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pair_34418909 | Suicidal acts are a public health problem worldwide and require nurses to have appropriate skills to deal with it. It is important to study the level of knowledge, as well as the perception of nursing students towards suicidal ideation; a tool created for this purpose, the Suicide Behavior Attitude Questionnaire (SBAQ) has proven its validity and reliability in English. To assess the psychometric properties of the Italian version of the SBAQ (SBAQ-ita). Multicentric study. The SBAQ-ita was administered to students of two Nursing schools in two universities in Italy. The CVI-I was calculated to evaluate the validity of the content of the SBAQ-ita. Construct validity was investigated through exploratory factor analysis. Cronbach's alpha coefficient (α) was used to examine the internal consistency of each scale factor. Spearman's rho coefficient was used to test stability. The SBAQ-ita was administered to 205 students from October to November 2019. The analysis showed a four-factor structure with Cronbach's α always ≥0.70. The CVI-I was 0.97. 25 students filled in the scale again after 7 days (test-retest rho=0.92). The SBAQ-ita is a valid and reliable tool for the study of the students' attitude in the Bachelor of Science in Nursing towards caring for the person with suicidal ideation. postoperative settings. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Gli atti suicidari costituiscono un problema di sanità pubblica a livello mondiale che richiede il possesso nell’infermiere di adeguate competenze per farvi fronte. È dunque fondamentale studiare il livello di conoscenza e ancor prima la percezione degli studenti di infermieristica nei confronti dell’assistenza alla persona con ideazione suicidaria; uno strumento creato a questo scopo, la Suicide Behavior Attitude Questionnaire (SBAQ) ha dimostrato doti di validità ed affidabilità. Valutare le proprietà psicometriche della versione italiana della SBAQ (SBAQ-ita). Studio multicentrico con somministrazione della SBAQ-ita agli studenti di due sedi italiane del Corso di Laurea in Infermieristica. Il CVI-I è stato calcolato per valutare la validità di contenuto della SBAQ-ita. La validità di costrutto è stata indagata attraverso l’analisi fattoriale esplorativa. Il coefficiente alfa (α) di Cronbach è stato utilizzato per esaminare la consistenza interna di ogni fattore della scala, il coefficiente rho di Spearman per testarne la stabilità. La SBAQ-ita è stata somministrata a 205 studenti da ottobre a novembre 2019. L’analisi ha evidenziato una struttura a quattro fattori con α di Cronbach sempre ≥0.70. Il CVI-I è risultato pari a 0.97. 25 studenti hanno compilato nuovamente la scala dopo 7 giorni (test-retest rho=0.92). La SBAQ-ita è valida ed affidabile per lo studio dell’attitudine dello studente del Corso di Laurea in Infermieristica rispetto all’assistenza alla persona con ideazione suicidaria. | it |
pair_34418910 | Hospitalisation represents a significant risk factor for the decline in the general conditions of the elderly. Loss of autonomy in elderly inpatients, together with immobilisation, has been defined as 'Hospital-Acquired Disability' and affects 65% of this class of patients. Less than half of them will regain independent mobilisation. Included among the negative effects are: falls, increased percentage of admission to nursing homes, longer hospital admissions, increased mortality and morbitity. Despite these facts, elderly patients remain in bed for 83-95% of their hospital stay; they rarely walk or are mobilised. Only on an international level has this issue been analysed OBJECTIVES: To analyse active mobilisation in inpatients. Prospective analytical and descriptive study performed from December 2018 - May 2019 in the Clinical Medicine department of the AUSL of Reggio Emilia. Descriptive analysis of the data has been performed. A total of 1725 patients were screened for the study. After applying the inclusion criteria, 295 patients were enrolled in the study, 9 of which were then excluded for failure to be mobilised. 66.4% of these patients were mobilized the morning during hygiene-rounds. According to the nurse, they appeared in a stable state, alert and oriented (88.1%) and used a variety of aids (from 1 to 3) (57.3%). The frequency of mobilisations were: 44.4% once a day, 31.2% twice, 24.4% three times or more. This study highlighted that mobilisation is strictly correlated to first assistance, frequently relying on health care assistants, and is mostly applied to oriented patients who only need one assistant. Further studies are required to investigate connections between patient's features and mobilisation. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | L’ospedalizzazione rappresenta un fattore di rischio per il declino delle condizioni generali dell’anziano. La perdita di autonomia dei pazienti anziani ricoverati, associata alla mancata mobilizzazione, è stata definita come una Disabilità Acquisita in Ospedale e colpisce fino al 65% di essi. Meno della metà degli anziani recuperano la mobilizzazione indipendente. Tra gli esiti negativi associati abbiamo: cadute, aumento delle istituzionalizzazioni e dei tempi di degenza, aumentata mortalità, sviluppo di complicanze. Nonostante ciò, gli anziani rimangono allettati per il 83-95% della degenza, solo raramente deambulano o vengono mobilizzati. Solo a livello internazionale è stata indagata questa problematica. Descrivere la mobilizzazione attiva dei pazienti internistici. Studio analitico descrittivo prospettico. Dicembre 2018 - Maggio 2019. Sono stati inclusi i reparti internistici dell’AUSL di Reggio Emilia. È stata eseguita un’analisi descrittiva dei dati. Sono stati screenati 1725 pazienti, applicando i criteri d’inclusione reclutati 295, di cui 9 esclusi perché non mobilizzabili. Il 66,4% dei pazienti viene mobilizzato al mattino durante l’igiene. Essi sono in condizioni stabili secondo l’infermiere, lucidi ed orientati (88,1%) e portatori di vari presidi (da 1 a 3) (57,3%). La frequenza di mobilizzazione è di: una volta al giorno per il 44,4% dei pazienti, due volte al giorno per il 31,2% e più di due volte al giorno per il 24,4%. Lo studio ha evidenziato che la mobilizzazione è strettamente associata all’assistenza di base, nella quale ha un ruolo rilevante l’OSS. Essa riguarda prevalentemente pazienti lucidi orientati e che richiedono un solo operatore. Sarebbero auspicabili studi successivi per indagare correlazioni fra caratteristiche dei pazienti e mobilizzazione. | it |
pair_34418912 | The use of simulation in the training of nurses has increased in the last decades, allowing the acquisition and development of several competencies. Understand the experiences of nursing students who used the aged simulation suit. Qualitative study of a phenomenological nature. The participants were nursing students, who used the aged simulation suit. Data collection was made through the interview, and the data analysis was performed following the Giorgi phenomenological method. Three themes reflect the essence of the experience: Wear the skin of the elderly; Confrontation with their own ageing process; Skills development. If, on the one hand, the students who used the aged simulation suit experienced sensory and motor impairment and consequent confrontation with their own ageing process, on the other hand, they experienced the development of scientific, relational and citizenship skills. It is expected that the results of this work will foster the use of the aged simulation suit as a complementary methodology, with potential impact on the quality of care and health gains. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | negli ultimi decenni, consentendo l'acquisizione e lo sviluppo di diverse competenze. Comprendi le esperienze degli studenti infermieri che hanno utilizzato la tuta di simulazione di invecchamento METODO: Studio qualitativo di natura fenomenologica. I partecipanti erano studenti in allattamento, che hanno usato la tuta di simulazione per anziani. La raccolta dei dati è stata effettuata attraverso l'intervista e l'analisi dei dati è stata eseguita secondo il metodo fenomenologico Giorgi. Tre temi riflettono l'essenza dell'esperienza: percepire l’essere anziani; Confronto con il proprio processo di invecchiamento; Sviluppo delle competenze. Se, da un lato, gli studenti che hanno utilizzato la tuta di simulazione per anziani hanno sperimentato una compromissione sensoriale e motoria e un conseguente confronto con il proprio processo di invecchiamento, dall'altro hanno sperimentato lo sviluppo di abilità scientifiche, relazionali e di cittadinanza. Si prevede che i risultati di questo lavoro promuoveranno l'uso della tuta di simulazione invecchiata come metodologia complementare, con un potenziale impatto sulla qualità dell'assistenza e sui benefici per la salute. | it |
pair_34418911 | The constant evolution of the health care system has led to a thorough reorganization of the system itself and an improvement in terms of the quality of treatment provided. Many articles in the literature confirm that the answer to increased quality of standards and efficient levels of organization are undoubtedly due to true and efficient team work, without any of the professionals involved having to change their area of expertise. This rapid evolution of the treatment process has required the improvement and definement of technical-specialist skills on the part of the nursing staff; personnel who have proved to be the real link in the technical-communicative processes. In relation to this important aspect, it has become essential to design, at present based on more than ten-years of experience, a profile of 'job description' skills for the nursing staff engaged in the world of donations and transplants, in order to give companies objective and measurable elements on the skills profile that can be identified for this specific area and a clear recognition of the profession itself. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | La costante evoluzione del sistema sanitario ha portato, negli ultimi anni, ad una vera e propria riorganizzazione del sistema stesso e un miglioramento in termini di qualità dell’assistenza erogata. Molti lavori presenti in letteratura confermano che la risposta ad elevati standard di qualità e a livelli efficienti di organizzazione sono inevitabilmente dovuti ad un vero e proprio lavoro d’équipe, senza che nessuno dei professionisti convolti debba modificare il proprio ambito di competenze. Questa rapida evoluzione del processo di cura, ha richiesto l’aumento e la definizione di competenze tecnico-specialistiche da parte del personale infermieristico; personale che ha dimostrato di essere il vero link nei processi tecnico-comunicativi. In relazione a questo importante aspetto, è diventato indispensabile disegnare, sulla base della presente esperienza più che decennale, un profilo di competenze “job description” del personale infermieristico impegnato nel mondo delle donazioni e dei trapianti, al fine di dare alle Aziende elementi oggettivi e misurabili sul profilo di competenze da individuare per questo ambito specifico e un giusto riconoscimento della professionalità stessa. | it |
pair_34418913 | Presenteeism represents the need to 'get to work although we feel sick'; thus, affecting the quality of work, leading to errors or omissions, reducing productivity and increasing costs. Nurses are among the job categories with the highest degree of Presenteeism, which may negatively affect work quality. To assess the prevalence of Presenteeism among Italian nurses. A cross-sectional, multicentric study was carried out from January to December 2015 in a sample of Italian nurses. A total of 652 nurses completed the questionnaire. The mean Stanford Presenteeism Scale (SPS-6) total score was 21.6 (±4.0). Nurses showed high Presenteeism levels when considering the 'Avoiding distractions' and 'Completing work' sections of the Scale. Male nurses showed a lower degree of Presenteeism than women, which also tended to be less severe with increasing age. The presence of ≥1 self-reported health problem was associated with an increase in the score. In line with previous studies performed outside Italy, Presenteeism appear to be a widespread condition also among Italian nurses, requiring appropriate treatment and recognition by healthcare providers. The results of this survey might be used as a minimum, most likely underestimated basis for targeted public health policies. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Il presenteismo rappresenta la necessità di 'mettersi al lavoro anche se ci si sente male'; influenzando così la qualità del lavoro, portando a errori o omissioni, riducendo la produttività e aumentando i costi. Gli infermieri sono annoverati tra i professionisti con il più alto grado di presenteismo, con potenziali effetti negativi sulla qualità del lavoro. Accertare la prevalenza del Presenteismo tra gli infermieri italiani. E’ stato condotto uno studio trasversale, multicentrico da gennaio a dicembre 2015 su un campione di infermieri italiani. 652 infermieri hanno completato il questionario. Il punteggio totale medio alla Stanford Presenteeism Scale (SPS-6) era 21.6 (± 4.0). Gli infermieri hanno mostrato elevati livelli di Presenteismo nelle sezioni: 'Evitare distrazioni' e 'Completare il lavoro' della Scala. Gli infermieri maschi hanno mostrato livell inferiori di Presenteismo rispetto alle donne, che tendevano anche ad essere minori con l'aumentare dell'età. La presenza di ≥1 problema di salute auto-riferito è stata associata ad un aumento del punteggio. In linea con studi precedenti effettuati nel contesto internazionale, il Presenteismo sembra essere una condizione diffusa anche tra gli infermieri italiani, che dovrebbe essere adeguatamente riconosciuta da parte dei manager sanitari. I risultati di questa indagine potrebbero essere utilizzati come spunto di riflessione, per implementare mirate strategie di politica sanitaria. | it |
pair_29128859 | A total of 253 reports of adverse reactions to veterinary medicinal products were received during the year 2016 representing a decrease of 13% compared to the previous year (292 reports). The majority of the reports described reactions affecting companion animals (178 dogs and 32 cats) as well as cattle (17 reports) and horses (10 reports). Most of the reactions reported were linked to the use of antiparasitics (145 reports), hormone products (26 reports) and antiinfectives (10 reports). 32 reports were generated from consultations with Tox Info Suisse in Zürich and involved mainly the excessive intake of flavoured tablets and, in some cases, the use of reconverted products (applied to another species than that authorized). Five signals were identified from the reports, which resulted in revisions of the product information in the sections addressing contraindications or adverse reactions. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Nel 2016 sono state inoltrate 253 notifiche di effetti indesiderati di medicamenti per uso veterinario. Questo rappresenta rispetto allo scorso anno (292 notifiche), una diminuzione del 13%. Principalmente sono state inoltrate notifiche relative a reazioni nei piccoli animali (178 cani e 32 gatti), nei bovini e vitelli (17 notifiche) e nei cavalli (10 notifiche). I gruppi di medicinali maggiormente messi in causa sono gli antiparassitari (145 notifiche), i preparati ormonali (26) e gli antiinfettivi (10). Al Tox Info Suisse sono stati trasmessi 32 casi, riguardanti principalmente l’ingestione in sovradosaggio di medicinali ad uso veterinario contenenti aromi e alcuni medicamenti con cambiamento di destinazione. Tra tutte le notifiche sono stati identificati 5 segnali che hanno portato ad un adeguamento delle informazioni del preparato in questione nelle rubriche “effetti indesiderati” oppure “controindicazioni”. | it |
pair_29128859 | A total of 253 reports of adverse reactions to veterinary medicinal products were received during the year 2016 representing a decrease of 13% compared to the previous year (292 reports). The majority of the reports described reactions affecting companion animals (178 dogs and 32 cats) as well as cattle (17 reports) and horses (10 reports). Most of the reactions reported were linked to the use of antiparasitics (145 reports), hormone products (26 reports) and antiinfectives (10 reports). 32 reports were generated from consultations with Tox Info Suisse in Zürich and involved mainly the excessive intake of flavoured tablets and, in some cases, the use of reconverted products (applied to another species than that authorized). Five signals were identified from the reports, which resulted in revisions of the product information in the sections addressing contraindications or adverse reactions. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | En 2016, 253 annonces d’effets indésirables de médicaments vétérinaires ont été enregistrées, ce qui représente une diminution de 13% par rapport à l’année précédente (292 annonces). Ce sont principalement des annonces concernant des réactions chez les petits animaux (178 chiens et 32 chats) ainsi que chez les bovins (17) et les chevaux(10) qui ont été faites. Les groupes de médicaments les plus souvent impliqués étaient les antiparasitaires (145 annonces), les préparations hormonales (26) et les anti-infectieux (10). 32 cas transmis par Tox Info Suisse, concernaient principalement la prise en surdose de médicaments aromatisés ainsi que quelques reconversions. Cinq signaux issus de l’ensemble de ces annonces ont été identifiés, qui ont conduit à une adaptation des informations des produits concernés dans les rubriques „effets indésirables“ ou „contre-indications“. | fr |
pair_29128859 | A total of 253 reports of adverse reactions to veterinary medicinal products were received during the year 2016 representing a decrease of 13% compared to the previous year (292 reports). The majority of the reports described reactions affecting companion animals (178 dogs and 32 cats) as well as cattle (17 reports) and horses (10 reports). Most of the reactions reported were linked to the use of antiparasitics (145 reports), hormone products (26 reports) and antiinfectives (10 reports). 32 reports were generated from consultations with Tox Info Suisse in Zürich and involved mainly the excessive intake of flavoured tablets and, in some cases, the use of reconverted products (applied to another species than that authorized). Five signals were identified from the reports, which resulted in revisions of the product information in the sections addressing contraindications or adverse reactions. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Im Jahr 2016 wurden 253 Meldungen zu unerwünschten Wirkungen von Tierarzneimitteln eingereicht, was eine Abnahme von 13% gegenüber dem Vorjahr (292 Meldungen) bedeutet. Am häufigsten wurden Reaktionen bei Kleintieren (178 Hunden und 32 Katzen) sowie bei Rindern/Kälbern (17 Meldungen) und Pferden (10 Meldungen) eingereicht. Die am häufigsten betroffenen Medikamentengruppen waren Antiparasitika (145 Meldungen), Hormonpräparate (26) und Antiinfektiva (10). 32 Fälle, die von Tox Info Suisse übermittelt wurden, betrafen mehrheitlich die Aufnahme von Tierarzneimitteln mit Aromastoffen in Überdosis sowie einige Umwidmungen. Aus den gesammelten Meldungen wurden 5 Signale identifiziert, welche zur Anpassung der Arzneimittelinformation der betroffenen Präparate in den Rubriken „unerwünschte Wirkungen“ oder „Kontraindikationen“ führten. | de |
pair_29128860 | In this study dose rate combinations of ketamine, azaperone and romifidine were tested in 3-4 (G3-4) and 5-6 weeks (G5-6) old piglets according to a dose rate decision tree (DRT) to provide calm anaesthesia induction, reaction-free anaesthesia for castration and smooth recovery within 2 hours. When a combination failed to meet those criteria in 2 piglets, the next dosage of the DRT was tested. In G3-4 four combinations were tested in 14 piglets with dose rates of 10-20 mg/kg ketamine, 3 mg/kg azaperone and 0.15-0.20 mg/kg romifidine IM. Induction was smooth in all piglets, but depth of anaesthesia or recovery (11 and 6 piglets) were insufficient. In G5-6 five combinations were tested in 37 piglets with dose rates of 10-20 mg/kg ketamine, 3-4 mg/kg azaperone and 0.15-0.20 mg/kg romifidine IM. Induction was smooth in all piglets but 2. Depth of anaesthesia or recovery (17 and 7 piglets, respectively) were insufficient. In the present study with 3-4 and 5-6 weeks old piglets, acceptable quality of anaesthesia could not be achieved despite using high drug dose rates. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Le combinazioni di dosaggio con ketamina, azaperone e romifidina sono state testate, utilizzando per il dosaggio un albero di decisione (DEB), per determinare la dose per i suinetti di età tra le 3-4 (G3-4) e le 5-6 (G5-6) settimane e quale combinazione assicurava una tranquilla induzione dell’anestetico, un’anestesia priva di reazione alla castrazione e una fase di risveglio calma completata entro 2 ore. Se una combinazione con questi criteri non era soddisfacente per due suinetti, veniva testata la dose seguente secondo DEB. In 14 suinetti G3-4 sono state testate 4 combinazioni con dosi di 10-20 mg/kg di ketamina, 3 mg/kg di azaperone e 0.15-0.20 mg/kg di romifidina via IM. L’induzione dell’anestetico è stata tranquilla per tutti i suinetti, ma la profondità dell’anestesia o la fase di risveglio (11 risp. 6 suinetti) erano insufficienti. In 37 suinetti G5-6 sono state testate 5 combinazioni con dosi di 3-4 mg/kg di azaperone, 10-20 mg/kg di ketamina e 0.15-0.20 mg/kg di romifidina via IM. L’induzione dell’anestetico è stata tranquilla ad eccezione di due suinetti. La profondità dell’anestesia o della fase di risveglio (17 resp.7 suinetti) erano insufficienti. Nel presente studio non si è ottenuto una qualità accettabile dell’anestesia nonostante l’uso di dosi alte sia per i suinetti di 3-4 settimane che per quelli di 5-6 settimane di età. | it |
pair_29128860 | In this study dose rate combinations of ketamine, azaperone and romifidine were tested in 3-4 (G3-4) and 5-6 weeks (G5-6) old piglets according to a dose rate decision tree (DRT) to provide calm anaesthesia induction, reaction-free anaesthesia for castration and smooth recovery within 2 hours. When a combination failed to meet those criteria in 2 piglets, the next dosage of the DRT was tested. In G3-4 four combinations were tested in 14 piglets with dose rates of 10-20 mg/kg ketamine, 3 mg/kg azaperone and 0.15-0.20 mg/kg romifidine IM. Induction was smooth in all piglets, but depth of anaesthesia or recovery (11 and 6 piglets) were insufficient. In G5-6 five combinations were tested in 37 piglets with dose rates of 10-20 mg/kg ketamine, 3-4 mg/kg azaperone and 0.15-0.20 mg/kg romifidine IM. Induction was smooth in all piglets but 2. Depth of anaesthesia or recovery (17 and 7 piglets, respectively) were insufficient. In the present study with 3-4 and 5-6 weeks old piglets, acceptable quality of anaesthesia could not be achieved despite using high drug dose rates. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Des combinaisons de doses de kétamine, azapérone et romifidine ont été testées sur la base d’un arbre de décision de dose afin de définir la dose qui assurait, chez des porcelets de 3-4 (G3-4) et de 5-6 (G5-6) semaines une induction tranquille, une anesthésie sans réaction lors de la castration et une phase de réveil calme, terminée en deux heures. Lorsqu’une combinaison de ces critères n’était pas obtenue chez 2 porcelets, on passait à la dose suivante proposée par l’arbre de décision. Dans le G3-4, 4 combinaisons avec des doses de 10-20 mg/kg de kétamine, 3 mg/kg d’azapérone et 0.15-0.20 mg/kg de romifidine IM ont été testées chez 14 porcelets. L’induction était calme chez tous les porcelets mais la profondeur de l’anesthésie ou la phase de réveil étaient insuffisantes chez 11 respectivement 6 porcelets. Dans le G5-6, 5 combinaisons avec des doses de 10-20 mg/kg de kétamine, 3-4 mg/kg d’azapérone et 0.15-0.20 mg/kg de romifidine IM ont été testées chez 37 porcelets. L’induction était calme à deux exceptions près mais la profondeur de l’anesthésie ou la phase de réveil étaient insuffisantes chez 17 respectivement 7 porcelets. Lors de la présente étude, il n’a pas été possible, malgré l’utilisation de doses élevées, d’obtenir chez des porcelets de 3-4 respectivement de 5-6 semaines une qualité d’anesthésie acceptable. | fr |
pair_29128860 | In this study dose rate combinations of ketamine, azaperone and romifidine were tested in 3-4 (G3-4) and 5-6 weeks (G5-6) old piglets according to a dose rate decision tree (DRT) to provide calm anaesthesia induction, reaction-free anaesthesia for castration and smooth recovery within 2 hours. When a combination failed to meet those criteria in 2 piglets, the next dosage of the DRT was tested. In G3-4 four combinations were tested in 14 piglets with dose rates of 10-20 mg/kg ketamine, 3 mg/kg azaperone and 0.15-0.20 mg/kg romifidine IM. Induction was smooth in all piglets, but depth of anaesthesia or recovery (11 and 6 piglets) were insufficient. In G5-6 five combinations were tested in 37 piglets with dose rates of 10-20 mg/kg ketamine, 3-4 mg/kg azaperone and 0.15-0.20 mg/kg romifidine IM. Induction was smooth in all piglets but 2. Depth of anaesthesia or recovery (17 and 7 piglets, respectively) were insufficient. In the present study with 3-4 and 5-6 weeks old piglets, acceptable quality of anaesthesia could not be achieved despite using high drug dose rates. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Dosis-Kombinationen mit Ketamin, Azaperon und Romifidin wurden anhand eines Dosis-Entscheidungsbaumes (DEB) getestet, um bei 3-4 (G3-4) und 5-6 Wochen (G5-6) alten Ferkeln diejenige Dosis zu bestimmen, welche eine ruhige Anästhesieeinleitung, eine reaktionsfreie Anästhesie zur Kastration und eine ruhige, innerhalb von 2 Stunden abgeschlossene Aufwachphase gewährleistet. Wenn eine Kombination diese Kriterien bei 2 Ferkeln nicht erfüllte, wurde die nächste Dosis des DEB geprüft. In G3-4 wurden 4 Kombinationen mit Dosierungen von 10-20 mg/kg Ketamin, 3 mg/kg Azaperon und 0.15-0.20 mg/kg Romifidin IM an 14 Ferkeln getestet. Die Anästhesieeinleitung war ruhig bei allen Ferkeln, jedoch waren Anästhesietiefe oder Aufwachphase (11 bzw. 6 Ferkel) ungenügend. In G5-6 wurden 5 Kombinationen mit Dosierungen von 3-4 mg/kg Azaperon, 10-20 mg/kg Ketamin und 0.15-0.20 mg/kg Romifidin IM an 37 Ferkeln getestet. Die Anästhesieeinleitung war mit Ausnahme von 2 Ferkeln ruhig. Die Anästhesietiefe oder die Aufwachphase (17 bzw. 7 Ferkel) waren ungenügend. In der vorliegenden Studie wurde trotz der Anwendung von hohen Dosierungen bei 3-4 und 5-6 Wochen alten Ferkeln keine akzeptable Anästhesiequalität erreicht. | de |
pair_29134952 | The observation of an unusual case of incisional hernia, found in the epigastric zone at the site of a 5 mm trocar incision for a cholecystectomy, has caused us to describe it and to review the literature. C.A. is a male aged 59 and He came to our attention in 2014, complaining about the presence, for about three months, a swelling in the epigastric area, without occlusive symptoms. An objective examination showed an epigastric mass at the scar of the insertion site of a 5mm trocar during the cholecystectomy operation. The patient was hospitalized and underwent traditional surgery: incision at the scar; isolation of the extruded fatty tissue, which had no sac, identified as part of the round ligament, herniated through the residual incision of the previous operation. Based on experience acquired it is useful to make careful sutures of 5 mm incisions repairing peritoneal laceration. Epigastrium, General surgery, Incisional hernia, Laparoscopy, Trocar. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | L’osservazione di un insolito caso di ernia incisionale epigastrica nel sito d’inserzione del trocar da 5 mm per una colecistectomia, ci ha spinti a descriverlo ed a rivedere la letteratura. C.A. paziente maschio di 59 anni, arrivato alla nostra attenzione nel 2014, lamentando la presenza, per circa tre mesi, di un gonfiore nella zona epigastrica, senza sintomi occlusivi. L’esame obiettivo mostrava una massa epigastrica sulla cicatrice residuata dall’inserimento di un trocar 5 millimetri durante l’operazione colecistectomia. Il paziente è stato ricoverato in ospedale e sottoposto ad intervento chirurgico tradizionale: incisione sulla cicatrice; isolamento del tessuto adiposo estruso, che non presentava sacco erniario, tale tessuto è stato identificato come parte del legamento rotondo erniato attraverso l’incisione residua dell’operazione precedente. Sulla base dell’esperienza acquisita, è utile suturare attentamente le incisioni di 5 mm riparando la lacerazione peritoneale. | it |
pair_29134953 | This report shows an incidental finding of Warthin tumor in upper lip mucosa during hospitalization for a biting lesion of cheek mucosa MATERIALS AND METHODS: A 32-year-old male affected by a biting lesion of cheek mucosa was presented at Maxillo- Facial Unit of Federico II University. Clinical examination showed as an incidental finding a solid mass in the superficial layer of upper lip mucosa. We performed mini-invasive surgical treatment to obtain a radical excision of the cheek lesion at the same time as excision of Warthin tumor. a follow up of 12 months was performed. The complete healing of the two wounds was achieved, with no recurrence of any of the pathologies. The location of this Warthin tumor of minor salivary glands is very unusual. The role of imaging in diagnosis of Warthin tumor of minor salivary glands is to define localization, shape and dimension, contour, malignant features, nodal involvement. The role of fine needle aspiration cytology (FNAC) is critical in the diagnosis and therapy of minor salivary gland tumors. The surgical treatment in patients affected by Warthin tumour of minor salivary glands is local excision with a wide tumor free margin to prevent potential recurrence. Warthin tumor of minor salivary glands is a rare disease. We report a singular case of Warthin tumor localized in the upper lip mucosa, found as an incidental finding during a recovery for a biting lesion of cheek mucosa. Incidental finding, Minor salivary glands, Warthin tumor. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Presentiamo un caso di Tumore di Warthin delle ghiandole salivari minori in un maschio adulto caucasico affetto da una lesione da masticamento della mucosa della guancia. L’esame clinico mostrava un riscontro accidentale di una massa solida situata nello strato superficiale della mucosa del labbro superiore. L’esame ecografico ha evidenziato una massa solida ipoecogena ben definita di circa 3x4 cm. Abbiamo eseguito un trattamento chirurgico mini-invasivo nel febbraio 2015 per ottenere una escissione radicale della lesione guancia e contemporaneamente del tumore di Warthin del labbro superiore senza recidiva della patologia. | it |
pair_29134954 | The prognostic value of sentinel lymph node (SLN) micrometastases in invasive breast cancer patients is still widely debated. Even if, in the absence of unequivocal guidelines, the axillary lynphadenectomy is not still performed in the routine clinical care of these patients. We have retrospectively analyzed 897 patients with operable invasive breast cancer and clinically negative axillary lymph nodes underwent conservative surgery or total mastectomy with SLN biopsy. Two groups of patients with SLN micrometastases and isolated tumor cells (ITC) were considered, the first one treated with completion axillary dissection, the second one not followed by further surgical axillary procedure. The incidence of axillary recurrences has BEEN evaluated in both groups and only in the first group of patients the involvement of the remaining lymph nodes was analyzed. Micrometastases were found in 67 (7.4%) patients and ITC in 8 (0,9%) patients. 14 (20.9%) patients with micrometastases and 1 (12.5%) patient with ITC underwent completion axillary dissection. 53 (79.1%) patients with micrometastases and 7 (87.5%) with ITC didn't receive further surgical axillary procedure. No axillary recurrences were found during a median follow up of 65.7±8.69 months in both groups of patients. Based on the results and according to some recent randomized trials we can say that completion axillary dissection can be safely avoided when micrometastases are found in sentinel lymph nodes. It should be performed anyway, depending on the analysis of the biomedical profile of the tumor. Breast Carcinoma, Micrometastases Axillary Lymphonode Dissection, Sentinel Lymphonode. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Il significato prognostico delle micrometastasi nel linfonodo sentinella nelle pazienti affette da carcinoma della mammella è ancora ampiamente dibattuto. Anche se, in assenza di univoche linee guida, nella pratica clinica la linfadenectomia ascellare in queste pazienti non viene più eseguita di routine. Abbiamo condotto uno studio retrospettivo su 897 pazienti affette da carcinoma invasivo della mammella con linfonodi ascellari negativi, sottoposte a chirurgia conservativa o a mastectomia totale con biopsia del linfonodo sentinella. Le pazienti in cui è stata diagnostica la presenza di micrometastasi del linfonodo sentinella sono state considerate in due diversi gruppi. In un primo gruppo, trattato con linfadenectomia ascellare totale è stata valutata l’incidenza di metastasi a carico dei rimanenti linfonodi ascellari. Un secondo gruppo non ha ricevuto alcun trattamento aggiuntivo dell’ascella e le pazienti sono state seguite con controlli periodici clinico strumentali. In entrambi i gruppi è stata valutata l’incidenza di eventuali recidive ascellari. All’esame istologico estemporaneo ed al successivo esame istologico definitivo del linfonodo sentinella, in 51 pazienti (6,83%) sono state evidenziate micrometastasi, in 8 pazienti (1,07%) erano presenti cellule tumorali isolate. Quindici di queste pazienti sono state sottoposte a linfadenectomia ascellare totale. Solo in 2 casi (13,33%) sono state ritrovate metastasi a carico dei rimanenti linfonodi ascellari. Quarantaquattro pazienti non hanno ricevuto alcun trattamento aggiuntivo dell’ascella. In queste pazienti nessuna recidiva ascellare è stata registrata durante un follow-up medio di 125,7±9,65 mesi (range 42- 102 mesi). Sulla base dei risultati ottenuti in questo studio ed in linea con alcuni recenti trials randomizzati si ci sentiamo di concludere che la linfadenectomia ascellare può essere evitata nei casi con micrometastasi nel linfonodo sentinella. Una sua eventuale indicazione può essere valutata caso per caso considerando come fattori di rischio per la recidiva ascellare alcune caratteristiche biomorfologiche del tumore primitivo. | it |
pair_32277068 | To evaluate the incidence of SSI and systemic infectious complications in a consecutive series of patients undergoing thyroid surgery in the absence of prophylactic antibiotic (NO-AP). Prospective observational study including 77 patients who underwent total thyroidectomy and completion of previous hemithyroidectomy in NO-AP. The surgical intervention was performed by surgeons who were experienced in the procedure, and involved the use of Ligasure Harmonic Ethicon®, absorbable hemostat in oxidized regenerated cellulose (Tabotamp®), and skin incision suture device Skin Stapler®. The following risk factors were assessed: gender, age, BMI, alcohol consumption, habitual smoking, co-morbidities, ASA score, indication to surgery, duration of anesthesia and procedure lenght, type of surgical procedure, fever, white blood cells count, dosage of the pre-operative C Reactive Protein in the five first post-operative day, and histological diagnosis. The data were collected and processed using IBM SPSS software v.23.0. No factors of increased infectious risk have been identified. No infectious surgical and systemic complications have been reported causes of prolongation of the length of the hospital stay. Fever, neutrophilic leukocytosis and increased PCR cannot be assessed as predictive factors of infectious complication in thyroid surgery. The cutaneous antisepsis of the operative field with chlorhexidine gluconate, the improvement of the surgical technique, the protection of the cutaneous margins of incision, the use of new devices, the accurate hemostasis and the reduction of surgery time lead to a lack of SSIs and systemic infection complications in all patients undergoing thyroid surgery in NO-AP. Antibiotic prophylaxis, Surgical site infections, Thyroid surgery, Thyroidectomy. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Le infezioni del sito chirurgico (SSIs) e le complicanze infettive sistemiche dopo chirurgia tiroidea sono di non comune riscontro. La profilassi antibiotica nei pazienti a basso rischio infettivo (ASA ≤3) sembra priva di significativi vantaggi sull’incidenza delle SSIs e delle complicanze settiche sistemiche. Scopo dello studio è stato quello di valutare l’incidenza delle SSI e delle complicanze infettive sistemiche in una serie consecutiva di pazienti sottoposti a chirurgia della tiroide in assenza di profilassi antibiotica (NO-AP). Lo studio di tipo osservazionale prospettico includeva 77 pazienti (57 F; età media 57.1 anni; 20 M; età media 56.8) sottoposti a chirurgia tiroidea nel periodo Gennaio 2018-Dicembre 2019 presso l’ospedale universitario “ A. Fiorini” di Terracina. Nessun paziente veniva sottoposto a profilassi antibiotica. L’intervento chirurgico era eseguito da chirurghi esperti della procedura e prevedeva l‘utilizzo del Ligasure Harmonic Ethicon®, di emostatico riassorbibile in cellulosa ossidata e rigenerata (Tabotamp®) e dispositivo di sutura dell’incisione cutanea Skin Stapler®. Venivano valutati i seguenti fattori di rischio: sesso, età, BMI, consumo di alcool, fumo abituale, comorbilità, ASA score, indicazione all’intervento, durata dell’anestesia e dell’intervento chirurgico, procedura chirurgica adottata, febbre, conta dei globuli bianchi e dosaggio della Proteina C Reattiva pre-op e in I,II,III,IV,V giornata p.o, diagnosi istologica. I dati venivano raccolti ed elaborati mediante software IBM SPSS v.23.0. Una tiroidectomia totale è stata eseguita in 72 pz, completamento di pregressa emitiroidectomia in 5 pz, linfoadenectomia del compartimento centrale di ”necessità” in 11 pz. In tutti i casi l’indicazione al trattamento chirurgico era rappresentata da gozzo multinodulare funzionante in 19 (24,6%) pz, non funzionante in 58(75.3%) pz, endotoracico 10(12.9%) pz. Non sono state riportate complicanze infettive del sito chirurgico e sistemiche causa di prolungamento della durata della degenza clinica. Pertanto la febbre, la leucocitosi neutrofila e l’aumento della PCR non possono essere valutati come fattori predittivi di complicanza infettiva. Non sono stati identificati fattori di aumentato rischio infettivo. L’antisepsi del campo operatorio con Clorexidina gluconato, il miglioramento della tecnica chirurgica, la protezione dei margini cutanei di incisione, l’utilizzo dei nuovi devices, l’emostasi accurata e la riduzione dei tempi operatori si sono associati al mancato riscontro di SSIs e di complicanze infettive sistemiche in tutti i pz sottoposti a chirurgia tiroidea in assenza di profilassi antibiotica. | it |
pair_32855119 | This paper reviews the technique used for thoracic -ultrasonography of the bovine lower respiratory tract and the ultrasonographic findings in calves with -bronchopneumonia. Studies that compare the results of auscultation with those of ultrasonography and postmortem examination are included as are studies that examine the relationship between ultrasonographic findings and bacterial lung infection and prognosis. Lesions associated with bronchopneumonia, pleuropneumonia, pneumothorax and lung abscesses are -easily imaged ultrasonographically and characterised in calves. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Il presente studio fornisce una panoramica dell’esame ecografico dei polmoni del vitello e dei risultati ecografici possibili nel caso di varie malattie dell’apparato respiratorio inferiore. Inoltre, vengono esposte le ricerche che mettono a confronto i risultati dell’auscultazione e degli ultrasuoni, nonché gli ultrasuoni e i risultati patologico-anatomici. Infine, vengono discussi gli studi che esplorano la relazione tra infezioni e risultati degli ultrasuoni e la relazione tra risultati degli ultrasuoni e prognosi. In sintesi, l’esame ecografico dei polmoni permette di individuare e descrivere i reperti riscontrati nei vitelli affetti da broncopolmonite, pleuropolmonite, pneumotorace e ascessi polmonari, oltre a fornire informazioni sulla prognosi e sui reperti patologico-anatomici. | it |
pair_32855119 | This paper reviews the technique used for thoracic -ultrasonography of the bovine lower respiratory tract and the ultrasonographic findings in calves with -bronchopneumonia. Studies that compare the results of auscultation with those of ultrasonography and postmortem examination are included as are studies that examine the relationship between ultrasonographic findings and bacterial lung infection and prognosis. Lesions associated with bronchopneumonia, pleuropneumonia, pneumothorax and lung abscesses are -easily imaged ultrasonographically and characterised in calves. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Cet article passe en revue la technique utilisée pour l’échographie des voies respiratoires inférieures des bovins et les résultats de l’échographie chez les veaux atteints de bronchopneumonie. Les études qui comparent les résultats de l’auscultation à ceux de l’échographie et de l’examen post mortem sont incluses, tout comme les études qui étudient la relation entre les résultats de l’échographie et l’infection pulmonaire bactérienne ainsi que le pronostic. Les lésions associées à la bronchopneumonie, à la pleuropneumonie, au pneumothorax et aux abcès pulmonaires sont facilement imagées par échographie et caractérisées chez les veaux. | fr |
pair_32855119 | This paper reviews the technique used for thoracic -ultrasonography of the bovine lower respiratory tract and the ultrasonographic findings in calves with -bronchopneumonia. Studies that compare the results of auscultation with those of ultrasonography and postmortem examination are included as are studies that examine the relationship between ultrasonographic findings and bacterial lung infection and prognosis. Lesions associated with bronchopneumonia, pleuropneumonia, pneumothorax and lung abscesses are -easily imaged ultrasonographically and characterised in calves. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Die vorliegende Arbeit gibt einen Überblick über die sonographische Untersuchung der Lunge des Kalbes sowie die bei verschiedenen Erkrankungen des unteren Atemapparats bei Kälbern sonographisch möglichen Befunde. Im Weiteren werden die Untersuchungen, welche die Auskultations- und Ultraschallbefunde sowie die Ultraschall- und die pathologisch-anatomischen Befunde miteinander vergleichen, dargestellt. Schliesslich werden die Arbeiten besprochen, welche die Beziehungen zwischen Infektionen und den Ultraschallbefunden sowie die Beziehungen zwischen den Ultraschallbefunden und der Prognose untersuchen. Zusammenfassend erlaubt die Ultraschalluntersuchung der Lunge, die bei Kälbern mit Bronchopneumonie, Pleuropneumonie, Pneumothorax und Lungenabszessen vorhandenen Befunde zu erfassen und zu beschreiben sowie Hinweise auf die Prognose und die pathologisch-anatomischen Befunde zu geben. | de |
pair_26449253 | Concomitant abdominal aortic and common iliac artery aneurysms occur in 40% of cases. However, giant common iliac artery aneurysms were rarely described in the current literature. The aim of the present study is to describe the successful treatment of a giant right common iliac artery aneurysm associated with infrarenal abdominal aortic aneurysm. We present a case of aorto-iliac aneurysm, with giant right common iliac artery aneurysm, responsible of bladder and right psoas muscle compression. Through a midline laparotomy, an aortobisiliac prosthetic repair was performed, associated with prosthetic revascularization of the right internal iliac artery and inferior mesenteric artery. Postoperative recovery was uncomplicated and the patient was discharged on postoperative day 7 in good health and has remained so up to the most recent 12-month follow-up. Giant common IA aneurysms represent a very rare pathology, more often associated with infrarenal abdominal aortic aneurysm. After clinical examination, ultrasonography represents the first imaging modality to make diagnosis but CT scan is the gold standard for definitive conclusions, offering accurate anatomical details that are essential to choose the better strategy of treatment. Open surgery represents the gold standard, while endovascular repair has emerged more recently. However results about interventional treatment are not yet described in literature. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | La presenza contemporanea di un aneurisma dell’aorta addominale sottorenale e delle arterie iliache comuni ricorre nel 40% dei casi. Gli aneurismi giganti delle arterie iliache rappresentano una patologia rara. Lo scopo del presente studio è quello di descrivere un caso di aneurisma gigante dell’arteria iliaca comune di destra associato ad un aneurisma dell’aorta addominale sottorenale, trattato chirurgicamente con successo. Nel presente studio descriviamo un caso di aneurisma aorto-iliaco, con un aneurisma gigante dell’arteria iliaca comune di destra, responsabile di compressione della vescica e del muscolo psoas, che rappresenta il più grande aneurisma iliaco descritto fino ad ora in letteratura. Attraverso una laparotomia mediana, è stato eseguito un bypass protesico aorto-bisiliaco, associato alla rivascolarizzazione protesica dell’arteria iliaca interna destra e dell’arteria mesenterica inferiore. Non ci sono state complicanze nel periodo postoperatorio. Non ci sono state complicanze postoperatorie ed il paziente è stato dimesso in settima giornata in buone condizioni cliniche. A 1 anno dall’intervento il paziente ha eseguito Angio-TC di controllo che dimostra regolare pervietà del bypass, in assenza di complicanze. Gli aneurismi iliaci giganti rappresentano una patologia molto rara. Dopo l’esame clinico, l’ecocolor- doppler rappresenta la prima tecnica diagnostica ma solamente l’Angio-TC può dare tutti i dettagli anatomici necessari per scegliere il trattamento più adeguato. La chirurgia open rappresenta il gold standard per il trattamento, tuttavia recentemente è stato descritto un caso di trattamento endovascolare, ma non sono ancora noti i risultati a lungo termine di quest’ultimo tipo di trattamento. | it |
pair_25336195 | A sarcomatoid component can occur in all histologic subtypes of renal cell carcinoma (RCC) and indicates an aggressive tumor. It is reported in literature that the sarcomatoid component can resemble fibrosarcoma, malignant fibrous histiocytoma or rhabdomyosarcoma. We describe the case of a 59-years old patient diagnosed with a chromophobe renal cell carcinoma, presenting a very rare osteosarcoma-like differentiation of the sarcomatoid component. The differential diagnosis with retroperitoneal calcifying masses is also discussed. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | La componente sarcomatoide può essere presente in tutti I sottotipi istologici del carcinoma a cellule renali (RCC) e indica un tumore aggressivo. È riportato in letteratura che la componente sarcomatoide può mimare fibrosarcoma, istiocitoma fibroso maligno, rabdomiosarcoma. Noi descriviamo il caso di un paziente di 59 anni che presentava una rara forma di differenziazione simil osteosarcoma della forma sarcomatoide. La diagnosi differenziale con le masse calcifichi retroperitoneali viene discussa. | it |
pair_25336283 | Choledochal cysts are cystic dilatations of the intra or extra-hepatic biliary tract with an incidence of 1 case per 150.000 live births. Cysts usually are diagnosed in childhood, but diagnosis can be delayed until adulthood in the 20-50% of cases. Clinical manifestations comprise abdominal pain with biliary or pancreatic features. Mirizzi's syndrome is a late and rare complication, that occurs in 1% of patients with cholelithiasis due to extrinsic compression of the common bile duct by stones impacted either in the gallbladder or in the cystic duct. Clinical symptoms include extrahepatic obstructive jaundice, ascending cholangitis, or, in the later course, cholecystocholedocal fistula. For both pathologies the Endoscopic Retrograde Cholangio Pancreatography and the Magnetic Resonance Cholangio Pancreatography should lead to the diagnosis with a sensibility and a specificity up to 100%. We report the case of a 66 year old patient admitted to the Emergency Department of our hospital for jaundice and abdominal pain, whom both the endoscopic and radiologic examination showed a Mirizzi's syndrome but surgery revealed a type I choledocal cyst. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | biliari intra od extraepatiche con una incidenza di un caso su 150.000 nati vivi. La diagnosi di tale condizione patologica è più frequente in età infantile, ma può essere ritardata sino all’età adulta nel 20-50% dei casi. La manifestazione clinica più comune è il dolore addominale, con caratteristiche sintomatologiche ascrivibili a patologie biliari o pancreatiche. La sindrome di Mirizzi (SM) è una rara complicanza della inveterata litiasi della colecisti, ricorrendo in circa l’1% dei pazienti con colelitiasi e dovuta alla compressione ab estrinseco del dotto epatico comune da parte di calcolo/i contenuto/i all’interno della colecisti o del dotto cistico. I sintomi clinici includono ittero ostruttivo, colangiti ascendenti o, nelle fasi avanzate, fistola colecistocoledocica. Per entrambe tali condizioni patologiche la colangiopancreatografia retrograda endoscopica e la colangio-RM rappresentano gli strumenti diagnostici di scelta, con una sensitività ed una specificità fino al 100%. Riportiamo il caso di un paziente di 66 anni ricoverato presso il dipartimento di emergenza ed accettazione del nostro ospedale per dolore addominale ed ittero, in cui sia l’esame endoscopico che quello radiologico posero diagnosi di SM, ma i cui reperti intraoperatori mostrarono una cisti del coledoco di tipo I. | it |
pair_25359113 | 250 adverse reactions of Swissmedic-authorized veterinary medicinal products were reported during the year 2013 (2012: 197). Similar to previous years, most of the reactions reported were linked to the use of antiparasitic products (46.4 %) or antiinfectives (12.4 %). 8.4 % of the reports described reactions after reconverted use, mainly in cats. Species concerned were primarily dogs (144 reports), cats (53) and cattle or calves (40). Additionally, 46 reports were generated during consulting by the Swiss Toxicological Information Centre in Zürich. We present a series of serious cases following the use of prostaglandin derivatives in dairy cows and reactions caused by a newly authorized antiparasitic drug for dogs containing amitraz. Finally, the vaccinovigilance program received 160 declarations following the application of various vaccines, mainly to dogs or cats. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Nel 2013, sono state inoltrate 250 notifiche di reazioni dopo l'utilizzo di farmaci veterinari approvati (2012: 197). Come negli anni precedenti, le reazioni più importanti sono risultate dall'uso di farmaci quali antiparassitari (46,4 %) o antinfettivi (12,4 %) Nell'8,4 % delle notifiche erano coinvolti altri usi, soprattutto nei gatti. Le specie interessate erano i piccoli animali (144 notifiche riguardavano cani e 53 gatti) seguiti da bovini e vitelli (40 notifiche). Inoltre, 46 ulteriori notifiche sono state ricevute ed elaborate nell'ambito della consulenza del Centro svizzero d'informazione tossicologica (CSIT) di Zurigo. Sono state presentate specificamente gravi reazioni dopo l'uso di prostaglandine nelle mucche e reazioni di un nuovo agente antiparassitario per cani contenente il principio attivo Amitraz. Infine ci sono state 160 notifiche per l'Istituto di vaccinovigilanza IVI per delle reazioni dopo l'impiego di vaccini diversi, soprattutto nei cani e nei gatti. | it |
pair_25359113 | 250 adverse reactions of Swissmedic-authorized veterinary medicinal products were reported during the year 2013 (2012: 197). Similar to previous years, most of the reactions reported were linked to the use of antiparasitic products (46.4 %) or antiinfectives (12.4 %). 8.4 % of the reports described reactions after reconverted use, mainly in cats. Species concerned were primarily dogs (144 reports), cats (53) and cattle or calves (40). Additionally, 46 reports were generated during consulting by the Swiss Toxicological Information Centre in Zürich. We present a series of serious cases following the use of prostaglandin derivatives in dairy cows and reactions caused by a newly authorized antiparasitic drug for dogs containing amitraz. Finally, the vaccinovigilance program received 160 declarations following the application of various vaccines, mainly to dogs or cats. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | En 2013, 250 annonces de réactions après application de médicaments vétérinaires enregistrés ont été faites (2012: 197). Comme les années précédentes, les réactions concernaient principalement les produits antiparasitaires (46.4 %) ou antiinfectieux (12.4 %). Dans 8.4 % des cas, il s'agissait d'une reconversion, particulièrement chez les chats. Les catégories d'animaux concernés étaient les petits animaux (144 annonces concernant des chiens, 53 des chats) suivis par les bovins (40 annonces). 46 annonces supplémentaires ont été reçues et traitées par le Centre suisse d'informations toxicologiques (CSIT) de Zürich dans le cadre de ses activités de conseil. On présente plus en détail des graves réactions observées chez des vaches après l'application d'analogues de la prostaglandine ainsi que des réactions à un nouvel antiparasitaire pour chiens contenant de l'amitraze. En outre, 160 annonces de réactions après vaccination ont été enregistrées par la vaccinosurveillance de l'IVI, principalement chez des chiens et des chats. | fr |
pair_25359113 | 250 adverse reactions of Swissmedic-authorized veterinary medicinal products were reported during the year 2013 (2012: 197). Similar to previous years, most of the reactions reported were linked to the use of antiparasitic products (46.4 %) or antiinfectives (12.4 %). 8.4 % of the reports described reactions after reconverted use, mainly in cats. Species concerned were primarily dogs (144 reports), cats (53) and cattle or calves (40). Additionally, 46 reports were generated during consulting by the Swiss Toxicological Information Centre in Zürich. We present a series of serious cases following the use of prostaglandin derivatives in dairy cows and reactions caused by a newly authorized antiparasitic drug for dogs containing amitraz. Finally, the vaccinovigilance program received 160 declarations following the application of various vaccines, mainly to dogs or cats. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | 250 Meldungen wurden im Jahr 2013 zu Reaktionen nach Anwendung von zugelassenen Tierarzneimitteln eingereicht (2012: 197). Wie in früheren Jahren betrafen die Reaktionen vorwiegend die Anwendung von Antiparasitika (46.4 %) oder Antiinfektiva (12.4 %). In 8.4 % der Meldungen waren Umwidmungen involviert, vorwiegend bei Katzen. Betroffene Zieltierarten waren Kleintiere (144 Meldungen betrafen Hunde, 53 Katzen) gefolgt von Rindern und Kälbern (40 Meldungen). 46 zusätzliche Meldungen wurden vom Schweizerischen Toxikologischen Informationszentrum (STIZ) in Zürich im Rahmen seiner Beratungstätigkeit aufgenommen und weiterbearbeitet. Schwerwiegende Reaktionen nach Anwendung von Prostaglandinanaloga bei Kühen sowie Reaktionen zu einem neuen Antiparasitikum mit dem Wirkstoff Amitraz für Hunde werden speziell vorgestellt. Ergänzend gingen bei der Vaccinovigilance Stelle des IVI 160 Meldungen zu Reaktionen nach Anwendungen von diversen Impfstoffen, vor allem bei Hunden und Katzen, ein. | de |
pair_25362884 | Splenic Angioembolization (SAE), during Nonoperative Management (NOM) of Blunt Splenic Injury (BSI), is an effective therapy for hemodynamically stable patients with grade III, IV, and V OIS splenic injuries. We report a case of a patient with a blunt abdominal trauma due to an accidental fall, who presented splenic abscess a week after SAE and a review of the literature. A 38-year-old male arrived at Emergency after an accidental fall with contusion of the left upper quadrant of the abdomen. Abdominal CT scan revealed the fracture of the lower splenic pole with intraparenchymal pseudoaneurysms (OIS spleen injury scale IV). Considering the hemodynamic stability, NOM was undertaken and SAE was performed. After a week, the patient developed a splenic abscess confirmed by Abdominal CT; therefore, splenectomy was performed. There was no evidence of bacterial growing in the perisplenic hematoma cultures but the histological examination showed multiple abscess and hemorrhagic areas in the spleen. Splenic abscess after SAE during NOM of BSI is a rare major complication. The most frequently cultured organisms include Clostridium perfringens, Alpha-Hemoliticus Streptococcus, gram-positive Staphylococcus, gram-negative Salmonella, Candida, and Aspergillus. This case represents our first reported splenic abscess after SAE. SAE is a very useful tool for BSI managing; splenic abscess can occur in a short time, even if it is a rare major complication, so it may be useful to monitor patients undergoing SAE, focusing not only on the hemodynamic parameters but also on the inflammatory and infectious aspects. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | L’angioembolizzazione splenica è una efficace procedura nel corso del trattamento non operativo dei pazienti emodinamicamente stabili con traumi splenici di grado OIS III, IV, V. L’ascesso spenico rappresenta una rara complicanza maggiore di questa procedura. Di seguito riportiamo il caso di un paziente di 38 anni, giunto in Pronto Soccorso dopo una caduta accidentale domestica, con contusione del quadrante superiore sinistro dell’addome. La TC addome documentava una frattura del polo inferiore della milza, con pseudoaneurismi intraparenchimali (grado IV OIS). Vista la stabilità emodinamica, il paziente veniva sottoposto a trattamento non operatvo. Successivamente si eseguiva un’angioembolizzazione della parte distale dell’ arteria splenica con spongostan gel e spirali metalliche. Per la comparsa di febbre e per l’evidenza di sepsi agli esami ematochimici, si effettuava un’ ulteriore TC addome che evidenziava la presenza di una voluminosa raccolta di circa 11 cm all’ interno della milza con multiple bolle aree nel suo contesto, con segni di emoperitoneo diffuso nei recessi addominali. Per tale motivo, ad una settimana dalla procedura, il paziente veniva sottoposto ad intervento chirurgico di splenectomia con evacuazione del versamento ematico. Gli esami colturali eseguiti sull’ematoma perisplenico risultavano negativi, ma l’esame istologico della milza documentava multiple aree ascessualizzate ed emorragiche. Dopo un ciclo di terapia antibiotica a largo spettro con Tigeciclina e Teicoplanina, il paziente veniva dimesso in sedicesima giornata post-operatoria. In letteratura, è stato riportato che gli ascessi splenici dopo la procedura di angioembolizzazione splenica nel corso di un trattamento non operativo dei traumi splenici, si verificano nel range dello 0-1,9%. In circa un terzo dei casi richiedono un trattamento chirurgico. Nel caso riportato l’ascesso splenico si è sviluppato nel giro di una settimana dalla procedura. In conclusione, dal momento che questa rara complicanza maggiore, si può verificare in un tempo relativamente breve da una spleno- embolizzazione, sarebbe opportuno monitorizzare i pazienti sottoposti a questa procedura, non solo da un punto di vista emodinamico ma anche infettivo e infiammatorio. | it |
pair_25364009 | To date, the use of meshes in repairing abdominal wall defects has brought many advantages, especially in terms of recurrence prevention, but it is not exempt from complications, such as chronic pain, entero-cutaneous fistulas and intestinal obstruction. Here we report a case of intestinal obstruction in a patient with a large umbilical hernia treated laparoscopically by means of a composite polypropylene mesh, six year before. A 49-year-old man came to our care with a 3-day history of central and right lower abdominal quadrant pain and a clinical picture of intestinal obstruction. Six years before the patient underwent a laparoscopic intervention to repair his umbilical hernia, with the positioning of a polypropylene coated mesh. Abdominal ultrasonography (US) confirmed the obstruction and demonstrated adhesions between an intestinal loop and the mesh. Intraoperatively, obstruction was confirmed and an intestinal segment had to be resected. Small bowel obstruction is an uncommon but possible late complication after laparoscopic hernia repair with coated polypropylene mesh. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Ad oggi, l’uso delle reti per la riparazione dei difetti di parete addominale ha portato con sé molti vantaggi, particolarmente in termini di recidiva, ma non è esente da complicanze quali il dolore cronico, le fistole entero-cutanee e l’ostruzione intestinale. Riportiamo un caso di ileo meccanico sopravvenuto sei anni dopo che il paziente si era sottoposto ad intervento di riparazione per via laparoscopica con apposizione di una rete composita in polipropilene. Un uomo di 49 anni si presenta alla nostra osservazione dopo 3 giorni di dolore diffuso al mesogastrio e alla fossa iliaca destra, e un quadro clinico compatibile con un’ostruzione intestinale. Sei anni addietro, il paziente si era sottoposto ad un intervento di riparazione laparoscopica per una grossa ernia ombelicale, con apposizione di una protesi composita in polipropilene. L’ecografia addominale confermava quanto sospettato e metteva altresì in evidenza delle aderenze tra un’ansa intestinale e la protesi stessa. Durante l’intervento, il sospetto clinico veniva ulteriormente confermato e si effettuava la resezione di un’ansa intestinale ischemica. L’ostruzione del piccolo intestino è una complicanza tardiva, non comune ma possibile, della riparazione di un difetto della parete addominale per apposizione di una protesi composite in polipropilene. | it |
pair_26941870 | The aim of the present study was to document the role of ultrasound in the diagnosis and management of symptomatic hydronephrosis during pregnancy. In this study, we reviewed 36 consecutive cases of pregnant women whose pregnancy was complicated by symptomatic hydronephrosis. In all patients, management was initially conservative (analgesics and fluids) after hospitalization. The following criteria were used to indicate double-J stent placement under US guidance rather than a conservative treatment: persistent pain with no improvement after conservative treatment, progressive hydronephrosis (>2 cm dilatation of the renal pelvis) or presence of uterine contractions. The mean patient's age was 25 years (17-35) and gestational age at clinical presentation was 24 weeks (13-37). 81 % of cases had a renal pelvis dilatation >2 cm, while in only 19 % of cases there was a hydronephrosis between 1 and 2 cm in diameter; however, calculi were confirmed only in 25 patients. 28 patients required an invasive management with double-J stent insertion under US guidance. The sensitivity and specificity of US in the etiological diagnosis of hydronephrosis during pregnancy was 83 and 91 %, respectively. Conservative management with medical therapy and observation should be the first-line treatment approach. In our opinion a rapid ureteral decompression with the insertion of a ureteral double-J stent, under US visualization, is the safest method in the treatment of pregnant women with obstructed renal systems. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Lo scopo del presente studio è stato quello di analizzare il ruolo dell’ecografia nella diagnosi e gestione durante la gravidanza di pazienti affette da idronefrosi sintomatica. In questo studio abbiamo preso in esame 36 casi di donne in gravidanza complicata dall’insorgenza di un’idronefrosi sintomatica. In tutti i pazienti fu adottato dopo il ricovero in un primo momento un trattamento conservativo (con idratazione e analgesici). I criteri utilizzati per porre indicazione nel posizionamento di uno stent doppio J sotto guida ecografica al posto di un trattamento conservativo sono stati: dolore al fianco persistente senza alcun miglioramento dopo terapia medica, progressivo incremento del quadro idronefrotico (diametro della pelvi renale >2 cm) o comparsa di contrazioni uterine. L’età media delle pazienti è stata di 25 anni (range 17–35), mentre l’età gestazionale al momento della presentazione del quadro clinico è stata di circa 24 settimane (range 13-37). L’81 % delle pazienti aveva una dilatazione della pelvi renale >2 cm, mentre solo nel 19 % c’è stata un idronefrosi compresa tra 1 e 2 cm di diametro; tuttavia la presenza di calcolosi è stata confermata in sole 25 pazienti. In ventotto pazienti è stata necessaria una gestione invasiva con posizionamento di stent doppio J sotto guida ecografica. La sensibilità e la specificità dell’ecografia nella diagnosi eziologica d’idronefrosi è stata dell’ 83 % e del 91 % rispettivamente. Secondo il nostro parere un trattamento conservativo con terapia medica ed osservazionale dovrebbe essere l’approccio di prima linea; una rapida decompressione ureterale con l’inserimento di un stent ureterale doppio J sotto guida ecografica è il metodo più sicuro nel trattamento di donne in stato di gravidanza che presentano ostruzione delle vie escretrici superiori. | it |
pair_26941871 | Achievement of a normal hydration status is one of the major targets of hemodialysis. It is based on the estimation of 'dry weight', the term used to define normal body fluid content. The concept of dry weight in hemodialysis patients is clinically undisputed, but it is not always easy to achieve in this population. Assessment of hydration status by clinical evaluation is imprecise and often unreliable. Measurement of the inferior vena cava (IVC) diameter has been shown to reflect individual fluid status. The relationship between variation in IVC diameter before and after hemodialysis session and weight loss has been investigated. Ultrasound (US) measurement of the IVC diameter is considered a valid measure of the hydration status and is routinely used in hemodialysis patients. Moreover, a relationship between IVC diameter, respiratory activity and hydration status, evaluated by considering both plasma volume and central venous pressure, has been demonstrated. In conclusion, assessment of hydration status based on blood pressure and central venous pressure can be considered reliable only in patients without signs of heart failure. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Il raggiungimento di un normale stato di idratazione è di fondamentale importanza nei pazienti in emodialisi e si basa sulla stima del “peso secco”, che indica il normale contenuto corporeo di fluidi. Il “peso secco” non è sempre facile da ottenere in questa popolazione di pazienti. La valutazione clinica dello stato di idratazione è spesso imprecisa e talvolta inaffidabile. Il diametro della vena cava inferiore (VCI) sembra riflettere lo stato di idratazione del paziente. La relazione tra la variazione del diametro della VCI prima e dopo la seduta emodialitica e la perdita di peso è già stata studiata. La misurazione ecografica del diametro della VCI è un valido strumento per la stima dello stato di idratazione ed è utilizzato quotidianamente nei pazienti in emodialisi. Inoltre, è stata dimostrata una relazione tra il diametro della VCI, l’attività respiratoria e lo stato di idratazione, considerando sia il volume plasmatico che la pressione venosa centrale. Concludendo, la valutazione dello stato di idratazione, basata sulla pressione arteriosa e sulla pressione venosa centrale, può essere considerata affidabile solo nei paziente senza scompenso cardiaco. | it |
pair_26941872 | Transorbital optic nerve sonography (TOS) can measure the optic nerve inclusive the sheath diameter (ONSD) and the optic nerve diameter (OND), which are useful parameters in the diagnosis of several neurological disorders. Data on the reproducibility of TOS are, however, required to use B-mode sonography for clinical purposes. The aim of this study was to assess intra- and interobserver reliability of ultrasound-based evaluations of both OND and ONSD in healthy subjects. Using a 4-11-MHz linear array transducer, the OND and ONSD of 20 healthy subjects were independently measured by two expert investigators. Depicting the optic nerve and its sheath was possible in all subjects. The intra- and interobserver reliability was high for both ONSD and OND measurements. Intraobserver agreement, analyzed with Cronbach´s Alpha, was higher for ONSD (range: 0.69-0.72) than for OND measurements (range: 0.55-0.65). No differences in interobserver reliability between ONSD and OND measurements were found (p = 0.83 for right and 0.47 for left eye). Transorbital B-mode sonography is a feasible method to assess both ONSD and OND with a high intra- and interobserver reliability. Technical difficulties in differentiating the optic nerve from its sheaths may explain the lower intraobserver agreement for OND than that for ONSD measurements. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | <i>Obiettivo</i> La sonografia del nervo ottico per via transcranica (TOS) è in grado di misurare il diametro del nervo ottico inclusi i suoi rivestimenti (ONSD) o il diametro del solo nervo ottico (OND), parametri utili nella diagnostica di molte patologie neurologiche. È necessario tuttavia disporre di dati sulla riproducibilità di tale metodica, ottenuta in sonografia B-mode, per poterla applicare clinicamente. Obiettivo di questo studio è stato quello di determinare il grado di riproducibilità intra- e inter-osservatore nella determinazione di questi due parametri in soggetti sani. Due esaminatori hanno determinato in maniera indipendente valori di ONSD ed OND in 20 soggetti sani utilizzando una sonda ecografica a 4–11 MHz. In tutti i soggetti è stato possibile visualizzare il nervo ottico e i suoi rivestimenti. Sono stati ottenuti elevati valori di riproducibilità intra- e inter-osservatore nella determinazione dell'ONSD e dell'OND. La riproducibilità intra-osservatore, analizzata con il metodo del Cronbach´s Alpha, era maggiore per l'ONSD (range: 0.69–0.72) che per l'OND (range 0.55–0.65). Non sono state riscontrate differenze nella riproducibilità inter-osservatore tra ONSD ed OND (<i>p</i> = 0.83 per l'occhio destro e 0.47 per quello sinistro). La TOS è un metodo in grado di ottenere i valori di ONSD ed OND con elevato grado di riproducibilità intra- ed inter-osservatore. Difficoltà tecniche nel distinguere il nervo ottico dai suoi rivestimenti possono spiegare il minor grado di riproducibilità intra-osservatore per l'OND rispetto all'ONSD. | it |
pair_26941873 | Although only limited scientific evidence exists promoting the use of transesophageal echocardiography (TEE) in non cardiac surgery, several recent studies have documented its usefulness during liver surgery. In the present case study, through the use of color Doppler TEE, compression of the inferior vena cava and the right hepatic vein was clearly evident, as was their restoration after surgery. TEE should be encouraged in patients undergoing liver resection, not only for hemodynamic monitoring, but also for its ability to provide information about the anatomy of the liver, its vessels, and inferior vena cava patency. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Il fegato può essere coinvolto da una varietà di patologie, che vanno dalle lesioni benigne come l’angioma epatico, che possono necessitare di essere resecate, all’insufficienza epatica per la quale l’unica terapia possible è il trapianto di fegato. Benchè ci siano solo limitate evidenze scientifiche che supportino l’utilizzo dell’ecografia transesofagea (TEE) nella chirurgia non cardiaca, alcuni studi hanno documentato la sua utilità durante la chirurgia epatica. Nel caso in studio, attraverso l’uso del color Doppler TEE la compressione della vena cava inferiore a della vena epatica destra erano visualizzate così come le loro dimensioni dopo l’intervento chirurgico. Per tale motivo l’utilizzo del TEE dovrebbe essere incoraggiato nei pazienti che vanno incontro a resezione epatica non solo come strumento di valuatzione emodinamica ma anche per la sua abilità di dare informazioni utili sull’anatomia del fegato dei suoi vasi e sulla pervietà della vena cava. | it |
pair_26941874 | A 6-year-old boy with a history of diarrhea and rectal bleeding was referred to our department where he underwent ultrasound (US) examination for suspected inflammatory bowel disease. US showed the presence of an echoic oval mass measuring about 30 × 24 mm located at the transition between the transverse and descending colon. It moved with the peristaltic waves and was attached to the intestinal wall through a pedicle. Color Doppler showed intralesional blood flow. On the basis of these findings, the patient was suspected of having a colon polyp. This diagnosis was confirmed at subsequent colonoscopy. The mass was removed using a diathermy snare, and histologic examination revealed hamartomatous polyp measuring 32 mm. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Un bambino maschio di 6 anni con storia di diarrea e sanguinamento rettale, veniva sottoposto presso la nostra struttura ad un esame ecografico nel sospetto di una malattia infiammatoria intestinale. Tale esame evidenziava la presenza di una formazione ovalare ecogena a livello del colon trasverso/discendente di circa 30×24 mm, mobile con i movimenti peristaltici e provvista di peduncolo; il color Doppler evidenziava segnale vascolare interno. Venne posto il sospetto di polipo intestinale, che fu confermato alla successiva colonscopia. All’esame istologico, eseguito dopo rimozione con ansa diatermica, risultava essere un polipo amartomatoso di 32 mm. | it |
pair_26941875 | Neuroendocrine tumors are the most common primary tumors of the small bowel, but diagnosis is usually delayed as the lesions are small and symptoms are mild or nonspecific. Diagnosis of this disease is currently based on radiologic or endoscopic findings. Ultrasound (US) is used as a first-line examination in patients with abdominal symptoms, as this technique permits an overall view of the gastrointestinal tract providing diagnosis of inflammatory and/or neoplastic disorders in a large proportion of patients. The aim of this case report is to describe the feasibility and diagnostic accuracy of elastography in the diagnosis of a tumor of the ileum. The patient underwent conventional gray-scale US and elastography before surgery and these examinations were repeated postoperatively on the surgical specimen confirming preoperative outcome. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Il tumore neuroendocrino, tra le neoplasie primitive dell’intestino tenue, è il più frequente, la diagnosi è usualmente tardiva per le piccole dimensioni e per la sintomatologia lieve, poco specifica. La diagnosi di questa forma morbosa si basa attualmente su metodiche radiologiche o endoscopiche. L’ecografia è indagine di primo livello in soggetti con sintomatologia addominale ed in una percentuale di soggetti permette anche lo studio del tubo digerente e la diagnosi di patologie neoplastiche o infiammatorie. Scopo del lavoro è di descrivere l’utilità della elastografia nella diagnosi di un tumore dell’ileo in cui l’esame ecografico convenzionale ed elastografico sono stati effettuati sul paziente prima dell’intervento chirurgico e successivamente sul pezzo operatorio con conferma dei riscontri precedenti all’intervento. | it |
pair_26941876 | The case report is a description of a single case of hepatic myelolipoma, a very rare benign hepatic tumor, evaluated with contrast sonography, in a 72-year-old female. It was previously reported as hyperechoic lesions at sonography. CEUS features of the lesion were: homogeneous hyperenhancement in the arterial phase and a slight hyperenhancement in the portal venous phase typical of benign tumors. The case report shows CEUS may help in differential diagnosis between benign and malignant lesions, but only the biopsy of the tumor and the pathological evaluation allows the diagnosis. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Presentiamo la descrizione di un singolo caso di mielolipoma epatico, tumore benigno molto raro, studiato con mezzo di contrasto ecografico (CEUS) in una donna di 72 anni. Precedentemente la lesione era stata descritta ecograficamente come nodulo iperecogeno. Le caratteristiche CEUS erano quelle di una lesione con enhancement in fase arteriosa e debole enhancement in fase portale, caratteristiche tipiche di una lesione benigna. Il caso in esame mostra come la CEUS possa quindi aiutare nella diagnosi differenziale tra lesioni benigne e maligne, ma solo la biopsia del tumore e la valutazione patologica permettono la diagnosi finale. | it |
pair_26941877 | The diagnosis of oral lesions is based on clinical history, clinical examination and imaging exams. Different imaging modalities are available for the diagnosis and follow-up of these lesions such as computed tomography, magnetic resonance imaging, color-Doppler ultrasound, angiography and positron emission tomography. To date, color-Doppler ultrasound is considered the first-line imaging approach since it provides a non-invasive, cost-effective, real-time evaluation of oral anomalies. It provides both morphological and vascular information which are useful to determine the best therapeutic options. Differential diagnosis of a bleeding lobular mass of the tongue is, however, not always easy and includes several vascular and non-vascular lesions. We present herein a case of pyogenic granuloma of the tongue that at Color-Doppler US appeared as hypervascular lesion. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | La diagnosi delle lesioni orali si basa sulla storia clinica, l’esame obiettivo e gli esami radiologici. Sono disponibili diverse modalità di esame radiologico per la diagnosi e il follow-up di tali lesioni, come la TC, la Risonanza Magnetica, l’eco-color-Doppler, l’angiografia e la PET. Al momento, l’eco-color-Doppler risulta l’analisi di scelta in quanto consente una valutazione delle anomalie orali immediata, non invasiva, con ottimo rapporto costo/beneficio. Fornisce infatti informazioni morfologiche e vascolari utili per determinare le migliori opzioni terapeutiche. Tuttavia la diagnosi differenziale di una massa lobulare sanguinante della lingua non sempre risulta semplice e include numerose lesioni vascolari e non vascolari. In questo articolo presentiamo il caso di un granuloma piogenico della lingua che all’analisi con eco-color-Doppler è stato identificato come lesione ipervascolarizzata. | it |
pair_26941878 | Ultrasound is usually the first diagnostic investigation for the assessment of liver lesions. Apart from conventional sonography (CS), new grey-scale sonographic techniques have been developed which have increased the application of ultrasound in liver imaging. The present study was undertaken to compare image quality of CS, real-time compound sonography (RTCS), tissue harmonic sonography (THS) and tissue harmonic compound sonography (THCS) in focal liver lesions. 100 patients with focal hepatic lesions were enroled. Lesions were divided into solid and cystic group. Solid lesions were evaluated for lesion conspicuity and elimination of artefacts. For cystic lesions, lesion conspicuity, posterior acoustic enhancement and internal echoes within the lesion were evaluated. Grading was done using 3-5-point scales. Overall image quality was assessed depending on the total points. 78 solid and 22 cystic liver lesions were included. THCS showed superior results for lesion conspicuity, elimination of artefacts and overall image quality in solid lesions. RTCS showed similar results as THCS for lesion conspicuity and overall image quality in solid lesions. THS gave better results in cystic lesions for all imaging parameters. Results of THCS though slightly inferior, showed no significant difference from THS, in cystic lesions. CS was found to have least diagnostic value in characterisation. For evaluation of focal hepatic lesions, a combination of compound and harmonic sonography, i.e. THCS, is the preferred sonographic technique. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | l’ecografia è di solito l’indagine radiologica iniziale, non invasiva e semplice, per la valutazione delle lesioni epatiche. Oltre alla tradizionale ecografia in scala di grigi (CS), sono state sviluppate delle nuove tecniche, che hanno aumentato le applicazioni dell’ecografia nell’imaging del fegato. Il presente studio è stato intrapreso per confrontare la qualità delle immagini in: CS, ecografia in tempo reale con compound (RTCS), armonica tissutale (THS) e armonica tissutale con compound (THC) nello studio delle lesioni focali epatiche. sono stati arruolati 100 pazienti con lesioni focali epatiche. Le lesioni sono state divise in solide e cistiche. Per le lesioni solide sono stati valutati la visibilità e l’eliminazione di artefatti. Per le lesioni cistica sono stati valutati la visibilità, il rinforzo acustico posteriore e gli echi all’interno delle lesioni. La classificazione è stata effettuata utilizzando una scala da 3 a 5. La qualità generale dell’immagine è stata valutata in base al totale dei punti. sono state incluse 78 lesioni epatiche solide e 22 cistiche. La THC ha mostrato risultati superiori per la visibilità delle lesioni, l’eliminazione di artefatti e la qualità complessiva dell’immagine delle lesioni solide. La RTCS ha mostrato risultati simili a quelli di THC per la visibilità delle lesioni e la qualità complessiva dell’immagine delle lesioni solide. THS ha dato risultati migliori per tutti i parametri di imaging delle lesioni cistiche. I risultati della THC, anche se leggermente inferiori, non hanno mostrato differenze significativa dalla THS, nelle lesioni cistiche. E’ stato valutato che la CS abbia un valore diagnostica minore nella caratterizzazione. per la valutazione delle lesioni focali epatiche, una combinazione di compound ed armonica tissutale (THC) è la tecnica ecografica da preferire. | it |
pair_26941879 | Testis sparing surgery (TSS) is a well-known technique in the treatment of small testicular masses. Grayscale ultrasound (US), color/power Doppler US (CPDUS) and contrast-enhanced ultrasound (CEUS) are considered the best diagnostic imaging tools in those patients. Aim of this study was to assess the role of US imaging in the detection of small testicular masses in monorchid patients after orchiectomy for malignant neoplasm, and in guiding surgery to reach the target and also to differentiate lesions which presented vascular activity within the mass. From January 2011 to October 2014, 18 patients were enrolled in this study. They had previously undergone orchiectomy and were investigated for suspected contralateral disease. During routine follow-up, all patients underwent grayscale US. If findings were positive, CPDUS and CEUS were performed and eventually all patients underwent surgery. After exteriorization of the testis, the small mass was identified by intraoperative US, and a needle was placed under US guidance. After excision of the mass, frozen section examination was performed. When malignancy was found, radical orchiectomy was performed; if histological outcome was negative, the healthy testis was conserved. All patients underwent grayscale US examination, which showed small hypoechoic masses. Each mass identified at US imaging was confirmed at surgery. All patients underwent CPDUS; 12/19 lesions showed blood flow while 7/19 showed absence of blood flow. At CEUS, 16/19 lesions showed enhancement and subsequent histological examination revealed that 8 were seminomas and 3 were Leydig cell tumors. In 5/19 cases CEUS showed the presence of lesions (focal inflammatory lesions) and in 3/19 cases CEUS was negative. TSS in monorchid patients may be a safe procedure leading to excellent results. We therefore consider it a valid alternative to radical orchiectomy, and US imaging is essential to guide the resection of non-palpable neoplasms and to exclude concomitant lesions. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | La testis sparing surgery (TSS) è una tecnica ben nota nel trattamento di piccole masse testicolari. L’ecografia in scala di grigi (US), il color/power Doppler (CPDUS) e l’ecografia con mezzo di contrasto (CEUS) sono considerati i migliori strumenti di diagnostica per immagini in questi pazienti. Scopo di questo studio è stato quello di valutare il ruolo dell’imaging ecografica nell’individuazione delle piccole masse testicolari nei pazienti monorchidi dopo orchiectomia per neoplasia maligna, nel ruolo di guida durante l’intervento chirurgico e nella differenziazione delle lesioni che presentavano attività vascolare dentro la massa. Da Gennaio 2011 a Novembre 2014, 18 pazienti (19 lesioni), orchiectomizzati per neoplasia, durante il follow-up di routine, sono stati sottoposti a ecografia. Se positivi, venivano sottoposti a CPDUS e CEUS ed ad intervento chirurgico. La piccola massa, era identificata e sotto guida ecografica marcata con ago. Dopo l’asportazione della massa, è stato eseguito l’esame istologico estemporaneo. In caso di malignità, veniva eseguita una orchiectomia radicale; se l’esito istologico era negativo, il testicolo sano veniva conservato. In tutti i pazienti l’ecografia ha mostrato 19 piccole masse ipoecogene confermate all’intervento chirurgico. Al CPDUS; 12/19 hanno mostrato presenza di flusso ematico, 7 hanno mostrato assenza di segnale. Alla CEUS, 16/19 sono risultate positive e l’esame istologico ha dimostrato 8 seminomi, 3 tumori a cellule di Leydig. In 5 casi la CEUS ha mostrato la presenza di lesioni (lesioni infiammatorie focali) e in 3 è stata negativa. La TSS nei pazienti monorchidi può essere una procedura sicura che porta a eccellenti risultati. Tale tecnica può essere una valida alternativa all’orchiectomia radicale. L’imaging ecografico è essenziale per il riconoscimento e la caratterizzazione della lesione, per guidare la resezione delle neoplasie non palpabili e per escludere lesioni concomitanti. | it |
pair_26941880 | The aim of the present study was to evaluate evolution of conservative echo-guided surgery for testicular tumours ≤1.5 cm and to assess the safety of this surgical procedure. 49 consecutive patients diagnosed with ultrasonography testicular lesions (mono or bilateral) ≤1.5 cm and treated with conservative echo-guided testicular surgery were examined. The parameters considered in this retrospective analysis included case history, physical examination, scrotal and abdominal ultrasonography, computed tomography scan, size of the nodule (maximum diameter), tumour markers, chest radiography, frozen section examination, histologic size of the tumour, overall survival (OS) and findings on follow-up. Mean age of patients was 33 years (range 18-62). Patients who presented with a palpable testicular nodule were 32.7 %, gynecomastia 10.2 %, precocious pseudopuberty 4 %, and scrotal pain 12.2 %. Permanent section examination confirmed the FSE data in all cases of certainty malignant lesion and definitive histological types were: 22 seminoma, 13 non-seminomatous or mixed germ cell tumours, 4 Leydig tumours, 2 hamartoma, 1 epidermoid cyst, 2 sertoli cell tumours, and 5 fibrous pseudotumour. No complications intra- and postoperative were observed. Overall survival was 100 % and scrotal US showed evidence of local tumour recurrence in 6 patients (12.2 %) after a mean follow-up of 34.7 months. The OS, the low rate of local recurrence, and absence of complications, tend to demonstrate the safety of the procedure. The benefits to testicular-sparing surgery include improving the patient's overall quality of life, fertility, endocrine function and negative cosmetic effects of radical orchiectomy. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Lo scopo del presente studio è stato quello di valutare il ruolo della terapia chirurgia ecoguidata conservativa nel trattamento dei tumori testicolari ≤1.5 cm e valutarne la sicurezza ed efficacia. Furono esaminati 49 pazienti con diagnosi ecografica di lesione testicolare (mono o bilaterale) ≤1.5 cm e sottoposti a chirurgia testicolare conservativa ecoguidata. I parametri presi in considerazione in questo studio retrospettivo furono la storia clinica del paziente, l’esame obiettivo, l’ecografia scrotale ed addominale, la TAC, le dimensioni della lesione, i marcatori tumorali, la radiografia del torace, l’esame istologico estemporaneo e definitivo della lesione, il tasso di sopravvivenza globale e i risultati del follow-up. L’età media dei pazienti è stata di 33 anni (range 18–62). Il 32.7 % dei pazienti presentavano un nodulo testicolare apprezzabile palpatoriamente, il 10.2 % ginecomastia, il 4 % pseudopubertà precoce, mentre il 12.2 % dolore scrotale. In tutti i casi l’esame istologico definitivo delle lesioni tumorali aveva confermato i risultati riscontrati all’esame istologico estemporaneo. Gli istotipi definitivi furono: 22 tumori seminomatosi, 13 non seminomatosi o a cellule germinali miste, 4 tumori a cellule di Leydig, 2 amartomi, 1 cisti epidermoide, 2 tumori a cellule del Sertoli e 5 psudotumori con componente fibrosa. Non sono state riscontrate in tutti i casi complicanze intra e post-operatorie. Il tasso di sopravvivenza è stato del 100 %, in 6 pazienti (12.2 %) è stata riscontrata una recidiva locale al controllo ecografico scrotale dopo un follow-up medio di circa 34.7 mesi. Il tasso di sopravvivenza elevato, il basso tasso di recidiva locale della malattia e la completa assenza di complicazioni, dimostrano la sicurezza della procedura praticata. I vantaggi della chirurgia testicolare conservativa comprendono il miglioramento della qualità complessiva di vita del paziente in termini di fertilità, miglioramento della funzionalità endocrina e di estetica legati all’orchiectomia demolitiva. | it |
pair_26941881 | We report a case of a lobular capillary hemangioma in a 66-year-old man, who presented with left testicular pain, with an asymptomatic incidental right testicular lesion found on ultrasonography. The sonographic examination demonstrated a heterogeneous mainly iso-echoic intratesticular lesion with marked vascularity on the color Doppler examination. Further evaluation with contrast-enhanced ultrasound and strain elastography was performed; the multiparametric imaging suggested a benign tumor. The multidisciplinary team decision with patient consent was to perform a radical orchiectomy with subsequent histopathology confirming a benign lobular capillary hemangioma. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Riportiamo un caso di angioma lobulare capillare in un uomo di 66 anni, presentatosi con dolore testicolare sinistro e con all’ecografia una lesione incidentale al testicolo di destra. L’esame ecografico ha rilevato una lesione eterogenea, principalmente isoecogena, con florida vascolarizzazione al color Doppler. Abbiamo proceduto ad ulteriore valutazione con ecografia con mezzo di contrasto ed elastografia, e l’imaging multiparametrico ha suggerito un tumore benigno. In accordo con il paziente, il team multidisciplinare ha deciso di procedere ad una orchidectomia radicale e l’esame istopatologico ha confermato un angioma lobulare capillare benigno. | it |
pair_34524110 | Spontaneous liver hemorrhage (SLH) is a serious, extremely rare, and life-threatening occurrence requiring a multidisciplinary approach. Since diagnosis might be difficult, a high mortality rate is reported. Survival depends on a prompt diagnosis followed by an appropriate management. If left untreated, SLH progresses, in fact, to a hemorrhagic shock and death. SLH is rarely idiopathic, whereas more commonly is secondary to severe preeclampsia and HELLP (Hemolysis, Elevated Liver enzymes, Low Platelet count) syndrome, hepatocellular carcinoma (HCC), adenoma, focal nodular hyperplasia or hemangioma, and connective tissue diseases. We report two patients presenting with an idiopathic SLH successfully treated with angioembolization, and the results of an extensive literature review. KEY WORDS: Intrahepatic hematoma, Spontaneous liver hemorrhage, Spontaneous liver rupture. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Le emorragie spontanee del fegato sono un’evenienza estremamente rara, caratterizzata da un’elevata mortalità per la difficoltà di eseguire una corretta diagnosi precoce ritardando di conseguenza il trattamento. Le cause più frequenti di sanguinamento spontaneo del fegato sono i tumori maligni come l’epatocarcinoma o i tumori benigni come l’adenoma, l’iperplasia nodulare focale, e l‘emangioma, la sindrome HELLP (Emolisi, aumento degli enzimi epatici e bassa conta piastrinica), e meno frequentemente le malattie del tessuto connettivo. Ancora più rare sono le emorragie idiopatiche del fegato. Riportiamo due casi di sanguinamento idiopatico del fegato, e la revisione della letteratura attualmente reperibile sulle banche dati. | it |
pair_34524111 | Permanent hypoparathyroidism is the most common long-term complication after total thyroidectomy. The aim of the present study was to investigate the risk factors of this complication. Patients undergoing thyroidectomy in our Unit between January 2017 and February 2018 were retrospectively analysed. They were divided into 2 groups: those with normal parathyroid function in the long term were included in Group A, those who developed permanent hypoparathyroidism in Group B. Two hundred and eighty-five patients were included in this study: 271 in Group A and 14 in Group B. No statistically significant difference was found in terms of sex, age, extent of surgery, rate of retrosternal goiter, postoperative stay and histopathological findings between the 2 groups. On the contrary, mean operative time, rate of patients with PTH values < 6.3 pg/mL on postoperative day 1 and mean thyroid weight were significantly greater in Group B than in Group A (P = 0.049, P < 0.001, P = 0.014; respectively). Long operative times, PTH levels < 6.3 pg/mL on postoperative day 1 and high thyroid weight have proved to be strong risk factors of permanent hypoparathyroidism after total thyroidectomy. Thus, in these cases a careful follow-up is highly recommended. Permanent hypoparathyroidism, Risk factors, Total thyroidectomy. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | L’ipoparatiroidismo permanente è la più comune complicanza a lungo termine della tiroidectomia totale. Lo scopo del presente studio è stato di analizzare i fattori di rischio di questa complicanza. Sono stati analizzati retrospettivamente i pazienti sottoposti a tiroidectomia totale nella nostra U.O.C. di Chirurgia Generale ed Endocrina (A.O.U. Cagliari) tra Gennaio 2017 e Febbraio 2018. I pazienti sono stati divisi in 2 gruppi: quelli con funzione paratiroidea normale a lungo termine sono stati inclusi nel Gruppo A, quelli che hanno sviluppato ipoparatiroidismo permanente nel Gruppo B. Un totale di 285 pazienti sono stati inclusi in questo studio: 271 nel Gruppo A e 14 nel Gruppo B. Nessuna differenza statisticamente significativa è stata rilevata tra i 2 gruppi in termini di sesso, età, estensione dell’intervento chirurgico, tasso di gozzo retrosternale, degenza post-operatoria e reperti istopatologici. Al contrario, il tempo operatorio medio, il tasso di pazienti con valori di PTH < 6.3 pg/mL in prima giornata post-operatoria e il peso medio della tiroide sono risultati significativamente maggiori nel Gruppo B rispetto al Gruppo A (P = 0.049, P < 0.001, P = 0.014; rispettivamente). Tempi operatori lunghi, livelli di PTH < 6.3 pg/mL in prima giornata post-operatoria e peso elevato della tiroide hanno dimostrato di essere importanti fattori di rischio di ipoparatiroidismo permanente dopo tiroidectomia totale. In questi casi è pertanto altamente raccomandato un attento follow-up. | it |
pair_34524112 | Sarcomas are rare tumors representing 0.7% of all cancer cases in adults, and approximately 15-20% of those occur in the retroperitoneum. Diagnosis is usually late. Liposarcoma and leiomyosarcoma are the most frequent forms. Liposarcomas have high local recurrence rates (35-60%) and a high metastasis rate only if dedifferentiated (30%), whereas leiomyosarcoma has a high distant metastasis rate (60%) and a low local recurrence rate (20%). A case report of multifocal synchronous well-differentiated liposarcoma is presented. The patient underwent a surgical excision of all the masses. The postoperative period was uneventful, with a postoperative hospital stay of 9 days. The patient underwent systemic chemotherapy and clinical and instrumental follow-up. A relapse of the disease was observed 24 months after surgery: a 25 mm mass was diagnosed close to the pancreatic stump, as well as a 24 mm mass in the left upper abdominal quadrant. The patient underwent a second laparotomy: recurrent lesions were identified and excised en-bloc with the body of the pancreas. Surgery is the gold standard of therapy. The best chance for curative resection is at the time of the first diagnosis of the disease. Compartmental surgery is a macroscopically complete resection through en bloc excision of adjacent structures, even if not clearly infiltrated. Many controversies still exist in the treatment of retroperitoneal liposarcoma, such as the extent of primary and secondary resections, the benefit of chemotherapy and radiation therapy, and when these treatments should be delivered. Compartmental surgery, Liposarcoma, Surgery, Retroperitoneal sarcoma. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | I sarcomi sono tumori rari che rappresentano lo 0,7% di tutti i casi di tumore negli adulti e circa il 15-20% di questi si manifesta nello spazio retroperitoneale. La diagnosi è generalmente tardiva. I liposarcomi hanno un alto tasso di recidiva locale (35-60%) e un alto tasso di metastasi solo se sdifferenziati (30%), mentre il leiomiosarcoma ha un alto tasso di metastasi a distanza (60%) e un basso tasso di recidiva locale (20%). Viene presentato un caso clinico di liposarcoma sincrono multifocale ben differenziato. La paziente è stata sottoposta a escissione chirurgica di tutte le masse. La paziente è stata sottoposta a chemioterapia sistemica e follow-up clinico e strumentale. 24 mesi dopo l’intervento chirurgico è stata osservata una recidiva della malattia: è stata diagnosticata una massa di 25 mm vicino al moncone pancreatico e una massa di 24 mm nel quadrante addominale superiore sinistro. La paziente è stata sottoposta a una seconda laparotomia: sono state identificate le recidive ed asportate in blocco con il corpo del pancreas. La chirurgia rappresenta il gold-standard della terapia. La migliore possibilità per la resezione curativa è al momento della prima diagnosi della malattia. La chirurgia compartimentale è una resezione macroscopicamente completa mediante escissione in blocco di strutture adiacenti, anche se non chiaramente infiltrate. Esistono ancora molte controversie nel trattamento del liposarcoma retroperitoneale, come l’estensione delle resezioni primarie e secondarie, il beneficio della chemioterapia e della radioterapia e quando questi trattamenti dovrebbero essere somministrati. | it |
pair_34524113 | Many laparoscopic techniques have been described for the treatment of right colon cancer. The purpose of this study is to communicate our experience in the totally laparoscopic treatment of right colon cancer and to report our short-term results in order to confirm the feasibility and safeness of this demanding procedure. From November 2017 to April 2020, we performed 384 surgical operations for colorectal cancers, of these 81 have involved tumors of the right colon in urgent and elective conditions. Right hemicolectomies with a totally laparoscopic approach were performed, by the same surgical team, in 55 patients in elective surgery. During the study period we evaluated intra and postoperative complications in terms of: demographic data and preoperative clinical characteristics, intraoperative and postoperative outcomes (operative time, blood loss, conversion rate, surgical complications, hospitalization, readmission, and mortality), pathological outcomes. Our experience confirms that totally laparoscopic approach, with up to down dissection, for the treatment of right colon cancer, performed by expert surgeons is a safe and feasible technique. This procedure allows the mesocolon excision with outstanding number of harvested lymph nodes ensuring low complications and better oncological cleaning. Central Vascular Ligation, Colorectal Cancer, Fluorescence GLaparoscopy, Right Hemicolectomy, Complete Mesocolic Excision, Surgery. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Molte tecniche laparoscopiche sono state descritte per il trattamento del cancro del colon destro. Lo scopo di questo studio è quello di comunicare la nostra esperienza nel trattamento totalmente laparoscopico del cancro del colon destro e di riportare i nostri risultati a breve termine al fine di confermare la fattibilità e la sicurezza di questa procedura impegnativa. Da novembre 2017 ad aprile 2020 abbiamo eseguito 384 interventi chirurgici per tumori del colon-retto, 81 di questi hanno coinvolto tumori del colon destro in condizioni di urgenza ed in elezione. In quest’ultimo scenario 55 sono state le emicolectomie destre con approccio totalmente laparoscopico eseguite, e tutte dallo stesso team chirurgico. Durante il periodo di studio abbiamo valutato le complicanze intra e postoperatorie in termini di: dati demografici e caratteristiche cliniche preoperatorie, esiti intraoperatori e postoperatori (tempo operatorio, perdita di sangue, tasso di conversione, complicanze chirurgiche, ospedalizzazione, riammissione e mortalità), esiti patologici. La nostra esperienza conferma che l’approccio totalmente laparoscopico, con dissezione dall’alto verso il basso, per il trattamento del cancro del colon destro, eseguito da chirurghi esperti è una tecnica sicura e fattibile. Questa procedura consente l’escissione del mesocolon con un numero elevato di linfonodi asportati, garantendo basse complicanze e un migliore risultato oncologico. | it |
pair_34524114 | The aim of this study is to compare two dynamic imaging modalities employed to study peripheral lymphatic system, Magnetic Resonance Lymphangiography (MRL) and Indocyanine Green Lymphangiography (ICGL), evaluating their role for planning lymphaticovenular anastomosis (LVA) or other surgical-nonsurgical treatments in patients with lymphedema of the extremities. We conducted a retrospective study of 32 patients (26 women) with a mean age of 38 years (range 18-73) enrolled from January 2014 to December 2018; 20 out of 32 were affected by lower limb lymphedema with 6 cases of primary lymphedema; all of them had stage II disease. All the patient underwent ICGL and MRL within a month of one another, by injecting different contrast medium into interdigital web spaces. In each patient we rated the number of lymphatic vessels visualized, considering the wrist for the upper limb and the ankle for the lower limb. Student's t-test was applied. All patients completed both the diagnostic examinations without any significant complications. A statistically significant difference (p < 0.05) was found between the number of lymphatic vessels identified on the wrist/ankle (34 on ICGL vs 70 on MRL and 82 on ICGL vs 26 on MRL, considering affected and healthy limbs respectively). In particular, dermal backflow in advanced lymphedema seems to hinder lymphatic vessels detection on ICGL. Conversely, on healthy limbs, MRL hardly identifies lymphatics, because of their fast lymphatic flow and almost virtual lumen. Both MRL and ICGL are dynamic diagnostic modalities that permit an effective evaluation of lymphatic vessels anatomical and functional status in extremities lymphedema these diagnostic procedures may be considered complementary because they show different aspects of lymphatic system. Indocyanine green, MR lymphangiography. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Questo lavoro confronta le due principali metodiche di imaging attualmente utilizzate per studiare il sistema linfatico periferico nei pazienti affetti da linfedema, la RM (Magnetic Resonance Lymphangiography, MRL) e lo studio a fluorescenza con verde di indocianina (Indocyanine Green Lymphangiography, ICGL), per pianificare il trattamento chirurgico di anastomosi linfatico- venosa o eventuali altri trattamenti. Sono stati inclusi 32 pazienti, dei quali 26 donne, con una età media di 38 anni (range 18-73), arruolati da gennaio 2014 a dicembre 2018; 20 di 32 avevano un linfedema agli arti inferiori e 6 casi di linfedema erano primari; tutti i pazienti avevano una malattia al II stadio. Entrambi gli esami sono stati eseguiti a tutti i pazienti in tempi differenti (intervallo di tempo massimo 1 mese), iniettando il mezzo di contrasto a livello intradermico (Diagnogreen 0.5%; Daiichi Pharmatical, Tokyo, Japan per ICGL e Gd-BOPTA, Multihance, 0.5 M injectable solution, Bracco Imaging, Milan, Italy per MRL), negli spazi interdigitali delle mani o dei piedi con un ago da 24 G. Per ogni paziente sono stati conteggiati, in entrambe le metodiche, i vasi linfatici visualizzati a livello del polso per gli arti superiori e a livello della caviglia per gli arti inferiori, sia negli arti sani che nei malati. Tutti i pazienti hanno completato gli esami senza significative complicazioni. In ogni esame RM il contrasto era in parte drenato anche dal sistema venoso mentre il verde di indocianina era selettivo per il sistema linfatico. Una differenza statisticamente significativa tra le due metodiche è stata trovata tra il numero di vasi linfatici a livello della caviglia/polso sia negli arti malati che nei sani (34 con ICGL vs 70 con MRL e 82 con ICGL vs 26 con MRL), considerando arti malati e sani rispettivamente. In entrambe le metodiche i vasi linfatici negli arti linfedematosi apparivano per lo più tortuosi, mentre i sani presentavano una morfologia lineare ed erano difficilmente visualizzati in RM a causa del rapido flusso linfatico e del loro lume, pressochè virtuale. Lo stravaso intradermico del mezzo di contrasto (dermal backflow) è stato identificato in 14 pazienti, in 6 dei quali lo studio a fluorescenza non ha potuto identificare nessun vaso linfatico, mentre in RM almeno un vaso linfatico è stato visualizzato. Da questi risultati emerge che entrambe le metodiche indagate forniscono informazioni anatomiche e funzionali sul sistema linfatico periferico degli arti, permettendo di scegliere e localizzare accuratamente in fase prechirurgica quei vasi con una pompa linfatica residua. Lo studio a fluorescenza con verde di indocianina è rapido, ben tollerabile dal paziente e può essere impiegato anche in sala operatoria. La RM fornisce una visione panoramica dell’arto, la visulizzazione dei vasi linfatici non è ostacolata dalla presenza stravaso intradermico del mezzo di contrasto grazie alla superiore risoluzione spaziale, e permette di valutare allo stesso tempo il drenaggio venoso; d’altra parte è un esame costoso e meno tollerabile dal paziente per i lunghi tempi d’acquisizione. | it |
pair_34524115 | Growth hormone is known to affect healing on the postoperative patient. The aim of the present experimental study was to evaluate the effect of systematic infusion of growth hormone on the healing of colonic anastomoses in rats. Fourty Albino-Wistar male rats were randomly divided into two groups, a control group (CONTROL) and a growth hormone (GH) group. In both groups, an end-to-end colonic anastomosis was performed after segmental resection. In the CONTROL group, 1 cc saline was administered subcutaneously in the experimental animals' necks in two equal doses daily until the sixth postoperative day. In the GH group, rats were administered a growth hormone solution (2 mg/kg b.w.) in an amount of 1 cc subcutaneously in their necks in two equal doses daily until the sixth postoperative day. Rats were sacrificed on the seventh postoperative day. Anastomoses were resected and macroscopically examined. Bursting pressures were calculated and histological features were graded and hydroxyproline was evaluated. No deaths or wound infections were observed until the sacrifice. Bodyweight was significantly increased in the GH group until the seventh postoperative day (p = 0.005). Bursting pressures (p = 0.0025), adhesion formation (p=0.0019), hydroxyproline concentrations (p = 0.007) were significantly higher in the GH group than in the control group. Also GH lead to decreased inflammation (p < 0.001), but increased neoangiogenesis (p < 0.001), fibroblast activity (p = 0.001) and collagen deposition (p < 0.001). Growth hormone, when applied systematically in rats with colonic anastomoses, promotes their healing in rats. Therefore, the application of growth hormone in colonic anastomoses leads to better outcomes. Adhesion, Bursting pressure, Collagen, Hydroxyproline, Inflammation, Neoangiogenesis. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | è noto che l’ormone della crescita influisce sulla guarigione del paziente postoperatorio. Lo scopo del presente studio sperimentale era di valutare l’effetto dell’infusione sistematica dell’ormone della crescita sulla guarigione delle anastomosi del colon nei ratti. Quaranta ratti maschi Albino-Wistar sono stati divisi casualmente in due gruppi, un gruppo di controllo (CONTROL) e un gruppo di ormone della crescita (GH). In entrambi i gruppi è stata eseguita un’anastomosi del colon end-to-end dopo resezione segmentale. Nel gruppo CONTROL, 1 cc di soluzione salina è stato somministrato per via sottocutanea nel collo degli animali da esperimento in due dosi uguali al giorno fino al sesto giorno postoperatorio. Nel gruppo GROWTH HORMONE (GH), ai ratti è stata somministrata una soluzione GH (2 mg / kg di peso corporeo) in una quantità di 1 cc sottocutanea nel collo in due dosi uguali al giorno fino al sesto giorno postoperatorio. I ratti sono stati sacrificati il settimo giorno postoperatorio. Le anastomosi sono state resecate ed esaminate macroscopicamente. Sono state calcolate le pressioni di scoppio, sono state classificate le caratteristiche istologiche ed è stata valutata l’idrossiprolina. Nessuna morte o infezione della ferita è stata osservata fino al sacrificio. Il peso corporeo è risultato aumentato significativamente nel gruppo GH fino al settimo giorno postoperatorio (p = 0,005). Le pressioni di scoppio (p = 0,0025), la formazione di aderenza (p = 0,0019), le concentrazioni di idrossiprolina (p = 0,007) sono risultate significativamente più elevate nel gruppo GH rispetto al gruppo di controllo. Il GH porta anche ad una riduzione dell’infiammazione (p <0,001), ma a un aumento della neoangiogenesi (p <0,001), dell’attività dei fibroblasti (p = 0,001) e alla deposizione di collagene (p <0,001). L’ormone della crescita, quando applicato su anastomosi del colon, promuove la loro guarigione nei ratti. Pertanto, l’applicazione dell’ormone della crescita nelle anastomosi del colon porta a risultati migliori. | it |
pair_34524116 | Morbid obesity (BMI>40 kg/m2) is a challenging health condition with an increasing incidence in the last decades. Conventional therapy which consists in diet and lifestyle interventions, along with pharmaceutical therapy, has a limited effect on morbidly obese patients. In this context, bariatric surgery is the most effective approach, leading to significant weight loss, along with other beneficial effects like type 2 diabetes resolution or improvement of cardiovascular status. The bariatric surgery outcomes can widely vary among individuals, with a significant percentage of patients having small benefits from the operation. These variations may be partially explained by the genetic background of each individual. During the last years, several studies have been conducted in order to determine the genetic and epigenetic factors involved in bariatric surgery outcomes. Many genes involved in different molecular pathways were found to be associated with weight loss after bariatric surgery. Epigenetic studies revealed that genes methylation may be influenced by weight loss interventions. All these findings suggest that there is an intimate connection between genetic and epigenetic factors and the bariatric surgery outcomes. Further studies are required in order to better understand if genetics can be used in order to predict the operation results. KEY WORDS: Bariatric surgery, Body-mass index, Epigenetic, Genetic. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | L’obesità patologica (BMI> 40 kg/m2) è una condizione di salute difficile da gestire con un’incidenza crescente negli ultimi decenni. La terapia convenzionale che consiste in interventi sulla dieta e sullo stile di vita, insieme alla terapia farmaceutica, ha un effetto limitato sui pazienti con obesità di terzo grado. In questo contesto, la chirurgia bariatrica è l’approccio più efficace, che porta a una significativa perdita di peso, insieme ad altri effetti benefici come la risoluzione del diabete di tipo 2 o il miglioramento delle malattie cardiovascolari. Gli esiti della chirurgia bariatrica possono variare ampiamente da individuo a individuo, con una percentuale significativa di pazienti che hanno piccoli benefici dall’operazione. Queste variazioni possono essere parzialmente spiegate dal background genetico di ogni individuo. Negli ultimi anni sono stati condotti diversi studi per determinare i fattori genetici ed epigenetici coinvolti negli esiti della chirurgia bariatrica. Molti geni coinvolti in diversi percorsi molecolari sono stati identificati associati alla perdita di peso dopo la chirurgia bariatrica. Studi epigenetici hanno rivelato che la metilazione dei geni può essere influenzata da interventi per la perdita di peso. Tutti questi risultati suggeriscono che esiste un’intima connessione tra fattori genetici ed epigenetici e gli esiti della chirurgia bariatrica. Sono necessari ulteriori studi per capire meglio se la genetica può essere utilizzata per prevedere i risultati dell’operazione. Il nostro scopo e quello di rivedere gli studi clinici che hanno cercato di determinare l’impatto di fattori genetici ed epigenetici sugli esiti della chirurgia bariatrica. | it |
pair_34524117 | Intraoperative awareness is a serious adverse event under general anesthesia. Midazolam has a good anterograde amnesia-inducing effect, can prevent and reduce the occurrence of intraoperative awareness. However, if the dosage of midazolam is improperly controlled, it may not produce forgetting effect, or bring obvious adverse side effects, such as respiratory depression, and delay of recovery. However, the half maximal effective dose (ED50 ) of midazolam for amnesia, the duration of amnesia and the factors affecting the duration of amnesia are still inconclusive. Therefore, it is of great clinical significance to observe and determine the dose, duration and influencing factors of amnesia induced by midazolam METHODS: A total of 106 patients who underwent ASA grades I-II elective operation under spinal-epidural anesthesia were intravenously injected with different doses of midazolam at 10 minutes after spinal-epidural anesthesia, every 5 minutes, the patient was presented with pictures or sounds as memory content, and heart rate (HR), systolic blood pressure (SBP), diastolic blood pressure (DBP), mean blood pressure (MBP), blood oxygen saturation (SpO2), bispectral index (BIS), OAA/S and adverse events were recorded. The patient's forgetfulness was followed up in the early morning after operation. ED50 (the dose for amnesia in half of the subjects) was 0.031 mg/kg (95% CI: 0.027-0.036 mg/kg); ED95 (the dose for amnesia in 95% of the subjects) was 0.044 mg/kg (95% CI: 0.038-0.071 mg/kg). After the patients were injected intravenously with 0.04 mg/kg of midazolam, the respiratory and circulatory systems were basically stable, no serious adverse events occurred, and the forgetting rate was 88.5%. ET50 (the time for half of the subjects in a state of forgetfulness) was 23.77 minutes (95% CI: 20.18-27.07 min), and the corresponding BIS was 83.22; ET05 (the time for 5% of the subjects in a state of forgetfulness) was 53.90 minutes (95% CI: 48.54-61.47 min) and the corresponding BIS was 91.38. The amnesia-inducing effect of midazolam was correlated to sedation grade, BIS and age, and was not correlated to visual memory or auditory memory. In this study, the ED50 , ED95 and maintenance time of the forgetting effect of intravenous midazolam were preliminarily determined. Amnesia, Duration of amnesia, ED50, Midazolam. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Il mantenimento della coscienza intraoperatoria è un incidente grave in anestesia generale. Il Midazolam ha un buon effetto induttore di amnesia anterograda, può prevenire e ridurre l'insorgenza di questo evento negativo. Tuttavia, se il dosaggio di midazolam è controllato in modo improprio, potrebbe non produrre effetti di dimenticanza o portare evidenti effetti collaterali negativi, come depressione respiratoria e ritardo del risveglio. Tuttavia, la mezza dose massima efficace (ED50) di midazolam per l'amnesia, la durata dell'amnesia e i fattori che influenzano la durata dell'amnesia sono ancora inconcludenti. Pertanto, è di grande interesse clinico osservare e determinare la dose, la durata e i fattori di induzione dell'amnesia indotti dal midazolam. Ad un totale di 106 pazienti di grado I-II ASA sottoposti a intervento elettivo in anestesia spinale-epidurale sono stati iniettate per via endovenosa diverse dosi di midazolam a 10 minuti dopo l'anestesia spinale-epidurale. Ogni 5 minuti sono state presentate al paziente immagini o suoni con contenuti memorizzabili, e sono stati registrati frequenza cardiaca (HR), pressione sistolica (SBP), pressione diastolica (DBP), pressione sanguigna media (MBP), saturazione di ossigeno nel sangue (SpO2), indice bispettrale (BIS), OAA/S ed eventi negativi. L'amnesia del paziente è stata controllata al mattino presto successivo all'intervento. RISULTATI: la dose per produzione dell’amnesia nella metà dei soggetti (ED50) è stata di 0,031 mg/kg (IC al 95%: 0,027-0,036 mg/kg); la dose per produzione dell’amnesia nel 95% dei soggetti (ED95) è stata di 0,044 mg/kg (IC 95%: 0,038-0,071 mg/kg). Dopo l’iniezione e.v. di 0,04 mg/kg di midazolam, i sistemi respiratorio e circolatorio sono rimasti sostanzialmente stabili, non si sono verificati eventi negativi gravi e la percentuale di amnesia è stata dell'88,5%. La durata in stato di amnesia per la metà dei soggetti (ET50) è stata di 23,77 minuti (IC al 95%: 20,18-27,07 min) e il BIS corrispondente era 83,22. La durata in stato di amnesia per il 5% dei soggetti (ET05) è stato di 53,90 minuti (IC al 95%: 48,54-61,47 min) e il BIS corrispondente era 91,38. L’effetto che induce l'amnesia del midazolam è risultato correlato al grado di sedazione, alla BIS e all’età e non era correlato alla memoria visiva o alla memoria uditiva. CONCLUSIONE: in questo studio sono stati preliminarmente determinati l’ED50, l’ED95 e il tempo di mantenimento dell’effetto di amnesia del midazolam per via endovenosa. | it |
pair_34524118 | To investigate the value of ultrasonography in the diagnosis of gallbladder cancer in a community. A total of 24 cases of gallbladder carcinoma confirmed by operation and pathology were retrospectively analyzed. There were 14 cases (14/24) of gallbladder cancer preoperatively diagnosed by normal scale ultrasound and 10 cases (10/24) of accidental gallbladder cancer diagnosed. The diagnostic sensitivity was 58.33%. Irregular thickening of gallbladder wall was found in the 14 cases of preoperative diagnosis of gallbladder carcinoma. There were 22 cases of gallbladder cancer complicated with gallstones (22/24) and 2 cases without gallstones (2/24), among which 18 were multiple gallstones and 4 cases (4/24) were single gallstone. Signal of blood flow can be detected in the lesion of gallbladder wall in 7 cases (7/14). The evaluation of the gallbladder in patients with high risk factors should be emphasized in community ultrasound examinations. Conventional ultrasound mode, Gallbladder carcinoma incidental gallbladder carcinoma, Gallstone, Thickening of the gallbladder wall. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | SCOPO DELLO STUDIO: indagare il valore dell’ecografia nella diagnosi del carcinoma della cistifellea in una comunità. A tal fine sono stati analizzati retrospettivamente un totale di 24 casi di carcinoma della cistifellea confermati dall’operazione e dall’esame anatomo-patologico. RISULTATI: Ci sono stati 14 casi (14/24) di diagnosi preoperatoria con ultrasuoni su scala normale e 10 casi (10/24) di carcinoma della cistifellea diagnosticato accidentalmente, con una sensibilità diagnostica del 58,33%. Nei 14 casi di diagnosi preoperatoria è stato riscontrato ispessimento irregolare della parete della cistifellea da carcinoma della colecisti. 22 casi di cancro alla cistifellea erano complicati con calcoli biliari (22/24) e 2 casi senza calcoli biliari (2/24): in 18 erano si trattava di calcoli biliari multipli e 4 casi (4/24) erano calcoli biliari singoli. Il segnale del flusso sanguigno può essere rilevato nella lesione della parete della cistifellea in 7 casi (7/14). CONCLUSIONE: La valutazione della cistifellea nei pazienti con fattori ad alto rischio dovrebbe essere enfatizzata negli esami ecografici di comunità. | it |
pair_34524119 | Pancreaticoduodenectomy has been established as the treatment of choice for the management of benign and malignant lesions of the pancreatic head, and pancreaticojejunal or pancreaticogastric anastomosis seems to be the safer choice for the management of the pancreatic duct. However, in certain seldom, but still existing circumstances, pancreatic duct ligation or occlusion with a chemical substance is a valuable and viable alternative. The aim of the current study is to compare these two methods of occlusion of the pancreatic duct regarding the endocrine and exocrine function of the pancreas and its histopathology. 18 health mixed breed dog of both sexes were randomized in two groups: group A, in which the pancreatic duct was ligated and group B, in which the pancreatic duct was occluded with prolamine. None of the animals presented postoperatively steatorrhea and significant body weight changes. Peripancreatic inflammation at sacrifice, inflammatory cell infiltration and edema of the pancreas on the 15th postoperative day and 30th postoperative day were milder after occlusion with prolamine than after ligation. Ligation of pancreatic duct lead to significantly greater hyperamylasemia than prolamine occlusion every day until the 15th. Mild hyperglycemia presented from the first to the fourth day in both groups, which was associated with a significant drop in insulin. Glucagon remained within the normal values at all times during the experiment. None of glucose, insulin and glucagon differed between groups. Prolamine occlusion of the pancreatic duct causes milder hyperamylasemia and less extensive inflammation both macroscopically and microscopically than ligation. Pancreas, Pancreaticoduodenectomy, Hyperamylasemia. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | La ppancreaticoduodenectomia è riconosciuta come il trattamento di scelta per la gestione delle lesioni benigne e maligne della testa del pancreas, e l’anastomosi pancreaticodigiunale o pancreaticogastrica sembra essere la scelta più sicura per la gestione del dotto pancreatico. Tuttavia, in alcune rare circostanze, ma ancora esistenti, la legatura o occlusione del dotto pancreatico con una sostanza chimica è un’alternativa preziosa e praticabile. Lo scopo di questo studio è di confrontare questi due metodi di occlusione del dotto pancreatico per quanto riguarda la funzione endocrina ed esocrina del pancreas e la sua istopatologia. 18 cani di razza mista di salute di entrambi i sessi sono stati randomizzati in due gruppi: gruppo A, in cui è stato legato il dotto pancreatico e gruppo B, in cui il dotto pancreatico è stato occluso con prolamina. Nel postoperatorio sono stati controllati il peso corporeo dell’animale, le feci e i livelli plasmatici di amilasi, glucosio, insulina e glucagone. Inoltre, l’esame istopatologico del pancreas è stato eseguito a 15 giorni, ad 1 mese e a 3 mesi. Nessuno degli animali presentava steatorrea postoperatoria e variazioni significative del peso corporeo. L’infiammazione peripancreatica al sacrificio era significativamente inferiore dopo l’occlusione con prolamina rispetto a dopo la legatura. L’infiltrazione di cellule infiammatorie e l’edema del pancreas sono stati più lievi dopo occlusione con prolamina rispetto a dopo la legatura il 15° giorno postoperatorio e il 30° giorno postoperatorio, mentre la fibrosi e l’atrofia si sono sviluppate approssimativamente allo stesso grado in 3 mesi dopo l’intervento dopo la legatura e l’occlusione della prolamina del dotto pancreatico . Non sono stati osservati cambiamenti quantitativi e qualitativi negli isolotti di Langerhans in nessun gruppo. La legatura del dotto pancreatico porta a iperamilasemia significativamente maggiore dell’occlusione prolaminica ogni giorno fino al 15. L’iperglicemia lieve si è presentata dal primo al quarto giorno in entrambi i gruppi, che è stata associata a un calo significativo dell’insulina. In seguito sia il glucosio che l’insulina sono rimasti entro i limiti normali, mentre il glucagone è rimasto sempre entro i valori normali durante l’esperimento. Nessuno di glucosio, insulina e glucagone differivano tra i gruppi. L’occlusione della prolamina del dotto pancreatico provoca iperamilasemia più lieve e infiammazione meno estesa sia macroscopicamente che microscopicamente rispetto alla legatura. | it |
pair_34524121 | The Covid-19 pandemic spread rapidly throughout Turkey from March 2020 onward, and despite modified working conditions in the surgical clinics of our hospitals, some surgical patients became infected with the coronavirus during their perioperative period. The present study investigates the impact of the novel coronavirus on patients undergoing general surgical operations in our clinics during the Covid-19 pandemic. A retrospective analysis was conducted of all surgeries performed in the general surgery clinics of two 'pandemic hospitals' between March 19 and April 30, 2020 - a period when all elective surgeries were suspended in hospitals within Turkey. Demographic data, comorbidities, choice of anesthesia method, blood parameters, duration of stay in hospital and the intensive care unit and mortality rates were compared statistically with the frequency of postoperative Covid-19 positivity in these patients. A total of 275 surgical operations were performed during this period. Covid-19 was identified in seven patients during the postoperative period, and was more commonly diagnosed in those who were elderly and those with comorbidities. (p=0.02, p=0.02). Statistically significant correlations were found between a Covid-19 diagnosis and admission to the intensive care unit, the length of hospital stay and the length of stay in intensive care (p<0.001, p<0.001, p=0.01). Mortality was observed in two patients who developed Covid-19 postoperatively (p= 0.03). The Covid-19 pandemic has had a significant impact on patients undergoing operations in our general surgery clinics. Precautionary measures taken during postoperative care should be maximized for high-risk patients. Covid-19 pandemic, General surgery clinics, Novel coronavirus, Gastrointestinal system surgery. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | La pandemia di Covid-19 si è diffusa rapidamente in tutta la Turchia da marzo 2020 in poi e, nonostante le condizioni di lavoro modificate nelle cliniche chirurgiche dei nostri ospedali, alcuni pazienti chirurgici sono stati infettati dal coronavirus durante il periodo perioperatorio. Il presente studio indaga l’impatto del nuovo coronavirus sui pazienti sottoposti a operazioni di chirurgia generale nelle nostre cliniche durante la pandemia Covid-19. È stata condotta un’analisi retrospettiva di tutti gli interventi chirurgici eseguiti nelle cliniche di chirurgia generale di due “ospedali pandemici” tra il 19 marzo e il 30 aprile 2020, un periodo in cui tutti gli interventi chirurgici elettivi sono stati sospesi negli ospedali in Turchia. Dati demografici, comorbidità, scelta del metodo di anestesia, parametri del sangue, durata della degenza in ospedale e unità di terapia intensiva e tassi di mortalità sono stati confrontati statisticamente con la frequenza della positività postoperatoria al Covid-19 in questi pazienti. Un totale di 275 interventi chirurgici sono stati eseguiti durante questo periodo. Covid-19 è stato identificato in sette pazienti durante il periodo postoperatorio ed è stato diagnosticato più comunemente in quelli anziani e in quelli con comorbidità. (p = 0,02, p = 0,02). Sono state trovate correlazioni statisticamente significative tra una diagnosi di Covid-19 e l’ammissione all’unità di terapia intensiva, la durata della degenza ospedaliera e la durata della degenza in terapia intensiva (p <0,001, p <0,001, p=0,01). La mortalità è stata osservata in due pazienti che hanno sviluppato Covid-19 dopo l’intervento (p=0,03). In conclusione la pandemia Covid-19 ha avuto un impatto significativo sui pazienti sottoposti a operazioni nelle nostre cliniche di chirurgia generale. Le misure precauzionali prese durante l’assistenza postoperatoria dovrebbero essere massimizzate per i pazienti ad alto rischio. | it |
pair_34524122 | This study aims to reveal the results of the transverse fascia inversion technique applied in laparoscopic transabdominal preperitoneal (TAPP) procedure to reduce the risk of seroma in direct hernias. Patients who underwent elective inguinal hernia repair with the laparoscopic TAPP procedure were retrospectively evaluated. Indirect inguinal or femoral hernias and emergency operations were excluded, and only patients with direct or indirect + direct inguinal hernia were included in the study. The patients were divided into two groups as those with and without transverse fascia inverted. Operative and postoperative clinical features were compared. Sixty-two patients with 75 inguinal hernias were included in our study. Six of the patients were women. Thirty-one patients had a right inguinal hernia, 18 patients had left, and 13 patients had a bilateral inguinal hernia. The operation time was longer in the inversion group, but this was not statistically significant. One-day postoperative pain and postoperative hospital stay were similar in the two groups. In the inversion group, the peritoneal breach occurred in 4 patients, and gonadal vessel injury occurred in 1 patient (p = 0.435, p = 0,376, respectively). When postoperative complications are examined, there was no statistical difference between subcutaneous emphysema, urinary retention, and hematoma development (p>0.005); however, seroma formation was lower in the inversion group (p = 0.031). Inversion and fixing the direct hernia pouch to the cooper ligament reduces the risk of seroma formation in the laparoscopic TAPP procedure. Direct hernia, Laparoscopy, Seroma, Transabdominal preperitoneal procedure. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Questo studio mira a controllare i risultati della tecnica di inversione della fascia trasversale applicata nella procedura laparoscopica transaddominale preperitoneale (TAPP) per ridurre il rischio di sieroma nelle ernie dirette. I pazienti sottoposti a riparazione elettiva dell’ernia inguinale con la procedura laparoscopica TAPP sono stati valutati retrospettivamente. Sono state escluse le ernie inguinali o femorali indirette e gli interventi di emergenza e sono stati inclusi nello studio solo i pazienti con ernia inguinale diretta o indiretta + diretta. I pazienti sono stati divisi in due gruppi come quelli con e senza fascia trasversale invertita. Le caratteristiche cliniche operative e postoperatorie sono state confrontate. Sessantadue pazienti con 75 ernie inguinali sono stati inclusi nel nostro studio. Sei dei pazienti erano donne. Trentuno pazienti avevano un’ernia inguinale destra, 18 pazienti avevano un’ernia inguinale bilaterale e 13 pazienti avevano un’ernia inguinale bilaterale. Il tempo di intervento era più lungo nel gruppo di inversione, ma questo non era statisticamente significativo. Il dolore postoperatorio di un giorno e la degenza ospedaliera postoperatoria erano simili nei due gruppi. Nel gruppo di inversione, la rottura peritoneale si è verificata in 4 pazienti e la lesione del vaso gonadico si è verificata in 1 paziente (p = 0,435, p = 0,376 rispettivamente). Quando vengono esaminate le complicanze postoperatorie, non c’era differenza statistica tra enfisema sottocutaneo, ritenzione urinaria e sviluppo di ematoma (p> 0,005); tuttavia, la formazione di sieroma era inferiore nel gruppo di inversione (p = 0,031). L’inversione e il fissaggio della sacca per ernia diretta al legamento di rame riduce il rischio di formazione di sieroma nella procedura TAPP laparoscopica. | it |
pair_34524123 | The liver is the most common organ for settlement of hydatic cyst disease. All acknowledged protoscolicidals that are used for echinococcus degeneration have a risk of caustic secondary sclerosing cholangitis. The sodium hypochlorite is an effective protoscolicidal agent for treatment of hydatid liver cysts in vitro. This study aimed to investigate the safe usability of sodium hypochlorite for the treatment of hydatid cyst in the hepatobiliary system in an experimental rat model. This experimental study designed as one side blinded animal study. Study was carried out between October 2017 and August 2018. Rats were randomly allocated to the study (n=7), control (n=7), and sham (n=7) groups. A duodenotomy was performed, and a catheter was inserted through the ampulla. The tip of the catheter was placed to instill 0.15 ml sodium hypochlorite (0,25%) solution, and 0.15 ml isotonic saline solution were into the common bile duct in the study and control groups, respectively. After three months, all rats were sacrificed. Livers, biliary tracts, pancreas, and duodenum were investigated for histopathological changes by blinded two pathologists. No significant difference was found between groups for periductal portal inflammation (p=0.077), parenchymal inflammation, and focal necrosis (p=0.119). There was not any histopathological change in 71.4 % of the subjects in control and experimental groups. Sodium hypochlorite (0,25%) did not cause any unfavorable changes in the hepatobiliary system, and this reminds that sodium hypochlorite can be a safe alternative in percutaneous drainage, laparoscopic, and open surgery in the treatment of hydatid cyst. Hepatobiliary system, Hydatid disease, Sodium hypochlorite, Treatment. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Il fegato è l’organo più comune per la localizzazione delle cisti idatidee. Tutti i protoscolicidi efficaci che sono utilizzati per la distruzione dell’echinococco presentano il rischio di provocare una colangite caustica sclerosante. L’ipoclorito di sodio è un agente protoscolicidico efficace in vitro per il trattamento delle cisti idatidee. Questo studio si è proposto di studiare l’utilizzazione dell’ipoclorito di sodio per il trattamento della cisti idatidea nel sistema epatobiliare in un modello sperimentale di ratto, senza conseguenze negative. Si è trattato di uno studio sperimentale progettato come uno studio cieco su animali da esperimento, ed è stato condotto tra ottobre 2017 e agosto 2018. 21 ratti sono stati assegnati in modo casuale ai tre gruppi di studio (n = 7), di controllo (n = 7) e sham (n = 7). È stata eseguita una duodenotomia e un catetere è stato inserito attraverso l’ampolla per instillare 0,15 ml di soluzione di ipoclorito di sodio (0,25%) e 0,15 ml di soluzione salina isotonica nel dotto biliare comune rispettivamente nei gruppi di studio e di controllo. Dopo tre mesi, tutti i ratti sono stati sacrificati. Fegato, vie biliari, pancreas e duodeno sono stati studiati per gli effetti istopatologici da due diversi patologi in cieco. Come risultato nessuna differenza significativa è stata trovata tra i gruppi rispetto alla infiammazione portale periduttale (p = 0,077), infiammazione parenchimale e necrosi focale (p = 0,119). Non c’è stato alcun cambiamento istopatologico nel 71,4% dei soggetti nei gruppi di controllo e di sperimentazione. Si convlude che l’ipoclorito di sodio (0,25%) non ha causato cambiamenti sfavorevoli nel sistema epatobiliare e ciò indica che esso può essere un’alternativa sicura nel drenaggio percutaneo, nella chirurgia laparoscopica e a cielo aperto nel trattamento della idatidosi. | it |
pair_34533534 | Evaluation of the management and survival in patients treated for temporal bone squamous cell carcinoma (TBSCC) in a tertiary referral centre. Forty-nine patients underwent primary treatment for TBSCC. Thirty-six patients underwent a lateral temporal bone resection (LTBR) or subtotal temporal bone resection (STBR). Overall survival (OS) and disease-specific survival (DSS) analysis were assessed. Five-year OS of the 49 patients was 39%. Five-year OS of the 36 patients who underwent LTBR or STBR was 46%. Tumour-free margins were achieved in all patients with T1 and T2 disease, in 59% patients with T3 tumours and 0% patients with T4 disease. Five-year DSS was 85% for all T1/T2 tumours, 53% for T3 tumours and 0% for T4 tumours. Clear resection margins was the only significant predictor of DSS in our cohort. The mainstay of treatment for TBSCC is temporal bone resection with tumour free resection margins, with or without adjuvant radiotherapy. Survival is negatively influenced by non-radical resection. T1 and T2 tumours can be managed safely with LTBR. More advanced disease requires a more extensive resection, with a higher likelihood of non-radical resections and decreased survival rates. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Il trattamento chirurgico del carcinoma a cellule squamose dell’osso temporale: fattori predittivi di sopravvivenza. Valutazione della gestione e sopravvivenza in pazienti trattati per carcinoma a cellule squamose dell’osso temporale (TBSCC) in un centro di riferimento terziario. Quarantanove pazienti sono stati sottoposti a trattamento primario per TBSCC. Trentasei pazienti sono stati sottoposti a resezione ossea temporale laterale (LTBR) o resezione ossea temporale subtotale (STBR). Sono state eseguite analisi della sopravvivenza globale (OS) e della sopravvivenza specifica per la malattia (DSS). l’OS a cinque anni di tutti i 49 pazienti è stata del 39%. L’OS a cinque anni di tutti i 36 pazienti sottoposti a LTBR o STBR è stata del 46%. Margini liberi da tumore sono stati raggiunti in tutti i pazienti con malattia T1 e T2, nel 59% dei pazienti con tumori T3 e nello 0% pazienti con malattia T4. Il DSS a cinque anni era dell’85% per tutti i tumori T1 / T2, del 53% per i tumori T3 e dello 0% per i tumori T4. I margini di resezione chiari erano l’unico predittore significativo di sopravvivenza specifica per malattia nella nostra coorte. Il cardine del trattamento per TBSCC è la resezione dell’osso temporale con margini di resezione senza tumore, con o senza radioterapia adiuvante. La sopravvivenza è influenzata negativamente dalla resezione irradicale. I tumori T1 e T2 possono essere gestiti in sicurezza con LTBR. Una malattia più avanzata richiede una resezione più estesa, con una maggiore probabilità di resezioni irradicali e tassi di sopravvivenza ridotti. | it |
pair_34533535 | The rates of laryngeal preservation according to therapeutic modality in patients with initial laryngeal squamous cell carcinoma (LSCC) are still controversial. This study evaluated the rates of laryngeal preservation in patients who underwent treatment with surgery or radiotherapy. This retrospective cohort study evaluated 151 patients with stage I or II LSCC. Ninety-six patients were matched using a propensity-score and outcomes were compared within this group. Regarding overall, cancer-specific survival and larynx preservation, no differences were observed according to the therapeutic modalities, but patients who underwent radiotherapy had a higher rate of local recurrence than those who underwent surgery. Patients classified as ASA 3 or 4 and treated with radiotherapy showed a tendency of higher risk of larynx loss. Patients with stage I or II laryngeal tumours can be submitted to surgery or radiotherapy with similar rates of laryngeal preservation. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Preservazione d’organo ed esiti oncologici nel carcinoma laringeo in stadio iniziale: uno studio basato sul punteggio di propensione. Le percentuali di conservazione della laringe nei diversi trattamenti dei pazienti affetti da carcinoma a cellule squamose della laringe iniziale (LSCC) sono ancora controversi. Questo studio ha valutato i tassi di preservazione laringea nei pazienti sottoposti a trattamento chirurgico o radioterapia. Questo studio di coorte retrospettivo ha valutato 151 pazienti con LSCC, stadio I o II. Novantasei pazienti sono stati abbinati utilizzando un punteggio di propensione e i risultati sono stati confrontati all’interno di questo gruppo. Per quanto riguarda la sopravvivenza globale, cancro-specifica e la conservazione della laringe, non sono state osservate differenze in base alle modalità terapeutiche, ma i pazienti sottoposti a radioterapia avevano un tasso di recidiva locale più elevato rispetto a quelli sottoposti a intervento chirurgico. Inoltre, i pazienti classificati come ASA 3 o 4 e trattati con radioterapia hanno mostrato una tendenza a un rischio maggiore di perdita della laringe. I pazienti con tumori laringei in stadio I o II possono essere sottoposti a chirurgia o radioterapia con tassi di conservazione laringea simili. | it |
pair_34533536 | Normative values of patient-reported outcome instruments are needed to identify good candidates for rhinoplasty. Rhinoplasty Outcome Evaluation (ROE) and Functional Rhinoplasty Outcome Inventory-17 (FROI-17) are disease-specific questionnaires that evaluate quality of life in patients undergoing rhinoplasty. The reference cohort contained 1,000 participants, selected from a non-probability panel. Normative ROE and FROI-17 scores from this reference cohort were compared with ROE and FROI-17 scores from a patient cohort before (n = 104) and 6 (n = 55) and 12 months (n = 32) after septorhinoplasty. Mean FROI-17 scores (± SD) were: overall score, 20.8 ± 17; nasal symptoms, 16.8 ± 7; general symptoms, 24.8 ± 22; and self-confidence, 16.4 ± 21. The ROE total score was 73.1 ± 16. Normative values differed significantly from the preoperative ROE and FROI-17 scores of septorhinoplasty patients (p < 0.01). Except for the FROI-17 general score at 12 months postoperatively (p = 0.004), there were no significant differences between normative ROE/FROI-17 and septorhinoplasty scores postoperatively, indicating that they returned to normalcy. Normative scores for ROE and FROI-17 provide a reference point from which to identify patients who are most likely to benefit from rhinoplasty. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Prevedere l’esito della settorinoplastica? Valori di riferimento per i questionari ROE e FROI-17. L’identificazione dei valori di riferimento per i questionari di autovalutazione permette di selezionare i candidati migliori per la rinoplastica. Il Rhinoplasty Outcome Evaluation (ROE) e il Functional Rhinoplasty Outcome Inventory-17 (FROI-17) sono questionari che valutano la qualità della vita dei pazienti sottoposti a rinoplastica. 1000 volontari sani sono stati reclutati come popolazione di riferimento. I valori standard del ROE e del FROI-17 sono stati poi confrontati con i valori rilevati in un gruppo di pazienti prima dell’intervento di rinosettoplatica (n = 104) e dopo 6 (n = 55) e 12 mesi (n = 32). I valori medi del FROI-17 (± SD) sono: punteggio totale 20,8 ± 17; sintomi nasali 16,8 ± 7; sintomi generali 24,8 ± 22; autostima 16,4 ± 21. Il punteggio totale del ROE è 73,1 ± 16. I valori standard si sono rivelati significativamente diversi dai valori del ROE e del FROI-17 dei pazienti pre-intervento (p < 0,01). Ad eccezione del punteggio totale del FROI-17 a 12 mesi (p = 0,004), non si sono evidenziate differenze significative tra i valori standard e i punteggi dichiarati dai pazienti a 6 e a 12 mesi, a indicare il ritorno alla normalità. La standardizzazione del ROE e del FROI-17 è utile a identificare i pazienti con maggiori probabilità di beneficiare della rinoplastica. | it |
pair_34533537 | Clinical experience and daily life indicate that the importance of smell, taste and flavour is variable among individuals. Therefore, the aim of this research was to develop a questionnaire to investigate the importance attributed to smell, taste and flavour and socio-cultural differences among individuals. Cross-cultural adaptation of the questionnaire was executed by two professional translators and one bilingual investigator and pre-tested on a pilot group of 25 subjects with normal smell and taste abilities. The final version of the questionnaire was sent by e-mail to 850 healthy subjects. The Google form consisted of three parts: <i>'The importance of olfaction</i>' developed by Croy et al. in 2010, <i>'The importance of taste and flavour'</i> developed by our team and a section to collect demographic data. The questions were classified into <i>'association', 'application', 'consequence' and 'aggravation'</i>. Statistical differences were assessed using <i>t</i>-test with p ≤ 0.05. Correlations were calculated using Spearman's test. Internal consistency was assessed using the Cronbach's Alpha, while test-retest reliability was analysed by calculating the Intraclass Correlation Coefficients (ICC2k). The questionnaire received a non-response rate of 10.7%. Calculation of Cronbach's alpha showed good internal reliability (a = 0.87). Test-retest evaluation was satisfactory for all subscales, with an overall ICC2k = 0.84 (CI 0.79-0.89). Statistical analysis showed that smell, taste and flavour appeared to be more important for women when compared to men (p < 0.001). No statistical differences were seen between individuals with various educational background (p > 0.05), and the importance of smell (r = 0.16; p < 0.01), taste and flavour (r = 0.08; p < 0.05) did not decline with age. The development of this original test provides an overview into the importance of smell, taste and flavour among individuals. Although further research is needed, it can help in the evaluation and investigation of aspects that influence people to seek medical attention in the presence of sensory alterations. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Sviluppo di un questionario per indagare le differenze socio-culturali nella percezione di olfatto, gusto e sapore. L’esperienza clinica e la vita quotidiana mostrano come l’importanza attribuita al senso dell’olfatto, del gusto e del sapore siano variabili nella popolazione. L’obiettivo di questo studio è stato, pertanto, quello di sviluppare un questionario per indagare l’importanza attribuita a questi sensi e le differenze socioculturali esistenti tra gli individui. L’adattamento interculturale del questionario è stato eseguito da due traduttori professionisti e un ricercatore bilingue e pretestato su un gruppo pilota di 25 soggetti con normali capacità olfattive e gustative. La versione finale del questionario è stata inviata via e-mail a 850 soggetti sani. Il Google form era composto da tre parti: “L’importanza dell’olfatto” (Croy et al., 2010), “L’importanza di gusto e sapore” creato dal nostro gruppo, e un modulo per l’inserimento dei dati demografici. Le domande sono state suddivise in 4 classi: “associazione”, “applicazione”, “conseguenza” e “gravità”. Per l’analisi statistica è stato utilizzato il test t considerando come significative differenze con p ≤ 0,05. Le correlazioni sono state calcolate con il test di Spearman. La coerenza interna è stata valutata utilizzando l’Alpha di Cronbach, mentre l’affidabilità del test-retest è stata analizzata calcolando i coefficienti di correlazione intra-classe (ICC2k). Il tasso di non risposta del questionario è stato pari al 10,7%. Il calcolo dell’Alpha di Cronbach ha evidenziato una buona affidabilità interna (a = 0,87). Inoltre, la valutazione del test-retest è stata soddisfacente per tutte le scale, con un ICC2k complessivo pari a 0,84 (CI 0,79-0,89). L’analisi statistica ha evidenziato che: olfatto, gusto e sapore sono risultati più importanti per le donne rispetto agli uomini (p < 0,001); non sono state evidenziate differenze statisticamente significative tra individui con diversi titoli di studio (p > 0,05); l’importanza attribuita all’olfatto (r = 0,16; p < 0,01), così come quella al gusto e al sapore (r = 0,08; p < 0,05), non è diminuita con l’aumentare dell’età degli intervistati. Lo sviluppo di questo nuovo questionario fornisce una panoramica completa sull’importanza attribuita al senso dell’olfatto, gusto e sapore e sulle differenze socio-culturali esistenti tra gli individui. Sebbene ulteriori studi siano necessari, potrebbe essere di aiuto nel comprendere quali aspetti influenzano gli individui nel cercare o meno una consulenza medica in presenza di alterazioni sensoriali. | it |
pair_34533538 | This study aimed to describe the sound frequency of snoring in relation to the site of upper airway vibration among snorers. 383 snores from 40 participants who complained of snoring were digitally recorded during natural and induced sleep using a level III polysomnography monitor with a built-in microphone. During drug-induced sleep endoscopy (DISE), the real-time site of upper airway obstruction was assessed, and the sound frequency of snoring was recorded synchronously. The mean peak of snoring frequency for unilevel palatal, oropharynx and epiglottis obstruction were 522.5, 482.4 and 300.0 Hz, respectively. Most participants showed multilevel obstruction at the palate and oropharynx, in which the mean for bi-peak snoring frequency were 402.90 Hz and 1086.96 Hz, respectively. Severity of OSA was significantly associated with multilevel obstruction. There was a significant association between the snoring sound frequency and site of unilevel obstruction. Palatal or oropharyngeal obstruction produced sound at mid-frequency range, while the epiglottis produced a low frequency range. Multilevel obstruction documented a bi-peak snoring frequency. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Tipi di tracciato spettrografico nel russamento in relazione al sito ostruttivo. Questo studio mira a descrivere la frequenza del suono del russamento in relazione al sito di ostruzione delle vie aeree superiori. È stata ottenuta la registrazione di 383 russamenti da 40 partecipanti affetti da russamento cronico. Il russamento è stato registrato digitalmente durante il sonno naturale e indotto, utilizzando un monitor per polisonnografia di livello III con microfono incorporato. Durante la sleep endoscopy a sonno indotto farmacologicamente (DISE), è stato valutato il sito, in tempo reale, dell’ostruzione delle vie aeree superiori, registrando contestualmente la frequenza del russamento. Il picco medio della frequenza del russamento per l’ostruzione ad un singolo livello, palatale, orofaringeo o epiglottico, era rispettivamente di 522,5, 482,4 e 300,0 Hz. La maggior parte dei partecipanti ha mostrato un’ostruzione a più livelli (palato e orofaringe), in cui la media per la frequenza del russamento a due picchi era rispettivamente di 402,90 Hz e 1086,96 Hz. La gravità dell’OSA era significativamente associata all’ostruzione multilivello. È risultata un’associazione significativa tra la frequenza del suono del russamento e il sito di ostruzione ad un singolo livello. L’ostruzione palatale o orofaringea produceva un suono a una gamma di frequenze medie, mentre l’epiglottide produceva una gamma di basse frequenze. L’ostruzione multilivello ha documentato una frequenza di russamento bi-picco. | it |
pair_34533539 | We have clarified the role of Universal Neonatal Hearing Screening (UNHS) for both early diagnosis and rapid treatment in order to improve the prognosis of the deaf child and reduce patient management costs. Although in Sicily UNHS has been progressively implemented, there is scarce data in the literature on this matter. Therefore, the main objective was to collect in the year 2018 the following data: number of newborns screened for hearing loss, number of infants 'referred' to transiently evoked otoacoustic emissions (TEOAE), number of infants with pathologic auditory brainstem response (ABR) and number of infants affected by permanent hearing loss. UNHS monitoring was conducted through the collection of data through a questionnaire, which was analysed evaluating the effectiveness and adherence to the screening program prepared by the Department for Health Activities and the Epidemiological Observatory (DASOE). In 2018, there were 40,243 newborns in Sicily. A total of 37,562 newborns were screened (93.3%). There were 1,328 'referred' infants with TEOAE (3.5%). On the 2<sup>nd</sup> level, 'referred' newborns examined were 1,080 of 1,328 expected (missing 248 'refer' newborns, equal to 18.6%). The number of 'referred' infants confirmed with TEOAE was 113 of 1,080, while 'referred' infants confirmed with ABR were 71. On the 3<sup>rd</sup> level, 67 of 71 were infants examined: 28 infants were suffering from monolateral hearing loss (13 slight/mild, 13 moderate, 1 severe and 1 profound) and 39 from bilateral hearing loss (1slight/mild, 19 moderate, 13 severe and 7 profound). Excluding 7 infants from the NICU, 60 of 37,562 infants had hearing loss (1.5%). The monitoring of the UNHS in Sicily has allowed obtaining the data of individual centres, absent in the literature to date, to verify the effectiveness of the screening, according to JCIH criteria, to highlight some criticalities and, finally, to propose possible solutions. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Screening uditivo neonatale universale nella regione Sicilia nel 2018. Abbiamo chiarito il ruolo dello screening uditivo neonatale universale (UNHS) sia come diagnosi precoce che come trattamento rapido al fine di migliorare la prognosi del bambino sordo e ridurre i costi di gestione del paziente. Anche se in Sicilia l’UNHS è stato progressivamente attuato, vi sono scarsi dati nella letteratura in materia. Pertanto, l’obiettivo principale è stato quello di raccogliere nell’anno 2018 i seguenti dati: numero di neonati sottoposti a screening per la perdita dell’udito, numero di neonati risultati “refer” alle TEOAE, numero di lattanti con ABR patologico e numero di lattanti affetti da perdita permanente dell’udito. Il monitoraggio del UNHS è stato condotto attraverso la raccolta dei dati forniti dal questionario, che valuta l’efficacia dello screening e l’aderenza alle fasi successive. Nel 2018, i nati in Sicilia sono stati 40.243. Sono stati sottoposti a screening 37.562 neonati, pari al 93,3%. Sono risultati “refer” con le TEOAE 1.328 neonati (pari al 3,5%). Al 2° livello, i neonati “refer” esaminati sono stati 1.080 su 1.328 attesi (dispersi 248 neonati refer, pari al 18,6%). I neonati “refer” confermati con le TEOAE sono stati 113 su 1.080, mentre i neonati “refer” confermati con ABR sono stati 71. Al 3° livello, i bambini esaminati sono stati 67 su 71 previsti: ventotto bambini soffrivano di perdita monolaterale dell’udito (13 lieve, 13 moderata, 1 grave e 1 profonda) e trentanove soffrivano di perdita bilaterale dell’udito (1 lieve, 19 moderata, 13 grave e 7 profonda). Escludendo 7 bambini provenienti dalla NICU, i bambini con perdita dell’udito sono stati 60 su 37.562 (pari all’1,5‰). Il monitoraggio dell’UNHS in Sicilia ha permesso di ottenere i dati dei singoli centri, dati assenti nella letteratura, di verificare l’efficacia dello screening, secondo criteri JCIH, di evidenziare alcune criticità e, infine, di proporre possibili soluzioni. | it |
pair_34533540 | Cleft lip palate (CLP) and cleft palate (CP) patients have a higher incidence of otitis media with effusion (OME) and conductive hearing problems. This article aims to evaluate the effectiveness of a 6-month course of self-administered autoinflation therapy in paediatric CP/CLP patients in terms of conductive hearing loss (CHL) and OME prevalence. Fifty-one patients with surgically corrected CP/CLP and diagnosis of OME received indication to 6-months autoinflation therapy with an Otovent<sup>®</sup> device. Clinical evaluation, tympanogram and pure tone audiometry were carried out at the time of prescription (T0), at the end of treatment (T1) and at 6-month follow-up (T2). Patients were divided in 2 groups based on therapeutic compliance (29 compliant children, group A, <i>vs</i> 22 non-compliant children, group B). Case series showed better audiological results and tympanometries at both time points (p < 0.001). Group A showed better outcomes at tympanograms and at each frequency, but were statistically significant only in terms of CHL at 250 and 1000 Hz frequencies at T1 (respectively 0.024 and 0.012). Nasal autoinflation therapy accelerates improvement of OME and hearing thresholds at short-/mid-term, leading to an earlier improved hearing performance. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Dispositivi per ginnastica tubarica: efficacia nella patologia dell’orecchio medio in palatoschisi. I pazienti con labiopalatoschisi (CLP) e palatoschisi (CP) hanno una maggiore incidenza di deficit uditivi conduttivi e di otite media con versamento (OME). Questo articolo valuta l’efficacia di un ciclo di 6 mesi di terapia di autoinsufflazioni con dispositivo Otovent in pazienti CP/CLP in termini di ipoacusia conduttiva (CHL) e prevalenza di OME. Cinquantuno pazienti CP/CLP con diagnosi di OME hanno eseguito terapia domiciliare di autoinsufflazione di 6 mesi con il dispositivo Otovent<sup>®</sup>. Valutazione clinica, timpanogramma ed esame audiometrico tonale sono stati effettuati al momento della prescrizione, alla fine del trattamento e al follow-up post-trattamento di 6 mesi. I pazienti sono stati divisi in 2 gruppi in base alla compliance terapeutica (29 pazienti gruppo A vs 22 gruppo B). L’intero gruppo di pazienti ha mostrato miglioramenti audiologici e timpanometrici a T1 e T2 (p < 0,001). Il Gruppo A ha mostrato risultati migliori ad ogni end-point, statisticamente significativi solo per CHL alle frequenze 250 e 1000 Hz a T1 (rispettivamente 0,024 e 0,012). La terapia con Otovent accelera il miglioramento dei pazienti CP/CLP con disfunzioni dell’orecchio medio in termini di risultati impedenzometrici e CHL a breve-medio termine. | it |
pair_34533541 | The damaging effect of cholesteatomas presents mainly as bone resorption by osteoclasts located in the space between the bone and perimatrix. This process is initiated by the molecular cascade of osteoclast differentiation factors. The aim of the study is to analyse cholesteatoma microstructures via scanning electron microscope (SEM), and associate them with risk and grade of bone erosion. Pathological middle ear tissue fragments with cholesteatoma visible under a microscope were collected from 58 patients operated on for chronic otitis media with features of bone defects in the middle ear walls. These fragments were examined under a scanning electron microscope. Analysis of the cholesteatomas' surface under a SEM revealed both regular and irregular structure of the matrix, most being the latter. Irregular matrix structures were observed in cases with a short disease history and in patients for whom this was the first surgical procedure. In our analysis, a cholesteatoma matrix with regular structures was associated with less bone destruction of the middle ear space. The microstructure of cholesteatomas that showed regular layers under SEM coincides with reduced destruction of the middle ear bone walls. An irregular structure (pathognomonic for a process with a short medical history, and in patients operated on for the first time) is characterised by a tendency towards deeper destruction of bone tissue. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Modello di colesteatomi al microscopio elettronico a scansione - un fattore di rischio per il riassorbimento osseo. L’effetto dannoso dei colesteatomi si presenta principalmente come riassorbimento osseo da parte degli osteoclasti situati nello spazio tra l’osso e la peri-matrice. Questo processo è avviato dalla cascata molecolare dei fattori di differenziazione degli osteoclasti. Lo scopo dello studio è analizzare le microstrutture del colesteatoma tramite microscopio elettronico a scansione (SEM) e associarle al rischio e al grado di erosione ossea. Sono stati raccolti frammenti patologici di tessuto dell’orecchio medio con colesteatoma visibile al microscopio da 58 pazienti operati per otite media cronica con difetti ossei delle pareti dell’orecchio medio. Questi frammenti sono stati esaminati al microscopio elettronico a scansione. L’analisi della superficie dei colesteatomi al microscopio elettronico a scansione ha rivelato una struttura irregolare della matrice nella maggioranza dei casi. Essa in particolare è stata osservata nei pazienti con una breve storia di malattia e nei pazienti sottoposti ad una prima procedura chirurgica. Nella nostra analisi, una matrice di colesteatoma con strutture regolari è stata associata a una minore distruzione ossea dello spazio dell’orecchio medio. 1. La microstruttura dei colesteatomi che mostravano strati regolari al SEM coincide con una ridotta distruzione delle pareti ossee dell’orecchio medio. 2. Una struttura irregolare (patognomonica per un processo con una storia medica breve, e nei pazienti operati per la prima volta) è caratterizzata da una tendenza alla distruzione più profonda del tessuto osseo. | it |
pair_34533542 | Nowadays, povidone-iodine is commonly used as a disinfectant in head and neck procedures. The present study investigated the effect of povidone-iodine, which is used as a disinfectant solution in tympanoplasty, on patients' hearing. A povidone-iodine solution was used as disinfection in chronic otitis media patients undergoing tympanoplasty. In the intervention group, 5% povidone-iodine, was applied to the external auditory canal and remained there for 10 minutes. In the control group, povidone-iodine was used but not allowed to enter the external auditory canal by inserting cotton wool into the canal. To evaluate the adverse effect of povidone-iodine on hearing, the bone conduction level was compared between groups at baseline and one month after exposure. Bone conduction levels at frequencies 500 Hz, 1 kHz, 2 kHz, 3 kHz, 4 kHz and 8 kHz and mean of bone conduction level in 500 Hz, 1 kHz and 2 kHz were measured and compared respectively between intervention and control group. No significant difference was seen between bone conduction levels of above frequencies and mean frequencies before and one month after surgery. (P-value = 0.321, 0.432, 0.219, 0.489, 0.61, 0.112, 0.324 respectively). According to the present study, currently available 5% povidone-iodine did not affect hearing and therefore, can be comfortably used for preparation and disinfection in otologic surgeries. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Valutazione della sicurezza nell’utilizzo della soluzione con iodopovidone nella timpanoplastica: studio placebo-controllo, in triplo cieco randomizzato. Al giorno d’oggi, lo iodio-povidone è comunemente usato come disinfettante nelle procedure della testa e del collo. Il presente studio ha esaminato l’effetto del povidone-iodio, che viene utilizzato come soluzione disinfettante nella timpanoplastica, sull’udito dei pazienti. La soluzione di iodio-povidone è stata utilizzata come disinfettante in pazienti con otite media cronica sottoposti a timpanoplastica. Nel gruppo di intervento, lo iodio povidone al 5% è stato applicato al canale uditivo esterno e vi è rimasto per dieci minuti. Nel gruppo di controllo, è stato usato iodio-povidone ma non gli è stato permesso di entrare nel canale uditivo esterno inserendo un batuffolo di cotone nel canale. Per valutare l’effetto avverso dello iodio-povidone sull’udito, è stato valutato il livello di conduzione ossea nei gruppi di trattamento, prima dell’intervento e un mese dopo l’esposizione. Vengono misurati e confrontati i livelli di conduzione ossea a frequenze di 500 Hz (hertz), 1 kHz (kilohertz), 2 kHz, 3 kHz, 4 kHz e 8 kHz e il livello medio di conduzione ossea a 500 Hz, 1 kHz e 2 kHz rispettivamente tra gruppo di intervento e gruppo di controllo. Non è stata osservata alcuna differenza significativa tra i livelli di conduzione ossea delle singole frequenze e delle frequenze medie prima e un mese dopo l’intervento chirurgico. (Valore P = 0,321, 0,432, 0,219, 0,489, 0,61, 0,112, 0,324 rispettivamente). Secondo il presente studio, iodio-povidone al 5% attualmente disponibile non ha diminuito l’udito e quindi può essere tranquillamente utilizzato per la preparazione e la disinfezione nella chirurgia otologica. | it |
pair_31182693 | The observation that in more than 90% of Crohn's disease patients the postoperative recurrences are located in the pre-anastomotic tract leads us to suppose that the anastomosis would play a role in the appearance of recurrences. To focus the role of different anastomotic configurations in the incidence of recurrences, the Authors have conducted a review of the literature of the last two decades and have revised critically their experience. The rate of recurrences seem to be lower in patients in whom the anastomotic configuration is such as to present a wide lumen; it seems that they are lower after stapled side-to-side anastomosis. The Kono-S anastomosis, recently introduced technique, seems to offer better results. The role of the various types of anastomosis remains uncertain. Further large-scale controlled trials with long term follow-up are needed. Anastomosis, Crohn's disease, Postoperative Recurrences. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | L’osservazione che in oltre il 90% dei pazienti affetti da malattia di Crohn le recidive postoperatorie si trovano nel tratto pre-anastomotico ci porta a supporre che il tipo di anastomosi svolga un ruolo nella comparsa delle recidive. Per analizzare il ruolo delle diverse configurazioni anastomotiche nell’incidenza delle recidive, gli Autori hanno condotto una revisione della letteratura degli ultimi due decenni e hanno fatto una revisione critica della loro personale esperienza. Da questa analisi sembra risultare che il tasso di recidive sia inferiore nei pazienti nei quali la configurazione anastomotica è tale da presentare un ampio lume e quando si tratta di anastomosi laterolaterali fatte con suturatrice meccanica. L’anastomosi Kono-S, illustrata nell’iconografia è una tecnica introdotta di recente, e sembra offrire risultati migliori. In conclusione il ruolo dei vari tipi di anastomosi rimane incerto, e sono necessari ulteriori studi controllati su larga scala con follow-up a lungo termine ponendo attenzione in particolare ad tipo di anastomosi adottato. | it |
pair_31182694 | Enhanced Recovery After Surgery (ERAS) guidelines represent one of the most important steps forward in colorectal surgery in the last ten years. Despite the well-known and demonstrated positive impact on the clinical outcomes that this pathway provides, a cultural revolution in patient management is needed. This is not easy to obtain, especially in small and peripheral centers. In Italy, the diffusion of minimally invasive surgery and 'fast-track' perioperative management of the patient is rapidly spreading, even in the central and southern regions. However, in these regions, the percentage of laparoscopic colorectal procedures is dramatically less than in the north of Italy. In this context, the idea of a research group based in Rome focused on the development and spreading of ERAS protocols in the Lazio Region was developed. A research group, based in Rome, was founded in December 2016 to evaluate the diffusion of the ERAS program over the main colorectal centers of the region. This 'Lazio Network' began with a group of surgeons and anesthesiologists from 5 hospitals. After one and half years, the project now includes 17 hospitals in the region. A multicenter database was created, including consecutive patients who underwent laparoscopic colorectal resection following the ERAS program in the participating centers between January 2016 and December 2017. Data for more than 1200 patients were collected over the observed period. The rate of minimally invasive surgery was higher compared to the regional rate (90% vs. 30%), adherence to the ERAS pathway was around 60% of the items per patient. A clinical study will result from this database. The objective is to evaluate the mean number of ERAS items applied, the most common and uncommon items applied and the influence of this application on the clinical outcomes. The adoption of the ERAS program is rapidly increasing even in central Italian regions, even though the total rate of minimally invasive surgery procedures still low. Benefits in terms of clinical outcomes will be evaluated from the analysis of a multi-center database of patients treated between January 2016 and December 2017, including more than 1200 patients. Coloretal surgery, ERAS guidelines, Fast track surgery. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Le linee guida ERAS rappresentano uno dei più importanti passi avanti in chirurgia colorettale degli ultimi dieci anni. Nonostante i gli evidenti e dimostrati benefici che questo percorso può generare sugli outcomes clinici, è necessaria una rivoluzione culturale riguardo alla gestione clinica del paziente. Questo non è facile da ottenere, specialmente nei piccoli ospedali periferici. In Italia la diffusione della chirurgia mini-invasiva e della gestione clinica dei pazienti secondo una cosiddetta “fast-track” sono in rapida diffusione. Questo sta avvenendo anche nelle regioni del centro e del sud, nonostante in quest’ultime la percentuale di interventi di chirurgia colorettale mini invasivi sono drammaticamente minori rispetto al nord Italia. In questo contesto è nato a Roma il progetto “Lazio Network”, un gruppo di ricerca la cui finalità è quella dello sviluppo e diffusione dei protocolli ERAS nella Regione Lazio. Il gruppo di ricerca è nato nel Dicembre del 2016 con il progetto iniziale di valutare la diffusione dell’applicazione del protocollo ERAS nei principali centri di chirurgia colorettale della Regione. Il “Lazio Network” nasce dalla collaborazione di chirurghi, anestesisiti ed infermieri di 5 ospedali di Roma. Dopo solo un anno e mezzo il gruppo contava la partecipazione di 17 ospedali della Regione Lazio. E’ stato quindi creato un database online multicentrico includendo tutti i pazienti sottoposti a chirurgia resettiva colorettale, in un contesto di percorso ERAS dal Gennaio 2016 al Dicembre 2017. Questo progetto ha permesso di raccogliere ed analizzare i dati di oltre 1200 pazienti. | it |
pair_31182697 | We reviewed our experience of carotid artery stenting (CAS) in patients older than 75 years treated with open or closed cell stents. The aim of our paper is to evaluate if there are differences between the two groups in term of clinical outcomes, neurological impairment and survival. CAS consecutively performed from March 2000 and December 2016 in elderly patients were rectrospectively collected. We classified them into two groups: closed cells (group A) and open cells stent (group B). Perioperative and long term events were observed (death, major cerebrovascular and cardiovascular events, in-stent restenosis). We collected 429 CAS, 259 (60.37%) male with median age of 79 years (range 77-82). Group A collects 247 (57.98%) patients, 142 (33.3%) in group B. The other 40 patients were treated with hybrid stents or just ballooning. In perioperative period we had not death but 2 patients (0.8%) in group A had a transient ischemic attack (TIA) due to immediate stent thrombosis, 2 patients (1 per group) had an ipsilateral major stroke and 8 patients had a TIA (3 in group A and 5 in group B). Median follow up was 686 days (IQR 267-1299 days). Freedom from complications at 12, 36 and 60 months was 99.4 ± 0.5%, 97 ± 1.5% and 90.08 ± 4.3% respectively. Survival at 12, 36 and 60 months was 77.4 ± 7.5%, 51.6 ± 8.9% and 16.1± 6.6% respectively. Our data show CAS as a safe procedure also for people older than 75 years in terms of perioperative and long term complications and cerebral events without any significant difference between the different type of stent. Further studies are requested to better clarify its role in symptomatic patients. Carotid stenting, Carotid treatment, Old people. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Abbiamo rivisto la nostra esperienza di stent carotideo nei pazienti oltre i 75 anni che abbiamo trattato con stent a celle aperte e chiuse. Lo scopo del nostro lavoro è di valutare se ci sono differenze fra i due gruppi in termini di clinica, complicanze neurologiche e sopravvivenza. Abbiamo retrospettivamente raccolto gli stent carotidei consecutivamente eseguiti tra Marzo 2000 e Dicembre 2016 nei pazienti al di sopra dei 75 anni. Essi sono stati classificati in due gruppi: celle chiuse (Gruppo A) e celle aperte (Gruppo B). Abbiamo osservato gli eventi perioperatori e a lungo termine (morte, complicanze cardiovascolari e cerebrovascolari maggiori, restenosi intra-stent). Abbiamo raccolto i dati di 429 stent carotidei, 259 (60.37%) maschi con un età mediana di 79 anni (range 77-82). Gruppo A raggruppa 247 (57.98%) pazienti, 142 (33.3%) nel gruppo B. Gli altri 40 pazienti sono stati trattati con stent ibridi o con il solo pallonamento della stenosi. Nel periodo perioperatorio non abbiamo registrato decessi, ma 2 pazienti (0.8%) nel Gruppo A hanno avuto un attacco ischemico transitorio (TIA) dovuto alla trombosi immediate dello stent, 2 pazienti (1 per ciascun Gruppo) hanno avuto un ictus ipsilaterale e 8 pazienti un attacco ischemico transitorio (3 nel Gruppo A e 5 nel Gruppo B). Il followup mediano è stato di 686 giorni (IQR 267-1299 giorni). La libertà da complicanze a 12, 36 e 60 mesi è stata rispettivamente di 99.4 ± 0.5%, 97 ± 1.5% and 90.08 ± 4.3%, mentre la sopravvivenza 77.4 ± 7.5%, 51.6 ± 8.9% and 16.1± 6.6% rispettivamente. I nostri dati dimostrano che lo stent carotideo è una procedura sicura anche per i pazienti più anziani di 75 anni in termini di complicanze perioperatorie e a lungo termine ed eventi cerebrali senza differenze significative tra i diversi tipi di stent. Ulteriori studi sono necessari per chiarire più specificamente il ruolo dei diversi stent nei pazienti sintomatici. | it |
pair_31182703 | The aim of the study is analyze the results after Transanal Endoscopic Microsurgery (TEM) and Trans-Anal Minimally Invasive Surgery (TAMIS) for rectal cancer in terms of Quality of Life (QoL) and anorectal function. The authors have conducted a review of the literature through the PubMed database using the following keywords: 'quality of life', 'rectal cancer', 'transanal surgery', 'TEM' and 'TAMIS'. Six and five studies were included on TEM and TAMIS, respectively, for a total of 619 patients with a follow up of up to five years. QoL and anorectal function were evaluated by questionnaires and anorectal manometry in four out of eleven studies. At postoperative evaluation, patients reported temporary changes (from 3 weeks to 36 months) but no long-term effects on anorectal function and QoL. There were no differences in the postoperative functional outcome between surgery with rigid (TEM) or soft (TAMIS) devices. Some of the studies reported postoperative changes at manometry that were not clinically confirmed by the questionnaires. During TEM and TAMIS the risk of pelvic autonomic nerves damage, that may compromise urinary and sexual function and the risk of permanent sphincter damage with the need to perform a stoma, are very low. Quality of life and anorectal function after TEM or TAMIS for the treatment of rectal tumors are good with no postoperative sequelae at mid-term follow up. Quality of Life (QoL), Rectal cancer, Transanal surgery, Transanal Endoscopic Microsurgery (TEM), Trans-Anal Minimally Invasive Surgery (TAMIS). | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | L’obiettivo della presente revisione della letteratura è quello di analizzare i risultati in termini di qualità di vita e funzione anorettale dopo Transanal Endoscopic Microsurgery (TEM) e Trans-Anal Minimally Invasive Surgery (TAMIS) nel trattamento dei tumori del retto. Gli autori hanno condotto una revisione della letteratura attraverso il database PubMed usando le seguenti parole chiave: “quality of life”, “rectal cancer”, “transanal surgery”, “TEM” e “TAMIS”. Sei e cinque studi, rispettivamente, sono stati inclusi riguardanti la TEM a la TAMIS per un totale di 619 pazienti con un follow up fino a 5 anni. La qualità di vita e la funzione anorettale sono state valutate mediante questionari e manometria anorettale in quattro studi su undici. Nella valutazione postoperatoria della funzione anorettale e della qualità di vita i pazienti hanno riportato modificazioni temporanee (da 3 settimane fino a 36 mesi) ma non effetti a lungo termine. Non ci sono state differenze nei risultati funzionali postoperatori tra la chirurgia con piattaforma rigida (TEM) o morbida (TAMIS). Alcuni studi riportano qualche alterazione alla manometria postoperatoria che comunque non viene confermata dai questionari. Durante la TEM e la TAMIS, il rischio di danno dei nervi pelvici autonomi, che può compromettere le funzioni urinarie e sessuali, e il rischio di danni allo sfintere con la necessità di confezionare una stomia, sono molto bassi. La qualità di vita e la funzione anorettale dopo TEM e TAMIS per il trattamento dei tumori del retto sono buoni, senza sequele postoperatorie ad un follow up a medio termine. | it |
pair_31203266 | Minimal invasive procedures has become increasingly popular during the last decades. The aim of this retrospective study was to evaluate the safety and feasibility of laparoscopic splenectomy in patients with immune thrombocytopenic purpura who has very low platelet counts. Between March 28, 2005 and June 08, 2013, a total of 132 patients with the diagnosis of immune thrombocytopenic purpura were included to study. The patients who underwent laparoscopic splenectomy were alienated into two groups according to their platelet counts lower than 10000 (group 1) and higher than 10000 (group 2) RESULTS: There were 16 patients in group 1 with very low platelet counts, and 116 in group 2. One patient in group 1 had converted to laparotomy due to peroperative bleeding, and there were 5 conversion to open in group 2. There were also 2 patients in group 2 who underwent laparatomy on post operative day 1 due to delayed intra-abdominal bleeding. Moreover, one patient in each group had pancreatic fistula. Laparoscopic splenectomy is a safe technique in patients with ITP even the patients have very low platelet counts. ITP, Laparoscopy, Low platelet count, Splenectomy. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Gli interventi chirurgici mininvasivi sono diventati sempre più diffusi negli ultimi decenni. Con questo studio retrospettivo si è voluto valutare la sicurezza e la fattibilità della splenectomia laparoscopica in pazienti con porpora trombocitopenica autoimmune, con una conta piastrinica molto bassa. Sono stati inclusi nello studio tra il 28 marzo 2005 e l’8 giugno 2013 un totale di 132 pazienti con la diagnosi di porpora trombocitopenica autoimmune. I pazienti sottoposti a splenectomia laparoscopica sono stati suddivisi in due gruppi in base alla conta piastrinica inferiore a 10.000 (gruppo 1) e superiore a 10000 (gruppo 2): 16 pazienti nel gruppo 1 con conta piastrinica molto bassa e 116 nel gruppo 2. In un paziente del gruppo 1 l’intervento è stato convertito a laparotomia per un sanguinamento peroperatorio, e cinque riconversione a chirurgia open sono state effettuate per 5 pazienti del gruppo 2. Due pazienti del gruppo 2 sono stati riconvertiti a chirurgia open per primo giorno postoperatorio per sanguinamento intraddominale tardivo. Inoltre un paziente in ciascun gruppo ha presentato lo sviluppo di una fistola pancreatica. In conclusioni la splenectomia laparoscopica si è dimostrata un tecnica affidabile per pazienti con trombocitopenia autoimmune anche se con conta piastrinica molto bassa. | it |
pair_24376291 | Juvenile recurrent parotitis (JRP) is the second most frequent salivary gland disease in childhood, defined as a recurrent non-suppurative and non-obstructive parotid inflammation. The recurring attacks actually represent the most dramatic and serious aspect of this pathology, since they significantly influence the quality of life, and there are no recognized therapies to avoid them. In recent years, there are reports of many international experiences related to the management of JRP by sialendoscopy. In this context, several authors have stressed the striking role of sialendoscopy in the prevention of JRP attacks. The objective of the current review is to overview the existing literature with particular regards to diagnostic and therapeutic outcomes after the application of sialendoscopy in patients suffering from JRP. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Processo flogistico ricorrente non suppurativo e non ostruttivo della parotide, la parotite ricorrente giovanile (PRG) rappresenta la seconda patologia più frequente delle ghiandole salivari nell'infanzia. Gli attacchi ricorrenti ne costituiscono l'aspetto più serio e drammatico: incidono significativamente sulla qualità di vita e non esistono terapie preventive validate. Negli ultimi anni, la letteratura ha testimoniato la nascita di numerose esperienze internazionali correlate alla gestione della PRG con la scialoendoscopia. In questo contesto, molti autori hanno enfatizzato il ruolo cruciale della scialoendoscopia nella prevenzione degli attacchi di PRG. L'attuale revisione si propone l'obiettivo di valutare la letteratura esistente, con particolare riferimento agli aspetti diagnostici e terapeutici della scialoendoscopia applicata in pazienti affetti da PRG. | it |
pair_24376292 | The aim of the present study is to assess functional outcomes after hemiglossectomy and microvascular reconstruction. Twenty-six patients underwent primary tongue microvascular reconstruction after hemiglossectomy. Twelve patients were reconstructed using a free radial forearm flap and 14 with an anterolateral thigh flap. Speech intelligibility, swallowing capacity and quality of life scores were assessed. Factors such as tumour extension, surgical resection and adjuvant radiotherapy appeared to be fundamental to predict post-treatment functional outcomes. The data obtained in the present study indicate that swallowing capacity after hemiglossectomy is better when an anterolateral thigh flap is used. No significant differences were seen for speech intelligibility or quality of life between free radial forearm flap and anterolateral thigh flap. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Lo scopo del presente studio è di valutare i risultati funzionali delle ricostruzioni linguali microvascolari in seguito ad emiglossectomia. Venti sei pazienti sono stati sottoposti a ricostruzione microvascolare primaria. Dodici di questi sono stati ricostruiti usando il lembo libero radiale e quattordici usando il lembo anterolaterale di coscia. L'intellegibilità del linguaggio, la capacità deglutitoria e la qualità della vita sono stati i parametri considerati nella valutazione dei risultati. Variabili legate all'estensione del tumore, alla resezione chirurgica ed al trattamento adiuvante sono risultati essere fondamenti nel predire i risultati funzionali post-operatori. I dati ottenuti da tale studio hanno mostrato come la capacità deglutitoria sia sensibilmente migliore nelle ricostruzioni con il lembo libero anterolaterale di coscia rispetto al lembo radiale. Non altrettanto significative sono risultate le differenze tra le due modalità ricostruttive per quanto riguarda l'intellegibilità del linguaggio. | it |
pair_24376293 | Reconstructive surgery of the head and neck region has undergone tremendous advancement over the past three decades, and the success rate of free tissue transfers has risen to greater than 95%. It must always be considered that not all patients are ideal candidates for free flap reconstruction, and also that not every defect strictly requires a free flap transfer to achieve good functional results. At our institution, free flap reconstruction is first choice, although we use pedicled alternative flaps for most weak patients suffering from severe comorbidities, and for pretreated patients presenting a second primary or a recurrent cancer. From July 2006 to May 2010, 54 consecutive patients underwent soft tissue reconstruction of oral cavity and oropharyngeal defects. We divided the cohort in three groups: Group 1 (G1): 16 patients in good general conditions that received free radial forearm flap reconstruction; Group 2 (G2): 18 high-risk patients that received a reconstruction with infrahyoid flap; Group 3 (G3): 20 patients that received temporal flap (10 cases) or pectoral flap (10 cases) reconstruction. We must highlight that pedicled alternative flaps were used in elderly, unfavourable and weak patients, where usually the medical costs tend to rise rather than decrease. We compared the healthcare costs of the three groups, calculating real costs in each group from review of medical records and operating room registers, and calculating the corresponding DRG system reimbursement. For real costs, we found a statistically significant difference among groups: in G1 the average total cost per patient was € 22,924, in G2 it was € 18,037 and in G3 was € 19,872 (p = 0.043). The amount of the refund, based on the DRG system, was € 7,650 per patient, independently of the type of surgery. Our analysis shows that the use of alternative non-microvascular techniques, in high-risk patients, is functionally and oncologically sound, and can even produce a cost savings. In particular, the infrahyoid flap (G2) ensures excellent functional results, accompanied by the best economic savings in the worst group of patients. Our data reflect a large disconnection between the DRG system and actual treatment costs. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | La chirurgia ricostruttiva del distretto testa-collo è avanzata enormemente nel corso degli ultimi tre decenni. Il tasso di successo dei lembi liberi rivascolarizzati supera il 95%. Si deve però considerare che non tutti i pazienti sono dei candidati ideali per la ricostruzione con lembi liberi; inoltre, non tutti i difetti necessitano strettamente di una ricostruzione microvascolare per ottenere buoni risultati funzionali. Presso il nostro Istituto, la ricostruzione con lembi liberi è solitamente la prima scelta, tuttavia usiamo lembi peduncolati come alternativa in pazienti con gravi comorbidità generali, e in pazienti pre-trattati nei quali ci attendiamo una compromessa affidabilità dei vasi del collo. Da luglio 2006 a maggio 2010, 54 pazienti consecutivi sono stati sottoposti a ricostruzione dei tessuti molli del cavo orale e/o orofaringe. Abbiamo diviso i pazienti in tre gruppi: Gruppo 1 (G1): 16 pazienti in buone condizioni generali che hanno ricevuto una ricostruzione con lembo libero di avambraccio; Gruppo 2 (G2): 18 pazienti ad alto rischio sottoposti a ricostruzione con lembo infraioideo; Gruppo 3 (G3): 20 pazienti che hanno ricevuto un lembo temporale (10 casi) o un lembo pettorale (10 casi). È importante sottolineare che i lembi peduncolati sono stati utilizzati in pazienti anziani, compromessi da un punto di vista generale, in cui di solito le spese mediche tendono ad aumentare piuttosto che diminuire. Abbiamo confrontato i costi sanitari dei tre gruppi, sia esaminando le cartelle cliniche e i registri di sala operatoria, sia calcolando i rimborsi previsti dal Servizio Sanitario Nazionale tramite il sistema DRG. Per quanto riguarda i costi reali, abbiamo trovato una differenza statisticamente significativa tra i gruppi: in G1 il costo medio totale per paziente è stato di € 22.924, in G2 di € 18.037, ed € 19.872 in G3 (p = 0,043). L'importo del rimborso, basato sul sistema DRG, è stato di € 7.650 per ogni paziente, indipendentemente dal tipo di intervento chirurgico. La nostra analisi mostra come l'utilizzo di lembi peduncolati alternativi, in pazienti ad alto rischio, non sia soltanto adeguato dal punto di vista funzionale ed oncologico, ma come sia in grado di produrre un risparmio economico. In particolare, il lembo infraioideo (G2) garantisce ottimi risultati funzionali accompagnati dai migliori risultati economici, questo nel gruppo di pazienti più fragili. I nostri dati riflettono un divario significativo tra il sistema DRG e i costi effettivi del trattamento. | it |
pair_24376294 | Minimally-invasive procedures for parathyroidectomy have revolutionized the surgical treatment of primary hyperparathyroidism (pHPT). Coexistence of goitre is considered a major contraindication for these approaches, especially if unilateral. A specific advantage of video-assisted parathyroidectomy (VAP) compared to other endoscopic techniques is the possibility to combine it with thyroidectomy when necessary and when the selection criteria for video-assisted thyroidectomy (VAT) are met. We evaluated the role of VAP in a region with a high prevalence of goitre. The medical records of all patients who underwent parathyroidectomy and concomitant thyroid resection in our Division, between May 1998 and June 2012, were reviewed. Patients who underwent VAP and concomitant VAT were included in this study. Overall, in this period, 615 patients were treated in our Division for pHPT and 227 patients (36.9%) underwent concomitant thyroid resection. Among these, 384 patients were selected for VAP and 124 (32.3%) underwent concomitant VAT (lobectomy in 26 cases, total thyroidectomy in 98). No conversion to conventional surgery was registered. Mean operative time was 66.6 ± 43.6 min. Transient hypocalcaemia was observed in 42 cases. A transient recurrent nerve lesion was registered in one case. No other complications occurred. Final histology showed parathyroid adenoma in all but two cases of parathyroid carcinoma, benign goitre in 119 cases and papillary thyroid carcinoma in the remaining 5 patients. After a mean follow-up of 33.2 months, no persistent or recurrent disease was observed. In our experience, a video-assisted approach for the treatment of synchronous thyroid and parathyroid diseases is feasible, effective and safe at least considering short-term follow-up. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | L'introduzione delle tecniche di paratiroidectomia mini-invasiva ha rivoluzionato il trattamento chirurgico dell'iperparatiroidismo primitivo (pHPT). La presenza di un gozzo voluminoso è stata generalmente considerata una delle principali controindicazioni agli approcci mini-invasivi di paratiroidectomia, soprattutto se unilaterali. Uno dei principali vantaggi della paratiroidectomia video-assistita (VAP) è la possibilità di eseguire resezioni tiroidee concomitanti, laddove i criteri di inclusione delle tiroidectomia video-assistita (VAT) siano rispettati. In questo studio abbiamo valutato il ruolo della VAP in una regione di endemia gozzigena. Sono state analizzate tutte le cartelle cliniche dei pazienti sottoposti a paratiroidectomia e concomitante tiroidectomia tra Maggio 1998 e Giugno 2012, presso la nostra Unità Operativa. Sono stati inclusi nello studio tutti i pazienti sottoposti a VAP e concomitante VAT. Durante il periodo considerato, su un totale di 615 pazienti trattati per pHPT, 227 casi (36,9%) sono stati sottoposti a concomitante tiroidectomia. Tra questi, 384 pazienti sono stati selezionati per l'approccio video-assistito. In 124 di questi 384 pazienti (32,3%) è stata associata una VAT: una lobectomia in 26 casi e una tiroidectomia totale in 98 casi. La conversione a chirurgia convenzionale non si è resa necessaria in nessun caso. Il tempo operatorio medio è stato 66,6 ± 43,6 min. In quarantadue casi è stata rilevata un'ipocalcemia transitoria. Nella serie riportata è stato osservato un solo caso di lesione ricorrenziale transitoria. L'esame istologico definitivo ha dimostrato 122 adenomi paratiroidei, 2 casi di carcinoma paratiroideo, uno struma colloideo-cistico in 119 casi e un carcinoma papillare della tiroide in 5 casi. A un follow-up medio di 33,2 mesi, non sono stati registrati casi di persistenza né di recidiva di malattia. I risultati del nostro studio dimostrano che, in casi selezionati, l'approccio video-assistito rappresenta un'opzione terapeutica efficace nel trattamento di una significativa percentuale di pazienti affetti da pHPT associato a gozzo. | it |
pair_24376295 | Benign tumours account for approximately 60-80% of parotid neoplasms and among these, Warthin's tumour is the second most common benign neoplasm accounting for approximately 15% of all parotid epithelial tumours. The medical records of 100 consecutive patients with Warthin's tumour of the parotid gland admitted for treatment at the Department of Head and Neck Surgery and Otorhinolaryngology, Hospital A.C. Camargo, São Paulo, Brazil, between 1983 and 2011 were retrospectively analyzed. The surgical procedures included 104 (96%) subtotal parotidectomies and 4 (3.7%) total parotidectomies. One hundred and eight parotidectomies were performed in 100 patients with Warthin's tumour. Postoperative complications occurred in 67 (62.3%) of surgical procedures, and facial nerve dysfunction was the most frequent complication, occurring in 51 of 108 surgeries (47.2%). The marginal mandibular branch of the facial nerve was affected in 46 of the 48 cases (95.8%) of facial nerve dysfunction. Frey's syndrome was diagnosed in the late postoperative period in 19 patients (17.6%). We conclude that either superficial or total parotidectomy with preservation of facial nerve are the treatment of choice for Warthin's tumour with no case of recurrence seen after long-term follow-up. Facial nerve dysfunction and Frey's syndrome were the main complications associated with this surgery. Thus, if on one hand total parotidectomy is an appropriate radical resection of parotid parenchyma reducing, in theory, the risk of recurrence, on the other hand superficial parotidectomy is also a radical and efficient method with lower morbidity in terms of facial nerve dysfunction and Frey's syndrome. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Le neoplasie benigne rappresentano circa il 60-80% dei tumori della ghiandola parotide e fra questi, il tumore di Warthin è il secondo istotipo più frequente con una prevalenza del15% circa dei tumori epiteliali della parotide. Abbiamo analizzato retrospettivamente le cartelle cliniche di 100 pazienti affetti da tumore di Warthin trattati fra il 1983 e il 2011 presso il dipartimento di chirurgia della testa e del collo dell'ospedale di San Paolo 'A.C. Camargo' (Brasile). Nei 100 pazienti analizzati furono effettuate 108 parotidectomie di cui 104 parotidectomia subtotale (96%), e 4 parotidectomia totali (3,7%). Complicanze post operatorie si sono verificate nel 62,3% delle procedure chirurgiche e in particolare la disfunzione del nervo facciale fu la più frequentemente osservata (51/108 procedure effettuate – 47,2%). Una disfunzione del ramo marginalis mandibulae del nervo facciale eè stata riscontrata in 46 dei 48 casi (95,8%) con disfunzione del facciale. La sindrome di Frey's fu riscontrata invece tardivamente in 19 pazienti (17,6% dei casi). Nella nostra casistica anche ad un follow-up a lungo termine non sono state apprezzate recidive di tumori di Warthin dopo parotidectomia esofacciale o totale con preservazione del nervo facciale. La disfunzione del nervo facciale e la sindrome di Frey erano le principali complicanze osservate dopo la chirurgia. Benché la parotidectomia totale rappresenti l'approccio chirurgico più radicale i nostri dati dimostrano che la parotidectomia superficiale non solo consente di ottenere una buona radicalità chirurgica ma allo stesso tempo si associa ad una bassa moribidità in termini di disfunzione del nervo facciale e sindorme di Frey. | it |
pair_24376296 | Chronic rhinosinusitis with nasal polyps is a common disease with still unclear pathophysiologic mechanisms. The airway epithelial barrier has been shown to be involved in different chronic disorders, including rhinitis, nasal polyposis and asthma. High mobility group box 1 (HMGB1), a primarily nuclear protein, is involved in the induction of airway inflammation in patients with chronic rhinosinusitis, allergy, asthma and COPD. Pathogen-derived lipopolysaccharide is widely used as a trigger for inflammation. However, the molecular dialogue between LPS and HMGB1 in the delayed inflammatory processes remains to be explored, and the regulation of HMGB1 release through LPS from epithelial cells has not been extensively studied in patients with chronic rhinosinusitis and nasal polyps. The objective of the present study was to investigate the relocation of HMGB1 in LPS-induced human nasal epithelial cells in vitro. We obtained epithelial cells of nasal polyps from 10 patients requiring surgery for sinusitis at the ENT Department of the Chinese PLA General Hospital. The primary cultured human nasal epithelial (HNE) cells were stimulated with LPS. The expression and translocation of HMGB1 in intracellular and culture supernatants were determined using Western blot and immunofluorescence assay. HMGB1 protein was released in a time-dependent fashion in culture supernatants: in fact, expression of HMGB1 protein in HNE cells showed no significant changes at 0-24 h after exposure to 100 μg/ml LPS, but increased significantly at 48 and 72 hr. Immunofluorescence analysis revealed the transfer of HMGB1 from nuclei to cytoplasm in response to LPS exposure after 24 hr. These data reveal a hitherto unrecognized association between HMGB1 and LPS in human nasal epithelial cells. LPS can affect HMGB1 translocation and release, suggesting the involvement of HMGB1, through inflammatory mediators, in chronic rhinosinusitis with nasal polyps. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | La rinosinusite cronica e la poliposi nasale sono patologie frequenti con un meccanismo fisiopatologico non del tutto chiarito. La barriera epiteliale delle vie respiratorie sembra essere coinvolta in diverse patologie croniche come la rinite, la poliposi nasale e l'asma. HMGB1, proteina espressa originalmente a livello nucleare, è coinvolta nell'induzione dell'infiammazione delle vie aeree nei pazienti affetti da rinosinusiti croniche, rinite allergica, asma e COPD. I Lipopolisaccaridi batterici sono ampiamente utilizzati come trigger dell'infiammazione. Tuttavia, il dialogo molecolare tra LPS e HMGB1, nella fase tardiva del processo infiammatorio, resta da approfondire. La regolazione del rilascio di HMGB1 dopo stimolazione con LPS dalle celle epiteliali non è ancora stata studiata in modo esaustivo in pazienti con diagnosi di rinosinusite cronica con poliposi nasale. L'obiettivo di questo studio è stato quello di analizzare in vitro la localizzazione di HMGB1 in colture di cellule epiteliali nasali umane dopo stimolazione con LPS. Abbiamo prelevato cellule epiteliali di polipi nasali da 10 pazienti sottoposti a chirurgia per sinusite cronica presso il Dipartimento di O.R.L. del PLA General Hospital di Pechino. Abbiamo stimolato la coltura primaria di cellule epiteliali nasali umane con LPS. L'espressione di HMGB1 e la traslocazione intracellulare e nel surnatante della coltura sono stati determinati usando la tecnica Western Blot e la determinazione in immunofluorescenza. L'espressione della proteina HMGB1 nelle cellule epiteliali nasali umane non ha mostrato variazioni significative a 0-24 h dall'esposizione a 100 μg/ml di LPS, ma è aumentata significativamente a 48 e 72 h. HMGB1 è rilasciata nel surnatante in modo tempo-dipendente. Le analisi di lmmunofluorescenza hanno mostrato il trasferimento di HMGB1 dal nucleo al citoplasma in risposta all'esposizione ad LPS dopo 24 ore. I nostri risultati hanno evidenziato un'associazione tra HMGB1 e LPS a tutt'oggi non dimostrata. I LPS possono pertanto ritenersi implicati nella traslocazione e nel rilascio di HMGB1 dalle cellule epiteliali nasali umane, suggerendo il coinvolgimento di HMGB1 come mediatore infiammatorio tardivo nelle rinosinusiti croniche associate o meno a poliposi nasale. | it |
pair_24376297 | Nowadays, drug-induced sleep endoscopy (DISE) is performed widely and its validity and reliability has been demonstrated by several studies; in fact, it provides clinical information not available by routine clinical inspection alone. Its safety and utility are promising, but still needs to be improved to reach the level of excellence expected of gold standard tests used in clinical practice. Our study compares the results of clinical and diagnostic evaluation with those of sleep endoscopy, evaluating the correlation between clinical indexes of routine clinical diagnosis and sites of obstruction in terms of number of sites involved, entity of obstruction and pattern of closure. This study consists in a longitudinal prospective evaluation of 138 patients who successfully underwent sleep endoscopy at our institution. Patients were induced to sleep with a low dose of midazolam followed by titration with propofol. Sedation level was monitored using bispectral index monitoring. Our results suggest that the multilevel complete collapse was statistically significantly associated with higher apnoea hypopnea index values. By including partial sites of obstruction greater than 50%, our results also suggest that multilevel collapse remains statistically and significantly associated with higher apnoea hypopnoea index values. Analyzing BMI distribution based on number of sites with complete and partial obstruction there was no significant difference. Finally, analyzing Epworth Sleepiness Score distribution based on number of sites with complete obstruction, there was a statistically significant difference between patients with 3-4 sites of obstruction compared to those with two sites or uni-level obstruction. In conclusion, our data suggest that DISE is safe, easy to perform, valid and reliable, as previously reported. Furthermore, we found a good correlation between DISE findings and clinical characteristics such as AHI and EPS. Consequently, adequate assessment by DISE of all sites of obstruction is very important, not only in patients with low-moderate AHI and EPS, but also in patients with a high AHI or/and high EPS, in particular to plan multilevel surgery that in these latter situations is more demanding since success may be harder to achieve. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Attualmente, la sleep endoscopy indotta per via farmacologica (DISE) è ampiamente eseguita e la validità ed affidabilità di tale metodica sono state dimostrate in numerosi studi. La sua sicurezza e utilità sono promettenti, tuttavia, tale esame necessita di essere migliorato per raggiungere il livello di eccellenza tipico di un test gold standard utilizzato nella pratica clinica. Obiettivo del nostro studio è stato paragonare i risultati della valutazione clinica e diagnostica tradizionale con quelli della sleep endoscopy, mettendo a confronto i parametri clinici con i siti di ostruzione, ed in particolare prendendo in considerazione il numero di siti implicati, il livello di ostruzione e il pattern di chiusura. In questo studio abbiamo effettuato una valutazione prospettica longitudinale di 138 pazienti che sono stati sottoposti a sleep endoscopy con induzione farmacologica del sonno presso la nostra clinica. Ai pazienti è stato indotto il sonno mediante un basso dosaggio di propofol seguito da una somministrazione di boli progressivi. La profondità della sedazione è stata monitorata mediante il monitoraggio BIS. Sulla base dei risultati ottenuti è stato possibile stabilire che l'ostruzione completa multilivello si associa in modo statisticamente significativo ad un indice più elevato di apnea/ipopnea (AHI). Includendo nell'analisi anche i siti di ostruzione parziale con chiusura > del 50% abbiamo potuto dimostrare che l'associazione fra il collasso multilivello ed un valore di indice apnea/ipopnea più elevato rimane statisticamente significativa. Per quanto riguarda il BMI invece non sono state riscontrate correlazioni significative con il numero di siti di ostruzione completi o parziali. Infine, analizzando la scala della sonnolenza di Epworth e correlandola con il numero di siti con ostruzione completa abbiamo trovato una differenza statisticamente significativa tra i paziente con 3-4 siti di ostruzione rispetto ai pazienti con 2 o 1 livello di ostruzione. In conclusione, i nostri dati suggeriscono che la sleep endoscopy indotta per via farmacologica (DISE) costituisce una procedura sicura, di facile esecuzione, valida ed affidabile, come già descritto in altri studi. Inoltre abbiamo dimostrato una buona correlazione e coerenza tra i risultati della sleep endoscopy e gli indici di AHI e di Epworth. Concludendo riteniamo che un'adeguata valutazione dei siti di ostruzione mediante sleep endoscopy sia molto importante non solo nei pazienti con AHI ed indice di Epworth lieve/moderato, ma anche in quelli con AHI e/o indice di Epworth elevati, soprattutto nella pianificazione di una chirurgia multilivello che in questi casi è più impegnativa con un indice di successo più difficile da raggiungere. | it |
pair_24376298 | Hearing loss in children causes a deficit in early perceptive and language skills. The objective of this study was to evaluate early receptive and expressive language outcomes in children with hearing loss, identified by hearing screening, compared to the time of diagnosis. We studied 18 severely hearing impaired children who were divided into two groups according to the time of diagnosis. Evaluation of communicative language ability was carried out at 18 month of age using the 'MacArthur Child Development Inventory' questionnaire, while evaluation of acoustic-perceptual abilities was assessed with the Genovese-Arslan protocol every three months following diagnosis. The linguistic communicative and acoustic-perceptual outcomes of hearing impaired children diagnosed before 6 months of age followed those expected for normally hearing children, with a trend of temporal progression of skills that were faster than those of children diagnosed after 6 months of age. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | L'ipoacusia neurosensoriale nel bambino è una delle principali cause del mancato sviluppo delle prime competenze percettivo linguistiche. Lo scopo di questo studio è quello di valutare lo sviluppo linguistico recettivo ed espressivo nei bambini con disturbi permanenti dell'udito, identificati attraverso un percorso di screening uditivo, in base all'epoca di diagnosi. Abbiamo studiato 18 bambini con ipoacusia neurosensoriale grave che sono stati divisi in due gruppi in base all'epoca di diagnosi. La valutazione delle abilità comunicativo linguistiche è stata effettuata all'età di 18 mesi, attraverso la somministrazione del questionario 'MacArthur Child Development Inventory'; mentre la valutazione delle competenze acustico percettive è stata condotta con somministrazione del protocollo Genovese-Arslan, ogni tre mesi a partire dalla diagnosi. Lo sviluppo delle abilità comunicativo-linguistiche ed acustico-percettive dei bambini ipoacusici diagnosticati entro i 6 mesi dalla nascita è sovrapponibile a quello dei bambini normoacusici di pari età, con un trend di progressione temporale, rispetto ad alcune di queste competenze, più rapido di quello dei bambini ipoacusici diagnosticati dopo i 6 mesi. | it |
pair_24376299 | In some patients suffering from acute unilateral peripheral vestibular deficit, the head impulse test performed towards the affected side reveals the typical catch-up saccade in the horizontal plane, and an oblique, mostly vertical, upward catch-up saccade after the rotation of the head towards the healthy side. Three cases are reported herein, which have been studied using slow motion video analysis of the eye movements captured by a high-speed webcam (90 fps). The clinical evidence is discussed and a pathophysiological explanation is proposed, consisting in a selective hypofunction of the superior semicircular canal during superior vestibular neuritis. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | In alcuni pazienti affetti da deficit vestibolare periferico acuto, il Test Impulsivo Cefalico (HIT) eseguito verso il lato malato evidenzia un tipico saccadico di rifissazione sul piano orizzontale, mentre, quando eseguito verso il lato sano, provoca un saccadico obliquo, in maggior misura verticale, verso l'alto. Sono stati studiati tre pazienti in cui il movimento oculare è stato registrato con webcam ad alta frequenza di campionamento (90 fps) ed analizzato al rallentatore. Sono esposte e discusse le evidenze cliniche e ne viene proposta una interpretazione fisiopatologica consistente nella ipofunzione selettiva del canale semicircolare superiore in corso di neurite vestibolare superiore. | it |
pair_24376300 | The retromolar trigone is a challenging transoral surgical site due to the difficulty of visualization. Our aim is to report a new technique of transoral robotic resection of retromolar trigone tumours. We present three patients with retromolar trigone tumours with pathological diagnosis of squamous cell carcinoma who underwent successful transoral robotic resection. Robotic retromolar trigone resection and concurrent supraomohyoid neck dissections were performed in all patients without any complication. In conclusion, transoral robotic surgery is a safe and feasible technique for resection of malignant retromolar trigone tumours with minimal complications and favourable outcomes. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Le difficoltà riscontrate nella corretta esposizione del campo operatorio rendono impegnativo l'approccio transorale al trigono retromolare. Con il presente lavoro é nostra intenzione descrivere un approccio innovativo alla resezione dei tumori interessanti il trigono retromolare, mediante chirurgia robotica transorale. Presenteremo tre casi nei quali pazienti con diagnosi di tumore del trigono retromolare ad istologia squamocellulare, sono stati sottoposti con successo ad una resezione della lesione con metodica robotica transorale. In tutti i pazienti sono stati effettuati simultaneamente, e senza registrare alcuna complicanza, sia la resezione del trigono retromolare mediante chirurgia robotica, che lo svuotamento latero cervicale sovraomoioideo. In conclusione la chirurgia robotica transorale, applicata alla resezione dei tumori maligni del trigono retromolare, é una tecnica sicura, che offre un outcome favorevole con complicanze minime. | it |
pair_24376301 | We report a case of keratoacanthoma in a non-sun-exposed nasal vestibule of an 84-year-old man. He presented with a progressively growing left nasal mass that had been present for 8 months. Examination showed a non-tender protruding mass arising from medial vestibular wall of the left nostril. Histopathology indicated it was a keratoacanthoma. In an elderly patient with a history of a progressively growing mass in the nose, a differential diagnosis of malignancy should be ruled out, and histological conformation is essential. To our knowledge, only a very small number of cases of nasal vestibular keratoacanthoma have been reported. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Descriviamo un caso di cheratoacantoma riscontrato a livello del vestibolo nasale in un uomo di 84 anni di età senza storia di esposizione solare. Il paziente presentava una neoformazione nel vestibolo nasale di sinistra comparsa da 8 mesi e progressivamente aumentata di volume. All'esame obiettivo si presentava come una massa esofitica non dolorante a base d'impianto a livello della parete mediale del vestibolo della narice di sinistra. L'esame istologico definitivo poneva diagnosi di cheratoacantoma. In un paziente anziano con storia di neoformazione nasale progressivamente aumentata di volume è necessario escludere la malignità della lesione. Per tale motivo l'esame istologico della lesione è indispensabile. Sulla base della nostra esperienza, sono stati descritti pochi casi di cheratoacantoma del vestibolo nasale. | it |
pair_24376302 | Osteomas are the most common fibro-osseous lesions in the paranasal sinus. They are benign tumours characterized by slow growth and are often asymptomatic. Treatment is indicated in sphenoid osteomas that threaten the optic canal or orbital apex and in symptomatic cases. The choice of surgical management depends on the location, size and experience of the surgeon. An open approach allows tumour removal with direct visual control and remains the best option in large tumours, but the continued progression in endoscopic approaches is responsible for new indications in closed techniques. Immediate reconstruction allows aesthetic and functional restoration of neighbouring structures, which should one of the goals in the treatment of this benign entity. We report a case of a giant ethmoid osteoma with orbital invasion treated by a combined open craniofacial approach with reconstruction of the anterior cranial base and orbital walls. The literature is reviewed and aetiopathogenic theories, diagnostic procedures and surgical approaches are discussed. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Gli osteomi sono le più comuni lesioni osteo-fibrose dei seni paranasali. Si tratta di neoplasie benigne, frequentemente asintomatiche, caratterizzate da un lento accrescimento. Il trattamento è indicato negli osteomi sfenoidali che minacciano il canale ottico o l'apice orbitario, e nei casi sintomatici. La scelta dell'approccio chirurgico dipende dalla localizzazione e dalla grandezza della lesione, nonché dall'esperienza dell'operatore. La tecnica aperta consente la rimozione del tumore con controllo visivo diretto e rimane l'opzione di prima scelta nelle neoplasie estese, ma i continui progressi in ambito endoscopico hanno portato ad un aumento dei casi in cui è indicata la tecnica chiusa. La ricostruzione immediata permette un ripristino estetico e funzionale delle strutture adiacenti, che rappresenta l'obbiettivo primario del trattamento di tali lesioni. In questo lavoro abbiamo descritto un caso di osteoma etmoidale gigante con invasione dell'orbita trattato mediante approccio combinato craniofacciale aperto e ricostruzione del pavimento della fossa cranica anteriore e delle pareti orbitarie. Vengono inoltre discusse le teorie eziopatogenetiche, le procedure diagnostiche e gli approcci chirurgici descritti in letteratura. | it |
pair_24388153 | Our society requires health professionals of increasingly competence, able to modulate their skills according to the needs and the requirements of the context. This survey (cross - sectional) has as primary aim to collect information on employment status of individuals who have a Master degree in Nursing and Midwifery, and as secondary objective to describe if and how the post graduation education has affected the quality and the outcomes of nursing work. A questionnaire devised for the purpose has been used. The survey was conducted from May to August 2011 on all individuals who have a Master in Nursing and Midwifery at the UCSC (from 2004-2005 to 2009-2010). Results show that in 44 cases out of 111 (= 40%) there was a change of employment status after obtaining the Master's Degree and of these 68% (30 out of 44) state that the change is definitely linked to the Post graduation education. All respondents state that the University curriculum has certainly helped to modify some professional behaviors: research utilization (93%), skills in problem solving at work (68%); greater ease to communicate the reasons underlying their organizational choices or decision making (70%); self-training abilities (63%). Within the Italian context, however it seems that those individuals are involved in a managerial progression of their career rather than in the core nursing activities despite the fact that educational programs have important subjects for Advanced Nursing Practice and Nursing Science. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | La società oggi richiede ed esige professionisti della salute di sempre più ampia ed elevata taratura tali da riuscire a modulare le proprie competenze in base ai bisogni e alle necessità del contesto. L’indagine di tipo trasversale (cross sectional) ha come obiettivo primario rilevare informazioni sullo stato occupazionale dei laureati specialisti, e come obiettivo secondario descrivere se e in che modo il percorso di studi ha influito, secondo le autovalutazioni degli intervistati, sulla qualità e sui risultati del loro lavoro. Lo strumento adottato per la raccolta dei dati è un questionario costruito ad hoc. L’indagine è stata condotta da maggio ad agosto 2011 su tutti coloro che hanno conseguito la Laurea specialistica in Scienze infermieristiche e ostetriche presso l’UCSC (dall’a.a. 2004-05 al 2009-10). I risultati evidenziano che in 44 casi sui 111 considerati (40%) è avvenuto un cambiamento di posizione lavorativa dopo il conseguimento della Laurea specialistica e di questi il 68% (30/44) dichiara che il cambiamento è sicuramente legato al conseguimento del titolo accademico. Tutti gli intervistati dichiarano che il percorso di studi ha sicuramente contribuito a modificare alcuni comportamenti professionali: utilizzo di studi di ricerca (93%); risoluzione di problematiche lavorative (68%); maggiore facilità a comunicare le ragioni che stanno alla base delle proprie scelte organizzative/assistenziali (70%); attenzione all’autoformazione (63%). Tuttavia, da un punto di vista di spendibilità del titolo accademico, questi professionisti vengono quasi esclusivamente chiamati a esplicare ruoli dirigenziali, nonostante la forte connotazione disciplinare del percorso formativo attualmente posto in essere e che permetterebbe una crescita professionale anche nella Pratica Infermieristica Avanzata (APN). | it |
pair_24388154 | Aim of this article is to review the literature about the Progressive Patient Care Model, in particular its conceptual and practical characteristics, its implementation and effects on the current health care organization. Was conducted by an integrative-narrative literature review. The Progressive Patient Care is a model which aims at group patients according to their complexity in order to place patients in the most appropriate care setting. The original model consists on five care levels: intensive care, intermediate care, self-care, long term care, home care.In Italy the above mentioned model can be considered as a contextualization of Progressive Patient Care in the light of similarities both in terms of model purposes and care levels classification. The organization for intensive care levels is an opportunity for Italian healthcare facilities to reach continuity of care. This model emphazises care processes looking to patients' needs rather than a division according to criteria of specialties. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Scopo del presente articolo è riassumere la letteratura relativa alla Progressive Patient Care con particolare attenzione alle sue caratteristiche concettuali e pratiche, all'implementazione nel corso degli anni e agli effetti che ha avuto sugli attuali sistemi di erogazione della salute. E’ stata condotta una Revisione integrativa-narrativa della letteratura. La Progressive Patient Care è un modello che ha la finalità di raggruppare i pazienti secondo il grado di complessità che essi presentano. Tale organizzazione è finalizzata alla collocazione del paziente nel setting di cura più appropriato. Il modello originale prevede cinque livelli di unità assistenziali: intensive care, intermediate care, self-care, long term care, organized home care. In Italia il modello di organizzazione ospedaliera per intensità di cura può essere considerato come una contestualizzazione della Progressive Patient Care alla realtà nazionale, date le similitudini sia dal punto di vista delle finalità che il modello si pone, sia per la tipologia di livelli di assistenziali. La riorganizzazione per intensità di cure rappresenta un’opportunità per l'Italia di operare nella direzione di un'assistenza che si basi sul concetto di continuità di cure, dal momento che si pone l’accento sui processi di cura e di assistenza a partire dai bisogni dei pazienti, piuttosto che sulla suddivisione ospedaliera secondo criteri di specialità disciplinare. | it |
pair_24388156 | In the USL Rimini was set up in 2007 a nursing service for the cerumen removal and it was implemented during time. To demonstrate through recorded activities data that this service managed by nurses is able to provide a timely and appropriate response to the users. Activities data were analyzed using descriptive statistics. The implementation of the nursing service in 2010 led to an increase (= 682) in performance compared to 2009, activities data of 2011 and 2012 show a more consistent pattern and consolidation of open days and in the number of services performed per session, all issues reported by users have been properly recognized by specialist nurse. All positive insights in terms of improved job satisfaction, high quality standards, minimum requirement of financial resources indicate that this service, may be replicated in other health care facilities. Future developments of the service should be aimed at the development of an informative brochure for users, an evaluation of users' satisfaction and an improvement of nursing notes. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Il progetto per l'apertura di un ambulatorio infermieristico per la rimozione del tappo di cerume nell'Azienda USL di Rimini nasce nel 2007 e si è implementato nel tempo dando la possibilità a infermieri esperti di agire le conoscenze acquisite. Obiettivo: dimostrare, tramite i dati di attività, che l'ambulatorio a gestione infermieristica è in grado di dare una risposta tempestiva e appropriata all'utenza. Materiali e metodi: i dati di attività sono stati analizzati con statistiche descrittive e raccolti attraverso un’ analisi retrospettiva. Risultati: l'implementazione dell'ambulatorio infermieristico ha portato nel 2010 ad un incremento delle prestazioni rispetto al 2009 che risultano pari a 682 ; i dati di attività del 2011 e 2012 mostrano un andamento più costante e un consolidamento di giornate di apertura e del numero di prestazioni svolte per seduta; tutte le problematiche di pertinenza specialistica sono state correttamente riconosciute dall'infermiere. Conclusioni: la gratificazione professionale dimostrata degli operatori, il buon funzionamento del servizio, il mantenimento degli standard qualitativi e la richiesta minima di risorse economiche per la realizzazione del progetto indicano che, l'ambulatorio a gestione infermieristica per la rimozione del tappo di cerume, potrebbe essere replicato anche in altre realtà sanitarie. L'ipotesi di lavoro futura è rivolta alla realizzazione di un opuscolo informativo/formativo per gli utenti che soffrono di questo disturbo, un analisi del grado di soddisfazione dell'utenza e una nuova modalità di refertazione infermieristica. | it |
pair_24388157 | It's widely recognized the important role that nurses can have in identifying and managing problems of various kinds resulting from the illness and treatment in survivor cancer patients, so that clinical nursing follow-up programs for cancer patients are now widely diffused internationally. The aim of the following study is the detection of the main physical, emotional, social-familial problems of women with breast cancer followed by the Italian Switzerland Breast Unit, after the end of treatment in order to better target the activation of a nursing follow-up program. This is a descriptive study. Data were collected through a questionnaire mailed to all patients who underwent surgery in the Breast Unit from 2005 to 2009 for a total of 527 patients. The statistical analysis of data was carried out on a total of 202 patients. Fatigue is the physical problem most highlighted by the sample of women (52%), followed by bone pain and / or muscle pain (45.5%) and hot flushes (44.1%). On an emotional level, fear and worry are reported by 40.1% of women, followed by sadness reported by 31.3% of women. Regarding the socio-familial aspect, one of 5 women shows working difficulties (21.2%). Statistically significant correlations are highlighted between some problems and some contextual variables (age, type of treatment, time from the end of treatment). The study has allowed to characterize this population in the specific context and to structure a nursing follow-up program which is active since January 2012. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | E’ ampiamente riconosciuto il ruolo importante che le infermiere possono avere nell’identificazione e nella gestione delle problematiche di varia natura conseguenti alla malattia e ai trattamenti nei pazienti oncologici guariti, per cui programmi di follow-up clinici infermieristici per pazienti oncologici guariti sono ormai presenti in numerose realtà a livello internazionale. Lo scopo del seguente studio è la rilevazione delle principali problematiche di natura fisica, emotiva e socio-familiare delle donne con tumore al seno seguite dal Centro di Senologia della Svizzera Italiana, dopo la fine dei trattamenti al fine di meglio indirizzare l’attivazione di un programma di follow-up infermieristico. Si tratta di uno studio descrittivo, trasversale. I dati sono stati raccolti mediante questionario inviato via posta a tutte le pazienti operate presso il Centro dal 2005 al 2009 per un totale di 527 pazienti. L’analisi statistica dei dati è stata svolta su un complessivo di 202 pazienti. L’astenia risulta la problematica fisica maggiormente evidenziata dal campione di donne (52%), seguita dai dolori ossei e/o muscolari (45.5%) e dalle vampate di calore (44.1%). Sul piano emotivo, paura e preoccupazione sono riferite dal 40.1% delle donne, seguite da tristezza riferita dal 31.3% delle donne. Sul piano socio-familiare una donna su 5 evidenzia difficoltà lavorative (21.2%). Correlazioni statisticamente significative si evidenziano tra alcune problematiche e alcune variabili contestuali (età, tipo di trattamento, tempo intercorso dalla fine dei trattamenti). Lo studio ha permesso di caratterizzare tale popolazione nello specifico contesto e di strutturare un programma di follow-up infermieristico attivo da gennaio 2012. | it |
pair_24388155 | The article develops a hypothesis for improving primary care services through health care solutions that can exceed the models in use (essentially hierarchical and based on tasks) in favor of new relational, multi-sectoral and network approaches that could privilege the integration of social and health services at the regional and district level (Community care). A qualitative methodological approach which analyzes the role of social networks in Community care, some national and international experiences of primary care models and the evaluation of the different role given to primary care both in the hierarchical-pyramidal approach and in the horizontal one (network approach). Some Italian regions are experimenting effective organizational models of care such as Primary Care Teams, Primary Care Units, Regional teams, Departments of Primary Care, Houses of Health ... At international level, it should be mentioned the Chronic Care Model (CCM), recently identified by WHO as a reference model, and adopted by the Tuscany Region (Italy). People-centered health care projects need shared interventions by competent and functional multiprofessional teams: the best outcome for the patient depends on the good interaction between individuals. It's necessary that relationships between members of the group are based on interdependence, integration and consistency to avoid risks of group illusion. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | L’articolo sviluppa un’ipotesi di miglioramento dei servizi delle cure primarie attraverso soluzioni organizzative in grado di superare i modelli assistenziali in uso (di tipo gerarchico e prestazionale) a favore di nuovi approcci di tipo relazionale, multisettoriale e di rete che sappiano privilegiare un’ottica di integrazione socio-sanitaria a livello territoriale e distrettuale (Community care). L’approccio metodologico è stato di di tipo qualitativo analizzando il ruolo delle reti sociali nella Community care, alcune esperienze nazionali ed internazionali di erogazione delle cure primarie, una valutazione del ruolo attribuito alle cure primarie nella concezione piramidale ed in quella orizzontale (rete). Diverse regioni italiane stanno sperimentando modelli organizzativo-assistenziali efficaci quali i Nuclei di Cure Primarie, le Unità di Cure Primarie, le équipe Territoriali, i Dipartimenti di Cure primarie, le Case della Salute… A livello internazionale, tra gli altri, va menzionato il Chronic Care Model (CCM), recentemente individuato dall’OMS quale modello di riferimento e, in Italia, utilizzato dalla Regione Toscana. Il concetto di centralità della persona implica una gestione condivisa degli interventi assistenziali da parte di équipe multiprofessionali competenti e funzionali: l’esito migliore per il paziente si gioca sul tasso complessivo della buona interazione tra più soggetti. È fondamentale che il legame tra i membri del gruppo si basi sull’interdipendenza, l’integrazione e l’omogeneità per evitare il rischio dell’illusione gruppale. | it |
pair_24388158 | Contemporary history considers the Crimean War one of the most important European military campaign between the Napoleonic Wars and World War I. For the history of nursing this is an historical landmark, where, thanks to Florence Nightingale, the professional nursing was born. At the moment, the organization of health care and nursing of the Sardinian Piedmontese Army has not been the subject of extensive study. This report is meant to start the analysis of their commitment. Through analysis of primary historical sources, we would like to highlight the role of healthcare and nursing in the Sardinian-Piedmontese Army starting from 1855, during the Crimean War. We have analyzed the records stored in the archive of the Ispettorato Generale (part of the Ministry of War) in Turin and the reports by Army chief physician Dr. Comissetti, as well as the surveys in the archive of the Sisters of Charity at the convent of San Salvato in Turin, the letters of Florence Nightingale and the French doctors' testimonies. So we were able to shed light on the people involved in assistance and healthcare in the Sardinian -Piedmontese Army. A new, unprecedented historical research has shown the dedication and the daily work of male military personnel and religious during the Crimean War, a new aspect during this war that of what would later become the basis of the profession nursing. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | La guerra di Crimea è considerata dagli storici moderni una tra le maggiori campagne militari europee tra le due guerre napoleoniche e la prima guerra mondiale. Per la storia dell’assistenza infermieristica è una pietra miliare, in cui, grazie a Florence Nightingale, la professione nacque. L’organizzazione sanitaria e l’assistenza infermieristica dell’esercito Sardo Piemontese, ad ora non è stata oggetto di studio approfondito. Con questo lavoro si intende avviare l’analisi dell’argomento. Attraverso l'analisi delle fonti storiche primarie vorremmo sottolineare il ruolo dell'assistenza sanitaria e infermieristica nell'esercito sardo-piemontese, che è stato coinvolto nella guerra di Crimea nel 1855. Attraverso un'attenta analisi dei record conservati nell'archivio dell'Ispettorato di Torino e le relazioni del capo medico dell’esercito Dr. Comissetti, nonché delle indagini nell'archivio delle Suore della Carità presso il convento di San Salvato a Torino, delle lettere di Florence Nightingale e delle testimonianze dei medici francesi, siamo stati in grado di far luce sulle persone coinvolte nell'assistenza, sulla salute e sulla mortalità dell'esercito Sardo Piemontese nella Guerra di Crimea. Una nuova visione all’interno di questo evento bellico dimostra la dedizione e il lavoro quotidiano assistenziale del personale maschile militare e delle religiose durante la guerra di Crimea, un aspetto poco conosciuto durante un evento bellico che diventerà una delle basi della professione infermieristica. | it |
pair_24393822 | Here we report the case of a 19-year-old somalian man who has been admitted to our emergency department because of an important lumbago without trauma. The physical examination on arrival showed a diffuse painful percussion of the left paraspinal muscles without neurological impairment. The laboratory exams displayed a significant elevation of the inflammatory response (CRP 154 mg/l, procalcitonin 0,05 µg/l), the blood cultures were negative and a thoracic and lumbar computed tomography (CT) was not conclusive. The unclear clinical picture led to a magnetic resonance imaging, showing the presence of an abscess in the left thoraco-lumbar paraspinal musculature with ongoing invasion of the epidural space. The clinical picture became dramatic as the patient suddenly developed a frank nuchal rigidity associated with an acute confusional state, caused by the rupture of the abscess in the meningeal space with secondary meningitis, confirmed by a lumbar puncture, where S. aureus was found. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Si tratta di un ragazzo somalo 19enne che viene condotto in pronto soccorso a causa di un'importante lombalgia senza nozione di trauma, ormai persistente da diversi mesi. L'esame clinico all'arrivo mostra una dolenzia diffusa alla percussione della muscolatura paravertebrale sinistra senza coinvolgimento neurologico. Gli esami di laboratorio evidenziano un importante rialzo dei parametri di flogosi (CRP 154 mg/l, procalcitonina 0,05 µg/l), le emoculture permangono negative ed una TAC toraco-lombare risulta senza particolarità (G1). Un approfondimento diagnostico mediante risonanza magnetica evidenzia un ascesso a livello della muscolatura paravertebrale sinistra con invasione dello spazio epidurale (G2). Il quadro clinico evolutivo si complica in seguito alla comparsa di una rigidità nucale, associata ad uno stato confusionale acuto, conseguenze della rottura nello spazio meningeo dell'ascesso (G3). Una rachicentesi permetterà di coltivare uno Staphylococcus aureus meticillino-sensibile quale microorganismo eziologicamente responsabile. | it |
pair_24395028 | A case of gross haematuria due to an ureteric-iliac artery fistula We report a case of a 75-year-old man presented with gross haematuria and left hydronephrosis due to an ureteric iliac- artery fistula . Medical history included a previous positioning of aorto-bisiliac graft and an iliac artery stent placed to exclude an hypogastric aneurysm. A retrograde pyelography revealed a compression of the middle ureter and an extravasation of contrast at that level, for this reason a double J stent was inserted. Contrast-enhanced computed tomography showed the presence of a fistula between the left ureter and the internal iliac. The patient underwent endovascular treatment using a stent-graft with the subsequent patient's recovery. Ureteric iliac-artery fistula is a rare condition and it generally manifests with life threatening gross bleeding. We suggest a multidisciplinary clinical approach in order to achieve the best results for the patient and to avoid severe complications. Endovascular techniques have been demonstrated to be effective and rapid in the treatment of this emergency condition; ureteral stenting is also recommended. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | però determinare delle gravi complicanze per il paziente. Un uomo di 75 anni è giunto alla nostra osservazione per la presenza di ematuria macroscopica ed idronefrosi. L’anamnesi patologica remota includeva un precedente posizionamento di graft aorto-bisiliaco ed il posizionamento di un stent nell’arteria iliaca per escludere un aneurisma dell’arteria ipogastrica. È stato sottoposto a pielografia retrograda che ha dimostrato la presenza di una compressione ab estrinseco dell’uretere iliaco e uno stravaso di contrato a quel livello: per questo motivo è stato posizionato uno stent ureterale tipo J. L’esame TC con mezzo di contrasto ha evidenziato la presenza di una fistola tra l’uretere sinistro e l’arteria iliaca omolaterale. Successivamente il paziente è stato sottoposto ad intervento endovascolare con il posizionamento di uno stentgraft, con successiva guarigione. La fistola uretero-iliaca è una condizione che sta diventando sempre più frequente, a causa della diffusione della chirurgia pelvica, della radioterapia pelvica e del posizionamento di stent ureterali. La presentazione usuale varia dall’ematuria microscopica, fino ad una grave emorragia che può mettere a rischio la vita del paziente. L’esatto meccanismo della sua formazione non è tutt’ora chiarito. Generalmente coninvolge l’arteria iliaca comune o l’arteria iliaca interna o esterna. Le tecniche endovascolari si sono dimostrate rapide ed efficaci nel trattamento di questa condizione, così come lo stenting ureterale. Un approccio multidisciplinare è comunque fortemente suggerito al fine di raggiungere il miglior risultato per il paziente e per evitare la comparsa di severe complicanze. | it |
pair_31972878 | The paper retraces the relationship between Freud and Jung by making use of their correspondence and showing what they themselves had to say about their own relationship and where they agreed and differed. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | L'articolo ripercorre la relazione tra Freud e Jung tramite la loro corrispondenza, mostrando cosa essi stessi dicevano sulla loro relazione, su cosa concordavano e su cosa divergevano. | it |
pair_31972878 | The paper retraces the relationship between Freud and Jung by making use of their correspondence and showing what they themselves had to say about their own relationship and where they agreed and differed. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | 文章通过弗洛伊德与荣格的通信来回述他们的关系, 并展示他们如何叙述他们的关系, 以及他们在什么地方达成共识, 什么地方有差异。. | zh-cn |
pair_31972878 | The paper retraces the relationship between Freud and Jung by making use of their correspondence and showing what they themselves had to say about their own relationship and where they agreed and differed. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | L’article retrace la relation entre Freud et Jung en utilisant leur correspondance et en montrant ce qu’eux-mêmes avaient à dire au sujet de leur relation et là où ils étaient en accord et en désaccord. | fr |
pair_31972878 | The paper retraces the relationship between Freud and Jung by making use of their correspondence and showing what they themselves had to say about their own relationship and where they agreed and differed. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Die Arbeit zeichnet die Beziehung zwischen Freud und Jung nach, indem sie ihre Korrespondenz nutzt und zeigt, was sie selbst zu ihrer gegenseitigen Beziehung zu sagen hatten und wo sie übereinstimmten und wo sie sich unterschieden. | de |
pair_31972878 | The paper retraces the relationship between Freud and Jung by making use of their correspondence and showing what they themselves had to say about their own relationship and where they agreed and differed. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | El presente trabajo da cuenta de la relación entre Freud y Jung por medio de su correspondencia y mostrando lo que ellos mismos han dicho sobre su propia relación y dónde han acordado y diferido. | es |
pair_31972878 | The paper retraces the relationship between Freud and Jung by making use of their correspondence and showing what they themselves had to say about their own relationship and where they agreed and differed. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Фрейд и Юнг Статья прослеживает отношения между Фрейдом и Юнгом по их переписке, демонстрируя, что они сами могли сказать о своих отношениях, в чем были согласны, а в чем их взгляды расходились. | ru |
pair_31972882 | This paper describes narcissism as our natural, infant-like behaviour, and specifies three characteristics relating to the evacuation and avoidance of distress, to control, and to distancing from relationship. It suggests that the processes of incarnation and individuation represent the development of the early ego and the 'resolution' of these narcissistic ways of being, including escape from the 'mirror trap'. The development of the early, controlling 'homunculus-ego' entails the loosening and broadening of ego-identifications and the ego becoming subject to the Self. This is an embodied-relational-social-spiritual process outlined in detail by the full 20 woodcuts of the Rosarium Philosophorum, and specifically the lunar (relational) and solar (self-expressive) paths, which are explored herein. These processes are illustrated with respect to the interaction between infant and caregiver, clinical vignettes and examples from the political sphere. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Questo articolo descrive il narcisismo come nostro comportamento naturale, infantile, e specifica tre caratteristiche relative all'evacuazione e all'elusione della sofferenza, al controllo, e al distanziarsi dalle relazioni. Suggerisce che il processo di incarnazione e individuazione rappresenti lo sviluppo dell’Io infantile e la 'risoluzione' di questi narcisistici modi di essere, inclusa l'evasione dalla 'trappola dello specchio'. Lo sviluppo di un Io-homunculus infantile e dispotico comporta l'ampliamento e l'allentamento dell'identificazione dell’Io, con l'Io che diventa assoggettato al Sè. Questo è un processo incorporato-relazionale-sociale-spirituale delineato in dettaglio dalle 20 xilografie del Rosarium Philophorum, e in particolare dai percorsi lunari (relazionali) e solari (espressioni del Sè), ivi discussi. Questi processi sono illustrati collegandoli all'interazione tra infante e accudente, con vignette cliniche e esempi dalla sfera politica. | it |
pair_31972882 | This paper describes narcissism as our natural, infant-like behaviour, and specifies three characteristics relating to the evacuation and avoidance of distress, to control, and to distancing from relationship. It suggests that the processes of incarnation and individuation represent the development of the early ego and the 'resolution' of these narcissistic ways of being, including escape from the 'mirror trap'. The development of the early, controlling 'homunculus-ego' entails the loosening and broadening of ego-identifications and the ego becoming subject to the Self. This is an embodied-relational-social-spiritual process outlined in detail by the full 20 woodcuts of the Rosarium Philosophorum, and specifically the lunar (relational) and solar (self-expressive) paths, which are explored herein. These processes are illustrated with respect to the interaction between infant and caregiver, clinical vignettes and examples from the political sphere. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | 自我, 他者和自性化:通过玫瑰园的月性和日性路径化解自恋 这篇文章把自恋描述为我们的自然的, 婴儿般的行为, 并提出其中三个特点, 它们与压力的撤离和回避有关, 与控制有关, 与关系的疏离有关。文章提出, 化身的过程及自性化代表了早期自我的发展, 以及对这些自恋性存在的“化解”, 这包括了从“镜像陷阱”中逃离。这一早期的, 控制性的“侏儒-自我”需要自我身份的松懈和扩展, 以及让自我以自性为归属。˙这是一个具身的-关系性的-社会的-精神的过程, 这一过程由玫瑰园哲学的20个木刻详细描绘, 其中特别探讨的是月性 (关系的)和日性 (自我-表达的)路径。文章还结合婴儿和养育者互动, 临床插图, 及政治角度的例子来描绘这些过程。. | zh-cn |
pair_31972882 | This paper describes narcissism as our natural, infant-like behaviour, and specifies three characteristics relating to the evacuation and avoidance of distress, to control, and to distancing from relationship. It suggests that the processes of incarnation and individuation represent the development of the early ego and the 'resolution' of these narcissistic ways of being, including escape from the 'mirror trap'. The development of the early, controlling 'homunculus-ego' entails the loosening and broadening of ego-identifications and the ego becoming subject to the Self. This is an embodied-relational-social-spiritual process outlined in detail by the full 20 woodcuts of the Rosarium Philosophorum, and specifically the lunar (relational) and solar (self-expressive) paths, which are explored herein. These processes are illustrated with respect to the interaction between infant and caregiver, clinical vignettes and examples from the political sphere. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Cet article décrit le narcissisme comme notre comportement naturel de tout petit, et souligne trois caractéristiques en rapport avec l’évacuation et l’évitement de la détresse, le contrôle, et la mise à distance de la relation. Il suggère que le processus de l’incarnation et de l’individuation représentent le développement du moi précoce et la « résolution » de ces manières narcissiques d’être, et qui inclue l’échappée du « piège du miroir ». Le développement du « moi-homuncule » précoce et cherchant à contrôler implique le relâchement et l’élargissement des identifications du moi et implique que le moi devienne assujetti au Soi. Il s’agit là d’un processus incarné-relationnel-social-spirituel exposé en détail dans la totalité des 20 gravures sur bois du Rosarium Philosophorum, et particulièrement le chemin lunaire (relationnel) et le chemin solaire (de l’expression de soi), qui sont explorés ici. Ces processus sont illustrés en lien avec l’interaction entre l’enfant et la personne qui s’occupe de lui, des vignettes cliniques et des exemples venant de la sphère politique. | fr |
pair_31972882 | This paper describes narcissism as our natural, infant-like behaviour, and specifies three characteristics relating to the evacuation and avoidance of distress, to control, and to distancing from relationship. It suggests that the processes of incarnation and individuation represent the development of the early ego and the 'resolution' of these narcissistic ways of being, including escape from the 'mirror trap'. The development of the early, controlling 'homunculus-ego' entails the loosening and broadening of ego-identifications and the ego becoming subject to the Self. This is an embodied-relational-social-spiritual process outlined in detail by the full 20 woodcuts of the Rosarium Philosophorum, and specifically the lunar (relational) and solar (self-expressive) paths, which are explored herein. These processes are illustrated with respect to the interaction between infant and caregiver, clinical vignettes and examples from the political sphere. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Dieser Aufsatz beschreibt Narzißmus als unser natürliches, kindliches Verhalten und spezifiziert drei Merkmale die in Relation stehen zum Evakuieren und zur Vermeidung von Not als Mittel zur Kontrolle von und zur Distanzierung in Beziehungen. Es wird angenommen, daß die Prozesse der Inkarnation und Individuation die Entwicklung des frühen Ichs und die 'Auflösung' dieser narzißtischen Seinsarten darstellen, einschließlich der Flucht aus der 'Spiegelfalle'. Die Entwicklung des frühen, kontrollierenden Homunkulus-Ichs beinhaltet die Lockerung und Erweiterung von Ich-Identifikationen und die Unterwerfung des Egos unter das Selbst. Dies ist ein verkörperter, beziehungsmäßiger, sozialer und spiritueller Prozeß, der detailliert in den 20 Holzschnitten des Rosarium Philosophorum beschrieben wird, insbesondere auf den Linien Mond (relational) und Sonne (Selbstausdruck), die hier untersucht werden. Diese Prozesse werden mit Blick auf das Zusammenspiel von Säugling und Pflegeperson, auf klinische Vignetten und Beispiele aus dem politischen Bereich veranschaulicht. | de |
pair_31972882 | This paper describes narcissism as our natural, infant-like behaviour, and specifies three characteristics relating to the evacuation and avoidance of distress, to control, and to distancing from relationship. It suggests that the processes of incarnation and individuation represent the development of the early ego and the 'resolution' of these narcissistic ways of being, including escape from the 'mirror trap'. The development of the early, controlling 'homunculus-ego' entails the loosening and broadening of ego-identifications and the ego becoming subject to the Self. This is an embodied-relational-social-spiritual process outlined in detail by the full 20 woodcuts of the Rosarium Philosophorum, and specifically the lunar (relational) and solar (self-expressive) paths, which are explored herein. These processes are illustrated with respect to the interaction between infant and caregiver, clinical vignettes and examples from the political sphere. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | El presente trabajo describe el narcisismo como nuestra conducta natural infantil, y especifica tres características relacionadas con la evacuación y evitación del estrés, el control y el distanciamiento de las relaciones. Sugiere que los procesos de encarnación e individuación representan el desarrollo del ego temprano y la ‘resolución’ de estos modos narcisistas de ser, incluyendo la salida de la ‘trampa del espejo’. El desarrollo del temprano y controlador ‘ego-homúnculus’ conlleva la flexibilización y la ampliación de las identificaciones del ego y el devenir del ego sujeto del Sí Mismo. Se trata de un proceso enraizado-en-el-cuerpo-relacional-social-espiritual delineado en detalle a través de los 20 grabados del Rosarium Philosophorum, y específicamente los caminos lunar (relacional) y solar (auto expresivo), los cuales son explorados. Se ilustran estos procesos, haciendo referencia a la interacción entre infante y cuidador, a través de viñetas clínicas y ejemplos de la esfera política. | es |
pair_31972882 | This paper describes narcissism as our natural, infant-like behaviour, and specifies three characteristics relating to the evacuation and avoidance of distress, to control, and to distancing from relationship. It suggests that the processes of incarnation and individuation represent the development of the early ego and the 'resolution' of these narcissistic ways of being, including escape from the 'mirror trap'. The development of the early, controlling 'homunculus-ego' entails the loosening and broadening of ego-identifications and the ego becoming subject to the Self. This is an embodied-relational-social-spiritual process outlined in detail by the full 20 woodcuts of the Rosarium Philosophorum, and specifically the lunar (relational) and solar (self-expressive) paths, which are explored herein. These processes are illustrated with respect to the interaction between infant and caregiver, clinical vignettes and examples from the political sphere. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | В статье нарциссизм описан как наше естественное, похожее на детское поведение, выделены три характеристики, имеющие отношение к эвакуации и избеганию дистресса, к контролю и к дистанцированию в отношениях. Предполагается, что процесс инкарнации и индивидуации представляет развитие раннего эго через «разрешение» этих нарциссических путей бытия, включая побег из «зеркальной ловушки». Развитие раннего контролирующего «гомункулуса - эго» влечет за собой освобождение и расширение эго-идентификаций и эго подчиняется самости. Этот телесно-отношенческий-социально-духовный процесс детально описан 20 деревянным гравюрами Rosarium Philosophorum, особенно лунарным (отношения) и солярным (выражение себя) путями, которые исследуются в данной работе. Эти процессы проиллюстрированы с учетом взаимодействия между младенцем и заботящимся о нем взрослом, а также клиническими виньетками и примерами из сферы политики. | ru |
pair_31972884 | Continuous stress and trauma are manifested in dreams, the study of which can expand our knowledge concerning unconscious reactions to trauma and efforts of coping with continuous traumatic situations. In our research we asked people living under continuous threat of rocket attacks to record their dreams and their associations to them during four consecutive weeks. We collected 609 dreams from 44 women and 18 men (age range 14-62). The dreams submitted were analysed according to the Jungian approach in the light of the information and associations presented by the subjects. Full dream series of dreamers from each group were analysed in an attempt to capture the depth-psychological experience of living and dreaming under fire. The most frequent themes found were: 'concrete vs. symbolic', 'togetherness', 'active ego', 'fear and anxiety', 'shadow' and 'personal issue'. The subjects were divided into three age groups. Differences between the occurrences of themes were examined. On the unconscious level our results showed that the adolescents group seemed to be the most vulnerable to the stress situation (preponderance of concrete dreams), the mature adults group was the least influenced by it (preponderance of symbolic dreams and of the 'personal issue' theme) and the young adults group made the greatest psychological efforts for coping (preponderance of 'active ego' theme). We noted few anima figures appearing in the men's dreams, while animus figures appeared in the women's dreams. In another study undertaken immediately after one of the recent wars in Gaza we collected dreams of Israelis living in the south of Israel who were under heavy daily rocket attacks, and dreams of Palestinians living in the West Bank. The most significant difference we found between the groups was a preponderance of symbolic dreams among the Palestinians, as opposed to a preponderance of concrete trauma dreams among the Israeli group living on the Gaza border. In both groups we found archetypal symbols of evil. In conclusion, dreams can help us detect emotional distress, even when subjects seem 'ok'. Early detection and working with dreams can help prevent the severity of delayed PTSD. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Lo stress continuo e il trauma si manifestano nei sogni, il cui studio può espandere la nostra conoscenza delle relazioni inconsce al trauma e gli sforzi per far fronte a situazioni traumatiche continue. Nella nostra ricerca abbiamo chiesto alle persone che vivono sotto la continua minaccia di attacchi missilistici di scrivere i loro sogni e le loro associazioni ad essi per 4 settimane consecutive. Sono stati raccolti 609 sogni da 44 donne e 18 uomini (fascia d'età 14-62). I sogni presentati sono stati analizzati secondo l'approccio junghiano alla luce delle informazioni e delle associazioni presentate dai soggetti. Le serie di sogni complete dei sognatori di ciascun gruppo sono state analizzate nel tentativo di cogliere l'esperienza psicologica profonda del vivere e sognare sotto il fuoco. I temi più frequenti sono: ‘Concreto vs. Simbolico', ‘Unione', ‘Io attivo', ‘Paura e ansia', ‘Ombra' e ‘Problemi personali'. I soggetti sono stati divisi in 3 fasce di età. Sono state esaminate le differenze nelle ripetizioni dei temi. A livello inconscio, il gruppo degli Adolescenti sembra essere il più vulnerabile alla situazione di stress (preponderanza di sogni concreti). Il gruppo degli Adulti è il meno influenzato da questa situazione (preponderanza di sogni simbolici e del tema ‘Problemi personali'). Il gruppo dei Giovani Adulti compie più sforzi psicologici per fronteggiare la situazione (preponderanza del tema ‘Io attivo'). Quasi nessuna figura di Anima appare nei sogni degli uomini, mentre le figure di Animus appaiono nei sogni delle donne. In un altro studio condotto immediatamente dopo una delle recenti guerre a Gaza, abbiamo raccolto sogni degli israeliani che vivevano nel sud di Israele, sottoposti a pesanti attacchi missilistici giornalieri, e sogni dei palestinesi che vivevano in Cisgiordania. La differenza più significativa che abbiamo riscontrato tra i due gruppi è stata una preponderanza di sogni simbolici tra i palestinesi, al contrario di una preponderanza di sogni traumatici concreti tra il gruppo di israeliani che vivono al confine di Gaza, in mezzo a costanti bombardamenti e lanci di missili. In entrambi i gruppi abbiamo trovato simboli archetipici del male. Il nemico in entrambi i gruppi è disumanizzato e privo di un'identità individuale, una proiezione dell'ombra, che minaccia di distruggere il sognatore e il collettivo. In conclusione: i sogni possono aiutarci a rilevare il disagio emotivo, anche quando non sono segnalati sintomi specifici di PTSD ed i soggetti sembrano ‘OK'. La diagnosi precoce e il lavoro con i sogni possono aiutare a prevenire la gravità del PTSD ritardato. La narrazione dei sogni può spianare la strada al dialogo con l'“Altro”, anche quando tale Altro viene percepito come un nemico. | it |
pair_31972884 | Continuous stress and trauma are manifested in dreams, the study of which can expand our knowledge concerning unconscious reactions to trauma and efforts of coping with continuous traumatic situations. In our research we asked people living under continuous threat of rocket attacks to record their dreams and their associations to them during four consecutive weeks. We collected 609 dreams from 44 women and 18 men (age range 14-62). The dreams submitted were analysed according to the Jungian approach in the light of the information and associations presented by the subjects. Full dream series of dreamers from each group were analysed in an attempt to capture the depth-psychological experience of living and dreaming under fire. The most frequent themes found were: 'concrete vs. symbolic', 'togetherness', 'active ego', 'fear and anxiety', 'shadow' and 'personal issue'. The subjects were divided into three age groups. Differences between the occurrences of themes were examined. On the unconscious level our results showed that the adolescents group seemed to be the most vulnerable to the stress situation (preponderance of concrete dreams), the mature adults group was the least influenced by it (preponderance of symbolic dreams and of the 'personal issue' theme) and the young adults group made the greatest psychological efforts for coping (preponderance of 'active ego' theme). We noted few anima figures appearing in the men's dreams, while animus figures appeared in the women's dreams. In another study undertaken immediately after one of the recent wars in Gaza we collected dreams of Israelis living in the south of Israel who were under heavy daily rocket attacks, and dreams of Palestinians living in the West Bank. The most significant difference we found between the groups was a preponderance of symbolic dreams among the Palestinians, as opposed to a preponderance of concrete trauma dreams among the Israeli group living on the Gaza border. In both groups we found archetypal symbols of evil. In conclusion, dreams can help us detect emotional distress, even when subjects seem 'ok'. Early detection and working with dreams can help prevent the severity of delayed PTSD. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | 在烈火下做梦:处于持续压力中的心灵 持续压力以及创伤会在梦中呈现, 关于这一领域的研究可以让我们更加了解无意识如何回应创伤, 以及如何努力应付持续的创伤状态。在我们的研究中, 我们请那些长期处于火箭攻击威胁下的人们记下他们的梦, 以及他们对梦的联想, 这一过程持续四周。我们收集到了来自44名女性和18名男性(年龄14-62之间)的609个梦。我们使用荣格的取向对这些梦及相关的信息与个体的联想进行了分析。我们分析了所有做梦者的梦的系列, 试图理解当个体在烈火下生活并做梦时, 他们深度的心理体验。我们发现最常见的主题是:“实在的和象征的”, “在一起”, “活跃的自我”, “恐惧与焦虑”, “阴影”, 及“个人的主题”。被试被分成三个年龄组。我们比较了不同年龄组在梦的主题上的变化。在无意识水平上, 青少年组似乎对压力状态最为敏感 (有更多实在的梦)。年长成年人组最不受影响 (更多象征性的梦, 更多个人主题)。年轻成年人最努力应对 (更多活跃自我的主题)。在男性的梦中很少出现阿尼玛, 在女性梦中会出现阿尼姆斯。当加沙一次近期的战争刚刚结束的时候, 我们立刻进行了另一项研究, 我们收集了住在南以色列的以色列人的梦, 他们曾经受十分严重的每日火箭攻击, 也收集了住在约旦河西岸的巴勒斯坦人的梦。我们在组间找到的最大的差异是, 巴勒斯坦人有更多象征性的梦, 而那些住在加沙边界长期受火箭袭击的以色列群体则更多实际的创伤的梦。在两组中, 我们都发现关于邪恶的原型象征。两组中的敌人都被去人性化, 并缺少个体身份, 是阴影的投射, 威胁着要毁灭做梦者和集体。结论:梦可以帮助我们发现情感的压力, 即使在没有发展成PTSD的时候, 在个体看起来还好的时候。早期发现并对这些梦工作可以帮助我们预防严重的延迟的PTSD。讲述梦和倾听梦可以让我们开发与“他者”对话的道路, 即使当这个他者是作为敌人被感知的。. | zh-cn |
pair_31972884 | Continuous stress and trauma are manifested in dreams, the study of which can expand our knowledge concerning unconscious reactions to trauma and efforts of coping with continuous traumatic situations. In our research we asked people living under continuous threat of rocket attacks to record their dreams and their associations to them during four consecutive weeks. We collected 609 dreams from 44 women and 18 men (age range 14-62). The dreams submitted were analysed according to the Jungian approach in the light of the information and associations presented by the subjects. Full dream series of dreamers from each group were analysed in an attempt to capture the depth-psychological experience of living and dreaming under fire. The most frequent themes found were: 'concrete vs. symbolic', 'togetherness', 'active ego', 'fear and anxiety', 'shadow' and 'personal issue'. The subjects were divided into three age groups. Differences between the occurrences of themes were examined. On the unconscious level our results showed that the adolescents group seemed to be the most vulnerable to the stress situation (preponderance of concrete dreams), the mature adults group was the least influenced by it (preponderance of symbolic dreams and of the 'personal issue' theme) and the young adults group made the greatest psychological efforts for coping (preponderance of 'active ego' theme). We noted few anima figures appearing in the men's dreams, while animus figures appeared in the women's dreams. In another study undertaken immediately after one of the recent wars in Gaza we collected dreams of Israelis living in the south of Israel who were under heavy daily rocket attacks, and dreams of Palestinians living in the West Bank. The most significant difference we found between the groups was a preponderance of symbolic dreams among the Palestinians, as opposed to a preponderance of concrete trauma dreams among the Israeli group living on the Gaza border. In both groups we found archetypal symbols of evil. In conclusion, dreams can help us detect emotional distress, even when subjects seem 'ok'. Early detection and working with dreams can help prevent the severity of delayed PTSD. | en | lexi-ml/wmt_22_dataset_en_it | train | text | Le stress en continu et le traumatisme se manifestent dans les rêves, et l'étude de ceux-ci peut élargir notre connaissance en ce qui concerne les réactions inconscientes au traumatisme et les efforts pour faire face à des situations traumatisantes en continu. Dans notre recherche nous avons demandé à des personnes qui vivent sous la menace continuelle de tirs de roquettes d'écrire leurs rêves et leurs associations aux rêves pendant 4 semaines consécutives. Nous avons recueilli 609 rêves de 44 femmes et 18 hommes (d'âge entre 14 et 62 ans). Les rêves apportés ont été analysés selon l'approche Jungienne à la lumière d'information et d'associations apportées par les personnes. Des séries complètes de rêveurs de chaque groupe ont été analysées pour tenter de saisir au niveau de la psychologie des profondeurs l'expérience de vivre et de rêver sous les tirs. Les thèmes les plus fréquents sont: « Le Concret par opposition au symbolique », « L'Unité », « Le Moi Actif », « La Peur et l'Angoisse », « L'Ombre », « Les Problèmes Personnels ». Les sujets ont été répartis en 3 groupes. Les différences d'apparition des thèmes selon les groupes ont été étudiées. Au niveau inconscient le groupe des Adolescents semble être le plus vulnérable à la situation de stress (prépondérance de rêves concrets). Le groupe des Adultes Murs en est le moins influencé (prépondérance de rêves symboliques et des thèmes « Problèmes Personnels »). Le groupe des Jeunes Adultes fait le plus d'efforts psychologiques pour faire face (prépondérance du thème « Moi Actif »). Il n'apparait quasiment pas de personnage représentant l'Anima dans les rêves des hommes, alors que des personnages représentant l'Animus apparaissent dans les rêves des femmes. Dans une autre étude faite juste après l'une des guerres récentes dans Gaza, nous avons rassemblé les rêves d'Israéliens vivant dans le sud d'Israël et qui étaient sous attaque quotidienne soutenue par des tirs de roquettes, ainsi que les rêves de Palestiniens vivant en Cisjordanie. La différence la plus significative que nous avons trouvée entre ces deux groupes est la prépondérance de rêves symboliques parmi les Palestiniens, alors que chez les Israéliens vivant près de la bande de Gaza au milieu d'un pilonnage continu de roquettes et d'artillerie ce sont les rêves de traumatisme concret qui sont prépondérants. Dans les deux groupes nous avons trouvé des symboles archétypiques du mal. Dans les deux groupes l'ennemi est déshumanisé et manque d'identité individuelle. En conclusion: les rêves peuvent nous aider à détecter la détresse émotionnelle, même quand il n'est pas fait état de symptômes spécifiques de SSPT (symptôme de stress post-traumatique), et que les sujets ont l'air « OK ». Une détection précoce et un travail avec les rêves peut aider à prévenir la sévérité de SSPT différé. Raconter les rêves et écouter les rêves peut ouvrir le chemin vers un dialogue avec « l'Autre », même quand cet Autre est perçu comme l'ennemi. | fr |
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