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Rispondi alla seguente richiesta: | 2442 Non spetta ai Pastori della Chiesa intervenire direttamente nellazione politica e nellorganizzazione della vita sociale. Questo compito fa parte della vocazione dei fedeli laici, i quali operano di propria iniziativa insieme con i loro concittadini. Lazione sociale può implicare una pluralità di vie concrete comunque, avrà sempre come fine il bene comune e sarà conforme al messaggio evangelico e allinsegnamento della Chiesa. Compete ai fedeli laici animare, con impegno cristiano, le realtà temporali, e, in esse, mostrare di essere testimoni e operatori di pace e di giustizia. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | VI. Lamore per i poveri. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2443 Dio benedice coloro che soccorrono i poveri e disapprova coloro che se ne disinteressano Dà a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle Mt 5,42. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date Mt 10,8. Gesù Cristo riconoscerà i suoi eletti proprio da quanto avranno fatto per i poveri. Allorché ai poveri è predicata la buona novella Mt 1 l,5, è segno che Cristo è presente. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2444 Lamore della Chiesa per i poveri ... appartiene alla sua costante tradizione. Si ispira al Vangelo delle beatitudini, alla povertà di Gesù e alla sua attenzione per i poveri. Lamore per i poveri è anche una delle motivazioni del dovere di lavorare per far parte dei beni a chi si trova in necessità. Tale amore per i poveri non riguarda soltanto la povertà materiale, ma anche le numerose forme di povertà culturale e religiosa. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2445 Lamore per i poveri è inconciliabile con lo smodato amore per le ricchezze o con il loro uso egoistico E ora a voi, ricchi piangete e gridate per le sciagure che vi sovrastano! Le vostre ricchezze sono imputridite, le vostre vesti sono state divorate dalle tarme il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si leverà a testimonianza contro di voi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni! Ecco, il salario da voi defraudato ai lavoratori che hanno mietuto le vostre terre grida e le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore degli eserciti. Avete gozzovigliato sulla terra e vi siete saziati di piaceri, vi siete ingrassati per il giorno della strage. Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non può opporre resistenza Gc 5,16. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2446 San Giovanni Crisostomo lo ricorda con forza Non condividere con i poveri i propri beni è defraudarli e togliere loro la vita. ... Non sono nostri i beni che possediamo sono dei poveri. Siano anzitutto adempiuti gli obblighi di giustizia perché non si offra come dono di carità ciò che è già dovuto a titolo di giustizia Quando doniamo ai poveri le cose indispensabili, non facciamo loro delle elargizioni personali, ma rendiamo loro ciò che è loro. Più che compiere un atto di carità, adempiamo un dovere di giustizia. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2447 Le opere di misericordia sono azioni caritatevoli con le quali soccorriamo il nostro prossimo nelle sue necessità corporali e spirituali. Istruire, consigliare, consolare, confortare sono opere di misericordia spirituale, come pure perdonare e sopportare con pazienza. Le opere di misericordia corporale consistono segnatamente nel dare da mangiare a chi ha fame, nellospitare i senza tetto, nel vestire chi ha bisogno di indumenti, nel visitare gli ammalati e i prigionieri, nel seppellire i morti. Tra queste opere, fare lelemosina ai poveri e una delle principali testimonianze della carità fraterna è pure una pratica di giustizia che piace a Dio Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha e chi ha da mangiare faccia altrettanto Lc 3,11. Piuttosto date in elemosina quel che cè dentro, e tutto sarà puro per voi Lc 11,41. Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi, ma non date loro il necessario per il corpo, che giova? Gc 2,l516. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2448 Nelle sue molteplici forme spogliamento materiale, ingiusta oppressione, malattie fisiche e psichiche, e infine la morte la miseria umana è il segno evidente della naturale condizione di debolezza, in cui luomo si trova dopo il primo peccato, e il segno del suo bisogno di salvezza. È per questo che la miseria delluomo ha attirato la compassione di Cristo Salvatore, il quale ha voluto prenderla su di sé, e identificarsi con più piccoli tra i fratelli Mt 25,40.45. È pure per questo che gli oppressi dalla miseria sono oggetto di un amore di preferenza da parte della Chiesa, la quale, fin dalle origini, malgrado linfedeltà di molti dei suoi membri, non ha cessato di impegnarsi a sollevarli, a difenderli e a liberarli. Ciò ha fatto con innumerevoli opere di beneficenza, che rimangono sempre e dappertutto indispensabili. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2449 Fin dallAntico Testamento tutte le varie disposizioni giuridiche anno di remissione, divieto di prestare denaro a interesse e di trattenere un pegno, obbligo di dare la decima, di pagare ogni giorno il salario ai lavoratori giornalieri, diritto di racimolare e spigolare sono in consonanza con lesortazione del Deuteronomio I bisognosi non mancheranno mai nel paese perciò io ti do questo comando e ti dico Apri generosamente la mano al tuo fratello povero e bisognoso nel tuo paese Dt 15,11. Gesù fa sua questa parola I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me Gv 12,8. Non vanifica con ciò la parola veemente degli antichi profeti comprano con denaro gli indigenti e il povero per un paio di sandali... Am 8,6, ma ci invita a riconoscere la sua presenza nei poveri che sono suoi fratelli Il giorno in cui sua madre la rimproverò di accogliere in casa poveri e infermi, santa Rosa da Lima senza esitare le disse Quando serviamo i poveri e i malati, serviamo Gesù. Non dobbiamo lasciar mancare laiuto al nostro prossimo, perché nei nostri fratelli serviamo Gesù. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | In sintesi | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2450 Non rubare Dt 5,19. Né ladri, né avari, né rapaci erediteranno il regno di Dio 1 Cor 6,10. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2451 Il settimo comandamento prescrive la pratica della giustizia e della carità nella gestione dei beni terreni e dei frutti del lavoro umano. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2452 I beni della creazione sono destinati allintero genere umano. Il diritto alla proprietà privata non abolisce la destinazione universale dei beni. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2453 Il settimo comandamento proibisce il furto. Il furto consiste nellusurpare il bene altrui, contro la volontà ragionevole del proprietario. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2454 Ogni modo di prendere ed usare ingiustamente i beni altrui è contrario al settimo comandamento. Lingiustizia commessa esige riparazione. La giustizia commutativa esige la restituzione di ciò che si è rubato. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2455 La legge morale proibisce gli atti che, a scopi mercantili o totalitari, provocano lasservimento di esseri umani, il loro acquisto, la loro vendita, il loro scambio, come se fossero merci. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2456 Il dominio accordato dal Creatore alluomo sulle risorse minerali, vegetali e animali delluniverso, non può essere disgiunto dal rispetto degli obblighi morali, compresi quelli che riguardano le generazioni future. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2457 Gli animali sono affidati alluomo, il quale devessere benevolo verso di essi. Possono servire alla giusta soddisfazione dei suoi bisogni. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2458 La Chiesa dà un giudizio in materia economica e sociale quando i diritti fondamentali della persona o la salvezza delle anime lo esigono. Essa si interessa del bene comune temporale degli uomini in funzione del suo ordinamento al Bene supremo, ultimo nostro fine. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2459 Luomo stesso e lautore, il centro e il fine di tutta la vita economica e sociale. Il nodo decisivo della questione sociale é che i beni creati da Dio per tutti in effetti arrivino a tutti, secondo la giustizia e con laiuto della carità. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2460 Il valore primario del lavoro riguarda luomo stesso, il quale ne e lautore e il destinatario. Mediante il lavoro, luomo partecipa allopera della creazione. Compiuto in unione con Cristo, il lavoro può essere redentivo. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2461 Il vero sviluppo e quello delluomo nella sua integralità. Si tratta di far crescere la capacità di ogni persona a rispondere alla propria vocazione, quindi alla chiamata di Dio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2462 Lelemosina fatta ai poveri e una testimonianza di carità fraterna e anche unopera di giustizia che piace a Dio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2463 Nella moltitudine di esseri umani senza pane, senza tetto, senza fissa dimora, come non riconoscere Lazzaro, il mendicante affamato della parabola? Come non risentire Gesù Non lavete fatto a me Mt 25,45? | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Articolo 8 LOTTAVO COMANDAMENTO | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo Es 20,16. Fu detto agli antichi Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti Mt 5,33. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2464 Lottavo comandamento proibisce di falsare la verità nelle relazioni con gli altri. Questa norma morale deriva dalla vocazione del popolo santo ad essere testimone del suo Dio il quale è verità e vuole la verità. Le offese alla verità esprimono, con parole o azioni, un rifiuto di impegnarsi nella rettitudine morale sono profonde infedeltà a Dio e, in tal senso, scalzano le basi dellAlleanza. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | I. Vivere nella verità. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2465 LAntico Testamento attesta Dio é sorgente di ogni verità. La sua Parola è verità. La sua Legge è verità. La sua fedeltà dura per ogni generazione Sal 19,90. Poiché Dio è il Verace Rm 3,4, i membri del suo popolo sono chiamati a vivere nella verità. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2466 In Gesù Cristo la verità di Dio si è manifestata interamente. Pieno di grazia e di verità, egli è la luce del mondo Gv 8,12, egli e la verità. Chiunque crede in lui non rimane nelle tenebre. Il discepolo di Gesù rimane fedele alla sua parola, per conoscere la verità che fa liberi e che santifica. Seguire Gesù è vivere dello Spirito di verità che il Padre manda nel suo nome e che guida alla verità tutta intera Gv 16,13. Ai suoi discepoli Gesù insegna lamore incondizionato della verità Sia il vostro parlare si, si no, no Mt 5,37. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2467 Luomo è naturalmente proteso alla verità. Ha il dovere di rispettarla e di attestarla A motivo della loro dignità tutti gli uomini, in quanto sono persone, ... sono spinti dalla loro stessa natura e tenuti per obbligo morale a cercare la verità, in primo luogo quella concernente la religione. E sono pure tenuti ad aderire alla verità conosciuta e ordinare tutta la loro vita secondo le esigenze della verità. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2468 La verità in quanto rettitudine dellagire e del parlare umano è detta veracità, sincerità o franchezza. La verità o veracità è la virtù che consiste nel mostrarsi veri nei propri atti e nellaffermare il vero nelle proprie parole, rifuggendo dalla doppiezza, dalla simulazione e dallipocrisia. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2469 Sarebbe impossibile la convivenza umana se gli uomini non avessero fiducia reciproca, cioè se non si dicessero la verità. La virtù della verità dà giustamente allaltro quanto gli è dovuto. La veracità rispetta il giusto equilibrio tra ciò che deve essere manifestato e il segreto che deve essere conservato implica lonestà e la discrezione. Per giustizia, un uomo deve onestamente manifestare a un altro la verità. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2470 Il discepolo di Cristo accetta di vivere nella verità, cioè nella semplicità di una vita conforme allesempio del Signore e rimanendo nella sua verità. Se diciamo che siamo in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verità 1 Gv 1,6. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | II. Rendere testimonianza alla verità. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2471 Davanti a Pilato Cristo proclama di essere venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità. Il cristiano non deve vergognarsi della testimonianza da rendere al Signore 2 Tm 1,8. Nelle situazioni in cui si richiede che si testimoni la fede, il cristiano ha il dovere di professarla senza equivoci, come ha fatto san Paolo davanti ai suoi giudici. Il credente deve conservare una coscienza irreprensibile davanti a Dio e davanti agli uomini At 24,16. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2472 Il dovere dei cristiani di prendere parte alla vita della Chiesa li spinge ad agire come testimoni del Vangelo e degli obblighi che ne derivano. Tale testimonianza è trasmissione della fede in parole e opere. La testimonianza è un atto di giustizia che comprova o fa conoscere la verità Tutti i cristiani, dovunque vivono, sono tenuti a manifestare con lesempio della vita e con la testimonianza della parola luomo nuovo, che hanno rivestito col Battesimo, e la forza dello Spirito Santo, dal quale sono stati rinvigoriti con la Confermazione. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2473 Il martirio è la suprema testimonianza resa alla verità della fede il martire è un testimone che arriva fino alla morte. Egli rende testimonianza a Cristo, morto e risorto, al quale è unito dalla carità. Rende testimonianza alla verità della fede e della dottrina cristiana. Affronta la morte con un atto di fortezza. Lasciate che diventi pasto delle belve. Solo così mi sarà concesso di raggiungere Dio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2474 Con la più grande cura la Chiesa ha raccolto le memorie di coloro che, per testimoniare la fede, sono giunti sino alla fine. Si tratta degli atti dei martiri Costituiscono gli archivi della verità scritti a lettere di sangue Nulla mi gioverebbe tutto il mondo e tutti i regni di quaggiù per me è meglio morire per unirmì a Gesù Cristo, che essere re sino ai confini della terra. Io cerco colui che morì per noi io voglio colui che per noi risuscitò. Il parto è imminente.... Ti benedico per avermi giudicato degno di questo giorno e di questora, degno di essere annoverato tra i tuoi martiri .... Tu hai mantenuto la tua promessa, o Dio della fedeltà e della verità. Per questa grazia e per tutte le cose, ti lodo, ti benedico, ti rendo gloria per mezzo di Gesù Cristo, Sacerdote eterno e onnipotente, Figlio tuo diletto. Per lui, che vive e regna con te e con lo Spirito, sia gloria a te, ora e nei secoli dei secoli. Amen. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | III. Le offese alla verità. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2475 I discepoli di Cristo hanno rivestito luomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera Ef 4,24. Deposta la menzogna Ef 4,25, essi devono respingere ogni malizia e ogni frode e ipocrisia, le gelosie e ogni maldicenza 1 Pt 2,1. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2476 Falsa testimonianza e spergiuro. Unaffermazione contraria alla verità, quando è fatta pubblicamente, riveste una gravità particolare. Fatta davanti ad un tribunale, diventa una falsa testimonianza. Quando la si fa sotto giuramento, è uno spergiuro. Simili modi dì comportarsi contribuiscono sia alla condanna di un innocente sia alla assoluzione di un colpevole, oppure ad aggravare la pena in cui è incorso laccusato. Compromettono gravemente lesercizio della giustizia e lequità della sentenza pronunciata dai giudici. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2477 Il rispetto della reputazione delle persone rende illecito ogni atteggiamento ed ogni parola che possano causare un ingiusto danno. Si rende colpevole di giudizio temerario colui che, anche solo tacitamente, ammette come vera, senza sufficiente fondamento, una colpa morale nel prossimo di maldicenza colui che, senza un motivo oggettivamente valido, rivela i difetti e le mancanze altrui a persone che li ignorano di calunnia colui che, con affermazioni contrarie alla verità, nuoce alla reputazione degli altri e dà occasione a giudizi erronei sul loro conto. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2478 Per evitare il giudizio temerario, ciascuno cercherà di interpretare, per quanto è possibile, in un senso favorevole i pensieri, le parole e le azioni del suo prossimo Ogni buon cristiano deve essere più disposto a salvare lespressione oscura del prossimo che a condannarla e se non la può salvare, cerchi di sapere quale significato egli le dà e, se le desse un significato erroneo, lo corregga con amore e, se non basta, cerchi tutti i mezzi adatti perché, dandole il significato giusto, si salvi dallerrore. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2479 Maldicenze e calunnie distruggono la reputazione e lonore del prossimo. Ora, lonore è la testimonianza sociale resa alla dignità umana, e ognuno gode di un diritto naturale allonore del proprio nome, alla propria reputazione e al rispetto. Perciò la maldicenza e la calunnia offendono le virtù della giustizia e della carità. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2480 È da bandire qualsiasi parola o atteggiamento che, per lusinga, adulazione o compiacenza, incoraggi e confermi altri nella malizia dei loro atti e nella perversità della loro condotta. Ladulazione è una colpa grave se si fa complice di vizi o di peccati gravi. Il desiderio di rendersi utile o lamicizia non giustificano una doppiezza del linguaggio. Ladulazione è un peccato veniale quando nasce soltanto dal desiderio di riuscire gradito, evitare un male, far fronte ad una necessità, conseguire vantaggi leciti | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2481 La iattanza o millanteria costituisce una colpa contro la verità. Ciò vale anche per lironia che tende ad intaccare lapprezzamento di qualcuno caricaturando, in maniera malevola, qualche aspetto del suo comportamento. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2482 La menzogna consiste nel dire il falso con lintenzione di ingannare. Nella menzogna il Signore denuncia unopera diabolica Voi ... avete per padre il diavolo . Non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna Gv 8,44. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2483 La menzogna è loffesa più diretta alla verità. Mentire è parlare o agire contro la verità per indurre in errore. Ferendo il rapporto delluomo con la verità e con il suo prossimo, la menzogna offende la relazione fondamentale delluomo e della sua parola con il Signore. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2484 La gravità della menzogna si commisura alla natura della verità che essa deforma, alle circostanze, alle intenzioni del mentitore, ai danni subiti da coloro che ne sono vittime. Se la menzogna, in sé, non costituisce che un peccato veniale, diventa mortale quando lede in modo grave le virtù della giustizia e della carità. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2485 La menzogna è per sua natura condannabile. È una profanazione della parola, la cui funzione è di comunicare ad altri la verità conosciuta. Il proposito deliberato di indurre il prossimo in errore con affermazioni contrarie alla verità costituisce una mancanza in ordine alla giustizia e alla carità. La colpevolezza è maggiore quando lintenzione di ingannare rischia di avere conseguenze funeste per coloro che sono sviati dal vero. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2486 La menzogna essendo una violazione della virtù della veracità è unautentica violenza fatta allaltro. Lo colpisce nella sua capacità di conoscere, che è la condizione di ogni giudizio e di ogni decisione. Contiene in germe la divisione degli spiriti e tutti i mali che questa genera. La menzogna è dannosa per ogni società scalza la fiducia tra gli uomini e lacera il tessuto delle relazioni sociali. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2487 Ogni colpa commessa contro la giustizia e la verità impone il dovere di riparazione, anche se il colpevole è stato perdonato. Quando è impossibile riparare un torto pubblicamente, bisogna farlo in privato a colui che ha subito un danno, qualora non possa essere risarcito direttamente, va data soddisfazione moralmente, in nome della carità. Tale dovere di riparazione riguarda anche le colpe commesse contro la reputazione altrui. La riparazione, morale e talvolta materiale, deve essere commisurata al danno che è stato arrecato. Essa obbliga in coscienza. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | IV. Il rispetto della verità. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2488 Il diritto alla comunicazione della verità non è incondizionato. Ognuno deve conformare la propria vita al precetto evangelico dellamore fraterno. Questo richiede, nelle situazioni concrete, che si vagli se sia opportuno o no rivelare la verità a chi la domanda. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2489 La carità e il rispetto della verità devono suggerire la risposta ad ogni richiesta di informazione o di comunicazione. Il bene e la sicurezza altrui, il rispetto della vita privata, il bene comune sono motivi sufficienti per tacere ciò che è opportuno che non sia conosciuto, oppure per usare un linguaggio discreto. Il dovere di evitare lo scandalo spesso esige una discrezione rigorosa. Nessuno è tenuto a palesare la verità a chi non ha il diritto di conoscerla. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2490 Il segreto del sacramento della Riconciliazione è sacro, e non può essere violato per nessun motivo. Il sigillo sacramentale è inviolabile pertanto non è assolutamente lecito al confessore tradire anche solo in parte il penitente con parole o in qualunque altro modo e per qualsiasi causa. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2491 I segreti professionali di cui sono in possesso, per esempio, uomini politici, militari, medici e giuristi o le confidenze fatte sotto il sigillo del segreto, devono essere serbati, tranne i casi eccezionali in cui la custodia del segreto dovesse causare a chi li confida, a chi ne viene messo a parte, o a terzi danni molto gravi ed evitabili soltanto mediante la divulgazione della verità. Le informazioni private dannose per altri, anche se non sono state confidate sotto il sigillo del segreto, non devono essere divulgate senza un motivo grave e proporzionato. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2492 Ciascuno deve osservare il giusto riserbo riguardo alla vita privata delle persone. I responsabili della comunicazione devono mantenere un giusto equilibrio tra le esigenze del bene comune e il rispetto dei diritti particolari. Lingerenza dellinformazione nella vita privata di persone impegnate in unattività politica o pubblica è da condannare nella misura in cui viola la loro intimità e la loro libertà. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | V. Luso dei mezzi di comunicazione sociale. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2493 Nella società moderna i mezzi di comunicazione sociale hanno un ruolo di singolare importanza nellinformazione, nella promozione culturale e nella formazione. Tale ruolo cresce in rapporto ai progressi tecnici, alla ricchezza e alla varietà delle notizie trasmesse, allinfluenza esercitata sullopinione pubblica. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2494 Linformazione attraverso i massmedia è al servizio del bene comune. La società ha diritto ad uninformazione fondata sulla verità, la libertà, la giustizia e la solidarietà Il retto esercizio di questo diritto richiede che la comunicazione nel suo contenuto sia sempre vera e, salve la giustizia e la carità, integra inoltre, nel modo, sia onesta e conveniente, cioè rispetti scrupolosamente le leggi morali, i legittimi diritti e la dignità delluomo, sia nella ricerca delle notizie, sia nella loro divulgazione. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2495 E necessario che tutti i membri della società assolvano, anche in questo settore, i propri doveri di giustizia e di carità. Perciò si adoperino, anche mediante luso di questi strumenti, a formare e a diffondere opinioni pubbliche rette. La solidarietà appare come una conseguenza di una comunicazione vera e giusta, e di una libera circolazione delle idee, che favoriscono la conoscenza ed il rispetto degli altri. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2496 I mezzi di comunicazione sociale in particolare i massmedia possono generare una certa passività nei recettori, rendendoli consumatori poco vigili di messaggi o di spettacoli. Di fronte ai massmedia i fruitori si imporranno moderazione e disciplina. Si sentiranno in dovere di formarsi una coscienza illuminata e retta, al fine di resistere più facilmente alle influenze meno oneste. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2497 Proprio per i doveri relativi alla loro professione, i responsabili della stampa hanno lobbligo, nella diffusione dellinformazione, di servire la verità e di non offendere la carità. Si sforzeranno di rispettare, con pari cura, la natura dei fatti e i limiti del giudizio critico sulle persone. Devono evitare di cadere nella diffamazione | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2498 Particolari doveri in questo settore incombono sullautorità civile in vista del bene comune .... E infatti compito della stessa autorità, nel suo proprio ambito, difendere e proteggere ... la vera e giusta libertà di informazione. Mediante la promulgazione di leggi e lefficace loro applicazione il potere pubblico provvederà affinché dallabuso dei media non derivino gravi danni alla moralità pubblica e al progresso della società. Lautorità civile punirà la violazione dei diritti di ciascuno alla reputazione e al segreto intorno alla vita privata. A tempo debito e onestamente fornirà le informazioni che riguardano il bene generale o danno risposta alle fondate inquietudini della popolazione. Nulla può giustificare il ricorso a false informazioni per manipolare, mediante i massmedia, lopinione pubblica. Non si attenterà, con simili interventi, alla libertà degli individui e dei gruppi. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2499 Il senso morale denuncia la piaga degli stati totalitari che sistematicamente falsano la verità, esercitano mediante i massmedia unegemonia politica sullopinione pubblica, manipolano gli accusati e i testimoni di processi pubblici e credono di consolidare il loro dispotismo soffocando o reprimendo tutto ciò che essi considerano come delitti dopinione. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | VI. Verità, bellezza e arte sacra. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2500 La pratica del bene si accompagna ad un piacere spirituale gratuito e alla bellezza morale. Allo stesso modo, la verità è congiunta alla gioia e allo splendore della bellezza spirituale. La verità è bella per se stessa. Alluomo, dotato dintelligenza, è necessaria la verità della parola, espressione razionale della conoscenza della realtà creata ed increata ma la verità può anche trovare altre forme di espressione umana, complementari, soprattutto quando si tratta di evocare ciò che essa comporta di indicibile, le profondità del cuore umano, le elevazioni dellanima, il mistero di Dio. Ancora prima di rivelarsi alluomo mediante parole di verità, Dio si rivela a lui per mezzo del linguaggio universale della creazione, opera della sua Parola, della sua Sapienza dallordine e dallarmonia del cosmo, che sia il bambino sia lo scienziato sanno scoprire, dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si conosce lautore Sap 13,5, perché li ha creati lo stesso autore della bellezza Sap 13,3. La Sapienza è unemanazione della potenza di Dio, un effluvio genuino della gloria dellOnnipotente, per questo nulla di contaminato in essa si infiltra. É un riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dellattività di Dio e unimmagine della sua bontà Sap 7,2526. Essa in realtà è più bella del sole e supera ogni costellazione di astri paragonata alla luce, risulta superiore a questa, infatti, succede la notte, ma contro la Sapienza la malvagità non può prevalere Sap 7,2930. Mi sono innamorato della sua bellezza Sap 8,2. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2501 Creato ad immagine di Dio, luomo esprime la verità del suo rapporto con Dio Creatore anche mediante la bellezza delle proprie opere artistiche. Larte, invero, è una forma di espressione propriamente umana. Al di là dellinclinazione a soddisfare le necessità vitali, comune a tutte le creature viventi, essa è una sovrabbondanza gratuita della ricchezza interiore dellessere umano. Frutto di un talento donato dal Creatore e dello sforzo delluomo, larte è una forma di sapienza pratica che unisce intelligenza e abilità per esprimere la verità di una realtà nel linguaggio accessibile alla vista o alludito. Larte comporta inoltre una certa somiglianza con lattività di Dio nel creato, nella misura in cui trae ispirazione dalla verità e dallamore per gli esseri. Come ogni altra attività umana, larte non ha in sé il proprio fine assoluto, ma è ordinata al fine ultimo delluomo e da esso nobilitata. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2502 Larte sacra è vera e bella quando, nella sua forma, corrisponde alla vocazione che le è propria evocare e glorificare, nella fede e nella adorazione, il mistero trascendente di Dio, bellezza eccelsa di verità e di amore, apparsa in Cristo irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza Eb 1,3, nel quale abita corporalmente tutta la pienezza della divinità Col 2,9, bellezza spirituale riflessa nella santissima Vergine Maria, negli angeli e nei santi. Lautentica arte sacra conduce luomo alladorazione, alla preghiera e allamore di Dio Creatore e Salvatore, Santo e Santificatore. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2503 Per questo i Vescovi, personalmente o per mezzo di delegati, devono prendersi cura di promuovere larte sacra, antica e moderna, in tutte le sue forme, e di tenere lontano, con il medesimo zelo, dalla liturgia e dagli edifici del culto, tutto ciò che non è conforme alla verità della fede e allautentica bellezza dellarte sacra. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | In sintesi | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2504 Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo Es 20,16. I discepoli di Cristo hanno rivestito luomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera Ef 4,24. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2505 La verità o veracità é la virtù che consiste nel mostrarsi veri nelle proprie azioni e nellesprimere il vero nelle proprie parole, rifuggendo dalla doppiezza, dalla simulazione e dallipocrisia. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2506 Il cristiano non deve vergognarsi della testimonianza da rendere al Signore 2 Tm 1,8 in atti e parole. Il martirio é la suprema testimonianza resa alla verità della fede. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2507 Il rispetto della reputazione e dellonore delle persone proibisce ogni atteggiamento o parola di maldicenza o di calunnia. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2508 La menzogna consiste nel dire il falso con lintenzione di ingannare il prossimo | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2509 Una colpa commessa contro la verità esige riparazione. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2510 La regola doro aiuta a discernere, nelle situazioni concrete, se sia o non sia opportuno palesare la verità a chi la domanda. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2511 Il sigillo sacramentale é inviolabile. I segreti professionali vanno serbati. Le confidenze pregiudizievoli per altri non devono essere divulgate. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2512 La società ha diritto a uninformazione fondata sulla verità, sulla libertà, sulla giustizia. È opportuno imporsi. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2513 Le belle arti, ma soprattutto larte sacra, per loro natura, hanno relazione con linfinita bellezza divina, che deve essere in qualche modo espressa dalle opere delluomo, e sono tanto più orientate a Dio e allincremento della sua lode e della sua gloria, in quanto nessun altro fine é loro assegnato se non di contribuire quanto più efficacemente possibile, con le loro opere, a indirizzare pienamente le menti degli uomini a Dio. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Articolo 9 IL NONO COMANDAMENTO | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo Es 20,17. Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore Mt 5,28. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2514 San Giovanni distingue tre tipi di smodato desiderio o concupiscenza la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita. Secondo la tradizione catechistica cattolica, il nono comandamento proibisce la concupiscenza carnale il decimo la concupiscenza dei beni altrui. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2515 La concupiscenza, nel senso etimologico, può designare ogni forma veemente di desiderio umano. La teologia cristiana ha dato a questa parola il significato specifico di moto dellappetito sensibile che si oppone ai dettami della ragione umana. LApostolo san Paolo la identifica con lopposizione della carne allo spirito. È conseguenza della disobbedienza del primo peccato. Ingenera disordine nelle facoltà morali delluomo e, senza essere in se stessa una colpa, inclina luomo a commettere il peccato. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2516 Già nelluomo, essendo un essere composto, spirito e corpo, esiste una certa tensione, si svolge una certa lotta di tendenze tra lo spirito e la carne. Ma essa di fatto appartiene alleredità del peccato, ne è una conseguenza e, al tempo stesso, una conferma. Fa parte dellesperienza quotidiana del combattimento spirituale Per lApostolo non si tratta di discriminare e di condannare il corpo, che con lanima spirituale costituisce la natura delluomo e la sua soggettività personale egli si occupa invece delle opere, o meglio delle stabili disposizioni virtù e vizi moralmente buone o cattive, che sono frutto di sottomissione nel primo caso oppure di resistenza nel secondo allazione salvifica dello Spirito Santo. Perciò lApostolo scrive Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spinto Gal 5,25. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | I. La purificazione del cuore. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2517 Il cuore é la sede della personalità morale Dal cuore provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adulteri, le prostituzioni Mt 15,19. La lotta contro la concupiscenza carnale passa attraverso la purificazione del cuore e la pratica della temperanza Conservati nella semplicità, nellinnocenza, e sarai come i bambini, i quali non conoscono il male che devasta la vita degli uomini. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2518 La sesta beatitudine proclama Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio Mt 5,8. I puri di cuore sono coloro che hanno accordato la propria intelligenza e la propria volontà alle esigenze della santità di Dio, in tre ambiti soprattutto la carità la castità o rettitudine sessuale lamore della verità e lortodossia della fede. Cè un legame tra la purezza del cuore, del corpo e della fede i fedeli devono credere gli articoli del Simbolo, affinché credendo, obbediscano a Dio obbedendo, vivano onestamente vivendo onestamente, purifichino il loro cuore, e purificando il loro cuore, comprendano quanto credono. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2519 Ai puri di cuore è promesso che vedranno Dio faccia a faccia e che saranno simili a lui. La purezza del cuore è la condizione preliminare per la visione. Fin dora essa ci permette di vedere secondo Dio di accogliere laltro come un prossimo ci consente di percepire il corpo umano, il nostro e quello del prossimo, come un tempio dello Spirito Santo, una manifestazione della bellezza divina. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | Il. La lotta per la purezza. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2520 Il Battesimo conferisce a colui che lo riceve la grazia della purificazione da tutti i peccati. Ma il battezzato deve continuare a lottare contro la concupiscenza della carne e i desideri disordinati. Con la grazia di Dio giunge alla purezza del cuore mediante la virtù e il dono della castità, perché la castità permette di amare con un cuore retto e indiviso mediante la purezza dintenzione che consiste nel tenere sempre presente il vero fine delluomo con un occhio semplice, il battezzato cerca di trovare e di compiere in tutto la volontà di Dio mediante la purezza dello sguardo, esteriore ed interiore mediante la disciplina dei sentimenti e dellimmaginazione mediante il rifiuto di ogni compiacenza nei pensieri impuri, che inducono ad allontanarsi dalla via dei divini comandamenti La vista provoca negli stolti il desiderio Sap 15,5 mediante la preghiera Pensavo che la continenza si ottenesse con le proprie forze e delle mie non ero sicuro. A tal segno ero stolto da ignorare che ... nessuno può essere continente, se tu non lo concedi. E tu lavresti concesso, se avessi bussato alle tue orecchie col gemito del mio cuore e lanciato in te la mia pena con fede salda. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2521 La purezza esige il pudore. Esso è una parte integrante della temperanza. Il pudore preserva lintimità della persona. Consiste nel rifiuto di svelare ciò che deve rimanere nascosto. E ordinato alla castità, di cui esprime la delicatezza. Regola gli sguardi e i gesti in conformità alla dignità delle persone e della loro unione. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2522 Il pudore custodisce il mistero delle persone e del loro amore. Suggerisce la pazienza e la moderazione nella relazione amorosa richiede che siano rispettate le condizioni del dono e dellimpegno definitivo delluomo e della donna tra loro. Il pudore è modestia. Ispira la scelta dellabbigliamento. Conserva il silenzio o il riserbo là dove traspare il rischio di una curiosità morbosa. Diventa discrezione. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2523 Esiste non soltanto un pudore dei sentimenti, ma anche del corpo. Insorge, per esempio, contro lesposizione del corpo umano in funzione di una curiosità morbosa in certe pubblicità, o contro la sollecitazione di certi massmedia a spingersi troppo in là nella rivelazione di confidenze intime. Il pudore detta un modo di vivere che consente di resistere alle suggestioni della moda e alle pressioni delle ideologie dominanti. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2524 Le forme che il pudore assume variano da una cultura allaltra. Dovunque, tuttavia, esso appare come il presentimento di una dignità spirituale propria delluomo. Nasce con il risveglio della coscienza del soggetto. Insegnare il pudore ai fanciulli e agli adolescenti è risvegliare in essi il rispetto della persona umana. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2525 La purezza cristiana richiede una purificazione dellambiente sociale. Esige dai mezzi di comunicazione sociale uninformazione attenta al rispetto e alla moderazione. La purezza del cuore libera dal diffuso erotismo e tiene lontani dagli spettacoli che favoriscono la curiosità morbosa e lillusione. | |
Rispondi alla seguente richiesta: | 2526 La cosiddetta permissività dei costumi si basa su una erronea concezione della libertà umana. La libertà, per costruirsi, ha bisogno di lasciarsi educare preliminarmente dalla legge morale. E necessario chiedere ai responsabili delleducazione di impartire alla gioventù un insegnamento rispettoso della verità, delle qualità del cuore e della dignità morale e spirituale delluomo. |
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