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2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di unamicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.
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III. Lamore degli sposi.
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2360 La sessualità è ordinata allamore coniugale delluomo e della donna. Nel matrimonio lintimità corporale degli sposi diventa un segno e un pegno della comunione spirituale. Tra i battezzati, i legami del matrimonio sono santificati dal sacramento.
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2361 La sessualità, mediante la quale luomo e la donna si donano luno allaltra con gli atti propri ed esclusivi degli sposi, non è affatto qualcosa di puramente biologico, ma riguarda lintimo nucleo della persona umana come tale. Essa si realizza in modo veramente umano solo se è parte integrante dellamore con cui luomo e la donna si impegnano totalmente luno verso laltra fino alla morte Tobia si alzò dal letto e disse a Sara Sorella, alzati! Preghiamo e domandiamo al Signore che ci dia grazia e salvezza. Essa si alzò e si misero a pregare e a chiedere che venisse su di loro la salvezza, dicendo Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri .... Tu hai creato Adamo e hai creato Eva sua moglie, perchè gli fosse di aiuto e di sostegno. Da loro due nacque tutto il genere umano. Tu hai detto non è cosa buona che luomo resti solo facciamogli un aiuto simile a lui. Ora non per lussuria io prendo questa mia parente, ma con rettitudine dintenzione. Degnati di avere misericordia di me e di lei e di farci giungere insieme alla vecchiaia. E dissero insieme Amen, amen!. Poi dormirono per tutta la notte Tb 8,49.
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2362 Gli atti coi quali i coniugi si uniscono in casta intimità, sono onorevoli e degni, e, compiuti in modo veramente umano, favoriscono la mutua donazione che essi significano, ed arricchiscono vicendevolmente in gioiosa gratitudine gli sposi stessi. La sessualità è sorgente di gioia e di piacere Il Creatore stesso ha stabilito che nella reciproca donazione fisica totale gli sposi provino un piacere e una soddisfazione sia del corpo sia dello spirito. Quindi, gli sposi non commettono nessun male cercando tale piacere e godendone. Accettano ciò che il Creatore ha voluto per loro. Tuttavia gli sposi devono saper restare nei limiti di una giusta moderazione.
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2363 Mediante lunione egli sposi si realizza il duplice fine del matrimonio il bene degli stessi sposi e la trasmissione della vita. Non si possono disgiungere questi due significati o valori del matrimonio, senza alterare la vita spirituale della coppia e compromettere i beni del matrimonio e lavvenire della famiglia. Lamore coniugale delluomo e della donna è così posto sotto la duplice esigenza della fedeltà e della fecondità.
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LA FEDELTÀ CONIUGALE
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2364 La coppia coniugale forma una intima comunità di vita e dì amore che, fondata dal Creatore e strutturata con leggi proprie, è stabilita dal patto coniugale, vale a dire dallirrevocabile consenso personale. Gli sposi si donano definitivamente e totalmente luno allaltro. Non sono più due, ma ormai formano una carne sola. Lalleanza stipulata liberamente dai coniugi impone loro lobbligo di conservarne lunità e lindissolubilità. Luomo non separi ciò che Dio ha congiunto Mc lo,9.
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2365 La fedeltà esprime la costanza nel mantenere la parola data. Dio è fedele. Il sacramento del Matrimonio fa entrare luomo e la donna nella fedeltà di Cristo alla sua Chiesa. Mediante la castità coniugale, essi rendono testimonianza a questo mistero di fronte al mondo. San Giovanni Crisostomo suggerisce ai giovani sposi di fare questo discorso alla loro sposa Ti ho presa tra le mie braccia, ti amo, ti preferisco alla mia stessa vita. Infatti lesistenza presente è un soffio, e il mio desiderio più vivo è di trascorrerla con te in modo tale da avere la certezza che non saremo separati in quella futura. ... Metto lamore per te al di sopra di tutto e nulla sarebbe per me più penoso che il non essere sempre in sintonia con te.
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LA FECONDITÀ DEL MATRIMONIO
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2366 La fecondità è un dono, un fine del matrimonio infatti lamore coniugale tende per sua natura ad essere fecondo. Il figlio non viene ad aggiungersi dallesterno al reciproco amore degli sposi sboccia nel cuore stesso del loro mutuo dono, di cui è frutto e compimento. Perciò la Chiesa, che sta dalla parte della vita, insegna che qualsiasi atto matrimoniale deve rimanere aperto per sé alla trasmissione della vita. Tale dottrina, più volte esposta dal Magistero della Chiesa, è fondata sulla connessione inscindibile, che Dio ha voluto e che luomo non può rompere di sua iniziativa, tra i due significati dellatto coniugale il significato unitivo e il significato procreativo.
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2367 Chiamati a donare la vita, gli sposi partecipano della potenza creatrice e della paternità di Dio. Nel compito di trasmettere la vita umana e di educarla, che deve essere considerato come la loro propria missione, i coniugi sanno di essere cooperatori dellamore di Dio Creatore e come suoi interpreti. E perciò adempiranno il loro dovere con umana e cristiana responsabilità.
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2368 Un aspetto particolare di tale responsabilità riguarda la regolazione della procreazione. Per validi motivi gli sposi possono voler distanziare le nascite dei loro figli. Devono però verificare che il loro desiderio non sia frutto di egoismo, ma sia conforme alla giusta generosità di una paternità responsabile. Inoltre regoleranno il loro comportamento secondo i criteri oggettivi della moralità Quando si tratta di comporre lamore coniugale con la trasmissione responsabile della vita, il carattere morale del comportamento non dipende solo dalla sincera intenzione e dalla valutazione dei motivi, ma va determinato da criteri oggettivi, che hanno il loro fondamento nella natura stessa della persona umana e dei suoi atti, criteri che rispettano, in un contesto di vero amore, lintegro senso della mutua donazione e della procreazione umana e tutto ciò non sarà possibile se non venga coltivata con sincero animo la virtù della castità coniugale.
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2369 Salvaguardando ambedue questi aspetti essenziali, unitivo e procreativo, latto coniugale conserva integralmente il senso di mutuo e vero amore e il suo ordinamento allaltissima vocazione delluomo alla paternità.
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2370 La continenza periodica, i metodi di regolazione delle nascite basati sullautoosservazione e il ricorso ai periodi infecondi sono conformi ai criteri oggettivi della moralità. Tali metodi rispettano il corpo degli sposi, incoraggiano tra loro la tenerezza e favoriscono leducazione ad una libertà autentica. Al contrario, è intrinsecamente cattiva ogni azione che, o in previsione dellatto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, dì impedire la procreazione. Al linguaggio nativo che esprime la reciproca donazione totale dei coniugi, la contraccezione impone un linguaggio oggettivamente contraddittorio, quello cioè del non donarsi allaltro in totalità ne deriva non soltanto il positivo rifiuto allapertura alla vita, ma anche una falsificazione dellinteriore verità dellamore coniugale, chiamato a donarsi in totalità personale. ... La differenza antropologica e al tempo stesso morale, che esiste tra la contraccezione e il ricorso ai ritmi temporali ..., coinvolge in ultima analisi due concezioni della persona e della sessualità umana tra loro irriducibili.
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2371 Sia chiaro a tutti che la vita delluomo e il compito di trasmetterla non sono limitati solo a questo tempo e non si possono commisurare e capire in questo mondo soltanto, ma riguardano sempre il destino eterno degli uomini.
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2372 Lo Stato é responsabile del benessere dei cittadini. È legittimo che, a questo titolo, prenda iniziative al fine di orientare lincremento della popolazione. Può farlo con uninformazione obiettiva e rispettosa, mai però con imposizioni autoritarie e cogenti. Non può legittimamente sostituirsi alliniziativa degli sposi, primi responsabili della procreazione e delleducazione dei propri figli. In questo campo non è autorizzato a intervenire con mezzi contrari alla legge morale.
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IL DONO DEL FIGLIO
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2373 La Sacra Scrittura e la pratica tradizionale della Chiesa vedono nelle famiglie numerose un segno della benedizione divina e della generosità dei genitori.
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2374 Grande è la sofferenza delle coppie che si scoprono sterili. Che mi darai? chiede Abramo a Dio. Io me ne vado senza figli... Gn 15,2. Dammi dei figli, se no io muoio!, grida Rachele al marito Giacobbe Gn 30,1.
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2375 Le ricerche finalizzate a ridurre la sterilità umana sono da incoraggiare, a condizione che si pongano al servizio della persona umana, dei suoi diritti inalienabili e del suo bene vero e integrale, secondo il progetto e la volontà di Dio
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2376 Le tecniche che provocano una dissociazione dei genitori, per lintervento di una persona estranea alla coppia dono di sperma o di ovocita, prestito dellutero sono gravemente disoneste. Tali tecniche inseminazione e fecondazione artificiali eterologhe ledono il diritto del figlio a nascere da un padre e da una madre conosciuti da lui e tra loro legati dal matrimonio. Tradiscono il diritto esclusivo degli sposi a diventare padre e madre soltanto luno attraverso laltro.
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2377 Praticate in seno alla coppia, tali tecniche inseminazione e fecondazione artificiali omologhe sono, forse, meno pregiudizievoli, ma rimangono moralmente inaccettabili. Dissociano latto sessuale dallatto procreatore. Latto che fonda lesistenza del figlio non è più un atto con il quale due persone si donano luna allaltra, bensì un atto che o affida la vita e lidentità dellembrione al potere dei medici e dei biologi e instaura un dominio della tecnica sullorigine e sul destino della persona umana. Una siffatta relazione di dominio è in sé contraria alla dignità e alluguaglianza che devessere comune a genitori e figli. La procreazione è privata dal punto di vista morale della sua perfezione propria quando non è voluta come il frutto dellatto coniugale, e cioè del gesto specifico dellunione degli sposi ... soltanto il rispetto del legame che esiste tra i significati dellatto coniugale e il rispetto dellunità dellessere umano consente una procreazione conforme alla dignità della persona.
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2378 Il figlio non è qualcosa di dovuto, ma un dono. Il dono più grande del matrimonio è una persona umana. Il figlio non può essere considerato come oggetto di proprietà a ciò condurrebbe il riconoscimento di un preteso diritto al figlio. In questo campo, soltanto il figlio ha veri diritti quello di essere il frutto dellatto specifico dellamore coniugale dei suoi genitori e anche il diritto a essere rispettato come persona dal momento del suo concepimento.
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2379 Il Vangelo mostra che la sterilità fisica non è un male assoluto. Gli sposi che, dopo aver esaurito i legittimi ricorsi alla medicina, soffrono di sterilità, si uniranno alla croce del Signore, sorgente di ogni fecondità spirituale. Essi possono mostrare la loro generosità adottando bambini abbandonati oppure compiendo servizi significativi a favore del prossimo.
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IV. Le offese alla dignità del matrimonio.
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2380 Ladulterio. Questa parola designa linfedeltà coniugale. Quando due persone, di cui almeno una è sposata, intrecciano tra loro una relazione sessuale, anche episodica, commettono un adulterio. Cristo condanna ladulterio anche se consumato con il semplice desiderio. Il sesto comandamento e il Nuovo Testamento proibiscono ladulterio in modo assoluto. I profeti ne denunciano la gravità. Nelladulterio essi vedono simboleggiato il peccato di idolatria.
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2381 Ladulterio è uningiustizia. Chi lo commette viene meno agli impegni assunti. Ferisce quel segno dellAlleanza che è il vincolo matrimoniale, lede il diritto dellaltro coniuge e attenta allistituto del matrimonio, violando il contratto che lo fonda. Compromette il bene della generazione umana e dei figli, i quali hanno bisogno dellunione stabile dei genitori.
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IL DIVORZIO
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2382 Il Signore Gesù ha insistito sullintenzione originaria del Creatore, che voleva un matrimonio indissolubile. Ha abolito le tolleranze che erano state a poco a poco introdotte nella Legge antica. Tra i battezzati il Matrimonio rato e consumato non può essere sciolto da nessuna potestà umana e per nessuna causa, eccetto la morte.
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2383 La separazione degli sposi, con la permanenza del vincolo matrimoniale, può essere legittima in certi casi contemplati dal diritto canonico. Se il divorzio civile rimane lunico modo possibile di assicurare certi diritti legittimi, quali la cura dei figli o la tutela del patrimonio, può essere tollerato, senza che costituisca una colpa morale
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2384 Il divorzio è una grave offesa alla legge naturale. Esso pretende di sciogliere il patto, liberamente stipulato dagli sposi, di vivere luno con laltro fino alla morte. Il divorzio offende lAlleanza della salvezza, di cui il Matrimonio sacramentale è segno. Il fatto di contrarre un nuovo vincolo nuziale, anche se riconosciuto dalla legge civile, accresce la gravità della rottura il coniuge risposato si trova in tal caso in una condizione di adulterio pubblico e permanente Se il marito, dopo essersi separato dalla propria moglie, si unisce ad unaltra donna, é lui stesso adultero, perché fa commettere un adulterio a tale donna e la donna che abita con lui é adultera, perché ha attirato a sé il marito di unaltra.
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2385 Il carattere immorale del divorzio deriva anche dal disordine che esso introduce nella cellula familiare e nella società. Tale disordine genera gravi danni per il coniuge, che si trova abbandonato per i figli, traumatizzati dalla separazione dei genitori, e sovente contesi tra questi per il suo effetto contagioso, che lo rende una vera piaga sociale.
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2386 Può avvenire che uno dei coniugi sia vittima innocente del divorzio pronunciato dalla legge civile questi allora non contravviene alla norma morale. Cè infatti una differenza notevole tra il coniuge che si è sinceramente sforzato di rimanere fedele al sacramento del Matrimonio e si vede ingiustamente abbandonato, e colui che, per sua grave colpa, distrugge un matrimonio canonicamente valido.
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ALTRE OFFESE ALLA DIGNITÀ DEL MATRIMONIO
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2387 Si comprende il dramma di chi, desideroso di convertirsi al Vangelo, si vede obbligato a ripudiare una o più donne con cui ha condiviso anni di vita coniugale. Tuttavia la poligamia è in contrasto con la legge morale. Contraddice radicalmente la comunione coniugale essa, infatti, nega in modo diretto il disegno di Dio quale ci viene rivelato alle origini, perché è contraria alla pari dignità personale delluomo e della donna, che nel matrimonio si donano con un amore totale e perciò stesso unico ed esclusivo. Il cristiano che prima era poligamo, per giustizia, ha il grave dovere di rispettare gli obblighi contratti nei confronti delle donne che erano sue mogli e dei suoi figli.
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2388 Lincesto consiste in relazioni intime tra parenti o affini, in un grado che impedisce tra loro il matrimonio. San Paolo stigmatizza questa colpa particolarmente grave Si sente da per tutto parlare dimmoralità tra voi al punto che uno convive con la moglie di suo padre! ... Nel nome del Signore nostro Gesù, questo individuo sia dato in balia di Satana per la rovina della sua carne... I Cor 5,1.35. Lincesto corrompe le relazioni familiari e segna un regresso verso lanimalità.
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2389 Si possono collegare allincesto gli abusi sessuali commessi da adulti su fanciulli o adolescenti affidati alla loro custodia. In tal caso la colpa è, al tempo stesso, uno scandaloso attentato allintegrità fisica e morale dei ragazzi, i quali ne resteranno segnati per tutta la loro vita, ed è altresì una violazione della responsabilità educativa
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2390 Si ha una libera unione quando luomo e la donna rifiutano di dare una forma giuridica e pubblica a un legame che implica lintimità sessuale. Lespressione è fallace che senso può avere una unione in cui le persone non si impegnano luna nei confronti dellaltra. e manifestano in tal modo una mancanza di fiducia nellaltro, in se stessi o nellavvenire? Lespressione abbraccia situazioni diverse concubinato, rifiuto del matrimonio come tale, incapacità di legarsi con impegni a lungo termine. Tutte queste situazioni costituiscono unoffesa alla dignità del matrimonio distruggono lidea stessa della famiglia indeboliscono il senso della fedeltà. Sono contrarie alla legge morale latto sessuale deve avere posto esclusivamente nel matrimonio al di fuori di esso costituisce sempre un peccato grave ed esclude dalla comunione sacramentale.
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2391 Molti attualmente reclamano una specie di diritto alla prova quando cè intenzione di sposarsi. Qualunque sia la fermezza del proposito di coloro che si impegnano in rapporti sessuali prematuri, tali rapporti non consentono di assicurare, nella sua sincerità e fedeltà, la relazione interpersonale di un uomo e di una donna, e specialmente di proteggerla dalle fantasie e dai capricci. Lunione carnale è moralmente legittima solo quando tra luomo e la donna si sia instaurata una comunità di vita definitiva. Lamore umano non ammette la prova. Esige un dono totale e definitivo delle persone tra loro.
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In sintesi
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2392 Lamore è la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano.
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2393 Creando lessere umano uomo e donna, Dio dona alluno e allaltra, in modo uguale, la dignità personale. Spetta a ciascuno, uomo e donna, riconoscere e accettare la propria identità sessuale.
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2394 Cristo é il modello della castità. Ogni battezzato é chiamato a condurre una vita casta, ciascuno secondo lo stato di vita che gli è proprio.
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2395 La castità significa lintegrazione della sessualità nella persona. Richiede che si acquisisca la padronanza della persona.
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2396 Tra i peccati gravemente contrari alla castità, vanno citati la masturbazione, la fornicazione, la pornografia e le pratiche omosessuali.
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2397 Lalleanza liberamente contratta dagli sposi implica un amore fedele. Essa impone loro lobbligo di conservare lindissolubilità del loro Matrimonio.
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2398 La fecondità é un bene, un dono, un fine del matrimonio. Donando la vita, gli sposi partecipano della paternità di Dio.
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2399 La regolazione delle nascite rappresenta uno degli aspetti della paternità e della maternità responsabili. La legittimità delle intenzioni degli sposi non giustifica il ricorso a mezzi moralmente inaccettabili per esempio, la sterilizzazione diretta o la contraccezione.
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2400 Ladulterio e il divorzio, la poligamia e la libera unione costituiscono gravi offese alla dignità del matrimonio.
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Articolo 7 IL SETTIMO COMANDAMENTO
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Non rubare Es 20,15. Non rubare Mt 19,18.
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2401 Il settimo comandamento proibisce di prendere o di tenere ingiustamente i beni del prossimo e di arrecare danno al prossimo nei suoi beni in qualsiasi modo. Esso prescrive la giustizia e la carità nella gestione dei beni materiali e del frutto del lavoro umano. Esige, in vista del bene comune, il rispetto della destinazione universale dei beni e del diritto di proprietà privata. La vita cristiana si sforza di ordinare a Dio e alla carità fraterna i beni di questo mondo.
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I. La destinazione universale e la proprietà privata dei beni.
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2402 Allinizio, Dio ha affidato la terra e le sue risorse alla gestione comune dellumanità, affinché se ne prendesse cura, la dominasse con il suo lavoro e ne godesse i frutti. I beni della creazione sono destinati a tutto il genere umano. Tuttavia la terra è suddivisa tra gli uomini, perché sia garantita la sicurezza della loro vita, esposta alla precarietà e minacciata dalla violenza. Lappropriazione dei beni è legittima al fine di garantire la libertà e la dignità delle persone, di aiutare ciascuno a soddisfare i propri bisogni fondamentali e i bisogni di coloro di cui ha la responsabilità. Tale appropriazione deve consentire che si manifesti una naturale solidarietà tra gli uomini.
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2403 Il diritto alla proprietà privata, acquisita o ricevuta in giusto modo, non elimina loriginaria donazione della terra allinsieme dellumanità. La destinazione universale dei beni rimane primaria, anche se la promozione del bene comune esige il rispetto.
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2404 Luomo, usando dei beni creati, deve considerare le cose esteriori che legittimamente possiede, non solo come proprie, ma anche come comuni, nel senso che possano giovare non unicamente a lui, ma anche agli altri. La proprietà di un bene fa di colui che lo possiede un amministratore della provvidenza deve perciò farlo fruttificare e spartirne i frutti con gli altri, e, in primo luogo, con i propri congiunti
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2405 I beni di produzione materiali o immateriali , come terreni o stabilimenti, competenze o arti, esigono le cure di chi li possiede, perché la loro fecondità vada a vantaggio del maggior numero di persone. Coloro che possiedono beni duso e di consumo devono usarne con moderazione, riservando la parte migliore allospite, al malato, al povero.
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2406 Lautorità politica ha il diritto e il dovere di regolare il legittimo esercizio del diritto di proprietà in funzione del bene comune.
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II. Il rispetto delle persone e dei loro beni.
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2407 In materia economica, il rispetto della dignità umana esige la pratica della virtù della temperanza, per moderare lattaccamento ai beni di questo mondo della virtù della giustizia, per rispettare i diritti del prossimo e dargli ciò che gli è dovuto e della solidarietà, seguendo la regola aurea e secondo la liberalità del Signore il quale, da ricco che era, si è fatto povero per noi, perché noi diventassimo ricchi per mezzo della sua povertà.
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IL RISPETTO DEI BENI ALTRUI
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2408 Il settimo comandamento proibisce il furto, cioè lusurpazione del bene altrui contro la ragionevole volontà del proprietario. Non cè furto se il consenso può essere presunto, o se il rifiuto è contrario alla ragione e alla destinazione universale dei beni È questo il caso della necessità urgente ed evidente, in cui lunico mezzo per soddisfare bisogni immediati ed essenziali nutrimento, rifugio, indumenti... è di disporre e di usare beni altrui.
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2409 Ogni modo di prendere e di tenere ingiustamente i beni del prossimo, anche se non è in contrasto con le disposizioni della legge civile, è contrario al settimo comandamento. Così, tenere deliberatamente cose avute in prestito o oggetti smarriti commettere frode nel commercio pagare salari ingiusti alzare i prezzi, speculando sullignoranza o sul bisogno altrui. Sono pure moralmente illeciti la speculazione, con la quale si agisce per far artificiosamente variare la stima dei beni, in vista di trarne un vantaggio a danno di altri la corruzione, con la quale si svia il giudizio di coloro che devono prendere decisioni in base al diritto lappropriazione e luso privato dei beni sociali di unimpresa i lavori eseguiti male, la frode fiscale, la contraffazione di assegni e di fatture, le spese eccessive, lo sperpero. Arrecare volontariamente un danno alle proprietà private o pubbliche è contrario alla legge morale ed esige il risarcimento
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2410 Le promesse devono essere mantenute, e i contratti rigorosamente osservati nella misura in cui limpegno preso è moralmente giusto. Una parte rilevante della vita economica e sociale dipende dal valore dei contratti tra le persone fisiche o morali. E il caso dei contratti commerciali di vendita o di acquisto, dei contratti daffitto o di lavoro. Ogni contratto deve essere stipulato e applicato in buona fede.
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2411 I contratti sottostanno alla giustizia commutativa, che regola gli scambi tra le persone e tra le istituzioni nel pieno rispetto dei loro diritti. La giustizia commutativa obbliga strettamente esige la salvaguardia dei diritti di proprietà, il pagamento dei debiti e ladempimento delle obbligazioni liberamente contrattate. Senza la giustizia commutativa, qualsiasi altra forma di giustizia è impossibile. Va distinta la giustizia commutativa dalla giustizia legale, che riguarda ciò che il cittadino deve equamente alla comunità, e dalla giustizia distributiva, che regola ciò che la comunità deve ai cittadini in proporzione alle loro prestazioni e ai loro bisogni.
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2412 In forza della giustizia commutativa, la riparazione dellingiustizia commessa esige la restituzione al proprietario di ciò di cui è stato derubato Gesù fa lelogio di Zaccheo per il suo proposito Se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto Lc 19,8. Coloro che, direttamente o indirettamente, si sono appropriati di un bene altrui, sono tenuti a restituirlo, o, se la cosa non cè più, a rendere lequivalente in natura o in denaro, come anche a corrispondere i frutti e i profitti che sarebbero stati legittimamente ricavati dal proprietario. Allo stesso modo hanno lobbligo della restituzione, in proporzione alla loro responsabilità o al vantaggio avutone, tutti coloro che in qualche modo hanno preso parte al furto, oppure ne hanno approfittato con cognizione di causa per esempio, coloro che lavessero ordinato, o appoggiato, o avessero ricettato la refurtiva.
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2413 I giochi dazzardo gioco delle carte, ecc. o le scommesse non sono in se stessi contrari alla giustizia. Diventano moralmente inaccettabili allorché privano la persona di ciò che le è necessario per far fronte ai bisogni propri e altrui. La passione del gioco rischia di diventare una grave schiavitù. Truccare le scommesse o barare nei giochi costituisce una mancanza grave, a meno che il danno causato sia tanto lieve da non poter essere ragionevolmente considerato significativo da parte di chi lo subisce.
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2414 Il settimo comandamento proibisce gli atti o le iniziative che, per qualsiasi ragione, egoistica o ideologica, mercantile o totalitaria, portano allasservimento di esseri umani, a misconoscere la loro dignità personale, ad acquistarli, a venderli e a scambiarli come se fossero merci. Ridurre le persone, con la violenza, ad un valore duso oppure ad una fonte di guadagno, è un peccato contro la loro dignità e i loro diritti fondamentali. San Paolo ordinava ad un padrone cristiano di trattare il suo schiavo cristiano non più come schiavo, ma come un fratello carissimo , come uomo, nel Signore Fm 16.
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IL RISPETTO DELL INTEGRITÀ DELLA CREAZIONE
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2415 Il settimo comandamento esige il rispetto dellintegrità della creazione. Gli animali, come anche le piante e gli esseri inanimati, sono naturalmente destinati al bene comune dellumanità passata, presente e futura. Luso delle risorse minerali, vegetali e animali delluniverso non può essere separato dal rispetto delle esigenze morali. La signoria sugli esseri inanimati e sugli altri viventi accordata dal Creatore alluomo non è assoluta deve misurarsi con la sollecitudine per la qualità della vita del prossimo, compresa quella delle generazioni future esige un religioso rispetto dellintegrità della creazione.
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2416 Gli animali sono creature di Dio. Egli li circonda della sua provvida cura. Con la loro semplice esistenza lo benedicono e gli rendono gloria. Anche gli uomini devono essere benevoli verso di loro. Ci si ricorderà con quale delicatezza i santi, come san Francesco dAssisi o san Filippo Neri, trattassero gli animali.
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2417 Dio ha consegnato gli animali a colui che egli ha creato a sua immagine. È dunque legittimo servirsi degli animali per provvedere al nutrimento o per confezionare indumenti. Possono essere addomesticati, perché aiutino luomo nei suoi lavori e anche a ricrearsi negli svaghi. Le sperimentazioni mediche e scientifiche sugli animali sono pratiche moralmente accettabili, se rimangono entro limiti ragionevoli e contribuiscono a curare o salvare vite umane.
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2418 È contrario alla dignità umana far soffrire inutilmente gli animali e disporre indiscriminatamente della loro vita. È pure indegno delluomo spendere per gli animali somme che andrebbero destinate, prioritariamente, a sollevare la miseria degli uomini. Si possono amare gli animali ma non si devono far oggetto di quellaffetto che è dovuto soltanto alle persone.
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III. La dottrina sociale della Chiesa.
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2419 La rivelazione cristiana ... ci guida a un approfondimento delle leggi che regolano la vita sociale. La Chiesa riceve dal Vangelo la piena rivelazione della verità delluomo. Quando compie la sua missione di annunziare il Vangelo, attesta alluomo, in nome di Cristo, la sua dignità e la sua vocazione alla comunione delle persone gli insegna le esigenze della giustizia e della pace, conformi alla sapienza divina.
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2420 La Chiesa dà un giudizio morale, in materia economica e sociale, quando ciò sia richiesto dai diritti fondamentali della persona o dalla salvezza delle anime. Per ciò che attiene alla sfera della moralità, essa è investita di una missione distinta da quella delle autorità politiche la Chiesa si interessa degli aspetti temporali del bene comune in quanto sono ordinati al Bene supremo, nostro ultimo fine. Cerca di inculcare le giuste disposizioni nel rapporto con i beni terreni e nelle relazioni socioeconomiche.
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2421 La dottrina sociale della Chiesa si è sviluppata nel secolo diciannovesimo, allepoca dellimpatto del Vangelo con la moderna società industriale, le sue nuove strutture per la produzione dei beni di consumo, la sua nuova concezione della società, dello Stato e dellautorità, le sue nuove forme di lavoro e di proprietà. Lo sviluppo della dottrina della Chiesa, in materia economica e sociale, attesta il valore permanente dellinsegnamento della Chiesa e, ad un tempo, il vero senso della sua Tradizione sempre viva e vitale.
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2422 Linsegnamento sociale della Chiesa costituisce un corpo dottrinale, che si articola a mano a mano che la Chiesa, alla luce di tutta la parola rivelata da Cristo Gesù, con lassistenza dello Spirito Santo, interpreta gli avvenimenti nel corso della storia. Tale insegnamento diventa tanto più accettabile per gli uomini di buona volontà quanto più profondamente ispira la condotta dei fedeli.
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2423 La dottrina sociale della Chiesa propone principi di riflessione formula criteri di giudizio, offre orientamenti per lazione Ogni sistema secondo cui i rapporti sociali sarebbero completamente determinati dai fattori economici, è contrario alla natura della persona umana e dei suoi atti.
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2424 Una teoria che fa del profitto la regola esclusiva e il fine ultimo dellattività economica è moralmente inaccettabile. Il desiderio smodato del denaro non manca di produrre i suoi effetti perversi. È una delle cause dei numerosi conflitti che turbano lordine sociale. Un sistema che sacrifica i diritti fondamentali delle singole persone e dei gruppi allorganizzazione collettiva della produzione è contrario alla dignità delluomo. Ogni pratica che riduce le persone a non essere altro che puri strumenti in funzione del profitto, asservisce luomo, conduce allidolatria del denaro e contribuisce alla diffusione dellateismo. Non potete servire a Dio e a mammona Mt 6,24 Lc 16,13.
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2425 La Chiesa ha rifiutato le ideologie totalitarie e atee associate, nei tempi moderni, al comunismo o al socialismo. Peraltro essa ha pure rifiutato, nella pratica del capitalismo, lindividualismo e il primato assoluto della legge del mercato sul lavoro umano. La regolazione delleconomia mediante la sola pianificazione centralizzata perverte i legami sociali alla base la sua regolazione mediante la sola legge del mercato non può attuare la giustizia sociale, perché esistono numerosi bisogni umani che non hanno accesso al mercato. E necessario favorire una ragionevole regolazione del mercato e delle iniziative economiche, secondo una giusta gerarchia dei valori e in vista del bene comune.
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IV. Lattività economica e la giustizia sociale.
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2426 Lo sviluppo delle attività economiche e laumento della produzione sono destinati a soddisfare i bisogni degli esseri umani. La vita economica non mira solo ad accrescere la produzione dei beni e ad aumentare il profitto o la potenza essa è prima di tutto ordinata al servizio delle persone, delluomo nella sua integralità e di tutta la comunità umana. Realizzata secondo i propri metodi, lattività economica deve essere esercitata nellambito dellordine morale, nel rispetto della giustizia sociale, in modo che risponda al disegno di Dio sulluomo.
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2427 Il lavoro umano proviene immediatamente da persone create ad immagine di Dio e chiamate a prolungare, le une con le altre e per le altre, lopera della creazione sottomettendo la terra. Il lavoro, quindi, è un dovere Chi non vuol lavorare, neppure mangi 2 Ts 3,l0. Il lavoro esalta i doni del Creatore e i talenti ricevuti. Può anche essere redentivo. Sopportando la penosa fatica del lavoro in unione con Gesù, lartigiano di Nazaret e il crocifisso del Calvario, luomo in un certo modo coopera con il Figlio di Dio nella sua opera redentrice. Si mostra discepolo di Cristo portando la croce, ogni giorno, nellattività che è chiamato a compiere. Il lavoro può essere un mezzo di santificazione e unanimazione delle realtà terrene nello Spirito di Cristo
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2428 Nel lavoro la persona esercita e attualizza una parte delle capacità iscritte nella sua natura. Il valore primario del lavoro riguarda luomo stesso, che ne è lautore e il destinatario. Il lavoro è per luomo, e non luomo per il lavoro. Ciascuno deve poter trarre dal lavoro i mezzi di sostentamento per la propria vita e per quella dei suoi familiari, e per servire la comunità umana.
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2429 Ciascuno ha il diritto di iniziativa economica ciascuno userà legittimamente i propri talenti per concorrere a unabbondanza di cui tutti possano godere, e per raccogliere dai propri sforzi i giusti frutti. Procurerà di conformarsi agli ordinamenti emanati dalle legittime autorità in vista del bene comune.
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2430 La vita economica chiama in causa interessi diversi, spesso tra loro opposti. Così si spiega lemergere dei conflitti che la caratterizzano. Si farà di tutto per comporre tali conflitti attraverso negoziati che rispettino i diritti e i doveri di ogni parte sociale i responsabili delle imprese, i rappresentanti dei lavoratori, per esempio le organizzazioni sindacali, ed, eventualmente, i pubblici poteri.
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2431 La responsabilità dello Stato. Lattività economica, in particolare quella delleconomia di mercato, non può svolgersi in un vuoto istituzionale, giuridico e politico. Essa suppone, al contrario, sicurezza circa le garanzie delle libertà individuali e della proprietà, oltre che una moneta stabile e servizi pubblici efficienti. Il principale compito dello Stato, pertanto, è quello di garantire tale sicurezza, di modo che chi lavora possa godere i frutti del proprio lavoro e, quindi, si senta stimolato a compierlo con efficienza e onestà. ... Compito dello Stato è quello di sorvegliare e guidare lesercizio dei diritti umani nel settore economico in questo campo, tuttavia, la prima responsabilità non è dello Stato, bensì dei singoli e dei diversi gruppi e associazioni di cui si compone la società.
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2432 I responsabili di imprese hanno, davanti alla società, la responsabilità economica ed ecologica delle loro operazioni. Hanno il dovere di considerare il bene delle persone e non soltanto laumento dei profitti. Questi, comunque, sono necessari. Permettono di realizzare gli investimenti che assicurano lavvenire delle imprese. Garantiscono loccupazione.
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2433 Laccesso al lavoro e alla professione deve essere aperto a tutti, senza ingiusta discriminazione a uomini e a donne, a chi è in buone condizioni psicofisiche e ai disabili, agli autoctoni e agli immigrati. In rapporto alle circostanze, la società deve da parte sua aiutare i cittadini a trovare un lavoro e un impiego.
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2434 Il giusto salario è il frutto legittimo del lavoro. Rifiutano o non darlo a tempo debito può rappresentare una grave ingiustizia. Per stabilire lequa remunerazione, si deve tener conto sia dei bisogni sia delle prestazioni di ciascuno. Il lavoro va remunerato in modo tale da garantire i mezzi sufficienti per permettere al singolo e alla sua famiglia una vita dignitosa su un piano materiale, sociale, culturale e spirituale, corrispondentemente al tipo di attività e grado di rendimento economico di ciascuno, nonché alle condizioni dellimpresa e al bene comune. Non è sufficiente laccordo tra le parti a giustificare moralmente lammontare del salario.
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2435 Lo sciopero è moralmente legittimo quando appare come lo strumento inevitabile, o quanto meno necessario, in vista di un vantaggio proporzionato. Diventa moralmente inaccettabile allorché è accompagnato da violenze oppure gli si assegnano obiettivi non direttamente connessi con le condizioni di lavoro o in contrasto con il bene comune.
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2436 È ingiusto non versare agli organismi di sicurezza sociale i contributi stabiliti dalle legittime autorità. La disoccupazione, per carenza di lavoro, quasi sempre rappresenta, per chi ne è vittima, unoffesa alla sua dignità e una minaccia per lequilibrio della vita. Oltre al danno che egli subisce personalmente, numerosi rischi ne derivano per la sua famiglia.
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V. Giustizia e solidarietà tra le nazioni.
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2437 A livello internazionale, la disuguaglianza delle risorse e dei mezzi economici è tale da provocare un vero fossato tra le nazioni. Da una parte vi sono coloro che possiedono e incrementano i mezzi dello sviluppo, e, dallaltra, quelli che accumulano i debiti.
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2438 Varie cause, di natura religiosa, politica, economica e finanziaria danno oggi alla questione sociale una dimensione mondiale. Tra le nazioni, le cui politiche sono già interdipendenti, è necessaria la solidarietà. E questa diventa indispensabile allorché si tratta di bloccare i meccanismi perversi che ostacolano lo sviluppo dei paesi meno progrediti. A sistemi finanziari abusivi se non usurai, relazioni commerciali inique tra le nazioni, alla corsa agli armamenti si deve sostituire uno sforzo comune per mobilitare le risorse verso obiettivi di sviluppo morale, culturale ed economico, ridefinendo le priorità e le scale di valori, in base alle quali si decidono le scelte
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2439 Le nazioni ricche hanno una grave responsabilità morale nei confronti di quelle che da se stesse non possono assicurarsi i mezzi del proprio sviluppo o ne sono state impedite in conseguenza di tragiche vicende storiche. Si tratta di un dovere di solidarietà e di carità ed anche di un obbligo di giustizia, se il benessere delle nazioni ricche proviene da risorse che non sono state equamente pagate.
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2440 Laiuto diretto costituisce una risposta adeguata a necessità immediate, eccezionali, causate, per esempio, da catastrofi naturali, da epidemie, ecc. Ma esso non basta a risanare i gravi mali che derivano da situazioni di miseria, né a far fronte in modo duraturo ai bisogni. Occorre anche riformare le istituzioni economiche e finanziarie internazionali perché possano promuovere rapporti equi con i paesi meno sviluppati. È necessario sostenere lo sforzo dei paesi poveri che sono alla ricerca del loro sviluppo e della loro liberazione. Questi principi vanno applicati in una maniera tutta particolare nellambito del lavoro agricolo. I contadini, specialmente nel terzo mondo, costituiscono la massa preponderante dei poveri.
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2441 Alla base di ogni sviluppo completo della società umana sta la crescita del senso di Dio e della conoscenza di sé. Allora lo sviluppo moltiplica i beni materiali e li mette al servizio della persona e della sua libertà. Riduce la miseria e lo sfruttamento economico. Fa crescere il rispetto delle identità culturali e lapertura alla trascendenza