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Rispondi alla seguente richiesta: | 1968 La Legge evangelica dà compimento ai comandamenti della Legge. Il discorso del Signore sulla montagna, lungi dallabolire o dal togliere valore alle prescrizioni morali della Legge antica, ne svela le virtualità nascoste e ne fa scaturire nuove esigenze ne mette in luce tutta la verità divina e umana. Esso non aggiunge nuovi precetti esteriori, ma arriva a riformare la radice delle azioni, il cuore, là dove luomo sceglie tra il puro e limpuro, dove si sviluppano la fede, la speranza e la carità e, con queste, le altre virtù. Così il Vangelo porta la Legge alla sua pienezza mediante limitazione della perfezione del Padre celeste, il perdono dei nemici e la preghiera per i persecutori, sullesempio della magnanimità divina. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1969 La Legge nuova pratica gli atti della religione lelemosina, la preghiera e il digiuno, ordinandoli al Padre che vede nel segreto, in opposizione al desiderio di essere visti dagli uomini. La sua preghiera è il Padre nostro. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1970 La Legge evangelica implica la scelta decisiva tra le due vie e mettere in pratica le parole del Signore essa si riassume nella regola doro Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro questa infatti è la Legge e i Profeti Mi 7, 12. Tutta la Legge evangelica è racchiusa nel comandamento nuovo di Gesù, di amarci gli uni gli altri come lui ci ha amati. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1971 Al discorso del Signore sulla montagna è opportuno aggiungere la catechesi morale degli insegnamenti apostolici come Rm 1215 1 Cor 1213 Col 34 Ef 46 ecc. Questa dottrina trasmette linsegnamento del Signore con lautorità degli Apostoli, particolarmente attraverso lesposizione delle virtù che derivano dalla fede in Cristo e che sono animate dalla carità, il principale dono dello Spirito Santo. La carità non abbia finzioni. ... Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno. ... Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nellospitalità Rm 12,913. Questa catechesi ci insegna anche a considerare i casi di coscienza alla luce del nostro rapporto con Cristo e con la Chiesa. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1972 La Legge nuova è chiamata legge damore, perché fa agire in virtù dellamore che lo Spirito Santo infonde, più che sotto la spinta del timore legge di grazia, perché, per mezzo della fede e dei sacramenti, conferisce la forza della grazia per agire legge di libertà, perché ci libera dalle osservanze rituali e giuridiche della Legge antica, ci porta ad agire spontaneamente sotto limpulso della carità, ed infine ci fa passare dalla condizione di servo che non sa quello che fa il suo padrone a quella di amico di Cristo perché tutto ciò che ho udito dal Padre lho fatto conoscere a voi Gv 15,15, o ancora alla condizione di figlio erede. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1973 Oltre ai suoi precetti, la Legge nuova comprende anche i consigli evangelici. La distinzione tradizionale tra i comandamenti di Dio e i consigli evangelici si stabilisce in rapporto alla carità, perfezione della vita cristiana. I precetti mirano a rimuovere ciò che è incompatibile con la carità. I consigli si prefiggono di rimuovere ciò che, pur senza contrastare con la carità, può rappresentare un ostacolo per il suo sviluppo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1974 I consigli evangelici esprimono la pienezza vivente della carità, sempre insoddisfatta di non dare di più. Testimoniano il suo slancio e sollecitano la nostra prontezza spirituale. La perfezione della Legge nuova consiste essenzialmente nei comandamenti dellamore di Dio e del prossimo. I consigli indicano vie più dirette, mezzi più spediti e vanno praticati in conformità alla vocazione di ciascuno Dio non vuole che tutti osservino tutti i consigli, ma soltanto quelli appropriati, secondo la diversità delle persone, dei tempi, delle occasioni e delle forze, stando a quanto richiede la carità perché è lei che, come regina di tutte le virtù, di tutti i comandamenti, di tutti i consigli, in una parola, di tutte le leggi e di tutte le azioni cristiane, assegna a tutti il posto, lordine, il tempo, il valore. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | In sintesi | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1975 Secondo la Scrittura, la Legge é unistruzione paterna di Dio, che prescrive alluomo le vie che conducono alla beatitudine promessa e vieta le strade del male. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1976 La Legge é un comando della ragione ordinato al bene comune, promulgato da chi é incaricato di una comunità. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1977 Cristo e il termine della Legge egli solo insegna e dà la giustizia di Dio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1978 La legge naturale è una partecipazione alla sapienza e alla bontà di Dio da parte delluomo, plasmato ad immagine del suo Creatore. Essa esprime la dignità della persona umana e costituisce il fondamento dei suoi diritti e dei suoi doveri fondamentali. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1979 La legge naturale è immutabile e permane inalterata attraverso la storia. Le norme che ne sono lespressione restano sostanzialmente valide. È un fondamento necessario allordinamento delle regole morali e alla legge civile. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1980 La Legge antica è il primo stadio della Legge rivelata. Le sue prescrizioni morali sono riassunte nei dieci comandamenti. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1981 La Legge di Mosè comprende molte verità naturalmente accessibili alla ragione. Dio le ha rivelate perché gli uomini non riuscivano a leggerle nel loro cuore. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1982 La Legge antica è una preparazione al Vangelo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1983 La Legge nuova è la grazia dello Spirito Santo ricevuta mediante la fede in Cristo, che opera attraverso la carità. Trova la sua principale espressione nel discorso del Signore sulla montagna e si serve dei sacramenti per comunicarci la grazia. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1984 La Legge evangelica dà compimento, supera e porta alla perfezione la Legge antica le sue promesse attraverso le beatitudini del regno dei cieli e i suoi comandamenti attraverso la trasformazione della radice delle azioni, cioè il cuore. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1985 La Legge nuova è una legge damore, una legge di grazia, una legge di libertà. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1986 Oltre ai precetti, la Legge nuova comprende i consigli evangelici. La santità della Chiesa è in modo speciale favorita dai molteplici consigli di cui il Signore nel Vangelo propone losservanza ai suoi discepoli | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Articolo 2 GRAZIA E GIUSTIFICAZIONE | |
Rispondi alla seguente richiesta: | I. La giustificazione. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1987 La grazia dello Spirito Santo ha il potere di giustificarci, cioè di mondarci dai nostri peccati e di comunicarci la giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo e mediante il Battesimo Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più la morte non ha più potere su di lui. Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù Rm 6,811. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1988 Per mezzo della potenza dello Spirito Santo, noi prendiamo parte alla passione di Cristo morendo al peccato, e alla sua risurrezione nascendo a una vita nuova siamo membra del suo corpo che è la Chiesa, tralci innestati sulla Vite che è lui stesso Per mezzo dello Spirito, tutti noi siamo detti partecipi di Dio. ... Entriamo a far parte della natura divina mediante la partecipazione allo Spirito .... Ecco perché lo Spirito divinizza coloro nei quali si fa presente. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1989 La prima opera della grazia dello Spirito Santo è la conversione, che opera la giustificazione, secondo lannuncio di Gesù allinizio del Vangelo Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino Mt 4,17. Sotto la mozione della grazia, luomo si volge verso Dio e si allontana dal peccato, accogliendo cosi il perdono e la giustizia dallalto. La giustificazione ... non è una semplice remissione dei peccati, ma anche santificazione e rinnovamento delluomo interiore. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1990 La giustificazione separa luomo dal peccato che si oppone allamore di Dio, e purifica il suo cuore dal peccato. La giustificazione fa seguito alliniziativa della misericordia di Dio che offre il perdono. Riconcilia luomo con Dio. Libera dalla schiavitù del peccato e guarisce. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1991 La giustificazione è, al tempo stesso, accoglienza della giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo. Qui la giustizia designa la rettitudine dellamore divino. Insieme con la giustificazione, vengono infuse nei nostri cuori la fede, la speranza e la carità, e ci è accordata lobbedienza alla volontà divina. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1992 La giustificazione ci è stata meritata dalla passione di Cristo, che si è offerto sulla croce come ostia vivente, santa e gradita a Dio, e il cui sangue è diventato strumento di propiziazione per i peccati di tutti gli uomini. La giustificazione è accordata mediante il Battesimo, sacramento della fede. Essa ci conforma alla giustizia di Dio, il quale ci rende interiormente giusti con la potenza della sua misericordia. Ha come fine la gloria di Dio e di Cristo, e il dono della vita eterna Ora, indipendentemente dalla legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla legge e dai profeti giustizia. di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. E non cè distinzione tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito a servire come strumento di espiazione per mezzo della fede, nel suo sangue, al fine di manifestare la sua giustizia, dopo la tolleranza usata verso i peccati passati, nel tempo della divina pazienza. Egli manifesta la sua giustizia nel tempo presente, per essere giusto e giustificare chi ha fede in Gesù Rm 3,2126. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1993 La giustificazione stabilisce la collaborazione tra la grazia di Dio e la libertà delluomo. Da parte delluomo essa si esprime nellassenso della fede alla parola di Dio che lo chiama alla conversione, e nella cooperazione della carità alla mozione dello Spirito Santo, che lo previene e lo custodisce Dio tocca il cuore delluomo con lilluminazione dello Spirito Santo, in modo che né luomo resti assolutamente inerte subendo quellispirazione, che certo può anche respingere, né senza la grazia divina, con la sua libera volontà, possa incamminarsi alla giustizia dinanzi a Dio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1994 La giustificazione è lopera più eccellente dellamore di Dio, manifestato in Cristo Gesù e comunicato tramite lo Spirito Santo. SantAgostino ritiene che la giustificazione dellempio è unopera più grande della creazione del cielo e della terra, perché il cielo e la terra passeranno, mentre la salvezza e la giustificazione degli eletti non passeranno mai. Pensa anche che la giustificazione dei peccatori supera la stessa creazione degli angeli nella giustizia, perché manifesta una più grande misericordia. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1995 Lo Spirito Santo è il maestro interiore. Dando vita alluomo interiore, la giustificazione implica la santificazione di tutto lessere Come avete messo le vostre membra a servizio dellimpurità e delliniquità a pro delliniquità, così ora mettete le vostre membra a servizio della giustizia per la vostra santificazione .... Ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi raccogliete il frutto che vi porta alla santificazione e come destino avete la vita eterna Rm 6,19.22. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Il. La grazia. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1996 La nostra giustificazione viene dalla grazia di Dio. La grazia è il favore, il soccorso gratuito che Dio ci dà perché rispondiamo al suo invito diventare figli di Dio, figli adottivi, partecipi della natura divina, della vita eterna. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1997 La grazia è una partecipazione alla vita di Dio ci introduce nellintimità della vita trinitaria. Mediante il Battesimo il cristiano partecipa alla grazia di Cristo, Capo del suo corpo. Come figlio adottivo, egli può ora chiamare Dio Padre, in unione con il Figlio unigenito. Riceve la vita dello Spirito che infonde in lui la carità e forma la Chiesa. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1998 Questa vocazione alla vita eterna è soprannaturale. Dipende interamente dalliniziativa gratuita di Dio, poiché egli solo può rivelarsi e donare se stesso. Supera le capacità dellintelligenza e le forze della volontà delluomo, come di ogni creatura. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 1999 La grazia di Cristo è il dono gratuito che Dio ci fa della sua vita, infusa nella nostra anima dallo Spirito Santo per guarirla dal peccato e santificarla. È la grazia santificante o deificante, ricevuta nel Battesimo. Essa è in noi la sorgente dellopera di santificazione Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove. Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sè mediante Cristo 2 Cor 5,1718. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2000 La grazia santificante è un dono abituale, una disposizione stabile e soprannaturale che perfeziona lanima stessa per renderla capace di vivere con Dio, di agire per amor suo. Si distingueranno la grazia abituale, disposizione permanente a vivere e ad agire secondo la chiamata divina, e le grazie attuali che designano gli interventi divini sia allinizio della conversione, sia nel corso dellopera di santificazione. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2001 La preparazione delluomo ad accogliere la grazia è già unopera della grazia. Questa è necessaria per suscitare e sostenere la nostra collaborazione alla giustificazione mediante la fede, e alla santificazione mediante la carità. Dio porta a compimento in noi quello che ha incominciato Egli infatti incomincia facendo in modo, con il suo intervento, che noi vogliamo egli porta a compimento, cooperando con i moti della nostra volontà già convertita Operiamo certamente anche noi, ma operiamo cooperando con Dio che opera prevenendoci con la sua misericordia. Ci previene però per guarirei e anche ci seguirà perché da santi diventiamo pure vigorosi, ci previene per chiamarci e ci seguirà per glorificarci, ci previene perché viviamo piamente e ci seguirà perché viviamo con lui eternamente, essendo certo che senza di lui non possiamo far nulla. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2002 La libera iniziativa di Dio richiede la libera risposta delluomo infatti Dio ha creato luomo a propria immagine, dandogli, con la libertà, il potere di conoscerlo e di amarlo. Lanima può entrare solo liberamente nella comunione dellamore. Dio tocca immediatamente e muove direttamente il cuore delluomo. Egli ha posto nelluomo unaspirazione alla verità e al bene che soltanto lui può soddisfare. Le promesse della vita eterna rispondono, al di là di ogni speranza, a tale aspirazione Il riposo che prendesti al settimo giorno, dopo aver compiuto le tue opere molto buone, sebbene le avessi fatte senza fatica, è una predizione che ci fa loracolo del tuo Libro noi pure, compiute le nostre opere buone assai, certamente per tuo dono, nel sabato della vita eterna riposeremo in te. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2003 La grazia è innanzi tutto e principalmente il dono dello Spirito che ci giustifica e ci santifica. Ma la grazia comprende anche i doni che lo Spirito ci concede per associarci alla sua opera, per renderci capaci di cooperare alla salvezza degli altri e alla crescita del corpo di Cristo, la Chiesa. Sono le grazie sacramentali, doni propri ai diversi sacramenti. Sono inoltre le grazie speciali chiamate anche carismi con il termine greco usato da san Paolo, che significa favore, dono gratuito, beneficio. Qualunque sia la loro natura a volte straordinaria, come il dono dei miracoli o delle lingue, i carismi sono ordinati alla grazia santificante e hanno come fine il bene comune della Chiesa. Sono al servizio della carità che edifica la Chiesa. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2004 Tra le grazie speciali, è opportuno ricordare le grazie di stato che accompagnano lesercizio delle responsabilità della vita cristiana e dei ministeri in seno alla Chiesa Abbiamo pertanto doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi. Chi ha il dono della profezia la eserciti secondo la misura della fede chi ha un ministero attenda al ministero chi linsegnamento allinsegnamento chi lesortazione allesortazione. Chi dà, lo faccia con semplicità chi presiede, lo faccia con diligenza chi fa opere di misericordia, le compia con gioia Rm 12,68. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2005 Appartenendo allordine soprannaturale, la grazia sfugge alla nostra esperienza e solo con la fede può essere conosciuta. Pertanto non possiamo basarci sui nostri sentimenti o sulle nostre opere per dedurne che siamo giustificati e salvati. Tuttavia, secondo la parola del Signore Dai loro frutti li potrete riconoscere Mt 7,20, la considerazione dei benefici di Dio nella nostra vita e nella vita dei santi ci offre una garanzia che la grazia sta operando in noi e ci sprona ad una fede sempre più grande e ad un atteggiamento di povertà fiduciosa. Si trova una delle più belle dimostrazioni di tale disposizione danimo nella risposta di santa Giovanna dArco ad una domanda subdola dei suoi giudici ecclesiastici Interrogata se sappia dessere nella grazia di Dio, risponde Se non vi sono, Dio mi vuole mettere se vi sono, Dio mi vuole custodire in essa. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | III. Il merito. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Nella festosa assemblea dei santi risplende la tua gloria, e il loro trionfo celebra i doni della tua misericordia. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2006 Il termine merito indica, in generale, la retribuzione dovuta da una comunità o da una società per lazione di uno dei suoi membri riconosciuta come buona o cattiva, meritevole di ricompensa o di punizione. Il merito è relativo alla virtù della giustizia in conformità al principio delleguaglianza che ne è la norma. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2007 Nei confronti di Dio, in senso strettamente giuridico, non cè merito da parte delluomo. Tra lui e noi la disuguaglianza è smisurata, poiché noi abbiamo ricevuto tutto da lui, nostro Creatore. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2008 Il merito delluomo presso Dio nella vita cristiana deriva dal fatto che Dio ha liberamente disposto di associare luomo allopera della sua grazia. Lazione paterna di Dio precede con la sua ispirazione, mentre il libero agire delluomo viene dopo nella sua collaborazione, così che i meriti delle opere buone devono essere attribuiti innanzi tutto alla grazia di Dio, poi al fedele. Il merito delluomo torna, peraltro, anchesso a Dio, dal momento che le sue buone azioni hanno la loro origine, in Cristo, dalle ispirazioni e dagli aiuti dello Spirito Santo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2009 Ladozione filiale, rendendoci partecipi per grazia della natura divina, può conferirei, in conseguenza della giustizia gratuita di Dio, un vero merito. E questo un diritto derivante dalla grazia, il pieno diritto dellamore, che ci fa coeredi di Cristo e degni di conseguire leredità promessa della vita eterna. I meriti delle nostre opere buone sono doni della bontà divina. Prima veniva elargita la grazia, ora viene reso il dovuto. ... Sono proprio doni suoi i tuoi meriti. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2010 Poiché nellordine della grazia liniziativa appartiene a Dio, nessuno può meritare la grazia prima, quella che sta allorigine della conversione, del perdono e della giustificazione. Sotto la mozione dello Spirito Santo e della carità, possiamo in seguito meritare per noi stessi e per gli altri le grazie utili per la nostra santificazione, per laumento della grazia e della carità, come pure per il conseguimento della vita eterna. Gli stessi beni temporali, quali la salute e lamicizia, possono essere meritati seguendo la sapienza di Dio. Tutte queste grazie e questi beni sono oggetto della preghiera cristiana. Questa provvede al nostro bisogno di grazia per le azioni meritorie. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2011 La carità di Cristo è in noi la sorgente di tutti i nostri meriti davanti a Dio. La grazia, unendoci a Cristo con un amore attivo, assicura il carattere soprannaturale dei nostri atti e, di conseguenza, il loro merito davanti a Dio e davanti agli uomini. I santi hanno sempre avuto una viva consapevolezza che i loro meriti erano pura grazia Dopo lesilio della terra, spero di gioire fruitivamente di te nella Patria ma non voglio accumulare meriti per il cielo voglio spendermi per il tuo solo amore .... Alla sera di questa vita comparirò davanti a te con le mani vuote infatti non ti chiedo, o Signore, di tener conto delle mie opere. Tutte le nostre giustizie non sono senza macchie ai tuoi occhi. Voglio perciò rivestirmi della tua giustizia e ricevere dal tuo amare leterno possesso di te stesso... | |
Rispondi alla seguente richiesta: | IV. La santità cristiana. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2012 Sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio .... Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi allimmagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati quelli che ha chiamati li ha anche giustificati quelli che ha giustificati li ha anche glorificati Rm 8,2830. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2013 Tutti i fedeli di qualsiasi stato o grado sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità. Tutti sono chiamati alla santità Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste Mt 5,48 Per raggiungere questa perfezione, i fedeli usino le forze ricevute secondo la misura del dono di Cristo, affinché ..., in tutto obbedienti alla volontà del Padre, con tutto il loro animo si consacrino alla gloria di Dio e al servizio del prossimo. Così la santità del popolo di Dio crescerà apportando frutti abbondanti, come è splendidamente dimostrata, nella storia della Chiesa, dalla vita di tanti santi. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2014 Il progresso spirituale tende allunione sempre più intima con Cristo. Questa unione si chiama mistica, perché partecipa al mistero di Cristo mediante i sacramenti i santi misteri e, in lui, al mistero della Santissima Trinità. Dio chiama tutti a questa intima unione con lui, anche se soltanto ad alcuni sono concesse grazie speciali o segni straordinari di questa vita mistica, allo scopo di rendere manifesto il dono gratuito fatto a tutti. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2015 Il cammino della perfezione passa attraverso la croce. Non cè santità senza rinuncia e senza combattimento spirituale. Il progresso spirituale comporta lascesi e la mortificazione, che gradatamente conducono a vivere nella pace e nella gioia delle beatitudini Colui che sale non cessa mai di andare di inizio in inizio non si è mai finito di incominciare. Mai colui che sale cessa di desiderare ciò che già conosce. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2016 I figli della santa Chiesa nostra Madre sperano giustamente la grazia della perseveranza finale e la ricompensa di Dio loro Padre per le buone opere compiute con la sua grazia, in comunione con Gesù. Osservando la medesima regola di vita, i credenti condividono la beata speranza di coloro che la misericordia divina riunisce nella città santa, la nuova Gerusalemme che scende dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo Ap 21,2. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | In sintesi | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2017 La grazia dello Spirito Santo ci conferisce la giustizia di Dio. Unendoci mediante la fede e il Battesimo alla passione e alla risurrezione di Cristo, lo Spirito ci rende partecipi della sua vita. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2018 La giustificazione, non diversamente dalla conversione, presenta due aspetti. Sotto la mozione della grazia, luomo si volge verso Dio e si allontana dal peccato, accogliendo così il perdono e la giustizia dallalto. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2019 La giustificazione comporta la remissione dei peccati, la santificazione e il rinnovamento delluomo interiore. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2020 La giustificazione ci è stata meritata dalla passione di Cristo. Ci è accordata attraverso il Battesimo. Ci conforma alla giustizia di Dio, il quale ci rende giusti. Ha come fine la gloria di Dio e di Cristo e il dono della vita eterna. E lopera più eccellente della misericordia di Dio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2021 La grazia è laiuto che Dio ci dà perché rispondiamo alla nostra vocazione di diventare suoi figli adottivi. Essa ci introduce nellintimità della vita trinitaria. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2022 Liniziativa divina nellopera della grazia previene, prepara e suscita la libera risposta delluomo. La grazia risponde alle profonde aspirazioni della libertà umana la invita a cooperare con essa e la perfeziona. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2023 La grazia santificante è il dono gratuito che Dio ci fa della sua vita, infusa dallo Spirito Santo nella nostra anima per guarirla dal peccato e santificarla. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2024 La grazia santificante ci rende graditi a Dio. I carismi, grazie speciali dello Spirito Santo, sono ordinati alla grazia santificante e hanno come fine il bene comune della Chiesa. Dio agisce anche mediante molteplici grazie attuali, che si distinguono dalla grazia abituale, permanente in noi. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2025 Non cè per noi merito davanti a Dio se non come conseguenza del libero disegno di Dio di associare luomo allopera della sua grazia. Il merito in primo luogo è da ascrivere alla grazia di Dio, in secondo luogo alla collaborazione delluomo. Il merito delluomo spetta anchesso a Dio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2026 La grazia dello Spirito Santo, in virtù della nostra filiazione adottiva, può conferirei un vero merito in conseguenza della giustizia gratuita di Dio. La carità è in noi la principale sorgente del merito davanti a Dio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2027 Nessuno può meritare la grazia prima, che sta allorigine della conversione. Sotto la mozione dello Spirito Santo, possiamo meritare per noi stessi e per gli altri tutte le grazie utili per giungere alla vita eterna, come pure i beni materiali necessari. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2028 Tutti i fedeli ... sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità. La perfezione cristiana non ha che un limite quello di non averne alcuno. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2029 Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua Mt 16,24. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Articolo 3 LA CHIESA, MADRE E MAESTRA | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2030 È nella Chiesa, in comunione con tutti i battezzati, che il cristiano realizza la propria vocazione. Dalla Chiesa accoglie la Parola di Dio che contiene gli insegnamenti della Legge di Cristo. Dalla Chiesa riceve la grazia dei sacramenti che lo sostengono lungo la via. Dalla Chiesa apprende lesempio della santità ne riconosce il modello e la sorgente nella santissima Vergine Maria la riconosce nella testimonianza autentica di coloro che la vivono la scopre nella tradizione spirituale e nella lunga storia dei santi che lhanno preceduto e che la liturgia celebra seguendo il santorale. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2031 La vita morale è un culto spirituale. Noi offriamo i nostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio Rm 12,1, in seno al corpo di Cristo, che noi formiamo, e in comunione con lofferta della sua Eucaristia. Nella liturgia e nella celebrazione dei sacramenti, preghiera ed insegnamento si uniscono alla grazia di Cristo, per illuminare e nutrire lagire cristiano. Come linsieme della vita cristiana, la vita morale trova la propria fonte e il proprio culmine nel sacrificio eucaristico. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | I. Vita morale e Magistero della Chiesa. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2032 La Chiesa, colonna e sostegno della verità 1 Tm 3,15, ha ricevuto dagli Apostoli il solenne comandamento di Cristo di annunziare la verità della salvezza. È compito della Chiesa annunziare sempre e dovunque i principi morali anche circa lordine sociale, e così pure pronunciare il giudizio su qualsiasi realtà umana, in quanto lo esigano i diritti fondamentali della persona umana o la salvezza delle anime. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2033 Il Magistero dei Pastori della Chiesa in materia morale ordinariamente si esercita nella catechesi e nella predicazione, con laiuto delle opere dei teologi e degli autori spirituali. In tal modo, di generazione in generazione, sotto la guida e la vigilanza dei Pastori, si è trasmesso il deposito della morale cristiana, composto da un insieme caratteristico di norme, di comandamenti e di virtù che derivano dalla fede in Cristo e che sono vivificati dalla carità. Tale catechesi ha tradizionalmente preso come base, accanto al Credo e al Pater, il Decalogo, che enuncia i principi della vita morale validi per tutti gli uomini. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2034 Il Romano Pontefice e i Vescovi sono i dottori autentici, cioè rivestiti dellautorità di Cristo, che predicano al popolo loro affidato la fede da credere e da applicare nella pratica della vita. Il Magistero ordinario e universale del Papa e dei Vescovi in comunione con lui insegna ai fedeli la verità da credere, la carità da praticare, la beatitudine da sperare. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2035 Il grado più alto nella partecipazione allautorità di Cristo e assicurato dal carisma dellinfallibilità. Essa si estende tanto quanto il deposito della divina rivelazione si estende anche a tutti gli elementi di dottrina, ivi compresa la morale, senza i quali le verità salvifiche della fede non possono essere custodite, esposte o osservate. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2036 Lautorità del Magistero si estende anche ai precetti specifici della legge naturale, perché la loro osservanza, chiesta dal Creatore, è necessaria alla salvezza. Richiamando le prescrizioni della legge naturale, il Magistero della Chiesa esercita una parte essenziale della sua funzione profetica di annunziare agli uomini ciò che essi sono veramente e di ricordare loro ciò che devono essere davanti a Dio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2037 La Legge di Dio, affidata alla Chiesa, è insegnata ai fedeli come cammino di vita e di verità. I fedeli hanno, quindi, il diritto di essere istruiti intorno ai precetti divini salvifici, i quali purificano il giudizio e, mediante la grazia, guariscono la ragione umana ferita. Hanno il dovere di osservare le costituzioni e i decreti emanati dalla legittima autorità della Chiesa. Anche se sono disciplinari, tali deliberazioni richiedono la docilità nella carità. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2038 Nellopera di insegnamento e di applicazione della morale cristiana, la Chiesa ha bisogno della dedizione dei Pastori, della scienza dei teologi, del contributo di tutti i cristiani e degli uomini di buona volontà. Attraverso la fede e la pratica del Vangelo i singoli fanno unesperienza della vita in Cristo, che li illumina e li rende capaci di nere le realtà divine e umane secondo lo Spirito di Dio. Così lo Spirito Santo può servirsi dei più umili per illuminare i sapienti e i più eminenti in dignità. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2039 I ministeri vanno esercitati in uno spirito di servizio fraterno e di dedizione alla Chiesa, in nome del Signore. Al tempo stesso la coscienza di ognuno, nel suo giudizio morale sui propri atti personali, deve evitare di rimanere chiusa entro i limiti di una considerazione individuale. Come meglio può, deve aprirsi alla considerazione del bene di tutti, quale è espresso nella legge morale, naturale e rivelata, e conseguentemente nella legge della Chiesa e nellinsegnamento autorizzato del Magistero sulle questioni morali. Non bisogna opporre la coscienza personale e la ragione alla legge morale o al Magistero della Chiesa. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2040 In tal modo può svilupparsi tra i cristiani un vero spirito filiale nei confronti della Chiesa. Esso è il normale sviluppo della grazia battesimale, che ci ha generati nel seno della Chiesa e ci ha resi membri del corpo di Cristo. La Chiesa, nella sua sollecitudine materna, ci accorda la misericordia di Dio, che trionfa su tutti i nostri peccati e agisce soprattutto nel sacramento della Riconciliazione. Come madre premurosa, attraverso la sua liturgia, giorno dopo giorno, ci elargisce anche il nutrimento della Parola e dellEucaristia del Signore | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Il. I precetti della Chiesa. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2041 I precetti della Chiesa si collocano in questa linea di una vita morale che si aggancia alla vita liturgica e di essa si nutre. Il carattere obbligatorio ditali leggi positive promulgate dalle autorità pastorali, ha come fine di garantire ai fedeli il minimo indispensabile nello spirito di preghiera e nellimpegno morale, nella crescita dellamore di Dio e del prossimo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2042 Il primo precetto Partecipa alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimani libero dalle occupazioni del lavoro esige dai fedeli che santifichino il giorno in cui sì ricorda la risurrezione del Signore e le particolari festività liturgiche in onore dei misteri del Signore, della beata Vergine Maria e dei santi, in primo luogo partecipando alla celebrazione eucaristica in cui si riunisce la comunità cristiana, e che riposino da quei lavori e da quelle attività che potrebbero impedire una tale santificazione di questi giorni. Il secondo precetto Confessa i tuoi peccati almeno una volta allanno assicura la preparazione allEucaristia attraverso la ricezione del sacramento della Riconciliazione, che continua lopera di conversione e di perdono del Battesimo. Il terzo precetto Ricevi il sacramento dellEucaristia almeno a Pasqua garantisce un minimo in ordine alla ricezione del Corpo e del Sangue del Signore in collegamento con le feste pasquali, origine e centro della liturgia cristiana. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2043 Il quarto precetto In giorni stabiliti dalla Chiesa astieniti dal mangiare carne e osserva il digiuno assicura i tempi di ascesi e di penitenza, che ci preparano alle feste liturgiche e a farci acquisire il dominio sui nostri istinti e la libertà di cuore. Il quinto precetto Sovvieni alle necessità della Chiesa enuncia che i fedeli sono tenuti a venire incontro alle necessità materiali della Chiesa, ciascuno secondo le proprie possibilità | |
Rispondi alla seguente richiesta: | III. Vita morale e testimonianza missionaria. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2044 La fedeltà dei battezzati è una condizione fondamentale per lannunzio del Vangelo e per la missione della Chiesa nel mondo. Il messaggio della salvezza, per manifestare davanti agli uomini la sua forza dì verità e di irradiamento, deve essere autenticato dalla testimonianza di vita dei cristiani. La testimonianza della vita cristiana e le opere buone compiute con spirito soprannaturale hanno la forza di attirare gli uomini alla fede e a Dio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2045 Poiché sono le membra del corpo di cui Cristo è il Capo, i cristiani contribuiscono alledificazione della Chiesa con la saldezza delle loro convinzioni e dei loro costumi. La Chiesa cresce, si sviluppa e si espande mediante la santità dei suoi fedeli, finché arriviamo tutti allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo Ef 4,13. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2046 Con la loro vita secondo Cristo, i cristiani affrettano la venuta del regno di Dio, del regno di giustizia, di amore e di pace. Non per questo trascurano i loro impegni terreni fedeli al loro Maestro, ad essi attendono con rettitudine, pazienza e amore. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | In sintesi | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2047 La vita morale é un culto spirituale. Lagire cristiano trova il proprio nutrimento nella liturgia e nella celebrazione dei sacramenti. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2048 I precetti della Chiesa riguardano la vita morale e cristiana, che è sempre unita alla liturgia, della quale si nutre. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2049 Il Magistero dei Pastori della Chiesa in materia morale ordinariamente si esercita nella catechesi e nella predicazione, sulla base del Decalogo, il quale enuncia i principi della vita morale validi per tutti gli uomini. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2050 Il Romano Pontefice e i Vescovi, quali maestri autentici, predicano al popolo di Dio la fede che deve essere creduta e applicata nei costumi. E anche di loro competenza pronunciarsi sulle questioni morali che hanno attinenza con la legge naturale e la ragione. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2051 L infallibilità del Magistero dei Pastori si estende a tutti gli elementi di dottrina, ivi compresa la morale, senza i quali le verità salvifiche della fede non possono essere custodite, esposte o osservate | |
Rispondi alla seguente richiesta: | I DIECI COMANDAMENTI | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Esodo 20,217. lo sono il Signore tuo Dio che ti ho fatto uscire dal paese dEgitto, dalla condizione di schiavitù. Non avrai altri dei di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo, né di ciò che é quaggiù sulla terra, né di ciò che é nelle acque, sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore lino a mille generazioni, per coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti. Non pronuncerai invano il nome del Signore tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. Ricordati del giorno di sabato per santificarlo Sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio. Tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro. Onora tuo padre e tua madre perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti da il Signore, tuo Dio. Non uccidere. Non commettere adulterio. Non rubare. Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo. Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né sul suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Deuteronomio 5,621. Io sono il Signore tuo Dio che ti ho fatto uscire dal paese dEgitto, dalla condizione servile. Non avere altri dei di fronte a me... Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio... Osserva il giorno di sabato per santificarlo. Onora tuo padre e tua madre Non uccidere. Non commettere adulterio. Non rubare. Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo. Non desiderare alcuna delle cose che sono del tuo prossimo. |
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