id
stringlengths
16
16
text
stringlengths
151
2.3k
word_count
int64
30
60
source
stringclasses
1 value
twg_000000030800
dentro a tuo voler tadage, ecco qui Stazio; e io lui chiamo e prego che sia or sanator de le tue piage. Se la veduta etterna li dislego, rispuose Stazio, l dove tu sie, discolpi me non potert io far nego. Poi cominci: Se le parole mie, figlio, la mente tua guarda e riceve, lume ti fiero al come che
60
gutenberg
twg_000000030801
tu die. Sangue perfetto, che poi non si beve da lassetate vene, e si rimane quasi alimento che di mensa leve, prende nel core a tutte membra umane virtute informativa, come quello cha farsi quelle per le vene vane. Ancor digesto, scende ov pi bello tacer che dire; e quindi poscia geme sovr altrui sangue in natural vasello. Ivi saccoglie
60
gutenberg
twg_000000030802
luno e laltro insieme, lun disposto a patire, e laltro a fare per lo perfetto loco onde si preme; e, giunto lui, comincia ad operare coagulando prima, e poi avviva ci che per sua matera f constare. Anima fatta la virtute attiva qual duna pianta, in tanto differente, che questa in via e quella gi a riva, tanto ovra poi,
60
gutenberg
twg_000000030803
che gi si move e sente, come spungo marino; e indi imprende ad organar le posse ond semente. Or si spiega, figliuolo, or si distende la virt ch dal cor del generante, dove natura a tutte membra intende. Ma come danimal divegna fante, non vedi tu ancor: quest tal punto, che pi savio di te f gi errante, s che
60
gutenberg
twg_000000030804
per sua dottrina f disgiunto da lanima il possibile intelletto, perch da lui non vide organo assunto. Apri a la verit che viene il petto; e sappi che, s tosto come al feto larticular del cerebro perfetto, lo motor primo a lui si volge lieto sovra tant arte di natura, e spira spirito novo, di vert repleto, che ci che
60
gutenberg
twg_000000030805
trova attivo quivi, tira in sua sustanzia, e fassi unalma sola, che vive e sente e s in s rigira. E perch meno ammiri la parola, guarda il calor del sole che si fa vino, giunto a lomor che de la vite cola. Quando Lchesis non ha pi del lino, solvesi da la carne, e in virtute ne porta seco
60
gutenberg
twg_000000030806
e lumano e l divino: laltre potenze tutte quante mute; memoria, intelligenza e volontade in atto molto pi che prima agute. Sanza restarsi, per s stessa cade mirabilmente a luna de le rive; quivi conosce prima le sue strade. Tosto che loco l la circunscrive, la virt formativa raggia intorno cos e quanto ne le membra vive. E come laere,
60
gutenberg
twg_000000030807
quand ben porno, per laltrui raggio che n s si reflette, di diversi color diventa addorno; cos laere vicin quivi si mette e in quella forma ch in lui suggella virtalmente lalma che ristette; e simigliante poi a la fiammella che segue il foco l vunque si muta, segue lo spirto sua forma novella. Per che quindi ha poscia sua
60
gutenberg
twg_000000030808
paruta, chiamata ombra; e quindi organa poi ciascun sentire infino a la veduta. Quindi parliamo e quindi ridiam noi; quindi facciam le lagrime e sospiri che per lo monte aver sentiti puoi. Secondo che ci affliggono i disiri e li altri affetti, lombra si figura; e quest la cagion di che tu miri. E gi venuto a lultima tortura sera
60
gutenberg
twg_000000030809
per noi, e vlto a la man destra, ed eravamo attenti ad altra cura. Quivi la ripa fiamma in fuor balestra, e la cornice spira fiato in suso che la reflette e via da lei sequestra; ond ir ne convenia dal lato schiuso ad uno ad uno; e io tema l foco quinci, e quindi temeva cader giuso. Lo duca
60
gutenberg
twg_000000030810
mio dicea: Per questo loco si vuol tenere a li occhi stretto il freno, per cherrar potrebbesi per poco. Summae Deus clementae nel seno al grande ardore allora udi cantando, che di volger mi f caler non meno; e vidi spirti per la fiamma andando; per chio guardava a loro e a miei passi compartendo la vista a quando a
60
gutenberg
twg_000000030811
quando. Appresso il fine cha quell inno fassi, gridavano alto: Virum non cognosco; indi ricominciavan linno bassi. Finitolo, anco gridavano: Al bosco si tenne Diana, ed Elice caccionne che di Venere avea sentito il tsco. Indi al cantar tornavano; indi donne gridavano e mariti che fuor casti come virtute e matrimonio imponne. E questo modo credo che lor basti per
60
gutenberg
twg_000000030812
tutto il tempo che l foco li abbruscia: con tal cura conviene e con tai pasti che la piaga da sezzo si ricuscia. Purgatorio Canto XXVI Mentre che s per lorlo, uno innanzi altro, ce nandavamo, e spesso il buon maestro diceami: Guarda: giovi chio ti scaltro; feriami il sole in su lomero destro, che gi, raggiando, tutto loccidente mutava
60
gutenberg
twg_000000030813
in bianco aspetto di cilestro; e io facea con lombra pi rovente parer la fiamma; e pur a tanto indizio vidi molt ombre, andando, poner mente. Questa fu la cagion che diede inizio loro a parlar di me; e cominciarsi a dir: Colui non par corpo fittizio; poi verso me, quanto potan farsi, certi si fero, sempre con riguardo di
60
gutenberg
twg_000000030814
non uscir dove non fosser arsi. O tu che vai, non per esser pi tardo, ma forse reverente, a li altri dopo, rispondi a me che n sete e n foco ardo. N solo a me la tua risposta uopo; ch tutti questi nhanno maggior sete che dacqua fredda Indo o Etopo. Dinne com che fai di te parete al
60
gutenberg
twg_000000030815
sol, pur come tu non fossi ancora di morte intrato dentro da la rete. S mi parlava un dessi; e io mi fora gi manifesto, sio non fossi atteso ad altra novit chapparve allora; ch per lo mezzo del cammino acceso venne gente col viso incontro a questa, la qual mi fece a rimirar sospeso. L veggio dogne parte farsi
60
gutenberg
twg_000000030816
presta ciascun ombra e basciarsi una con una sanza restar, contente a brieve festa; cos per entro loro schiera bruna sammusa luna con laltra formica, forse a spar lor via e lor fortuna. Tosto che parton laccoglienza amica, prima che l primo passo l trascorra, sopragridar ciascuna saffatica: la nova gente: Soddoma e Gomorra; e laltra: Ne la vacca entra
60
gutenberg
twg_000000030817
Pasife, perch l torello a sua lussuria corra. Poi, come grue cha le montagne Rife volasser parte, e parte inver larene, queste del gel, quelle del sole schife, luna gente sen va, laltra sen vene; e tornan, lagrimando, a primi canti e al gridar che pi lor si convene; e raccostansi a me, come davanti, essi medesmi che mavean pregato,
60
gutenberg
twg_000000030818
attenti ad ascoltar ne lor sembianti. Io, che due volte avea visto lor grato, incominciai: O anime sicure daver, quando che sia, di pace stato, non son rimase acerbe n mature le membra mie di l, ma son qui meco col sangue suo e con le sue giunture. Quinci s vo per non esser pi cieco; donna di sopra che
60
gutenberg
twg_000000030819
macquista grazia, per che l mortal per vostro mondo reco. Ma se la vostra maggior voglia sazia tosto divegna, s che l ciel valberghi ch pien damore e pi ampio si spazia, ditemi, acci chancor carte ne verghi, chi siete voi, e chi quella turba che se ne va di retro a vostri terghi. Non altrimenti stupido si turba lo
60
gutenberg
twg_000000030820
montanaro, e rimirando ammuta, quando rozzo e salvatico sinurba, che ciascun ombra fece in sua paruta; ma poi che furon di stupore scarche, lo qual ne li alti cuor tosto sattuta, Beato te, che de le nostre marche, ricominci colei che pria minchiese, per morir meglio, esperenza imbarche! La gente che non vien con noi, offese di ci per che
60
gutenberg
twg_000000030821
gi Cesar, trunfando, Regina contra s chiamar sintese: per si parton Soddoma gridando, rimproverando a s com hai udito, e aiutan larsura vergognando. Nostro peccato fu ermafrodito; ma perch non servammo umana legge, seguendo come bestie lappetito, in obbrobrio di noi, per noi si legge, quando partinci, il nome di colei che simbesti ne le mbestiate schegge. Or sai nostri
60
gutenberg
twg_000000030822
atti e di che fummo rei: se forse a nome vuo saper chi semo, tempo non di dire, e non saprei. Farotti ben di me volere scemo: son Guido Guinizzelli, e gi mi purgo per ben dolermi prima cha lo stremo. Quali ne la tristizia di Ligurgo si fer due figli a riveder la madre, tal mi fec io, ma
60
gutenberg
twg_000000030823
non a tanto insurgo, quand io odo nomar s stesso il padre mio e de li altri miei miglior che mai rime damore usar dolci e leggiadre; e sanza udire e dir pensoso andai lunga fata rimirando lui, n, per lo foco, in l pi mappressai. Poi che di riguardar pasciuto fui, tutto moffersi pronto al suo servigio con laffermar
60
gutenberg
twg_000000030824
che fa credere altrui. Ed elli a me: Tu lasci tal vestigio, per quel chi odo, in me, e tanto chiaro, che Let nol pu trre n far bigio. Ma se le tue parole or ver giuraro, dimmi che cagion per che dimostri nel dire e nel guardar davermi caro. E io a lui: Li dolci detti vostri, che, quanto
60
gutenberg
twg_000000030825
durer luso moderno, faranno cari ancora i loro incostri. O frate, disse, questi chio ti cerno col dito, e addit un spirto innanzi, fu miglior fabbro del parlar materno. Versi damore e prose di romanzi soverchi tutti; e lascia dir li stolti che quel di Lemos credon chavanzi. A voce pi chal ver drizzan li volti, e cos ferman sua
60
gutenberg
twg_000000030826
oppinone prima charte o ragion per lor sascolti. Cos fer molti antichi di Guittone, di grido in grido pur lui dando pregio, fin che lha vinto il ver con pi persone. Or se tu hai s ampio privilegio, che licito ti sia landare al chiostro nel quale Cristo abate del collegio, falli per me un dir dun paternostro, quanto bisogna
60
gutenberg
twg_000000030827
a noi di questo mondo, dove poter peccar non pi nostro. Poi, forse per dar luogo altrui secondo che presso avea, disparve per lo foco, come per lacqua il pesce andando al fondo. Io mi fei al mostrato innanzi un poco, e dissi chal suo nome il mio disire apparecchiava grazoso loco. El cominci liberamente a dire: Tan mabellis vostre
60
gutenberg
twg_000000030828
cortes deman, quieu no me puesc ni voill a vos cobrire. Ieu sui Arnaut, que plor e vau cantan; consiros vei la passada folor, e vei jausen lo joi quesper, denan. Ara vos prec, per aquella valor que vos guida al som de lescalina, sovenha vos a temps de ma dolor!. Poi sascose nel foco che li affina. Purgatorio Canto
60
gutenberg
twg_000000030829
XXVII S come quando i primi raggi vibra l dove il suo fattor lo sangue sparse, cadendo Ibero sotto lalta Libra, e londe in Gange da nona rarse, s stava il sole; onde l giorno sen giva, come langel di Dio lieto ci apparse. Fuor de la fiamma stava in su la riva, e cantava Beati mundo corde! in voce
60
gutenberg
twg_000000030830
assai pi che la nostra viva. Poscia Pi non si va, se pria non morde, anime sante, il foco: intrate in esso, e al cantar di l non siate sorde, ci disse come noi li fummo presso; per chio divenni tal, quando lo ntesi, qual colui che ne la fossa messo. In su le man commesse mi protesi, guardando il
60
gutenberg
twg_000000030831
foco e imaginando forte umani corpi gi veduti accesi. Volsersi verso me le buone scorte; e Virgilio mi disse: Figliuol mio, qui pu esser tormento, ma non morte. Ricorditi, ricorditi! E se io sovresso Geron ti guidai salvo, che far ora presso pi a Dio? Credi per certo che se dentro a lalvo di questa fiamma stessi ben mille anni,
60
gutenberg
twg_000000030832
non ti potrebbe far dun capel calvo. E se tu forse credi chio tinganni, fatti ver lei, e fatti far credenza con le tue mani al lembo di tuoi panni. Pon gi omai, pon gi ogne temenza; volgiti in qua e vieni: entra sicuro!. E io pur fermo e contra coscenza. Quando mi vide star pur fermo e duro, turbato
60
gutenberg
twg_000000030833
un poco disse: Or vedi, figlio: tra Batrice e te questo muro. Come al nome di Tisbe aperse il ciglio Piramo in su la morte, e riguardolla, allor che l gelso divent vermiglio; cos, la mia durezza fatta solla, mi volsi al savio duca, udendo il nome che ne la mente sempre mi rampolla. Ond ei croll la fronte e
60
gutenberg
twg_000000030834
disse: Come! volenci star di qua?; indi sorrise come al fanciul si fa ch vinto al pome. Poi dentro al foco innanzi mi si mise, pregando Stazio che venisse retro, che pria per lunga strada ci divise. S com fui dentro, in un bogliente vetro gittato mi sarei per rinfrescarmi, tant era ivi lo ncendio sanza metro. Lo dolce padre
60
gutenberg
twg_000000030835
mio, per confortarmi, pur di Beatrice ragionando andava, dicendo: Li occhi suoi gi veder parmi. Guidavaci una voce che cantava di l; e noi, attenti pur a lei, venimmo fuor l ove si montava. Venite, benedicti Patris mei, son dentro a un lume che l era, tal che mi vinse e guardar nol potei. Lo sol sen va, soggiunse, e
60
gutenberg
twg_000000030836
vien la sera; non varrestate, ma studiate il passo, mentre che loccidente non si annera. Dritta salia la via per entro l sasso verso tal parte chio toglieva i raggi dinanzi a me del sol chera gi basso. E di pochi scaglion levammo i saggi, che l sol corcar, per lombra che si spense, sentimmo dietro e io e li
60
gutenberg
twg_000000030837
miei saggi. E pria che n tutte le sue parti immense fosse orizzonte fatto duno aspetto, e notte avesse tutte sue dispense, ciascun di noi dun grado fece letto; ch la natura del monte ci affranse la possa del salir pi e l diletto. Quali si stanno ruminando manse le capre, state rapide e proterve sovra le cime avante che
60
gutenberg
twg_000000030838
sien pranse, tacite a lombra, mentre che l sol ferve, guardate dal pastor, che n su la verga poggiato s e lor di posa serve; e quale il mandran che fori alberga, lungo il pecuglio suo queto pernotta, guardando perch fiera non lo sperga; tali eravamo tutti e tre allotta, io come capra, ed ei come pastori, fasciati quinci e
60
gutenberg
twg_000000030839
quindi dalta grotta. Poco parer potea l del di fori; ma, per quel poco, vedea io le stelle di lor solere e pi chiare e maggiori. S ruminando e s mirando in quelle, mi prese il sonno; il sonno che sovente, anzi che l fatto sia, sa le novelle. Ne lora, credo, che de lorente prima raggi nel monte Citerea,
60
gutenberg
twg_000000030840
che di foco damor par sempre ardente, giovane e bella in sogno mi parea donna vedere andar per una landa cogliendo fiori; e cantando dicea: Sappia qualunque il mio nome dimanda chi mi son Lia, e vo movendo intorno le belle mani a farmi una ghirlanda. Per piacermi a lo specchio, qui maddorno; ma mia suora Rachel mai non si
60
gutenberg
twg_000000030841
smaga dal suo miraglio, e siede tutto giorno. Ell di suoi belli occhi veder vaga com io de laddornarmi con le mani; lei lo vedere, e me lovrare appaga. E gi per li splendori antelucani, che tanto a pellegrin surgon pi grati, quanto, tornando, albergan men lontani, le tenebre fuggian da tutti lati, e l sonno mio con esse; ond
60
gutenberg
twg_000000030842
io levami, veggendo i gran maestri gi levati. Quel dolce pome che per tanti rami cercando va la cura de mortali, oggi porr in pace le tue fami. Virgilio inverso me queste cotali parole us; e mai non furo strenne che fosser di piacere a queste iguali. Tanto voler sopra voler mi venne de lesser s, chad ogne passo poi
60
gutenberg
twg_000000030843
al volo mi sentia crescer le penne. Come la scala tutta sotto noi fu corsa e fummo in su l grado superno, in me ficc Virgilio li occhi suoi, e disse: Il temporal foco e letterno veduto hai, figlio; e se venuto in parte dov io per me pi oltre non discerno. Tratto tho qui con ingegno e con arte;
60
gutenberg
twg_000000030844
lo tuo piacere omai prendi per duce; fuor se de lerte vie, fuor se de larte. Vedi lo sol che n fronte ti riluce; vedi lerbette, i fiori e li arbuscelli che qui la terra sol da s produce. Mentre che vegnan lieti li occhi belli che, lagrimando, a te venir mi fenno, seder ti puoi e puoi andar tra
60
gutenberg
twg_000000030845
elli. Non aspettar mio dir pi n mio cenno; libero, dritto e sano tuo arbitrio, e fallo fora non fare a suo senno: per chio te sovra te corono e mitrio. Purgatorio Canto XXVIII Vago gi di cercar dentro e dintorno la divina foresta spessa e viva, cha li occhi temperava il novo giorno, sanza pi aspettar, lasciai la riva,
60
gutenberg
twg_000000030846
prendendo la campagna lento lento su per lo suol che dogne parte auliva. Unaura dolce, sanza mutamento avere in s, mi feria per la fronte non di pi colpo che soave vento; per cui le fronde, tremolando, pronte tutte quante piegavano a la parte u la prim ombra gitta il santo monte; non per dal loro esser dritto sparte tanto,
60
gutenberg
twg_000000030847
che li augelletti per le cime lasciasser doperare ogne lor arte; ma con piena letizia lore prime, cantando, ricevieno intra le foglie, che tenevan bordone a le sue rime, tal qual di ramo in ramo si raccoglie per la pineta in su l lito di Chiassi, quand olo scilocco fuor discioglie. Gi mavean trasportato i lenti passi dentro a la
60
gutenberg
twg_000000030848
selva antica tanto, chio non potea rivedere ond io mi ntrassi; ed ecco pi andar mi tolse un rio, che nver sinistra con sue picciole onde piegava lerba che n sua ripa usco. Tutte lacque che son di qua pi monde, parrieno avere in s mistura alcuna verso di quella, che nulla nasconde, avvegna che si mova bruna bruna sotto
60
gutenberg
twg_000000030849
lombra perpeta, che mai raggiar non lascia sole ivi n luna. Coi pi ristetti e con li occhi passai di l dal fiumicello, per mirare la gran varazion di freschi mai; e l mapparve, s com elli appare subitamente cosa che disvia per maraviglia tutto altro pensare, una donna soletta che si gia e cantando e scegliendo fior da fiore
60
gutenberg
twg_000000030850
ond era pinta tutta la sua via. Deh, bella donna, che a raggi damore ti scaldi, si vo credere a sembianti che soglion esser testimon del core, vegnati in voglia di trarreti avanti, diss io a lei, verso questa rivera, tanto chio possa intender che tu canti. Tu mi fai rimembrar dove e qual era Proserpina nel tempo che perdette
60
gutenberg
twg_000000030851
la madre lei, ed ella primavera. Come si volge, con le piante strette a terra e intra s, donna che balli, e piede innanzi piede a pena mette, volsesi in su i vermigli e in su i gialli fioretti verso me, non altrimenti che vergine che li occhi onesti avvalli; e fece i prieghi miei esser contenti, s appressando s,
60
gutenberg
twg_000000030852
che l dolce suono veniva a me co suoi intendimenti. Tosto che fu l dove lerbe sono bagnate gi da londe del bel fiume, di levar li occhi suoi mi fece dono. Non credo che splendesse tanto lume sotto le ciglia a Venere, trafitta dal figlio fuor di tutto suo costume. Ella ridea da laltra riva dritta, trattando pi color
60
gutenberg
twg_000000030853
con le sue mani, che lalta terra sanza seme gitta. Tre passi ci facea il fiume lontani; ma Elesponto, l ve pass Serse, ancora freno a tutti orgogli umani, pi odio da Leandro non sofferse per mareggiare intra Sesto e Abido, che quel da me perch allor non saperse. Voi siete nuovi, e forse perch io rido, cominci ella, in
60
gutenberg
twg_000000030854
questo luogo eletto a lumana natura per suo nido, maravigliando tienvi alcun sospetto; ma luce rende il salmo Delectasti, che puote disnebbiar vostro intelletto. E tu che se dinanzi e mi pregasti, d saltro vuoli udir; chi venni presta ad ogne tua question tanto che basti. Lacqua, diss io, e l suon de la foresta impugnan dentro a me novella
60
gutenberg
twg_000000030855
fede di cosa chio udi contraria a questa. Ond ella: Io dicer come procede per sua cagion ci chammirar ti face, e purgher la nebbia che ti fiede. Lo sommo Ben, che solo esso a s piace, f luom buono e a bene, e questo loco diede per arr a lui detterna pace. Per sua difalta qui dimor poco; per
60
gutenberg
twg_000000030856
sua difalta in pianto e in affanno cambi onesto riso e dolce gioco. Perch l turbar che sotto da s fanno lessalazion de lacqua e de la terra, che quanto posson dietro al calor vanno, a luomo non facesse alcuna guerra, questo monte salo verso l ciel tanto, e libero n dindi ove si serra. Or perch in circuito tutto
60
gutenberg
twg_000000030857
quanto laere si volge con la prima volta, se non li rotto il cerchio dalcun canto, in questa altezza ch tutta disciolta ne laere vivo, tal moto percuote, e fa sonar la selva perch folta; e la percossa pianta tanto puote, che de la sua virtute laura impregna e quella poi, girando, intorno scuote; e laltra terra, secondo ch degna
60
gutenberg
twg_000000030858
per s e per suo ciel, concepe e figlia di diverse virt diverse legna. Non parrebbe di l poi maraviglia, udito questo, quando alcuna pianta sanza seme palese vi sappiglia. E saper dei che la campagna santa dove tu se, dogne semenza piena, e frutto ha in s che di l non si schianta. Lacqua che vedi non surge di
60
gutenberg
twg_000000030859
vena che ristori vapor che gel converta, come fiume chacquista e perde lena; ma esce di fontana salda e certa, che tanto dal voler di Dio riprende, quant ella versa da due parti aperta. Da questa parte con virt discende che toglie altrui memoria del peccato; da laltra dogne ben fatto la rende. Quinci Let; cos da laltro lato Eno
60
gutenberg
twg_000000030860
si chiama, e non adopra se quinci e quindi pria non gustato: a tutti altri sapori esto di sopra. E avvegna chassai possa esser sazia la sete tua perch io pi non ti scuopra, darotti un corollario ancor per grazia; n credo che l mio dir ti sia men caro, se oltre promession teco si spazia. Quelli chanticamente poetaro let
60
gutenberg
twg_000000030861
de loro e suo stato felice, forse in Parnaso esto loco sognaro. Qui fu innocente lumana radice; qui primavera sempre e ogne frutto; nettare questo di che ciascun dice. Io mi rivolsi n dietro allora tutto a miei poeti, e vidi che con riso udito avan lultimo costrutto; poi a la bella donna torna il viso. Purgatorio Canto XXIX Cantando
60
gutenberg
twg_000000030862
come donna innamorata, contin col fin di sue parole: Beati quorum tecta sunt peccata!. E come ninfe che si givan sole per le salvatiche ombre, disando qual di veder, qual di fuggir lo sole, allor si mosse contra l fiume, andando su per la riva; e io pari di lei, picciol passo con picciol seguitando. Non eran cento tra suoi
60
gutenberg
twg_000000030863
passi e miei, quando le ripe igualmente dier volta, per modo cha levante mi rendei. N ancor fu cos nostra via molta, quando la donna tutta a me si torse, dicendo: Frate mio, guarda e ascolta. Ed ecco un lustro sbito trascorse da tutte parti per la gran foresta, tal che di balenar mi mise in forse. Ma perch l
60
gutenberg
twg_000000030864
balenar, come vien, resta, e quel, durando, pi e pi splendeva, nel mio pensier dicea: Che cosa questa?. E una melodia dolce correva per laere luminoso; onde buon zelo mi f riprender lardimento dEva, che l dove ubidia la terra e l cielo, femmina, sola e pur test formata, non sofferse di star sotto alcun velo; sotto l qual se
60
gutenberg
twg_000000030865
divota fosse stata, avrei quelle ineffabili delizie sentite prima e pi lunga fata. Mentr io mandava tra tante primizie de letterno piacer tutto sospeso, e disoso ancora a pi letizie, dinanzi a noi, tal quale un foco acceso, ci si f laere sotto i verdi rami; e l dolce suon per canti era gi inteso. O sacrosante Vergini, se fami,
60
gutenberg
twg_000000030866
freddi o vigilie mai per voi soffersi, cagion mi sprona chio merc vi chiami. Or convien che Elicona per me versi, e Urane maiuti col suo coro forti cose a pensar mettere in versi. Poco pi oltre, sette alberi doro falsava nel parere il lungo tratto del mezzo chera ancor tra noi e loro; ma quand i fui s presso
60
gutenberg
twg_000000030867
di lor fatto, che lobietto comun, che l senso inganna, non perdea per distanza alcun suo atto, la virt cha ragion discorso ammanna, s com elli eran candelabri apprese, e ne le voci del cantare Osanna. Di sopra fiammeggiava il bello arnese pi chiaro assai che luna per sereno di mezza notte nel suo mezzo mese. Io mi rivolsi dammirazion
60
gutenberg
twg_000000030868
pieno al buon Virgilio, ed esso mi rispuose con vista carca di stupor non meno. Indi rendei laspetto a lalte cose che si movieno incontr a noi s tardi, che foran vinte da novelle spose. La donna mi sgrid: Perch pur ardi s ne laffetto de le vive luci, e ci che vien di retro a lor non guardi?. Genti
60
gutenberg
twg_000000030869
vid io allor, come a lor duci, venire appresso, vestite di bianco; e tal candor di qua gi mai non fuci. Lacqua imprenda dal sinistro fianco, e rendea me la mia sinistra costa, sio riguardava in lei, come specchio anco. Quand io da la mia riva ebbi tal posta, che solo il fiume mi facea distante, per veder meglio ai
60
gutenberg
twg_000000030870
passi diedi sosta, e vidi le fiammelle andar davante, lasciando dietro a s laere dipinto, e di tratti pennelli avean sembiante; s che l sopra rimanea distinto di sette liste, tutte in quei colori onde fa larco il Sole e Delia il cinto. Questi ostendali in dietro eran maggiori che la mia vista; e, quanto a mio avviso, diece passi
60
gutenberg
twg_000000030871
distavan quei di fori. Sotto cos bel ciel com io diviso, ventiquattro seniori, a due a due, coronati venien di fiordaliso. Tutti cantavan: Benedicta tue ne le figlie dAdamo, e benedette sieno in etterno le bellezze tue!. Poscia che i fiori e laltre fresche erbette a rimpetto di me da laltra sponda libere fuor da quelle genti elette, s come
60
gutenberg
twg_000000030872
luce luce in ciel seconda, vennero appresso lor quattro animali, coronati ciascun di verde fronda. Ognuno era pennuto di sei ali; le penne piene docchi; e li occhi dArgo, se fosser vivi, sarebber cotali. A descriver lor forme pi non spargo rime, lettor; chaltra spesa mi strigne, tanto cha questa non posso esser largo; ma leggi Ezechel, che li dipigne
60
gutenberg
twg_000000030873
come li vide da la fredda parte venir con vento e con nube e con igne; e quali i troverai ne le sue carte, tali eran quivi, salvo cha le penne Giovanni meco e da lui si diparte. Lo spazio dentro a lor quattro contenne un carro, in su due rote, trunfale, chal collo dun grifon tirato venne. Esso tendeva
60
gutenberg
twg_000000030874
in s luna e laltra ale tra la mezzana e le tre e tre liste, s cha nulla, fendendo, facea male. Tanto salivan che non eran viste; le membra doro avea quant era uccello, e bianche laltre, di vermiglio miste. Non che Roma di carro cos bello rallegrasse Affricano, o vero Augusto, ma quel del Sol saria pover con ello;
60
gutenberg
twg_000000030875
quel del Sol che, svando, fu combusto per lorazion de la Terra devota, quando fu Giove arcanamente giusto. Tre donne in giro da la destra rota venian danzando; luna tanto rossa cha pena fora dentro al foco nota; laltr era come se le carni e lossa fossero state di smeraldo fatte; la terza parea neve test mossa; e or paran
60
gutenberg
twg_000000030876
da la bianca tratte, or da la rossa; e dal canto di questa laltre toglien landare e tarde e ratte. Da la sinistra quattro facean festa, in porpore vestite, dietro al modo duna di lor chavea tre occhi in testa. Appresso tutto il pertrattato nodo vidi due vecchi in abito dispari, ma pari in atto e onesto e sodo. Lun
60
gutenberg
twg_000000030877
si mostrava alcun de famigliari di quel sommo Ipocrte che natura a li animali f chell ha pi cari; mostrava laltro la contraria cura con una spada lucida e aguta, tal che di qua dal rio mi f paura. Poi vidi quattro in umile paruta; e di retro da tutti un vecchio solo venir, dormendo, con la faccia arguta. E
60
gutenberg
twg_000000030878
questi sette col primaio stuolo erano abitati, ma di gigli dintorno al capo non facan brolo, anzi di rose e daltri fior vermigli; giurato avria poco lontano aspetto che tutti ardesser di sopra da cigli. E quando il carro a me fu a rimpetto, un tuon sud, e quelle genti degne parvero aver landar pi interdetto, fermandosi ivi con le
60
gutenberg
twg_000000030879
prime insegne. Purgatorio Canto XXX Quando il settentron del primo cielo, che n occaso mai seppe n orto n daltra nebbia che di colpa velo, e che faceva l ciascun accorto di suo dover, come l pi basso face qual temon gira per venire a porto, fermo saffisse: la gente verace, venuta prima tra l grifone ed esso, al carro
60
gutenberg
twg_000000030880
volse s come a sua pace; e un di loro, quasi da ciel messo, Veni, sponsa, de Libano cantando grid tre volte, e tutti li altri appresso. Quali i beati al novissimo bando surgeran presti ognun di sua caverna, la revestita voce alleluiando, cotali in su la divina basterna si levar cento, ad vocem tanti senis, ministri e messaggier di
60
gutenberg
twg_000000030881
vita etterna. Tutti dicean: Benedictus qui venis!, e fior gittando e di sopra e dintorno, Manibus, oh, date lila plenis!. Io vidi gi nel cominciar del giorno la parte orental tutta rosata, e laltro ciel di bel sereno addorno; e la faccia del sol nascere ombrata, s che per temperanza di vapori locchio la sostenea lunga fata: cos dentro una
60
gutenberg
twg_000000030882
nuvola di fiori che da le mani angeliche saliva e ricadeva in gi dentro e di fori, sovra candido vel cinta duliva donna mapparve, sotto verde manto vestita di color di fiamma viva. E lo spirito mio, che gi cotanto tempo era stato cha la sua presenza non era di stupor, tremando, affranto, sanza de li occhi aver pi conoscenza,
60
gutenberg
twg_000000030883
per occulta virt che da lei mosse, dantico amor sent la gran potenza. Tosto che ne la vista mi percosse lalta virt che gi mavea trafitto prima chio fuor di perizia fosse, volsimi a la sinistra col respitto col quale il fantolin corre a la mamma quando ha paura o quando elli afflitto, per dicere a Virgilio: Men che dramma
60
gutenberg
twg_000000030884
di sangue m rimaso che non tremi: conosco i segni de lantica fiamma. Ma Virgilio navea lasciati scemi di s, Virgilio dolcissimo patre, Virgilio a cui per mia salute diemi; n quantunque perdeo lantica matre, valse a le guance nette di rugiada, che, lagrimando, non tornasser atre. Dante, perch Virgilio se ne vada, non pianger anco, non piangere ancora; ch
60
gutenberg
twg_000000030885
pianger ti conven per altra spada. Quasi ammiraglio che in poppa e in prora viene a veder la gente che ministra per li altri legni, e a ben far lincora; in su la sponda del carro sinistra, quando mi volsi al suon del nome mio, che di necessit qui si registra, vidi la donna che pria mappario velata sotto langelica
60
gutenberg
twg_000000030886
festa, drizzar li occhi ver me di qua dal rio. Tutto che l vel che le scendea di testa, cerchiato de le fronde di Minerva, non la lasciasse parer manifesta, regalmente ne latto ancor proterva contin come colui che dice e l pi caldo parlar dietro reserva: Guardaci ben! Ben son, ben son Beatrice. Come degnasti daccedere al monte? non
60
gutenberg
twg_000000030887
sapei tu che qui luom felice?. Li occhi mi cadder gi nel chiaro fonte; ma veggendomi in esso, i trassi a lerba, tanta vergogna mi grav la fronte. Cos la madre al figlio par superba, com ella parve a me; perch damaro sente il sapor de la pietade acerba. Ella si tacque; e li angeli cantaro di sbito In te,
60
gutenberg
twg_000000030888
Domine, speravi; ma oltre pedes meos non passaro. S come neve tra le vive travi per lo dosso dItalia si congela, soffiata e stretta da li venti schiavi, poi, liquefatta, in s stessa trapela, pur che la terra che perde ombra spiri, s che par foco fonder la candela; cos fui sanza lagrime e sospiri anzi l cantar di quei
60
gutenberg
twg_000000030889
che notan sempre dietro a le note de li etterni giri; ma poi che ntesi ne le dolci tempre lor compatire a me, par che se detto avesser: Donna, perch s lo stempre?, lo gel che mera intorno al cor ristretto, spirito e acqua fessi, e con angoscia de la bocca e de li occhi usc del petto. Ella, pur
60
gutenberg
twg_000000030890
ferma in su la detta coscia del carro stando, a le sustanze pie volse le sue parole cos poscia: Voi vigilate ne letterno die, s che notte n sonno a voi non fura passo che faccia il secol per sue vie; onde la mia risposta con pi cura che mintenda colui che di l piagne, perch sia colpa e duol
60
gutenberg
twg_000000030891
duna misura. Non pur per ovra de le rote magne, che drizzan ciascun seme ad alcun fine secondo che le stelle son compagne, ma per larghezza di grazie divine, che s alti vapori hanno a lor piova, che nostre viste l non van vicine, questi fu tal ne la sua vita nova virtalmente, chogne abito destro fatto averebbe in lui
60
gutenberg
twg_000000030892
mirabil prova. Ma tanto pi maligno e pi silvestro si fa l terren col mal seme e non clto, quant elli ha pi di buon vigor terrestro. Alcun tempo il sostenni col mio volto: mostrando li occhi giovanetti a lui, meco il menava in dritta parte vlto. S tosto come in su la soglia fui di mia seconda etade e
60
gutenberg
twg_000000030893
mutai vita, questi si tolse a me, e diessi altrui. Quando di carne a spirto era salita, e bellezza e virt cresciuta mera, fu io a lui men cara e men gradita; e volse i passi suoi per via non vera, imagini di ben seguendo false, che nulla promession rendono intera. N limpetrare ispirazion mi valse, con le quali e
60
gutenberg
twg_000000030894
in sogno e altrimenti lo rivocai: s poco a lui ne calse! Tanto gi cadde, che tutti argomenti a la salute sua eran gi corti, fuor che mostrarli le perdute genti. Per questo visitai luscio di morti, e a colui che lha qua s condotto, li prieghi miei, piangendo, furon porti. Alto fato di Dio sarebbe rotto, se Let si
60
gutenberg
twg_000000030895
passasse e tal vivanda fosse gustata sanza alcuno scotto di pentimento che lagrime spanda. Purgatorio Canto XXXI O tu che se di l dal fiume sacro, volgendo suo parlare a me per punta, che pur per taglio mera paruto acro, ricominci, seguendo sanza cunta, d, d se questo vero: a tanta accusa tua confession conviene esser congiunta. Era la mia
60
gutenberg
twg_000000030896
virt tanto confusa, che la voce si mosse, e pria si spense che da li organi suoi fosse dischiusa. Poco sofferse; poi disse: Che pense? Rispondi a me; ch le memorie triste in te non sono ancor da lacqua offense. Confusione e paura insieme miste mi pinsero un tal s fuor de la bocca, al quale intender fuor mestier le
60
gutenberg
twg_000000030897
viste. Come balestro frange, quando scocca da troppa tesa, la sua corda e larco, e con men foga lasta il segno tocca, s scoppia io sottesso grave carco, fuori sgorgando lagrime e sospiri, e la voce allent per lo suo varco. Ond ella a me: Per entro i mie disiri, che ti menavano ad amar lo bene di l dal
60
gutenberg
twg_000000030898
qual non a che saspiri, quai fossi attraversati o quai catene trovasti, per che del passare innanzi dovessiti cos spogliar la spene? E quali agevolezze o quali avanzi ne la fronte de li altri si mostraro, per che dovessi lor passeggiare anzi?. Dopo la tratta dun sospiro amaro, a pena ebbi la voce che rispuose, e le labbra a fatica
60
gutenberg
twg_000000030899
la formaro. Piangendo dissi: Le presenti cose col falso lor piacer volser miei passi, tosto che l vostro viso si nascose. Ed ella: Se tacessi o se negassi ci che confessi, non fora men nota la colpa tua: da tal giudice sassi! Ma quando scoppia de la propria gota laccusa del peccato, in nostra corte rivolge s contra l taglio
60
gutenberg