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Rispondi alla seguente richiesta:
2527 La Buona Novella di Cristo rinnova continuamente la vita e la cultura delluomo decaduto, combatte e rimuove gli errori e i mali derivanti dalla sempre minacciosa seduzione del peccato. Continuamente purifica ed eleva la moralità dei popoli. Con la ricchezza soprannaturale, feconda come dallinterno, fortifica, completa e restaura in Cristo le qualità dello spirito e le doti di ciascun popolo e di ogni età.
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In sintesi
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2528 Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore Mt 5,28.
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2529 Il nono comandamento mette in guardia dal desiderio smodato o concupiscenza carnale.
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2530 La lotta contro la concupiscenza carnale passa attraverso la purificazione del cuore e la pratica della temperanza.
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2531 La purezza del cuore ci farà vedere Dio fin dora ci consente di vedere ogni cosa secondo Dio.
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2532 La purificazione del cuore esige la preghiera, la pratica della castità, la purezza dellintenzione e dello sguardo.
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2533 La purezza del cuore richiede il pudore, che e pazienza, modestia e discrezione. Il pudore custodisce lintimità della persona.
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Articolo 10 IL DECIMO COMANDAMENTO
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Non desiderare ... alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo Es 20,17. Non desiderare la casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo Dt 5,21. Là dové il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore Mt 6,21.
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2534 Il decimo comandamento sdoppia e completa il nono, che verte sulla concupiscenza della carne. Il decimo proibisce la cupidigia dei beni altrui, che è la radice del furto, della rapina e della frode, vietati dal settimo comandamento. La concupiscenza degli occhi 1 Gv 2,16 porta alla violenza e allingiustizia, proibite dal quinto comandamento. La bramosia, come la fornicazione, trova origine nellidolatria vietata nelle prime tre prescrizioni della Legge. Il decimo comandamento riguarda lintenzione del cuore insieme con il nono riassume tutti i precetti della Legge.
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I. Il disordine delle cupidigie.
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2535 Lappetito sensibile ci porta a desiderare le cose piacevoli che non abbiamo. Così, quando si ha fame si desidera mangiare, quando si ha freddo si desidera riscaldarsi. Tali desideri, in se stessi, sono buoni ma spesso non restano nei limiti della ragione e ci spingono a bramare ingiustamente ciò che non ci spetta e appartiene, o è dovuto ad altri.
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2536 Il decimo comandamento proibisce lavidità e il desiderio di appropriarsi senza misura dei beni terreni vieta la cupidigia sregolata, generata dalla smodata brama delle ricchezze e del potere in esse insito. Proibisce anche il desiderio di commettere uningiustizia, con la quale si danneggerebbe il prossimo nei suoi beni temporali La formula Non desiderare è come un avvertimento generale che ci spinge a moderare il desiderio e lavidità delle cose altrui. Cè infatti in noi una latente sete di cupidigia per tutto ciò che non è nostro sete mai sazia, di cui la Sacra Scrittura scrive Lavaro non sarà mai sazio del suo denaro Qo 5,9.
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2537 Non si trasgredisce questo comandamento desiderando ottenere cose che appartengono al prossimo, purché ciò avvenga con giusti mezzi. La catechesi tradizionale indica con realismo coloro che maggiormente devono lottare contro le cupidigie peccaminose e che, dunque, devono con più insistenza essere esortati ad osservare questo comandamento Sono, cioè, quei commercianti e quegli approvvigionatori di mercati che aspettano la scarsità delle merci e la carestia per trarne un profitto con accaparramenti e speculazioni ... quei medici che aspettano con ansia le malattie quegli avvocati e magistrati desiderosi di cause e di liti....
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2538 Il decimo comandamento esige che si bandisca dal cuore umano linvidia. Allorché il profeta Natan volle suscitare il pentimento del re Davide, gli narrò la storia del povero che possedeva soltanto una pecora, la quale era per lui come una figlia, e del ricco che, malgrado avesse bestiame in gran numero, invidiava quel povero e finì per portargli via la sua pecora. Linvidia può condurre ai peggiori misfatti. La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo Sap 2,24 Noi ci facciamo guerra vicendevolmente, ed è linvidia ad amarci gli uni contro gli altri. ... Se tutti si accaniscono cosi a far vacillare il corpo di Cristo, dove si arriverà? Siamo quasi in procinto di snervarlo. ... Ci diciamo membra di un medesimo Organismo e ci divoriamo come farebbero le belve.
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2539 Linvidia è un vizio capitale. Consiste nella tristezza che si prova davanti ai beni altrui e nel desiderio smodato di appropriarsene, sia pure indebitamente. Quando arriva a volere un grave male per il prossimo, linvidia diventa peccato mortale SantAgostino vedeva nellinvidia il peccato diabolico per eccellenza Dallinvidia nascono lodio, la maldicenza, la calunnia, la gioia causata dalla sventura del prossimo e il dispiacere causato dalla sua fortuna.
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2540 Linvidia rappresenta una delle forme della tristezza e quindi un rifiuto della carità il battezzato lotterà contro linvidia mediante la benevolenza. Linvidia spesso è causata dallorgoglio il battezzato si impegnerà a vivere nellumiltà. Vorreste vedere Dio glorificato da voi? Ebbene, rallegratevi dei progressi del vostro fratello, ed ecco che Dio sarà glorificato da voi. Dio sarà lodato si dirà dalla vittoria sullinvidia riportata dal suo servo, che ha saputo fare dei meriti altrui il motivo della propria gioia.
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I. I desideri dello Spirito.
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2541 Leconomia della Legge e della grazia libera il cuore degli uomini dalla cupidigia e dallinvidia lo rivolge al desiderio del sommo Bene lo apre ai desideri dello Spirito Santo, che appaga il cuore umano. Il Dio delle promesse da sempre ha messo in guardia luomo dalla seduzione di ciò che, fin dalle origini, appare buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza Gn 3,6.
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2542 La Legge data a Israele non è mai bastata a giustificare coloro che le erano sottomessi anzi, è diventata lo strumento della concupiscenza. Il fatto che il volere e il fare non coincidano indica il conflitto tra la Legge di Dio, la quale è la legge della mente, e unaltra legge che mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra Rm 7,23.
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2543 Ora, indipendentemente dalla legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla legge e dai profeti giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono Rm 3,2122. Da allora i credenti in Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri Gal 5,24 essi sono guidati dallo Spirito e seguono i desideri dello Spirito.
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III. La povertà di cuore.
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2544 Ai suoi discepoli Gesù chiede di preferire lui a tutto e a tutti, e propone di rinunziare a tutti i loro averi per lui e per il Vangelo. Poco prima della sua passione ha additato loro come esempio la povera vedova di Gerusalemme, la quale, nella sua miseria, ha dato tutto quanto aveva per vivere. Il precetto del distacco dalle ricchezze è vincolante per entrare nel regno dei cieli.
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2545 Tutti i fedeli devono sforzarsi di rettamente dirigere i propri affetti, affinché dalluso delle cose di questo mondo e dallattaccamento alle ricchezze, contrario allo spirito della povertà evangelica, non siano impediti di tendere alla carità perfetta.
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2546 Beati i poveri in spirito Mt 5,3. Le beatitudini rivelano un ordine di felicità e di grazia, di bellezza e di pace. Gesù esalta la gioia dei poveri, ai quali già appartiene il Regno Il Verbo chiama povertà di spirito lumiltà volontaria dellanimo umano, e lApostolo ci addita come esempio la povertà di Dio quando dice Da ricco che era, si è fatto povero per noi 2 Cor 8,9.
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2547 Il Signore apostrofa i ricchi, perché trovano la loro consolazione nellabbondanza dei beni. Il superbo cerca la potenza terrena, mentre il povero in spirito cerca il regno dei cieli. Labbandono alla provvidenza del Padre del cielo libera dallapprensione per il domani. La fiducia in Dio prepara alla beatitudine dei poveri. Essi vedranno Dio.
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IV. Voglio vedere Dio.
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2548 Il desiderio della vera felicità libera luomo dallo smodato attaccamento ai beni di questo mondo, per avere compimento nella visione e nella beatitudine di Dio. La promessa di vedere Dio supera ogni felicità. ... Nella Scrittura, vedere equivale a possedere . Chi vede Dio, ha conseguito tutti i beni che si possono concepire.
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2549 Il popolo santo deve lottare, con la grazia che viene dallalto, per ottenere i beni che Dio promette. Per possedere e contemplare Dio, i cristiani mortificano le loro brame e trionfano, con la grazia di Dio, sulle seduzioni del piacere e del potere.
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2550 Lungo questo cammino della perfezione, lo Spirito e la Sposa chiamano chi li ascolta alla piena comunione con Dio Là sarà la vera gloria, dove nessuno verrà lodato per sbaglio o per adulazione il vero onore, che non sarà rifiutato a nessuno che ne sia degno, non sarà riconosciuto a nessuno che ne sia indegno né daltra parte questi potrebbe pretenderlo, perché vi sarà ammesso solo chi è degno. Vi sarà la vera pace, dove nessuno subirà avversità da parte di se stesso o da parte di altri. Premio della virtù sarà colui che diede la virtù e che promise se stesso come ciò del quale non può esservi nulla di migliore e di più grande. Sarò vostro Dio e voi sarete il mio popolo Lv 26,12 . Ancora questo indicano le parole dellApostolo Perchè Dio sia tutto in tutti! 1 Cor 15,28. Egli sarà il fine di tutti i nostri desideri, contemplato senza fine, amato senza fastidio, lodato senza stanchezza. Questo dono, questo affetto, questo atto sarà certamente comune a tutti, come la stessa vita eterna.
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In sintesi
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2551 Là dovè il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore Mt 6,21.
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2552 Il decimo comandamento proibisce la sfrenata cupidigia, generata dalla brama smodata delle ricchezze e del potere insito in esse.
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2553 Linvidia é la tristezza che si prova davanti ai beni altrui e lirresistibile desiderio di appropriarsene. E un vizio capitale.
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2554 Il battezzato combatte linvidia con la benevolenza, lumiltà e labbandono alla provvidenza di Dio.
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2555 I cristiani hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri Gal 5,24 sono guidati dallo Spirito e seguono i suoi desideri.
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2556 Il distacco dalle ricchezze é indispensabile per entrare nel regno dei cieli. Beati i poveri in spirito Mt 5,3.
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2557 Il vero desiderio delluomo è Voglio vedere Dio. La sete di Dio è estinta dallacqua della vita eterna.
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PARTE QUARTALA PREGHIERA CRISTIANA
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SEZIONE PRIMA LA PREGHIERA DELLA VITA CRISTIANA
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CHE COSE LA PREGHIERA?
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Per me la preghiera è uno slancio del cuore, è un semplice sguardo gettato verso il cielo, è un grido di riconoscenza e di amore nella prova come nella gioia.
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LA PREGHIERA COME DONO DI DIO
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2559 La preghiera è lelevazione dellanima a Dio o la domanda a Dio di beni convenienti. Da dove partiamo pregando? Dallaltezza del nostro orgoglio e della nostra volontà o dal profondo SaI 130,1 di un cuore umile e contrito? È colui che si umilia ad essere esaltato. Lumiltà è il fondamento della preghiera. Nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare Rm 8,26. Lumiltà è la disposizione necessaria per ricevere gratuitamente il dono della preghiera luomo è un mendicante di Dio.
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2560 Se tu conoscessi il dono di Dio! Gv 4,10. La meraviglia della preghiera si rivela proprio là, presso i pozzi dove andiamo a cercare la nostra acqua là Cristo viene ad incontrare ogni essere umano egli ci cerca per primo ed è lui che ci chiede da bere. Gesù ha sete la sua domanda sale dalle profondità di Dio che ci desidera. Che lo sappiamo o non lo sappiamo, la preghiera è lincontro della sete di Dio con la nostra sete. Dio ha sete che noi abbiamo sete di lui.
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2561 Tu gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva Gv 4,10. La nostra preghiera di domanda è paradossalmente una risposta. Risposta al lamento del Dio vivente Essi hanno abbandonato me, sorgente dacqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne screpolate Ger 2,13, risposta di fede alla promessa gratuita di salvezza, risposta damore alla sete del Figlio unigenito.
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LA PREGHIERA COME ALLEANZA
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2562 Da dove viene la preghiera delluomo? Qualunque sia il linguaggio della preghiera gesti e parole, è tutto luomo che prega. Ma, per indicare il luogo dal quale sgorga la preghiera, le Scritture parlano talvolta dellanima o dello spirito, più spesso del cuore più di mille volte. È il cuore che prega. Se esso è lontano da Dio, lespressione della preghiera è vana.
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2563 Un cuore è la dimora dove sto, dove abito secondo lespressione semitica o biblica dove discendo. E il nostro centro nascosto, irraggiungibile dalla nostra ragione e dagli altri solo lo Spirito di Dio può scrutarlo e conoscerlo. E il luogo della decisione, che sta nel più profondo delle nostre facoltà psichiche. E il luogo della verità, là dove scegliamo la vita o la morte. E il luogo dellincontro, poiché, ad immagine di Dio, viviamo in relazione è il luogo dellalleanza.
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2564 La preghiera cristiana è una relazione di alleanza tra Dio e luomo in Cristo. È azione di Dio e delluomo sgorga dallo Spirito Santo e da noi, interamente rivolta al Padre, in unione con la volontà umana del Figlio di Dio fatto uomo.
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LA PREGHIERA COME COMUNIONE
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2565 Nella Nuova Alleanza la preghiera è la relazione vivente dei figli di Dio con il loro Padre infinitamente buono, con il Figlio suo Gesù Cristo e con lo Spirito Santo. La grazia del Regno è lunione della Santa Trinità tutta intera con lo spirito tutto intero. La vita di preghiera consiste quindi nellessere abitualmente alla presenza del Dio tre volte Santo e in comunione con lui. Tale comunione di vita è sempre possibile, perché, mediante il Battesimo, siamo diventati un medesimo essere con Cristo. La preghiera è cristiana in quanto è comunione con Cristo e si dilata nella Chiesa, che è il suo corpo. Le sue dimensioni sono quelle dellamore di Cristo.
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CAPITOLO PRIMO LA RIVELAZIONE DELLA PREGHIERA
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LA CHIAMATA UNIVERSALE ALLA PREGHIERA
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2566 Luomo é alla ricerca di Dio. Mediante la creazione Dio chiama ogni essere dal nulla allesistenza. Coronato di gloria e di splendore, luomo, dopo gli angeli, è capace di riconoscere che il nome del Signore è grande su tutta la terra. Anche dopo aver perduto la somiglianza con Dio a causa del peccato, luomo rimane ad immagine del suo Creatore. Egli conserva il desiderio di colui che lo chiama allesistenza. Tutte le religioni testimoniano questa essenziale ricerca da parte degli uomini.
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2567 Dio, per primo, chiama luomo. Sia che luomo dimentichi il suo Creatore oppure si nasconda lontano dal suo volto, sia che corra dietro ai propri idoli o accusi la divinità di averlo abbandonato, il Dio vivo e vero chiama incessantemente ogni persona al misterioso incontro della preghiera. Questo passo damore del Dio fedele viene sempre per primo nella preghiera il passo delluomo è sempre una risposta. A mano a mano che Dio si rivela e rivela luomo a se stesso, la preghiera appare come un appello reciproco, un evento di alleanza. Attraverso parole e atti, questo evento impegna il cuore. Si svela lungo tutta la storia della salvezza.
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Articolo 1 NELLANTICO TESTAMENTO
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2568 La rivelazione della preghiera nellAntico Testamento si iscrive tra la caduta e il riscatto delluomo, tra la domanda accorata di Dio ai suoi primi figli Dove sei? Che hai fatto? sta del Figlio unigenito al suo entrare nel mondo Ecco, io vengo ... per fare, o Dio, la tua volontà Eb l0,7. La preghiera in tal modo è legata alla storia degli uomini, è la relazione con Dio nelle vicende della storia.
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LA CREAZIONE SORGENTE DELLA PREGHIERA
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2569 È a partire innanzi tutto dalle realtà della creazione che vive la preghiera. I primi nove capitoli della Genesi descrivono questa relazione con Dio come offerta dei primogeniti del gregge da parte di Abele, come invocazione del nome divino da parte di Enos, come cammino con Dio. Lofferta di Noè è gradita a Dio, che lo benedice e, attraverso lui, benedice tutta la creazione perché il suo cuore è giusto e integro egli pure camminava con Dio Gn 6,9. Questa qualità della preghiera è vissuta da una moltitudine di giusti in tutte le religioni. Nella sua Alleanza indefettibile con gli esseri viventi, Dio sempre chiama gli uomini a pregarlo. Ma è soprattutto a partire dal nostro padre Abramo che nellAntico Testamento viene rivelata la preghiera.
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LA PROMESSA E LA PREGHIERA DELLA FEDE
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2570 Non appena Dio lo chiama, Abramo parte come gli aveva ordinato il Signore Gn 12,4 il suo cuore è tutto sottomesso alla parola egli obbedisce. Lascolto del cuore che si decide secondo Dio è essenziale alla preghiera le parole sono relative rispetto ad esso. Ma la preghiera di Abramo si esprime innanzi tutto con azioni uomo del silenzio, ad ogni tappa costruisce un altare al Signore. Solo più tardi troviamo la sua prima preghiera in parole un velato lamento che ricorda a Dio le sue promesse che non sembrano realizzarsi. Così, fin dallinizio, appare uno degli aspetti del dramma della preghiera la prova della fede nella fedeltà di Dio.
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2571 Avendo creduto in Dio, camminando alla sua presenza e in alleanza con lui, il patriarca è pronto ad accogliere sotto la propria tenda lOspite misterioso è la stupenda ospitalità di Mamre, preludio allannunciazione del vero Figlio della Promessa. Da quel momento, avendogli Dio confidato il proprio disegno, il cuore di Abramo è in sintonia con la compassione del suo Signore per gli uomini, ed egli osa intercedere per loro con una fiducia audace.
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2572 Quale ultima purificazione della sua fede, proprio a lui che aveva ricevuto le promesse Eb 11,17 viene chiesto di sacrificare il figlio che Dio gli ha donato. La sua fede non vacilla Dio stesso provvederà lagnello per lolocausto Gn 22,8 pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti Eb 11,19. Così il padre dei credenti è configurato al Padre che non risparmierà il proprio Figlio, ma lo darà per tutti noi. La preghiera restituisce alluomo la somiglianza con Dio e lo rende partecipe della potenza dellamore di Dio che salva la moltitudine.
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2573 Dio rinnova la propria Promessa a Giacobbe, lantenato delle dodici tribù dIsraele. Prima di affrontare il fratello Esaù, Giacobbe lotta per lintera notte con un misterioso personaggio, che si rifiuta di rivelargli il proprio nome, ma lo benedice prima di lasciarlo allo spuntar del sole. La tradizione spirituale della Chiesa ha visto in questo racconto il simbolo della preghiera come combattimento della fede e vittoria della perseveranza.
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MOSE E LA PREGHIERA DEL MEDIATORE
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2574 Quando incomincia a realizzarsi la Promessa la Pasqua, lEsodo, il dono della Legge e la stipulazione dellAlleanza, la preghiera di Mosé è la toccante figura della preghiera di intercessione, che raggiungerà il pieno compimento nellunico mediatore tra Dio e gli uomini, luomo Cristo Gesù 1 Tm 2,5.
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2575 Anche qui liniziativa è di Dio. Egli chiama Mosè dal roveto ardente. Questo avvenimento rimarrà una delle figure fondamentali della preghiera nella tradizione spirituale ebraica e cristiana. In realtà, se il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe chiama il suo servo Mosè, è perché egli è il Dio vivente che vuole la vita degli uomini. Egli si rivela per salvarli, ma non da solo, né loro malgrado chiama Mosè per inviarlo, per associarlo alla sua compassione, alla sua opera di salvezza. Cè come unimplorazione divina in questa missione, e Mosè, dopo un lungo dibattito, adeguerà la sua volontà a quella del Dio Salvatore. Ma in quel dialogo in cui Dio si confida, Mosè impara anche a pregare cerca di tirarsi indietro, muove obiezioni, soprattutto pone interrogativi, ed è in risposta alla sua domanda che il Signore gli confida il proprio nome indicibile, che si rivelerà nelle sue grandi gesta.
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2576 Ora, il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla con un altro Es 33,1 I, con un suo amico. La preghiera di Mosè è tipica della preghiera contemplativa, grazie alla quale il servo di Dio è fedele alla propria missione. Mosè sintrattiene spesso e a lungo con il Signore, salendo la montagna per ascoltarlo e implorarlo, discendendo verso il popolo per riferirgli le parole del suo Dio e guidarlo. Egli è luomo di fiducia in tutta la mia casa. Bocca a bocca parlo con lui, in visione Nm 12,78 infatti Mosè era molto più mansueto di ogni uomo che è sulla terra Nm 12,3.
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2577 In questa intimità con il Dio fedele, lento allira e ricco di grazia, Mosè ha attinto la forza e la tenacia della sua intercessione. Non prega per sé, ma per il popolo che Dio si è acquistato. Già durante il combattimento contro gli Amaleciti per ottenere la guarigione di Maria, Mosè intercede. Ma è soprattutto dopo lapostasia del popolo che egli sta sulla breccia SaI 106,23 di fronte a Dio per salvare il popolo. Gli argomenti della sua preghiera lintercessione è anchessa un misterioso combattimento ispireranno laudacia dei grandi oranti del popolo ebreo, come anche della Chiesa Dio è amore dunque, è giusto e fedele non può contraddirsi, deve ricordarsi delle sue meravigliose gesta è in gioco la sua gloria, non può abbandonare questo popolo che porta il suo Nome.
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DAVIDE E LA PREGHIERA DEL RE
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2578 La preghiera del popolo di Dio si sviluppa allombra della dimora di Dio, cioè dellarca dellAlleanza e più tardi del Tempio. Sono innanzi tutto le guide del popolo i pastori e i profeti che gli insegneranno a pregare. Il fanciullo Samuele ha dovuto apprendere dalla propria madre Anna come stare davanti al Signore e dal sacerdote Eli come ascoltare la parola di Dio Parla, Signore, perché il tuo servo tì ascolta 1 Sam 3,910. Più tardi, anchegli conoscerà il prezzo e il peso dellintercessione Quanto a me, non sia mai che io pecchi contro il Signore, tralasciando di supplicare per voi e di indicarvi la via buona e retta 1 Sam 12,23.
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2579 Davide è per eccellenza il re secondo il cuore di Dio, il pastore che prega per il suo popolo e in suo nome, colui la cui sottomissione alla volontà di Dio, la cui lode e il cui il pentimento saranno modello di preghiera per il popolo. Unto di Dio, la sua preghiera è fedele adesione alla Promessa divina, fiducia colma di amore e di gioia in colui che è il solo Re e Signore. Nei salmi, Davide, ispirato dallo Spirito Santo, è il primo profeta della preghiera ebraica e cristiana. La preghiera di Cristo, vero Messia e figlio di Davide, rivelerà e compirà il senso di questa preghiera.
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2580 Il Tempio di Gerusalemme, la casa di preghiera che Davide voleva costruire, sarà opera di suo figlio, Salomone. La preghiera della dedicazione del Tempio fa affidamento sulla Promessa di Dio e sulla sua Alleanza, sulla presenza operante del suo Nome in mezzo al suo popolo e sulla memoria delle mirabili gesta dellEsodo. Il re alza le mani verso il cielo e supplica il Signore per sé, per tutto il popolo, per le generazioni future, per il perdono dei peccati e per le necessità quotidiane, affinché tutte le nazioni sappiano che egli è lunico Dio e il cuore del suo popolo sia tutto per lui.
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ELIA, I PROFETI E LA CONVERSIONE DEL CUORE
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2581 Il Tempio doveva essere per il popolo di Dio il luogo delleducazione alla preghiera i pellegrinaggi, le feste, i sacrifici, lofferta della sera, lincenso, i pani della proposizione, tutti questi segni della santità e della gloria del Dio, altissimo e vicinissimo, erano appelli e cammini della preghiera. Spesso però il ritualismo trascinava il popolo verso un culto troppo esteriore. Era necessaria leducazione della fede, la conversione del cuore. Questa fu la missione dei profeti, prima e dopo lEsilio
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2582 Elia è il padre dei profeti, della generazione di coloro che cercano Dio, che cercano il suo volto. Il suo nome, il Signore è il mio Dio, annuncia il grido del popolo in risposta alla sua preghiera sul monte Carmelo. San Giacomo rimanda a lui, per esortarci alla preghiera Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza Gc 5,16.
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2583 Dopo avere imparato la misericordia nel suo ritiro presso il torrente Cherit, Elia insegna alla vedova di Zarepta la fede nella parola di Dio, fede che egli conferma con la sua preghiera insistente Dio fa tornare in vita il figlio della vedova. Al momento del sacrificio sul monte Carmelo, prova decisiva per la fede del popolo di Dio, è per la sua supplica che il fuoco del Signore consuma lolocausto, allora in cui si presenta lofferta della sera Rispondimi, Signore, rispondimi! I Re 18,37 queste stesse parole di Elia sono riprese dalle liturgie orientali nellepiclesi eucaristica. Infine, riprendendo il cammino nel deserto verso il luogo dove il Dio vivo e vero si è rivelato al suo popolo, Elia, come Mosè, entra in una caverna finché passi la presenza misteriosa di Dio. Ma è soltanto sul monte della trasfigurazione che si svelerà colui di cui essi cercano il volto la conoscenza della gloria di Dio rifulge sul volto di Cristo crocifisso e risorto.
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2584 Stando da solo a solo con Dio, i profeti attingono luce e forza per la loro missione. La loro preghiera non è una fuga dal mondo infedele, ma un ascolto della parola di Dio, talora un dibattito o un lamento, sempre unintercessione che attende e prepara lintervento del Dio Salvatore, Signore della storia.
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I SALMI, PREGHIERA DELLASSEMBLEA
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2585 Dopo Davide, fino alla venuta del Messia, i Libri Sacri contengono testi di preghiera che testimoniano come si sia fatta sempre più profonda la preghiera per se stessi e per gli altri. I salmi sono stati a poco a poco riuniti in una raccolta di cinque libri i Salmi o Lodi, capolavoro della preghiera nellAntico Testamento.
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2586 I salmi nutrono ed esprimono la preghiera del popolo di Dio come assemblea, in occasione delle solenni feste a Gerusalemme e ogni sabato nelle sinagoghe. Questa preghiera è insieme personale e comunitaria riguarda coloro che pregano e tutti gli uomini sale dalla Terra santa e dalle comunità della Diaspora, ma abbraccia lintera creazione ricorda gli eventi salvifici del passato e si estende fino al compimento della storia fa memoria delle promesse di Dio già realizzate ed attende il Messia che le compirà definitivamente. Pregati da Cristo e attuati pienamente in lui, i salmi restano essenziali per la preghiera della sua Chiesa.
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2587 Il Salterio è il libro in cui la parola di Dio diventa preghiera delluomo. Negli altri libri dellAntico Testamento le parole dichiarano le opere di Dio per gli uomini e chiariscono il mistero in esse contenuto. Nel Salterio le parole del salmista esprimono, cantandole per Dio, le sue opere salvifiche. Il medesimo Spirito ispira lopera di Dio e la risposta delluomo. Cristo unirà luna e laltra. In lui, i salmi non cessano di insegnarci a pregare.
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2588 Le espressioni multiformi della preghiera dei salmi nascono ad un tempo nella liturgia del Tempio e nel cuore delluomo. Si tratti di un inno, di una preghiera di lamentazione o di rendimento di grazie, di una supplica individuale o comunitaria, di un canto regale o di pellegrinaggio, di una meditazione sapienziale, i salmi sono lo specchio delle meraviglie di Dio nella storia del suo popolo e delle situazioni umane vissute dal salmista. Un salmo può rispecchiare un avvenimento del passato, ma è di una sobrietà tale da poter essere pregato in verità dagli uomini di ogni condizione e di ogni tempo.
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2589 Nei salmi si scorgono alcuni tratti costanti la semplicità e la spontaneità della preghiera il desiderio di Dio stesso attraverso tutto e con tutto ciò che nella creazione è buono la situazione penosa del credente il quale, nel suo amore preferenziale per il Signore, è esposto a una folla di nemici e di tentazioni e, nellattesa di ciò che farà il Dio fedele, è certo del suo amore e si consegna alla sua volontà. La preghiera dei salmi è sempre animata dalla lode ed è per questo che il titolo della raccolta si addice pienamente a ciò che essa ci consegna Le Lodi. Composta per il culto dellassemblea, ci fa giungere linvito alla preghiera e ne canta la risposta Halleluja! Alleluia, Lodate il Signore!. Che cosa vi é di più bello del salmo? Bene ha detto lo stesso Davide Lodate il Signore, poiché bello é il salmo. Al nostro Dio sia lode gioiosa e conveniente. Ed è vero! Il salmo infatti è benedizione del popolo, lode a Dio, inno di lode del popolo, applauso generale, parola universale, voce della Chiesa, canora professione di fede...
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In sintesi
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2590 La preghiera é lelevazione dellanima a Dio o la domando a Dio di beni convenienti.
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2591 Dio instancabilmente chiama ogni persona allincontro misterioso con lui. La preghiera accompagna tutta la storia della salvezza come un appello reciproco tra Dio e luomo.
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2592 La preghiera di Abramo e di Giacobbe si presenta come una lotta della fede ancorata alla fiducia nella fedeltà di Dio e alla certezza della vittoria promessa alla perseveranza.
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2593 La preghiera di Mosé è la risposta alliniziativa del Dio vivente per la salvezza del suo popolo. Prefigura la preghiera dintercessione dellunico mediatore, Cristo Gesù.
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2594 La preghiera del popolo di Dio si sviluppa allombra della dimora di Dio, dellarca dellAlleanza e del Tempio, sotto la guida dei pastori, del re Davide principalmente, e dei profeti.
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2595 I profeti chiamano alla conversione del cuore e, mentre ricercano ardentemente il volto di Dio, come Elia, intercedono per il popolo.
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2596 I salmi costituiscono il capolavoro della preghiera nellAntico Testamento. Presentano due componenti inseparabili personale e comunitaria. Abbracciano tutte le dimensioni della storia, facendo memoria delle promesse di Dio già realizzate e sperando nella venuta del Messia.
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2597 Pregati da Cristo e attuati pienamente in lui, i salmi sono un elemento essenziale e permanente della preghiera della sua Chiesa. Sono adatti agli uomini di ogni condizione e di ogni tempo.
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Articolo 2 NELLA PIENEZZA DEL TEMPO
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2598 Levento della preghiera ci viene pienamente rivelato nel Verbo che si è fatto carne e dimora in mezzo a noi. Cercare di comprendere la sua preghiera, attraverso ciò che i suoi testimoni ci dicono di essa nel Vangelo, è avvicinarci al santo Signore Gesù come al roveto ardente dapprima contemplano mentre prega, poi ascoltare come ci insegna a pregare, infine conoscere come egli esaudisce la nostra preghiera.
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GESU PREGA
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2599 Il Figlio di Dio diventato Figlio della Vergine ha anche imparato a pregare secondo il suo cuore duomo. Egli apprende le formule di preghiera da sua Madre, che serbava e meditava nel suo cuore tutte le grandi cose fatte dallOnnipotente. Egli prega nelle parole e nei ritmi di preghiera del suo popolo, nella sinagoga di Nazaret e al Tempio. Ma la sua preghiera sgorga da una sorgente ben più segreta, come lascia presagire già alletà di dodici anni Io devo occuparmi delle cose del Padre mio Lc 2,49. Qui comincia a rivelarsi la novità della preghiera nella pienezza dei tempi la preghiera filiale, che il Padre aspettava dai suoi figli, viene finalmente vissuta dallo stesso Figlio unigenito nella sua umanità, con gli uomini e per gli uomini.
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2600 Il Vangelo secondo san Luca sottolinea lazione dello Spirito Santo e il senso della preghiera nel ministero di Cristo. Gesù prega prima dei momenti decisivi della sua missione prima che il Padre gli renda testimonianza, al momento del suo battesimo e della trasfigurazione, e prima di realizzare, mediante la sua passione, il disegno di amore del Padre. Egli prega anche prima dei momenti decisivi che danno inizio alla missione dei suoi Apostoli prima di scegliere e chiamare i Dodici, prima che Pietro lo confessi come il Cristo di Dio e affinché la fede del capo degli Apostoli non venga meno nella tentazione. La preghiera di Gesù prima delle azioni salvifiche che il Padre gli chiede di compiere, è unadesione umile e fiduciosa della sua volontà umana alla volontà piena damore del Padre.