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Rispondi alla seguente richiesta:
Formula catechistica. Io sono il Signore, tuo Dio 1. Non avrai altro Dio fuori di me. 2 Non nominare il nome di Dio invano. 3. Ricordati di santificare le feste. 4. Onora tuo padre e tua madre. 5. Non uccidere. 6. Non commettere atti impuri. 7. non rubare. 8. Non dire falsa testimonianza. 9. Non desiderare la donna daltri. 10. non desiderare la roba daltri.
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SEZIONE SECONDA I DIECI COMANDAMENTI
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MAESTRO, CHE COSA DEDEVO FARE?
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2052 Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?. Al giovane che gli rivolge questa domanda, Gesù risponde innanzi tutto richiamando la necessità di riconoscere Dio come il solo Buono, come il Bene per eccellenza e come la sorgente di ogni bene. Poi Gesù gli dice Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti. Ed elenca al suo interlocutore i comandamenti che riguardano lamore del prossimo Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre. Infine Gesù riassume questi comandamenti in una formulazione positiva Ama il prossimo tuo come te stesso Mt 9,l619.
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2053 A questa prima risposta se ne aggiunge subito una seconda Se vuoi essere perfetto, va, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo poi vieni e seguimi Mt 19,2l. Essa non annulla la prima. La sequela di Gesù implica losservanza dei comandamenti. La Legge non è abolita, ma luomo è invitato a ritrovarla nella persona del suo Maestro, che ne è il compimento perfetto. Nei tre Vangeli sinottici, lappello di Gesù, rivolto al giovane ricco, a seguirlo nellobbedienza del discepolo e nellosservanza dei comandamenti, è accostato allesortazione alla povertà e alla castità. I consigli evangelici sono indissociabili dai comandamenti.
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2054 Gesù ha ripreso i dieci comandamenti, ma ha manifestato la forza dello Spirito allopera nella loro lettera. Egli ha predicato la giustizia che supera quella degli scribi e dei farisei come pure quella dei pagani. Ha messo in luce tutte le esigenze dei comandamenti. Avete inteso che fu detto agli antichi Non uccidere .... Ma io vi dico chiunque si adira contro il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio Mt 5,222.
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2055 Quando gli si pone la domanda Qual è il più grande comandamento della Legge? Mt 22,36, Gesù risponde Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti Mt 22,3740. Il Decalogo deve essere interpretato alla luce di questo duplice ed unico comandamento della carità, pienezza della Legge Il precetto Non commettere adulterio, Non uccidere, Non rubare, Non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole Amerai il prossimo tuo come te stesso. Lamore non fa nessun male al prossimo pieno compimento della legge è lamore Rm 13,9I0.
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IL DECALOGO NELLA SACRA SCRITTURA
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2056 La parola Decalogo significa alla lettera dieci parole Es 34,28 Dt 4,13 10,4. Queste dieci parole Dio le ha rivelate al suo popolo sulla santa montagna. Le ha scritte con il suo dito, a differenza degli altri precetti scritti da Mosè. Esse sono parole di Dio per eccellenza. Ci sono trasmesse nel libro dellEsodo e in quello del Deuteronomio. Fin dallAntico Testamento i Libri Santi fanno riferimento alle dieci parole. Ma è nella Nuova Alleanza in Gesù Cristo che sarà rivelato il loro pieno senso.
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2057 Il Decalogo si comprende innanzi tutto nel contesto dellEsodo che è il grande evento liberatore di Dio al centro dellAntica Alleanza. Siano esse formulate come precetti negativi, divieti, o come comandamenti positivi come Onora tuo padre e tua madre, le dieci parole indicano le condizioni di una vita liberata dalla schiavitù del peccato. Il Decalogo è un cammino di vita Ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi Dt 30,16. Questa forza liberatrice del Decalogo appare, per esempio, nel comandamento sul riposo del sabato, destinato parimenti agli stranieri e agli schiavi Ricordati che sei stato schiavo nel paese dEgitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso Dt 5,15.
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2058 Le dieci parole riassumono e proclamano la Legge di Dio Queste parole pronunciò il Signore, parlando a tutta la vostra assemblea, sul monte, dal fuoco, dalla nube e dalloscurità, con voce poderosa, e non aggiunse altro. Le scrisse su due tavole di pietra e me le diede Dt 5,22. Perciò queste due tavole sono chiamate la Testimonianza Es 25,16. Esse contengono infatti le clausole dellAlleanza conclusa tra Dio e il suo popolo. Queste tavole della Testimonianza Es 31,18 Es 32,15 Es 34,29 devono essere collocate nellarcaEs 25,16 40,13.
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2059 Le dieci parole sono pronunciate da Dio durante una teofania Il Signore vi ha parlato faccia a faccia sul monte dal fuoco Dt 5,4. Appartengono alla rivelazione che Dio fa di se stesso e della sua gloria. Il dono dei comandamenti è dono di Dio stesso e della sua santa volontà. Facendo conoscere le sue volontà, Dio si rivela al suo popolo.
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2060 Il dono dei comandamenti e della Legge fa parte dellAlleanza conclusa da Dio con i suoi. Secondo il libro dellEsodo, la rivelazione delle dieci parole viene accordata tra la proposta dellAlleanza e la sua stipulazione, dopo che il popolo si è impegnato a fare tutto ciò che il Signore aveva detto e ad obbedirvi. Il Decalogo non viene mai trasmesso se non dopo la rievocazione dellAlleanza Il Signore nostro Dio ha stabilito con noi unAlleanza sullOreb Dt 5,2.
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2061 I comandamenti ricevono il loro pieno significato allinterno dellAlleanza. Secondo la Scrittura, lagire morale delluomo prende tutto il proprio senso nellAlleanza e per essa. La prima delle dieci parole ricorda liniziativa damore di Dio per il suo popolo Poiché luomo, per castigo del peccato, era venuto dal paradiso della libertà alla schiavitù di questo mondo, per questo la prima parola del Decalogo, cioè la prima voce dei comandamenti di Dio, tratta della libertà dicendo Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese di Egitto, dalla condizione di schiavitù Es 20,2 Di 5,6.
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2062 I comandamenti propriamente detti vengono in secondo luogo essi esprimono le implicanze dellappartenenza a Dio stabilita attraverso lAlleanza. Lesistenza morale è risposta alliniziativa damore del Signore. É riconoscenza, omaggio a Dio e culto dazione di grazie. E cooperazione al piano che Dio persegue nella storia.
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2063 LAlleanza e il dialogo tra Dio e luomo sono ancora attestati dal fatto che tutte le imposizioni sono enunciate in prima persona Io sono il Signore... e rivolte a un altro soggetto Tu.... In tutti i comandamenti di Dio è un pronome personale singolare che indica il destinatario. Dio fa conoscere la sua volontà a tutto il popolo e, nello stesso tempo, a ciascuno in particolare Il Signore comandò lamore verso Dio e insegnò la giustizia verso il prossimo, affinché luomo non fosse né ingiusto, né indegno di Dio. Così, per mezzo del Decalogo, Dio preparava luomo a diventare suo amico e ad avere un solo cuore con il suo prossimo .... Le parole del Decalogo restano validissime per noi. Lungi dallessere abolite, esse sono state portate a pienezza di significato e di sviluppo dalla venuta del Signore nella carne.
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IL DECALOGO NELLA TRADIZIONE DELLA CHIESA
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2064 Fedele alla Scrittura e in conformità allesempio di Gesù, la Tradizione della Chiesa ha riconosciuto al Decalogo unimportanza e un significato fondamentali.
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2065 A partire da santAgostino, i dieci comandamenti hanno un posto preponderante nella catechesi dei futuri battezzati e dei fedeli. Nel secolo quindicesimo si prese labitudine di esprimere i precetti del Decalogo in formule in rima, facili da memorizzare, e positive. Sono in uso ancor oggi. I catechismi della Chiesa spesso hanno esposto la morale cristiana seguendo lordine dei dieci comandamenti.
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2066 La divisione e la numerazione dei comandamenti hanno subito variazioni nel corso della storia. Questo Catechismo segue la divisione dei comandamenti fissata da santAgostino e divenuta tradizionale nella Chiesa cattolica. È pure quella delle confessioni luterane. I Padri greci hanno fatto una divisione un po diversa, che si ritrova nelle Chiese ortodosse e nelle comunità riformate.
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2067 I dieci comandamenti enunciano le esigenze dellamore di Dio e del prossimo. I primi tre si riferiscono principalmente allamore di Dio e gli altri sette allamore del prossimo. Come sono due i comandamenti dellamore, nei quali si compendia tutta la Legge e i Profeti lo diceva il Signore ... così gli stessi dieci comandamenti furono dati in due tavole. Si dice infatti che tre fossero scritti su una tavola e sette su unaltra.
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2068 Il Concilio di Trento insegna che i dieci comandamenti obbligano i cristiani e che luomo giustificato è ancora tenuto ad osservarli. Il Concilio Vaticano Il afferma I Vescovi, quali successori degli Apostoli, ricevono dal Signore ... la missione di insegnare a tutte le genti e di predicare il Vangelo ad ogni creatura, affinché tutti gli uomini, per mezzo della fede, del Battesimo e dellosservanza dei comandamenti, ottengano la salvezza.
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LUNITÀ DEL DECALOGO
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2069 Il Decalogo costituisce un tutto indissociabile. Ogni parola rimanda a ciascuna delle altre e a tutte esse si condizionano reciprocamente. Le due tavole si illuminano a vicenda formano una unità organica. Trasgredire un comandamento è infrangere tutti gli altri. Non si possono onorare gli altri uomini senza benedire Dio loro Creatore. Non si potrebbe adorare Dio senza amare tutti gli uomini sue creature. Il Decalogo unifica la vita teologale e la vita sociale delluomo.
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IL DECALOGO E LA LEGGE NATURALE
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2070 I dieci comandamenti appartengono alla rivelazione di Dio. Al tempo stesso ci insegnano la vera umanità delluomo. Mettono in luce i doveri essenziali e, quindi, indirettamente, i diritti fondamentali inerenti alla natura della persona umana. Il Decalogo contiene unespressione privilegiata della legge naturale Fin dalle origini, Dio aveva radicato nel cuore degli uomini i precetti della legge naturale. Poi si limitò a richiamarli alla loro mente. Fu il Decalogo.
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2071 Quantunque accessibili alla sola ragione, i precetti del Decalogo sono stati rivelati. Per giungere ad una conoscenza completa e certa delle esigenze della legge naturale, lumanità peccatrice aveva bisogno di questa rivelazione Una completa esposizione dei comandamenti del Decalogo si rese necessaria nella condizione di peccato, perché la luce della ragione si era ottenebrata e la volontà si era sviata. Noi conosciamo i comandamenti di Dio attraverso la rivelazione divina che ci è proposta nella Chiesa, e per mezzo della voce della coscienza morale.
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LOBBLIGAZIONE DEL DECALOGO
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2072 Poiché enunciano i doveri fondamentali delluomo verso Dio e verso il prossimo, i dieci comandamenti rivelano, nel loro contenuto essenziale, obbligazioni gravi. Sono sostanzialmente immutabili e obbligano sempre e dappertutto. Nessuno potrebbe dispensare da essi. I dieci comandamenti sono incisi da Dio nel cuore dellessere umano.
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2073 Lobbedienza ai comandamenti implica anche obblighi la cui materia, in se stessa, è leggera. Così lingiuria a parole è vietata dal quinto comandamento, ma non potrebbe essere una colpa grave che in rapporto alle circostanze o allintenzione di chi la proferisce.
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SENZA DI ME NON POTETE FAR NULLA
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2074 Gesù dice Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla Gv 15,5. Il frutto indicato in questa parola è la santità di una vita fecondata dallunione con Cristo. Quando crediamo in Gesù Cristo, comunichiamo ai suoi misteri e osserviamo i suoi comandamenti, il Salvatore stesso viene ad amare in noi il Padre suo ed i suoi fratelli, Padre nostro e nostri fratelli. La sua persona diventa, grazie allo Spirito, la regola vivente ed interiore della nostra condotta. Questo èil mio comandamento che vi amiate gli unì gli altri, come io vi ho amati Gv 15,12.
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In sintesi
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2075 Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna? Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti Mt 19,1617.
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2076 Con il suo agire e con la sua predicazione, Gesù ha attestato la perennità del Decalogo.
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2077 Il dono del Decalogo é accordato nellambito dellAlleanza conclusa da Dio con il suo popolo. I comandamenti di Dio ricevono il loro vero significato in questa Alleanza e per mezzo di essa.
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2078 Fedele alla Scrittura e in conformità allesempio di Gesù, la Tradizione della Chiesa ha riconosciuto al Decalogo un importanza ed un significato fondamentali.
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2079 Il Decalogo costituisce ununità organica in cui ogni parola o comandamento rimanda a tutto linsieme. Trasgredire un comandamento e infrangere tutta la Legge.
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2080 Il Decalogo contiene unespressione privilegiata della legge naturale. Lo conosciamo attraverso la rivelazione divina e con la ragione umana.
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2081 I dieci comandamenti enunciano, nel loro contenuto fondamentale, obbligazioni gravi. Tuttavia, lobbedienza a questi precetti comporta anche obblighi la cui materia, in se stessa, e leggera.
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2082 Quanto Dio comanda, lo rende possibile con la sua grazia.
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CAPITOLO PRIMO AMERAI IL SIGNORE DIO TUO CON TUTTO IL TUO CUORE, CON TUTTA LA TUA ANIMA E CON TUTTA LA TUA MENTE
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2083 Gesù ha riassunto i doveri delluomo verso Dio in questa parola Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente Mt 22,37. Essa fa immediatamente eco alla solenne esortazione Ascolta, Israele il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo Dt 6,4. Dio ha amato per primo. Lamore del Dio unico è ricordato nella prima delle dieci parole. I comandamenti poi esplicitano la risposta damore che luomo è chiamato a dare al suo Dio.
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Articolo 1 IL PRIMO COMANDAMENTO
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Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese dEgitto, dalla condizione di schiavitù non avrai altri dei di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai Es 20,25. Sta scritto Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto Mt 4,10
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I. Adorerai il Signore Dio tuo e lo servirai.
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2084 Dio si fa conoscere ricordando la sua azione onnipotente, benevola e liberatrice nella storia di colui al quale si rivolge Io ti ho fatto uscire dal paese dEgitto, dalla condizione di schiavitù Dt 5,6. La prima parola contiene il primo comandamento della Legge Temerai il Signore Dio tuo, lo servirai .... Non seguirete altri dei Dt 6,1314. Il primo appello e la giusta esigenza di Dio è che luomo lo accolga e lo adori.
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2085 Il Dio unico e vero rivela innanzi tutto la sua gloria ad Israele. La rivelazione della vocazione e della verità delluomo è legata alla rivelazione di Dio. Luomo ha la vocazione di manifestare Dio agendo in conformità con il suo essere creato ad immagine e somiglianza di Dio Gn 1,26 Non ci saranno mai altri dei, Trifone, nè mai ce ne sono stati fin dalle origini ... allinfuori di colui che ha creato e ordinato luniverso. Noi non pensiamo che il nostro Dio differisca dal vostro. È lo stesso che ha fatto uscire i vostri padri dallEgitto con mano potente e braccio teso. Noi non riponiamo le nostre speranze in qualche altro dio non ce ne sono ma nello stesso Dio in cui voi sperate, il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe.
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2086 Nellesplicita affermazione divina Io sono il Signore tuo Dio è incluso il comandamento della fede, della speranza e della carità. Se noi riconosciamo infatti che egli è Dio, e cioè eterno, immutabile, sempre uguale a se stesso, affermiamo con ciò anche la sua infinita veracità ne segue quindi lobbligo di accogliere le sue parole e di aderire ai suoi comandi con pieno riconoscimento della sua autorità. Se egli inoltre è Dio, noi ne riconosciamo lonnipotenza, la bontà, i benefici di qui lillimitata fiducia e la speranza. E se egli è linfinita bontà e linfinito amore, come non offrirgli tutta la nostra dedizione e donargli tutto il nostro amore? Ecco perché nella Bibbia Dio inizia e conclude invariabilmente i suoi comandi con la formula Io sono il Signore.
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LA FEDE
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2087 La nostra vita morale trova la sua sorgente nella fede in Dio che ci rivela il suo amore. San Paolo parla dellobbedienza alla fede come dellobbligo primario. Egli indica nellignoranza di Dio il principio e la spiegazione di tutte le deviazioni morali. Il nostro dovere nei confronti di Dio è di credere in lui e di rendergli testimonianza.
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2088 Il primo comandamento ci richiede di nutrire e custodire la nostra fede con prudenza e vigilanza e di respingere tutto ciò che le è contrario. Ci sono diversi modi di peccare contro la fede Il dubbio volontario circa la fede tra scura o rifiuta di ritenere per vero ciò che Dio ha rivelato e che la Chiesa ci propone a credere. Il dubbio involontario indica lesitazione a credere, la difficoltà nel superare le obiezioni legate alla fede, oppure anche lansia causata dalla sua oscurità. Se viene deliberatamente coltivato, il dubbio può condurre allaccecamento dello spirito.
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2089 Lincredulità è la noncuranza della verità rivelata o il rifiuto volontario di dare ad essa il proprio assenso. Viene detta eresia lostinata negazione, dopo aver ricevuto il Battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa apostasia, il ripudio totale della fede cristiana lo scisma, il rifiuto della sottomissione al Sommo Pontefice o della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti.
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LA SPERANZA
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2090 Quando Dio si rivela e chiama luomo, questi non può rispondere pienamente allamore divino con le sue proprie forze. Deve sperare che Dio gli donerà la capacità di contraccambiare il suo amore e di agire conformemente ai comandamenti della carità. La speranza è lattesa fiduciosa della benedizione divina e della beata visione di Dio è anche il timore di offendere lamore di Dio e di provocare il castigo.
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2091 Il primo comandamento riguarda pure i peccati contro la speranza, i quali sono la disperazione e la presunzione Per la disperazione, luomo cessa di sperare da Dio la propria salvezza personale, gli aiuti per conseguirla o il perdono dei propri peccati. Si oppone alla bontà di Dio, alla sua giustizia il Signore, infatti, è fedele alle sue promesse e alla sua misericordia.
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2092 Ci sono due tipi di presunzione. O luomo presume delle proprie capacità sperando di potersi salvare senza laiuto dallalto, oppure presume della onnipotenza e della misericordia di Dio sperando di ottenere il suo perdono senza conversione e la gloria senza merito.
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LA CARITÀ
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2093 La fede nellamore di Dio abbraccia lappello e lobbligo di rispondere alla carità divina con un amore sincero. Il primo comandamento ci ordina di amare Dio al di sopra di tutto, e tutte le creature per lui e a causa di lui.
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2094 Si può peccare in diversi modi contro lamore di Dio lindifferenza è incurante della carità divina o rifiuta di prenderla in considerazione ne misconosce liniziativa e ne nega la forza. Lingratitudine tralascia o rifiuta di riconoscere la carità divina e di ricambiare a Dio amore per amore. La tiepidezza è unesitazione o una negligenza nel rispondere allamore divino può implicare il rifiuto di abbandonarsi al dinamismo della carità. Laccidia o pigrizia spirituale giunge a rifiutare la gioia che viene da Dio e a provare repulsione per il bene divino. Lodio di Dio nasce dallorgoglio. Si oppone allamore di Dio, del quale nega la bontà e che ardisce maledire come colui che proibisce i peccati e infligge i castighi.
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II. A lui solo rendi culto.
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2095 Le virtù teologali della fede, della speranza e della carità informano e vivificano le virtù morali. Cosi la carità ci porta a rendere a Dio ciò che in tutta giustizia gli dobbiamo in quanto creature. La virtù della religione ci dispone a tale atteggiamento.
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ADORAZIONE
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2096 Della virtù della religione, ladorazione è latto principale. Adorare Dio è riconoscerlo come Dio, come Creatore e Salvatore, Signore e Padrone di tutto ciò che esiste, Amore infinito e misericordioso. Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai Lc 4,8, dice Gesù, citando il Deuteronomio Dt 6,13.
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2097 Adorare Dio è riconoscere, nel rispetto e nella sottomissione assoluta, il nulla della creatura, la quale non esiste che da Dio. Adorare Dio come fa Maria nel Magnificat è lodarlo, esaltarlo e umiliare se stessi, confessando con gratitudine che egli ha fatto grandi cose e che santo è il suo nome. Ladorazione del Dio unico libera luomo dal ripiegamento su se stesso, dalla schiavitù del peccato e dallidolatria del mondo.
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LA PREGHIERA
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2098 Gli atti di fede, di speranza e di carità prescritti dal primo comandamento si compiono nella preghiera. Lelevazione dello spirito verso Dio è unespressione della nostra adorazione di Dio preghiera di lode e di rendimento di grazie, dintercessione e di domanda. La preghiera è una condizione indispensabile per poter obbedire ai comandamenti di Dio. Bisogna pregare sempre, senza stancarsi Lc 18,1.
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IL SACRIFICIO
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2099 É giusto offrire sacrifici a Dio in segno di adorazione e di riconoscenza, di implorazione e di comunione Ogni azione compiuta per aderire a Dio rimanendo con lui in comunione, e poter così essere nella gioia, è un vero sacrificio.
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2100 Per essere autentico, il sacrificio esteriore deve essere espressione del sacrificio spirituale Uno spirito contrito è sacrificio... Sal 51,19. I profeti dellAntica Alleanza spesso hanno denunciato i sacrifici compiuti senza partecipazione interiore disgiunti dallamore del prossimo. Gesù richiama le parole del profeta Osea Misericordia io voglio, non sacrificio Mt 9,13 l2,7. Lunico sacrificio perfetto è quello che Cristo ha offerto sulla croce in totale oblazione allamore del Padre e per la nostra salvezza. Unendoci al suo sacrificio, possiamo fare della nostra vita un sacrificio a Dio.
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PROMESSE E VOTI
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2101 In parecchie circostanze il cristiano è chiamato a fare delle promesse a Dio. Il Battesimo e la Confermazione, il Matrimonio e lOrdinazione sempre ne comportano. Per devozione personale il cristiano può anche promettere a Dio unazione, una preghiera, unelemosina, un pellegrinaggio, ecc. La fedeltà alle promesse fatte a Dio è unespressione del rispetto dovuto alla divina maestà e dellamore verso il Dio fedele.
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2102 Il voto, ossia la promessa deliberata e libera di un bene possibile e migliore fatta a Dio, deve essere adempiuto per la virtù della religione. Il voto è un atto di devozione, con cui il cristiano offre se stesso a Dio o gli promette unopera buona. Mantenendo i suoi voti, egli rende pertanto a Dio ciò che a lui è stato promesso e consacrato. Gli Atti degli Apostoli ci presentano san Paolo preoccupato di mantenere i voti da lui fatti.
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2103 La Chiesa riconosce un valore esemplare ai voti di praticare i consigli evangelici Si rallegra la Madre Chiesa di trovare nel suo seno molti uomini e donne, che seguono più da vicino lannientamento del Salvatore e più chiaramente lo mostrano, abbracciando la povertà nella libertà dei figli di Dio e rinunciando alla propria volontà essi, cioè, in ciò che riguarda la perfezione, si sottomettono a un uomo per Dio, al di là della stretta misura del precetto, al fine di conformarsi più pienamente a Cristo obbediente. In certi casi, la Chiesa può, per congrue ragioni, dispensare dai voti e dalle promesse.
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IL DOVERE SOCIALE DELLA RELIGIONE E IL DIRITTO ALLA LIBERTÀ RELIGIOSA
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2104 Tutti gli uomini sono tenuti a cercare la verità, specialmente in ciò che riguarda Dio e la sua Chiesa, e, una volta conosciuta, ad abbracciarla e custodirla. É un dovere che deriva dalla stessa natura degli uomini. Non si contrappone ad un sincero rispetto per le diverse religioni, le quali non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini, né allesigenza della carità, che spinge i cristiani a trattare con amore, prudenza e pazienza gli uomini che sono nellerrore o nellignoranza circa la fede.
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2105 Il dovere di rendere a Dio un culto autentico riguarda luomo individualmente e socialmente. È la dottrina cattolica tradizionale sul dovere morale dei singoli e delle società verso la vera religione e lunica Chiesa di Cristo. Evangelizzando senza posa gli uomini, la Chiesa si adopera affinché essi possano informare dello spirito cristiano la mentalità e i costumi, le leggi e le strutture della comunità in cui vivono. Il dovere sociale dei cristiani è di rispettare e risvegliare in ogni uomo lamore del vero e del bene. Richiede loro di far conoscere il culto dellunica vera religione che sussiste nella Chiesa cattolica ed apostolica. I cristiani sono chiamati ad essere la luce del mondo. La Chiesa in tal modo manifesta la regalità di Cristo su tutta la creazione e in particolare sulle società umane.
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2106 Che in materia religiosa nessuno sia forzato ad agire contro la sua coscienza, né impedito, entro debiti limiti, di agire in conformità alla sua coscienza privatamente o pubblicamente, in forma individuale o associata. Tale diritto si fonda sulla natura stessa della persona umana, la cui dignità la fa liberamente aderire alla verità divina che trascende lordine temporale. Per questo perdura anche in coloro che non soddisfano allobbligo di cercare la verità e di aderire ad essa.
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2107 Se, considerate le circostanze peculiari dei popoli, nellordinamento giuridico di una società viene attribuito ad una comunità religiosa uno speciale riconoscimento civile, è necessario che nello stesso tempo a tutti i cittadini e comunità religiose venga riconosciuto e rispettato il diritto alla libertà in materia religiosa.
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2108 Il diritto alla libertà religiosa non è né la licenza morale di aderire allerrore, né un implicito diritto allerrore, bensì un diritto naturale della persona umana alla libertà civile, cioè allimmunità da coercizione esteriore, entro giusti limiti, in materia religiosa, da parte del potere politico. Questo diritto naturale deve essere riconosciuto nellordinamento giuridico della società così che divenga diritto civile.
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2109 Il diritto alla libertà religiosa non può essere di per sé né illimitato, né limitato semplicemente da un ordine pubblico concepito secondo un criterio positivistico o naturalistico. I giusti limiti o che sono inerenti a tale diritto devono essere determinati per ogni situazione sociale con la prudenza politica, secondo le esigenze del bene comune, e ratificati dallautorità civile secondo norme giuridiche conformi allordine morale oggettivo.
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III. Non avrai altri dèi di fronte a me.
Rispondi alla seguente richiesta:
2110 Il primo comandamento vieta di onorare altri dèi, allinfuori dellunico Signore che si è rivelato al suo popolo. Proibisce la superstizione e lirreligione. La superstizione rappresenta, in qualche modo, un eccesso perverso della religione lirreligione è un vizio opposto, per difetto, alla virtù della religione.
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LA SUPERSTIZIONE
Rispondi alla seguente richiesta:
2111 La superstizione è la deviazione del sentimento religioso e delle pratiche che esso impone. Può anche presentarsi mascherata sotto il culto che rendiamo al vero Dio, per esempio, quando si attribuisce unimportanza in qualche misura magica a certe pratiche, peraltro legittime o necessarie. Attribuire alla sola materialità delle preghiere o dei segni sacramentali la loro efficacia, prescindendo dalle disposizioni interiori che richiedono, è cadere nella superstizione.
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LIDOLATRIA
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2112 Il primo comandamento condanna il politeismo. Esige dalluomo di non credere in altri dèi che nellunico Dio, di non venerare altre divinità che lUnico. La Scrittura costantemente richiama a questo rifiuto degli idoli che sono argento e oro, opera delle mani delluomo, i quali hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono.... Questi idoli vani rendono luomo vano Sia come loro chi li fabbrica e chiunque in essi confida Sal 1 l5,45.8. Dio, al contrario, è il Dio vivente Gs 3,l0, che fa vivere e interviene nella storia.
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2113 Lidolatria non concerne soltanto i falsi culti del paganesimo. Rimane una costante tentazione della fede. Consiste nel divinizzare ciò che non è Dio. Cè idolatria quando luomo onora e riverisce una creatura al posto di Dio, si tratti degli dèi o dei demoni per esempio il satanismo, del potere, del piacere, della razza, degli antenati, dello Stato, del denaro, ecc. Non potete servire a Dio e a mammona, dice Gesù Mi 6,24. Numerosi martiri sono morti per non adorare la Bestia, rifiutando perfino di simularne il culto. Lidolatria respinge lunica Signoria di Dio perciò è incompatibile con la comunione divina.
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2114 La vita umana si unifica nelladorazione dellUnico. Il comandamento di adorare il solo Signore unifica luomo e lo salva da una dispersione senza limiti. Lidolatria è una perversione del senso religioso innato nelluomo. Idolatra è colui che riferisce la sua indistruttibile nozione di Dio a chicchessia anziché a Dio.
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DIVINAZIONE E MAGIA
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2115 Dio può rivelare lavvenire ai suoi profeti o ad altri santi. Tuttavia il giusto atteggiamento cristiano consiste nellabbandonarsi con fiducia nelle mani della provvidenza per ciò che concerne il futuro e a rifuggire da ogni curiosità malsana a questo riguardo. Limprevidenza può costituire una mancanza di responsabilità.
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2116 Tutte le forme di divinazione sono da respingere ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che svelino lavvenire. La consultazione degli oroscopi, lastrologia, la chiromanzia, linterpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium manifestano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con lonore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo.
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2117 Tutte le pratiche di magia e di stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo fosse anche per procurargli la salute sono gravemente contrarie alla virtù della religione. Tali pratiche sono ancora più da condannare quando si accompagnano ad una intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre allintervento dei demoni. Anche portare amuleti è biasimevole. Lo spiritismo spesso implica pratiche divinatorie o magiche. Pure da esso la Chiesa mette in guardia i fedeli. Il ricorso a pratiche mediche dette tradizionali non legittima né linvocazione di potenze cattive, né lo sfruttamento della credulità altrui.
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LIRRELIGIONE
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2118 Il primo comandamento di Dio condanna i principali peccati di irreligione lazione di tentare Dio, con parole o atti, il sacrilegio e la simonia.
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2119 Lazione di tentare Dio consiste nel mettere alla prova, con parole o atti, la sua bontà e la sua onnipotenza. E così che Satana voleva ottenere da Gesù che si buttasse giù dal Tempio obbligando Dio, in tal modo, ad intervenire. Gesù gli oppone la parola di Dio Non tenterai il Signore Dio tuo Dt 6,16. La sfida implicita in simile tentazione di Dio ferisce il rispetto e la fiducia che dobbiamo al nostro Creatore e Signore. In essa si cela sempre un dubbio riguardo al suo amore, alla sua provvidenza e alla sua potenza.
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2120 Il sacrilegio consiste nel profanare o nel trattare indegnamente i sacramenti e le altre azioni liturgiche, come pure le persone, gli oggetti e i luoghi consacrati a Dio. Il sacrilegio è un peccato grave soprattutto quando è commesso contro lEucaristia, poiché, in questo sacramento, ci é reso presente sostanzialmente il Corpo stesso di Cristo.
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2121 La simonia consiste nellacquisto o nella vendita delle realtà spirituali. A Simone il mago, che voleva acquistare il potere spirituale che vedeva allopera negli Apostoli, Pietro risponde Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai osato pensare di acquistare con denaro il dono di Dio At 8,20. Così si conformava alla parola di Gesù Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date Mt l0,8. É impossibile appropriarsi i beni spirituali e comportarsi nei loro confronti come un possessore o un padrone, dal momento che la loro sorgente è in Dio. Non si può che riceverli gratuitamente da lui.
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2122 Il ministro, oltre alle offerte determinate dalla competente autorità, per lamministrazione dei sacramenti non domandi nulla, evitando sempre che i più bisognosi siano privati dellaiuto dei sacramenti a motivo della povertà Lautorità competente determina queste offerte in virtù del principio che il popolo cristiano deve concorrere al sostentamento dei ministri della Chiesa. Loperaio ha diritto al suo nutrimento Mt 10,10.
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LATEISMO