitare, come è già avvenuto, la proposizione di ricorsi e ulteriori aggravi di spesa. Purtroppo mancavano sia l'assessore Emiliano (e quando mai) che i direttori generali delle ASL e la discussione è stata sospesa e rinviata. L'ennesimo ritardo. Durante la pandemia abbiamo lodato il personale sanitario, abbiamo celebrato tutti quanti gli operatori come eroi, a ragione. Però, quando l'emergenza finisce non ci si può dimenticare di loro e negargli persino i diritti riconosciuti dal contratto collettivo nazionale. Ci aspettiamo un impegno serio e diretto dell'assessore alla Sanità e delle ASL perchè quanto previsto dal contratto venga realmente riconosciuto. Non ci può essere disparità di trattamento tra le ASL". | “Ci giungono numerose segnalazioni sui problemi nell’erogazione dei buoni pasto ai dipendenti delle Asl pugliesi. La contrattazione collettiva stabilisce che le aziende sono tenute a istituire i servizi mensa o ad assicurare il pasto con modalità sostitutive.
Ogni ASL dovrebbe dotarsi di una regolamentazione interna per specificare le modalità di organizzazione del servizio e di fruizione del diritto alla mensa da parte del lavoratore nonché delle modalità di erogazione dei buoni pasto. Vogliamo capire se tutte le Asl abbiano previsto nei regolamenti disposizioni specifiche per quello che è un diritto dei lavoratori”. Lo chiedono i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Antonella Laricchia, Grazia Di Bari e Marco Galante che hanno presentato una richiesta di audizione urgente dell’assessore alla Sanità Emiliano, del direttore del Dipartimento Salute Montanaro, dei direttori delle Asl e dei Segretari Regionali delle organizzazioni sindacali per sapere se tutte le Asl hanno previsto nei Regolamenti le modalità di organizzazione del servizio e di fruizione del diritto alla mensa nonché le modalità di erogazione dei buoni pasto e, se non lo hanno ancora fatto, i motivi che hanno impedito di attivarsi.
“Era il 2016 – spiegano i pentastellati – quando la Regione Puglia concluse un contenzioso con 5500 dipendenti della Asl di Bari che chiedevano il riconoscimento del diritto alla mensa o del buono pasto sostitutivo, per il periodo dal 1º gennaio 2008 al 31 dicembre 2015, con una transazione da 15 milioni di euro. Sono passati anni, ma i problemi sembra non siano ancora stati risolti, dal momento che in tutte le Asl pugliesi, sono numerosissimi i lavoratori che ci segnalano come venga loro negato questo diritto. Per questo riteniamo necessario approfondire la situazione per capire come stanno le cose e a quanto ammontino le risorse messe a disposizione delle singole ASL per le erogazioni dei buoni pasto. Vogliamo anche capire come si sia concluso il contenzioso del 2016, quale è stato l’importo finale per le transazioni e a quanto ammontino le competenze legali liquidate. Vista la delicatezza e l’importanza del tema auspichiamo l’audizione venga calendarizzata al più presto”. | 3 |
Tempo caldo e precipitazioni quasi nulle, ma parecchio vento che ha asciugato ulteriormente i campi. E' la meteo che si è contraddistinta in queste ultime settimane un po' in tutta la Svizzera, con il rischio che per l'agricoltura il perdurare della siccità diventi un grosso problema. Il settore, spiegano gli esperti, puo' reggere ancora soltanto per una decina di giorni.
Il bel tempo ha favorito i lavori di preparazione dei campi e le api nelle loro attività di impollinazione, ma in ambito agricolo la preoccupazione comincia a farsi sentire, visto che una situazione simile non la si vedeva da decenni.
Alcune colture resistono piu' di altre, "quelle di colza ad esempio si stanno dimostrando piu' forti", dice Pierre Yves Perrin, direttore della federazione svizzera dei produttori di cereali, nel servizio realizzato per il radiogiornale da Alessia Fontana, "ma la pioggia e' attesa con urgenza".
In diverse regioni c'e' chi ha iniziato ad irrigare le colture di mais, quelle di barbabietola da zucchero e anche i prati o pascoli. Ma per i campi di colza sono interventi impensabili, difficili. Queste azioni poi comportano costi che non tutti possono sostenere. Se entro fine mese non arriva la pioggia il settore primario dovrà fare i conti con danni e perdite produttive. | Le case in Svizzera diventano sermpre più piccole. A dirlo è la società di consulenza ipotecaria Moneypark, che ha pubblicato uno studio sulla metratura delle nuove costruzioni negli ultimi quattro anni, dal quale emerge che le abitazioni svizzere hanno visto diminuire la loro metratura in media del 3.2%.
A soffrire maggiormente sono i grandi centri urbani, dove lo spazio é limitato e dove addirittura si parla di rimpicciolimenti che vanno tra il 5 e l'8%.
Un fenomeno che trova una spiegazione precisa: i prezzi degli immobili sono aumentati di più di cinque volte negli ultimi dieci anni e, tra i fattori scatenanti, l'aumento dei prezzi dei terreni ha giocato un ruolo fondamentale, in un paese alpino che non dispone di immense pianure a buon mercato dove sviluppare progetti immobiliari.
Un contributo al “restringimento” è poi arrivato anche dalla nuova legge federale sulla pianificazione del territorio, che punta a una maggiore densificazione nelle aree urbane. La logica trova però conferma anche uscendo dai centri: negli ultimi 4 anni la superficie media delle casette unifamigliari è stata di 527 metri quadrati, 100 in meno rispetto alle case più vecchie. | 1 |
Diversi i problemi nell’impianto di Castel Volturno per uniformarsi al protocollo Figc
Certo, ancora non si sa quale sarà la data di ripartenza, ma l’applicazione del protocollo tecnico-scientifico della Federcalcio non è semplice, specie in casa Napoli, dove il centro sportivo di Castel Volturno ha strutture sì moderne, ma si appoggia come foresteria a un albergo di lusso attiguo, e logicamente l’isolamento richiesto comporta ancora più verifiche che staff medico, tecnico e dirigenti stanno cercando di preparare, non senza la difficoltà di poter risolvere in loco le situazioni. Parliamo di un gruppo, quello che dovrà isolarsi, che supererà sicuramente le 50 persone: 26 calciatori; 8 persone di staff tecnico; altri 8 di staff medico; 4 magazzinieri; 1 cuoco e un cameriere; almeno un paio di dirigenti e si deve valutare l’inserimento anche di qualche persona per le pulizie, che comunque per almeno tre settimane dovrà stare all’interno dell’impianto senza poter tornare a casa.
Soluzioni
Sono quelle che si stanno cercando. Una per esempio potrebbe prevedere l’allestimento di una zona colloqui, per certi versi simile a quelle delle strutture carcerarie. Nel senso che, separati da un plexiglass, potrà avvenire un colloquio fra chi sta dentro e chi invece è fuori e non deve aver contatti. Potrebbe essere il caso del direttore sportivo Cristiano Giuntoli, che magari in quel periodo avrà bisogno di autonomia degli spostamenti visto il suo ruolo, ma poi magari avrà bisogno di vedersi con Rino Gattuso o qualche giocatore. E poi allo studio ci sono anche l’allestimento di un percorso in sicurezza per il vicino ospedale di Pineta Grande, nel caso ci fosse l’esigenza per qualcuno del gruppo. I medici Raffaele Canonico, Enrico D’Andrea e Gennaro De Luca sono comunque dotati di un ecografo portatile che consentirà le diagnosi di eventuali lievi infortuni, naturali in un periodo di preparazione. E dovrà essere stilato anche un regolamento di sicurezza per gli impiegati che torneranno a lavorare in sede. | Secondo quanto riferisce Il Mattino, il Napoli è già pronto per attivare il protocollo sanitario e avrebbe potuto cominciarlo già ieri se fosse stata ufficializzata la data del 4 maggio come ripresa degli allenamenti. Non essendoci invece ancora certezze sulla partenza della preparazione, slitteranno più avanti i tamponi a casa e poi verranno completati durante il ritiro superblindato a Castel Volturno i successivi test sierologici ed effettuate le visite mediche agli azzurri.
Poi si comincerà con gli allenamenti sul campo tenendo presente le indicazioni contenute nel protocollo sanitario. Il Napoli ha già individuato un gruppo di lavoro formato più o meno da 50 persone la rosa dei calciatori, componenti dello staff tecnico, dello staff medico (i tre dottori Raffaele Canonico, Enrico D'Andrea e Gennaro De Luca), i magazzinieri e il cuoco che resterà isolato all'interno del centro sportivo.
Le docce verranno effettuate nelle camere singole dell'albergo attiguo al campo e per le sedute tecniche personalizzate verrà rispettata la distanza di almeno due metri e verranno evitate le riunioni tecniche in luoghi chiusi. | 3 |
Bagarre in Senato durante l'intervento di Matteo Salvini, dopo l'informativa del premier Giuseppe Conte sulla fase due dell'emergenza Covid-19. ''Ma cosa c'è da ridere?'', ripete più volte il leader della Lega che vien interrotto da brusii, grida e proteste di M5S-Pd. ''Non rida, porti rispetto per chi a casa non ha una lira, non è pagato per ridere, chiedo rispetto non per me ma per i 30mila morti e per chi non ha i soldi per vivere'', grida il 'Capitano'. ''Non mi stupisce che chi ha ironizzato sulla sanità lombarda continui a ridere'', insiste il numero uno di via Bellerio, riferendosi agli attacchi del deputato 5S Riccardo Riccardi contro la sanità lombarda che hanno provocato l'immediata levata di scudi dei leghisti e del centrodestra, durante il dibattito nell'Aula di Montecitorio.
''State usando il virus per la più grande sanatoria di immigrati clandestini...'' attacca il leader della Lega. "Chi paga la Cig? - chiede poi Salvini - Caro presidente del Consiglio su questo vogliamo delle risposte... La piccola Svizzera ha già erogato 40 miliardi di franchi compilando un foglio. Da noi sono andati anche 5 volte in banche e non hanno ottenuto un euro. Se lei Conte si affida al buon cuore delle banche, allora siamo su un altro pianeta...''. | Il leader della Lega: "I cinesi ci hanno contagiato e noi gli compriamo pure i monopattini". Poi rivolgendosi al premier: "Copiamo da Francia e Germania sulle tasse"
"I cinesi ci hanno contagiato e gli compriamo pure i monopattini". Così Matteo Salvini nel corso del suo intervento al Senato dopo l'informativa del premier Giuseppe Conte. Rivolgendosi al presidente del Consiglio, il leader della Lega dice: "Copiamo da Francia e Germania, che hanno abbassato le tasse senza aspettare l'Europa". Salvini invita poi Conte a "sospendere l'adesione a qualsiasi trattato di libero scambio con altri paesi europei: difendiamo i nostri prodotti, anche le ciliegie che a qualcuno danno fastidio". E concludendo il suo intervento dice: "Buon lavoro presidente del Consiglio e torni pure ai suoi aperitivi in villa, noi l'aspettiamo qua". | 1 |
Si è tornati a parlare, in questi giorni, di acque nere e maleodoranti presenti nel fiume Pescara in località San Martino di Chieti, nelle immediate vicinanze del depuratore in zona Selvaiezzi.
Si legge in una nota del WWF.
Purtroppo non è una notizia nuova: le guardie ambientali WWF stanno seguendo da mesi la questione, segnalata formalmente al Comando Regione dei Carabinieri-Forestali con una nota, corredata da alcune fotografie e da precise indicazioni georeferenziate, inviata attraverso posta elettronica certificata già il 21 novembre dello scorso anno.
La scoperta era stata fatta qualche giorno prima, il 18, durante una consueta attività di vigilanza lungo il fiume. Le guardie WWF avevano avvertito fastidiosi cattivi odori e, seguendone la scia, si erano imbattute in una grossa condotta di scarico “dalla quale – citiamo alla lettera dalla segnalazione -, nonostante il fiume avesse una portata di piena con acque marroni cariche di sedimenti, fuoriusciva copiosa e abbondante acqua di colore nero e densa che faticava a mescolarsi con le acque di portata del fiume; da lì l’odore era insopportabile”.
L’ispezione, ripetuta già in giorno dopo e in varie altre successive occasioni, ha confermato il perdurare del problema, evidente anche questa mattina, quando le nostre guardie si sono incontrate sul posto con gli inquirenti (Carabinieri Forestali e Guardia costiera) mettendo a loro disposizione il materiale raccolto in questi mesi.
"Il lavoro di controllo del territorio svolto dalle nostre guardie ambientali – sottolinea la presidente del WWF Chieti-Pescara Nicoletta Di Francesco – è davvero enorme, ed è stato portato avanti per quanto possibile e nel pieno rispetto delle regole anche in questi difficili mesi di emergenza sanitaria. Vorrei tuttavia ricordare che si tratta di volontari che sacrificano il proprio tempo libero per operare in favore della comunità e non possono essere presenti ovunque e sempre. Devono essere tutti i cittadini a “sorvegliare” il proprio territorio, segnalando ogni anomalia alle autorità competenti. Noi operiamo proprio in questo modo perché ci interessa cooperare per risolvere i problemi e per individuare eventuali comportamenti scorretti e non collezionare consensi sui social. Per questo, e per non intralciare il lavoro degli inquirenti, molte volte gli esposti non vengono pubblicizzati, come è avvenuto in questo caso". | Durante la bella stagione capita spesso di imbattersi in animali selvatici che appaiono feriti, abbandonati o in difficoltà. Ma è sempre opportuno intervenire? Quando è necessario soccorrere l’animale e quando invece è meglio lasciarlo in natura, limitandosi tutt’al più ad osservarlo da lontano? Bisogna sempre porsi queste domande e valutare la situazione di volta in volta, perché in alcuni casi, a dispetto dei buoni propositi, il nostro intervento può creare un danno enorme all’animale che vorremmo soccorrere.
In primo luogo occorre tenere bene a mente che la fauna selvatica è protetta e che ne è vietata la detenzione. Il recupero, inoltre, deve essere finalizzato esclusivamente al ritorno alla vita in natura ed è per questo sempre meglio contattare le autorità locali prima di improvvisare un intervento.
Quando ci si imbatte in un animale selvatico che appare ferito o in difficoltà non dobbiamo avvicinarci subito, ma prima osservare la situazione da lontano per capire se l’animale è effettivamente in difficoltà e per valutare se e come intervenire. In linea generale interferire può essere necessario solo quando si vedono animali feriti, sanguinanti, tremanti, particolarmente deboli o, nel caso degli uccelli, con ali rotte, oppure che siano esposti a pericoli evidenti come, ad esempio, il traffico veicolare o l’eccessiva frequentazione di una zona.
Nel caso si rinvengano piccoli uccelli, cosa abbastanza frequente in questo periodo dell’anno, bisogna distinguere due casi: se si tratta di un nidiaceo (l’uccello non ha ancora le piume) la cosa migliore è trovare il nido, che non dovrebbe essere troppo lontano, e riporlo lì o, se il nido non si dovesse trovare, fornirne uno alternativo con una scatola senza coperchio o un cestino, da sistemare sull’albero vicino al quale si è trovato l’animale. In entrambi i casi si può poi aspettare, a debita distanza, l’arrivo dei genitori; se non dovessero tornare, il nidiaceo va soccorso e portato in un centro di recupero utilizzando una scatola con dei fori. Se invece l’uccello ha già le piume, cammina a terra e saltella, ha gli occhi aperti e non presenta ferite, non bisogna toccarlo: molto probabilmente i genitori sono nei dintorni e il piccolo sta provando a rendersi indipendente. Solo se ci fossero situazioni di pericolo come la presenza di cani e gatti o se l’animale fosse in mezzo a una strada o su un marciapiede trafficato, si può valutare lo spostamento in una zona più sicura nelle immediate vicinanze, come una siepe o il ramo di un albero, e attendere da lontano l’arrivo dei genitori. Anche in questi casi, qualora non si vedessero i genitori, i piccoli uccelli possono essere portati in un centro di recupero. Particolare è il caso di rondini e rondoni che se avvistati a terra, sono in genere in difficoltà e vanno comunque recuperati.
I piccoli di mammiferi, anche se apparentemente soli o indifesi, non vanno mai spostati né toccati. La madre sarà nei paraggi e un nostro intervento di soccorso potrebbe condannarli a una vita in cattività. Basta infatti un contatto anche minimo per imprimere l’odore dell’uomo sul piccolo e rischiare che la madre non lo riconosca più. In particolare, i cuccioli di cervo e capriolo non vanno mai toccati! Spesso si osservano nascosti nell’erba alta, protetti dal loro mantello mimetico: stanno semplicemente aspettando che la madre torni ad allattarli. Bisogna lasciare il piccolo dove è stato trovato, allontanarsi in silenzio, non disturbarlo e non costringerlo a cambiare posizione: potremmo mettere a rischio la sua sopravvivenza e impedire alla madre di ritrovarlo. Anche se l’animale ci sembra ferito o in difficoltà, è sempre meglio contattare un centro di recupero per ricevere informazioni e consigli.
In tutti i casi in cui si renda necessario intervenire e laddove non sia possibile provvedere al recupero e alla liberazione dell’animale in piena autonomia è bene sapere che la legge regionale vigente prevede che per il soccorso, la detenzione temporanea e la successiva liberazione di fauna selvatica in difficoltà, le Province, gli agenti di vigilanza, le associazioni, gli organismi e gli altri soggetti operanti in materia devono avvalersi del “Centro recupero rapaci e selvatici” di Pescara, salva la possibilità per le aree naturali protette di provvedere autonomamente.
In autunno, appena sarà possibile farlo, Carabinieri Forestali e WWF, che hanno un Protocollo di collaborazione a livello nazionale, sono intenzionati ad organizzare dei corsi a livello provinciale di primo soccorso della fauna selvatica al fine di fornire le giuste informazioni a quanti sono particolarmente sensibili al tema. | 2 |
"Ecco perché Matteo Salvini invece di scimmiottare Papa Francesco e baciare rosari in pubblico, dovrebbe andare a vedere Tolo Tolo di Checco Zalone". E' il tweet con cui Famiglia Cristiana accompagna il lungo post di Francesco Anfossi, che si sofferma sul film da ieri nelle sale. "Spero tanto che abbia il tempo di vederlo anche Salvini, tra un rosario baciato in pubblico e uno scimmiottamento del Papa sulle nevi", si legge.
"Spero anche che lo leggano tutti i leghisti, i sovranisti, i grillini, gli xenofobi, i machisti, i fascisti, i celoduristi, le Meloni e i Grillo e tutti coloro che gridano all’invasione per raccattare voti. Con l’ultimo film avevo scritto che questo Alberto Sordi postmoderno racconta l’Italia più di Ilvo Diamanti e Giuseppe de Rita. Lo fa anche in questo", scrive Anfossi in un altro passaggio del post. | Famiglia Cristiana non perde l’occasione e, sfruttando l’uscita al cinema di ''Tolo Tolo'' di Checco Zalone, lancia un durissimo attacco ai sovranisti, a coloro che chiedono semplicemente un freno all’immigrazione incontrollata e, ovviamente, a Matteo Salvini colpevole anche di aver preso in giro Papa Francesco per la sua discutibile e violenta reazione avuta con una fedele un po’ troppo esagitata.
''Ecco perché Matteo Salvini invece di scimmiottare Papa Francesco e baciare rosari in pubblico, dovrebbe andare a vedere Tolo Tolo di Checco Zalone''. Questo è il tweet con cui il giornale dei Paolini accompagna il lungo post di Francesco Anfossi. Quest’ultimo si sofferma sul film da ieri nelle sale e, in modo netto, dichiara di apprezzare la pellicola perché sulla questione migranti racconta ''la disperazione di chi ha perso tutto''.
Anfossi si rivolge direttamente al leader della Lega augurandosi che abbia il tempo di vederlo '' tra un rosario baciato in pubblico e uno scimmiottamento del Papa sulle nevi''. Ma non basta. Il suo messaggio è rivolto ad un pubblico ben più ampio. ''Spero anche che lo leggano tutti i leghisti, i sovranisti, i grillini, gli xenofobi, i machisti, i fascisti, i celoduristi, le Meloni e i Grillo e tutti coloro che gridano all'invasione per raccattare voti. Con l'ultimo film avevo scritto che questo Alberto Sordi postmoderno racconta l'Italia più di Ilvo Diamanti e Giuseppe de Rita. Lo fa anche in questo'' , si legge in un altro passaggio del post.
Anfossi sottolinea, inoltre, come il film ''racconta l'Italia di oggi, il dramma del Sud, la miseria di una classe politica incapace di guardare al bene comune e soprattutto l'origine della tragedia dei migranti, la causa che li spinge a cercare miglior fortuna in Europa: la disperazione di chi ha perso tutto''.
Ecco perché #matteosalvini invece di scimmiottare #PapaFrancesco e baciare rosari in pubblico, dovrebbe andare a vedere #ToloTolo di #CheccoZalone https://t.co/MQ6dYW6oN8 — Famiglia Cristiana (@fam_cristiana) 2 gennaio 2020
Per l’autore del post, “Tolo Tolo” ha anche un altro merito: quello di raccontarel’invasione degli immigrati, che secondo Anfossi non c’è, partendo dal fondo: ''Per capire il dramma dei rifugiati basta mettersi nei loro panni, un metodo evangelico. Papa Francesco lo dice sempre, puntandosi il dito sul petto: “Mi accompagna spesso una domanda: perché loro e non io?''.
''Eccola l’essenza del sovranismo- ha continuato il saggista nella sua invettiva politica- il resto sono tutte scuse buone per giustificare questa pretestuosa visione nazionalista, che in fondo è solo ottusamente egoista”. Per lo scrittore, “se i fatti ci contraddicono ci sono sempre le fake news, le bufale utilizzate dagli xenofobi di tutto il mondo. E se qualcuno ha un sussulto di coscienza? In quel caso ci sono sempre i rosari - trasformati in rassicuranti feticci - da baciare''.
Forse bisognerebbe ricordare ad Anfossi, così spietato con Salvini, quanto ha fatto l’Italia sull’immigrazione e quante persone il nostro Paese ha accolto in questi ultimi anni. Il tutto mentre l’Europa guardava e pontificava senza, però, compiere passi decisi in nostro aiuto. | 4 |
Nei tempi del Covid niente festa a Villa Taverna per celebrare il 4 luglio, ma l'ambasciatore americano in Italia ospiterà un pranzo con i medici e addetti sanitari che a Roma hanno combattuto in prima linea contro il coronavirus. Lo ha annunciato lo stesso Lewis Eisenberg durante la visita oggi allo Spallanzani, esprimendo il "piacere di essere qui per celebrare l'enorme sforzo che il vostro team ha fatto giorno e notte affrontando l'epidemia di Covid 19".
"Il 4 luglio gli Stati Uniti celebreranno la Festa dell'Indipendenza - ha detto l'ambasciatore - e per la prima volta in 50 anni non ci sarà la festa a Villa Taverna, lo scorso anno abbiamo avuto 3mila ospiti. Visto che quest'anno non potrà esserci, abbiamo deciso come ambasciata con un voto unanime che quest'anno vorremmo offrire un pranzo per voi". Un gesto con cui si intende riconoscere il lavoro svolto "nell'affrontare qualcosa che nessuno di noi poteva aspettarsi, nessuno di noi sapeva come affrontare". "E nessuno avrebbe potuto fare l'enorme, incredibile lavoro che voi avete fatto", ha detto ancora Eisenberg ringraziando e congratulandosi con il personale sanitario dell'ospedale romano. | Nel giorno in cui l'Italia riapre le frontiere, l'ambasciata Usa a Roma con un tweet rilancia l''alert' del dipartimento di Stato che mantiene al "Livello 4" l'invito ai viaggiatori statunitensi ad "evitare tutti i viaggi internazionali non essenziali" a causa dell'emergenza coronavirus. Il tweet dell'ambasciata rimanda con un link ad una pagina del sito del dipartimento di Stato, aggiornata al 3 giugno, per le informazioni specifiche riguardanti l'Italia.
Nella pagina si ricorda inoltre che, "sebbene i centri di elaborazione dei passaporti negli Stati Uniti abbiano sospeso le attività a causa del Covid-19, i viaggiatori con un'immediata necessità di viaggio e un volo confermato per gli Stati Uniti possono contattare l'ambasciata Usa a Roma o il locale consolato e richiedere un appuntamento per un passaporto d'emergenza".
Si ricorda inoltre che "il 17 maggio, il governo italiano ha varato un decreto che introduce misure sanitarie aggiornate, comprese restrizioni di viaggio per contenere la diffusione del Covid-19". Si invita quindi a consultare il sito del ministero degli Esteri italiano "per ulteriori informazioni sulle misure e i decreti del governo italiano". | 2 |
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2' di lettura
L’Europa senza Regno Unito ha un nuovo baricentro geografico. Sempre in Germania ma a 70 km a sud est di Westerngrund che, dopo sei anni e mezzo, cede il primato.
Il nuovo ombelico della Ue – nove gradi, 54 minuti, sette secondi di longitudine est e 49 gradi, 50 minuti, 35 secondi di latitudine nord, calcolate dal National geographic institute (Ign) in Francia – è nella frazione di Gadheim, nel distretto di Würzburg, dove un’ottantina di abitanti, in questi giorni sferzati dal vento che spira forte, si ritrovano a festeggiare questo simbolo.
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Il centro della Unione Europea è contrassegnato da un palo bianco e rosso piantato in un blocco di rocce calcaree circondato da pietre e tanto, tanto verde. Le bandiere di Veitshöchheim, Germania ed Europa sventolano al vento e qui, tutti, la prendono con un sorriso sulla bocca.
La “spada nella roccia”
Di questa “spada nella roccia” – ha spiegato ai media locali il sindaco Jürgen Götz (Csu) – i cittadini avrebbero volentieri fatto a meno, perché avrebbero preferito che la Gran Bretagna fosse rimasta nell'Unione europea. Goetz ha dichiarato di aver sentito parlare per la prima volta del calcolo dell’Istituto geografico francese su una stazione radio locale nel marzo 2017. «All’inizio, ho pensato che fosse uno scherzo del pesce d’aprile – ha detto in questi giorni ai media di tutta Europa – uno dei primi. Ma ho scoperto subito che non era uno scherzo». | Dopo la Brexit, l’Unione europea avrà un nuovo centro geografico: Gadheim. Con l’addio del Regno Unito, il piccolo villaggio del nord della Baviera prenderà il posto di Westerngrund, altro paese bavarese a 60 chilometri dal nuovo centro. Gadheim è stato scelto sulla base dei calcoli dell’Ign, l’istituto geografico francese, che ha calcolato la posizione del villaggio applicando il modello del “centro di gravità” al territorio dell’Ue a 27. Mentre la bandiera europea sventola accanto a quella tedesca e a quella della regione in un curato giardino del villaggio, i residenti hanno “emozioni contrastanti” riguardo al nuovo ruolo di Gadheim. | 4 |
bbb 26.1.20 10:06
Przecież ten człowiek jest infantylny i najprawdopodobniej lekko upośledzony umysłowo. Piszę to na poważnie, takie są o nim opinie psychiatrów. Poza tym on nic sobą nie reprezentuje, nie umie się nawet dobrze wysłowić, bredzi gorzej niż Bronek. Kwaśniewski po pijaku wypowiadał się bardziej logicznie i budził większy szacunek | On Saturday, three main opposition candidates held rallies as part of their presidential campaigns. Małgorzata Kidawa-Błońska (PO), who is closest in the polls behind the incumbent Andrzej Duda, promised to undo many PiS reforms, and restore the rule of law and be “a true president”, because “it is time for Poland to have a female president”.
Among her proposals, she listed a tax-free pension, more money for healthcare (1% of GDP more than it is now) and retaining a popular social benefits 500+ programme. Her convention featured a few prominent people hurt by the ruling party, but also youth from the Climate Strike.
Another contender, Władysław Kosiniak-Kamysz (PSL) held a convention in Rzeszów, a PiS stronghold, and positioned himself as a candidate “who brings hope for Poland” and is the only viable alternative to Duda. Presenting himself as a moderate, Kosiniak-Kamysz presented the vision of active presidency, focused on abiding by the constitution, bringing Poland back to the main European table and healing the healthcare system in Poland. Also, his wife made an appearance and presented some social and healthcare initiatives she intends to take up.
Robert Biedroń, candidate of the Left, also held a rally on Sunday and promised to end coal dependency by 2035, to introduce a programme of 1 million apartments for rent and advocated the right to terminate pregnancy until the 12th week.
According to the latest polls, Duda holds a steady advantage over Kidawa Błońska (about 45% to about 25%). Kosiniak-Kamysz and Biedroń vie for third place (10%), while Szymon Hołownia, TV personality, is still in single digits as is the candidate of far-right Konfederacja, Krzysztof Bosak (Łukasz Gadzała | EURACTIV.pl) | 2.5 |
Andrzej Duda i Mateusz Morawiecki dzisiaj postanowili zagrać odcinek wenezuelskiej telenoweli o dwóch mocnych politykach - powiedział w "Kropce nad i" w TVN24 kandydat na prezydenta Szymon Hołownia, komentując wniosek o wotum zaufania dla rządu. - Jeżeli ktoś musi chodzić i głośno opowiadać "jestem silny, jestem silny", to jest to dowód jego bezsiły - ocenił.
Prezydent i premier "dzisiaj postanowili zagrać odcinek wenezuelskiej telenoweli"
- To jest po prostu kolejna śmiechu warta popisówka, jak te wszystkie ustawki pomiędzy prezydentem Andrzejem Dudą a Mateuszem Morawieckim, które rozgrywają od dłuższego czasu wokół - najczęściej - wsparcia dla tych, których dotknęła epidemia. Natomiast dzisiaj postanowili zagrać odcinek tej wenezuelskiej telenoweli o dwóch mocnych politykach w takim trybie, w jakim to zrobili - tak wotum zaufania dla rządu skomentował w "Kropce nad i" Szymon Hołownia.
- Widać, że tam jest naprawdę źle. Prezydent Andrzej Duda traci w naprawdę bardzo szybkim tempie poparcie. Jak dobrze pójdzie i gorąco za niego trzymamy kciuki, to za trzy tygodnie zacznie testować okolice 10 procent. Nie mają pomysłu, co zrobić - powiedział, oceniając działania ekipy rządzącej.
"Dowód bezsiły"
Zdaniem Hołowni, wotum zaufania "to jest próba ratowania Andrzeja Dudy przez machiny Prawa i Sprawiedliwości, ale to jest próba nieskuteczna". - Jeżeli ktoś musi chodzić i głośno opowiadać "jestem silny, jestem silny", to jest to dowód jego bezsiły, a nie siły - wyjaśnił.
"Jak prezydent Duda intensywnie popracuje..."
Szymon Hołownia pytany, dlaczego jego zdaniem Rafał Trzaskowski jest atakowany przez polityków Zjednoczonej Prawicy i państwowe media, odpowiedział, że jest on "jednym z dwóch najpoważniejszych kontrkandydatów prezydenta Andrzeja Dudy w tych wyborach". - Nie jest dziwne, że będzie na wszelkie sposoby atakowany - dodał.
- Ja - osobiście nie mając nic do Rafała Trzaskowskiego - po prostu nie chcę powrotu do Platformy w tym kształcie, a Rafał Trzaskowski to Platforma Obywatelska w tym kształcie, w którym jest i cofnięcie nas do całej tej debaty walki Platformy z PiS-em - stwierdził. - Miejsce partii politycznych, również Platformy, która mam nadzieję kiedyś odzyska swoją kreatywność i zdolność mówienia o tym, co w Polsce być powinno, a nie tylko czego być nie powinno, jest w Sejmie. Ja bardzo chętnie - jeżeli zostanę prezydentem - będę współpracował z Rafałem Trzaskowskim jako z premierem sensownego rządu - powiedział.
Dopytywany, dlaczego mówi się, że głównym rywalem Andrzeja Dudy w wyborach jest Rafał Trzaskowski, a nie on, odparł, że są dwa powody. - Oni się już od tych 15 lat nauczyli nawzajem potrzebować. Żeby się zdefiniować przez to, że przeciwnik znowu wrócił na scenę, też pewnie Prawo i Sprawiedliwość otworzyło tę furtkę do wymiany kandydata Platformy Obywatelskiej - mówił.
- Drugi powód jest taki, że rzeczywiście w tej chwili obserwujemy mobilizację elektoratu Platformy Obywatelskiej, mobilizację elektoratu Rafała Trzaskowskiego. Ta mobilizacja rzeczywiście przebiega tak, że Rafał Trzaskowski osiąga takie wskazania w sondażach jak Małgorzata Kidawa-Błońska na początku tej poprzedniej kampanii wyborczej - wskazywał. - Przede mną teraz mobilizacja mojego elektoratu w ciągu tych trzech tygodni kampanii. Jak prezydent Duda nad tym intensywnie popracuje, to może się zdarzyć sytuacja za trzy tygodnie w tych od początku do końca dziwnych wyborach, że my się z Rafałem Trzaskowskim w drugiej turze spotkamy - stwierdził Hołownia.
Hołownia: jak Andrzej Duda popracuje, to w drugiej turze spotkamy się ja i Rafał Trzaskowski TVN24
"Rafał Trzaskowski nie jest dla mnie problemem, jest dla mnie wyzwaniem"
Hołownia zaznaczył, że "Rafał Trzaskowski nie jest dla niego problemem". - Jest dla mnie wyzwaniem. Wzywa mnie do tego, żebym pokazał, że jest w Polsce rzeczywistość pomiędzy sparaliżowaną wyobraźnią, że z jednej strony Zjednoczona Prawica albo śmierć, a z drugiej – zjednoczona opozycja albo śmierć. Ja wolę zjednoczoną Polskę i spróbuję taką zrobić, i o takiej myśleć - powiedział.
- Ja dzisiaj składałem kwiaty pod tablicą upamiętniającą Tadeusza Mazowieckiego w Warszawie i wspominałem o tym, jak marzył on o Polsce spoistej społecznie i był premierem różnych Polaków. Ja myślę, że ktoś przychodzący spoza systemu partyjnego, mający mandat przede wszystkim obywatelski, ma większe szansę do realizacji tego zadania - mówił.
"PiS robi zło, a Platforma jeżeli czymś grzeszy, to tym, że nie robi dobra"
Szymon Hołownia powiedział, że ma świadomość, że "PiS robi zło, a Platforma - jeżeli czymś grzeszy - to tym, że nie robi dobra". - Jeżeli prezydentem zostanie Andrzej Duda, to czeka nas zabetonowanie państwa - ocenił.
Zdaniem Hołowni, "PiS to PZPR tylko przeniesione trzydzieści parę lat później z innym zestawem kadrowym".
Autor:kb/adso
Źródło: TVN24 | Poland plans presidential election on June 28, says PM
BBJ
The Polish government plans to hold presidential elections on June 28 as a later date is precluded due to the expiry of the current presidential term, Prime Minister Mateusz Morawiecki has said, Polish Radio reports.
Photo by Artmim / Shutterstock.com
The election had been scheduled for May 10, but did not go ahead amid a coronavirus pandemic. Incumbent President Andrzej Duda, who is backed by Poland’s governing conservatives, is standing for another five-year term in office and is ahead in the polls.
Polish opposition politician Małgorzata Kidawa-Błońska announced last week she was withdrawing from the race to make room for a candidate who would have a better chance of defeating Duda.
The opposition Civic Platform (PO) party then chose Warsaw Mayor Rafał Trzaskowski as its new pick for head of state. Polish deputies last week approved plans to conduct the presidential election via a mixed system of postal and traditional in-person voting, Polish Radio notes. | 3 |
Wybory 2020 - Białystok. Jak znaleźć lokal wyborczy?
Aby znaleźć adres, pod którym znajduje się odpowiednia obwodowa komisja wyborcza, w której powinniśmy oddać głos, wystarczy przenieść się na stronę Państwowej Komisji Wyborczej, gdzie znajdziemy wyszukiwarkę obwodów, a następne podać swój adres zamieszkania.
System podpowie, pod jakim adresem możesz spełnić obywatelski obowiązek i w niedzielę oddać swój głos w wyborach prezydenckich 2020 w Białymstoku. Musimy mieć na uwadze, że właściwy adres komisji nie zawsze musi oznaczać najbliższy twojemu miejscu zamieszkania.
Wybory prezydenckie 2020. Na kogo można głosować?
Kto wystartuje w wyborach prezydenckich? Chęć ubiegania się o urząd prezydenta zgłosiło kilkunastu kandydatów, jednak kilka komitetów nie zdołało złożyć w PKW wymaganych 100 tys. podpisów. Na kogo będzie można zatem głosować? Pełna lista kandydatów znajduje się poniżej.
Poniżej lista kandydatów na prezydenta Polski w wyborach prezydenckich 2020:
CZYTAJ WIĘCEJ: Kim są i czym zajmują się kandydaci na prezydenta? | On Saturday, three main opposition candidates held rallies as part of their presidential campaigns. Małgorzata Kidawa-Błońska (PO), who is closest in the polls behind the incumbent Andrzej Duda, promised to undo many PiS reforms, and restore the rule of law and be “a true president”, because “it is time for Poland to have a female president”.
Among her proposals, she listed a tax-free pension, more money for healthcare (1% of GDP more than it is now) and retaining a popular social benefits 500+ programme. Her convention featured a few prominent people hurt by the ruling party, but also youth from the Climate Strike.
Another contender, Władysław Kosiniak-Kamysz (PSL) held a convention in Rzeszów, a PiS stronghold, and positioned himself as a candidate “who brings hope for Poland” and is the only viable alternative to Duda. Presenting himself as a moderate, Kosiniak-Kamysz presented the vision of active presidency, focused on abiding by the constitution, bringing Poland back to the main European table and healing the healthcare system in Poland. Also, his wife made an appearance and presented some social and healthcare initiatives she intends to take up.
Robert Biedroń, candidate of the Left, also held a rally on Sunday and promised to end coal dependency by 2035, to introduce a programme of 1 million apartments for rent and advocated the right to terminate pregnancy until the 12th week.
According to the latest polls, Duda holds a steady advantage over Kidawa Błońska (about 45% to about 25%). Kosiniak-Kamysz and Biedroń vie for third place (10%), while Szymon Hołownia, TV personality, is still in single digits as is the candidate of far-right Konfederacja, Krzysztof Bosak (Łukasz Gadzała | EURACTIV.pl) | 2 |
Byliśmy na premierze najnowszych smartfonów Samsung Galaxy Z Flip i Galaxy S20 w San Francisco. Nowe modele to najlepsi przyjaciele tych, którzy nie wyobrażają sobie życia bez ekranu w ręku. Piszemy o tym, czego dowiedzieliśmy się na Galaxy Unpacked, a resztę doświadczeń ze słonecznej Kalifornii relacjonujemy na naszym Instagramie. "Bardzo dobra prezentacja. Było krótko i konkretnie" - ocenił Krzysztof Gonciarz.
San Francisco położone tuż obok Doliny Krzemowej to nie tylko idealne miejsce do bliższych spotkań z uchatkami kalifornijskimi, ale i jedno z lepszych na prezentację innowacyjnego Samsunga Z Flip oraz trzech wersji nowego smartfona Samsung Galaxy S20. Całe wydarzenie odbyło się w wyjątkowo malowniczym Palace of Fine Arts. Architektura inspirowana starożytnością, pełna kolumn i rzeźb była doskonałym tłem dla nowoczesnej prezentacji najnowszych technologii odbywających się w środku. Nagle znaleźliśmy się w futurystycznej przestrzeni pełnej efektów świetlnych, która potwierdzała, że tu w Kalifornii przyszłość dzieje się już dziś. Sam pokaz w pełni wykorzystywał interaktywność i wielofunkcyjność telefonu - w trakcie łączyliśmy się z różnymi przedstawicielami branży technologicznej i mediów społecznościowych, którzy pokazywali kolejne zalety nowych Samsungów. Dzięki temu, wszystko było jasne i efektowne nawet dla tych z nas, którzy nie są technologicznymi geekami. Warto docenić też świetną organizację pokazu, który mimo dużej liczby zaproszonych gości przebiegł bardzo płynnie. Na końcu nie zabrakło też świetnych przekąsek.
Wojtek Sokół i Krzysztof Gonciarz byli z nami na premierze nowej linii Samsung Galaxy Foto: Noizz.pl
Byliśmy na premierze nowych telefonów Samsung Foto: Noizz.pl
Składany Galaxy Z Flip
Producentów, którzy z okazji premiery nowych flagowców potrafią zrobić wielkie show, jest naprawdę niewielu. Podobnie jak w ubiegłym roku w serii Galaxy pojawiły się trzy nieco różniące się od siebie modele: Galaxy S20, Galaxy S20+ oraz najlepiej wyposażony Galaxy S20 Ultra. Zarówno Krzysiek Gonciarz, jak i Wojtek Sokół docenili interaktywną formę prezentacji sprzętu.
Największe emocje wzbudził jednak składany, dostępny w trzech kolorach - niebieskim, czarnym i złotym - Galaxy Z Flip. To jeden z najmniejszych smartfonów, który jednocześnie kryje ekran o przekątnej 6.7 cala. Mało tego, funkcja składania pozwala ustawić go pod dowolnym kątem i ułatwić sobie robienie zdjęć, wideorozmowy czy multitasking. Telefon będzie dostępny również w specjalnej wersji stworzonej we współpracy z amerykańskim projektantem Thomem Brownem. Cena za wersję podstawową to 6660 złotych.
Trzy nowe flagowce w serii GalaxyS20 i bonus od Netfliksa
Seria Galaxy to odpowiedź dla każdego, kto szuka personalnego asystenta na najwyższym poziomie. Każdy z trzech premierowych flagowców to połączenie prywatnego kina, strefy grania, studia filmowego i fotograficznego zamkniętych w doskonałym designie. Tym, co może zaskoczyć wiernych serii Galaxy S wielbicieli mobilnego słuchania muzyki jest... brak gniazda słuchawkowego.
Podczas konferencji Samsung ogłosił również współpracę z Netfliksem, który na swojej platformie stworzy bonusowe zakładki dla użytkowników Samsung - o szczegółach mamy dowiedzieć się wkrótce.
Największe różnice pomiędzy poszczególnym modelami z serii Galaxy S20, poza ich wielkością, zauważyć można w aparatach. Podczas prezentacji łączyliśmy się m.in. z influencerami z różnych miejsc świata, którzy na żywo prezentowali nowe funkcje telefonów ze wzgórz San Franciso. Bez względu na to, czy pracujemy w mediach społecznościowych, czy Instagram służy nam tylko do prowadzenia cyfrowego pamiętnika chwil, którymi chcemy się podzielić z przyjaciółmi. Koncert w słabo oświetlonej sali, wieczór przy ognisku z daleka od miejskich świateł to trudne warunki do robienia zdjęć.
Wysoka rozdzielczość, którą zapewniają aparaty Galaxy S20 (Galaxy S20 Ultra 5G- 108 MP / Galaxy S20 i Galaxy S20+ – 64 MP) pozwoli na uchwycenie nawet najgorzej oświetlonych momentów. 30-krotny bezstratny zoom optyczny w S20 i S20+ oraz 10-krotny zoom cyfrowy hybrydowy, oraz 100-krotny zoom cyfrowy w Ultra 5G to szansa na sfotografowanie ulubionego wykonawcy, nawet gdy stoimy w miejscu bardzo oddalonym od sceny.
Warto wspomnieć o nowych słuchawkach Galaxy Buds+, które pojawią się w przedsprzedażowym bonusie z Galaxy S20+ oraz Galaxy S20 Ultra. Wszystkie flagowce będą działały w sieci 5G, a w sklepach pojawią się 13 marca. Niecierpliwi mogą już zamawiać telefony w przedsprzedaży.
Premierowe flagowce od Samsung
Samsung Galaxy S20 8/128 GB (niebieski, szary, różowy) - 3949zł
Samsung Galaxy S20+ 8/128 GB (niebieski, szary, czarny) - 4399 zł
Samsung Galaxy S20+ 5g 12/128 GB (niebieski, szary, czarny) - 4849 zł
Samsung Galaxy S20 Ultra 12/128 GB (szary, czarny) - 5999 zł
Konkretną specyfikację nowych telefonów znajdziecie na oficjalnej stronie Samsung. Tymczasem my odmeldowujemy się i idziemy zwiedzać San Franciso w towarzystwie Gonciarza i Wojtka Sokoła. Sprawdzajcie naszą relację na Instagramie.
Zobacz też: Zmień siebie na lepsze – weź udział w akcji #GetFitIn i wygraj nagrody od Samsunga | Rumors and leaks are always great, but they’re even better when they come from official sources. The Samsung Galaxy S20 series has gone through a name change, it has also received a redesigned camera array and more, but now we have confirmation of this information directly from one of Samsung’s websites.
Samsung’s German site posted images of the Samsung Galaxy S20, well inside a cover. The guys found these images over at WinFuture before they were taken down. With this, we may have some sort of confirmation of the name and the design of the Galaxy S20 series. We see the same design we have seen in previous leaks, even though we don’t get a full view of the devices back panel. However, the new camera module with a triple camera setup is in the same place as previous renders. In any case, we only have to wait a bit longer to see the new Galaxy lineup and possibly a new Samsung Galaxy Z Flip on the next Unpacked event that will take place on February 11th in San Francisco.
Source Android Authority
Via WinFuture | 3.5 |
[Tylko u nas] Marek Budzisz: Spadek dochodów ludności w Rosji, czyli o kłopotach Putina przed wyborami
Opublikowano dnia 14.01.2020 19:59
Z przecieków, jakimi dysponują rosyjskie media wynika, że środowe (15 stycznia) wystąpienie przed Zgromadzeniem Federalnym, czyli połączonymi izbami rosyjskiego parlamentu, prezydent Putin ma zamiar poświęcić kwestii dochodów ludności.
A precyzyjnie rzecz ujmując pochylić się z troską nad ich spadkiem i obiecać „wytężoną pracę” celem poprawy sytuacji. Jest to o tyle istotne, że już w tym roku trzeba będzie w Rosji rozpocząć kampanię wyborczą przed kluczowymi dla przyszłości kraju przyszłorocznymi wyborami do Dumy. W „sterowanej demokracji” przygotowania do wyborów rozpoczyna się od zmiany kodeksu wyborczego, tak, aby zwiększyć szanse sukcesu partii władzy. Z napływających do opinii publicznej strzępów informacji wynika, że póki co, jednym z najpoważniejszych scenariuszy, jaki chciałby realizować Kreml jest zmniejszenie liczby mandatów wybieranych z list partyjnych z jednoczesnym zwiększeniem liczby okręgów jednomandatowych. Konkretne zastosowanie tej zasady wiązałoby się z lokalną specyfiką. Ruchowi temu towarzyszyć miałoby dopuszczenie do wyborów większej liczby formacji politycznych, niektóre z nich byłyby wręcz powoływane do życia przez obóz władzy, po to aby, zwłaszcza w okręgach jednomandatowych zwiększyć znaczenie największego politycznego brandu, czyli partii władzy, Jednej Rosji. Ta musi nie tylko wygrać wybory, ale też utrzymać konstytucyjną większość, co z kolei gwarantuje utrzymanie politycznej kontroli nad transmisja władzy związaną z zakończeniem drugiej, kolejnej kadencji Putina (w 2024 roku). Brak takiej większości nie oznacza jeszcze dla reżimu katastrofy, ale ogranicza pole manewru, redukując pewną liczbę rozwiązań a przede wszystkim swobodę ich aplikowania. Może też oznaczać konieczność wejścia w alianse z tzw. systemową opozycją, co w rosyjskich realiach oznacza konieczność opłacenia tego rodzaju wsparcia. To też jest ryzykowne. Cała ta konstrukcja może okazać się ufundowaną na lotnych piaskach, o ile ludzie nie zaczną patrzeć na przyszłość z większym optymizmem.Ostatnie badania opinii publicznej przeprowadzone przez Centrum Lewady mogą napawać władze nadzieją, że nastroje społeczne ewoluują w pożądaną stronę. Rosjanie patrzą z większą ufnością w przyszłość, liczba tych którzy spodziewają się wybuchu wojny światowej spadła o 11 % a udział oczekujących kryzysu gospodarczego w całym spektrum społecznym zmniejszył się z 57 % do 49 %. Jednak nie zmieniła się liczba tych (44 %) którzy spodziewają się niepokoi związanych z biedą, a wzrosła (do 66 %) grupa tych obywateli Federacji Rosyjskiej, którzy są zdania, że w kraju będzie większa korupcja i więcej afer, w tym głośnych, związanych z dymisjami i aresztowaniami wysokich urzędników. Innymi słowy ten częściowy wzrost optymizmu wiązać wypada z oczekiwaniami niemałej grupy Rosjan, że władze rozpocznie energiczną walkę z patologiami we własnym gronie. Niezależnie jednak od tego jak silnie ugruntowane są te oczekiwania i na ile ten wzrost optymizmu jest zjawiskiem trwałym a nie chwilowym, jedno wydaje się pewne – pole manewru rosyjskiej władzy będzie się zawężało jeśli nie uda się „czegoś zrobić” z dochodami ludności. Taki jest dość zgodny pogląd rosyjskich socjologów, zarówno tych, którzy pracują dla rządu jak i sympatyzujących z opozycją. To, że Putin ma zamiar skoncentrować się na tych kwestiach może świadczyć, że i na Kremlu uważa się ten obszar za newralgiczny.Pytanie tylko o czym jest mowa i co oznacza w rosyjskim wydaniu termin „spadek dochodów ludności”? Z ostatnio opublikowanych analiz wynika, że w trzecim kwartale 2019 roku były one o 6,4 % niższe niźli w roku 2013. Mało tego, niekorzystnie zmieniła się tez ich struktura. W ogólnej puli wzrósł udział dochodów pochodzących od państwa (z 72,4 do 78,6 %) a spadł tych z działalności gospodarczej (z 11,6 do 10,4 %). Ale co gorsze z badań Rosyjskiej Akademii Nauk wynika, że bogatsi Rosjanie praktycznie nie odczuli kryzysu, a nawet można mówić, że mają się lepiej niźli przed 2013 rokiem. Obniżenie dochodów dotknęło przede wszystkim grupy najuboższe. Statystyczny wzrost wydatków państwa na wypłaty, którym lubili się chwalić w ubiegłych miesiącach wysocy rosyjscy urzędnicy w praktyce został „przechwycony” przez bogatszych Rosjan. Biedniejsi są jeszcze biedniejsi niż byli. Z jedną wszakże różnicą, bezwzględna liczba najzamożniejszych znacznie się w ostatnich latach zmniejszyła, przede wszystkim spadła grupa uznawana za klasę średnią. W świetle badań specjalistów z moskiewskiej Wyższej Szkoły Gospodarki jest to zresztą trend trwający w Rosji znacznie dłużej. W ciągu ostatnich 30 lat, udział 80 % rosyjskiego społeczeństwa w całości osiąganych dochodów spadł o 21 %, za to 20 % najbogatszych podwoiło w tym czasie swe dochody.Najbogatsi, którzy nie odczuli skutków kryzysu konsumują głównie artykuły luksusowe produkowane poza Rosją, zaś ogromna większość społeczeństwa zmuszona została do znacznego ograniczenia konsumpcji. W efekcie rosyjska gospodarka zderzyła się z problemem braku popytu i to jest jeden z głównych, jeśli nie najważniejszy problem genezy niskiego wzrostu. W efekcie wzrost rosyjskiego PKB, szacowany na 2,3 % w 2018 roku spowolnił do 1,1 % po trzech kwartałach 2019. Bariera braku popytu jest zdaniem rosyjskich ekonomistów niezwykle silna, o czym świadczy szybciej spadająca w Federacji Rosyjskiej, niźli planowano, inflacja. Rosyjski Bank Centralny w minionym roku musiał pięciokrotnie korygować własne prognozy wskaźnika inflacji na koniec 2019 roku, za każdym razem zmniejszając go. Pierwotnie szacunki mówiły, iż będzie ona kształtowała się na poziomie od 5 do 5,5 %, by ostatecznie zejść do 2,9 – 3,2 %. Pogarszają się też szybko inne wskaźniki obrazujące poziom konsumpcji w Rosji – takie jak wartość handlu hurtowego (spowolnienie wzrostu z 2,6 % do 1,8 %), liczba sprzedanych mieszkań w głównych rosyjskich aglomeracjach, czy sprzedaż samochodów, których po dwucyfrowych wzrostach sprzedaży w ostatnich dwóch latach w roku ubiegłym trafiło na rynek o 2,6 % mniej.Jak się wydaje analitycy rosyjskiego Banku Centralnego nie docenili innego zjawiska, a mianowicie wyczerpywania się możliwości konsumpcji na kredyt, która napędzała wzrost gospodarki w 2017 i 2018 roku. Już w roku 2018 najlepiej zarabiający Rosjanie (z dochodami powyżej 40 tys. rubli miesięcznie) przeznaczali na spłatę zobowiązań niemal 21 % osiąganych dochodów a średniacy 28,8 %. To wyczerpanie się możliwości zaciągania nowych kredytów konsumpcyjnych spowodowało w efekcie pod koniec minionego roku spadek akcji kredytowej rosyjskich banków w tym zakresie (o 3,8 %) i to w czasie, kiedy malały stopy procentowe w związku z niższą inflacją, a w przypadku kart kredytowych można nawet mówić o załamaniu się rynku, bo liczba nowo wydanych spadła o 30,1 %.Nadzieje władz, które liczyły, że ożywienie w gospodarce przyniosą tzw. programy narodowe również okazały się złudnymi. Administracja nie jest przygotowana do ich realizacji, inwestycje się opóźniają, co więcej, jak powiedział prezes rosyjskiego odpowiednika NIK Aleksiej Kudrin perspektywa, że dzięki tym nakładom rosyjski PKB będzie rósł szybciej niż o 1,0 – 1,5 % rocznie jest mamieniem się obietnicami bez pokrycia w rzeczywistości.Wszystko zaczyna trochę wyglądać jak kwadratura koła. Rosjanie mało zarabiają i w efekcie mało wydają na konsumpcję. Gospodarka, która zderza się z barierą popytu nie rośnie a dochody, które Rosja osiąga z eksportu węglowodorów zapełniają rezerwy, bo urzędnicy różnych szczebli nie bardzo wiedzą jak je wydać. Czy jest z tego jakieś wyjście i czy Kremla ma pomysł „co z tym wszystkim zrobić”?Wydaje się, że pewne wskazówki znajdują się w wywiadzie Władimira Cziżowa, rosyjskiego ambasadora przy Unii Europejskiej dla dziennika Kommiersant, którego udzielił kilka dni temu. W dyplomacji rzadko kiedy padają przypadkowe sformułowania, w rosyjskiej jeszcze rzadziej, a w przypadku Cziżowa, starego wyjadacza, który od 1976 roku pracuje w rosyjskim MSZ-cie, chyba w ogóle nie możemy mówić o tym, że mówi coś ot tak sobie. Otóż Cziżow powiedział, że to nie Rosja a Europa jest odpowiedzialna za stan kryzysu wzajemnych relacji. Stało się tak, w jego opinii w efekcie wprowadzenia przez Unię Europejską „jednostronnych restrykcji” przeciw Federacji Rosyjskiej. Kroki podjęte przez Moskwę były reakcją na działania państw europejskich. W tym sensie, jak zauważa rosyjski dyplomata, nie można mówić o sankcjach, bo te wprowadzane są w życie postanowieniami ONZ, a jedynie o jednostronnym działaniu Unii. Ta terminologia i chronologia jest w tym względzie w optyce Moskwy istotna. Przede wszystkim z tego powodu, że jak zauważa Cziżow ci którzy wprowadzili restrykcje muszą i powinni się z nich wycofać, bo zmienił się kontekst, czyli rozpoczęły rozmowy w sprawie sytuacji na wschodzie Ukrainy. I to jest, jego zdaniem, problem Europy, która musi ponownie przeanalizować sytuację i dojrzeć do podjęcia tego kroku. Może się to stać tylko wtedy, kiedy jak to określił grupa państw zwolenników współpracy z Rosją przeważy. O zbudowanie takiej „masy krytycznej” w Unii Europejskiej ma zamiar w najbliższym czasie zabiegać Moskwa. To co powiedział rosyjski dyplomata wiąże się nie tylko z ostatnią ofensywą propagandową Moskwy wymierzoną w Polskę i państwa Europy Środkowej. Ale słowa Cziżowa trzeba też rozumieć w ten sposób, że wraz z ich likwidacją zniknie powód do odwetowych kroków rosyjskich, czyli nastąpi ponowne otwarcie własnego rynku na europejskie towary, w tym żywność i artykuły konsumpcyjne. Ich napływ musi wywołać wzrost konkurencji i spadek cen, bo rosyjskie kontrsankcje i ich korzystny wpływ na rosyjskie rolnictwo sprowadził się głównie do rozwoju produkcji zbóż przeznaczonych na eksport, jeśli idzie o mięso i mleko, to zamknięcie rosyjskiego rynku przyniosło wzrost cen. W efekcie za te same dochody Rosjanie będą w stanie więcej kupić. Otwieranie się rynku musi wywołać napływ inwestycji, co znów korzystnie będzie pobudzać rosyjską gospodarkę. W perspektywie kilkunastu miesięcy to jedyne realne narzędzie pobudzenia rodzimej gospodarki i zwiększenia siły nabywczej statystycznego Rosjanina, jakim dysponuje Kreml. I dlatego w najbliższych miesiącach, presja na zniesienie sankcji będzie tylko narastać.Marek Budzisz | Serj Sargsyan must be convicted for the ‘gas’ agreement he signed with Russia in 2013, states Daniel Ionnisyan of the Union for Informed Citizens NGO on his Facebook. Ionnisyan’s post is translated below.
“I’m reading the Armenia-Russia gas agreement of 2013 and I realized that no exit and solution is left out of it. We can neither buy cheaper gas from Iran (and set this cheap price as a basis for the utility cost), nor can we demand Gazprom to supply us with a gas at a more acceptable price… there is no way out.
The agreement signed by Serj Sargsyan’s government is something that Armenia is obliged to abide by until 2043 and whatever price the Kremlin sets, we have to pay for that price if we want to consume the blue fuel.
Serj Sargsyan handed over the right to set the price of gas in Armenia for 30 years without any strings attached. This is a situation where with the exception of pleading with the Russians, Nikol Pashinyan’s government has been left with no leverage. Honestly, I don’t know what needs to be done.
The only clear thing is that Serj Sargsyan must be prosecuted not for stealing diesel, but for signing this agreement. The future of our state has never been so bleak in the years of the independence as with this act.
Ps. In April, the gas supplied to Europe cost on average 59 USD per 1000 cubic meters, while if cost 165 USD to Armenia. If Putin sets his foot on the wrong side tomorrow and he decides to make 165, let’s say 500, thanks to Serj Sargsyan we will be unable to say anything (until at least 2043).” | 1 |
Prezydent USA Donald Trump stwierdził w związku z procesem impeachmentu, że republikanie są silniejsi niż kiedykolwiek.
„Nigdy nie widziałem Partii Republikańskiej tak silnej i zjednoczonej jak teraz. Dziękuję!” – Trump napisał w Twitterze.
I have never seen the Republican Party as Strong and as Unified as it is right now. Thank you! — Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 19 января 2020 г.
W ubiegłym tygodniu Izba Reprezentantów skierowała sprawę o impeachment do Senatu w celu przeprowadzenia procesu prezydenta. Senat Stanów Zjednoczonych otrzymał już pełen materiał w sprawie wniosku o impeachment prezydenta Donalda Trumpa.
Przewodniczący Sądu Najwyższego USA John Roberts i senatorowie złożyli przysięgę, która rozpoczyna proces impeachmentu prezydenta Donalda Trumpa. Teraz rozpatrywane będą oskarżenia przeciwko prezydentowi, w trakcie tego procesu senatorowie będą pełnić rolę przysięgłych, grupa kongresmenów – oskarżających, a Roberts sędziego. O tym, czy Trump jest winny, zadecydują senatorowie. Proces rozpocznie się w Senacie 21 stycznia.
Izba Reprezentantów oskarżyła Trumpa w grudniu z dwóch powodów – nadużycia władzy i przeszkadzania pracy Senatu. Impeachment został wyniesiony tylko głosami demokratów, podczas gdy republikanie, którzy mają większość w Senacie, zamierzają uniewinnić prezydenta. Demokraci zarzucają Trumpowi żądanie usług politycznych od prezydenta Ukrainy Władimira Zełeńskiego w zamian za pomoc wojskową przyznaną już przez Kongres Ukrainie. Trump zaprzecza zarzutom. | Schumer said he had no regrets about the approach taken by Democrats. "We knew this was an uphill fight. We knew you needed two-thirds (of the Senate) to convict, we know that the president is a vindictive, nasty president who goes after anyone who opposes him, and we know that Republicans, even those who might know better, want to go in line with him,'' Schumer said last week. | 3.5 |
Ekwador: obrońcy życia nie chcą „pomocy” ONZ
Obrońcy życia z Ekwadoru alarmują, że oenzetowska pomoc na zwalczanie skutków pandemii COVID-19 uzależniona jest od poszerzenia dostępu do aborcji i promocji ideologii gender. W pierwszych dniach maja ministrowie kilkudziesięciu państw podpisali deklarację dotyczącą rzekomej konieczności propagowania obydwu tych niszczycielskich zjawisk w związku z pandemią COVID-19.
30 kwietnia ekwadorskie Ministerstwo Spraw Zagranicznych potwierdziło złożenie w Organizacji Narodów Zjednoczonych wniosku o pożyczkę w wysokości 46,4 mln dolarów w celu wdrożenia „Planu reagowania humanitarnego ONZ COVID-19”. Z założenia projekt ma „wspierać krajowe działania w zakresie reagowania i zapewnienia zorganizowanej pomocy humanitarnej”.
Global Humanitarian Response Plan to wspólna inicjatywa ONZ, IASC oraz innych organizacji pozarządowych, posiadających mandat humanitarny do analizy i bezpośredniego reagowania na kwestie zdrowia publicznego oraz pośredniego – na konsekwencje humanitarne pandemii, szczególnie wśród osób w krajach zmagających się z innymi kryzysami.
Na podstawie sugestii od WFP, WHO, IOM, UNDP, UNFPA, UN-Habitat, UNHCR, UNICEF i organizacji pozarządowych uzupełnia się plany pomocy humanitarnej opracowane przez Międzynarodowy Ruch Czerwonego Krzyża i Czerwonego Półksiężyca.
Pomoc świadczona w ramach HRP ma trafiać do osób najbiedniejszych i najbardziej dotkniętych skutkami stanu pandemii w krajach uznanych za najbardziej potrzebujące.
Jednym z celów planu GHR ONZ jest „utrzymanie ciągłości zdrowia matek, noworodków i dzieci oraz innych usług w zakresie zdrowia seksualnego i reprodukcyjnego podczas pandemii”. Warunki te obejmują dostęp do aborcji.
Ponadto projekt ma na celu „uwrażliwienie i przeszkolenie personelu medycznego w celu wdrożenia minimalnego pakietu usług początkowych (MISP) dla zdrowia reprodukcyjnego w sytuacjach kryzysowych, który obejmuje promowanie „dostępu do antykoncepcji, w tym antykoncepcji awaryjnej, bezpiecznej legalnej aborcji i opieki poaborcyjnej”.
Miliony w zamian za życie?
Z oenzetowskiej pomocy chce skorzystać między innymi Ekwador, w którym zabijanie nienarodzonych jest nielegalne, chyba że ciąża „zagraża życiu i zdrowiu kobiety”.
Miejscowi obrońcy życia rozpoczęli kampanię, wzywając prezydenta Lenina Moreno do „nieakceptowania ideologicznej ingerencji ONZ”. Petycja obywatelska mówi, że „w obliczu dramatu COVID-19 Organizacja Narodów Zjednoczonych zaproponowała wysłanie pomocy humanitarnej do Ekwadoru, ale pomoc nie jest bezpłatna, ponieważ w różnych częściach dokumentu wyjaśniono, że uzależnia się ją od legalizacji aborcji w Ekwadorze”.
„Wydaje się, że zaczęło to już przynosić rezultaty – piszą autorzy petycji – ponieważ Ekwador jest jednym z 59 krajów, które w trakcie pandemii zobowiązały się do promowania aborcji”. Obrońcy życia nawiązali do wspólnej deklaracji z 6 maja, podpisanej przez szereg krajów między innymi „w celu ochrony zdrowia i praw seksualnych oraz reprodukcyjnych” podczas pandemii.
W wywiadzie dla ACI Prensa, Martha Villafuerte, która reprezentuje sieć obrony rodziny Guayaquil wyraziła obawę, że „najwyższe władze w Ekwadorze rozważą nawet zaakceptowanie tego ekonomicznego wsparcia w wysokości 46 milionów dolarów w zamian za życie tysiące nienarodzonych dzieci”.
Villafuerte stwierdziła, iż plan ONZ „jest sprzeczny z Konstytucją, w szczególności z art. 45, który gwarantuje prawo do życia od momentu poczęcia; prawo, które zostało ratyfikowane 17 września podczas sesji plenarnej Zgromadzenia Narodowego”.
- ONZ zamierza zniszczyć kraj, oferując mu ponad 46 milionów dolarów, z czego 3 miliony byłyby przeznaczone bezpośrednio na „uwrażliwienie i przeszkolenie personelu służby zdrowia w zakresie bezpiecznej, legalnej aborcji i opieki poaborcyjnej, chociaż jest to wyraźnie zabronione przez prawo w Ekwadorze – podkreśliła Villafuerte.
Członkowie Zgromadzenia Narodowego „już publicznie potępiają plan i wyrażają sprzeciw wobec organizacji międzynarodowych, które ustalają warunki dotyczące ich wkładów finansowych” – dodała.
Z kolei poseł Héctor Yépez napisał na Twitterze: „Niewiarygodne! ONZ wskazuje bezpieczną legalną aborcję w swoim planie wsparcia humanitarnego dla Ekwadoru. Chociaż wszyscy chcemy ratować życie, niektórzy nalegają na wyeliminowanie życia nienarodzonych dziewcząt i chłopców”.
W oświadczeniu dla ACI Prensa parlamentarzysta zwrócił uwagę, że Zgromadzenie Narodowe „głosowało już nad aborcją i zwyciężyło stanowisko pro-life, zapobiegając legalizacji aborcji oraz chroniąc życie od poczęcia, jak stanowi nasza Konstytucja”. – ONZ musi uszanować decyzję Zgromadzenia, nastroje większości rodzin w Ekwadorze i prawo do życia, które jest nienaruszalne – dodał.
Międzynarodówka śmierci
6 maja kilkadziesiąt państw z całego świata we wspólnym oświadczeniu na temat ochrony zdrowia, praw seksualnych i reprodukcyjnych oraz promowania reagowania z uwzględnieniem płci w czasie kryzysu COVID-19 , ogłosiło zacieśnienie współpracy w celu promocji aborcji, homoseksualizmu i innych aberracji seksualnych.
Pod wspólnym oświadczeniem podpisali się ministrowie spraw zagranicznych, rozwoju i współpracy m.in. z RPA, Szwecji, Albanii, Argentyny, Australii, Belgii, Boliwii, Bośni i Hercegowiny, Kanady, Cypru, Czech, Danii, Fidżi, Finlandii, Francji, Niemiec, Grecji, Gwinei, Włoch, Łotwy, Libanu, Księstwa Liechtensteinu, Luksemburga, Madagaskaru, Czarnogóry, Namibii, Holandii, Nowej Zelandii, Republiki Macedonii Północnej, Norwegii, Portugalii, Rumunii, Serbii, Hiszpanii, Szwajcarii, Tuvalu, Wielkiej Brytanii, Armenii, Austrii, Bułgarii, Kostaryki, Chorwacji, Ekwadoru, Estonii, Gruzji, Islandii, Irlandii, Japonii, Litwy, Meksyku, Mołdawii, Peru, Republiki Korei, Słowenii, Tunezji, Ukrainy i Urugwaju. Do deklaracji dołączają kolejne rządy, w tym Ekwador.
Ministrowie-sygnatariusze deklaracji uznali, że „ludzkość stoi w obliczu bezprecedensowego zagrożenia COVID-19. Na całym świecie pandemia wywiera druzgocący wpływ na systemy opieki zdrowotnej, gospodarkę i życie, źródła utrzymania i dobrobyt wszystkich osób, zwłaszcza starszych. Skuteczne reagowanie na tę szybko rosnącą pandemię wymaga solidarności i współpracy między wszystkimi rządami, naukowcami, podmiotami społeczeństwa obywatelskiego i sektorem prywatnym”.
Autorzy wystąpienia zaznaczyli, iż „COVID-19 wpływa w różny sposób na kobiety i mężczyzn. Pandemia pogłębia istniejące nierówności kobiet i dziewcząt, a także dyskryminację innych marginalizowanych grup, takich jak osoby niepełnosprawne i żyjące w skrajnym ubóstwie, oraz grozi utrudnieniem realizacji praw człowieka kobiet i dziewcząt. Uczestnictwo, ochrona i potencjał wszystkich kobiet i dziewcząt muszą znajdować się w centrum działań związanych z reagowaniem. Wysiłki te muszą uwzględniać aspekt płci i różne skutki wykrycia, diagnozy oraz dostępu do leczenia dla wszystkich kobiet i mężczyzn”.
Następnie podkreślono konieczność zwalczania przemocy domowej, w tym przemocy ze strony bliskich partnerów. „Ponieważ ochrona zdrowia i ochrona socjalna, a także systemy prawne, które chronią wszystkie kobiety i dziewczęta w normalnych okolicznościach, są osłabione lub pod presją COVID-19, należy wprowadzić szczególne środki w celu zapobiegania przemocy wobec kobiet i dziewcząt. Reagowanie w sytuacjach awaryjnych powinno zapewnić ochronę wszystkim kobietom i dziewczętom, które są uchodźcami, migrantami lub przesiedlonymi. Aby zapewnić ciągłość, należy priorytetowo traktować potrzeby w zakresie zdrowia seksualnego i reprodukcyjnego, w tym usługi wsparcia psychospołecznego oraz ochronę przed przemocą ze względu na płeć. Musimy również wziąć odpowiedzialność za ochronę socjalną i zapewnić zdrowie, prawa i dobre samopoczucie nastolatków podczas zamykania szkół. Wszelkie ograniczenia korzystania z praw człowieka powinny być określone przez prawo oraz zgodnie z prawem międzynarodowym i poddane rygorystycznej ocenie” – czytamy.
Sygnatariusze dodali, że „kluczowe znaczenie ma uznanie przez przywódców centralnej roli powszechnego ubezpieczenia zdrowotnego (UHC) w nagłych wypadkach zdrowotnych oraz potrzeby stworzenia solidnych systemów opieki zdrowotnej w celu ratowania życia. W tym kontekście usługi zdrowia seksualnego są niezbędne” – czytamy.
I dalej: „Ponieważ pandemia dotknęła nasze krajowe i międzynarodowe łańcuchy dostaw, zalecamy, aby zapewnić wszystkim kobietom i dziewczętom w wieku rozrodczym towary związane ze zdrowiem reprodukcyjnym. Wzywamy rządy na całym świecie do zapewnienia pełnego i niezakłóconego dostępu do wszystkich usług zdrowia seksualnego i reprodukcyjnego dla wszystkich kobiet i dziewcząt”.
Dzieciobójczynie i „społeczne piętno”
Zgodnie ze zmienioną strategią aborcjonistów, chcących poradzić sobie z szeroką dezaprobatą społeczną wobec kobiet uśmiercających swoje dzieci poczęte, ruch zabiega o uznanie aborcji za „standardową procedurę medyczną”, która będzie powszechnie realizowana w ramach systemu ubezpieczenia zdrowotnego.
Postulaty aborcyjne łączy się z walką o powszechne prawo do opieki zdrowotnej i pełne włączenie aborcji do głównego nurtu systemu opieki zdrowotnej.
Leila Hessini, wiceszefowa Global Fund for Women i Rufaro Kangai, dyrektor Sexual Health Reproductive Rights Global Fund for Women podkreślają, że od dawna największym wyzwaniem propagatorów aborcji jest „piętno aborcyjne” bezpośrednio związane z autorytetem, miejscem i statusem kobiet w społeczeństwie.
Jak zaznaczają w opracowaniu Advancing positive sexuality and abortion rights by tackling stigma – badania i praktyka pokazują, iż wskutek „piętna aborcyjnego” konieczne jest, by wszyscy ludzie mieli dostęp do „kompleksowego zdrowia i praw seksualnych oraz reprodukcyjnych, w tym do bezpiecznej, pozbawionej osądu wysokiej jakości opieki aborcyjnej”.
„Chociaż aborcje są jedną z najczęstszych procedur medycznych i mogą być bezpiecznie przeprowadzane przez kobiety i pracowników służby zdrowia, piętno aborcyjne przyczynia się do marginalizacji społecznej, medycznej i prawnej” – czytamy.
Badacze i aktywiści wyjaśniają, że ważne jest, by zrozumieć, iż „piętno aborcyjne” nigdy nie ogranicza się do potępienia samej aborcji, ale odgrywa rolę i wiąże się z różnymi problemami społecznymi oraz debatami politycznymi w społeczeństwie. W krajach, zwłaszcza będących pod silnym wpływem instytucji katolickich oraz w USA, „aborcja poddana została linczowi w debatach politycznych i wojnach kulturowych, podczas gdy w krajach, w których antykoncepcja jest łatwo dostępna, piętno aborcyjne może być formą kary dla kobiet, które nie zdecydują się na zastosowanie lub nie mają dostępu do środków antykoncepcyjnych. W krajach pro-natalistycznych aborcje mogą być napiętnowane z powodu dążenia władz państwowych do posiadania przez kobiety dużych rodzin. Ostatecznie piętno aborcyjne jest bezpośrednio związane z normami społecznymi i kulturowymi, z autorytetem, miejscem i statusem kobiety w społeczeństwie. Jest bezpośrednim sposobem kontrolowania i podporządkowywania kobiet oraz ograniczania ich szans życiowych” – czytamy.
Konsekwencje „piętna aborcyjnego” są szerokie i głębokie – dodają autorzy, sugerując, że w krajach takich jak Nigeria śmiertelność matek z powodu niebezpiecznej aborcji jest wyjątkowo wysoka. Podobnie jest w Ameryce Łacińskiej. Nawet w krajach, w których aborcja pozostaje legalna, piętno związane z tym czynem oznacza, że większość kobiet nadal dokonuje go poza formalnym systemem opieki zdrowotnej. Na przykład, podczas gdy zabójstwo przedurodzeniowe jest zgodne z prawem w Nepalu, stygmatyzacja kobiet, które uśmiercają dzieci, „stanowi potężną barierę w dostępie do tej procedury”. Autorzy analizy piszą o „ostracyzmie” w rodzinach i różnych wspólnotach, w tym zwłaszcza religijnych.
Shanta Laxmi Shrestha, przewodnicząca Beyond Beijing i stypendystka Global Fund for Women mówi, że „o ile nie zajmiemy się piętnem aborcyjnym, mimo że usługi są szeroko dostępne, kobiety, które ich potrzebują, nie otrzymają ich”. Kluczowa więc jest walka ze stygmatyzacją aborcji, oswajanie i uczynienie z niej „standardowej procedury medycznej”. Można to osiągnąć – przekonują stratedzy przemysłu śmierci – poprzez zniesienie przepisów przewidujących sankcje karne za zabijanie dzieci poczętych zarówno wobec kobiet, jak i wszystkich innych osób biorących lub przyczyniających się do tego haniebnego procederu.
Jednym ze sposobów walki z „piętnem aborcyjnym” jest promocja „samodzielnej aborcji” w domu.
Nieudany szczyt w Nairobi ICPD25 w 25. rocznicę szczytu kairskiego postawił sobie za cel włączenie „usług aborcyjnych” do krajowych systemów opieki zdrowotnej na całym świcie jako podstawowej, „normalnej procedury medycznej”. Teraz pod pretekstem pandemii COVID-19 bojówkarze cywilizacji śmierci chcą uczynić krok naprzód w kwestiach, których nie udało się przeprowadzić w Nairobi.
Źródła: catholicnewsagency.com, PCh24.pl, government.se
AS | Purpose of this document
The global COVID-19 outbreak is leading to an acute and drastic shortage of essential supplies, including personal protective equipment, diagnostics and clinical management.
At the request of the UN Secretary-General and in support of the UN Crisis Management Team, a Supply Chain Task Force has been convened to establish the COVID-19 Supply Chain System (CSCS).
This document aims to bring clarity on the process of requesting and receiving globally sourced COVID-19 critical supplies that are currently facing constrained market conditions, through the UN COVID-19 Supply Chain System (CSCS).
Background
Supply Chain Task Force
The Task Force oversees a concerted and coordinated approach that both leverages the well-established and proven systems, process, and mechanisms that participating partners have in place while reflecting the need to build on respective strengths and generate synergies for enhanced collaboration in these exceptional circumstances. The Supply Chain Task Force, co-chaired by WHO and WFP, includes representation from each participating organization (WHO, WFP, UNICEF, OCHA, World Bank, The Global Fund, UNOPS, UNDP, UNFPA,
UNHCR, NGOs, Red Cross and Federation and other cluster partners) who are accountable to deliver on their agency’s commitment to this critical operation and who are fully empowered to act flexibly and expediently. | 1 |
Rzecznik linii lotniczych Pakistan International Airlines poinformował w sobotę o odzyskaniu rejestratora danych lotu i głosu z miejsca katastrofy w Karaczi. Dzień wcześniej rozbił się tam airbus z 99 osobami na pokładzie. Katastrofę przeżyły dwie osoby.
Airbus A320 linii PIA z 99 osobami na pokładzie rozbił się w dzielnicy mieszkalnej w Karaczi w piątek przed godziną 15 czasu lokalnego po tym, gdy dwukrotnie próbował wylądować na lotnisku oddalonym zaledwie o 1,4 kilometra od miejsca katastrofy.
Trzykrotne wypowiedzenie sygnału "Mayday" to ostatnie słowa, jakie odebrała wieża kontroli lotów w Karaczi w piątek. Meeran Yousuf, rzeczniczka departamentu zdrowia w prowincji Sindh w Pakistanie, gdzie doszło do katastrofy, przekazała, że przeżyły dwie osoby. Nie ucierpiała żadna osoba znajdująca się na ziemi.
Rzeczniczka dodała, że do piątkowej nocy potwierdzona została tożsamość 19 ofiar śmiertelnych. Badania prowadzone są w dwóch szpitalach w Karaczi, w tym w Jinnah Postgraduate Medical Center - największym szpitalu państwowym w mieście.
W sobotę poinformowano o znalezieniu rejestratorów, które pomogą wyjaśnić przyczyny rozbicia się samolotu. - Czarną skrzynkę zabezpieczono wczoraj pod koniec dnia, przekazujemy ją komisji śledczej - poinformował rzecznik Pakistan International Airlines (PIA), Abdullah Khan, wyjaśniając, że znaleziono zarówno rejestrator danych lotu, czyli tak zwaną czarną skrzynkę, jak i rejestrator głosu w kokpicie.
91 ofiar
Przyczyny katastrofy wyjaśnia powołana przez rząd komisja. Kieruje nią Usman Ghani, szef lotnictwa pakistańskiego. Wstępny raport komisji - jak podały media w Islamabadzie - ma być niezwłocznie przekazany władzom, szczegółowy natomiast - w ciągu miesiąca.
Na pokładzie maszyny znajdowało się 91 pasażerów i ośmiu członków załogi. Według pakistańskiego dziennika "The Express Tribune", na liście pasażerów było 31 kobiet i dziewięcioro dzieci. Wśród ofiar śmiertelnych jest znana pakistańska modelka Zara Abid, dziennikarz stacji telewizyjnej 24 News Ansar Naqvi oraz urzędnik pakistańskiej administracji.
W mieście trwają pogrzeby ofiar katastrofy.
Pogrzeby ofiar katastrofy samolotu PIA w Karaczi PAP/EPA/REHAN KHAN
Z wcześniejszych ustaleń wynika, że przyczyną katastrofy były najprawdopodobniej problemy techniczne maszyny. Przed lądowaniem pilot miał zgłosić kontrolerowi lotu, że stracił oba silniki. Według świadków, gdy maszyna krążyła nad miastem, próbując podejść do lądowania, z jednego z silników wydobywał się ogień. Według innej wersji, którą podała Agencja Reutera, mógł być problem z opuszczaniem podwozia maszyny.
Pakistańskie Linie Lotnicze, do których należał Airbus A320-214 podały, że samolot był eksploatowany od 2014 roku, a przegląd techniczny przeszedł w listopadzie zeszłego roku. Wcześniej, od 2004 roku, używany był przez linie China Eastern.
Autor:akw/pm
Źródło: Reuters, tvn24.pl | A Pakistan International Airlines Airbus jet with over 100 people on board crashed into residential buildings in Karachi on Friday afternoon while approaching the airport.
At least three passengers survived but many others were feared dead.
Supermodel Zara Abid was also on board the ill-fated flight PK 8303 aircraft that crashed near Karachi's Jinnah International Airport.
The passengers’ list of the flight issued to the media also shows a passenger by the name of Zara Abid boarded the plane that crashed minutes before landing in Karachi.
According to authorities, three people including the President of Punjab Bank are on the survivors' list. Two others were identified as Muhammad Zubair and a woman Tahira.
The injured are being treated in different medical facilities in Karachi.
According to local media, over a hundred people including cabin crew were on board the plane when it went down.
Rescuers are still recovering the bodies from the debris of the plane. | 3.5 |
Za nami pierwsza debata prezydencka zorganizowana w ramach nowego cyklu "zapytaj Prezydenta". W pierwszej odsłonie politycy rozmawiali o kryzysie klimatycznym oraz o możliwych scenariuszach dla Polski, jakie należy przedsięwziąć w obliczu zagrożeń, których istnienia nikt dziś już nawet nie podważa. A zaledwie kilka lat temu mało kto w środowisku politycznym brał je na poważnie. Król nie jest już nagi.
W debacie udział wzięli: Władysław Kosiniak-Kamysz, Małgorzata Kidawa-Błońska, Robert Biedroń, Szymon Hołownia oraz Krzysztof Bosak.
Jak w przypadku każdej debaty ważne były tu nie tylko pytania, które padły, ale także te, które można (i należy) zadać już po jej zakończeniu.
Gdzie był Prezydent?
Od początku zwraca uwagę fakt, że w cyklu zatytułowanym "zapytaj Prezydenta" (nie: "kandydata na Prezydenta") zabrakło głosu jednego z najważniejszych postaci zbliżających się wyborów - Andrzeja Dudy.
Prezydent spotkał się dziś m.in. z ministrami, aby porozmawiać na temat polskich zasobów wodnych i retencji, zaapelował o racjonalne gospodarowanie wodą oraz zdążył zasadzić młode drzewka w leśnictwie Bączki. Odbył także półgodzinną wideokonferencję z szefem NATO, Jensem Stoltenbergiem. Rozmowa dotyczyła zadań i działań NATO w dobie pandemii koronawirusa.
Sprawy bezpieczeństwa i polityki energetycznej, rekordowej suszy oraz tragicznej jakości powietrza w Polsce wcale nie są mniej pilnym kryzysem od tego wywołanego pandemią. W zasadzie każda z tych spraw stanowi już osobny kryzys - są to kwestie nie tylko nakładające się, ale i powiązane ze sobą znacznie silniej, niż to się na pierwszy rzut oka wydaje. Wie o tym dziś w Polsce nie tylko opozycja, ale i rząd. Polityka punktowego łatania dziur może okazać się jednak w tym względzie niewystarczająca - i już widać, że taka właśnie jest.
Panie Prezydencie - ominął Pan dziś spotkanie, które okazałoby się dla Pana jako reprezentanta obozu rządzącego z pewnością spotkaniem trudnym. Jednak znajdowali się tam nie tylko Pańscy oponenci, ale także politycy, którzy w wielu kwestiach przejawiają dużą wrażliwość na problemy wiążące się z wyzwaniami klimatycznymi. Co do problemów i wyzwań, przed jakimi stanął kraj w tym trudnym czasie, spotkałby Pan tam ludzi, którym na dobru państwa prawdopodobnie zależy nie mniej, niż Panu. Konkretne, wielotorowe działania potrzebne są Polsce już teraz - i być może zamiast w pojedynkę sadzić drzewa, lepiej poświęcić czas na wspólną rozmowę o tym, co zrobić można tu i teraz.
Mamy wiosnę i już w tej chwili wszystko wskazuje na to, że susza, z jaką będą musieli mierzyć się w tym roku Polacy, będzie najgorsza od dziesięcioleci, a może i najpoważniejsza od stulecia. I najpewniej każdy dzień odkładania tych działań nikomu nie działa na korzyść, także partii rządzącej. Zacząć trzeba już przed wyborami.
A żadna partia nie da rady sprostać tym wyzwaniom w pojedynkę.
Czy Polska naprawdę potrzebuje zielonego prezydenta?
Co napawa nadzieją - zgadzają się do tego niemal dziś wszyscy. I nie chodzi o zachwalanie rozwiniętej świadomości polityków - bo jeśli dziś politycy zaczynają coś deklarować, najczęściej dzieje się tak dlatego, że tego właśnie wymagają od nich ich wyborcy.
To wyborcy stają się coraz bardziej świadomi. Według danych przedstawionych przez Kantar Polska 72 proc. Polaków zdaje sobie sprawę, że mamy dziś już naprawdę całkiem poważny problem i działać trzeba natychmiast. "Natychmiast" oznacza tu i teraz, a nie po wyborach. I jako wyborca chciałabym już teraz widzieć, że kandydaci na jeden z najważniejszych urzędów w kraju już teraz podejmują kroki w walce z zagrożeniami, które sami uznają za palące. Pozostaje mieć nadzieję, oby nie nawiną, że walka polityczna nie okaże się jednak znów ważniejsza.
Dlaczego Polacy naprawdę potrzebują zielonego prezydenta?
Bo tylko taki będzie zdolny dostrzec, że w obecnym świecie to właśnie ta barwa, pod którą trzeba działać. Panujące, zaostrzające się z dnia na dzień kryzysy - nie tylko klimatyczny, ale i pandemiczny, gospodarczy oraz większość stricte politycznych, i to w wielu różnych rejonach świata - w taki czy inny sposób zależne są właśnie od relacji z tym światem, który pożyczyliśmy. Susze i inne formy przejawiania się kryzysu klimatycznego prowadzą do migracji, eskalacji konfliktów i mają bezpośrednie przełożenie na światową gospodarkę. Żadnego z globalnych, państwowych czy lokalnych problemów nie da się trwale rozwiązać bez uwzględnienia tej optyki.
Polacy potrzebują zielonego prezydenta, bo to jest właśnie rodzaj przywódcy, który sprosta światu w obecnej sytuacji. Nie tylko w Polsce.
Do spraw klimatu i ochrony środowiska sprowadzają się dziś już wszystkie wyzwania, przed jakimi stoimy jako cywilizacja. I dopiero polityka prowadzona w oparciu o rozwiniętą świadomość ekologiczną będzie zdolna przyjrzeć im się całościowo: nie tylko zrozumieć charakter i dynamikę rozwojową (co w tym przypadku oznacza, niestety, pogłębianie się) kluczowych problemów, takich jak susza czy smog - ale spojrzeć na nie jak na system naczyń połączonych. Tylko tak można zacząć szybko opracowywać i wprowadzać kompleksowe rozwiązania, które okażą się w bliższej lub dalszej perspektywie skuteczne na wielu różnych płaszczyznach. A nie łatać dziury i odkręcać kurek z pieniędzmi, których po pierwsze i tak nie ma, a po drugie przydałyby się w dobie pączkowania kryzysów może gdzie indziej.
Kilka dni temu Jane Goodall wygłosiła przemówienie na uniwersytecie w Oxfordzie. Odniosła się w nim m.in. do słynnego powiedzenia, zgodnie z którym "Ziemi nie odziedziczyliśmy od przodków, tylko pożyczamy od naszych dzieci". - Spójrzcie na otaczający nas świat. Te słowa to kłamstwo. Wcale niczego nie pożyczamy od naszych dzieci. Pożyczanie oznacza, że coś spłacimy, a my niczego nie zdołamy spłacić. My kradniemy - podkreśliła aktywistka.
I trudno oprzeć się wrażeniu, że mało kto powinien rozumieć tę wypowiedź lepiej od polityków.
Foto: Materiały prasowe
"zapytaj Prezydenta" to cykl debat organizowany przez Kantar Polska i Global Compact Network Poland. Pytania kandydatom zadawali: Łukasz Kijek z Gazeta.pl, Paweł Balinowski z RMF FM i Mikołaj Kunica, redaktor naczelny Business Insider Polska.
(AS) | On Saturday, three main opposition candidates held rallies as part of their presidential campaigns. Małgorzata Kidawa-Błońska (PO), who is closest in the polls behind the incumbent Andrzej Duda, promised to undo many PiS reforms, and restore the rule of law and be “a true president”, because “it is time for Poland to have a female president”.
Among her proposals, she listed a tax-free pension, more money for healthcare (1% of GDP more than it is now) and retaining a popular social benefits 500+ programme. Her convention featured a few prominent people hurt by the ruling party, but also youth from the Climate Strike.
Another contender, Władysław Kosiniak-Kamysz (PSL) held a convention in Rzeszów, a PiS stronghold, and positioned himself as a candidate “who brings hope for Poland” and is the only viable alternative to Duda. Presenting himself as a moderate, Kosiniak-Kamysz presented the vision of active presidency, focused on abiding by the constitution, bringing Poland back to the main European table and healing the healthcare system in Poland. Also, his wife made an appearance and presented some social and healthcare initiatives she intends to take up.
Robert Biedroń, candidate of the Left, also held a rally on Sunday and promised to end coal dependency by 2035, to introduce a programme of 1 million apartments for rent and advocated the right to terminate pregnancy until the 12th week.
According to the latest polls, Duda holds a steady advantage over Kidawa Błońska (about 45% to about 25%). Kosiniak-Kamysz and Biedroń vie for third place (10%), while Szymon Hołownia, TV personality, is still in single digits as is the candidate of far-right Konfederacja, Krzysztof Bosak (Łukasz Gadzała | EURACTIV.pl) | 2.5 |
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This is all listed on Pathstone Mental Health’s June schedule as it continues to promote the importance of mental well-being for young children, pre-teens and adolescents.
The launch of Pathstone TV on June 5 will include weekly episodes every Friday to help educate on topics such as gratitude, resiliency, grounding skills and fear.
These three to five-minute videos will be presented by mental health experts and professionals. Visit pathstonementalhealth.ca to view the videos.
Pathstone will be launching its Catch the Ace jackpot lottery. This includes a weekly cash prize and progressive jackpot once the Ace of Spades is caught. Tickets can be purchased at pathstoneace.ca at a starting price of $10 beginning June 10.
The encouraging news is the Pathstone Hear and Now Walk-In Clinic will reopen on June 15 at The Branscombe Centre at 1338 Fourth Ave. in St. Catharines. The clinic will operate by appointment only and further information will be released on June 12.
For this year's graduates, Pathstone will be hosting a neon night virtual dance party on June 26. The event will be free at events.pathstonefoundation.ca at 8 p.m., and it will be a one-hour program with music, videos, TikTok performances and celebrity shout-outs to all the graduates.
More information can be found at pathstonementalhealth.ca or by calling 905-688-6850. The Pathstone crisis and support line remains open 24 hours at 1-800-263-4944. | 1 |
Jeszcze zanim prezydent Turcji zagroził otwarciem granicy, a tureckie media poinformowały, że Ankara nie ma zamiaru przestrzegać porozumienia z Unią Europejską, w Grecji starły się ze sobą siły policji i przeciwnicy budowy obozów dla imigrantów.
Mieszkańcy greckich wysp Morza Egejskiego protestują od poniedziałku przeciwko budowie ośrodków dla imigrantów.
Na Lesbos i Chios setki mieszkańców wzięły udział w protestach przeciwko budowie takich ośrodków. Na wyspie Chios rozwścieczony tłum wtargnął do pokojów hotelowych, w których przebywali policjanci. Pobito funkcjonariuszy, a ich prywatne rzeczy wyrzucono przez okno. Udało się aresztować jednego napastnika.
Najbardziej dramatyczne sceny rozegrały się na Lesbos, gdzie demonstranci zaatakowali policjantów, a także oblegali koszary wojskowe, w których przebywali żołnierze mający tłumić protesty.
Władze lokalne ogłosiły 24-godzinny strajk i zorganizowały duże wiece protestacyjne, które przerodziły się w starcia z policją. W stronę funkcjonariuszy poleciały kamienie i koktajle Mołotowa. Mundurowi odpowiedzieli gazem łzawiącym i granatami ogłuszającymi. W środę w starciach na Lesbos rannych zostało 43 policjantów – informują źródła rządowe. Lokalna prasa pisze zaś o ponad 60 rannych. – Jesteśmy w stanie wojny – powiedział agencji AFP miejscowy ksiądz. – Policja ma broń, my mamy serce i duszę – dodał.
W odpowiedzi na protesty władze wycofały część oddziałów z wysp. Jednocześnie rząd w Atenach podkreślił, że nie ma zamiaru odstąpić od planów budowy ośrodków. Swoją decyzję motywuje kwestiami bezpieczeństwa (nowe obozy mają być lepiej pilnowane) oraz względami humanitarnymi (obecne ośrodki ze spełniają standardów higienicznych i są skrajnie przeludnione). Rzecznik greckiego gabinetu podkreślił również, że policja „zachowała daleko idącą powściągliwość” w czasie demonstracji. Nie uspokoiło to jednak nastrojów.
W czwartek na wiecu, który odbył się na Placu Safony w Mitylenie na Lesbos, jeden z liderów protestu mówił: „Cieszymy się z buntu, determinacji, heroizmu i odwagi tysięcy wyspiarzy, którzy wystąpili przeciwko inwazji i represjom, odnosząc pierwsze zwycięstwo. Głos mieszkańców wysp został usłyszany głośno i dobitnie: żadnych ośrodków na wyspach, ani zamkniętych, ani otwartych”.
Z kolei szef regionalnej administracji Costas Moutzouris potępił rząd za tłumienie protestów przemocą, zaapelował również o uspokojenie nastrojów na wyspach. „Mieszkańcy Lesbos i Chios służyli przez pięć lat jako falochron przeciwko imigracji. Rząd powinien być bardziej wrażliwy, a reszta Grecji winna wykazać więcej zrozumienia” – dodał.
Masowe niezadowolenie mieszkańców wysp Morza Egejskiego jest obecnie najważniejszym wyzwaniem, przed jakim stoi rząd Kyriakosa Micotakisa. Zwrócił się on do imigrantów z apelem: „Nie przyjeżdżajcie. Pieniądze, które płacicie przemytnikom nie zaprowadzą was do Grecji kontynentalnej i ostatecznie do Europy. Wasza podróż zakończy się na greckich wyspach, a to początek drogi powrotnej”. Mieszkańcy wysp nie wierzą jednak, że działania rządu w Atenach pomogą rozwiązać problem, nie ufają także w zapewnienia o powtrzymaniu migracji i deportowaniu tych, którym azyl nie przysługuje.
Greckie wyspy Morza Egejskiego są główną bramą dla migrantów, chcących przedostać się do Europy. Władze zmagają się z ogromnym ciężarem organizacji miejsc pobytu dla przybyszów. System udzielania ochrony międzynarodowej nie działa, co powoduje duże opóźnienia w rozpatrywaniu wniosków o azyl. Mimo obowiązującej umowy między Unią Europejską a Turcją z 2016 r. niewiele osób, których wnioski o azyl odrzucono, udaje się zawrócić.
„W obozach na wyspach Lesbos, Samos, Chios, Leros i Kos przebywa ponad 38 tys. imigrantów, choć oficjalnie ośrodki te mogą pomieścić nieco ponad 6 tysięcy.” – informuje „Rzeczpospolita”.
Najnowsze dane mówią, że na samym Lesbos przebywa 21 tysięcy imigrantów, co stanowi blisko 25 procent całej populacji wyspy, która liczy 85 tysięcy osób.
Według statystyk ONZ prawie 60 tysięcy migrantów i uchodźców przybyło na greckie wyspy w 2019 roku, czyli blisko dwa razy więcej niż 2018 roku.
Imigracyjny szantaż Ankary i zapowiedzi wpuszczenia do Europy kilku milionów Syryjczyków zapewne doprowadzą o podgrzania nastrojów i może to doprowadzić do kolejnego kryzysu.
Piotr Ślusarczyk
Źródła: www.france24.com; fakty.tvn24.pl; www.902.gr; www.rp.pl | UNHCR urges Greece to improve refugee conditions
GENEVA-Anadolu Agency
The United Nations Refugee Agency (UNHCR) urged Greece on Feb. 7 to increase efforts to address "alarming" overcrowding and precarious conditions for asylum seekers and migrants staying on the five Aegean islands of Lesbos, Chios, Samos, Kos and Leros.
"UNHCR has been appealing to the Greek government to use emergency measures to expedite its plans to transfer a greater number of asylum-seekers to appropriate accommodation on the mainland," UNHCR spokesman Andrej Mahecic said at a regular U.N. briefing.
The agency said that more than 36,000 asylum seekers were currently staying in reception centers across five islands initially designed with a capacity of 5,400.
It said Greece had been "generous and compassionate towards refugees, despite a very complex and difficult situation," noting that the east Aegean islands had shouldered a disproportionate burden and responsibility.
"It is critical that other regions in Greece step up their solidarity to help alleviate pressures by receiving transferred asylum seekers and opening up reception places," said Mahecic.
UNHCR said continued European support in terms of resources, capacity and solidarity were also needed to boost Greece's response.
On Samos, 6,782 people are staying in a center designed for 660, while others reside in makeshift shelters pitched in surrounding fields.
Moria, a town on Lesbos, is hosting 18,342 inside a facility for 2,200 and others are staying in adjacent olive groves.
Reception centers on Chios, Kos and Leros are also overcrowded, said UNHCR.
Families make up the majority of the asylum-seekers and migrants, a third of whom are children, most below the age of twelve.
Thousands of women, men and children who currently live in small tents are exposed to cold and rain with little or no access to heating, electricity or hot water.
Hygiene and sanitation conditions are unsafe, with health problems on the rise, said UNHCR, adding that despite the dedication of medical professionals and volunteers, many were unable to receive medical attention as there were not enough doctors at reception centers and local hospitals.
"Longer-term solutions and improvement of conditions on the islands are necessary but will only be possible once the overcrowded centers are decongested," said Mahecic. | 3 |
Według anonimowego informatora Reutera, w boeingu doszło awarii technicznej - prawdopodobnie chodzi o przegrzanie jednego z silników.
"Wstępna ocena zachodnich agencji wywiadowczych mówi, że samolot nie został zestrzelony przez pocisk. Nie ma dowodów, które by to potwierdzały" - poinformowało źródło.
Komentarza w tej sprawie na razie odmówiły władze koncernu Boeing, które oświadczyły jednak, że utrzymują stały kontakt z ukraińską linią i są gotowe do pomocy Ukraińcom.
Boeing 737-800 linii Ukraine International Airlines rozbił się w środę rano krótko po starcie z międzynarodowego lotniska Tehran-Imam Khomeini w stolicy Iranu.
Reklama
Władze Ukrainy poinformowały, że na pokładzie samolotu, lecącego do Kijowa, znajdowało się 176 osób, w tym 167 pasażerów oraz dziewięciu członków załogi i nikt nie przeżył. Wśród ofiar jest 82 Irańczyków, 63 Kanadyjczyków, 11 Ukraińców, 10 Szwedów, czterech Afgańczyków, trzech Niemców i trzech Brytyjczyków.
Irańska telewizja państwowa poinformowała wcześniej w środę, że odnaleziono oba rejestratory parametrów lotu boeinga. Urządzenia są uszkodzone, ale uważa się, że nadal możliwe jest odzyskanie zapisanych na nich danych. | A Ukrainian passenger plane carrying 176 people has crashed due to technical problems after take-off from Tehran's main international airport, killing all on board, Iran's state television and Ukraine's Foreign Ministry say.
Key points: Rescuers are attempting to recover the bodies from the crash site
Rescuers are attempting to recover the bodies from the crash site Air tracking service FlightRadar24 says the plane that crashed was Flight PS 752
Air tracking service FlightRadar24 says the plane that crashed was Flight PS 752 The crash comes hours after Iran launched a missile attack targeting two bases in Iraq housing US forces
The Boeing 737-800, which belongs to Ukraine International Airlines and took off on Wednesday morning (local time), crashed near Imam Khomeini International Airport and burst into flames after a fire struck one of its engines, said Qassem Biniaz, a spokesman for Iran's Road and Transportation Ministry.
The pilot lost control of the plane, sending it crashing into farmland near the town of Shahedshahr on the outskirts of Tehran, Mr Biniaz said, according to the state-run IRNA news agency.
Hassan Razaeifar, the head of Iran's air crash investigation committee, said it appeared the pilot could not communicate with air-traffic controllers in the last moments of the flight.
A relative of a flight attendant on the plane at an airport in Ukraine following the news. ( AP: Efrem Lukatsky )
According to website FlightRadar24, the plane was Flight PS 752 and it had stopped sending data almost immediately after take-off.
Prior to take-off, it had been delayed by almost an hour. It took off to the west, but never made it above 8,000 feet in the air, according to FlightRadar24.
The Boeing 737-800 carried 167 passengers and nine crew members on its flight to the Ukrainian capital, Kiev, Mr Biniaz said.
According to Ukraine's Foreign Minister, on the plane there were:
82 Iranians
82 Iranians 11 Ukrainians
11 Ukrainians 63 Canadians
63 Canadians 10 Swedes
10 Swedes Four Afghans
Four Afghans Three Germans
Three Germans Three British people
Airline officials said most of the passengers were transiting through Kiev to other destinations.
Ukraine International Airlines said it had indefinitely suspended flights to Tehran after the crash.
"It was one of the best planes we had, with an amazing, reliable crew," Yevhen Dykhne, president of the airline, said at a briefing following the crash.
The crash came hours after Iran launched a missile attack targeting two bases in Iraq housing US forces in retaliation for the killing of top general Qassem Soleimani last week.
The plane is believed to have stopped sending data almost immediately after take-off. ( AP: Mohammad Nasiri )
Pirhossein Koulivand, head of Iran's emergency services, said rescuers were trying to recover the bodies from the crash site.
But he later told state television: "The fire is so heavy that we cannot [do] any rescue … we have 22 ambulances, four bus ambulances and a helicopter at the site."
Ukraine President Volodymyr Zelenskiy confirmed all passengers and crew on board were killed, citing preliminary information.
In a statement, Mr Zelenskiy said Ukraine was trying to establish the circumstances of the crash.
"My sincere condolences to the relatives and friends of all passengers and crew," he said.
Mr Zelenskiy later ordered a sweeping inspection of all civil airplanes in the country, "no matter the conclusions about the crash in Iran".
The plane went down after a fire reportedly struck one of its engines. ( AP: Mohammad Nasiri )
His office said he had cut his visit to Oman short and was returning to Kiev because of the crash.
"Our task is to establish the cause of the crash of the Boeing and provide all necessary help to the families of the victims," said Parliament Speaker Dmytro Razumkov, in a Facebook statement.
Ukrainian authorities have offered to help with the investigation of the plane crash.
"We're preparing a group of specialists in order to help with the search operation and the investigation of the cause of the crash," Ukraine's Prime Minister, Oleksiy Honcharuk, said.
'Body parts were lying around everywhere'
AP journalists who reached the crash site saw a wide field of debris scattered across farmland, the dead laying among shattered pieces of the aircraft.
Their possessions — a child's cartoon-covered electric toothbrush, a stuffed animal, luggage and electronics — stretched everywhere.
Resident Din Mohammad Qassemi said he had been watching the news about the Iranian ballistic missile attack on US forces in Iraq in revenge for the killing of Revolutionary Guard General Qassem Soleimani when he heard the crash.
"I heard a massive explosion and all the houses started to shake. There was fire everywhere," he told Associated Press.
Thousands of Boeing 737-800s are used by airlines around the world. ( AP: Mohammad Nasiri )
"At first I thought [the Americans] have hit here with missiles and went in the basement as a shelter. After a while, I went out and saw a plane has crashed over there. Body parts were lying around everywhere."
Rescuers in masks shouted over the noise of hovering helicopters as they arrived at the scene. They quickly realised there would be no survivors.
"The only thing that the pilot managed to do was steer the plane towards a soccer field near here instead of a residential area back there," witness Aref Geravand said. "It crashed near the field and in a water canal."
Tehran nuclear deal could hamper Boeing's assistance in crash investigation
Boeing issued a brief statement on Twitter acknowledging the crash.
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Boeing, like other airline manufacturers, typically assists in crash investigations.
However, that effort in this case could be affected by the US sanctions campaign in place on Iran since US President Donald Trump unilaterally withdrew from Tehran's nuclear deal with world powers in May 2018.
The Boeing 737-800 is a very common single-aisle, twin-engine jetliner used for short to medium-range flights.
Thousands of the planes are used by airlines around the world.
Introduced in the late 1990s, it is an older model than the Boeing 737 MAX, which has been grounded for nearly 10 months following two deadly crashes in Ethiopia and Indonesia.
A number of Boeing 737-800 aircraft have been involved in deadly accidents over the years.
In March 2016, a Flydubai 737-800 from Dubai crashed while trying to land at Rostov-on-Don airport in Russia, killing 62 people onboard.
Another 737-800 flight from Dubai, operated by Air India Express, crashed in May 2010 while trying to land in Mangalore, India, killing more than 150 onboard.
Reuters/AP | 4 |
Pod koniec Maja, usiłując zaprzestać roznoszenie COVIC-19, Japonia zamknęła swoje granice, zabraniając wstępu obywatelom przynajmniej 111 krajów. Poza pozostawieniem za granicą niektórych stałych rezydentów Japonii, oddzielając ich od swoich rodzin, kontrole graniczne w efekcie zamkneły turystykę przyjazdową, powodując spadek liczby odwiedzających kraj o 99.9 procent w porównaniu z poprzednim rokiem.
Mimo tego że rząd japoński nie opublikował żadnych informacji na temat łagodzenia ograniczeń wjazdu, są plany by wspomóc japońską branżę turystyczną poprzez zachęcanie do podróży krajowych. Jednak przez japoński zakaz podróży niemożliwe jest -przynajmniej narazie – planowanie wakacji dla potęcjalnych odwiedzających z zagranicy. Na szczęście, YouTube to idealne narzędzie do organizowania swojej własnej wirtualnej wycieczki po Japonii.
Kanał Anna Film Production na YouTube tworzy krótkie filmy o interestujących i malowniczych miejscach w regionie Kansai w południowej Japonii. W tym gęsto zaludnionym regionie skupionym wokół drugiego japońskiego miasta Osaka znajdują się historyczne stolice Kioto i Nara, oraz miasto portowe Kobe. Kombinacja miejskich krajobrazów, miejsc kulturowych i naturalnego górskiego piękna w tym regionie, tworzy z niego pierwszorzędną atrakcję turystyczną.
Podczas gdy Anna Film Production wrzuca filmy o niektórych bardziej znanych miejscach turystycznych w Kensai, w tym o Wielkim Buddzie z Nary i Świątyni Fushimi Inari w Kioto, a także o kwiatach wiśni i maiko (uczennica gejszy) w różnych lokalizacjach, kanał również zabiera odwiedzających na wirtualną wycieczkę po niektórych z najbardziej fascynujących miejsc, daleko od utartych szlaków.
Wyspy Tomogashima, „prawdziwa Laputa”
Wyspy Tomogashima które leżą około 100 kilometrów na południowy zachód od Japonii u wybrzeży prefektury Wakayama, zawierają ruiny fortów zbudowanych w latach 80 XIX wieku jako część japońskiego systemu obrony wybrzeża.
Mówi się że ruiny z czerwonej cegły na wyspach przypominają Laputę, unoszący się „Zamek na Niebie” z filmu Studio Ghibli o tej samej nazwie.
Automaty Do Sprzedaży w Stylu Retro
Ten film pozwala nam na podróż do Maizuru, w wiejskiej północnej prefekturze Kioto, jest to miejsce do którego dostęp może okazać się trudny dla turystów z centrum Kioto lub Osaki.
W tym przypadku, oprowadzani jesteśmy po retro automatach sprzed conajmniej czterdziestu lat, w strefie odpoczynku na drodze wzdłuż rzeki Yury między Maizuru a punktem turystycznym Amanohashidate.
Stare Domy Kupieckie Omi (Shiga)
Pomimo lokalizacji w sąsiedztwie Kioto z szybkim i łatwym dostępem do kolei oraz posiadaniem wielu własnych miejsc do zwiedzania, prefektura Shiga jest dla większości turystów na uboczu.
Gokasho, po wschodniej stronie jeziora Biwa, posiada sąsiedztwo dobrze zachowanych domów kupieckich. Kiedy turystyka zostanie wznowiona w Japonii, mało prawdopodobne jest iż Gokokasho zobaczy duże tłumy które zmiażdżyły pobliskie Kioto w ciągu ostatnich kilku lat.
Poza tuzinem wysokiej jakości filmów o podróżach, jest tu więcej klejnotów do znalezienia. Kanał zawiera rzadkie znaleziska historyczne, w tym sceny z Tokio w roku1958, Nagoya w 1955 i Nara w 1954, kiedy Japonia była prawdziwie na uboczu turystycznym. | At the end of May, in an effort to prevent the transmission of COVID-19, Japan had virtually closed its borders, denying entry to citizens of at least 111 countries. Besides stranding some permanent residents of Japan abroad, separating them from their families, the border controls effectively shut down inbound tourism, causing the number of visitors to the country to drop by 99.9 percent compared to just a year before.
With the Japanese government releasing no information on easing entry restrictions, there are plans to help subsidize Japan's tourism industry by encouraging domestic travel. For would-be foreign visitors, however, Japan's travel ban makes it impossible — at least for now — to plan a vacation. Luckily, YouTube is the perfect vehicle through which to arrange your own virtual tour of Japan.
The YouTube channel Anna Film Production produces short videos of interesting and scenic spots in the Kansai region of western Japan. The densely populated area, centered around Japan's second city of Osaka, includes the historic capitals of Kyoto and Nara, and the port city of Kobe. The region's combination of urban landscapes, cultural sites and mountainous natural beauty make it a prime tourism destination.
While Anna Film Production does upload videos of some of the more famous tourist spots in Kansai, including the Great Buddha of Nara and the Fushimi Inari shrine in Kyoto, as well as cherry blossoms and maiko (apprentice geisha) in various locations, the channel also takes visitors on a virtual tour of some fascinating places, far off the beaten track.
Tomogashima Islands, a ‘real-life Laputa’
The Tomogashima Islands, which lie about 100 kilometers southwest of Japan off the coast of Wakayama Prefecture, feature the ruins of forts first built in the 1880s as part of Japan's coastal defense system.
It's said that the red-brick ruins on the islands resemble Laputa, the floating “Castle in the Sky”, from the Studio Ghibli movie of the same name.
Retro vending machines
This video allows us to travel to Maizuru, in the rural, northern prefecture of Kyoto, a place that can be hard for tourists to access from central Kyoto or Osaka.
In this case, we're given a guided tour of retro vending machines dating back at least forty years, at a rest area on the road along the Yura River, between Maizuru and tourist hotspot Amanohashidate.
The old merchant houses of Omi (Shiga)
Despite being located next door to Kyoto with quick and easy rail access — and having its own fair share of sightseeing spots — Shiga Prefecture is off the beaten path for most tourists.
Gokasho, on the east side of Lake Biwa, features a neighborhood of well-preserved merchant houses. When inbound tourism does resume in Japan, it's unlikely Gokokasho will see the huge crowds that have crushed nearby Kyoto over the past few years.
Apart from dozens of high-quality travel videos, there are more gems to be found. The channel includes some rare historical finds, including scenes of Tokyo in 1958, Nagoya in 1955, and Nara in 1954, when Japan was truly off the beaten track for tourists. | 4 |
Występując w amerykańskim Kongresie, Anne Schuhat, zastępczyni Centrum Kontroli Chorób i Przeciwdziałania (CDC), uznała, że choroba spełnia już dwa z trzech kryteriów ogłoszenia przez Światową Organizację Zdrowia (WHO) pandemii. – To nowy wirus. W tym przypadku trudno powstrzymać zarażenie jednej osoby od drugiej – oświadczyła Schuhat.
Reklama
Zdaniem dyrektora generalnego WHO Tedrosa Ghebreyesusa genewska organizacja „nie zawaha się" z ogłoszeniem pandemii, gdy tylko będzie jasne, że wszystkie warunki zostały spełnione. Powołując się na najnowsze dane, podwyższył on do 3,4 proc. wskaźnik umieralności osób zarażonych. To od siedmiu do dwudziestu razy więcej niż w przypadku grypy. Z powodu tej ostatniej co roku umiera na świecie od 300 tys. do 650 tys. osób.
Na razie nowy wirus dotarł do 79 krajów, zarażając 91 tys. osób (z czego przeszło 80 tys. w Chinach). Z jej powodu w ChRL zmarło 2946 osób, zaś poza jej granicami 155. Jednak w środę po raz pierwszy liczba zgonów w Chinach (31) była mniejsza niż poza granicami kraju (38).
Na szybki rozwój choroby poszczególne kraje reagują bardzo różnie. We Włoszech, gdzie zarażonych jest przeszło 2,5 tys. osób, premier Giuseppe Conte ogłosił zamknięcie do 15 marca wszystkich szkół i uczelni wyższych nie tylko w Lombardii i Wenecji Euganejskiej (gdzie pojawiło się ognisko choroby), ale w całym kraju.
Do frontalnego uderzenia epidemii szykuje się Wielka Brytania, gdzie rząd wprowadził pełną odpłatność za zwolnienia już od pierwszego dnia (a nie jak do tej pory od czwartego), aby zachęcić pracowników do pozostania w domu, natychmiast gdy odnotują podejrzane objawy choroby. Z sondaży wynika, że trzy czwarte Brytyjczyków opowiada się za pełnym izolowaniem miejscowości, gdzie pojawiłoby się poważne ognisko koronawirusa.
Reklama
Donald Trump podejmuje ryzyko
Zupełnie inną strategię przyjął w USA Donald Trump, który wystąpił do Kongresu o 2,5 mld USD na walkę z epidemią – pięciokrotnie mniej niż zdaniem specjalistów jest na to potrzebne. Prezydent przekazał także uprawnienia w koordynacji walki z chorobą swojemu zastępcy Mike'owi Pence'owi, a nie jak to do tej pory było – władzom sanitarnym.
To część strategii Białego Domu zapobieżenia panice, co mogłoby mieć fatalne skutki dla gospodarki i wyników listopadowych wyborów prezydenckich. Ale Trump podejmuje też bardzo poważne ryzyko: jeśli choroba zostanie zbyt późno powstrzymana, wymknie się spod kontroli.
Koronawirus na coraz większą skalę uderza także w elity władzy. Pierwszy potwierdzony przypadek odnotowano u wysokiej rangi pracownika Europejskiej Agencji Obrony (EDA). Chodzi o osobę, która ostatnio była we Włoszech i uczestniczyła w spotkaniach z 30 pracownikami Komisji Europejskiej. Gorzej poczuła się jednak dopiero w sobotę: relatywnie długi okres inkubacji choroby powoduje, że początkowo trudno powstrzymać rozprzestrzenianie się infekcji. Z kolei w Iranie zarażony jest już co 12 deputowany do parlamentu.
166 mln masek dziennie
Z powodu paraliżu coraz większej liczby przedsiębiorstw narasta obawa, że koronawirus doprowadzi do globalnej recesji. Tak przynajmniej reakcje rynków finansowych interpretowało w środę wielu ekonomistów. Okazało się bowiem, że próba ożywienia działalności gospodarczej przez Rezerwę Federalną i inne banki centralne nie przekonała inwestorów. Jednym z sygnałów, jak bardzo epidemia uderzyła w gospodarkę, są dane o sprzedaży samochodów w Chinach w lutym – spadła ona aż o 80 proc.
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Na brak zamówień nie cierpią jednak zakłady produkujące sprzęt zabezpieczający przed rozprzestrzenieniem się choroby. W Chinach produkcja masek osiągnęła poziom 166 mln sztuk dziennie – 12 razy więcej niż rok temu. Mimo to władze podtrzymują zakaz ich eksportu.
Zdaniem WHO powoduje to narastające braki w tego typu środkach. W Australii, gdzie do tej pory wykryto jedynie 41 przypadków choroby, ludzie panicznie wykupują wiele produktów. Nie można np. dostać papieru toaletowego.
Reklama
Wyścig z czasem prowadzą także najbardziej wyspecjalizowane laboratoria świata. Badania jednego z nich w Belgii sfinansowała fundacja Billa i Melindy Gates, co umożliwiło przewiezienie tu 15 tys. cząsteczek medycznych. Z kolei w Japonii konsorcjum wokół koncernu Takeda pracuje nad lekami dla osób przechodzących najbardziej drastyczną fazę koronawirusa. | As we’re all painfully aware by now, this whole coronavirus thing has gotten entirely out of hand and up until just yesterday, our government (under the direction of Donald Trump) had essentially done a whole lot of nothing about it.
The virus has been raging around the world and across the United States for literally months now, but Trump and his team are only now starting to gear up and at least open up some legitimate pathways to combat the mess.
As a result, there are a hell of a lot of press conferences going on these days.
Typically speaking, these things are just an “update” on what’s new in the world of COVID-19, based on whatever information they managed to gather in that day’s closed-door meeting and a healthy doubling-down on the CDC and WHO’s recommendations to help prevent and further transmission of the virus — including hand washing, social distancing, and NOT TOUCHING YOUR FACE.
However, it seems that absolutely no one in Donald Trump’s administration is yet willing to follow these guidelines. And I mean even the doctor.
As part of today’s presser, United States Secretary of Housing and Urban Development and former neurosurgeon Ben Carson delivered some remarks to the nation from the podium. And THIS GUY literally opened up his remarks by coughing into his hand and then TOUCHING. HIS. FACE.
Seriously. He coughed into his fist and then just a few moments later moved the offending hand to his face and touched it, right beside his nose.
You literally can’t make this stuff up, y’all.
It’s really no wonder people are panic buying toilet paper and potatoes when this is the administration we’re currently forced to depend on to pull us out of the trenches.
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Co roku pełnoletność osiąga około 400 tys. osób. Te nowe roczniki, a łącznie od 2015 roku jest ich już prawie 2 miliony osób, to zupełnie nowe spojrzenie na politykę. Chyba jeszcze nigdy tak wiele nie zależało od głosów tych, którzy nie musieli wybierać pomiędzy Bronisławem Komorowskim a Andrzejem Dudą, nie pamiętają Donalda Tuska w roli premiera a Prawo i Sprawiedliwość przez całe ich dorosłe życie to partia władzy. | On Saturday, three main opposition candidates held rallies as part of their presidential campaigns. Małgorzata Kidawa-Błońska (PO), who is closest in the polls behind the incumbent Andrzej Duda, promised to undo many PiS reforms, and restore the rule of law and be “a true president”, because “it is time for Poland to have a female president”.
Among her proposals, she listed a tax-free pension, more money for healthcare (1% of GDP more than it is now) and retaining a popular social benefits 500+ programme. Her convention featured a few prominent people hurt by the ruling party, but also youth from the Climate Strike.
Another contender, Władysław Kosiniak-Kamysz (PSL) held a convention in Rzeszów, a PiS stronghold, and positioned himself as a candidate “who brings hope for Poland” and is the only viable alternative to Duda. Presenting himself as a moderate, Kosiniak-Kamysz presented the vision of active presidency, focused on abiding by the constitution, bringing Poland back to the main European table and healing the healthcare system in Poland. Also, his wife made an appearance and presented some social and healthcare initiatives she intends to take up.
Robert Biedroń, candidate of the Left, also held a rally on Sunday and promised to end coal dependency by 2035, to introduce a programme of 1 million apartments for rent and advocated the right to terminate pregnancy until the 12th week.
According to the latest polls, Duda holds a steady advantage over Kidawa Błońska (about 45% to about 25%). Kosiniak-Kamysz and Biedroń vie for third place (10%), while Szymon Hołownia, TV personality, is still in single digits as is the candidate of far-right Konfederacja, Krzysztof Bosak (Łukasz Gadzała | EURACTIV.pl) | 3 |
Choć światowe centrum pandemii Covid-19 przesunęło się do Ameryki, a w Minneapolis trwają wielotysięczne rozruchy po zabiciu przez policję czarnego mężczyzny, to prezydent USA Donald Trump postanowił przerzucić siły na front walki z… Twitterem.
Ku zaskoczeniu wielu, po kolejnej manipulacji Donalda Trumpa cierpliwość wyczerpała się… samemu Twitterowi. Od dwóch dni platforma ta uważniej przygląda się poczynaniom amerykańskiego prezydenta w sieci, wklejając pod kolejne tweety Trumpa krótkie komunikaty: „materiał zmanipulowany”.
We added a label to two @realDonaldTrump Tweets about California’s vote-by-mail plans as part of our efforts to enforce our civic integrity policy. We believe those Tweets could confuse voters about what they need to do to receive a ballot and participate in the election process. — Twitter Safety (@TwitterSafety) May 28, 2020
Trump zareagował niemal natychmiast, oskarżając internetową platformę o cenzurę i ingerencję w publikowane przez niego treści. Rzeczniczka prasowa Białego Domu powiadomiła media o tajemniczym dekrecie prezydenckim, który ma być wymierzony w media społecznościowe. Ten zmaterializował się w kolejnej dobie.
W myśl dekretu Trumpa Twitter i Facebook miałyby zmienić swój status z mediów wymiany informacji na wydawniczy. Zdaniem Trumpa dodatkowe informacje flagujące podawane przez niego tweety są atakiem na wolność słowa i otwartym zaangażowaniem się platformy internetowej w kampanię prezydencką. Rozporządzenie Trumpa ma jednak charakter głównie polityczny, pozbawiony mocy prawnej i niemal na pewno zostanie zakwestionowane przez prawników i sądy.
Już po wypowiedzeniu przez Trumpa wojny Twitterowi platforma oflagowała jeden z jego ostatnich wpisów na portalu jako „gloryfikujący przemoc”, ukrywając tym samym jego treść.
Chodzi o tweet Trumpa, w którym grozi mieszkańcom Minneapolis odpowiedzią militarną Gwardii Narodowej USA i otworzeniem ognia w przypadku zamieszek w mieście wywołanych zabójstwem 46-letniego czarnoskórego mężczyzny, który został uduszony kolanem podczas interwencji przez tamtejszego policjanta.
W kolejnym tweecie dotyczącym zamieszek Trump nazwał protestujących „bandytami” (ang. thugs) i znowu zagroził interwencją militarną. Ten wpis również nie umknął uwadze Twitterowi i również został oznaczony w ten sam sposób.
….These THUGS are dishonoring the memory of George Floyd, and I won’t let that happen. Just spoke to Governor Tim Walz and told him that the Military is with him all the way. Any difficulty and we will assume control but, when the looting starts, the shooting starts. Thank you! — Donald J. Trump (@realDonaldTrump) May 29, 2020
Płytki fake prezydenta Trumpa
Wszystko zaczęło się od filmu podanego dalej przez prezydenta, w którym jego główny konkurent w wyścigu po prezydenturę Joe Biden miał rzekomo wyrażać poparcie dla prezydenta USA.
I agree with Joe! https://t.co/h84mD7jVPW — Donald J. Trump (@realDonaldTrump) March 8, 2020
Trump podał dalej zmanipulowane i skrócone nagranie jednej z publicznych wypowiedzi publicznych Bidena. „Jedyne, do czego jesteśmy w stanie doprowadzić, to reelekcja Donalda Trumpa” – zdawał się mówić demokrata w nagraniu. Jednak całość wypowiedzi brzmiała: „Jedyne, do czego jesteśmy w stanie doprowadzić, to reelekcja Donalda Trumpa, jeśli zaangażujemy się wyłącznie w ten wewnętrzny pluton egzekucyjny” (ang. circular firing squad, czyli sytuację, w której spory toczone wewnątrz partii prowadzą do całkowitego rozkładu). Używając tego samego idiomu, przed walkami frakcyjnymi ostrzegał wcześniej demokratów były prezydent Stanów Zjednoczonych Barack Obama.
Ten ucięty, czternastosekundowy filmik został oryginalnie opublikowany przez Dana Scavina – człowieka odpowiedzialnego za media społecznościowe Białego Domu. W poprzedniej kampanii prezydenckiej Trumpa, w której również był on członkiem sztabu odpowiedzialnym za media społecznościowe, Scavino opublikował na Twitterze Trumpa antysemicki obrazek, ukazujący Hillary Clinton w towarzystwie gwiazdy Dawida i napisu: „Najbardziej skorumpowana kandydatka wszech czasów”. Pomimo prób dowodzenia, że żydowska gwiazda miała być jedynie odznaką szeryfa, tweet usunięto, a gwiazdę ostatecznie przerobiono na koło.
Nierówna walka Trumpa z prawdą
To tylko jeden z fake newsów wylewających się z mediów społecznościowych Donalda Trumpa. Zaledwie rok po ogłoszeniu jego prezydentury dziennik „New York Times” opublikował listę wszystkich jego kłamstw od momentu inauguracji. Jest ona upiornie imponująca: okazuje się, że prezydent publicznie kłamał każdego miesiąca, a w lutym 2017 roku aż trzynaście razy.
Na COVID-19 w samych Stanach Zjednoczonych zmarło już ponad sto tysięcy zarażonych osób. Zdaniem WHO centrum pandemii koronawirusa przesunęło się do obu Ameryk, zbierając śmiertelne żniwo zwłaszcza w rządzonych przez Trumpa Stanach Zjednoczonych. I to nie powstrzymało jednak amerykańskiego prezydenta przed zatruwaniem debaty publicznej kolejnymi kłamstwami i półprawdami o pandemii.
Trump od początku trwania globalnego kryzysu COVID-19 zaprzeczał, by był on czymś poważnym. W lutym 2020 roku zapewniał nawet, że w okolicach kwietnia, „kiedy zrobi się trochę cieplej, wirus w cudowny sposób ulotni się”.
W tym samym miesiącu umniejszał istniejącemu zagrożeniu, mówiąc: „Kiedy masz piętnastu zakażonych i tych samych piętnastu w ciągu kilku dni zmniejszy się do zera, to oznacza, że zrobiliśmy kawał dobrej roboty”.
Odnosząc się do pierwszych obostrzeń związanych z zamykaniem szkół i miejsc pracy, Trump na Twitterze stwierdził, że „nie można pozwolić na to, by rozwiązanie było gorsze od samego problemu”.
Choć wszyscy wyraźnie widzieli, że Trump całkowicie zlekceważył zagrożenie, jakie niesie dla świata koronawirus, to amerykański prezydent zaledwie miesiąc później nieoczekiwanie stwierdził, że „postrzegał go jako pandemię, zanim jeszcze tak ją nazwano”. Powtarzał też, że „nikt nie mógł przewidzieć takiego rozwoju wydarzeń”, co – po raz kolejny – jest nieprawdą. Kiedy COVID -19 został w styczniu zidentyfikowany po raz pierwszy w Chinach, już wtedy przez ekspertów postrzegany był jako poważne globalne zagrożenie.
Na początku kryzysu epidemicznego Trump uspokajał Amerykanów porównując koronawirusa do – groźniejszej według niego – sezonowej grypy. Wystarczyłoby jednak posłuchać ekspertów, żeby dowiedzieć się, że COVID-19 jest chorobą 10 razy bardziej śmiertelną od sezonowej grypy. Co gorsza, używając tego porównania, Trump zniechęcał Amerykanów do zachowywania odpowiedniego dystansu, będącego jak na razie najskuteczniejszą metodą walki z wirusem.
Dwa lata po słynnej liście kłamstw i niedopowiedzeń Trumpa z pierwszego roku prezydentury, sporządzonej przez „The New York Times”, wyliczenie niedawno powtórzył „Washington Post” i doliczył się już 15 413 publicznych kłamstw i stwierdzeń wprowadzających w błąd w ciągu 1055 dni. Trump manipulował i okłamywał opinię publiczną średnio 15 razy na dobę.
Do końca kadencji Trumpa zostało jeszcze 235 dni. | United States likely to resume 10% finding to WHO
United States President Donald Trump has taken a U-turn over his policies regarding WHO funding. President Trump had earlier stopped the funding to the World Health Organisation claiming that WHO is siding with China over the COVID-19 issue. Now, Donald Trump has announced on his twitter handle that he is thinking of many proposals which include the resumption of 10 percent funding to the World Health Organisation. | 2 |
- Wielu szyitów popiera bliskie związki z Iranem, ale są też i tacy, którzy nie są za tym by Iran ingerował w to, co się dzieje w Iraku. Z kolei sunnici są generalnie przeciwni irańskim wpływom. Jak się okazuje, doszło do dużego zjednoczenia większości irackiej klasy politycznej – dodał. | The Bangladesh embassy in Iraq has decided to remain open 24 hours in seven days to provide assistance to Bangladesh expatriates residing in the Middle Eastern nation as tension escalating between Tehran and Washington DC.
The embassy will remain open to provide consular services to Bangladeshi expatriates, according to a notice issued by Bangladesh mission in Baghdad on Friday.
The notice also advised all Bangladeshi expatriates to avoid traveling to troublesome areas in Iraq and maintain caution considering the ongoing insecurity and unsettling situation.
“The Bangladeshi expatriates have been requested not to travel anywhere except their workplaces and residences and to avoid all sorts of meeting and gatherings if there is no special necessity,” the notice read.
The embassy issued the instruction following a USA air strike in Baghdad on Friday that killed Qassem Soleimani, an Iran’s top military commander. | 3 |
Prezydent Andrzej Duda prowadzi w najnowszym sondażu pracowni Estymator dla portalu DoRzeczy.pl. Badanie przeprowadzono już w czasie kryzysu spowodowanego falą zakażeń koronawirusem w Europie. Jak wpłynęło to na badanych?
13 marca premier Mateusz Morawiecki ogłosił stan zagrożenia epidemicznego w Polsce. Nadzwyczajna sytuacja związana z kryzysem epidemiologicznym w całej Europie powoduje, że odwoływane są kolejne uroczystości, wydarzenia sportowe i kulturalne.
Z szeregów opozycji coraz częściej słychać głosy o konieczności przesunięcia terminu wyborów prezydenckich 2020. W sobotę zaapelował o to były premier, szef Europejskiej Partii Ludowej Donald Tusk. – Epidemia wymaga solidarności i jedności. Kampania to konkurencja, wzajemna krytyka, wręcz walka. Epidemia wyklucza kampanię. Wniosek jest jeden: trzeba przełożyć wybory – podkreślił.
Jednak do przesunięcia terminu wyborów potrzebne jest wprowadzenie stanu wyjątkowego. Na razie władze nie zapowiadają takiej decyzji. – W tej chwili o przesunięciu wyborów nie ma mowy – powiedział rzecznik rządu Piotr Müller w Radiu ZET.
Ciekawe wyniki najnowszego sondażu DoRzeczy: Duda na prowadzeniu, wielka strata Kidawy-Błońskiej
Otwartym pozostaje pytanie, jak bieżąca sytuacja wpłynie na wyniki wyborcze kandydatów. Pierwszą próbą odpowiedzi mogą być wyniki najnowszego sondażu Estymator dla DoRzeczy.pl.
Z badania wynika, że najwyższym popraciem cieszy się prezydent Andrzej Duda – 46,4 proc. (wzrost o 1,6 punktu procentowego). Drugie miejsce zajmuje Małgorzata Kidawa-Błońska – 20,4 proc. Kandydatka Koalicji Obywatelskiej zanotowała jednak poważny spadek poparcia w ostatnim czasie (4 p.p.).
Fot. Wyniki sondażu Estymator dla DoRzeczy.pl
Na kolejnych miejscach znaleźli się: Robert Biedroń – 11,4 proc. (1,7 proc.), Władysław Kosiniak-Kamysz – 10,1 proc., Szymon Hołownia – 6,9 proc. i Krzysztof Bosak – 4,6 proc. Pozostałe 0,2 proc. badanych.
Badanie przeprowadzono w dniach 12-13 marca 2020 r. na ogólnopolskiej, reprezentatywnej próbie 1028 dorosłych osób metodą wspomaganych komputerowo wywiadów telefonicznych CATI. W prezentowanych wynikach uwzględniono wyłącznie osoby, które zadeklarowały, że będą głosować i określiły na jaką partię (w wyborach do Sejmu) i na jakiego kandydata (w wyborach prezydenckich) będą głosować. Szacowana frekwencja wyborcza wyniosłaby 57 proc.
Źródło: DoRzeczy.pl, Twitter, Radio ZET | On Saturday, three main opposition candidates held rallies as part of their presidential campaigns. Małgorzata Kidawa-Błońska (PO), who is closest in the polls behind the incumbent Andrzej Duda, promised to undo many PiS reforms, and restore the rule of law and be “a true president”, because “it is time for Poland to have a female president”.
Among her proposals, she listed a tax-free pension, more money for healthcare (1% of GDP more than it is now) and retaining a popular social benefits 500+ programme. Her convention featured a few prominent people hurt by the ruling party, but also youth from the Climate Strike.
Another contender, Władysław Kosiniak-Kamysz (PSL) held a convention in Rzeszów, a PiS stronghold, and positioned himself as a candidate “who brings hope for Poland” and is the only viable alternative to Duda. Presenting himself as a moderate, Kosiniak-Kamysz presented the vision of active presidency, focused on abiding by the constitution, bringing Poland back to the main European table and healing the healthcare system in Poland. Also, his wife made an appearance and presented some social and healthcare initiatives she intends to take up.
Robert Biedroń, candidate of the Left, also held a rally on Sunday and promised to end coal dependency by 2035, to introduce a programme of 1 million apartments for rent and advocated the right to terminate pregnancy until the 12th week.
According to the latest polls, Duda holds a steady advantage over Kidawa Błońska (about 45% to about 25%). Kosiniak-Kamysz and Biedroń vie for third place (10%), while Szymon Hołownia, TV personality, is still in single digits as is the candidate of far-right Konfederacja, Krzysztof Bosak (Łukasz Gadzała | EURACTIV.pl) | 3 |
Pierwsze doniesienia o nowym szczepie koronawirusa pojawiły się jeszcze w ubiegłym roku w Chinach
Epidemia przykuła uwagę międzynarodowych mediów, gdy liczba zarażonych gwałtownie wzrosła i pojawiły się pierwsze ofiary śmiertelne
W zależności od przyjmowanych przez nas środków zapobiegawczych rozwój wirusa może przebiegać na różny sposób
W ostatnich tygodniach na całym świecie odnotowano bardzo szybki wzrost zachorowań na najnowszą odmianę koronawirusa. Krzywa przyrostu nowych przypadków w Stanach Zjednoczonych martwi tamtejszych ekspertów. W tej chwili liczba chorych na COVID-19 podwaja się średnio co trzy dni. Oznacza to, że zachowując to tempo przyrostu, możliwe jest, że w maju w USA może być 100 milionów przypadków nowego koronawirusa. Sytuacja podobnie ma się w Polsce, gdzie pierwszy pacjent z COVID-19 został zdiagnozowany 4 marca. Jednak w kolejnych dniach przyrost kolejnych zachorowań jest coraz większy. W sobotę 14 marca w ciągu jednego dnia odnotowano już aż 36 nowych potwierdzonych wynikiem testów przypadków.
Trzeba jednak zaznaczyć, że odpowiednie działania mogą spowolnić wzrost zakażeń. Przy mniejszym kontakcie, zachowaniu podstawowych zasad higieny, ograniczeniu funkcjonowania w przestrzeni publicznej i ogólnych ograniczeniach w poruszaniu się, liczb kolejnych zarażonych może być mniejsza. Ta logika skłoniła rząd Mateusza Morawieckiego do wprowadzenia stanu zagrożenia epidemicznego.
Jednak jak sugerują dziennikarze "Washington Post", nawet przy wprowadzonych środkach zwalniających jego rozwój, wirus może rozprzestrzeniać się przez kolejne miesiące. Jak
Model epidemiczny. Tak wygląda rozprzestrzenianie przykładowej choroby
Wirus taki jak COVID-19 rozprzestrzenia się w trakcie kontaktu osoby zarażonej z osobą zdrową. Bliski kontakt sprawia, że druga osoba zaraża się szczepem wirusa.
W przykładowej, małej społeczności składającej się z pięciu osób, zarażenie się wszystkich jej członków odbywa się w bardzo szybki sposób. Jednak po jakimś czasie osoby zainfekowane są w stanie wyzdrowieć, a tym samym nie będą one mogły ani rozprzestrzeniać wirusa, ani zarazić się ponownie.
W każdym z poniższych modeli na początku chora jest tylko jedna osoba, ale zaraża ona przy każdym możliwym kontakcie z innym człowiekiem. W zależności od przyjmowanych przez nas środków zapobiegawczych rozwój tego wirusa może przebiegać na różny sposób. Badane modele są tworzone przykładowo na populacji około 200 mieszkańców.
Model 1. Swobodne przemieszczanie się ludzi
Przy swobodnym i wolnym ruchu mieszkańców liczba chorych (kolor czerwony) na chorobę wirusową wzrasta na początku powoli, a następnie gwałtownie. Z czasem jednak równie gwałtownie rosną przypadki wyzdrowień (kolor różowy).
Foto: The Washington Post
Model 2. Powstanie stref kwarantanny
Przy rozwoju takiej choroby jak COVID-19, liczymy jednak na spowolnienie wzrostu kolejnych zarażeń. Aby to było możliwe, często stosowane jest tworzenie stref kwarantanny. Z podobną sytuacją mieliśmy do czynienia w Chinach w prowincji Hubei.
Foto: The Washington Post
Eksperci zdrowotni są jednak przekonani, że całkowite oddzielenie chorych i zdrowych ludzi przy zachowaniu ich swobody ruchu (w strefie kwarantanny, lub poza nią) jest niemożliwe.
Jak tłumaczy Leana Wen, była komisarz zdrowia miasta Baltimore w stanie Maryland na wschodnim wybrzeżu USA: - zbyt wiele osób mieszka w mieście i pracuje na obrzeżach, lub odwrotnie. - Czy ludzi da się całkowicie odseparować od swoich rodzin? Czy da się zablokować każdą drogę? Należy pamiętać, że mieszkańców stref kwarantanny również należały zaopatrzyć.
- Prawda jest taka, że takie kwarantanny są rzadkie i nigdy efektywne - tłumaczy Lawrence O. Gostin z uniwersytetu Georgetown.
Jak spowolnić chorobę?
Całe szczęście reakcja niektórych państw była szybka i zdecydowana. Unikanie publicznych zgromadzeń i odwołanie imprez masowych, a także zachowywanie większego dystansu między ludźmi wydają się według ekspertów działać zapobiegawczo na szybkie rozprzestrzenianie się wirusa. Mieszkańcy będąc mniej mobilni i wchodząc w mniejszą ilość interakcji ze sobą sprawiają, że wirus ma mniejsze możliwości zarażania.
Część osób dalej będzie się przemieszczać ze względu na pracę, czy inne zobowiązania. Istnieje większe prawdopodobieństwo, że takie osoby zachorują i będą przenosić chorobę dalej.
Model 3. Ograniczenie ruchu. Porusza się tylko 25% populacji
W tym modelu przyjęte jest, że swobodny ruch obywateli wykonuje tylko jedna czwarta z nich. Jest to tzw. "dystansowanie społeczne"
Według tego modelu, im więcej osób dystansuje się od interakcji społecznych, tym lepiej. - Kontrolujemy chęć przebywania w miejscach publicznych poprzez ich zamykanie. Włochy zamknęły swoje restauracje, Chiny zamykają wszystko i USA też to robią - mówi w rozmowie z "The Washington Post" Drew Harris, ekspert demograficzny z Uniwersytetu Zdrowia Publicznego Thomasa Jeffersona.
Foto: The Washington Post
Jak widać na grafice liczba osób zarażonych znacząco się zmniejsza.
Model 4. Jeszcze większe ograniczenie ruchu
Kolejny model zakłada zmniejszenie ruchu mieszkańców do zaledwie jednej ósmej. Tutaj wzrost zachorowań jest jeszcze mniejszy, a znaczna część populacji nie ma żadnego kontaktu z wirusem, tj. nie ma kontaktu z żadną zarażoną osobą.
Foto: The Washington Post
Wszystkie cztery modele pokazują jak różna jest skuteczność zachowań w próbie powstrzymania rozprzestrzeniającego się wirusa. Jak twierdzą eksperci "The Washington Post", zmniejszenie ruchu i ograniczenie kontaktu jest zdecydowanie bardziej skutecznym działaniem, niż tworzenie stref kwarantanny, obejmujące poszczególne miasta.
Te modele jednak nie oddają w pełni rozwoju panującego aktualnie koronawirusa. O ile proces zarażania odbywa się w sposób podobny do tego przedstawionego w tych modelach, o tyle COVID-19 jest infekcją, która może doprowadzić do śmierci zarażonego. Oznacza to, że im niej osób zostanie zainfekowanych, tym mniejsza będzie liczba zgonów. To jak śmiercionośnym wirusem okaże się COVID-19 zależy więc w dużej mierze od naszego zachowania.
***
Koronawirus w Polsce stał się faktem. Bądź na bieżąco! Nie panikujemy, rzetelnie informujemy. Każdą informację weryfikujemy u źródła, nie publikujemy plotek ani informacji niesprawdzonych. Nie ścigamy się. Dołącz do listy czytelników Informacyjnego Newslettera Onetu.
(km) | A stunningly illustrative report by The Washington Post shows how social distancing helps "flatten the curve" for the coronavirus pandemic.
Flattening the curve has been the buzz phrase for how to curb the community spread to a manageable level throughout the U.S., and the report shows four scenarios in random visualizations:
Free for all – like the U.S. had done until drastic action.
Attempted quarantine – like what China had attempted initially.
Moderate distancing – which is similar to what the U.S. policy is now.
Extensive distancing – which some countries have gone to.
The study shows improvement of moderating the spread of a virus at each of the above strategies, with the bottom one proving to have the lowest peak infection level.
"That is math, not prophecy," the Post's graphics reporter Harry Stevens wrote. "The spread can be slowed, public health professionals say, if people practice 'social distancing' by avoiding public spaces and generally limiting their movement."
The free-for-all graphic showed the highest peak of infection. Most all countries in the world has moved to some level of restrictions on movement to slow the spread of the virus.
The force quarantined was what China had initially enacted in the Hubei province, and it proves to be limited in its ability to flatten the curve of the free for all.
"Many people work in the city and live in neighboring counties, and vice versa," former Baltimore Health Commissioner Leana Wen told the Post. "Would people be separated from their families? How would every road be blocked? How would supplies reach residents?"
And Georgetown's global health law professor Lawrence O. Gostin told the Post: "The truth is those kinds of lockdowns are very rare and never effective."
Then, in the third simulation, a limited social distancing plan like the U.S. is currently under, shows the beginning of a shaving down of the peak of the infection curve.
"Above all, health officials have encouraged people to avoid public gatherings, to stay home more often and to keep their distance from others," Stevens wrote. "If people are less mobile and interact with each other less, the virus has fewer opportunities to spread."
And the final simulation shows what a drastic social distancing policy would do to the infection curve, rendering a very low peak and stretching the community spread out over time, making it more manageable for our healthcare system.
"We control the desire to be in public spaces by closing down public spaces. Italy is closing all of its restaurants. China is closing everything, and we are closing things now, too," The Thomas Jefferson University College of Public Health population health researcher and assistant professor Drew Harris told the Post. "Reducing the opportunities for gathering helps folks social distance." | 4 |
Objawy grypy ma 30 pasażerów statku i 47 członków załogi.
Reklama
"Jako że mamy sezon grypowy, a na pokładzie nie ma testów na Covid-19, trudno stwierdzić jaka jest przyczyna tych objawów" - głosi komunikat organizatora rejsu.
Statek wypłynął z Buenos Aires w Argentynie 7 marca, zanim firma Holland America Line ogłosiła, że wstrzymuje rejsy swoich jednostek na miesiąc w związku z epidemią koronawirusa SARS-CoV-w.
Rejs statku Zaandam miał zakończyć się w San Antonio (Chile) w ubiegłą sobotę. Jednak w związku z pojawieniem się objawów grypy u pasażerów dotychczas nikt ze statku nie zszedł na ląd. Ostatni raz pasażerowie schodzili na ląd 14 marca w Puenta Arena, w Chile.
Wszystkie porty na trasie statku Zaandam są obecnie zamknięte dla statków wycieczkowych.
Reklama
Holland America wysłała drugi statek z zaopatrzeniem dla pasażerów i załogi Zaandam. Na pokładzie tego statku znajdują się też testy pozwalające stwierdzić obecność koronawirusa SARS-CoV-2 w organizmie.
Statek z zaopatrzeniem ma dopłynąć do Zaandam w czwartek wieczorem. | Coronavirus outbreak: What you need to know Coronavirus outbreak: What you need to know
Four passengers have died aboard a Holland America cruise ship stranded near Panama after not being allowed to dock in Chile.
>> Read more trending news
The cause of death of the four passengers was not released.
At least two passengers have tested positive for the coronavirus, WSVN reported. There are 138 people sick with flu-like symptoms.
Just got update from family on the ship: 4 dead. 2 have tested positive for COVID-19. They are pulled up next to the Rotterdam (another Holland America ship) and attempting to transfer healthy passengers to that ship. https://t.co/3IJROV1kJ5 — Brian Entin (@BrianEntin) March 27, 2020
The Zaandam was denied entry in Chile and is expected to dock at Port Everglades in Florida next week. There are 1,243 passengers and 586 crew members aboard the ship, WSVN reported.
>> Holland America ship with 42 people with flu-like symptoms to dock in Florida amid coronavirus pandemic
Passengers who are not ill will be transferred to another ship, the Rotterdam.
The Zaandam embarked on a trip on March 7 from Buenos Aires, Argentina, with the voyage scheduled to end in San Antonio, Chile, on Saturday, March 21. The company announced its intention to suspend operations on March 17 as the Zaandam was still sailing.
zaandam The Zaandam cruise ship, carrying some guests with flu-like symptoms, is anchored shortly after it arrived to the bay of Panama City, Friday, March 27, 2020, amid the worldwide spread of the new coronavirus. Health authorities are expected to board the ship to test passengers and decide whether it can cross the Panama Canal. (AP Photo/Arnulfo Franco) (Arnulfo Franco/AP) | 4 |
Na tej samej konferencji Mariusz Kamiński, szef Ministerstwa Spraw Wewnętrznych i Administracji, poinformował: – Wojewodowie w porozumieniu z organizatorami imprez masowych będą wydawać decyzje. Jeśli organizatorzy uznają, że impreza ma sens bez udziału publiczności, to ta impreza się odbędzie.
– W związku z ryzykiem rozprzestrzeniania się koronawirusa (COVID-19) w Polsce i decyzją organów administracyjnych o rozszerzeniu zakazu organizacji imprez masowych o wydarzenia takie jak mecze piłkarskie informujemy, że do odwołania mecze PKO Bank Polski Ekstraklasy będą organizowane bez udziału publiczności – mówi Marcin Animucki, prezes Ekstraklasy SA. – W związku z trudnym do określenia okresem, w jakim będzie obowiązywał zakaz, nie ma możliwości zaplanowania przełożenia meczów. | Country
United States of America US Virgin Islands United States Minor Outlying Islands Canada Mexico, United Mexican States Bahamas, Commonwealth of the Cuba, Republic of Dominican Republic Haiti, Republic of Jamaica Afghanistan Albania, People's Socialist Republic of Algeria, People's Democratic Republic of American Samoa Andorra, Principality of Angola, Republic of Anguilla Antarctica (the territory South of 60 deg S) Antigua and Barbuda Argentina, Argentine Republic Armenia Aruba Australia, Commonwealth of Austria, Republic of Azerbaijan, Republic of Bahrain, Kingdom of Bangladesh, People's Republic of Barbados Belarus Belgium, Kingdom of Belize Benin, People's Republic of Bermuda Bhutan, Kingdom of Bolivia, Republic of Bosnia and Herzegovina Botswana, Republic of Bouvet Island (Bouvetoya) Brazil, Federative Republic of British Indian Ocean Territory (Chagos Archipelago) British Virgin Islands Brunei Darussalam Bulgaria, People's Republic of Burkina Faso Burundi, Republic of Cambodia, Kingdom of Cameroon, United Republic of Cape Verde, Republic of Cayman Islands Central African Republic Chad, Republic of Chile, Republic of China, People's Republic of Christmas Island Cocos (Keeling) Islands Colombia, Republic of Comoros, Union of the Congo, Democratic Republic of Congo, People's Republic of Cook Islands Costa Rica, Republic of Cote D'Ivoire, Ivory Coast, Republic of the Cyprus, Republic of Czech Republic Denmark, Kingdom of Djibouti, Republic of Dominica, Commonwealth of Ecuador, Republic of Egypt, Arab Republic of El Salvador, Republic of Equatorial Guinea, Republic of Eritrea Estonia Ethiopia Faeroe Islands Falkland Islands (Malvinas) Fiji, Republic of the Fiji Islands Finland, Republic of France, French Republic French Guiana French Polynesia French Southern Territories Gabon, Gabonese Republic Gambia, Republic of the Georgia Germany Ghana, Republic of Gibraltar Greece, Hellenic Republic Greenland Grenada Guadaloupe Guam Guatemala, Republic of Guinea, Revolutionary People's Rep'c of Guinea-Bissau, Republic of Guyana, Republic of Heard and McDonald Islands Holy See (Vatican City State) Honduras, Republic of Hong Kong, Special Administrative Region of China Hrvatska (Croatia) Hungary, Hungarian People's Republic Iceland, Republic of India, Republic of Indonesia, Republic of Iran, Islamic Republic of Iraq, Republic of Ireland Israel, State of Italy, Italian Republic Japan Jordan, Hashemite Kingdom of Kazakhstan, Republic of Kenya, Republic of Kiribati, Republic of Korea, Democratic People's Republic of Korea, Republic of Kuwait, State of Kyrgyz Republic Lao People's Democratic Republic Latvia Lebanon, Lebanese Republic Lesotho, Kingdom of Liberia, Republic of Libyan Arab Jamahiriya Liechtenstein, Principality of Lithuania Luxembourg, Grand Duchy of Macao, Special Administrative Region of China Macedonia, the former Yugoslav Republic of Madagascar, Republic of Malawi, Republic of Malaysia Maldives, Republic of Mali, Republic of Malta, Republic of Marshall Islands Martinique Mauritania, Islamic Republic of Mauritius Mayotte Micronesia, Federated States of Moldova, Republic of Monaco, Principality of Mongolia, Mongolian People's Republic Montserrat Morocco, Kingdom of Mozambique, People's Republic of Myanmar Namibia Nauru, Republic of Nepal, Kingdom of Netherlands Antilles Netherlands, Kingdom of the New Caledonia New Zealand Nicaragua, Republic of Niger, Republic of the Nigeria, Federal Republic of Niue, Republic of Norfolk Island Northern Mariana Islands Norway, Kingdom of Oman, Sultanate of Pakistan, Islamic Republic of Palau Palestinian Territory, Occupied Panama, Republic of Papua New Guinea Paraguay, Republic of Peru, Republic of Philippines, Republic of the Pitcairn Island Poland, Polish People's Republic Portugal, Portuguese Republic Puerto Rico Qatar, State of Reunion Romania, Socialist Republic of Russian Federation Rwanda, Rwandese Republic Samoa, Independent State of San Marino, Republic of Sao Tome and Principe, Democratic Republic of Saudi Arabia, Kingdom of Senegal, Republic of Serbia and Montenegro Seychelles, Republic of Sierra Leone, Republic of Singapore, Republic of Slovakia (Slovak Republic) Slovenia Solomon Islands Somalia, Somali Republic South Africa, Republic of South Georgia and the South Sandwich Islands Spain, Spanish State Sri Lanka, Democratic Socialist Republic of St. Helena St. Kitts and Nevis St. Lucia St. Pierre and Miquelon St. Vincent and the Grenadines Sudan, Democratic Republic of the Suriname, Republic of Svalbard & Jan Mayen Islands Swaziland, Kingdom of Sweden, Kingdom of Switzerland, Swiss Confederation Syrian Arab Republic Taiwan, Province of China Tajikistan Tanzania, United Republic of Thailand, Kingdom of Timor-Leste, Democratic Republic of Togo, Togolese Republic Tokelau (Tokelau Islands) Tonga, Kingdom of Trinidad and Tobago, Republic of Tunisia, Republic of Turkey, Republic of Turkmenistan Turks and Caicos Islands Tuvalu Uganda, Republic of Ukraine United Arab Emirates United Kingdom of Great Britain & N. Ireland Uruguay, Eastern Republic of Uzbekistan Vanuatu Venezuela, Bolivarian Republic of Viet Nam, Socialist Republic of Wallis and Futuna Islands Western Sahara Yemen Zambia, Republic of Zimbabwe | 1 |
W wyborach prezydenckich 2020 r. głosowanie będzie odbywać się w lokalach wyborczych, ale będzie też możliwość głosowania korespondencyjnego - wynika z projektu przygotowanego przez klub PiS. Uchyla się w nim ustawę mówiącą, że w tegorocznych wyborach głosowanie ma być wyłącznie korespondencyjne.
Lider Porozumienia został zapytany we wtorek w TVN24, jaki jest jego zdaniem najbardziej prawdopodobny termin wyborów prezydenckich. "To albo 28 czerwca, albo 5 lipca. Wahałbym się przed możliwością wskazania przez panią marszałek Sejmu daty 12 lipca dlatego, że wtedy Sąd Najwyższy miałby bardzo mało czasu na orzeczenie o ważności bądź nieważności wyborów. Musimy pamiętać, że 6 sierpnia kończy się kadencja prezydenta Andrzeja Dudy i mielibyśmy do czynienia z kolejnym impasem konstytucyjnym" - zaznaczył.
Reklama
Dopytywany, zapewnił, że pod nowym projektem dotyczącym wyborów prezydenckich w 2020 roku podpisują się wszystkie trzy partie Zjednoczonej Prawicy - PiS, Porozumienie, Solidarna Polska.
"Nie wiem, czy projekt był konsultowany z ministrem Szumowskim"
"Uważam, że to są rozwiązania, które wychodzą naprzeciw wszystkim zastrzeżeniom, które zgłaszała opozycja, liczni eksperci, ale także my, politycy Porozumienia. Sądzę, że wypracowaliśmy wspólnie z Prawem i Sprawiedliwością rozwiązania, które mogą liczyć na poparcie także opozycji" - podkreślił Gowin.
Pytany, czy również minister zdrowia Łukasz Szumowski poprze ten projekt, skoro wcześniej odradzał tradycyjne wybory i mówił, że do urn wyborczych będzie można pójść najwcześniej za dwa lata. "Przyznam, że nie wiem, czy ten projekt był konsultowany z panem ministrem Szumowskim, ja tego nie robiłem" - powiedział Gowin. "Każdy minister jest politykiem, nie może kierować się wyłącznie argumentami eksperckimi, musi brać pod uwagę całokształt funkcjonowania państwa" - zauważył
Jak zaznaczył, mamy obecnie "pewną konieczność konstytucyjną - wybory muszą odbyć się w ciągu 60 dni od momentu ogłoszenia ich przez marszałek Sejmu Elżbietę Witek". Gowin zaznaczył, że to zbyt krótki czas, żeby przygotować wybory w pełni korespondencyjne.
Ponadto, wskazywał Gowin, "wyraźnie widać, że Polacy, opinia publiczna oczekuje od rządu szybszego odmrażania gospodarki, szybszego udostępniania przestrzeni publicznej, usług". "W tej sytuacji opory przeciwko wyborom, które odbywają się w lokalach wyborczych sądzę, że będą znacznie mniejsze - ocenił Gowin.
Wybory na nowych zasadach
Projekt PiS zakłada, że w wyborach prezydenckich 2020 r. głosowanie będzie odbywać się w lokalach wyborczych, ale będzie też możliwość głosowania korespondencyjnego. Uchyla się w nim ustawę mówiącą, że w tegorocznych wyborach głosowanie ma być wyłącznie korespondencyjne.
Zgodnie z projektem klubu PiS kandydaci zarejestrowani przez PKW w wyborach prezydenckich zarządzonych na 10 maja, po ponownym zgłoszeniu zostaną uznani za zarejestrowanych kandydatów w wyborach w kolejnym terminie, a PKW określi wzór karty do głosowania oraz wzór i rozmiar koperty na pakiet wyborczy w głosowaniu korespondencyjnym.
W niedzielę PKW podjęła uchwałę, w której stwierdziła, że w wyborach prezydenckich 10 maja brak było możliwości głosowania na kandydatów. Według PKW w związku z tym, że jest to równoznaczne w skutkach z brakiem możliwości głosowania ze względu na brak kandydatów, marszałek Sejmu w terminie 14 dni od opublikowania uchwały PKW w Dzienniku Ustaw ma zarządzić nowe wybory; muszą się one odbyć w ciągu 60 dni od dnia ich zarządzenia. | Poles will go to the polls on June 28 in a presidential election delayed by the coronavirus, the parliament speaker said Wednesday, as surveys showed a liberal opposition candidate could oust the incumbent backed by the right-wing government
Warsaw, (APP - UrduPoint / Pakistan Point News - 3rd Jun, 2020 ) :Poles will go to the polls on June 28 in a presidential election delayed by the coronavirus, the parliament speaker said Wednesday, as surveys showed a liberal opposition candidate could oust the incumbent backed by the right-wing government.
President Andrzej Duda, long considered the hands-down election frontrunner, appeared this week to be losing support as the economic hardship triggered by the coronavirus lockdown began to bite.
Backed by the governing right-wing Law and Justice (PiS) party, Duda could even lose to liberal candidate and current Warsaw mayor Rafal Trzaskowski, according to the latest opinion polls.
"I'm calling the presidential election... for Sunday, June 28," Parliament speaker Elzbieta Witek told reporters on Wednesday.
She echoed the date floated last week by her political ally, Jaroslaw Kaczynski, the powerful leader of the governing right-wing Law and Justice (PiS) party who is widely regarded as Poland's defacto decision-maker.
The election had originally been scheduled for May 10 but was pushed back at the last minute by Kaczynski amid a political crisis triggered by the coronavirus pandemic.
- Rule of law - A latecomer to the race, Trzaskowski must collect 100,000 signatures backing his candidacy within the next seven days.
The other nine candidates, including Duda, have been allowed to use the public backing and registrations they secured for the postponed May 10 ballot.
A run-off will likely be held on July 12 as no contender is expected to win more than 50 percent support for an outright first-round victory.
The PiS government and the liberal opposition had spent weeks in a bitter stalemate over how to proceed with the ballot, which had been mired in issues ranging from health and practical concerns to constitutional and democracy questions.
The stalemate was resolved on Tuesday when parliament adopted rules allowing both postal and conventional voting to mitigate the risk of infection during the pandemic.
Poland, a country of 38 million people with limited coronavirus testing, has recorded 24,545 confirmed cases of coronavirus, including 1,102 deaths, according to official data.
The controversy surrounding the election came within the broader context of long-standing EU concerns about democratic standards in Poland.
The European Commission has launched four infringement procedures against PiS-authored judicial reforms, which it says test democracy and the rule of law by undermining judicial independence. | 4 |
Kandydaci na prezydenta są blisko wyborców - zdaniem epidemiologów: za blisko. Brak maseczki na twarzy, krótki dystans, uściski dłoni. To może być groźne dla kandydatów i dla wyborców. Materiał magazynu "Polska i Świat".
Z całą pewnością w kampanii frekwencja na wiecach to wymiar popularności kandydata albo chociaż sprawności sztabu. Ale kampania, która odbywa się po raz drugi, wciąż jest naznaczona groźbą epidemii. Czego ani podczas spotkań z wyborcami Andrzeja Dudy, ani Rafała Trzaskowskiego nie widać - a szkoda, bo powinno. Martwi to krajową konsultant w dziedzinie epidemiologii. - To ryzykowne zachowanie zarówno dla kandydatów, jak i tych, które znajdują się wkoło - mówi doktor habilitowana Iwona Paradowska-Stankiewicz.
Cezary Tomczyk z Platformy Obywatelskiej mówi, że politycy na każdym kroku podkreślają zasady bezpieczeństwa. - Na każdym spotkaniu, gdzie jest Rafał Trzaskowski, wielokrotnie są wygłaszane komunikaty o konieczności zachowania odległości dwóch metrów - zapewniał poseł, wypowiadając się w miejscu, gdzie miedzy nim a współpracownikami nie ma dwóch metrów odstępu. Nikt ze zgromadzonych nie ma również maseczek. Na spotkaniach wyborczych z Rafałem Trzaskowskim bywa różnie, ale zazwyczaj tłoczno. Komunikaty faktycznie się pojawiają. - Pokażmy, że troszczymy się o siebie wzajemnie. Pokażmy, że umiemy zachować dystans społeczny, a jeśli go nie dotrzymujecie, załóżcie maseczki - apelowała podczas jednego ze zgromadzeń prezydent Gdańska Aleksandra Dulkiewicz.
Prezydent Warszawy Rafał Trzaskowski Grzegorz Momot/PAP
Rzecz w tym, że trudno zapanować nad tłumem. Można jednak nad organizacją, a nawet najlepsza ochrona osobista nie ochroni przed zarazą. - Mój apel jest do wszystkich kandydatów, żeby apelowali z kolei do swoich sympatyków, żeby trzymali dystans, a jeśli nie, żeby zakładali maseczkę - mówi minister zdrowia Łukasz Szumowski. Jak informuje Ministerstwo Zdrowia, ostatni weekend był pod względem zakażeń rekordowy. Jak pokazały sztaby, frekwencja na spotkaniach w ten weekend też, więc spektakularne zasłanianie kaszlu na konferencjach prasowych może nie wystarczać.
Prezydent Andrzej Duda Adam Warżawa/PAP
– Przypominamy o tym w czasie spotkań. Jak wiemy, wiele osób chce spotkać się z kandydatem na prezydenta i z nim porozmawiać, ale za każdym razem na początku apelujemy, żeby założyć maseczki - mówi Paweł Kopeć ze sztabu wyborczego Szymona Hołowni. Szczytne to słowa i słuszne założenia, ale rzeczywistość wygląda niestety tak, że Szymon Hołownia podczas wizyty w Lublinie ściskał ręce wielu przypadkowych osób.
Lekarz medycyny, kandydat Władysław Kosiniak-Kamysz podkreśla, że na spotkaniach w jego okręgu wyborczym trzeba było ograniczyć liczbę obecnych ze względu na wymogi bezpieczeństwa. - Chyba jesteśmy jedynym komitetem, który takie wymogi stosuje - dodaje. Ale spotkania z obcymi we wnętrzach jednak prezes PSL odbywa. Może więc jest tak, jak mówi kandydat Konfederacji, który również nie wypełnia wszystkich zaleceń z rozporządzeń koronawirusowych? - Trwa kampania wyborcza. Jej prowadzenie bez kontaktu z wyborcami jest w zasadzie niemożliwe - przyznaje Krzysztof Bosak.
Robert Biedroń zwraca uwagę, że "są kandydaci, którzy narażają na niebezpieczeństwo".
- Po pierwszym etapie, gdy wszyscy jako społeczeństwo bardzo dobrze się spisaliśmy, myślę że w tej chwili trochę za dużo czujemy swobody - mówi dr Iwona Paradowska-Stankiewicz. W tej kampanii jednak, ze wskazaną zazwyczaj swobodą, powinna wygrać odpowiedzialność.
Autor:Maciej Warsiński
Źródło: TVN24 | On Saturday, three main opposition candidates held rallies as part of their presidential campaigns. Małgorzata Kidawa-Błońska (PO), who is closest in the polls behind the incumbent Andrzej Duda, promised to undo many PiS reforms, and restore the rule of law and be “a true president”, because “it is time for Poland to have a female president”.
Among her proposals, she listed a tax-free pension, more money for healthcare (1% of GDP more than it is now) and retaining a popular social benefits 500+ programme. Her convention featured a few prominent people hurt by the ruling party, but also youth from the Climate Strike.
Another contender, Władysław Kosiniak-Kamysz (PSL) held a convention in Rzeszów, a PiS stronghold, and positioned himself as a candidate “who brings hope for Poland” and is the only viable alternative to Duda. Presenting himself as a moderate, Kosiniak-Kamysz presented the vision of active presidency, focused on abiding by the constitution, bringing Poland back to the main European table and healing the healthcare system in Poland. Also, his wife made an appearance and presented some social and healthcare initiatives she intends to take up.
Robert Biedroń, candidate of the Left, also held a rally on Sunday and promised to end coal dependency by 2035, to introduce a programme of 1 million apartments for rent and advocated the right to terminate pregnancy until the 12th week.
According to the latest polls, Duda holds a steady advantage over Kidawa Błońska (about 45% to about 25%). Kosiniak-Kamysz and Biedroń vie for third place (10%), while Szymon Hołownia, TV personality, is still in single digits as is the candidate of far-right Konfederacja, Krzysztof Bosak (Łukasz Gadzała | EURACTIV.pl) | 2 |
Wybory prezydenckie zaplanowane są na 28 czerwca. Epidemia koronawirusa sprawiła, że w Polsce będą to wybory łączone: głosy będzie można oddawać zarówno w tradycyjny sposób, jak i korespondencyjnie. Z kolei w przypadku Polaków mieszkających za granicą, obowiązywać będą różne przepisy. Zależne są one od sytuacji epidemicznej w danym kraju. | Population living in areas where elevation is below 5 meters (% of total population) | 1 |
Wyjście Wielkiej Brytanii z Unii Europejskiej jest dla Wspólnoty sygnałem alarmowym - powiedziała kanclerz Niemiec Angela Merkel w opublikowanym w czwartek wywiadzie dla brytyjskiego dziennika "Financial Times".
fot. AXEL SCHMIDT / / Reuters
Szefowa niemieckiego rządu przyznała, że system ponadnarodowych instytucji, takich jak Unia Europejska czy ONZ, które nazwała "lekcją wyciągniętą z drugiej wojny światowej i poprzednich dekad", znajduje się "pod coraz większą presją".
Uznała także, że prezydent USA Donald Trump ma rację, mówiąc, iż takie instytucje jak ONZ czy Światowa Organizacja Handlu (WHO) wymagają reformy. "Nie ma co do tego żadnych wątpliwości. Ale nie kwestionuję multilateralnej struktury świata" - podkreśliła.
Niemiecka kanclerz przekonuje, że odpowiedzią na kwestionowanie wielostronnego porządku świata nie powinno być zmniejszanie roli międzynarodowych instytucji, lecz jej zwiększanie. "Postrzegam Unię Europejską jako nasze ubezpieczenie na życie. Niemcy są zbyt małe, by samodzielnie wywierać wpływ geopolityczny, i dlatego musimy wykorzystać wszystkie zalety jednolitego rynku" - oświadczyła Merkel.
Mówiąc o brexicie jako sygnale alarmowym, Merkel wyjaśniła, że UE musi zareagować i stać się "atrakcyjna, innowacyjna, kreatywna, (by stać się) dobrym miejscem dla badań i edukacji". "Konkurencja może być wtedy bardzo produktywna" - podkreśliła.
To dlatego - jak mówiła - UE musi kontynuować reformy, dokończyć tworzenie jednolitego rynku cyfrowego, dążyć do unii bankowej (planu scentralizowania nadzoru nad europejskimi bankami i zarządzania kryzysowego) oraz rozwijać unię rynków kapitałowych, aby zintegrować rozdrobnione rynki kapitałowe i dłużne Europy.
Jak przyznaje, Niemcy nadal "trochę się wahają" w sprawie unii bankowej, "ponieważ nasza zasada jest taka, że każdy musi dziś najpierw ograniczyć ryzyko w swoim kraju, zanim będziemy mogli je uwspólniać". A unia rynków kapitałowych może wymagać od państw członkowskich dążenia do ściślejszego dostosowania się w takich kwestiach jak prawo upadłościowe - podkreśliła.
Kanclerz odniosła się też do coraz bardziej widocznych rozbieżności między Unią Europejską a Stanami Zjednoczonymi. Wyraziła przekonanie, że nie jest to jedynie efekt "słabej chemii" między nią a prezydentem USA Donaldem Trumpem, lecz efekt zmiany globalnego układu sił.
"Nastąpiła zmiana. Już (poprzedni) prezydent (USA Barack) Obama mówił o widzianym z perspektywy USA stuleciu azjatyckim. Oznacza to również, że Europa nie jest już, że tak powiem, w centrum wydarzeń na świecie. Skupienie Stanów Zjednoczonych na Europie maleje - tak będzie pod rządami każdego prezydenta (USA)" - powiedziała Merkel.
Jej zdaniem odpowiedzią na to powinno być zwiększenie odpowiedzialności przez UE za własne bezpieczeństwo. "My w Europie, zwłaszcza w Niemczech, musimy wziąć na siebie więcej odpowiedzialności" - dodała. Przyznała, że niemiecki plan zwiększenia wydatków na obronność do 2 proc. PKB dopiero na początku lat 30. XXI wieku jest niewystarczający w oczach krajów, które już osiągnęły ten cel. Zarazem zwróciła uwagę, że 40-procentowy wzrost wydatków od 2015 r. "jest z niemieckiej perspektywy ogromnym krokiem".
Merkel podkreśliła, że zwiększanie odpowiedzialności nie może oznaczać kwestionowania relacji transatlantyckich. "Stosunki transatlantyckie nadal mają dla mnie kluczowe znaczenie, szczególnie w odniesieniu do podstawowych kwestii dotyczących wartości i interesów na świecie" - mówiła. Jednak Europa powinna również rozwijać własny potencjał wojskowy - zaznaczyła. Poza głównym obszarem zainteresowania NATO mogą istnieć regiony, w których "Europa musi - w razie potrzeby - być przygotowana do zaangażowania się. Postrzegam Afrykę jako jeden z przykładów" - powiedziała.
Z Londynu Bartłomiej Niedziński (PAP)
bjn/ ndz/ akl/ | Agencies, United States US President Donald Trump and German Chancellor Angela Merkel gave a joint press conference at the White House on Friday, where they addressed the Iran nuclear deal and US trade tariffs. With Trump poised to impose tariffs on steel soon that will impact European exports, Merkel said the decision is now in Trump’s hands on whether to grant exemptions to European Union nations. “The president will decide. That’s very clear,” she said after Trump complained about the US-European trade imbalance. “We had an exchange of views. The decision lies with the president,” she said. Trump said he wanted a “reciprocal” trade relationship with Germany and other European nations and wanted Germany and other NATO allies to pay more for the common defence. “We need a reciprocal relationship, which we don’t have...We’re working on it and we want to make it more fair and the chancellor wants to make it more fair,” Trump said. The US president also said Iran will not acquire nuclear weapons but declined comment on whether he may consider the use of force against it. “I don’t talk about whether or not I would use military force. But I can tell you this, they will not be doing nuclear weapons. That I can tell you. OK? They are not going to be doing nuclear weapons. You can bank on it. “ The leaders’ last White House meeting drew attention when they did not shake hands in the Oval Office.This time round, Trump made a point of shaking Merkel’s hand twice while congratulating her on her election win. “We have a really great relationship, and we actually have had a great relationship right from the beginning, but some people didn’t understand that,” Trump said, referring to Merkel as a “very extraordinary woman.” | 2 |
Szefowa Unii Chrześcijańsko-Demokratycznej (CDU) Annegret Kramp-Karrenbauer zapowiedziała, że nie będzie ubiegać się o urząd kanclerza Niemiec w przyszłorocznych wyborach federalnych, zrezygnuje też z kierowania partią - poinformował w poniedziałek rzecznik CDU. Kramp-Karrenbauer pozostanie za to na stanowisku ministra obrony.
Szefowa CDU przekazała w poniedziałek na forum prezydium partyjnego, że rezygnuje z ubiegania się o urząd kanclerski i z kierowania partią, ponieważ uważa, że oba te stanowiska powinna piastować jedna osoba.
ZOBACZ: Morawiecki spotkał się z Merkel. "Mamy dobrego, solidnego partnera"
"Najprawdopodobniej latem ustąpi też ze stanowiska szefowej chadeków. Powodem jest zamieszanie w Turyngii z AFD w tle. O tym politycznym trzęsieniu ziemi w Niemczech mówiliśmy w ubiegłym tygodniu. Kto będzie nową twarzą CDU, tego jeszcze nie wiemy" - informuje korespondent Polsat News w Berlinie Tomasz Lejman.
Kramp-Karrenbauer powiedziała, że rozpocznie proces organizowania wyborów na przewodniczącego CDU latem. Sprecyzowała, że pozostanie na stanowisku szefowej ugrupowania aż do znalezienia innego kandydata - przekazało źródło w partii, na które powołuje się agencja Reutera.
Stanowisko ministra obrony
Ze źródeł w prezydium wiadomo, że kanclerz Niemiec Angela Merkel chciała, aby Kramp-Karrenbauer pozostała na stanowisku ministra obrony.
ZOBACZ: Kaczyński spóźnił się na piknik przez "kryzys w UE". Spotkał się z przedstawicielem CDU
Agencja AP zwraca uwagę, że Kramp-Karrenbauer ogłosiła swoją decyzję kilka dni po tym, jak jej partia została ostro skrytykowana za udział w głosowaniu na premiera wschodniego landu, Turyngii. Thomas Kemmerich z liberalnej FDP został wybrany na to stanowisko przy poparciu CDU i prawicowo-populistycznej Alternatywy dla Niemiec (AfD) - ugrupowania izolowanego na niemieckiej scenie politycznej - co wywołało skandal i napięcia w rządzącej koalicji. W sobotę Kemmerich złożył rezygnację, czego domagała się koalicja, która zażądała też nowych wyborów do landtagu.
Walczyła o władzę w partii
W grudniu 2018 r. 57-letnia Kramp-Karrenbauer wygrała wybory na lidera CDU, ale później walczyła o władzę w partii. W zeszłym roku na konwencji CDU wezwała delegatów, by poparli jej wizję dla Niemiec albo - jak to ujęła - "zakończmy to tu i teraz". Delegaci poparli ją wtedy, ale wielu z nich pozostało nieprzekonanych do jej przywództwa. Jej niezdolność do narzucenia dyscypliny regionalnym strukturom CDU w Turyngii jeszcze bardziej nadszarpnęła jej wiarygodność - wskazuje Reuters
WIDEO: Restauracja "smart". Tutaj nie ma kelnerów i kucharzy, są za to... roboty Twoja przeglądarka nie wspiera odtwarzacza wideo...
msl/ PAP | BERLIN/FRANKFURT (Reuters) - Germany's ruling coalition on Saturday called for fresh elections in the eastern state of Thuringia, whose pro-business premier stepped down only two days after being helped into the job with votes from the far right.
On Thursday, Thomas Kemmerich of the FDP became the first state premier to get into power with the support of the far right AfD, which sided with Chancellor Angela Merkel's Christian Democrats (CDU) in the vote.
Kemmerich on Saturday declared his immediate resignation, FDP's Thuringia branch said on Twitter, prompting the heads of Germany's ruling parties - the CDU, the Christian Social Union (CSU) and the Social Democrats (SPD) - to call for new elections.
"The election of Thuringia's state premier with a majority that was only reached with the votes of the AfD, is unforgivable," they said in a joint statement, adding a new premier had to be elected right away.
The scandal has been particularly damaging for the CDU because the AfD branch in Thuringia is headed by Bjoern Hoecke, a militantly anti-immigrant figure who leads a radical wing within his party that is monitored by the domestic intelligence agency for possible unconstitutional activities.
A poll on Friday showed support for the CDU in Thuringia falling by some 10%.
The scandal has also weakened CDU national leader Annegret Kramp-Karrenbauer, a protege of Chancellor Angela Merkel. Seen by many as Merkel's would-be successor, Kramp-Karrenbauer is struggling to assert her control over the conservative party after the Thuringia branch defied her and sided with the AfD.
(Reporting by Andreas Rinke, Holger Hansen, Christoph Steitz and Joseph Nasr; Editing by Christina Fincher) | 3 |
Muzułmański patrol z Brooklynu przekazał swojego byłego członka gangowi Bloods. Muzułmanin pobił nastoletniego syna „prawdziwego gangstera” z tego gangu ulicznego. Zajście miało miejsce przed meczetem Taqwa, a sprawę opisał Martin Mawyer z Christian Action Network.
Takie posunięcie zarządził radykalny imam z tego meczetu, Siraj Wahhaj, który jest także szefem muzułmańskiego patrolu (Muslim Community Patrol). Ruch ten miał na celu zażegnanie wrogości między dwiema grupami, a członek patrolu został poświęcony dla dobra ogółu. Gang Bloods zażądał wydania im człowieka albo przynajmniej podania adresu zamieszkania. Był to warunek zakończenia akcji odwetowych na meczecie.
Ali Karim, negocjator ze strony muzułmanów, który pracował bezpośrednio z Sirajem, odrzucił to żądanie i w zamian wynegocjował, że muzułmańskie patrole, których auta stylizowane są na auta nowojorskiej policji, nie będą się zapuszczać w rejony podlegające Bloods. Przekazał też gangowi informację, że sprawca pobicia został wydalony z szeregów patrolu.
Wahhaj odrzucił plan Karima i powiedział, że sprawca powinien być wydany Bloods z zastrzeżeniem, że karą dla niego będzie „walka na pięści”. Jak scharakteryzował to jeden ze współpracowników imama, była to typowa umowa „oko za oko”. „Członek patrolu rzucił chłopakiem o płot, a potem trzymał go za kark. To było złe i powinien zostać za to ukarany. Koran uczy zasady oko za oko. Nic poza tym i taka była umowa. Bloods mogą ustawić z nim walkę, ale nic poza tym” – mówił Wahhaj. Co wydarzyło się potem, było dalekie od zapowiedzi.
Walka została umówiona na 29 grudnia o 21:00, w okolicach głównej siedziby Bloodsów. Muzułmanin pojawił się w asyście ośmiu uzbrojonych kolegów i z godzinnym opóźnieniem został przekazany pięciu uzbrojonym członkom gangu. Scena była jak wyjęta z musicalu West Side Story – muzułmanie stali po jednej stronie boiska, gang po drugiej, a pośrodku byli walczący.
Według relacji świadków, były członek muzułmańskiego patrolu, Ahmed, został rzucony na ziemię, po czym przez 31 minut był kopany i bity. Jego przeciwnik wyszedł ze starcia „bez szwanku”. „Nigdy nie widziałem czegoś takiego”, powiedział świadek walki i dodał, że Ahmed walczył „anemicznie”, był „zbyt przestraszony” aby oddawać ciosy. „Myślę, że Ahmed naprawdę się bał. Był dla przeciwnika jak szmata. Ale wiedział, że jeśli zacznie bić się z nim, inni członkowie gangu prawdopodobnie go zastrzelą. Walczyli przez 31 minut, ponieważ taka jest zasada gangu Bloods, walczysz przez 31 minut”, opowiadał świadek.
Niesnaski zaczęły się trzy tygodnie wcześniej, kiedy Ahmed rzucił nastolatkiem o ogrodzenie w odpowiedzi na jego „werbalny” brak szacunku względem muzułmanki koło meczetu na Brooklynie. Nastolatek okazał się być synem wysoko postawionego członka gangu. Po tym zajściu Bloods natychmiast określili wszystkich członków patrolu jak i innych członków muzułmańskiej społeczności przy meczecie jako „jedzenie dla swoich psów”.
Na pierwszy odwet muzułmanie nie musieli długo czekać. W kilka dni później przed meczetem został pobity przypadkowy muzułmanin, na tyle poważnie, że przewieziono go na intensywną terapię. Aby zapobiec eskalacji przemocy Ahmed został usunięty z szeregów patrolu, a Karim zorganizował spotkanie z pobitym nastolatkiem i jego ojcem. Padło wtedy żądanie przekazania Ahmeda gangowi albo ujawnienia jego adresu. Propozycję odrzucił Karim i zaproponował inne rozwiązanie. Kilka dni później zostało ono odrzucone przez imama Wahhaja, który zarządził przekazanie Ahmeda gangowi.
„Bloods nie lubi walczyć, wolą strzelać. Ahmed dostał siedem, może 8 ciosów w głowę, ale były to mocne ciosy i mocno go zraniły. Dostał mocno w tyłek” – mówił świadek.
Po zakończonej walce Ahmed przeprosił ojca nastolatka za dotknięcie jego syna. W odpowiedzi usłyszał, że powinien podziękować Aliemu, ponieważ to on „ocalił jego życie”. Gdyby nie Ali, Ahmed zostałby zastrzelony. Powiedziano też Ahmedowi, że jeśli jeszcze kiedykolwiek dotknie członka Bloods to „rozwalą mu łeb”.
Poza żądaniem wydania Ahmeda, Bloodsi zażądali, aby auta muzułmańskiego patrolu trzymały się z dala od ich terenów.
Muslim Community Patrol jest organizacją non profit, która przykuła uwagę w zeszłym roku używając aut wyglądających jak radiowozy nowojorskiej policji oraz narzucając muzułmanom i niemuzułmanom przestrzeganie szariatu na ulicach. MCP Posiada obecnie siedem aut patrolujących głównie Brooklyn, ale docelowo chcą mieć 30 wozów patrolowych. Spór z Bloods może pogrzebać plany tej ekspansji. „Muzułmański patrol został zlekceważony, to niedobrze. Teraz będziemy mieć problemy z innymi gangami, które nie chcą naszych aut na ulicach” – powiedział anonimowy członek patrolu.
Oprac. Severus Snape, na podstawie https://clarionproject.org | And who is responsible for this? The New York Police Department has known these police impersonators have existed for quite a while now and done absolutely nothing about it. However, according to a report, the Muslim Community Patrol & Services (MCP&S) of Brooklyn, New York handed over a former employee to the Bloods gang, who beat him for over half an hour. That’s right, this is not the Middle East. This is America!
The story comes from the Christian Action Network’s Martin Mawyer.
He writes:
In the most recent, tense step in a simmering feud, Muslim Community Patrol & Services (MCP&S) of Brooklyn, N.Y. handed over a former employee to the Bloods gang who was then punched, kicked and body-slammed to the ground in a grueling 31-minute battering, according to a witness.
The fired worker was surrendered over to the Bloods on Dec. 29 in an attempt to settle a nearly three-week long dispute between the two groups. The feud began on Dec. 10 after the former MCP&S employee threw a teenage boy against a fence for verbally “disrespecting” a Muslim woman near a Brooklyn mosque.
Unbeknownst to the MCP&S “patrolman,” the teen was the son of a high-ranking member of the notoriously violent and vindictive Bloods gang on Gates Avenue in Brooklyn.
Following the assault, the Bloods immediately declared all members of MCP&S, including the congregants and leaders of Masjid Taqwa (seen as controlling MCP&S) as “food” for their “dogs.”
The first act of retaliation came only a few days after the initial encounter, when Bloods members severely beat a random Muslim man outside the Masjid Taqwa on Fulton Street. The injured man was taken to Kingsbrook Jewish Medical Center for emergency medical care.
In an effort to prevent future Bloods violence, leaders of the patrol services fired the MCP&S worker and arranged for a sit-down at the home of the offended father and his teenage son.
During the meeting, described as “tense” by an observer, the Bloods demanded MCP&S either physically hand over the MCP&S worker or provide the Bloods with his address. That request was at first rejected by Ali Karim, serving as a lieutenant under the command of radical Islamic cleric Siraj Wahhaj of Masjid Taqwa.
A few days later, however, Imam Wahhaj overruled Karim’s rejection of the Bloods’ offer and instructed him to deliver the ex-MCP&S worker to the Bloods, with the stipulation that the fired worker would be subjected only to a “fistfight.”
“An eye for an eye,” is how one associate of Siraj Wahhaj characterized the agreement to Christian Action Network. “That MCP worker threw the boy violently against a fence. He then held on to the back of his neck. That was wrong. And he needed to be punished for it. The Quran teaches an eye for an eye for punishment. Nothing more. So that was the agreement. The Bloods could set up a fight to punch him, but that’s it.”
The fight was set for 9 p.m. on Dec. 29 near the headquarters of the Gates Avenue Bloods gang, though the actual gathering was delayed by an hour.
The ex-worker was accompanied by eight armed Muslims and was delivered to five armed members of the Bloods at around 10 p.m.
In a fight reminiscent of a scene from West Side Story, the Bloods stood on one side of a school playground while Muslims stood on the opposite end. The two combatants were positioned between the factions.
“I’ve never seen a fight like that in all my life,” one observer told Christian Action Network. “They fought for 31 minutes, because that’s the rule of the Bloods, you fight for 31 minutes.”…
As we previously reported, the MCP’s are increasing from a mere 3 patrol cars to 30 in 2020.
The obvious question remains to Mayor Bill DeBlasio and the New York Police Department: Why are you allowing the impersonation of police officers by Muslims? By doing so, you do realize you are aiding and abetting felonies in your city?
People need to hold these criminals accountable, and I’m not just talking about the Muslims here. | 4 |
Gość Piotra Goćka przypomniał, że Małgorzata Kidawa-Błońska przez wiele lat pracowała w woj. mazowieckim. - Ta ciężka praca przekłada się na dobre wyniki - ocenił Marcin Kierwińki.
Kidawa-Błońska: prezydent ma być adwokatem obywateli
Poseł PO został też zapytany o wyniki na Dolnym Śląsku. Tam według sondażu kandydatka PO KO osiągnęła w wyborach parlamentarnych gorszy wynik niż Koalicja Obywatelska. Dolny Śląsk uważany jest za matecznik Grzegorza Schetyny.
"Musimy dołożyć staranności"
- Co do kwestii dolnośląskich widać, że tam musimy dołożyć większej staranności. Jestem przekonany, że koledzy, przewodniczący Platformy Obywatelskiej na Dolnym Śląsku Jarosław Duda, ale też Grzegorz Schetyna, zrobią wszystko, aby Dolny Śląsk był tym regionem, w którym Kidawa wygra - stwierdził gość radiowej Jedynki.
CZYTAJ TAKŻE: Wybory prezydenckie. Sztab Kidawy-Błońskiej ujawnił hasło wyborcze>>>
Piotr Gociek dopytywał, czy słaby wynik marszałek Sejmu w tym regionie nie wynika stąd, że w wyborach parlamentarnych miała ona startować z list wrocławskich, a ostatecznie wystartowała z Warszawy.
- Małgorzata Kidawa-Błońska jest politykiem o tak uznanej renomie i tak dużej rozpoznawalności, że nieżalenie od tego, czy startowałaby z Wrocławia, czy z Warszawy jej wynik byłby bardzo dobry - skwitował poseł PO.
Zapraszamy do wysłuchania całej audycji.
* * *
Tytuł audycji: Sygnały Dnia
Prowadzi: Piotr Gociek
Gość: Marcin Kierwiński (poseł PO)
Data emisji: 18.02.2020
Godzina emisji: 8.16
pkur | The country’s largest opposition party, Civic Platform (PO), has nominated their new leader, Borys Budka.
Borys Budka was minister of justice and most recently the leader of the parliamentary group of PO MPs. He was supported by Donald Tusk and another former prime minister closely linked to Tusk, Ewa Kopacz.
He defeated Tomasz Siemoniak who was backed by former PO leader, Grzegorz Schetyna.
Budka’s target now is to lead an effective campaign for PO’s presidential candidate, Małgorzata Kidawa-Błońska, who is polling second to the incumbent Andrzej Duda. (Łukasz Gadzała | EURACTIV.pl) | 2.5 |
Szef Pentagonu Mark Esper twierdzi, że rząd Chin cały czas nie udostępnia światu pełnych informacji o epidemii, potrzebnych do zorganizowania globalnej walki z koronawirusem. Stanowczo wzywa Pekin do udostępnienie wszystkich potrzebnych danych o COVID-19.
Jak powiedział Esper w wywiadzie dla telewizji Fox News, gdyby Chiny wcześniej udzielały rzetelnych informacji, świat mógłby podejmować lepsze działania w walce z pandemią:
-„Jest oczywiste, że Chiny mogły być wcześniej bardziej transparentne i podzielić się większą ilością danych. Lepiej rozumielibyśmy, czym jest wirus i jak z nim postępować” – powiedział.
Podkreślił, że do dzisiaj Pekin nie przekazuje wszystkich ważnych danych:
-„Nawet teraz widzimy, że wstrzymują informacje i sądzę, że powinniśmy zrobić więcej, aby skłonić ich do dzielenia się nimi”.
Według raportu wywiadu Stanów Zjednoczonych, o którym informowała agencja Bloomberg, władze Chin ukrywały prawdziwy zasięg epidemii, zaniżając dane o przypadkach koronawirusa oraz zgonach spowodowanych COVID-19.
O zbyt opieszałe informowanie świata na temat epidemii kilkakrotnie Chiny oskarżał prezydent USA Donald Trump. Wczoraj zapowiedział on również wstrzymanie składek na WHO, której zarzucił „chinocentryzm”.
kak/ PAP | Photo : YONHAP News
U.S. Defense Secretary Mark Esper on Thursday said the U.S. still sees a "political agreement" as the best path forward with North Korea, urging its leader Kim Jong-un to exercise "restraint."Esper made the remarks in an interview with Fox News when asked about U.S. President Donald Trump and his administration's plans regarding North Korea issues.Esper said that the best path forward is still a political agreement on denuclearizing North Korea and that the U.S. wants to remain on that path, urging Kim and his leadership team to sit back down at the negotiation table to do that.The Pentagon chief, however, made clear that the U.S. military stands ready to "fight tonight" if necessary. He said that the U.S. has a full array of forces, South Korean partners and a broader set of partners as well, adding he's confident in the readiness of forces to deter North Korean bad behavior.The remarks came after the North Korean leader threatened to abandon a self-imposed moratorium on nuclear and long-range missile tests and reveal a "new strategic weapon" soon. | 2 |
Postanowiłem napisać ten tekst po tym, gdy zauważyłem, że zwolennicy Szymona Hołowni rozpływają się w zachwytach nad nim jako bezpartyjnym kandydacie na głowę państwa. Zaznaczam, że choć ja jestem zwolennikiem Rafała Trzaskowskiego, nie będę namawiał ich do zmiany wyborczych preferencji. Chciałbym jedynie, aby obudzili się z błogiego snu i zaczęli twardo stąpać po ziemi.
Odnoszę wrażenie, że fundamentem mitu bezpartyjnego prezydenta jest założenie, iż Polacy nie lubią partii politycznych, uważają je za symbol wszelkiego zła i brzydzą się nimi. To nieprawda. Polacy z cała pewnością potrafią nie lubić i nie szanować konkretnych polityków, ale nie uważają środowisk politycznych za źródło swoich życiowych niepowodzeń i frustracji. Skąd to wiem? Ano stąd, że Prawo i Sprawiedliwość i Platforma Obywatelska są partiami politycznymi w pełnym znaczeniu tego słowa i od lat skupiają wokół siebie ok. 70% poparcia tych, którzy biorą udział w głosowaniu, a jak wiadomo tylko tacy się liczą. Co więcej – wszyscy konkurenci tych dwóch wielkich formacji zostali z poparciem społecznym daleko w tyle.
Wróćmy jednak do wyborów prezydenckich. Głowa państwa bez zaplecza w parlamencie będzie jedynie mieszkańcem Pałacu Prezydenckiego i pasażerem tylnej kanapy pancernego Audi A8 (BMW 7 zostało rozbite). Jeśli prezydent chce coś przeprowadzić przez parlament, musi mieć tam swoje zaplecze. Żadna partia polityczna nie ma bowiem obowiązku ułatwiania czegokolwiek prezydentowi, za którym nie stoi określona liczba poselskich mandatów. Oczywiście, bezpartyjny prezydent mógłby próbować negocjować z posłami poparcie jego pomysłów, ale do niczego ich nie zmusi. Dlatego teza, że Szymon Hołownia może być odnowicielem życia publicznego jest fałszywa. Nie może i nie będzie – prezydenta wybierzemy w tym roku, a wybory parlamentarne są na jesieni 2023 roku.
Kolejna sprawa to doświadczenia historyczne. Polska odrzuciła bezpartyjnego kandydata na głowę państwa w osobie Stanisława Tymińskiego. Dawno temu? W 2010 bezpartyjny kandydat Andrzej Olechowski zdobył w wyborach prezydenckich niewiele ponad 2% głosów. W 2015 roku Paweł Kukiz zdobył co prawda aż 20%, ale już kilka miesięcy później jego środowisko w wyborach parlamentarnych zdobyło zaledwie 10% głosów, a potem w mgnieniu oka rozpadło się. Tymczasem PiS i PO mają się świetnie.
Piszę o tym, ponieważ chciałbym, aby Polacy nie ulegali pokusie prostych odpowiedzi na trudne pytania. Jeśli wolno mi mieć własne zdanie, uważam, że Szymon Hołownia jest takim samym wytworem marketingu politycznego jak wcześniej Palikot, Petru i Biedroń. Nie jest zresztą tajemnicą, że za Hołownią stoją w dużej mierze te same grupy interesu, które wcześniej poniosły już spektakularne klęski. Ci ludzie zakładają, że Polacy mają krótką pamięć i nie uczą się nawet na własnych błędach. Obawiam się, że to założenie niestety jest słuszne.
Szymon Hołownia ma prawo twierdzić, że jego pomysły są genialne i nikt przed nim na nie nie wpadł, a jeśli nawet ktoś wpadł i przepadł, to z nim będzie inaczej, bo jest od nich lepszy. Ja uważam za swój obowiązek namawiać was do chłodnej oceny rzeczywistości i nie ulegania sztuczkom magików PR.
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Wpłacając pomagasz budować Crowd Media – wolne media, które patrzą władzy na ręce. WPŁAĆ | The leader of Poland's ruling Law and Justice (PiS) party, Jaroslaw Kaczynski, once famously said that "you don't go into politics for the money." Indeed, many of his compatriots appreciated Kaczynski as someone who practices what he preaches by avoiding shady business deals. On Tuesday, however, Polish daily Gazeta Wyborcza published recordings of the politician, dubbed the "Kaczynski tapes," apparently discussing a major construction project involving a company with close ties to the PiS.
An ambitious project
The company in question, Srebrna, was founded in the mid-1990s by the conservative Porozumienie Centrum (PC) party, a forerunner to the PiS. The company is majority-owned by the Lech Kaczynski Institute, which was founded to commemorate the eponymous Polish president who died in a 2010 plane crash. Lech Kaczynski's twin brother Jaroslaw is on the institute's supervisory board.
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When Srebrna decided to erect two skyscrapers in central Warsaw, Jaroslaw Kaczynski signed off on the project. The Lech Kaczynski Institute was to move its headquarters to one of the towers and the remaining space was to be rented out. One-third of the annual revenue generated by the buildings would then go to the Lech Kaczynski Institute.
Murky networks
A relative of Kaczynski's cousin, Austrian businessman Gerd Birgfellner, was tasked with bringing the €400 million ($460 million) project to fruition. To this end, Poland's state-run PKO Bank Polski apparently granted Birgfellner a €15.5 million loan. Without a permit, he then invested €1.5 million into the project, assuming Kaczynski would greenlight it as planned. But when Birgfellner asked to be reimbursed, Srebrna declined to foot the bill, as Jaroslaw Kaczynski had decided to stop the project.
The towers were due to be constructed in downtown Warsaw
In July 2018, Birgfellner and Kaczynski met to discuss the situation. The recordings leaked by Polish daily Gazeta Wyborcza were apparently made during this meeting by Birgfellner himself. He filed a legal complaint against Srebrna with Poland's public persecutor on January 25, 2019. The recording reportedly reveals that Kaczynski recommended Birgfellner take legal action and try to blame Warsaw's opposition city council for the botched construction project. Kaczynski reportedly believed this to be the only way Birgfellner would be reimbursed.
Kaczynski in charge of Srebrna
The recording appears to show that Kaczynski is very in much in charge of Srebrna, even though he is not a member of its management. Officially, loyal colleagues like a secretary and his chauffeur are in control. In the recording, Kaczynski can apparently be heard saying: "That would be the easiest way. I could convince management to come to an agreement with you."
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Gazeta Wyborcza has reported that Kaczynski chaired the company's special shareholder meeting, yet did not make this known despite being legally obligated to as a member of Poland's parliament. Lawmakers in the country must not only report their earnings, but also disclose whether they are a board member of any foundations, corporations or cooperatives, even if "this does not entail any financial benefits." Investigative platform OKO Press reported that Poland's left-wing Partia Razem party has demanded the speaker of Poland's parliament take disciplinary action against Kaczynski.
Construction project axed
Kaczynski knows his involvement with Srebrna is a political liability. The opposition, in particular the left-wing candidate for the office of Warsaw mayor, who closely scrutinized the operations of companies with ties to the PiS during his campaign, are likely to attempt to capitalize on the controversy.
But Polish Prime Minister Mateusz Morawiecki, also a member of the PiS, denies the recordings of Kaczynski and Birgfellner reveal any wrongdoing. "The conversation contains no shred of evidence to suggest PiS politicians did anything inappropriate, instead it testifies to honesty, authenticity and fairness," he said.
In the summer of 2018, Kaczynski decided to stop pushing for the controversial construction project and stop all investments. And when his party failed to win Warsaw's mayoral race in autumn that year, it was clear the project would never be realized.
Prime Minister Morawiecki said the recording shows Kaczynski did nothing wrong
Opposition livid
Kamila Gasiuk-Pihowicz, of the opposition liberal-conservative Civic Platform (PO) party, lambasted the Polish lawmaker on Twitter, writing that "Kaczynski treats institutes, public administration and banks like lackeys."
Faced with these accusations, the PiS has attempted to discredit opposition media by accusing it of sensationalism. The deputy minister of justice, Patryk Jaki, asserted that Kaczynski acted ethically, while PiS spokeswoman Beata Mazurek dismissed the media reports as "a pseudo-sensation." Polish Minister of Science and Higher Education Jaroslaw Gowin, in turn, said the leaked conversation resembled a "regular businesses negation."
A shock to PiS supporters
The "Kaczynski tapes" reveal that the PiS leader is apparently a shrewd businessman, which is news that will come as a shock to many Poles who had perceived him as an ascetic politician concerned more with grand policy ideas than the nitty gritty of politics. Kaczynski once embodied a political leader unconcerned with material wealth, but the Srebrna scandal has thoroughly undermined this image.
The PiS has vowed to take an uncompromising stance on graft and murky dealings between lawmakers and those in power, but the "Kaczynski tapes" certainly sully the party leader's image. | 1.5 |
Cały świat pochłonęła walka z pandemią koronawirusa, spychając na dalszy plan inne zagrożenia. A wiele wskazuje na to, że nawet bez ataku wirusa bieżący rok może zostać zapamiętany jako szereg następujących po sobie katastrof naturalnych.
Cały świat pochłonęła walka z pandemią koronawirusa, spychając na dalszy plan inne zagrożenia. A wiele wskazuje na to, że nawet bez ataku wirusa bieżący rok może zostać zapamiętany jako szereg następujących po sobie katastrof naturalnych.
Pamiętacie jeszcze o pożarach w Australii? Biorąc pod uwagę natłok informacji związanych z pandemią, aż trudno przyswoić wiadomość, że działy się one tak niedawno. Świat wstrzymywał oddech pod koniec ubiegłego i na samym początku bieżącego roku. Największy kryzys miał miejsce na początku stycznia. Obecnie wciąż ogień lokalnie trawi połacie australijskiego buszu, niemniej skala jest nieporównywalnie mniejsza. Do marca ogień ogarnął obszar niemal 19 milionów hektarów.
Tymczasem na początku kwietnia, niecałe 2 tys. kilometrów od australijskiego Brisbane, rozszalał się potężny cyklon Harold. 5 kwietnia osiągnął on piątą, najwyższą kategorię w skali Saffira-Simpsona, a maksymalna zmierzona prędkość wiatru przekroczyła 270 km/h, czyniąc go najpotężniejszym cyklonem na tym obszarze od lutego 2016 r. Harold zabił ponad 30 osób na terenie Wysp Salomona, Fidżi, Vanuatu i Tonga.
Wielkanoc pod znakiem tornad
Los nie oszczędza w ostatnich tygodniach Stanów Zjednoczonych. Nie dość, że stały się centrum pandemii koronawirusa, to jeszcze nawiedzane są przez druzgocące tornada. Choć sezon tak naprawdę dopiero się rozpoczyna, na terenie USA tornada zabiły już 65 osób. 26 z nich straciło życie w stanie Tennessee w serii tornad 2 marca, 34 zaś w Wielkanoc w Luizjanie, Missisipi, Georgii i Tennessee.
Liczba ofiar bieżącego sezonu tornad w USA jest już tylko o cztery mniejsza niż w roku 2012, ostatnim tak dramatycznym. Niewielkim pocieszeniem pozostaje fakt, że trwa najdłuższa w historii pomiarów seria bez tornada o sile EF5 w tzw. ulepszonej skali Fujity. Ostatnie tornado, którego siła spełniała kryteria EF5, miało miejsce 25 maja 2016 r. w stanie Kansas.
Wulkany też nie siedzą cicho
Od początku roku na terenie islandzkiego półwyspu Reykjanes (w którego pobliżu położona jest stolica Islandii, Reykjavik – red.) doszło do ponad 8 tys. odczuwalnych trzęsień ziemi – donosił na początku kwietnia brytyjski dziennik „Guardian”. Jak tłumaczył w rozmowie z gazetą Dave McGarvie, wulkanolog z Lancaster University, może to świadczyć o wulkanicznej „pobudce” tej części wyspy po kilkuset latach spokoju.
Co to oznacza dla Islandii? Po pierwsze, możliwe odcięcie wyspy od świata, bo jedyne międzynarodowe lotnisko znajduje się w Keflaviku, właśnie na półwyspie Reykjanes. Do tego potencjalną ewakuację tysięcy ludzi z zagrożonych terenów. Nie bez znaczenia byłaby wielka emisja trujących gazów, które mogłoby być problemem dla największego miasta wyspy, Reykjaviku. A to wszystko okrągłe dziesięć lat po paraliżu ruchu lotniczego w całej Europie, spowodowanego erupcją wielkiego islandzkiego wulkanu Eyjafjallajökull.
Regularnie tego roku wybuchają wulkany na terenie Indonezji. Zjawisko dla miejscowych nie jest nowe, wyspy te należą do najbardziej aktywnych sejsmicznie miejsc na świecie. Tylko w ciągu ostatniego tygodnia zanotowano wybuchy czterech wulkanów w tym kraju.
Polska pustynią Europy?
Swoje problemy mamy i w Polsce. Wiele wskazuje na to, że będzie ona najgorsza w historii. Co za tym przemawia? Najcieplejsza zima odkąd istnieją pomiary, rekordowo niski stan wód już od stycznia. Sytuację pogarsza melioracja pól uprawnych. To wszystko w pakiecie może latem doprowadzić do katastrofy w krajowym rolnictwie.
Wygląda więc na to, że gdy w końcu uporamy się z szalejącą epidemią koronawirusa, będziemy musieli zmierzyć się z innymi poważnymi problemami. A nie minęła nawet połowa roku 2020. Roku, który na długo zapadnie nam w pamięć.
PATRYK MOTYKA, ONET.PL | South Pacific: Tropical Cyclone Harold Update
The full extent of the impact of Cyclone Harold is still emerging. This was the strongest storm to hit the Pacific Islands (specifically Vanuatu, Fiji, the Solomon Islands and Tonga) since Cyclone Gita in 2018. While initial reports from some affected communities suggest damage to buildings and crops has been extensive, it will take some days to get a full picture of the extent of the impact and the most urgent needs. Red Cross has pre-positioned relief supplies that can be distributed quickly to the people affected by the disaster.
Our immediate concerns are ensuring people have access to shelter, food, and clean water, as well as minimising the risk of water-borne diseases. Reports that flash flooding and storm surges have caused significant damage are emerging. The Red Cross teams are working with the National Disaster Management Office and other agencies to make sure we are meeting immediate needs as quickly and effectively as possible.
Red Cross volunteers continue to support their communities. The strength of the International Red Cross and Red Crescent Movement lies in its volunteers, and trained response teams helped communities prepare for Cyclone Harold and evacuate where necessary and are now active in the immediate response. In Vanuatu and Fiji, more than 120 volunteers are now busy checking in on people most affected by Cyclone Harold and distributing relief items, including tarpaulins, where they are needed most. Further assessments and ground deployment is planned for the coming days.
Background
On 1 April a tropical low formed centred between the Solomon Islands and the eastern coast of Papua New Guinea. The low intensified into a tropical cyclone named Harold, passing south of Solomon Islands as a category 2 storm on Friday 3 April before quickly intensifying as it neared Vanuatu. On 6 April Harold passed over Vanuatu as a powerful category 5 storm, with winds of around 230 km/h, heavy rains and damaging storm surges. Overnight on the 6-7 April, Tropical Cyclone Harold hit Vitu Levu, Fiji, and the islands to the east as a Catagory 4 storm, before moving on to Tonga.
Tens of thousands of people moved to more than 200 evacuation centres across the Island nations affected, and communications to some of the hardest hit islands are still down.
Reports from Vanuatu’s second town, Luganville, are of extensive damage to buildings, gardens and infrastructure. Storm force winds affected several provinces with heavy rainfalls and flash flooding. There is also substantial coastal flooding in some provinces, and reports of agricultural areas and crops having been destroyed. There has been substantial damage to houses and structures, and continuing power outages in affected areas continue.
Vanuatu Red Cross had already activated its Emergency Operations Centre to coordinate COVID-19 activities. As part of preparations for Cyclone Harold, Vanuatu Red Cross ceased all COVID-19 related activities to instead mobilise volunteers to provide early warning early action messaging at the community level, help people get to evacuation centres and pre-position essential relief items. Now that the cylone has passed, needs assessments are being carried out as part of a coordinated response with the National Disaster Management Office and other responsible agencies. In order to facilitate movement of humanitarian personnel, as well as relief items, the Government of Vanuatu has eased in-country travel restrictions and also lifted all previous restrictions on domestic air and sea operations.However, foreign personnel will not be allowed in to the country at this stage.
In parts of Fiji, a strong wind warning remains in force. Significant damage has been reported in part due to due storm surges. Electricity outages and water supply disruptions continue in parts of the country, and although road and debris clearing is already underway, several roads and bridges are still closed and there are reports of landslides, damages to root crops, power lines and some housing.
In the Solomon Islands, temporary shelter has been arranged for those whose homes have been destroyed, and clean and safe drinking water remains a priority as most communities use covered wells for drinking.
In Tonga, Tropical Cyclone Harold appears to have resulted in minimal damage with most reported damage from storm surges to coastal properties - including a few resorts.
On 5 April, IFRC released more than 50,000 Swiss francs (more than 51,500 US dollars) from its Disaster Relief Emergency Fund to support Vanuatu Red Cross activities.
Solomon Islands Red Cross teams are also undertaking needs assessments in communities affected by Harold.
Key figures
At least 120 trained Red Cross volunteers have been mobilised to support cyclone response across the different Islands.
More than 200,000 people have been affected by Cyclone Harold.
Red Cross is looking to support more than 20,000 people across three countries.
© Scoop Media | 2 |
Rosja i Turcja uzgodniły w czwartek przerwanie działań wojennych w syryjskiej prowincji Idlib od północy 6 marca - poinformował w Moskwie szef MSZ Rosji Siergiej Ławrow, po zakończeniu rozmów prezydentów Władimira Putina i Recepa Tayyipa Erdogana.
Na konferencji prasowej po sześciogodzinnych rozmowach Putin wyraził nadzieję, że poczynione ustalenia pomogą zakończyć działania zbrojne w prowincji Idlib.
Jak ogłosił Ławrow, ministrowie obrony Rosji i Turcji podpisali dodatkowy protokół do porozumienia, które Moskwa i Ankara zawarły w Soczi w sierpniu 2018 roku. Protokół głosi, że przerwanie wszelkich działań bojowych w Idlibie nastąpi na obecnej linii rozgraniczenia o północy w nocy z czwartku na piątek.
ZOBACZ: Grecja odpiera falę migrantów. Turcja "grozi wysłaniem jeszcze milionów"
Drugi punkt protokołu głosi, że na północy Syrii (6 km na północ i 6 km na południe od trasy M4 łączącej Latakię i Aleppo) stworzony zostanie "korytarz bezpieczeństwa". Szczegóły jego funkcjonowania uzgodnią resorty obrony Rosji i Turcji w ciągu 7 dni.
W protokole zapowiedziano ponadto, że 15 marca zaczną się wspólne patrole na odcinkach trasy M4.
Erdogan zapowiedział na konferencji prasowej, że po przerwaniu ognia uzgodnione zostaną "dalsze kroki" po to, aby rozejm miał charakter trwały.
"Pomoc uchodźcom w kwestii powrotu do ojczyzny"
Prezydent Turcji oświadczył, że to na siłach reżimu prezydenta Syrii Baszara el-Asada spoczywa odpowiedzialność za ataki, które nasiliły się od maja zeszłego roku. Ostrzegł, że Ankara "pozostawia sobie prawo do odpowiedzi na wszelkie ataki ze strony reżimu", jednak w tej kwestii będzie kontaktować się z Rosją.
Erdogan powiedział także, że Turcja "zobowiązuje się udzielić pomocy uchodźcom syryjskim w kwestii powrotu do ojczyzny". Prezydenci ustalili, że należy ułatwić powrót uchodźców na północ Syrii.
ZOBACZ: Dziecko utonęło, mężczyzna zmarł po interwencji straży. Uchodźcy próbują dostać się do Grecji
Putin wyraził nadzieję, że porozumienia osiągnięte w czwartek zakończą cierpienia ludności cywilnej i stworzą warunki do kontynuowania procesu pokojowego w Syrii. - Nie zawsze zgadzamy się z tureckimi partnerami na temat tego, co dzieje się w Syrii, ale zawsze dotąd w momentach krytycznych udawało się nam znajdować punkty styczne - podkreślił. Ocenił, że tak również stało się i tym razem.
Na konferencji prasowej Erdogan powiedział, że zaprosił Putina do Turcji w związku ze 100-leciem nawiązania przez oba kraje stosunków dyplomatycznych.
W prowincji Idlib, która jest ostatnim bastionem syryjskich rebeliantów i dżihadystów, armia Asada prowadziła od grudnia 2019 r., przy wsparciu rosyjskiego lotnictwa, ofensywę mającą na celu odzyskanie kontroli nad tym regionem. Na początku br. doszło do eskalacji przemocy między siłami tureckimi i syryjskimi w Idlibie - 27 lutego w nalotach sił syryjskich zginęło 33 tureckich żołnierzy. 1 marca br. Turcja ogłosiła rozpoczęcie ofensywy w Idlibie przeciwko siłom syryjskim. W ostatnich tygodniach Rosja i Turcja przeprowadziły trzy rundy konsultacji w związku z sytuacją w Idlibie, ale nie przynosiły one rezultatu.
WIDEO: Ukraina: Syreny alarmowe przerwały relację reportera Polsat News, musiał szukać schronienia Twoja przeglądarka nie wspiera odtwarzacza wideo...
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