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357 Essendo ad immagine di Dio, lindividuo umano ha la dignità di persona non è soltanto qualche cosa, ma qualcuno. E capace di conoscersi, di possedersi, di liberamente donarsi e di entrare in comunione con altre persone è chiamato, per grazia, ad unalleanza con il suo Creatore, a dargli una risposta di fede e di amore che nessun altro può dare in sua sostituzione.
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358 Dio ha creato tutto per luomo, ma luomo è stato creato per servire e amare Dio e per offrirgli tutta la creazione Qual è dunque lessere che deve venire allesistenza circondato di una tale considerazione? È luomo, grande e meravigliosa figura vivente, più prezioso agli occhi di Dio dellintera creazione è luomo, è per lui che esistono il cielo e la terra e il mare e la totalità della creazione, ed è alla sua salvezza che Dio ha dato tanta importanza da non risparmiare, per lui, neppure il suo Figlio unigenito. Dio infatti non ha mai cessato di tutto mettere in atto per far salire luomo fino a sé e farlo sedere alla sua destra .
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359 In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero delluomo Il beato Apostolo ci ha fatto sapere che due uomini hanno dato principio al genere umano Adamo e Cristo. ... Il primo uomo, Adamo, dice divenne un essere vivente, ma lultimo Adamo divenne spirito datore di vita. Quel primo fu creato da questultimo, dal quale ricevette lanima per vivere. ... Il secondo Adamo plasmò il primo e gli impresse la propria immagine. E così avvenne poi che egli ne prese la natura e il nome, per non dover perdere ciò che egli aveva fatto a sua immagine. Cè un primo Adamo e cè un ultimo Adamo. Il primo ha un inizio, lultimo non ha fine. Proprio questultimo infatti è veramente il primo, dal momento che dice Sono io, io solo, il primo e anche lultimo.
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360 A motivo della comune origine il genere umano forma una unità. Dio infatti creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini Al 17,26 Meravigliosa, visione che ci fa contemplare il genere umano nellunità della sua origine in Dio ... nellunità della sua natura, composta ugualmente presso tutti di un corpo materiale e di unanima spirituale nellunità del suo fine immediato e della sua missione nel mondo nellunità del suo habitat la terra, dei cui beni tutti gli uomini, per diritto naturale, possono usare per sostentare e sviluppare la vita nellunità del suo fine soprannaturale Dio stesso, al quale tutti devono tendere nellunità dei mezzi per raggiungere tale fine ... nellunità del suo riscatto operato per tutti da Cristo.
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361 Questa legge di solidarietà umana e di carità, senza escludere la ricca varietà delle persone, delle culture e dei popoli, ci assicura che tutti gli uomini sono veramente fratelli.
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II. Corpore et anima unus Unità di anima e di corpo.
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362 La persona umana, creata a immagine di Dio, è un essere insieme corporeo e spirituale. Il racconto biblico esprime questa realtà con un linguaggio simbolico, quando dice Dio plasmò luomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita, e luomo divenne un essere vivente Gn 2,7. Luomo tutto intero è quindi voluto da Dio.
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363 Spesso, nella Sacra Scrittura, il termine anima indica la vita umana, oppure tutta la persona umana. Ma designa anche tutto ciò che nelluomo vi è di più intimo e di maggior valore, ciò per cui più particolarmente egli è immagine di Dio anima significa il principio spirituale nelluomo.
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364 Il corpo delluomo partecipa alla dignità di immagine di Dio è corpo umano proprio perché è animato dallanima spirituale, ed è la persona umana tutta intera ad essere destinata a diventare, nel corpo di Cristo, il tempio dello Spirito. Unità di anima e di corpo, luomo sintetizza in sé, per la sua stessa condizione corporale, gli elementi del mondo materiale, così che questi, attraverso di lui, toccano il loro vertice e prendono voce per lodare in libertà il Creatore. Allora, non è lecito alluomo disprezzare la vita corporale egli anzi è tenuto a considerare buono e degno di onore il proprio corpo, appunto perché creato da Dio e destinato alla risurrezione nellultimo giorno.
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365 Lunità dellanima e del corpo è cosi profonda che si deve considerare lanima come la forma del corpo significa che grazie allanima spirituale il corpo, composto di materia, è un corpo umano e vivente lo spirito e la materia, nelluomo, non sono due nature congiunte, ma la loro unione forma ununica natura.
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366 La Chiesa insegna che ogni anima spirituale è creata direttamente da Dio non è prodotta dai genitori ed è immortale essa non perisce al momento della sua separazione dal corpo nella morte, e di nuovo si unirà al corpo al momento della risurrezione finale.
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367 Talvolta si dà il caso che lanima sia distinta dallo spirito. Così san Paolo prega perché il nostro essere tutto intero, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore 1 Ts 5,23. La Chiesa insegna che tale distinzione non introduce una dualità nellanima. Spirito significa che sin dalla sua creazione luomo è ordinato al suo fine soprannaturale, e che la sua anima è capace di essere gratuitamente elevata alla comunione con Dio.
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368 La tradizione spirituale della Chiesa insiste anche sul cuore, nel senso biblico di profondità dellessere in visceribus Ger 31,33, dove la persona si decide o non si decide per Dio.
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III. Maschio e femmina li creò.
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UGUAGLIANZA E DIVERSITÀ VOLUTE DA Dio
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369 Luomo e la donna sono creati, cioè sono voluti da Dio in una perfetta uguaglianza, per un verso, in quanto persone umane, e, per laltro verso, nel loro rispettivo essere di maschio e di femmina. Essere uomo, essere donna è una realtà buona e voluta da Dio luomo e la donna hanno una insopprimibile dignità, che viene loro direttamente da Dio, loro Creatore. Luomo e la donna sono, con una identica dignità, a immagine di Dio. Nel loro essereuomo ed esseredonna, riflettono la sapienza e la bontà del Creatore.
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370 Dio non è a immagine delluomo. Egli non è né uomo né donna. Dio è puro spirito, e in lui, perciò, non cè spazio per le differenze di sesso. Ma le perfezioni delluomo e della donna riflettono qualche cosa dellinfinita perfezione di Dio quelle di una madre e quelle di un padre e di uno sposo.
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LUNO PER LALTRO UNA UNITÀ A DUE
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371 Creati insieme, luomo e la donna sono voluti da Dio luno per laltro. La Parola di Dio ce lo lascia capire attraverso diversi passi del testo sacro. Non è bene che luomo sia solo gli voglio fare un aiuto che gli sia simile Gn 2,18. Nessuno degli animali può essere questo pari delluomo. La donna che Dio plasma con la costola tolta alluomo e che conduce alluomo, strappa alluomo un grido dammirazione, unesclamazione damore e di comunione Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa Gn 2,23. Luomo scopre la donna come un altro io della stessa umanità.
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372 Luomo e la donna sono fatti luno per laltro non già che Dio li abbia creati a metà ed incompleti li ha creati per una comunione di persone, nella quale ognuno può essere aiuto per laltro, perché sono ad un tempo uguali in quanto persone osso dalle mie ossa... e complementari in quanto maschio e femmina. Nel matrimonio, Dio li unisce in modo che, formando una sola carne Gn 2,24, possano trasmettere la vita umana Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra Gn 1,28. Trasmettendo ai loro figli la vita umana, luomo e la donna, come sposi e genitori, cooperano in un modo unico allopera del Creatore.
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373 Nel disegno di Dio, luomo e la donna sono chiamati a dominare la terra come amministratori di Dio. Questa sovranità non deve essere un dominio arbitrario e distruttivo. A immagine del Creatore, che ama tutte le cose esistenti Sap 11,24, luomo e la donna sono chiamati a partecipare alla Provvidenza divina verso le altre creature. Da qui la loro responsabilità nei confronti del mondo che Dio ha loro affidato.
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IV. Luomo nel paradiso.
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374 Il primo uomo non solo è stato creato buono, ma è stato anche costituito in una tale amicizia con il suo Creatore e in una tale armonia con se stesso e con la creazione, che saranno superate soltanto dalla gloria della nuova creazione in Cristo.
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375 La Chiesa, interpretando autenticamente il simbolismo del linguaggio biblico alla luce del Nuovo Testamento e della Tradizione, insegna che i nostri progenitori Adamo ed Eva sono stati costituiti in uno stato di santità e di giustizia originali. La grazia della santità originale era una partecipazione alla vita divina.
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376 Tutte le dimensioni della vita delluomo erano potenziate dallirradiamento di questa grazia. Finché fosse rimasto nellintimità divina, luomo non avrebbe dovuto né morire, né soffrire. Larmonia interiore della persona umana, larmonia tra luomo e la donna, infine larmonia tra la prima coppia e tutta la creazione costituiva la condizione detta giustizia originale.
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377 Il dominio del mondo che Dio, fin dagli inizi aveva concesso alluomo, si realizzava innanzi tutto nelluomo stesso come padronanza di sé. Luomo era integro e ordinato in tutto il suo essere, perché libero dalla triplice concupiscenza che lo rende schiavo dei piaceri dei sensi, della cupidigia dei beni terreni e dellaffermazione di sé contro gli imperativi della ragione.
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378 Il segno della familiarità delluomo con Dio è il fatto che Dio lo colloca nel giardino, dove egli vive per coltivarlo e custodirlo Gn 2,15 il lavoro non è una fatica penosa, ma la collaborazione delluomo e della donna con Dio nel portare a perfezione la creazione visibile.
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379 Per il peccato dei nostri progenitori andrà perduta tutta larmonia della giustizia originale che Dio, nel suo disegno, aveva previsto per luomo.
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In sintesi
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380 Padre santo,... a tua immagine hai formato luomo, alle sue mani operose hai affidato luniverso, perché, nellobbedienza a te, suo Creatore, esercitasse il dominio su tutto il creato.
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381 Luomo è predestinato a riprodurre limmagine del Figlio di Dio fatto uomo immagine del Dio invisibile Col 1,15 affinché Cristo sia il primogenito di una moltitudine di fratelli e sorelle.
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382 Luomo è unità di anima e di corpo. La dottrina della fede afferma che lanima spirituale e immortale è creata direttamente da Dio.
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383 Dio non creò luomo lasciandolo solo fin da principio maschio e femmina li creò Gn 1,27, e la loro unione costituisce la prima forma di comunione di persone.
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384 La Rivelazione ci fa conoscere lo stato di santità e di giustizia originali delluomo e della donna prima del peccato dalla loro amicizia con Dio derivava la fedeltà della loro esistenza nel paradiso.
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Paragrafo 7 LA CADUTA
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385 Dio è infinitamente buono e tutte le sue opere sono buone. Tuttavia nessuno sfugge allesperienza della sofferenza, dei mali presenti nella natura che appaiono legati ai limiti propri delle creature e soprattutto al problema del male morale. Da dove viene il male? Quacrebam unde malum et non erat exitus Mi chiedevo donde il male, e non sapevo darmi risposta, dice santAgostino, se la sua sofferta ricerca non troverà sbocco che nella conversione al Dio vivente. Infatti il mistero delliniquità 2 Ts 2,7 si illumina soltanto alla luce del mistero della pietà. La rivelazione dellamore divino in Cristo ha manifestato ad un tempo lestensione del male e la sovrabbondanza della grazia. Dobbiamo, dunque, affrontare la questione dellorigine del male, tenendo fisso lo sguardo della nostra fede su colui che, solo, ne è il vincitore.
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I. Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia.
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LA REALTÀ DEL PECCATO
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386 Nella storia delluomo è presente il peccato sarebbe vano cercare di ignorarlo o di dare altri nomi a questa oscura realtà. Per tentare di comprendere che cosa sia il peccato, si deve innanzi tutto riconoscere il profondo legame delluomo con Dio, perché, al di fuori di questo rapporto, il male del peccato non può venire smascherato nella sua vera identità di rifiuto e di opposizione a Dio, mentre continua a gravare sulla vita delluomo e sulla storia.
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387 La realtà del peccato, e più particolarmente del peccato delle origini, si chiarisce soltanto alla luce della rivelazione divina. Senza la conoscenza di Dio che essa ci dà, non si può riconoscere chiaramente il peccato, e si è tentati di spiegarlo semplicemente come un difetto di crescita, come una debolezza psicologica, un errore, come linevitabile conseguenza di una struttura sociale inadeguata, ecc. Soltanto conoscendo il disegno di Dio sulluomo, si capisce che il peccato è un abuso di quella libertà che Dio dona alle persone create perché possano amare lui e amarsi reciprocamente.
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IL PECCATO ORIGINALE UNA VERITÀ ESSENZIALE DELLA FEDE
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388 Col progresso della Rivelazione viene chiarita anche la realtà del peccato. Sebbene il popolo di Dio dellAntico Testamento abbia in qualche modo conosciuto la condizione umana alla luce della storia della caduta narrata dalla Genesi, non era però in grado di comprendere il significato ultimo di tale storia, che si manifesta appieno soltanto alla luce della morte e della risurrezione di Gesù Cristo. Bisogna conoscere Cristo come sorgente della grazia per conoscere Adamo come sorgente del peccato. È lo Spirito Paraclito, mandato da Cristo risorto, che è venuto a convincere il mondo quanto al peccato Gv 16,8, rivelando colui che del peccato è il Redentore.
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389 La dottrina del peccato originale è, per così dire, il rovescio della Buona Novella che Gesù è il Salvatore di tutti gli uomini, che tutti hanno bisogno della salvezza e che la salvezza è offerta a tutti grazie a Cristo. La Chiesa, che ha il senso di Cristo, ben sa che non si può intaccare la rivelazione del peccato originale senza attentare al mistero di Cristo.
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PER LEGGERE IL RACCONTO DELLA CADUTA
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390 Il racconto della caduta Gn 3 utilizza un linguaggio di immagini, ma espone un avvenimento primordiale, un fatto che è accaduto allinizio della storia delluomo. La Rivelazione ci dà la certezza di fede che tutta la storia umana è segnata dalla colpa originale liberamente commessa dai nostri progenitori.
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Il. La caduta degli angeli.
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391 Dietro la scelta disobbediente dei nostri progenitori cè una voce seduttrice, che si oppone a Dio, la quale, per invidia, li fa cadere nella morte. La Scrittura e la Tradizione della Chiesa vedono in questo essere un angelo caduto, chiamato Satana o diavolo. La Chiesa insegna che allinizio era un angelo buono, creato da Dio. Diabolus enim et alii daemones a Deo quidem natura creati sunt boni, sed ipsi per se facti sunt mali Il diavolo infatti e gli altri demoni sono stati creati da Dio naturalmente buoni, ma da se stessi si sono trasformati in malvagi.
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392 La Scrittura parla di un peccato di questi angeli. Tale caduta consiste nellavere, questi spiriti creati, con libera scelta, radicalmente ed irrevocabilmente rifiutato Dio e il suo Regno. Troviamo un riflesso di questa ribellione nelle parole rivolte dal tentatore ai nostri progenitori Diventerete come Dio Gn 3,5. Il diavolo è peccatore fin dal principio 1 Gv 3,8, padre della menzogna Gv 8,44.
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393 A far si che il peccato degli angeli non possa essere perdonato è il carattere irrevocabile della loro scelta, e non un difetto dellinfinita misericordia divina. Non cè possibilità di pentimento per loro dopo la caduta, come non cè possibilità di pentimento per gli uomini dopo la morte.
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394 La Scrittura attesta la nefasta influenza di colui che Gesù chiama omicida fin dal principio Gv 8,44, e che ha perfino tentato di distogliere Gesù dalla missione affidatagli dal Padre. Il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo 1 Gv 3,8. Di queste opere, la più grave nelle sue conseguenze è stata la seduzione menzognera che ha indotto luomo a disobbedire a Dio.
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395 La potenza di Satana però non è infinita. Egli non è che una creatura, potente per il fatto di essere puro spirito, ma pur sempre una creatura non può impedire ledificazione del regno di Dio. Sebbene Satana agisca nel mondo per odio contro Dio e il suo regno in Cristo Gesù, e sebbene la sua azione causi gravi danni di natura spirituale e indirettamente anche di natura fisica per ogni uomo e per la società, questa azione è permessa dalla divina provvidenza, la quale guida la storia delluomo e del mondo con forza e dolcezza. La permissione divina dellattività diabolica è un grande mistero, ma noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio Rm 8,28.
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III. Il peccato originale.
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LA PROVA DELLA LIBERTÀ
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396 Dio ha creato luomo a sua immagine e lha costituito nella sua amicizia. Creatura spirituale, luomo non può vivere questa amicizia che come libera sottomissione a Dio. Questo è il significato del divieto fatto alluomo di mangiare dellalbero della conoscenza del bene e del male, o perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti Gn 2,17. Lalbero della conoscenza del bene e del male Gn 2,17 evoca simbolicamente il limite invalicabile che luomo, in quanto creatura, deve liberamente riconoscere e con fiducia rispettare. Luomo dipende dal Creatore, è sottomesso alle leggi della creazione e alle norme morali che regolano luso della libertà.
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IL PRIMO PECCATO DELLUOMO
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397 Luomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore e, abusando della propria libertà, ha disobbedito al comandamento di Dio. In ciò è consistito il primo peccato delluomo. In seguito, ogni peccato sarà una disobbedienza a Dio e una mancanza di fiducia nella sua bontà.
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398 Con questo peccato, luomo ha preferito se stesso a Dio, e, perciò, ha disprezzato Dio ha fatto la scelta di se stesso contro Dio, contro le esigenze della propria condizione di creatura e conseguentemente contro il suo proprio bene. Costituito in uno stato di santità, luomo era destinato ad essere pienamente divinizzato da Dio nella gloria. Sedotto dal diavolo, ha voluto diventare come Dio Gn 3,5, ma senza Dio e anteponendosi a Dio, non secondo Dio.
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399 La Scrittura mostra le conseguenze drammatiche di questa prima disobbedienza. Adamo ed Eva perdono immediatamente la grazia della santità originale. Hanno paura di quel Dio di cui si sono fatti una falsa immagine, quella cioè di un Dio geloso delle proprie prerogative.
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400 Larmonia nella quale essi erano posti, grazie alla giustizia originale, è distrutta la padronanza delle facoltà spirituali dellanima sul corpo è infranta lunione delluomo e della donna è sottoposta a tensioni i loro rapporti saranno segnati dalla concupiscenza e dalla tendenza allasservimento. Larmonia con la creazione è spezzata la creazione visibile è diventata aliena e ostile alluomo. A causa delluomo, la creazione è soggetta alla schiavitù della corruzione. Infine, la conseguenza esplicitamente annunziata nellipotesi della disobbedienza realizzerà luomo tornerà in polvere, quella polvere dalla quale è stato tratto. La morte entra nella storia dellumanità.
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401 Dopo questo primo peccato, il mondo è inondato da una vera invasione del peccato il fratricidio commesso da Caino contro Abele la corruzione universale quale conseguenza del peccato nella storia dIsraele, il peccato si manifesta frequentemente soprattutto come infedeltà al Dio dellAlleanza e come trasgressione della Legge di Mosè anche dopo la redenzione di Cristo, fra i cristiani, il peccato si manifesta in svariati modi. La Scrittura e la Tradizione della Chiesa richiamano continuamente la presenza e luniversalità del peccato nella storia delluomo Quel che ci viene manifestato dalla rivelazione divina concorda con la stessa esperienza. Infatti, se luomo guarda dentro al suo cuore, si scopre anche inclinato al male e immerso in tante miserie che non possono certo derivare dal Creatore che è buono. Spesso, rifiutando di riconoscere Dio quale suo principio, luomo ha infranto il debito ordine in rapporto al suo ultimo fine, e al tempo stesso tutto il suo orientamento sia verso se stesso, sia verso gli altri uomini e verso tutte le cose create.
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CONSEGUENZE DEL PECCATO DI ADAMO PER LUMANITÀ
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402 Tutti gli uomini sono coinvolti nel peccato di Adamo. San Paolo lo afferma Per la disobbedienza di uno solo, tutti sono stati costituiti peccatori Rm 5,19 Come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato... Rm 5,12. Alluniversalità del peccato e della morte lApostolo contrappone luniversalità della salvezza in Cristo Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per lopera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà vita Rm 5,18.
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403 Sulle orme di san Paolo la Chiesa ha sempre insegnato che limmensa miseria che opprime gli uomini, la loro inclinazione al male e lineluttabilità della morte non si possono comprendere senza il loro legame con la colpa di Adamo e prescindendo dal fatto che egli ci ha trasmesso un peccato dal quale tutti nasciamo contaminati e che i morte dellanima. Per questa certezza di fede, la Chiesa amministra il Battesimo per la remissione dei peccati anche ai bambini che non hanno commesso peccati personali.
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404 In che modo il peccato di Adamo è diventato il peccato di tutti i suoi discendenti? Tutto il genere umano è in Adamo. sicut unum corpus unius hominis come un unico corpo di un unico uomo. Per questa unità del genere umano tutti gli uomini sono coinvolti nel peccato di Adamo, così come tutti sono coinvolti nella giustizia di Cristo. Tuttavia, la trasmissione del peccato originale è un mistero che non possiamo comprendere appieno. Sappiamo però dalla Rivelazione che Adamo aveva ricevuto la santità e la giustizia originali non soltanto per sé, ma per tutto il genere umano cedendo al tentatore, Adamo ed Eva commettono un peccato personale, ma questo peccato intacca la natura umana, che essi trasmettono in una condizione decaduta. Si tratta di un peccato che sarà trasmesso per propagazione a tutta lumanità, cioè con la trasmissione di una natura umana privata della santità e della giustizia originali. Per questo il peccato originale è chiamato peccato in modo analogico è un peccato contratto e non commesso, uno stato e non un atto.
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405 Il peccato originale, sebbene proprio a ciascuno, in nessun discendente di Adamo ha un carattere di colpa personale. Consiste nella privazione della santità e della giustizia originali, ma la natura umana non è interamente corrotta è ferita nelle sue proprie forze naturali, sottoposta allignoranza, alla sofferenza e al potere della morte, e inclinata al peccato questa inclinazione al male è chiamata concupiscenza. Il Battesimo, donando la vita della grazia di Cristo, cancella il peccato originale e volge di nuovo luomo verso Dio le conseguenze di tale peccato sulla natura indebolita e incline al male rimangono nelluomo e lo provocano al combattimento spirituale.
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406 La dottrina della Chiesa sulla trasmissione del peccato originale è andata precisandosi soprattutto nel V secolo, in particolare sotto la spinta della riflessione di santAgostino contro il pelagianesimo, e nel XVI secolo, in opposizione alla Riforma protestante. Pelagio riteneva che luomo, con la forza naturale della sua libera volontà, senza laiuto necessario della grazia di Dio, potesse condurre una vita moralmente buona in tal modo riduceva linfluenza della colpa di Adamo a quella di un cattivo esempio. Al contrario, i primi riformatori protestanti insegnavano che luomo era radicalmente pervertito e la sua libertà annullata dal peccato delle origini identificavano il peccato ereditato da ogni uomo con linclinazione al male concupiscentia, che sarebbe invincibile. La Chiesa si è pronunciata sul senso del dato rivelato concernente il peccato originale soprattutto nel II Concilio di Orange nel e nel Concilio di Trento nel 1546.
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UN DURO COMBATTIMENTO...
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407 La dottrina sul peccato originale connessa strettamente con quella della redenzione operata da Cristo offre uno sguardo di lucido discernimento sulla situazione delluomo e del suo agire nel mondo. In conseguenza del peccato dei progenitori, il diavolo ha acquisito un certo dominio sulluomo, benché questi rimanga libero. Il peccato originale comporta la schiavitù sotto il dominio di colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo. Ignorare che luomo ha una natura ferita, incline al male, è causa di gravi errori nel campo delleducazione, della politica, dellazione sociale e dei costumi.
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408 Le conseguenze del peccato originale e di tutti i peccati personali degli uomini conferiscono al mondo nel suo insieme una condizione peccaminosa, che può essere definita con lespressione di san Giovanni il peccato del mondo Gv 1,29. Con questa espressione viene anche significata linfluenza negativa esercitata sulle persone dalle situazioni comunitarie e dalle strutture sociali che sono frutto dei peccati degli uomini.
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409 La drammatica condizione del mondo che giace tutto sotto il potere del maligno 1 Gv 5,19 fa della vita delluomo una lotta Tutta intera la storia umana è infatti pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre lotta incominciata fin dallorigine del mondo, che durerà, come dice il Signore, fino allultimo giorno. Inserito in questa battaglia, luomo deve combattere senza soste per poter restare unito al bene, né può conseguire la sua interiore unità se non a prezzo di grandi fatiche, con laiuto della grazia di Dio.
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IV. Tu non lhai abbandonato in potere della morte.
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410 Dopo la caduta, luomo non è stato abbandonato da Dio. Al contrario, Dio lo chiama, e gli predice in modo misterioso che il male sarà vinto e che luomo sarà sollevato dalla caduta. Questo passo della Genesi è stato chiamato protovangelo, poiché è il primo annunzio del Messia redentore, di una lotta tra il serpente e la Donna e della vittoria finale di un discendente di lei.
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411 La Tradizione cristiana vede in questo passo un annunzio del nuovo Adamo che, con la sua obbedienza fino alla morte di croce FiI 2,8, ripara sovrabbondantemente la disobbedienza di Adamo. Inoltre, numerosi Padri e dottori della Chiesa vedono nella Donna annunziata nel protovangelo la Madre di Cristo, Maria, come nuova Eva. Ella è stata colei che, per prima e in una maniera unica, ha beneficiato della vittoria sul peccato riportata da Cristo è stata preservata da ogni macchia di peccato originale e, durante tutta la sua vita terrena, per una speciale grazia di Dio, non ha commesso alcun peccato.
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412 Ma perché Dio non ha impedito al primo uomo di peccare? San Leone Magno risponde Lineffabile grazia di Cristo ci ha dato beni migliori di quelli di cui linvidia del demonio ci aveva privati. E san Tommaso dAquino Nulla si oppone al fatto che la natura umana sia stata destinata ad un fine più alto dopo il peccato. Dio permette, infatti, che ci siano i mali per trarre da essi un bene più grande. Da qui il detto di san Paolo Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia Rm 5,20. Perciò nella benedizione del cero pasquale si dice O felice colpa, che ha meritato un tale e così grande Redentore!
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In sintesi
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413 Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi . La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo Sap 1,13 2,24.
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414 Satana o il diavolo e gli altri demoni sono angeli decaduti per avere liberamente rifiutato di servire Dio e il suo disegno. La loro scelta contro Dio è definitiva. Essi tentano di associare luomo alla loro ribellione contro Dio.
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415 Costituito da Dio in uno stato di giustizia, luomo però, tentato dal maligno, fin dagli inizi della storia abusò della sua libertà, erigendosi contro Dio e bramando di conseguire il suo fine al di fuori di Dio.
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416 Per il suo peccato, Adamo, in quanto primo uomo, ha perso la santità e la giustizia originali che aveva ricevuto da Dio non soltanto per sé, ma per tutti gli esseri umani.
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417 Adamo ed Eva hanno trasmesso alla loro discendenza la natura umana ferita dal loro primo peccato, privata, quindi, della santità e della giustizia originali. Questa privazione è chiamata peccato originale.
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418 In conseguenza del peccato originale, la natura umana è indebolita nelle sue forze, sottoposta allignoranza, alla sofferenza, al potere della morte, e inclinata al peccato inclinazione che è chiamata concupiscenza.
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419 Noi dunque riteniamo, con il Concilio di Trento, che il peccato originale viene trasmesso insieme con la natura umana, non per imitazione ma per propagazione, e che perciò e proprio a ciascuno .
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420 La vittoria sul peccato riportata da Cristo ci ha donato beni migliori di quelli che il peccato ci aveva tolto Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia Rm 5,20.
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421 Secondo la fède dei cristiani, questo mondo è stato creato ed è conservato nellesistenza dallamore del Creatore questo mondo è certamente posto sotto la schiavitù del peccato, ma liberato da Cristo eroe fisso e risorto, con la sconfitta del maligno...
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CAPITOLO SECONDO CREDO IN GESU CRISTO, UNICO FIGLIO DI DIO
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LA BUONA NOVELLA DIO HA MANDATO IL SUO FIGLIO
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422 Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare coloro che erano sotto la Legge, perché ricevessimo ladozione a figli GaI 4,45. Ecco la Buona Novella riguardante Gesù Cristo, Figlio di Dio Dio ha visitato il suo popolo, ha adempiuto le promesse fatte ad Abramo ed alla sua discendenza ed è andato oltre ogni attesa ha mandato il suo Figlio prediletto.
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423 Noi crediamo e professiamo che Gesù di Nazaret, nato ebreo da una figlia dIsraele, a Betlemme, al tempo del re Erode il Grande e dellimperatore Cesare Augusto, di mestiere carpentiere, morto crocifisso a Gerusalemme, sotto il procuratore Ponzio Pilato, mentre regnava limperatore Tiberio, è il Figlio eterno di Dio fatto uomo, il quale è venuto da Dio Gv 13,3, disceso dal cielo Gv 3,13 6,33, venuto nella carne infatti il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità. ... Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia Gv 1,14.16.
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424 Mossi dalla grazia dello Spirito Santo e attirati dal Padre, noi, riguardo a Gesù, crediamo e confessiamo Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente Mt 16,16. Sulla roccia di questa fede, confessata da san Pietro, Cristo ha fondato la sua Chiesa.
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ANNUNZIARE.. LE IMPERSCRUTABILI RICCHEZZE DI CRISTO Ef 3,8
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425 La trasmissione della fede cristiana è innanzi tutto lannunzio di Gesù Cristo, allo scopo di condurre alla fede in lui. Fin dallinizio, i primi discepoli sono stati presi dal desiderio ardente di annunziare Cristo Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltatoAt 4,20. Essi invitano gli uomini di tutti i tempi ad entrare nella gioia della loro comunione con Cristo Ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita poiché la vita si è fatta visibile, noi labbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta 1 Gv 1,14.
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AL CENTRO DELLA CATECHESI CRISTO
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426 Al centro della catechesi noi troviamo essenzialmente una persona quella di Gesù di Nazaret, unigenito del Padre ... il quale ha sofferto ed è morto per noi e ora, risorto, vive per sempre con noi. ... Catechizzare ... è, dunque, svelare nella persona di Cristo lintero disegno di Dio .... E cercare di comprendere il significato dei gesti e delle parole di Cristo, dei segni da lui operati. Lo scopo della catechesi Mettere ... in comunione ... con Gesù Cristo egli solo può condurre allamore del Padre nello Spirito e può farci partecipare alla vita della Santa Trinità.
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427 Nella catechesi è Cristo, Verbo incarnato e Figlio di Dio, che viene insegnato, e tutto il resto lo è in riferimento a lui solo Cristo insegna, mentre ogni altro lo fa nella misura in cui è il suo portavoce, consentendo a Cristo di insegnare per bocca sua. ... Ogni catechista dovrebbe poter applicare a se stesso la misteriosa parola di Gesù La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato Gv 7,16 .
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428 Colui che è chiamato a insegnare Cristo deve dunque cercare innanzi tutto quel guadagno che è la sublimità della conoscenza di Cristo bisogna accettare di perdere tutto, al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui, e di conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti Fil 3,811.
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429 Da questa amorosa conoscenza di Cristo nasce irresistibile il desiderio di annunziare, di evangelizzare, e di condurre altri al si della fede in Gesù Cristo. Nello stesso tempo si fa anche sentire il bisogno di conoscere sempre meglio questa fede. A tal fine, seguendo lordine del Simbolo della fede, saranno innanzi tutto presentati i principali titoli di Gesù Cristo, Figlio di Dio, Signore articolo 2. Il Simbolo successivamente confessa i principali misteri della vita di Cristo quelli della sua incarnazione articolo 3, quelli della sua pasqua articoli 4 e 5, infine quelli della sua glorificazione articoli 6 e 7.
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Articolo 2 E IN GESU CRISTO SUO UNICO FIGLIO, NOSTRO SIGNORE
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I. Gesù .
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430 Gesù in ebraico significa Dio salva. Al momento dellannunciazione, langelo Gabriele dice che il suo nome proprio sarà Gesù, nome che esprime ad un tempo la sua identità e la sua missione. Poiché nessuno può rimettere i peccati se non Dio solo Mc 2,7, in Gesù, il suo Figlio eterno fatto uomo, egli salverà il suo popolo dai suoi peccati Mt 1,21. Così, in Gesù, Dio ricapitola tutta la sua storia di salvezza a vantaggio degli uomini.
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431 Nella storia della salvezza, Dio non si è limitato a liberare Israele dalla condizione servile Dt 5,6 facendolo uscire dallEgitto lo salva anche dal suo peccato. Poiché il peccato è sempre unoffesa fatta a Dio, solo Dio lo può cancellare. Per questo Israele, prendendo sempre più coscienza delluniversalità del peccato, non potrà più cercare la salvezza se non nellinvocazione del nome del Dio Redentore.